lunedì 2 novembre 2026

2 Novembre 1977: Juventus - Glentoran

È il 2 novembre 1977 e Juventus e Glentoran si sfidano nella gara di ritorno degli ottavi di finale di Coppa dei Campioni 1977-78 allo 'Stadio Comunale' di Torino.

La gara di andata giocata a Belfast (Irlanda del Nord) si concluse con la vittoria bianconera per 1-0.

È una Juventus che domina il calcio italiano. Alla fine di questo campionato i bianconeri infatti conquisteranno il loro diciottesimo Scudetto. Nessuno può starle dietro, tanto che al secondo posto si afferma la sorpresa Lanerossi Vicenza. 

In Europa però il percorso è tortuoso e pieno di insidie. 

Dopo aver eliminato facilmente in questa doppia sfida i nordirlandesi, i bianconeri si disfano anche dei 'lancieri' dell'Ajax Amsterdam.

Però in semifinale si fanno eliminare da un avversario che non sembrava dei più ostici - i belgi del Bruges. 

Continua così la maledizione oltre confine!

Buona Visione!



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Stagione 1977-1978 - Coppa dei Campioni - Ottavi, ritorno
Torino - Stadio Comunale
mercoledì 2 novembre 1977 ore 20:30 
JUVENTUS-GLENTORAN 5-0
MARCATORI: Virdis 10, Virdis 20, Boninsegna 53, Fanna 70, Benetti R. 77

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini, (c) Furino, Spinosi, Scirea, Fanna, Causio (Cuccureddu 63), Virdis, Benetti R., Bettega R. (Boninsegna 46)
A disposizione: Marchese, Morini, Tardelli
Allenatore: Giovanni Trapattoni

GLENTORAN: Matthews, McCreery, McFall R., Walsh, Robson, Moreland, Stewart (O'Neill 84), Jamison, Caskey, McFall Q., Feeney
A disposizione: McCullough, Dougan, Dickenson, Devine
Allenatore: Arthur Stewart

ARBITRO: Kolossy (Romania)
AMMONIZIONI: McCreery 60 (Glentoran)




Coppa dei Campioni: superato con disinvoltura l'ostacolo del Glentoran di Belfast 
Facile "pokerissimo" per una bella Juventus: Cinque reti e tante azioni spettacolari dei bianconeri contro gli irlandesi 
Doppietta di Virdis nel primo tempo poi segnano Boninsegna, Fanna e Benetti 
Entusiasma Fanna, protagonista di spunti eleganti ed efficaci
Circa 22 mila spettatori al Comunale
I bianconeri entrano nei "quarti" 

La Juventus ha dato spettacolo battendo il Glentoran per 5-0 e ripagando, con i gol e con il gioco, i suoi « fedelissimi ». Il risultato era scontato, ma i campioni d'Italia hanno fatto in pieno il loro dovere, « maramaldeggiando » contro i volenterosi semiprofessionisti dell'Irlanda del Nord. Cinque palloni sono finiti nella porta di Matthews, che ne ha sventati almeno altrettanti impedendo che il punteggio assumesse proporzioni macroscopiche. 

Bearzot, presente in tribuna d'onore, ha detto che la partita è servita ai giovani bianconeri per fare esperienza internazionale ed il pubblico s'è spellato le mani per applaudire i virtuosismi di Fanna, il migliore in campo, e di Virdis, autore di due reti e di una scintillante prestazione. Anche Cabrini è stato all'altezza della sua fama, assicurando una costante spinta in avanti; ma tutta la squadra, per quanto inedita, si è mossa con disinvoltura, con manovre a largo raggio sempre incisive. Spinosi, che rientrava dopo una lunga anticamera, non ha avuto difficoltà a neutralizzare Caskey, così come Gentile ha messo il bavaglio a Feeney, autore dell'unico tiro indirizzato verso Zoff. È piaciuto anche Causio, che tornava a cimentarsi nel ruolo di mezz'ala e l'ha fatto con intelligenza, senza rinunciare ai numeri migliori del suo repertorio. 

Positivi: Benetti (autore di uno splendido gol, simile a quello che aveva realizzato nella scorsa stagione a Firenze), Furino e Scirea. Bettega non ha avuto bisogno di strafare, anche se non era ispirato come di consueto: ha giocato un tempo (colpendo un palo), poi ha ceduto il posto ad un Boninsegna che si è inserito perfettamente nel divertissement generale, segnando un gol e producendosi addirittura in finezze che non gli sono abituali. 

Le « riserve di lusso » hanno confermato in pieno il loro valore e, anche se domenica prossima rientreranno nei ranghi, Trapattoni può contare su di loro ad occhi chiusi in caso di necessità. La Juventus si è qualificata per i quarti di finale della Coppa dei Campioni, che andrà ora in letargo per riprendere in marzo: dal prossimo sorteggio, che avverrà in gennaio, i bianconeri troveranno, però, avversari di calibro ben diverso dai simpatici irlandesi di Belfast.

Sugli spalti c'erano appena ventiduemila spettatori: questo lo scotto finanziario che la Juventus ha pagato per la seconda volta nel corso della stagione in omaggio a un sorteggio fortunato. Il Glentoran, battuto a Belfast per 1 a 0, è di una categoria superiore all'Omonia di Cipro ma non ha alcuna quotazione internazionale e non poteva esercitare un grosso richiamo sul pubblico torinese — e Juventino in particolare —, abituato a menù ben più appetitosi. 

I « glens » schieravano Arthur Stewart, il loro allenatore-giocatore trentunenne, in funzione di play-maker, piuttosto statico per la verità: era sceso in campo anche nell'andata per uno spezzone di partita dando però un modesto contributo. Stewart rappresentava l'unica novità rispetto alla formazione vista al « The Oval Stadium ». Approfittando dell'occasione, Trapattoni ha effettuato logici avvicendamenti: pensando all'incontro di campionato con l'Atalanta, teneva in panchina l'acciaccato Tardelli insieme con Cuccureddu, Morini e Boninsegna, e schierava una Juventus-baby con Cabrini, Fanna, Virdis accanto all'esperto Spinosi. 

Una Juventus a « trazione anteriore », sbilanciata in avanti, di stampo spiccatamente offensivo, che aveva in Virdis, Bettega e Fanna le tre punte. Virdis si presentava subito con un gran tiro a fil di traversa. Il Glentoran traccheggiava a metà campo, cercando di contenere le folate del bianconeri. Virdis era preso in consegna da Walsh e Robson, con Mc Creery su Bettega e R. Mc Fall su Fanna. A centrocampo Causio era tallonato da Stewart, Benetti da Q. Mc Fall, e Furino prendeva in consegna Moreland. In retrovia, gli accoppiamenti erano i seguenti: Spinosi-Caskey, Cabrini-Jamison e Gentile-Feeney. 

Il gioco si sviluppava sulle fasce laterali sotto la spinta di Cabrini e Gentile che, però, non abituati ad agire sul settore destro, non erano brillantissimi nel preparare i soliti traversoni. Ci pensava Fanna, una realtà di classe internazionale, a rifornire i compagni di preziosi servizi. Bettega, che non appariva in serata di gran vena, effettuava un errato passaggio (3') che favoriva il contropiede di Feeney, il quale, dal vertice sinistro dell'area, faceva spiovere un insidioso pallone a pochi centimetri dall'incrocio dei pali, fuori bersaglio. 

Bettega cercava di riscattarsi all'8' su cross di Cabrini: controllava il pallone con il braccio (l'arbitro non rilevava il fallo) ma non riusciva a concludere. Matthews veniva impegnato un minuto dopo da una splendida «volée» di sinistro di Fanna che veniva applaudita dal pubblico. La Juventus sbloccava il risultato al 10'. 

Causio pennellava un lungo lancio in profondità per Virdis che evitava Walsh e, anziché servire un compagno smarcato, da posizione angolatissima calciava direttamente a rete di destro, la palla carambolava sul portiere e finiva nel sacco. Il pubblico si entusiasmava per uno show di Causio che partiva da metà campo, superava in velocità un avversario e con un gran tiro impegnava il portiere in una deviazione in angolo. Sull'azione susseguente la Juventus raddoppiava: dalla bandierina Causio serviva Fanna che crossava in centroarea, dove Bettega indirizzava di testa il pallone contro la base del montante e, sul rimpallo, Virdis di piatto destro non aveva difficoltà a trasformare. Un «doppio Virdis» servito al pubblico, che si divertiva al cospetto di una Juventus dilagante. 

Tutto diventava facile per i campioni d'Italia, che sfioravano il gol in diverse occasioni. Al tiro al bersaglio si cimentavano un po' tutti. Al 22' una conclusione di Fanna scavalcava Matthews ma Me Creery si sostituiva al portiere e, a pochi centimetri dalla linea, respingeva di testa evitando il punto. Al 26' Fanna pescava con un bel passaggio smarcante Virdis, il cui tiro questa volta trovava pronto Matthews alla parata. Il guardiano rosso-nero-verde si ripeteva su una violenta punizione angolata di Fanna. Anche Zoff aveva l'occasione di mettersi in evidenza (29') su una bella conclusione al volo di Feeney. Applauditissimo un grande spunto di Fanna al 38': l'ex atalantino recuperava un difficile pallone ed evitava in « tackle » due avversari con un palleggio raffinato e solo la disperata uscita di Matthews evitava il gol. Altra occasione al 42' per Bettega, che scattava da metà campo, si liberava in tunnel di Walsh, si presentava solo sul limite, ma anziché calciare con violenza preferiva tentare il pallonetto, senza esito. 

Proprio allo scadere, su un passaggio di Causio, Virdis folgorava in rete, ma sulla traiettoria si presentava Robson, che veniva colpito al basso ventre: il « libero » usciva al bordo del campo per le cure e nello stesso istante l'arbitro mandava le due squadre negli spogliatoi per il riposo di metà tempo. 

Nella ripresa, secondo copione, Trapattoni effettuava la prevista « staffetta » tra Bettega e Boninsegna. Bonimba  confermava il suo fiuto per la rete segnando il terzo punto al nono minuto. L'azione era promossa da Fanna sulla destra, con un bel cross che Boninsegna non aveva difficoltà a « incornare » nell'angolo basso, lontano dalla portata di Matthews. Ancora dal piede di Fanna un magnifico « assist » per Virdis che di tacco deviava sulla base del palo: sfortunata la prodezza del sardo. Su uno dei rari contrattacchi del Glentoran Me Creery, saltato fallosamente da Furino, reagiva sferrando un diretto al viso del « capitano » bianconero: l'arbitro si limitava ad ammonire l'Irlandese che avrebbe meritato l'espulsione. Al 17' Trapattoni decideva di far rifiatare a Causio che rientrava negli spogliatoi fra l'ovazione della curva Filadelfia ed al suo posto giocava Cuccureddu. Era Fanna a mettere a segno il quarto gol, al 70'. Benetti, dalla tre quarti di campo, serviva il friulano smarcato sulla destra e il destro di Fanna non perdonava Matthews infilandolo a filo di palo.
 
Virdis saliva in cattedra cercando di aumentare il suo bottino personale, ma il portiere ospite gli negava questa soddisfazione deviando in calcio d'angolo ben tre tiri consecutivi. Andava invece a bersaglio Benetti al 37': Fanna scendeva sulla sinistra e centrava, Virdis sbucciava e la palla a campanile giungeva a Benetti che di sinistro al volo realizzava il punto più spettacolare. A cinque minuti dal termine Stewart si autoescludeva cedendo il posto a O'Neill. 

Bruno Bernardi





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2 Novembre 2016: Juventus - Olympique Lione

È il 2 novembre 2016 e Juventus ed Olympique Lyonnais (Francia) si scontrano in questa gara valevole per la quarta giornata del girone iniziale della UEFA Champions League 2016/17.

Mentre i  bianconeri stanno per conquistare il primo posto nel girone, i francesi sono in bilico e hanno il timore (poi divenuto realtà) di uscire dalla Champions.

Buona Visione!

 


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Stagione 2016-2017 - Champions League - 4ª giornata
Torino - Juventus Stadium
mercoledì 2 novembre 2016 ore 20:45
JUVENTUS-OLYMPIQUE LIONE 1-1
MARCATORI: Higuain rigore 13, Tolisso 85

JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon, Dani Alves, Bonucci (Benatia 68), Barzagli, Evra, Khedira, Marchisio C., Sturaro, Pjanic (Alex Sandro 68), Higuain (Cuadrado 83), Mandzukic
A disposizione: Neto, Rugani, Hernanes, Kean
Allenatore: Massimiliano Allegri

OLYMPIQUE LIONE (4-2-3-1): Anthony Lopes, Rafael, Diakhaby, Mammana, Morel, Gonalons, Tolisso, Ghezzal R., Fekir (Darder 78), Rybus (Cornet 71), Lacazette
A disposizione: Gorgelin, Yanga-Mbiwa, Grenier, Ferri, Tousart
Allenatore: Bruno Genesio

ARBITRO: Kuipers (Olanda)
AMMONIZIONI: Pjanic 38, Barzagli 58, Marchisio C. 84, Sturaro 89 (Juventus); Darder 90+1, Ghezzal R. 90+4 (Olympique Lione)




La Juve non convince, solo pari col Lione
Passaggio agli ottavi rinviato: allo Stadium Higuain sblocca su calcio di rigore al 13’, poi fallisce il raddoppio. Nella ripresa i bianconeri soffrono fino al pari francese di Tolisso all’85’ 

L’ufficio complicazioni affari semplici della Juve è tornato a colpire. Nella notte che poteva regalare gloria per tutti, vittoria sul Lione e qualificazione anticipata agli ottavi di Champions, i bianconeri si ritrovano a sprecare malamente - e all’ultimo - una festa pronta a decollare. Sembrava un altro JuveCentus con il 100° gol italiano di Higuain, le 100 presenze in Champions per Buffon (con la porta inviolata) e il 100% di qualificazioni agli ottavi per Allegri. Ed invece basta un gol di testa di Tolisso, per altro giocatore osservato speciale di Paratici, a far calare il gelo nello Stadium a cinque minuti da un successo che sembrava facile e naturale per i campioni d’Italia. Il rigore di Higuain dopo 13’ e le occasione sciupate in serie, soprattutto in un primo tempo perfetto per intensità e bel gioco, hanno illuso i bianconeri. Finita la benzina, è tornato il Lione che strappa un pareggio tanto insperato quanto salvifico. La qualificazione resta aperta con la Juve seconda dietro il Siviglia (facile 4-0 alla Dinamo Zagabria) e con 4 punti di vantaggio sul Lione. Nulla è compromesso, ma la strada per il primo posto si complica e la possibilità di chiudere i giochi con 180 minuti di anticipo svanisce subito. 
IL PIPITA SEGNA E SPRECA
Allegri vara il 4-3-1-2 con Pjanic trequartista alle spalle della coppia Higuain-Mandzukic e per la Juve la musica all’inizio è diversa. Non solo perché c’è quella della Champions all’ingresso in campo, ma per come si muovono i bianconeri in campo: la presenza di Marchisio in questo rombo di centrocampo si fa sentire ed equilibra la manovra. Il Lione, blindato nel suo 4-4-2, prova a colpire a sorpresa, ma sbatte contro il solito Buffon (invalicabile come due settimane fa in Francia) che con i piedi respinge il diagonale di Rybus al 9’ dopo lo scambio di prima Fekir-Lacazette. I campioni d’Italia capiscono l’antifona e premono sull’acceleratore: all’11’ Mandzukic spara un gran diagonale che Lopes para in due tempi e al 13’ Sturaro si guadagna il rigore (sciocca spinta di Diakhaby) che Higuain non sbaglia. Il Pipita, però, si divora il gol più semplice al 39’ dopo una bella azione personale di Mandzukic, mentre il Lione in precedenza era stato anche fortunato sul tiro di Marchisio (25’) che scheggia il palo. 
JUVE SENZA BENZINA NELLA RIPRESA
La partita sembra in discesa per la Juve, che 8 minuti dopo l’intervallo potrebbe chiudere i conti: lancio di Bonucci, sponda aerea di Pjanic e tiro sballato di Mandzukic. Sarà l’unico errore de croato, encomiabile per come è malconcio, ma questo lascia la partita aperta e inconsciamente fa sentire i bianconeri al sicuro. La vittoria sembra già cosa fatta e anche per questo cambia l’atteggiamento della Juve: il baricentro si abbassa, la palla passa costantemente tra i piedi dei francesi , Pjanic sparisce e le idee iniziano a scarseggiare tra i bianconeri con. Che cambiano anche modulo, visto che l’infortunio muscolare di Bonucci porta Allegri a varare di nuovo il 3-5-2, con Benatia ed Evra sulla linea di Barzagli più Alex Sandro sulla fascia sinistra. La Juve gioca poco e male, lasciando campo al Lione che alla fine trova su calcio piazzato (di Ghezzal) la rete del pareggio: Tolisso brucia tutti e stampa l’1-1 che gela Buffon (primo gol subito in Europa) e blocca ogni discorso in Champions. Se ne riparlerà a Siviglia. 
Gianluca Oddenino
tratto da: La Stampa 3 Novembre 2016


 


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domenica 1 novembre 2026

1 Novembre 1987: Juventus - Avellino

È il 1 novembre 1987 e la Juventus ospita l'Avellino allo Stadio Comunale di Torino in una gara valida per la settima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1987-88.

La gara di oggi viene ricordata per lo più per via della maglia di gara juventina (di colore rosa) che è stata adottata per festeggiare i 90 anni della nostra gloriosa Vecchia Signora.

È ancora una Juventus in pieno alto mare in questa stagione. Dopo l'abbandono di Michel Platini, la squadra (affidata a Rino Marchesi) non riesce a trovare la solita quadratura. Alla fine di questo campionato i bianconeri si piazzeranno in sesta posizione e, dopo un emozionante spareggio contro il Torino , acciufferanno il piazzamento UEFA per i capelli. 

I nostri avversari irpini, dall'altra parte, alla fine si dovranno inchinare alla tremenda legge della retrocessione dopo ben dieci stagioni di Serie A. 

Buona Visione!



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Stagione 1987-1988 - Campionato di Serie A - 7ª andata
Torino - Stadio Comunale
domenica 1 novembre 1987 ore 14:30
JUVENTUS-AVELLINO 3-0
MARCATORI: Colantuono autorete 39, Rush 75, Alessio 87

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Bruno P., Napoli N., (c) Brio, Tricella, Alessio, Magrin (Vignola 46), Rush, De Agostini, Laudrup (Bonini 71)
A disposizione: Bodini, Scirea, Buso
Allenatore: Rino Marchesi

AVELLINO: Di Leo, Ferroni, Murelli (Mariani 76), Benedetti, Colantuono, Storgato, Bertoni, Gazzaneo, Anastopoulos, Colomba (Di Mauro 64), Schachner
A disposizione: Coccia, Amodio, Grasso
Allenatore: Eugenio Bersellini

ARBITRO: Baldas
AMMONIZIONI: Ferroni 25, Murelli 59, Anastopoulos 63, Benedetti 69 (Avellino)





La Juventus, con la maglia di 90 anni fa, liquida l'Avellino ma non entusiasma
Tre gol della Signora in rosa
Troppe novità tutte insieme: anche Napoli a centrocampo al posto di Bonini 
A segno Colantuono (autorete), Rush e Alessio 
Magrin contestato

TORINO Tre gol fanno bene, sono di buon augurio (doppio, nella giornata del novant'anni bianconeri) ma non consentono di sognare: I tifosi fra lo choc della maglia rosa pallido e, soprattutto, quello provato per aver visto una squadra tanto generosa quanto povera di gioco sono usciti dal Comunale chiedendosi quanto ci vorrà alla Juve del rinnovamento per trovare la quadratura della manovra. Forse, ieri, Rino Marchesi voleva cogliere una occasione per vedere in campo tutti assieme gli ultimi arrivati (e gli è andata bene, grazie alla pochezza dell'avversario) ma sicuramente ha esagerato: recuperato Favero, che pareva dover lasciare il posto a Napoli, ha schierato ugualmente l'ex messinese ma al posto di Bonini, il solo superstite del centrocampo di ieri, il solo in definitiva ad avere in mente cosa si deve fare nella zona cruciale del terreno.

Napoli è considerato un Jolly, ma non bisogna chiedergli troppo, e ieri non ha confermato il buono che aveva fatto negli ultimi minuti a San Siro, domenica scorsa.

I tasselli, tutti del nuovo corso, non avevano gli incastri giusti: della situazione ha sofferto soprattutto Magrin, il quale dopo qualche errore nel passaggio si e sentito arrivare nelle orecchie l'urlo Vignola, Vignola! della curva Filadelfia. Anche De Agostini alternava cose buone a momenti di latitanza, mentre Alessio sulla fascia destra soffriva nel primo tempo (ha offerto cose migliori nella ripresa, arrivando al gol) la marcatura arcigna di Murelli, e gli scarsi suggerimenti ricevuti. In difesa, Brio faticava non poco a domare Anastopoulos (più pericoli correva Favero, perché Schachner magari vede poco la porta ma ha ancora uno scatto che lascia il segno) da potersi portare avanti non appena intuiva l'occasione utile, Sua, al 38, la schiacciata di testa (punizione dalla destra) che carambolando fra Rush e Colantuono, ma toccata per ultimo dal difensore, rotolava in rete sbloccando lo 0 a 0. Un gol importante ma del quale Rush - da professionista serissimo non osava gloriarsi. -

Su Rush, in seconda battuta alle spalle di Colantuono, agiva il libero Storgato, e per un poco la coppia ha funzionato, in un pacchetto difensivo che a gioco lungo ha mostrato la corda, ma all'inizio ha fatto blocco con salvataggi affannosi, da partita-salvezza. Il gallese ha dimostrato il suo impegno andando in campo con la caviglia destra gonfia: ha cercato qualche smarcamento, ha segnato di prepotenza (75') la rete del 2-0, ma come sempre ha ricevuto pochi rifornimenti. Solo un'azione bianconera da applausi in tutta la gara: al 43' Laudrup (ancora fra sprazzi e latitanze) lavorava caparbiamente il pallone al limite dell'area, resistendo a due avversari, per far partire il passaggio profondo sullo scatto del gallese. Ian riceveva la palla sul suo fianco sinistro, la proteggeva da Colantuono e con una torsione la agganciava. La botta era un po' centrale, e Di Leo si trovava sulla traiettoria.

A fronte di questa Juve diligente ma capace solo di compitini elementari, l'Avellino si difendeva per tutto il primo tempo (anche dopo lo svantaggio) lasciando in avanti Schachner a scorrazzare dietro a palloni lanciati avanti a casaccio dai suoi difensori, in compagnia di un Anastopoulos evanescente. Solo in avvio di ripresa, mentre Vignola non riusciva a cambiare volto alla Juve (per l'ovazione del tifosi bastava una punizione fuori bersaglio), gli irpini riuscivano in una fiammata tanto inattesa da sorprendere la difesa bianconera. Protagonista principale Alessandro Bertoni, il quale si era stancato di fare il terzino destro, trasgredendo agli ordini (bell'idea...) di Bersellini. Minuto 53, proprio Bertoni partendo da lontano e saltando avversari arrivava al tiro. Tacconi in tuffo bloccava a terra. Minuto 54, bel triangolo Benedetti-Bertoni-Benedetti e deviazione di testa di Anastopoulos con risposta del portiere. Minuto 55, tempestiva l'uscita di Tacconi per anticipare Schachner lanciato da Murelli. Minuto 56, cross di Bertoni dalla destra, bella rovesciata di Schachner, volo di Tacconi a respingere. La Juve reagiva, almeno in controppiede, e al 75' Colantuono sbagliava il rinvio di testa lasciando la palla a Rush che scattava, saltava Storgato con un fallo (gamba tesa, irregolarità che Baldas non rilevava, come già aveva lasciato correre un intervento da rigore su Alessio nel primo tempo) e tagliava fuori con il tiro di Di Leo.

E la difesa irpina si apriva completamente a tre minuti dalla fine. Alessio era freddo e preciso nel battere Di Leo, andatogli incontro, con un pallonetto. Tre a zero poteva bastare, anche per un compleanno importante.

Bruno Perucca
tratto da La Stampa del 2 novembre 1987






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sabato 31 ottobre 2026

31 Ottobre 1971: Milan - Juventus

È il 31 ottobre 1971 e Milan e Juventus si sfidano nella quarta giornata del girone di andata del campionato italiano di calcio Serie A 1971-72 allo Stadio 'San Siro - Giuseppe Meazza' di Milano.

La Juventus si appresta a vincere il suo quattordicesimo Scudetto dopo una battaglia senza esclusioni di colpi con Milan e Torino. Alla fine di questo campionato la classifica si legge così :

Prima e Campione d'Italia: Juventus Punti 43

Seconda/Terza: Milan e Torino Punti 42

Buona Visione!



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Stagione 1971-1972 - Campionato di Serie A - 4 andata
Milano - Stadio San Siro
Domenica 31 ottobre 1971 ore 14.30
MILAN-JUVENTUS 1-4
MARCATORI: Bettega R. 16, Bettega R. 28, Causio 39, Bigon 58, Anastasi 88

MILAN: Cudicini, Sabadini, Anquilletti, Biasiolo, Schnellinger, Magherini (Zignoli 71), Sogliano, Benetti, Bigon, Rivera, Prati
Allenatore: Nereo Rocco

JUVENTUS: Carmignani, Spinosi, Marchetti G., Furino, Morini (Roveta 55), Salvadore, Haller, Causio, Anastasi, Capello F., Bettega R.
Allenatore: Cestmir Vycpalek

ARBITRO: Francescon





CAUSIO, rivincita con rabbia 
L'entusiasmo di Haller per la prova delia squadra - 
Anastasi si ripropone per la Nazionale - 
La lucida diagnosi di Capello - 
Polemico Spinosi: « Dopo Verona dicevano che eravamo da serie B » 
dal nostro inviato Milano, lunedi mattina. 

« Una partita esaltante, tatticamente perfetta. Senz'altro la più bella della stagione. Abbiamo ampiamente riscattato Verona». 

Chi parla è Helmut Haller negli spogliatoi di San Siro dopo il clamoroso successo sul Milan. Per l'asso tedesco è stato determinante il gioco in prima battuta sviluppato dalla Juventus. 

"Siamo andati troppo forte per un Milan che avverte l'assenza di Rosato — ha aggiunto — Eccezionale la prestazione di Bettega e Anastasi i quali hanno effettuato scambi velocissimi. Per quanto mi riguarda ho assunto una posizione arretrata per "risucchiare" in avanti Sognano e aprire dei corridoi nei quali si sono inseriti, a turno, Causio e Furino. L'unico momento difficile, l'abbiamo passato dopo l'uscita di Morini. Adesso siamo nelle prime posizioni della classifica e speriamo di restarci a lungo". 

Torniamo a Milan-Juventus ed ai suoi protagonisti. Causio, che rientrava in squadra, ha fornito una prestazione maiuscola. E' polemico con chi l'aveva criticato. Dice: 

"Di me preferisco non parlare. li punteggio con cui abbiamo sconfitto i rossoneri è meritato. Il Milan? Non l'ho visto". 

Ecco Bettega. Ha segnato due magnifiche reti: 

"Mercoledì con l'Aberdeen ne avevo fallite un paio, mi riservavo di farle a San Siro. Contro il Milan potevo segnare anche tre gol, ma sono contento così. Un attaccante ha bisogno di un po' di fortuna per andare a bersaglio. L'ho avuta sulla seconda rete anche se ho deviato intenzionalmente il pallone di tacco". 

Arriva Anavtasi. Ha giocato benissimo frastornando Anquilletti ed ha avuto la soddisfazione di siglare l'ultima rete: "Per noi era solo questione di concentrazione. Il Milan è rimasto sorpreso dalla nostra partenza a razzo e non è più riuscito a rimontare". 

Qualcuno chiede ad Anastasi se pensa di entrare in concorrenza con Boninsegna per la maglia azzurra in occasione dell'incontro con l'Austria, 

"Non sta a me decidere — replica — certo però un pensierino adesso incomincio a farlo"

Capello spiega che la Juventus ieri ha semplicemente giocato in trasferta come normalmente gioca a Torino: 

"Tre gol al passivo il Milan non poteva rimontarli". 

Vycpalek elogia la prova dei bianconeri: 

"Abbiamo indovinato le marcature. In queste partite conta molto chi segna per primo. Visto Causio? Basta fargli un po' di paura e lui gioca ad altissimo livello. Un rientro positivo in ogni senso. Rispetto ai compagni era fresco di energie e non ha tradito le aspettative. Tutti si sono battuti bene sul piano individuale e collettivo. Intelligente la condotta di Haller, notevole l'apporto di Anastasi che è tornato quello dei bei tempi. Adesso si sacrifica persino e i risultati si vedono: è forse il migliore centravanti italiano. Furino ha controllato Rivera in modo perfetto. Bravissimi tutti". 

Il trainer dice poi che la Juventus si esalta contro gli squadroni, ma che in futuro dovrà esaltarsi anche contro gli avversari minori, 

"Possiamo batterci alla pari con Inter e Milan per il titolo. La squadra è in progresso. Ha disputato una gara stupenda per agonismo e gioco, specie nel primo tempo. Nella ripresa si è difesa con ordine sfiorando altri gol in contropiede. Siamo quasi al livello di rendimento dell'anno scorso". 

Furino parla di Rivera: 

"Non ha fatto molto. Forse ha risentito della giornata negativa della squadra. Noi siamo andati davvero forte". 

Interviene Morini, zoppica per una ginocchiata infertagli da Bigon al quadricipite destro, botta che l'ha costretto a rientrare negli spogliatoi dieci minuti dopo l'inizio della ripresa: 

"Non volevo uscire, ma il dolore era insopportabile. Bigon è un buon centravanti, tuttavia basta stare attenti e si riesce a neutralizzarlo. Eravamo tutti in giornata di grazia. Nessuno ha cercato di strafare, non era necessario. In altre occasioni abbiamo peccato di presunzione ma è un male di tutte le grandi squadre. L'importante è giocare con determinazione e tranquillità e daremo grosse soddisfazioni ai nostri sostenitori". 

Morini dovrebbe essere disponibile per l'amichevole che la Juventus ha in programma giovedì a Biella. 

Spinosi ha controllato molto bene Prati:

"Non sono al massimo della forma ma ho concesso poche volte l'iniziativa al mio diretto avversario. Prati è più forte dell'anno scorso però non ha segnato mentre nell'ultimo torneo aveva centrato il bersaglio sia a Torino che nel ritorno a Milano. Scudetto? E' presto per parlarne. Due settimane fa, dopo la sconfitta di Verona, dicevano che eravamo squadra di serie B". 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 1 Novembre 1971







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