martedì 10 febbraio 2026

10 Febbraio 1991: Juventus - Cesena

É il 10 Febbraio 1991 e Juventus e Cesena si sfidano nella Terza Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1990-91 allo Stadio ''Delle Alpi' di Torino.

La Juventus tenta di riapproparsi dello scettro di squadra 'piú forte della penisola' con una nuova dirigenza tecnica affidata ad un allenatore del famigerato 'calcio champagne' Luigi Maifredi. Dopo un inizio di campionato incoraggiante i bianconeri naufragano tra caterve di gol presi ed addirittura a fine campionato si trovano fuori dalle Coppe Europee dopo 27anni. Dall'altra parte un Cesena che affonda in Serie B dopo un campionato anonimo.

Buona Visione!


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Campionato di Serie A 1990-1991 - 3 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 10 febbraio 1991 ore 15.00
JUVENTUS-CESENA 3-0
MARCATORI: Fortunato D. 5, Casiraghi 73, De Agostini 88

JUVENTUS: Tacconi, Napoli, Luppi, Fortunato D., Julio Cesar, De Agostini, Haessler, Galia (Di Canio 82), Casiraghi (Zanini 89), Alessio, Schillaci
Allenatore: Luigi Maifredi

CESENA: Ballotta, Calcaterra, Nobile, Piraccini, Barcella, Jozic, Turchetta, Esposito, Ciocci, Silas, Leoni (Zagati 74)
Allenatore: Giampiero Ceccarelli

ARBITRO: Nicchi


Agnelli: scudetto lontano 
Ma il prossimo anno saremo più forti 

TORINO. Un'ora e un quarto di sbadigli, poi negli ultimi quindici minuti una Juve determinata, decisa ad uscire tra gli applausi. Lo strapotere bianconero contro la Cenerentola del campionato non c'è stato se non negli ultimi sprazzi dell'incontro. E così molti tifosi della tribuna vip hanno abbandonato il Delle Alpi perdendosi gli ultimi spiccioli di spettacolo. Non si sono divertiti come in altre occasioni il presidente della Fiat, Gianni Agnelli, il presidente della società, Chiusano, e neppure il vicepresidente esecutivo, Luca di Montezemolo. E ognuno di loro ha preferito rimandare di qualche tempo un giudizio sulle ambizioni della squadra. 

«Aspetto di giudicarla per farla forte il prossimo anno» 

ha esordito l'avvocato Agnelli ed ha aggiunto: 

«Lo scudetto è un obiettivo non facile da raggiungere. Almeno per quest'anno. Piuttosto, questo terreno di gioco peggiora di domenica in domenica e questo non aiuta di certo lo spettacolo. Solo nella fascia centrale, dove si è provveduto a rizollare, il campo è agibile; il resto è un vero disastro. I giocatori di classe sono ovviamente penalizzati». 

Al presidente della Fiat fa eco Montezemolo: 

«Davvero un fondo impraticabile. Ma la nostra società sta già facendo alcune riflessioni per il futuro, Quali? E' presto per parlarne, ma così non si può andare avanti. Per quanto riguarda la partita, ho visto una Juve determinata, concreta. Qualcosa non mi è piaciuto, ma non riguarda la squadra». 

Un'allusione all'arbitro? Potrebbe essere, ma quando si fa cenno al signor Nicchi, il vicepresidente soprassiede: 

«Ho visto un Haessler mondiale. Mi è dispiaciuto invece per Schillaci che è andato vicino al gol in almeno tre occasioni e alla fine anche il palo gli ha detto di no. Speriamo che questo digiuno finisca presto, magari già domenica sul difficile terreno della leader Sampdoria». 

Sempre a proposito del match con il Cesena Montezemolo ha aggiunto: 

«Come a Bergamo la squadra ha lottato bene. Certo queste sono le tipiche partite dove c'è tutto da perdere. Lo spettacolo è il primo ad essere penalizzato. L'importante è stare con i piedi per terra e lavorare concentrati, anche perché essere impegnati su tre diversi fronti non è, uno scherzo, soprattutto a primavera inoltrata, quando la fatica comincerà a farsi sentire». 

L'avvocato Chiusano ha visto una Juve dai due volti, uno per tempo: 

«Nei primi 45 minuti devo dire che non è piaciuta assolutamente, ma dopo il secondo gol ha rischiato di farne almeno altri tre o quattro. Ancora una volta ho visto un Julio Cesar impeccabile su ogni pallone, ma anche il tedesco Haessler ha ritrovato lo smalto migliore. Continuo a restare della mia idea: segnano le squadre che tirano in porta. Quando la Juve ha cominciato a prendere la mira, la musica è cambiata e anche il pubblico alla fine si è divertito». 

Negli spogliatoi l'avvocato Agnelli, accompagnato da Montezemolo, ha voluto premiare con delle medaglie d'oro due protagonisti della squadra, Stefano Tacconi e Gigi De Agostini. Il primo ha festeggiato infatti le 200 partite nel campionato di A con la maglia bianconera, mentre il centrocampista ha raggiunto quota 100. 

Piero Abrate
tratto da: La Stampa 11 febbraio 1991

 




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lunedì 9 febbraio 2026

9 Febbraio 2014: Verona - Juventus

È il 9 febbraio 2014 e si gioca Verona-Juventus che si sfidano nella quarta Giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2013-14 allo Stadio 'Marc'Antonio Bentegodi' di Verona.

É una Juventus tutta record questa guidata in panchina dal 'gladiatore' Antonio Conte. É la Juve dei 102 punti finali che strapazza tutti e conquista così il suo trentaduesimo scudetto. Pensate che il Torino (fermatasi ad un onorevole settimo posto) finisca a ben quarantacinque (45!) punti di distacco dalla squadra Campione d'Italia

Dall'altra parte c'è un Verona che disputa un campionato al di sopra delle attese e chiude a metà classifica.

Buona Visione!


verona

 

Stagione 2013-2014 - Campionato di Serie A - 4 ritorno
Verona - Stadio Marcantonio Bentegodi
Domenica 9 febbraio 2014 ore 15.00
VERONA-JUVENTUS 2-2
MARCATORI: Tevez 4, Tevez 21, Toni 52, Gomez J. 90+4

VERONA: Rafael, Cacciatore (Gomez J. 86), Moras, Marques, Albertazzi, Romulo, Donadel (Cirigliano 69), Hallfredsson, Iturbe, Toni, Jankovic (Martinho 62) - Allenatore : Andrea Mandorlini

JUVENTUS: Buffon, Caceres, Bonucci, Chiellini (Ogbonna 74), Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah (Peluso 80), Tevez, Llorente (Osvaldo 65) - Allenatore : Antonio Conte

ARBITRO: Doveri



Verona-Juventus 2-2, Conte si ferma Doppietta di Tevez, poi Toni e Gomez

E’ stata fatal Verona. Toni e Gomez hanno ribaltato tutto. E’ finita 2-2. Dopo 52 minuti di dominio assoluto, la Juve si   complicata la vita, subendo due schiaffi che hanno fatto infuriare Conte. Non è bastata la doppietta di Tevez nel primo tempo, perché l’ex ariete azzurro e Juanito Gomez, appena entrato in campo, hanno rimontato i campioni d’Italia in zona Cesarini. Un peccato veniale (la solita distrazione su palla inattiva) ha riaperto una partita che sembrava chiusa, in cassaforte. L’Hellas ha protestato con Doveri per un tocco di mano di Lichtsteiner prima del pareggio. L’arbitro l’ha giudicato involontario. Dubbi pure sul raddoppio di Tevez e sul gol di Toni. Entrambi sembravano di qualche centimetro in fuorigioco. Discreto l’esordio di Osvaldo, che ha colpito il palo e ha fatto vedere cose positive. Numeri comunque spaventosi per la banda del tecnico salentino: 19 vittorie su 23 partite di campionato, 56 gol fatti, 18 subìti per un totale di 60 punti. Più di tutto aveva impressionato il modo con cui i bianconeri hanno aggredito la partita fin dal fischio d’inizio di Doveri e cercato il bottino pieno. Cattiveria agonistica, fame, qualità e cinismo. Allo stesso modo ha sorpreso e non poco, quando gli avversari hanno accorciato il risultato. E’ venuto fuori il braccino corto dei bianconeri, un limite della capolista, che ha subito il pareggio nei minuti di recupero con Juanito Gomez, mandato in campo da Mandorlini qualche attimo primo. Un punto a testa.

Stadio Bentegodi pieno. Pubblico delle grandi occasioni. Titolarissimi per Conte: 3-5-2. Buffon (ha scontato la squalifica) tra i pali. Caceres al posto dell’infortunato Barzagli. Per il resto, tutto secondo copione. Mandorlini non ha rinunciato al 4-3-3, ma i veneti si sono fatti travolgere subito. Progressione e tiro di Asamoah, respinto da Rafael (un po’ sorpreso), tocco sottomisura di Tevez, primo centro del 2014. Uno a zero dopo 4 minuti. Troppo presto. La Juve ha continuato ad attaccare, spingendo sull’acceleratore. Verticalizzazione di Pogba per l’Apache, scattato sul filo del fuorigioco (c’era di qualche centimetro). Per l’argentino è uno scherzo metterla dentro. Due a zero in 21 minuti di furia bianconera. Il Verona non ha reagito. Sterile le offensive dei veneti, che hanno chiuso la prima frazione senza dare segnali.

E’ bastato un episodio, una palla inattiva (il tallone d’Achille della capolista) per riaprire la partita. Calcio di punizione di Romulo, colpo di testa di Toni (anche lui oltre la linea di qualche centimetro) e palla nel sacco. Per l’ex bianconero undicesimo centro in questa stagione. Uno a due. E partita riaperta. Viva. Il Verona si è svegliato dal torpore che aveva scandito il primo tempo. Girandola di cambi. Fuori Llorente, dentro Osvaldo, che colpisce il palo al primo pallone toccato. Cresce la spinta dei padroni di casa. Accelerano. Ci provano. La Juve sembra aver paura. Arretra. Mandorlini trova il jolly dalla panchina. Fuori Cacciatore, dentro Juanito Gomez. Peluso e gli altri difensori se lo perdono e di testa sigla il 2-2, scatenando la rabbia di Buffon, miracoloso su Toni qualche minuto prima. Un punto a testa, che lascia l’amaro in bocca alla Juve. Conte però può vedere il bicchiere mezzo pieno, perché la Roma nel derby non è andata oltre lo zero a zero. Seppur con una partita in più, i punti di distacco dai giallorossi restano 9. Non un dettaglio.




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domenica 8 febbraio 2026

8 Febbraio 1998: Juventus - Roma

É l' 8 Febbraio 1998 e Juventus e Roma si sfidano nella Seconda Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1997-98  allo Stadio 'delle Alpi' di Torino.

La Juventus ottimamente guidata in panchina dal maestro Marcello Lippi si appresta a vincere il suo 25esimo Scudetto. Sará l'annata di Alessandro Del Piero (autore di 21 gol in campionato) e Zinedine Zidane (che a Luglio vincerá il Mondiale a casa sua). Dall'altra parte c'é una squadra giallorossa che disputa un buon campionato terminando la propria corsa in un bel quarto posto finale.

Buona Visione!



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Stagione 1997-1998 - Campionato di Serie A - 2 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 8 febbraio 1998 ore 14:30
JUVENTUS-ROMA 3-1
MARCATORI: Zidane 45+2, Del Piero 49, Paulo Sergio 57, Davids 65

JUVENTUS (4-3-1-2): Peruzzi, Birindelli, Iuliano, Montero, Torricelli, Conte A., Deschamps (Fonseca 75), Davids, Zidane, Inzaghi (Di Livio 46), Del Piero (Pecchia 86)
A disposizione: Rampulla, Zalayeta, Dimas, Pessotto G.
Allenatore: Marcello Lippi

ROMA (4-3-3): Konsel, Cafu, Petruzzi, Aldair, Candela, Tommasi, Di Biagio, Di Francesco, Gautieri, Balbo (Delvecchio M. 71), Paulo Sergio
A disposizione: Chimenti, Vagner, Helguera, Scapolo, Dal Moro, Pivotto
Allenatore: Zdenek Zeman

ARBITRO: Messina
AMMONIZIONI: Birindelli, Conte A., Davids (Juventus); Gautieri, Petruzzi, Petruzzi (Roma) 
ESPULSIONI: Petruzzi 63 (Roma) 



LE PAGELLE 
Di Biagio il più pericoloso dei giallorossi, deludente Balbo 
Zidane e Davids, uno show 
E Del Piero offre giocate di gran classe 

PERUZZI 6. Un'incornata di Di Biagio, un gol imparabile, un'uscita un po' così. Ordinaria amministrazione. 
BIRINDELLI 6. Si oppone a Paulo Sergio. É un bel duello. Vince ai punti. 
IULIANO 6,5. Al posto di Ferrara, dimostra di essere uno scolaro attento e giudizioso. Nessuna traccia di Balbo. 
MONTERO 6,5. Sigilla e trascina. Ogni tanto alza il gomito. 
TORRICELLI 6,5. Si occupa di Gautieri, non rinuncia a buttarsi sotto. Da una sua percussione, nasce la prima rete. 
CONTE 6,5. Un guerriero, come sempre. Costringe Di Francesco a girare al largo. 
DESCHAMPS 6. Prezioso nel tamponare, impreciso in fase di rilancio. Non è ancora lui. 
(Dal 30' st Fonseca sv. Entra al momento del digestivo). 
DAVIDS 7,5. Fondamentale, anche se in posizione più defilata. Accende un pressing ruggente, taglia a fette Tommasi, va a segno su punizione. 
ZIDANE 7,5. Decisivo. Rompe il ghiaccio, stana gli avversari, cancella la partitacela di Lecce. 
INZAGHI 5,5. La febbre gli ha tagliato le unghie. Tre occasioni, tre omissis. 
(Dal 1' st Di Livio 6,5. Avvicenda Inzaghi, è subito importante: palla gol a Del Piero e tanti saluti). 
DEL PIERO 7. A sprazzi, ma sempre a testa alta. Un gol, l'espulsione di Petruzzi, e la forchetta sempre in mano. 
(Dal 41 ' st Pecchia sv. Giusto in tempo per alzare il calice).
 
KONSEL 6. Dà il meglio su Inzaghi. Sfortunato con Del Piero. 
CAFU 6. Troppi reticolati. Ne rimane prigioniero. 
PETRUZZI 5. Soffre l'uno contro uno. Abbatte, nell'ordine, Zidane e Del Piero (due volte). L'espulsione ci sta tutta. 
ALDAIR 6. Mestiere e malizia: se la cava. 
CANDELA 6. Cerca di spingere, non sempre ci riesce. 
TOMMASI 5,5. Davids se lo mette in tasca. 
DI BIAGIO 6,5. Una spremuta di rigore geometrico. Impegna Peruzzi, smarca Di Francesco, getta le basi del 2-1. 
DI FRANCESCO 6. Arriva stremato davanti a Peruzzi. Conte lo tiene a freno. 
GAUTIERI 6. Si agita molto e conquista il rigore dell'ira. 
BALBO 5. Una punizione telefonata e, per il resto, un'ombra, un fantasma. 
(Dal 26' st Delvecchio sv. Pochi spiccioli). 
PAULO SERGIO 6. Un gol di carambola, non molla mai. 

L'arbitro MESSINA 4. Perfetto nel primo tempo, disastroso nel secondo. Passi per un contatto Inzaghi-Candela sul gol di Zidane, ma c'erano due rigori per la Roma: Birindelli su Paulo Sergio e, soprattutto, Deschamps su Gautieri. Giusta, anche se ritardata, l'espulsione di Petruzzi. Dubbi sulla posizione di Balbo in occasione della rete di Paulo Sergio. E la manata di Zidane a Petruzzi? Niente, nemmeno un giallo. 

Roberto Beccantini





 

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sabato 7 febbraio 2026

7 Febbraio 2016: Frosinone - Juventus

È il 7 febbraio 2016 e Frosinone e Juventus si sfidano nella quinta giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2015-16 allo Stadio 'Comunale - Matusa' di Frosinone.

É una Juventus che domina il calcio italiano. Sta per concludere un altro campionato davanti a tutti. Davanti a lei c'è la squadra ciociara che alla prima esperienza in A deve salutare il massimo campionato e scendere di nuovo in Serie B.

Buona Visione! 



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Campionato di Serie A 2015-2016 - 5 ritorno
Frosinone - Stadio Comunale 'Matusa'
Domenica 7 febbraio 2016 ore 15.00
FROSINONE-JUVENTUS 0-2
MARCATORI
: Cuadrado 73, Dybala 90+1

FROSINONE: Leali, Rosi, Russo, Blanchard, Crivello, Sammarco, Chibsah (Frara 71), Gori (Soddimo 81), Tonev, Ciofani D. (Longo 86), Dionisi
Allenatore: Roberto Stellone

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini (Rugani 77), Cuadrado, Sturaro (Pereyra 66), Marchisio C., Pogba, Alex Sandro, Dybala, Morata (Favilli 90+3)
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Massa




Cresce la striscia di vittorie consecutive dei bianconeri. Al Matusa i campioni d'Italia sfondano nella ripresa. Segna il colombiano e nel recupero realizza anche l'ex Palermo. Restano 2 i punti di ritardo dal Napoli a sei giorni dal big match allo Stadium

FROSINONE – Non si ferma la striscia di vittorie consecutive della Juventus che anche a Frosinone, dopo un primo tempo di sofferenza, conquista l’intera posta in palio per la quattordicesima volta di fila grazie a due gol nella ripresa. La sblocca Cuadrado e la chiude Dybala che sfrutta un assist generoso di Morata nel recupero. I bianconeri sabato prossimo si presenteranno così a meno 2 punti dalla capolista Napoli (1-0 oggi contro il Carpi) nell’atteso scontro diretto dello Juventus Stadium.

CHANCE PER CIOFANI – Stellone schiera il suo 4-3-3 con Rosi terzino destro al posto dell’infortunato Ajeti e Crivello a sinistra, mentre Russo fa il centrale. Tridente offensivo formato da Tonev, Daniel Ciofani e Dionisi. Allegri, privo dello squalificato Zaza oltre che dei soliti infortunati, risponde col 3-5-2 con Morata e Dybala in attacco. Gli esterni sono Cuadrado e Alex Sandro, in difesa c’è Bonucci nonostante la diffida con Barzagli e Chiellini. Centrocampo affidato a Marchisio, Sturaro e Pogba. La Juventus parte bene a dopo 5’ arriva un bel cross di Alex Sandro dalla sinistra per Sturaro che però impatta male e manda la sfera sul fondo. Poi il Frosinone prende le misure e in difesa concede pochissimo. Anzi al 13’ i padroni di casa vanno vicini al gol: palla in area di Blanchard e girata di prima intenzione di Daniel Ciofani con pallone di poco alto sopra la traversa.

MORATA NERVOSO – Morata ingaggia un duello personale con Rosi e quando l’ex romanista gli pianta i tacchetti nella coscia, lo spagnolo non la prende bene e reagisce. Sedata la mini-rissa, gli scontri in campo tra i due continuano e sale il nervosismo di Morata che lamenta anche con Allegri un dolore acuto alla coscia infortunata. Intanto la manovra bianconera si scontra sempre contro il muro eretto dalla difesa ciociara. Allora Sturaro ci prova dalla distanza al 34’ ma Leali in tuffo respinge. Proprio all’ultimo minuto del primo tempo arriva la più grande occasione per i campioni d’Italia: errore di Russo, Morata penetra in area ma Leali in uscita sventa con bravura il tocco di punta dello spagnolo.

LA SBLOCCA CUADRADO – Nel secondo tempo i ritmi del Frosinone calano per forza di cose ed ecco che la Juventus inizia a insistere in attacco. Cuadrado ci prova da fuori ma trova Leali, mentre Pogba non trova proprio la porta. Anche Marchisio tenta un tiro piazzato dal limite ma con poca fortuna. Dopo una palla sprecata sottoporta da Pogba (ma viene rilevato offside), Allegri cambia Sturaro, calato nella ripresa, con Pereyra che torna in campo dopo il lungo infortunio. L’intento è quello di allargare il gioco sulle corsie esterne visto che centralmente il Frosinone comunque regge bene. Stellone fa entrare invece Frara al posto di Gori. Cresce la Juventus con un Cuadrado pimpante e sempre nel vivo delle azioni bianconere. Dybala al 27’ coglie un palo clamoroso con un delizioso sinistro a giro. Un minuto dopo i bianconeri passano: cross basso dal fondo sinistro di Alex Sandro, Crivello è in ritardo e sul secondo palo arriva la deviazione vincente di Cuadrado.

C’E’ ANCHE LA FIRMA DI DYBALA – Il Frosinone ha una reazione quando Rosi alla mezz’ora crossa dalla destra e Barzagli di testa salva su Dionisi. Ma è un fuoco di paglia perché adesso la Juventus gestisce il match e il solito Cuadrado resta una spina nel fianco della difesa laziale. Massa decreta quattro minuti di recupero e nel primo di essi la Juventus raddoppia: Morata attacca centralmente, potrebbe calciare in porta e invece è bravo nel servire a destra Dybala che col sinistro a giro non sbaglia. Ora Juventus-Napoli può cominciare.





La squadra di Allegri affaticata girà più piano, risolvono Cuadrado e Dybala
Chiellini, al rientro dopo un mese, esce dolorante. Sabato scontro scudetto con il Napoli

Un tempo e mezzo di fatica a Frosinone, poi la Juventus conquista la quattordicesima vittoria consecutiva con i gol di Cuadrado e Dybala. Fatica non vuol dire sofferenza, perché la squadra di Stellone non ha mai tirato in porta, però i bianconeri sono sembrati, come contro il Genoa, un po’ sottotono. Ma il risultato non cambia: allo scontro diretto contro il Napoli di sabato 13 (20.45) la Juventus arriva con due punti di distacco, quanto basta per sognare il sorpasso.

Marce basse

Con 5 giocatori indisponibili e Zaza squalificato, la Juventus inizia circospetta, pure troppo. Le uniche due occasioni del primo tempo le ha Sturaro, che prima manca un aggancio davanti a Leali e poi costringe il portiere (di proprietà Juventus) a respingere in tuffo un tiro da fuori. Il Frosinone è compatto, veloce a chiudere ogni spazio e capace anche di rifiatare in avanti.

Qualità

La resistenza ciociara continua anche nella ripresa, ma dopo un’ora comincia a scricchiolare. La Juventus prende stabilmente possesso delle fasce: senza Khedira e con Pogba che gioca con troppa sufficienza, non ci sono altre fonti a cui attingere. Anche Dybala non sembra al top, ma colpisce comunque un palo clamoroso con un tiro a giro. Però è la coppia Alex Sandro-Cuadrado ancora una volta a risolvere. Il brasiliano va sul fondo e crossa, la difesa gialla buca completamente, irrompe Cuadrado che non fallisce il tiro a botta sicura.

Chiellini k.o.

Risolta la partita, la Juve si gode solo per alcuni minuti l’aggancio al Napoli, che a sua volta risolve il rebus Carpi. Prima del raddoppio di Dybala in contropiede (assist di Morata, per il resto deludente) si fa male (al polpaccio) Chiellini che rientrava dopo il riposo forzato col Genoa. Adesso la Juve ha la settimana intera per recuperare e nascondere il fiatone della lunga rincorsa. Per una serata di gala, è il minimo.

Paolo Tomaselli
tratto da: È la 14ª vittoria di fila per i bianconeri





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