La Juventus ottimamente guidata in panchina dal maestro Marcello Lippi si appresta a vincere il suo 25esimo Scudetto. Sará l'annata di Alessandro Del Piero (autore di 21 gol in campionato) e Zinedine Zidane (che a Luglio vincerá il Mondiale a casa sua). Dall'altra parte c'é una squadra giallorossa che disputa un buon campionato terminando la propria corsa in un bel quarto posto finale.
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Stagione 1997-1998 - Campionato di Serie A - 2 ritorno Torino - Stadio Delle Alpi domenica 8 febbraio 1998 ore 14:30 JUVENTUS-ROMA 3-1 MARCATORI: Zidane 45+2, Del Piero 49, Paulo Sergio 57, Davids 65
JUVENTUS (4-3-1-2): Peruzzi, Birindelli, Iuliano, Montero, Torricelli, Conte A., Deschamps (Fonseca 75), Davids, Zidane, Inzaghi (Di Livio 46), Del Piero (Pecchia 86) A disposizione: Rampulla, Zalayeta, Dimas, Pessotto G. Allenatore: Marcello Lippi
ROMA (4-3-3): Konsel, Cafu, Petruzzi, Aldair, Candela, Tommasi, Di Biagio, Di Francesco, Gautieri, Balbo (Delvecchio M. 71), Paulo Sergio A disposizione: Chimenti, Vagner, Helguera, Scapolo, Dal Moro, Pivotto Allenatore: Zdenek Zeman
Di Biagio il più pericoloso dei giallorossi, deludente Balbo
Zidane e Davids, uno show
E Del Piero offre giocate di gran classe
PERUZZI 6. Un'incornata di Di Biagio, un gol imparabile, un'uscita un po' così. Ordinaria amministrazione.
BIRINDELLI 6. Si oppone a Paulo Sergio. É un bel duello. Vince ai punti.
IULIANO 6,5. Al posto di Ferrara, dimostra di essere uno scolaro attento e giudizioso. Nessuna traccia di Balbo.
MONTERO 6,5. Sigilla e trascina. Ogni tanto alza il gomito.
TORRICELLI 6,5. Si occupa di Gautieri, non rinuncia a buttarsi sotto. Da una sua percussione, nasce la prima rete.
CONTE 6,5. Un guerriero, come sempre. Costringe Di Francesco a girare al largo.
DESCHAMPS 6. Prezioso nel tamponare, impreciso in fase di rilancio. Non è ancora lui.
(Dal 30' st Fonseca sv. Entra al momento del digestivo).
DAVIDS 7,5. Fondamentale, anche se in posizione più defilata. Accende un pressing ruggente, taglia a fette Tommasi, va a segno su punizione.
ZIDANE 7,5. Decisivo. Rompe il ghiaccio, stana gli avversari, cancella la partitacela di Lecce.
INZAGHI 5,5. La febbre gli ha tagliato le unghie. Tre occasioni, tre omissis.
(Dal 1' st Di Livio 6,5. Avvicenda Inzaghi, è subito importante: palla gol a Del Piero e tanti saluti).
DEL PIERO 7. A sprazzi, ma sempre a testa alta. Un gol, l'espulsione di Petruzzi, e la forchetta sempre in mano.
(Dal 41 ' st Pecchia sv. Giusto in tempo per alzare il calice).
KONSEL 6. Dà il meglio su Inzaghi. Sfortunato con Del Piero.
CAFU 6. Troppi reticolati. Ne rimane prigioniero.
PETRUZZI 5. Soffre l'uno contro uno. Abbatte, nell'ordine, Zidane e Del Piero (due volte). L'espulsione ci sta tutta.
ALDAIR 6. Mestiere e malizia: se la cava.
CANDELA 6. Cerca di spingere, non sempre ci riesce.
TOMMASI 5,5. Davids se lo mette in tasca.
DI BIAGIO 6,5. Una spremuta di rigore geometrico. Impegna Peruzzi, smarca Di Francesco, getta le basi del 2-1.
DI FRANCESCO 6. Arriva stremato davanti a Peruzzi. Conte lo tiene a freno.
GAUTIERI 6. Si agita molto e conquista il rigore dell'ira.
BALBO 5. Una punizione telefonata e, per il resto, un'ombra, un fantasma.
(Dal 26' st Delvecchio sv. Pochi spiccioli).
PAULO SERGIO 6. Un gol di carambola, non molla mai.
L'arbitro MESSINA 4. Perfetto nel primo tempo, disastroso nel secondo. Passi per un contatto Inzaghi-Candela sul gol di Zidane, ma c'erano due rigori per la Roma: Birindelli su Paulo Sergio e, soprattutto, Deschamps su Gautieri. Giusta, anche se ritardata, l'espulsione di Petruzzi. Dubbi sulla posizione di Balbo in occasione della rete di Paulo Sergio. E la manata di Zidane a Petruzzi? Niente, nemmeno un giallo.
É una Juventus che domina il calcio italiano. Sta per concludere un altro campionato davanti a tutti. Davanti a lei c'è la squadra ciociara che alla prima esperienza in A deve salutare il massimo campionato e scendere di nuovo in Serie B.
Buona Visione!
Campionato di Serie A 2015-2016 - 5 ritorno Frosinone - Stadio Comunale 'Matusa' Domenica 7 febbraio 2016 ore 15.00 FROSINONE-JUVENTUS 0-2 MARCATORI: Cuadrado 73, Dybala 90+1
Cresce la striscia di vittorie consecutive dei bianconeri. Al Matusa i campioni d'Italia sfondano nella ripresa. Segna il colombiano e nel recupero realizza anche l'ex Palermo. Restano 2 i punti di ritardo dal Napoli a sei giorni dal big match allo Stadium
FROSINONE – Non si ferma la striscia di vittorie consecutive della Juventus che anche a Frosinone, dopo un primo tempo di sofferenza, conquista l’intera posta in palio per la quattordicesima volta di fila grazie a due gol nella ripresa. La sblocca Cuadrado e la chiude Dybala che sfrutta un assist generoso di Morata nel recupero. I bianconeri sabato prossimo si presenteranno così a meno 2 punti dalla capolista Napoli (1-0 oggi contro il Carpi) nell’atteso scontro diretto dello Juventus Stadium.
CHANCE PER CIOFANI – Stellone schiera il suo 4-3-3 con Rosi terzino destro al posto dell’infortunato Ajeti e Crivello a sinistra, mentre Russo fa il centrale. Tridente offensivo formato da Tonev, Daniel Ciofani e Dionisi. Allegri, privo dello squalificato Zaza oltre che dei soliti infortunati, risponde col 3-5-2 con Morata e Dybala in attacco. Gli esterni sono Cuadrado e Alex Sandro, in difesa c’è Bonucci nonostante la diffida con Barzagli e Chiellini. Centrocampo affidato a Marchisio, Sturaro e Pogba. La Juventus parte bene a dopo 5’ arriva un bel cross di Alex Sandro dalla sinistra per Sturaro che però impatta male e manda la sfera sul fondo. Poi il Frosinone prende le misure e in difesa concede pochissimo. Anzi al 13’ i padroni di casa vanno vicini al gol: palla in area di Blanchard e girata di prima intenzione di Daniel Ciofani con pallone di poco alto sopra la traversa.
MORATA NERVOSO – Morata ingaggia un duello personale con Rosi e quando l’ex romanista gli pianta i tacchetti nella coscia, lo spagnolo non la prende bene e reagisce. Sedata la mini-rissa, gli scontri in campo tra i due continuano e sale il nervosismo di Morata che lamenta anche con Allegri un dolore acuto alla coscia infortunata. Intanto la manovra bianconera si scontra sempre contro il muro eretto dalla difesa ciociara. Allora Sturaro ci prova dalla distanza al 34’ ma Leali in tuffo respinge. Proprio all’ultimo minuto del primo tempo arriva la più grande occasione per i campioni d’Italia: errore di Russo, Morata penetra in area ma Leali in uscita sventa con bravura il tocco di punta dello spagnolo.
LA SBLOCCA CUADRADO – Nel secondo tempo i ritmi del Frosinone calano per forza di cose ed ecco che la Juventus inizia a insistere in attacco. Cuadrado ci prova da fuori ma trova Leali, mentre Pogba non trova proprio la porta. Anche Marchisio tenta un tiro piazzato dal limite ma con poca fortuna. Dopo una palla sprecata sottoporta da Pogba (ma viene rilevato offside), Allegri cambia Sturaro, calato nella ripresa, con Pereyra che torna in campo dopo il lungo infortunio. L’intento è quello di allargare il gioco sulle corsie esterne visto che centralmente il Frosinone comunque regge bene. Stellone fa entrare invece Frara al posto di Gori. Cresce la Juventus con un Cuadrado pimpante e sempre nel vivo delle azioni bianconere. Dybala al 27’ coglie un palo clamoroso con un delizioso sinistro a giro. Un minuto dopo i bianconeri passano: cross basso dal fondo sinistro di Alex Sandro, Crivello è in ritardo e sul secondo palo arriva la deviazione vincente di Cuadrado.
C’E’ ANCHE LA FIRMA DI DYBALA – Il Frosinone ha una reazione quando Rosi alla mezz’ora crossa dalla destra e Barzagli di testa salva su Dionisi. Ma è un fuoco di paglia perché adesso la Juventus gestisce il match e il solito Cuadrado resta una spina nel fianco della difesa laziale. Massa decreta quattro minuti di recupero e nel primo di essi la Juventus raddoppia: Morata attacca centralmente, potrebbe calciare in porta e invece è bravo nel servire a destra Dybala che col sinistro a giro non sbaglia. Ora Juventus-Napoli può cominciare.
La squadra di Allegri affaticata girà più piano, risolvono Cuadrado e Dybala Chiellini, al rientro dopo un mese, esce dolorante. Sabato scontro scudetto con il Napoli
Un tempo e mezzo di fatica a Frosinone, poi la Juventus conquista la quattordicesima vittoria consecutiva con i gol di Cuadrado e Dybala. Fatica non vuol dire sofferenza, perché la squadra di Stellone non ha mai tirato in porta, però i bianconeri sono sembrati, come contro il Genoa, un po’ sottotono. Ma il risultato non cambia: allo scontro diretto contro il Napoli di sabato 13 (20.45) la Juventus arriva con due punti di distacco, quanto basta per sognare il sorpasso.
Marce basse
Con 5 giocatori indisponibili e Zaza squalificato, la Juventus inizia circospetta, pure troppo. Le uniche due occasioni del primo tempo le ha Sturaro, che prima manca un aggancio davanti a Leali e poi costringe il portiere (di proprietà Juventus) a respingere in tuffo un tiro da fuori. Il Frosinone è compatto, veloce a chiudere ogni spazio e capace anche di rifiatare in avanti.
Qualità
La resistenza ciociara continua anche nella ripresa, ma dopo un’ora comincia a scricchiolare. La Juventus prende stabilmente possesso delle fasce: senza Khedira e con Pogba che gioca con troppa sufficienza, non ci sono altre fonti a cui attingere. Anche Dybala non sembra al top, ma colpisce comunque un palo clamoroso con un tiro a giro. Però è la coppia Alex Sandro-Cuadrado ancora una volta a risolvere. Il brasiliano va sul fondo e crossa, la difesa gialla buca completamente, irrompe Cuadrado che non fallisce il tiro a botta sicura.
Chiellini k.o.
Risolta la partita, la Juve si gode solo per alcuni minuti l’aggancio al Napoli, che a sua volta risolve il rebus Carpi. Prima del raddoppio di Dybala in contropiede (assist di Morata, per il resto deludente) si fa male (al polpaccio) Chiellini che rientrava dopo il riposo forzato col Genoa. Adesso la Juve ha la settimana intera per recuperare e nascondere il fiatone della lunga rincorsa. Per una serata di gala, è il minimo.
Paolo Tomaselli tratto da: È la 14ª vittoria di fila per i bianconeri
É un campionato dominato dalle squadre piemontesi questo. Con Torino e Juventus 'abbracciate' in un appassionante testa a testa fino a fine campionato. Alla fine trionferanno i bianconeri per un solo punto in un duello entrato nella storia. Dall'altra parte c'é una Samp che nonostante lotti fino all'ultimo dovrá salutare la Serie A a malincuore.
Buona Visione!
Stagione 1976-1977 - Campionato di Serie A - 15 andata Torino - Stadio Comunale Domenica 6 febbraio 1977 ore 15:00 JUVENTUS-SAMPDORIA 3-0 MARCATORI: Tardelli 34, Tardelli 41, Bettega R. 76
JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti, Bettega R. Allenatore: Giovanni Trapattoni
Le Pagelle dei Bianconeri Un "barone" in gran vena
ZOFF — Per settantacinque minuti resta praticamente inattivo, poi compie una difficile parata su colpo di testa ravvicinato di Bedin, si ripete su un cross dell'ex interista e chiude con una deviazione accademica In angolo su tiro di Savoldl II. Tanto basta per meritare il premio-partita.
CUCCUREDDU — Tiene sotto controllo De Giorgis e lo cancella dalla gara senza sforzo apparente. Prudentemente resta nella sua zona per evitare sorprese in contropiede.
GENTILE — Comincia su Savoldl, poi si sposta a sinistra, su Valente, nel settore che gli è più congeniale per i suoi inserimenti offensivi. Talvolta pasticcia ma alla fine, tirando le somme. Il suo rendimento risulta sufficiente.
FURINO — Prima di prendere in consegna Savoldl II, giostra fra Valente e Tuttino, poi trova la posizione, ma non gli spazi. Fornisce il cross che consente a Tardelli di sbloccare il risultato e migliora nella ripresa annullando Savoldi.
MORINI — Se la vede con Bresciani e gli prende subito le misure. Si produce in un affannoso recupero su un contropiede, ma governa senza problemi la situazione e si sgancia qualche volta per alleggerire il lavoro dei centrocampisti.
SCIREA — Discusso a Roma, torna immediatamente sui livelli abituali di rendimento offrendo una prestazione senza sbavature in fase difensiva: si sgancia al momento opportuno ma i suoi spunti non hanno esito.
CAUSIO — Soffre in avvio per la strettissima marcatura di Arnuzzo poi riesce a farsi luce per Il tiro, mette lo zampino nelle due reti di Tardelli ed é protagonista di una ripresa ricca di spunti brillanti. Sfiora il gol un paio di volte. É senz'altro II miglior bianconero.
TARDELLI — É il mattatore della partita: firma due gol, con destri imparabili che riscattano ampiamente una prima mezz'ora costellata da incredibili errori. Anche il terzo gol di Bettega é merito suo. Alla fine risulta la carta vincente stroncando Tuttino, l'uomo che era riuscito a scompaginare i piani tattici della Juventus nella fase iniziale.
BONINSEGNA — Callioni lo segue come un'ombra e gli rende la vita dura (c'è anche un diverbio che sfugge all'arbitro) per tutto il primo tempo. Nella ripresa, quando le maglie della difesa sampdoriana si allargano, anche Bonimba cresce di tono e sfiora tre volte il gol senza fortuna.
BENETTI — Gira a vuoto nella fase più critica della partita, poi trova la posizione e si rende molto utile fornendo due bei passaggi-gol a Bonlnsegna. A risultato acquisito concede a Bedin l'unica palla-gol per la Sampdoria.
BETTEGA — Non é li miglior Bettega e Zecchini lo blocca di piede e di testa per tutto il primo tempo. Nella ripresa, su cross di Tardelli, fallisce il gol con uno spettacolare colpo di testa in tuffo. E' pronto a ribattere in rete una palla sfuggita a Cacciatori.
Il campionato 1976-77 tira le somme e il giro di boa mette in vetrina una primizia-record: il Toro (grazie a Pulici nuovamente in odore di... gol) e la Juventus (grazie a Tardelli goleador come all'esordio nel Pisa) si laureano "campioni d'inverno" a pari punti e Torino diventa la capitale del calcio europeo. Bagarre - invece tra le damigelle: l'Inter ritrova i gol di Muraro e la Fiorentina morde la coda a un "ciuccio" in crisi. Come dire, le premesse ci sono... Lady Italia e Mister Europa
CAMPIONE D'INVERNO non è stato né il Re (Torino) né la Regina (Juventus). Al giro di boa si trovano a braccetto, e naturalmente Torino esulta per questa dominazione sabauda. Gli storici de «La Stampa» hanno ricordato, con legittimo orgoglio, che
"non era mai accaduto nella storia del campionato di serie A che due squadre della stessa città si trovassero in testa alla classifica a pari punteggio alla fine del girone d'andata come capita invece ora a Torino e Juventus. Nemmeno Inter e Milan nei periodi del loro massimo fulgore si trovarono in un'identica situazione".
Il Torino è l'unica squadra imbattuta di tutta Europa, un record che difficilmente sarà eguagliato. E la città esulta perché con la Juventus e Torino che vanno a braccetto non si tratta più del predominio di una squadra, ma di un'intera città. Agnelli e Pianelli sono i nuovi imperatori del calcio italiano. Dietro di loro hanno fatto il vuoto.
JUVENTUS-SAMPDORIA 3-0 Prima lezione di piemontese
TRAPATTONI HA VINTO facilmente il duello con Bersellini, perché l'allenatore della Sampdoria si è fatto harakiri. Bersellini ci teneva a far bella figura a Torino, perché l'anno scorso era stato sino all'ultimo in ballottaggio con Trapattoni per allenare la Juventus. Poi Boniperti aveva puntato sull'ex-milanista, anche perché non rientra nello stile-Juventus portar via gli allenatori alle altre società e la Sampdoria aveva già proposto a Bersellini il rinnovo del contratto. Dopo aver letto la relazione del suo osservatore di fiducia, Onesti, (che per inciso non è il presidente del CONI ma un famoso sarto di Fidenza) Bersellini si era convinto che per bloccare la Juventus era necessario neutralizzare le due punte Boninsegna e Bettega, e inaridire la fonte del gioco, l'estroso Causio. Il piano è stato preparato nei minimi particolari e applicato alla perfezione. Ma bloccati i cannonieri e l'ala tattica, ha dilagato il centrocampo: Tardelli ha segnato i primi due gol e ha fatto segnare il terzo a Bettega. Tardelli, tra l'altro, è un ex mancato, perché la Sampdoria si era mossa prima degli altri. Ha confidato al Guerino il general manager Lazzarini:
"Visto che tutte le relazioni del nostri talent-scout parlavano di Tardelli come di un fenomeno, Lolli Ghetti voleva comprarlo a tutti i costi. Già a marzo aveva convocato Beltrami a Genova, l'avevo accompagnato io nella sede della flotta. Il nostro presidente era disposto a offrire 350 milioni per la comproprietà. Ma il direttore sportivo del Como non volle impegnarsi, sicuro che avrebbe strappato di più, come è infatti avvenuto".
Domenica il mattatore Tardelli ha voluto dimostrare all' Onassis italiano che aveva sbagliato a non offrire di più. Pur di avere Tardelli, a Lolli Ghetti conveniva vendersi una nave. Se avesse Tardelli oggi la Sampdoria non sarebbe in zona retrocessione. Tuttavia i dirigenti sono sicuri di salvarsi anche quest'anno. Dopodiché faranno la rivoluzione. E' già stata programmata. L'anno prossimo forse non ci sarà più Bersellini in panchina e mancherà anche Bedin in campo. Anzi si può dire che Bersellini rischia di perdere il posto per via di Bedin. L'ex interista ha già creato una frattura tra l'allenatore e il preparatore atletico. Bersellini e Onesti sono amici fraterni, come Castore e Pollucce. Ma secondo Onesti, Bersellini (che si atteggia a duro ma in fondo è un timido) si fa plagiare da Bedin. Si è saputo che è stato Bedin a convincere Bersellini a sbolognare il suo rivale Salvi al Vicenza. Ed è lui a dare l'ostracismo a Valente che per i suoi gusti corre troppo.
La vittoria sulla Samp ha riportato il sereno nel clan della Juventus. Ma i tifosi cominciano a credere che Trapattoni abbia sbagliato a dar via Damiani, dopo quanto Pruzzo ha dichiarato a «Stampa sera». Il bomber del Genoa ha fatto notare a Giorgio Bidone:
«Perché si scommette soltanto sui gol di Graziani, di Pulici e i miei? In queste scommesse dovrebbe entrarci anche Damiani perché i gol li fa pure lui e l'ha dimostrato anche quest'anno. Anzi proprio quest'anno più di altre volte. Mi pare che si sia comessa un'ingiustizia nei suoi confronti».
Pruzzo è grato a Damiani perché l'ex juventino gli ha pure fatto segnare parec chi gol, si sta rivelando una spalla preziosa. I gemelli d'Italia, adesso sono loro. Eppure dopo aver firmato il contratto con la Juventus Trapattoni disse a Boniperti di dare pure via Damiani, perché non gli serviva. Aveva deciso di utilizzare Causio all'ala destra anche nella Juventus come in Nazionale e garanti che nessuno sapeva fare i cross meglio di Causio. L'astuto Boniperti però si è garantito. E nella previsione che Damiani si affiatasse con Pruzzo aveva fatto mettere una clausola per la quale la Juventus può riprendersi Damiani a fine campionato, versando 100 milioni di risarcimento danni al Genoa. Siccome la Juventus ha pure un'opzione per Pruzzo, il sogno di Boniperti è quello di portare a Torino entrambi i gemelli del Genoa. Ma sa che il suo compito è difficile. Perché a Genova scoppierebbe il finimondo.
Elio Domeniconi tratto dal Guerin Sportivo anno 1977 nr.6
Continua, da parte della Juventus la politica dei giovani. Contro la Lazio è toccato a Cabrini che, chiamato a sostituire Gentile, si è comportato da veterano. La prova migliore, con gli azzurri di Vinicio, l'ha comunque fornita Tardelli che vediamo tirare nonostante il tentativo di contrasto di Pighin. Con il pallone in fondo alla rete Pulici è a terra: Tardelli da parte sua è felicissimo e la sua gioia risulta particolarmente evidenziata dal primo piano riprodotto sopra a destra.
Per fermare un'azione travolgente di Cabrini, Pighin ha dovuto far ricorso alle maniere forti in area. Del tiro dagli undici metri si è incaricato Boninsegna sul cui sinistro dal dischetto, Pulici non ha potuto fare assolutamente nulla. Grazie alla vittoria conseguita sulla Lazio, la Juve continua la sua marcia di testa pur se in coabitazione con i cugini del Torino. E questa corsa a due, secondo molti, si concluderà soltanto alla fine del campionato. Anche se c'è chi prevede (sperandolo) un superspareggio tutto sabaudo da disputare la domenica successiva alla fine del torneo