martedì 31 marzo 2026

31 Marzo 1985: Torino - Juventus

È il 31 marzo 1985 e Torino e Juventus si sfidano nella nona giornata del girone di ritorno del campionato italiano di calcio di Serie A 1984-85 allo Stadio 'Comunale' di Torino. È il 'Derby della Mole' e tutto il capoluogo piemontese si mobilita.

I Bianconeri sembrano più concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa, invece, c'è sorprendentemente il Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto.

Dall'altra parte c'è il Toro che lotta con i sorprendenti scaligeri per la vetta della classifica. Infatti questa sconfitta nel derby sarà fatale per le ambizioni dei granata.

Buona Visione!




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Campionato di Serie A 1984-1985 - 9 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 31 marzo 1985 ore 15.30
TORINO-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Briaschi 11, Platini rigore 87

TORINO: Martina, Danova, Corradini, Galbiati, Junior, Ferri G., Pileggi, Beruatto, Schachner (Comi 67), Dossena, Serena A.
Allenatore : Luigi Radice

JUVENTUS: Bodini, Favero, Cabrini, Bonini, Caricola, Scirea, Briaschi, Tardelli, Rossi P. (Pioli 76), Platini, Vignola (Prandelli 85)
Allenatore : Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Agnolin L.

 



Nessuno sottrae lo scettro a monsieur Platini 

TORINO 

MARTINA — Sorpreso, come i compagni della difesa dal gol di Briaschi, bravo a rimediare con un balzo all'indietro alla posizione troppo avanzata sul pallonetto di Platini. Paradossalmente, non ha avuto neppure troppo lavoro… per gli errori degli avversari.
DANOVA — Non è ancora in condizione (lo si nota negli insicuri colpi di testa), ma ha cuore; per questo gli vanno perdonati alcuni errori.
CORRADINI — Un passo indietro rispetto alle recenti buone prestazioni. Marcare in spazi larghi non è il suo pane.
GALBIATI — Brutta giornata per il libero di fronte al contropiede bianconero. Spesso fuori tempo e lento nello scatto. 
JUNIOR — Cantare e portare la croce sono difficili anche per un asso come lui. Non brillante come di consueto, è stato spesso sin troppo generoso (andando fuori zona) negli appoggi ai compagni. 
FERRI — La diligenza non basta. Ha faticato su Platini senza riuscire a rendersi utile in appoggio. 
PILEGGI — Buono continuità, grande impegno. Il più caparbio nell'appoggiare gli avanti. 
BERUATTO — Radice gli chiede troppo, in appoggio. Non è riuscito a dare un apporto concreto al gioco d'attacco. 
SCHACHNER — Tanti scatti, controlli a volte aleatori secondo caratteristiche. Chissà perché, però, tocca sempre a lui la sostituzione. 
COMI — Come non fosse centrale, la gara era già decisa. 
DOSSENA — Caduto nella confusione generale. Incapace di essere lui a dare conforto ai compagni: si pretende troppo? 
SERENA -- Non gli forniscono il «materiale» che predilige, il cross dal fondo. Una botta all'inizio ne ha limitato i movimenti. 

JUVENTUS 

BODINI — Ha salvato la vittoria (sull'1-0) togliendo dalla porta una staffilata di Junior finita da Beruatto. Poi altri interventi difficili nel forcing granata. Complimenti. 
FAVERO — Non ha dato spazio a Schachner, diventando il miglior difensore nel finale, con alcune prepotenti uscite palla al piede e rilanci precisi. 
CABRINI — È stato in zona, aspettando Pileggi, adeguandosi al gioco di rimessa che piace (adesso) a Trapattoni. 
BONINI — Altissimo livello di rendimento. Dinamismo, tackles determinanti, anche sbalzi al momento giusto. Cosa ci vuole a centrocampo (la Figc ha accettato senza battersi che resti alla Nazionale di San Marino…). 
CARICOLA — Di testa e di piede è arrivato più volte al momento giusto a risolvere, in mischia, situazioni delicate. Buon freno a Serena. 
SCIREA — Sempre tempista nelle chiusure, ha gran parte del merito nell'annullamento delle offensive granata, bloccandone molte alle soglie dell'area di rigore. 
BRIASCHI — Un gran gol, poi ha rifiatato nella ripresa sino allo scatto che ha provocato il rigore. Discontinuo ma determinante. 
TARDELLI — Ottimo lavoro come filtro, pronti gli inserimenti sul contropiede. Sente odore di Coppa Campioni.
ROSSI —Ha messo il fiato grosso ad un marcatore come Danova. La sostituzione non le è gradita, e si capisce. 
PIOLI — Non ha avuto modo di farsi vedere. 
PLATINI — Fulcro del gioco di rimessa, ha trovato un modo nuovo per essere utilissimo e per divertirsi. Il pallone che per poco non ha scavalcato Martina è stato un capolavoro per lucidità di riflessi. 
VIGNOLA — Buone giocate e qualche pausa. Può fare meglio, soprattutto cercando il tiro. 
PRANDELLI — Cinque minuti, tanto per partecipare.

ARBITRO AGNOLIN — Un po' pignolo, ma attento e preciso nelle valutazioni. 

Bruno Perucca 
tratto da: La Stampa 1 aprile 1985



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La Stampa 1 aprile 1985

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La Stampa 1 aprile 1985

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La Stampa 1 aprile 1985

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lunedì 30 marzo 2026

30 Marzo 1996: Juventus - Parma

È il 30 marzo 1996 Juventus e Parma si sfidano nell'undicesima giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1995-96 allo StadioDelle Alpi’ di Torino.

Juventus e Parma sono state pochi mesi prima le assolute protagoniste della stagione precedente. Infatti si può tranquillamente dire che loro due si sono giocati i maggiori trofei in palio.

Ma mentre il Parma conquistava il palcoscenico europeo con la vittoria in Coppa UEFA ai danni dei bianconeri, il club torinese si fregiò dei trofei nazionali; doppietta Scudetto-Coppa Italia.

La Juventus guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver rivinto il tricolore dopo ben otto anni, adesso pensa in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sarà secondo posto. Dall'altra parte, il Parma termina il campionato in sesta posizione.

Buona Visione!




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Campionato di Serie A 1995-1996 - 11 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
Sabato 30 marzo 1996 ore 16.00
JUVENTUS-PARMA 1-0
MARCATORI: Bucci autorete 63

JUVENTUS: Peruzzi, Torricelli, Ferrara C., Vierchowod, Pessotto (Marocchi 85), Di Livio, Paulo Sousa (Jugovic 60), Deschamps, Del Piero (Porrini 70), Vialli, Padovano
Allenatore : Marcello Lippi

PARMA: Bucci, Mussi, Fernando Couto, Minotti, Apolloni, Di Chiara (Castellini 46), Baggio D., Sensini, Crippa, Zola, Melli (Piro 80)
Allenatore : Nevio Scala

ARBITRO: Stafoggia





Vialli corre a vuoto 
Deschamps fa la parte di Sousa 

PERUZZI 6,5, una sola parata sul diagonale di Melli. E l'arbitro neppure crede alla deviazione. 
TORRICELLI 6. Poco sbrigliato, non contribuisce come al solito al gioco offensivo. 
VIERCHOWOD 6. Gli capita spesso sotto tiro Zola, che controlla con disinvoltura senza concedergli battute a rete. 
FERRARA 6,5. Bravo sugli anticipi, è lui che guida il pacchetto arretrato juventino. 
PESSOTTO 6,5. Da un paio di partite si sta sciogliendo e si propone anche in attacco (salvo sprecare al 42' con un tiro fiacco e centrale). Con l'ingresso di Porrini va a fare il mediano destro, che probabilmente è il suo ruolo naturale. 
(Dal 40' st. Marocchi sv. 
DI LIVIO 6. Ha un po' smarrito la personalità che ne aveva fatto l'uomo emergente del centrocampo. Sta tornando soldatino. Anche se ci attendiamo altri colpi d'ala. 
SOUSA 5,5. Pare di accanirsi contro di lui, ma neppure questa volta convince: ritmo blando, passaggi banali o sbagliati, contrasti pochi. 
(Dal 14' st. Jugovic 5,5: si distingue per il numero di falli che commette quando vuole fermare gli avversari. 
DESCHAMPS 6,5 Parte in appoggio a Sousa, ma si trasforma presto nel regista di centrocampo: inevitabile. 
DEL PIERO 6. Una bella punizione nel primo tempo, più quella che determina il gol. Bisogna accontentarsi, pensando anche alla partita con l'Under. 
(Dal 24' st. Porrini sv. 
VIALLI 6. Sufficiente più per le corse che per le giocate. Il popolo gli chiede di restare, lui ci sembra già messo fuori dalle trame juventine. Il nervosismo si nota nel finale, quando reagisce a un cazzotto di Apolloni. 
PADOVANO 6. Due bagliori nel primo tempo, tra le poche cose belle del match. Si spegne presto. 

BUCCI 4. Il gol è suo, anzi l'autogol, perché trascina in porta il pallone acchiappato ben prima della linea. All'infortunio aggiunge una sceneggiata che un arbitro più sensibile avrebbe punito cacciandolo. Ringrazi chi lo è andato a bloccare. 
MUSSI 6. Un tempo a destra, uno sinistra: due tempi che non lasciano il segno. 
COUTO 6. Falloso e irruento, però respinge quasi tutto. 
MINOTTI 6. Ha giocato poco ultimamente. Ne ha patito. 
APOLLONI 6. Incandescenti come al solito gli scontri con Vialli. Tutto sommato regge dignitosamente come tutta la difesa. 
DI CHIARA 6. Due affondi per il cross. Non molto. 
(Dal 1' st. Castellini 6). 
BAGGIO D. 5. Ritroviamo pochissimo del bell'atleta che era: non fa niente di importante. 
SENSINI 6,5. L'unico con idee chiare a centrocampo. 
CRIPPA 5. Una volta ci metteva il carattere, ieri neppure quello. 
ZOLA 5,5. Parte bene ma non arriva mai al tiro se non su punizione. 
MELLI 6. Il più vivace e pronto a scattare oltre la difesa juventina. Prova tre volte a sorprendere Peruzzi, in un caso il portiere deve salvarsi sul suo diagonale. 
(Dal 34' st. Piro sv. 

L'arbitro STAFFOGGIA 5,5. Moltissimi dubbi sul fallo di mano di Ferrara al 6', ammonizioni alla rinfusa e mano leggera con Bucci.

Marco Ansaldo 
tratto da: La Stampa 31 marzo 1996




Il pareggio non avrebbe fatto una grinza, se Bucci non si fosse inventato un'autorete. Punizione di Del Piero, il portiere blocca il pallone, perde l'equilibrio e finisce in porta. Il Parma è allo sbando: primo e unico tiro verso Peruzzi al 36' con Melli. La Juve ringrazia.

Il caso - Le disgrazie di Bucci

Povero Bucci: stagione disgraziata, la sua. In Croazia, con la Nazionale, rimedia un'espulsione. Poi l'infortunio e l'ascesa del giovane Buffon, ora quest'altra gaffe. 

«Resta uno dei migliori. A Cremona ho combinato di peggio" 

- la consolazione del collega Peruzzi. Magra per lui, e soprattutto per il Parma.

tratto dal Film del Campionato - Guerin Sportivo stagione 1995-96




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La Stampa 30 marzo 1996


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domenica 29 marzo 2026

29 Marzo 1992: Juventus - Lazio

É il 29 Marzo 1992 Juventus e Lazio si sfidano nella nona giornata del Girone di Ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 1991-92  allo Stadio 'delle Alpi' di Torino.

Contro questo Milan (imbattuto in Serie A) perfettamente guidato in panchina da Fabio Capello, é diffcile ottenere di piú di un secondo posto nella Classifica Finale del massimo campionato italiano. Cosí una Juventus ancora debole ma tanto volenterosa riesce nel suo scopo iniziale!

Buona Visione!

 

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Campionato di Serie A 1991-1992 - 9 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 29 marzo 1992 ore 15.00
JUVENTUS-LAZIO 1-1
MARCATORI: Riedle 83, Schillaci 90+1

JUVENTUS: Tacconi, Reuter, De Agostini, Conte A. (Di Canio 54), Carrera M., Julio Cesar, Alessio (Corini 72), Galia, Schillaci, Baggio R., Casiraghi
Allenatore: Giovanni Trapattoni

LAZIO: Fiori, Bergodi, Sergio, Pin G., Gregucci, Soldà, Neri, Bacci, Riedle, Sclosa (Melchiori 67), Ruben Sosa
Allenatore: Dino Zoff

ARBITRO: Collina



«Un calcio alle speranze» 
Trap: senza carattere non si vince 

«Nel calcio chi sbaglia paga, c'è poco da fare. Un dato positivo, comunque, è venuto dal fatto che la Juve non ha mai mollato e questo fa ben sperare, per il futuro. Il Milan continua a reggere il passo ma la speranza è l'ultima a morire». 

Conoscendo il tipo, realista e talora ipercritico, c'è da stupire: eppure Tacconi si dice ancora ottimista. 

«La Juve ha acciuffato un punto d'oro, alla faccia di quanti ci davano per spacciati. E adesso, ve lo garantisco, il campionato è ancora tutto da giocare. Nei confronti diretti abbiamo dimostrato di essere sostanzialmente alla pari con il Milan e martedì ce la vedremo direttamente. Credo proprio che adesso siano loro a temere noi». 

Tesi piuttosto ardita, ma quando vien voglia di recriminare Tacconi è già lontano. La conclusione a due «panchinari» semicontestatori che si vuole con la valigia pronta. 

Di Canio: 

«Sapevamo che la Lazio è una squadra tosta ed equilibrata, noi avremmo dovuto chiudere la gara quando ne avevamo la possibilità». 

Pronto a rivestire la maglia biancoceleste? L'attaccante allarga le braccia e si rifugia nella solita deviazione in corner: 

«Il mio contratto scade fra due stagioni, pertanto è meglio attendere. Non sono più un ragazzino, però, e il prossimo anno - a Torino o altrove - voglio giocare». 

Un preciso messaggio per Boniperti, qualora ne avesse bisogno. Ed ecco Corini, al quale vien chiesto se senta effettivamente la voglia di cambiare aria. 

«Più che altro sento il bisogno di giocare - dice il bianconero -, ma preferisco fermarmi qui perché altrimenti ne escono altre polemiche», 

Quella di oggi sarà una brutta giornata per la Juve. E' stato facile dedurlo ascoltando il rituale commento che Trapattoni ha fatto subito dopo la conclusione della partita. L'allenatore ha praticamente messo sotto accusa la propria squadra. 

«Domani mattina parlerò con i ragazzi - ha dunque annunciato con aria tirata perché voglio capire che cosa è passato nella loro mente. Desidero sapere se sono stati condizionati dal fatto che il Milan stava vincendo a Roma oppure se altri motivi hanno turbato il loro rendimento». 

Trapattoni parla con aria sicura e viso torvo, si capisce che in testa ha concetti molto chiari, evidente che nutre la seria intenzione di strigliare i suoi non appena li rivedrà. E aggiunge: 

«Quando si è saputo che la Roma aveva raggiunto il Milan, hanno avuto una reazione violenta, e allora mi chiedo perché non hanno spinto per tutta la partita con la stessa convinzione. Ovvio che non accetterò recriminazioni, tantomeno scusanti. Non basta creare opportunità per segnare e poi sbagliarle in quel modo. Talvolta il risultato bisogna strapparlo con i denti». 

L'occasione è persa, il vantaggio del Milan resta immutato e Trapattoni non si fa illusioni: 

«Lo scudetto possiamo scordarcelo, per altro abbiamo perso per la terza volta l'occasione di farci sotto. La Juve ha tenuto un ritmo invidiabile, ma era stata staccata all'inizio e per riprendere i milanisti avrebbe dovuto far meglio di loro». 

Molto più rapida l'analisi della partita, che riveste un interesse relativo. 

«Dall'eventualità di una vittoria siamo passati a quella di una sconfitta e alla fine ne è venuto fuori un pareggio, anche giusto se si considera che pure la Lazio ha avuto opportunità per segnare». 

Perché una Juve così frenata al momento di concludere? Forse se lo sta chiedendo anche il Trap, che desolato risponde: 

«Siamo ricaduti negli errori d'inizio stagione, d altra parte avevo previsto che qualche punto in casa avremmo finito per perderlo anche noi». 

Dopo la rabbia, le promesse. Ovviamente all'indirizzo del Milan. 

«Martedì a San Siro avremo un confronto importantissimo, di alto prestigio. In Coppa Italia non possiamo fermarci e dovremo farlo capire con chiarezza ai rossoneri». 

Piercarlo Alfonsetti
tratto da: La Stampa 30 marzo 1992




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La Stampa 30 marzo 1992

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sabato 28 marzo 2026

28 Marzo 2004: Juventus - Modena

È il 28 marzo 2004 e Juventus Modena si sfidano nella Decima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2003-04 allo Stadio delle Alpi di Torino.

La Juventus Campione d'Italia in carica affronta un Modena che alla fine della stagione non riuscirà nel suo scopo di evitare la retrocessione in Serie B

I bianconeri invece si dovranno accontentare di un terzo posto che per la storia della Juventus è sempre una mezza delusione.

Buona Visione!



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Stagione 2003-2004 - Campionato di Serie A - 10 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 28 marzo 2004 ore 15:00 
JUVENTUS-MODENA 3-1
MARCATORI: Maresca 57, Trezeguet 64, Marazzina 67, Trezeguet 84

JUVENTUS (4-4-2): Buffon, Birindelli, Thuram, Ferrara C. (Tudor 24), Zambrotta, Camoranesi, Tacchinardi, Maresca (Pessotto G. 73), Nedved, Trezeguet, Di Vaio (Appiah 53)
A disposizione: Mirante, Conte A., Miccoli, Chiumiento
Allenatore: Marcello Lippi

MODENA: Zancopè, Mayer, Grandoni, Pavan, Ponzo (Campedelli 67), Marasco, Vignaroli, Domizzi (Scoponi 88), Balestri, Kamara, Makinwa (Marazzina 65)
A disposizione: Sentimenti, Mensah, Limbersky, Music
Allenatore: Bellotto

ARBITRO: Pellegrino
AMMONIZIONI: Ferrara C. 16, Birindelli 37 (Juventus); Campedelli 84 (Modena)





SORPASSATA LA ROMA (CHE DEVE RECUPERARE IL DERBY)
Maresca e Trezeguet fanno salire la Juve. 
Dopo un primo tempo fiacco i bianconeri sprintano e mettono in difficoltà il Modena che poi torna in gioco con Marazzina. 
Un guizzo del francese chiude il match. 
Appiah mossa chiave.

TORINO. Insieme alla demolizione del Delle Alpi, a giugno bisognerebbe smontare e ricostruire anche la Juventus come fosse il Lego. Un pezzo qui, un altro là, con buona pace di Moggi che sostiene l'inutilità di una profonda trasformazione di questa squadra così balzana, a tratti autolesionista, a tratti capace di ritrovare risorse che chissà perché nasconde anche a se stessa complicandosi la vita. Serve una svolta: il 3-1 sul Modena, il sorpasso sulla Roma non cancellano i problemi, alimentano, è vero, la speranza di evitare i preliminari di Champions League, ma lasciano la sensazione che ci sia molto da modificare se l'obiettivo è quello di essere in futuro una squadra di primissimo piano com'è sempre stato nel Dna dei bianconeri. Non è possibile che la Juve debba tanto soffrire e poi affannosamente rimettersi in carreggiata. 
A parte nella prima fase, la stagione dei bianconeri è sempre stata caratterizzata dall'inseguimento. Ci sono meccanismi che scattano a singhiozzo e non è soltanto questione di appagamento da vittoria. Ormai i primi tempi della Juve sono diventati proverbiali: inizio fiacco, squadra schierata per aggredire, ma all'atto pratico incapace di costruire gioco e affermare una superiorità che in condizioni normali sarebbe stata schiacciante nei confronti del Modena. Lippi ha voluto osare e forse proprio questa voglia di avere una squadra votata all'offensiva si è trasformata in zavorra, ha fatto perdere l'equilibrio fra i reparti senza peraltro correre rischi eccessivi. 
Il Modena ha controllato, ha provato a ripartire, se avesse avuto due attaccanti meno confusionari di Kamara e Makinwa avrebbe anche potuto mettere in crisi i bianconeri, piuttosto propensi a distrarsi in difesa. Una lagna il primo tempo. A parte un'acrobazia di Di Vaio che resterà l'unico squillo dell'attaccante, per il resto la pericolosità della squadra di Lippi era ai minimi termini. Maresca, Nedved, Trezeguet e Di Vaio tutti insieme erano più dannosi che pratici, in zona gol si arrivava con pachidermica pesantezza e la gente fischiava. Ripresa totalmente diversa, anche perché dopo 8 minuti Lippi inseriva Appiah al posto di un quasi inutile Di Vaio. Il ghanese era determinante: Maresca si piazzava sulla trequarti, Nedved avanzava al fianco di Trezeguet. Era la Juve che saliva, non il Modena che cedeva. 
Nel giro di sette minuti cambiava tutto con due azioni in fotocopia che evidenziavano le responsabilità degli emiliani in difesa. Corner di Camoranesi e capocciata vincente di Maresca; altro corner di Camoranesi, deviazione impercettibile ma decisiva di Tacchinardi e giocata aerea di Trezeguet. Tutto sistemato? Non proprio perché la Juve pativa la reazione del Modena che affondava i colpi in contropiede. Tre minuti dopo il raddoppio la partita si riapriva grazie a una punizione pennellata da Vignaroli e perfetta girata di testa di Marazzina, subentrato a Makinwa, che metteva la palla dove Buffon non poteva arrivare. 
Da quel momento era un continuo capovolgimento di fronte, con il Modena più volte vicino al pareggio: una volta provvedeva Buffon con una parata super su Kamara, per il resto c'erano affannosi recuperi dei difensori bianconeri e una serie di errori assortiti del Modena che denunciava i problemi che l'hanno relegato nella zona burrascosa della classifica, pur dimostrandosi squadra molto viva e mai disposta a firmare la resa. La Juve (senza vittorie da tre giornate) soffriva, ma riusciva anche a ripartire grazie agli strappi di Nedved e alla lucidità di Appiah. Era il momento migliore degli uomini di Lippi che al 35' sfioravano il terzo, ma venivano bloccati da Zancopè con un balzo che impediva a Trezeguet di raccogliere un colpo di testa di Camoranesi. L'assalto continuava, gli echi della sconfitta romanista mettevano altra benzina nel motore. 
Così la Juve chiudeva in crescendo e al 39' chiudeva definitivamente la partita con una gran galoppata di Nedved che metteva Trezeguet solo davanti a Zancopè per il terzo gol. Fin troppo solo il francese nella circostanza, infatti non sono sembrate ingiustificate le proteste del Modena che chiedeva l'annullamento della rete per fuorigioco di Trezegol. 

Fabio Vergnano



LE PAGELLE 
Riecco Zambrotta Camoranesi super 

JUVENTUS 
BUFFON 6.5. Poco lavoro nel primo tempo, decisivo nella ripresa con una paratone su Kamara. 
BIRINDELLI 5. La prima da titolare in partenza non resterà un ricordo indelebile. Parecchie incertezze, errori banali. 
THURAM 6. Da centrale fa vedere le cose migliori nel secondo tempo, si sgancia e nel finale salva su Kamara. 
FERRARA sv. Messo ko da un affaticamento muscolare 
(dal 25' pt Tudor 6: qualche sbandamento nel secondo tempo, ma fa la sua parte.) 
ZAMBROTTA 6. Al rientro dopo un mese, governa la fascia provando ad avanzare senza la consueta efficacia. 
CAMORANESI 7. Ancora una volta molto brillante, scattante, una perenne insidia per il Modena. I primi due gol scaturiscono dal suo piede, cerca di andare a rete senza fortuna. 
MARESCA 7. Primo tempo in sordina, non riesce a dare qualità. Nella ripresa dà il via alla vittoria con un colpo di testa in mischia dopo aver sfiorato il gol con una splendida punizione che il portiere respinge con l'aiuto del palo 
(dal 28' st Pessotto sv). 
TACCHINARDI 5,5. Confuso, perde troppi palloni, altri li consegna agli avversari. Così alla Juve non serve. 
NEDVED 6. Entra in partita soltanto nella ripresa, ed è determinante con l'assist per la terza rete. 
TREZEGUET 7. Primo tempo inutile perché non gli arriva un pallone giocabile. Nel secondo si scatena con una doppietta confermando di essere un killer d'area implacabile. 
DI VAIO 5. Purtroppo per lui un'altra partita di scarso valore. Una giocata in acrobazia nel primo tempo è quanto resta nella memoria della sua prestazione 
(dall'8' st Appiah 6,5: entra e cambia volto alla partita con grandi accelerazioni). 

MODENA 
ZANCOPÈ 6,5. Una paratone su Maresca, un'altra per bloccare Trezeguet. Senza cui lui sarebbe stato una clamorosa Caporetto. 
MAYER 5,5. Imbalsamato sui due gol che scaturiscono da calcio d'angolo. 
GRANDONI 5,5. Regge un tempo la difesa modenese, poi anche lui partecipa al crollo della ripresa 
PAVAN 5. Trezeguet si scatena, non riesce a contenerlo. 
BALESTRI 5,5. Difensore e incursore. Questo sulla carta, in campo ha vacillato più volte ubriacato da Camoranesi. 
PONZO 5,5. Ha limiti evidenti, non gli basta correre come un indemoniato 
(dal 22' st Campedelli 5: un puntello per il centrocampo, si fa travolgere come gli altri). 
MARASCO 5,5. Non aiuta i compagni di reparto. 
DOMIZZI 6. Non arriva mai al tiro, la sua specialità migliore 
(dal 43° Scoponi sv.) 
VIGNAROLI 6,5. Utilizzato come trequartista, ha il merito di offrire a Marazzina la palla che riaccende la partita. 
MAKINWA 5. Non si procura neppure un'occasione 
(dal 19' st Marazzina 6,5: capocciata vincente, forse sarebbe stato meglio pensare a lui prima). 
KAMARA 5. Si divora nella ripresa un numero di occasioni da gol impressionante. 

Arbitro: PELLEGRINO 5. Fa infuriare il Modena per un possibile rigore di Camoranesi su Kamara e per la posizione di fuorigioco di Trezeguet sul terzo gol.

Fabio Vergnano
brani tratti da: La Stampa 29 marzo 2004







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