Attraverso YouTube vi facciamo gustare un'altra chicca storica di questa giornata odierna. È il 5 maggio 1991 e Juventus e Milan si sfidano nella quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1990-91 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.
La Juventus tenta di riappropriarsi dello scettro di squadra 'più forte della penisola' con una nuova dirigenza tecnica affidata ad un allenatore del famigerato 'calcio champagne', Luigi Maifredi. Dopo un inizio di campionato incoraggiante, i bianconeri naufragano tra caterve di gol presi ed addirittura a fine campionato si trovano fuori dalle Coppe Europee dopo 27 anni.
Dall'altra parte i rossoneri disputano un ottimo campionato e finiscono sul secondo gradino del podio.
Buona Visione!
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 5 maggio 1991 ore 16:00
JUVENTUS-MILAN 0-3
MARCATORI: Simone 3, Maldini P. 13, Evani 78
JUVENTUS: (c) Tacconi, Napoli N., Julio Cesar, Corini, De Marchi (Di Canio 20), De Agostini, Haessler (Alessio 46), Marocchi, Schillaci, Baggio R., Fortunato D.
A disposizione: Bonaiuti, Bonetti D., Ricca
Allenatore: Luigi Maifredi
MILAN: Rossi S., Tassotti, Maldini P., Carbone A. (Stroppa 86), Costacurta, Baresi F., Simone, Rijkaard, Van Basten, Ancelotti, Evani
A disposizione: Pazzagli, Galli F., Massaro, Agostini
Allenatore: Arrigo Sacchi
ARBITRO: Luci
AMMONIZIONI: Corini 81 (Juventus); Ancelotti 36 (Milan)
Juventus Cosa funziona: Tutto ciò che è contrario al gioco del calcio. Cioè nulla.
Cosa non funziona: L'incredibile disfatta contro i rossoneri è un'antologia del peggio juventino, di tutto quanto ha portato l'ex Signora degli scudetti a toccare il fondo. Avversari soli davanti a Tacconi dopo una manciata di secondi, paurosi sbandamenti tattici uniti a disagi tecnici e blocchi psicologici, mollezza assoluta di muscoli e cuore. L'analisi è impietosa quanto scontata: contro il Milan, la Juventus ha patito le contraddizioni maifrediane tra teoria e pratica. E poi i singoli: dallo svuotato Marocchi all'inconcludente Hässler, che non sa mai dove piazzarsi; dall'involuto Baggio agli imbambolati difensori. Schillaci è scomparso, Tacconi scuote la testa e pensa al tempo che fu. Infine Maifredi: un ex a tutti gli effetti.
Milan I gol: 3' Rijkaard serve Van Basten, l'olandese al volo trova libero Simone che segna in assoluta solitudine. 12': Cross dalla destra di Carbone per Maldini che salta altissimo e di testa beffa Tacconi. 78': Ancora Carbone sulla destra, passaggio per Evani che di sinistro al volo fulmina il portiere.
Cosa funziona: I meccanismi rossoneri tornano a scattare implacabili. Sacchi mostra a Maifredi cos'è la zona e come si deve applicare il fuorigioco. Ma non ingannino troppo gli schemi: perché funzionino occorrono giocatori veri. E il Milan li ha. Decisivo l'impiego di Rijkaard come mezzapunta, puntuali le incursioni di Carbone, memorabili alcune invenzioni di Van Basten.
Cosa non funziona: Troppe imprecisioni sotto porta. Solo per questo la Juventus ha evitato una goleada di proporzioni gigantesche.
Maurizio Crosetti
tratto dal Guerin Sportivo anno 1991 n.19
Tacconi: manca la voglia di vincere
«Non l'abbiamo avuta per quasi tutta la stagione»TORINO. La situazione appare compromessa; la rassegnazione sta prendendo il sopravvento sulla voglia di lottare. Stefano Tacconi rifiuta l'ennesima sconfitta e con un filo di voce chiama a raccolta i compagni:
"Non abbiamo ancora toccato il fondo, ma il momento è delicato perché non ce ne va bene una e ci restano solo tre partite per ritrovare la concentrazione. La lotta per la zona Uefa era difficile; ora si è complicata."
Che cosa è mancato contro il Milan?
«La determinazione e la voglia di vincere già assenti durante quasi tutta la stagione, Fortunato libero sul 2-0? Ormai eravamo come un pugile suonato, qualsiasi soluzione non ci avrebbe risollevati, non stavamo più in piedi. Il rigore su Schillaci? Se l'arbitro non l'ha dato, vuol dire che non c'era e so, comunque, che a Toto il direttore di gara ha spiegato che Rossi l'aveva anticipato, prendendo la palla per primo».
Da questa Juve che cosa c'è da aspettarsi adesso?
"Di tutto, sia in positivo che in negativo. Volevamo dimostrare contro i rossoneri quanto non avevamo mai fatto se non con il Barcellona al ritorno. Loro ci sono stati superiori, di molto. Si vede che questo è il massimo che posso dare. Non è saltato nulla, semplicemente non ci siamo. Dobbiamo vergognarci; sta a noi evitare di toccare il fondo. Chiamarsi fuori sarebbe il guaio peggiore."
Il Milan stratosferico, dunque, unico nemico della Juventus? Interviene Fortunato:
"Basta guardare le caratteristiche fisiche dei centrocampisti e degli attaccanti delle rispettive squadre per cogliere la differenza. Abbiamo affrontato una squadra superiore in tutto, non poteva certamente cambiare la musica solo perché sul 2-0 sono arretrato nel ruolo di libero: abbiamo rischiato ugualmente e preso un altro gol in contropiede, come il primo…"
Dice con ironia De Agostini:
«Continuiamo a prenderci tutte le responsabilità, tanto è chiaro che la colpa è solo della difesa…».
Julio Cesar precisa:
«Manca l'organizzazione e questo non facilita il compito dei difensori. Ma non voglio accusare Maifredi, siamo noi giocatori a scendere in campo».
Corini, allora che cosa è successo?
"Il mister le ha provate tutte, noi siamo partiti con i migliori propositi, ma cosa fare contro un Milan superiore? Gioca a zona da anni e quando la fa bene non ce n'è per nessuno, no. Il primo gol ci ha tagliato le gambe, stavamo riorganizzandoci ed ecco la seconda botta. Ci restano tre partite per salvare la faccia, uscire da questa stagione da Juventus, mettendo in campo tutto quanto non ci è riuscito a fare finora."
Quale può essere la ricetta? Marocchí:
"Dobbiamo augurarci di avere un pizzico di fortuna a Napoli e saper ritrovare l'orgoglio. È impensabile ipotizzare che potremmo essere ricordati come i giocatori che dopo trent'anni non riescono a portare la Juventus in Europa."
Baggio è attorniato dai tifosi. Al Napoli hai già segnato reti memorabili. Gli urlano. E lui:
«Speriamo di ripeterle, ma la situazione è critica, la zona Uefa è difficile da centrare».
E Schillaci? Non è più ottimista:
«Speriamo che questa stagione finisca presto».
«Eh no, si ribella Di Canio - già ci buttiamo giù in campo al primo errore. A Napoli dovremo cercare di giocare prendendo esempio dal Milan che si è difeso affidandosi al pressing e al sacrificio di tutti, Van Basten per primo. Ci vogliono cuore e volontà».
Franco Badolato
tratto da La Stampa del 6 maggio 1991
























































