sabato 22 agosto 2026

22 Agosto 1984: Juventus - Palermo

É il 22 Agosto 1984 e Juventus e Palermo si sfidano nella prima gara del Girone Eliminatorio della Coppa Italia 1984-85  allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I Bianconeri sembrano piú concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa invece c'é sorprendentemente l Hellas Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto. Dall'altra parte c'é il Palermo che disputando una ottima stagione in Serie C1 ottiene il pass per il ritorno immediato nella serie cadetta.

In Coppa Italia invece i bianconeri vengono fermati dal Milan, mentre i rossoneri si arrendono in finale alla sorprendente Sampdoria (alla prima Coppa Italia vinta).

Buona Visione!

  


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Stagione 1984-1985 - Coppa Italia - Eliminatorie, 1ª giornata
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 22 agosto 1984 ore 20:30
JUVENTUS-PALERMO 6-0
MARCATORI: Briaschi 8, Briaschi 26, Cabrini 58, Briaschi 59, Rossi P. 63, Boniek 88

JUVENTUS: Tacconi, Caricola, Cabrini, Bonini, Favero (Pioli 72), Scirea, Briaschi (Vignola 63), Tardelli (Limido 63), Rossi P., Platini, Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

PALERMO: Paleari, Cecilli, Guerini, De Biasi, Bigliardi, Picano, Tarantino (Barone 46), Maiellaro (Testa 46), Pircher, Majo, De Vitis
Allenatore: Domenico Rosati

ARBITRO: Magni P.L.

 


Briaschi, altri tre gol 
Il nuovo centravanti della Juventus scatenato anche contro il Palermo - 
Due volte a segno nel primo tempo, ed ancora nella ripresa con Cabrini, Rossi e Boniek - 
Bianconeri vivaci, siciliani deboli 

TORINO — La Juventus, di nuovo con lo scudetto, debutta al Comunale sette giorni prima del previsto. La prima partita di Coppa Italia, con il Palermo, retrocesso lo scorso anno in CI. doveva infatti disputarsi allo stadio siciliano, ma il campo palermitano è parzialmente inagibile, così i bianconeri si presentano in anticipo ai propri tifosi (ci saranno circa 20 mila persone sugli spalti in una serata mite). C'è Briaschi, atteso con curiosità dopo i tre gol segnati in amichevole, c'è il roccioso Favero chiamato a sostituire Brio infortunatosi a Parma.

Tra i rosanero ritorna il portiere Palcari recuperato dal Bologna dopo un trasferimento lampo di soli due mesi. Ma ci sono però gravi assenze che costringono il tecnico siciliano Rosati, a fare salti mortali per mettere insieme undici giocatoli. 

Pochi minuti di studio e la Juve comincia a mettere a frutto la sua evidente superiorità. Ed alla prima vera azione d'attacco è già in gol. Il merito è in gran parte di Caricola che all'8' pesca Platini smarcatissimo sulla sinistra: Michel controlla di petto e serve Briaschi liberissimo a centro area che non ha difficolta a battere Palcari indifeso davanti a lui. La Juve insiste ed all' 11' ancora Platini serve di testa Cabrini che sempre di testa manda di poco sopra la traversa. La partita prosegue ora a senso unico. Al 15' una punizione di Platini smarca in area Bonini che tira a colpo sicuro, ma De Biasi sulla linea di porta riesce a respingere. 

Il ritmo non è ovviamente da capogiro, ma si vede che la Juve è in costante crescita. La precisione non manca ed è questo che vuole Trapatloni in questa delicata fase iniziale, più che gol troppo facili. Platini è più altruista del solito, Boniek si dimostra in condizione più che buona. Ora la Juventus diverte. Il suo gioco scorre via piacevole anche se, onestamente, il Palermo non oppone una resistenza consistente. Cosi al 26' la Juventus passa ancora. E' di nuovo Caricola, uno del più in forma, ad impostare I'azione sulla destra servendo Platini con un centro molto preciso: Michel scavalca il portiere Palcari con uno splendido pallonetto, sul quale si avventa ancora Briaschi che raddoppia, a conferma di un momento felicissimo per lui. 

Oltre tutto Rossi gli lascia via libera come opportunista d'area, recitando una faticosa ma preziosa parte di spalla. E il Palermo? La squadra siciliana assiste, cercando di tanto in tanto di alleggerire la pressione bianconera. A centrocampo Malo e Maiellaro si dannano l'anima per mettere Pircher in condizione di impensierire Tacconi, ma fare breccia nella difesa bianconera è impresa titanica. Ed è comunque il Palermo a vivacizzare l'ultima parta del tempo con azioni abbastanza brillanti, anche se è la Juventus a sfiorare ancora il gol al 45' con un colpo di testa del solilo Briaschi, fermato a terra da Palcari. 

La ripresa si inizia con un' autentica prodezza di Boniek. Al 64' Platini gli serve un pallone millimetrico, che Zibì calcia al volo di destro in diagonale sfiorando II palo. Davvero splendido. Quattro minuti dopo la Juventus va in gol per la terza volta. Corner di Rossi e perfetto stacco di tosta di Cabrini. Trascorre solo un minuto e arriva la quarta segnatura. Platini intercetta astutamente la palla a centrocampo e fugge, supera il portiere Palcari che con un tentativo disperato cerca di recuperare la palla, ma viene preceduto dal solito rapinatore Briaschi che cattura la palla ed insacca. 

La Juventus diventa irresistibile, si scatena e al 63' arriva al gol per la quinta volta. Briaschi fugge sulla sinistra e becca Platini smarcato, passaggio al centro per Rossi ed è gol. Anche Pablito partecipa cosi alla festa. Poi Briaschi, vero eroe della serata, e Tardelli (ancora in forma davvero incerta) escono e c'è spazio anche per Vignola e Limido. Il pubblico applaude freneticamente e già sogna gol a grappoli anche in campionato. La partita si trasforma in festa ed il Palermo vi partecipa da ospite discreto. Entra anche Pioli al posto di Favero poi la Juve al'88' trova il sesto gol. Questa volta è Boniek, in precedenza tanto generoso quanto sfortunato, a battere Palcari con un pallonetto molto astuto. 

In sostanza una Juve davvero in palla, che comunque va rivista di fronte ad avversari meno arrendevoli. Ora domenica a Cagliari ci sarà una prima importante verifica. 



Esordio alla grande in Coppa Italia con tre reti di Briaschi 
DALLA JUVE SEI GOL E SPETTACOLO 
(ANCHE SE IL PALERMO NON E' SEMBRATO UN TEST «VERO»)
Difesa poco impegnata e show dell'attacco bianconero con Platini gran suggeritore, l'ex genoano goleador e Boniek in ottima forma

Tutto facile, troppo facile per essere vero, ma la Juventus dilagando contro un Palermo piccino, piccino, ha comunque dato una bella dimostrazione di potenza. II 6-0 finale è un biglietto da visita importante, soprattutto se si tiene conto che è stato esibito di fronte ad almeno ventimila spettatori giá estasiati alle prodezze di Platini e compagni.

Gli entusiasmi dei tifosi, si sa, sono sempre piuttosto facili, soprattutto di questi tempi quando il rendimento di una squadra che entra in condizione con rapiditá va sempre raffrontato con quello dell'avversario che fatica a trovare le giuste misure sul campo, ma la Juventus attuale fa ben sperare e questo al di di là della passeggiata che i campioni si sono concessi contro il Palermo.

Un giudizio sulla difesa va rinviato ad altra data magari giá da domenica quando a Cagliari la Juve troverà ben altra resistenza. Caricola comunque, ripescato per l'infortunto di Brio, si è segnalato come uno dei più pimpanti, non tanto in fase di interdizione quanto di costruzione della manovra. I primi due gol di Briaschi sono infatti nati da precisi e calibrati cross del terzino, davvero maturato, come lui stesso ammette, dopo un anno a Torino. Quanto a Favero, ha dimostrato sicurezza assoluta contro Pircher, ma ben altri saranno gli avversari che dovranno metterlo alla prova.

A centrocampo si è visto sempre ordine e precisione. Bonini ha già ripreso a macinare chilometri in maniera infaticabile e Platini ha incantato per la precisione millimetrica del suoi passaggi. Cinque gol, in pratica tutti quelli su azione manovrata, sono nati da suoi suggerimenti. Davvero incredibile. Non è arrivato personalmente al gol ma, come sostiene l'avvocato Agnelli anche ieri sera presente in tribuna, quando le partite ed i punti conteranno davvero, Michel saprà ancora risolvere in attuazione in prima persona. 

Meno positivo l'apporto di Tardelli, certamente il più in ombra di tutti. Alti e bassi, i suoi, tipici d'inizio stagione. A Casale aveva convinto, ieri ha deluso, ma al momento buono sarà pronto, anche se è inevitabile che prima o poi si senta dire che è stanco, che é logoro. 

Senza preoccupazioni invece Boniek, tornato il trascinatore del tempi migliori. Spazia per il campo come un forsennato, cerca il goi in maniera ostinata, si batte generosamente. Per Zibi sembra davvero l'anno della grande rivincita e certi problemi saranno presto un ricordo, anche con l'aiuto dei  tifosi che ieri sera l'hanno osannato dal primo all'ultimo minuto.

Attacco uguale gioie e dolori per un Briaschi che debutta davanti al tifosi di ieri in maniera eclatante e travolgente, ecco un Rossi forzatamente emarginato dal vivo della manovra. Anche in questo caso potrebbero sembrare solo disguidi passeggeri, ma in realtà il problema è piú serio. Briaschi infatti ha sottratto a Rossi il ruolo di opportunista d'area e dimostra di sapersela cavare a meravigila visti i risultati. Paolo così, si é visto benissimo ieri sera, è costretto spesso a girare al largo a fare quasi da spalla al nuovo compagno.

In pratica d'ora in avanti dovrà probabilmente sacrificarsi in un lavoro faticoso, poco appariscente ma molto produttivo. Rischia di snaturare in parte le sue caratteristiche e viene da chiedersi cosa succederà il giorno che Trapattoni dovesse decidere di giocare con una sola punta. Uscirà lui o Briaschi? Una domanda per ora senza risposta, che comunque non turba l'ambiente blanconero. La Juve, in sostanza, sembra ben avviata, ma attendiamola al momento delle partite più vere.

Fabio Vergnano 


Trapattoni è già soddisfatto
"SIAMO PIU' AVANTI DELL'ANNO SCORSO"
"Platini si permette di fare il gran signore, ma sará lui a segnare negli appuntamenti importanti" dice Giovanni Agnelli.
"E che sono un generoso", 
taglia corto il Michel fresco di doccia. E poi specifica: 
"Quando vedo un compagno ben piazzato faccio di tutto per passargli il pallone." 
E' la serata della bontà.
Paolo Rossi racconta di aver fatto di tutto per mettere a suo agio un compagno nuovo dell'ambiente, vale a dire Briaschi, e si schermisce quando gli si fa notare che ha avuto una gran mole di lavoro, per lo più destinata alla gloria altrui
"D'ora in poi sarà sempre cosi, e in ogni partita qualcuno di noi, a turno, dovrei lavorare per costruire e aprire spazi agli altrui." 
Tutto giusto, salvo un dettaglio: per il pubblico bianconero Rossi è Pablito-gol e di versioni alternative non vuole saperne. Dapprima fischiato, Paolo ha ha fatto tirare un sospirone di solitevo solo quando ha infilato anche lui il suo bravo pallone nella rete. 
"Sono tranquillo, le polemiche e i fischi dei tifosi non mi hanno dato fastidio." 
dice dice lui, sicuro che amore e odio sono i due lati della stessa medagila.
Giovanni Trapattoni getta acqua sugli entusiasmi, come sempre
"La differenza di valori in campo era tale da non consentirci nulla di piú che la constatazione del buon affiatamento e dell'entusiasmo nella manovra. E da questo punto di vista, pur dovendo ancora perfezionare molti schemi, mi pare che la squadra sia più avanti che nelle passate stagioni. Anche
sulle tre reti di Briaschi e meglio non lasciarsi andare agii entusiasmi: il ragazzo, sia chiaro, mi piace, ha opportunismo e fiuto del gol, e se è con noi è segno di un'ottima considerazione. Ma arriveranno anche per lui momenti duri, gli impegni piú pesanti."
Dello stesso parere Boniek, un po'abbacchiato per qualche occasione sfumata in campo e per la sventura di essere capitato spesso in prossimità della porta avversaria da destra e da sinistra, quasi mai nella posizione centrale che è per lui quella ideale. 
Dice 
"Quest'anno dovremo stare molto attenti, il campionato sarà davvero lungo e duro". 
Poi aggiunge che la sua ammonizione vale anche per i tifosi, che sente molto vicini.
Il pubblico del Comunale (che ieri sera ha mantenuto una buona freddezza nel confronti della goleada infiitta al palermitani rosa shocking), infatti, ama Boniek di un amore imperituro e sembrava che il tempo si fosse fermato a quando, sul finire della passata stagione, il nome del polacco era scandito coralmente fino al mal di gola. Come se avessero ancora paura di vederselo mandare via.
Niente ovazioni, invece, per Briaschi, anche se alla terza rete qualcuno ha finito per emosionarsi. L'ex genoano dovrà attendere ancora per conquistare il cuore di una tifoseria tra le meno effimere d'Italia, e forse tuttora un po' delusa per il mancato ingaggio di Giordano.

Stefania Miretti
brani tratti da: La Stampa 23 agosto 1984








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22 Agosto 1982: Juventus - Pescara

É il 22 Agosto 1982 e Juventus e Pescara si sfidano nella seconda Giornata del Eliminatorie della Coppa Italia 1982-83. Il tutto si svolge allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri piemontesi sono oramai considerati 'la squadra piú forte del mondo' avendo in rosa motli elementi della nazionale Italiana Campione del Mondo a Spagna 82. C'é pure l'aggiunta di due fuoriclasse assoluti come Michel Platini e Zibì Boniek. A fine campionato la Juventus finirá in seconda posizione dietro alla Roma di Nils Liedholm. Per quanto riguarda la Coppa dei Campioni ci si aspetta una festa in gran stille in finale ad Atene. Ma un gol da fuori area di Felix Magath e la caparbietá dell' Amburgo dirá ancora di no alla Vecchia Signora.

Per quanto riguarda la Coppa Italia i nostri beniamini conquisteranno il trofeo riuscendo così a non finire la stagione a bocca asciutta. Questa gara verrà ricordata per il primo (spettacolare) gol in bianconero di "Le Roi" Michel Platini.

Buona Visione!



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Stagione 1982-1983 - Coppa Italia - Eliminatorie, 2ª giornata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 22 agosto 1982 ore 20:30
JUVENTUS-PESCARA 2-1
MARCATORI: Platini 7, Bettega R. 61, Scirea autorete 90

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini (Osti 32), Furino, Brio, Scirea, Marocchino (Prandelli 61), Boniek, Rossi P., Platini (Bonini 52), Bettega R.
Allenatore: Giovanni Trapattoni

PESCARA: Bartolini, Joriatti (Cittadino 75), Costaggiu, D'Alessandro, Galli F. (Cerone 68), Polenta, Lombardi, Repetto, Galli Giu., Massi, Mandressi (Testani 68)
Allenatore: Domenico Rosati

ARBITRO: Lanese



Dai bianconeri momenti di spettacolo 

TORINO — Lontano da Torino fa saltare tutti i record d'incasso: Al «gala» casalingo di Coppa Italia, la Juventus bistellare con cinque campioni del mondo ha richiamato appena 20 mila spettatori malgrado i prezzi (da un massimo di 25 mila a un minimo di 4 mila lire) piuttosto bassi, rispetto ai biglietti salatissimi di Casale, Cesena e Catania dove si è esibita di recente. Centrano però il periodo, la citta semivuota — anche se ieri sono cominciati i primi rientri — e l'avversario Pescara militante in serie CI. che non fa richiamo. Diversa sarà la situazione di mercoledì sera (ore 20,30) in occasione dell'amichevole con il Widzew Lodz, l'ex squadra di Zbigniew Boniek. Ieri sera, per la prima volta dall'inizio di stagione, Trapattoni schierava la formazione al completo eccezion fatta per Tardelll rimasto a riposo precauzionale perché convalescente dallo stiramento muscolare al polpaccio sinistro rimediato in Spagna e riattizzatosi a New York. 

L'assenza di Tardelli che sarà disponibile con il Widzew, ha permesso a Trapattoni di sperimentare la formula con Boniek e Platini mezze ali, con Marocchino tornante a ridosso di Bettega che ricomponeva il tandem «argentino» con Paolo Rossi. Per vedere all'opera la nuova Juventus c'era anche in tribuna d'onore il dottor Giovanni Agnelli. Dopo il minuto di silenzio in memoria di Noeckler, Pegorari e Pichler, gli azzurri dello sci tragicamente scomparsi in Nuova Zelanda, la Juventus raccoglieva i primi applausi impegnando Bartolinl con un tiro ravvicinato di Marocchino. Il Pescara tentava di applicare la tattica del fuorigioco per creare qualche imbarazzo ai campioni d'Italia, ma non approdava a nulla e al secondo minuto il pubblico dedicava un'ovazione a Rossi che, splendidamente imbeccato da Boniek, era anticipato di un soffio dalla difesa. A differenza di Catania, la manovra fluiva rapida con la Juventus che cercava di dare spettacolo. E ci riusciva. Il Pescara stava a guardare, impotente. La squadra di  Tom Rosati, retrocessa in CI. ripresentava la stessa formazione che aveva pareggiato (1-1) con il Milan rinnovata per dieci undicesimi rispetto allo scorso campionato, con il solo D'Alessandro esponente della vecchia guardia. Proprio D'Alessandro, al 7', perdendo un contrasto con Platini consentiva alla Juventus di portarsi in vantaggio. Platini si lanciava eludendo l'offside, si presentava davanti a Bartolinl battendolo con un pallonetto, di piatto destro, che scatenava l'ammirazione degli spettatori. Lo «show» di Platini continuava. L'asso francese sfiorava il raddoppio all'11': su perfetto servizio di Boniek, di esterno destro Platini lambiva il montante sulla sinistra di Bartollni. 

Un quarto d'ora di fuochi pirotecnici, con Platini artificiere, poi il ritmo si affievoliva e la gara, per un certo periodo, assumeva il tono di vera amichevole. Non molto serviti Bettega e Rossi, anche perché erano i due stranieri a impostare e concludere direttamente. Anche Rossi, però, dopo essere rimasto un po' in ombra, si metteva in evidenza dando un saggio della sua classe «mondiale». Alla mezz'ora Cabrini zoppicava per una leggera distorsione al ginocchio destro, si sottoponeva alle cure, ma due minuti dopo rientrava negli spogliatoi (tra gli applausi), sostituito con Osti. 

Era sempre la Juventus a orchestrare il gioco e al 33' Bettega, su assist di Furino, chiudeva di sinistro di poco a lato la palla-gol. Seguivano virtuosismi, con tunnel, di Platini e poi Gentile (36'). passato a sinistra con Osti a destra, scodellava un preciso traversone sotto porta per il transalpino che. ostacolato da Repetto, bucava di un nonnulla la « volée» conclusiva. Saliva poi in cattedra Rossi al 39' con un'azione alla Sivori, con palla tra le gambe di Polenta e tiro liftato nell'angolo: il palo gli negava la soddisfazione del punto. Ancora Rossi, un minuto dopo, preparava il tiro per Boniek che con una folgore di destro, incocciava in pieno la faccia interna della traversa. Il polacco insisteva e, ben servito da Rossi, si faceva anticipare dal portiere. Ancora un'applaudita rovesciata di Boniek. a lato, e poi l'Intervallo. 

La Juventus, «accademica» anche in avvio di ripresa, badava più alla forma che alla sostanza, allentando un po' la pressione: il Pescara si faceva più intraprendente e al 47' un tiro di Massi era bloccato da Zoff. Al 52' Platini, sorpresa, veniva sostituito con Bonini, rientrando a passo di corsa negli spogliatoi tra gli applausi. Probabilmente la decisione era precauzionale, poiché Michel non aveva dato l'impressione di risentire del malanno inguinale che lo tormenta da tre mesi. La partita s'ammosciava, e soltanto al 59' un passaggio filtrante di Marocchino, favorito da un liscio di Filippo Galli, per poco non sorprendeva Bartolinl. Ma era il preludio al secondo gol bianconero che si registrava al 61'. 

Da Marocchino a Gentile che. con un cross calibrato, scavalcava la difesa del Pescara e Bettega, dopo aver controllato di petto, di destro «bruciava» Bartolinl da un metro. Su azione susseguente a calcio d'angolo (72') una giravolta di Testani non sorprendeva Zoff ben piazzato. Il capitano della nazionale aveva però un gròsso brivido al 74': Lombardi rimetteva sul centro un pallone che rimbalzava di mezzo metro al di qua della linea di porta dove G. Galli mancava clamorosamente il colpo di grazia. Passavano pochi istanti e lo sfortunato Bettega vedeva perdersi sul fondo, di pochi centimetri, un bellissimo diagonale al gol. Ci provava anche Boniek con un destraccio che si perdeva abbondantemente a lato suscitando un po' di disapprovazione. Si riscattava immediatamente il polacco con una violenta punizione che obbligava Bartolinl a salvarsi con una grossa parata in corner. Polenta (87') si faceva ammonire per avere «abbracciato» Boniek lanciatosi a rete ma era il Pescara a dimezzare le distanze (89') con un'autorete di Scirea che, deviando un tiro di Massi, spiazzava Zoff. 

Il risultato finale suscitava un po' di delusione in un pubblico che però aveva gustato scampoli d'alta scuola, E' chiaro che contro squadre più consistenti del Pescara la Juventus dovrà badare di più al sodo, con il supporto della forma e della grinta, anche se la traversa e il palo hanno negato altri gol. Insomma il rodaggio continua e il Widzew Lodz sarà sicuramente un test più attendibile. 





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venerdì 21 agosto 2026

21 Agosto 2011: Milan - Juventus

Attraverso il canale Youtube ufficiale della Juventus vi proponiamo questo gustoso amarcord della giornata odierna. È il 21 agosto 2011 e Milan e Juventus si sfidano in questa gara amichevole valevole per il 'Trofeo Luigi Berlusconi 2011'  allo 'Stadio Giuseppe Meazza - San Siro' di Milano.

Questa sera si scontrano i Campioni d'Italia in carica (il Milan) contro quella che si appresta ad aprire un ciclo leggendario.

È appena iniziato il primo anno di Antonio Conte come allenatore dei nostri eroi, ma nessuno può sognare quale sarà l'epilogo di questa stagione. Alla fine sarà una marcia trionfale lunga trentotto partite, tutte senza l'onta della sconfitta.

Buona Visione!

  

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Stagione 2011-2012 - Trofeo Luigi Berlusconi
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Domenica 21 agosto 2011 ore 20:45
MILAN-JUVENTUS 2-1
MARCATORI: Boateng K.P. 9, Seedorf 23, Vucinic 57

MILAN (4-3-2-1): Abbiati, Abate (Oddo 89), Nesta (Rodrigo Ely 58), Bonera, Taiwo (Zambrotta 47), Gattuso (Boateng K. 65), Ambrosini, Seedorf (Antonini 84), Boateng K.P. (Flamini 30), Emanuelson, Cassano
A disposizione: Amelia
Allenatore: Massimiliano Allegri

JUVENTUS (4-4-2): Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, De Ceglie (Ziegler 85), Krasic (Quagliarella 85), Marchisio C. (Pazienza 72), Pirlo, Vidal (Pasquato 54), Matri (Del Piero 44), Vucinic
A disposizione: Storari, Sorensen F.
Allenatore: Antonio Conte

ARBITRO: Brighi
AMMONIZIONI: Marchisio C., Bonucci (Juventus)




Il Milan si è aggiudicato la ventunesima edizione del Trofeo Berlusconi, superando 2-1 la Juventus. 

Per entrambe le formazioni ricco antipasto in vista dell'esordio in Serie A: sabato i rossoneri campioni in carica andranno a Cagliari, domenica Juve a Udine.

Al "Meazza" Milan in campo con Abbiati tra i pali; Abate, Nesta, Bonera e il nigeriano Taiwo a formare la linea difensiva; a centrocampo Gattuso, capitan Ambrosini e Seedorf; Emanuelson dietro le punte Boateng e Cassano. Grande assente l'ex di turno Ibrahimovic, oltre che il brasiliano Pato. La Juve di Conte con il già collaudato 4-2-4: Buffon in porta; difesa con Lichsteiner, Bonucci, Chiellini e De Ceglie; Marchisio e Pirlo a centrocampo con le ali Krasic e Vidal. Punte Matri e Vučinić.

Il 21° Trofeo Berlusconi va ad arricchire la bacheca del Milan.  

 

 



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giovedì 20 agosto 2026

20 Agosto 2016: Juventus - Fiorentina

Attraverso il canale Youtube ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. È il 20 agosto 2016 e Juventus e Fiorentina si sfidano nella prima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2016-17 all'Allianz Stadium' di Torino.

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri partono in pole position per vincere l'ennesimo campionato. Ed infatti arriva il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese. 

Questa gara verrà ricordata per il debutto (con gol!) in campionato con la maglia bianconera di Gonzalo Higuaín. Il suo trasferimento estivo ha creato un botto enorme oltre a un vuoto incolmabile con le altre avversarie in campionato.

Buona Visione!



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Stagione 2016-2017 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Juventus Stadium
Sabato 20 agosto 2016 ore 20:45
JUVENTUS-FIORENTINA 2-1
MARCATORI: Khedira 37, Kalinic 70, Higuain 75

JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Dani Alves, Khedira (Hernanes 88), Lemina, Asamoah, Alex Sandro, Dybala (Evra 84), Mandzukic (Higuain 66)
A disposizione: Neto, Audero, Benatia, Rugani, Lichtsteiner, Marrone, Pjanic, Zaza, Pjaca
Allenatore: Massimiliano Allegri

FIORENTINA (3-4-2-1): Tatarusanu, Tomovic, Gonzalo Rodriguez, Astori, Bernardeschi, Vecino, Badelj (Sanchez C. 65), Marcos Alonso, Ilicic (Rossi G. 80), Chiesa F. (Tello C. 46), Kalinic
A disposizione: Lezzerini, Dragowski, De Maio, Zarate M., Fernandez M., Diks, Hagi I., Babacar, Milic
Allenatore: Paulo Sousa

ARBITRO: Massa D.
AMMONIZIONI: Barzagli 54 (Juventus); Kalinic 39, Vecino 44, Tomovic 90+1 (Fiorentina)




Apre Khedira sul finire del primo tempo, nella ripresa Kalinic illude Sousa: la risolve l'argentino arrivato dal Napoli

"Una palla un gol". Gonzalo Higuain è molto più di questo. Il suo senso del gol va oltre al dibattito sul peso. L'argentino non sarà attualmente pronto per la copertina di un Magazine sul Fitness, ma ci mette 9’ per segnare il primo gol bianconero. Alla prima palla toccata. Lui che all’esordio non segna mai, dicevano. Ma il 2-1 con cui la Juventus batte la Fiorentina e conquista la prima vittoria stagionale nasconde segnali preoccupanti per la concorrenza.

Di sicuro c'è un concorso di colpa viola nel dominio della Juventus, ma la qualità bianconera, orfana inizialmente di Pjanic e Higuain, scende sulla partita minuto dopo minuto. A gocce costanti, modello fronte di Vincenzo Nibali mentre scala lo Zoncolan. Allegri a fine partita si lagnerà certamente per i troppi gol sbagliati: l’1-0 con cui si chiudono i primi 45’ non è un inno alla concretezza della Juve. Che infatti, preso gol sull’unica iniziativa Viola, deve affidarsi alla gemma del Pipita per evitare un pari che sarebbe oggettivamente ingiusto.

SUPER SPINTA — Il Conte Max sceglie Lemina play e le due locomotive brasiliane sulle fasce. Dybala arretra più spesso del solito a raccordare, per dare l’imprevedibilità che il francese non può dare.

tratto da: Juve-Fiorentina 2-1: Higuain segna al debutto e decide. Allegri, buona la prima








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