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venerdì 24 ottobre 2025

24 Ottobre 1990: Austria Vienna - Juventus

É il 24 Ottobre 1990 e Austria Vienna Juventus  si sfidano nella gara di andata degli Ottavi di Finale della Coppa delle Coppe 1990-91 allo 'Franz-Horr-Stadion' di Vienna (Austria).

La Juventus tenta di riappropriarsi dello scettro di squadra 'piú forte della penisola' con una nuova dirigenza tecnica affidata ad un allenatore del famigerato 'calcio champagne' Luigi Maifredi. Dopo un inizio di campionato incoraggiante i bianconeri naufragano tra caterve di gol presi ed addirittura a fine campionato si trovano fuori dalle Coppe Europee dopo 27anni.

In Europa la Vecchia Signora si fa valere almeno fino alle semifinali della Coppa delle Coppe. Li infatti trova i blaugrana del Barcellona e si deve arrendere non senza combattere peró.

Buona Visione!



austria

 

Stagione 1990-1991 - Coppa delle Coppe - Ottavi, andata
Vienna - Franz-Horr-Stadion
Mercoledì 24 ottobre 1990 ore 19:30
AUSTRIA VIENNA-JUVENTUS 0-4
MARCATORI: Casiraghi 30, Casiraghi 45, Baggio R. 49, Schillaci rigore 70

AUSTRIA VIENNA: Wohlfahrt, Aigner (Sekerlioglu 75), Pfeffer, Frind, Zsak, Hoermann, Pleva, Milewski (Floegel 64), Stoeger, Hasenhuttl, Prosenik
Allenatore: Herbert Prohaska

JUVENTUS: Tacconi, Bonetti D., Julio Cesar, Fortunato D., De Marchi (Galia 43), De Agostini, Haessler, Marocchi (Alessio 70), Casiraghi, Baggio R., Schillaci
Allenatore: Luigi Maifredi

ARBITRO: Goethals (Belgio)




L'AVVERSARIA DELLA JUVE/AUSTRIA
HERBERT VA
Prohaska ha riportato in poco tempo i viennesi ad altissimi vertici di rendimento: nel suo futuro potrebbe esserci la Nazionale.

L'Austria Vienna viene fondata il 15 marzo 1911 con il il nome di Amateure Vienna. Ha cambiato denominazione nel 1926, adottando l'attuale FK Austria Vienna (Fußball Klub), e dall'Amateur ha ereditato due titoli nazionali (1924 e '26) e cinque Coppe d'Austria (1921, '24, '25 e '26). Un altro cambiamento nel 1972: assorbe il WAC (Wiener Athletik Club) e diventa Austria WAC.

Con l'avvento degli anni '80 ha ripreso il nome di FK Austria Vienna, al quale è stato affiancato il nome dello sponsor principale, il tabacco Memphis. Naturalmente, oggi l'albo d'oro si è notevolmente ampliato arrivando a contare 18 titoli nazionali, 20 Coppe d'Austria, 2 Coppe Mitropa e una Supercoppa austriaca.

Ultimo successo in ordine di tempo, la Coppa nazionale 1989-90 nella quale l'Austria Vienna si è imposta 3-1, dopo i tempi supplementari, al solito Rapid. Goleador della giornata Andreas Ogris, Stöger e Hasenhüttl (il norvegese Fjörtoft per il Rapid).

Ventesima coppa per l'Austria e primo titolo per Prohaska, allenatore, evidentemente affezionato alle coppe, visto che lo scorso luglio si è aggiudicato anche la Supercoppa, ridicolizzando con un netto 5-1 (doppietta di Andreas Ogris e acuti di Hasenhüttl, Stöger e Milewski) il Tirol di Ernst Happel, campione d'Austria. Nel 1986, l'Austria Vienna, aveva perso quella che poteva essere la sua prima Supercoppa, sconfitta (3-1), ancora una volta, dal Rapid.

Herbert Prohaska ha chiuso (in Austria, a Vienna) la carriera agonistica al termine della stagione 88-89 e allena l'Austria dalla primavera scorsa. È subentrato a Erich Hof, passando direttamente dalle vesti di manager a quelle di tecnico, e in poco più di sei mesi ha vinto tutto quello che c'era da vincere, a parte il campionato, dichiarato obiettivo per la stagione in corso. Sulla scia di Beckenbauer, Platini e Falcao, anche per lui potrebbe arrivare la panchina (per ora bollente) della Nazionale. Praticamente immobile sul mercato estivo, ha rincorso per settimane il terzino del First Vienna e della Nazionale Kurt Russ (offrendo il difensore Frind più sol-di), finito poi al Tirol. 

«Costava troppo per noi», spiega Prohaska, «6 milioni e mezzo di scellini, circa 650 milioni di lire». 

Ha rincorso anche i lituani Ivanauskas e Narbekovas, ma per ora non se n'è fatto niente. Comunque vada, Ivanauskas e Narbekovas non potranno scendere in campo contro la Juventus e contro la Juve non ci sarà neppure il nazionale austriaco Andreas Ogris, ceduto in prestito per un anno (ma il contratto prevede un'operazione per altre due stagioni) ai catalani dell'Español di Barcellona che si sono impegnati a versare una somma pari a 3 miliardi e mezzo di lire (per l'anno di prestito l'Austria ha incassato un terzo dell'intera cifra).

Allora, quale squadra si troverà ad affrontare Maifredi? Una formazione che alterna il 4-4-2 al 3-5-2 che in taluni casi può addirittura diventare un 4-5-1. Un undici, insomma, che bada al risultato più che allo spettacolo. In porta c'è Franz Wohlfahrt, nel giro della Nazionale maggiore, ma destinato a recitare il ruolo di eterna riserva. In difesa, tanti colossi d'argilla: Ernst Aigner (189×73) è il libero, Robert Frind (185×84) e Anton Pfeffer (186×80) i marcatori ai quali si può aggiungere il turco naturalizzato Attila Sekerlioglu (185 × 79).

A centrocampo, Manfred Zsak agisce da regista arretrato, mentre Peter Stöger è il punto di riferimento della manovra offensiva, due stoccatori dalla lunga distanza da prendere con le molle, sia con il pallone in movimento che su calcio piazzato. Un occhio di riguardo lo merita anche il sovietico Evgeni Milewski, uno spilungone (186 × 72) con il vizio del gol che spazia su tutta la trequarti.

In lotta per una maglia (sempre che Prohaska non decida di schierare una sola punta): l'ex Under 21 Prosenik, l'ex nazionale A Hörmann e l'astro nascente Thomas Flögel, reduce da un grave infortunio ad una caviglia, ma dato in pieno recupero. In attacco, dovrebbe esibirsi l'accoppiata formata da Ralph Hasenhüttl, l'ariete (192×82) e Hannes Pleva, guizzante punta esterna (176×69). Il campo ufficiale dell'Austria Vienna è il modesto Horr Stadion (12.000 spettatori), ma la Juventus sarà ospitata nel maestoso e mitico «Prater» (60.000 spettatori).

Marco Zunino
tratto dal Guerin Sportivo anno 1990 n.42


Casiraghi, otto con lode 
DAL NOSTRO INVIATO VIENNA 
La Juventus ha espugnato un Prater semideserto rifilando quattro gol, di cui tre con l'arma efficacissima del contropiède, all'Austria Vienna. Il ritorno del 7 novembre non ha più storia. 

TACCONI 7: ieri sera, con tre belle parale, ha allungalo a a 721' la pròpria imbattibilità. Da otto partile consecutive non incassa gol in Europa: l'ultimo a trafiggerlo fu Renica nel marzo '89 a Napoli in Coppa Uefa. 

D. BONETTI 6: il suo rientro ha reso più solida la difesa. Si è anche spinto un paio di volte in avanti dimostrando, all'occorrenza, di poter fare il fluidificante in assenza di Napoli e Luppi.

JULIO CESAR 6,5: sicuro, compassato, autoritario ha sofferto come i compagni di reparto nella prima mezz'ora le folate offensive degli austriaci, poi è stato infastidito soltanto dal... freddo. 

FORTUNATO 7: suo l'assist che ha preparato il destro di Casiraghi per il primo gol. Suo anche un altro bel passaggio che Schillaci non ha sfruttato a dovere. E' piaciuto anche per come ha puntellato il centrocampo. 

DE MARCHI 6: uno stiramento alla coscia sinistra l'ha messo fuori combattimento quasi allo scadere di un discreto primo tempo. Al 43' gli è subentralo 

Galia 6 che, a risultato acquisito, ha avuto di conseguenza meno problemi. 

DE AGOSTINI 6: non ha ancora ritrovato lo sprint e la continuità che aveva avuto in tutta la passata stagione, ma è sulla buona strada. 

HAESSLER 6: il mini campione del mondo continua a esprimersi a corrente alternata. Però sta entrando negli schemi e, con il tempo e con la forma migliore, aggiungerà una marcia in più alle offensive bianconero. 

MAROCCHI 6: ha giocato in modo semplice e ordinato, sacrificandosi in un lavoro oscuro, specie nei recuperi, ma anche in appoggio. Al 69' Maifredi gli ha consentilo di tirare il fiato sostituendolo con 

Alessio (sv). 

CASIRAGHI 8: due gol strepitosi, una traversa colpita con una rovesciata degna di Gigi Riva sono la risposta del giovane bomber a Maifredi (che l'aveva lasciato in panchina con la Lazio) e a Vicini che lo convoca come... turista in Nazionale. Un infortunio alla spalla sinistra (la solita sublussazione) gli ha un po' guastato la serata trionfale. Con l'Inter, comunque, dovrebbe essere in campo. 

BAGGIO 7: dopo un avvio in sordina, ha esaltato il gioco di rimessa, firmando la terza rete (quarta in Coppa delle Coppe), con la freddezza del fuoriclasse e procurando il rigore che poi, con un gesto di altruismo, ha lasciato battere all'amico Totò Schillaci. 

SCHILLACI 6,5: anche se dal dischetto, in Coppa delle Copile trova il gol che ha perduto in campionato e in Nazionale. Ne ha già realizzati tre, due di testa con lo Sliven e uno su rigore con l'Austria Vienna. E' in progresso. Deve soltanto sbloccarsi in campionato. E l'Inter di Trapattoni rappresenta una grossa occasione.

Piercarlo Alfonsetti


Al Prater di Vienna il centravanti propizia la goleada dei bianconeri contro l'Austria
Casiraghi due missili: Juve in orbita
Segnano anche Baggio e Schillaci, Maifredi sorride

Poker servito in Coppa delle Coppe nel Prater semideserto. Così la Juve ha reagito alle dure critiche seguite alla deludente prestazione in campionato con la Lazio. L'avvocato Agnelli chiedeva i gol ed è stato accontentato dalla Signora in nero che, come per incanto, sembra aver trovato la quadratura più logica e, soprattutto, l'umiltà e la concentrazione che le consentono di cominciare ad esprimere il suo alto potenziale in contropiede, l'arma più efficace considerando le caratteristiche dei suoi attaccanti. Tre gol su quattro sono venuti di rimessa.

Importante è stato il rientro di Fortunato che ha irrobustito il centrocampo. Grazie a lui la Juve ha saputo colpire al momento giusto mascherando qualche incertezza difensiva che, con il tempo, deve e può essere eliminata. La «zona» va perfezionata con l'addestramento e con l'affiatamento tra i singoli. Il rientro di Bonetti, un guerriero, ha aggiunto grinta al reparto che ha sofferto solo nei primi 20', poi ha preso le misure ai rivali.

Comunque Tacconi, con tre parate, ha allungato a 721' la sua imbattibilità esterna in Europa, che dura dal marzo '89 quando incassò l'ultimo gol in Coppa Uefa al San Paolo di Napoli da Renica al 119'. Otto partite consecutive senza gol, un bel primato personale.

Una bella Juventus e un grande Gigi Casiraghi che, con il micidiale uno-due del primo tempo, ha messo ko l'Austria Vienna, mediocre squadra di corazzieri con i piedi ruvidi, proiettando la Juve verso gli ottavi della Coppa Coppe. Il bottino è stato completato da Baggio e da Schillaci su rigore. Il ritorno a Torino del 7 novembre è ormai una semplice formalità.

Casiraghi, il principino» di Monza, è il nuovo Kaiser del Prater e la sua prima eurodoppietta vale una laurea internazionale dopo le due convocazioni, sia pure come rincalzo, in azzurro. La traversa, nella ripresa, su spettacolare rovesciata, gli ha negato una clamorosa tripletta.

Due gol da incorniciare dedi-cati a Maifredi e Vicini. Alla mezz'ora, su preciso assist di Fortunato, Casiraghi ha saltato il libero Aigner e con un violento destro a incrociare, imparabile, ha trafitto Wohlfahrt.

Un gol importante poiché la Juve, sino a quel momento, non aveva incantato. Anzi, l'Austria Vienna, penetrando facilmente nelle retrovie bianconere, aveva minacciato seriamente Tacconi con Pleva, che sparava a lato da buona posizione (11'), con Zsak il cui bolide sibilava di un metro accanto al palo (15') e ancora con Pleva che trovava il portiere pronto alla respinta.

L'1-0 di Casiraghi tramortiva gli uomini di Prohaska, che si agitava in panchina, ma la sua squadra ormai in barca rischiava di subire il raddoppio al 41': imbeccato da Fortunato, Schillaci si trovava in posizione ideale ma, contrastato rudemente da Frind, alzava la mira e il suo destro finiva sopra la traversa.

Assai più preciso, e fortunato, il bis di Casiraghi al 45. Su ri-messa laterale di De Agostini, il giovane bomber lasciava rim-balzare il pallone e da oltre venti metri cannoneggiava in porta: palo e rete. Un trionfo per Casiraghi che, con la Lazio, era stato confinato in panchina (entrando solo per uno spezzone) per far posto a Di Canio, autore del gol vincente a Lecce. Casiraghi ieri ha dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, di meritare il posto di titolare fisso accanto a Schillaci e Baggio.

Nel secondo tempo la Juve ha giocato sul velluto. Al 48', su allungo di Schillaci, Baggio si presentava davanti a Wohlfahrt e di piatto destro insaccava tra palo e portiere con la freddezza del fuoriclasse. Ancora su servizio di Schillaci, più altruista del solito, Casiraghi, spalle alla porta. centrava la traversa in sforbi-ciata. Poi Schillaci ci provava da fuori area ma Wohlfahrt non si lasciava sorprendere. Per Totò il gol arrivava dal dischetto al 68'.

Frind fermava fallosamente Baggio lanciato a rete e l'arbitro Goethals, figlio dell'ex ct del Belgio, decretava la massima punizione. Baggio, con un bel gesto di grande amicizia, cedeva il passo a Schillaci che, dagli undici metri, rompeva l'incantesimo. Ora deve sbloccarsi in campionato. E domenica, al Delle Alpi, c'è l'In-ter di un altro grande ex, Trapattoni: un'occasione da sfruttare al massimo per Schillaci e per la Juventus.

Bruno Bernardi
brani tratti da: La Stampa 25 ottobre 1990





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