mercoledì 2 settembre 2026

2 Settembre 2012: Udinese - Juventus

É il 2 Settembre 2012 ed UdineseJuventus si sfidano nella Seconda Giornata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2012-13  allo Stadio 'Friuli' di Udine.

É una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio sul Napoli di Rafa Benitez. L' Udinese da parte sua termina la stagione in un bellissimo quinto posto e si assicura un posto che conta in Europa.

Buona Visione! 


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Stagione 2012-2013 - Campionato di Serie A - 2 andata
Udine - Stadio Friuli
Domenica 2 settembre 2012 ore 18.00
UDINESE-JUVENTUS 1-4
MARCATORI: Vidal rigore 14, Vucinic 45+1, Giovinco 53, Giovinco 71, Lazzari 78

UDINESE: Brkic, Benatia, Danilo, Domizzi, Basta, Pereyra (Muriel 52), Pinzi, Lazzari, Armero, Fabbrini (Padelli 13), Di Natale (Allan 76)
Allenatore: Francesco Guidolin

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini (Marrone 71), Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio C., Asamoah, Giovinco (Quagliarella 74), Vucinic (Matri 74)
Allenatore: Antonio Conte

ARBITRO: Valeri
ESPULSIONI: Brkic 12 (Udinese)
NOTE - Conte e Alessio squalificati, al loro posto in panchina Carrera e Filippi




Juventus a punteggio pieno dopo la seconda giornata di serie A. I bianconeri hanno battuto con un pesante 1-4 l'Udinese.

Prosegue l'ottimo inzinio di stagione dei Campioni d'Italia, che sbancano il Friuli con un roboante quattro a uno, ai danni di un'Udinese molto sfortunata. Grandissima partita di Giovinco, che stasera ha messo un'ipoteca sulla definita conquista della maglia di seconda punta titolare della Juventus.

I VOTI 

Udinese (3-5-2): Brkic 5; Benatia 5,5, Danilo 5, Domizzi 6; Basta 6, Pinzi 5,5, Pereyra 5,5 (6' st Muriel 6), Lazzari 6,5, Armero 5,5; Fabbrini sv (14' Padelli 6), Di Natale 5,5 (31' st Allan 6). A disp.: Heurtaux, Coda, Angella, Gabriel Silva, Pasquale, Faraoni, Willians, Allan, Barreto, Maicosuel. All.: Guidolin

Juventus (3-5-2): Buffon 6; Barzagli 6, Bonucci 5,5, Chiellini 6; Lichtsteiner 6, Vidal 6,5, Pirlo 6,5, Marchisio 6,5, Asamoah 6,5; Giovinco  7,5 (30' st Quagliarella sv), Vucinic 6 (30' st Matri sv). A disp.: Storari, Branescu, Marrone, Caceres, De Ceglie, Pogba, Giaccherini. All.: Carrera

MIGLIORI TODAY

Giovinco 7,5 - Partita positiva per la Formica Atomica. L'ex talento della Primavera juventina si guadagna il calcio di rigore che sblocca il match e poi siglia il gol del 3 a 0. 

Asamoah 6,5 - Ancora una volta, dopo la Supercoppa e la vittoria contro il Parma, il ghanese fa una grande partita di sacrificio e cuore. 

PEGGIORI TODAY

Bonucci 5,5 - Ancora lontano dalla forma migliore. C'è da dire che l'Udinese non impensierisce mai la difesa della Juve ma l'ex difensore del Bari è scoordinato e si fa anche ammonire. 

tratto da: Udinese-Juventus, le pagelle: Giovinco e Asamoah top. Bonucci flop



I bianconeri passano 4-1 al Friuli e restano a punteggio pieno con sei punti in due partite: apre Vidal su rigore (discutibile l'espulsione del portiere Brkic) poi vanno a segno Vucinic e due volte Giovinco. Per la squadra di Guidolin gol della bandiera di Lazzari

UDINE - La Juventus va a passeggio a Udine, ma in questo momento il 4-1 che esce al Friuli non fa granché notizia. Troppo diverso lo stato psicofisico delle contendenti. I campioni d'Italia in forma, per nulla turbati dalla squalifica di Conte, i friulani usciti letteralmente a pezzi dall'eliminazione in Champions League. Se poi ci si mette la quanto meno discutibile inferiorità numerica inflitta dall'arbitro Valeri alla squadra di Guidolin, la frittata è fatta.

BRKIC, ESPULSIONE INGIUSTA - Un episodio che altera completamente il senso tattico della gara. Le squadre in partenza vengono schierate specularmente. C'è molto traffico in mediana, in mezzo la qualità juventina è oggettivamente superiore, la speranza di Guidolin è riequilibrare il tutto sugli esterni, ma anche qui gli va maluccio. Lichtsteiner ad esempio vince nettamente quello con Armero, l'ex Asamoah, sia pure in maniera meno schiacciante, prevale su Basta. Una analisi che però viene sconvolta dall'episodio chiave: il rigore (giusto) assegnato alla Juve per fallo di Giovinco, l'espulsione (ingiusta) del portiere Brkic nella stessa azione. In realtà contrasto del portiere con l'attaccante, una riedizione di Davide e Golia, è causata da una spinta di Danilo, a sua volta non considerabile però ultimo uomo.

VUCINIC CHIUDE I GIOCHI - Una mazzata micidiale per l'Udinese: c'è il sacrificio di Fabbrini (dentro il secondo portiere Padelli), c'è Vidal, che si fa perdonare l'errore contro il Parma e non sbaglia dal dischetto. La Juve, che fino ad allora aveva comunque fatto di più (gol letteralmente divorato da Lichtsteiner), va sul velluto. Forse un po' leziosa la squadra di Carrera, ma di fatto non si accettano scommesse sul raddoppio, che giunge puntuale: Vucinic prima trova una prodigiosa deviazione di Padelli, poi, a seguito anche di un liscio di Armero, non sbaglia un fac simile di rigore con un perfetto piattone destro. Cosa chiedere a questo punto all'Udinese? Il nuovo arrivato Lazzari fa da collante tra le mediana e Di Natale, c'è molta grinta, ma Buffon non giustifica lo stipendio.

GIOVINCO DILAGA - La ripresa oggettivamente è noiosa, non vive su nessuna forma di pathos. C'è però l'occasione di ammirare un Giovinco in grande spolvero. Buona l'intesa con Vucinic, e tanta facilità di andare al tiro. Ne esce una bella doppietta: il primo gol di rapina, sull'unico errore di Padelli, il secondo con un bel diagonale. Il contentino per l'Udinese lo dà Lazzari con un sinistro ravvicinato, ma i friulani erano da tempo fuori gara.

Luigi Panella
tratto da: Poker Juventus, Udinese travolta




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martedì 1 settembre 2026

1 Settembre 1991: Juventus - Fiorentina

É il 1 Settembre 1991 Juventus e Fiorentina si sfidano nella prima Giornata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1991-92  allo Stadio 'delle Alpi' di Torino.

Contro questo Milan (imbattuto in Serie A) perfettamente guidato in panchina da Fabio Capello, é diffcile ottenere di piú di un secondo posto nella Classifica Finale del massimo campionato italiano. Cosí una Juventus ancora debole ma tanto volenterosa riesce nel suo scopo iniziale: un secondo posto finale piú che positivo. 

Dall'altra parte c'é una squadra gigliata che disputa un campionato mediocre e si posiziona poco piú sotto di metá classifica.

Buona Visione!

 


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Stagione 1991-1992 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 1 settembre 1991 ore 16:00
JUVENTUS-FIORENTINA 1-0
MARCATORI: Casiraghi 42

JUVENTUS: Tacconi, Carrera M., De Agostini, Reuter, Kohler, Julio Cesar, Di Canio (Galia 64), Marocchi, Schillaci, Baggio R. (Corini 90), Casiraghi
Allenatore: Giovanni Trapattoni

FIORENTINA: Mareggini, Fiondella, Carobbi, Dunga, Faccenda, Pioli, Mazinho, Orlando, Borgonovo (Batistuta 63), Maiellaro, Salvatori (Iachini 81)
Allenatore: Sebastiao Lazaroni

ARBITRO: Amendolia
ESPULSIONI: Orlando 44 (Fiorentina)




VINCE LA JUVENTUS 
Buon esordio con gol dell'ex monzese nella partita dei veleni contro la Fiorentina 

Casiraghi sugli altari. Ieri come goleador, stamane come sposo Casiraghi day. O meglio sarebbe dire «il giorno più lungo» di Pierluigi Casiraghi. Un giorno d'emozioni a ripetizione durato quarantott'ore. Ieri l'attaccante bianconero si è confermato sempre più goleador della squadra segnando un'altra importante rete di una beata stagione che per lui sembra non avere fine. In serata ha raggiunto Monza per mettere a punto gli ultimi particolari del matrimonio con Barbara Lietti, 19 anni, sua fidanzata da tre. E' andato a dormire tardissimo. Poche ore di meritato riposo, poi la cerimonia nel Duomo di Monza. Da stamane Pierluigi è sposo novello. 

Nulla da fare per Fiondella sullo stacco-gol di Casiraghi. Della sua unione con Barbara ha sempre parlato con entusiasmo. 

«E' il dolce epilogo della storia di due fidanzatini e l'inizio di una vita in comune, da dividere assieme», 

ha confessato il giovane a poche ore dal suo sì. Poi è scomparso, braccato da fotografi e giornalisti. Anche ieri al «Delle Alpi» Casiraghi ha dimostrato di essere un elemento determinante di questa nuova, ambiziosa Juventus. Un colpo di testa a cogliere l'angolo destro della porta difesa da Mareggiaini la partita non ha avuto più storia. 

«E' un buon momento — si era limitato a commentare uscendo dagli spogliatoi —. Nella vita l'importante è sapere attendere. L'anno scorso vissi il dramma degli infortuni in silenzio, pensando soltanto al momento in cui sarei tornato ad essere pimpante e utile alla squadra. Oggi so di esserlo e voglio continuare su questa strada. La Juve? Può arrivare molto lontano. Ma bisognerà lottare. Le avversarie non staranno certamente alla finestra». 

Casiraghi parla sempre sottovoce, come chi evita di sprecarsi in inutili predizioni. 

«La favorita? — si interroga —. La squadra che saprà approfittare meglio delle occasioni, tutte le occasioni. Per vincere un campionato bisogna avere anche un po' di vento in poppa. Quest'anno abbiamo cominciato bene, speriamo di concludere meglio». 

Sono molti coloro che vorrebbero conoscere da lui il segreto di questi suoi gol che sembrano uscire come d'incanto da vecchi filmati degli Anni Sessanta e Settanta. La sua immagine possente e svettante pare saltar fuori da un ingiallito album Panini. E i «draghi» di ieri (Riva, Bettega, Boninsegna) hanno considerato tutt'altro che blasfemo il paragone con il giocatore lombardo. Perché in lui c'è la forza di riuscire a risvegliare anche un po' del loro calcio, fatto di classe vera e senza tempo. Dopo gli acciacchi della passata stagione (operazione alle spalle e lunga convalescenza che ne hanno condizionato l'attività), Pierluigi è esploso nelle settimane scorse come un temporale d'agosto. Tuoni e fulmini, ma soprattutto una grandinata di reti. Quasi si fosse tenuta dentro tutta l'energia del mondo, accumulata in mesi di ansia, di sofferenza e di rabbia. 

Conclude: 

«Non sono un tipo superstizioso, ma scusate se mi viene spontaneo di toccare ferro quando mi si chiede di raccontare la disavventura vissuta l'anno scorso. Diciamo che non la auguro a messuno. Neppure al più scorretto degli avversari». 

Compreso Mareggini?

«S'intende!» 

Piero Abrate
 



Il fantasista bianconero ha mostrato contro l'ex squadra il meglio del suo repertorio
Baggio, addio al mal di Fiorentina
«Ero pronto a tirare un rigore, non l'avrei fallito»

TORINO. Roberto Baggio ha ieri giocato la più grande delle sue tre partite in maglia bianconera contro la Fiorentina. O meglio ha giocato la prima partita, le altre due essendo state cose diverse da quelle alle quali lui era chiamato da copione, da contratto. Baggio ieri ha corso, ha smistato buoni palloni quasi sempre di prima, ha messo il piede, si è beccato la marcatura greve di Salvatori e poi di Faccenda, è stato buttato giù quasi crudelmente da Dunga, e non è escluso che alla fine fosse ar rabbiato con la squadra viola, anche e soprattutto per l'affare Mareggini-Casiraghi. Ancora un po di incontri cosi, e poi Baggio sarà maturo per fare al la Fiorentina del giusto onesto male, quel male che forse ieri ha in qualche modo evitato di fare una sola volta, alzando troppo un cross che poteva far nascere un gol. Diciamo che ieri almeno Baggio ha smesso di fare, alla Fiorentina, del bene.

É ridicolo affannarci giorna listicamente così intorno alla normalità della prestazione di un calciatore che pure è dota tissimo di classe, è pagatissimo per sciorinaria, è provvisto di strumenti psicologici, dal buddismo in giù, per vincere le cosiddette rumore? É senz'altro ridicolo, lo è quanto è necessa rio o almeno doveroso. Perché Baggio è uno dei massimi del teatrino, e non si deve mancare niente della sua recita. Il giornalista è autorizzato a sognare di raccontare la Pechino-Parigi in deltaplano a motore, ma in tanto l'esame di ogni passo di Baggio, specie se contro la Fiorentina, fa parte di una specie di sua scuola dell'obbligo.

Baggio ieri ha fatto molti passi veloci in campo, e alcuni velocissimi per lasciare lo spogliatoio e dissolversi dopo avere detto ai giornalisti di non voler dire nulla. Il che non significa non avere nulla da dire, e infatti i giornalisti, facendo cooperative, gruppi, cosche, congreghe, pool, scambi eccete ra, sono riusciti ad avere alcune sue frasi, che messe insieme fanno, se non un'intervista, un bouquet di pareri. Il massimo dell'emissione di suoni è stato eseguito da Raggio mentre si allontanava, un braccio sulla spalla di Iachini giocatore della Fiorentina, con un giornalista toscano amico suo da anni. Ma ecco la summa.

Io e la partita: 

«Ero teso,ma meno di altre volte, e mi sono quasi rilassato giocando. Ecco, adesso posso dire che si, se avessimo avuto un rigore a fa-vore e io fossi stato designato come rigorista, l'avrei tirato".

lo e i tifosi viola

"Non ho sentito i cori orribili di cui mi dite. Ho visto però che c'era del fermento nella loro zona, giocando non ho potuto fare a meno di notare certi tafferugli, in somma certe cose brutte, che mi fanno del male".

lo e il dopogara con lo sconro Mareggini-Casiraghi. 

«Non devono accadere certe cose, sono accadute, sono disgustato". 

Parole neanche troppo criptiche, parole critiche verso il portiere della Fiorentina, visto che dello scontro Casiraghi è stato una vittima.

Quanti incontri ancora per avere un Baggio che distrugge la Fiorentina, le segna dei gol, la colpisce anche con le parole? I cronisti giovani fanno i conti, sono quasi sicuri di arrivare al quel momento. I cronisti anziani sospirano, sanno che non ci arriveranno mai. Però noi che eravamo a Torino quando Baggio si fece nascere a mattino una figlia pur di non dover pensare, giocando al pomeriggio, a battere la Fiorentina, noi che eravamo a Firenze quando Baggio non tirò il rigore e usci dal campo tenendo stretta una sciarpa viola, vi garantiamo che la va meglio.

Gian Paolo Ormezzano
brani tratti da: La Stampa 2 settembre 1991

 




LA NUOVA JUVENTUS
UNA SIGNORA CON LE PALLE!
Una squadra grintosa, che sa dove vuole arrivare. Pochi fronzoli, molta concentrazione e quegli attributi che hanno mandato in visibilio persino il presidente Chiusano...

TORINO. Finalmente una squadra con le palle. La considerazione tecnico-anatomica del presidente Chiusano nell'intervallo di Juventus-Fiorentina ha fotografato in modo persino crudo il nuovo corso bianconero. Per la verità, non è ben chiaro (forse neppure tra gli studiosi del delicato ramo) se una Signora, sia pure storicamente impegnata nel virile sport del pallone, debba proprio possedere certi attributi per suscitare ammirazione. In ogni caso il Trap, che notoria- mente non bada ai fronzoli, non ha avuto esitazioni a... cambiare il sesso della squadra più di tutte obbligata a vincere. Un mutamento radicale, una pagina girata, una brusca inversione di tendenza. 

"E una Juventus molto più quadrata, compatta, sicura di sé rispetto all'anno scorso"  ha calcato la mano il presidente della Lega, Nizzola, "senza quegli sbandamenti della stagione passata che la portavano a subire gol improvvisi quanto incredibili". 

Il ritornello dei pareri autorevoli sulla nuova Juve appare quasi ossessivo: 

"I miglioramenti" spiega Renzo Righetti, vicepresidente del Settore tecnico, "sono netti: si tratta di una Juve molto migliorata. E più robusta, più determinata. Un'altra cosa rispetto all'anno scorso". 

La lingua batte dove Maifredi duole e, insomma, la Signora virile sembra aver fatto centro ben al di là del successo di misura sulla Fiorentina con cui ha bagnato il suo esordio ir campionato. Si tratta di vedere, a questo punto, se cert trionfalismi appaiano giustificati. In realtà, sarebbe avventuroso sostenere che contro la scombinata squadra di Lazaroni si è espressa una grande Juve. Certo, i famosi... bargigli, tanto per restare in campo anatomico, sono emersi subitc di prepotenza.  Trap ha presentato un complesso di mutuo soccorso in cui, bandite stelle e stelline, ogni elemento esprime una operatività totale al servizio dei compagni. Si tratta di un primo passo fondamentale, la condizione indispensabile per mantenere nominalmente intatto l'assetto offensivo dello scorso anno, col poker Di Canio - Baggio - Schillaci - Casiraghi.Se a questo si aggiunge un assetto di terza linea pressoché impeccabile, grazie alla tremenda efficacia non soltanto dell'ottimo Kohler. ma anche del puntuale Carrera, si ha il quadro di una compagine poderosa difficilmente perforabile, anche sul piano delle improvvise amnesie di concentrazione. Ouesto non significa tuttavia che l'opera possa dirsi conclusa. La Juve del debutto ha cozzato a lungo contro il dispositivo difensivo viola: un groviglio di reticolati, tra difensori e centrocampisti, in cui quasi mai i fantasisti bianconeri sono riusciti a districari sguainando le indispensabili levate d'ingegno, i guizzi capaci di piegare la chiave tattica della partita avversaria. Così più che gioco autentico, la Juve offre per ora una continua, convinta generosa ricerca della via migliore per giungere al gol. Lo ammette lo stesso Trapattoni: 

"Per un'`ora contro la Fiorentina abbiamo tentato di tutto per arrivare a segnare: al di là dell'esiguo numero di occasioni, il fatto resta ımportante". 

Ecco: la Juve '91-92 parte con una disposizione d'animo completamente nuova. Una Juve umile, quasi operaia a dispetto dei nomi altisonanti che ne sorreggono le ambizioni offensive. Una Juve che ha tutto per diventare "da scudetto", ma che appunto ancora deve diventare tale, Disponendo di una micidiale coppia di attaccanti, Trapattoni sta ricalcando certe sue Juventus degli anni d'oro. Rinuncia al regista (di cui peraltro disporrebbe: il bravissimo Corini) per privilegiare un quadrilatero di centrocampo senza mediazioni tattiche con un tornante di fantasia e un rifinitore avanzato (Di Canio e Baggio) supportati da due robusti elementi di quantità (Reuter e Marocchi). Per funzionare al meglio anche su fronte offensivo occorrerebbero dunque al meccanismo bianconero un Di Canio in qualche modo somigliante a Causio del tempo che fu e parimenti un Baggio il più vicino possibile alle intuizioni registi. che che accendevano Platini Per ora, l'ex laziale non riesce quasi mai a pilotare sul fondo la propria indubbia classe per pennellare i cross che Casiraghi attende come una manna del cielo. Cosi come latitano le deliziose invenzioni con cui Baggio è capace di girare l'interruttore della partita azionando i magici meccanismi del gol. Riusciranno i due eroi della r iconversione trapatto-niana a sposare il sacrificio tattico senza appannare i pro- pri proverbiali bagliori tecnici? Su questa sfida si gioca il campionato della Juve, la sua possibilità di porre una effettiva candidatura al titolo. Non è forse un caso che proprio di Gianni Agnelli, uomo refrattario ai facili entusiasmi, sia giunta una piccola stecca nel coro domenicale degli elogi: 

"Una Juve discreta" l´ha definita, "perche non posso dire mi abbia pienamente soddisfatto. C"è qualcosa da registrare, ma nel complesso questa Juve non è male. E che grinta, quel Kohler".

Il campionato festeggia dunque il ritorno in punta di piedi della grande Juventus: senza poclami, senza scintille di gioco, ma già con la determinazione indispensabile per salire nuovamente gradini che portano in alto. Quando giungeranno copiose con avversari chiusi a doppia mandata come la Fiorentina di Lazaronı anche le palle che contano veramente, cioè quelle gol, la Juve dovrà davvero e finalmente tornare a ruggire.

Carlo F. Chiesa
tratto dal Guerin Sportivo anno 1991 n.36






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1 Settembre 2018: Parma - Juventus

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Serie A TIM vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 1 Settembre 2018 e Parma Juventus si sfidano nella terza giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2018-19 allo StadioEnnio Tardini' di Parma.

É una Juventus che si appresta ad iniziare una nuova stagione. Si concluderá con l'ennessimo Scudetto (é il 37esimo).

In piú adesso ha un campione rinnomato e di classe mondiale. É Cristiano Ronaldo.

Buona Visione!

 



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Stagione 2019/19 - Serie A - 3a Giornata
Sabato 1 Settembre 2018 ore 20.30
Stadio Ennio Tardini (Parma)
PARMA-JUVENTUS 1-2
MARCATORI Mandzukic (J) al 2', Gervinho (P) al 33' p.t.; Matuidi (J) al 13' s.t.
 
PARMA (4-3-3) Sepe; Iacoponi, B. Alves, Gagliolo, Gobbi; Rigoni (dal 16' s.t. Deiola), Stulac, Barillà; Gervinho (dal 16' s.t. Da Cruz), Inglese, Di Gaudio (dal 35' s.t. Ceravolo)
A disposizione: Frattali, Bagheria, Dimarco, Sierralta, Gazzola, Sprocati
Allenatore: D'Aversa.
 
JUVENTUS (4-3-3) Szczesny; Cuadrado, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (dal 35' s.t. Dybala), Pjanic (dal 28' s.t. Emre Can), Matuidi; Bernardeschi (dal 10' s.t. Douglas Costa), Mandzukic, C. Ronaldo
A disposizione: Perin, Pinsoglio, De Sciglio, Benatia, Barzagli, Kean, Cancelo, Rugani, Bentancur
Allenatore: Massimiliano Allegri
 
ARBITRO: Doveri.
Ammoniti: Pjanic, Cuadrado, Bernardeschi (J), Rigoni (P)




Ancora a secco Cristiano Ronaldo. Traversa di Stulac, palo di Douglas Costa. Dybala in campo soli 10', i bianconeri sono in testa a punteggio pieno.

Il deejay dello stadio Tardini nel prepartita manda a tutto volume la Marcia Trionfale dell'Aida – Giuseppe Verdi assieme alla musica da discoteca, è pur sempre sabato sera – ma nella terza vittoria della Juventus c'è poco trionfo. Più che una marcia, è stata una battaglia di trincea. Parma-Juventus finisce 1-2 con due gol spediti da Mosca: Mandzukic per il vantaggio e Matuidi per il secondo allungo, le due M della finale del Mondiale. Allegri va a 9 punti, abbastanza per una sosta da capolista, ma rischia di passare due settimane di pensieri come Cristiano Ronaldo, ancora senza gol, meno pericoloso rispetto alla "prima" col Chievo.

Non che ci sia qualcuno in ritardo - lo stadio è quasi pieno già per il riscaldamento – ma Mandzukic punisce chi non arriva puntuale: dopo meno di due minuti segna un gol strano. Su un cross da destra di Cuadrado, il suo colpo di testa rimpalla su Iacoponi e resta lì, per aria. Sepe non esce e Marione, solo solo, non si sottrae alla deviazione. Qualcuno pensa sia già finita, ma sottovaluta la grande anima del Parma e i problemi difensivi della Juve settembrina. I bianchi mettono in fila tre pericoli e alla fine pareggiano. Pericolo uno: una percussione di Gervinho, che apre le acque in zona-Chiellini, con salvataggio disperato di Cuadrado su Di Gaudio. Pericolo due e tre: due tiri di Stulac su cui la Juve si salva con la traversa e con uno Szczesny insicuro. Al minuto 33, il gol: Gervinho mette in porta un cross di Gobbi deviato da Inglese e apre il carnevale della famiglia in tribuna. Pensiero istintivo: la Juve, in dieci con Cuadrado infortunato a bordo campo, ha concesso ancora spazio, come una squadra distratta. Allegri lo sa e forse va all'intervallo felice, perché a fine primo tempo arrivano due pericoli… E il contropiede Gervinho-Rigoni, con Cuadrado pessimo in fase difensiva, mette decisamente più brividi di una giocata più tiro di Bernardeschi respinta da Sepe.

la mossa douglas (e matuidi) — Il secondo tempo si apre con un paio di azioni made in Ronaldo e un tiro (alto) di Khedira dopo cross di Alex Sandro. La Juve però non segna, così Allegri va sul sicuro: dentro Douglas Costa, lo spacca-partite. Probabilmente è un caso, ma al 13’ Matuidi fa 2-1 con un gran sinistro sotto la traversa, alla fine di una azione di Alex Sandro nobilitata da un tacco di Mandzukic. La partita, ovviamente, così cambia ancora e da un lato la Juve rischia di allungare con Douglas Costa – grande palo a 20’ dalla fine – ma dall’altro il Parma si dimostra vivo. Un tiro-cross di Inglese, con Szczesny ancora incerto, fa vibrare di speranza il Tardini e nel finale lo stadio urla. Szczesny, però, rischia poco o nulla. 

LA PARTITA DI CR7 — Cristiano ha cercato tanto il gol, più che nelle prime due partite, ma è rimbalzato contro i difensori del Parma, schierato con due linee davanti a Sepe. Ha giocato tanto al centro nel primo tempo e parecchio sulla sinistra nel secondo, soprattutto è sembrato sfortunato, fuori tempo, quasi prigioniero di una maledizione. È andato vicino al gol con un colpo di testa uscito di un nulla, poi non è arrivato su un tocco di Khedira e ha messo fuori un piatto per lui non complicato. Nel finale è entrato anche Dybala, alla seconda panchina consecutiva, che ha ricomposto il Dybaldo. Nel complesso però Paulo ha vissuto una partita numero 100 in A con la Juve anonima.

PARMA POSITIVO — Il Parma, in tutto questo, va a casa speranzoso: si temeva una goleada, è stata una bella partita. Soprattutto, D'Aversa ha avuto buoni segnali da un paio di uomini chiave. Stulac si è confermato calciatore di livello – "calciatore" in senso letterale, è uno dei migliori tiratori da lontano della Serie A – e soprattutto Gervinho ha giocato un'ora vecchio stile, come ai tempi della Roma. Il turbo, anche dopo il viaggio di due anni in Cina, è ancora attivo.

Luca Bianchin
tratto da: Parma-Juventus 1-2: gol di Mandzukic, Gervinho e Matuidi





La Juve vince ancora. Ancora senza i gol di Ronaldo, ma ancora meritando i tre punti. Un risultato non scontato contro un Parma tutto orgoglio e velocità, ma i bianconeri riescono a capitalizzare tutta la loro enorme qualità, grazie alle zampate di Mandzukic e Matuidi e ad un secondo tempo in pieno controllo di gara, dopo che nella prima parte di gara, in realtà, gli emiliani si erano più volte fatti vedere dalle parti di Szczesny.

PRONTI, VIA, MARIO!

Allegri cambia solo Cancelo con Cuadrado rispetto all'undici titolare contro la Lazio una settimana fa e la scelta sembra subito premiare il tecnico, perché dopo appena due minuti di gioco la Juve passa: il colombiano crossa dalla destra, Iacoponi e Mandzukic vanno verso il pallone e nessuno dei due lo colpisce in maniera pulita, così la sfera rimane lì, a due metri dalla linea di porta e SuperMario deve solo spingerla in rete.

IL PARMA REAGISCE

Meglio di così non si potrebbe iniziare, ma attenzione: già a Verona contro il Chievo la Juve aveva segnato subito e poi si era ritrovata a dover rimontare negli ultimi minuti di gara. Il Parma, che evidentemente ha guardato con attenzione i filmati di quella partite, prova subito a rispondere con la rapidità di Gervinho: l'ivoriano entra in area come una saetta e tocca centralmente per Di Gaudio, chiuso in angolo all'ultimo secondo utile. Come se non bastasse arriva anche la punizione di Stulac che si stampa sulla traversa e suona come un segnale di allarme per i bianconeri, anche perché la velocità con cui gli emiliani confezionano le ripartenze e la loro determinazione non vanno sottovalutate.

GERVINHO COLPISCE

E infatti, dopo un breve periodo in cui gli uomini di Allegri riescono a tenere lontani gli avversari e a servire Ronaldo per altrettanti colpi di testa a lato, arrivano il traversone di Gobbi dalla destra e la spizzata di Inglese che liberano Gervinho davanti alla porta. Come per Mandzukic, anche in questo caso basta toccare il pallone per segnare. Il pareggio scuote i bianconeri e Bernardeschi prova a suonare la carica, ma due sue serpentine in area trovano Sepe pronto in entrambe le occasioni. E comunque è sempre il Parma ad essere più pericoloso, con l'ennesimo contropiede di Gervinho, concluso dal sinistro di Rigoni respinto da Szczesny, che salva il risultato e manda le squadre al riposo sull'1-1.

MATUIDI DI POTENZA

Si riparte con un doppio tentativo di Ronaldo, il primo respinto, il secondo alto e si continua con una Juve ben più aggressiva rispetto al primo tempo. Khedira spara fuori un prezioso assist di Alex Sandro e altrettanto fa Ronaldo, quindi arriva il primo cambio di Allegri: fuori Bernardeschi, dentro Douglas Costa e in quattro minuti la Juve torna in vantaggio. Nell'azione non centra il nuovo entrato, ma l'altro brasiliano, Alex Sandro, che tocca dalla sinistra per Mandzukic. Il croato vede l'inserimento di Mautidi e lo asseconda con uno splendido colpo di tacco, che il francese sfrutta a dovere, controllando in corsa e sparando il sinistro sotto la traversa.

CONTROLLO E VITTORIA

Il Parma accusa il colpo e ora è molto meno vivace. La Juve può controllare il gioco, mantenere il possesso palla e aspettare l'occasione buona per affondare il colpo. Sembrerebbe trovarla Douglas Costa con un sinistro a giro dal limite che però colpisce il palo esterno. Nell'ultimo quarto d'ora Allegri richiama Pjanic e Khedira e inserisce Emre Can e Dybala, passando al 4-2-3-1. Il modulo permette ai bianconeri di schiacciare ancor di più un Parma ormai esausto e di difendere il punteggio nel modo più semplice: tenendo gli avversari lontani dalla propria area di rigore. Finisce 2-1 e i bianconeri centrano la terza vittoria su tre partite. Davvero un ottimo modo per arrivare alla sosta di campionato.

Redazione del Sito Ufficiale della Juventus
tratto da: Mandzukic e Matuidi, la Juve passa al Tardini






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