È il 7 maggio 2000 e Juventus e Parma si sfidano nella sedicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1999-2000 allo Stadio delle Alpi di Torino.
La Juventus è guidata in panchina da Carlo Ancelotti e sembrerebbe in rampa di lancio per conquistare un altro Scudetto. Però una grande Lazio, un epilogo di campionato non da Vecchia Signora, ed un signore ornito di ombrello in un campo più da pallanuoto che da calcio, 'ruba' un tricolore più che meritato.
Il Parma dall'altra parte disputa un campionato non all'altezza delle attese e finisce 'solo' al quinto posto.
Buona Visione!
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 7 maggio 2000 ore 15:00
JUVENTUS-PARMA 1-0
MARCATORI: Del Piero 60
JUVENTUS: Van der Sar; Ferrara C., Montero P., Iuliano (Tudor 68); (c) Conte A., Tacchinardi (Zambrotta 84), Davids, Pessotto G.; Zidane; Inzaghi (Kovacevic 87), Del Piero
A disposizione: Rampulla, Oliseh, Birindelli, Esnaider
Allenatore: Carlo Ancelotti
PARMA: Buffon G.; Sartor, Thuram L., Cannavaro F.; Fuser (Stanic 46), Vanoli, Baggio D., Bolano, Benarrivo (Di Vaio 67); Crespo, Amoroso M
A disposizione: Guardalben, Dabo, Lassissi, Maini, Walem
Allenatore: Alberto Malesani
ARBITRO: De Santis
AMMONIZIONI: Tudor (Juventus); Bolano (Parma)
Contro il baluardo Montero il Parma non ha più fenomeniJUVENTUSVAN DER SAR 6,5. Tocca, al massimo, pallette innocue e para un colpo di testa di Crespo.FERRARA 7. Pulito nel controllo di Crespo e Amoroso, cerca qualche appoggio in attaccoMONTERO 7,5. Cuore della squadra. Azzanna e chiude, contrasta in cielo e per terra, sfiora il gol al 37' con il colpo di lesta che Fuser respinge sulla linea, l'occasione più nitida del primo tempo: Cammarata non avrebbe fatto il fenomeno con l'uruguayano a Verona.IULIANO 7. Il momento d'oro dura da mesi con rare sbavature. Non spreca nulla, è elegante. Finché non si infortuna(23' st Tudor 6: è ingenuo sull'ammonizione, sarà squalificato).CONTE 6. Grandissimo coraggio, è il primo a impegnare Buffon. Esordisce con un'incursione che conclude con l'assist a Inzaghi, non ne ripete altro.TACCHINARDI 7. Rientro convincente, è forte nei contrasti, lucido nei lanci: l'unica pecca è il tiro(39' st Zambrotta sv)DAVIDS 6,5. Ha più benzina degli altri e lo si vede per come gestisce animosamente il finale e la partita, quando i suoi compagni frenano. Colpisce anche l'incrocio dei pali. Meno brillante se deve distribuire il gioco.PESSOTTO 7. I gol che hanno deciso le vittorie scacciacrisi a Bologna, il secondo con l'Inter e questo di Del Piero sono ispirati da suoi cross: se li calcia da fondocampo son micidiali e per questo dovrebbe cercarli di più.ZIDANE 5,5. Si coordina per il possibile 2-0, poi sbaglia la porta (vuota) anche se molti hanno l'illusione del gol. Dietro all'episodio c'è l'esibizione fragile di un grande palleggiatore che non e più illuminante.INZAGHI 5,5. Animoso ma poco pungente, ferma alcuni contropiede perche sta in fuorigioco. Buon primo tempo, invisibile nella ripresa in cui sbaglia il 2-1)(12'st Kovacevic sv)DEL PIERO 7. Voto alto perché il gol è importante, atteso, storico. Piazza bene la palla. Ma il resto della partita, a parte un paio di finte e un dribbling, sarebbe insufficiente.ANCELOTTI 7. Non inventa, ne potrebbe farlo. E' già una magia che abbia rigenerato in 7 giorni la squadra di Verona.PARMABUFFON 6,5. Alcune respinte lo assolvono, non ha niente da spartire con il golSARTOR 5. Dalla sua fuga scriteriata in attacco nasce l'azione della rete juventina.THURAM 7. Come la dea Kali ha braccia e gambe che si moltiplicano a respingere i palloni e le mire di Inzaghi.CANNAVARO 7. L'attaccante più pericoloso del Parma: sfiora un gol nel primo tempo e segna quello, non concesso, nella ripresa. In difesa é inappuntabileVANOLI 5,5. Non trova posizione, galleggia sulla fascia.FUSER 6. Chiude a destra il bunker emiliano, si vede poco in attacco (dove reclama un rigore), si nota più spesso in difesa e ribalte il tirò gol di Montero(1'st Stanic 5: inconcludente e irritante) .SOLANO 6. Cala nella ripresa, quando il Parma devo attaccare. Ne ammiriamo il primo tempo, di efficace rottura.BAGGIO D. 6. Sia in mezzo, da frangiflutti. Non lo si ricorderà per gli sputi all'arbitro, come successe all'andata.BENARRIVO 6. Gioca in posizione più centrale, quindi frenato(22'st Di Vaio 5)AMOROSO 5. Chissà a cosa pensa, al 41', quando non tira, solo davanti a Van der Sar. Non é una scelta da goleador.CRESPO 5. Accoglie l'invito di Ancelotti: per riconoscenza verso Carlelto, non gioca.MALESANI 5. Tattica solo difensiva, a cercar il contropiede. Il Parma non sa più attaccare.
L'arbitro DE SANTIS 5. Gestisce, più di quanto non arbitri, un match corretto. Anche sul gol di Cannavaro fischia la situazione di pericolo (su angolo forse inesistente) più della percezione di una spinta.Marco Ansaldo
JUVE-LAZIO SCUDETTO e POLEMICHEDel Piero gol su azione, De Santis ferma Cannavaro.Moggi: tutto regolareUn fischio misterioso fa infuriare CragnottiSPIACE dover spingere alla periferia della domenica il primo gol su azione di Alessandro Del Piero dopo 567 giorni, la vittoria della Juventus contro il Parma, la fiammeggiante replica della Lazio a Bologna, l'onestà balistica di Beppe Signori (due reti, senza esultare). La Juve campione per tre minuti, i due punti di dote che difenderà strenuamente domenica, nella tana di un Perugia già salvo, l'estremo assalto della Lazio alla Reggina e allo scudetto: tutto sprofonda inghiottito dal fischio che esala il romano De Santis un attimo prima che, al minuto 90, Fabio Cannavaro firmi di testa, su calcio d'angolo che probabilmente non c'era, il pareggio del Parma e l'aggancio della Lazio. Mai come in questo caso, occhio umano e occhio televisivo concorrono a escludere scorrettezze tali da giustificare un'infrazione: e, dunque, l'intervento del giudice. Resta quel fischio: un mistero imbarazzante. Il livello dei nostri arbitri è mediocre: e il coraggio, in giro, merce sempre più rara. Luciano Moggi(«tutto regolare, naturalmente»)apre il libro della contabilità alla pagina del Tardini, 1-1 il 9 gennaio scorso, pareggio di Crespo al 93' in fuorigioco. Sergio Cragnotti ripensa al rigore che Treossi gli sfilò a Firenze, il 15 maggio del 1999, quando ancora aveva un punto di vantaggio sul Milan. C'è chi grida alla casualità e chi al complotto. Mettetevi nei panni di Cragnotti: perdere due campionati di fila, e sempre allo stesso modo, farebbe imbufalire un abate, figuriamoci un capitano d'industria. Come Sensi e Moratti, il padrone della Lazio medita di rivoltare il Palazzo. Dal 1992 (compreso) lo scudetto è affare di Milan e Juve: sono le società meglio organizzate e più forti, in tutti i sensi. Sia chiaro: la vittoria, la Juve l'aveva meritata. Ma il gol di Cannavaro era gol. Le flebo di rugby e il fresco ai un pomeriggio così lontano dalla fornace di Verona hanno restituito un po' di ossigeno alla squadra di Ancelotti. E' destino che, a portata di mano, ci siano sempre, o spesso, regali non richiesti, ma preziosi. Per come si è sviluppato l'intreccio, lo spareggio auspicato dall'Italia non bianconera sarebbe stato, e sarebbe ancora, l'epilogo più legittimo e rispettoso dei valori espressi. A Perugia, la Juve smarrì lo scudetto del 1976, a beneficio del Toro di Gigi Radice. Perugia, la scorsa stagione, lo ha consegnato al Milan. Lo stadio intitolato a Renato Curi si accinge ad assegnare il primo titolo del Duemila. La Juve deve vincere. La Lazio deve attendere.Roberto Beccantinibrani tratti da: La Stampa 8 maggio 2000












































