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martedì 12 maggio 2026

12 Maggio 1991: Napoli - Juventus

É il 12 Maggio 1991 Napoli Juventus si sfidano nella quindicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1990-91 allo Stadio ''Delle Alpi' di Torino.

La Juventus tenta di riapproparsi dello scettro di squadra 'piú forte della penisola' con una nuova dirigenza tecnica affidata ad un allenatore del famigerato 'calcio champagne' Luigi Maifredi. Dopo un inizio di campionato incoraggiante i bianconeri naufragano tra caterve di gol presi ed addirittura a fine campionato si trovano fuori dalle Coppe Europee dopo 27 anni

Buona Visione!


napoli





Stagione 1990-1991 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Napoli - Stadio San Paolo
domenica 12 maggio 1991 ore 16:00 
NAPOLI-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Silenzi 32, Alessio 54

NAPOLI: Galli G., Ferrara, Francini (Renica 7), Crippa, Baroni, Corradini, Venturin, De Napoli, Careca, Zola, Silenzi
A disposizione: Taglialatela, Rizzardi, Mauro, Incocciati
Allenatore: Albertino Bigon

JUVENTUS: (c) Tacconi, Galia, Napoli N., Fortunato D., Julio Cesar, De Agostini, Haessler (Di Canio 81), Marocchi, Casiraghi, Baggio R. (Corini 83), Alessio
A disposizione: Micillo, De Marchi, Schillaci
Allenatore: Luigi Maifredi

ARBITRO: Coppetelli
AMMONIZIONI: Baggio R., Alessio, Tacconi (Juventus); Renica, Zola (Napoli)
ESPULSIONI: De Napoli 89 (Napoli)





La Juventus rimonta al San Paolo e si mantiene ancora in corsa per un posto in Uefa
Alessio sconfigge la grande paura
Il gol di Silenzi fa sognare il Napoli per 40 minuti

La Signora si riveste all'italiana e torna a sentire profumo d'Europa. Giocando, come avrebbe dovuto fare da tempo, specialmente in trasferta, ha compiuto un importantíssimo passo avanti nello spareggio Uefa del San Paolo.
Se il campionato fosse finito si dovrebbe disputare lo spareggio-Uefa con il Parma, ma mancano ancora due giornate: dovrebbero bastarle un successo in casa col Pisa e non perdere a Marasai con il Genoa per centrare l'ultimo obiettivo di una stagione negativa. 
E il punto, strameritato, non le rende pienamente giustizia anche se ha dovuto rimontare un gol di Silenzi con una prodezza di Alessio, troppo a lungo ignorato da Gigi Maifredi che l'aveva rispolverato col Milan.
Per il Napoli del dopo Maradona, privo anche di Alemao e dopo 7' dell'infortunato Francini, una brusca frenata: ma c'é voluta una Juventus piena di rabbia dopo le polemiche della disfatta contro il Milan.
Tutti si sono sacrificati. Anche Baggio. 
Il fantasista ha dimostrato di saper soffrire malgrado le carezze di Ferrara. É da un suo caparbio spunto che é scaturito il gol di Alessio. Ha superato Ferrara e sul duro contrasto di Renica non ha tirato smistando indietro la gamba, un pallone ad Alessio prima di crollare sull'erba. Questi, vincendo il tackle con Corradini, ha sparato dritto sotto la traversa, gelando il San Paolo (55'). 
Un pizzico di fortuna non guasta nel calcio e la Juventus era in credito. A Napoli ha saputo reagire, lottando su ogni pallone, coperta con i bravi Julio Cesar su Silenzi e Napoli su Careca ma non rinunciataria, facendo diga a centrocampo con il generosissimo Marocchi, con Galia che ha domato uno Zola vivacissimo, e bloccando le fasce laterali con Alessio (su Crippa) e De Agostini (su Venturini. Una Juventus umile, concentrata, con Fortunato libero, marcature strette e contropiede, affidato a Baggio e Casiraghi, preferito ad uno Schillaci acciaccato. Casiraghi, pur non essendo in gran forma, ha sfiorato il gol al 45' su cross pennellato da Haessler: la sua schiachiacciata di testa ha trovato Galli piazzato e pronto alla parata. 
Maifredi ha capito tardi che sarebbe bastato lasciare più spesso la zona nel cassetto per avere una classifica più ricca. Meglio tardi che mai. E il gol di Silenzi, alla mezz'ora, non ha niente a che vedere con lo schema. E' nato dagli sviluppi di un corner di Zola (procurato da Tacconi che aveva respinto in angolo una punizione-bomba di Renica), e da un'incornata di Careca trasformatasi in un assist per Silenzi, che di testa, in tuffo, ha insaccato. 
Sino a quel momento era stata la Juve ad assumere l'iniziativa, con un paio di pericoli per Giovanni Galli. Splendido il lancio di Baggio per Haessler che al volo, di sinistro, mancava di un metro il bersaglio. E due minuti dopo il portiere respingeva una punizione del tedesco molto attivo ma a volte, pasticcione. Il rendimento di Haessler, come quello di Baggio, è cresciuto nella ripresa, consentendo alla Juventus di sfiorare il successo. Gli azzurri si erano avvicinati a Tacconi una sola volta, su spunto di De Napoli poco preciso nella conclusione. L'1-0 di Silenzi, che era a digiuno da un mese, galvanizzava il Napoli e la sua folla. 
Una spinta di Fortunato in area sullo stesso Silenzi faceva gridare al rigore, ma Coppetelli, ritenendo che il bomber avesse bocciato con l'avversario, lasciava correге. 
L'errore più vistoso, di una gara nel complesso sufficiente, l'arbitro lo commetteva al 38' non concedendo la regola del vantaggio a Zola ben servito da Careca nonostante la carica fallosa di Napoli. 
E a un minuto dal termine, su segnalazione del guardalinee, espelleva De Napoli, reo di aver altercato con Marocchi, rendendo ancora più pesante il bilancio degli azzurri di Bigon. Sabato, all'Olimpico, nell'anticipo con la Roma, il Napoli si giocherà gli ultimi spiccioli di una stagione fallimentare.

Bruno Bernardi





Napoli Il gol: 31' Angolo di Zola, testa di Careca a seguire, Silenzi ancora di testa in rete.
Cosa funziona: Un buon primo tempo nel corso del quale il Napoli cerca con più convinzione il successo. Centrocampo efficace con la fantasia di Zola e il sostegno continuo di Crippa e Venturin. Eccellente la gara di Galli, autore di due grandi parate, su colpo di testa ravvicinato di Casiraghi e su una punizione bassa di Hässler.
Cosa non funziona: Troppi palloni portati e perduti. Un calo di tensione nella ripresa con molte apprensioni difensive, Renica qualche volta incerto. In avanti, Careca, sempre attorniato da difensori, filtra raramente. A corrente alternata Silenzi. Man mano la manovra azzurra ha perduto ritmo e precisione. 
Juventus Il gol: 54 Fallo su Baggio nell'area napoletana, po-trebbe essere rigore ma interviene Alessio con gran diagonale dal basso in alto nella rete di Galli.
Cosa funziona: Una copertura attenta, con Fortunato battitore libero alle spalle della difesa, Julio Cesar su Silenzi e Napoli su Careca. La ripresa giocata con più ritmo e convinzione. Qualche utile sgroppata di Hässler e buoni gli inserimenti di Marocchi.
Cosa non funziona: Casiraghi soverchiato da Baroni, Baggio in difficoltà con Ferrara. In pratica, una Juve senza un vero attacco. Sulle fasce qualche spunto di Hässler, ma De Agostini sull'altra corsia è frenato indietro dall'iniziativa di Venturin.
Cosa c'è da fare: Lo scontato cambio del tecnico. La squadra non ha una manovra decente né un impegno apprezzabile.

Mimmo Caratelli




UN PAREGGIO FORSE INUTILE
LE VECCHIE GLORIE 
Week-end napoletano di amorosi sensi e infinita nostalgia. Al sabato, nella magia di Castel dell'Ovo, tra le onde di via Caracciolo, un selezionato gruppo della upperclass partenopea, avvocati e commercialisti, medici e ingegneri, celebra e beatifica l'immenso Diego Armando Maradona nel ricordo perpetuo delle sue gesta di grazia negli anni del godimento azzurro e dei due scudetti storici rigettando, nel l'apoteosi del campione senza confronti, la subdola interpretazione della sua vita di perdizione e di polvere. Accusati tutti i giornalisti di essere strumenti del demonio nella «demolizione» dell'ex ragazzo di Corrientes.
Sull'eco del convegno, arricchito di filmati di malinconia e di improperi alla stampa maligna, il popolo del golfo nella suprema espressione delle due curve della passione invoca domenica al San Paolo l'idolo perduto, rinnovando un inestinguibile atto di amore nella riproposizione di canti e giaculatorie del vecchio regime maradoniano. 
Il convegno d'amore di Castel dell'Ovo perde purtroppo il tram dell'ironia nella esagitata contrapposizione manichea tra amanti eterni e censori selvaggi. Ma è risultato chiaro che, al di là delle cronache e dell'arresto di Buenos Aires, Maradona abita ancora qui, nel cuore del golfo azzurro.
Il Napoli perde invece l'occasione di battere l'indistinguibile Juventus di questi tempi e perciò disattende l'ultimo messaggio del pibe, battetemi la Juve, giunto all'apice del convegno sentimentale del sabato.
L'Europa resta dunque un miraggio per la squadra napoletana della buona volontà che, dopo un primo tempo di una certa convinzione, si abbandona a un misterioso non gioco coinvolta dalla enigmatica Juventus di questi tempi in novanta minuti di mistero totale e inestricabile. Il fatto è che la famosa Juve dei sessanta miliardi al vento, memore della notte dei diavoli a Fuorigrotta nello strepitoso sbandamento della Supercoppa, questa volta evita di fare la vedova allegra, e a zona, e rispolvera l'infinita saggezza della marcatura a uomo nell'abbandono improvviso di ogni suggestione del passato e delle prediche spettacolari del supremo Gigi Maifredi. 
La partita, bloccata a uomo persino nelle contrapposizioni del centrocampo, perde ogni bellezza e tentazione e si nutre soprattutto di iniziative individuali in cui si distinguono i giocatori Zola, Venturin, Crippa, Marocchi e Hässler nel disfacimento evidente dei cosiddetti giocatori di punta intrappolati da difensori inflessibili, Careca spesso perso fra tre juventini, Baggio compresso da Ferrara, Casiraghi sovrastato da Baroni, cui possono tremare i piedi ma non la testa. Il Napoli gioca un buon primo tempo e segna un bel gol, la Juve gioca una buona ripresa e coglie il pareggio grazie alle improvvise statue di sale della difesa partenopea. 
Ma è poi Galli il portiere più impegnato in due splendidi interventi su insidie di Casiraghi e Hässler. Non ci poteva essere sfida più brutta per la zona Uefa, benché lo stadio napoletano risultasse pieno come non succedeva dalla partita col Milan, alla sesta giornata, e facesse registrare il secondo migliore incasso stagionale non sfondando però il tetto dei due miliardi e restando trecento milioni sotto. 
La sfida ha lasciato inalterati tutti i misteri juventini e i limiti della squadra napoletana. Il gioco della Juve è risultato indecifrabile, quello del Napoli ha mancato di freschezza alla distanza e non ha avuto bombardieri adeguati. Intanto, Schillaci è rimasto malinconicamente in panchina: nella ripresa avrebbe potuto impaurire il Napoli, ma Gigione Maifredi ha preferito l'uovo del pareggio alla gallina di un'improbabile vittoria.

Mimmo Carratelli
brani tratti dal Guerin Sportivo anno 1991 n.20







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