lunedì 31 agosto 2026

31 Agosto 2019: Juventus - Napoli

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi offriamo questo gustoso amarcord della data odierna. É il 31 Agosto 2019 e Juventus Napoli si affrontano per la seconda giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2019/20.

Il mondo é stravolto dalla pandemia Covid-19. Dopo un lungo stop il campionato 'deve' riprende in estate con le restanti giornate da disputare. Nel frattempo la Juventus (allenata in panchina da Maurizio Sarri) si appresta a continuare il suo dominio sul massimo torneo italiano. Il nono Scudetto consecutivo é solo questione di giorni; i ragazzi in bianconeri conquistano il 38esimo scudetto finendo la stagione piú irregolare della storia con un solo punto di vantaggio dall' Inter.

Dall'altra parte c'é il Napoli che nonostante non abbia disputato il suo campionato migliore riesce communque a conquistare un piazzamento nella UEFA Europa League.


Buona Visione! 




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Stagione 2019-2020 - Campionato di Serie A - 2 andata
Torino - Allianz Stadium
sabato 31 agosto 2019 ore 20:45 
JUVENTUS-NAPOLI 4-3
MARCATORI: Danilo 16, Higuain 19, Ronaldo 62, Manolas 66, Lozano 68, Di Lorenzo 81, Koulibaly autorete 90+2

JUVENTUS: Szczesny; De Sciglio (Danilo 15), (c) Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira (Can 60), Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Higuain (Dybala 76), Ronaldo
A disposizione: Buffon, Pinsoglio, Cuadrado, Mandzukic, Rugani, Rabiot, Demiral, Bentancur, Bernardeschi
Allenatore: Maurizio Sarri

NAPOLI: Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Ghoulam (Mario Rui 46); Callejon, Allan (Elmas 74), Zielinski, (c) Insigne (Lozano 46); Fabian Ruiz, Mertens
A disposizione: Ospina, Karnezis, Malcuit, Verdi, Luperto, Maksimovic, Hysaj, Younes, Gaetano
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Orsato
AMMONIZIONI: Matuidi 52, Alex Sandro 80, Douglas Costa 83 (Juventus); Ghoulam 40, Di Lorenzo 44, Elmas 90+1 (Napoli)




Partita incredibile allo Stadium. 
Due gol della Juve tra 16' e 19' sbloccano il match: rete di Danilo (entrato in campo da 29 secondi) e raddoppio di Higuain con una super giocata. 
CR7 cala il tris nella ripresa ma Manolas e Lozano (al debutto) riaprono tutto. 
All'81' il pari di Di Lorenzo. 
All'ultimo di recupero arriva però la clamorosa autorete di Koulibaly che decide il match

Una partita memorabile, storica. Una montagna russa, come ha detto Higuain al triplice fischio. Con un finale amarissimo per il Napoli segnato dall'autorete di uno dei suoi giocatori simbolo. Koulibaly, l'uomo che a Torino segnò una rete decisiva qualche anno fa, questa volta sbaglia porta al penultimo minuto di recupero vanificando una clamorosa rimonta da 0-3 a 3-3 del Napoli. È super Juve in avvio, agli ordini di Martusciello dalla panchina ma seguita molto da vicino anche dall'ex Sarri, presente allo Stadium. Higuain parte dal 1' con Dybala in panchina (ma blindato da Paratici nel pre partita: "Resta con noi"), mentre Ancelotti conferma i suoi fedelissimi. Al 16' il primo colpo di scena porta il nome di Danilo, dentro 29 secondi prima per l'infortunato De Sciglio, e in gol sull'assist di Douglas Costa in contropiede. Napoli colpito a freddo che subisce subito il secondo gol, una perla di Higuain che salta Koulibaly in area (inizia qui la sua serataccia) e segna sotto l'incrocio con l'esterno destro. Una magia. Khedira sfiora due volte il tris (tra cui una traversa colpita), e solo l'intervallo salva il Napoli.

Nella ripresa, dunque, la storia non sembra cambiare. Entra Lozano (per Insigne fermato da una noia muscolare) ma a segnare è CR7, che pare chiudere definitivamente un match fin lì dominato dai bianconeri. Tutto facile fino al novantesimo? Affatto. Manolas, uomo da rimonte storiche, riapre la sfida di testa; mentre tre minuti dopo Lozano si conferma cecchino nei suoi debutti con una nuova maglia. A quel punto la paura bianconera sale, nonostante la seconda traversa di giornata colpita da Douglas Costa, preludio al pari di Di Lorenzo, che punisce i bianconeri trovando il pazzesco 3-3 all'81'. Poi il clamoroso epilogo. Novantaduesimo minuto. Una punizione per la Juve, Koulibaly è solo. Svirgolata pazzesca e palla in rete. Triplice fischio. Una partita incredibile.  



Un altro spot fantastico per il calcio italiano. 

La sfida tra Juventus e Napoli, le prime due della scorsa stagione, prometteva bene e ha mantenuto le aspettative, regalando ai tifosi uno spettacolare 4 - 3. I bianconeri vanno avanti 3 - 0 dominando la prima ora di gioco, poi spengono l'interruttore e gli ospiti, spinti nella ripresa dal nuovo arrivo Lozano, rimettono la partita in parità con uno splendido finale di gara. Quando sembra finita ed ognuno è pronto a riflettere sui propri meriti e gli errori fatti arriva la sfortunata autorete di Koulibaly che interviene di sinistro su una punizione e devia involontariamente nella propria porta. 

Le reti della squadra di Sarri, ancora guidata da Martusciello in panchina, le realizzano Danilo (in contropiede al 16', dopo pochi secondi dal suo ingresso in campo per infortunio di De Sciglio), Higuain (al 19' eludendo la marcatura di Koulibly in area piccola) e Ronaldo (al 62' con un sinistro a fil di palo finalizzando una manovra tutta di prima), per gli ospiti Manolas (di testa al 66'), Lozano (di piatto al 68') e Di Lorenzo (all'81' con un tocco di coscia su traversone da destra). Poi, come raccontato, l'autogol decisivo di Koulibaly. La Juventus sul taccuino annota anche due traverse, una di Khedira nel primo tempo e una di Douglas Costa nel secondo. 

La Juventus arriva alla sosta già a punteggio pieno dopo due partite e aspetta il ritorno di Sarri in panchina contro la Fiorentina, il Napoli registra nei primi 180' di campionato 7 gol fatti e 7 gol subiti, sarà compito di Ancelotti tenere il buono e porre rimedio ai difetti mostrati in queste due gare.





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domenica 30 agosto 2026

30 Agosto 1987: Juventus - Catanzaro

È il 30 Agosto 1987 e Juventus e Catanzaro si sfidano nella terza giornata del girone 8 della fase eliminatoria della Coppa Italia 1987-88 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

È ancora una Juventus in pieno alto mare in questa stagione. Dopo l'abbandono di Michel Platini, la squadra (affidata a Rino Marchesi) non riesce a trovare la solita quadratura. Alla fine di questo campionato i bianconeri si piazzeranno in sesta posizione e dopo un emozionante spareggio contro il Torino acciufferanno il piazzamento UEFA per i capelli.

Per quanto riguarda questa edizione della coppa nazionale, i bianconeri si fermeranno alle semifinali. Ad eliminarli saranno proprio i granata piemontesi.

Buona Visione!



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Stagione 1987-1988 - Coppa Italia - Eliminatorie, 3ª giornata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 30 Agosto 1987 ore 20.30
JUVENTUS-CATANZARO 3-0
MARCATORI: De Agostini 35, Buso 46, Vignola 79

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, De Agostini, Brio, Tricella, Mauro (Scirea 55), Magrin, Buso (Gambino A. 75), Alessio, Laudrup (Vignola 47)
Allenatore: Rino Marchesi

CATANZARO: Zunico, Caramelli (Corino 60), Rossi, Nicolini, Cascione, Masi, Borrello (Cristiani 60), Jacobelli, Soda (Palanca 54), Bongiorni, Chiarella
Allenatore: Vincenzo Guerini

ARBITRO: Lo Bello Rosario




Solo Palanca fa paura a Tacconi 

La partita è andata avanti a lungo su ritmi da fine stagione, ha cercato di ravvivarla Cabrini (13') ma la sua botta al volo su cross di Mauro è finita abbondantemente fuori misura. Marchesi si è alzato dalla panchina, per svegliare qualcuno dei suoi. In contropiede, al quarto d'ora. Chiarella tutto solo al limite dell'area su cross di BorreIlo ha sbucciato il pallone. Non lo ha agganciato Magrin un minuto dopo, su centro di Laudrup, fra le perplessità del pubblico. 

Al Catanzaro non è parso vero di poter giocare senza troppi affanni.

TORINO — II derby su chi fa meno pubblico al Comunale tra Juventus e Torino è incertissimo. Diciottomila paganti per la gara fra i granata e l'Atalanta, pochi in più, forse, per Juve-Catanzaro ieri sera. Certo, mancava la grande attrazione Ian Rush costretto In tribuna, ma qualcosa da vedere c'era. 

Marchesi ha confermato Buso centravanti affidando ad Alessio (ottimo) la maglia numero 10. Anche se la Juve non è palestra obbligata per ragazzini, una punta come Buso è sempre da vedere per la combattività e l'impegno. Anche Tacconi, in pantaloni bianchi «Belle Epoque», ha cercato con questa novità d'abbigliamento di dare un brivido al pubblico. Il Catanzaro ha tentato qualche uscita in avvio di partita, ma i bianconeri hanno cercato subito di spingere, mostrando però soltanto buone intenzioni Alessio ha assunto subito la parte di punto di riferimento, nel doppio lavoro di interdizione e di appoggio alle punte, svolgendoli entrambi con efficacia e puntualità. 

All' 8' proprio Alessio ha anticipato di testa, toccando per Tacconi, un lancio profondo di Bongiorno strappando applausi per il tempismo del recupero. 

L'arbitro Rosario Lo Bello ha avuto ben poche occasioni per intervenire. Primo scampolo di gioco vero al 20' : Buso ha toccato in profondità per Laudrup sul cui cross Alessio ha schiacciato bene di testa, sfiorando l'esterno del montante. Buso ha tentato l'affondo individuale al 23', ma Cascione lo ha messo giù con una ancata cinque metri fuori area, la punizione di Magrin è finita sulla barriera. Con Nicolinl regista, attivissimo, il Catanzaro ha potuto punzecchiare la difesa bianconera in contropiede creandole qualche fastidio. Fra i bianconeri solo Alessio ha tentato di velocizzare la manovra sulle risposte, ma il movimento del centrocampo non ha offerto a lungo un pur minimo sincronismo. 

Dopo mezz'ora di nulla, la Juve ha cercato di cambiare marcia trovando un po' di vivacità. Sul cross secco e basso di Magrin dalla destra, Alessio (sempre lui) si è inserito bene, toccando a lato di poco. Visto che la manovra bianconera non decollava. De Agostini al 35' ha scelto la strada più semplice: favorito da un maldestro appoggio di Cascione, ha ringraziato e fatti quattro passi ha infilato Zunico con una secca botta di sinistro. Il raddoppio bianconero all'avvio del secondo tempo. Fallo su Buso, punizione calibrata molto bene da Mauro, testa alla Rush di Buso e palla nel sacco. Sul 2-0 Vignola ha preso il posto di Laudrup (Bonini infortunatosi in allenamento sabato, non è andato neppure in panchina). Mauro, dopo aver ricevuto un duro colpo da Caramelli alla caviglia, ha lasciato il campo: dentro Scirea, nell'inedito ruolo di centrocampista. E dentro anche Palanca, subito degno della fama di tiratore: al 59' la sua botta, deviata con bravura da Tacconi, si è stampata contro la traversa. Ancora Palanca su punizione ha dato un brivido a Tacconi, ma la Juventus ha avuto la risposta valida all'80': il giovane e svelto Gambino, subentrato a Buso, ha pennellato un cross dalla destra per la secca botta al volo di Vignola che siglava il 3-0.  

Bruno Perucca 



Una distorsione blocca Mauro 

TORINO — La Juve batte il Catanzaro ma non la sfortuna. Dopo Rush e Bruno, ora si è bloccato Mauro. In un ruvido contrasto con un catanzarese, ha riportato una brutta distorsione alla caviglia sinistra. Le radiografie, eseguite subito dopo la partita, hanno evidenziato che non c'è frattura. Mauro comunque dovrà restare lontano dai campi di gioco per almeno una quindicina di giorni. La catena degli infortuni quindi non si spezza. 

Come se non bastasse, anche Laudrup è malconcio, ma il suo contrattempo non preoccupa. Il danese infatti ha lasciato il campo alla fine del primo tempo per un indurimento muscolare al flessore della gamba sinistra. 

Il tecnico è amareggiato: 

«Purtroppo restano i soliti problemi di infortuni che condizionano la nostra preparazione in un momento tanto delicato della stagione. Così i tempi si allungano. Nonostante tutto ho visto una buona Juve, che però deve imparare ad essere più concreta." 

Bene Buso ed Alessio, il gol di De Agostini ha strappato applausi convinti anche a Boniperti, che ha cosi spiegato le difficoltà incontrate dalla squadra nel primo tempo: 

«Tutta colpa dell'emozione per il debutto che ha tagliato le gambe ai nuovi. E bisogna capire certe difficoltà all'inizio. Talune incertezze sono tipiche di questo periodo, quando si è ancora un po' legati". 

L'avvocato Giovanni Agnelli invece ha preferito non commentare. Dopo la partita con la Lazio ha rivisto una Juve poco brillante. Spiega con cortesia: 

"É troppo presto per parlare di calcio. Aspettiamo ancora, avremo modo e tempo di soffermarci sulla nuova Juve". 

Rush invece ha apprezzato soprattutto la prova ed il gol di Buso: 

«Molto bravo, fa tanto movimento, è un ragazzo davvero interessante. Quel gol è da cannoniere di razza".

Fabio Vergnano 
Brani tratti da: La Stampa 31 agosto 1987

 






Catanzaro

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Roberto

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mercoledì 26 agosto 2026

26 Agosto 2017: Genoa - Juventus

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Serie A vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 26 Agosto 2017 e Genoa e Juventus si sfidano nella seconda giornata del girone di andata del  Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2017-18 allo Stadio 'Luigi Ferraris - Marassi' di Genova.

La squadra di Massimiliano Allegri si aggiudica ancora lo Scudetto. Sará il 36esimo titolo. Dall'altra parte ci sono i liguri che navigano in cattive acque per lunghi tratti della stagione. Alla fine peró i rossoblu si salveranno da un amara retrocessione.

Buona Visione!

  


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Stagione 2017/18 - Serie A - 2a Giornata
Sabato 26 Agosto 2017 ore 18.00
Genova - Stadio Luigi Ferraris - Marassi
GENOA-JUVENTUS 2-4 
MARCATORI: 1' (aut.) Pjanic (G) , 7' (rig.) Galabinov (G), 14', 49' pt (rig.) e 47' st Dybala (J), 17' st Cuadrado (J)

GENOA (3-4-3): Perin; Biraschi, Rossettini, Gentiletti; Lazovic, Veloso, Bertolacci, Laxalt; Pandev (33'st Lapadula), Galabinov (27'st Centurion), Taarabt (6'st Palladino)
A disposizione: Lamanna, Spolli, Zukanovic, Cofie, Rosi, Migliore, Omeonga, L.Rigoni, Salcedo
Allenatore: Ivan Juric

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon; Lichtsteiner (29' st Barzagli), Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (13'st Matuidi), Pjanic (36'st Bentancur); Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Benatia, Sturaro, Douglas Costa, Bernardeschi, Kean
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Banti di Livorno
Ammoniti: Lichtsteiner, Gentiletti, Biraschi, Pjanic, Lazovic, Cuadrado, Laxalt



Rossoblù sul 2-0 dopo 8' (autogol Pjanic e rigore con Var di Galabinov), poi si scatena Dybala (il secondo su rigore, anche qui con tecnologia), nella ripresa segna pure Cuadrado.

Dejavu, autogol goffi e triplette, fallacci e raffinatezze, ma soprattutto lunghi minuti davanti a un monitor: in un sabato di ordinaria follia, Marassi non si è annoiato per la tempesta di emozioni. Alla fine dei conti, la Juve ha avuto il merito e la forza di riprendere una gara che sembrava morta e sepolta già prima di cominciare. Ma le meraviglie di Dybala e la perla di Cuadrado non possono nascondere sotto al tappeto la montagna di polvere accumulata a inizio partita. È l’ennesimo inizio-shock regalato al Genoa: in attesa delle fine del mercato, trascina molti interrogativi in casa bianconera.

CRONACA — "Bisogna fare meglio dello scorso anno dove abbiamo preso 3 gol in 27 minuti", disse Max alla vigilia. Allegri è accontentato: due gol in un amen, sette minuti di follia in un inizio irreale con Lazovic che asfalta Sandro e autogol dopo 18 secondi di Pjanic; poi nuovo rigore con Var, secondo in due giornate contro i bianconeri (stavolta, però, c’è il millimetrico fuorigioco di Galabinov, non notato dalla tecnologia, che rende sbagliata la decisione). A procurarlo e realizzarlo proprio il carrarmato bulgaro che bullizza Rugani per tutto il primo tempo. Non bastasse, in mezzo c’è pure un miracolo di Perin su tentato autogol di Gentiletti: troppo e tutto insieme, impossibile dare ordine razionale al caos. Eppure, ormai quando la Signora passa da qua, da questo stadio vestito da rossoblù, il copione è lo stesso.

Ma a prendersi gli applausi finali è sempre Dybala, che dopo la prima tripletta bianconera si porterà a casa la palla: un giorno, continuando così, ne avrà in mano una tutta d’oro. Per il momento, si può limitare ad essere il nuovo leader tecnico di questa squadra. Ma da solo non basterà sempre: Marassi ha detto quanto sia urgente un nuovo colpo dietro e in mezzo.

tratto da: Genoa-Juventus 2-4: Dybala e Cuadrado firmano la rimonta. Var protagonista


 
I bianconeri passati in svantaggio 2-0 dopo 7 minuti di gioco prima rimontano e poi ribaltano i ragazzi di Juric grazie a una tripletta della Joya e ad un gol di Cuadrado

GENOVA - I genoani hanno cullato il sogno di un clamoroso remake, ma stavolta non poteva andare come l’anno scorso, quando i rossoblù rifilarono tre gol in 27’ alla Juve, umiliandola. E lasciandola lì, a macerarsi nell’umiliazione. Non poteva andare come l’anno scorso per un sacco di motivi. Primo: stavolta il Genoa di gol ne ha segnati soltanto due e ha smesso di farne già al 7’, lasciando alla Juve quasi tutta la partita per rimontare. Secondo: i bianconeri avevano imparato la lezione, e l’hanno messo in pratica. Terzo: questo Genoa non è quello, non ha la stessa qualità, non ha la stessa forza nel pressing, non ha quel livello. Ha spremuto se stesso, ma ha ceduto per pura inferiorità. Quarto: Allegri è stato bravissimo a rimettere nei binari i suoi, che dapprincipio avevano reagito con la forza dei nervi ma poi la partita l’hanno tenuta in pugno quando l’hanno affrontata con lucidità e fredda razionalità, fidandosi della propria superiorità, che Dybala sa benissimo come far pesare. La sua tripletta, la prima in Italia, è il, manifesto bianconero del sabato pomeriggio.

Sul risultato c’è però anche, e un ancora una volta, la firma del Var, che ha determinato certamente l’andamento della partita. E dunque bisogna raccontarlo, questo andamento. Il Genoa è passato in vantaggio dopo 18 secondi, quando Pandev s’è bevuto Alex Sandro e poi ha messo in area un pallone teso che Chiellini ha lisciato facendolo carambolare su Pjanic: uno a zero. Al 7’, Banti non s’è accordo di un evidente sgambetto di Rugani a Galabinov invece non sfuggito alla moviola, che ha suggerito il rigore non accorgendosi però della millimetrica posizione di fuorigioco del centravanti bulgaro, che poi ha battuto Buffon dal dischetto: due a zero. Al 14’, la Juve s è rimessa in carreggiata con uno gol di Dybala (di destro!), preparato da una splendida combinazione tra Higuain e Pjanic: due a uno. Sul finire del primo tempo, Lazovic ha respinto con il braccio una conclusione ravvicinata di Mandzukic, e se lì per lì nessuno allo stadio se n’era accorto (neanche gli juventini, che non avevano protestato), a quelli sul furgoncino del Var l’episodio non è sfuggito. Il rigore l’ha trasformato Dybala: due a due. Al 17’ del secondo tempo, dopo una lunga fase di superiorità juventina, Mandzukic ha pescato in area Cuadrado, elegante nel controllo e geniale nel movimento con cui si è liberato di Laxalt e ha battuto Perin: due a tre. E alla fine, il sinistro del capocannoniere Dybala,  servito da Higuain, è diventato la rasoiata della tripletta: due a quattro.

Il bello è che il Var farà molto discutere chi sta in poltrona ma poco chi sta allo stadio, dove il clima è palesemente più disteso. La gente si fida. Al rigore per la Juve, per esempio, Marassi non ha emesso nemmeno un fischio e in genere ogni decisione di Banti è stata presa bene, perché evidentemente il fatto che l’arbitro sia sotto tutela è visto come una forma di garanzia. Dentro gli stadi si respira un’aria migliore.
La bellezza della Juve è invece ancora del tutto indefinibile, ma d’altronde Allegri ha già fatto sapere che per lui la stagione comincia dopo la sosta e che adesso è tutto provvisorio, compresi gli sbandamenti difensivi che continuano a caratterizzare le prestazioni bianconere. Ma la settimana prossima il mercato chiuderà, e la Juve sarà diversa da quella di oggi. Giudicarla ora non ha senso, al momento ha senso solamente contare i gol che segna, e anche un po’ quelli che prende.






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26 Agosto 2001: Juventus - Venezia

Attraverso il canale Youtube ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. È il 26 agosto 2001 Juventus e Venezia si sfidano nella prima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2001-02 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

È una stagione col finale col botto questa per i campioni bianconeri. Iniziata così così nel finale, i nostri eroi stanno girando a mille. La vetta si avvicina e si avvicina anche il 5 maggio, ultima giornata di campionato. Tutto il resto è Storia! Dall'altra parte c'è un Venezia che deve salutare il massimo campionato dopo un pesante ultimo posto in classifica.

Questa gara segna il debutto in campionato con la maglia bianconera per una leggenda del club piemontese: Gianluigi Buffon!

Buona Visione!



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Stagione 2001-2002 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 26 agosto 2001 ore 15:00
JUVENTUS-VENEZIA 4-0
MARCATORI: Trezeguet 10, Trezeguet 11, Del Piero 44, Del Piero 81

JUVENTUS: Buffon, Zenoni, Thuram, Montero (Iuliano 78), Pessotto G., Zambrotta, Tudor (Maresca 70), Tacchinardi, Nedved, Trezeguet (Salas 75), Del Piero
Allenatore: Marcello Lippi

VENEZIA: Rossi, Algerino (Conteh 46), Bjoerklund, Viali, Cvitanovic, Valtolina (De Franceschi 55), Bressan, Andersson, Marasco, Vannucchi, Maniero (Di Napoli 86)
Allenatore: Claudio Prandelli

ARBITRO: Bertini




Trezeguet-Del Piero La partita perfetta della Juve di Lippi 
APERTURA ALLA GRANDE CONTRO IL VENEZIA: ALTRI FUTURI OSTACOLI SARANNO PIÙ IMPEGNATIVI, MA QUESTA È DAVVERO UNA SQUADRA DA SCUDETTO
Due reti di David e due di Alex (una su morbido assist di Salas) Il successo esalta la svolta tecnica e di mentalità dei bianconeri 
TORINO Una partita troppo perfetta, in cui ha segnato chi doveva segnare (Trezeguet e Del Piero) e lo ha fatto al momento giusto per mettere il match in discesa, sotto il sole che arrostiva le gambe e i pensieri. Una partita senza rischi, se non per un colpo di testa di Maniero, che ha concesso una bella figura a tutti, pure a Salas, catapultato da tre giorni nella giostra sulla quale non era mai salito prima. 
Più che l'esordio con il botto nella nuova Serie A (4-0 e poteva essere di più), Juve-Venezia è stato come dovrà essere lo spot per lanciare l'ingresso juventino in Borsa, tutti che sorridono come davanti a un Mulino Bianco e senza insopportabili ragazzine che offrono caramelle ai cavalli. Un successo patinato, da Carosello. Verranno ostacoli molto più impegnativi di questo Venezia slabbrato in dieci minuti, tuttavia l'ouverture juventina non ci sembra un fenomeno casuale, che verrà presto smentito. Questa è una squadra da scudetto. Lo diciamo dal giorno in cui comprarono Nedved e cedettero Zidane, non perché disprezziamo il francese ma perché era il segnale di una svolta tattica e di mentalità, l'addio a una squadra che delegava il proprio benessere a un giocatore. In alcuni momenti, nel primo quarto d'ora, quando la partita era da definire e le forze non erano stropicciate dal caldo, s'è rivisto l'embrione della prima stagione di Lippi, la capacità di calamitare ogni pallone nella metà campo avversaria e di riproporlo in area, come fa il mare quando sbatte onda su onda tra gli scogli e ne gratta via un po'. 
Con Zidane, si sapeva sempre da dove sarebbe nato il pericolo. Con questa nave senza timoniere, benché Del Piero si ingegni ad esserlo più di altri, sarà più difficile individuare una fonte del gioco: mancherà la fantasia della giocata barocca, però crediamo che, per incepparsi, la Juve dovrà sbattere in una giornata di crisi collettiva. Ieri è stato davvero tutto troppo facile. In precampionato erano sorti due dubbi: l'efficacia dell'attacco e la consistenza del centrocampo. Nel combatterli, il Venezia è stato più efficace di un'aspirina. Prandelli l'ha schierato con una difesa a quattro ma un centrocampo piuttosto evanescente e in inferiorità numerica rispetto alla Juve: la forza d'urto bianconera ha cominciato a lavorare ai fianchi con Zambrotta e il giovane Zenoni, più sciolto che nelle amichevoli; dall'altra parte, Nedved e Pessotto si godevano l'ombra ma non permettevano ad Algerino (un francese che pochi anni fa ne prese già sei dalla Juve al Parco dei Principi) di fare altrettanto. Nedved veniva fermato al 5' per un fuorigioco di centimetri, subito dopo Maniero anticipava Thuram in tuffo e la palla usciva di un niente. 
Sarebbe stata l'unica occasione dei veneti fino alla mezz'ora del secondo tempo, quando Vannucchi avrebbe avuto avventurosamente tra i piedi la seconda palla buona, deviata in angolo. Tutta Juve, solo Juve in pressing. Al 10' andava in rete. Zambrotta e Zenoni innescavano l'azione che l'ex atalantino rifiniva con il cross: Trezeguet saltava e piazzava la palla nell'angolo, imprendibile, confermando che la Juve adesso ha un centravanti che usa la testa per segnare e non per immergerla nei budini della pubblicità. Trezeguet si ripeteva in novanta secondi, questa volta il lancio che lo pescava in area era di Tudor e il francese non si spaventava a colpirla al volo. In undici minuti finiva il carnevale veneziano, Trezeguet calava sugli occhi una maschera che gli conciliasse il sonno e lasciava che fossero gli altri a giocare. Salivano la voglia di Nedved, impreciso nella mira, e la febbre di Del Piero. Alex non è la perfezione scolpita, certi suoi dribbling abortiti possono spazientire eppure nella ricerca della porta si vedono i progressi: il controllo di petto e tiro di sinistro con cui colpiva la traversa al 32' e la rovesciata, sbattuta pure quella contro un legno al 42', erano pezzi di bravura sfortunata. Lo ripagava invece la punizione che suggellava con il 3-0 il primo tempo, con Rossi, il portiere, in ritardo nello scatto. 
La Juve tornava ai ritmi di un'amichevole, giustificatissimi con quel caldo africano che spingeva persino Lippi a cercare un rinfresco nel frigo vicino alla panchina, per lui vuoto. Restiamo convinti che alla perfezione dell'opera manchi un centrocampista vero che affianchi Tacchinardi (in gran spolvero); tuttavia, Tudor s'è mostrato un buon tampone, fronteggiato da Andersson, che viaggia a ritmi bassi. Il croato, tra l'altro, ha un grande lancio. E nella ripresa, giocata per dovere, l'ingresso di Salas risvegliava il popolo. Un lancio di luliano premiava la bravura del cileno nello smarcarsi in profondità, Salas alzava la testa e offriva a Del Piero quanto gli era negato da anni: un cross morbido e piazzato, che Alex incrociava di testa per il quarto gol. Troppa grazia, ma non finta. 

Marco Ansaldo 
tratto da: La Stampa 27 agosto 2001

 



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