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martedì 12 maggio 2026

12 Maggio 1985: Juventus - Sampdoria

È il 12 maggio 1985 Juventus e Sampdoria si sfidano nella quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1984-85 allo Stadio 'Comunale' di Torino

I Bianconeri sembrano più concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa, invece, c'è sorprendentemente il Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto

Dall'altra parte c'è la Samp che vive una stagione storica - oltre al quarto posto finale, i ragazzi di Bersellini conquistano anche la Coppa Italia.

Buona Visione!



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Stagione 1984-1985 - Campionato di Serie A - 14 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 12 maggio 1985 ore 16:00 
JUVENTUS-SAMPDORIA 1-1
MARCATORI: Platini 57, Scanziani 76

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, (c) Scirea, Vignola, Tardelli (Pioli 2 - Prandelli 78), Rossi P., Platini, Boniek 
A disposizione: Bodini, Limido, Koetting
Allenatore: Giovanni Trapattoni

SAMPDORIA: Bordon, Mannini, Galia, Pari, Vierchowod, Pellegrini, Scanziani, Casagrande (Vialli 62), Francis, Salsano, Mancini 
A disposizione: Bocchino, Gambaro, Paganin A., Picasso
Allenatore: Eugenio Bersellini

ARBITRO: Paparesta R.
AMMONIZIONI: Boniek (Juventus); Casagrande (Sampdoria)
ESPULSIONI: Allenatore Bersellini (Sampdoria)



Ai bianconeri non basta un gol di Platini contro la Samp che replica con Scanziani
Adesso la Juve rischia l'Uefa
Gara combattuta ed equilibrata - 
Tardelli all'ospedale: sei punti di sutura al ginocchio sinistro ferito da un'involontaria «tacchettata» di Mancini al primo minuto 
Annullato per fuorigioco un gol di Mancini 
Espulso Bersellini


TORINO La Juventus rischia di perdere l'appuntamento con l'Uefa che, dopo l'1-1 di ieri firmato da Platini e Scanziani nel quadro di una partita combattuta, equilibrata e caratterizzata da sprazzi di gioco pregevoli, è invece alla portata della Sampdoria che ha ampiamente meritato il pareggio. Rischia perché qualcosa non funziona nei meccanismi della squadra di Trapattoni, che non vince in campionato da un mese, forse frenata inconsciamente dalla finale di Bruxelles, forse vittima di una sottile tensione che le voci di mercato, le partenze di Rossi, Tardelli e quella possibile di Boniek, nonché i probabili arrivi, concorrono ad alimentare.

Qualche pedina fondamentale non riesce a ritrovare lo smalto, la brillantezza delle giornate migliori. Come Platini, che, rispetto a quello spento di Napoli, è apparso in crescendo ed ha siglato un bel gol, il 17 in campionato, ma ha giocato a corrente alternata anche per il feroce marcamento di Casagrande, ammonito dall'arbitro e poi sostituito con Vialli (61'), mossa decisiva di Bersellini che con tre punte ha rimontato. 

Come Boniek, che non lesina l'impegno (è stato ammonito) ed ha propiziato l'1-0 con un lancio alla... Platini, ma non riesce ad avere continuità e rendimento, anche perché convalescente dalla distorsione alla caviglia sinistra.

I due stranieri si sono alternati di punta al posto di Briaschi, la cui indisponibilità comincia a pesare, ma non hanno trovato grande collaborazione, in Rossi, che s'è fatto parare da Bordon una favorevole palla-gol (17') e spesso s'è trovato con le spalle alla porta, in chiara difficoltà tra Vierchowod e Pellegrini. Neppure Vignola ha tonificato il centrocampo né Bonini si è sfiancato in un doppio lavoro di appoggio e copertura che, a gioco lungo, gli ha tolto lucidità, mandandolo fuori misura, a differenza di quanto accadde nel finale della scorsa stagione, quando si rivelò elemento chiave per la conquista dello scudetto e della Coppa delle Coppe. Ha sfiorato la rete in avvio, poi ha tentato finezze senza esito. Si è messo solo in evidenza dando l'abbrivio all'azione del gol.

Problemi che la spavalda Sampdoria, malgrado l'importante assenza di Souness squalificato, ha sottolineato e che la perdita di Tardelli, ferito al ginocchio sinistro da un involontaria tacchettata di Mancini al primo minuto e trasportato in barella negli spogliatoi e poi in ospedale dove gli hanno applicato 6 punti di sutura, ha acuito.

Pioli, il sostituto di Tardelli. Non s'è inserito in partita con quell'autorità che aveva all'inizio del campionato e che sembrava addirittura proporlo per un posto fisso da titolare. Galia ha sospinto in avanti parecchi palloni senza trovare molta opposizione da Pioli che, quando era chiamato a sostenere il lavoro offensivo, appariva titubante o impreciso.

Con un centrocampo che non garantiva il filtro indispensabile, anche la difesa, che a Napoli era stata imprescindibile, ha sofferto in più occasioni sui contropiedi sampdoriani, azionati da Scanziani, Salsano e Galia che hanno avuto in Francis e Mancini (cui Paparesta ha annullato per fuori gioco il gol sull'1-1) gli elementi di maggiore spicco nonostante la buona prestazione di Brio, la generosità di Favero e la tempestività di Scirea. Tасconi ha sfoderato almeno un paio di grandi parate: la prima con uno splendido colpo di reni al 6' su un tocco volante di Casagrande servito alla perfezione da Francis; la seconda su staffilata di Mancini (36'). Ha anche respinto un pericoloso colpo di testa di Mannini (67').

Il portiere ha un po' guastato la brillante serie di interventi sull'1-1 di Scanziani (76'). L'azione, nata da un corner, era stata confusa: rimpallo tra Salsano e Scirca, tiro di Pari deviato da Vierchowod con il pallone che si allargava e Tacconi, ritenendolo ormai fuori dalla portata di Scanziani, si tuffava in ritardo e veniva trafitto dal capitano dei blucerchiati. Dopo il pareggio, Trapattoni inseriva Prandelli al posto di Pioli, che zoppicava per un dolore muscolare e, da qualche minuto, aveva chiesto il cambio.

La Juventus, più con la volontà che con lucidità e raziocinio, produceva un caotico e sterile forcing, esponendosi alle controffensive della Sampdoria che all'81', come s'è detto, andava a bersaglio su combinazione Francis-Mancini, ma il guardalinee sbandierava l'offside e Paparesta annullava, aggiungendo un'altra arrabbiatura per Bersellini, espulso al 64' perché si agitava troppo in panchina protestando per un presunto fallo di Cabrini su Mancini in area, rimasto all'imbocco del sottopassaggio. Bersellini era nervoso perché vuole a tutti i costi l'Uefa, un traguardo storico.


Bruno Bernardi




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Il gol del 1-0 di Platini

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Il gol del pareggio di Scanziani

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In uno scontro con Mancini, Tardelli ha riportato una ferita a un ginocchio che ha richiesto sei punti di sutura: ecco il bianconero che lascia il campo in barella


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sabato 9 maggio 2026

9 Maggio 1976: Juventus - Sampdoria

È il 9 maggio 1976 e si gioca allo Stadio 'Comunale' di Torino la sfida Juventus-Sampdoria. La gara è valevole per la quattordecisima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1975-76.

Alla fine di quel Campionato la Juventus finirà alle spalle del Torino Campione d'Italia con solo due punti di ritardo.

Per quanto riguarda la coppa nazionale, i nostri eroi non riusciranno neppure a superare il primo turno eliminatorio: saranno scavalcati nel girone dall'Inter. Invece la Coppa Italia la vince a sorpresa il Napoli che strapazza per 4-0 in finale l'altra sorpresa Hellas Verona.

Buona Visione!



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Stagione 1975-1976 - Campionato di Serie A - 14 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 9 maggio 1976 ore 16:00 
JUVENTUS-SAMPDORIA 2-0
MARCATORI: Capello F. 47, Furino 72

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Tardelli, (c) Furino, Morini, Scirea, Causio (Altafini 46), Cuccureddu, Gori S., Capello F., Bettega R.
A disposizione: Alessandrelli, Spinosi
Allenatore: Carlo Parola

SAMPDORIA: Cacciatori, Arnuzzo, Rossinelli, Ferroni, Zecchini, Lippi, Saltutti, Valente (Nicolini 46), Salvi, Orlandi, Tuttino
A disposizione: Di Vincenzo, Magistrelli
Allenatore: Eugenio Bersellini

ARBITRO: Michelotti
AMMONIZIONI: Tardelli (Juventus); Arnuzzo, Nicolini (Sampdoria)





Le pagelle dei bianconeri 

ZOFF è impegnato con tiri da lontano, alcuni innocui, altri fuori bersaglio. Corre un paio di pericoli nella ripresa su tiri di Nicolini (parata) e di Saltutti (fuori di poco). È battuto dalla deviazione di testa di Rossinelli, ma l'arbitro annulla per fuori gioco del Sampdoriano. Pur senza prodursi in interventi decisivi, appare rinfrancato.

GENTILE è risuschiato in avanti da Tuttino che arretra; ne approfitta per sostenere incessantemente il forcing offensivo senza perdere di vista il suo diretto avversario. Fornisce anche il passaggio che consente a Furino di segnare il secondo gol.

TARDELLI S'improvvisa, come di consunto, ala sinistra: effettua poderosi allunghi che, spesso, si concludono con il cross. Ripiega in retrovia riuscendo a tenere a bada Orlandi. Una prova all'altezza della sua fama. 

FURINO Sgobba per due con impegno. Lavora con ordine numerosi palloni e compie un piccolo capolavoro nell'azione del secondo gol: supera in slalom due avversari ed il portiere, poi, da posizione angolatissima, infila in rete, ala pure con pure la leggera deviazione di Zecchini.

MORINI Cura l'unica punta della Sampdoria, Saltutti. Lo neutralizza senza sforzo, essendo in forma perfetta. Si concede anche una magnifica galoppata offensiva impegnando Cacciatori con un tiro dal limite. Solo una volta, e grazie ad un fortunato tackle, Saltutti riesce a concludere, sfiorando l'incrocio dei pali.

SCIREA si sgancia spesso, sfiora anche il gol. Sostiene centrocampo e attacco ma anche in fase difensiva è puntuale a stroncare i rari contrattacchi sampdoriani

CAUSIO Non brilla. Un dolore al piede sinistro, accusato verso la mezz'ora, né limita il rendimento e Parola, nell'intervallo, lo sostituisce con Altafini.

ALTAFINI Gioca sulla destra, al posto di Causio. Arretra per disturbare gli inserimenti di Arnuzzo. Non tocca molti palloni ma non sbaglia un passaggio. Un suo scatto irresistibile, con passaggio a Gori (non sfruttato), è sottolineato dagli applausi. Esplode un gran destro ma Cacciatori gli nega il gol.

CUCCUREDDU - Gioca mezzala e risulta tra i migliori in campo. Effettua diversi tiri senza fortuna: a volte difetta di precisione. Su punizione prepara il gol di Capello.

GORI soffre, più degli altri, il terreno allentato. Chiuso nella morsa Ferroni-Lippi non riesce a farsi luce per il tiro. Per esprimersi al meglio ha bisogno di spazi che il bunker sampdoriano gli nega.

CAPELLO presidia con autorità il centrocampo, benché sia tallonato da un mastino come Mossinelli, e smista utili palloni: bello il cross dal fondo campo per Bettega che, di testa, sfiora il gol. Sblocca il risultato con un preciso colpo di testa, sfruttando un'indecisione della difesa sampdoriana.

BETTEGA fallisce di un soffio un paio di occasioni. Segna nella ripresa, ma l'arbitro annulla per fuori gioco di Gori. S'impegna a fondo, ma non è facile giocare contro una squadra arroccata. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 10 maggio 1976



Bella prova della Juve (che spera ancora) contro la tenacissima Sampdoria.
Solo un miracolo potrebbe portare allo spareggio del 20 maggio.
Intanto il tecnico si difende dagli attacchi dei tifosi e accetta di comparire questa estate in crociera - davanti al tribunale del Guerin Sportivo
Processo a Parola (ma in alto mare)

TORINO I tifosi hanno abbandonato la Juventus. Ad assistere alla partita dell'arrivederci, c'erano solo 6.058 paganti. Aggiungiamoci pure i 17 mila abbonati, si è sempre al livello di Serie B. La Juventus, campione d'Italia, non meritava questa umiliazione nella partita dell'arrivederci. 
Dice Parola con amarezza: 
"Abbiamo due punti in più dell'anno scorso. Con la partita di Perugia possiamo migliorare ancora. Se facciamo meglio dell'anno scorso, voglio vedere chi ha il coraggio di sputarmi in faccia!" 

L'alibi di Parola sono le cifre. L'allenatore vuol dimostrare che la Juventus perderà lo scudetto perché il Torino si è comportato da mostro.
È stato scritto che per Parola quella con la Sampdoria era la partita dell'addio, diciamo pure del licenziamento. Può anche essere, però Parola ci tiene a specificare che non è stato lui a dire questo, come invece ha scritto qualche giornale: 
"Non ho mai detto che lascio la Juventus, se ne riparlerà a fine campionato." 
Ammette però che qualche colloquio sul futuro con Boniperti c'è stato, ma aggiunge: 
"Queste sono cose nostre, non posso renderle di dominio pubblico" 
È difficile indovinare il domani della Juventus. L'allenatore della squadra femminile di basket del Fiat, il cubano Gonzales, ha fatto sapere di essere già stato ingaggiato dalla Juventus come preparatore atletico. Il che fa supporre che Boniperti, risolto il problema del training, punti semmai su un allenatore giovane e docile, disposto ad obbedire ai suoi ordini.
Però quest'anno la Juventus aveva speso quasi due miliardi e s'era rinforzata con Tardelli e Gori per vincere lo scudetto, la Coppa dei Campioni e la Coppa Italia. Due traguardi sono stati mancati, il terzo è appeso ad un sottilissimo filo. C'è già materia per fare un processo all'allenatore. E Parola, molto sportivamente, ha accettato di essere processato dalla speciale giuria del « Guerin Sportivo ». Lo metteremo sul banco degli imputati durante la solita crociera su una nave della Linea C, dove l'anno scorso fu processato (e assolto) Fulvio Bernardini. Qualcuno dirà magari che assieme a Parola si dovrebbe processare anche Boniperti e noi ci auguriamo che il presidente tecnico della Juventus accetti di dividere il capo di imputazione con l'allenatore da lui scelto e fermamente difeso.

Non si sa invece cosa pensa Gianni Agnelli, perché domenica allo stadio non si è visto. È troppo impegnato con la politica per poter pensare anche alla Juventus. Aveva già detto di sì a La Malfa, per presentarsi nella lista del PRI. Poi suo fratello Umberto gli ha rivelato che a sua volta aveva già accettato l'invito della Democrazia Cristiana. A questo punto all'Avvocato è sembrato assurdo che un fratello si presentasse in un partito e l'altro in un altro. Ha così declinato l'invito del PRI e La Malfa si è arrabbiato da morire.

Si è parlato di politica anche in casa della Sampdoria. Il presidente Lolli Ghetti ha annunciato di aver querelato (tramite l'avvocato genoano Ugo Maria Failla) «La Repubblica » che l'ha accusato di aver finanziato il golpe liberale di Edgardo Sogno. Lolli Ghetti è iscritto al PLI, non poteva tollerare il sospetto di aver versato milioni a un complotto liberale e si è rivolto al tribunale.

Quanto alla squadra ormai Bersellini (che nella prossima stagione potrebbe cedere la panchina a Luis Suarez o a Liedholm) spera in San Gennaro e nei dirigenti della Sampdoria che sono molto amici del presidente del Napoli Ferlaino. Per la sconfitta di Torino, come al solito, l'allenatore ha scaricato tutte le colpe sui giocatori che lasciano gli avversari liberi di segnare. I giocatori a loro volta sono furibondi con i dirigenti che hanno negato il premio salvezza.

Infine negli ambienti della Juventus si definisce fanta-calcio quanto ha scritto il "Corriere d'Informazione". Secondo il quotidiano milanese della Sera, la Juventus perderà lo scudetto per colpa di Boniperti, che il 17 marzo rifiutò un ritocco al premio scudetto fissato precedentemente in 8 milioni.

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1976 nr.20




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Fabio Capello, il ragioniere della Vecchia Signora, leva i pugni al cielo. È la gioia della vittoria e della speranza; speranza di arrivare almeno a uno spareggio con il Torino, che a Verona ha compiuto un mezzo passo falso, andando ad impattare con gli attenti uomini di Valcareggi. Dietro a Capello, Altafini sorride. Sarà ancora lui il match-winner?

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La Juventus ha battuto, con il punteggio classico di 2 a 0, la pericolante Sampdoria. Ha aperto le marcature Fabio Capello che, con un perfetto stacco da terra, colpisce di testa battendo così l'incolpevole Cacciatori. Una volta sbloccato il risultato, la Juve ha cercato di rimpinguare il bottino, ma la precipitazione e l'ottimo guardiano ospite glielo hanno impedito. C'è voluto un grande Furino (coraggioso e indomito come sempre) per raddoppiare. Nella foto vediamo appunto Furino che, dopo un vertiginoso slalom da metà campo, evita anche Cacciatori e depone la sfera in fondo alla rete ospite. Per la Juve c'è ancora un filo di speranza per arrivare allo spareggio con i cugini del Torino, mentre per la Sampdoria la classifica si aggrava ulteriormente. Al prossimo turno... la verità

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Ferroni, di testa, anticipa Gori, pronto a colpire di testa nella porta ormai vuota

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mercoledì 15 aprile 2026

15 Aprile 2018: Juventus - Sampdoria

È il 15 aprile 2018 e Juventus Sampdoria si sfidano in questa gara valevole per la tredicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2017-18 allo 'Juventus Stadium' di Torino.


Buona Visione!



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Stagione 2017-2018 - Campionato di Serie A - 13 ritorno Torino - Allianz Stadium
Domenica 15 aprile 2018 ore 18:00
JUVENTUS-SAMPDORIA 3-0
MARCATORI: Mandzukic 45, Howedes 60, Khedira 75

JUVENTUS: Buffon, Howedes, Rugani, Chiellini, Asamoah, Khedira (Sturaro 81), Pjanic (Douglas Costa 43), Matuidi, Cuadrado, Dybala (Bentancur 66), Mandzukic
Allenatore: Massimiliano Allegri

SAMPDORIA: Viviano, Sala, Silvestre, Ferrari G.M., Regini, Barreto (Verre 82), Torreira, Praet, Ramirez (Caprari 60), Quagliarella (Kownacki 46), Duvan Zapata
Allenatore: Marco Giampaolo

ARBITRO: Mariani



Allegri lascia in panca Benatia, Alex Sandro, Lichtsteiner, Douglas Costa e Higuain e sceglie il 4-2-3-1 con Howedes terzino destro, Matuidi alto a sinistra, Cuadrado a destra e Mandzukic centravanti, ma il primo tempo è da pennichella. 
A parte il gol, la Juventus tira in porta due volte (con Cuadrado e Mandzukic) e la Samp di Giampaolo, schierata con il 4-3-1-2 (Ramirez a sostegno di Zapata e Quagliarella), è tutta in un'occasione dell'ex Quagliarella, su cui Buffon è ben piazzato. Il resto è svagatezza e tatticismo, almeno fino a quando la cattiva sorte non dà un aiutino ad Allegri: a due minuti dall'intervallo Pjanic esce per un fastidio muscolare e il sostituto Douglas Costa pochi attimi dopo dipinge per il destro di Mandzukic il cross che vale il vantaggio. Così Marione, che non aveva mai segnato in campionato nel 2018 (ultima rete a Bologna a metà dicembre), trova la terza rete nelle ultime due gare dopo la doppietta (inutile) al Real.

MARCHIO DOUGLAS — Massimo risultato con il minimo sforzo, con Douglas Costa che si conferma letale per parabole e accelerazioni. Non a caso è sempre lui a mettere sulla testa di Howedes (già, proprio l'oggetto misterioso del mercato estivo, con più minuti passati in infermeria che in campo) il cioccolatino delizioso per il raddoppio, che arriva al 14'. E poi a omaggiare Khedira (al 29') con un altro pallone irresistibile. Tre a zero e tre assist di mister Flash, che vuole griffare il settimo scudetto. A inizio ripresa Giampaolo aveva provato a muovere le acque inserendo Kownacki per Quagliarella, che dà meno punti di riferimento. Ed è lui a creare subito un po' di agitazione nell'area avversaria (palla che finisce a lato), seguito a ruota da Zapata (colpo di testa stoppato da Buffon). Fino al 2-0 di Howedes, che chiude la partita e forse anche il campionato. La Signora ferita non molla, anzi diventa ancora più feroce. Napoli avvisato: appuntamento domenica prossima sempre allo Stadium (mercoledì ci sarà la trasferta a Crotone per il turno infrasettimanale) per il match clou della stagione.

tratto da Juve-Samp 3-0: Douglas tre assist, gol di Mandzukic, Howedes e Khedira 




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venerdì 6 febbraio 2026

6 Febbraio 1977: Juventus - Sampdoria

Attraverso Youtube vi offriamo un altro gustoso ricordo di questa odierna. 

É il 6 Febbraio 1977 Juventus e Sampdoria si sfidano in questa gara valevole per la quindicesima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1976-77 allo 'Stadio Comunaledi Torino.

É un campionato dominato dalle squadre piemontesi questo. Con Torino e Juventus 'abbracciate' in un appassionante testa a testa fino a fine campionato. Alla fine trionferanno i bianconeri per un solo punto in un duello entrato nella storia. Dall'altra parte c'é una Samp che nonostante lotti fino all'ultimo dovrá salutare la Serie A a malincuore.

Buona Visione!


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Stagione 1976-1977 - Campionato di Serie A - 15 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 6 febbraio 1977 ore 15:00
JUVENTUS-SAMPDORIA 3-0
MARCATORI
: Tardelli 34, Tardelli 41, Bettega R. 76

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti, Bettega R.
Allenatore: Giovanni Trapattoni

SAMPDORIA: Cacciatori, Arnuzzo, Callioni, Valente, Zecchini, Lippi, De Giorgis, Bedin, Bresciani, Savoldi, Tuttino
Allenatore: Eugenio Bersellini

ARBITRO: Prati



Le Pagelle dei Bianconeri 
Un "barone" in gran vena 

ZOFF — Per settantacinque minuti resta praticamente inattivo, poi compie una difficile parata su colpo di testa ravvicinato di Bedin, si ripete su un cross dell'ex interista e chiude con una deviazione accademica In angolo su tiro di Savoldl II. Tanto basta per meritare il premio-partita. 

CUCCUREDDU — Tiene sotto controllo De Giorgis e lo cancella dalla gara senza sforzo apparente. Prudentemente resta nella sua zona per evitare sorprese in contropiede. 

GENTILE — Comincia su Savoldl, poi si sposta a sinistra, su Valente, nel settore che gli è più congeniale per i suoi inserimenti offensivi. Talvolta pasticcia ma alla fine, tirando le somme. Il suo rendimento risulta sufficiente. 

FURINO — Prima di prendere in consegna Savoldl II, giostra fra Valente e Tuttino, poi trova la posizione, ma non gli spazi. Fornisce il cross che consente a Tardelli di sbloccare il risultato e migliora nella ripresa annullando Savoldi. 

MORINI — Se la vede con Bresciani e gli prende subito le misure. Si produce in un affannoso recupero su un contropiede, ma governa senza problemi la situazione e si sgancia qualche volta per alleggerire il lavoro dei centrocampisti. 

SCIREA — Discusso a Roma, torna immediatamente sui livelli abituali di rendimento offrendo una prestazione senza sbavature in fase difensiva: si sgancia al momento opportuno ma i suoi spunti non hanno esito.

CAUSIO — Soffre in avvio per la strettissima marcatura di Arnuzzo poi riesce a farsi luce per Il tiro, mette lo zampino nelle due reti di Tardelli ed é protagonista di una ripresa ricca di spunti brillanti. Sfiora il gol un paio di volte. É senz'altro II miglior bianconero. 

TARDELLI — É il mattatore della partita: firma due gol, con destri imparabili che riscattano ampiamente una prima mezz'ora costellata da incredibili errori. Anche il terzo gol di Bettega é merito suo. Alla fine risulta la carta vincente stroncando Tuttino, l'uomo che era riuscito a scompaginare i piani tattici della Juventus nella fase iniziale. 

BONINSEGNA — Callioni lo segue come un'ombra e gli rende la vita dura (c'è anche un diverbio che sfugge all'arbitro) per tutto il primo tempo. Nella ripresa, quando le maglie della difesa sampdoriana si allargano, anche Bonimba cresce di tono e sfiora tre volte il gol senza fortuna. 

BENETTI — Gira a vuoto nella fase più critica della partita, poi trova la posizione e si rende molto utile fornendo due bei passaggi-gol a Bonlnsegna. A risultato acquisito concede a Bedin l'unica palla-gol per la Sampdoria. 

BETTEGA — Non é li miglior Bettega e Zecchini lo blocca di piede e di testa per tutto il primo tempo. Nella ripresa, su cross di Tardelli, fallisce il gol con uno spettacolare colpo di testa in tuffo. E' pronto a ribattere in rete una palla sfuggita a Cacciatori. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 7 febbraio 1977




Il campionato 1976-77 tira le somme e il giro di boa mette in vetrina una primizia-record: il Toro (grazie a Pulici nuovamente in odore di... gol) e la Juventus (grazie a Tardelli goleador come all'esordio nel Pisa) si laureano "campioni d'inverno" a pari punti e Torino diventa la capitale del calcio europeo. Bagarre - invece tra le damigelle: l'Inter ritrova i gol di Muraro e la Fiorentina morde la coda a un "ciuccio" in crisi. Come dire, le premesse ci sono...
Lady Italia e Mister Europa

CAMPIONE D'INVERNO non è stato né il Re (Torino) né la Regina (Juventus). Al giro di boa si trovano a braccetto, e naturalmente Torino esulta per questa dominazione sabauda. Gli storici de «La Stampa» hanno ricordato, con legittimo orgoglio, che 

"non era mai accaduto nella storia del campionato di serie A che due squadre della stessa città si trovassero in testa alla classifica a pari punteggio alla fine del girone d'andata come capita invece ora a Torino e Juventus. Nemmeno Inter e Milan nei periodi del loro massimo fulgore si trovarono in un'identica situazione". 

Il Torino è l'unica squadra imbattuta di tutta Europa, un record che difficilmente sarà eguagliato. E la città esulta perché con la Juventus e Torino che vanno a braccetto non si tratta più del predominio di una squadra, ma di un'intera città. Agnelli e Pianelli sono i nuovi imperatori del calcio italiano. Dietro di loro hanno fatto il vuoto.

JUVENTUS-SAMPDORIA 3-0
Prima lezione di piemontese

TRAPATTONI HA VINTO facilmente il duello con Bersellini, perché l'allenatore della Sampdoria si è fatto harakiri. Bersellini ci teneva a far bella figura a Torino, perché l'anno scorso era stato sino all'ultimo in ballottaggio con Trapattoni per allenare la Juventus. Poi Boniperti aveva puntato sull'ex-milanista, anche perché non rientra nello stile-Juventus portar via gli allenatori alle altre società e la Sampdoria aveva già proposto a Bersellini il rinnovo del contratto. Dopo aver letto la relazione del suo osservatore di fiducia, Onesti, (che per inciso non è il presidente del CONI ma un famoso sarto di Fidenza) Bersellini si era convinto che per bloccare la Juventus era necessario neutralizzare le due punte Boninsegna e Bettega, e inaridire la fonte del gioco, l'estroso Causio. Il piano è stato preparato nei minimi particolari e applicato alla perfezione. Ma bloccati i cannonieri e l'ala tattica, ha dilagato il centrocampo: Tardelli ha segnato i primi due gol e ha fatto segnare il terzo a Bettega. Tardelli, tra l'altro, è un ex mancato, perché la Sampdoria si era mossa prima degli altri. Ha confidato al Guerino il general manager Lazzarini: 

"Visto che tutte le relazioni del nostri talent-scout parlavano di Tardelli come di un fenomeno, Lolli Ghetti voleva comprarlo a tutti i costi. Già a marzo aveva convocato Beltrami a Genova, l'avevo accompagnato io nella sede della flotta. Il nostro presidente era disposto a offrire 350 milioni per la comproprietà. Ma il direttore sportivo del Como non volle impegnarsi, sicuro che avrebbe strappato di più, come è infatti avvenuto". 

Domenica il mattatore Tardelli ha voluto dimostrare all' Onassis italiano che aveva sbagliato a non offrire di più. Pur di avere Tardelli, a Lolli Ghetti conveniva vendersi una nave. Se avesse Tardelli oggi la Sampdoria non sarebbe in zona retrocessione. Tuttavia i dirigenti sono sicuri di salvarsi anche quest'anno. Dopodiché faranno la rivoluzione. E' già stata programmata. L'anno prossimo forse non ci sarà più Bersellini in panchina e mancherà anche Bedin in campo. Anzi si può dire che Bersellini rischia di perdere il posto per via di Bedin. L'ex interista ha già creato una frattura tra l'allenatore e il preparatore atletico. Bersellini e Onesti sono amici fraterni, come Castore e Pollucce. Ma secondo Onesti, Bersellini (che si atteggia a duro ma in fondo è un timido) si fa plagiare da Bedin. Si è saputo che è stato Bedin a convincere Bersellini a sbolognare il suo rivale Salvi al Vicenza. Ed è lui a dare l'ostracismo a Valente che per i suoi gusti corre troppo.

La vittoria sulla Samp ha riportato il sereno nel clan della Juventus. Ma i tifosi cominciano a credere che Trapattoni abbia sbagliato a dar via Damiani, dopo quanto Pruzzo ha dichiarato a «Stampa sera». Il bomber del Genoa ha fatto notare a Giorgio Bidone: 

«Perché si scommette soltanto sui gol di Graziani, di Pulici e i miei? In queste scommesse dovrebbe entrarci anche Damiani perché i gol li fa pure lui e l'ha dimostrato anche quest'anno. Anzi proprio quest'anno più di altre volte. Mi pare che si sia comessa un'ingiustizia nei suoi confronti».

Pruzzo è grato a Damiani perché l'ex juventino gli ha pure fatto segnare parec chi gol, si sta rivelando una spalla preziosa. I gemelli d'Italia, adesso sono loro. Eppure dopo aver firmato il contratto con la Juventus Trapattoni disse a Boniperti di dare pure via Damiani, perché non gli serviva. Aveva deciso di utilizzare Causio all'ala destra anche nella Juventus come in Nazionale e garanti che nessuno sapeva fare i cross meglio di Causio. L'astuto Boniperti però si è garantito. E nella previsione che Damiani si affiatasse con Pruzzo aveva fatto mettere una clausola per la quale la Juventus può riprendersi Damiani a fine campionato, versando 100 milioni di risarcimento danni al Genoa. Siccome la Juventus ha pure un'opzione per Pruzzo, il sogno di Boniperti è quello di portare a Torino entrambi i gemelli del Genoa. Ma sa che il suo compito è difficile. Perché a Genova scoppierebbe il finimondo.

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1977 nr.6



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Continua, da parte della Juventus la politica dei giovani. Contro la Lazio è toccato a Cabrini che, chiamato a sostituire Gentile, si è comportato da veterano. La prova migliore, con gli azzurri di Vinicio, l'ha comunque fornita Tardelli che vediamo tirare nonostante il tentativo di contrasto di Pighin. Con il pallone in fondo alla rete  Pulici è a terra: Tardelli da parte sua è felicissimo e la sua gioia risulta particolarmente evidenziata dal primo piano riprodotto sopra a destra. 

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Per fermare un'azione travolgente di Cabrini, Pighin ha dovuto far ricorso alle maniere forti in area. Del tiro dagli undici metri si è incaricato Boninsegna sul cui sinistro dal dischetto, Pulici non ha potuto fare assolutamente nulla. Grazie alla vittoria conseguita sulla Lazio, la Juve continua la sua marcia di testa pur se in coabitazione con i cugini del Torino. E questa corsa a due, secondo molti, si concluderà soltanto alla fine del campionato. Anche se c'è chi prevede (sperandolo) un superspareggio tutto sabaudo da disputare la domenica successiva alla fine del torneo


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