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giovedì 9 aprile 2026

9 Aprile 1980: Arsenal - Juventus

È il 9 aprile 1980 e ArsenalJuventus si sfidano nella gara di andata della Semifinale di Coppa delle Coppe 1979-80 allo Stadio 'Highbury' di Londra.

Mentre in campionato i ragazzi in bianconero contendono all'Inter la palma di 'Campione d'Italia', la marcia in Coppa delle Coppe è arrivata quasi all'epilogo. La Juventus pareggiando questa gara insidiosa contro i temibili Gunners sembrerebbe ad un passo dalla finale di coppa. Però nel ritorno a Torino succedde l'impensabile.

Buona Visione! 



arsenal

Coppa delle Coppe 1979-1980 - Semifinali, andata
Londra - Stadio Highbury
Mercoledì 9 aprile 1980 ore 19.30
ARSENAL-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Cabrini 11, Bettega autorete 85

ARSENAL: Jennings, Devine (Vaessen 84), Walford, Talbot, O'Leary (Rice 24), Young, Brady, Sunderland, Stapleton, Price, Rix
Allenatore : Terry Neill

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Furino, Brio, Scirea, Causio, Tardelli, Bettega, Gentile, Marocchino (Fanna 46)
Allenatore : Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Corver (Olanda)
RIGORI FALLITI: Cabrini 11 (Juventus)
ESPULSIONI: Tardelli 33 (Juventus)



Nella prima semifinale della Coppa Coppe gagliarda prova dei giocatori bianconeri 
La Juve, in dieci, pareggia a Londra: 1-1 
All'11 l'Arsenal subisce un rigore per fallo su Bettega: Cabrini tira, il portiere respinge ed il terzino segna 
Lo stopper O'Leary fuori campo un minuto dopo per un calcione di Bettega
Espulso Tardelli al 33' dopo due ammonizioni 
Il gol degli inglesi, realizzato da Stapleton, a cinque minuti dalla fine 

DAL NOSTRO INVIATO SPECIALE LONDRA — Sessantamila spettatori, al completo il vecchio stadio di Highbury, cori e grida ben prima che le squadre entrassero in campo: Arsenal e Juventus sono partite; al segnale dell'arbitro olandese Corver, in un clima da grande sfida internazionale. In tribuna d'onore fra tecnici e personalità anche Ron Greenwood, commissario tecnico della nazionale inglese, che non ha perso l'occasione di vedere in azione l'ossatura della squadra del collega Bearzot per il campionato d'Europa che si avvicina. Confermata la formazione della Juventus, minimo ritocco a quella dell'Arsenal. Terry Neil ha recuperato cinque dei sei titolari assenti lunedì nel derby, il portiere Jennings, i centrocampisti Price e Rix, la coppia d'attacco Stapleton-Sunderland. Per aver tenuto a riposo giocatori non infortunati nel match con il Tottenham, l'Arsenal è stato intanto multato dalla federazione inglese di 500 sterline, un milione di lire. Se c'è maggior serietà nel calcio britannico (non totale, l'assoluto non esiste), è anche perché i dirigenti sanno far sentire il loro pugno. Le prime battute di gioco hanno consentito di vedere una Juventus affatto timorosa, disposta a giocare a tutto campo, pur puntando gran parte delle controffensive soltanto su Marocchino, al quale però si aggiungevano rapidamente Bettega, Causio e Cabrini, il più pronto a venir fuori dalle retrovie. Marcature da parte bianconera secondo previsione: Cuccureddu contro Sunderland, Brio addòsso a Stapleton, Cabrini ad aspettare Price in zona, Furino sulla strada di Talbot e Tardelli a marcare stretto Brady, il quale per un lungo periodò non è riuscito a mettersi in luce deludendo il suo pùbblico. 

Sospinti dal vento —i rilanci di Zoff giungevano sino in area di rigore avversaria — i bianconeri hanno frenato intelligentemente, rallentando il gioco e «accorciando» la squadra il prevedibile assalto iniziale dell'Arsenal. Marocchino, al 5', è stato fermato sul filo del fuorigioco, poi Gentile si è beccato i primi fischi per un intervento troppo deciso, al 9', su Rix. Dal 10' l'Arsenal ha cominciato a spingere, ma la Juventus l'ha colpito in contropiede con freddezza. Lungo rinvio della difesa verso Marocchino, errore di Devine, il quale ha sbucciato la palla tentando di colpirla di testa, probabilmente ingannato dal vento. Sulla sfera, deviata all'indietro verso il centro, si è inserito con decisione Bettega e Talbot in recupero, non hanno potuto far altro che agganciare il centravanti bianconero due metri dentro l'area. Rigore, affidato a Cabrini. Il terzino ha calciato debolmente sulla destra del portiere Jennings, il quale non si aspettava neppure il regalo e non ha trattenuto la sfera, e Cabrini, dopo un attimo di incertezza, è stato prontissimo ad avventarsi sulla stessa e a calciarla in rete sotto la traversa. La prevedibile reazione dell'Arsenal non ha trovato sbocchi per le marcature attente dei bianconeri, che gli uomini di Neill soffrivano chiaramente. 

Al 17' Bettega, entrando a gamba tesa su O'Leary, ha fatto un brutto servizio a se stesso e alla Juventus. Il pubblico inglese e gli arbitri stranieri non tolleravano questo genere di intervento. Tanto più che O'Leary dopo alcuni minuti di cure è stato trasportato ai bordi del campo e non è più rientrato, sostituito al 23' da Rice. Nel frattempo Bettega era stato ammonito, e pure Tardelli per proteste. Con una Juve frastornata dalle decisioni arbitrali, l'Arsenal poteva spingere maggiormente, portarsi in avanti, ma senza riuscire a impensierire Zoff che con tiri da fuori neppure difficili di Rix e Talbot. Al 33' si accendeva una mischia paurosa, che Zoff cercava di risolvere in uscita senza allontanare troppo la palla, sulla quale si avventava Sunderland ostacolato duramente da Tardelli,in acrobazia. Interveniva l'arbitro Corver ed inaspettatamente alzava il cartellino rosso per Tardelli già ammonito in precedenza. 

Espulso il centrocampista, ammonito anche Causio per proteste. Juventus in dieci per i restanti 57 minuti. L'Arsenal si proiettava in avanti ed il finale del primo tempo era un calvario per la difesa bianconera. Tentava al volo Brady al 41' su tocco di Sunderland, Zoff era bravissimo a distendersi in tuffo sulla sua sinistra per deviare in angolo il bolide. L'assalto continuava con Sunderland, il quale incuneatosi in area batteva Zoff con una botta sotto traversa, scoccata però da posizione di fuorigioco per cui l'arbitro annullava. Allo scadere, del tempo centrava Rix, di testa colpiva Talbot e Zoff bloccava al centro della porta. Il pericolo maggiore arrivava al 44' quando ancora Stapleton riusciva a districarsi in dribbling in posizione centrale e dal dischetto batteva rasoterra: Zoff era bravissimo a respingere la botta radente con i piedi. La Juventus ha cominciato la ripresa con Fanna al posto di Marocchino, che si era dannato su tutto l'arco dell'attacco per tutto il primo tempo. Prevedibilmente, l'Arsenal si è portato subito nella metà del campo bianconera per stabilirvisi praticamente, sospinto da Brady, il quale, stando alle spalle dei compagni nel ruolo di playmaker, poteva cominciare a far vedere le sue qualità in qualche occasione. La Juventus comunque si difendeva con ordine, Scirea giocava praticamente sull'uomo, lasciando a Bettega il ruolo di secondo libero, ruolo che il centravanti sosteneva con grande efficacia affiancando Brio nelle respinte di testa sui palloni alti, quando non era Zoff ad arrivarci con splendida scelta di tempo. 

Ai londinesi, sempre più nervosi con il trascorrere dei minuti, particolarmente Sunderland, il quale vanamente cercava il rigore gettandosi a terra in area in ogni occasione, restavano soltanto alcuni tiri da lontano. Uno fiacco di Brady subito al 3' parato da Zoff, uno al 5' di Talbot, finito fuori di poco, poi, con l'intervallo di un'ammonizione a Sunderland per uno sciocco fallo su Gentile tentava anche Rix e Zoff fermava con sicurezza. Al 18' si sviluppava un contropiede bianconero, la palla viaggiava da Gentile a Causio, il quale la controllava con sicurezza e lanciava Fanna, la cui botta centrale era parata da Jennings. Una parentesi, si rovesciava nuovamente l'Arsenal davanti alla porta di Zoff, collezionando vanamente calci d'angolo, poi si ripeteva Fanna, il quale al 21' approfittava di un errato rinvio di Young per partire in dribbling ed impegnare Jennings con un bolide centrale che il portiere inglese neutralizzava a stento. Riprendevano il discorso offensivo i biancorossi, al 23' Sunderland, solo davanti a Zoff, si allargava con la sfera anziché calciare direttamente. Cinque minuti dopo tentava da lontano Devine, ma la palla si perdeva sul fondo. Con uno Zoff grandissimo, pronto ad uscire su tutti i palloni alti che spiovevano nella sua area, la Juventus ha reso a lungo vani gli sforzi dell'Arsenal. Al 37' dopo un calcio d'angolo il portiere bianconero è stato colpito e sballottato in area, Gentile sulla linea ha anticipato Price evitando il pareggio. Come sempre, l'Arsenal non si è dato per vinto, malgrado il trascorrere dei minuti, e al 40', dopo che Zoff eseguendo una rimessa dal fondo era stato colpito al capo da un oggetto lanciato dalla curva, i londinesi pareggiavano. Calciava una punizione dalla destra Brady, la palla spioveva sul secondo palo dove il lungo Young la deviava al centro per Stapleton: Zoff era tagliato fuori, il centravanti deviava in rete a contatto con Bettega, la palla faceva quasi una carambola fra i due e finiva in porta. Intanto l'Arsenal aveva sostituito Devine con Vaessen. I bianconeri, sul pareggio, anziché accettare le ultime folate offensive degli avversari si portavano a loro volta in avanti e Fanna e Causio in tandem impegnavano prima Jennings con una forte botta e poi si vedevano respinto il secondo tiro.

L'ultimo rabbioso affondo era ancora dell'Arsenal, su un cross di Talbot dalla destra si proiettava all'assalto ancora Young, ma il suo colpo di testa lambiva il montante alla destra di Zoff e si perdeva sul fondo. L'urlo di delusione del pubblico si mischiava con il fischio di chiusura dell'arbitro Cover. I bianconeri alzavano le braccia in segno di giubilo, 1-1 vale una garanzia, se non la sicurezza assoluta del passaggio in finale. Delusi i giocatori dell'Arsenal, ma in realtà con il loro gioco monotono, senza fantasia, fatto soltanto di cross alti, non sono riusciti ad impensierire seriamente la Juventus se non in alcune occasioni nelle quali hanno imposto una maggiore potenza atletica. I bianconeri comunque sono sempre riusciti, sia pure pressati, a rispondere con sporadici ma efficaci contropiedi alla superiorità degli avversari. 

Bruno Perucca
tratto da: La Stampa 10 aprile 1980

 

 


L'impresa della Juventus sul terreno dell'Arsenal in Coppa delle Coppe ha assunto, per la speculazione inglese su un fallo di Bettega, il significato di una campagna anti-italiana che introduce « Europa 80 »
Prova d'orchestra

LONDRA

«Amico, siamo proprio così cattivi?». 

L'italiano che mi rivolgeva questa domanda il giorno dopo Arsenal-Juventus non nascondeva la speranza che io gli rispondessi: 

"Sì, siamo selvaggi, criminali, tigri, belve", 

perché una conferma del genere l'avrebbe inorgoglito. 

"Ci fanno passare tanto spesso per carogne aggiungeva per spiegare il suo atteggiamento così poco da gentleman che varrebbe la pena d'esserlo sul serio." 

La poco amabile conversazione verteva sul tema:

"Bettega è o no un criminale?" 

A leggere i quotidiani inglesi (tutti, tranne il serio e distaccato "Times" che puntualizzava: 

"Le speranze dell'Arsenal cominciano a vacillare" 

sul terreno di Highbury non era passata una squadra, la Juventus, ma una forma di vandali, guidati non dal famoso Bobby-Gol 

("Il più inglese degli italiani", annunciavano alla vigilia i "Daily" popolari) 

ma da un Attila assetato di sangue. E fortuna che Brian Glanville era andato a vedersi Nottingham Forest-Ajax... 

«Era da tempo," 

continuava il nostro interlocutore, 

"che non si registrava un cosi violento rigurgito di astio anti-italiano. Non se la sono presa tanto con noi neppure per il rapimento di Schild. E non capisco perché..." 

In effetti, giovedì mattina i londinesi, imburrando il toast e preparandosi un caffè macchiato, hanno divorato con ansia le pagine dei giornali per scoprire quale fosse il fattaccio del giorno: la decapitazione della principessa saudita da parte del boia di re Khaled o... L'amputazione della gamba di David O'Leary da parte di Roberto Bettega? Molto salomonicamente, la principessa decapitata occupava la prima pagina, il calciatore malcapitato l'ultima, ma i titoli più feroci erano tutti per Bettega, «criminale» e «selvaggio». Inutile spiegarvi cosa fosse successo ad Highbury: sapete tutto del fallaccio (inspiegabile) commesso dal big juventino ai danni di O'Leary e delle polemiche successive: sta di fatto che il buon David dato da più parti come condannato all'immobilità permanente il sabato successivo ha giocato contro il Liverpool, e piuttosto bene, stando alle cronache, che naturalmente hanno precisato: 

«Prima si è tolto dalla caviglia i frammenti dei tacchetti di Bettega, poi si è riempito di pillole e antibiotici, infine si è messo un bel parastinchi ed è andato a giocare». 

La principessa no: lei è rimasta interprete di una paurosa storia che in breve vi spieghiamo per chiarire il singolare rapporto che la sua vicenda ha con quella di O'Leary. Mercoledì sera infatti - mentre la BBC trasmetteva Arsenal-Juventus, la ITV (canale commerciale) mandava in onda una ricostruzione filmata della decapitazione della principessa Misha, condannata a questa triste fine per un banale adulterio. E giovedì mattina, mentre Boniperti e Trapattoni venivano investiti da un fiume di contumelie, re Kalheb, incavolatissimo con gli inglesi per... l'affronto cinematografico, otteneva le sentite scuse del ministro degli esteri Lord Carrington. Il fatto, secondo un'interpretazione politica, dice della grande considerazione... petrolifera in cui sono tenuti gli arabi, ormai re di Londra, e della scarsissima considerazione di cui godono i camerieri italiani.

EUROPA 80. È chiaro, tuttavia, che la campagna di stampa grossolanamente montata dopo Arsenal-Juventus rappresenta soprattutto la prova generale di quel che si prepara per gli «Europei». Non si vuole qui giustificare il fallo di Bettega, che anzi va condannato energicamente, ma è chiaro che altrettanto energicamente bisogna respingere la provocazione di un manipolo di critici in malafede. L'arbitro Charles Corver (interpellato dal «Daily Mail» che ha definito "horror-tackle" il fallo del juventino) ha precisato: 

«Ho rivisto l'incidente in televisione e sono convinto di avere agito bene: non ho creduto neppure per un istante che Bettega avesse commesso il fallo intenzionalmente: lo conosco bene e so che è uno dei calciatori italiani più corretti. E questo ho scritto nel mio rapporto: «un brutto fallo che però non meritava l'espulsione». 

Ma la gazzarra anti-italiana è continuata e si è ingigantita con l'entrata in campo dei giornali della domenica, molto sensazionalisti; uno di questi, il popolarissimo «News of The World», ha rotto gli indugi e ha mostrato dove andasse veramente a parare tutta la chiassosa campagna giornalistica: 

"A Torino sarà l'inferno! L'indignazione della stampa inglese chiamerà vendetta da parte dei tifosi non solo per la partita di ritorno Juventus-Arsenal ma anche per il confronto fra Italia e Inghilterra. È inutile che Greenwood getti acqua sul fuoco, questa è la realtà...». 

Come dicevo, siamo alle prove generali di Europa 80, alla ricerca anticipata di alibi a per l'Arsenal, che in realtà deve solo rimproverarsi di avere ceduto il dominio territoriale a una squadra ridotta in dieci (se non in nove, per l'assenza... tecnica di un altro giocatore) e per la nazionale inglese, che in realtà si presenterà a Torino il 15 giugno prossimo a giocare con l'Italia godendo dei favori del pronostico.

BONIPERTI. Pur avendo l'attenuante della provocazione, ha sbagliato Boniperti (lui solitamente cosi prudente, anche quando potrebbe parlar fuori dei denti) a rintuzzare con rabbia le accuse inglesi, in particolare quelle del tecnico dell'Arsenal, Neill, e farà bene, in vista del match di ritorno, ad invitare la tifoseria bianconera ad esser corretta come lo è stata quella londinese (va precisato, una volta di più, che molto spesso i tifosi sono migliori di chi il rappresenta, dirigenti e giornalisti compresi). Il clima di nervosismo che la critica inglese vuol creare potrebbe recar danno soprattutto ai bianconeri, autori a Londra di una partita eccezionale per concentrazione, freddezza e determinazione.

Si è parlato molto di Juventus coraggiosa, ma il coraggio a nostro avviso ha poco a che vedere con l'impresa dell'Highbury: i ragazzi di Trapattoni hanno badato soprattutto al gioco, ad approfittare dello slancio parrocchiale dei cannonieri di Neill, incapaci di tramutare gli illuminanti suggerimenti dell'ottimo Brady e la spinta gene rosa di Talbot in gol. Sarà comunque il caso di rammentare alla Juventus che il secondo tempo di Highbury potrebbe ripetersi pari pari a Torino, con grossi pericoli, gli stessi corsi a Londra.

ZOFF. Per l'occasione, la Juve dovrà contare una volta di più sullo straordinario Zoff di Londra, sottoposto da Sunderland, Stapleton e compagni ad un vero e proprio cannoneggiamento. La sua esibizione conferma che il nostro grande portiere si è presto ripreso dalle incertezze argentine, cancellando dubbi e timori sul suo impiego in azzurro. Il suo finale di campionato, le sue prove in Coppa lo dicono fra i migliori calciatori italiani in senso assoluto; il prossimo impegno con la Polonia, i restanti tre incontri di campionato, il ritorno con l' Arsenal e (auguriamocelo) la finale della Coppa delle Coppe dovrebbero consegnarlo a Bearzot in splendida forma per interpretare egregiamente l'Europeo. L'antico Zoff (secondo solo a Facchetti per le presenze in azzurro, 477 volte in campo in campionato con 239 partite giocate consecutivamente) merita il plauso degli sportivi non solo per le sue imprese di calciatore ma anche per le sue qualità umane. Ad Highbury qualcuno ha visto cadergli vicino ai piedi un coltello che, col passare delle ore, nei discorsi del dopopartita, da temperino che stava diventando scimitarra. Lui l'ha raccolto e l'ha gettato via. E il giorno dopo, mentre infuriava la tempesta polenica, ha detto soltanto: 

"Pensiamo a giocare." 

Già, ragazzi: pensate a giocare. A far fumo e chiasso ci pensano già gli inglesi...

Italo Cucci 
tratto dal Guerin Sportivo anno 1979 nr.16




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La Stampa 10 aprile 1980

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La Stampa 10 aprile 1980

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La Stampa 10 aprile 1980

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sabato 21 marzo 2026

21 Marzo 1984: Juventus - Haka Valkeakoski

È il 21 marzo 1984 e Juventus ed i finlandesi del Haka Valkeakoski si sfidano nella gara di ritorno dei Quarti di Finale della Coppe delle Coppe 1983-84 allo Stadio 'Comunale' di Torino. La partita di andata si era conclusa con la vittoria in trasferta dei bianconeri per 1-0.

È una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quello che sfida la formazione finlandese (vera cenerentola della competizione). Sarà una stagione trionfale questa per i nostri beniamini a strisce bianconere. Se in Campionato arriverà l'ennesimo Scudetto (è il 21esimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe in finale a Basilea contro il Porto per 2-1

Buona Visione!



juventus


 

Coppa delle Coppe 1983-1984 - Quarti, ritorno
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 21 marzo 1984 ore 20.30
JUVENTUS-HAKA VALKEAKOSKI 1-0
MARCATORI: Tardelli 15

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Penzo, Tardelli (Prandelli 74), Rossi P., Vignola, Boniek (Tavola 81)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

HAKA VALKEAKOSKI : Huttunen, Vilen, Ranta, Kolar, Vourinen, Salonen, Nissinen, Lethinen (Setala 70), Valvee, Houviala (Pakkanen 83), Kujanpaa
Allenatore: Jukka Vakkila

ARBITRO: Igna (Romania)



COPPA DELLE COPPE 
I bianconeri passano il turno con i finlandesi del Haka Valkeakosken senza gloria 
Juve, segna Tardelli poi solo fischi 
La squadra di Trapaltoni conferma il suo momento negativo 
Si è fatta sentire l'assenza di Platini 
Dopo un discreto avvio e la rete del vantaggio al 15' tanti errori di conclusione e qualche pericolo di troppo 

TORINO — La Juventus, «orfana» di Platini, ha impiegato un quarto d'ora per espugnare il bunker di Huttunen, che a Strasburgo aveva resistito ben 90', ma il fuoriclasse francese si è fatto rimpiangere. Dopo 91 partite consecutive ufficiali in bianconero. Platini, contuso alla coscia destra, si era preso una «vacanza» e sarà, assente anche domenica in campionato, contro il Catania, ma per la sua prima squalifica italiana: D'Elia l'ha castigato per comportamento irriguardoso all'rientro negli spogliatoi di Verona. C'era da vedere cosa valeva la Juventus senza «le roi», e ieri sera il pubblico e Trapattoni hanno avuto l'occasione di verificare il peso che Michel ha nell'economia del gioco, dei risultati della squadra. 

Vignola, che aveva nelle gambe le trasferte di Tirana con la «Under 21» e Verona, non ha brillato nella parte di vice-Platini, ma anche la squadra, nel primo tempo, non ha certo entusiasmato, raccogliendo qualche fischio. C'erano circa 23 mila spettatori, come in un'amichevole, ma sul campo si faceva sul Haka: l'aria frizzante rendeva più agevole ai finlandesi il brusco passaggio dall'inverno polare alla nostra... primavera. Ma gli ospiti si chiudevano subito nel loro «igloo». La manovra della Juventus si ingolfava tra le strette maglie dell'Haka, ma al 2', su cross dell'attivissimo Tardelli, Penzo di testa in tuffo mancava di un soffio una buona occasione. Un minuto dopo l'arbitro non convalidava un gol di Rossi che insaccava su un tiro di Tardelli (in fuorigioco rilevato dal guardalinee) respinto da Huttunen. Il romeno Igna sorvolava poi su un sospetto fallo in area di Ranta al danni di Tardelli che al 10', di testa, sfiorava il bersaglio su bel cross di Gentile che appariva in netto progresso rispetto alla prova di Verona. 

Dopo 14" la Juventus sbloccava il risultato. Un'applaudita azione di Cabrini era fermata fallosamente e i bianconeri fruivano di punizione. Vignola la batteva, calibrando il traversone per la testa di Tardelli che insaccava a fil di palo. La folla pregustava la «goleada», ma l'Haka, anziché limitarsi a difendere il passivo, si faceva più intraprendente e al 25' Tacconi effettuava il primo intervento su un tiro «telefonato» di Kujanpaa. Tra le file bianconere serpeggiava un po' di deconcentrazione, l'azione veniva rallentata e l'Haka imbastiva qualche discreta combinazione, considerando i suoi limiti tecnico-tattici, ma non certo atletici, visto che si tratta di fondisti. La Juventus capiva l'antifona e alla mezz'ora accelerava, ma Boniek indirizzava sulle braccia del portiere un comodo pallone. Non  c'erano smarcamenti rapidi e Rossi, pur ritrovando Penzo come «spalla», non incideva. Anche Vignola sballava una buona occasione (sul sinistro, il suo piede migliore) al 33', imitato due minuti dopo da Rossi che, su un bel cross di Gentile, colpiva di testa senza convinzione. Qualche fischio si levava dagli spalti mentre dalla curva Filadelfia i tifosi inneggiavano a Platini. 

Anche la ripresa veniva affrontata dalla Juventus con lo spirito dell'allenamento. Solo qualcuno, come Cabrini, Tardelli, Bonini e Gentile (che però appariva un po' impreciso), si impegnavano, mentre gli altri lasciavano a desiderare, senza idee, ed il pubblico disapprovava con fischi sempre più sonori, con «olè-olè» d'incitamento alle semplici e volenterose combinazioni dei dilettanti finnici. I bianconeri finivano per innervosirsi. Penzo, su cross di Tardelli, falliva una buona occasione di testa (49') e Boniek, dopo uno scambio con Rossi, tirava in bocca a Huttunen (57'). E mentre la gente gridava «Haka, Haka», la Juventus aveva un sussulto e andava a rete, con Rossi (63'), ma l'arbitro annullava per fuorigioco che a molti era parso inesistente. Poi ancora Rossi, su bel lancio di Vignola (66'), di piatto destro batteva a colpo sicuro, ma Huttunen riusciva a salvare in angolo. E al 67', su corner di Vignola, Tardelli segnava uno spettacolare gol di tacco, ma commetteva fallò e il punto non veniva convalidato. 

L'Haka, al 70' inseriva Setala al posto di Lehtinen, al 73' Huovlala per poco non beffava la Juventus, graziando da pochi passi Tacconi. Poi Trapattoni inseriva Prandelli (74') al posto di Tardelli che applaudiva polemicamente il pubblico rientrando negli spogliatoi. Prandelli si faceva notare, su cross di Boniek, incornando di testa sul pugni di Huttunen che poi bloccava la replica fiacca di Rossi. Anche Boniek veniva sostituito (80') da Tavola, ma il polacco riceveva incitamenti dai tifosi. All'83, Rossi (e Penzo) fallivano da un passo l'ennesima occasione. 

Bruno Bernardi 
tratto da: La Stampa 22 marzo 1984



 


Juventus

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domenica 16 novembre 2025

14 Settembre 1983: Juventus - Lechia

É il 14 Settembre 1983 e Juventus e Lechia Danzica (Polonia) si sfidano nella Gara di Andata dei Sedicesimi di Finale della Coppa delle Coppe 1983-84  allo 'Stadio Comunale' di Torino.

É una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quello che sfida la formazione polacca. Sará una stagione trionfale questa per i nostri beniamini a strisce bianconere. Se in Campionato arriverá l'ennessimo Scudetto (é il ventunesimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe in finale a Basilea contro il Porto per 2-1.

Buona Visione!

 


juve

 

Stagione 1983-1984 - Coppa delle Coppe - Sedicesimi, andata
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 14 settembre 1983 ore 20.30
JUVENTUS-LECHIA DANZICA 7-0
MARCATORI: Platini 18, Penzo 24, Platini 26, Penzo 28, Penzo 60, Penzo 67, Rossi P. 75

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini (Caricola 35), Bonini, Brio, Scirea, Penzo, Tardelli, Rossi P., Platini (Vignola 60), Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

LECHIA DANZICA: Fajfer, Kowalski, Kulwincki, Cybulski (Marchel 67), Salach, Wojtowicz, Kaminski, Kowalczyk, Grembocki, Polak (Gorski 55), Kruszczynski
Allenatore: Jart Jartrebowski

ARBITRO: Nazare (Portogallo)
RIGORI FALLITI: Rossi P. 63 (Juventus)


 

La Juve rispetta la regola del sette 
Due gol di Platini, quattro di Penzo, uno di Rossi (che ha anche sbagliato un rigore) - 
Tutto facile per la macchina da gol di Trapattoni 

TORINO — Dopo il boom, dei 7 gol rifilati all'Ascoli, la caccia grossa della Juve è proseguita ieri sera in Coppa delle Coppe: vittima di turno il Lechia Danzica che, come i marchigiani, alla (fine del primo tempo aveva già incassato ben 4 palloni). E come i marchigiani ne hanno contati 7 alla fine. La resistenza del meccanici polacchi durava 19' poi Platini e Penzo imbracciavano le doppiette e segnavano, alternandosi al bersaglio. Il tutto senza strafare e ad un ritmo non elevatissimo, che risentiva, evidentemente, della fatica di campionato, perché in questo periodo di rodaggio ancora imperfetto gli sforzi vengono recuperati con minor facilità. 

Per il primo appuntamento internazionale dell'anno c'erano circa 35 mila spettatori (29.082 paganti. 291.467.00U lire d'Incasso): il Lechia, neopromosso in Serie a polacca (dove è attualmente terzo in classifica) non era certo avversario da pienone, anche se era reduce da una stagione miracolo dove, vincendo la Coppa di Polonia, aveva realizzato un'impresa storica eliminando, tra l'altro, il Widzew Lodz e battendo i neocampioni del Lech Poznan. Ma si tratta sempre di dilettanti, piuttosto ingenui anche se atleticamente preparati. Dopo il minuto di raccoglimento alla memoria di Franchi, la partita cominciava con la Juventus all'attacco e su questo binarlo a senso unico si procedeva per tutta la prima frazione. 

I polacchi, che avevano annunciato marcature a zona, stavano invece ben attestati facendo seguire come ombre Boniek e Platini rispettivamente da Grembockl e Kowaiczyk. In avanti lasciavano il solo Kruszczynskl alle prese con Brio, in attesa che Poiak e Kaminskt, i più dotati, lo rifornissero per il contropiede che scattava raramente. 

Assai vivo Boniek che teneva a ben figurare in Polonia dove la partita era trasmessa in diretta per tv, in vena Cabrini, molto mobile Rossi che però perdeva lucidità In zona gol. La gara era sostanzialmente corretta, anche se l'arbitro doveva ammonire Kowalskl al 14' per un fallo su Platini. Poi il francese dava l'avvio al tiro al bersaglio sbloccando il risultato al 4'.

Rimessa laterale di Gentile, cross di Rossi che Fajfer con la complicità di Cybulskl, si lasciava sfuggire: Penzo riusciva a toccare a Platini che, da opportunista insaccava di destro In scivolata. Tutto diventava facile, la partita non aveva piú storia se non nella cronaca del gol. Dopo un palo di Rossi, su azione viziata da fuori gioco, un'altra occasione non sfruttata da Pablitoo su suggerìmento di Bonlek e il raddoppio di Penzo al 24'. 

L'ottimo Cabrlni crossava, Rossi sbucciava e Penzo, con un bellissimo aggancio volante di destro dirottava in rete. E 2' dopo segnava Platini che riceveva un bell'asaist di Penso e con calma olimpica controllava di petto e col destro, di precisione. Infilava ra so terra Fajfer. Altri 2* e altro gol di Penso. Stavolta era Bonlek a promuovere l'ai con un a solo e con un Uro che Fajfer parava, ma non tratteneva. E Penzo, tutto solo, non aveva difficoltà a dare 11 colpo di grazia al pallone. Dopo il poker dalla curva Filadelfia, ricordando te vecchie polemiche dell'anno scorso, si levavano slogan anti-Roma. anti-AndreotU e anti-Zeffirelli mentre si sottollineava con ole le disinvolte azioni del bianconeri. 

Al 33' Cabrinl si avvicinava alla panchina lamentando un dolore alla coscia destra e 3' dopo cedeva 11 posto a Caricola, con Gentile che si spostava a sinistra. Il tempo si chiudeva con un tiro di Polak che sorvolava la traversa. Ipotecata largamente la qualificazione (è ormai una semplice formalità li ritorno a Danzlca il 28 settembre) la Juventus rallentava il passo quasi volesse risparmiare energie in vista della trasferta di Pisa. Al 55' al Lechia Oorskl sostituiva Polak. Ci pensava Boniek a suonare la carica raccogliendo applausi con un bel tiro parato.

Poi al 60' il terzo gol personale di Penzo dopo l'azione piú bella. La impostava Rossi sulla sinistra, pennellando un magnifico cross in centro area dove Penzo, smarcato, controllava di petto e con freddezza scavalcava il portiere con un pallonetto, realizzando un gol simile a quello con l'Ascoli. Subito dopo Vignola al posto di Platini che si avviava verso gli spogliatoi accolto da un'ovazione. 

Al 63' Bonlck venlva atterrato fallosamente in area da Kulwtckl e l'arbitro decretava il penalty. Fuori Platini toccava a Rossi che, pero, 'telefonava' il tiro e Fajfer mandava in corner. Penzo riscattava Rossi andando per la quarta volta a rete, su suggerimento di Boniek. Il punteggio assumeva proporzioni tennistiche. 

Al 75' Penzo ispirava l'azione del 7-0. L'ex veronese apriva splendidamente su Scirea che smistava sul centro a Rossi, il quale, dopo una lodevole partita all'insegna dell'altruismo, si toglieva la voglia di gol insaccando a fil di palo. Tacconi, che era rimasto praticamente inattivo, riusciva infine a raccogliere la sua dose di applausi su una punizione-brivido a 5 metri dalla sua porta. Prima era Penzo a respingere la violenta battuta di Kruszczynskl, poi il portiere volava a deviare in corner un bolide diagonale di Wojlowfos. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 15 settembre 1983







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Il mattatore della serata di coppa: Domenico Penzo - autore di quattro gol contro il Lechia Danzica



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domenica 2 novembre 2025

2 Novembre 1983: Juventus - PSG

É il 2 Novembre 1983 e Juventus e Paris St.Germain (Francia) si sfidano nella Gara di Ritorno degli Ottavi di Finale della Coppa delle Coppe 1983-84  allo 'Stadio Comunale' di Torino.

É una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quello che sfida la formazione francese. Sará una stagione trionfale questa per i nostri beniamini in strisce bianconere. 

Se in Campionato arriverá l'ennesimo Scudetto (é il ventunesimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe in finale a Basilea contro il Porto per 2-1

Buona Visione!



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Stagione 1983-1984 - Coppa delle Coppe - Ottavi, ritorno
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 2 novembre 1983 ore 20.30
JUVENTUS-PARIS SAINT-GERMAIN 0-0

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Penzo, Tardelli (Vignola 63), Rossi P., Platini (Caricola 55), Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

PARIS SAINT-GERMAIN  : Baratelli, Janvion, Tanasi, Fernandez, Pilorget, Zaremba (Dahleb 79), Couriol, Abreu (Assad 46), Rocheteau, Susic, N'Gom
Allenatore: Lucien Leduc

ARBITRO: Roth (Germania Ovest)



Nessun gol allo Stadio Comunale, ai bianconeri basta il 2-2 conquistato a Parigi 
La Juventus si qualifica soffrendo 
Una partita aperta e combattuta, ricca di emozioni • 
Un palo per parte, autori Platini e Susic - 
Il centrocampista bianconero sostituito al 55' da Caricola, mentre Vignola al 62' prende il posto di Tardelli - 
Boniek spreca una grande occasione al 78', ma il finale è tutto dei francesi con i padroni di casa in affanno  
TORINO - Un mare di fischi hanno accolto il Paris St-Germaln rendendo la pariglia ai fischi, impietosi, che a Parigi accompagnarono l'esibizione di Michel Platini. Incitato da 60 mila spettatori (circa 710 milioni di. incasso) l'asso francese, che non riuscì a essere profeta in patria, ieri sera partiva deciso a imporre i diritti della classe, per dimostrare ai connazionali che non usurpa il titolo di re di Francia in temporaneo esilio (dorato). 
Trapattoni, rispetto, all'andata, rinunciava a Caricola, cioè alla formula del doppio stopper, per presentare la squadra tradizionale, con Bonini a centrocampo e offrire a Gentile l'occasione di prendersi una rivincita, a quattro anni dalla tripletta di Zagabria, su Susic. Era una Juventus di stampo più offensivo nonostante il 2-2 dell'andata che poteva in qualche modo condizionarla psicologicamente. I parigini erano privi del capitano Bathenay, strappatosi proprio contro la Juventus, e del terzino Guillochou, infortunatosi recentemente. Ledile rimediava arretrando il centrocampista Zaremba come battitore e Abreu a terzino destro e rispolverando il «nazionale» Janvion che due settimane fa sembrava sul punto di rompere con la società e che era già rientrato venerdì scórso in campionato nella vittoriosa trasferta di Nancy.  
Con Gentile su Susic, Brio su Rocheteau, Cabrini marcava «a zona» ora l'africano N'gom, ora Abreu. N'Gom, mobilissimo, si' spostava su tutto il fronte dell'attacco diventando un'autentica spina nel fianco della difesa bianconera. Il Paris. St-Germain applicava la zona con due sole marcature fisse, Fernandez su Platini e Pllorget su'Rossi. Era la Juventus ad assumere l'iniziativa e dopo un rigore invocato da Boniek per una carica in area subita da Tanasi (2') grosso brivido per Barateli). Platini,' dal lìmite, su punizione perforava la barriera e mandava il pallone a infrangersi sulla base del montante, sulla sinistra; del portiere, ormai battuto. Sfortunato Michel.  
La gara era appassionante e aperta e i francesi, costretti a vincere, scendevano all'attacco costruendo, la prima palla gol al 28': N'Gom serviva Rocheteau in favorevole posi-1 zione: il suo tiro era respinto da Tacconi in corner. Una parata decisiva.  
Le ruggini della rissa dell'andata ogni tanto riaffioravano, c'era qualche scintilla tra Pllorget e Gentile, un intervento, duro di Cabrini su N'Gom (il bianconero veniva richiamato dall'arbitro) ma nessuna scorrettezza clamorosa. Boniek era pieno di volontà ma tendeva a strafare, mentre le punte venivano raramente rifornite e finivano nella ragnatela, difensiva avversarla. Solcai 16', su ispirazione di Platini, ; Penzo sferrava un bolide che Barateli! respingeva. Sornione il Paris St-Germain. 
taccheggiava e poi affondava con Susic che aveva però la mira difettosa. Altro pericolo per Tacconi al 22' su Uno scatto di N'Gom che lo impegnava con un diagonale basso e ravvicinato.  
Poi un'altra palla gol per Susic: su cross di Courlol, «bucavano» Brio e Gemile e lo jugoslavo per un soffiò non sfruttava, concludendo fuori bersaglio. Al 29' Courlol spingeva alle spalle Platini in piena area. Era un intervento sospetto ma l'arbitro Roth lasciava correre, cosi come ignorava un fallo di Fernandez su Platini dal quale prendeva avvio un pericoloso contropiede dei francesi, senza esito. Tornava ad attaccare la Juventus e, su cross di Bonini, Penzo di testa alzava di poco, oltre la traversa.  
Insisteva la Juventus, ma Boniek aveva la mira difettosa (33'). Poi il polacco (42'), su bel servizio di Rossi, si trovava un buon pallone sul destro, ma, ostacolato da un avversario, riusciva a concludere di una spanna a lato. Su questo episodio si andava al riposo. Il Paris St-Germain si ripresentava in campo con l'algerino Assad al posto di Abreu, con Janvion arretrato nel suo ruolo di terzino su Boniek. La Juventus continuava ad attaccare ma senza affondare 1 colpi e sfilacciandosi a centrocampo e al 55', vedendo Platini frenato da una contrattura muscolare, Trapattoni decideva di sostituirlo inserendo Caricola. Una decisione a sorpresa che suscitava la disapprovazione del pubblico che fischiava l'allenatore e invocava Vignola.  
Platini non aveva certo brillato come ci si aspettava, ma rappresentava ugualmente una pedina importante. Caricola si portava su Assad ed erano i francesi al 60' a proporre un tema insidioso con Rocheteau che serviva Fernandez il quale, però, «lisciava» sballando la conclusione. I parigini sfioravano il gol, pareggiando il conto dei pali con una punizione ad effetto di Susic da venti metri, tagliatisslma, che si infrangeva sulla base del montante. Grosso campanello d'allarme per la Juventus. Al 62' anche Tar¬ detti, che non sta attraversando un periodo di gran forma,' rientrava negli spogliatoi, sostituito da Vignola.  
Dopo una splendida incursione di Cabrini, che non osava concludere e passava facendosi intercettare il tiro (65'), la Juventus aveva la più limpida palla-gol al 78': Rossi lanciava a Boniek che si presentava davanti a Barateli! ma lo graziava tirandogli addosso. Poi il polacco scaricava uh destro da fuori area che 11 portiere respingeva. AI 78' altro cambio tra i francesi con l'algerino Dahleb al posto di Zaremba. Dopo una parata in angolo di Barateli, su punizione di Vignola, veniva ammonito Courlol per un fallo su Boniek e il finale vedeva la Juventus in affanno rischiare di incassare il gol-beffa all'84' su lunga trama Susic (liscio di Caricola) Assad e con un colpo di testa di N'Gom a lato. La reazione bianconera produceva una conclusione sul fondo di Boniek (87').  
Con il pubblico tutto in piedi, la Juventus sotto pressione tremava all'88' su un tiro-cross di Dahleb che Tacconi riusciva a respingere, scontrandosi poi con Gentile e un avversarlo. Il gioco si interrompeva e l'ultima azione era, 'di Rossi che falliva di uni soffio la mira, il risultato non cambiava e la Juventus, dopo non pochi patemi, passava ai quarti di finale di Coppa delle Coppe, in .programma a marzo.  
Bruno Bernardi 
tratto da: La Stampa 3 novembre 1983



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