Attraverso il Canale YoutubeUfficiale della Juventusvi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. È il 10 marzo 1996 e Juventus e Lazio si sfidano nell'ottava giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1995-96 allo Stadio delle Alpi di Torino.
La Juventus guidata in panchina dal ‘maestro’ Marcello Lippi, dopo aver rivinto lo Scudetto dopo ben otto anni, adesso pensano in grande. Pensano alla Champions League(che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno ‘rubare‘ il titolo dal Milan. Alla fine sarà secondo posto.
Dall’altra parte, la Lazio terminerá il campionato sull’ultimo gradino del podio.
Buona Visione!
Campionato di Serie A 1995-1996 – 8 ritorno Torino – Stadio Delle Alpi Domenica 10 marzo 1996 ore 15.00 JUVENTUS-LAZIO 4-2 MARCATORI: Favalli 3, Casiraghi 18, Deschamps 35, Chamot autorete 70, Conte A. 72, Padovano 83
JUVENTUS: Peruzzi, Torricelli (Porrini 24), Ferrara C., Vierchowod (Lombardo 64), Pessotto, Di Livio (Padovano 46), Conte A., Deschamps, Jugovic, Del Piero, Ravanelli Allenatore: Marcello Lippi
LE PAGELLE Peruzzi senza colpe Deschamps il tempismo e Favalli la freddezza
PERUZZI 7. Accenna l'uscita ma poi si inchioda sul cross di Signori che serve Casiraghi per il raddoppio: è l'unica incertezza. TORRICELLI 5. Lippi lo prova in versione anti-Real, il Bossino va nel pallone come Carrera a Madrid. Che ci sia una maledizione a destra? (Dal 24' pt. Porrini 6,5: l'inizio è macchinoso, nella ripresa si sblocca e i suoi anticipi aiutano la Juve a ribaltare l'azione) FERRARA 5,5. Tono modesto, i suoi lanci sono fuori misura (compreso quello da cui nasce il gol di Deschamps). VIERCHOWOD 5,5. La slavina umana appiattisce gli avversari che travolge più di quanto anticipa. Con Casiraghi ha vita dura. (Dal 19' st. Lombardo 5,5: impacci di stagione, deve crescere) PESSOTTO 6,5. Sbaglia qualche appoggio, però è efficace, sbrigativo, tenace. Si salva nel periodo peggiore della Juve: né Rambaudi né Fuser decollano. DI LIVIO 5. Rimane travolto dall'orribile primo tempo della Juve. Doveva dimostrare a Lippi che con lui la squadra è più equilibrata e efficace: per sua fortuna c'è un passato che non si può ignorare. (Dal 1 ' st. Padovano 7: tre gol nelle ultime due partite. La Juve lo vuole cedere: è sicura di trovare un attaccante di riserva così puntuale in area?). CONTE 7. Bravo anche quando gli altri si tanno travolgere. Bravissimo sul gol. JUGOVIC 5,5. Fa il regista al posto di Sousa, con le stesse incertezze del portoghese. Un po' meglio nella ripresa quando la Juve è in superiorità e torna a fare il centrocampista interditore e s'infila nei corridoi liberi. DESCHAMPS 6,5. Sfrutta l'assist di Marchegiani: se non altro ci sta attento. E quando la Juve non funziona, almeno cerca di spezzare il gioco. RAVANELLI 5. Il colpo del ko l'ha tirato venerdì. Con la Lazio si è astenuto: qualche rincorsa, un paio di assist e poco più. DEL PIERO 5,5. Pinturicchio pennella poco. Chissà che gli succede. Non c'è neppure l'alibi della posizione in campo, perche comincia da seconda punta, prosegue da esterno (nel tridente) e finisce da rifinitore dietro gli attaccanti. Sbaglia tutto nel primo tempo, si muove meglio nel secondo. Un talento non può limitarsi all'ordinaria amministrazione.
MARCHEGIANI 5. Un liscio straordinario riapre la partita della Juve, riportandoci agli errori contro la Svizzera, a Cagliari, che gli costarono il posto in Nazionale. NEGRO 5,5. Pesa su di lui, come su tutta la Lazio, una ripresa inguardabile. BERGODI 5,5. Quando le cose si mettono male, non chiedetegli di raddrizzarle. CHAMOT 5. Basterebbe l'azione del gol di Padovano per giustificare l'insufficienza. FAVALLI 6,5. Segna con freddezza e dalla sua parte sia Di Livio che Lombardo faticano a trovare un varco. FUSER 5. A parte i litigi con Deschamps non ne vediamo traccia. (Dal 34' st. Marcolin sv.). DI MATTEO 6. Il voto è la media tra il primo tempo di grande saggezza tattica e la ripresa delittuosa. WINTER 6. E' importante finché la Lazio può dettare il gioco, quando lo subisce scompare pure lui. RAMBAUDI 5. Gentile presenza. (Dal 24' st. Esposito sv.) CASIRAGHI 4,5 Gli avremmo dato volentieri un 7, perché (a parte la tempestività sul gol) si conferma il centravanti italiano più in forma, capace di impegnare da solo una difesa. Ma farsi espellere a quel modo non ha scusanti. SIGNORI 6. Detta il passaggio sui due gol laziali e impegna Peruzzi con un sinistro nella ripresa. (Dal 34' st. Iannuzzi sv.)
L'arbitro MESSINA 5,5. Si adegua alla partita, sbagliando valutazioni a grappoli.
Davvero difficile capire la Juve di quest'anno. Una squadra dai due volti, come è capitato contro il Real Madrid e come si è ripetuto domenica con la Lazio. Timorosa, impacciata, macchinosa nel primo tempo; puntualmente veloce, aggressiva ed efficace nel secondo. Questo andamento discontinuo è del resto la prova migliore di quanto i guai della Juve non siano, come ha detto qualcuno, di tipo tattico o legati allo scarso rendimento di alcuni uomini-guida. Il problema è chiaramente di carattere psicologico. Quando la squadra si sente sotto osservazione non riesce a esprimersi sui suoi livelli, mentre quando si trova a giocare in libertà, senza avere nulla da perdere, ritrova lo smalto di un anno fa, torna a essere una formazione coraggiosa e determinata. Calo di concentrazione, timore di giocare la palla, paura eccessiva degli avversari: sono stati questi finora i limiti di Madama. Prendete Del Piero, condizionato eccessivamente dalle critiche. Lui e molti dei suoi compagni dovrebbero interessarsi meno a quanto scritto o detto dagli addetti ai lavori, giocando come sanno. Contro il Real non ci sarà troppo tempo per ragionare, per fare calcoli. Si dovrà giocare, punto e basta. E se sarà la Juve del secondo tempo di domenica, veramente straordinaria, non ci saranno problemi.
Massimo Mauro tratto dal Guerin Sportivo - Il Film del Campionato
I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri partono in pole position per vincere l'ennesimo campionato. Ed infatti arriva il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese.
Dall'altra parte ci sono i rossoneri milanesi che disputano una stagione deludente. Almeno riescono a 'rubacchiare' un posto nelle prossime coppe europee per il rotto della cuffia!
Buona Visione!
Stagione 2016-2017 - Campionato di Serie A - 9 ritorno Torino - Juventus Stadium Venerdì 10 marzo 2017 ore 20.45 JUVENTUS-MILAN 2-1 MARCATORI: Benatia 30, Bacca 43, Dybala rigore 90+7 JUVENTUS: Buffon, Barzagli (Lichtsteiner 46), Bonucci,
Benatia (Rugani 78), Asamoah, Pjanic, Khedira, Dani Alves, Dybala, Pjaca (Kean
89), Higuain Allenatore:
Massimiliano Allegri MILAN: Donnarumma, Zapata C., Paletta, Romagnoli A., De
Sciglio, Pasalic (Poli 70), Sosa J., Bertolacci, Deulofeu, Bacca (Kucka 55),
Ocampos (Vangioni 90) Allenatore:
Vincenzo Montella ARBITRO: Massa D. ESPULSIONI: Sosa J. 90+3 (Milan)
I bianconeri vincono all'ultimo respiro grazie a un penalty (fallo di mano di De Sciglio) realizzato dall'argentino e contestatissimo dai milanesi. Nel primo tempo vantaggio firmato da Benatia e pareggio di Bacca. Piemontesi momentaneamente a +11 sulla Roma
TORINO - Le mani sullo scudetto. La Juventus all'ultimo respiro batte 2-1 il Milan e allunga in classifica a +11 sulla Roma, almeno momentaneamente. Ma la sfida dello Stadium sarà ricordata per quell'ultimo minuto di recupero che ha visto l'arbitro Massa assegnare un calcio di rigore pesante come un macigno ai campioni d'Italia. Deviazione di mano di De Sciglio su un cross molto ravvicinato di Lichtsteiner che farà discutere per giorni. Dagli undici metri non sbaglia Dybala che vendica Doha e regala i tre punti ai bianconeri dopo le reti nel primo tempo messe a segno da Benatia e Bacca.
JUVE ALL'ARREMBAGGIO - Indisponibili Chiellini e con Cuadrado squalificato, Allegri nel prepartita perde anche Mandzukic per problemi intestinali. In campo allora ci va un 4-2-3-1 con in attacco Higuain supportato da Dani Alves, Dybala e Pjaca. Barzagli e Asamoah fanno i terzini. 4-3-3 per Montella che è costretto a lasciare in panchina Suso, non al meglio. Davanti allora giocano Deulofeu, Bacca e Ocampos. In mezzo al campo Pasalic, Bertolacci e Sosa; De Sciglio e Romagnoli esterni con Paletta e Zapata a difesa di Donnarumma. Dopo qualche minuto di buon Milan, il pallino del gioco passa nelle mani bianconere. Sono tante le conclusioni dei campioni d'Italia; al 4' tiro di Pjaca dopo un cross di Dani Alves e una grande parata di Donnarumma. Khedira è pronto al tap-in ma Zapata alza la palla in angolo. Poco dopo ancora pericoloso il croato dopo uno sfondamento di Dybala che viene anche toccato in area da un difensore: niente rigore e sfera sul fondo. Donnarumma dice di no a Dybala mentre Bonucci ha una grossa chance ma 'cicca' clamorosamente il pallone sotto porta. Al 24' gran tiro dal limite di Higuain e Donnarumma in tuffo respinge ancora una volta.
VANTAGGIO BENATIA, PAREGGIA BACCA - Il gol bianconero è nell'aria e arriva puntuale alla mezz'ora: Dybala per Dani Alves che dal limite crossa in area dove Benatia, tenuto in gioco da Romagnoli e dimenticato da Paletta, deve solo spingere la sfera in rete. Montella a questo punto sposta Deulofeu a sinistra per attaccare Barzagli, non proprio a suo agio nel ruolo di esterno. Al minuto 35' ancora Juventus: punizione di Dybala, palla respinta e Khedira impatta col destro ma manda la sfera sul fondo. Il match sembra saldamente in mano ai padroni di casa ma al 43' ecco una ripartenza veloce di Deulofeu che corre proprio a sinistra, supera Barzagli, si accentra e serve in area Bacca che, in posizione dubbia, con l'esterno sinistro infila Buffon.
LA JUVENTUS SBATTE SU DONNARUMMA - A inizio del secondo tempo cambio tattico di Allegri: fuori un Barzagli in chiara sofferenza e dentro Lichtsteiner. La Juventus è avvelenata e attacca con furore. Prima Pjanic ci fa parare una punizione e poco dopo Bacca rischia un clamoroso autogol dopo un corner del bosniaco. Al 7' il gol è praticamente fatto ma sul tiro di Khedira c'è un salvataggio sulla linea. Bacca ha problemi fisici e Montella si copre rimpiazzandolo con Kucka. Al quarto d'ora punizione bianconera, palla messa fuori, Higuain di testa la rimanda dentro e Pjaca, defilato e libero, conclude in diagonale sul fondo. Qualche secondo dopo il tiro di Pjanic con deviazione di Donnarumma sulla traversa. Al 20' ancora protagonista Pjaca: ripartenza, assist smarcante di Dani Alves e il croato opta per un destro al volo con palla però alle stelle. Al 28' è strepitoso Donnarumma a negare la gioia del gol prima a Khedira e quindi a Higuain.
DYBALA ALL'ULTIMO RESPIRO - Il Milan finalmente mette fuori la testa alla mezz'ora, ma il tiro di Sosa viene respinto da Buffon. Un minuto dopo regalo incredibile di Benatia per Deulofeu che in area però si lascia anticipare da Buffon. I ritmi calano e la partita pare avviata inesorabilmente verso il pareggio. Ma nei quattro minuti di recupero concessi da Massa succede di tutto. Prima Higuain, servito da Bonucci, con una bellissima mezza girata manda il pallone di nulla out. Al 50' della ripresa l'episodio che decide la partita è probabilmente il cross di Lichtsteiner dal fondo destro e la deviazione con la mano di De Sciglio, molto vicino allo svizzero. Per Massa è rigore ed esplodono le proteste rossonere. Quando finalmente può calciare dagli undici metri, Dybala dimentica Doha e supera Donnarumma.
JUVENTUS
BONUCCI 5.5 L'eccesso di sicurezza lo induce a una finezza che per poco Bacca non punisce. Dopo il pari del colombiano, sul quale le colpe sono d'altri, raddoppia la concentrazione.
PJANIC 5.5 Il tocco è sempre artistico, la precisione dei passaggi però non è un dettaglio. Nel primo tempo conferisce ordine, senza disdegnare il tiro. Nel secondo cala assai.
DYBALA 7 S'incunea felpato in mezzo alle maglie rossonere: gli zig-zag da lontano disorientano i rivali, costretti a raddoppiare controllori e sorveglianza su di lui. È in fondo che gli spetti il rigore della vittoria.
PJACA 5 Sciagurato nelle conclusioni in porta, sfoggia mira pessima, sprecando tre assist e vanificando l'evidente capacità di sapersi smarcare.
MILAN
DONNARUMMA 8 Balza sul tiro di Pjaca, si allunga su quello di Dybala, si stende su quello di Higuain, fa il muro su Pjanic. È solo l'inizio di una notte in cui gli juventini lo odiano, lo ammirano per le nove paratone nove e un po' lo sognano per il futuro. Lui bacia lo stemma del Milan.
DEULOFEU 7 Il cambio di fascia con Ocampos è la svolta tattica: la sua velocità e la sua tecnica palla al piede mettono in crisi la Juventus, anche se è impegnato in prevalenti compiti difensivi.
OCAMPOS 5.5 Parte nell'anonimato, quasi intimidito. Si rianima da centravanti presunto, nella prateria. Dal 45' st. Vangioni sv.
BACCA 6.5 Mette il marchio sulla serata, con un gol fainesco, che gli juventini contestano per un lieve fuorigioco. È la conferma che la sua crisi è finita. Esce in anticipo, complice il lieve infortunio.
ARBITRO Massa 5.5 Arbitra bene, senza giustificare proteste, fino all'epilogo, in cui ascolta l'addizionale Doveri. Se ne discuterà all'infinito, secondo tradizione delle sfide tra Juve e Milan.
É il 9 Marzo 2005 e Juventuse Real Madridsi sfidano nella gara di ritorno degli Ottavi di Finali della UEFA Champions League2004-05 allo Stadio 'delle Alpi' di Torino.
La Juventus si affida a Fabio Capello per condurla in vetta all'Europa. Mentre in Italia gli scudetti non mancano, in europa i risultati non arrivano. Eppoi se ci aggiungete Farsopoli e l'ondata che travolge tutto il mondo bianconero, il regno di Capello non sará sicuramente ricordato per i successi ottenuti!
Buona Visione!
Champions League 2004-05 Ottavi di Finali Gara di Ritorno JUVENTUS-REAL MADRID 2-0 dopo tempi supplementari (Gara di Andata Finì 0-1) Marcatori: 75 Trezeguet, 116 Zalayeta
Juventus: Buffon, Zebina, Thuram, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Emerson, Pessotto G. (66 Tacchinardi), Del Piero (57' Trezeguet), Zalayeta (120 Oliviera), Ibrahimovic A dsiposizione: Chimenti, Montero, Birindelli, Appiah Allenatore: Fabio Capello
CHAMPIONS LEAGUE: BIANCONERI NEI QUARTI DOPO UN MATCH ALL'ULTIMO RESPIRO DECISO Al SUPPLEMENTARI. NEL FINALE ESPULSI RONALDO E TACCHINARDI Juve, impresa da mille e una notte Trezeguet e Zalayeta cancellano il Real Madrid
TORINO L'ultima immagine di una notte emozionante nella coda, come i film di cui vale la pena guardare soprattutto il finale, si concentra sulla corsa di Capello che infila gli spogliatoi correndo con le ginocchia alzate e vibrando i pugni, come non fece neppure la volta che segnò a Wembley contro l'Inghilterra, 32 anni fa. A tanto porta l'adrenalina e Capello, nel 2-0 inflitto dalla Juve al Real Madrid, ne aveva accumulata troppa. Vedeva che l'impresa di eliminare gli spagnoli dalla Champions League era a portata di mano. Tutti, nello stadio pieno e ormai in disarmo (ieri non funzionavano neppure i maxischermi) capivamo che per recuperare l' 1-O del Bemabeu sarebbe bastato fallire un po' meno in zona gol. Ma la Juve per un'ora e un quarto non c'era riuscita, sbagliando le occasioni e, almeno per una mezzora, l'atteggiamento. Finché la rovesciata di Trezeguet ha ristabilito la parità nel doppio confronto e la botta secca, radente di Zalayeta ha deciso i supplementari.
Capello allora ha lasciato che tracimasse quanto si teneva dentro. La Juve è entrata tra le otto migliori d'Europa, uscire sarebbe stato un suicidio economico (il passaggio ai quarti vale 2 milioni di euro, più l'incasso della partita interna) e anche un mezzo fallimento del progetto che la società ha avviato chiamando Capello per vincere non soltanto in Italia. Invece la Juve ce I'ha fatta: non alla maniera epica di due anni fa, con un calcio solare e di purissimo spettacolo, però con l'ostinazione della squadra solida. Ha giocato una partita guardinga, anche troppo nel primo tempo, iniziato bene con la palla gol (la prima di una serie) sparata da Ibrahimovic addosso a Casillas dopo 6 minuti, poi spenta in una tattica perdente e pericolosa. Accettare il gioco del Real Madrid è come mettersi al tavolo da poker con un baro e sperare che gli assi gli scivolino via dalla manica: è altrettanto improbabile che i madridisti si lascino confondere quando possono scambiarsi la palla agevolmente come in un allenamento.
Dal 20', i bianconeri si assestavano sui ritmi lenti e elaborati degli avversari e rinunciavano all'aggressività. La Juve era lunga, troppo incline a cercare Ibrahimovic con lanci di quaranta metri sui quali Helguera e Samuel prendevano le misure. Capello aveva lasciato in panchina Tacchinardì e scelto Pessotto, che non se la cavava male. Mancavano però la spinta di Zambrotta e la regia offensiva di Camoranesi, a mezze tinte per almeno un'ora: nella zona in cui il Real è più fragile, le fasce, la Juve non aveva intensità. Succedeva poco, al Real andava benissimo. Anzi ne approfittava per piazzare un paio di spunti con Ronaldo, grassoccio però col dentone avvelenato dagli insulti che accompagnavano ogni sua giocata. Sul finire del primo tempo il brasiliano piazzava la palla a mezzo metro dal palo e al 6' della ripresa trascinava la ciccia in contropiede. La conclusione in diagonale era deviata da Buffon sul palo. Era il momento più basso della Juve. Slegata e flaccida. Capello dava la scossa. Fuori Del Piero, dentro Trezeguet per sbattere la palla in porta. La gente apprezzava l'ingresso del francese, non l'uscita del capitano che si era mosso molto, arretrando a prendere i palloni per impostare l'azione.
Era stato un Alex con luci e ombre ma levarlo pareva un azzardo, mentre Zalayeta ne aveva combinate poche. O Capello aveva già capito o è un uomo fortunato perché da quella mossa la partita prendeva un'altra direzione. Cambiava la chimica dell'attacco, Ibrahmiovic si levava dalla zona gol dove sbaglia troppo e faceva ciò che gli piace, il malandrino, l'irriverente sarto di assist. I bonzi madridisti trascinavano per il campo i nomi e le ombre. Che ne era di Raul, di Figo, di Beckham, di Roberto Carlos (che si notava solo per una punizione esplosiva parata d'istinto da Buffon nel finale)? L'acido galactico gioca ormai con i loro muscoli o forse si sono davvero imborghesiti. Anche Zidane accarezzava palloni senza la determinazione dei giorni migliori. La pressione della Juve aumentava, le distanze si accorciavano. C'erano palle gol sfruttate male. Ci riusciva alla fine Trezeguet e guai a chi si stupisce. Alla mezz'ora Ibrahimovic arpionava di testa un cross lungo sulla linea di fondo, Trezegol lasciava che la palla rimbalzasse e la girava in porta con una rovesciata. Si arrivava ai supplementari con l'espulsione di Tacchinardì e Ronaldo e il brivido di una punizione di Figo uscita di un niente. Poi la botta bassa e decisiva dal limite dell'area di Zalayeta, l'uruguavano silenzioso che esce dagli armadi al momento opportuno. Due anni fa aveva eliminato il Barcellona, ieri ha ristabilito in Spagna la par condicio.
LE PAGELLE Buffon, un pugno di ferro contro Roberto Carlos Ibrahimovic spreca troppo, Cannavaro è una roccia
BUFFON 7. Nel primo tempo la contraerea bianconera funziona, i galattici provano con tiri da lontano che non preoccupano a parte quello di Ronaldo che va a un passo dal palo. Proprio il Fenomeno lo impegna all'inizio ripresa con un diagonale che mette in angolo con le unghie. Invece ci vuole un pugno di ferro per respingere la punizione di Roberto Carlos. ZEBINA 6. Molto lavoro da sbrigare per suturare le ferite che si aprono sulla fascia destra dove c'è un continuo turnover di madridisti. L'impegno difensivo non gli impedisce di tentare l'affondo in alternanza con Camoranesi. Qualche errore in disimpegno nel finale, ma è il prezzo da pagare alla stanchezza. THURAM 6. Perfetto nell'opera di sminatore, tiene a bada Raul annullando del tutto i margini di errore. CANNAVARO 6,5. Roccioso su Ronaldo cui concede una conclusione pericolosa. Nelle fasi di stanca della partita parte lancia in resta per alzare i ritmi e scuotere i compagni. ZAMBROTTA 5,5. Bene a Madrid, allarmante ieri sera. Commette errori che potrebbero costare carissimi concedendo agli avversari via libera sulla fascia sinistra. CAMORANESI 6,5. Porta a spasso il codino alla Baggio esibendo il meglio del repertorio. Un tiraccio sfiora l'incrocio dei pali. Per sfuggire a Roberto Carlos si sposta al centro, scocca la freccia che provoca il primo gol. EMERSON 6,5. Solito lavoro di quantità, recupera e rilancia, partecipa al disperato assalto sgobbando fra le retrovie aawersarie. PESSOTTO 6,5. Fronteggia Beckham, prende l'iniziativa, mette in mezzo all'area un numero notevole di palloni, fra gli altri quello che Ibrahimovic non trasferisce in rete per una prodezza di Helguera (dal 21' st Tacchinardì 5: controlla Gravesen, si azzuffa con Ronaldo e merita il cartellino rosso che Merkle sventola sotto il muso). ZALAYETA 7. L'eroe della serata. Nella ripresa movimenta l'arrembaggio alla ricerca del varco buono che trova quasi fuori tempo massimo con una fucilata che apre la festa (dal 15' sts Olivera sv). IBRAHIMOVIC 6,5. La prima palla-gol è sua, ma la spreca in maniera scandalosa sparando addosso a Casillas. Nulla da dire sulle sue qualità tecniche, ma il ruolo di goleador non gli appartiene. Infatti sbaglia alla grande anche nella ripresa. Si conferma re degli assist offrendo a Trezeguet la palla del vantaggio e ribadisce di essere il numero uno nel tenere la squadra appiccicata all'area avversaria. DEL PIERO 6. Parte dalla sinistra, ripiega a cercare il pallone. Brucia le mani di Casillas con un destro che pareva quasi innocuo. Si accomiata dalla partita senza colpe particolari (dal 12' st Trezeguet esce all'improvviso e colpisce con una rovesciata capolavoro che accende la speranza e battezza la festa). CAPELLO 7. Prova tutte le soluzioni disponibili e alla fine ha ragione lui. Esce pazzo di gioia. Il repertorio di Zidane è infinito, Figo si nasconde Raul gira a vuoto, Beckham si pavoneggia invano
REAL MADRID CASILLAS 6. L'aspirante numero uno al mondo, parola di Gigi Buffon, annulla la prima palla-gol della serata stoppando Ibrahimovic. Altri miracoli non deve farne, la voglia della Juventus si spegne su stinchi, ginocchia e natiche madridiste fino alla magia in rovesciata di Trezeguet e alla rasoiata decisiva del Panterone nel secondo tempo supplementare. RAUL BRAVO 5,5. L'assenza di Salgado promuove il modesto difensore di fascia. La Juve non ne sa approfittare e di rado i pericoli arrivano dalla zona sinistra. HELGUERA 6,5. Ha deciso la partita dell'andata, prova a decidere anche il ritorno quando in rovesciata toglie a Ibrahimovic una splendida occasione. Molto attento in ogni fase. SAMUEL 6,5. Il muro di romanista memoria ha piccole crepe, ma regge ancora l'urto. Grande il lavoro del secondo tempo, esce vincitore dalle mischie più furibonde. Ma non basta. ROBERTO CARLOS 5,5. Imbriglia Camoranesi, libera il sinistro omicida e collauda Buffon da distanza siderale. Non va mai all'assalto con decisione e nel secondo tempo dalla sua parte sono arrivate le azioni più pericolose. GRAVESEN 6,5. Gli altri sono tutti violinisti, a lui hanno affidato il tamburo per tenere svegli quelli della difesa spesso propensi alla siesta fuori orario. Lavora molti palloni, ha compiti distruttivi che tutto sommato assolve al meglio. BECKHAM 5. Si pavoneggia, ma non incide. Del resto non è neppure la prima volta che lo vediamo ai margini della partita. Patisce molto Pessotto (32' st Solari 6: molto pericoloso, sfiora il gol). FIGO 5. Si nasconde per tutto il primo tempo, tiene palla senza andare in pressing, senza dare scosse al gioco della squadra. Una prestazione da comprimario nella serata più delicata. Tenta nel finale di risolvere su punizione, ma sfiora soltanto l'incrocio. ZIDANE 6. Accolto come un amico dalla parte pensante del pubblico, ringrazia offrendo alla platea piccoli saggi del repertorio personale. Parte da sinistra, ma ha facoltà di trovare lui la posizione migliore. Meno importante rispetto all'andata, spreca poco e lascia il campo in chiaro debito di ossigeno (29' st Guti 6). RAUL 5. Pizzicato nella morsa formata Figo, una prestazione insufficiente da Thuram e Cannavaro, gira a vuoto, così prova da lontano, ma sono tiri che riscaldano i raccattapalle (dal 6' st Owen sv). RONALDO 5. A ogni pallone che tocca viene sommerso da fischi e chiamato «ciccione». Passeggia, assiste, amministra le energie evitando scatti inutili. Quando parte fa male e sfiora il gol all'inizio della ripresa lasciando sul posto i difensori bianconeri e sganciando un sinistro che Buffon riesce a deviare sul palo. Entra in collisione con Tacchinardì e viene giustamente espulso. Una macchia nella sua partita. LUXEMBURGO 5,5. La stagione è compromessa. In campo manda le figurine dei suoi campioni.
I bianconeri sono affamati di vittoria dopo che l'Inter l'anno prima l'aveva beffato sul traguardo tricolore. Sará una vittoria per i bianconeri bella ed importante verso il cammino che porterá i nostri beniamini verso il dicianovesimo tricolore.
Dall'altra parte c'é un Ascoli che dopo una stagione tribolata riesce ad evitare la retrocessione in Serie B per un soffio.
Buona Visione!
Campionato di Serie A 1980-1981 - 5 ritorno Torino - Stadio Comunale Domenica 8 Marzo 1981 ore 15.00 JUVENTUS-ASCOLI 3-0 MARCATORI: Bettega 7, Fanna 34, Cabrini 83
LE PAGELLE DEI BIANCONERI Zoff celebra la numero 500
ZOFF — Festeggiava 500 partite in serie A e lo fa in maniera egregia. Respìnge, in uscita, due pericolosi palloni e si oppone con bravura al tentativo insidioso di Pircher. Bravo, Dino!
CUCCUREDDU — Altra prova positiva di Antonello, ormai abituato a frenare l'impeto degli avversari. Pircher ne esce umiliato.
CABRINI — E' fra gli uomini più in forma della squadra. Pieno di vivacità, di iniziativa, inarrestabile sul lungo linea sinistro e continua a segnare. Buon... segno.
PRANDELLI — Forse gli avevano raccomandato di tenere posizione per fare da guardiano a Scirea. Ci è riuscito bene. Ed è servito anche come uomo di spinta.
GENTILE — Ancora una volta costretto a marcare fantasmi, lui che gradirebbe un uomo sul quale ringhiare per poi sganciarsi in galoppate sulla zona di sua competenza. Prova positiva e maschia.
SCIREA — Merita un elogio particolare per aver «dimenticato» l'infortunio patito mercoledì scorso ad Avellino. Disinvolto, preciso, è servito molto ai reparti avanzati.
MAROCCHINO — Il migliore in campo. E' un aratro che trascina tutto e lascia il solco. Povero Boldini, non è mai riuscito a vederlo. E neppure Anzivino ha avuto grossi successi. Stupenda galoppate, magnifichì assist di Marocchino per Tardelli e per Brady.
TARDELLI — Sempre prezioso con quel suo lavoro agile. Manca un paio di gol anche per la bravura di Pulici.
BETTEGA — Superbo.per tempismo, precisione e potenza nel suo gol. Per il resto normale amministrazione, con distribuzione di intelligenti passaggi.
BRADY — Comincia alla grande, poi si affievolisce un poco. Eccezionali un paio di lanci di quaranta metri. Delizioso negli scambi ravvicinati. Precipitoso nell'azione del gol mancato. Può comunque fare meglio.
FANNA — Volenteroso, deciso, pratico. Segna un gol con splendida azione personale e dà a Cabrini la palla del terzo punto. Fra i migliori in assoluto.
CAUSIO — Gioca solo un quarto d'ora. Il «vecchio» barone tocca alcune palle deliziose. La classe non è acqua.