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sabato 9 maggio 2026

9 Maggio 1976: Juventus - Sampdoria

È il 9 maggio 1976 e si gioca allo Stadio 'Comunale' di Torino la sfida Juventus-Sampdoria. La gara è valevole per la quattordecisima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1975-76.

Alla fine di quel Campionato la Juventus finirà alle spalle del Torino Campione d'Italia con solo due punti di ritardo.

Per quanto riguarda la coppa nazionale, i nostri eroi non riusciranno neppure a superare il primo turno eliminatorio: saranno scavalcati nel girone dall'Inter. Invece la Coppa Italia la vince a sorpresa il Napoli che strapazza per 4-0 in finale l'altra sorpresa Hellas Verona.

Buona Visione!



juventus



Stagione 1975-1976 - Campionato di Serie A - 14 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 9 maggio 1976 ore 16:00 
JUVENTUS-SAMPDORIA 2-0
MARCATORI: Capello F. 47, Furino 72

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Tardelli, (c) Furino, Morini, Scirea, Causio (Altafini 46), Cuccureddu, Gori S., Capello F., Bettega R.
A disposizione: Alessandrelli, Spinosi
Allenatore: Carlo Parola

SAMPDORIA: Cacciatori, Arnuzzo, Rossinelli, Ferroni, Zecchini, Lippi, Saltutti, Valente (Nicolini 46), Salvi, Orlandi, Tuttino
A disposizione: Di Vincenzo, Magistrelli
Allenatore: Eugenio Bersellini

ARBITRO: Michelotti
AMMONIZIONI: Tardelli (Juventus); Arnuzzo, Nicolini (Sampdoria)





Le pagelle dei bianconeri 

ZOFF è impegnato con tiri da lontano, alcuni innocui, altri fuori bersaglio. Corre un paio di pericoli nella ripresa su tiri di Nicolini (parata) e di Saltutti (fuori di poco). È battuto dalla deviazione di testa di Rossinelli, ma l'arbitro annulla per fuori gioco del Sampdoriano. Pur senza prodursi in interventi decisivi, appare rinfrancato.

GENTILE è risuschiato in avanti da Tuttino che arretra; ne approfitta per sostenere incessantemente il forcing offensivo senza perdere di vista il suo diretto avversario. Fornisce anche il passaggio che consente a Furino di segnare il secondo gol.

TARDELLI S'improvvisa, come di consunto, ala sinistra: effettua poderosi allunghi che, spesso, si concludono con il cross. Ripiega in retrovia riuscendo a tenere a bada Orlandi. Una prova all'altezza della sua fama. 

FURINO Sgobba per due con impegno. Lavora con ordine numerosi palloni e compie un piccolo capolavoro nell'azione del secondo gol: supera in slalom due avversari ed il portiere, poi, da posizione angolatissima, infila in rete, ala pure con pure la leggera deviazione di Zecchini.

MORINI Cura l'unica punta della Sampdoria, Saltutti. Lo neutralizza senza sforzo, essendo in forma perfetta. Si concede anche una magnifica galoppata offensiva impegnando Cacciatori con un tiro dal limite. Solo una volta, e grazie ad un fortunato tackle, Saltutti riesce a concludere, sfiorando l'incrocio dei pali.

SCIREA si sgancia spesso, sfiora anche il gol. Sostiene centrocampo e attacco ma anche in fase difensiva è puntuale a stroncare i rari contrattacchi sampdoriani

CAUSIO Non brilla. Un dolore al piede sinistro, accusato verso la mezz'ora, né limita il rendimento e Parola, nell'intervallo, lo sostituisce con Altafini.

ALTAFINI Gioca sulla destra, al posto di Causio. Arretra per disturbare gli inserimenti di Arnuzzo. Non tocca molti palloni ma non sbaglia un passaggio. Un suo scatto irresistibile, con passaggio a Gori (non sfruttato), è sottolineato dagli applausi. Esplode un gran destro ma Cacciatori gli nega il gol.

CUCCUREDDU - Gioca mezzala e risulta tra i migliori in campo. Effettua diversi tiri senza fortuna: a volte difetta di precisione. Su punizione prepara il gol di Capello.

GORI soffre, più degli altri, il terreno allentato. Chiuso nella morsa Ferroni-Lippi non riesce a farsi luce per il tiro. Per esprimersi al meglio ha bisogno di spazi che il bunker sampdoriano gli nega.

CAPELLO presidia con autorità il centrocampo, benché sia tallonato da un mastino come Mossinelli, e smista utili palloni: bello il cross dal fondo campo per Bettega che, di testa, sfiora il gol. Sblocca il risultato con un preciso colpo di testa, sfruttando un'indecisione della difesa sampdoriana.

BETTEGA fallisce di un soffio un paio di occasioni. Segna nella ripresa, ma l'arbitro annulla per fuori gioco di Gori. S'impegna a fondo, ma non è facile giocare contro una squadra arroccata. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 10 maggio 1976



Bella prova della Juve (che spera ancora) contro la tenacissima Sampdoria.
Solo un miracolo potrebbe portare allo spareggio del 20 maggio.
Intanto il tecnico si difende dagli attacchi dei tifosi e accetta di comparire questa estate in crociera - davanti al tribunale del Guerin Sportivo
Processo a Parola (ma in alto mare)

TORINO I tifosi hanno abbandonato la Juventus. Ad assistere alla partita dell'arrivederci, c'erano solo 6.058 paganti. Aggiungiamoci pure i 17 mila abbonati, si è sempre al livello di Serie B. La Juventus, campione d'Italia, non meritava questa umiliazione nella partita dell'arrivederci. 
Dice Parola con amarezza: 
"Abbiamo due punti in più dell'anno scorso. Con la partita di Perugia possiamo migliorare ancora. Se facciamo meglio dell'anno scorso, voglio vedere chi ha il coraggio di sputarmi in faccia!" 

L'alibi di Parola sono le cifre. L'allenatore vuol dimostrare che la Juventus perderà lo scudetto perché il Torino si è comportato da mostro.
È stato scritto che per Parola quella con la Sampdoria era la partita dell'addio, diciamo pure del licenziamento. Può anche essere, però Parola ci tiene a specificare che non è stato lui a dire questo, come invece ha scritto qualche giornale: 
"Non ho mai detto che lascio la Juventus, se ne riparlerà a fine campionato." 
Ammette però che qualche colloquio sul futuro con Boniperti c'è stato, ma aggiunge: 
"Queste sono cose nostre, non posso renderle di dominio pubblico" 
È difficile indovinare il domani della Juventus. L'allenatore della squadra femminile di basket del Fiat, il cubano Gonzales, ha fatto sapere di essere già stato ingaggiato dalla Juventus come preparatore atletico. Il che fa supporre che Boniperti, risolto il problema del training, punti semmai su un allenatore giovane e docile, disposto ad obbedire ai suoi ordini.
Però quest'anno la Juventus aveva speso quasi due miliardi e s'era rinforzata con Tardelli e Gori per vincere lo scudetto, la Coppa dei Campioni e la Coppa Italia. Due traguardi sono stati mancati, il terzo è appeso ad un sottilissimo filo. C'è già materia per fare un processo all'allenatore. E Parola, molto sportivamente, ha accettato di essere processato dalla speciale giuria del « Guerin Sportivo ». Lo metteremo sul banco degli imputati durante la solita crociera su una nave della Linea C, dove l'anno scorso fu processato (e assolto) Fulvio Bernardini. Qualcuno dirà magari che assieme a Parola si dovrebbe processare anche Boniperti e noi ci auguriamo che il presidente tecnico della Juventus accetti di dividere il capo di imputazione con l'allenatore da lui scelto e fermamente difeso.

Non si sa invece cosa pensa Gianni Agnelli, perché domenica allo stadio non si è visto. È troppo impegnato con la politica per poter pensare anche alla Juventus. Aveva già detto di sì a La Malfa, per presentarsi nella lista del PRI. Poi suo fratello Umberto gli ha rivelato che a sua volta aveva già accettato l'invito della Democrazia Cristiana. A questo punto all'Avvocato è sembrato assurdo che un fratello si presentasse in un partito e l'altro in un altro. Ha così declinato l'invito del PRI e La Malfa si è arrabbiato da morire.

Si è parlato di politica anche in casa della Sampdoria. Il presidente Lolli Ghetti ha annunciato di aver querelato (tramite l'avvocato genoano Ugo Maria Failla) «La Repubblica » che l'ha accusato di aver finanziato il golpe liberale di Edgardo Sogno. Lolli Ghetti è iscritto al PLI, non poteva tollerare il sospetto di aver versato milioni a un complotto liberale e si è rivolto al tribunale.

Quanto alla squadra ormai Bersellini (che nella prossima stagione potrebbe cedere la panchina a Luis Suarez o a Liedholm) spera in San Gennaro e nei dirigenti della Sampdoria che sono molto amici del presidente del Napoli Ferlaino. Per la sconfitta di Torino, come al solito, l'allenatore ha scaricato tutte le colpe sui giocatori che lasciano gli avversari liberi di segnare. I giocatori a loro volta sono furibondi con i dirigenti che hanno negato il premio salvezza.

Infine negli ambienti della Juventus si definisce fanta-calcio quanto ha scritto il "Corriere d'Informazione". Secondo il quotidiano milanese della Sera, la Juventus perderà lo scudetto per colpa di Boniperti, che il 17 marzo rifiutò un ritocco al premio scudetto fissato precedentemente in 8 milioni.

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1976 nr.20




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Fabio Capello, il ragioniere della Vecchia Signora, leva i pugni al cielo. È la gioia della vittoria e della speranza; speranza di arrivare almeno a uno spareggio con il Torino, che a Verona ha compiuto un mezzo passo falso, andando ad impattare con gli attenti uomini di Valcareggi. Dietro a Capello, Altafini sorride. Sarà ancora lui il match-winner?

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La Juventus ha battuto, con il punteggio classico di 2 a 0, la pericolante Sampdoria. Ha aperto le marcature Fabio Capello che, con un perfetto stacco da terra, colpisce di testa battendo così l'incolpevole Cacciatori. Una volta sbloccato il risultato, la Juve ha cercato di rimpinguare il bottino, ma la precipitazione e l'ottimo guardiano ospite glielo hanno impedito. C'è voluto un grande Furino (coraggioso e indomito come sempre) per raddoppiare. Nella foto vediamo appunto Furino che, dopo un vertiginoso slalom da metà campo, evita anche Cacciatori e depone la sfera in fondo alla rete ospite. Per la Juve c'è ancora un filo di speranza per arrivare allo spareggio con i cugini del Torino, mentre per la Sampdoria la classifica si aggrava ulteriormente. Al prossimo turno... la verità

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Ferroni, di testa, anticipa Gori, pronto a colpire di testa nella porta ormai vuota

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domenica 22 febbraio 2026

22 Febbraio 1976: Fiorentina - Juventus

È il 22 Febbraio 1976 e si gioca allo Stadio 'Comunale' di Firenze la sfida Fiorentina-Juventus. La gara è valevole per la terza giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1975-76.

Alla fine di quel Campionato la Juventus finirà alle spalle del Torino Campione d'Italia con solo due punti di ritardo.

Per quanto riguarda la coppa nazionale i nostri eroi non riusciranno neppure a superare il primo turno eliminatorio: saranno scavalcati nel girone dall' Inter. Invece la Coppa Italia la vince a sorpresa il Napoli che strapazza per 4-0 in finale l'altra sorpresa Hellas Verona.

Per quanto riguarda i viola, la squadra terminerá la propria corsa a metá classifica. Un anno senza infamia e senza lode!

Buona Visione!


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Stagione 1975-1976 - Campionato di Serie A - 3 ritorno
Firenze - Stadio Comunale
Domenica 22 febbraio 1976 ore 15.00
FIORENTINA-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Bettega R. 26, Bresciani 60

FIORENTINA: Superchi, Galdiolo, Roggi, Pellegrini, Della Martira, Merlo, Speggiorin (Bresciani 58), Caso, Casarsa, Antognoni, Desolati
Allenatore: Carlo Mazzone

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Tardelli, Cuccureddu, Morini, Scirea, Damiani, Causio, Anastasi, Capello F., Bettega R. (Gori S. 29)
Allenatore: Carlo Parola

ARBITRO: Menegali




Le pagelle bianconere 

ZOFF — E' tornato il portiere saracinesca che tutti ricordano, la « magra » che è costata il gol contro il Como, che ha avuto in parte sulla coscienza, è certamente dimenticata. Due a tre interventi decisivi fra i pali in uscita per confermarlo indiscutibilmente il numero uno  italiano dei portieri. 

GENTILE — Si è trovato a marcare Speggiorin poi Desolati, su entrambi, per quanto non abbiano certo dimostrato di essere dei « draghi », si è trovato talvolta in difficoltà. 

TARDELLI — Sceso in campo con la maglia numero  3 , ha giocato praticamente da mediano a tutto campo su Antognoni ingaggiando un duello a viso aperto che è stato la cosa più bella della partita. Lo ha vinto lui. 

CUCCUREDDU — Ha dovuto marcare Casarsa, centravanti di maglia ma in realtà mezza punta. Se l'è cavata onestamente, anche se in qualche occasione ci si aspettava una spinta maggiore. 

MORINI — Ha giocato prima su Desolati e quindi su Bresciani, si è difeso con la consueta energia, senza troppo stile ma anche senza errori, confermando il suo buon rendimento nella stagione. 

SCIREA — Grossa rivincita del libero di fronte al pubblico toscano che certo non l'aveva potuto ammirare nella raffazzonata retroguardia azzurra contro lo Zurigo. Si è avuta l'ennesima conferma che nell'impianto bianconero creato a misura degli uomini che lo compongono Scirea ha una precisa ed efficacissima collocazione. E' stato valido nei contrasti e bravissimo negli spunti offensivi. 

DAMIANI — E' molto probabile che Roggi abbia avuto degli incubi notturni e se lo sia sognato. « Flipper » ha disputato una partita con luci ed ombre, ma i momenti di luce sono stati sfolgoranti anche se non hanno portato risultati concreti. 

CAUSIO — Ha offerto al pubblico fiorentino alcuni « numeri » di alta scuola, ma non ha badato soltanto allo spettacolo inserendosi bene nella manovra e contrastando con efficacia a centrocampo. Ciò non toglie però che opposto a Caso, un altro giocatore che attacca e difende, abbia avuto dei momenti di pausa, lasciando troppo libero l'avversario quando questi si portava nell'area di rigore bianconera. 

ANASTASI — Ha avuto un compito molto ingrato, braccato tutta la partita da un Della Martira che non ha certo fatto complimenti. Pietro si batte con coraggio, e questo è un suo gran merito, anche se il rendimento non è ancora altissimo. 

CAPELLO — Ha avuto come avversario a distanza Merlo il quale nel completo della partita ha potuto farsi notare di più. Capello, va detto, ha svolto un buon lavoro di protezione, facendo qualche passo avanti sulla strada della forma migliore anche se ha dimostrato di non averla ancora raggiunta. Nel finale si è anche portato all'attacco, ma senza fortuna. 

BETTEGA — Ha giocato ventisei minuti segnando il magnifico gol che ha sbloccato la partita, ma subendo nell'occasione un doloroso infortunio. Un vero peccato, per lui e per la squadra. 

GORI — E' entrato a freddo, sostituendo Bettega, si è mosso volonterosamente come sempre, ma nel finale ha dovuto ridurre un po' il ritmo per una contrattura muscnlare; di certo non è stato fortunato nel rientro in squadra.

Bruno Perucca





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domenica 30 novembre 2025

30 Novembre 1975: Juventus - Cesena

È il 30 Novembre 1975 e si gioca allo Stadio 'Comunale' di Torino la sfida Juventus-Cesena. La gara è valevole per la settima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1975-76.

Una sfida che potrebbe sembrare impari ma che alla fine premia i romagnoli con un meritato pareggio. Sarà una partita scoppiettante che farà felice gli amanti del calcio d'attacco. Finisce 3-3 a dimostrazione che quel Cesena (arrivato storicamente al sesto posto in Serie A) era una squadra forte ed ambiziosa.

Alla fine di quel Campionato la Juventus finirà alle spalle del Torino Campione d'Italia con solo due punti di ritardo.

Buona Visione! 



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Stagione 1975-1976 - Campionato di Serie A - 7 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 30 novembre 1975 ore 14:30
JUVENTUS-CESENA 3-3
MARCATORI: Frustalupi rigore 21, Urban 40, Capello F. 49, Bettega R. 52, Petrini 66, Gentile 81

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cuccureddu, Furino, Spinosi, Scirea, Causio, Gori S., Anastasi, Capello F., Bettega R
Allenatore: Carlo Parola

CESENA: Boranga (Bardin 50), Ceccarelli, Oddi, Zuccheri, Danova, Cera, Bittolo, Frustalupi, Bertarelli (Petrini 17), Rognoni, Urban
Allenatore: Giuseppe Marchioro

ARBITRO: Gussoni



Capello: "Noi siamo professionisti seri perché gli arbitri ci prendono in giro?,, 
Le polemiche per il rigore concesso e per quelli negati 

Un rigore dato, due negati. Quello dato è contro, quelli negati sono a favore. Dopo aver rischiato due volte di perdere, la Juventus pareggia e alla fine recrimina sul fatto di non aver vinto. Capello è il più furioso e non bada a spese. Quando entriamo negli spogliatoi quasi ci aggredisce per dire: 

«Così, secondo quanto avete visto dalla tribuna era rigore sacrosanto quello del Cesena? Allora fatevi spiegare da Gentile com'è andata. Gentile è entrato sulla palla, non ha toccato Urban. L'arbitro ha Impiegato cinque secondi prima di concedere il penalty». 

Chiediamo conferma a Gentile il quale spiega: 

«Dico la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità, lo sono entrato da dietro, però con la punta del piede ho deviato la palla e non ho toccato l'avversario, il quale calciando a vuoto si è sbilanciato cadendo ». 

Riprende II microfono Capello per dire: 

«E allora I rigori che ci sono stati negati, piuttosto dove li mettiamo? Oddi stende Gori, niente. Ceccarelli tocca con le mani, niente. Oddi e Cera piombano su Gori. niente. Spinosi in elevazione viene spinto via mentre sta per battere a rete, niente. Si mettano in testa una cosa certi signori: noi siamo professionisti seri, non possiamo farci prendere in giro dagli arbitri, non è giusto. Naturalmente le ammonizioni contro di noi si sono sprecate. E' stata una bella partita giocata contro un bel Cesena. Peccato la pecca arbitrale». 

Spinosi interviene: 

»E' certo che se andiamo avanti così il campionato lo salvano proprio ».

E Bettega: 

«Alla fine ho protestato con l'arbitro perché non ha recuperato tutto II tempo perso. Stavamo attaccando, aveva paura che vincessimo forse?». 

Gori è furioso: 

«A nostro favore, per il fallo ai miei danni, il rigore era netto. L'arbitro forse aspettava che mi sparassero per concedere il penalty?». 

Spinosi fa anche considerazioni personali, oltre che sulla partita. Del suo rientro in squadra si ritiene soddisfatto e afferma: 

«Ho speranza che domenica mi confermino. D'altronde il Torino gioca con due punte, quindi occorrono i due stopper. Se mi mettono di nuovo in disparte, non è giusto. Sono stanco di sentirmi dire che sono giovane e che, quindi, posso aspettare». 

Il presidente Boniperti non vuol parlare dell'arbitro, accetta soltanto di parlare della squadra. 

«Nel primo tempo — dice — la Juventus era un po' frastornata. Nella ripresa, invece, c'è stata una splendida reazione, ha recuperato prima i due gol e poi II terzo. Una prova di carattere molto confortante in vista del derby». 

Che cosa è successo nell'intervallo per giustificare un slmile cambiamento dal primo al secondo tempo? Niente di particolare. Boniperti è sceso negli spogliatoi ed ha incoraggiato la squadra. Parola ha raccomandato le marcature, tra II silenzio di tutti. Prima del rientro in campo Boniperti ha ancora detto: 

«Forza ragazzi, anche in soli 45 minuti, due gol in casa si possono fare». 

Parola si è divertito, almeno cosi ha detto: 

«Sei gol — ha esordito affacciandosi sulla porta degli spogliatoi — saranno almeno valsi a non rendere noiosi I 90 minuti. La gente si sarà divertita, si sarà emozionata, lo mi sono divertito. Peccato che ci sia mancato il gol della vittoria per rendere più completa la festa». 

'Nel primo tempo s'è vista una brutta Juventus' gli fanno osservare perché si spengano certi entusiasmi. 

«Nel primo tempo — risponde — ho visto un bel Cesena, ma nella ripresa s'è vista una bella Juventus. Due gol nei primi sette minuti non mi sembrano da sottovalutare, e poi, gol bellissimi, mica su rigore». 

'Tre gol subiti alla viglila del derby indicano che la vostra difesa a volte si distrae troppo'. 

«Tre gol, tre gol. Uno è stato subito su calcio di rigore per un fallo che Gentile giura di non aver commesso. Il secondo è stato bello, niente da dire. Il terzo è stato un autogol perché la palla è carambolata sul piede di Scirea impennandosi e mettendo fuori causa Zoff». 

'Insomma lei è soddisfatto di questo pareggio?'. 

«Nella storia del campionato capitano le giornate storte, in queste giornate storte importante è non perdere. Noi abbiamo pareggiato dopo essere andati in svantaggio per 0-2 e per 2-3. Il Cesena oltre a tutto per noi è un osso costituzionalmente duro. Lo scorso anno avevamo vinto a stento, due anni fa proprio qui a Torino ci aveva costretti al pareggio. Non lamentiamoci ». 

Franco Costa
tratto da: La Stampa 1 dicembre 1975





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Frustalupi batte Zoff dal dischetto e apre le marcature

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Il tocco di Urban beffa Zoff

gentile

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domenica 16 novembre 2025

16 Novembre 1975: Milan - Juventus

É il 16 Novembre 1975 e Milan e Juventus si sfidano nella Sesta Giornata del Girone di Andata della Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1975-76  allo 'Stadio San Siro - Giuseppe Meazza' di Milano.

In campionato i bianconeri battagliano fino all'ultimo con i cugini granata per la vittoria dello Scudetto ma devono cedere lo scettro al Torino che vince così il suo settimo tricolore. 

Dall'altra parte i rossoneri lombardi terminano la loro stagione in un bel terzo posto finale.

Buona Visione!



milan


 

Stagione 1975-1976 - Campionato di Serie A - 6 andata
Milano - Stadio San Siro
Domenica 16 novembre 1975 ore 14:30
MILAN-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Gori S. 75

MILAN: Albertosi, Anquilletti, Maldera, Turone (Biasiolo 34), Bet, Scala, Gorin, Benetti, Bigon, Rivera, Vincenzi
Allenatore: Giovanni Trapattoni

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Tardelli, Furino, Morini, Scirea, Causio, Gori S., Anastasi, Capello F., Bettega R.
Allenatore: Carlo Parola

ARBITRO: Menicucci



Inizia al piccolo trotto per una contrattura poi si scatena 
Il "barone", timoroso di forzare all'inizio per un indolenzimento muscolare, si è poi scatenato ed il gioco bianconero ha preso altro respiro - 
I rossoneri attaccano a lungo con scarsa incisività - 

(Dal nostro Inviato speciale) 
Milano, 16 novembre. La Juventus è già sola al vertice della classifica con un magnifico gol di Gori, che in estate era stato sul punto di passare al Milan: ha conquistato a San Siro una vittoria preziosissima quanto insperata e, approfittando della sconfitta del Napoli a Torino, ha preso il volo. Il Milan non meritava di perdere, anzi era andato vicinissimo al gol tre volte contro una Juventus contratta e nervosa che aveva qualche uomo sotto tono ed era riuscita a costruire la sua prima occasione al 22' della ripresa con Anastasi che al volo di sinistro aveva sparato fuori bersaglio. 
Il Milan è stato invece beffato in contropiede: a poco meno di un quarto d'ora dalla fine su irresistibile azione di Causio: il « barone » partiva da metà campo con due finte si liberava dell'ormai spento Rivera, che zampettava a vuoto e perdeva progressivamente terreno, noi pennellava in velocità il cross sotto porta per Gori che anticipava Scala e di testa indirizzava nel sette. Scala saltato in ritardo correggeva forse leggermente la traiettoria del pallone, comunque non in modo determinante. Un minuto dopo Bigon, ben servito da Benetti, si liberava di Gentile e Furino, si presentava davanti a Zoff e lo graziava sballando in modo incredibile di sinistro la facile conclusione che avrebbe riequilibrato la situazione. Già nel primo tempo (41') Bigon aveva fallito di testa l'occasione per portare in vantaggio i rossoneri. 
Il Milan dunque deve recitare il mea culpa per questa sconfitta. La Juventus non ha scippato il successo perché se è vero che il Milan aveva esercitato una chiara supremazia territoriale senza esaltare è altrettanto innegabile che sia pure tardivamente i bianconeri crescevano di tono sfiorando dopo il matchball di Gori il raddoppio altre due volte. Il » mestiere » dei campioni d'Italia a gioco lungo ha avuto la meglio su un Milan generoso, impreciso ma anche sfortunato in zona gol. La svolta si è avuta quando Causio si è improvvisamente risvegliato. In precedenza si era visto poco perché giocava con il timore di strapparsi: dopo appena due minuti si era avvicinato alla panchina per segnalare, al dott. La Neve e a Parola, una contrattura alla coscia destra. Parola gli chiedeva di restare in campo. Frenato, Causio non poteva rendere al massimo e consentiva al suo guardiano Maldera frequenti ed insidiose incursioni offensive. La stessa cosa si verificava poi con Gorin che aveva preso in consegna Causio poco dopo la mezz'ora, in seguito all'uscita dell'infortunato Turone: anche Gorin offriva, specie nella ripresa, un notevole rendimento nel duplice compito di marcare e sostenere l'attacco, poiché Causio evitava, prudenzialmente di rincorrere II suo diretto avversario. Poi, di colpo, Causio decideva di rischiare e la sua stupenda impennata determinava il successo della Juventus. 
Anche II Milan all'inizio era piuttosto prudente: attaccava ma senza sbilanciarsi. La Juventus con Causio menomato, non replicava con efficacia. Il gioco era continuamente spezzato. Anastasi che accusa un appannamento di forma, non riusciva a scrollarsi di dosso Bet né ad entrare nel vivo del gioco. Gori agiva di punta ed era tallonato da Scala mentre Bettega, che fungeva da rifinitore, era seguito da Anquilletti. Non si è capito perché il Milan non abbia provveduto a cambiare marcatura per consentire a Scala di contribuire con la sua spinta a dar man forte al centrocampo. Con Causio a mezzo servizio ne risentivano sia l'attacco che il centrocampo. Maldera diventava un costante pericolo con i suoi sganciamenti ma Scirea tamponava, Furino anticipava costantemente Vincenzi, mentre Gentile neutralizzava Bigon. Furino fronteggiava Rivera che si batteva con impegno fornendo anche qualche buon pallone. Dovendo anche chiudere i corridoi, Furino concedeva inevitabilmente un po' di libertà al «presidente». Menicucci che ha commesso diversi errori di valutazione e un paio di sviste madornali anche se non decisive ai fini del risultato ammoniva Scìrea (8') per un fallo ai danni di Turone. Dieci minuti dopo per una scorrettezza su Rivera anche lardelli finiva sul cartellino giallo. Dopo un contropiede juventino sfumato per una rifinitura sbagliata di Causio, il Milan costruiva la prima azione pericolosa (17'): la sventola bassa di Maldera era respinta in tuffo da Zoff. 
Il portiere era bersaglio inerme dei teppisti che gli lanciavano ortaggi dalle gradinate (prima della partita quando si era recato ad ispezionare il campo era stato sfiorato da una candela per auto) e richiamava l'attenzione dell'arbitro. Poco dopo una sbarra di ferro si conficcava nell'erba, fortunatamente lontano dai giocatori, e Menicucci la gettava ai bordi. L'atmosfera sugli spalti si surriscaldava quando Anastasi in rovesciata colpiva alla fronte Bet, abbassatosi per respingere di testa. Bet si accasciava al suolo semistordito e sanguinante. Mentre medico e massaggiatore provvedevano a curarlo fasciandolo con un turbante di garza (ridotto ad un cerotto dopo l'intervallo) i «commandos» rossoneri lanciavano altri oggetti. Benetti interveniva per calmarli. 
Al 31' si infortunava Turone: colpito da Tardelll, il «libero» crollava al suolo. Le cure non bastavano per rimetterlo in sesto e «Ramon» doveva rientrare negli spogliatoi. Al suo posto c'era Biasiolo e il Milan doveva rivoluzionare i piani difensivi: Anquilletti diventava libero con Gorin terzino «elastico» su Causio e Maldera su Bettega. C'era un po' di confusione anche nella Juventus: Tardelli avrebbe dovuto occuparsi di Biasiolo, poi capiva e si portava sul tredicesimo. Al 41' su corner battuto da Gorin Bigon anticipava di testa Gentile e la palla sorvolava la traversa. Era l'ultimo brivido del primo tempo peraltro privo di spunti interessanti. Molto più emozionante la ripresa che vedeva Rivera spostarsi spesso sulla destra, un po' per rifiatare, un po' per cercare di costringere Furino ad allargarsi. Furino, invece, ordinava a Tardelli di seguire Rivera e si occupava di Benetti. 
Menicucci ammoniva il vivacissimo Gorin per proteste (3') poi ammoniva per lo stesso motivo Morini e ignorava un «mani» di Anquilletti. Il Milan produceva il suo «forcing». Zoff era costretto ad uscire sul piedi di Vincenzi ben lanciato da Maldera (13'). Al 17' era Gentile a spezzare, in extremis, una insidiosa combinazione Gorin - Vincenzi - Bigon. Passata la sfuriata del Milan la Juventus sfiorava il gol con Anastasi (22') mentre incombeva il buio. Le puntate dei bianconeri nell'area di Albertosi si facevano sempre più frequenti e al 31' si registrava il magnifico gol di Gori. Poi Bigon mancava il pareggio e Causio falliva di un soffio il raddoppio calciando sull'esterno della rete dopo aver percorso sessanta metri. Il Milan nel finale appariva rassegnato al peggio e il risultato non mutava più. 






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