lunedì 15 giugno 2026

26 Agosto 2001: Juventus - Venezia

Attraverso il Canale Youtube ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. È il 26 Agosto 2001 Juventus e Venezia si sfidano nella prima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2001-02 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

É una stagione col finale col botto questa per i campioni bianconeri. Iniziata così così nel finale, i nostri eroi stanno girando a mille. La vetta sí avvicina e sí avvicina anche il 5 maggio, ultima giornata di campionato. Tutto il resto è Storia! Dall'altra parte c'è un Venezia che deve salutare il massimo campionato dopo un pesante ultimo posto in classifica.

Questa gara segna il debutto in campionato con la maglia bianconera per una leggenda del club piemontese: Gianluigi Buffon!

Buona Visione!



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Stagione 2001-2002 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 26 agosto 2001 ore 15:00
JUVENTUS-VENEZIA 4-0
MARCATORI: Trezeguet 10, Trezeguet 11, Del Piero 44, Del Piero 81

JUVENTUS: Buffon, Zenoni, Thuram, Montero (Iuliano 78), Pessotto G., Zambrotta, Tudor (Maresca 70), Tacchinardi, Nedved, Trezeguet (Salas 75), Del Piero
Allenatore: Marcello Lippi

VENEZIA: Rossi, Algerino (Conteh 46), Bjoerklund, Viali, Cvitanovic, Valtolina (De Franceschi 55), Bressan, Andersson, Marasco, Vannucchi, Maniero (Di Napoli 86)
Allenatore: Claudio Prandelli

ARBITRO: Bertini




Trezeguet-Del Piero La partita perfetta della Juve di Lippi 
APERTURA ALLA GRANDE CONTRO IL VENEZIA: ALTRI FUTURI OSTACOLI SARANNO PIÙ' IMPEGNATIVI, MA QUESTA E' DAVVERO UNA SQUADRA DA SCUDETTO
Due reti di David e due di Alex (una su morbido assist di Salas) Il successo esalta la svolta tecnica e di mentalità dei bianconeri 
TORINO Una partita troppo perfetta, in cui ha segnato chi doveva segnare (Trezeguet e Del Piero) e lo ha fatto al momento giusto per mettere il match in discesa, sotto il sole che arrostiva le gambe e i pensieri. Una partita senza rischi, se non per un colpo di testa di Maniero, e che ha concesso una bella figura a tutti, pure a Salas, catapultato da tre giorni nella giostra sulla quale non era mai salito prima. 
Più che l'esordio con il botto nella nuova serie A (4-0 e poteva essere di più), Juve-Venezia è stato come dovrà essere lo spot per lanciare l'ingresso juventino in Borsa, tutti che sorridono come davanti a un Mulino Bianco e senza insopportabili ragazzine che offrono caramelle ai cavalli. Un successo patinato, da Carosello. Verranno ostacoli molto più impegnativi di questo Venezia slabbrato in dieci minuti, tuttavia l'ouverture juventina non ci sembra un fenomeno casuale, che verrà presto smentito. Questa è una squadra da scudetto. Lo diciamo dal giorno in cui comprarono Nedved e cedettero Zidane, non perché disprezziamo il francese ma perché era il segnale di ima svolta tattica e di mentalità, l'addio a una squadra che delegava il proprio benessere a un giocatore. In alcuni momenti, nel primo quarto d'ora, quando la partita era da definire e le forze non erano stropicciate dal caldo, s'è rivisto l'embrione della prima stagione di Lippi, la capacità di calamitare ogni pallone nella metà campo avversaria e di riproporlo in area, come fa il mare quando sbatte onda su onda tra gli scogli e ne gratta via un po'. 
Con Zidane, si sapeva sempre da dove sarebbe nato il pericolo. Con questa nave senza timoniere, benché Del Piero si ingegni ad esserlo più di altri, sarà più difficile individuare ima fonte del gioco: mancherà la fantasia della giocata barocca però crediamo che, per incepparsi, la Juve dovrà sbattere in una giornata di crisi collettiva. Ieri è stato davvero tutto troppo facile. In precampionato erano sorti due dubbi: l'efficacia dell'attacco e la consistenza del centrocampo. Nel combatterli, il Venezia è stato più efficace di un'aspirina. Prandelli l'ha schierato con una difesa a quattro ma un centrocampo piuttosto evanescente e in inferiorità numerica rispetto alla Juve: la forza d'urto bianconera ha cominciato a lavorare ai fianchi con Zambrotta e il giovane Zenoni, più sciolto che nelle amichevoli; dall'altra parte, Nedved e Pessotto si godevano l'ombra ma non permettevano ad Algerino (un francese che pochi anni fa ne prese già sei dalla Juve al Parco dei Principi) di fare altrettanto. Nedved veniva fermato al 5' per un fuorigioco di centimetri, subito dopo Maniero anticipava Thuram in tuffo e la palla usciva di un niente. 
Sarebbe stata l'unica occasione dei veneti fino alla mezz'ora del secondo tempo, quando Vannucchi avrebbe avuto avventurosamente tra i piedi la seconda palla buona, deviata in angolo. Tutta Juve, solo Juve in pressing. Al 10' andava in rete. Zambrotta e Zenoni innescavano l'azione che l'ex atalantino rifiniva con il cross: Trezeguet saltava e piazzava la palla nell'angolo, imprendibile, confermando che la Juve adesso ha un centravanti che usa la testa per segnare e non per immergerla nei budini della pubblicità. Trezeguet si ripeteva in novanta secondi, questa volta il lancio che lo pescava in area era di Tudor e il francese non si spaventava a colpirla al volo. In undici minuti finiva il carnevale veneziano, Trezeguet calava sugli occhi una maschera che gli conciliasse il sonno e lasciava che fossero gli altri a giocare. Salivano la voglia di Nedved, impreciso nella mira, e la febbre di Del Piero. Alex non è la perfezione scolpita, certi suoi dribbling abortiti possono spazientire eppure nella ricerca della porta si vedono i progressi: il controllo di petto e tiro di sinistro con cui colpiva la traversa al 32' e la rovesciata, sbattuta pure quella contro un legno al 42', erano pezzi di bravura sfortunata. Lo ripagava invece la punizione che suggellava con il 3-0 il primo tempo, con Rossi, il portiere, in ritardo nello scatto. 
La Juve tornava ai ritmi di un'amichevole, giustificatissimi con quel caldo africano che spingeva persino Lippi a cercare un rinfresco nel frigo vicino alla panchina, per lui vuoto. Restiamo convinti che alla perfezione dell'opera manchi un centrocampista vero che affianchi Tacchinardi (in gran spolvero), tuttavia Tudor s'è mostrato un buon tampone, fronteggiato da Andersson, che viaggia a ritmi bassi. Il croato tra l'altro ha un grande lancio. E nella ripresa, giocata per dovere, l'ingresso di Salas risvegliava il popolo. Un lancio di luliano premiava la bravura del cileno nello smarcarsi in profondità, Salas alzava la testa e offriva a Del Piero quanto gli era negato da anni: un cross morbido e piazzato, che Alex incrociava di testa per il quarto gol. Troppa grazia, ma non finta. 

Marco Ansaldo 
tratto da: La Stampa 27 Agosto 2001

 



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sabato 13 giugno 2026

13 Giugno 1987: Selezione Treviso - Juventus

È il 13 giugno 1987 e si disputa allo 'Stadio Omobono Tenni' di Treviso una gara amichevole post-campionato tra la Juventus ed una selezione locale.

Da poco è terminata la stagione ed i bianconeri piemontesi hanno finito la loro fatica secondi dietro al Napoli (per la prima volta scudettato). Pochi si accorgono che per i nostri eroi è iniziato così un lungo periodo buio senza successi in campo nazionale.

Buona Visione!



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Stagione 1986-1987 - Amichevole
Montebelluna - Stadio Omobono Tenni
sabato 13 giugno 1987 
SELEZIONE TREVISO-JUVENTUS 6-5
MARCATORI: Vignola 3, Vignola 4, Conte autorete 14, Schincaglia 19, Renna 32, Pantaleoni 53, Buffone 57, Buso 58, Serena A. 72, Sartor 82, Sartor 89

SELEZIONE TREVISO: Pizzolon (Bonfio), Castioni (Calzamatta), Bonato, Caverzan (Pantaleoni), Marcato (Pincin), Renna (Zanatta), Conte (Piovanelli), Niero, Ramella (Aimo), Schincaglia, Buffone (Sartor)

JUVENTUS: Tacconi (Bodini 46), Favero, Caricola, Col, Brio (Lo Porto), Scirea, Antonello (Campagnola), Buso, Serena A., Vignola, Briaschi (Franzin). 
Allenatore: Rino Marchesi

ARBITRO: Gava F.





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venerdì 12 giugno 2026

12 Giugno 2020: Juventus - Milan

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Serie A TIM vi offriamo questo gustoso amarcord della data odierna. É il 12 Giugno 2020 e Juventus Milan si affrontano per la Semifinale di Ritorno della Coppa Italia TIM Cup 2019/20.

Il mondo é stravolto dalla pandemia Covid-19. Dopo un lungo stop il campionato 'deve' riprendere in estate con le restanti giornate da disputare. 

Il nono Scudetto consecutivo è solo questione di giorni; i ragazzi in bianconeri conquistano il 38esimo scudetto finendo la stagione più irregolare della storia con un solo punto di vantaggio dall'Inter.

Dall'altra parte c'è il Milan che dopo il pareggio per 1-1 a Torino nella gara di andata cerca di conquistare quella finale che darebbe lustro alla loro stagione. Infatti i rossoneri terminano la stagione 'solo' al quinto posto - a 27 punti dalla capolista bianconera.

Per quanto riguarda la Juve, i nostri ragazzi (guidati in panchina da Maurizio Sarri) sono sconfitti in finale dal Napoli.

Buona Visione! 



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Stagione 2019-2020 - Coppa Italia - Semifinali, ritorno
Torino - Allianz Stadium
venerdì 12 giugno 2020 ore 21:00 
JUVENTUS-MILAN 0-0

JUVENTUS: Buffon; Danilo (Cuadrado 86), De Ligt, (c) Bonucci, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic (Khedira 62), Matuidi (Rabiot 62); Dybala, Ronaldo, Douglas Costa (Bernardeschi 62)
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Rugani, Olivieri M., Muratore, Vrioni, Zanimacchia
Allenatore: Maurizio Sarri

MILAN: Donnarumma; Conti A. (Saelemaekers 88), (c) Romagnoli A., Kjaer, Calabria (Laxalt 88); Kessie (Krunic 82), Bennacer; Paquetà (Colombo L. 82), Calhanoglu, Bonaventura (Leao 52); Rebic
A disposizione: Begovic, Donnarumma A., Biglia, Gabbia, Olzer, Brescianini, Maldini D. 
Allenatore: Steano Pioli

ARBITRO: Orsato
RIGORI FALLITI: Ronaldo 16 (Juventus)
AMMONIZIONI: Pjanic 43, Khedira 74 (Juventus); Conti A. 16 (Milan)
ESPULSIONI: Rebic 17 (Milan)




La squadra di Sarri sfrutta il vantaggio del pari con gol dell'andata (1-1) e stacca il pass per l'ultimo atto della manifestazione in programma mercoledì prossimo a Roma. Errore dal dischetto per CR7, rossoneri per grande parte del match in dieci per l'espulsione di Rebic

TORINO - Il calcio italiano è tornato dopo 95 giorni dall'ultima gara di Serie A (Sassuolo-Brescia del 9 marzo) e 94 dopo l'ultima uscita di una nostra squadra in Champions (Valencia-Atalanta, 10 marzo). E' toccato a Juventus e Milan far ripartire l'Italia del pallone dopo il lockdown per contenere la pandemia di Covid-19. Lo 0-0 fa felice la Juve, che stacca il pass per la finale grazie al pari rocambolesco rimediato all'andata (rigore di Ronaldo al 91'), il Milan esce a testa alta, senza essere stato mai sconfitto nelle due partite. Per la Juventus è la diciannovesima finale di coppa Italia, mercoledì prossimo a Roma i bianconeri se la vedranno con la vincente dello scontro tra Napoli e Inter, in programma domani al San Paolo.

E' stata una partita di plastica

Juve all'assalto ma CR7 sbaglia il rigore

Dopo un commovente minuto di silenzio in memoria di tutte le vittime del virus, le due formazioni hanno disputato, senza spettatori e seguendo alla lettera il protocollo sanitario, una semifinale di ritorno discreta, soprattutto nel primo tempo grazie ai campioni d'Italia. Sarri propone un 4-3-3 con Douglas Costa, Dybala e Ronaldo in attacco. A centrocampo Pjanic, Bentancur e Matuidi. Danilo e Alex Sandro esterni, de Ligt e Bonucci a difesa di Buffon. Pioli, tra squalificati e infortunati, ha poca scelta e schiera un 4-4-1-1 con Bonaventura a supporto di Rebic in avanti. Paquetà e Calhanoglu esterni con Kessie e Bennacer in mezzo al campo. In difesa Kjaer e Romagnoli centrali, Conti e Calabria esterni bassi. La Juventus parte fortissima e dopo una manciata di secondi Douglas Costa calcia sul fondo da ottima posizione. I bianconeri sfondano facilmente sulla corsia di sinistra grazie proprio a Douglas Costa che, insieme ad Alex Sandro, fanno impazzire Conti. Una possibile svolta del match arriva al 13′ quando Ronaldo tenta di controllare in area ma Conti lo contrasta con un gomito. Orsato va al Var e concede il rigore per i padroni di casa. Sul dischetto si presenta naturalmente CR7 che però coglie il palo alla destra del portiere.

Rebic in rosso, il Milan tiene

Proprio nella successiva azione al rigore, Rebic entra durissimo su Danilo, con un colpo da kung fu al corpo dell'esterno. Orsato prima tentenna, ma poi decide per una espulsione che ci sta tutta e quindi il Milan, già in netta difficoltà 11 contro 11, resta in 10 uomini. La prima proiezione offensiva rossonera arriva solo al 24′: cross di Calabria dalla sinistra e tiro al volo di Conti ma sfera alta. Poi è ancora Juventus con l'azione più pericolosa alla mezz'ora confezionata da Danilo, ma Matuidi col sinistro si fa respingere il tiro da Donnarumma. Il portiere rossonero ferma anche un tentativo dal limite di Ronaldo, mentre al 41′ una punizione sorprende la difesa di casa, ma Kjaer e Romagnoli non arrivano alla deviazione vincente.

Milan ci prova, ma non basta

Nel secondo tempo scende in campo un Milan migliore, molto attento seppur in inferiorità numerica, mentre la Juventus sembra avere un calo fisico. Al minuto 48 bel cross dalla destra di Bonaventura e colpo di testa di Calhanoglu ma palla out. Poco dopo Pioli fa entrare Leao al posto di Bonaventura che non la prende benissimo. La gara non regala tante ulteriori emozioni e Sarri decide per un triplo cambio (adesso sono cinque le sostituzioni consentite ma da effettuare in tre finestre): dentro Khedira, Rabiot e Bernardeschi e fuori Pjanic, Matuidi e Douglas Costa. I nuovi entrati non cambiano l'inerzia del match, mentre al 71′ Kjaer, tra i migliori, è decisivo nell'anticipare di testa de Ligt in area ospite. Proprio il difensore ex Atalanta poco dopo ci prova di testa in attacco, ma senza fortuna; mentre Donnarumma ferma un sinistro di Dybala. Altra girandola di cambi, con Pioli che per la prima volta nella storia del calcio italiano ne rimpiazza cinque in totale in una gara ufficiale. Nei quattro minuti di recupero finali, Cuadrado calcia alto, mentre Donnarumma respinge un tiro di Alex Sandro e la Juventus si regala la finale di Roma.




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giovedì 11 giugno 2026

11 Giugno 1989: Juventus - Lazio

É l' 11 Giugno 1989 Juventus e Lazio si sfidano nella quindicesima giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 1988-89 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

É una Juventus che cerca di costruire una squadra ancora scossa dal addio di 'Le Roi' Michel Platini e dai fallimenti di Ian Rush e dal tecnico Rino Marchesi. Guidati in panchina dalla leggenda Dino Zoff, i bianconeri raggiungono un quarto posto in campionato che dovrebbe rappresentare un buon viatico per il futuro. 

Dall'altra parte c'è una Lazio che termina la stagione a metá classifica tranquilllamente seduta nella sua mediocritá.

Buona Visione! 


 

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Stagione 1988-1989 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 11 giugno 1989 ore 16.30
JUVENTUS-LAZIO 4-2
MARCATORI: Gregucci 17, Buso 21, Ruben Sosa 42, Piscedda autorete 58, De Agostini 66, Buso 79

JUVENTUS: Tacconi, Napoli N. (Rui Barros 46), De Agostini, Galia, Favero, Tricella, Marocchi, Magrin, Buso, Zavarov (Cabrini 75), Laudrup
Allenatore: Dino Zoff

LAZIO: Fiori, Monti, Piscedda (Di Biagio 83), Beruatto, Gregucci, Gutierrez, Greco (Rizzolo 68), Acerbis, Di Canio, Sclosa, Ruben Sosa
Allenatore: Giuseppe Materazzi

ARBITRO: Magni P.L.



Zoff fa squillare la sveglia e la Juventus dilaga.
Ora i bianconeri sono gli arbitri della salvezza La Lazio è caduta nel tranello, lasciandosi ingannare dai profeti di giornata. «La Juve non ha più stimoli particolari e non infierirà». Invece la Juve ha fatto fino in fondo il proprio dovere e se altri si fossero comportati come hanno fatto i bianconeri contro la squadra di Materazzi, la regolarità del campionato sarebbe stata garantita in maniera totale. Eppure la Lazio si era illusa. Il gol di Gregucci aveva allargato il cuore alla speranza, anche se la gioia è stata di brevissima durata, perché nel giro di quattro minuti, Buso ha rimesso le cose a posto. Ma per quanto decisa a interpretare nel migliore dei modi il proprio ruolo, la Juve nel primo tempo era — diciamo così — un po' troppo svagata ed infatti la Lazio ne ha subito approfittato infilando alle spalle di Tacconi un secondo, rocambolesco gol, nato da uno sciagurato bisticcio difensivo tra Napoli e Tricella. A quel punto è cominciata la rovina della Lazio. Sentendosi forse al sicuro, la squadra di Materazzi ha continuato a giocare come non dovrebbe mai fare chi ha bisogno di punti come dell'aria che respira. La Juve, brutalizzata da Zoff nell'intervallo, ne ha saputo approfittare, giocando come fa il gatto con il topo e penetrando senza problemi nelle maglie di una difesa incredibilmente scoperta ed ingenua. La mossa decisiva compiuta da Zoff, è stata quella di mettere Barros al posto di Napoli all'inizio del secondo tempo. Una scelta che ha scombussolato i piani di Materazzi e che ha permesso alla Juve di giovarsi di uomini imprevedibili come Laudrup, Zavarov, Marocchi e lo stesso portoghese, che si inserivano a turno in aiuto di Buso, unica punta di ruolo. Il pareggio è arrivato con la complicità ai Piscedda, ma poi la Juve ha preso a dilagare, trovando sul campo corsie preferenziali per dirigersi verso la porta del povero Fiori. La prodezza di De Agostini ed una sventola di Buso hanno determinato il risultato finale, ma la Juve ha avuto altre palle-gol, mettendo a nudo i mille problemi di una Lazio che non è mai riuscita a fare filtro a centrocampo, anche per le assenze di due uomini determinanti come leardi e Pin. Ed ora la squadra romana ha l'acqua alla gola. Un solo punto la divide dal tandem Torino-Pescara e rischia di mandare a monte mesi e mesi di faticosdo lavoro. Come un'operosa formichina, la Lazio era riuscita a rosicchiare un punto qua ed uno là, portandosi in una tranquilla posizione di classifica, ma gli ultimi rovesci l'hanno rigettata in piena bagarre. La Juve adesso è più che mai arbitra della salvezza. Domenica giocherà a Pescara, contro una squadra che non ottiene due punti in una sola volta da quattordici partite e che stavolta si trova di fronte ad una scelta obbligata: vincere per non sprofondare. La squadra di Zoff ieri ha dato una mano ai cugini granata e domenica ha la possibilità di dimostrarsi di nuovo molto generosa. Un Torino in B non fa piacere a nessuno, neppure a buona parte della tifoseria juventina, che ieri ha sottolineato con caldi applausi ogni gol dei granata a Como. Ma a Pescara non ci sarà Laudrup, uno dei giocatori più in forma del momento. Boniperti, infatti, gli permetterà di giocare nella nazionale danese contro il Brasile. Sospetti e pettegolezzi sono scontati. 

tratto da: Archivio La Stampa 







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