venerdì 8 maggio 2026

8 Maggio 2005: Milan - Juventus

È l'8 maggio 2005 e Milan e Juventus si sfidano nella sedicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2004-05 allo Stadio Giuseppe Meazza - San Siro di Milano.

La Juventus si affida a Fabio Capello per condurla in vetta all'Europa. Mentre in Italia gli scudetti non mancano, in Europa i risultati non arrivano. Eppoi se ci aggiungete Farsopoli e l'ondata che travolge tutto il mondo bianconero, il regno di Capello non sarà sicuramente ricordato per i successi ottenuti!

Dall'altra parte il Milan giudato da Carlo Ancelotti da filo da torcere ai bianconeri che proprio in questa partita effettueranno lo sprint finale per lo Scudetto.

Buona Visione! 



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Stagione 2004-2005 - Campionato di Serie A - 16 ritorno
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
domenica 8 maggio 2005 ore 15:00
MILAN-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Trezeguet 28

MILAN: Dida, Cafu, Nesta, Stam, Maldini P., Gattuso, Pirlo (Serginho 46), Seedorf (Rui Costa 66), Kakà, Shevchenko, Tomasson (Inzaghi F. 55)
A disposizione: Abbiati, Costacurta, Ambrosini, Crespo
Allenatore: Carlo Ancelotti

JUVENTUS: Buffon, Pessotto G., Thuram L., Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi (Birindelli 60), Emerson, Appiah (Blasi 80), Nedved, Trezeguet (Zalayeta 76), (c) Del Piero
A disposizione: Chimenti, Montero P., Kapo, Olivera
Allenatore: Fabio Capello 

ARBITRO: Collina
AMMONIZIONI: Zambrotta 39, Emerson 71, Blasi 90+3 (Juventus); Nesta 31 (Milan)





La Juve ai raggi X

Il meglio
L'assist di Del Piero
La rovesciata è una prodezza entrata altre volte nella storia della Juve: quella di Parola diventò l'immagine delle figurine Panini, 
La rovesciata di Del Piero che ha servito a Trezeguet la palla dell'1-0 entrerà nella storia del (probabile) ventottesimo scudetto: stilisticamente perfetta, indubbiamente fortunata.

Il peggio
I rilanci nel vuoto
Va bene la stanchezza che tagliava le gambe, però quei rilanci che nel secondo tempo partivano dalla difesa verso il vuoto hanno alimentato l'azione del Milan e messo la Juve sotto una fortissima pressione. 
È subentrato l'affanno. Se si fossero controllate con il palleggio, certe situazioni pericolose probabilmente non sarebbero mai nate.


Così all'inizio
Trezeguet in attacco
E la solita Juve tranne per il rientro di Trezeguet che si piazza al centro dell'attacco. Del Piero si muove come sponda, Nedved parte da sinistra per portarsi al centro. Anche Camoranesi sulla destra si tiene più alto dei centrali Emerson e Appiah. La difesa è schierata a quattro in linea, con Thuram che si occupa delle avanzate di Stam sui calci da fermo.


Così alla fine
Difesa (quasi) a 5
La sostituzione di Camoranesi, infortunato, con Birindelli impone un cambiamento di schema. Nel finale i bianconeri difendono spesso con cinque uomini, proprio perché Birindelli arretra spesso e Pessotto si accentra. Blasi rileva Appiah mentre Zalayeta rileva un boccheggiante Trezeguet e cerca di coprire il centrocampo.


Le Pagelle

BUFFON 7,5
Dida gli aveva rubato lo scettro di miglior portiere della Serie A. Il Gigione parava, sì, ma non gli riuscivano più miracoli, ieri lo juventino è tornato a camminare sulle acque e Inzaghi ha fatto la figura del pesciolone irretito dalla sua uscita: gli ha tirato addosso. E Buffon ha potuto di nuovo esultare come un goleador.

PESSOTTO 6
Non è più il suo ruolo, vi si è adattato magnificamente, aiutato anche dai milanisti che non l'hanno attaccato a dovere. Una prova di sacrificio; peccato soltanto per l'abuso di rilanci nell'ultima mezz'ora, lui che i piedi per cercare disimpegni giocati

THURAM 6,5
Cresce nella ripresa, efficacissima nella difesa quasi impermeabile.

CANNAVARO7
S'é tagliato la chioma ma l'atteggiamento rimane quello del leone, quasi con un senso di rivalsa sulle polemiche da flebo in dvd. Mentre la curva milanista gli dedica cori sgradevoli, lo vediamo alzare lo sguardo come in una sfida, la stessa che impedisce a Sheva e ai milanisti di passare.

ZAMBROTTA 6,5
Potente, un camion che macina chilometri. È soltanto ingenuo nel difendere la palla quando Cafú gliela soffia e lui vi si aggrappa con una mossa da rigore per molti, non per Collina.

CAMORANESI 7
Obbliga Maldini a difendersi in tutti i modi, tiene palla, dribbla, sorregge la difesa, gioca a tuttocampo finché non si infortuna per un tackle con Gattuso

15' st BIRINDELLI 6

EMERSON 6,5  
Come si gioca con la pubalgia? Come lui, a passetti brevi però con la capacità di capire dove trovarsi. Del resto a vedere Pirlo e gli altri centrocampisti dei Milan la pubalgia sembra un malanno assai diffuso.

APPIAH 6,5
Poveraccio, era stato crocifisso persino dal suo allenatore per qualche prestazione sbadata a metà campionato. Era finito fuori squadra, ha riacquistato la fiducia, confermata ieri con una prova intensa, pronto a chiudere i varchi.

34' st BLASI 6 
NEDVED 6,5
Rinuncia alle sgroppate velleitarie e alle conclusioni impossibili che fanno soltanto perdere la palla e la pazienza: smette il mantello da mago Zurli, si addobba di panni più semplici per cui c'è chi dice che ha fatto poco, però, per chi guarda alla sostanza, è stata una delle sue prestazioni più utili. E all'ultimo minuto sfiora il 2-0 con un tiro uscito di mezzo metro.

DEL PIERO 7,5
Chapeau. Se fosse sempre questo, o anche solo 180 per cento di quello che si è esibito a San Siro, ogni critica diventerebbe di zucchero. Dell'assist in rovesciata parliamo a parte, di sicuro solo ai fuoriclasse vengono in mente quei colpi lì. Impegna Dida con un sinistro improviso, lo batte con un colpo di testa che solo la traversa ferma. Regge l'attacco quasi da solo.

TREZEGUET 7
Ogni tanto bisogna essere generosi. Varrebbe un voto più basso perché nella partita non incide molto e si muove con il contagocce: tuttavia, bravo lui se gli basta un pallone e un decimo di secondo per cambiare il campionato.

31'st ZALAYETA 6

CAPELLO 7
Non è l'allenatore che può riuscire a essere simpatico a un giornalista, ma la simpatia non è un accessorio indispensabile per fare bene il proprio lavoro. Lui il suo lo ha fatto benissimo, ha costruito una Juve e l'ha mantenuta uguale fino alla partita decisiva, senza invenzioni astruse né tentennamenti.

Marco Ansaldo







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giovedì 7 maggio 2026

7 Maggio 2000: Juventus - Parma

È il 7 maggio 2000 Juventus e Parma si sfidano nella sedicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1999-2000 allo Stadio delle Alpi di Torino.

La Juventus è guidata in panchina da Carlo Ancelotti e sembrerebbe in rampa di lancio per conquistare un altro Scudetto. Però una grande Lazio, un epilogo di campionato non da Vecchia Signora, ed un signore ornito di ombrello in un campo più da pallanuoto che da calcio, 'ruba' un tricolore più che meritato. 

Il Parma dall'altra parte disputa un campionato non all'altezza delle attese e finisce 'solo' al quinto posto.

Buona Visione! 



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Stagione 1999-2000 - Campionato di Serie A - 16 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 7 maggio 2000 ore 15:00 
JUVENTUS-PARMA 1-0
MARCATORI: Del Piero 60

JUVENTUS: Van der Sar; Ferrara C., Montero P., Iuliano (Tudor 68); (c) Conte A., Tacchinardi (Zambrotta 84), Davids, Pessotto G.; Zidane; Inzaghi (Kovacevic 87), Del Piero
A disposizione: Rampulla, Oliseh, Birindelli, Esnaider 
Allenatore: Carlo Ancelotti

PARMA: Buffon G.; Sartor, Thuram L., Cannavaro F.; Fuser (Stanic 46), Vanoli, Baggio D., Bolano, Benarrivo (Di Vaio 67); Crespo, Amoroso M
A disposizione: Guardalben, Dabo, Lassissi, Maini, Walem
Allenatore: Alberto Malesani

ARBITRO: De Santis
AMMONIZIONI: Tudor (Juventus); Bolano (Parma)




Contro il baluardo Montero il Parma non ha più fenomeni 

JUVENTUS 
VAN DER SAR 6,5. Tocca, al massimo, pallette innocue e para un colpo di testa di Crespo. 
FERRARA 7. Pulito nel controllo di Crespo e Amoroso, cerca qualche appoggio in attacco 
MONTERO 7,5. Cuore della squadra. Azzanna e chiude, contrasta in cielo e per terra, sfiora il gol al 37' con il colpo di lesta che Fuser respinge sulla linea, l'occasione più nitida del primo tempo: Cammarata non avrebbe fatto il fenomeno con l'uruguayano a Verona. 
IULIANO 7. Il momento d'oro dura da mesi con rare sbavature. Non spreca nulla, è elegante. Finché non si infortuna 
(23' st Tudor 6: è ingenuo sull'ammonizione, sarà squalificato). 
CONTE 6. Grandissimo coraggio, è il primo a impegnare Buffon. Esordisce con un'incursione che conclude con l'assist a Inzaghi, non ne ripete altro. 
TACCHINARDI 7. Rientro convincente, è forte nei contrasti, lucido nei lanci: l'unica pecca è il tiro 
(39' st Zambrotta sv) 
DAVIDS 6,5. Ha più benzina degli altri e lo si vede per come gestisce animosamente il finale e la partita, quando i suoi compagni frenano. Colpisce anche l'incrocio dei pali. Meno brillante se deve distribuire il gioco. 
PESSOTTO 7. I gol che hanno deciso le vittorie scacciacrisi a Bologna, il secondo con l'Inter e questo di Del Piero sono ispirati da suoi cross: se li calcia da fondocampo son micidiali e per questo dovrebbe cercarli di più. 
ZIDANE 5,5. Si coordina per il possibile 2-0, poi sbaglia la porta (vuota) anche se molti hanno l'illusione del gol. Dietro all'episodio c'è l'esibizione fragile di un grande palleggiatore che non e più illuminante. 
INZAGHI 5,5. Animoso ma poco pungente, ferma alcuni contropiede perche sta in fuorigioco. Buon primo tempo, invisibile nella ripresa in cui sbaglia il 2-1) 
(12'st Kovacevic sv) 
DEL PIERO 7. Voto alto perché il gol è importante, atteso, storico. Piazza bene la palla. Ma il resto della partita, a parte un paio di finte e un dribbling, sarebbe insufficiente. 
ANCELOTTI 7. Non inventa, ne potrebbe farlo. E' già una magia che abbia rigenerato in 7 giorni la squadra di Verona. 

PARMA 
BUFFON 6,5. Alcune respinte lo assolvono, non ha niente da spartire con il gol 
SARTOR 5. Dalla sua fuga scriteriata in attacco nasce l'azione della rete juventina. 
THURAM 7. Come la dea Kali ha braccia e gambe che si moltiplicano a respingere i palloni e le mire di Inzaghi. 
CANNAVARO 7. L'attaccante più pericoloso del Parma: sfiora un gol nel primo tempo e segna quello, non concesso, nella ripresa. In difesa é inappuntabile 
VANOLI 5,5. Non trova posizione, galleggia sulla fascia. 
FUSER 6. Chiude a destra il bunker emiliano, si vede poco in attacco (dove reclama un rigore), si nota più spesso in difesa e ribalte il tirò gol di Montero 
(1'st Stanic 5: inconcludente e irritante) . 
SOLANO 6. Cala nella ripresa, quando il Parma devo attaccare. Ne ammiriamo il primo tempo, di efficace rottura. 
BAGGIO D. 6. Sia in mezzo, da frangiflutti. Non lo si ricorderà per gli sputi all'arbitro, come successe all'andata. 
BENARRIVO 6. Gioca in posizione più centrale, quindi frenato 
(22'st Di Vaio 5) 
AMOROSO 5. Chissà a cosa pensa, al 41', quando non tira, solo davanti a Van der Sar. Non é una scelta da goleador. 
CRESPO 5. Accoglie l'invito di Ancelotti: per riconoscenza verso Carlelto, non gioca. 
MALESANI 5. Tattica solo difensiva, a cercar il contropiede. Il Parma non sa più attaccare. 
L'arbitro DE SANTIS 5. Gestisce, più di quanto non arbitri, un match corretto. Anche sul gol di Cannavaro fischia la situazione di pericolo (su angolo forse inesistente) più della percezione di una spinta.

Marco Ansaldo





JUVE-LAZIO SCUDETTO e POLEMICHE 
Del Piero gol su azione, De Santis ferma Cannavaro. 
Moggi: tutto regolare 
Un fischio misterioso fa infuriare Cragnotti 

SPIACE dover spingere alla periferia della domenica il primo gol su azione di Alessandro Del Piero dopo 567 giorni, la vittoria della Juventus contro il Parma, la fiammeggiante replica della Lazio a Bologna, l'onestà balistica di Beppe Signori (due reti, senza esultare). La Juve campione per tre minuti, i due punti di dote che difenderà strenuamente domenica, nella tana di un Perugia già salvo, l'estremo assalto della Lazio alla Reggina e allo scudetto: tutto sprofonda inghiottito dal fischio che esala il romano De Santis un attimo prima che, al minuto 90, Fabio Cannavaro firmi di testa, su calcio d'angolo che probabilmente non c'era, il pareggio del Parma e l'aggancio della Lazio. Mai come in questo caso, occhio umano e occhio televisivo concorrono a escludere scorrettezze tali da giustificare un'infrazione: e, dunque, l'intervento del giudice. Resta quel fischio: un mistero imbarazzante. Il livello dei nostri arbitri è mediocre: e il coraggio, in giro, merce sempre più rara. Luciano Moggi 
(«tutto regolare, naturalmente») 
apre il libro della contabilità alla pagina del Tardini, 1-1 il 9 gennaio scorso, pareggio di Crespo al 93' in fuorigioco. Sergio Cragnotti ripensa al rigore che Treossi gli sfilò a Firenze, il 15 maggio del 1999, quando ancora aveva un punto di vantaggio sul Milan. C'è chi grida alla casualità e chi al complotto. Mettetevi nei panni di Cragnotti: perdere due campionati di fila, e sempre allo stesso modo, farebbe imbufalire un abate, figuriamoci un capitano d'industria. Come Sensi e Moratti, il padrone della Lazio medita di rivoltare il Palazzo. Dal 1992 (compreso) lo scudetto è affare di Milan e Juve: sono le società meglio organizzate e più forti, in tutti i sensi. Sia chiaro: la vittoria, la Juve l'aveva meritata. Ma il gol di Cannavaro era gol. Le flebo di rugby e il fresco ai un pomeriggio così lontano dalla fornace di Verona hanno restituito un po' di ossigeno alla squadra di Ancelotti. E' destino che, a portata di mano, ci siano sempre, o spesso, regali non richiesti, ma preziosi. Per come si è sviluppato l'intreccio, lo spareggio auspicato dall'Italia non bianconera sarebbe stato, e sarebbe ancora, l'epilogo più legittimo e rispettoso dei valori espressi. A Perugia, la Juve smarrì lo scudetto del 1976, a beneficio del Toro di Gigi Radice. Perugia, la scorsa stagione, lo ha consegnato al Milan. Lo stadio intitolato a Renato Curi si accinge ad assegnare il primo titolo del Duemila. La Juve deve vincere. La Lazio deve attendere. 

Roberto Beccantini
brani tratti da: La Stampa 8 maggio 2000





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mercoledì 6 maggio 2026

6 Maggio 2012: Cagliari - Juventus

È il 6 maggio 2012 e Cagliari e Juventus si sfidano nella diciottesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Serie A 2011-12  allo Stadio 'Nereo Roccodi Trieste.

È il primo anno di Antonio Conte come allenatore dei nostri eroi, ma nessuno si può sognare quale sarà l'epilogo di questa stagione. Alla fine sarà una marcia trionfale lunga trentotto partite, tutte senza l'onta della sconfitta. 

Dall'altra parte c'è il Cagliari che vince il suo personalissimo scudetto ed evita una dolorosa retrocessione in Serie B.

Buona Visione! 



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Stagione 2011-2012 - Campionato di Serie A - 18 ritorno
Trieste - Stadio Nereo Rocco
domenica 6 maggio 2012 ore 20:45 
CAGLIARI-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Vucinic 6, Canini autorete 74

CAGLIARI (4-3-3): Agazzi, Pisano, Canini, Astori, Ariaudo, Ekdal, Conti D., Nainggolan, Ibarbo (Larrivey 62), Pinilla, Thiago Ribeiro (Cossu 49)
A disposizione: Avramov, Perico, Gozzi, Dessena, Nenè
Allenatore: Massimo Ficcadenti

JUVENTUS (4-3-3): (c) Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner (Caceres 25), Vidal (Giaccherini 53), Pirlo, Marchisio C., Pepe, Matri (Borriello 70), Vucinic 
A disposizione: Storari, Estigarribia, Del Piero, Quagliarella 
Allenatore: Antonio Conte

ARBITRO: Orsato
AMMONIZIONI: Vidal 9, Chiellini 48, Pepe 54 (Juventus); Nainggolan 17, Pisano 40, Cossu 52 (Cagliari)



La squadra di Conte vince per due a zero con le reti di Vucinic e l'autorete di Canini che liquidano la pratica del Cagliari. Da Milano l'Inter vince il derby e dà il là alla festa bianconera allo stadio Nereo Rocco

Nella gara della 37esima giornata di campionato la Juventus vince per 2 a 0 contro il Cagliari e, complice la sconfitta del Milan nel derby contro l'Inter, si laurea campione d'Italia per la stagione 2011-2012. Allo stadio Nereo Rocco la squadra di Conte vince con un gol per tempo firmato da Mirko Vucinic e dall'autogol di Michele Canini, il tutto condito dalle belle notizie provenienti da San Siro. La Juve è campione!

IL MATCH - La squadra di Antonio Conte gioca dunque la partita più importante della stagione nello stadio dedicato al più carismatico tecnico della storia del Milan, il grande ''Paron'' Nereo Rocco. 
Al 6' subito Juventus in vantaggio: lancio di Bonucci per Vucinic, che in posizione sospetta scappa verso Agazzi e lo batte con un tocco di destro. Non molla il Cagliari, che pressa la Juventus e cerca di fare la partita, ma è aggressivo anche l'atteggiamento degli uomini di Conte; per questo motivo, dieci minuti di gioco non certo spettacolari, nonostante la rete di Vucinic. Boato sugli spalti, a Milano Inter in vantaggio. Juventus scatenata: Pirlo per Pepe, che da sinistra entra in area e scaglia un siluro che Agazzi respinge di pugni. Al 22' durissimo scontro di testa tra Pinilla e Lichsteiner, giocatori a terra. Imprudente lo stacco aereo del giocatore del Cagliari, Lichsteiner era in vantaggio sulla palla. Lo svizzero non ce la fa, esce con la barella e al suo posto entra Caceres. Al 32' fallo di Nainggolan su Vidal. Certamente non sportivo il comportamento dei giocatori della Juventus che attorniano l'arbitro chiedendo con veemenza il secondo giallo per Nainggolan, che peraltro sarebbe stato meritato. Al 36' conclusione di destro di Pinilla da trenta metri, pallone che sfiora il palo alla destra di Buffon e termina fuori: che brividi per la Juve. Finisce il primo tempo, ora la Juventus sarebbe campione d'Italia. 

Inizia il secondo tempo con gli stessi effettivi ma con il Milan che ora è in vantaggio contro l'Inter. Al 7' contropiede del Cagliari, Pinilla per Cossu, contatto con Chiellini e il sardo va giù. Per l'arbitro è simulazione, giallo per Cossu. Pareggia l'Inter a San Siro, boato a Trieste. Fuori un nervoso Vidal, sentro Giaccherini. La Juve gestisce la palla ma non riesce a raddoppiare. Al 25' spunto di Cossu da sinistra, salta due avversari, destro in diagonale e palla fuori non di molto alla sinistra di Buffon. Conte gestisce i suoi attaccanti: fuori Matri e dentro Borriello. Destro a giro di Vucinic da posizione defilata, si allunga Agazzi e devia il pallone in corner. Al 28' ancora vicina al raddoppio la Juve, ma il colpo di testa di Caceres su cross di Marchisio finisce a lato di niente. Palla in mezzo a Caceres, è goffo e maldestro Canini, con un intervento di piedi, ad infilare la sfera nella propria porta alle spalle di Agazzi, 2 a 0 Juve al 29'. Partita virtualmente finita, ora si attende solo il risultato di San Siro con l'Inter in vantaggio. La Juve è campione d'Italia!

Lorenzo Nicolini







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