domenica 15 marzo 2026

15 Marzo 1981: Torino - Juventus

Si sa che 'Il Derby della Mole' non è una semplice partita e neanche un derby come tutti gli altri! Ed anche questo non fu differente!

Infatti il 15 marzo 1981 Torino e Juventus si sfidano nella sesta giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1980-81.

Il tutto si svolge come di consueto in quegl'anni allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri sono affamati di vittoria dopo che l'Inter l'anno prima li aveva beffati sul traguardo tricolore. Sarà una vittoria per i bianconeri bella ed importante verso il cammino che porterà i nostri beniamini verso il diciannovesimo tricolore.

Dall'altra parte c'è un Toro che dopo una stagione tribolata e sotto le aspettative riesce ad evitare la retrocessione in Serie B per un soffio.

Buona Visione!


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Campionato di Serie A 1980-1981 - 6 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 15 marzo 1981 ore 15.00
TORINO-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Brady 43, Cabrini 87

TORINO: Terraneo, Cuttone, Volpati, Zaccarelli (Masi 46), Danova, Van de Korput, Sala P., Pecci, Graziani, Sclosa (D'Amico 64), Pulici
Allenatore: Romano Cazzaniga

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Furino, Gentile, Scirea, Marocchino (Verza 79), Tardelli, Bettega, Brady, Fanna (Prandelli 64)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Pieri C.



Presidenti, tecnici e giocatori delle due squadre concordi nel ritenere giusto il risultato del derby 
Sono tutti d'accordo: Juventus più forte 
Furino: « Una giornata meravigliosa» 
Bettega ammette: «Temevamo di subire un gol» 
Tardelli: «È stato il derby più bello» 
Brady: «Dedico la rete a mia moglie» 

TORINO — Quinta vittoria consecutiva, quindicesimo risultato utile, successo nel derby dopo diciassette mesi di amaro digiuno: ci sono tante motivazioni perché i bianconeri si lascino trascinare da momenti di autentica felicità, seppur contenuta nei toni. Una vittoria cercata, perfino preannunciata alla vigilia dai protagonisti, i quali dimostrano particolare gioia negli spogliatoi nel verificare che sul campo si sono avverate le ardite profezie. Questa volta, dunque, il derby è andato alla Juventus. Bettega fa però notare che durante una sfida cittadina non si può giocare nemmeno un minuto con animo sereno, poiché tante sono le insidie, troppe le contraddizioni. 
«Abbiamo sempre controllato l'andamento del gioco — dice — nel primo quarto d'ora del secondo tempo potevamo addirittura chiudere la partita, però esisteva, forse nel nostro subconscio, l'eventualità di subire un gol, come un fulmine a ciel sereno, come spesso ci è capitato nei precedenti derby. Il Torino è partito bene, noi abbiamo proseguito meglio, e dobbiamo riconoscere che il nostro contingente avversario non è in un momento eccellente. Noi, invece, eravamo consapevoli delle nostre possibilità, che in questo periodo sono moltissime». 
Il caldo, la primavera che batte alle porte possono danneggiare una squadra, come la vostra, che fa del movimento l'arma più efficace? 
«La squadra si muove con sincronismo, costruisce e finalizza senza fatica. E poi il gol realizzato da Cabrini, allo scadere del match, è la prova migliore che la salute non manca. Le vittorie del Napoli e della Roma? Io credo che saranno proprio loro a essere più infastiditi per il nostro successo. In fondo, loro giocavano in casa, mentre da un derby non si sa mai cosa può venir fuori». 
Il più felice è Beppe Furino, il capitano. Ha perduto tante volte; dunque il sapore di un successo lo elettrizza in modo speciale. 
"E' stato uno dei più bei pomeriggi della mia vita. Una giornata meravigliosa, durante la quale ho visto una grande Juventus. Tanto grande che lascia sperare per un buon epilogo in campionato. Sul sottoscritto e sulla mia longevità che aggiungere? Se sono ancora qui vuol dire che ho ancora tanta birra in corpo. Gioco finché me la sento." 
Le tante galoppate, le rincorse, le spinte verticali, i tentativi offensivi non hanno tolto il respiro a Marco Tardelli, il quale dimostra una loquacità particolare. 
«Avevo detto che Brady sarebbe stato l'uomo-vincente! Il derby presenta sempre delle difficoltà, ma avremmo potuto chiuderlo prematuramente, all'inizio della ripresa. Corriamo tutti, dunque non rischiamo la cottura. Sarebbe un guaio se invece che in undici corressimo in tre o quattro solamente. Tornando al derby, dico che non è stato fra i più facili, ma fra i più belli per noi. Il Torino ha i suoi problemi, ma non sta certo a me analizzarli». 
Brady, complimentato da tutti per il suo quinto gol in campionato, si limita a una laconica dichiarazione, che vale una singolare dedica a una persona che gli è tanto cara. 
«Offro il gol a mia moglie. Sono felice. Però il mio gol più bello resta quello segnato all'Udinese». 
Altrettanto telegrafico è Zoff (premiato dal Juventus Club Crotone), il quale si schermisce sorridendo quando gli facciamo notare che l'unica e straordinaria parata l'ha effettuata su colpo di testa ravvicinato e potente del suo compagno di squadra Gentile. 
«Non abbiamo mai temuto il Torino sotto l'aspetto del gioco. Perciò tutto regolare, vittoria compresa, naturalmente. 
Cabrini festeggia con un'altra rete la sua stagione d'oro. È uno degli uomini più in forma e più continui della squadra guidata da Trapattoni. Saluta questo momento magico con parole improntate al massimo ottimismo. 
«Gira bene la squadra, giro bene io. Il primo tempo è stato abbastanza equilibrato, anche se noi abbiamo avuto più occasioni. Nel secondo tempo abbiamo giocato alla grande e non c'è stata più storia. Il Torino è soprattutto calato dopo il gol di Brady, noi invece, abbiamo tenuto fino in fondo. Non voglio fare polemiche, poiché conosco bene molti granata, perciò spero che non si offendano se dico che hanno qualche problema, che spetta a loro risolvere. Arriva la primavera e i primi caldi. Mi chiedete se terremo questo passo. Io rispondo che mancando nove partite potremo patire qualche problemino solo sotto l'aspetto psicologico. Ma se abbiamo tenuto fino ad ora, terremo fino al termine del campionato. E posso garantirvi che non ci danno fastidio i successi della Roma e del Napoli; noi pensiamo soltanto ai nostri risultati». 
È ormai sera. La pioggia è diventata meno violenta. Esce Marocchino. Sorride e fa: 
«Sono stato sostituito poiché avevo difficoltà respiratorie. Lasciatemi dire che Masi ha commesso un fallo in area di rigore su di me». 
E non c'è altro. I tifosi fuori accolgono i bianconeri con molto entusiasmo. Nonostante la pioggia. 

Angelo Caroli



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La Stampa 16 marzo 1981

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La Stampa 16 marzo 1981

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sabato 14 marzo 2026

14 Marzo 1998: Juventus - Napoli

Allo Stadio delle Alpi di Torino scendono in campo Juventus Napoli per l'Ottava Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1997-98. È il 14 marzo 1998.

La Juventus ottimamente guidata in panchina dal maestro Marcello Lippi si appresta a vincere il suo 25esimo Scudetto. Sarà l'annata di Alessandro Del Piero (autore di 21 gol in campionato) e Zinedine Zidane (che a luglio vincerà il Mondiale a casa sua).

Dall'altra parte il Napoli vive la stagione più terribile della sua storia e terminerà ultimissimo e verso una clamorosa bancarotta finanziaria.

Buona Visione!

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Campionato di Serie A 1997-1998 - 8 ritorno Torino - Stadio Delle Alpi Sabato 14 marzo 1998 ore 15.00 JUVENTUS-NAPOLI 2-2 MARCATORI: Del Piero 45, Turrini 69, Zalayeta 74, Protti 90+2 JUVENTUS: Peruzzi, Pessotto, Birindelli, Montero, Dimas, Conte A., Deschamps (Di Livio 64), Zidane (Pecchia 46), Davids (Zalayeta 70), Inzaghi, Del Piero Allenatore: Marcello Lippi NAPOLI: Taglialatela, Goretti, Baldini, Rossitto (Scarlato 79), Malafronte (Panarelli 30), Turrini, Altomare, Longo, Facci (Crasson 62), Protti, Bellucci Allenatore: Vincenzo Montefusco ARBITRO: Racalbuto ESPULSIONI: Goretti 75 (Napoli)






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La Stampa 15 marzo 1998

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La Stampa 15 marzo 1998

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venerdì 13 marzo 2026

13 Marzo 1983: Juventus - Avellino

È il 13 marzo 1983 e Juventus ed Avellino si sfidano nell'ottava giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1982-83 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri piemontesi sono oramai considerati 'la squadra più forte del mondo' avendo in rosa molti elementi della nazionale italiana campione del mondo a Spagna 82, con l'aggiunta di due fuoriclasse assoluti come Michel Platini e Zibì Boniek

A fine campionato la Juventus finirà in seconda posizione dietro la Roma di Nils Liedholm mentre i campani finirannoad un soffio dalla zona rossa della classifica, giusto in tempo per evitare la retrocessione in Serie B.

Buona Visione!


 
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Campionato di Serie A 1982-1983 - 8 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 13 marzo 1983 ore 15.00
JUVENTUS-AVELLINO 4-1
MARCATORI: Scirea 13, Boniek 64, Vignola 66, Platini 70, Platini 87

JUVENTUS: Zoff, Prandelli, Cabrini, Bonini (Storgato 79), Brio, Scirea, Marocchino, Tardelli (Furino 71), Bettega, Platini, Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

AVELLINO: Tacconi, Osti, Cascione, Schiavi, Favero, Di Somma, Vailati (Bergossi 61), Centi, Barbadillo (Skov 77), Vignola, Limido
Allenatore: Fernando Veneranda

ARBITRO: Ballerini



Polemico il polacco che rimpiange i punti persi ad Ascoli e Genova
"Se giochiamo bene, i meritevoli sono solo 10, Boniek sempre male"
Trapattoni elogia la Roma vittoriosa a Pisa 
Bettega: «Scudetto ai giallorossi al 70%»

TORINO È stato un tiro al bersaglio ma, prima di rivelarsi tale, la partita con l'Avellino ha creato qualche grattacapo a Trapattont. Accenni di superficialità, cadute di tensione che il tecnico ha notato con preoccupazione, nel timore che fossero sufficienti a consentire agli avversari lunghi pericolosi. 

"Sull'1-0, ammette l'allenatore bianconero, forse i miei hanno creduto che la partita fosse da considerare conclusa. I nostri avversari hanno così colpito un palo e sono giunti a un passo dallo sfruttare qualche occasione. Era troppo presto per pensare già alla partita di mercoledì con l'Aston Villa. Fortunatamente i ragazzi hanno ritrovato per tempo determinazione e concentrazione."

La Roma si è ripresa in fretta dalla botta di domenica scorsa: dopo una settimana di esaltazione, le vostre speranze di scudetto si stanno nuovamente asottigliando. 

"Che dire? La Roma merita un elogio."

All'ultimo momento, è stato deciso di lasciar fuori la squadra Rossi: una rinuncia precauzionale, in vista dell'importantissimo confronto di Coppa Campioni con gli inglesi, una scelta ispirata da prudenza e non dettata da una condizione fisica non sufficiente. Il giocatore, che ha seguito la partita dalla tribuna d'onore, ha confermato di sentirsi bene e Trapattoni ribadisce che mercoledì sera il centravanti sarà sicuramente in campo.

La Juve ha vinto e lui ha segnato confermando di trovarsi sulla via del recupero: Boniek stavolta è contento, peccato che la Roma gli abbia rovinato la festa. 

"Noi l'abbiamo battuta due volte - dice il polacco - più di così non avremmo potuto fare. Ora speriamo che ci aiutino le altre squadre."

La Juve forse correva già con la fantasia alla gara con gli inglesi. 

"Abbiamo segnato tre gol nella ripresa - ribatte il polacco - e questo vuol dire che eravamo concentrati."

Nelle ultime giornate, la squadra è diventata un rullo compressore: produce gioco, segna con grande facilità. Chiediamo a Boniek se il confronto con l'abile Juve d'inizio stagione non provochi in lui amarezza. 

"Tanta - è la risposta - se penso ai punti persi ad Ascoli, a Genova o su altri campi mi vien da rabbrividire. Ma la Juve non ha giocato bene soltanto con l'Avellino."

A questo punto, il giocatore non sa rinunciare a una frecciata polemica e prossegue in questo modo: 

"E anche vero che il merito va distribuito fra dieci soli componenti della squadra perché all'undicesimo, che sarò io, non sono toccate altro che critiche."

L'ultimo commento spetta a Bettega, il quale nega che la preoccupazione per il gravoso impegno di mercoledì abbia a tratti frenato lo slancio della squadra.

" Uno sguardo alla classifica, una briciola di delusione. Speravamo che la Roma non riuscisse a superare il Pisa, invece ha dimostrato di aver assorbito molto bene la botta psicologica. Rassegnato? Continuo a pensare che la squadra di Liedholm abbia il 70 per cento di probabilità di scudetto e nol soltanto il 30. Attenzione, però, perché in sette domeniche possono capitare tante cose."

Piercarlo Alfonsetti
tratto da: La Stampa 14 marzo 1983






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Dino Zoff in uscita bassa su Gerónimo Barbadillo

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La Stampa 14 marzo 1983

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giovedì 12 marzo 2026

12 Marzo 2019: Juventus - Atletico Madrid

La Juventus attraverso il proprio Canale Youtube Ufficiale ci fa rivivere emozioni senza limite attraverso queste immagini da brividi ... 

È il 12 marzo 2019 Juventus e Atlético Madrid si sfidano in questa gara valevole per la gara di ritorno degli Ottavi di Finale della UEFA Champions League 2018-19. Il tutto si svolge all'Allianz Stadium diTorino.

I bianconeri si trovano ad un bivio: giocare una gara grandiosa (e rimontare lo 0-2 dall'andata) od uscire precocemente dalla massima competizione europea. 

Ci vorrà il miglior Cristiano Ronaldo per riuscire in un'impresa che ancora eccheggia allo 'Stadium'

Buona Visione!


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Martedì 12 marzo 2019 ore 21.00
UEFA Champions League 2018/19 - Ottavi di Finale (Ritorno)
'Allianz Stadium' Torino
JUVENTUS-ATLÉTICO MADRID 3-0
RETI: Ronaldo 27' pt,  4' st e 41' st (rig.)

JUVENTUS: Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Spinazzola (22' st Dybala); Can, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi, Mandzukic (35' st Kean), Cristiano Ronaldo
A disposizione: Perin, Cáceres, Rugani, Bentancur, Nicolussi Caviglia
Allenatore: Massimiliano Allegri

Atlético MADRID: Oblak; Arias (32' st Vitolo), Godín, Giménez, Juanfran; Saúl, Rodri, Koke, Lemar (12' st Correa); Griezmann, Morata
A disposizione: Adan, Savic, Montero, Carro, Kalinic
Allenatore: Diego Pablo Simeone

ARBITRO: Kuipers (NED)
ASSISTENTI: van Roekel (NED), Erwin Zeinstra (NED)
QUARTO UFFICIALE: Higler (NED)
VAR: Makkelie (NED), van Boekel (NED)
AMMONITI: 20' st Bernardeschi, 28' st Juanfran, 41' st Gimenez, 46' st Vitolo



La Juventus vola ai quarti di finale di Champions League con una rimonta capolavoro contro l'Atletico Madrid. I bianconeri, che partivano dallo 0-2 di Madrid, hanno vinto 3-0 all'Allianz Stadium trascinati dalla tripletta del fenomeno Cristiano Ronaldo. Dopo il vantaggio al 27' firmato svettando di testa su Juanfran, CR7 si è ripetuto al 48' sovrastando Godin. All'86' poi il rigore - procurato da Bernardeschi - che ha completato la rimonta

LA PARTITA

Un marziano, due marziani, dodici marziani. Undici in campo e uno in panchina, fuoriclasse assoluti al pari dei suoi interpreti in campo. La Juventus ha costruito un capolavoro nei novanta minuti, ha dato un chiaro segnale all'Europa e sì, ha spiegato a tutti - qualora ce ne fosse davvero bisogno - il motivo dell'acquisto di Cristiano Ronaldo. Stuzzicato, provocato, disturbato e... scatenato! Il fenomeno portoghese ha risposto sul campo come solo lui sa fare: tripletta, tre gol all'Atletico e via di impresa con "dos huevos"così, alla faccia di Simeone che il due se lo merita sì, ma in pagella.

LE STATISTICHE

- Per la prima volta nella sua storia la Juventus supera un turno ad eliminazione diretta in una competizione UEFA dopo aver perso l’andata con due gol di scarto. I bianconeri ci sono riusciti una sola volta in Coppa delle Fiere, nel 1965, proprio contro l’Atletico Madrid.
- Prima di Cristiano Ronaldo, l'ultimo giocatore della Juventus a segnare una tripletta nella fase ad eliminazione diretta di Champions League è stato Alessandro Del Piero, contro il Monaco nel 1998.
- Cristiano Ronaldo è l'11° giocatore a segnare una tripletta in Champions League con due maglie diverse (complessivamente è la sua 35ª marcatura multipla in Champions League).
- Nessun giocatore ha segnato più gol in Champions League allo Juventus Stadium di Cristiano Ronaldo (otto, al pari di Arturo Vidal).
- Cristiano Ronaldo ha realizzato 124 reti in Champions League, quattro in più di quante ne ha segnate l'Atletico nella competizione (118).
- Cristiano Ronaldo è il giocatore che ha segnato più gol all’Atletico Madrid sotto la gestione di Diego Simeone in tutte le competizioni: 21, almeno 10 in più di ogni altro (il secondo è Lionel Messi a 11).
- Per la prima volta sotto la gestione di Diego Simeone, l’Atletico Madrid chiude un match di Champions League senza neanche un tiro nello specchio.
- Prima sconfitta per l’Atletico Madrid sotto la gestione di Simeone in Champions League contro squadre italiane (5V, 2N).
- Prima dell’assist per Cristiano Ronaldo, João Cancelo non prendeva parte attiva ad un gol in Champions League da settembre 2015 (v. Zenit, con il Valencia).
- Negli ottavi di questa Champions League, ben quattro squadre hanno ribaltato una sconfitta nel match d’andata superando il turno, record in questa fase della competizione, come nel 2011/12 e 2016/17.
- Giorgio Chiellini è il quinto giocatore nella storia della Juventus a disputare 500 partite in bianconero in tutte le competizioni, dopo Del Piero, Buffon, Scirea e Furino.
- 350ª presenza di Leonardo Bonucci con la maglia della Juventus in tutte le competizioni
tratto da sportmediaset.it



Ronaldo calamita, Bernardeschi qualità e quantità, Emre Can è l’uomo in più
Allegri ha le mosse giuste, la carica, il CR7 d’oro: ha tutto per andare ai quarti e oltre. Simeone cede al portoghese e allo spirito Juve. Per questo il ko fa ancora più male.

Le pagelle della Juventus dopo la rimonta capolavoro, con tripletta di Ronaldo, ai danni dell’Atlético Madrid e la conseguente qualificazione ai quarti di finale:

Szczesny: 6 - Parate non ne deve fare, ma esce sempre bene.

Emre Can: 7,5 -  L’uomo in più, nella difesa a tre (e poi anche da terzino): bodyguard di Morata, ma anche spacca-pressing. E l’Allegrata della serata è servita.

Bonucci: 7 - Si perde Morata a fine primo tempo, ma per il resto annulla sia lui che Griezmann.

Chiellini: 8 - Un’energia che illumina lo Stadium a giorno: trascinatore.

Cancelo: 7 - Il cross perfetto si fa attendere, ma neanche tanto. È quello del 2-0.

Bernardeschi: 8 - Che palla per il primo gol di Ronaldo. È che discesa nell’azione del rigore. Quantità e qualità a livelli industriali.

Pjanic: 7 - Fa viaggiare veloce la palla, ma corre molto anche lui. Ci teneva a cancellare la febbre di Madrid: missione compiuta.

Matuidi: 7 - Pressa e si butta dentro: un martellamento che Koke soffre.

Spinazzola: 6,5 - Al debutto regge per un’ora, senza però mai sfondare a sinistra.

Mandzukic: 5,5 - Risparmia energie, giocando più vicino a Ronaldo. Ma non ne azzecca una.

Ronaldo: 9 - Dicono che la testa sia il suo forte: praticamente è una calamita.

Dybala: 6 - Dà equilibrio, senza colpi di genio.

Kean: S.V. - Pochi minuti, un’occasione enorme, sbagliata di poco. Ma dimostra di esserci.

Allegri: 8,5 - Le mosse giuste, la carica necessaria, il Ronaldo d’oro: tutto quello che serve per andare ai quarti e anche oltre.

Paolo Tomaselli 
tratto da: Juve-Atletico 3-0, pagelle


 

 

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