giovedì 7 maggio 2026

7 Maggio 2000: Juventus - Parma

È il 7 maggio 2000 Juventus e Parma si sfidano nella sedicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1999-2000 allo Stadio delle Alpi di Torino.

La Juventus è guidata in panchina da Carlo Ancelotti e sembrerebbe in rampa di lancio per conquistare un altro Scudetto. Però una grande Lazio, un epilogo di campionato non da Vecchia Signora, ed un signore ornito di ombrello in un campo più da pallanuoto che da calcio, 'ruba' un tricolore più che meritato. 

Il Parma dall'altra parte disputa un campionato non all'altezza delle attese e finisce 'solo' al quinto posto.

Buona Visione! 



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Stagione 1999-2000 - Campionato di Serie A - 16 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 7 maggio 2000 ore 15:00 
JUVENTUS-PARMA 1-0
MARCATORI: Del Piero 60

JUVENTUS: Van der Sar; Ferrara C., Montero P., Iuliano (Tudor 68); (c) Conte A., Tacchinardi (Zambrotta 84), Davids, Pessotto G.; Zidane; Inzaghi (Kovacevic 87), Del Piero
A disposizione: Rampulla, Oliseh, Birindelli, Esnaider 
Allenatore: Carlo Ancelotti

PARMA: Buffon G.; Sartor, Thuram L., Cannavaro F.; Fuser (Stanic 46), Vanoli, Baggio D., Bolano, Benarrivo (Di Vaio 67); Crespo, Amoroso M
A disposizione: Guardalben, Dabo, Lassissi, Maini, Walem
Allenatore: Alberto Malesani

ARBITRO: De Santis
AMMONIZIONI: Tudor (Juventus); Bolano (Parma)




Contro il baluardo Montero il Parma non ha più fenomeni 

JUVENTUS 
VAN DER SAR 6,5. Tocca, al massimo, pallette innocue e para un colpo di testa di Crespo. 
FERRARA 7. Pulito nel controllo di Crespo e Amoroso, cerca qualche appoggio in attacco 
MONTERO 7,5. Cuore della squadra. Azzanna e chiude, contrasta in cielo e per terra, sfiora il gol al 37' con il colpo di lesta che Fuser respinge sulla linea, l'occasione più nitida del primo tempo: Cammarata non avrebbe fatto il fenomeno con l'uruguayano a Verona. 
IULIANO 7. Il momento d'oro dura da mesi con rare sbavature. Non spreca nulla, è elegante. Finché non si infortuna 
(23' st Tudor 6: è ingenuo sull'ammonizione, sarà squalificato). 
CONTE 6. Grandissimo coraggio, è il primo a impegnare Buffon. Esordisce con un'incursione che conclude con l'assist a Inzaghi, non ne ripete altro. 
TACCHINARDI 7. Rientro convincente, è forte nei contrasti, lucido nei lanci: l'unica pecca è il tiro 
(39' st Zambrotta sv) 
DAVIDS 6,5. Ha più benzina degli altri e lo si vede per come gestisce animosamente il finale e la partita, quando i suoi compagni frenano. Colpisce anche l'incrocio dei pali. Meno brillante se deve distribuire il gioco. 
PESSOTTO 7. I gol che hanno deciso le vittorie scacciacrisi a Bologna, il secondo con l'Inter e questo di Del Piero sono ispirati da suoi cross: se li calcia da fondocampo son micidiali e per questo dovrebbe cercarli di più. 
ZIDANE 5,5. Si coordina per il possibile 2-0, poi sbaglia la porta (vuota) anche se molti hanno l'illusione del gol. Dietro all'episodio c'è l'esibizione fragile di un grande palleggiatore che non e più illuminante. 
INZAGHI 5,5. Animoso ma poco pungente, ferma alcuni contropiede perche sta in fuorigioco. Buon primo tempo, invisibile nella ripresa in cui sbaglia il 2-1) 
(12'st Kovacevic sv) 
DEL PIERO 7. Voto alto perché il gol è importante, atteso, storico. Piazza bene la palla. Ma il resto della partita, a parte un paio di finte e un dribbling, sarebbe insufficiente. 
ANCELOTTI 7. Non inventa, ne potrebbe farlo. E' già una magia che abbia rigenerato in 7 giorni la squadra di Verona. 

PARMA 
BUFFON 6,5. Alcune respinte lo assolvono, non ha niente da spartire con il gol 
SARTOR 5. Dalla sua fuga scriteriata in attacco nasce l'azione della rete juventina. 
THURAM 7. Come la dea Kali ha braccia e gambe che si moltiplicano a respingere i palloni e le mire di Inzaghi. 
CANNAVARO 7. L'attaccante più pericoloso del Parma: sfiora un gol nel primo tempo e segna quello, non concesso, nella ripresa. In difesa é inappuntabile 
VANOLI 5,5. Non trova posizione, galleggia sulla fascia. 
FUSER 6. Chiude a destra il bunker emiliano, si vede poco in attacco (dove reclama un rigore), si nota più spesso in difesa e ribalte il tirò gol di Montero 
(1'st Stanic 5: inconcludente e irritante) . 
SOLANO 6. Cala nella ripresa, quando il Parma devo attaccare. Ne ammiriamo il primo tempo, di efficace rottura. 
BAGGIO D. 6. Sia in mezzo, da frangiflutti. Non lo si ricorderà per gli sputi all'arbitro, come successe all'andata. 
BENARRIVO 6. Gioca in posizione più centrale, quindi frenato 
(22'st Di Vaio 5) 
AMOROSO 5. Chissà a cosa pensa, al 41', quando non tira, solo davanti a Van der Sar. Non é una scelta da goleador. 
CRESPO 5. Accoglie l'invito di Ancelotti: per riconoscenza verso Carlelto, non gioca. 
MALESANI 5. Tattica solo difensiva, a cercar il contropiede. Il Parma non sa più attaccare. 
L'arbitro DE SANTIS 5. Gestisce, più di quanto non arbitri, un match corretto. Anche sul gol di Cannavaro fischia la situazione di pericolo (su angolo forse inesistente) più della percezione di una spinta.

Marco Ansaldo





JUVE-LAZIO SCUDETTO e POLEMICHE 
Del Piero gol su azione, De Santis ferma Cannavaro. 
Moggi: tutto regolare 
Un fischio misterioso fa infuriare Cragnotti 

SPIACE dover spingere alla periferia della domenica il primo gol su azione di Alessandro Del Piero dopo 567 giorni, la vittoria della Juventus contro il Parma, la fiammeggiante replica della Lazio a Bologna, l'onestà balistica di Beppe Signori (due reti, senza esultare). La Juve campione per tre minuti, i due punti di dote che difenderà strenuamente domenica, nella tana di un Perugia già salvo, l'estremo assalto della Lazio alla Reggina e allo scudetto: tutto sprofonda inghiottito dal fischio che esala il romano De Santis un attimo prima che, al minuto 90, Fabio Cannavaro firmi di testa, su calcio d'angolo che probabilmente non c'era, il pareggio del Parma e l'aggancio della Lazio. Mai come in questo caso, occhio umano e occhio televisivo concorrono a escludere scorrettezze tali da giustificare un'infrazione: e, dunque, l'intervento del giudice. Resta quel fischio: un mistero imbarazzante. Il livello dei nostri arbitri è mediocre: e il coraggio, in giro, merce sempre più rara. Luciano Moggi 
(«tutto regolare, naturalmente») 
apre il libro della contabilità alla pagina del Tardini, 1-1 il 9 gennaio scorso, pareggio di Crespo al 93' in fuorigioco. Sergio Cragnotti ripensa al rigore che Treossi gli sfilò a Firenze, il 15 maggio del 1999, quando ancora aveva un punto di vantaggio sul Milan. C'è chi grida alla casualità e chi al complotto. Mettetevi nei panni di Cragnotti: perdere due campionati di fila, e sempre allo stesso modo, farebbe imbufalire un abate, figuriamoci un capitano d'industria. Come Sensi e Moratti, il padrone della Lazio medita di rivoltare il Palazzo. Dal 1992 (compreso) lo scudetto è affare di Milan e Juve: sono le società meglio organizzate e più forti, in tutti i sensi. Sia chiaro: la vittoria, la Juve l'aveva meritata. Ma il gol di Cannavaro era gol. Le flebo di rugby e il fresco ai un pomeriggio così lontano dalla fornace di Verona hanno restituito un po' di ossigeno alla squadra di Ancelotti. E' destino che, a portata di mano, ci siano sempre, o spesso, regali non richiesti, ma preziosi. Per come si è sviluppato l'intreccio, lo spareggio auspicato dall'Italia non bianconera sarebbe stato, e sarebbe ancora, l'epilogo più legittimo e rispettoso dei valori espressi. A Perugia, la Juve smarrì lo scudetto del 1976, a beneficio del Toro di Gigi Radice. Perugia, la scorsa stagione, lo ha consegnato al Milan. Lo stadio intitolato a Renato Curi si accinge ad assegnare il primo titolo del Duemila. La Juve deve vincere. La Lazio deve attendere. 

Roberto Beccantini
brani tratti da: La Stampa 8 maggio 2000





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mercoledì 6 maggio 2026

6 Maggio 2012: Cagliari - Juventus

È il 6 maggio 2012 e Cagliari e Juventus si sfidano nella diciottesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Serie A 2011-12  allo Stadio 'Nereo Roccodi Trieste.

È il primo anno di Antonio Conte come allenatore dei nostri eroi, ma nessuno si può sognare quale sarà l'epilogo di questa stagione. Alla fine sarà una marcia trionfale lunga trentotto partite, tutte senza l'onta della sconfitta. 

Dall'altra parte c'è il Cagliari che vince il suo personalissimo scudetto ed evita una dolorosa retrocessione in Serie B.

Buona Visione! 



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Stagione 2011-2012 - Campionato di Serie A - 18 ritorno
Trieste - Stadio Nereo Rocco
domenica 6 maggio 2012 ore 20:45 
CAGLIARI-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Vucinic 6, Canini autorete 74

CAGLIARI (4-3-3): Agazzi, Pisano, Canini, Astori, Ariaudo, Ekdal, Conti D., Nainggolan, Ibarbo (Larrivey 62), Pinilla, Thiago Ribeiro (Cossu 49)
A disposizione: Avramov, Perico, Gozzi, Dessena, Nenè
Allenatore: Massimo Ficcadenti

JUVENTUS (4-3-3): (c) Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner (Caceres 25), Vidal (Giaccherini 53), Pirlo, Marchisio C., Pepe, Matri (Borriello 70), Vucinic 
A disposizione: Storari, Estigarribia, Del Piero, Quagliarella 
Allenatore: Antonio Conte

ARBITRO: Orsato
AMMONIZIONI: Vidal 9, Chiellini 48, Pepe 54 (Juventus); Nainggolan 17, Pisano 40, Cossu 52 (Cagliari)



La squadra di Conte vince per due a zero con le reti di Vucinic e l'autorete di Canini che liquidano la pratica del Cagliari. Da Milano l'Inter vince il derby e dà il là alla festa bianconera allo stadio Nereo Rocco

Nella gara della 37esima giornata di campionato la Juventus vince per 2 a 0 contro il Cagliari e, complice la sconfitta del Milan nel derby contro l'Inter, si laurea campione d'Italia per la stagione 2011-2012. Allo stadio Nereo Rocco la squadra di Conte vince con un gol per tempo firmato da Mirko Vucinic e dall'autogol di Michele Canini, il tutto condito dalle belle notizie provenienti da San Siro. La Juve è campione!

IL MATCH - La squadra di Antonio Conte gioca dunque la partita più importante della stagione nello stadio dedicato al più carismatico tecnico della storia del Milan, il grande ''Paron'' Nereo Rocco. 
Al 6' subito Juventus in vantaggio: lancio di Bonucci per Vucinic, che in posizione sospetta scappa verso Agazzi e lo batte con un tocco di destro. Non molla il Cagliari, che pressa la Juventus e cerca di fare la partita, ma è aggressivo anche l'atteggiamento degli uomini di Conte; per questo motivo, dieci minuti di gioco non certo spettacolari, nonostante la rete di Vucinic. Boato sugli spalti, a Milano Inter in vantaggio. Juventus scatenata: Pirlo per Pepe, che da sinistra entra in area e scaglia un siluro che Agazzi respinge di pugni. Al 22' durissimo scontro di testa tra Pinilla e Lichsteiner, giocatori a terra. Imprudente lo stacco aereo del giocatore del Cagliari, Lichsteiner era in vantaggio sulla palla. Lo svizzero non ce la fa, esce con la barella e al suo posto entra Caceres. Al 32' fallo di Nainggolan su Vidal. Certamente non sportivo il comportamento dei giocatori della Juventus che attorniano l'arbitro chiedendo con veemenza il secondo giallo per Nainggolan, che peraltro sarebbe stato meritato. Al 36' conclusione di destro di Pinilla da trenta metri, pallone che sfiora il palo alla destra di Buffon e termina fuori: che brividi per la Juve. Finisce il primo tempo, ora la Juventus sarebbe campione d'Italia. 

Inizia il secondo tempo con gli stessi effettivi ma con il Milan che ora è in vantaggio contro l'Inter. Al 7' contropiede del Cagliari, Pinilla per Cossu, contatto con Chiellini e il sardo va giù. Per l'arbitro è simulazione, giallo per Cossu. Pareggia l'Inter a San Siro, boato a Trieste. Fuori un nervoso Vidal, sentro Giaccherini. La Juve gestisce la palla ma non riesce a raddoppiare. Al 25' spunto di Cossu da sinistra, salta due avversari, destro in diagonale e palla fuori non di molto alla sinistra di Buffon. Conte gestisce i suoi attaccanti: fuori Matri e dentro Borriello. Destro a giro di Vucinic da posizione defilata, si allunga Agazzi e devia il pallone in corner. Al 28' ancora vicina al raddoppio la Juve, ma il colpo di testa di Caceres su cross di Marchisio finisce a lato di niente. Palla in mezzo a Caceres, è goffo e maldestro Canini, con un intervento di piedi, ad infilare la sfera nella propria porta alle spalle di Agazzi, 2 a 0 Juve al 29'. Partita virtualmente finita, ora si attende solo il risultato di San Siro con l'Inter in vantaggio. La Juve è campione d'Italia!

Lorenzo Nicolini







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martedì 5 maggio 2026

5 Maggio 2015: Juventus - Real Madrid

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo questo gustoso amarcord di questa data odierna. 

È il 5 maggio2015 e Juventus e Real Madrid si sfidano nella gara di andata della Semifinale della UEFA Champions League 2014-15 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

Buona Visione!


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Stagione 2014-2015 - Champions League - Semifinali, andata
Torino - Juventus Stadium
martedì 5 maggio 2015 ore 20:45 
JUVENTUS-REAL MADRID 2-1
MARCATORI: Morata 8, Ronaldo C. 27, Tevez rigore 57

JUVENTUS: (c) Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra, Marchisio C., Pirlo, Sturaro (Barzagli 64), Vidal, Tevez (Pereyra 86), Morata (Llorente 78)
A disposizione: Storari, Padoin, Matri, Pepe
Allenatore: Massimiliano Allegri

REAL MADRID: Casillas, Carvajal, Pepe, Varane, Marcelo, James Rodriguez, Sergio Ramos, Kroos, Isco (Hernandez J. 63), Bale (Jesé 86), Ronaldo C. 
A disposizione: Keylor Navas, Fabio Coentrao, Lucas Silva, Arbeloa, Llarramendi
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Atkinson (Inghilterra)
AMMONIZIONI: Bonucci 5, Tevez 46, Vidal 56, Chiellini 90+3 (Juventus); Marcelo 57, Carvajal 75, James Rodríguez 85 (Real Madrid)





Ancelotti pareggia con Cristiano Ronaldo ma si arrende al rigore dell'argentino: secondo tempo sottotono per i suoi. Super Sturaro, Llorente manca il 3-1

Allo Stadium è la grande notte di Juventus-Real Madrid, semifinale di andata di Champions

Non sappiamo quale sarà il conto della cena bianconera a fine serata. Ma questa Juventus, che batte 2-1 il Real Madrid allo Stadium, in tasca ha molto di più dei 10 euro di cui l’accreditava Antonio Conte. Non c’è ancora la finale di Berlino nella capiente saccoccia juventina, ma il hashtag #finoallafinale non è solo una suggestione. Perché i blancos non danno mai l’impressione di essere una categoria sopra. Si gioca alla pari, e per alcuni tratti la Juve si dimostra persino superiore, aggredendo un Real molto poco galactico. Di una qualità illegale nella singola giocata, ma battibile. Di certo le assenze di Modric e Benzema sono due macigni, tanto più se le alternative sono un Ramos impresentabile a centrocampo e un Bale fuori ruolo in attacco. Il francese ci sarà, nel ritorno di mercoledì prossimo, a differenza del regista croato.

GRANDE INIZIO — Allegri, come gli sta capitando quasi sempre da quando è alla Juve, azzecca la mossa Sturaro, con Pereyra in panchina e Vidal trequartista a tutto campo. A destra c’è quel satanasso di James, allora meglio mettere Marchisio dall’altra parte e opporgli la corsa dell’ex genoano, tanto più che Carvajal di solito non è timido nelle sovrapposizioni. Ancelotti sceglie Marcelo a sinistra e Bale centravanti, coi 48 milioni spesi per Illarramendi lasciati in panchina e Ramos a evidenziare tutto il suo disagio a centrocampo. Parte male il Real. Soprattutto in quello che dovrebbe fare meglio della Juve, le giocate di qualità. Ramos è scolastico quando va bene, altrimenti la passa agli avversari, Kroos, ben soffocato da Morata e Vidal, non riesce a dettare il gioco. La Juve, che aggredisce alta, tira 4 volte in porta nei primi 8. L’ultima è quella buona: Casillas respinge come può il diagonale avvelenato di Tevez, sul tap-in Morata non può sbagliare. Terzo gol in questa Champions per il grande ex, che conferma di avere la stoffa del campione. “Vediamo di che pasta è fatto contro quelli veri”, si diceva. Risposta servita: oltre al gol, mettiamo a bilancio che Varane lo soffre quasi sempre e che l’aiuto in fase di non possesso è fondamentale.

Il Real, dopo 20’ oggettivamente brutti, risale la china appena riesce ad allargare il campo, coinvolgendo James e Isco. CR7 manda fuori al 24’, poi 3’ dopo segna uno dei gol più facili della sua carriera, liberato da una piuma di destro del colombiano che scavalca Buffon. Il finale di primo tempo è più equilibrato, perché il Real, a cui continua a mancare Modric come l’acqua nel deserto, commette meno errori e la Juve non recupera mai palla alta. L’azione al 36’ vale il biglietto, roba da fenomeni: Carvajal ruba palla a Evra sulla linea di fondo, poi da Kroos la manovra si sviluppa fino al cross di Isco per James. Colpo di testa del colombiano sulla traversa a Buffon battuto. Palla gol clamorosa: quel legno avrà bisogno di un timbro da discoteca alla base, ché ballerà tutta la notte.
micidiali — La ripresa, che parte molto bloccata, si accende con la giocata che Ancelotti non vorrebbe mai subire. Dall'azione susseguente a corner, il tiro di Marcelo viene ribattuto e lancia il contropiede Juve con Tevez e Morata in semi-parità numerica. La situazione che Allegri vorrebbe sempre giocare. Marcelo prova a falciare Morata (giallo), ma Tevez si fa comunque metà campo palla al piede e viene steso da Carvajal. Rigore netto, con l’Apache che non tradisce. Ancelotti capisce che far giocare Bale senza campo davanti è come guidare la Ferrari a 100 all’ora: dentro il Chicarito con Bale esterno destro. Allegri risponde al volo con Barzagli e il 3-5-2, mentre Sturaro esce prendendosi l’ovazione di uno Stadium da brividi. La Juve si raccoglie davanti a Buffon, che non deve mai fare parate vere. Perché a questo Real, liberissimi di non crederci, manca qualità. CR7 non salta l’uomo, Bale e il Chicharito non cambiano l’inerzia. E Ramos continua a crossare per i piccioni. Quindi non stupisce che sia la Juventus ad andare più vicina al 3-1 con Llorente, entrato subito bene in partita per Morata. Finisce 2-1. E adesso tutti al Bernabéu per prendersi Berlino. I 10 euro? La mancia per il parcheggiatore. Ché questa Juve è da tavolo al privé anche in uno dei templi del calcio mondiale.

Jacopo Gerna











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