È il 13 giugno 1987 e si disputa allo 'Stadio Omobono Tenni' di Treviso una gara amichevole post-campionato tra la Juventus ed una selezione locale.
Da poco è terminata la stagione ed i bianconeri piemontesi hanno finito la loro fatica secondi dietro al Napoli (per la prima volta scudettato). Pochi si accorgono che per i nostri eroi è iniziato così un lungo periodo buio senza successi in campo nazionale.
Il mondo é stravolto dalla pandemia Covid-19. Dopo un lungo stop il campionato 'deve' riprendere in estate con le restanti giornate da disputare.
Il nono Scudetto consecutivo è solo questione di giorni; i ragazzi in bianconeri conquistano il 38esimo scudetto finendo la stagione più irregolare della storia con un solo punto di vantaggio dall'Inter.
Dall'altra parte c'è il Milan che dopo il pareggio per 1-1 a Torino nella gara di andata cerca di conquistare quella finale che darebbe lustro alla loro stagione. Infatti i rossoneri terminano la stagione 'solo' al quinto posto - a 27 punti dalla capolista bianconera.
Per quanto riguarda la Juve, i nostri ragazzi (guidati in panchina da Maurizio Sarri) sono sconfitti in finale dal Napoli.
Buona Visione!
Stagione 2019-2020 - Coppa Italia - Semifinali, ritorno Torino - Allianz Stadium venerdì 12 giugno 2020 ore 21:00 JUVENTUS-MILAN 0-0
JUVENTUS: Buffon; Danilo (Cuadrado 86), De Ligt, (c) Bonucci, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic (Khedira 62), Matuidi (Rabiot 62); Dybala, Ronaldo, Douglas Costa (Bernardeschi 62) A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Rugani, Olivieri M., Muratore, Vrioni, Zanimacchia Allenatore: Maurizio Sarri
MILAN: Donnarumma; Conti A. (Saelemaekers 88), (c) Romagnoli A., Kjaer, Calabria (Laxalt 88); Kessie (Krunic 82), Bennacer; Paquetà (Colombo L. 82), Calhanoglu, Bonaventura (Leao 52); Rebic A disposizione: Begovic, Donnarumma A., Biglia, Gabbia, Olzer, Brescianini, Maldini D. Allenatore: Steano Pioli
La squadra di Sarri sfrutta il vantaggio del pari con gol dell'andata (1-1) e stacca il pass per l'ultimo atto della manifestazione in programma mercoledì prossimo a Roma. Errore dal dischetto per CR7, rossoneri per grande parte del match in dieci per l'espulsione di Rebic
TORINO - Il calcio italiano è tornato dopo 95 giorni dall'ultima gara di Serie A (Sassuolo-Brescia del 9 marzo) e 94 dopo l'ultima uscita di una nostra squadra in Champions (Valencia-Atalanta, 10 marzo). E' toccato a Juventus e Milan far ripartire l'Italia del pallone dopo il lockdown per contenere la pandemia di Covid-19. Lo 0-0 fa felice la Juve, che stacca il pass per la finale grazie al pari rocambolesco rimediato all'andata (rigore di Ronaldo al 91'), il Milan esce a testa alta, senza essere stato mai sconfitto nelle due partite. Per la Juventus è la diciannovesima finale di coppa Italia, mercoledì prossimo a Roma i bianconeri se la vedranno con la vincente dello scontro tra Napoli e Inter, in programma domani al San Paolo.
E' stata una partita di plastica
Juve all'assalto ma CR7 sbaglia il rigore
Dopo un commovente minuto di silenzio in memoria di tutte le vittime del virus, le due formazioni hanno disputato, senza spettatori e seguendo alla lettera il protocollo sanitario, una semifinale di ritorno discreta, soprattutto nel primo tempo grazie ai campioni d'Italia. Sarri propone un 4-3-3 con Douglas Costa, Dybala e Ronaldo in attacco. A centrocampo Pjanic, Bentancur e Matuidi. Danilo e Alex Sandro esterni, de Ligt e Bonucci a difesa di Buffon. Pioli, tra squalificati e infortunati, ha poca scelta e schiera un 4-4-1-1 con Bonaventura a supporto di Rebic in avanti. Paquetà e Calhanoglu esterni con Kessie e Bennacer in mezzo al campo. In difesa Kjaer e Romagnoli centrali, Conti e Calabria esterni bassi. La Juventus parte fortissima e dopo una manciata di secondi Douglas Costa calcia sul fondo da ottima posizione. I bianconeri sfondano facilmente sulla corsia di sinistra grazie proprio a Douglas Costa che, insieme ad Alex Sandro, fanno impazzire Conti. Una possibile svolta del match arriva al 13′ quando Ronaldo tenta di controllare in area ma Conti lo contrasta con un gomito. Orsato va al Var e concede il rigore per i padroni di casa. Sul dischetto si presenta naturalmente CR7 che però coglie il palo alla destra del portiere.
Rebic in rosso, il Milan tiene
Proprio nella successiva azione al rigore, Rebic entra durissimo su Danilo, con un colpo da kung fu al corpo dell'esterno. Orsato prima tentenna, ma poi decide per una espulsione che ci sta tutta e quindi il Milan, già in netta difficoltà 11 contro 11, resta in 10 uomini. La prima proiezione offensiva rossonera arriva solo al 24′: cross di Calabria dalla sinistra e tiro al volo di Conti ma sfera alta. Poi è ancora Juventus con l'azione più pericolosa alla mezz'ora confezionata da Danilo, ma Matuidi col sinistro si fa respingere il tiro da Donnarumma. Il portiere rossonero ferma anche un tentativo dal limite di Ronaldo, mentre al 41′ una punizione sorprende la difesa di casa, ma Kjaer e Romagnoli non arrivano alla deviazione vincente.
Milan ci prova, ma non basta
Nel secondo tempo scende in campo un Milan migliore, molto attento seppur in inferiorità numerica, mentre la Juventus sembra avere un calo fisico. Al minuto 48 bel cross dalla destra di Bonaventura e colpo di testa di Calhanoglu ma palla out. Poco dopo Pioli fa entrare Leao al posto di Bonaventura che non la prende benissimo. La gara non regala tante ulteriori emozioni e Sarri decide per un triplo cambio (adesso sono cinque le sostituzioni consentite ma da effettuare in tre finestre): dentro Khedira, Rabiot e Bernardeschi e fuori Pjanic, Matuidi e Douglas Costa. I nuovi entrati non cambiano l'inerzia del match, mentre al 71′ Kjaer, tra i migliori, è decisivo nell'anticipare di testa de Ligt in area ospite. Proprio il difensore ex Atalanta poco dopo ci prova di testa in attacco, ma senza fortuna; mentre Donnarumma ferma un sinistro di Dybala. Altra girandola di cambi, con Pioli che per la prima volta nella storia del calcio italiano ne rimpiazza cinque in totale in una gara ufficiale. Nei quattro minuti di recupero finali, Cuadrado calcia alto, mentre Donnarumma respinge un tiro di Alex Sandro e la Juventus si regala la finale di Roma.
É una Juventus che cerca di costruire una squadra ancora scossa dal addio di 'Le Roi' Michel Platini e dai fallimenti di Ian Rush e dal tecnico Rino Marchesi. Guidati in panchina dalla leggenda Dino Zoff, i bianconeri raggiungono un quarto posto in campionato che dovrebbe rappresentare un buon viatico per il futuro.
Dall'altra parte c'è una Lazio che termina la stagione a metá classifica tranquilllamente seduta nella sua mediocritá.
La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine, però , sarà solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri.
Dall'altra parte c'è un Vicenza che dopo una lotta fino all'ultimo istante deve salutare la massima divisione e retrocedere in Serie B.
Buona Visione!
Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 16 ritorno Vicenza - Stadio Romeo Menti domenica 10 giugno 2001 ore 15.00 VICENZA-JUVENTUS 0-3 MARCATORI: Del Piero 37, Trezeguet 40, Trezeguet 51
JUVENTUS: Van der Sar, Tudor, Iuliano, Montero (Ferrara C. 81), Paramatti, Zambrotta, Tacchinardi, Pessotto G., Zidane (Brighi Mat. 85), Del Piero, Trezeguet (Kovacevic 70) Allenatore: Carlo Ancelotti
ARBITRO: De Santis
LE PAGELLE David ha cancellato Inzaghi Un 'altra doppietta per il francese Alex, gol di testa e splendido assist
VICENZA STERCHELE 6,5. Evita una sconfitta più umiliante con qualche intervento in tutta sicurezza. CARDONE 5,5. Deve coprire la fascia che percorre Paramatti, dimostra limiti tecnici evidenti. DICARA 5. Arranca sempre, lascia varchi in cui la Juve si inserisce costruendo la sua vittoria (dal 1' st Sommese 6: poca qualità, molto impegno). ZANCHI 5. Fin qui protagonista, contro gli ex compagni disputa una partita da dimenticare, si addormenta sui primi due gol. TOMAS 5. Spesso in ritardo, fatica a tenere Del Piero, scivola sul secondo gol di Trezeguet. BEGHETTO 5,5. Esterno sinistro di difesa, patisce le incursioni di Zambrotta e invece di aggredire l'avversario rincula sempre. CROVARI 5. Marcare Zidane è un compito difficile per chiunque. A lui riesce particolarmente male. FIRMANI 6. Nel marasma del centrocampo è quello che conserva un minimo di lucidità. DABO 5,5. Perde il confronto con Tacchinardi, troppo timido e esitante non porta munizioni all'attacco (dal 16' st Bernardini 5: utilizzato tardi, entra in partita in maniera marginale). JEDA 4,5. Il giovane brasiliano alle prese con Passaportopoli combina una serie di pasticci infinita. Cercare la salvezza con giocatori così è un'impresa titanica. KALLON 5. Perde alla grande il confronto con Tudor, commette errori da dilettante è una zavorra che il Vicenza non può permettersi (dal 1' st Tomic 5: schierato per cercare maggior potenza in attacco riceve soltanto fischi).
JUVENTUS VAN DER SAR 6. Mai impegnato se non su qualche uscita alta. TUDOR 6,5. Offre a Del Piero un assist perfetto, domina la scena in difesa come gli capita ormai da tempo. IULIANO 6. Il controllo delle punte vicentine è troppo facile per uno della sua esperienza. MONTERO 7. Nulla che già non si sapesse. Spazza via e chiude ogni varco (dal 36' st Ferrara sv). PARAMATTI 6,5. Sta concludendo in crescendo la prima stagione juventina. Prezioso il suo apporto difensivo e anche in fase di spinta. ZAMBROTTA 6,5. Beghetto lo vede sfrecciare come l'Eurostar, inesauribile fino all'ultimo. TACCHINARDI 6,5. Sradica dai piedi avversari decine di palloni, dà robustezza ad un reparto che anche senza Davids non ha perso compattezza. PESSOTTO 6,5. Divide con Zambrotta la fatica sulla fascia sinistra, sempre pronto a proporsi in fase offensiva e spesso ignorato non si sa perché. ZIDANE 6,5. Dà il via alla splendida azione del terzo gol, arricchisce di giocate ad effetto la manovra della squadra. Prende pure una moneta in testa, ma tiene duro (dal 40' st Brighi sv). DEL PIERO 6,5. Un gol facile e un assist da fenomeno. Perfetta l'intesa con Trezeguet. TREZEGUET 7,5. Gol numero 13 in campionato. Ha cancellato dalla Juve Inzaghi, è davvero un attaccante spietato (dal 24' sv Kovacevic sv).