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venerdì 1 maggio 2026

1 Maggio 2016: Juventus - Carpi

È il 1 maggio 2016 e Juventus e Carpi si sfidano nella diciassettesima  giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2015-16 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

È una Juventus che domina il calcio italiano. Sta per concludere un altro campionato davanti a tutti. Davanti a lei c'è un Carpi che alla prima esperienza in A deve salutare il massimo campionato e scendere di nuovo in Serie B.

Buona Visione!  


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Stagione 2015-2016 - Campionato di Serie A - 17 ritorno
Torino - Juventus Stadium
domenica 1 maggio 2016 ore 12:30 
JUVENTUS-CARPI 2-0
MARCATORI: Hernanes 42, Zaza 80

JUVENTUS (3-5-2): (c) Buffon, Rugani, Bonucci, Evra, Cuadrado (Lichtsteiner 74), Pogba, Hernanes, Asamoah (Sturaro 85), Alex Sandro, Mandzukic, Morata (Zaza 46). 
A disposizione: Rubinho, Audero, Barzagli, Padoin, Lemina, Khedira, Pereyra, Dybala. 
Allenatore: Massimiliano Allegri

CARPI (5-3-1-1): Belec, Sabelli, Zaccardo, Romagnoli S., Suagher, Gagliolo, Crimi (Porcari 74), Cofie, Martinho (Lasagna 66), Verdi (De Guzman 84), Mbakogu. 
A disposizione: Brkic, Colombi, Poli, Letizia, Daprelà, Pasciuti, Di Gaudio, Mancosu, Franchini. 
Allenatore: Fabrizio Castori

ARBITRO: Irrati
AMMONIZIONI:
 Mandzukic 28, Lichtsteiner 45+1, Rugani 51, Bonucci 66, Pogba 90+1, Hernanes 90+3 (Juventus); Martinho 30, Crimi 45+2 (Carpi)





Non una delle migliori uscite dei campioni d'Italia, ma con un gol per tempo di Hernanes e di Zaza, gli emiliani capitolano. Solita partita generosa degli ospiti, ma non basta per portare a casa punti. Per i piemontesi è la venticinquesima vittoria nelle ultime 26 gare.

TORINO - La Juventus non fa sconti e contro il Carpi conquista la quindicesima vittoria consecutiva, la venticinquesima nelle ultime ventisei gare. I bianconeri non disputano una grande partita allo Stadium, ma con un gol per tempo di Hernanes e di Zaza, piegano la resistenza degli emiliani, autori comunque di un match dignitoso che fa ben sperare per gli ultimi due incontri-salvezza.

CARPI ATTENTO, POCHE OCCASIONI - Allegri nel suo 3-5-2 schiera Rugani, Bonucci ed Evra in difesa con Cuadrado e Alex Sandro esterni. In attacco Mandzukic e Morata. Castori risponde col 3-5-1-1 che è più un 5-3-1-1 con Verdi che supporta la punta avanzata di Mbakogu. Gli esterni sono Gagliolo e Sabelli. Il Carpi, come spesso fa, si chiude dietro non concedendo spazi a una Juventus comunque meno precisa del solito. Le occasioni sono poche. Al 6' gran lancio di 60 metri di Bonucci e tiro al volo in area di Pogba che Belec respinge. Al quarto d'ora perfetto cross dalla sinistra di Alex Sandro con colpo di testa di Morata: pallone di poco sul fondo. Il Carpi ha l'unica chance con Verdi che al 21', servito da Crimi, impegna Buffon con un destro incrociato. Sul corner seguente deviazione doppia di Mbakogu e Suagher ma sfera out.

LA SBLOCCA HERNANES - Manduzkic fa il solito prezioso lavoro sporco anche se oggi il croato appare più nervoso del solito rimediando anche un'ammonizione per proteste. L'attaccante bianconero ha una sola occasione di testa alla mezz'ora ma non trova la porta. Porta che invece pesca Hernanes al 42' quando colpisce al volo di destro su un assist di Asamoah e con la complicità di Belec realizza il primo gol in bianconero in campionato.

IL CARPI CI PROVA - A inizio secondo tempo Morata, toccato duro da Romagnoli in avvio di match, lascia il posto a Zaza. Il Carpi deve pareggiare e disputa una prima parte di ripresa discreta con la Juventus invece che non riesca più a imbastire azioni offensive. Dopo 4' Sabelli ci prova dal limite ma prima trova Alex Sandro e poi conclude sul fondo. Castori verso il ventesimo decide che è giunto il momento di Lasagna: esce Martinho. Alla mezz'ora gran tiro di Porcari appena entrato in campo al posto di Crimi: un destro che dà alla palla un grande effetto lasciando Buffon immobile. Ma il pallone sul fondo.

MA ZAZA LA CHIUDE - Al minuto 34 si rivede la Juventus in attacco: traversone di Lichtsteiner e Mandzukic sfiora di testa anticipando anche Bonucci, ma palla sul fondo. Passa un minuto e la Juventus la chiude: cross dalla destra di Pogba e Zaza anticipa di testa Romagnoli insaccando alla destra di Belec. Quello dell'ex Sassuolo è un gol che tarpa definitivamente le ali al Carpi che ora dovrà solo pensare ai prossimi decisivi due impegni: in casa contro la Lazio e a Udine. Due partite per restare in Serie A.





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venerdì 24 aprile 2026

24 Aprile 2016: Fiorentina - Juventus

È il 24 aprile 2016 Fiorentina Juventus si sfidano in questa gara valevole per la sedicesima giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2015-16 allo Stadio 'Artemio Franchi' di Firenze.

Buona Visione!



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Campionato di Serie A 2015-2016 - 16 ritorno Firenze - Stadio Artemio Franchi Domenica 24 aprile 2016 ore 20.45 FIORENTINA-JUVENTUS 1-2 MARCATORI: Mandžukić 39, Kalinić 81, Morata 83
FIORENTINA: Tatarusanu, Tomović, Gonzalo Rodríguez, Astori, Tello (Matías Fernández 62), Badelj (Roncaglia 88), Borja Valero, Marcos Alonso, Ilić (Zarate M. 53), Bernardeschi, Kalinić
Allenatore: Paulo Sousa
JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Rugani, Lichtsteiner (Cuadrado 88), Khedira, Lemina, Pogba (Asamoah 84), Evra, Mandzukic, Dybala (Morata 70)
Allenatore: Massimiliano Allegri
ARBITRO: Tagliavento RIGORI FALLITI: Kalinić 90 (Fiorentina)






Gli uomini di Allegri sbancano il Franchi e se il Napoli non dovesse vincere all'Olimpico contro la Roma, conquisteranno lo scudetto con tre turni d'anticipo. Vantaggio di Mandzukic, nella ripresa pari di Kalinic e nuovo sorpasso firmato dallo spagnolo. Al 90' il portiere bianconero para un calcio di rigore.

FIRENZE - Lo scudetto in tasca. La Juventus sbanca il Franchi 2-1 nel posticipo domenicale della 35ª giornata di Serie A ed è a un passo dal quinto tricolore consecutivo. I bianconeri, infatti, portano a 12 punti il vantaggio sul Napoli che domani dovrà far visita alla Roma per quello che ormai è diventato uno spareggio per il secondo posto. Se gli azzurri dovessero perdere o pareggiare, i bianconeri potranno festeggiare lo scudetto numero 32 seduti comodamente sul divano. In caso di vittoria azzurra, invece, la festa sarà solo rimandata a domenica prossima quando all'ora di pranzo gli uomini di Allegri affronteranno il Carpi.

BUFFON, LE MANI SULLO SCUDETTO - Il vero protagonista della serata, però, non è né Mandzukic, autore del vantaggio iniziale, né Morata capace di dare i tre punti ai suoi, ma Gigi Buffon che con le sue parate sta rendendo questo scudetto possibile. Anche questa sera il numero uno della nazionale si è letteralmente superato con parate difficilissime sintomo di una condizione fisico-mentale incredibile. Una buona notizia anche in vista degli Europei. Buffon a parte, di fronte a questa Juventus c'è solo da inchinarsi. Una cavalcata pazzesca dopo un inizio di stagione disastroso. Dalle zone basse della classifica fino alla cima. Un'ascesa figlia di 25 vittorie e un pareggio nelle ultime 26 giornate. Numeri impressionanti ai quali si aggiungono gli 836′ di imbattibilità di Gigi Buffon e gli appena 18 gol subiti in 35 giornate. Chapeau!

RAMMARICO VIOLA - In casa Viola, invece, c'è la delusione di aver sprecato un'occasione per tenere vicina l'Inter e giocarsi il quarto posto in classifica fino alla fine. Di fronte, però, c'era una vera e propria macchina da guerra alla quale la corazzata toscana ha saputo tenere testa dall'inizio sino alla fine. Agli uomini di Sousa va dato merito di aver giocato a viso aperto contro questa Juventus mettendola spesso in difficoltà e arrendendosi solo a due disattenzioni difensive. Chi critica il portoghese non si rende conto del gran lavoro fatto fino ad ora da parte dell'ex tecnico del Basilea. Tutti avrebbero firmato per la quinta posizione a inizio stagione, certo resta la delusione di essere calati sul più bello quando la Champions sembrava alla portata di mano, ma comunque ci deve essere la consapevolezza di aver dato il massimo in un campionato mai così entusiasmante negli ultimi 5 anni.

MANDZUKIC APRE I GIOCHI - Ma veniamo alla gara. Primo tempo vibrante al Franchi con i viola che provano a far male alla Juventus da fuori con Ilicic trovando un attento Buffon. L'estremo bianconero si supera al 20′ quando, su contropiede toscano, riesce a deviare in angolo con la punta del piede destro una conclusione di Bernardeschi sporcata da Barzagli. Qualche minuto prima l'attaccante era andato in gol, ma Tagliavento aveva annullato per fuorigioco inesistente. La Juve tiene botta e al 39′ passa con Mandzukic: cross morbido sul secondo palo di Khedira dal limite di destra, Pogba fa da torre per il croato che di sinistro al volo dagli undici metri infila Tatarusanu nel palo più lontano. Passano pochi minuti e Buffon torna super andando a deviare con la punta delle dita un pallonetto preciso di Bernardeschi destinato nel sette. Sugli sviluppi del corner successivo Marcos Alonso di testa sfiora il palo a Buffon battuto.

MORATA LI CHIUDE. PRIMO GIALLO IN DUE ANNI DI A PER RUGANI - Quello che accade nella ripresa è degno di un film hollywoodiano, soprattutto il finale ricco di colpi di scena. Ma andiamo con ordine. Al 12′ Mandzukic serve in velocità Pogba che entra in area e a tu per tu con Tatarusanu calcia sul fondo. Dalla parte opposta Buffon deve prima deviare in angolo sul sinistro di Zarate da dentro l'area, poi concedere un secondo corner su una conclusione di Kalinic al termine di un bel contropiede. Al 36′, però, il numero uno della nazionale azzurra deve capitolare: Bonucci tenta un dribbling al limite dell'area perdendo palla, la sfera termina sui piedi di Kalinic che si accentra e scarica il destro a giro sul quale Buffon non può nulla. 2′ più tardi Morata, subentrato a un opaco Dybala, riporta in vantaggio i campioni d'Italia depositando in rete un pallone vagante dentro l'area piccola della Fiorentina. Non è finita, perché al 43′ Allegri manda in campo a freddo l'ex Cuadrado (che si era rifiutato per due volte di riscaldarsi) e il colombiano procura il calcio di rigore col quale il Franchi spera di rovinare la festa alla Juventus. Dal dischetto Kalinic sceglie il palo alla sinistra di Buffon, lo stesso che sceglie l'estremo difensore: parato! Sulla ribattuta si avventa Bernardeschi che trova la pronta reazione di uno straordinario Buffon che da terra salva nuovamente la porta bianconera. In pieno recupero Kalinic prova a farsi perdonare sugli sviluppi di un calcio d'angolo con un colpo di testa a pochi passi dalla linea di porta, ma la palla si stampa sulla traversa. È l'ultima emozione di un finale thrilling che ha visto anche una piccola curiosità: la prima ammonizione in due anni di Serie A di Daniele Rugani.








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venerdì 17 aprile 2026

17 Aprile 2016: Juventus - Palermo

È il 17 aprile 2016 Juventus Palermo si sfidano in questa gara valevole per la quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A TIM 2015-16. Il tutto si svolge allo 'Juventus Stadium' di Torino.

Buona Visione!



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Campionato di Serie A 2015-2016 - 14 ritorno
Torino - Juventus Stadium
Domenica 17 aprile 2016 ore 15.00
JUVENTUS-PALERMO 4-0
MARCATORI: Khedira 10, Pogba 71, Cuadrado 74, Padoin 89
JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Rugani, Cuadrado, Khedira (Padoin 78), Marchisio C. (Lemina 16), Pogba, Evra, Mandzukic, Dybala (Morata 67)
Allenatore: Massimiliano Allegri
PALERMO: Sorrentino, Goldaniga (La Gumina 72), Gonzalez G., Andelkovic, Rispoli, Hiljemark, Jajalo (Brugman 59), Chochev, Lazaar, Vazquez, Trajkovski
Allenatore: Davide Ballardini
ARBITRO: Giacomelli





I bianconeri allungano a +9 in classifica sul Napoli. Nel primo tempo segna Khedira, ma un serio infortunio al numero 8 rovina la festa: stagione finita per lui. I rosanero provano a resistere ma nella ripresa chiudono la gara Pogba, Cuadrado e Padoin

TORINO - Missione compiuta. La Juventus approfitta del k.o. di ieri del Napoli contro l'Inter e sfrutta al meglio l'impegno casalingo contro il Palermo regolando i rosanero con un 4-0 che la porta a +9 sui campani in classifica. Una sconfitta però che va oltre i demeriti dei siciliani. Infatti nel primo tempo gli ospiti, nonostante la rete in avvio di Khedira, tengono botta e vanno anche vicini al gol con Trajkovski. Ma nel secondo tempo i campioni d'Italia dilagano: segnano Pogba, Cuadrado e perfino Padoin. La giornata bianconera che ha praticamente consegnato il tricolore ai piemontesi viene però rovinata dall'infortunio al legamento crociato di Marchisio: stagione finita per lui e addio Euro 2016. Brutta la situazione in coda adesso per il Palermo: con il successo del Frosinone, i rosanero precipitano al penultimo posto solitario, lontani tre punti dalla salvezza.

KHEDIRA COLPISCE IN AVVIO - Allegri conferma il 3-5-2 e in attacco c'è il ritorno di Dybala, con lui Mandzukic. Esterni sono Cuadrado ed Evra. In mezzo al campo Khedira, Marchisio e Pogba. Ballardini, nuovamente al timone del team siciliano, risponde con lo stesso modulo: in avanti giocano Vazquez e Trajkovski. Sulle corsie ecco Rispoli a destra e Lazaar a sinistra. La Juventus fa subito sul serio e dopo una manciata di minuti Lazaar respinge un tiro al volo di Pogba e il successivo tentativo dal limite di Khedira è impreciso. Al 10' invece siamo 1-0: perfetto assist di Pogba che pesca in area Khedira, controllo di petto e destro imparabile per Sorrentino.

TEGOLA MARCHISIO - La partita sembra segnata col Palermo che pare non riuscire a reagire. Al quarto d'ora però qualcosa cambia e accade dopo che Marchisio, in uno scontro di gioco con Vazquez, si infortuna al ginocchio sinistro ed è costretto a uscire in barella con le mani sul viso chiudendo di fatto qui la stagione: rottura del crociato, sarà operato. Una brutta tegola anche per la Nazionale azzurra. Al posto del 'Principino' entra Lemina. I rosanero approfittano di un momento di sbandamento bianconero e vengono un po' fuori come al 26' quando Jajalo impegna da fuori Buffon. Ma è ancora la Juventus a sfiorare il 2-0: al 27', sugli sviluppi di un corner, Pogba colpisce al volo e Sorrentino con l'aiuto della traversa si salva. Alla mezz'ora il Palermo ha la sua occasione migliore: grande azione di Vazquez, assist in area a Trajkovski con Buffon superato in uscita disperata. Ma il tocco dell'attaccante è debole e permette a Barzagli il salvataggio sulla linea. Nel finale del tempo c'è anche chance per Chochev con tiro dopo una mischia, ma due difensori bianconeri in spaccata gli deviano la sfera in angolo.

POGBA E CUADRADO LA CHIUDONO - Il Palermo nel secondo tempo prova a resistere ma la Juventus incalza e spinge alla ricerca del raddoppio della sicurezza. Lemina ci prova da fuori, ma Sorrentino c'è. Pericolosi i padroni di casa al 20' quando un perfetto traversone di Cuadrado costringe Gonzalez al miracolo per anticipare Khedira. Un minuto dopo colpo di testa di Mandzukic con palla sul fondo. Intanto Ballardini cambia Jajalo con Brugman e Allegri rimpiazza lo stanco e bravo Dybala con Morata. Al minuto 26 arriva l'atteso 2-0 per i bianconeri: angolo di Cuadrado, la sfera attraversa l'area, sul secondo palo Lazaar dorme e Pogba di sinistro insacca. Tre minuti dopo il match è chiuso: Brugman perde palla su Cuadrado, il colombiano salta Lazaar con un delizioso pallonetto e poi infila Sorrentino con un gran destro.

GIOIA ANCHE PER PADOIN - Allegri manda in campo anche Padoin per dare riposo a Khedira. Il Palermo ormai sa di aver perso e si fa vedere giusto con un tiro da lontano di Lazaar che scalda i guanti di Buffon. Al 44' il poker è servito: ripartenza di Pogba, palla a Morata che premia l'inserimento in area di Padoin; l'ex atalantino da vero attaccante fa centro con un destro rasoterra in diagonale. Finisce con la festa dello Stadium che ormai sente sempre più vicino il quinto scudetto consecutivo.






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venerdì 13 febbraio 2026

13 Febbraio 2016: Juventus - Napoli

É il 13 Febbraio 2016 Juventus e Napoli si sfidano nella sesta giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2015-16 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

É una Juventus che domina il calcio italiano. Sta per concludere un altro campionato davanti a tutti. Davanti a lei c'é un Napoli che sembra l'unica compagine capace di contrastare questo 'impero'. 

Infatti i partenopei termineranno il campionato in seconda posizione a nove punti dai Campioni d'Italia.

Buona Visione!

 

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Campionato di Serie A 2015-2016 - 6 ritorno
Torino - Juventus Stadium
Sabato 13 Febbraio 2016 ore 20.45
JUVENTUS-NAPOLI 1-0
MARCATORI: Zaza 88

JUVENTUS: Buffon, Lichtsteiner, Bonucci (Rugani 52), Barzagli, Evra, Cuadrado, Khedira, Marchisio C., Pogba, Dybala (Alex Sandro 86), Morata (Zaza 58)
Allenatore: Massimiliano Allegri

NAPOLI: Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan (Gabbiadini 90), Jorginho, Hamsik, Insigne (Mertens 77), Higuain, Callejon
Allenatore: Maurizio Sarri

ARBITRO: Orsato






Una scossa elettrica che può cambiare le sorti di un campionato. Il sinistro velenoso di Simone Zaza, la deviazione del malcapitato Raul Albiol, Pepe Reina che viene spiazzato e vede il pallone del primato passargli sopra la mano di richiamo. Juventus-Napoli non è tutta nel gol che lancia la Vecchia Signora verso la quindicesima vittoria consecutiva e la vetta solitaria di un campionato che sembrava essergli sfuggito in una grigia notte di Reggio Emilia, ma è l'episodio chiave a indirizzarne inevitabilmente l'analisi. Il traguardo è ancora lontano, ma la salita dello Stadium rischia di rivelarsi decisiva dopo 88 minuti di studio. Allegri e Sarri come due scalatori che si osservano, si rispettano, non azzardano lo scatto che può far saltare il banco. Ma basta uno squarcio in un piano partita bloccatissimo per modificare gli equilibri.

IL MINUTO CHE PUO' CAMBIARE IL CAMPIONATO - Quando Simone Zaza da Policoro riceve tra le due linee azzurre e alza la testa si conosce già la sua decisione. L'ex Sassuolo vuole la porta, non ci pensa su due volte. Era entrato in campo al 13′ della ripresa, al posto di un Alvaro Morata che si era nascosto nelle pieghe di una gara che aveva bisogno di qualcosa in più del semplice compitino. Il 7 bianconero ha il pallone sul prediletto mancino, può sparare come piace a lui. Il sinistro è potente, difficile analizzarne la precisione. Perché Albiol, col corpo raccolto per evitare tocchi di mano, sporca la traiettoria. Chissà cosa deve essere passato per la testa di Pepe Reina in quelle frazioni di secondo. Lo spagnolo capisce di essere fuori dai giochi e si affida all'unica cosa che resta a un portiere in attimi del genere. L'istinto, la mano di richiamo che si alza. Parare vorrebbe dire mantenere i due punti di vantaggio e fermare la serie del carrarmato bianconero. Ma è la notte di Zaza, di uno che entra in campo come se da quei 20, o 40, o 90 minuti dovesse passare parte della sua vita. Il destino fa lo sgambetto ad Albiol e Reina e sorride all'attaccante, rimasto a gennaio nonostante le sirene inglesi e oggi chiamato in causa, probabilmente, anche per l'infortunio di Mario Mandzukic.
LE SCELTE - Senza Chiellini e Caceres, Allegri decide di abbandonare la difesa a 3 ma forza il rientro di Khedira a centrocampo: spazio a un 4-4-2 che chiede a Pogba di fare l'elastico tra fascia sinistra e trequarti, con Cuadrado sulla destra. Sarri va con i "titolarissimi", nel primo tempo chi si aspetta scintille rimane deluso. E' una sfida tattica, bloccata, la difesa bianconera vive la sfida con due linee guida e un unico filo conduttore: Gonzalo Higuain. La ricerca dell'anticipo di Barzagli è ossessiva, il centrale non vuole far girare l'argentino, metterlo in condizione di guardare la porta vorrebbe dire morire calcisticamente. L'altro obiettivo è negare la profondità, quella che il Napoli riesce a trovare solo al 35′. Allan apre per Hysaj che pennella dalla trequarti, Higuain è sfilato alle spalle dei centrali ed è pronto a colpire di testa quando Bonucci, in acrobazia, riesce ad anticiparlo. Vale un gol, la chiusura del centrale juventino, non al meglio già dall'avvio a causa di uno scontro con Khedira. La Juve non punge, ci prova solo Marchisio da fuori ma senza troppa gloria.

DYBALA SPRECA, ZAZA DECIDE - La ripresa si accende subito, con un numero di Insigne che va via sulla sinistra ma eccede nel tentativo di tiro-cross dal fondo, trovando l'opposizione di Buffon. Bonucci non ce la fa e lascia il posto a Rugani, chiamato a sfidare il suo maestro Sarri nella notte più delicata. Zaza-Morata è un cambio necessario per dare energia al reparto offensivo bianconero, l'occasione per sbloccare lo stallo capita sul mancino di Dybala al 18′. Cambio di fronte da destra a sinistra per Pogba, il francese mette giù il pallone, temporeggia, vede l'inserimento dell'ex Palermo. Tocco rasoterra, mancino di prima intenzione. Lo Stadium strozza l'urlo, sfera alta di un soffio, sospiro di sollievo per Sarri che vede i suoi crescere gradualmente nel possesso palla ma non nell'incisività. Mertens per Insigne è il primo cambio azzurro, l'unico in casa partenopea a spaventare Buffon è Hamsik. Il sinistro dello slovacco è violentissimo ed esce di un soffio, Allegri richiama Dybala per Alex Sandro. Sembra un cambio conservativo, stessa scelta del derby con il Torino che diede il via alla rimonta. Anche stavolta funziona. Perché Simone Zaza trova la scossa, lo scatto che lascia il Napoli momentaneamente sulle gambe. Il traguardo finale è lontano, ma la tappa che si è appena tinta di bianconero può lasciare strascichi da non trascurare.

 




Juve-Napoli, correva l'anno...
13 febbraio 2016

Ci sono volute venticinque partite, quindici di queste vinte una in fila all'altra. Sono serviti lavoro, convinzione, crescita dei singoli e collettiva. Ma ora la Juve è tornata a casa: lassù, in cima alla classifica. Da sola. Per farlo ha dovuto battere un Napoli tosto e per riuscirci si affidata a quello che forse è il più tosto dei suoi uomini. Simone Zaza decide la gara con una giocata in cui c'è tutto: la classe e la potenza del campione, il folle coraggio di cercare un tiro impossibile, la voglia rabbiosa di vincere.

Così si apriva il Match Report di uno Juve-Napoli quantomai decisivo. Una sfida, quella dell'Allianz Stadium, che vedeva il Napoli arrivare a Torino da capolista, quindi con due risultati su tre a disposizione, e la Juve chiamata a vincere per il sorpasso.

Quel giorno, la partita è dura, faticosa, con due squadre che faticano a trovare la via del gol. Infatti si affrontano i due migliori reparti offensivi del campionato, ma anche le migliori difese e per quasi tutta la partita sono queste a dettare legge.

La Juve si fa viva dalle parti di Reina, prima con Cuadrado, poi con Pogba, ma il Napoli risponde colpo su colpo, andando anche vicino al gol dopo la mezz'ora con Higuain, imbeccato da Callejon, e poi sul seguente corner con Albiol cui Buffon si oppone con una grande parata.

Nella ripresa la Juve aumenta il ritmo e spaventa gli avversari con Dybala, che calcia sopra la traversa un invitante assist di Pogba, ma il Napoli non molla e anzi tiene palla.

Poi, al minuto ottantotto, la svolta. Alex Sandro tiene vivo un pallone che sembrava ormai perso e permettendo a Evra di appoggiare a Zaza, entrato da poco. L'azione pare innocua. Pare, appunto: l'attaccante lucano controlla, si prende di forza lo spazio per il tiro e dal limite spara un sinistro violento, angolato, bellissimo, imparabile.

Questo. 

 

 







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