mercoledì 16 settembre 2026

28 Settembre 1993: Lokomotiv Mosca - Juventus

Grazie a Youtube vi facciamo rivivere l'unico incontro a Mosca tra Lokomotiv e Juventus.

La gara era valevole per il ritorno dei Trentaduesimi di Finale della Coppa UEFA 1993-94. L incontro di andato terminó con il netto dominio dei bianconeri per 3-0.

La Juve allenata in panchina da Giovanni Trapattoni e trascinata in campo da un Roberto Baggio nel suo momento più splendente si appresta a piazzarsi al secondo posto del massimo campionato calcistico. Davanti c'é l'inarrivabile Milan di Fabio Capello che 'ammazza' il campionato fin dall'inzio.

In Europa i bianconeri piemontesi arrivano facilmente ai Quarti di Finale per venir  poi spazzati via clamorosamente dal Cagliari in un doppio scontro che é entrato nella storia dei sardi.

Buona Visione!

 

Lokomotiv


 

Stagione 1993-1994 - Coppa UEFA - Trentaduesimi, ritorno
Mosca - Stadio Lokomotiv
Martedì 28 settembre 1993 ore 20:00
LOKOMOTIV MOSCA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Marocchi 53

LOKOMOTIV MOSCA: Ovchinnikov, Arifullin, Rakhimov, Podpalyi, Sabitov, Fusajlov (Gorkov 59), Kosolapov, Alenitchev, Samatov, Smirnov, Nikulin
Allenatore: Jurij Sëmin

JUVENTUS: Peruzzi, Carrera M. (Porrini 50), Fortunato A., Torricelli, Kohler, Julio Cesar, Conte A. (Galia 74), Baggio D., Ravanelli, Marocchi, Ban
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Nielsen K.M. (Danimarca)



Marocchi si traveste da Baggio
Aveva la maglia di Robi, ha segnato ed è stato il migliore 
Palo di Ravanelli e salvataggio di Gurkov a porta vuota 
MOSCA DAL NOSTRO INVIATO 

Almeno in Coppa la Juve prosegue a vincere in trasferta, come non le riesce in campionato e come faceva nella passata stagione. Cinque successi su sei partite nella Coppa Uefa dell'anno scorso (una eccezione a Lisbona con il Benfica) e adesso l'1-0 di Mosca, che la conforta dopo un match in cui i bianconeri potevano temere soltanto loro stessi. Della Lokomotiv si potrebbe anche non parlare. L'aveva intuito il Trap nel momento in cui si era deciso a lasciare a casa il Divin Codino: non c'era in vista una partita più facile in cui la Juve potesse rinunciare al proprio Fenomeno. 

Già mercoledì prossimo, contro il Venezia in Coppa Italia, sarà peggio perché ormai il livello del calcio europeo è questo: nei primi turni si incontrano pigmei che da noi potrebbero reggere a fatica la B. La Juve non poteva non approfittarne e ha legittimato l'impresa con il proprio uomo migliore, quel Marocchi panchinaro che si sta ricostruendo con intelligenza e si fa trovare pronto quando serve. Ieri l'ex Cicciobello aveva la maglia di Roberto Baggio, che profuma di gol e di giocate decisive. Un segno del destino. Ma a parte la rete, realizzata con freddezza, Marocchi è stato tra i pochi a intuire che contro i russi non c'era l'obbligo di cacciar via palloni, come se scottassero tra i piedi, con il termometro vicino allo zero. Ha tentato triangolazioni, ha fatto correre la palla bassa con l'idea di saltare le deboli geometrie moscovite. L'ha assistito in questo compito Conte, un po' meno Dino Baggio e le Grandi Berte della difesa, soprattutto Julio Cesar, che con quei piedi brasiliani potrebbe sorreggere anche l'attacco in partite come queste. Ha vinto comunque la Juve operaia, senza Vialli e Moeller e il Codino già citato, gli ultimi due risparmiati per il derby. 

«Mi aspetto che gli altri vogliano dimostrare qualcosa», 

aveva annunciato il Trap. In qualche modo gli è arrivata una risposta positiva. Non c'è stato da divertirsi nell'Acquafan moscovita, tutto scivoloni e tuffi. Prima che iniziasse il match, e poi nell'intervallo, abbiamo visto due vecchine con un secchiello che toglievano acqua dalle aree di rigore come da una barca in cui si sia aperta una falla. 

Sarebbe cambiato qualcosa sull'asciutto? Ricordandoci della qualità del gioco dell'andata, quando fu il talento di Roberto Baggio a risolvere i guai della Signora, è possibile, dal momento che Baggio ieri non c'era. La Juve non si è scostata dal cliché di questa stagione, che la vuole anche troppo remissiva nei primi tempi. La Lokomotiv ha un nome che evoca la spinta del vapore, il mostro d'acciaio e le immagini di un sovietismo epico che non esiste più. Gente, che pena. Costretti a recuperare tre gol e consapevoli che non ce l'avrebbero mai fatta senza una vocazione suicida della Juve i russi sono sembrati fin da subito non coltivare la speranza. Un tiro improvviso di Kossolapov, al 7', si è frantumato sulle mani di Peruzzi e la Lokomotiv ne ha tratto il giusto presagio: non ci sarebbe stato niente da fare, nonostante un certo periodo di preminenza attorno alla mezz'ora e una conclusione al 44' di Smirnov, l'unico con qualche talento nell'attacco dei ferrovieri. 

La Signora ha giocato d'attesa. Squadra lunga, a tratti sfilacciata più del solito con Ravanelli (cresciuto alla distanza) e Ban a disperarsi nel recupero di palloni lanciati da lontano e più incontrollabili di una saponetta. Le poche volte che i bianconeri uscivano con un'azione manovrata si intuiva la possibilità che persino senza tre uomini-gol la Juve potesse passare. La spinta di Fortunato era più lucida che domenica a Lecce, tre inserimenti di Conte l'avvicinavano al gol, soprattutto al 13' e al 19'. Ma era solo al 53' su un contropiede lanciato da Ban e rifinito con astuzia da Ravanelli che Marocchi si presentava solo davanti a Ovcinnikov: lo saltava e andava in gol. All'81 Ravanelli colpiva il palo e un minuto dopo Gurkov salvava a porta vuota sul tiro di Kohler. 

Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 29 Settembre 1993







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venerdì 11 settembre 2026

11 Settembre 1983: Juventus - Ascoli

É l' 11 Settembre 1983 e Juventus ed Ascoli si sfidano nella prima giornata del girone di anadata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1983-84  allo Stadio 'Comunale' di Torino.

É una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quella che si batte con la Roma di Nils Liedholm per lo Scudetto. Sará una stagione trionfale questa per i nostri beniamini in strisce bianconere. Se in Campionato arriverá l'ennessimo Scudetto (é il 21esimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe. Dall'altre parte i bianconeri marchigiani finiscono comodamente a metá classifica.

Buona Visione!

 

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Stagione 1983-1984 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 11 settembre 1983 ore 16.00
JUVENTUS-ASCOLI 7-0
MARCATORI: Rossi P. 11, Rossi P. 25, Penzo 34, Platini 43, Platini rigore 51, Boniek 82, Penzo 90

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini (Caricola 60), Brio, Scirea, Penzo, Tardelli (Vignola 70), Rossi P., Platini, Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ASCOLI: Corti, Mandorlini, Citterio, Trifunovic, Menichini, Bogoni, Novellino, De Vecchi, Borghi (Pochesci 46), Nicolini, Juary
Allenatore: Carlo Mazzone

ARBITRO: Paparesta R.
RIGORI FALLITI: De Vecchi 49 (Ascoli)




Al di lá della consistenza numerica del risultato (7-0) la partita con l'Ascoli ha mostrato le intenzioni della squadra bianconera
La Juventus «avverte» il campionato

Il campionato è avvertito: sette gol, spettacolo, coordinamento fra reparti, bella presentazione dei nuovi (hanno fatto tutti passerella) e due punti molto importanti. La vendemmiata del Comunale è coerente con il vento di rinnovamento (almeno così si spera) che soffia sul nostro campionato. Grappoli di gol un po' dovunque. Il Comunale non potrebbe esimersi e si è adeguato. La gente si è divertita, ha applaudito, è tornata a casa con i nervi distesi (in fondo il calcio non serve anche a questo?) e con il sorriso nelle labbra.

Questo è il succo di un pomeriggio che ha lanciato subito la Juventus al vertice della classifica e che ha avvilito la zona e l'espediente del fuorigioco che l'Ascoli ha applicato con un cuore troppo... leggero. Improvvisare nuovi marchingegni in Italia è sempre pericoloso. Se poi si affrontano squadre forti e particolarmente adatte a questo tipo di gioco i guai diventano tremendi. Ed è cosi che sull'Ascoli piovve acqua a catinelle.

Poiché era assodato che la Juventus si sarebbe ripulita in estate dalle scorie fisiche e mentali del dopo-mundial, e poiché la Coppa Italia sarebbe bastata a mettere in quadro certe distonie emerse a causa di una preparazione complicata dal viaggio negli Stati Uniti, i due punti risultavano già alla vigilia un bottino scontato. 

Piuttosto, dopo avere sentito parlare di un Ascoli come di una possibile rivelazione del campionato, ci ha stupito vederlo in campo così stornato e sballottato. Però il 7 a 0 va anche inquadrato nell'enorme potenzialità della Juventus, che, in giornata di grazia, è capace di qualsiasi impresa.

Sul piano generale, vanno sottolineati i miglioramenti in disciplina tattica, in coordinazione fra reparti e fra i singoli, e una ritrovata concentrazione sempre ispirata dalla fantasia e da una varietà di schemi notevoli. Passando ai singoli, si deve riconoscere a Tacconi, Penzo, Caricola e Vignola (i nuovi) di aver superato a pieni voti l'esame, che non si presentava facile.

Il portiere è stato autore di un paio di interventi molto tempestivi; poi Tacconi si è superato, parando a De Vecchi addirittura un calcio di rigore.. Ha già conquistato il cuore dei tifosi e da oggi potrà starsene fra i pali più sereno. Anche Penzo ha ricevuto i giusti e meritati applausi. E' andato in rete ed ha servito ai compagni di squadra preziosissimi palloni, avvalendosi della collaborazione di un Rossi (goleador e gran lavoratore) che sembra tornato ai momenti di massimo fulgore.

Per quanto concerne Caricola, nulla da aggiungere a quanto su di lui si sapeva. E' subentrato a Bonini ed ha sfoggiato una disarmante spigliatezza, eseguendo giocate da veterano. Sentiremo parlare spesso di questo ragazzo pugliese. Gloria anche per Vignola, autore di deliziosi passaggi e propiziatore dell'ultimo gol (Penzo ne rivendica la paternità precisando, a puro titolo cronistico, di aver toccato involontariamente la palla, nel tentativo di aprire le gambe per una finta.

Dei vecchi si sa tutto. E' piaciuto molto Tardelli, tornato a schizzare per il campo con la vitalità di un tempo, ma con maggior raziocinio. Bene Platini, già a segno due volte, ottimo Boniek, autore di una gara positiva per ordine e continuità e di uno spettacoloso gol in girata volante. In smaglianti condizioni anche il terzino-ala Cabrini. Di Rossi abbiamo detto indirettamente parlando di Penzo. Ed ora sotto con il Lechia Danzica: i polacchi sono in arrivo a Caselle. Mercoledi sera c'è il primo approccio stagionale con la Coppa delle Coppe.

Angelo Caroli

 

Boniek ha già cominciato a mantenere le promesse

Zbignew Boniek è partito con il piede giusto, anzi con entrambi visto che ha propiziato il primo gol soffiatogli da Rossi con il destro ed ha realizzato, con una spettacolare rovesciata di sinistro (su perfetto cross di Pablito che gli ha restituito la... cortesia), il sesto. L'asso polacco aveva promesso una grande stagione, con almeno dieci gol, e la prestazione di ieri conferma che è deciso a mantenere fede ai suoi propositi.

Il pubblico, specie quello in curva Filadelfia, l'ha incitato a gran voce e gli applausi che hanno sottolineato le sue azioni più belle, gli danno la carica. Anche se ama definirsi un anarchico del calcio, Boniek appare più disciplinato tatticamente perché ha capito cosa gli chiede Trapattoni ed asseconda l'allenatore nei suoi disegni. Agisce sulla sinistra in sintonia con gli sganciamenti di Cabrini, pronto però ad accentrarsi, quando Penzo e Rossi gli aprono dei varchi, per andare a concludere.

Nella scorsa stagione, pur dimostrando in alcune partite la sua potenza, aveva accusato problemi di ambientamento. Adesso conosce a memoria i compagni, le insidie del campionato italiano e gli è più facile far risaltare le sue qualità (che sono notevoli, ma l'anno scorso erano rimaste spesso inespresse). Ieri non ha soltanto dato il la al gol che ha sbloccato il risultato e a quello, tutto suo, del 6-0, ma ha svolto un lavoro efficace, anche umile, in funzione della squadra. Sua la punizione che Cabrini, sull'1-0, ha dirottato di testa contro il palo. Suo il calibrato traversone che Cabrini ha stupendamente appoggiato a Penzo nell'azione del terzo gol

Un Boniek rimesso a nuovo, dunque, con la mente sgombra da certi problemi d'ambientamento che quasi tutti gli stranieri debbono risolvere e superare. E' animato da una feroce volonta di riscattare una stagione con più ombre che luci, anche se non erano mancate le partite ad alto livello. E' già lanciato, ma quando avra' raggiunto il top della forma saranno guai per gli avversari

Ieri ha prodotto qualche accelerazione, però i suoi spunti potranno diventare irresistibili con il supporto della miglior condizione atletica e se in squadra girerà a mille come con il malcapitato Ascoli.

Per Boniek è importante star bene fisicamente, avere il morale alto e sentire attorno a sé la fiducia della squadra e del pubblico. Quella fiducia che si è ormai conquistato e che non intende tradire. II 7-0 con l'Ascoli porta anche la sua inconfondibile impronta. Sì, Boniek è proprio partito con il piede giusto: deve soltanto continuare, e mercoledi sera, al Comunale, nell'andata di Coppa delle Coppe, troverà i suoi connazionali del Lechia Danzica.

Bruno Bernardi
brani tratti da: La Stampa 12 settembre 1983 




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giovedì 10 settembre 2026

10 Settembre 1995: Piacenza - Juventus

É il 10 Settembre 1995 e PiacenzaJuventus si sfidano nella seconda giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1995-96  allo Stadio 'Galleana - Leonardo Garilli' di Piacenza.

La Juventus guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver vinto lo Scudetto dopo ben otto anni adesso pensano in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sará solo secondo posto. Dall'altre parte c'é un Piacenza che giudata in panchina da Gigi Cagni fa il suo e si 'limita' ad una salvezza insperata da molti.

Buona Visione!

 


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Stagione 1995-1996 - Campionato di Serie A - 2 andata
Piacenza - Stadio Galleana
Domenica 10 settembre 1995 ore 16.00
PIACENZA-JUVENTUS 0-4
MARCATORI: Vialli 46, Torricelli 60, Ravanelli 74, Vialli 86

PIACENZA: Taibi, Rossini, Polonia, Maccoppi, Lorenzini (Moretti 56), Di Francesco, Corini, Carbone A., Turrini, Caccia, Piovani
Allenatore: Luigi Cagni

JUVENTUS: Peruzzi (Rampulla 41), Porrini, Ferrara C., Tacchinardi, Pessotto, Di Livio, Paulo Sousa (Torricelli 46), Deschamps (Conte A. 46), Jugovic, Vialli, Ravanelli
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Cesari



La grande voglia di Vìalli tiene in alto la Juventus 
PIACENZA DAL NOSTRO INVIATO 

L'uomo che ha spaccato in due l'Italia calciofila ha risposto come sempre a modo suo. Con i gol. Due reti sotto lo sguardo di Carmignani, il vice di Sacchi, due prodezze che rinsaldano la Juve ai vertici della classifica in compagnia ormai soltanto di Lazio e Milan. Tre partite ufficiali, dodici gol. La Juve lippiana procede a «forza 4» come uno schiacciasassi. E Vialli è più che mai il leader, il punto di riferimento, il giocatore che divide l'opinione pubblica e compatta il gruppo juventino. Anche ieri ha risposto da campione. Non stava bene, sabato il ginocchio «scricchiolava» ancora, come dice lui, eppure ha retto novanta minuti, ha trascinato la Juve. 

Spiega: 

«E' andata meglio del previsto, considerate le difficoltà che ho avuto negli ultimi quindici giorni. Credo di aver fatto una buona partita, di aver dato il mio contributo. Sono contento, ringrazio i compagni che mi hanno aiutato permettendomi di giocare bene e di segnare». 

Ma non ci sono solo i gol. Anche una grande prova di carattere dopo le polemiche degli ultimi giorni: 

«Il carattere ci vuole sempre per superare le insidie del campo e quello che ti porti dietro. Ho avuto fortuna». 

Ed eccoci al dunque. Vialli individua nemici più o meno occulti, insidie difficili da superare. Sacchi prenda nota: 

«Se si giocasse soltanto di domenica sarebbe troppo facile. Invece, purtroppo e per fortuna, si fanno anche altre partite durante la settimana, nelle quali devi battere avversari che non ti affrontano sul campo. E' difficile, ma in fondo è bello». 

Semplice pensare a questi due gol come ad altrettanti messaggi chiari mandati all'Arrigo. Vialli aggira l'ostacolo, dice cose più facili da decifrare: 

«Le partite della domenica sono facili, molto più duri gli scontri polemici. Ho rispettato le idee di tutti, mi piacerebbe che anche gli altri rispettassero le mie. Purtroppo è difficile spiegare ai tifosi come stanno davvero le cose. Si devono fidare di ciò che vedono e sentono. Ma nessuno mi ha fermato per strada, anche perché viaggio sempre in auto». 

Non si preoccupa se la sua doppietta ha colpito qualcuno al cuore: 

«Gioco per la Juve e sono contento se questi gol fanno piacere ai compagni, ai dirigenti, ai tifosi. Forse saranno le altre squadre a non essere troppo felici perché aspettavano un nostro passo falso. Questa è una vittoria importante, ottenuta su un campo più insidioso di quanto sembri». 

Aveva previsto la vittoria in Coppa Uefa ai tempi del Trap, aveva previsto la conquista dello scudetto dopo la sconfitta nel primo derby della scorsa stagione. Aveva previsto forse anche questa doppietta con dedica particolare? Vialli si aggiusta il cappellino e prosegue: 

«Non sentivo nulla, anche perché non sono al massimo della forma. A me interessava giocare una buona partita ed essere utile alla squadra. Diventare un protagonista importante è meglio, ma non è tutto. Questi due gol sono per la Juve che in un momento particolare mi è stata di grande sostegno. E se sai di avere vicino qualcuno che ti vuole bene, migliori le tue prestazioni». 

Nulla da dire a Matarrese? 

«Vorrei parlare solo di questa partita che ci ha permesso di essere primi in classifica». 

Hanno segnato i giocatori che Sacchi non fa giocare: Vialli, Baggio e Signori. 

«Sono contento per Baggio. Noi dobbiamo sempre dimostrare alle nostre società di essere degni dell'attenzione che ci dedicano e portare lontano la squadra attraverso queste prestazioni positive». 

Un pensiero al Trap già in disgrazia: 

«Ne uscirà da gran signore».


Le Pagelle
Di Livio ok 
E Torricelli che bel jolly 

Piacenza 
TAIBI 5. Non che davanti abbia la linea Maginot, ma trasmette spesso la sensazione di essore lì per caso. 
POLONIA 5. Fra Vialli e Ravanelli, tutto bene sino a che la temperatura non sale. 
ROSSINI 5. É il libero di una difesa che, appena il centrocampo cede, si sbriciola. 
MACCOPPI 5. Ronza intorno a Ravanelli (e a Vialli). Crolla dopo un tempo dignitoso. 
LORENZINI 5. Segue le tracce di Di Livio. Sono orme che lo confondono 
(Dal 13' st Moratti 5: avvicenda Lorenzini, e non morde). 
DI FRANCESCO 6. Comincia a destra, su Deschamps. Chiude a sinistra, su Di Livio. Fra i più efficaci di una squadra tutta bollicine. 
CORINI 6. Funge da centrale. Sbircia Sousa e, nella ripresa, Tacchinardi. Una traversa, ma anche un'occasione sprecata. 
CARBONE 5,5. A sinistra, su Jugovic. E poi su Conte. Pura tappezzeria. 
TURRINI 6. Fascia destra, là dove tiene bottega Pessotto. Vivace, se non altro. 
CACCIA 5. Con Vialli, l'uomo del destino. Pesca il biglietto vincente, ma lo perde. 
PIOVANI 5,5. Alza un polverone che, quando si dirada, non lascia nulla
CAGNI 5. Tanti assenti, d'accordo. Ma otto gol al passivo in due partite sono un'enormità. 

Juventus
PERUZZI 6. Si butta a corpo morto su Di Francesco, ci rimette il naso, ma si guadagna la pagnotta. 
(Dal 41' pt Rampulla sv graziato da Caccia, ignorato dagli altri). 
FERRARA 6. Dal fianco destro al cuore della zona. Soffre, per un tempo, le picchiate degli stukas rivali. Meglio nella ripresa. 
TACCHINARDI 6,5. Due partite in una, la prima da libero, la seconda da perno del centrocampo. Se la cava. 
PORRINI 6,5. Centro, destra, ancora centro. In difficoltà nel gioco a terra, a suo agio in quello aereo. Una traversa (involontaria) su cross. 
PESSOTTO 6. Lavora ai fianchi Turrini. Ogni tanto si sporge dal davanzale. 
JUGOVIC 6. Qualche inserimento, ma una partita tutto sommato ornamentale. 
SOUSA 6. Sprigiona un blando pressing. Ha le pile scariche. Succede. Offre a Vialli la palla del gol che sblocca il risultato. 
(Dal 1 ' st Torricelli 7: rimpiazza numericamente il portoghese, si sistema a destra. Implacabile, impeccabile. E segna un gol, il primo in serie A, da centravanti). 
DESCHAMPS 5,5. Le ruggini del mercoledì francese lo frenano. Patisce il tremendismo di Di Francesco. 
CONTE 6. Rileva Deschamps, si colloca sul centro-destra, porta un po' di vigore e freschezza. Suo il tocco per il bis del Pelato. 
DI LIVIO 7. Corre per due, non si nega a nessuno. Attaccante, centrocampista: non risente del bombardamento sacchiano. 
VIALLI 8. Due gol, più il passaggio a Torricelli per il raddoppio. Partita di enorme spessore. Il ginocchio e le baruffe ne stuzzicano la classe e l'orgoglio. Leader e cannoniere: come sempre, più di sempre. 
RAVANELLI 6,5. Se si appisolava persino Omero, a maggior ragione può sbadigliare il mostruoso Ravanelli di questo periodo. Resta il gol. Un gran gol. 
LIPPI 7. Efficace strigliata a metà match e pregevole applicazione del tura over. Il suo capolavoro resta, però, il feeling con Vialli. 

Arbitro CESARI 7. Equilibrato, preciso. Sul gol di Caccia, annullato per fuorigioco, si fida del guardalinee Preziosi.

Roberto Beccantini
brani tratti da: La Stampa 11 settembre 1995





Il caso
Nemici invisibili

Gianluca Vialli era stato il protagonista del fine settimana con le dichiarazioni sulla Nazionale. Domenica era l'uomo più atteso. E ha risposto in grande stile. Ha aperto la strada alla Juve e poi nel finale si è pure preso il gusto di siglare il raddoppio personale. 

«Se il calcio fosse solo quello giocato, quello del campo, tutto sarebbe più facile. Invece ci sono anche altri avversari invisibili a complicare la vita", 

ha detto l'attaccante evitando di parlare di Sacchi. Ai commenti degli altri sul suo rifiuto, Vialli non ha replicato. 

«Io rispetto le dichiarazioni di tutti. Ma vorrei che succedesse altrettanto con le mie».


La partita
Ripresa coi fiocchi

Primo tempo equilibrato. Una Juve troppo lenta è stata messa in difficoltà dal Piacenza, che ha però avuto il torto di sbagliare un gol già fatto con Caccia. Subito dopo, Paulo Sousa ha liberato Vialli al limite dell'area e l'attaccante, con un destro potente e preciso, ha superato Taibi. 

"Nel primo tempo il vantaggio lo meritava il Piacenza. Va detto però che lo abbiamo legittimato nella ripresa", ha commentato Lippi. 

Vero. Perché nel secondo tempo non c'è stata più storia. Il colpo del k.o. lo ha piazzato Torricelli, al 60'. C'è stato il tempo per altre due segnature. Quella di Ravanelli al 74', con un sinistro morbido a girare e quella di Vialli, all'86. 

tratto da "Il Film del Campionato"
del Guerin Sportivo anno 1995






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10 Settembre 2016: Juventus - Sassuolo

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 10 Settembre 2016 e Juventus e Sassuolo si sfidano nella terza giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio  Serie A TIM 2016-17 allo 'Juventus Stadiumdi Torino.

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri partono in pole position per vincere l'ennesimo campionato. Ed infatti arriva il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese.

Dall'altra parte ci sono i neroverdi che disputano una stagione tranquilla e si piazzano in dodicesima posizione finale.

Buona Visione!



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Torino - Juventus Stadium
Sabato 10 settembre 2016 ore 18.00
JUVENTUS-SASSUOLO 3-1
MARCATORI: Higuain 5, Higuain 10, Pjanic 27, Antei 33

JUVENTUS: Buffon, Benatia, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Khedira (Hernanes 73), Lemina, Pjanic, Alex Sandro, Dybala (Pjaca 87), Higuain (Mandzukic 70)
Allenatore: Massimiliano Allegri

SASSUOLO: Consigli, Gazzola, Antei, Acerbi, Peluso, Pellegrini Lo. (Missiroli 57), Magnanelli, Duncan, Politano, Matri (Iemmello 57), Ragusa (Ricci 80)

ARBITRO: Di Bello




I campioni d'Italia disputano una prima mezz'ora di gara travolgente e i neroverdi non possono che assistere. Il Pipita realizza una doppietta in cinque minuti, poi Pjanic chiude la pratica. La rete ospite arriva grazie a un errore di Buffon e una deviazione di Antei.

TORINO - Fino al gol del Sassuolo, la sensazione è stata una sola che poi è anche una conferma di quello che tutti sospettavano: questa Juventus è troppo forte, di una categoria superiore rispetto al campionato italiano. Ritmi alti, giocate di prima senza errori e tre gol in 27' al Sassuolo che non è proprio l'ultima arrivata. Gonzalo Higuain realizza una doppietta d'autore al suo esordio dal 1' in bianconero e Pjanic ci mette la ciliegina. Il Sassuolo accorcia, sempre nel primo tempo, approfittando di una uscita a vuoto di Buffon e Antei si ritrova goleador senza capire nemmeno come. Nel secondo tempo la Juventus controlla, potrebbe segnare ancora, ma si accontenta di essere capolista a punteggio pieno dopo tre giornate di Serie A.

FURIA HIGUAIN - Allegri può finalmente proporre la vera nuova Juventus con i big tutti dal 1′: Pjanic a centrocampo e in attacco la coppia Higuain e Dybala. Chiellini gioca regolarmente in difesa mentre riposano Barzagli e Dani Alves rimpiazzati rispettivamente da Benatia e Lichtsteiner. Lemina vince il ballottaggio con Asamoah. Al 3-5-2 bianconero, Di Francesco risponde col 4-3-3 con Ragusa, Matri e Politano in attacco viste le assenze di Berardi e Defrel. In mezzo al campo con Magnanelli ci sono Duncan e Pellegrini; al centro della difesa Antei viene preferito a Cannavaro. 

PJANIC FA TRIS, MA ANTEI ACCORCIA - E' un monologo bianconero adesso col Sassuolo che appare inerme. Sfiora la rete anche Bonucci di testa su calcio d'angolo, ma è Pjanic a siglare il 3-0 al 27': Dybala scatta in area ma viene fermato in extremis da un difensore. Pallone ancora vivo con colpo di testa di Pjanic e traversa piena. Quindi il bosniaco è più lesto dello stesso Dybala a insaccare da due passi. Al 33' a sorpresa arriva il gol del Sassuolo: angolo, Buffon esce a vuoto, Antei in corsa impatta la sfera e la insacca. I ritmi altissimi della Juventus non permettono al Sassuolo di giocare e quando Pellegrini commette una leggerezza nella propria area, Khedira lo grazia concludendo alto. Nell'unico minuto di recupero, corner di Pjanic e colpo di tacco di Benatia che il portiere controlla.

CONSIGLI TIENE A GALLA IL SASSUOLO - Consigli tiene a galla il Sassuolo nel secondo tempo quando para su Khedira e soprattutto all'11' salvando su Pjanic che si inserisce in area e conclude in corsa. Di Francesco a questo punto cambia due elementi: fuori Matri (ex applauditissimo dallo Stadium) e Pellegrini e dentro Iemmello e Missiroli. Ma le sostituzioni non incidono e Dybala al quarto d'ora si beve tutta la difesa, poi con una finta supera Duncan sul fondo e conclude: Consigli devia. Si batte l'angolo e Chiellini di testa per poco non centra la porta. Al 22' occasionissima per Lichtsteiner: nell'area piccola e con Consigli già a terra, lo svizzero conclude però sul corpo del portiere. Quindi mischia furiosa e il Sassuolo che si salva mentre l'esterno bianconero cade e lamenta un fallo da rigore che pare non esserci.

ENTRA RICCI MA E' TARDI - Il punteggio consente ad Allegri di gestire i cambi in vista dell'impegno di Champions: il primo a abandonare la scena è Higuain, al suo posto dentro Mandzukic. Quindi out Khedira e dentro Hernanes. Alla mezz'ora il Sassuolo chiede calcio di rigore quando Iemmello colpisce di testa una palla che Chiellini poi devia in angolo con un braccio teso. Penalty che poteva starci, non per Di Bello. Quando tra gli ospiti entra Ricci per Ragusa, qualcosa migliora nella manovra offensiva ospite, ma ormai è tardi. Anzi, al 38' assistiamo a un gran lancio di Bonucci per Pjanic che in area intende servire Dybala ma c'è l'anticipo decisivo di Acerbi che salva i suoi dal 4-1. Al 43' il 3-2 pare cosa fatta quando Politano, liberato in area, salta Buffon e conclude. Ma salva sulla linea Lichtsteiner, degno sostituto oggi di Dani Alves.




Terza vittoria in tre partite: una doppietta di Higuain e un gol dell'ex centrocampista della Roma fanno volare i bianconeri che battono 3-1 i neroverdi di Di Francesco. Qualche disattenzione difensiva nel finale, però, fa arrabbiare Max Allegri Per stendere il Sassuolo, alla Juve bastano 27 minuti. Una doppietta di Gonzalo Higuain alla sua prima dall’inizio in bianconero e un gol di Miralem Pjanic, all’esordio in campionato con la nuova maglia, fanno volare la squadra di Max Allegri. Tre vittorie in tre partite: aspettando Genoa e Sampdoria, i campioni uscenti della Serie A sono già in testa da soli a punteggio pieno. E ora che hanno ritrovato gli acquisti più importanti di una grandissima sessione di mercato, mirano davvero a far bene in ogni competizione. Soprattutto in quella Champions che resta il grandissimo obiettivo stagionale. Dopo la sconfitta a tavolino contro il Pescara, a causa del tesseramento definito irregolare di Ragusa, il Sassuolo invece non riesce a ripartire. Dopo aver trovato un gol fortunoso al 32’ del primo tempo sull’unico errore della difesa bianconera con Antei, non è mai riuscito nella seconda parte di gara a cambiare passo per mettere in difficoltà con continuità la Juve. Nel finale, un salvataggio sulla linea di Lichtsteiner su Politano, fa arrabbiare Allegri. Dopo aver cambiato tantissimi giocatori rispetto allo scorso anno, la Juventus sembra giocare già a memoria per larghi tratti di gara: velocità, ottimo gioco negli spazi stretti, e davanti la coppia Higuain-Dybala promette già scintille. Da migliorare forse, qualcosina in difesa: qualche sbavatura di troppo avrebbe potuto far rientrare in gara il Sassuolo sul 3-1. Il mister bianconero dalla panchina ha mostrato di non gradire. I cambi in formazione - Dopo due gare ai box, Pjanic va a posizionarsi davanti alla difesa, nel solito centrocampo a cinque. In difesa non c’è Barzagli ma Benatia, accanto a Bonucci e Chiellini. Dopo esser rimasto a Vinovo per ritrovare la forma nel corso della sosta per le nazionali, Gonzalo Higuain fa il suo esordio davanti dal primo minuto accanto a Dybala. Senza Berardi infortunato, Di Francesco dà spazio a Ragusa e Politano, a supporto di Matri unica punta. Passano pochissimi minuti: al 9’ la Juve è già sul 2-0. Che giochi in contropiede, o provi a impostare, i bianconeri nei primi minuti sono uno spettacolo. Al 4’ Pjanic lancia Dybala, appoggio per Higuain e il Pipita fa quello che sa fare meglio: da posizione molto defilata sulla destra, trafigge Consigli. Passano solo cinque minuti e sempre l’argentino fa un gol davvero impressionante: palla a campanile e grandissimo destro al volo che si insacca alle spalle di un incolpevole, e bravissimo portiere del Sassuolo. Il terzo gol di Pjanic al 27' sembra spegnere i sogni di rimonta degli ospiti ma non è così. Al 32’, dopo una rete molto fortunosa di Antei, bravo a inserirsi in un’indecisione tra Buffon e Alex Sandro. E’ l’unico sussulto dei neroverdi. Nel finale di tempo, è ancora la Juve che preme. Negli spogliatoi si va sul 3-1. Grande Juve anche nella ripresa - Nella seconda parte di gara, i bianconeri ci provano più volte. Ma Consigli c’è su Khedira, Pjanic e Dybala. Nel finale il Sassuolo si scrolla la tensione dei primi 30’, e tenta di risalire. I cambi di Di Francesco (Iemmello per Matri, Missiroli per Pellegrini e Ricci per Ragusa), sembrano dare maggior forza alla propria squadra. All’87’ è proprio l’ex Crotone, appena in campo, a servire Politano con un grandissimo filtrante. Il suo tiro chiama Lichtsteiner al grandissimo salvataggio sulla linea. Allegri non avrà lanciato il cappotto come contro il Carpi nello scorso campionato, ma è furibondo. La sua Juve chiude la gara 3-1. Ma sicuramente lavorerà sulle incertezze difensive. Una squadra che punta alla Champions, certi errori non può permetterseli. Un primo tempo perfetto, non gli fa dormire sogni tranquilli.







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