sabato 30 maggio 2026

30 Maggio 1973: Juventus - Ajax

É il 30 Maggio 1973 e Juventus ed Ajax Amsterdam si sfidano nella Finale (gara unica) della Coppa dei Campioni 1972-73 allo Stadio 'Crvena Zvezda - Marakaná' di Belgrado (Jugoslavia).

La Juve allenata in panchina da Cestmir Vycpalek si appresta a vincere il suo quindicesimo Scudetto anche se ad una giornata dal termine sembrerebbe che il Milan si possa fregiare della tanto osannata Stella del decimo tricolore. Ma una sconfitta inattesa a Verona ribalta tutto in quella che e' tutt'oggi famosa come la 'Fatal Verona'.

Per quanto riguarda il fronte europeo, i bianconeri si vedono sfilare da sotto le mani il massimo alloro continentale dalla squadra del momento. Questo Ajax é l'emblema principale del gioco totale olandese. Sará solo la prima di tante delusioni europee per la Vecchia Signora.

Buona Visione! 

 

 

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Stagione 1972-73 - Coppa dei Campione - Finale
Belgrado - Stadio Crvena Zvezda - Marakaná
Mercoledì 30 Maggio 1973 ore 20.30
JUVENTUS-AJAX 0-1
Marcatore: 5' Rep

Juventus: Zoff, G. Marchetti, Longobucco, Furino, Morini, Salvadore, Altafini, Causio (73' Cuccureddu), Anastasi, F. Capello, R. Bettega (63' Haller)
Allenatore: Cestmir Vycpalek

Ajax: Stuy, Suurbier, Krol, Neeskens, Hulshoff, Blankenburg, Rep, Haan, Cruijff, G. Muhren, Keizer
Allenatore: Stefan Kovacs

Arbitro: Gugolovic (Jugoslavia)
Ammonizione: Furino (J)



Vycpalek, o chi per lui, rimescolava le carte. Decise infine di sorprendere l’Ajax con uno schieramento sin troppo offensivo: tre punte, con Altafini in campo dal primo minuto accanto a Bettega e Anastasi, più Causio. Ne fu sguarnito il centrocampo, dal quale venne escluso l’elemento più in forma, Cuccureddu, il fresco uomo-scudetto. Non si rivelò una scelta felice e fu inutile correre ai ripari a latte versato. Anche la rinuncia ad Haller, dall’impagabile esperienza internazionale, non fu una buona trovata. Una Juve presuntuosa sulla carta e spaurita in campo.

All’Ajax bastarono, appunto, quattro minuti. Poi mascherò la sua stanchezza, e il suo goliardico approccio alla gara, con il mestiere e il palleggio. La Juve non si accorse mai che l’Ajax, quell’Ajax, era una tigre di carta. Ne subì il fascino, non seppe mai aggredirla. In sostanza, perse senza giocare, alimentando una leggenda che la voleva irresistibile in patria ma inerme in campo internazionale. Dovette arrivare Trapattoni per abbattere il tabù e lanciare la Juve anche in Europa.

fatto: Ajax-Juve 1973: malgrado Belgrado 





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venerdì 29 maggio 2026

Dentro l'Heysel


Al di là di ogni tipo di risultato sportivo il 29 Maggio 1985 rappresenta una data triste e funesta per la gloriosa Storia Bianconera. Al di là della prima Coppa dei Campioni conquistata a noi innamorati della Vecchia Signora rimanarrono per sempre scolpite nella memoria le urla, il sangue e quei corpi senza vita di giovani ragazzi che (come noi) amiamo alla follia la Juventus.

Certamente le azioni salenti della finalissima tra Juventus e Liverpool passano in secondo piano. Quella coppa benché vinta meritamente dopo una stagione europea magnifica resterá macchiata di tragedia.

Ascoltiamo questo emozionante podcast di Emilio Targia che racconta quella serata che (ahinoi) non scomparirá MAI dalla nostra mente.



 



Eccomi al centro della foto con il giubbotto nero, mentre riesco quasimiracolosamente a uscire da quell’inferno e a salvarmi la vita.

Purtroppo 39 persone non hanno avuto la stessa mia fortuna e sono morti schiacciati in quella trappola mortale e a loro oggi va il mio ricordo e il mio pensiero.

Uno stadio fatiscente con un unico ingresso (!) nella parte alta della curva e senza vie d’uscita se non il campo da calcio, dove sono riuscito a scappare dopo che un piccolo varco nella rete era stato aperto.

Immaginate una curva strapiena composta per 9/10 da Juventini festanti perlopiù famiglie (gli ultras della Juve erano nella curva opposta), divisa da una rete da pollaio dal settore dove erano letteralmente stipati gli hooligans del Liverpool, che erano entrati in massa e senza biglietto e che si erano riforniti di mattoni in un cantiere aperto a fianco allo Stadio!

Un’ora prima circa dall’inizio della partita hanno cominciato a tirarci i mattoni, una cosa incredibile, sembravamo dei bersagli ed eravamo lì inerti che non sapevamo cosa fare e col pensiero che qualcuno comunque li avrebbe fermati.

A un certo punto gli hooligans cominciano a strappare la rete divisoria da pollaio e, attenzione, uno solo entra nel nostro settore e inizia a strappare striscioni e bandiere!!!

Fosse successo nella curva degli ultras della Juve lo avrebbero massacrato, ma noi eravamo tifosi normali, famiglie, gente comune e tutti spaventati hanno iniziato a indietreggiare.

Gli altri hooligans vedendo una situazione simile si saranno chiesti “ma come non l’ammazzano, allora questi sono un branco di conigli attacchiamoli”… e hanno invaso la nostra curva…

La gente spaventata e senza vie d’uscita (l’unica in alto era stata prontamente presidiata dagli hooligans) è finita col riversarsi verso il muro di cinta esterno della curva.

In pochi secondi mi sono ritrovato come un granellino di sabbia in un mare in tempesta, sbalzato a destra e a sinistra e poi completamente immobilizzato con due strati di persone sotto e uno strato sopra.

La luce solare si faceva sempre più flebile e ho pensato “cazzo sto morendo a 20 anni per una partita di calcio”, poi miracolosamente è stato aperto un piccolo varco nella rete davanti a noi e ho cominciato a urlare “guardate c’è un varco, cerchiamo di arrivare fino a lì”.

La pressione è mano mano diminuita, ho risentito le mie gambe e sono riuscito ad entrare nel campo da calcio.

Una corsa liberatoria fino alla curva opposta e mi sono diretto davanti agli spogliatoi e li ho assistito al risultato di quella autentica follia, coi feriti e coi morti strappati, schiacciati, sbudellati, adagiati su barelle improvvisate…

Arrivano le ambulanze e vicino a me caricano un tifoso con una gamba maciullata che urlava, ma nessuno lo capiva così sono salito in ambulanza e ho tradotto a medici e infermieri quello che diceva….

Un vero tifoso Juventino, che ha questi colori nel DNA può capire quindi il significato di questa Coppa che abbiamo vinto la prima volta col nostro sangue e la seconda ai rigori.

tratto da Tuttojuve.com




 

giovedì 28 maggio 2026

28 Maggio 1978: Juventus - Napoli

É il 28 Maggio 1978 e Juventus e Napoli si sfidano nella quarta giornata del girone finale della Coppa Italia 1977-78 allo Stadio 'Comunaledi Torino.

É una Juventus che domina il calcio italiano. In campionato nessuno puo starle dietro tant'é che al secondo posto si afferma la sorpresa Lanerossi Vicenza

Per quanto riguarda la coppa nazionale i bianconeri si devono arrendere al secondo gruppo eliminatorio.

Buona Visione! 



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Stagione 1977-1978 - Coppa Italia - Girone finale, 4ª giornata
Torino - Stadio Comunale
domenica 28 maggio 1978 ore 20:30 
JUVENTUS-NAPOLI 1-0
MARCATORI: Spinosi 45

JUVENTUS: Alessandrelli, Spinosi, Geissa, (c) Furino, Morini, Miani, Fanna, Schincaglia, Boninsegna (Tolfo 80), Gasperini G., Virdis
A disposizione: Marchese, Cascella, Marchetti M., Granaglia. 
Allenatore: Giovanni Trapattoni

NAPOLI: Mattolini, La Palma (Bruscolotti 46), Ferrario, Restelli, Catellani, Stanzione, Massa (Nuccio 46), Juliano, Savoldi, Vinazzani, Chiarugi
A disposizione: Favaro, Casale, Cassano
Allenatore: Gianni Di Marzio

ARBITRO: Tonolini
AMMONIZIONI: Furino 37 (Juventus)
ESPULSIONI: Furino 42 (Juventus); Chiarugi 89 (Napoli)




Trapattoni parte tranquillo: lascia una squadra vera 
Una orgogliosa Juventus (in 10) batte il Napoli con Spinosi: 1-0 

TORINO — L'orgoglio dei campioni è stato grande ieri sera contro il Napoli, quel Napoli che nell'andata di Coppa aveva umiliato proprio la Juventus sotto una valanga di cinque gol. Con la solita squadra priva degli «argentini», che fin qui aveva fatto meno che poco, ridotti in dieci uomini per l'espulsione di Furino al 42', i bianconeri hanno sorpreso un Napoli fino a ieri lanciato verso la finale di Coppa Italia e che ora è stata seriamente compromessa. Il gol di Spinosi allo scadere del primo tempo non ha premiato soltanto la stupenda prestazione dello stopper bianconero, che con Morini e Alessandrelli ha fatto a gara per raccogliere la palma del migliore, ma anche il carattere, la determinazione e, appunto, l'orgoglio dei campioni che hanno così salutato nel migliore del modi Trapattoni in partenza per l'Argentina. 

La partita sembrava predestinata a risolversi con un monologo del Napoli. In effetti il Napoli ha sfiorato molte volte il gol, ma sulla sua strada non si è più trovato quell'Alessandrelli che gli aveva spianato il successo a Napoli, ha trovato un altro portiere, con il solito nome ma con la voglia di riscattarsi da tutte le perplessità che avevano suscitato le precedenti uscite in Coppa Italia. Oseremmo dire che Alessandrelli stasera, almeno stasera, si è rivelato degno di Zoff. La partita si è conclusa con numerosissimi tifosi napoletani, circa 3500 nel concerto dei 6500 presenti in silenzio, mentre quelli juventini che per 45 minuti erano stati zitti in attesa della sconfitta, si sono riscattati nella ripresa e la gara è finita con il coro «Juve, Juve». 

Questo è un successo che non ha nessun significato per la Coppa Italia, ma ha un significato, nel caso ce ne fosse stato bisogno, per il carattere della Juventus e per il futuro, con particolare riferimento al prossimo. Con questi uomini, più ancora che con questi giocatori, Trapattoni può partire tranquillo per l'Argentina e per le vacanze. Allo stadio Comunale la Juventus gioca in trasferta per questa interessante partita di Coppa Italia. Le due curve sono pressoché deserte, e nei distinti centrali hanno preso posto circa 2500 tifosi del Napoli, in tribuna qualche bianconero, ma è chiaro che le attenzioni di questa partita sono rivolte tutte alla squadra azzurra protesa a garantirsi quel successo che le consentirebbe di avvicinarsi ulteriormente alla finale. 

Nessuna grossa novità negli schieramenti a parte il fatto che Di Marzio ha deciso di schierare Chiarugi all'ala sinistra e sulla estrosa ala si piazza subito Spinosi, mentre Morini si occupa di Savoldi che all'andata gli aveva segnato 4 gol. La Juventus gioca piuttosto bloccata con Boninsegna e Virdis punte avanzate. Nessun particolare accorgimento tattico, naturalmente, a centrocampo. I primi applausi vanno a Chiarugi che al 3' dal limite sfiora il gol con una bella sberla di sinistro, ma il suo tiro finisce di poco a lato. Subito dopo c'è un buon momento bianconero con Geissa che sulla sinistra imita gli «argentini» Cabrini e Gentile. Tuttavia in fase conclusiva le punte bianconere non riescono a concretizzare un certo predominio territoriale. 

Al 13' questa offensiva piuttosto sterile della Juventus viene conclusa con un bel tiro di Fanna che manda la palla di poco a lato con un bel tiro di destro. Al 15' due occasioni per il Napoli, che ritorna padrone del campo; una punizione di Chiarugi viene svirgolata da Morini nel tentativo di precedere Savoldi: Alessandrelli è bravo a deviare in corner. Sul tiro dalla bandierina Juliano da pochi passi di testa ha la palla buona per segnare ma alza troppo la mira. La Juventus non accetta di subire e contrattacca caparbiamente trascinata in questo suo atteggiamento dall'orgoglio di Furino, Spinosi, Boninsegna, lo stesso Virdis e soprattutto di Fanna. 
Virdis appare in progresso ulteriore, si esibisce in un tunnel ai danni di Juliano. Fanna è vivacissimo e mette continuamente in apprensione la difesa del Napoli che non può giocare serenamente come immaginava alla vigilia. Al 18' uno scontro fra Savoldi e Morini si conclude ai danni del bianconero che rimane a terra e deve ricorrere alle cure del medico e del massaggiatore per riprendere più o meno regolarmente la partita. Quando rientra in campo, Morini rimane incollato a Savoldi. 

La partita diventa nervosa. La Juventus, ovviamente, non intende proprio perderla. Al 37' Furino viene ammonito per un fallo su Catellani. Al 42' il capitano bianconero incorre in un errore più grave, commettendo un fallo di reazione su La Palma, nella zona destra dell'attacco bianconero. L'arbitro non ha esitazioni, e lo espelle. La fascia passa a Morini. Ma proprio questo episodio sprona l'orgoglio bianconero. La Juventus, ridotta a dieci uomini, al 45' si porta all'attacco con Boninsegna, che da destra calibra un cross sul quale si avventa, liberissimo, perché ha sorpreso tutti, Luciano Spinosi. Impeccabile colpo di testa a due passi da Mattolini, ed è gol. Juventus 1, Napoli 0. 

Al 4' il Napoli si riporta all'attacco e al termine di un'azione velocissima Chiarugi devia la palla verso la rete alle spalle di Alessandrelli. L'arbitro però annulla per fuorigioco dell'ala sinistra. Chiarugi protesta vivacemente, ma l'arbitro rimane fermo nella decisione di non convalidare il gol. D'altronde un Chiarugi che protesti non fa notizia... Al 6' c'è un bel tiro di Juliano che raccoglie una sponda «pettorale» di Savoldi ma il suo tiro si spegne a lato, di poco. La partita è sempre molto accesa e a tratti anche nervosa. I tifosi bianconeri, che dal momento del gol di Spinosi hanno cominciato a controbattere con battimani ed urla di incitamento i tifosi napoletani, tributano al portiere juventino una lunga ovazione. E' ancora Alessandrelli protagonista, al 26', con una bella parata in tuffo su bolide di Ferrario. 

L'offensiva azzurra non si spegne ma la Juventus è sempre caparbia e non sbaglia quasi nulla. All'attacco Virdis ha ormai esaurito tutte le sue energie, però, la difesa regge e come! Al 36' Morini, a portiere battuto, su tiro di Savoldi salva sulla linea e mantiene cosi la Juventus in vantaggio. Un vantaggio meritato per carattere e determinazione. C'è ancora l'espulsione di Chiarugi per proteste e la partita si chiude.
 
Franco Costa 
tratto da: La Stampa 29 maggio 1978





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28 Maggio 1989: Juventus - Fiorentina

É il 28 Maggio 1989 e Juventus e Fiorentina si sfidano nella tredicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1988-89 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

É una Juventus che cerca di costruire una squadra ancora scossa dal addio di 'Le Roi' Michel Platini e dai fallimenti di Ian Rush e del tecnico Rino Marchesi. Guidati in panchina dalla leggenda Dino Zoff, i bianconeri raggiungono un quarto posto in campionato che dovrebbe rappresentare un buon viatico per il futuro. 

Dall'altra parte c'è una Fiorentina guidata in panchina da Sven Goran Eriksson e condotta in campo da un giovane Roberto Baggio, che conclude la stagione in 7a posizione e (dopo spareggio con la Roma) si aggiudica un posto in Europa.

Buona Visione!



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Stagione 1988-1989 - Campionato di Serie A - 13 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 28 maggio 1989 ore 16:30 
JUVENTUS-FIORENTINA 1-1
MARCATORI: Buso 4, Cucchi 53

JUVENTUS: Tacconi, Napoli N., De Agostini, Galia, Bruno P., (c) Tricella, Mauro, Marocchi (Magrin 46), Buso, Zavarov, Laudrup
A disposizione: Bodini, Favero, Cabrini, Altobelli
Allenatore: Dino Zoff

FIORENTINA: Landucci, Bosco (Calisti 63), Carobbi, Dunga, Battistini S., Hysen, Salvatori, Cucchi, Pruzzo (Di Chiara 70), Baggio R., Pellegrini
A disposizione: Bacchin, Pin, Perugi
Allenatore: Sven Goran Eriksson

ARBITRO: Felicani
AMMONIZIONI: Bruno P. 29, De Agostini 76 (Juventus); Cucchi 22 (Fiorentina)
ESPULSIONI: Bruno P. 72 (Juventus); Baggio R. 72 (Fiorentina)





Napoli e Tricella le note liete di fine stagione

La zona Uefa, a quattro giornate dal termine, è ormai acquisita per la Juventus anche se il pareggio con la Fiorentina ha impedito alla squadra di Zofi di agganciare il Milan, neo campione d'Europa, al terzo posto. Ancora una volta, e con piena ragione, i bianconeri hanno qualcosa da recriminare sull'arbitraggio. Il signor Felicani di Bologna ed i suoi collaboratori hanno commesso errori decisivi. Se sbagliare è umano, nei confronti della ,Juventus è diventata una cattiva abitudine.

Non vogliamo mettere in dubbio la loro buona fede, ma la Juventus, che meritava di chiudere il primo tempo con almeno due gol di scarto, s'è vista annullare un gol senza motivo (Laudrup non aveva commesso fallo su Landucci, uscito a vuoto sul cross di Marocchi deviato di testa da Carobbi) e non concederne un altro, dello stesso Laudrup allo scadere del primo tempo, perché secondo Felicani e il guardalinee il pallone incornato dal danese e respinto da Carobbi non aveva varcato interamente la linea di porta. Le riprese televisive hanno dimostrato che il gol era regolare.
Ben diversa sarebbe stata la ripresa con la Juventus in vantaggio di 2-0, sia dal punto di vista psicologico che pratico. Il pomeriggio caldo e umido, con pioggerella prima della gara e sole durante il secondo tempo, ha inciso sul rendimento della Juventus che, per esercitare una costante supremazia territoriale, aveva speso molte energie in più della Fiorentina. L'innesto di Magrin al posto di Marocchi non è bastato ad innervare un centrocampo apparso in debito d'ossigeno. E la Fiorentina ha prima pareggiato con Cucchi, poi ha scosso la traversa con un pericolosissimo colpo di testa di Pellegrini.

Sarebbe stato davvero il colmo se quell'incornata di Pellegrini fosse finita a bersaglio ma il calcio è così e, con gli equilibri esistenti nel nostro campionato, basta un episodio sfortunato per capovolgere l'esito di una partita. Un solo gol è spesso insufficiente. Giá con l'Inter la Juventus non aveva raccolto quanto meritava in 45' e i neocampioni d'Italia avevano saputo rimediare. É successo anche alla Fiorentina. La Juventus avrebbe comunque potuto essere più forte della sorte e dell'arbitraggio contrario ma Galia, De Agostini e Napoli hanno sprecato, nel finale e con le due squadre ridotte in dieci per l'espulsione di Bruno e Baggio, tre grosse occasioni per mettere ko i viola. Soprattutto quelle di Galia, a tu per tu con Landucci, e di Napoli che aveva scambiato benissimo con Laudrup ma poi, al volo di destro, angolava troppo il tiro.

Se Napoli avesse segnato, sarebbe diventato il protagonista assoluto dell'incontro. Era stato bravissimo a contrastare Baggio, il talento della Fiorentina che piace alla Juventus. Baggio non era mai riuscito a liberarsi di Napoli che, in modo corretto, lo contrastava con efficacia e partecipava attivamente alla costruzione del gioco.

Napoli, insieme con Tricella, è una delle note liete di questo finale di stagione. L'ex messinese, arrivato a Torino nell'ottobre '87, per una stagione e mezza non era riuscito ad esprimere un rendimento soddisfacente. Malanni muscolari, ricadute, gli avevano negato la continuità e la prima squadra. E bastata l'operazione alle tonsille per risolvere tutti i problemi. Ed i risultati si vedono.

Bruno Bernardi





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mercoledì 27 maggio 2026

27 Maggio 2001: Juventus - Perugia

É il 27 Maggio 2001 e Juventus Perugia si sfidano nella quindicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo 'Stadio delle Alpi' di Torino.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine però sará solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. 

Dall'altra parte c'é un Perugia che vive una stagione tranquilla e finisce la propria corsa a metá classifica.

Buona Visione! 



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Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 27 maggio 2001 ore 20:30 
JUVENTUS-PERUGIA 1-0
MARCATORI: Trezeguet 55

JUVENTUS: Van der Sar; Tudor, Iuliano, Montero P., Athirson (Brighi Mat. 79); Zambrotta, Tacchinardi, Pessotto G.; Zidane (O'Neill 66); (c) Del Piero (Inzaghi 86), Trezeguet
A disposizione: Carini, Ferrara C., Birindelli, Fonseca
Allenatore: Carlo Ancelotti

PERUGIA: Mazzantini; Rivalta, Materazzi, Di Loreto; Blasi (Saudati 66), Paris (Gatti 76), Liverani, Guinazu (Robbiati 79), Pieri; Ahn, Vryzas
A disposizione: Tardioli, Hilario, Lombardi, Sogliano
Allenatore: Serse Cosmi

ARBITRO: Bolognino
AMMONIZIONI: Iuliano, O'Neill (Juventus); Mazzantini, Liverani (Perugia)




LE PAGELLE  
Tacchinardi, grande fatica a centrocampo 
Per Pessotto e Del Piero una serata senza squilli 

JUVENTUS 
VAN DER SAR 6,5. Un primo tempo di tutta tranquillità. C'era un solo pericolo, ma Vryzas lo grazia sparandogli addosso da ottima posizione. Poi respinge da campione una deviazione del greco. Inoperoso per tutta la ripresa, salvo un'altra bella parata su punizione dal limite. 
TUDOR 6. Deve vedersela con Pieri che fa molto movimento ma non deve faticare molto per tenerlo a bada. Mantiene un raggio d'azione molto limitato. 
IULIANO 6. Deve lavorare poco ma commette qualche errore di troppo. Meglio quando va in avanti ad aiutare i compagni. 
MONTERO 6. Puntuale e preciso nelle chiusure. 
ATHIRSON 6. Deve vedersela con lo sgusciante Blasi che lo sottopone a continui recuperi e non sempre lo neutralizza. Si disinteressa di spingere sulla fascia 
(dal 34' st Brighi, sv). 
ZAMBROTTA 6,5. Per tutto il 1' tempo si fa vedere poco. Solo in due occasioni riesce a saltare Di Loreto ma spreca tutto sbagliando i cross. Nella ripresa serve Trezeguet che segna. 
TACCHINARDI 6. II solito guerriero a tutto campo che deve faticare molto per contenere Liverani, regista del Perugia. 
PESSOTTO 6. Un po' spento e senza grinta. Gioca pochi palloni e li sbaglia quasi tutti. 
ZIDANE 6. Partenza pessima poi si riprende e inventa uno splendido duetto con Del Piero, ma il portiere avversario gli nega il gol. Non all'altezza delle ultime prestazioni con Fiorentina e Bologna 
(dal 21' st O'Neill 6; si mette davanti alla difesa a distribuire palloni e chiudere).
TREZEGUET 6,8. Per tutto il primo tempo gli creano una sola buona occasione: ma il suo pallonetto, su assist di Zidane, timbra la traversa. Lui si muove molto alla ricerca di spazi ma non riesce mai a trovarne. Bravo nell'esecuzione del gol del vantaggio: controlla con freddezza e batte imparabilmente Mazzantini. Poi spreca una facile deviazione. 
DEL PIERO 5,5. Nella giungla della difesa perugina non trova spazi per mettersi in mostra 
(dal 41 st Inzaghi, sv). 

PERUGIA  
MAZZANTINI 6,5. Si salva come può sulle incursioni avversarie. Lo aiuta una traversa e poi di piede toglie il gol a Zidane. Si fa ammonire dall'arbitro perché perde troppo tempo nel rimettere la palla in gioco. Non può fare nulla sul gol di Trezeguet. 
RIVALTA 5. Ben protetto dai ritorni dei centrocampisti, tiene la posizione e non deve faticare molto a contenere Del Piero. Non anticipa Trezeguet sul gol dello juventino. 
MATERAZZI 6. Mobile e preciso calamita di testa i pochi cross che arrivano in area. 
DI LORETO 6. Vigile e perfetto nel controllare Zambrotta e quelli che tentano di passare dalla sua parte. 
BLASI 5,5. Gioca davanti alla difesa pronto a bloccare ogni buco 
(dal 21' st Saudati 5; si è messo davanti all'area avversaria, ma non ha avuto alcuna occasione).
PARIS 5,5. Si vede poco e non è determinante nel contenere tentativi di affondo degli avversari 
(dal 31'st Gatti, sv). 
LIVERANI 6,5. Il solito grande inventore di gioco. Ma i suoi suggerimenti sono sprecati perche cadono quasi sempre nel vuoto. Rimedia un'ammonizione per fermare Del Piero. 
GUINAZU 3,5. Tanto movimento, tanti recuperi ma poca precisione nei suggerimenti. Bravo in alcuni anticipi su Zidane 
(dal 34' st Robbiati, sv). 
PIERI 6. Corre e pressa a tutto campo. 
VRYZAS 5,5. Nel primo tempo ha una grandissima occasione: si libera bene di Iuliano e si presenta tutto solo in area ma spreca sparacchiando sul portiere. Suo lo spunto di testa nel finale che costringe Van der Sar a una difficile respinta. 
AHN 5. Molto movimento, tanto fumo ma poco arrosto.

Arbitro BOLOGNINO 6. Partita tranquilla che può amministrare con facilità. 

Nino Sormani






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martedì 26 maggio 2026

26 Maggio 2019: Sampdoria - Juventus

É il 26 Maggio 2019 Sampdoria Juventus si sfidano nella diciannovesima (ed ultima) giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di  Serie A 2018-19 allo 'Stadio Luigi Ferraris - Marassi'  di Genova.

É una Juventus che ha appena vinto l'ennessimo Scudetto (é il 37esimo). 

Dall'altra parte ci sono i blucerchiati genovesi che disputano una stagione piú che positiva; finita poco sotto le posizioni che contano per l' Europa.

Buona Visione! 




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Stagione 2018-2019 - Campionato di Serie A - 19 ritorno
Genova - Stadio Luigi Ferraris
domenica 26 maggio 2019 ore 18:00 
SAMPDORIA-JUVENTUS 2-0
MARCATORI: Defrel 84, Caprari 90+1

SAMPDORIA: Rafael; Bereszynski, Ferrari A., Colley, Sala; Praet, Barreto (Vieira 70), Linetty; Ramirez (Caprari 58); Defrel, (c) Quagliarella (Gabbiadini 78)
A disposizione: Audero, Belec, Andersen, Saponara, Ekdal, Jankto, Sau, Junior Tavares, Tonelli 
Allenatore: Marco Giampaolo

JUVENTUS: Pinsoglio; Caceres, Rugani, (c) Chiellini (Bonucci 65), De Sciglio; Cuadrado, Bentancur, Can (Portanova 59), Matheus Pereira (Nicolussi 75); Dybala, Kean
A disposizione: Szczesny, Del Favero, Pjanic, Barzagli, Spinazzola
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Nasca
AMMONIZIONI: Rugani 52, Portanova 90+3 (Juventus)




I due attaccanti blucerchiati regalano a Giampaolo (prossimo all'addio?) una prestigiosa vittoria. Marassi quest'anno si conferma tabù per Allegri, all'ultima sulla panchina bianconera

GENOVA - C'era riuscita una sola volta negli ultimi 11 scontri ufficiali. La Sampdoria torna a battere la Juventus e lo fa nell'ultima giornata di campionato. I liguri vincono 2-0 grazie alle reti nel finale di Defrel e Caprari. Amaro addio ai bianconeri per Allegri: quest'anno il Marassi è stato un vero e proprio tabù.

La prima di Pinsoglio
Le due formazioni erano state annunciate alla vigilia da Giampaolo ed Allegri, segnale di come la partita non importasse nulla per la classifica. Giampaolo sceglie Rafael in porta, si rivede a centrocampo Barreto. Allegri premia il terzo portiere Pinsgolio con la prima presenza stagionale in campionato, davanti senza Ronaldo ecco il tandem Kean-Dybala. Il più motivato è Quagliarella, deciso a blindare il primato nella classifica cannonieri ma le occasioni sono pochissime e, nel primo tempo, i due portieri appena si sporcano i guanti.

Marassi tabù per Allegri
Ripresa più pimpante con Quagliarella che in due occasioni prova a sorprendere Pinsoglio ma senza esiti. Tutte le emozioni arrivano nel finale: al 77′ Quagliarella lascia il posto a Gabbiadini e riceve la standing ovation di tutto lo stadio. Passano 4′ e viene annullato un gol a Kean, abile a superare Rafael in uscita, ma in posizione di fuorigioco per davvero pochi millimetri. Sembra tutto indirizzato verso lo 0-0 quando Defrel scambia bene in area con Gabbiadini e trafigge Pinsoglio con un tiro strozzato. L'ex attaccante della Roma sigilla così il suo ottimo girone di ritorno. La reazione della Vecchia Signora non c'è, anzi all'inizio dei 4 minuti di recupero Caprari pennella una punizione straordinaria con il portiere bianconero attonito. Dopo il ko (il primo in campionato) contro il Genoa dello scorso marzo, Marassi si conferma tabù per Allegri che lascia ufficialmente la Juventus con una sconfitta.

Lunedì il futuro di Giampaolo
Farà lo stesso Giampaolo? C'è aria di addio, ma sarà decisivo il summit previsto per lunedì tra il tecnico marchigiano ed il presidente Ferrero. Intanto la Sampdoria saluta i propri tifosi con un'ottima stagione, soprattutto tra le mura amiche. E, a proposito di mercato, attenzione alle sirene del Napoli su Quagliarella.

Francesco Carci





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