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sabato 21 marzo 2026

21 Marzo 1984: Juventus - Haka Valkeakoski

È il 21 marzo 1984 e Juventus ed i finlandesi del Haka Valkeakoski si sfidano nella gara di ritorno dei Quarti di Finale della Coppe delle Coppe 1983-84 allo Stadio 'Comunale' di Torino. La partita di andata si era conclusa con la vittoria in trasferta dei bianconeri per 1-0.

È una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quello che sfida la formazione finlandese (vera cenerentola della competizione). Sarà una stagione trionfale questa per i nostri beniamini a strisce bianconere. Se in Campionato arriverà l'ennesimo Scudetto (è il 21esimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe in finale a Basilea contro il Porto per 2-1

Buona Visione!



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Coppa delle Coppe 1983-1984 - Quarti, ritorno
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 21 marzo 1984 ore 20.30
JUVENTUS-HAKA VALKEAKOSKI 1-0
MARCATORI: Tardelli 15

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Penzo, Tardelli (Prandelli 74), Rossi P., Vignola, Boniek (Tavola 81)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

HAKA VALKEAKOSKI : Huttunen, Vilen, Ranta, Kolar, Vourinen, Salonen, Nissinen, Lethinen (Setala 70), Valvee, Houviala (Pakkanen 83), Kujanpaa
Allenatore: Jukka Vakkila

ARBITRO: Igna (Romania)



COPPA DELLE COPPE 
I bianconeri passano il turno con i finlandesi del Haka Valkeakosken senza gloria 
Juve, segna Tardelli poi solo fischi 
La squadra di Trapaltoni conferma il suo momento negativo 
Si è fatta sentire l'assenza di Platini 
Dopo un discreto avvio e la rete del vantaggio al 15' tanti errori di conclusione e qualche pericolo di troppo 

TORINO — La Juventus, «orfana» di Platini, ha impiegato un quarto d'ora per espugnare il bunker di Huttunen, che a Strasburgo aveva resistito ben 90', ma il fuoriclasse francese si è fatto rimpiangere. Dopo 91 partite consecutive ufficiali in bianconero. Platini, contuso alla coscia destra, si era preso una «vacanza» e sarà, assente anche domenica in campionato, contro il Catania, ma per la sua prima squalifica italiana: D'Elia l'ha castigato per comportamento irriguardoso all'rientro negli spogliatoi di Verona. C'era da vedere cosa valeva la Juventus senza «le roi», e ieri sera il pubblico e Trapattoni hanno avuto l'occasione di verificare il peso che Michel ha nell'economia del gioco, dei risultati della squadra. 

Vignola, che aveva nelle gambe le trasferte di Tirana con la «Under 21» e Verona, non ha brillato nella parte di vice-Platini, ma anche la squadra, nel primo tempo, non ha certo entusiasmato, raccogliendo qualche fischio. C'erano circa 23 mila spettatori, come in un'amichevole, ma sul campo si faceva sul Haka: l'aria frizzante rendeva più agevole ai finlandesi il brusco passaggio dall'inverno polare alla nostra... primavera. Ma gli ospiti si chiudevano subito nel loro «igloo». La manovra della Juventus si ingolfava tra le strette maglie dell'Haka, ma al 2', su cross dell'attivissimo Tardelli, Penzo di testa in tuffo mancava di un soffio una buona occasione. Un minuto dopo l'arbitro non convalidava un gol di Rossi che insaccava su un tiro di Tardelli (in fuorigioco rilevato dal guardalinee) respinto da Huttunen. Il romeno Igna sorvolava poi su un sospetto fallo in area di Ranta al danni di Tardelli che al 10', di testa, sfiorava il bersaglio su bel cross di Gentile che appariva in netto progresso rispetto alla prova di Verona. 

Dopo 14" la Juventus sbloccava il risultato. Un'applaudita azione di Cabrini era fermata fallosamente e i bianconeri fruivano di punizione. Vignola la batteva, calibrando il traversone per la testa di Tardelli che insaccava a fil di palo. La folla pregustava la «goleada», ma l'Haka, anziché limitarsi a difendere il passivo, si faceva più intraprendente e al 25' Tacconi effettuava il primo intervento su un tiro «telefonato» di Kujanpaa. Tra le file bianconere serpeggiava un po' di deconcentrazione, l'azione veniva rallentata e l'Haka imbastiva qualche discreta combinazione, considerando i suoi limiti tecnico-tattici, ma non certo atletici, visto che si tratta di fondisti. La Juventus capiva l'antifona e alla mezz'ora accelerava, ma Boniek indirizzava sulle braccia del portiere un comodo pallone. Non  c'erano smarcamenti rapidi e Rossi, pur ritrovando Penzo come «spalla», non incideva. Anche Vignola sballava una buona occasione (sul sinistro, il suo piede migliore) al 33', imitato due minuti dopo da Rossi che, su un bel cross di Gentile, colpiva di testa senza convinzione. Qualche fischio si levava dagli spalti mentre dalla curva Filadelfia i tifosi inneggiavano a Platini. 

Anche la ripresa veniva affrontata dalla Juventus con lo spirito dell'allenamento. Solo qualcuno, come Cabrini, Tardelli, Bonini e Gentile (che però appariva un po' impreciso), si impegnavano, mentre gli altri lasciavano a desiderare, senza idee, ed il pubblico disapprovava con fischi sempre più sonori, con «olè-olè» d'incitamento alle semplici e volenterose combinazioni dei dilettanti finnici. I bianconeri finivano per innervosirsi. Penzo, su cross di Tardelli, falliva una buona occasione di testa (49') e Boniek, dopo uno scambio con Rossi, tirava in bocca a Huttunen (57'). E mentre la gente gridava «Haka, Haka», la Juventus aveva un sussulto e andava a rete, con Rossi (63'), ma l'arbitro annullava per fuorigioco che a molti era parso inesistente. Poi ancora Rossi, su bel lancio di Vignola (66'), di piatto destro batteva a colpo sicuro, ma Huttunen riusciva a salvare in angolo. E al 67', su corner di Vignola, Tardelli segnava uno spettacolare gol di tacco, ma commetteva fallò e il punto non veniva convalidato. 

L'Haka, al 70' inseriva Setala al posto di Lehtinen, al 73' Huovlala per poco non beffava la Juventus, graziando da pochi passi Tacconi. Poi Trapattoni inseriva Prandelli (74') al posto di Tardelli che applaudiva polemicamente il pubblico rientrando negli spogliatoi. Prandelli si faceva notare, su cross di Boniek, incornando di testa sul pugni di Huttunen che poi bloccava la replica fiacca di Rossi. Anche Boniek veniva sostituito (80') da Tavola, ma il polacco riceveva incitamenti dai tifosi. All'83, Rossi (e Penzo) fallivano da un passo l'ennesima occasione. 

Bruno Bernardi 
tratto da: La Stampa 22 marzo 1984



 


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domenica 16 novembre 2025

14 Settembre 1983: Juventus - Lechia

É il 14 Settembre 1983 e Juventus e Lechia Danzica (Polonia) si sfidano nella Gara di Andata dei Sedicesimi di Finale della Coppa delle Coppe 1983-84  allo 'Stadio Comunale' di Torino.

É una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quello che sfida la formazione polacca. Sará una stagione trionfale questa per i nostri beniamini a strisce bianconere. Se in Campionato arriverá l'ennessimo Scudetto (é il ventunesimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe in finale a Basilea contro il Porto per 2-1.

Buona Visione!

 


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Stagione 1983-1984 - Coppa delle Coppe - Sedicesimi, andata
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 14 settembre 1983 ore 20.30
JUVENTUS-LECHIA DANZICA 7-0
MARCATORI: Platini 18, Penzo 24, Platini 26, Penzo 28, Penzo 60, Penzo 67, Rossi P. 75

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini (Caricola 35), Bonini, Brio, Scirea, Penzo, Tardelli, Rossi P., Platini (Vignola 60), Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

LECHIA DANZICA: Fajfer, Kowalski, Kulwincki, Cybulski (Marchel 67), Salach, Wojtowicz, Kaminski, Kowalczyk, Grembocki, Polak (Gorski 55), Kruszczynski
Allenatore: Jart Jartrebowski

ARBITRO: Nazare (Portogallo)
RIGORI FALLITI: Rossi P. 63 (Juventus)


 

La Juve rispetta la regola del sette 
Due gol di Platini, quattro di Penzo, uno di Rossi (che ha anche sbagliato un rigore) - 
Tutto facile per la macchina da gol di Trapattoni 

TORINO — Dopo il boom, dei 7 gol rifilati all'Ascoli, la caccia grossa della Juve è proseguita ieri sera in Coppa delle Coppe: vittima di turno il Lechia Danzica che, come i marchigiani, alla (fine del primo tempo aveva già incassato ben 4 palloni). E come i marchigiani ne hanno contati 7 alla fine. La resistenza del meccanici polacchi durava 19' poi Platini e Penzo imbracciavano le doppiette e segnavano, alternandosi al bersaglio. Il tutto senza strafare e ad un ritmo non elevatissimo, che risentiva, evidentemente, della fatica di campionato, perché in questo periodo di rodaggio ancora imperfetto gli sforzi vengono recuperati con minor facilità. 

Per il primo appuntamento internazionale dell'anno c'erano circa 35 mila spettatori (29.082 paganti. 291.467.00U lire d'Incasso): il Lechia, neopromosso in Serie a polacca (dove è attualmente terzo in classifica) non era certo avversario da pienone, anche se era reduce da una stagione miracolo dove, vincendo la Coppa di Polonia, aveva realizzato un'impresa storica eliminando, tra l'altro, il Widzew Lodz e battendo i neocampioni del Lech Poznan. Ma si tratta sempre di dilettanti, piuttosto ingenui anche se atleticamente preparati. Dopo il minuto di raccoglimento alla memoria di Franchi, la partita cominciava con la Juventus all'attacco e su questo binarlo a senso unico si procedeva per tutta la prima frazione. 

I polacchi, che avevano annunciato marcature a zona, stavano invece ben attestati facendo seguire come ombre Boniek e Platini rispettivamente da Grembockl e Kowaiczyk. In avanti lasciavano il solo Kruszczynskl alle prese con Brio, in attesa che Poiak e Kaminskt, i più dotati, lo rifornissero per il contropiede che scattava raramente. 

Assai vivo Boniek che teneva a ben figurare in Polonia dove la partita era trasmessa in diretta per tv, in vena Cabrini, molto mobile Rossi che però perdeva lucidità In zona gol. La gara era sostanzialmente corretta, anche se l'arbitro doveva ammonire Kowalskl al 14' per un fallo su Platini. Poi il francese dava l'avvio al tiro al bersaglio sbloccando il risultato al 4'.

Rimessa laterale di Gentile, cross di Rossi che Fajfer con la complicità di Cybulskl, si lasciava sfuggire: Penzo riusciva a toccare a Platini che, da opportunista insaccava di destro In scivolata. Tutto diventava facile, la partita non aveva piú storia se non nella cronaca del gol. Dopo un palo di Rossi, su azione viziata da fuori gioco, un'altra occasione non sfruttata da Pablitoo su suggerìmento di Bonlek e il raddoppio di Penzo al 24'. 

L'ottimo Cabrlni crossava, Rossi sbucciava e Penzo, con un bellissimo aggancio volante di destro dirottava in rete. E 2' dopo segnava Platini che riceveva un bell'asaist di Penso e con calma olimpica controllava di petto e col destro, di precisione. Infilava ra so terra Fajfer. Altri 2* e altro gol di Penso. Stavolta era Bonlek a promuovere l'ai con un a solo e con un Uro che Fajfer parava, ma non tratteneva. E Penzo, tutto solo, non aveva difficoltà a dare 11 colpo di grazia al pallone. Dopo il poker dalla curva Filadelfia, ricordando te vecchie polemiche dell'anno scorso, si levavano slogan anti-Roma. anti-AndreotU e anti-Zeffirelli mentre si sottollineava con ole le disinvolte azioni del bianconeri. 

Al 33' Cabrinl si avvicinava alla panchina lamentando un dolore alla coscia destra e 3' dopo cedeva 11 posto a Caricola, con Gentile che si spostava a sinistra. Il tempo si chiudeva con un tiro di Polak che sorvolava la traversa. Ipotecata largamente la qualificazione (è ormai una semplice formalità li ritorno a Danzlca il 28 settembre) la Juventus rallentava il passo quasi volesse risparmiare energie in vista della trasferta di Pisa. Al 55' al Lechia Oorskl sostituiva Polak. Ci pensava Boniek a suonare la carica raccogliendo applausi con un bel tiro parato.

Poi al 60' il terzo gol personale di Penzo dopo l'azione piú bella. La impostava Rossi sulla sinistra, pennellando un magnifico cross in centro area dove Penzo, smarcato, controllava di petto e con freddezza scavalcava il portiere con un pallonetto, realizzando un gol simile a quello con l'Ascoli. Subito dopo Vignola al posto di Platini che si avviava verso gli spogliatoi accolto da un'ovazione. 

Al 63' Bonlck venlva atterrato fallosamente in area da Kulwtckl e l'arbitro decretava il penalty. Fuori Platini toccava a Rossi che, pero, 'telefonava' il tiro e Fajfer mandava in corner. Penzo riscattava Rossi andando per la quarta volta a rete, su suggerimento di Boniek. Il punteggio assumeva proporzioni tennistiche. 

Al 75' Penzo ispirava l'azione del 7-0. L'ex veronese apriva splendidamente su Scirea che smistava sul centro a Rossi, il quale, dopo una lodevole partita all'insegna dell'altruismo, si toglieva la voglia di gol insaccando a fil di palo. Tacconi, che era rimasto praticamente inattivo, riusciva infine a raccogliere la sua dose di applausi su una punizione-brivido a 5 metri dalla sua porta. Prima era Penzo a respingere la violenta battuta di Kruszczynskl, poi il portiere volava a deviare in corner un bolide diagonale di Wojlowfos. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 15 settembre 1983







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Il mattatore della serata di coppa: Domenico Penzo - autore di quattro gol contro il Lechia Danzica



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domenica 2 novembre 2025

2 Novembre 1983: Juventus - PSG

É il 2 Novembre 1983 e Juventus e Paris St.Germain (Francia) si sfidano nella Gara di Ritorno degli Ottavi di Finale della Coppa delle Coppe 1983-84  allo 'Stadio Comunale' di Torino.

É una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quello che sfida la formazione francese. Sará una stagione trionfale questa per i nostri beniamini in strisce bianconere. 

Se in Campionato arriverá l'ennesimo Scudetto (é il ventunesimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe in finale a Basilea contro il Porto per 2-1

Buona Visione!



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Stagione 1983-1984 - Coppa delle Coppe - Ottavi, ritorno
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 2 novembre 1983 ore 20.30
JUVENTUS-PARIS SAINT-GERMAIN 0-0

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Penzo, Tardelli (Vignola 63), Rossi P., Platini (Caricola 55), Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

PARIS SAINT-GERMAIN  : Baratelli, Janvion, Tanasi, Fernandez, Pilorget, Zaremba (Dahleb 79), Couriol, Abreu (Assad 46), Rocheteau, Susic, N'Gom
Allenatore: Lucien Leduc

ARBITRO: Roth (Germania Ovest)



Nessun gol allo Stadio Comunale, ai bianconeri basta il 2-2 conquistato a Parigi 
La Juventus si qualifica soffrendo 
Una partita aperta e combattuta, ricca di emozioni • 
Un palo per parte, autori Platini e Susic - 
Il centrocampista bianconero sostituito al 55' da Caricola, mentre Vignola al 62' prende il posto di Tardelli - 
Boniek spreca una grande occasione al 78', ma il finale è tutto dei francesi con i padroni di casa in affanno  
TORINO - Un mare di fischi hanno accolto il Paris St-Germaln rendendo la pariglia ai fischi, impietosi, che a Parigi accompagnarono l'esibizione di Michel Platini. Incitato da 60 mila spettatori (circa 710 milioni di. incasso) l'asso francese, che non riuscì a essere profeta in patria, ieri sera partiva deciso a imporre i diritti della classe, per dimostrare ai connazionali che non usurpa il titolo di re di Francia in temporaneo esilio (dorato). 
Trapattoni, rispetto, all'andata, rinunciava a Caricola, cioè alla formula del doppio stopper, per presentare la squadra tradizionale, con Bonini a centrocampo e offrire a Gentile l'occasione di prendersi una rivincita, a quattro anni dalla tripletta di Zagabria, su Susic. Era una Juventus di stampo più offensivo nonostante il 2-2 dell'andata che poteva in qualche modo condizionarla psicologicamente. I parigini erano privi del capitano Bathenay, strappatosi proprio contro la Juventus, e del terzino Guillochou, infortunatosi recentemente. Ledile rimediava arretrando il centrocampista Zaremba come battitore e Abreu a terzino destro e rispolverando il «nazionale» Janvion che due settimane fa sembrava sul punto di rompere con la società e che era già rientrato venerdì scórso in campionato nella vittoriosa trasferta di Nancy.  
Con Gentile su Susic, Brio su Rocheteau, Cabrini marcava «a zona» ora l'africano N'gom, ora Abreu. N'Gom, mobilissimo, si' spostava su tutto il fronte dell'attacco diventando un'autentica spina nel fianco della difesa bianconera. Il Paris. St-Germain applicava la zona con due sole marcature fisse, Fernandez su Platini e Pllorget su'Rossi. Era la Juventus ad assumere l'iniziativa e dopo un rigore invocato da Boniek per una carica in area subita da Tanasi (2') grosso brivido per Barateli). Platini,' dal lìmite, su punizione perforava la barriera e mandava il pallone a infrangersi sulla base del montante, sulla sinistra; del portiere, ormai battuto. Sfortunato Michel.  
La gara era appassionante e aperta e i francesi, costretti a vincere, scendevano all'attacco costruendo, la prima palla gol al 28': N'Gom serviva Rocheteau in favorevole posi-1 zione: il suo tiro era respinto da Tacconi in corner. Una parata decisiva.  
Le ruggini della rissa dell'andata ogni tanto riaffioravano, c'era qualche scintilla tra Pllorget e Gentile, un intervento, duro di Cabrini su N'Gom (il bianconero veniva richiamato dall'arbitro) ma nessuna scorrettezza clamorosa. Boniek era pieno di volontà ma tendeva a strafare, mentre le punte venivano raramente rifornite e finivano nella ragnatela, difensiva avversarla. Solcai 16', su ispirazione di Platini, ; Penzo sferrava un bolide che Barateli! respingeva. Sornione il Paris St-Germain. 
taccheggiava e poi affondava con Susic che aveva però la mira difettosa. Altro pericolo per Tacconi al 22' su Uno scatto di N'Gom che lo impegnava con un diagonale basso e ravvicinato.  
Poi un'altra palla gol per Susic: su cross di Courlol, «bucavano» Brio e Gemile e lo jugoslavo per un soffiò non sfruttava, concludendo fuori bersaglio. Al 29' Courlol spingeva alle spalle Platini in piena area. Era un intervento sospetto ma l'arbitro Roth lasciava correre, cosi come ignorava un fallo di Fernandez su Platini dal quale prendeva avvio un pericoloso contropiede dei francesi, senza esito. Tornava ad attaccare la Juventus e, su cross di Bonini, Penzo di testa alzava di poco, oltre la traversa.  
Insisteva la Juventus, ma Boniek aveva la mira difettosa (33'). Poi il polacco (42'), su bel servizio di Rossi, si trovava un buon pallone sul destro, ma, ostacolato da un avversario, riusciva a concludere di una spanna a lato. Su questo episodio si andava al riposo. Il Paris St-Germain si ripresentava in campo con l'algerino Assad al posto di Abreu, con Janvion arretrato nel suo ruolo di terzino su Boniek. La Juventus continuava ad attaccare ma senza affondare 1 colpi e sfilacciandosi a centrocampo e al 55', vedendo Platini frenato da una contrattura muscolare, Trapattoni decideva di sostituirlo inserendo Caricola. Una decisione a sorpresa che suscitava la disapprovazione del pubblico che fischiava l'allenatore e invocava Vignola.  
Platini non aveva certo brillato come ci si aspettava, ma rappresentava ugualmente una pedina importante. Caricola si portava su Assad ed erano i francesi al 60' a proporre un tema insidioso con Rocheteau che serviva Fernandez il quale, però, «lisciava» sballando la conclusione. I parigini sfioravano il gol, pareggiando il conto dei pali con una punizione ad effetto di Susic da venti metri, tagliatisslma, che si infrangeva sulla base del montante. Grosso campanello d'allarme per la Juventus. Al 62' anche Tar¬ detti, che non sta attraversando un periodo di gran forma,' rientrava negli spogliatoi, sostituito da Vignola.  
Dopo una splendida incursione di Cabrini, che non osava concludere e passava facendosi intercettare il tiro (65'), la Juventus aveva la più limpida palla-gol al 78': Rossi lanciava a Boniek che si presentava davanti a Barateli! ma lo graziava tirandogli addosso. Poi il polacco scaricava uh destro da fuori area che 11 portiere respingeva. AI 78' altro cambio tra i francesi con l'algerino Dahleb al posto di Zaremba. Dopo una parata in angolo di Barateli, su punizione di Vignola, veniva ammonito Courlol per un fallo su Boniek e il finale vedeva la Juventus in affanno rischiare di incassare il gol-beffa all'84' su lunga trama Susic (liscio di Caricola) Assad e con un colpo di testa di N'Gom a lato. La reazione bianconera produceva una conclusione sul fondo di Boniek (87').  
Con il pubblico tutto in piedi, la Juventus sotto pressione tremava all'88' su un tiro-cross di Dahleb che Tacconi riusciva a respingere, scontrandosi poi con Gentile e un avversarlo. Il gioco si interrompeva e l'ultima azione era, 'di Rossi che falliva di uni soffio la mira, il risultato non cambiava e la Juventus, dopo non pochi patemi, passava ai quarti di finale di Coppa delle Coppe, in .programma a marzo.  
Bruno Bernardi 
tratto da: La Stampa 3 novembre 1983



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venerdì 24 ottobre 2025

24 Ottobre 1990: Austria Vienna - Juventus

É il 24 Ottobre 1990 e Austria Vienna Juventus  si sfidano nella gara di andata degli Ottavi di Finale della Coppa delle Coppe 1990-91 allo 'Franz-Horr-Stadion' di Vienna (Austria).

La Juventus tenta di riappropriarsi dello scettro di squadra 'piú forte della penisola' con una nuova dirigenza tecnica affidata ad un allenatore del famigerato 'calcio champagne' Luigi Maifredi. Dopo un inizio di campionato incoraggiante i bianconeri naufragano tra caterve di gol presi ed addirittura a fine campionato si trovano fuori dalle Coppe Europee dopo 27anni.

In Europa la Vecchia Signora si fa valere almeno fino alle semifinali della Coppa delle Coppe. Li infatti trova i blaugrana del Barcellona e si deve arrendere non senza combattere peró.

Buona Visione!



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Stagione 1990-1991 - Coppa delle Coppe - Ottavi, andata
Vienna - Franz-Horr-Stadion
Mercoledì 24 ottobre 1990 ore 19:30
AUSTRIA VIENNA-JUVENTUS 0-4
MARCATORI: Casiraghi 30, Casiraghi 45, Baggio R. 49, Schillaci rigore 70

AUSTRIA VIENNA: Wohlfahrt, Aigner (Sekerlioglu 75), Pfeffer, Frind, Zsak, Hoermann, Pleva, Milewski (Floegel 64), Stoeger, Hasenhuttl, Prosenik
Allenatore: Herbert Prohaska

JUVENTUS: Tacconi, Bonetti D., Julio Cesar, Fortunato D., De Marchi (Galia 43), De Agostini, Haessler, Marocchi (Alessio 70), Casiraghi, Baggio R., Schillaci
Allenatore: Luigi Maifredi

ARBITRO: Goethals (Belgio)



Casiraghi, otto con lode 
DAL NOSTRO INVIATO VIENNA 
La Juventus ha espugnato un Prater semideserto rifilando quattro gol, di cui tre con l'arma efficacissima del contropiède, all'Austria Vienna. Il ritorno del 7 novembre non ha più storia. 

TACCONI 7: ieri sera, con tre belle parale, ha allungalo a a 721' la pròpria imbattibilità. Da otto partile consecutive non incassa gol in Europa: l'ultimo a trafiggerlo fu Renica nel marzo '89 a Napoli in Coppa Uefa. 

D. BONETTI 6: il suo rientro ha reso più solida la difesa. Si è anche spinto un paio di volte in avanti dimostrando, all'occorrenza, di poter fare il fluidificante in assenza di Napoli e Luppi.

JULIO CESAR 6,5: sicuro, compassato, autoritario ha sofferto come i compagni di reparto nella prima mezz'ora le folate offensive degli austriaci, poi è stato infastidito soltanto dal... freddo. 

FORTUNATO 7: suo l'assist che ha preparato il destro di Casiraghi per il primo gol. Suo anche un altro bel passaggio che Schillaci non ha sfruttato a dovere. E' piaciuto anche per come ha puntellato il centrocampo. 

DE MARCHI 6: uno stiramento alla coscia sinistra l'ha messo fuori combattimento quasi allo scadere di un discreto primo tempo. Al 43' gli è subentralo 

Galia 6 che, a risultato acquisito, ha avuto di conseguenza meno problemi. 

DE AGOSTINI 6: non ha ancora ritrovato lo sprint e la continuità che aveva avuto in tutta la passata stagione, ma è sulla buona strada. 

HAESSLER 6: il mini campione del mondo continua a esprimersi a corrente alternata. Però sta entrando negli schemi e, con il tempo e con la forma migliore, aggiungerà una marcia in più alle offensive bianconero. 

MAROCCHI 6: ha giocato in modo semplice e ordinato, sacrificandosi in un lavoro oscuro, specie nei recuperi, ma anche in appoggio. Al 69' Maifredi gli ha consentilo di tirare il fiato sostituendolo con 

Alessio (sv). 

CASIRAGHI 8: due gol strepitosi, una traversa colpita con una rovesciata degna di Gigi Riva sono la risposta del giovane bomber a Maifredi (che l'aveva lasciato in panchina con la Lazio) e a Vicini che lo convoca come... turista in Nazionale. Un infortunio alla spalla sinistra (la solita sublussazione) gli ha un po' guastato la serata trionfale. Con l'Inter, comunque, dovrebbe essere in campo. 

BAGGIO 7: dopo un avvio in sordina, ha esaltato il gioco di rimessa, firmando la terza rete (quarta in Coppa delle Coppe), con la freddezza del fuoriclasse e procurando il rigore che poi, con un gesto di altruismo, ha lasciato battere all'amico Totò Schillaci. 

SCHILLACI 6,5: anche se dal dischetto, in Coppa delle Copile trova il gol che ha perduto in campionato e in Nazionale. Ne ha già realizzati tre, due di testa con lo Sliven e uno su rigore con l'Austria Vienna. E' in progresso. Deve soltanto sbloccarsi in campionato. E l'Inter di Trapattoni rappresenta una grossa occasione.

Piercarlo Alfonsetti


Al Prater di Vienna il centravanti propizia la goleada dei bianconeri contro l'Austria
Casiraghi due missili: Juve in orbita
Segnano anche Baggio e Schillaci, Maifredi sorride

Poker servito in Coppa delle Coppe nel Prater semideserto. Così la Juve ha reagito alle dure critiche seguite alla deludente prestazione in campionato con la Lazio. L'avvocato Agnelli chiedeva i gol ed è stato accontentato dalla Signora in nero che, come per incanto, sembra aver trovato la quadratura più logica e, soprattutto, l'umiltà e la concentrazione che le consentono di cominciare ad esprimere il suo alto potenziale in contropiede, l'arma più efficace considerando le caratteristiche dei suoi attaccanti. Tre gol su quattro sono venuti di rimessa.

Importante è stato il rientro di Fortunato che ha irrobustito il centrocampo. Grazie a lui la Juve ha saputo colpire al momento giusto mascherando qualche incertezza difensiva che, con il tempo, deve e può essere eliminata. La «zona» va perfezionata con l'addestramento e con l'affiatamento tra i singoli. Il rientro di Bonetti, un guerriero, ha aggiunto grinta al reparto che ha sofferto solo nei primi 20', poi ha preso le misure ai rivali.

Comunque Tacconi, con tre parate, ha allungato a 721' la sua imbattibilità esterna in Europa, che dura dal marzo '89 quando incassò l'ultimo gol in Coppa Uefa al San Paolo di Napoli da Renica al 119'. Otto partite consecutive senza gol, un bel primato personale.

Una bella Juventus e un grande Gigi Casiraghi che, con il micidiale uno-due del primo tempo, ha messo ko l'Austria Vienna, mediocre squadra di corazzieri con i piedi ruvidi, proiettando la Juve verso gli ottavi della Coppa Coppe. Il bottino è stato completato da Baggio e da Schillaci su rigore. Il ritorno a Torino del 7 novembre è ormai una semplice formalità.

Casiraghi, il principino» di Monza, è il nuovo Kaiser del Prater e la sua prima eurodoppietta vale una laurea internazionale dopo le due convocazioni, sia pure come rincalzo, in azzurro. La traversa, nella ripresa, su spettacolare rovesciata, gli ha negato una clamorosa tripletta.

Due gol da incorniciare dedi-cati a Maifredi e Vicini. Alla mezz'ora, su preciso assist di Fortunato, Casiraghi ha saltato il libero Aigner e con un violento destro a incrociare, imparabile, ha trafitto Wohlfahrt.

Un gol importante poiché la Juve, sino a quel momento, non aveva incantato. Anzi, l'Austria Vienna, penetrando facilmente nelle retrovie bianconere, aveva minacciato seriamente Tacconi con Pleva, che sparava a lato da buona posizione (11'), con Zsak il cui bolide sibilava di un metro accanto al palo (15') e ancora con Pleva che trovava il portiere pronto alla respinta.

L'1-0 di Casiraghi tramortiva gli uomini di Prohaska, che si agitava in panchina, ma la sua squadra ormai in barca rischiava di subire il raddoppio al 41': imbeccato da Fortunato, Schillaci si trovava in posizione ideale ma, contrastato rudemente da Frind, alzava la mira e il suo destro finiva sopra la traversa.

Assai più preciso, e fortunato, il bis di Casiraghi al 45. Su ri-messa laterale di De Agostini, il giovane bomber lasciava rim-balzare il pallone e da oltre venti metri cannoneggiava in porta: palo e rete. Un trionfo per Casiraghi che, con la Lazio, era stato confinato in panchina (entrando solo per uno spezzone) per far posto a Di Canio, autore del gol vincente a Lecce. Casiraghi ieri ha dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, di meritare il posto di titolare fisso accanto a Schillaci e Baggio.

Nel secondo tempo la Juve ha giocato sul velluto. Al 48', su allungo di Schillaci, Baggio si presentava davanti a Wohlfahrt e di piatto destro insaccava tra palo e portiere con la freddezza del fuoriclasse. Ancora su servizio di Schillaci, più altruista del solito, Casiraghi, spalle alla porta. centrava la traversa in sforbi-ciata. Poi Schillaci ci provava da fuori area ma Wohlfahrt non si lasciava sorprendere. Per Totò il gol arrivava dal dischetto al 68'.

Frind fermava fallosamente Baggio lanciato a rete e l'arbitro Goethals, figlio dell'ex ct del Belgio, decretava la massima punizione. Baggio, con un bel gesto di grande amicizia, cedeva il passo a Schillaci che, dagli undici metri, rompeva l'incantesimo. Ora deve sbloccarsi in campionato. E domenica, al Delle Alpi, c'è l'In-ter di un altro grande ex, Trapattoni: un'occasione da sfruttare al massimo per Schillaci e per la Juventus.

Bruno Bernardi
brani tratti da: La Stampa 25 ottobre 1990




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domenica 19 ottobre 2025

19 Ottobre 1983: Paris St Germain - Juventus

É il 19 Ottobre 1983 Paris St.Germain (Francia) Juventus si sfidano nella gara di andata degli Ottavi di Finale della Coppa delle Coppe 1983-84  allo 'Stadio Parc de Princes' di Parigi.

É una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quello che sfida la formazione francese. Sará una stagione trionfale questa per i nostri beniamini in strisce bianconere. 

Se in Campionato arriverá l'ennessimo Scudetto (é il ventunesimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe in finale a Basilea contro il Porto per 2-1

Buona Visione! 



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Stagione 1983-1984 - Coppa delle Coppe - Ottavi, andata
Parigi - Stadio Parc des Princes
mercoledì 19 ottobre 1983 ore 20:30 
PARIS SAINT-GERMAIN-JUVENTUS 2-2
MARCATORI: Couriol 39, Boniek 62, Cabrini 76, N'Gom 90

PARIS SAINT-GERMAIN: Baratelli, Guillochon, Tanasi, Fernandez, Pilorget, Bathenay (Dahleb 50), Abreu (N'Gom 65), Zaremba, Rocheteau, Susic, Couriol
A disposizione: Hèdoire, Toffolo, Assad
Allenatore: Lucien Leduc

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Caricola, Brio, (c) Scirea, Penzo, Tardelli, Rossi P. (Bonini 75), Platini, Boniek
A disposizione: Bodini, Furino, Prandelli, Vignola
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Christov (Cecoslovacchia)
AMMONIZIONI: Tacconi, Boniek (Juventus)




COPPA COPPE I bianconeri sono agguantati dai francesi quando erano ormai sicuri del successo 
Juventus la vittoria svanisce al 90' 
I parigini chiudono in vantaggio il primo tempo con un gol di Courioì 
Nella ripresa i bianconeri pareggiano con Boniek e vanno in vantaggio con Cabrini 
Ma allo scadere del tempo N'Gom riesce a raggiungere il risultato di parità 

DAL NOSTRO INVIATO PARIGI — Coppa delle Coppe, gara di andata per gli ottavi di finale: Paris St. Germain e Juventus al vero debutto, dopo essersi sbarazzate senza problemi rispettivamente dei nordirlandesi del Glentoran e del polacchi del Lechia Danzica.

 «Lesitallens a la saupe parisienne», 

con questo slogan gastronomico, i tifosi della curva Auteuil, la piú «calda» del Parco dei Principi gremito da 50 mila spettatori, hanno accolto la Juventus di Platini. 

Il Paris St. Germain provava ad «arrostire» i  bianconeri (che ieri inauguravano la nuova divisa di riserva, gialloblu (i colori di Torino) ma il suo ritmo non era infernale e la Juventus riusciva a contenere le folate offensive dei francesi, assumendo l'iniziativa. 

Trapattoni aveva piazzato Caricola su Susic, Brio su Rocheteau e Cabrini su Courioi, mentre Gentile fluttuava sulla fascia destra ora a contatto con Abreu; ora con Tanasi. A centrocampo questi gli accoppiamenti: Platini-Fernandez, Boniek-Zaremba, Tardelli-Abreu mentre in avanti Rossi era controllato da Pilorget e Penzo da Gulliochou protetti alle spalle da Bathenay. La «zona» del Paris St. Germain offriva spazi immensi alla Juventus che dava l'impressione di non volersi sbilanciare, cercando di colpire di rimessa. 

Platini stazionava in cabina di regia (ogni volta che toccava il pallone veniva fischiato) con un lavoro diligente ma senza grossi acuti. Il Paris St. Germain sembrava quasi in soggezione e al quarto d'ora la Juventus costruiva una grossa palla gol. Era Boniek a dare il là alla manovra proseguita da Cabrini e Penzo che faceva da sponda per Rossi il quale scavalcava il pallone e non riusciva a conclùdere. 

Le controffensive Juventine non erano quasi mai graffianti e abortivano nei pressi dell'area avversaria un po' per leggerezza un po' per imprecisione nella finalizzazione. 

Dopo una mezz'ora equilibrata, la Juventus cominciava a subire perdendo il controllo del centrocampo, dove Tardelli non appariva al meglio. Al 33' una insidiosissima punizione di Susic lambiva l'incrocio dei pali e al 38' Tacconi sventava con una pròdezza il gol su una bordata di destro da fuori area di Zaremba che aveva scambiato molto bene con Susic. Lo jugoslavo, con i calzettoni arrotolati sulle caviglie, cominciava a prendere il sopravvento anche su Caricola che in precedenza si era battuto molto bene. 

Al 40' il Paris St. Germain si portava in vantaggio. Dopo una mischia, il pallone finiva sulla sinistra per Tanasi che crossava sottoporta: Tacconi, ostacolato da Rocheteau e da Brio, respingeva, il pallone schizzava a terra e sul rimbalzo Courioi di testa era abilissimo ad insaccare. 

Nella ripresa la Juventus appariva più decisa ad affondare i colpi rispetto à quanto aveva fatto nel primo tempo e al 47' Rossi si faceva parare un tiro ma l'azione era viziata da fallo puntualmente rilevato dall'arbitro. Poi era Fernandez ad avere l'occasione di raddoppiare (48') ma Brio in extremis con la punta del piede riusciva a correggere. 

Ma era una Juventus diversa, decisa, più determinata e anche Boniek cresceva nettamente di tono sfiorando il pareggio al 49': il suo tocco ravvicinato era deviato a lato da Bathenay che nell'azione si produceva uno strappo muscolare é al 50' cedeva il posto a Dahleb. Nel ruolo di libero arretrava Zaremba mentre Dahleb operava nella zona di Tardelli. 

C'erano due belle parate dei portieri, prima al 63' di Tacconi su punizione di Susic e l'altra di Baratelli al 58' su calcio franco di Cabrini, poi un'altra palla-gol di Rossi e al 62' il pareggio di Boniek. Il polacco entrava in area, scambiava con Rossi e con un sinistro basso angolatissimo infilava Baratelli. 

Leduc inseriva N'Gom al posto di Abreu (66') per tentare di ribaltare la situazione e il Paris St-Germain- costringeva con un tiro del bravo Courioi, e da una giravolta di Susic la Juve all'angolo. Tacconi poi commetteva fallo di reazione e veniva ammonito. Altra palla-gol per Fernandez (74') che il centrocampista sprecava. Un minuto dopo Trapattoni inseriva Bonini al posto di Rossi per proteggere di più il centrocampo, ma la Juventus al 79' capovolgeva il risultato con Cabrini. Boniek batteva la punizione da sinistra sotto porta dove Cabrini di testa schiacciava il pallone che carambolava sul palo e finiva in rete. Due a uno. 

L'arrembaggio finale del francesi consentiva a Tacconi di assurgere a protagonista di una serie di parate brillanti e decisive su Fernandez, Dahleb (2) e Rocheteau. N'Gom lo «graziava» all'85' ma a tempo scaduto (91'), su prolungata azione, pareggiava con un tiro ravvicinato a fil di palo, assolutamente imparabile. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 20 ottobre 1983






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