mercoledì 25 febbraio 2026

25 Febbraio 1996: Juventus - Milan

É il 25 Febbraio 1996 Juventus Milan si sfidano nella sesta giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 1995-96  allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver rivinto lo Scudetto dopo ben otto anni adesso pensano in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo proprio da questo Milan. Alla fine per i nostri eroi sará secondo posto.

Buona Visione!



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Stagione 1995-1996 - Campionato di Serie A - 6 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 25 febbraio 1996 ore 20:30 
JUVENTUS-MILAN 1-1
MARCATORI: Conte A. 3, Weah 30

JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Carrera M., Vierchowod, Pessotto G., Lombardo (Di Livio 74), Paulo Sousa (Jugovic 74), Deschamps, Conte A., (c) Vialli, Ravanelli (Del Piero 57)
A disposizione: Rampulla, Torricelli
Allenatore: Marcello Lippi

MILAN: Rossi S., Tassotti, Costacurta, Baresi F., Maldini P., Donadoni, Albertini (Ambrosini 31 - Di Canio 59), Desailly, Boban, Weah, Baggio R. (Simone 77)
A disposizione: Ielpo, Coco
Allenatore: Fabio Capello

ARBITRO: Boggi
AMMONIZIONI: Ferrara C. (Juventus); Ambrosini, Tassotti, Baresi F., Maldini P. (Milan)





Fischiato dai tifosi bianconeri perde la sfida con il suo passato 
Baggio, il Codino sbiadito 

TORINO. Quando lo speaker annuncia la formazione milanista, i fischi hanno una costante. Salvo quando viene letto il nome di Robi Baggio, che torna sul luogo dello scudetto. Allora i decibel s'impennano appena. Roba per orecchie sopraffine. Prima che i duellanti diano inizio alle operazioni, la curva bianconera propone al Codino un invito, poco elegante per la verità, a prendere la via della toilette. Nella notte dei cannibali milanisti e degli irriducibili Lippiani, un artista non può piegarsi a ima natura che non è sua. Non è e non sarà mai un combattente. Così Robi comincia da cesellatore, un colpo di tacco per Weah e via. Il gol di Conte non spegne gli ardori rossoneri, Baggio tenta di non restare emarginato, inghiottito cioè dalla morsa Vierchowod-Carrera-Ferrara. Cerca di essere utile con tocchi immediati, puliti o sporchi. 

La posizione è in continuo cambiamento: sinistra, destra, centro e perfino più indietro. Insomma, è il consigliere ravvicinato di Weah. Si presenta con un piazzato, ed è una specie di petardo bagnato, e con un assist (8' del primo tempo) per Maldini. Il condimento del pubblico juventino è il solito e previsto: grandine di fischi, comunque ben assorbiti dal destinatario. La volontà all'ex bianconero non manca: fa ciò che può per non chiudersi dentro la placenta delle domeniche infelici; dà perciò segnali di vita con traiettorie corte, senza però osare più di tanto. Ogni suo gesto è quasi pilotato da un sussiego quasi obbligato, non si fa vincere dalla smania perché sa che nel calcio voghe fa rima con doglie. 

Il trattamento riservatogli dai marcatori di circostanza fa tremare il Raffaello e quasi lo ricaccia in pinacoteca, là dove può farsi ammirare senza nuocere. La presenza in campo dell'ex Pallone d'Oro talvolta è gelida. E' sempre bello a vedersi, Baggio, però talvolta pare refrattario ai fascini magnetici delle grandi sfide, alle roventi emotività di certe partite. Al 16' Robi è trattato duramente da Ferrara: il piazzato è senza esito. La palla impazzisce, come quella di un flipper. E lui, il Codino, gradisce poco. Oltretutto il mestiere di seconda punta lo digerisce male, soprattutto quando il clima scotta. Ferrara lo tiene d'occhio, così Vierchowod e Carrera. Al 24' Robi è raffinato nell'l2 con Weah, ma nel momento fatale c'è torpore nel suo piede. E 3' dopo il suo sinistro «pescato» dal liberiano è come uno shuttle che vola alto in cielo. 

Insomma, attualmente Baggio non è l'uomo che incide e decide. Semmai si muove con flottaggi che agevolano Weah, un fulmine sul cross di Donadoni nel pallone dell' 1 -1. Robi accetta il ruolo di sponda con umiltà. E commette (siamo al 40') perfino un fallo su Deschamps. Si ricomincia. La curva milanista osanna Baggio, i tifosi bianconeri rispondono per le rime, vietate ai minori di anni 14. La Juve spinge e Baggio vede meno palloni, e quei pochi li sfrutta senza spruzzarli con sale e fiele. Vita dura per l'ex beniamino della curva Scirea nel secondo tempo, in cui il Milan usa prudenza e contropiede. Robi vincerà lo scudetto, ma non si aggiudica la sfida al suo passatole anche al presente: fa più di lui Del Piero, che pure gioca solo 33 minuti). L'esibizione del Codino resterà una di quelle foto sviluppate male, molto sbiadite. Ma questa considerazione, probabilmente, non lo sfiorerà neppure. Lui il secondo titolo sta per papparselo. E ciò conta più di ogni parola. Ma quando esce (al 32' del secondo tempo, sostituito da Simone) è sommerso sotto una cupola di fischi. La riconoscenza non è di questo mondo. 

Angelo Caroli
tratto da: La Stampa 26 febbraio 1996






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martedì 24 febbraio 2026

24 Febbraio 1980: Juventus - Torino

É il 24 febbraio 1980 e la Juventus incontra il Torino allo Stadio 'Comunale' di Torino. É il 'Derby della Mole' e la cittá si mobilitá!

Il tutto é valevole per la sesta giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1979-80.

Contro uno dei migliori Toro del dopo Superga, i bianconeri sudano le proverbiali sette camicie per abbattere la loro resistenza.

Alla Juventus finirá il campionato al secondo posto, tre punti distante dall' Inter Campione d'Italia.

Buona Visione! 



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Stagione 1979-1980 - Campionato di Serie A - 6 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 24 febbraio 1980 ore 15:00 
JUVENTUS-TORINO 0-0

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, (c) Furino, Brio, Scirea, Causio, Tardelli, Bettega R., Gentile, Marocchino
A disposizione: Baratella, Prandelli, Virdis
Allenatore: Giovanni Trapattoni

TORINO: Terraneo, Salvadori, Vullo, Sala P., Danova, Masi, Sala C., Pileggi, Graziani, Zaccarelli, Pulici
A disposizione: Copparoni, Mariani, Mandorlini
Allenatore: Ercole Rabitti

ARBITRO: Ciulli
AMMONIZIONI: Brio, Causio, Furino (Juventus); Pileggi (Torino)



Poche le "sufficienze" nelle pagelle bianconere e granata 
Marocchino e Patrizio Sala i migliori 

Zoff - Terraneo — Non si sono neppure accorti che fosse un derby. Per Dino un solo momento di difficoltà su un traversone maligno di Patrizio Sala, per Giuliano un brivido in extremis quando Tardelli (con Pileggi a rimorchio) puntava su di lui. 

Cuccureddu - Pulici — Il terzino ha faticato meno del solito a contenere il rivale di tanti derby. La determinazione di Cuccureddu ha aggravato le difficoltà di un Pulici che si è fatto vedere — poco — solo nella ripresa, con qualche arretramento efficace ed alcuni colpi di testa in area. 

Cabrini - P. Sala — un buon duello, sia pure con momenti di reciproca libertà, sulla fascia laterale. Cabrini è stato più ligio alle consegne, si è lanciato in pochi affondo: Patrizio Sala ha giocato di più. a tutto campo, risultando il migliore dei granata, l'unico ad aver capito che senza gioco a centrocampo si doveva verticolizzare l'azione, cercare le punte con il lancio lungo. 

Gentile - Vullo — Si sono fronteggiati a distanza, abbastanza inutili entrambi alla squadra, quasi mai nel vivo del gioco. Un tiro a lato di poco fra le rare iniziative da ricordare del bianconero, qualche avanzata, un bel cross (nel secondo tempo) a favore del granata. Se non fossero neppure entrati in campo, sarebbe stato lo stesso. 

Brio - Graziani — Bell'inizio dello stopper — anticipo di testa e di piede — calato poi non appena il centravanti ha cominciato a muoversi un poco sul fronte dell'attacco. Ed allora Brio si è aiutato con il fisico e con abbracci da piovra: deve starei attento, non sempre troverà l'arbitro che non vede cosa accade in area. Ha il merito di aver bloccato in qualche modo l'avversario, ma Graziani, ben disposto, di palloni giocabili ne ha ricevuti pochi. 

Scirea - Masi — Piuttosto incolore, come preoccupato (di che cosa?) il libero bianconero. Un efficace sganciamento, con un colpo di testa fuori bersaglio, qualche imprecisione in difesa. Buona la partita del granata, tempista e sicuro, capace anche di resistere ad un dolore alla gamba. Si sarà convinto che non deve badare ai fantasmi, neppure a quelli rappresentati dai compagni. 

Furino - C. Sala — La fantasia dei tecnici non è grande, puntualmente si è realizzata la coppia di tante battaglie. Claudio Sala si è visto poco, raramente ha pesato sul gioco, di conseguenza il merito di Furino è reale, anche se il capitano avversario non ha dato l'impressione di essere in giornata sì. La Juve non giocava a zona come la Roma. 

Causio - Pileggi — Duello con qualche variazione: in alcune fasi delia partita è stato Zaccarelli a fronteggiare il «barone» mentre il numero otto granata andava su Tardelli. Comunque solo sussulti da parte di Causio, che giocando prevalentemente da mezz'ala non ha ripetuto le belle prove di altre occasioni. Quanto a Pileggi, con l'attenuante di aver pochissime gare nelle gambe dopo il lungo stop, una prestazione volonterosa, ma modesta. Errori nel tocco, difficoltà nel trovare la posizione. 

Tardelli - Zaccarelli — Sono affogati entrambi, a lungo, nel vuoto di un gioco di centrocampo caotico su ambo i fronti. Hanno vissuto di sprazzi isolati, senza offrire un rendimento continuo. Lievemente migliore il bianconero, ma nessuno dei due ha confortato Bearzot in tribuna, sempre alle prese con i problemi del centrocampo azzurro. 

Bettega - Danova — Galleggiando come sempre fra centrocampo e attacco, il bianconero mai è riuscito a «incidere» sull'andamento della partita. Ha anche subito, nelle rare occasioni in cui si è affacciato in avanti, qualche botta, ma nel complesso Danova giocando d'anticipo e sullo scatto non ha mai avuto grossi problemi. 

Marocchino - Salvadori — Marcatura a sorpresa da parte di Rabitti, si pensava più adatto Vullo che un Salvadori fresco di convalescenza. Marocchino è partito bene, è l'unico della Juve a poter essere soddisfatto della sua gara, sia pure con qualche eccesso nel dribbling. Salvadori all'avvio ha faticato, poi è salito di tono alla distanza. Per lui va variato un vecchio detto. Gli sta bene: «Chi non ha gambe mette testa».

Bruno Perucca


 




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lunedì 23 febbraio 2026

23 Febbraio 2014: Juventus - Torino

É il 23 Febbraio 2014 Juventus e Torino si sfidano nella terza Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2013-14 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

É una Juventus tutta record questa guidata in panchina dal 'gladiatore' Antonio Conte. É la Juve dei 102 punti finali che strapazza tutti e conquista così il suo trentaduesimo scudetto. 

Pensate che il Torino (fermatasi ad un onorevole settimo posto) finisce a ben quarantacinque (45!) punti di distacco dalla squadra Campione d'Italia.

Buona Visione!

 

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Campionato di Serie A 2013-2014 - 6 ritorno
Torino - Juventus Stadium
Domenica 23 febbraio 2014 ore 18.30
JUVENTUS-TORINO 1-0
MARCATORI: Tevez 30

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Caceres, Lichtsteiner, Vidal (Marchisio C. 74), Pirlo, Pogba, Asamoah, Tevez (Osvaldo 90), Llorente (Padoin 88)
Allenatore: Antonio Conte

TORINO: Padelli, Bovo (Meggiorini 81), Glik, Moretti, Darmian, Kurtic (Basha 90+2), Vives, El Kaddouri (Farnerud 85), Pasquale, Immobile, Cerci
Allenatore: Giampiero Ventura

ARBITRO: Rizzoli



Una prodezza dell'argentino consente ai bianconeri di restare a +9 sui giallorossi e di vincere il 6° derby di fila. I granata sono arrivati a 910' senza gol nella stracittadina. Ma sul risultato pesa un rigore netto non accordato all'80' agli uomini di Ventura

TORINO - La Juve non conosce pause. Vince anche il 6° derby di fila, centra il 13° successo su 13 in casa e tiene a debita distanza la Roma. Per il Toro è l'ennesima delusione. La striscia senza successi nella stracittadina sale a quota 16 e il digiuno di reti addirittura a 910'. Ormai per i granata il confronto con i cugini sta dimenticando un incubo. Ma in tutto questo non si può dimenticare il netto fallo da rigore commesso all'80' da Pirlo su El Kaddouri che, probabilmente, avrebbe potuto interrompere l'incredibile maledizione.

UNA JUVE CONCRETA - Episodio a parte, la Juve ha vinto da grande squadra, sbloccando il risultato e poi gestendo senza particolari patemi il vantaggio. Nella ripresa si è accontentata troppo ma è pur vero che, evidentemente, ha accusato un pizzico di stanchezza dopo la gara di Europa League, disputata giovedì sera contro il Trabzonspor. L'eroe della serata è stato Tevez che ha fatto la differenza con una giocata da fuoriclasse e, nel secondo tempo, è stato comunque l'uomo più pericoloso, quello su cui la squadra ha principalmente puntato per alleggerire la pressione in ripartenza.

TORO, POCO DA RIMPROVERARSI - Il Toro ha davvero poco da rimproverarsi. Ha interpretato la partita nel migliore di modi, tentando di mettere in difficoltà i bianconeri in velocità, e poi, nella ripresa, quando si è trattato di dover recuperare, ha spinto con grande orgoglio chiudendo nella propria trequarti la squadra di Conte. E' mancato solo il guizzo ma non era facile trovare spazi contro una Juve che ha finito addirittura col 5-4-1.

VENTURA PERDE MASIELLO NEL RISCALDAMENTO - Recuperato Barzagli, Conte ha, in pratica, presentato lo schieramento tipo con la sola eccezione di Caceres, preferito a Ogbonna quale vice Chiellini, infortunato. Ventura ha replicato riproponendo, in sostanza, l'undici vittorioso a Verona con la sola novità di Pasquale, messo in campo all'ultimo minuto al posto di Masiello, infortunatosi al polpaccio nel riscaldamento.

UN TORO PERICOLOSO IN RIPARTENZA - La Juve ha preso subito possesso del centrocampo ma ha dovuto fare i conti con un Toro bravo nelle ripartenze, pericolosissimo in almeno tre occasioni con El Kaddouri (pallonetto alto a tu per tu con Buffon), Immobile (destro in girata sull'esterno della rete) e Kurtic (destro di poco oltre l'incrocio su cross di Darmian).

L'INVENZIONE DI TEVEZ - I bianconeri hanno macinato gioco, hanno sempre tenuto in allerta Padelli con le conclusioni da fuori di Pirlo (3), Pogba, Tevez, Asamoah e Vidal e alla fine, quasi inesorabilmente, sono passati (30'): su un centro dalla sinistra di Asamoah, Tevez ha controllato la sfera con il sinistro e con un destro in girata al fulmicotone ha gelato Padelli infilando la palla nell'angolo.

IL CUORE TORO - Nella ripresa la Juve si è limitata a gestire, complice anche un atteggiamento inaspettatamente prudente del Torino che ha preferito lasciare per un quarto d'ora l'iniziativa completamente ai rivali. Le cose sono cambiate dopo il 60′ quando Ventura ha deciso di alzare il raggio d'azione di Vives, consentendo ai granata di prendere il possesso del centrocampo. Malgrado la pressione, però, Buffon è rimasto praticamente inoperoso grazie al buon lavoro di difesa e centrocampo che hanno limitato le incursioni dei pur volenterosi Immobile, El Kaddouri e Cerci.

RIGORE NEGATO AD EL KADDOURI - Almeno fino all'80' quando si è verificato il "giallo": El Kaddouri ha recuperato un pallone vagante in area ed è stato steso da Pirlo. Rigore netto che Rizzoli, coperto da un difensore bianconero, non ha accordato, soprattutto per colpa dell'uomo di porta Calvarese che non lo ha supportato a dovere. E così la Juve gode due volte.

Jacopo Manfredi






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domenica 22 febbraio 2026

22 Febbraio 1976: Fiorentina - Juventus

È il 22 Febbraio 1976 e si gioca allo Stadio 'Comunale' di Firenze la sfida Fiorentina-Juventus. La gara è valevole per la terza giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1975-76.

Alla fine di quel Campionato la Juventus finirà alle spalle del Torino Campione d'Italia con solo due punti di ritardo.

Per quanto riguarda la coppa nazionale i nostri eroi non riusciranno neppure a superare il primo turno eliminatorio: saranno scavalcati nel girone dall' Inter. Invece la Coppa Italia la vince a sorpresa il Napoli che strapazza per 4-0 in finale l'altra sorpresa Hellas Verona.

Per quanto riguarda i viola, la squadra terminerá la propria corsa a metá classifica. Un anno senza infamia e senza lode!

Buona Visione!


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Stagione 1975-1976 - Campionato di Serie A - 3 ritorno
Firenze - Stadio Comunale
Domenica 22 febbraio 1976 ore 15.00
FIORENTINA-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Bettega R. 26, Bresciani 60

FIORENTINA: Superchi, Galdiolo, Roggi, Pellegrini, Della Martira, Merlo, Speggiorin (Bresciani 58), Caso, Casarsa, Antognoni, Desolati
Allenatore: Carlo Mazzone

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Tardelli, Cuccureddu, Morini, Scirea, Damiani, Causio, Anastasi, Capello F., Bettega R. (Gori S. 29)
Allenatore: Carlo Parola

ARBITRO: Menegali




Le pagelle bianconere 

ZOFF — E' tornato il portiere saracinesca che tutti ricordano, la « magra » che è costata il gol contro il Como, che ha avuto in parte sulla coscienza, è certamente dimenticata. Due a tre interventi decisivi fra i pali in uscita per confermarlo indiscutibilmente il numero uno  italiano dei portieri. 

GENTILE — Si è trovato a marcare Speggiorin poi Desolati, su entrambi, per quanto non abbiano certo dimostrato di essere dei « draghi », si è trovato talvolta in difficoltà. 

TARDELLI — Sceso in campo con la maglia numero  3 , ha giocato praticamente da mediano a tutto campo su Antognoni ingaggiando un duello a viso aperto che è stato la cosa più bella della partita. Lo ha vinto lui. 

CUCCUREDDU — Ha dovuto marcare Casarsa, centravanti di maglia ma in realtà mezza punta. Se l'è cavata onestamente, anche se in qualche occasione ci si aspettava una spinta maggiore. 

MORINI — Ha giocato prima su Desolati e quindi su Bresciani, si è difeso con la consueta energia, senza troppo stile ma anche senza errori, confermando il suo buon rendimento nella stagione. 

SCIREA — Grossa rivincita del libero di fronte al pubblico toscano che certo non l'aveva potuto ammirare nella raffazzonata retroguardia azzurra contro lo Zurigo. Si è avuta l'ennesima conferma che nell'impianto bianconero creato a misura degli uomini che lo compongono Scirea ha una precisa ed efficacissima collocazione. E' stato valido nei contrasti e bravissimo negli spunti offensivi. 

DAMIANI — E' molto probabile che Roggi abbia avuto degli incubi notturni e se lo sia sognato. « Flipper » ha disputato una partita con luci ed ombre, ma i momenti di luce sono stati sfolgoranti anche se non hanno portato risultati concreti. 

CAUSIO — Ha offerto al pubblico fiorentino alcuni « numeri » di alta scuola, ma non ha badato soltanto allo spettacolo inserendosi bene nella manovra e contrastando con efficacia a centrocampo. Ciò non toglie però che opposto a Caso, un altro giocatore che attacca e difende, abbia avuto dei momenti di pausa, lasciando troppo libero l'avversario quando questi si portava nell'area di rigore bianconera. 

ANASTASI — Ha avuto un compito molto ingrato, braccato tutta la partita da un Della Martira che non ha certo fatto complimenti. Pietro si batte con coraggio, e questo è un suo gran merito, anche se il rendimento non è ancora altissimo. 

CAPELLO — Ha avuto come avversario a distanza Merlo il quale nel completo della partita ha potuto farsi notare di più. Capello, va detto, ha svolto un buon lavoro di protezione, facendo qualche passo avanti sulla strada della forma migliore anche se ha dimostrato di non averla ancora raggiunta. Nel finale si è anche portato all'attacco, ma senza fortuna. 

BETTEGA — Ha giocato ventisei minuti segnando il magnifico gol che ha sbloccato la partita, ma subendo nell'occasione un doloroso infortunio. Un vero peccato, per lui e per la squadra. 

GORI — E' entrato a freddo, sostituendo Bettega, si è mosso volonterosamente come sempre, ma nel finale ha dovuto ridurre un po' il ritmo per una contrattura muscnlare; di certo non è stato fortunato nel rientro in squadra.

Bruno Perucca





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