venerdì 25 settembre 2026

25 Settembre 1977: Juventus - Milan

É il 25 Settembre 1977 e Juventus e Milan si sfidano nella terza Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1977-78 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

É una Juventus che domina il calcio italiano. Alla fine di questo campionato i bianconeri infatti conquisteranno il loro diciottesimo Scudetto. Nessuno può starle dietro tant'é che al secondo posto si afferma la sorpresa Lanerossi Vicenza. 

Dall'altre parte i rossoneri disputano un campionato dignitoso piazzandosi al quarto posto finale.

Buona Visione!

 


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Campionato di Serie A 1977-1978 - 3 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 25 Settembre 1977
JUVENTUS-MILAN 1-1
MARCATORI: Gentile 2, Maldera 48

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Morini, Scirea, Fanna, Causio, Boninsegna (Virdis 71), Benetti, Bettega
Allenatore: Giovanni Trapattoni

MILAN: Albertosi, Collovati, Maldera, Morini, Bet, Turone, Tosetto, Capello, Calloni, Rivera, Buriani
Allenatore: Nils Liedholm

ARBITRO: Ciacci

 



Bettega: "Poteva finire 6 a 2" 
Un coro di elogi dei bianconeri al portiere avversario.
Trapattoni: " La squadra mi è piaciuta in blocco" 
Causio: "Meritavamo noi la vittoria"  
13 marzo 1977. Juventus-Milan 2 a 1: bianconeri cosi cosi, però vincenti. 
25 settembre 1977, JuventusMilan 1 a 1: bianconeri molto bravi, ma congelati sul pareggio per una serie dì circostanze sfavorevoli e per la bravura di Albertosi e per la vitalità di un avversario molto intelligente, pratico ed irriducibile. Questo è II calcio, mutevole per i suoi verdetti imprevedibili. Giovanni Trapattoni, che riceve la stampa in tenuta di gioco avendo dovuto guidare i rincalzi nel consueto allenamento del dopo partita, sa tutte queste cose e mostra di non stupirsi dell'epilogo del 90' ed esibisce un fatalismo molto vicino alla filosofìa.
"Il pareggio, comunque sia venuto, può accontentarmi, dal momento che certi match si possono concludere con sgradevoli sorprese. Sapevo che non si trattava di un test da sottovalutare ed ho cercato soluzioni di ogni genere perché la squadra non denunciasse rilassamenti. Ed è logico che spenda due parole per elogiare i bianconeri in blocco, i quali durante l'arco dell'incontro hanno speso ogni risorsa fisica e mentale. La vittoria non è arrivata per una serie di motivi: loro si sono chiusi bene nella loro metà campo e per noi la vita si è fatta grama. Poi dobbiamo ricordare il pallone uscito di poco a lato scagliato da Cuccureddu ed il montante stupendo di Bettega. Inoltre, un elogio va fatto ad Albertosi che ha parato proprio tutto». 
Di là da queste considerazioni specifiche, c'è un dato positivo da rilevare; Juventus-Milan è tornata 'classicissima', come in un passato non molto lontano. Lei cosa ne pensa?  
"Che le due squadre si sono fronteggiate con gioco veloce e piacevole. Noi avevamo la opportunità di chiudere il bilancio già nel primo tempo, con la fuga di Bettega conclusasi con tiro ribattuto da Albertosi. Ma niente da dire su questo Milan che a mio avviso ha disputato una grossa partita. Ci ha pescato in difetto con una tioica azione di contropiede». 
E viene a galla Virdis. Il numero 14, ieri pomeriggio, non ha indossato i soliti panni del jolly-vìncente. La carta di Trapattoni è stata rimessa dal rossoneri nel mazzo della partita senza che nuocesse. In tondo, Il gioco aveva una precisa fisionomia ed i miracoli non sempre riescono. Trapattoni spiega così l'ingresso del bravo attaccante sardo: 
«Eravamo al Comunale, dunque con l'obbligo morale e pratico di imporre il nostro gioco. I miei uomini, alla ricerca del secondo gol, stavano un po' accentrati. Logico, no? Perciò ad un certo punto ho ritenuto utile mandare in campo Virdis, per dare più respiro all'azione, per sviluppare gli schemi con maggiore movimento e in zone larghe». 
Due battute su Pietro Fanna, che ci è parso molto Impegnato nella parte, disciplinato anche se ancora un po' timoroso e disorientato. Trapattoni torna all'elogio collettivo, coinvolgendo il giovane friulano: 
«Ha svolto il suo lavoro con impegno. Chiaro che si trattava di una partita delicata e non era facile inserirvisi. Comunque Fanna sta maturando ed acquista, di gara in gara, personalità».
Bettega, autore di un capolavoro di tecnica e di potenza, quando ha girato In porta un destro che aveva battuto Albertosi ma che era stato respinto dal montante sinistro della porta rossonera, innanzitutto si pronuncia sull'azione Interpretata da Ciacci come regolare e conclusasi con ammonizione del bianconero: 
«Rigore grosso cosi! Non ci sono dubbi. Sono stato preso, cinturato ed atterrato da Bet. L'1 a 1? Potevamo segnare 6 gol ed il Milan 2. Poteva finire 6 a 2. Albertosi è stato grandissimo. Ma bravo anche il Milan». 
Causio, in un angolo dello spogliatoio, sfoggia con una punta di orgoglio le ferite (da tacchetti) ricevute sul polpaccio e sulla tibia. Ci guarda con occhio soddisfatto, come dire 
«Vedi che so soffrire anch'io?», poi comincia «Sono gli incerti del mestiere. Sul match dico solo che se non si vince dopo aver giocato un primo tempo cosi c'è da mangiarsi... le mani. Ma il pari non cambia nulla. Secondo me, una nostra vittoria avrebbe rispettato meglio i valori in campo. Basta pensare a chi è stato il migliore dei ventidue: Albertosi. Bravissimo! Il Milan, ha più carattere dello scorso anno ed è più furbo. All'occorrenza sa giocare anche con nove nella sua metà campo. Sul sottoscritto poco da aggiungere. Il ruolo di mezzala non è un problema. Mi adatto a tutte le circostanze e a tutti I compagni che di volta in volta mi si affiancano». 
L'ultimo ad uscire dal vestibolo è Antonello Cuccureddu: ha da recriminare su un paio di suoi 'proiettili' finiti di poco a lato di Albertosi. 
«Abbiamo dimostrato che siamo sempre forti. Solo che la palla non voleva andare dentro Cercavamo i due punti e ci siamo esposti. Logico che si finisca per correre seri rischi». 
La Juventus dei rincalzi si è allenata ieri sera. Previsto II rientro di Tardelli (oggi si recherà a Novara per fare da testimonio a Marchetti che si sposa) per II retourmatch con l'Omonia di Cipro che stamane è giunto a Caselle.  
Angelo Caroli 



"Le mie due reti in due partite non sono un caso. Devo ringraziare Trapattoni, che lo scorso
campionato mi ha impiegato in una versione più offensiva visto che, in precedenza, mi limitavo semplicemente a marcare l'avversario. Grazie a lui e al suo lavoro sono progredito anche tecnicamente e oggi uso il sinistro alla pari del destro, cosi posso affondare sulla fascia e cercare le incornate vincenti di Bettega e Boninsegna.
Insomma mi sto prendendo delle belle soddisfazioni nei confronti di chi ha sempre detto e sostenuto che io sono soltanto un picchiatore" 
Claudio Gentile nel post partita 


"La metamorfosi di Gentile non è causale ma il frutto di un duro lavoro che il giocatore ha affrontato. Ora scende sulla fascia con maggiore convinzione e quindi anche sotto porta il suo contributo diventerà fondamentale, Oggi poteva addirittura firmare una doppietta!. Devo sottolineare, invece, che questo campionato sarà molto diverso da quello precedente sono sicuro che la battaglia per lo scudetto sarà meno prevedibile e molto più tormentata, sia per noi che per i nostri avversari. Purtroppo oggi meritavamo la vittoria ma, se una squadra per buona parte della partita, si difende in nove uomini è davvero arduo riuscire a batterla."

Giovanni Trapattoni nel post-partita 


 


La Juventus segna con Gentile (poi si fa raggiungere da un Diavolo irrispettoso) e il Genoa sogna con Pruzzo che porta il «Grifone» ligure in vetta alla classifica, fianco a fianco con i bianconeri. Il campionato, dunque si fa in salita, mostra i primi affanni e girano a vuoto Bologna, Napoli, Fiorentina e Perugia. Il tutto, mentre al mezzo passo falso di Trapattoni & C. s'accompagnano le prime contestazioni
Una Signora troppo... Gentile

A TORINO sono stati arrestati tre tifosi del Milan. La TV ha fatto vedere gli scontri di Vicenza, dove era di scena il Torino. Si sono registrate battaglie violentissime con tanto di bastoni, pugno di ferro, spranghe e coltelli. Si è vista anche una baionetta bandita a mo' di trofeo, I moralisti della politica hanno commentato che si sono mostrati molto più pacifici gli autonomi della sinistra, in convegno a Bologna. "La Repubblica" che pure è un giornale economico, ha dedicato un'inchiesta per sapere cosa si sta facendo per scacciare la violenza dagli stadi.

Si parla di cineprese nascoste, di cani lupo e di idranti, ma ci si chiede preoccupati: sarà il campionato della violenza? Per ora resta il campionato della Juventus, anche se non ha vinto contro il Milan. Perché a fermare i campioni d'Italia non è stato il Milan bensi Albertosi e anche l'arbitro Ciacci, Bettega, una volta tanto, ha dimenticato lo stile Juventus ed è andato in TV a contestare tutti i critici della Juventus: da Gianni Brera a Carlo Sassi, quello della moviola (dato che la moviola aveva mostrato chiaramente lo strattone di Bet e Bettega, mentre, il commento era stato fatto in chiave milanista elogiando l'arbitro per l'ammonizione!). Brera più volte è parso chiaramente in difficoltà, per fermare Bettega avrebbe dovuto chiedere aiuto a Bet. Si è offeso anche perché un tifoso gli ha scritto in TV dicendogli 

"Tu non capisci niente di calcio. Perciò stai zitto". 

E ha detto a Ottavio Rossani che era andato a intervistario: 

"Sarei curioso di conoscerlo, di fare uno studio sociologico (ma non ho tempo) su questo cretino che dice a me, vent'anni di critica teorica, di lavoro, dopo che con le mie convinzioni tecniche ho spinto le squadre di tutto il mon do ad adottare la tecnica difensiva e ad abolire l'M.W. inglese (e allora sul piano pratico con dividevano le mie idee solo Rocco, Viani, Lerici, e come tutti i capaci questo Lerici l'hanno relegato ai NAGC di Genova, i dirigenti cretini), dicevo, con quale criterio mi offende di incompetenza? Magari è un villico che alla domenica sfoga gli istinti senza ancora sapere che cos'è il calcio".

E ha finito tirando in ballo la Confederazione elvetica, che pure è la patria del verrou. Mi arrabbio quando vado in Svizzera e non posso entrare in un bar vietato agli italiani. E noi una volta gli svizzeri li compravamo "col gozzo", a chili, i morti di fame. Ora sono gli italiani, i morti di fame e all'estero non ci considerano più nulla. Il vescovo Lefebvre si ribella a Roma perché è convinto che anche la Chiesa diventerà zero, perché si sta italianizzando e gli italiani i considera Incapaci di fare qual cosa di buono... Sono comunista nazionalista, ma con riserva...." 

E a Claudio Sabelli Fioretti che gli ha chiesto a nome de "L'Europeo" che ne pensa del PCI ha precisato: 

"Berlinguer è un nobile spagnolo. I sardi non sono italiani. Non hanno innesti celti o germanici. Berlinguer è un nobile spagnolo e quindi non c' entra un cazzo."

Secondo Giovanni Arpino invece non dovrebbe entrarci Herrera con la TV. Ha scritto l'autore di "Una nuvola d'ira": 

"Non vorremmo rivedere H.H. Ai generali del video, la scoperta di una "voce" seria. Oppure sia, comica vera: con un attore da cabaret. Chi lo vieta? La seriosità del calcio può far male. Avanti femministe e bizzarri di nome, tre minuti a colori, non si negano a nessuno". 

Che voglia finire sul video anche Giovanni Arpino?

JUVENTUS-MILAN 1-1
Gianni Brera l'anti-Bettega

Forse quando è andato alla Domenica sportiva Roberto Bettega sapeva già che il sommo Gianni Brera l'aveva bocciato come giocatore. Qualche 007, evidentemente, gli aveva fatto una soffiata dallo Sporting da dove il neo mezzobusto (con bretelle) di mamma Rai ave va dettato il suo servizio a "Il Giorno" prima di trasferirsi sui teleschermi. Si è visto subito che il leader della Juventus era pre venuto e che cercava la rissa, chiassosa più che il dialogo civile. Brera, dovendo fare gli onori di casa, sia pure a fatica ha ingolato e si è contenuto limitandosi all'ironia. Ma se si fossero trovati all'osteria, chissà come sarebbe andata a finire. In TV Bettega è stato cattivo con Brera, ma bisogna riconoscere che sul giornale Brera è stato cattivo con Bettega. Abbiamo spulciato tutti giornali possibili e immaginabili. Ebbene Brera è l'unico giornalista italiano che domenica non ha degnato Bettega della sufficienza; l'ha bocciato con 5,5. La Stampa (che come i professori della nuova ondata non dà voti ma esprime giudizi) ha scritto (a firma Bruno Perucca): 

«Tre tiri parati, tre a lato di poco (quasi tutte palle gol), un clamoroso "montante", un rigore negato, un'ammonizione ricevuta: non si può dire che Roberto non sia stato protagonista (sfortunato) ieri allo stadio Comunale..." 

Cioè non ha segnato per pura sfortuna e non perche era in giornata nera come ha sostenuto Brera. Ma che Bettega fosse in giornata nera, l'ha detto solo Brera, Giorgio Mottana, che é di manica stretta, l'ha gratificato di un bel 6,5 sulla "Gazzetta dello sport" Gianni De Felice sul "Corriere della sera" Pier Cesare Baretti su "Tuttosport" e Bruno Panzera su "L'Unità" sono arrivati tranquillamente al 7. E sul "Corriere dello sport-Stadio". Ezio De Cesari non si è peritato di dargli addirittura 7,5 elogiandolo tra i migliori in campo.

Ma Brera, si sa, ama andare controcorrente. E quello che per gli altri è il migliore, per lui è il peggiore. Per fortuna stavolta ha evitato di bocciare come al solito Causio, autore di un primo tempo da spettacolo. Però il 6,5 di Brera è ben lontano dall'8 di Tuttosport. Tuttavia in questa occasione il voto peggiore, il barone leccese l'ha ricevuto da Mottana, appena 6. Certo a leggere le pagelle di tutti ci si accorge che il calcio è veramente un'opinione. Pigliamo Capello, ha tutta una graduatoria di voti di versi: 5 De Felice; 5,5 Brera; 6 Baretti; 6,5 Mottana e 7 De Cesari. E anche per Rivera le sfumature dei critici sono rilevanti: 6,5 Baretti e De Cesari; 6 Mottana; 5 Brera e De Felice, una volta tanto d'accordo. Tutti ovviamente hanno atribuito la palma del migliore in campo ad Albertosi, ma su questo non poteva-no esserci dubbi: anche i ciechi hanno visto che il vecchio Ricky ha neutralizzato almeno cinque palle gol. E ci auguriamo che Bearzot abbia capito che l'Albertosi attuale a dispetto dell'età merita di andare in Argentina, perché dopo Zoff è il più bravo di tutti. Domenica anzi è piaciuto più dello stesso portiere della Juventus tradito a tratti dal nervosismo generale, seguito al pareggio considerato una beffa. E siccome dopo il gol di Maldera, molti bianconeri hanno perso la testa Zoff può già essere contento di non essere stato trafitto da Calloni o da Tosetto nel finale. Trapattoni aveva provato ad affidarsi al solito Virdis, sorpresa vincente (anche se per prudenza non ha osato la Juve a tre punte e invece di Fanna ha tolto Boninsegna), ma Virdis non può compiere il miracolo tutte le domeniche.

Anche San Gennaro fa la grazia una volta all'anno. A proposito di Napoli: la "Gazzetta dello sport" edizione Palumbo è diventata davvero «Partenope sera». I redattori della "rosea" tifano tutti per il Napoli. E il direttore Gino Palumbo ha addirittura linciato il lombardo Trapattoni perché non aveva accettato certi rimproveri da Di Marzio come se Di Marzio fosse il padreterno mentre invece sino a prova contraria è l'allenatore che ha portato il Catanzaro in serie B. Siccome Trapattoni l'anno scorso ha vinto lo scudetto (e la Coppa UEFA) è logico che non accetti di prendere lezioni da Di Marzio. E siccome ha risposto risentito, Palumbo si è offeso e ha scritto in prima pagina: 

«Ci dispiace di non essere d'accordo con Trapattoni. E' proprio discutendo su argomenti tecnici con linguaggio chiaro che si abitua la gente a riflettere sul gioco e a ridurre gli spazi spesso invasi dal pettegolezzo o dallo scandalismo o dalla polemica stizzosa. E' un'impresa difficile: ma è nell'interesse del calcio (e dell'atmosfera in cui vive) riuscirvi. Perciò siamo dalla parte di Di Marzio: perché ha capito». 

Può darsi che Di Marzio abbia capito la Juventus. Sicuramente, non ha capito il Napoli. Visto che il Napoli continua a perdere.

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1977 nr.39






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Primattori alla ribalta dello scontro sabaudo-meneghino: Gianni Rivera pare rendere omaggio a Causio e al vantaggio temporaneo della Juve


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Sussurri e grida di un campionato che comincia ad agitarsi: la "Signora" va in gol con Gentile dopo appena un minuto poi il "Diavolo" parte alla riscossa e la blocca sul pari, permettendo al Genoa di Pruzzo di salire in cima alla classifica. Sugli scudi anche Verona, Inter, Roma e passi falsi di Bologna, Perugia e Napoli. Niente di fatto per Toro e Lazio e prima vittoria della matricola pescarese

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Colpito a freddo dal gol di Gentile in apertura, il Milan ritrova grinta e coraggio, cerca il gol e lo trova al 48' con Maldera: scambio in corsa con Rivera e il terzino s'insinua tra Morini e Scirea e batte Zoff. Per la "Signora" è la fine di un bel sogno e la delusione è esemplificata da Scirea, Causio e dalla genuflessione del portiere bianconero.

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Bettega reclama un rigore per una carica non propriamente ortodossa di Bet. L'arbitro Ciacci, però è di parere contrario e lo ammonisce per simulazione. Nell´altra foto Gentile cerca il replay ma Albertosi para.


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giovedì 24 settembre 2026

24 Settembre 2002: Juventus -Dynamo Kyiv

È il 24 settembre 2002 e Juventus e Dynamo Kyiv si sfidano nella seconda partita del girone di qualificazione della Champions League 2002-03 allo 'Stadio delle Alpi' di Torino.

È una Juventus lanciatissima quella che si appresta a dominare questa gara nel nostro stadio. Tra qualche mese sarà incoronata Campione d'Italia per la 27ª volta, ma è un altro il chiodo fisso della società e tifoseria. La Champions League purtroppo sfugge ai rigori nella finale fratricida contro il Milan, in un'altra serata da dimenticare sul fronte europeo.

Buona Visione!

 

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Stagione 2002-2003 - Champions League - 1ª fase, 2ª giornata
Torino - Stadio Delle Alpi
Martedì 24 settembre 2002 ore 20.45
JUVENTUS-DYNAMO KYIV 5-0
MARCATORI: Di Vaio 14, Del Piero 22, Di Vaio 52, Davids 67, Nedved 79

JUVENTUS: Buffon, Thuram, Ferrara C., Montero (Baiocco 75), Moretti, Camoranesi, Tacchinardi (Tudor 68), Davids, Nedved, Di Vaio (Trezeguet 72), Del Piero
Allenatore: Marcello Lippi

DYNAMO KYIV: Reva, Peev, Sablic, Ghioane, Gavrancic, Nesmachnyi, Leko, Husin, Cernat, Khatskevich (Melashchenko 71), Shatskikh
Allenatore: Alexej Mikhailichenko

ARBITRO: Stark (Germania)

 


CHAMPIONS LEAGUE: BIANCONERI E ROSSONERI CONFERMANO DI ATTRAVERSARE UN MOMENTO MAGICO 
Juve e Milan show, valanga di gol in Europa 
Di Vaio, Del Piero, Davids e Nedved suonano la Dinamo: che musica 

TORINO Dall'8 novembre del 1998, quando si infortunò a Udine, non avevamo più visto Alessandro Del Piero. Ne avevamo rintracciato i brandelli in edizione straordinaria, dentro in un gol o un assist illuminato, tuttavia ci stavamo rassegnando all'evidenza che l'Italia avesse mantenuto un calciatore intelligente e capace di sacrificarsi, come altri più presuntuosi non sanno fare, ma ne avesse smarrito l'enorme talento giovanile. Lo si sosteneva, e talvolta esaltava, per umana simpatia e perché, nel parco di nani che è diventato il nostro calcio, lui è comunque tra i pochi a saper fare uno stop. 

Ma il rimpianto per «quel» Del Piero coglieva chi nel calcio cerca ancora qualcosa di bello. L'inizio di questa stagione sembra chiudere il quadriennio grigio. C'è di nuovo Del Piero e non per i gol, che sono comunque l'indicatore del benessere, ma per come gli riescono giocate riposte in chissà quali cassetti della memoria. Se persiste, il Trap faticherà a tenerlo in seconda fila e la Juve ne riceverà una spinta formidabile al bel gioco, che ieri ha contagiato tutti trasformando la partita con gli ucraini in un'apoteosi. 

Gran cosa l'emulazione, se Di Vaio si sblocca con i gol e persino Edgar Davids ritrova lo spirito per inventarsi una rete entusiasmante, e che l'ha conciliato con gli juventini almeno quanto le vicissitudini romane lo stanno convincendo che è stata una fortuna non andare a Trigoria. Una serata magica, se non fosse per il «giallo» di Salas, che secondo alcuni avrebbe litigato con Lippi. Il primo tempo di Del Piero contro i giovani della Dinamo Kiev, i cuginetti sprovveduti dello squadrone che Lobanowski creò negli anni '80, è sembrato un comò ricoperto di ninnoli preziosi: il più banale in fondo era il gol del 2-0 che assicurava la prima vittoria della Juve nella Champions League affrontata di nuovo con il piglio della grande squadra. Il dribbling di Alex, ma anche i palloni messi negli spazi giusti per Nedved e Di Vaio rendevano fluida e pericolosa la trama offensiva della Juve, che altrimenti difettava di alternative, tutta incentrata su quei tre e, a volte, su Peperino Camoranesi. 

Anche quello di Lippi è un gioco che non prescinde dalle invenzioni personali e questo Del Piero che salta gli avversari ne è il toccasana: attorno a lui la squadra prende quota, energia, persino voglia di spettacolo. C'era pubblico al Delle Alpi (quando i prezzi sono onesti, la gente torna negli stadi) e si è divertito. La Dinamo ha contribuito alle piacevolezze. Gioca con una banda di ventenni o poco più, ingenuotti ma con il gusto per l'azione veloce e creativa. Lesti Cemat e Peev, efficace Khatskevich, talentuoso Leko. Questa squadra, che riassume il vecchio Patto di Varsavia per le nazionalità che vi ospita, metteva un po' in affanno la Juve tra il primo gol (testa di Di Vaio su angolo di Del Piero) e il secondo (palla persa dal libero Ghioane, assist pronto di Camoranesi per l'appoggio facile di Del Piero). Al 17' sul colpo di testa di Khatskevich, Buffon mandava a sbattere la palla contro la traversa, evitando il pareggio. Dal 2-0 il gioco della Juve decollava, tracimava, spandeva entusiasmo. C'era quasi allegria, mentre la Dinamo esponeva tutti i propri difetti negli spazi che lasciava troppo larghi. Cominciava lo show, uno dei rari a cui abbiamo assistito ultimamente: se fossero queste le partite, il calcio tornerebbe a divertire. 

Nedved si affiancava alle intuizioni di Alex; Tacchinardi (altro recupero fondamentale, dopo una stagione da dimenticare) cuciva il gioco. Così nella ripresa, salvo una gran parata di Buffon al 16' che inseriva il portierone nella magia della serata, era solo Juventus. Di Vaio, ancora di testa sul lancio di Nedved, firmava la serata della sua possibile svolta (3-0 al 7'), dopo che il ceco aveva colpito il palo. Entrava anche Trezeguet, per una breve ma significativa comparsata. La rete bruciante di Davids e un sinistro tuonante di Nedved completavano il punteggio mandandoci a casa consapevoli che questo calcio purtroppo è come un grande vino: impossibile berlo tutti i giorni. 

Record anche per Alex che supera Altafini: ora è il cannoniere del torneo. L'olandese e il ceco danno la spinta decisiva. Di Vaio e Camoranesi fanno festa a Del Piero, che con la rete segnata ieri è ora il capocannoniere italiano in Champions League con 25 gol.

 


LE PAGELLE BIANCONERE 
Thuram e Tacchinardi autorevoli 
«Viallino», doppietta e applausi 

BUFFON 8. Pronti via ed è già SuperGigi: mette i pugni su un'incomata maligna facendo schizzare la palla sulla traversa. Fa il gattone nella ripresa quando vola a sventare un gol sicuro. 

THURAM 7. Bene, bravo, bis. Sta cancellando l'immagine del giocatore svagato e svogliato che non voleva saperne di adattarsi al ruolo di terzino. Difende e si spinge oltre le linee nemiche. La curva approva battezzandolo migliore persino di Nesta. 

FERRARA 7. Nulla da segnalare che già non si sapesse. Contiene l'uzbeko che ha il compito di fare da guastatore. Lippi potrebbe avere trovato per lui la soluzione ideale: lo conserva per l'Europa facendolo riposare in campionato. 

MONTERO 7. Gli avversari sono veloci e fastidiosi come moscerini che spuntano dappertutto. Se le insidie sono ridotte all'osso, è evidente che il merito è come sempre anche suo. Esce zoppicando 

(dal 31° Baiocco sv). 

MORETTI 6,5. Poteva essere con i viola a Gualdo, invece prende contatto con l'Europa che conta e si fa trovare pronto. Brillante nelle volate in fascia, anche se limita il suo apporto offensivo. 

CAMORANESI 7. Ha preso coscienza del fatto che nella Juve può avere un ruolo di primo piano. Lo dimostra facendo ogni cosa con sicurezza, concedendosi giocate importanti come quella che manda in gol Del Piero. 

TACCHINARDI 7. In dubbio fino a poche ore dall'inizio, gioca senza risentire del problema muscolare patito a Empoli. E adesso i tifosi lo chiamano a gran voce, perché è solido e motivato 

(dal 23' st Tudor 6). 

DAVIDS 8. A Roma volano i cazzotti, qui si raccolgono le vittorie. Edgar dovrebbe ringraziare Moggi di aver resistito alle offerte di Sensi. Gioca sciolto, cerca quelle magie che prima gli riuscivano soltanto nello spot del suo sponsor tecnico. Trova il gol in slalom alla Tomba e finisce in crescendo come l'orsetto dalla pile inesauribile. 

NEDVED 8. Quando inserisce le marce, è difficile per chiunque tenergli testa. Lo trovi in tutte le azioni più pericolose. Sfiora più volte il gol dalla lunga distanza, trova un palo a negargli la rete e sul proseguimento della stessa azione fa l'assist perfetto per il Di Vaio bis. Chiude da trionfatore con un sinistro dal limite che scuote con violenza la rete. 

DI VAIO 7,5. Ecco i primi gol ufficiali del Viallino. Di fronte a Sacchi scalda i motori in vista del Parma. Primo centro di testa, secondo quasi in fotocopia con una zuccata perentoria. Sta entrando nei meccanismi di gioco 

(dal 27' st Trezeguet sv). 

DEL PIERO 8,5. In alto i calici: il capitano saluta Altafini e sale a quota 25 gol in Champions, capocannoniere per i club italiani. Il record è la ciliegina sulla torta e fa risplendere ancora di più le gesta di un campione ritrovato. In questo momento non gli manca nulla; è di nuovo pienamente padrone delle sue infinite risorse tecniche. Getta nella mischia una rabbia che non aveva dal giorno dell'infortunio.

Fabio Vergnano 
brani tratti da: La Stampa 25 settembre 2002




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mercoledì 23 settembre 2026

23 Settembre 2017: Juventus - Torino

É il 23 Settembre 2017 e Juventus e Torino si sfidano nella Sesta Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2017-18 allo Stadio 'Giuseppe Meazza' San Siro di Milano.

La Juve allenata in panchina da Massimiliano Allegri si appresta a vincere lo Scudetto ma é tallonata da vicino dal Napoli magistralmente giudato da Maurizio Sarri. 

Dall'altra parte ci sono i 'cugini' granta del Torino che disputano un campionato tranquilli e senza eccessi. Alla fine finiranno i propri impegni in nona posizione.

Buona Visione!



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Stagione 2017-2018 - Campionato di Serie A - 6 andata
Torino - Allianz Stadium
sabato 23 settembre 2017 ore 20:45
JUVENTUS-TORINO 4-0
MARCATORI: Dybala 16, Pjanic 40, Alex Sandro 57, Dybala 90+1

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon, Lichtsteiner, Benatia, Chiellini, Alex Sandro, Pjanic, Matuidi (Bentancur 72), Cuadrado (Bernardeschi 62), Dybala, Douglas Costa, Mandzukic (Higuain 80)
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, Rugani, Barzagli, Asamoah, Sturaro
Allenatore: Massimiliano Allegri

TORINO (4-2-3-1): Sirigu, De Silvestri, N'Koulou, Lyanco, Ansaldi, Rincon (Gustafson 75), Baselli, Iago Falque (Acquah 30), Ljajic, Niang (Boyè 70), Belotti
A disposizione: Ichazo, Milinkovic-Savic V., Molinaro, Valdifiori, Burdisso, Edera, Berenguer, Moretti, Sadiq
Allenatore: Sinisa Mihajlovic

ARBITRO: Giacomelli
AMMONIZIONI: Benatia 45+1 (Juventus); Baselli 10, Baselli 24, Ljajic 39, Acquah 83 (Torino)
ESPULSIONI: Baselli 24 (Torino)





La squadra di Allegri centra nella stracittadina la sesta vittoria su sei e tiene il passo del Napoli.

Chissà se Paulo Dybala e Daniele Baselli sono fan di Eddie Murphy. Di certo dopo il derby dell’Allianz Stadium, che premia la Juve con comodissimo 4-0, più che per “Una poltrona per due” sarebbero stati perfetti per il casting di “Un derby per due”. La Joya si prende la copertina, col gol che spezza l’equilibrio dopo 16’ e la carezza da poker del recupero. L’ex atalantino finisce dietro la lavagna dopo 24’ da incubo: prima perde il contrasto con calamita Matuidi che porterà al primo gol di Dybala, poi entra in maniera folle su Pjanic. Imperdonabile che con già un’ammonizione sulle spalle si rischi un intervento del genere. Risultato: partita finita al netto del timbro d’autore di Mire Pjanic in chiusura di primo tempo.

E SENZA SIRIGU… — Qualsiasi discorso parte dai due episodi chiave: i restanti 66’ e recuperi raccontano di un Sirigu superlativo nel limitare il passivo di un Toro che, pur non sbracando mentalmente, non ha nessuna arma per provare a dare un minimo di senso alla ripresa. Il tris di un Alex Sandro nuovamente sui suoi superlativi livelli, è seguito da almeno quattro prodezze del portiere ex Psg, di cui due su un Mandzukic che avrebbe meritato la soddisfazione personale.

SENZA PIPITA — Già, il Pipita. Neanche i suoi più decisi detrattori possono spingersi a dire che la Juve gioca meglio senza di lui. Higuain entra senza polemiche a 10’ dalla fine, dopo un pre-partita in cui si erano inseguite le voci sui motivi della sua esclusione, puramente tecnici. Mette anche il piede nel 4-0. Ma la Juve senza l’argentino offre comunque un eccellente calcio: Mandzukic non avrà mai la sua incisività in area, ma conferma che un anno da esterno non gli ha fatto disimparare il mestiere di centravanti a tuto campo. Alle sue spalle, Cuadrado conferma di vivere un buon momento, Douglas fa timidi passi avanti e Dybala mostra che questo straordinario picco di inizio stagione non è ancora terminato. Quindi, finché Higuain non sarà il vero Pipita, si può serenamente fare a meno di lui.

IL TORO — I granata, nei 24’ di partita vera, mostrano di avere difficoltà a raggiungere il Gallo Belotti, condizione necessaria per creare pericoli. Un confusionario Niang e Iago ci capiscono poco, Ljajic fa vedere a lampi il suo talento, ma senza incidere. Quello che preoccupa Mihajlovic è una certa sensazione di vulnerabilità della difesa, soprattutto sugli esterni, con la Juve che crea anche in parità numerica. Il giovane brasiliano Lyanco mostra un potenziale da coltivare, ma contro squadre così superiori ipotizzare qualche aggiustamento non è un azzardo.





«Adesso iniziamo a correre». Mister Allegri è soddisfatto non tanto e non solo della vittoria, in una partita importante, difficile e alla vigilia sempre complicata come un Derby. 

L’allenatore è contento della prova che i ragazzi hanno mostrato in campo, fatta di tecnica, intensità e velocità.

«Si, i ragazzi hanno fatto una bella partita, e quello che reputo importante è il fatto che stavamo giocando molto bene anche in parità numerica. Abbiamo lavorato nel modo giusto dal punto di vista tecnico, ma non solo, siamo stati anche veloci».

Come sempre, Allegri sottolinea anche quello che si può migliorare: «Abbiamo concesso, specie nel primo tempo, due o tre punizioni evitabili, e dobbiamo imparare a essere ancora più svelti in certi frangenti, dal momento che in partite del genere se tieni troppo palla rischi di subire interventi duri e magari ti fai del male».

Bene tutti, in tutti i reparti: «Sono contento della prestazione di tanti giocatori, da Mandzukic che devo ringraziare sempre per il lavoro che fa, ai difensori come Lichtsteiner e Benatia. Vedo in crescita anche Douglas Costa e Bentancur. Pjanic? Ha fatto molto bene, a volte mi fa arrabbiare perché da lui so che posso aspettarmi che prenda in mano la squadra».

Ancora una volta, fortissimamente Dybala: «Paulo sta giocando benissimo, ma nel prosieguo della stagione segneranno anche gli altri attaccanti, da Bernardeschi a Higuain, che deve solo stare tranquillo e stasera ha fatto bene quando è entrato».

A proposito di prosieguo della stagione: «Il campionato è lungo, non è semplice arrivare davanti alla fine, specie dopo anni di successi. E poi dobbiamo pensare alla Champions League: mercoledì siamo chiamati a iniziare a vincere nel torneo».




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