È il 9 Maggio 1976 e si gioca allo Stadio 'Comunale' di Torino la sfida Juventus-Sampdoria. La gara è valevole per la quattordecisima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1975-76.
Alla fine di quel Campionato la Juventus finirà alle spalle del Torino Campione d'Italia con solo due punti di ritardo.
Per quanto riguarda la coppa nazionale i nostri eroi non riusciranno neppure a superare il primo turno eliminatorio: saranno scavalcati nel girone dall' Inter. Invece la Coppa Italia la vince a sorpresa il Napoli che strapazza per 4-0 in finale l'altra sorpresa Hellas Verona.
Buona Visione!
Torino - Stadio Comunale
domenica 9 maggio 1976 ore 16:00
JUVENTUS-SAMPDORIA 2-0
MARCATORI: Capello F. 47, Furino 72
JUVENTUS: Zoff, Gentile, Tardelli, (c) Furino, Morini, Scirea, Causio (Altafini 46), Cuccureddu, Gori S., Capello F., Bettega R.
A disposizione: Alessandrelli, Spinosi
Allenatore: Carlo Parola
SAMPDORIA: Cacciatori, Arnuzzo, Rossinelli, Ferroni, Zecchini, Lippi, Saltutti, Valente (Nicolini 46), Salvi, Orlandi, Tuttino
A disposizione: Di Vincenzo, Magistrelli
Allenatore: Eugenio Bersellini
ARBITRO: Michelotti
AMMONIZIONI: Tardelli (Juventus); Arnuzzo, Nicolini (Sampdoria)
Le pagelle dei bianconeri
ZOFF E' impegnato con tiri da lontano, alcuni innocui, altri fuori bersaglio. Corre un paio di pericoli nella ripresa su tiri di Nicolini (parata) e di Saltutti (fuori di poco). É battuto dalla deviazione di testa di Rossinelli ma l'arbitro annulla per fuori gioco del sampdoriano. Pur senza prodursi in interventi decisivi, appare rinfrancato.
GENTILE É risuschiato in avanti da Tuttino che arretra; ne approfitta per sostenere incessantemente il forcing offensivo senza perdere di vista il suo diretto avversario. Fornisce anche il passaggio che consente a Furino di segnare il secondo gol.
TARDELLI S'improvvisa, come di consunto, ala sinistra: effettua poderosi allunghi che, spesso, si concludono con il cross. Ripiega in retrovia riuscendo a tenere a bada Orlandi. Una prova all'altezza della sua fama.
FURINO Sgobba per due con impegno. Lavora con ordine numerosi palloni e compie un piccolo capolavoro nel azione del secondo gol: supera in slalom due avversari ed il portiere, poi, da posizione angolatissima, infila in rete, ala pure con pure la leggera deviazione di Zecchini.
MORINI Cura l'unica punta della Sampdoria, Saltutti. Lo neutralizza senza sforzo, essendo in forma perfetta. Si concede anche una magnifica galoppata offensiva impegnando Cacciatori con un tiro dal limite. Solo una volta, e grazie ad un fortunato tackle, Saltutti riesce a concludere, sfiorando l'incrocio del pali.
SCIREA Si sgancia spesso, sfiora anche il gol. Sostiene centrocampo e attacco ma anche in fase difensiva è puntuale a stroncare i rari contrattacchi sampdoriani
CAUSIO Non brilla. Un dolore al piede sinistro, accusato verso la mezz'ora, né limita il rendimento e Parola, nell'intervallo, lo sostituisce con Altafini.
ALTAFINI Gioca sulla destro, al posto di Causio. Arretra per disturbare gli inserimenti di Arnuzzo. Non tocca molti palloni ma non sbaglia un passaggio. Un suo scatto irresistibile, con passaggio a Gori (non sfruttato) è sottolineato de applausi. Esplode un gran destro ma Cacciatori gli nega il gol.
CUCCUREDDU - Gioca mezzala e risulta tra i migliori in campo. Effettua diversi tiri senza fortuna: a volte difetta di precisione. Su punizione prepara il gol di Capello.
GORI Soffre, più degli altri, il terreno allentato. Chiuso nella morsa Ferroni-Lippi non riesce a farsi luce per il tiro. Per esprimersi al meglio ha bisogno di spazi che il bunker sampdoriano gli nega.
CAPELLO Presidia con autorità il centrocampo, benché sia tallonato da un mastino co me Mossinelli, e smista utili palloni: bello il cross dal fondo campo per Bettega che, di testa, sfiora il gol. Sblocca il risultato con un preciso colpo di testa, sfruttando un'indecisione della difesa sampdoriana.
BETTEGA Fallisce di un soffio un paio di occasioni. Segna nella ripresa, ma l'arbitro annulla per fuori gioco di Gori. S'impegna a fondo, ma non è facile giocare contro una squadra arroccata.
Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 10 maggio 1976
Bella prova della Juve (che spera ancora) contro la tenacissima Sampdoria.
Solo un miracolo potrebbe portare allo spareggio del 20 maggio.
Intanto il tecnico si difende dagli attacchi dei tifosi e accetta di comparire questa estate in crociera - davanti al tribunale del Guerin Sportivo
Processo a Parola (ma in alto mare)
TORINO I tifosi hanno abbandonato la Juventus. Ad assistere alla partita dell'arrivederci, c'erano solo 6.058 paganti. Aggiungiamoci pure i 17 mila abbonati, si è sempre al livello di Serie B. La Juventus campione d'Italia non meritava questa umiliazione nella partita dell'arrivederci.
Dice Parola con amarezza:"Abbiamo due punti in più dell'anno scorso. Con la partita di Perugia possiamo migliorare ancora. Se facciamo meglio dell'anno scorso, voglio vedere chi ha il coraggio di sputarmi in faccia!".
L'alibi di Parola sono le cifre. L'allenatore vuol dimostrare che la Juventus perderà lo scudetto perché il Torino si è comportato da mostro.
E' stato scritto che per Parola quella con la Sampdoria era la partita dell'addio, diciamo pure del licenziamento. Può anche essere, però Parola ci tiene a specificare che non è stato lui a dire questo, come invece ha scritto qualche giornale:"Non ho mai detto che lascio la Juventus, se ne riparlerà a fine campionato",ammette però che qualche colloquio sul futuro con Boniperti c'è stato, ma aggiunge:
"Queste sono cose nostre, non posso renderle di dominio pubblico"è difficile indovinare il domani della Juventus. L'allenatore della squadra femminile di basket del Fiat, il cubano Gonzales, ha fatto sapere di essere già stato ingaggiato dalla Juventus come preparatore atletico. Il che fa supporre che Boniperti, risolto il problema del training, punti semmai su un allenatore giovane e docile, disposto ad obbedire ai suoi ordini.Però quest'anno la Juventus aveva speso quasi due miliardi e s'era rinforzata con Tardelli e Gori per vincere scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Italia. Due traguardi sono stati mancati, il terzo è appeso ad un sottilissimo filo. C'è già materia per fare un processo all'allenatore. E Parola, molto sportivamente, ha accettato di essere processato dalla speciale giuria del « Guerin Sportivo ». Lo metteremo sul banco degli imputati durante la solita crociera su una nave della Linea C, dove l'anno scorso fu processato (e assolto) Fulvio Bernardini. Qualcuno dirà magari che assieme a Parola si dovrebbe processare anche Boniperti e noi ci auguriamo che il presidente-tecnico della Juventus accetti di dividere il capo di imputazione con l'allenatore da lui scelto e fermamente difeso.
Non si sa invece cosa pensa Gianni Agnelli, perché domenica allo stadio non si è visto. E' troppo impegnato con la politica per poter pensare anche alla Juventus. Aveva già detto di sì a La Malfa, per presentarsi nella lista del PRI. Poi suo fratello Umberto gli ha rivelato che a sua volta aveva già accettato l'invito della Democrazia Cristiana. A questo punto all'Avvocato è sembrato assurdo che un fratello si presentasse in un partito e l'altro in un altro. Ha così declinato l'invito del PRI e La Malfa si è arrabbiato da morire.
Si è parlato di politica anche in casa della Sampdoria. Il presidente Lolli Ghetti ha annunciato di aver querelato (tramite l'avvocato genoano Ugo Maria Failla) «La Repubblica » che l'ha accusato di aver finanziato il golpe liberale di Edgardo Sogno. Lolli Ghetti è iscritto al PLI, non poteva tollerare il sospetto di aver versato milioni a un complotto liberale e si è rivolto al tribunale.
Quanto alla squa-dra ormai Bersellini (che nella prossima stagione potrebbe cedere la panchina a Luis Suarez o a Liedholm) spera in San Gennaro e nei dirigenti della Sampdoria che sono molto amici del presidente del Napoli Ferlaino. Per la sconfitta di Torino, come al solito, l'allenatore ha scaricato tutte le colpe sui giocatori che lasciano gli avversari liberi di segnare. I giocatori a loro volta sono furibondi con i dirigenti che hanno negato il premio salvezza.
Infine negli ambienti della Juventus si definisce fanta-calcio quanto ha scritto il "Corriere d'Informazione". Secondo il quotidiano milanese della sera, la Juventus perderà lo scudetto per colpa di Boniperti, che il 17 marzo rifiutò un ritocco al premio scudetto fissato precedentemente in 8 milioni.
Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1976 nr.20
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Ferroni, di testa, anticipa Gori, pronto a colpire di testa nella porta ormai vuota |















