È il 7 dicembre 1988 e Juventus ed FC Liegi (Belgio)si sfidano nella gara di ritorno degli Ottavi di finale della Coppa UEFA 1988-89 allo Stadio 'Comunale' di Torino.
È una Juventus che cerca di costruire una squadra ancora scossa dall'addio di 'Le Roi' Michel Platini e dai fallimenti di Ian Rush e del tecnico Rino Marchesi. Guidati in panchina dalla leggenda Dino Zoff, i bianconeri raggiungono un quarto posto in campionato che dovrebbe rappresentare un buon viatico per il futuro.
Dall'altra parte c'è un FC Liegi meteora del calcio europeo di quegl'anni - tanta grinta e forza, ma per i rossoblu non ci sarà speranza contro la Juve.
Buona Visione!
Stagione 1988-1989 - Coppa UEFA - Ottavi, ritorno Torino - Stadio Comunale mercoledì 7 dicembre 1988 ore 16:45 JUVENTUS-LIEGI 1-0 MARCATORI: Altobelli 16
JUVENTUS: Tacconi, Favero, (c) Cabrini, Galia, Bruno P., Tricella, Marocchi, Rui Barros, Altobelli, Mauro, Laudrup A disposizione: Bodini, Napoli N., Magrin, Buso Allenatore: Dino Zoff
LIEGI: Stojic, Houben (Boffin 69), Quaranta, Giusto, Habrant, De Sart, Ernes, Quain, Varga, Veyt, Malbasa A disposizione: Machiels, Gusbin, Waseige, Bosman Allenatore: Robert Waseige
Mettiamo che l'uno a zero della Juventus sul Liegi non abbia aggiunto nulla di nuovo rispetto a quanto si era già visto nella città belga e a quanto la squadra oggi allenata da Dinosauro Zoff sta dimostrando in campionato. E giusto ribadire intanto che ha ritrovato una sua saldezza difensiva da quando ha Cabrini terzino di fascia. Contro i belgi, non giocava Brio, stiratosi alla vigilia del match senza che nessun cronista potesse essere informato. Ormai i cronisti non vedono gli allenamenti. Si limitano ad attendere i giocatori nell'antistadio, conducono le loro interviste e rispariscono Questo può risultare perfin gradito alle società. Ai tempi dell'Inter di Helenio, il general manager Allodi aveva voluto che i cronisti non assistessero agli allenamenti, tenendoli in un'apposita saletta lontana almeno un chilometro dal prato dove i nerazzurri si allenavano. Ma torniamo al match è stato Altobelli il goleador. Spillo ha sbloccato il risultato con un gol di destro di strabiliante puntualità al 6, il suo 39. gol europeo in 75 partite Ricorderemo al lettore della speciale classifica juventina a questo riguardo: 87 partite Scirea, 83 Bettega e 75 Altobelli, che ha superato Zoff rimasto a 72. La partita ha visto la Juventus giocare con bella saggezza, senza scoprirsi mai; il Liegi ha manovrato con una certa pericolosità, ribadita soltanto dal possente Malbasa, sul quale Favero ha compiuto un capolavoro di marcatura. La Juve, dopo la sbandata con il Napoli, ha acquistato una mentalità pratica, gioca senza sprecare inutilmente energie e «coprendo» il campo, affida ad Altobelli il ruolo di alto finalizzatore e recupera in Cabrini il giocatore di fascia più emblematico della gloria bianconera. Che Cabrini voglia riproporsi a Vicini nel momento assai difficile del giovane Maldini, non lo escludiamo: oltre a puntellare adeguata-mente la difesa, Cabrini puntella l'attacco, sventagliando acrobati-camente il sinistro. E con Mauro e Marocchi a centro campo gli equilibri tattici sono più sostanziosi.
Vladimiro Caminiti tratto dal Guerin Sportivo anno 1988 n.50
Questa é semplicemente detto é l'addio alla Juve (da giocatore) di Pavel Nedved.
I Bianconeri con al timone Claudio Ranieri cercano di tenere testa all'Inter di José Mourinho per il primo posto in classifica.
Intanto ricevano in casa una Lazio che lotta a metá classifica tra un posto in Europa e la tranquillitá. Intanto peró a fine stagione vincerá la Coppa Italia dopo aver battuto la Sampdoria a rigori.
Buona Visione!
Campionato di Serie A 2008-2009 - 19 ritorno Torino -Stadio Olimpico Domenica 31 maggio 2009 JUVENTUS-LAZIO 2-0 MARCATORI: Iaquinta 3, Iaquinta 59
É il 30 Maggio 1973 e Juventus ed Ajax Amsterdamsi sfidano nella Finale (gara unica) della Coppa dei Campioni 1972-73 allo Stadio 'Crvena Zvezda - Marakaná' di Belgrado (Jugoslavia).
La Juve allenata in panchina da Cestmir Vycpalek si appresta a vincere il suo quindicesimo Scudetto anche se ad una giornata dal termine sembrerebbe che il Milan si possa fregiare della tanto osannata Stella del decimo tricolore. Ma una sconfitta inattesa a Verona ribalta tutto in quella che e' tutt'oggi famosa come la 'Fatal Verona'.
Per quanto riguarda il fronte europeo, i bianconeri si vedono sfilare da sotto le mani il massimo alloro continentale dalla squadra del momento. Questo Ajax é l'emblema principale del gioco totale olandese. Sará solo la prima di tante delusioni europee per la Vecchia Signora.
Buona Visione!
Stagione 1972-73 - Coppa dei Campione - Finale Belgrado - Stadio Crvena Zvezda - Marakaná Mercoledì 30 Maggio 1973 ore 20.30 JUVENTUS-AJAX 0-1 Marcatore: 5' Rep
Juventus: Zoff, G. Marchetti, Longobucco, Furino, Morini, Salvadore, Altafini, Causio (73' Cuccureddu), Anastasi, F. Capello, R. Bettega (63' Haller) Allenatore: Cestmir Vycpalek
Ajax: Stuy, Suurbier, Krol, Neeskens, Hulshoff, Blankenburg, Rep, Haan, Cruijff, G. Muhren, Keizer Allenatore: Stefan Kovacs
Vycpalek, o chi per lui, rimescolava le carte. Decise infine di sorprendere l’Ajax con uno schieramento sin troppo offensivo: tre punte, con Altafini in campo dal primo minuto accanto a Bettega e Anastasi, più Causio. Ne fu sguarnito il centrocampo, dal quale venne escluso l’elemento più in forma, Cuccureddu, il fresco uomo-scudetto. Non si rivelò una scelta felice e fu inutile correre ai ripari a latte versato. Anche la rinuncia ad Haller, dall’impagabile esperienza internazionale, non fu una buona trovata. Una Juve presuntuosa sulla carta e spaurita in campo.
All’Ajax bastarono, appunto, quattro minuti.Poi mascherò la sua stanchezza, e il suo goliardico approccio alla gara, con il mestiere e il palleggio.La Juve non si accorse mai che l’Ajax, quell’Ajax, era una tigre di carta.Ne subì il fascino, non seppe mai aggredirla. In sostanza, perse senza giocare, alimentando una leggenda che la voleva irresistibile in patria ma inerme in campo internazionale. Dovette arrivareTrapattoniper abbattere il tabù e lanciare la Juve anche in Europa.
Al di là di ogni tipo di risultato sportivo il 29 Maggio 1985 rappresenta una data triste e funesta per la gloriosa Storia Bianconera. Al di là della prima Coppa dei Campioni conquistata a noi innamorati della Vecchia Signora rimanarrono per sempre scolpite nella memoria le urla, il sangue e quei corpi senza vita di giovani ragazzi che (come noi) amiamo alla follia la Juventus.
Certamente le azioni salenti della finalissima tra Juventus e Liverpool passano in secondo piano. Quella coppa benché vinta meritamente dopo una stagione europea magnifica resterá macchiata di tragedia.
Ascoltiamo questo emozionante podcast di Emilio Targia che racconta quella serata che (ahinoi) non scomparirá MAI dalla nostra mente.
Eccomi al centro della foto con il giubbotto nero, mentre riesco quasimiracolosamente a uscire da quell’inferno e a salvarmi la vita.
Purtroppo 39 persone non hanno avuto la stessa mia fortuna e sono morti schiacciati in quella trappola mortale e a loro oggi va il mio ricordo e il mio pensiero.
Uno stadio fatiscente con un unico ingresso (!) nella parte alta della curva e senza vie d’uscita se non il campo da calcio, dove sono riuscito a scappare dopo che un piccolo varco nella rete era stato aperto.
Immaginate una curva strapiena composta per 9/10 da Juventini festanti perlopiù famiglie (gli ultras della Juve erano nella curva opposta), divisa da una rete da pollaio dal settore dove erano letteralmente stipati gli hooligans del Liverpool, che erano entrati in massa e senza biglietto e che si erano riforniti di mattoni in un cantiere aperto a fianco allo Stadio!
Un’ora prima circa dall’inizio della partita hanno cominciato a tirarci i mattoni, una cosa incredibile, sembravamo dei bersagli ed eravamo lì inerti che non sapevamo cosa fare e col pensiero che qualcuno comunque li avrebbe fermati.
A un certo punto gli hooligans cominciano a strappare la rete divisoria da pollaio e, attenzione, uno solo entra nel nostro settore e inizia a strappare striscioni e bandiere!!!
Fosse successo nella curva degli ultras della Juve lo avrebbero massacrato, ma noi eravamo tifosi normali, famiglie, gente comune e tutti spaventati hanno iniziato a indietreggiare.
Gli altri hooligans vedendo una situazione simile si saranno chiesti “ma come non l’ammazzano, allora questi sono un branco di conigli attacchiamoli”… e hanno invaso la nostra curva…
La gente spaventata e senza vie d’uscita (l’unica in alto era stata prontamente presidiata dagli hooligans) è finita col riversarsi verso il muro di cinta esterno della curva.
In pochi secondi mi sono ritrovato come un granellino di sabbia in un mare in tempesta, sbalzato a destra e a sinistra e poi completamente immobilizzato con due strati di persone sotto e uno strato sopra.
La luce solare si faceva sempre più flebile e ho pensato “cazzo sto morendo a 20 anni per una partita di calcio”, poi miracolosamente è stato aperto un piccolo varco nella rete davanti a noi e ho cominciato a urlare “guardate c’è un varco, cerchiamo di arrivare fino a lì”.
La pressione è mano mano diminuita, ho risentito le mie gambe e sono riuscito ad entrare nel campo da calcio.
Una corsa liberatoria fino alla curva opposta e mi sono diretto davanti agli spogliatoi e li ho assistito al risultato di quella autentica follia, coi feriti e coi morti strappati, schiacciati, sbudellati, adagiati su barelle improvvisate…
Arrivano le ambulanze e vicino a me caricano un tifoso con una gamba maciullata che urlava, ma nessuno lo capiva così sono salito in ambulanza e ho tradotto a medici e infermieri quello che diceva….
Un vero tifoso Juventino, che ha questi colori nel DNA può capire quindi il significato di questa Coppa che abbiamo vinto la prima volta col nostro sangue e la seconda ai rigori.
É il 28 Maggio 1978 e Juventus e Napolisi sfidano nella quarta giornata del girone finale della Coppa Italia 1977-78 alloStadio 'Comunale' di Torino.
É una Juventus che domina il calcio italiano. In campionato nessuno puo starle dietro tant'é che al secondo posto si afferma la sorpresa Lanerossi Vicenza.
Per quanto riguarda la coppa nazionale i bianconeri si devono arrendere al secondo gruppo eliminatorio.
Buona Visione!
Stagione 1977-1978 - Coppa Italia - Girone finale, 4ª giornata Torino - Stadio Comunale domenica 28 maggio 1978 ore 20:30 JUVENTUS-NAPOLI 1-0 MARCATORI: Spinosi 45
JUVENTUS: Alessandrelli, Spinosi, Geissa, (c) Furino, Morini, Miani, Fanna, Schincaglia, Boninsegna (Tolfo 80), Gasperini G., Virdis A disposizione: Marchese, Cascella, Marchetti M., Granaglia. Allenatore: Giovanni Trapattoni
NAPOLI: Mattolini, La Palma (Bruscolotti 46), Ferrario, Restelli, Catellani, Stanzione, Massa (Nuccio 46), Juliano, Savoldi, Vinazzani, Chiarugi A disposizione: Favaro, Casale, Cassano Allenatore: Gianni Di Marzio
Trapattoni parte tranquillo: lascia una squadra vera Una orgogliosa Juventus (in 10) batte il Napoli con Spinosi: 1-0
TORINO — L'orgoglio dei campioni è stato grande ieri sera contro il Napoli, quel Napoli che nell'andata di Coppa aveva umiliato proprio la Juventus sotto una valanga di cinque gol. Con la solita squadra priva degli «argentini», che fin qui aveva fatto meno che poco, ridotti in dieci uomini per l'espulsione di Furino al 42', i bianconeri hanno sorpreso un Napoli fino a ieri lanciato verso la finale di Coppa Italia e che ora è stata seriamente compromessa. Il gol di Spinosi allo scadere del primo tempo non ha premiato soltanto la stupenda prestazione dello stopper bianconero, che con Morini e Alessandrelli ha fatto a gara per raccogliere la palma del migliore, ma anche il carattere, la determinazione e, appunto, l'orgoglio dei campioni che hanno così salutato nel migliore del modi Trapattoni in partenza per l'Argentina.
La partita sembrava predestinata a risolversi con un monologo del Napoli. In effetti il Napoli ha sfiorato molte volte il gol, ma sulla sua strada non si è più trovato quell'Alessandrelli che gli aveva spianato il successo a Napoli, ha trovato un altro portiere, con il solito nome ma con la voglia di riscattarsi da tutte le perplessità che avevano suscitato le precedenti uscite in Coppa Italia. Oseremmo dire che Alessandrelli stasera, almeno stasera, si è rivelato degno di Zoff. La partita si è conclusa con numerosissimi tifosi napoletani, circa 3500 nel concerto dei 6500 presenti in silenzio, mentre quelli juventini che per 45 minuti erano stati zitti in attesa della sconfitta, si sono riscattati nella ripresa e la gara è finita con il coro «Juve, Juve».
Questo è un successo che non ha nessun significato per la Coppa Italia, ma ha un significato, nel caso ce ne fosse stato bisogno, per il carattere della Juventus e per il futuro, con particolare riferimento al prossimo. Con questi uomini, più ancora che con questi giocatori, Trapattoni può partire tranquillo per l'Argentina e per le vacanze. Allo stadio Comunale la Juventus gioca in trasferta per questa interessante partita di Coppa Italia. Le due curve sono pressoché deserte, e nei distinti centrali hanno preso posto circa 2500 tifosi del Napoli, in tribuna qualche bianconero, ma è chiaro che le attenzioni di questa partita sono rivolte tutte alla squadra azzurra protesa a garantirsi quel successo che le consentirebbe di avvicinarsi ulteriormente alla finale.
Nessuna grossa novità negli schieramenti a parte il fatto che Di Marzio ha deciso di schierare Chiarugi all'ala sinistra e sulla estrosa ala si piazza subito Spinosi, mentre Morini si occupa di Savoldi che all'andata gli aveva segnato 4 gol. La Juventus gioca piuttosto bloccata con Boninsegna e Virdis punte avanzate. Nessun particolare accorgimento tattico, naturalmente, a centrocampo. I primi applausi vanno a Chiarugi che al 3' dal limite sfiora il gol con una bella sberla di sinistro, ma il suo tiro finisce di poco a lato. Subito dopo c'è un buon momento bianconero con Geissa che sulla sinistra imita gli «argentini» Cabrini e Gentile. Tuttavia in fase conclusiva le punte bianconere non riescono a concretizzare un certo predominio territoriale.
Al 13' questa offensiva piuttosto sterile della Juventus viene conclusa con un bel tiro di Fanna che manda la palla di poco a lato con un bel tiro di destro. Al 15' due occasioni per il Napoli, che ritorna padrone del campo; una punizione di Chiarugi viene svirgolata da Morini nel tentativo di precedere Savoldi: Alessandrelli è bravo a deviare in corner. Sul tiro dalla bandierina Juliano da pochi passi di testa ha la palla buona per segnare ma alza troppo la mira. La Juventus non accetta di subire e contrattacca caparbiamente trascinata in questo suo atteggiamento dall'orgoglio di Furino, Spinosi, Boninsegna, lo stesso Virdis e soprattutto di Fanna. Virdis appare in progresso ulteriore, si esibisce in un tunnel ai danni di Juliano. Fanna è vivacissimo e mette continuamente in apprensione la difesa del Napoli che non può giocare serenamente come immaginava alla vigilia. Al 18' uno scontro fra Savoldi e Morini si conclude ai danni del bianconero che rimane a terra e deve ricorrere alle cure del medico e del massaggiatore per riprendere più o meno regolarmente la partita. Quando rientra in campo, Morini rimane incollato a Savoldi.
La partita diventa nervosa. La Juventus, ovviamente, non intende proprio perderla. Al 37' Furino viene ammonito per un fallo su Catellani. Al 42' il capitano bianconero incorre in un errore più grave, commettendo un fallo di reazione su La Palma, nella zona destra dell'attacco bianconero. L'arbitro non ha esitazioni, e lo espelle. La fascia passa a Morini. Ma proprio questo episodio sprona l'orgoglio bianconero. La Juventus, ridotta a dieci uomini, al 45' si porta all'attacco con Boninsegna, che da destra calibra un cross sul quale si avventa, liberissimo, perché ha sorpreso tutti, Luciano Spinosi. Impeccabile colpo di testa a due passi da Mattolini, ed è gol. Juventus 1, Napoli 0.
Al 4' il Napoli si riporta all'attacco e al termine di un'azione velocissima Chiarugi devia la palla verso la rete alle spalle di Alessandrelli. L'arbitro però annulla per fuorigioco dell'ala sinistra. Chiarugi protesta vivacemente, ma l'arbitro rimane fermo nella decisione di non convalidare il gol. D'altronde un Chiarugi che protesti non fa notizia... Al 6' c'è un bel tiro di Juliano che raccoglie una sponda «pettorale» di Savoldi ma il suo tiro si spegne a lato, di poco. La partita è sempre molto accesa e a tratti anche nervosa. I tifosi bianconeri, che dal momento del gol di Spinosi hanno cominciato a controbattere con battimani ed urla di incitamento i tifosi napoletani, tributano al portiere juventino una lunga ovazione. E' ancora Alessandrelli protagonista, al 26', con una bella parata in tuffo su bolide di Ferrario.
L'offensiva azzurra non si spegne ma la Juventus è sempre caparbia e non sbaglia quasi nulla. All'attacco Virdis ha ormai esaurito tutte le sue energie, però, la difesa regge e come! Al 36' Morini, a portiere battuto, su tiro di Savoldi salva sulla linea e mantiene cosi la Juventus in vantaggio. Un vantaggio meritato per carattere e determinazione. C'è ancora l'espulsione di Chiarugi per proteste e la partita si chiude.
É una Juventus che cerca di costruire una squadra ancora scossa dal addio di 'Le Roi' Michel Platini e dai fallimenti di Ian Rush e del tecnico Rino Marchesi. Guidati in panchina dalla leggenda Dino Zoff, i bianconeri raggiungono un quarto posto in campionato che dovrebbe rappresentare un buon viatico per il futuro.
Dall'altra parte c'è una Fiorentina guidata in panchina da Sven Goran Eriksson e condotta in campo da un giovane Roberto Baggio, che conclude la stagione in 7a posizione e (dopo spareggio con la Roma) si aggiudica un posto in Europa.
Buona Visione!
Stagione 1988-1989 - Campionato di Serie A - 13 ritorno Torino - Stadio Comunale domenica 28 maggio 1989 ore 16:30 JUVENTUS-FIORENTINA 1-1 MARCATORI: Buso 4, Cucchi 53
JUVENTUS: Tacconi, Napoli N., De Agostini, Galia, Bruno P., (c) Tricella, Mauro, Marocchi (Magrin 46), Buso, Zavarov, Laudrup A disposizione: Bodini, Favero, Cabrini, Altobelli Allenatore: Dino Zoff
FIORENTINA: Landucci, Bosco (Calisti 63), Carobbi, Dunga, Battistini S., Hysen, Salvatori, Cucchi, Pruzzo (Di Chiara 70), Baggio R., Pellegrini A disposizione: Bacchin, Pin, Perugi Allenatore: Sven Goran Eriksson
ARBITRO: Felicani AMMONIZIONI: Bruno P. 29, De Agostini 76 (Juventus); Cucchi 22 (Fiorentina) ESPULSIONI: Bruno P. 72 (Juventus); Baggio R. 72 (Fiorentina)
Napoli e Tricella le note liete di fine stagione
La zona Uefa, a quattro giornate dal termine, è ormai acquisita per la Juventus anche se il pareggio con la Fiorentina ha impedito alla squadra di Zofi di agganciare il Milan, neo campione d'Europa, al terzo posto. Ancora una volta, e con piena ragione, i bianconeri hanno qualcosa da recriminare sull'arbitraggio. Il signor Felicani di Bologna ed i suoi collaboratori hanno commesso errori decisivi. Se sbagliare è umano, nei confronti della ,Juventus è diventata una cattiva abitudine.
Non vogliamo mettere in dubbio la loro buona fede, ma la Juventus, che meritava di chiudere il primo tempo con almeno due gol di scarto, s'è vista annullare un gol senza motivo (Laudrup non aveva commesso fallo su Landucci, uscito a vuoto sul cross di Marocchi deviato di testa da Carobbi) e non concederne un altro, dello stesso Laudrup allo scadere del primo tempo, perché secondo Felicani e il guardalinee il pallone incornato dal danese e respinto da Carobbi non aveva varcato interamente la linea di porta. Le riprese televisive hanno dimostrato che il gol era regolare.
Ben diversa sarebbe stata la ripresa con la Juventus in vantaggio di 2-0, sia dal punto di vista psicologico che pratico. Il pomeriggio caldo e umido, con pioggerella prima della gara e sole durante il secondo tempo, ha inciso sul rendimento della Juventus che, per esercitare una costante supremazia territoriale, aveva speso molte energie in più della Fiorentina. L'innesto di Magrin al posto di Marocchi non è bastato ad innervare un centrocampo apparso in debito d'ossigeno. E la Fiorentina ha prima pareggiato con Cucchi, poi ha scosso la traversa con un pericolosissimo colpo di testa di Pellegrini.
Sarebbe stato davvero il colmo se quell'incornata di Pellegrini fosse finita a bersaglio ma il calcio è così e, con gli equilibri esistenti nel nostro campionato, basta un episodio sfortunato per capovolgere l'esito di una partita. Un solo gol è spesso insufficiente. Giá con l'Inter la Juventus non aveva raccolto quanto meritava in 45' e i neocampioni d'Italia avevano saputo rimediare. É successo anche alla Fiorentina. La Juventus avrebbe comunque potuto essere più forte della sorte e dell'arbitraggio contrario ma Galia, De Agostini e Napoli hanno sprecato, nel finale e con le due squadre ridotte in dieci per l'espulsione di Bruno e Baggio, tre grosse occasioni per mettere ko i viola. Soprattutto quelle di Galia, a tu per tu con Landucci, e di Napoli che aveva scambiato benissimo con Laudrup ma poi, al volo di destro, angolava troppo il tiro.
Se Napoli avesse segnato, sarebbe diventato il protagonista assoluto dell'incontro. Era stato bravissimo a contrastare Baggio, il talento della Fiorentina che piace alla Juventus. Baggio non era mai riuscito a liberarsi di Napoli che, in modo corretto, lo contrastava con efficacia e partecipava attivamente alla costruzione del gioco.
Napoli, insieme con Tricella, è una delle note liete di questo finale di stagione. L'ex messinese, arrivato a Torino nell'ottobre '87, per una stagione e mezza non era riuscito ad esprimere un rendimento soddisfacente. Malanni muscolari, ricadute, gli avevano negato la continuità e la prima squadra. E bastata l'operazione alle tonsille per risolvere tutti i problemi. Ed i risultati si vedono.