martedì 2 giugno 2026

2 Giugno 1996: Vietnam - Juventus

È il 2 giugno 1996 e la Nazionale del Vietnam e la Juventus si sfidano in una gara amichevole disputata allo Stadio 'Hang Day' di Hanoi (Vietnam).

I nostri eroi dopo aver riconquistato il tricolore dopo una lunga assenza si buttano 'anima e cuore' nella massima competizione continentale. Infatti 'trascurano' un po' il campionato nazionale e lasciano le proprie forze fisiche e mentali per le fatiche di Champions League. A Roma la Juventus (guidata dal gladiatore Marcello Lippi) gioca una partita 'quasi' perfetta e batte i 'lancieri' dell'Ajax solo dopo i calci di rigore.

Poco dopo i bianconeri partono per l'Asia e disputano questa amichevole quanto mai esotica nel paese vietnamita.

Buona Visione!

 



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Stagione 1995-96 - Amichevole
Hanoi - Stadio Hang Day (Vietnam)
Domenica 2 Giugno 1996
NAZIONALE VIETNAM-JUVENTUS 1-2
Marcatori: 47' Vialli, 57' Parente (J), 67' rigore Vo Hoang Buu

Vietnam: Nguyen V.H. (38' Nguyen VP), Tran, Chu, Do, Nguyen H.T., Nguyen C., Nguyen H.D. (46' Nguyen L.), Vo Hoang Buu, Nguyen H.S., Le, Hunyh
Allenatore: Weigang

Juventus: Falcioni. M.Carrera (75' Parente), Annoni, Porrini, Vierchowod (46' M.Rosa), Marocchi (46' Longhi), Lombardo, Giandebiaggi, Vialli (65' Fantini), Pessotto (30' Baccin), Padovano
Allenatore: Marcello Lippi

Arbitro: Nguyen T.H.
Espulsioni: 69' Giandebiaggi





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lunedì 1 giugno 2026

1 Giugno 1997: Juventus - Lazio

É il 1 Giugno 1997 e Juventus e Lazio si sfidano nella diciassettesima ed ultima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1996-97 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus é nettamente la squadra da battere in questi ultimi anni mentre la Lazio terminerá il campionato al quarto posto a dieci punti dai bianconeri Campioni d'Italia per la ventiquattresima volta. Qualche giorno prima i bianconeri hanno perso la Finale di UEFA Champions League contro il Borussia Dortmund.

Buona Visione!



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Stagione 1996-1997 - Campionato di Serie A - 17 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 1 giugno 1997 ore 16.30
JUVENTUS-LAZIO 2-2
MARCATORI: Vieri C. 31, Amoruso 52, Casiraghi 73, Protti 85

JUVENTUS: Rampulla (Falcioni 80), Porrini, Ferrara C. (Cingolani 80), Montero, Dimas, Lombardo, Di Livio, Tacchinardi, Pessotto G. (Trotta 68), Vieri C., Amoruso
Allenatore: Marcello Lippi

LAZIO: Marchegiani, Negro, Nesta, Chamot, Favalli (Fish 78), Rambaudi (Buso 53), Fuser, Venturin, Nedved, Casiraghi, Signori (Protti 68)
Allenatore: Dino Zoff

ARBITRO: Racalbuto



La Juve può cantare sotto la pioggia 
Domina per un 'ora, poi ilpari non guasta la festa 

TORINO. Il sospetto di una partita addomesticata può sorgere in chi, senza aver visto Juve-Lazio, consideri semplicemente il risultato: 2-2, un altro pareggio annunciato, il terzo consecutivo per i bianconeri in questo finale di campionato gestito con grande prudenza. Invece, libero da tutti gli interessi di classifica, il match è sembrato vero come le amichevoli che si giocano per il piacere di giocarle e con in corpo la gioia liberatoria di essere alla fine dell'annata. 
La Juve per un'ora è stata brava e più brillante di quanto ci aspettassimo, la Lazio è sgusciata fuori dal proprio pantano nel finale, quanto è bastato per rimontare le due reti. 
«Grazie lo stesso». Lo slogan della notte di Monaco è risuonato qualche volta, flebile antidoto al groppo in gola che gli juventini avvertono quando si pensa alla sconfitta in Champions League. Avrebbe dovuto essere la domenica della festa italiana ed europea, il giorno del ringraziamento per un'annata strabiliante, e con molta fatica si è badato a non rovinare il copione cedendo ai rimpianti: come per un tacito accordo, dagli striscioni e dai cori è stato rimosso tutto quanto potesse ricordare il Borussia, quasi il calendario procedesse a balzi e di salto in salto avesse evitato l'ultimo mercoledì. 
La Juve ha capito. Ha cercato di immergersi comunque nella celebrazione dello scudetto che molti giocatori esibivano dipinto sulla nuca, finché la pioggia non ha stinto i colori macchiando i colletti delle maghe. Prima che ciò accadesse i bianconeri erano già in vantaggio e la Lazio pareva non conoscere la strada verso la porta di Rampulla. Senza i due francesi, più Jugovic, Del Piero, Peruzzi, Conte e da ultimo anche Boksic bloccato nella notte da un attacco influenzale (così hanno spiegato i medici per troncare qualsiasi illazione), la Juve poteva cedere alla tentazione dello svacco. La difesa e l'attacco erano quelli di sempre, però il centrocampo veniva completamente rivoluzionato: Lombardo andava a destra, Pessotto a sinistra e, in mezzo, Di Livio e Tacchinardi provavano a inventare la regia. Una formula assolutamente nuova e di emergenza. 
I cambiamenti tuttavia non toglievano l'energia. Anzi nel trovarsi davanti la Lazio al completo ma ormai appagata dalla qualificazione europea, la Juve minore cresceva di ritmo e di voglia, i meccanismi si oliavano in fretta. Vieri, in avanti, riscattava il pianto fanciullesco di mercoledì mentre i borussi sollevavano la Coppa. Negro e Nesta faticavano a tenerlo, più di loro erano le pozzanghere, che poche ore di pioggia avevano già formato sul campo, ad attenuare la potenza dello juventino. Pareva che soltanto alla Juve interessasse chiudere bene il campionato. Anche Amoruso cancellava l'impressione di leggerezza che si ha spesso di lui: nel pantano schizzava sfiorando l'acqua come fanno le libellule sugli stagni, tentava assist e aperture. La Lazio restava compressa nella propria metà campo, ogni soluzione offensiva puntava a lanciare Casiraghi oltre Monterò e Ferrara. 
Impresa inutile. Le distrazioni fatali contro il Borussia non si ripetevano: fino all'11 della ripresa Rampulla non toccava palla. La pressione juventina era alimentata da Lombardo e Di Livio a destra e con meno foga da Pessotto. Ma il gol nasceva dalla collaborazione tra Amoruso e Vieri, come è accaduto spesso negli ultimi mesi. La coppia funziona. Se davvero Vieri rimarrà a Torino, come giurano e spergiurano, ci sarà da tenerne conto l'anno prossimo. Così pure la ripresa si avviava nel segno della Juvetta, con le sue seconde forze capaci di non far rimpiangere. Lombardo trovava il tempo e la misura per servire ad Amoruso la palla del raddoppio, con la difesa laziale immobile e l'assenza del solito Chamot. Per Zoff era troppo. Toglieva Rambaudi per Buso, poi Signori (o chiunque fosse quel tizio che vagava per il campo come uno smemorato) per Protti. Casiraghi, il più rodomontico dei laziali, trovava più spazio. Per due volte Rampulla opponeva la gamba, alla terza, complice la grave incertezza di Dimas, era il gol che faceva intuire la possibile rimonta, anche perché Lippi concedeva spazio ai giovani della panchina. 
Benché la Juve si avvicinasse in altre due occasioni alla segnatura, Protti sfruttava l'assist del risuscitato Nedved per saltare l'intera difesa (ormai priva di Ferrara) e pareggiare. Fischi? No, cori e applausi. Perché doveva essere un giorno di festa: senza rimpianti, né groppo in gola. 

Marco Ansaldo


 


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domenica 31 maggio 2026

7 Dicembre 1988: Juventus - FC Liegi

È il 7 dicembre 1988 e Juventus ed FC Liegi (Belgio) si sfidano nella gara di ritorno degli Ottavi di finale della Coppa UEFA 1988-89 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

È una Juventus che cerca di costruire una squadra ancora scossa dall'addio di 'Le Roi' Michel Platini e dai fallimenti di Ian Rush e del tecnico Rino Marchesi. Guidati in panchina dalla leggenda Dino Zoff, i bianconeri raggiungono un quarto posto in campionato che dovrebbe rappresentare un buon viatico per il futuro. 

Dall'altra parte c'è un FC Liegi meteora del calcio europeo di quegl'anni - tanta grinta e forza, ma per i rossoblu non ci sarà speranza contro la Juve.

Buona Visione! 

 



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Stagione 1988-1989 - Coppa UEFA - Ottavi, ritorno
Torino - Stadio Comunale
mercoledì 7 dicembre 1988 ore 16:45
JUVENTUS-LIEGI 1-0
MARCATORI: Altobelli 16

JUVENTUS: Tacconi, Favero, (c) Cabrini, Galia, Bruno P., Tricella, Marocchi, Rui Barros, Altobelli, Mauro, Laudrup
A disposizione: Bodini, Napoli N., Magrin, Buso
Allenatore: Dino Zoff

LIEGI: Stojic, Houben (Boffin 69), Quaranta, Giusto, Habrant, De Sart, Ernes, Quain, Varga, Veyt, Malbasa
A disposizione: Machiels, Gusbin, Waseige, Bosman
Allenatore: Robert Waseige

ARBITRO: Prokop (Germania Est)
AMMONIZIONI: Varga 61 (Liegi)






LA FEBBRE (DEL GOL) A 39

Mettiamo che l'uno a zero della Juventus sul Liegi non abbia aggiunto nulla di nuovo rispetto a quanto si era già visto nella città belga e a quanto la squadra oggi allenata da Dinosauro Zoff sta dimostrando in campionato. E giusto ribadire intanto che ha ritrovato una sua saldezza difensiva da quando ha Cabrini terzino di fascia. Contro i belgi, non giocava Brio, stiratosi alla vigilia del match senza che nessun cronista potesse essere informato. Ormai i cronisti non vedono gli allenamenti. Si limitano ad attendere i giocatori nell'antistadio, conducono le loro interviste e rispariscono Questo può risultare perfin gradito alle società. Ai tempi dell'Inter di Helenio, il general manager Allodi aveva voluto che i cronisti non assistessero agli allenamenti, tenendoli in un'apposita saletta lontana almeno un chilometro dal prato dove i nerazzurri si allenavano. Ma torniamo al match è stato Altobelli il goleador. Spillo ha sbloccato il risultato con un gol di destro di strabiliante puntualità al 6, il suo 39. gol europeo in 75 partite Ricorderemo al lettore della speciale classifica juventina a questo riguardo: 87 partite Scirea, 83 Bettega e 75 Altobelli, che ha superato Zoff rimasto a 72. La partita ha visto la Juventus giocare con bella saggezza, senza scoprirsi mai; il Liegi ha manovrato con una certa pericolosità, ribadita soltanto dal possente Malbasa, sul quale Favero ha compiuto un capolavoro di marcatura. La Juve, dopo la sbandata con il Napoli, ha acquistato una mentalità pratica, gioca senza sprecare inutilmente energie e «coprendo» il campo, affida ad Altobelli il ruolo di alto finalizzatore e recupera in Cabrini il giocatore di fascia più emblematico della gloria bianconera. Che Cabrini voglia riproporsi a Vicini nel momento assai difficile del giovane Maldini, non lo escludiamo: oltre a puntellare adeguata-mente la difesa, Cabrini puntella l'attacco, sventagliando acrobati-camente il sinistro. E con Mauro e Marocchi a centro campo gli equilibri tattici sono più sostanziosi.

Vladimiro Caminiti
tratto dal Guerin Sportivo anno 1988 n.50






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31 Maggio 2009: Juventus - Lazio

É il 31 Maggio 2009 Juventus e Lazio si sfidano nella diciannovesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2008-09 allo 'Stadio Olimpico' di Torino.

Questa é semplicemente detto é l'addio alla Juve (da giocatore) di Pavel Nedved.

I Bianconeri con al timone Claudio Ranieri cercano di tenere testa all'Inter di José Mourinho per il primo posto in classifica. 

Intanto ricevano in casa una Lazio che lotta a metá classifica tra un posto in Europa e la tranquillitá. Intanto peró a fine stagione vincerá la Coppa Italia dopo aver battuto la Sampdoria a rigori.

Buona Visione! 



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Campionato di Serie A 2008-2009 - 19 ritorno
Torino -Stadio Olimpico
Domenica 31 maggio 2009
JUVENTUS-LAZIO 2-0
MARCATORI: Iaquinta 3, Iaquinta 59

JUVENTUS: Buffon, Zebina, Legrottaglie, Chiellini, Salihamidzic, Camoranesi, Marchisio C., Zanetti (Amauri 55), Nedved (Tiago 84), Iaquinta (Giovinco 71), Del Piero
Allenatore: Ciro Ferrara

LAZIO: Carrizo, Lichtsteiner, Siviglia (Tuia 78), Rozehnal, De Silvestri, Brocchi, Dabo (Meghni 64), Ledesma C., Foggia, Del Nero (Mendicino 52), Kozak
Allenatore: Delio Rossi

ARBITRO: Peruzzo



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sabato 30 maggio 2026

30 Maggio 1973: Juventus - Ajax

É il 30 Maggio 1973 e Juventus ed Ajax Amsterdam si sfidano nella Finale (gara unica) della Coppa dei Campioni 1972-73 allo Stadio 'Crvena Zvezda - Marakaná' di Belgrado (Jugoslavia).

La Juve allenata in panchina da Cestmir Vycpalek si appresta a vincere il suo quindicesimo Scudetto anche se ad una giornata dal termine sembrerebbe che il Milan si possa fregiare della tanto osannata Stella del decimo tricolore. Ma una sconfitta inattesa a Verona ribalta tutto in quella che e' tutt'oggi famosa come la 'Fatal Verona'.

Per quanto riguarda il fronte europeo, i bianconeri si vedono sfilare da sotto le mani il massimo alloro continentale dalla squadra del momento. Questo Ajax é l'emblema principale del gioco totale olandese. Sará solo la prima di tante delusioni europee per la Vecchia Signora.

Buona Visione! 

 

 

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Stagione 1972-73 - Coppa dei Campione - Finale
Belgrado - Stadio Crvena Zvezda - Marakaná
Mercoledì 30 Maggio 1973 ore 20.30
JUVENTUS-AJAX 0-1
Marcatore: 5' Rep

Juventus: Zoff, G. Marchetti, Longobucco, Furino, Morini, Salvadore, Altafini, Causio (73' Cuccureddu), Anastasi, F. Capello, R. Bettega (63' Haller)
Allenatore: Cestmir Vycpalek

Ajax: Stuy, Suurbier, Krol, Neeskens, Hulshoff, Blankenburg, Rep, Haan, Cruijff, G. Muhren, Keizer
Allenatore: Stefan Kovacs

Arbitro: Gugolovic (Jugoslavia)
Ammonizione: Furino (J)



Vycpalek, o chi per lui, rimescolava le carte. Decise infine di sorprendere l’Ajax con uno schieramento sin troppo offensivo: tre punte, con Altafini in campo dal primo minuto accanto a Bettega e Anastasi, più Causio. Ne fu sguarnito il centrocampo, dal quale venne escluso l’elemento più in forma, Cuccureddu, il fresco uomo-scudetto. Non si rivelò una scelta felice e fu inutile correre ai ripari a latte versato. Anche la rinuncia ad Haller, dall’impagabile esperienza internazionale, non fu una buona trovata. Una Juve presuntuosa sulla carta e spaurita in campo.

All’Ajax bastarono, appunto, quattro minuti. Poi mascherò la sua stanchezza, e il suo goliardico approccio alla gara, con il mestiere e il palleggio. La Juve non si accorse mai che l’Ajax, quell’Ajax, era una tigre di carta. Ne subì il fascino, non seppe mai aggredirla. In sostanza, perse senza giocare, alimentando una leggenda che la voleva irresistibile in patria ma inerme in campo internazionale. Dovette arrivare Trapattoni per abbattere il tabù e lanciare la Juve anche in Europa.

fatto: Ajax-Juve 1973: malgrado Belgrado 





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