I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri partono in pole position per vincere l'ennesimo campionato. Ed infatti arriva il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese.
Questa gara verrà ricordata per il debutto (con gol!) in campionato con la maglia bianconera di Gonzalo Higuaín. Il suo trasferimento estivo ha creato un botto enorme oltre a un vuoto incolmabile con le altre avversarie in campionato.
Buona Visione!
Stagione 2016-2017 - Campionato di Serie A - 1 andata Torino - Juventus Stadium Sabato 20 agosto 2016 ore 20:45 JUVENTUS-FIORENTINA 2-1 MARCATORI: Khedira 37, Kalinic 70, Higuain 75
FIORENTINA (3-4-2-1): Tatarusanu, Tomovic, Gonzalo Rodriguez, Astori, Bernardeschi, Vecino, Badelj (Sanchez C. 65), Marcos Alonso, Ilicic (Rossi G. 80), Chiesa F. (Tello C. 46), Kalinic A disposizione: Lezzerini, Dragowski, De Maio, Zarate M., Fernandez M., Diks, Hagi I., Babacar, Milic Allenatore: Paulo Sousa
ARBITRO: Massa D. AMMONIZIONI: Barzagli 54 (Juventus); Kalinic 39, Vecino 44, Tomovic 90+1 (Fiorentina)
Apre Khedira sul finire del primo tempo, nella ripresa Kalinic illude Sousa: la risolve l'argentino arrivato dal Napoli
"Una palla un gol". Gonzalo Higuain è molto più di questo. Il suo senso del gol va oltre al dibattito sul peso. L'argentino non sarà attualmente pronto per la copertina di un Magazine sul Fitness, ma ci mette 9’ per segnare il primo gol bianconero. Alla prima palla toccata. Lui che all’esordio non segna mai, dicevano. Ma il 2-1 con cui la Juventus batte la Fiorentina e conquista la prima vittoria stagionale nasconde segnali preoccupanti per la concorrenza.
Di sicuro c'è un concorso di colpa viola nel dominio della Juventus, ma la qualità bianconera, orfana inizialmente di Pjanic e Higuain, scende sulla partita minuto dopo minuto. A gocce costanti, modello fronte di Vincenzo Nibali mentre scala lo Zoncolan. Allegri a fine partita si lagnerà certamente per i troppi gol sbagliati: l’1-0 con cui si chiudono i primi 45’ non è un inno alla concretezza della Juve. Che infatti, preso gol sull’unica iniziativa Viola, deve affidarsi alla gemma del Pipita per evitare un pari che sarebbe oggettivamente ingiusto.
SUPER SPINTA — Il Conte Max sceglie Lemina play e le due locomotive brasiliane sulle fasce. Dybala arretra più spesso del solito a raccordare, per dare l’imprevedibilità che il francese non può dare.
Alla fine di questo campionato la squadra di Massimiliano Allegri si aggiudicerá ancora lo Scudetto. Sará il 36esimo titolo.
Dall'altra parte ci sono i sardi che navigano in cattive acque per lunghi tratti della stagione. Alla fine peró i rossoblu isolani si salveranno da un amara retrocessione.
I bianconeri piegano la squadra di Rastelli alla prima della nuova stagione grazie alle reti di Mandzukic e Dybala nel primo tempo, del Pipita nella ripresa. Rigore assegnato con la Var al Cagliari, poi sbagliato da Farias
Il campionato 2017-2018 riparte dall’Allianz Stadium di Torino e regala già grandissime emozioni. La Juventus campione d’Italia uscente batte 3-0 il Cagliari, grazie ai gol di Mandzukic e Dybala nel primo tempo e di Higuain nella ripresa, in un match che entrerà nella storia del nostro calcio: per la prima volta un arbitro (Fabio Maresca) ha assegnato un calcio di rigore con la Var (la tecnologia in campo). E’ successo al 35’ per il contatto tra Alex Sandro e Cop: il direttore di gara ha chiesto l’aiuto della moviola in campo, si è avvicinato allo schermo a bordo campo, e ha assegnato il calcio di rigore alla squadra di Rastelli. Farias dagli 11 metri, però, l’ha sbagliato: bravo Buffon a pararlo.
Nella ripresa, un buon controllo di partita dei bianconeri vicini al tris in apertura ancora con Paulo Dybala, che colpisce la traversa. Poi ritmi bassi, con il Cagliari che ci prova, e la Juve pronta ad abbassare i ritmi. Al 66’ arriva la firma di Gonzalo Higuain (su assist di Alex Sandro): il Pipita ha segnato alla "prima" solo nelle sue due stagioni in bianconero.
Le scelte dei due allenatori
Con il cuore ancora rivolto all’attentato delle Ramblas di Barcellona, dopo il minuto di silenzio in onore alle vittime, è cominciata all’Allianz Arena la prima partita della nuova stagione di Serie A. Come in Supercoppa, Max Allegri ha deciso di lasciare in panchina i nuovi acquisti e di affidarsi al modulo che tanto bene ha fatto nella scorsa stagione: il 4-2-3-1 con le "cinque stelle". In difesa, a destra Lichtsteiner e non Barzagli. In mezzo, accanto a Chiellini, Rugani. A centrocampo riecco Marchisio con Pjanic. In avanti Cuadrado, dopo aver vinto il ballottaggio con Douglas Costa, con Dybala e Mandzukic dietro all’unica punta Higuain. Il Cagliari, che ha salutato proprio in giornata Salamon e Borriello diretti alla Spal, si affida a Cigarini in regia in un 4-4-2. Padoin, Pisacane, Andreolli e Capuano in difesa. In avanti Farias e Cop con Barella pronto a diventare un uomo aggiunto a centrocampo in fase difensiva, e a rifornire le punte al momento di attaccare.
Il gol di Mandzukic e il rigore con la Var
Lo schema tattico della prima parte di gara si capisce presto. Nei primi minuti, i rossoblù (per l’occasione in maglia rossa), hanno un ottimo approccio alla partita: pressing altissimo per interrompere la fase di costruzione di gioco dei bianconeri, recuperare il pallone e pungere in contropiede. Alla prima vera occasione, però, la Juve passa. Al 12’ Lichtsteiner crossa da destra, con una bella girata Mandzukic batte Cragno e segna il primo gol di questo campionato: nelle ultime tre stagioni, tra Spagna e Italia, non aveva mai segnato alla prima giornata. I bianconeri prendono fiducia, il Cagliari accusa un po’ il colpo. Al 35’ l’episodio che fa entrare Juventus-Cagliari nella storia: contatto Alex Sandro-Cop, l’arbitro Massa chiede l’aiuto del Var e assegna il calcio di rigore. Farias dal dischetto, però, lo sbaglia. Gigi Buffon para il secondo degli ultimi tre penalty affrontati in A. Il Cagliari però non si perde d’animo e continua a tenere bene il campo e a provarci. Al 46', la Juve raddoppia in contropiede: assist perfetto di Pjanic per Dybala, la Joya scatta sul filo del fuorigioco e di sinistro insacca sotto la traversa. Due a zero e risultato forse troppo duro per un buon Cagliari. Ai giocatori rossoblù che protestavano chiedendo l’aiuto della Var, l’arbitro ha risposto: "Abbiamo controllato".
Traversa di Dybala, poi Higuain
A inizio ripresa, i "nuovi" acquisti della Juve restano in panchina. Ad andare vicino al tris è ancora Dybala in apertura: sinistro a giro che si stampa sul legno. Il Cagliari prova a proporre, non costruisce però grandissime occasioni fino al 56’: assist proveniente da sinistra ma Faragò spara alto. Rastelli prova a irrobustire l’attacco: dentro Joao Pedro per il terzino Padoin (ovazione dal suo vecchio pubblico per lui), ma a passare è ancora la Juventus. Azione manovrata dai bianconeri sulla sinistra e assist di Alex Sandro: il Pipita non sbaglia e segna la terza rete. Nella seconda parte di tempo, spazio ai nuovi. L'ultimo ad arrivare (Blaise Matuidi), è il primo a entrare in campo: al 70’ per Higuain. Poi Douglas Costa, al posto di Cuadrado al 74'. Sul 3-0 i ritmi calano, Rastelli regala spazio anche a Sau (per Cop) e a Dessena (per Cigarini) ma è ancora Dybala ad andare vicino al quarto gol nel finale. La partita si chiude così, e la Juve può dimenticare la sconfitta in Supercoppa.
La stagione 1982-83 per i tifosi bianconeri provoca un misto tra orgoglio e rabbia, stupore ed incredulitá. La Squadra (quella sì con la S maiuscola) formata dai campioni del mondo azzurri (partendo da Dino Zoff fino al 'eroe nazionale' Paolo Rossi) piú due fuoriclasse assoluti come Michel Platini e Zbigniew 'Zibì' Boniek.
Un 'carro armato' su di un campo di calcio capace di sgretolare qualunque avversario, ma solo sulla carta! Perché sebbene in lotta fino ad inizio estate 1983 per conquistare tutto il conquistabile, la Juventus si fregia 'solo' della Coppa Italia.
Perso il campionato dinanzi alla Roma moderna ed esplosiva di Nils Liedholm i nostri eroi giocano una partita non all'altezza nella Finale di Coppa dei Campioniad Atene contro l'Amburgo. Un'amara sconfitta é la degna conseguenza di tutto ció!
Il tutto si gioca allo 'Stadio Comunale' di Torino.
Buona Visione!
Stagione 1982-1983 - Campionato di Serie A - 11 ritornoTorino - Stadio ComunaleDomenica 10 aprile 1983 ore 15:30JUVENTUS-ASCOLI 5-0MARCATORI: Bettega R. 7, Rossi P. rigore 26, Tardelli 34, Rossi P. 68, Platini 72
Cosi il francese ha spiegato lo spettacolare gol che ha concluso la partita.
Boniek in Polonia
TORINO-La vittoria piú larga della stagione, forse anche la vittoria più semplice. Trapattoni lo riconosce spiegando però che tutto è stato facilitato dalla grande prova dei suoi:
"Una Juve determinata, concentrata, una squadra perfetta al di là dei cinque gol segnati. Mi preme infatti sottolineare il comportamento del miei, l'equilibrio e la concretezza raggiunti. Ormai ogni domenica è così. Lo so, è tardi, le distanze dalla Roma non si accorciano, ma anche se non possiamo più vincere il campionato, almeno stiamo gia costruendo per il futuro."
Prosegue Trapattoni:
"A parte l'episodio del rigore, mi pare che le premesse per una nostra vittoria ci fossero fin dall'inizio. Il risultato è poi andato oltre le previsioni, ma, ripeto, i gol contano poco, sono altre le considerazioni che mi rendono soddisfatto."
Sulla sostituzione di Gentile e Tardelli, Trapattoni è stato esplicito:
"Non ho pensato a fare un placere a Bearzot, ma solo alla Juve: Tardelli aveva corso per otto. Gentile quest'anno non aveva mai avuto un attimo di respiro e mi aveva chiesto, se fosse stato possibile, di dargli un attimo di tregua."
Comunque, quattro protagonisti. Ha aperto lo shoot Bettega confermando la sua splendida forma attuale:
"Un gol simile a quello di Coppa - ricorda - più difficile perché questa volta ho dovuto superare anche il portiere con un tocco di esterno sinistro. Io sto benissimo, giochiamo con grande facilità, ora c'è in tutti morale e serenità. Speriamo che duri fino al 25 maggio."
Oggi Bettega sarà convocato da Bearzot per la partita di Bucarest:
"Sono pronto a dare il mio contributo se mi ri terranno in grado di farlo. Mi rendo però perfettamente conto che ci possono essere altri problemi da non sottovalutare: il mio sarebbe un ritorno temporaneo infatti, perché ormai il mio futuro è altrove."
Ecco Rossi. Suo il secondo e quarto gol. Per Pablito la prima doppietta in assoluto con la maglia della Juventus:
"Io e Platini siamo rigoristi alla pari - spiega - Stavolta ho tirato lo. Sto bene, ma tutta la squadra ha offerte una dimostrazione di salute dopo l'impegno di Coppa. Ora la Nazionale; a Bucarest non ci bastera il pareggio, siamo obbligati a vincere ad ogni costo."
Platini ha suggellato il trionfo bianconero con una grande prodezza, il suo undicesimo pol in campionato. Michel si schermisce:
"Ho provato quel colpo di tacco e ho avuto fortuna. Poi però il pallonetto con cui ho battuto Brini è stato bello. Per noi tutto facile, ma ringraziamo anche l'Ascoli che dopo il rigore ha perso la testa. Il penalty non l'ho battuto io perché faccio sempre così quando il fallo viene commesso su di me."
Boniek parte stamane per la Polonia. E' allegro:
"Certo quest'anno non sarò il capocannoniere della Juventus - dice con ironia - . Ho sbagliato due occasioni ma il portiere contro di me si è superato. Da due mesi gioco cosi ed è anche per merito mio forse se la Juve ora va bene. Il pubblico è stato fantastico con me, ma io sono un simpaticone."
I bianconeri piemontesi sono oramai considerati 'la squadra più forte del mondo' avendo in rosa molti elementi della nazionale italiana campione del mondo a Spagna 82. C'è pure l'aggiunta di due fuoriclasse assoluti come Michel Platini e Zibì Boniek. A fine campionato la Juventus finirà in seconda posizione dietro alla Roma di Nils Liedholm. Per quanto riguarda la Coppa dei Campioni, ci si aspetta una festa in gran stile in finale ad Atene. Ma un gol da fuori area di Felix Magath e la caparbietà dell'Amburgo che dirà ancora di no alla Vecchia Signora.
Per quanto riguarda la Coppa Italia, i nostri beniamini conquisteranno il trofeo riuscendo così a non finire la stagione a bocca asciutta.
Buona Visione!
Stagione 1982-1983 - Coppa Italia - Eliminatorie, 1ª giornata Catania - Stadio Cibali Mercoledì 18 agosto 1982 ore 16:30 CATANIA-JUVENTUS 1-1 MARCATORI: Mastropasqua 1, Marocchino 52
JUVENTUS: Zoff, Osti (Prandelli 64), Cabrini, Furino (Storgato 78), Brio, Scirea, Boniek, Bonini, Marocchino (Galderisi 74), Platini, Bettega R. Allenatore: Giovanni Trapattoni
ARBITRO: Redini
La Juve ha deluso il pubblico di Catania
E' partita ieri la Coppa Italia, la squadra più attesa ha pareggiato con fatica La Juve ha deluso il pubblico di Catania Zoff battuto dopo soli 49 secondi da Mastropasqua, risposta di Marocchino al 52' Vana pressione nella ripresa, pericolosi contrattacchi dei siciliani - Non ha pesato solo l'assenza dei «dissidenti»: la squadra bianconera accusa ancora difetti tattici e di condizione Troppo individualista Boniek, senza concentrazione Platini
NOSTRO INVIATO SPECIALE CATANIA —
Colpite a freddo (si fa per dire, visto il clima torrido), dopo appena 49" dall'ex bianconero Mastropasqua, che beffava Zoff di testa su calibrata punizione di Mastelli, la deludente Juventus doveva sudare ben 52 minuti per rimediare con Marocchino che ribatteva a rete un pallone indirizzato da Bottega di teste contro la traversa. Il pareggio e sostanzialmente giusto ed accontenta tutti, in particolare i rossoazzurri (un po' meno la folla strabocchevole che si aspettava uno spettacolo superiore dai campioni d'Italia) che nella prima mezz'ora avevano giocato meglio, esaurendo però le scorte d'energia e permettendo alla Juventus di venir fuori alla distanza dopo un avvio in salite, senza squilli, tranne una pericolosa incornata, di Bettega, deviate contro la traversa e poi in corner da Sorrentino.
Era una Juvents deconcentrata, priva di Idee e lucidità, con schemi abborracciati anche per le Incompletezze della formazione orfana del «ribelli» Rossi. Tardelll e Gentile, ma soprattutto priva di determinazione. Boniek difettava di precisione, a volte insisteva un po' troppo nello spunto personale senza riuscire a scrollarsi di dosso Ranieri; Platini non sembrava ispirato, si muoveva con sufficienza e con passo da... accademia, mentre Bettega appariva un po' frenato dalla remora, poi rivelatosi infondata, di avvertire il rlacutlzzarsl del malan no muscolare riportato a Cesena. Il ritmo Iniziale del Catania, le improvvise accelerazioni di Mastelli. Cruscoe Gamberlnl, tutte gente agile, creavano qualche problema agli uomini di Trapattonl che stentavano a carburare più del lecito, nonostante l'Impegno tattico di Furino, che copriva le proiezioni di Sclrea, la spinte sulla fascia laterale sinistra di Caprini.
Zoff che dopo tanti festeggiamenti aveva dovuto raccogliere il pallone in fondo al sacco senza averlo ancora toccato, correva altri pericoli, come su colpo di teste di Cantaruttl (22') che dava vite ad un duello al calor bianco con il suo pari peso Brio il quale, pur battendosi con impegno, per costituzione fisica è più lento di altri a raggiungere quella forma che poi mantiene tutte la stagione. Un altro brivido su capocciata di Canterutti (24') di poco a lato e poi il Catania rifiatava, chiudendosi e manovrando di rimessa, consentendo alla Juventus di assumere l'iniziativa. Ma solo su calci piazzati o corner i torinesi si avvicinavano a Sorrentino, sfiorando il pareggio, come già, detto, con Bettega ed impegnando poi il portiere con un destro telefonato di Boniek.
Nella ripresa la Juventus metteva al muro un Catania ormai In debito d'ossigeno ma senza affondare i colpi. Bonini, piuttosto impreciso anche se molto attivo, scialava una favorevole occasione (51'). Bettega, più tranquillo sulla sua efficienza fisica, dava filo da torcere a Mosti e all'Intera difesa. Proprio Bettega, alla sua prima gara ufficiale dopo il gravissimo incidente del 4 novembre scorso, su traversone di Furino propiziava il punto di Marocchino. Dopo il gol si registrava un parapiglia, con botte e fuggi-fuggi di centinaia di spettatori nel settore C della curva. Era l'unico incidente di un certo rilievo verificatosi al Cibali dove 40 mila persone stavano pigiate come sardine al sole dopo aver riversato nelle casse sociali qualcosa più di 700 milioni di lire, cioè quasi la metà dell'introito dell'ultimo campionato di serie B.
Sul 1-1 la Juventus insisteva ma senza rabbia. Neppure l'ingresso di Prandelli al posto di Osti, generoso ma impreciso (64'), e l'avanzamento di Sclrea che si alternava con Furino (claudicante per una leggera distorsione) nel ruolo di libero, la Juventus riusciva a piazzare il punto vincente. Boniek appariva sempre al di sotto dei suol livelli e riceveva anche qualche fischio. Platini, raccoglieva finalmente una razione di applausi per uno spunto di classe: saltava due avversari e sparava di volo destro del montante. Marocchino si faceva ammonire per proteste e al 78' veniva sostituito da Galderisl con Stergato che dava il cambio all'acciaccato Furino. La fascia di capitano anziché a Bettega passava sul braccio di Zoff.
Anche Chinellato veniva ammonito per fallo su Galderisl e con l'Ingresso di Vincenzo Marino (dopo quelli di Morra e Clampoli in luogo di Gamberlnl e Giovanetti) al posto dell'infortunato Crialesi la partite si chiudeva. Non è queste la vera Juventus, non soltanto per l'assenza di tre importenti pedine e per la prima gara diurna dopo quelle alla luce artificiale. Ci sono dei problèmi di condizione e tattici che Trapattonl conosce perfettamente ma che con il tempo e con Rossi. Tardelll e Gentile sono destinati a sparire.