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venerdì 13 febbraio 2026

13 Febbraio 2016: Juventus - Napoli

É il 13 Febbraio 2016 Juventus e Napoli si sfidano nella sesta giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2015-16 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

É una Juventus che domina il calcio italiano. Sta per concludere un altro campionato davanti a tutti. Davanti a lei c'é un Napoli che sembra l'unica compagine capace di contrastare questo 'impero'. 

Infatti i partenopei termineranno il campionato in seconda posizione a nove punti dai Campioni d'Italia.

Buona Visione!

 

juventus


       

Campionato di Serie A 2015-2016 - 6 ritorno
Torino - Juventus Stadium
Sabato 13 Febbraio 2016 ore 20.45
JUVENTUS-NAPOLI 1-0
MARCATORI: Zaza 88

JUVENTUS: Buffon, Lichtsteiner, Bonucci (Rugani 52), Barzagli, Evra, Cuadrado, Khedira, Marchisio C., Pogba, Dybala (Alex Sandro 86), Morata (Zaza 58)
Allenatore: Massimiliano Allegri

NAPOLI: Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan (Gabbiadini 90), Jorginho, Hamsik, Insigne (Mertens 77), Higuain, Callejon
Allenatore: Maurizio Sarri

ARBITRO: Orsato






Una scossa elettrica che può cambiare le sorti di un campionato. Il sinistro velenoso di Simone Zaza, la deviazione del malcapitato Raul Albiol, Pepe Reina che viene spiazzato e vede il pallone del primato passargli sopra la mano di richiamo. Juventus-Napoli non è tutta nel gol che lancia la Vecchia Signora verso la quindicesima vittoria consecutiva e la vetta solitaria di un campionato che sembrava essergli sfuggito in una grigia notte di Reggio Emilia, ma è l'episodio chiave a indirizzarne inevitabilmente l'analisi. Il traguardo è ancora lontano, ma la salita dello Stadium rischia di rivelarsi decisiva dopo 88 minuti di studio. Allegri e Sarri come due scalatori che si osservano, si rispettano, non azzardano lo scatto che può far saltare il banco. Ma basta uno squarcio in un piano partita bloccatissimo per modificare gli equilibri.

IL MINUTO CHE PUO' CAMBIARE IL CAMPIONATO - Quando Simone Zaza da Policoro riceve tra le due linee azzurre e alza la testa si conosce già la sua decisione. L'ex Sassuolo vuole la porta, non ci pensa su due volte. Era entrato in campo al 13′ della ripresa, al posto di un Alvaro Morata che si era nascosto nelle pieghe di una gara che aveva bisogno di qualcosa in più del semplice compitino. Il 7 bianconero ha il pallone sul prediletto mancino, può sparare come piace a lui. Il sinistro è potente, difficile analizzarne la precisione. Perché Albiol, col corpo raccolto per evitare tocchi di mano, sporca la traiettoria. Chissà cosa deve essere passato per la testa di Pepe Reina in quelle frazioni di secondo. Lo spagnolo capisce di essere fuori dai giochi e si affida all'unica cosa che resta a un portiere in attimi del genere. L'istinto, la mano di richiamo che si alza. Parare vorrebbe dire mantenere i due punti di vantaggio e fermare la serie del carrarmato bianconero. Ma è la notte di Zaza, di uno che entra in campo come se da quei 20, o 40, o 90 minuti dovesse passare parte della sua vita. Il destino fa lo sgambetto ad Albiol e Reina e sorride all'attaccante, rimasto a gennaio nonostante le sirene inglesi e oggi chiamato in causa, probabilmente, anche per l'infortunio di Mario Mandzukic.
LE SCELTE - Senza Chiellini e Caceres, Allegri decide di abbandonare la difesa a 3 ma forza il rientro di Khedira a centrocampo: spazio a un 4-4-2 che chiede a Pogba di fare l'elastico tra fascia sinistra e trequarti, con Cuadrado sulla destra. Sarri va con i "titolarissimi", nel primo tempo chi si aspetta scintille rimane deluso. E' una sfida tattica, bloccata, la difesa bianconera vive la sfida con due linee guida e un unico filo conduttore: Gonzalo Higuain. La ricerca dell'anticipo di Barzagli è ossessiva, il centrale non vuole far girare l'argentino, metterlo in condizione di guardare la porta vorrebbe dire morire calcisticamente. L'altro obiettivo è negare la profondità, quella che il Napoli riesce a trovare solo al 35′. Allan apre per Hysaj che pennella dalla trequarti, Higuain è sfilato alle spalle dei centrali ed è pronto a colpire di testa quando Bonucci, in acrobazia, riesce ad anticiparlo. Vale un gol, la chiusura del centrale juventino, non al meglio già dall'avvio a causa di uno scontro con Khedira. La Juve non punge, ci prova solo Marchisio da fuori ma senza troppa gloria.

DYBALA SPRECA, ZAZA DECIDE - La ripresa si accende subito, con un numero di Insigne che va via sulla sinistra ma eccede nel tentativo di tiro-cross dal fondo, trovando l'opposizione di Buffon. Bonucci non ce la fa e lascia il posto a Rugani, chiamato a sfidare il suo maestro Sarri nella notte più delicata. Zaza-Morata è un cambio necessario per dare energia al reparto offensivo bianconero, l'occasione per sbloccare lo stallo capita sul mancino di Dybala al 18′. Cambio di fronte da destra a sinistra per Pogba, il francese mette giù il pallone, temporeggia, vede l'inserimento dell'ex Palermo. Tocco rasoterra, mancino di prima intenzione. Lo Stadium strozza l'urlo, sfera alta di un soffio, sospiro di sollievo per Sarri che vede i suoi crescere gradualmente nel possesso palla ma non nell'incisività. Mertens per Insigne è il primo cambio azzurro, l'unico in casa partenopea a spaventare Buffon è Hamsik. Il sinistro dello slovacco è violentissimo ed esce di un soffio, Allegri richiama Dybala per Alex Sandro. Sembra un cambio conservativo, stessa scelta del derby con il Torino che diede il via alla rimonta. Anche stavolta funziona. Perché Simone Zaza trova la scossa, lo scatto che lascia il Napoli momentaneamente sulle gambe. Il traguardo finale è lontano, ma la tappa che si è appena tinta di bianconero può lasciare strascichi da non trascurare.

 




Juve-Napoli, correva l'anno...
13 febbraio 2016

Ci sono volute venticinque partite, quindici di queste vinte una in fila all'altra. Sono serviti lavoro, convinzione, crescita dei singoli e collettiva. Ma ora la Juve è tornata a casa: lassù, in cima alla classifica. Da sola. Per farlo ha dovuto battere un Napoli tosto e per riuscirci si affidata a quello che forse è il più tosto dei suoi uomini. Simone Zaza decide la gara con una giocata in cui c'è tutto: la classe e la potenza del campione, il folle coraggio di cercare un tiro impossibile, la voglia rabbiosa di vincere.

Così si apriva il Match Report di uno Juve-Napoli quantomai decisivo. Una sfida, quella dell'Allianz Stadium, che vedeva il Napoli arrivare a Torino da capolista, quindi con due risultati su tre a disposizione, e la Juve chiamata a vincere per il sorpasso.

Quel giorno, la partita è dura, faticosa, con due squadre che faticano a trovare la via del gol. Infatti si affrontano i due migliori reparti offensivi del campionato, ma anche le migliori difese e per quasi tutta la partita sono queste a dettare legge.

La Juve si fa viva dalle parti di Reina, prima con Cuadrado, poi con Pogba, ma il Napoli risponde colpo su colpo, andando anche vicino al gol dopo la mezz'ora con Higuain, imbeccato da Callejon, e poi sul seguente corner con Albiol cui Buffon si oppone con una grande parata.

Nella ripresa la Juve aumenta il ritmo e spaventa gli avversari con Dybala, che calcia sopra la traversa un invitante assist di Pogba, ma il Napoli non molla e anzi tiene palla.

Poi, al minuto ottantotto, la svolta. Alex Sandro tiene vivo un pallone che sembrava ormai perso e permettendo a Evra di appoggiare a Zaza, entrato da poco. L'azione pare innocua. Pare, appunto: l'attaccante lucano controlla, si prende di forza lo spazio per il tiro e dal limite spara un sinistro violento, angolato, bellissimo, imparabile.

Questo. 

 

 







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sabato 7 febbraio 2026

7 Febbraio 2016: Frosinone - Juventus

È il 7 febbraio 2016 e Frosinone e Juventus si sfidano nella quinta giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2015-16 allo Stadio 'Comunale - Matusa' di Frosinone.

É una Juventus che domina il calcio italiano. Sta per concludere un altro campionato davanti a tutti. Davanti a lei c'è la squadra ciociara che alla prima esperienza in A deve salutare il massimo campionato e scendere di nuovo in Serie B.

Buona Visione! 



frosinone


Campionato di Serie A 2015-2016 - 5 ritorno
Frosinone - Stadio Comunale 'Matusa'
Domenica 7 febbraio 2016 ore 15.00
FROSINONE-JUVENTUS 0-2
MARCATORI
: Cuadrado 73, Dybala 90+1

FROSINONE: Leali, Rosi, Russo, Blanchard, Crivello, Sammarco, Chibsah (Frara 71), Gori (Soddimo 81), Tonev, Ciofani D. (Longo 86), Dionisi
Allenatore: Roberto Stellone

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini (Rugani 77), Cuadrado, Sturaro (Pereyra 66), Marchisio C., Pogba, Alex Sandro, Dybala, Morata (Favilli 90+3)
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Massa




Cresce la striscia di vittorie consecutive dei bianconeri. Al Matusa i campioni d'Italia sfondano nella ripresa. Segna il colombiano e nel recupero realizza anche l'ex Palermo. Restano 2 i punti di ritardo dal Napoli a sei giorni dal big match allo Stadium

FROSINONE – Non si ferma la striscia di vittorie consecutive della Juventus che anche a Frosinone, dopo un primo tempo di sofferenza, conquista l’intera posta in palio per la quattordicesima volta di fila grazie a due gol nella ripresa. La sblocca Cuadrado e la chiude Dybala che sfrutta un assist generoso di Morata nel recupero. I bianconeri sabato prossimo si presenteranno così a meno 2 punti dalla capolista Napoli (1-0 oggi contro il Carpi) nell’atteso scontro diretto dello Juventus Stadium.

CHANCE PER CIOFANI – Stellone schiera il suo 4-3-3 con Rosi terzino destro al posto dell’infortunato Ajeti e Crivello a sinistra, mentre Russo fa il centrale. Tridente offensivo formato da Tonev, Daniel Ciofani e Dionisi. Allegri, privo dello squalificato Zaza oltre che dei soliti infortunati, risponde col 3-5-2 con Morata e Dybala in attacco. Gli esterni sono Cuadrado e Alex Sandro, in difesa c’è Bonucci nonostante la diffida con Barzagli e Chiellini. Centrocampo affidato a Marchisio, Sturaro e Pogba. La Juventus parte bene a dopo 5’ arriva un bel cross di Alex Sandro dalla sinistra per Sturaro che però impatta male e manda la sfera sul fondo. Poi il Frosinone prende le misure e in difesa concede pochissimo. Anzi al 13’ i padroni di casa vanno vicini al gol: palla in area di Blanchard e girata di prima intenzione di Daniel Ciofani con pallone di poco alto sopra la traversa.

MORATA NERVOSO – Morata ingaggia un duello personale con Rosi e quando l’ex romanista gli pianta i tacchetti nella coscia, lo spagnolo non la prende bene e reagisce. Sedata la mini-rissa, gli scontri in campo tra i due continuano e sale il nervosismo di Morata che lamenta anche con Allegri un dolore acuto alla coscia infortunata. Intanto la manovra bianconera si scontra sempre contro il muro eretto dalla difesa ciociara. Allora Sturaro ci prova dalla distanza al 34’ ma Leali in tuffo respinge. Proprio all’ultimo minuto del primo tempo arriva la più grande occasione per i campioni d’Italia: errore di Russo, Morata penetra in area ma Leali in uscita sventa con bravura il tocco di punta dello spagnolo.

LA SBLOCCA CUADRADO – Nel secondo tempo i ritmi del Frosinone calano per forza di cose ed ecco che la Juventus inizia a insistere in attacco. Cuadrado ci prova da fuori ma trova Leali, mentre Pogba non trova proprio la porta. Anche Marchisio tenta un tiro piazzato dal limite ma con poca fortuna. Dopo una palla sprecata sottoporta da Pogba (ma viene rilevato offside), Allegri cambia Sturaro, calato nella ripresa, con Pereyra che torna in campo dopo il lungo infortunio. L’intento è quello di allargare il gioco sulle corsie esterne visto che centralmente il Frosinone comunque regge bene. Stellone fa entrare invece Frara al posto di Gori. Cresce la Juventus con un Cuadrado pimpante e sempre nel vivo delle azioni bianconere. Dybala al 27’ coglie un palo clamoroso con un delizioso sinistro a giro. Un minuto dopo i bianconeri passano: cross basso dal fondo sinistro di Alex Sandro, Crivello è in ritardo e sul secondo palo arriva la deviazione vincente di Cuadrado.

C’E’ ANCHE LA FIRMA DI DYBALA – Il Frosinone ha una reazione quando Rosi alla mezz’ora crossa dalla destra e Barzagli di testa salva su Dionisi. Ma è un fuoco di paglia perché adesso la Juventus gestisce il match e il solito Cuadrado resta una spina nel fianco della difesa laziale. Massa decreta quattro minuti di recupero e nel primo di essi la Juventus raddoppia: Morata attacca centralmente, potrebbe calciare in porta e invece è bravo nel servire a destra Dybala che col sinistro a giro non sbaglia. Ora Juventus-Napoli può cominciare.





La squadra di Allegri affaticata girà più piano, risolvono Cuadrado e Dybala
Chiellini, al rientro dopo un mese, esce dolorante. Sabato scontro scudetto con il Napoli

Un tempo e mezzo di fatica a Frosinone, poi la Juventus conquista la quattordicesima vittoria consecutiva con i gol di Cuadrado e Dybala. Fatica non vuol dire sofferenza, perché la squadra di Stellone non ha mai tirato in porta, però i bianconeri sono sembrati, come contro il Genoa, un po’ sottotono. Ma il risultato non cambia: allo scontro diretto contro il Napoli di sabato 13 (20.45) la Juventus arriva con due punti di distacco, quanto basta per sognare il sorpasso.

Marce basse

Con 5 giocatori indisponibili e Zaza squalificato, la Juventus inizia circospetta, pure troppo. Le uniche due occasioni del primo tempo le ha Sturaro, che prima manca un aggancio davanti a Leali e poi costringe il portiere (di proprietà Juventus) a respingere in tuffo un tiro da fuori. Il Frosinone è compatto, veloce a chiudere ogni spazio e capace anche di rifiatare in avanti.

Qualità

La resistenza ciociara continua anche nella ripresa, ma dopo un’ora comincia a scricchiolare. La Juventus prende stabilmente possesso delle fasce: senza Khedira e con Pogba che gioca con troppa sufficienza, non ci sono altre fonti a cui attingere. Anche Dybala non sembra al top, ma colpisce comunque un palo clamoroso con un tiro a giro. Però è la coppia Alex Sandro-Cuadrado ancora una volta a risolvere. Il brasiliano va sul fondo e crossa, la difesa gialla buca completamente, irrompe Cuadrado che non fallisce il tiro a botta sicura.

Chiellini k.o.

Risolta la partita, la Juve si gode solo per alcuni minuti l’aggancio al Napoli, che a sua volta risolve il rebus Carpi. Prima del raddoppio di Dybala in contropiede (assist di Morata, per il resto deludente) si fa male (al polpaccio) Chiellini che rientrava dopo il riposo forzato col Genoa. Adesso la Juve ha la settimana intera per recuperare e nascondere il fiatone della lunga rincorsa. Per una serata di gala, è il minimo.

Paolo Tomaselli
tratto da: È la 14ª vittoria di fila per i bianconeri





Frosinone

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Andrea

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La Joya

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sabato 13 dicembre 2025

13 Dicembre 2015: Juventus - Fiorentina

É il 13 Dicembre 2015 Juventus e Fiorentina si sfidano nella sedicesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2015-16 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

É una Juventus che domina il calcio italiano. Sta per concludere un altro campionato davanti a tutti. 

Davanti a lei c'é una Fiorentina che conclude un ottimo campionato al quinto posto.

Buona Visione! 



juve


 

Campionato di Serie A 2015-2016 - 16 andata
Torino - Juventus Stadium
Domenica 13 dicembre 2015 ore 20.45
JUVENTUS-FIORENTINA 3-1
MARCATORI: Ilicic rigore 3, Cuadrado 6, Mandzukic 80, Dybala 90+1

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Cuadrado, Khedira (Sturaro 62), Marchisio C., Pogba, Evra (Alex Sandro 77), Mandzukic (Morata 85), Dybala
Allenatore: Massimiliano Allegri

FIORENTINA: Tatarusanu, Tomovic, Gonzalo Rodriguez, Astori, Bernardeschi, Badelj, Vecino (Rossi G. 86), Marcos Alonso (Pasqual 85), Ilicic (Mati Fernandez 86), Borja Valero, Kalinic
Allenatore: Paulo Sousa

ARBITRO: Orsato




Dopo un primo tempo equilibrato, nel quale subito in avvio Cuadrado risponde al rigore di Ilicic, nel finale le reti di Mandzukic e Dybala consentono ai campioni d'Italia di salire a sei vittorie consecutive e di proseguire l'inseguimento alla capolista 
TORINO – La Juventus non si ferma più. Nello scontro diretto con la Fiorentina i campioni d’Italia centrano il loro sesto successo consecutivo in campionato e si issano sempre più in alto in classifica, proponendosi probabilmente come la rivale più temibile per l’Inter di Mancini. Il 3-1 sui viola è frutto di una gara giocata con intelligenza, durante la quale i bianconeri hanno anche dovuto subire il possesso palla degli uomini di Sousa in certi frangenti. Quando la sfida è entrata nel momento cruciale, però, la Juve ha tirato fuori la tempra della grande squadra, piazzando la zampata vincente che ha steso una Fiorentina che si era forse illusa di poter controllare senza troppi patemi il finale di partita. E Mario Mandzukic, autore della rete che ha spianato la strada del successo ai bianconeri, è l’uomo che incarna meglio lo spirito della compagine di Allegri. Il croato lotta come un leone per l’intera gara e, nonostante le tante energie spese e i pochi rifornimenti arrivati in area, si fa trovare puntale come un falco per il tap-in che vale il 2-1 e che spacca in due la sfida. 
POCHE SORPRESE DI FORMAZIONE – I due tecnici si affidano alle formazioni migliori, scegliendo gli uomini che in questo momento sembrano dare maggiori garanzie. Allegri ritrova Khedira a centrocampo e preferisce Evra ad Alex Sandro sulla sinistra. Sulla corsia opposta, invece, il grande ex Cuadrado vince il ballottaggio con Lichtsteiner. In avanti spazio alla coppia Mandzukic-Dybala. Nella Fiorentina, dopo il turnover ragionato di Europa League, Sousa ripropone dal primo minuto Tatarusanu, Rodriguez, Bernardeschi, Vecino e Kalinic. 
AVVIO PIROTECNICO – L’avvio di gara è subito pirotecnico. La Fiorentina, non nuova a partenze lanciate, al 2’ affonda con Bernardeschi che prende il tempo a Chiellini, il quale lo atterra in area. Dopo essersi consultato con l’arbitro di porta Orsato concede il rigore e Ilicic, come al solito, è impeccabile dal dischetto. La risposta della Juve non tarda ad arrivare e al 6’ Cuadrado cerca una sponda di testa su un traversone di Evra che assume una traiettoria strana e beffa Tatarusanu. Ristabilito l’equilibrio, la foga agonistica dei primi minuti inizia pian piano a scemare. Le squadre occupano bene tutti gli spazi, a conferma dell’accuratezza con cui Sousa e Allegri hanno preparato la gara, e il confronto assume quasi i contorni di una sfida a scacchi, fatta di efficaci mosse e contromosse che vedono bianconeri e viola annullarsi a vicenda fino all’intervallo. 
LA ZAMPATA DI MANDZUKIC – Se il primo tempo, grazie ad un inizio davvero intenso, era stato nel complesso gradevole, la ripresa incomincia con tanti errori di misura da parte delle due squadre e con un ritmo piuttosto soporifero. Quando la gara sembra scivolare via verso un inevitabile pareggio, però, la Juve alza i giri, mentre la Fiorentina non va oltre un lento e sterile possesso palla che sbatte sistematicamente sul muro bianconero. La trasformazione della Juve nel momento chiave della partita porta al vantaggio di Mandzukic, caparbio nel seguire l’azione che aveva visto Tatarusanu bloccare l’inserimento in area di Dybala: il croato arriva per primo sul pallone e lo insacca con tutta la sua carica agonistica. Nel finale c’è gloria anche per Dybala, che approfitta di un errore in disimpegno di Astori, entra in area, dribbla l’estremo difensore viola e appoggia in rete. Il campionato ha definitivamente ritrovato una delle protagoniste più attese e si appresta a riproporre un duello carico di fascino: sarà davvero sfida Inter-Juventus per il titolo? Alla Fiorentina, così come a Napoli e Roma, spetta il compito di dimostrare il contrario, rimettendosi in marcia già da domenica contro il Chievo.

Giacomo Luchini





Botta e risposta Ilicic-Cuadrado nei primi 6 minuti, poi un gol del croato a 10 minuti dal termine e un'altra magia di Dybala allungano la striscia di successi dei bianconeri e li portano al quarto posto

Sembravano tutti iscritti al club Domizzi, quello di chi, suo malgrado, fa un favore all’Inter. Invece no, la Juve non ci sta: saluta i “soci” Roma, Napoli e Fiorentina e dopo 80’ di sgasate ingrana la sesta. Sei vittorie di fila, -2 dal secondo posto. Attenti, forse abbiamo parlato per mesi di novità e ora ci ritroviamo al solito vecchio duello Inter-Juve, con i Mancio-boys a fare da lepre, e i bianconeri da temuta muta di cani. Piuttosto motivata, stile bava alla bocca. Nella domenica delle sfidanti viene fuori la squadra di Allegri: se quella di Cuadrado è la zazzera vincente dell’ex, la firma sul match è di Mandzukic, all’ennesima volenterosa scivolata, e soprattutto di Paulo Dybala, imprendibile per tutti i 90’.

VIOLA SPUNTATA — Dopo sei gare utili crolla la Viola di Paulo Sousa, che si conferma squadra dalla chiara identità tattica e capace di stare in campo, ma che stasera crea troppo poco: merito anche di una difesa, quella bianconera, tornata muro come ai tempi belli. Barzagli-Bonucci-Chiellini erano secondi, nella classifica dei tiri concessi agli avversari: meno di loro solo la Fiorentina. Stasera, probabilmente, il sorpasso. Solida dietro, con tante armi davanti, con potenzialità di crescita in mezzo: questa Juve può far paura.

I GOL — All’inizio e alla fine. I tifosi dello Juventus Stadium non fanno nemmeno in tempo a sedersi, dopo l’ingresso delle squadre in campo, che hanno già visto due gol. La Viola parte a mille, come spesso le succede, e al primo affondo di Bernardeschi trova il rigore. Il numero 10 entra in area in velocità, contatto con la gamba di Chiellini, in ritardo, e va giù in area. Orsato nicchia, forse pensa alla simulazione, Damato, arbitro di porta, lo consiglia: rigore. Ilicic non sbaglia, trasformando il settimo penalty per la Fiorentina (primato in Italia). Può essere una mazzata per la Juve, invece al secondo affondo fa centro anche lei. Evra, più che intraprendente sulla sinistra (anche in seguito), arriva indisturbato al cross. Sul secondo palo Cuadrado di testa probabilmente prova a far la torre. Di sicuro si aspetta quello Tatarusanu, che così è ingannato dalla palombella che finisce in rete. Poi, nel primo tempo, vanno più vicini al raddoppio i bianconeri, grazie a uno scatenato Dybala. Non è un caso che i due gol della ripresa passino dai suoi piedi: al 35’ Pogba lo lancia nello spazio, lui trova il colpo sotto: Tatarusanu stoppa ma la palla resta, Mandzukic è il più veloce, in scivolata da bomber vero. Il 3-1 nel recupero è un premio personale per Dybala, oltre che un distillata di gioco nello stretto, con portiere superato e palla depositata in rete.

ARMI JUVE — Quei due, Mario e Paulo, sbloccano un pareggio che col passare dei minuti pareva sempre più pieno di rimpianti per la Juve, dopo l’equilibrio iniziale. Due squadre messe in campo quasi specularmente, anche se il 4-2-3-1 viola tende più verso il centro e crea spesso una superiorità in mezzo, che affiora, a tratti, in un possesso palla bello da vedere (specialità della casa). Allegri sull’altro fronte ha scelto Evra e Cuadrado come esterni. Paradossalmente, vanno forte proprio nei presunti punti deboli: il francese affonda, il colombiano si applica con profitto in difesa. In mezzo quello che soffre di più è il rientrante Khedira, che ha la mobilità dell’ultimo Pirlo, ma senza avere i suoi lampi. Ci si attende che accenda la luce Pogba, ma il francese è tanto voglioso di piazzare la giocata quanto impreciso. Almeno fino al filtrante per Dybala, che dà il via al 2-1. Il miglior attacco del campionato (30 gol)? Kalinic ne vede poche e ne prende tante, Ilicic e Borja non scardinano le strutture difensive bianconere, come era successo con l’Inter. Sempre secondi, ma il “sorpasso mentale” forse è già avvenuto.

Valerio Clari




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sabato 29 novembre 2025

29 Novembre 2015: Palermo - Juventus

È il 29 Novembre 2015 e Palermo e Juventus si sfidano nella quattordicesima Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2015-16 allo Stadio 'Renzo Barbera' di Palermo.

È una Juventus che domina il calcio italiano. Sta per concludere un altro campionato davanti a tutti. Davanti a lei c'è un Palermo che tra stenti e cambi di allenatori riesce ad evitare una dolorosa discesa in Serie B.

Buona Visione! 



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Campionato di Serie A 2015-2016 - 14 andata
Palermo - Stadio Renzo Barbera
Domenica 29 novembre 2015 ore 20.45
PALERMO-JUVENTUS 0-3
MARCATORI: Mandzukic 54, Sturaro 89, Zaza 90+3

PALERMO: Sorrentino, Struna (Rispoli 74), Goldaniga, Gonzalez G., Lazaar, Hiljemark (Quaison 60), Jajalo, Chochev, Brugman, Vazquez, Gilardino (Trajkovski 67)
Allenatore: Davide Ballardini

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Cuadrado (Lichtsteiner 68), Sturaro, Marchisio C., Pogba, Evra, Mandzukic (Morata 66), Dybala (Zaza 83)
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Valeri



Quarta vittoria di fila dei campioni d'Italia che al Barbera non rischiano mai e ora salgono al quinto posto in classifica, a sole tre lunghezza dalla Roma. Le reti tutte nel secondo tempo con Mandzukic che la sblocca. Nel finale vanno a segno anche Sturaro e Zaza

PALERMO – La Juventus sta arrivando e le prime della classe sono tutte avvisate: dall’Inter al Napoli, dalla Fiorentina alla Roma. Sì, perché i bianconeri conquistano al Barbera la quarta vittoria consecutiva in campionato, dimostrano di aver ritrovato la convinzione di essere forti e agguantano il quinto posto in classifica con la Roma (quarta) a sole tre lunghezza di distanza. 3-0 a un Palermo che non è riuscito mai a rientrare in partita una volta subito il gol di Mandzukic nel secondo tempo. Raddoppio poi di Sturaro e tris di Zaza all’ultimo secondo.

LA JUVE PRENDE CAMPO – 4-3-1-2 per Ballardini con Brugman schierato dietro le due punte, Vazquez e Gilardino. Struna e Lazaar fanno i terzini. In mezzo al campo Hiljemark, Jajalo e Chochev. Allegri si schiera col 3-5-2 optando per Cuadrado ed Evra esterni di centrocampo. A centrocampo con Marchisio e Pogba c’è ancora Sturaro. Attacco affidato a Mandzukic e Dybala. Il Palermo parte bene occupando diligentemente ogni zona del campo. Ma ben presto la Juventus prende il sopravvento soprattutto a centrocampo dove faticano Chochev e Jajalo, mentre l’ex Dybala sembra ispirato e immarcabile. A parte i tiri da lontano di Brugman e Hiljemark, e una mancata deviazione di Mandzukic, la prima vera palla-gol arriva solo al 23’ quando Chiellini colpisce di testa dopo un angolo spedendo la sfera sul fondo. Il Palermo si fa notare alla mezz’ora con Gilardino in area, ma l’attaccante non serve Vazquez concludendo invece male da posizione troppo defilata.

CHANCE BONUCCI E DYBALA – Al minuto 34 Juventus vicinissima al gol: angolo, Bonucci è incredibilmente libero ma di testa manda la palla sul fondo. Tre minuti dopo ottimo spunto di Sturaro sul fondo destro con cross in area: Dybala colpisce di testa in anticipo sul primo palo ma non trova la porta. Il primo tempo finisce con un tiro sull’esterno della rete di Cuadrado, una conclusione alta di controbalzo di Vazquez e un mischione in area siciliana con Sturaro murato dalla difesa.

MANDZUKIC DI FORZA – La Juventus passa in vantaggio al 9’ della ripresa: Dybala attacca a sinistra e crossa lungo sul secondo palo, Sorrentino non esce, Mandzukic sovrasta di testa Struna e insacca. Ballardini prova a cambiare qualcosa inserendo al posto di Hiljemark, Quaison che va a fare coppia in avanti con Gilardino mentre Vazquez fa il trequartista con Brugman che arretra a centrocampo. Ma i rosanero non cambiano ritmo e a questa velocità è favorita la Juventus che può controllare il vantaggio senza andare mai in affanno. Buffon farà lo spettatore non pagante fino all’ultimo minuto.

LA CHIUDONO STURARO E ZAZA – Arrivano altri cambi e se Ballardini rimpiazza Gilardino con Trajkovski, Allegri inserisce Morata al posto di Mandzukic e Lichtsteiner per Cuadrado. Il nuovo entrato dei rosanero tenta subito una spettacolare rovesciata ma manca l’impatto con la sfera. Intanto entra anche Zaza per Dybala. La Juventus con questi ritmi in campo vincerebbe comunque, ma nel finale esagera e ne fa altri due. Al 44’ Pogba premia un inserimento in area di Sturaro che col sinistro non sbaglia. All’ultimo secondo dei tre minuti di recupero c’è gloria anche per Zaza: Morata controlla in area, assist per l’ex Sassuolo che con un rasoterra sul primo palo trafigge Sorrentino.




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