martedì 18 agosto 2026

18 agosto 1982: Catania - Juventus

È il 18 agosto 1982 e Catania Juventus  si sfidano nella sesta Giornata del Girone di Qualificazione della Coppa Italia 1982-83. Il tutto si svolge allo Stadio 'Cibali' di Catania.

I bianconeri piemontesi sono oramai considerati 'la squadra più forte del mondo' avendo in rosa molti elementi della nazionale italiana campione del mondo a Spagna 82. C'è pure l'aggiunta di due fuoriclasse assoluti come Michel Platini e Zibì Boniek. A fine campionato la Juventus finirà in seconda posizione dietro alla Roma di Nils Liedholm. Per quanto riguarda la Coppa dei Campioni, ci si aspetta una festa in gran stile in finale ad Atene. Ma un gol da fuori area di Felix Magath e la caparbietà dell'Amburgo che dirà ancora di no alla Vecchia Signora.

Per quanto riguarda la Coppa Italia, i nostri beniamini conquisteranno il trofeo riuscendo così a non finire la stagione a bocca asciutta.

Buona Visione!


catania



Stagione 1982-1983 - Coppa Italia - Eliminatorie, 1ª giornata
Catania - Stadio Cibali
Mercoledì 18 agosto 1982 ore 16:30
CATANIA-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Mastropasqua 1, Marocchino 52

CATANIA: Sorrentino, Ranieri, Mosti, Giovannelli (Ciampoli 88), Chinellato, Mastropasqua, Gamberini (Morra 55), Mastalli, Cantarutti, Crusco, Crialesi (Marino 89)
Allenatore: Gianni Di Marzio

JUVENTUS: Zoff, Osti (Prandelli 64), Cabrini, Furino (Storgato 78), Brio, Scirea, Boniek, Bonini, Marocchino (Galderisi 74), Platini, Bettega R.
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Redini


La Juve ha deluso il pubblico di Catania 
E' partita ieri la Coppa Italia, la squadra più attesa ha pareggiato con fatica La Juve ha deluso il pubblico di Catania Zoff battuto dopo soli 49 secondi da Mastropasqua, risposta di Marocchino al 52' 
Vana pressione nella ripresa, pericolosi contrattacchi dei siciliani - Non ha pesato solo l'assenza dei «dissidenti»: la squadra bianconera accusa ancora difetti tattici e di condizione
Troppo individualista Boniek, senza concentrazione Platini 
 
NOSTRO INVIATO SPECIALE
CATANIA — 

Colpite a freddo (si fa per dire, visto il clima torrido), dopo appena 49" dall'ex bianconero Mastropasqua, che beffava Zoff di testa su calibrata punizione di Mastelli, la deludente Juventus doveva sudare ben 52 minuti per rimediare con Marocchino che ribatteva a rete un pallone indirizzato da Bottega di teste contro la traversa. Il pareggio e sostanzialmente giusto ed accontenta tutti, in particolare i rossoazzurri (un po' meno la folla strabocchevole che si aspettava uno spettacolo superiore dai campioni d'Italia) che nella prima mezz'ora avevano giocato meglio, esaurendo però le scorte d'energia e permettendo alla Juventus di venir fuori alla distanza dopo un avvio in salite, senza squilli, tranne una pericolosa incornata, di Bettega, deviate contro la traversa e poi in corner da Sorrentino. 

Era una Juvents deconcentrata, priva di Idee e lucidità, con schemi abborracciati anche per le Incompletezze della formazione orfana del «ribelli» Rossi. Tardelll e Gentile, ma soprattutto priva di determinazione. Boniek difettava di precisione, a volte insisteva un po' troppo nello spunto personale senza riuscire a scrollarsi di dosso Ranieri; Platini non sembrava ispirato, si muoveva con sufficienza e con passo da... accademia, mentre Bettega appariva un po' frenato dalla remora, poi rivelatosi infondata, di avvertire il rlacutlzzarsl del malan no muscolare riportato a Cesena. Il ritmo Iniziale del Catania, le improvvise accelerazioni di Mastelli. Cruscoe Gamberlnl, tutte gente agile, creavano qualche problema agli uomini di Trapattonl che stentavano a carburare più del lecito, nonostante l'Impegno tattico di Furino, che copriva le proiezioni di Sclrea, la spinte sulla fascia laterale sinistra di Caprini. 

Zoff che dopo tanti festeggiamenti aveva dovuto raccogliere il pallone in fondo al sacco senza averlo ancora toccato, correva altri pericoli, come su colpo di teste di Cantaruttl (22') che dava vite ad un duello al calor bianco con il suo pari peso Brio il quale, pur battendosi con impegno, per costituzione fisica è più lento di altri a raggiungere quella forma che poi mantiene tutte la stagione. Un altro brivido su capocciata di Canterutti (24') di poco a lato e poi il Catania rifiatava, chiudendosi e manovrando di rimessa, consentendo alla Juventus di assumere l'iniziativa. Ma solo su calci piazzati o corner i torinesi si avvicinavano a Sorrentino, sfiorando il pareggio, come già, detto, con Bettega ed impegnando poi il portiere con un destro telefonato di Boniek. 

Nella ripresa la Juventus metteva al muro un Catania ormai In debito d'ossigeno ma senza affondare i colpi. Bonini, piuttosto impreciso anche se molto attivo, scialava una favorevole occasione (51'). Bettega, più tranquillo sulla sua efficienza fisica, dava filo da torcere a Mosti e all'Intera difesa. Proprio Bettega, alla sua prima gara ufficiale dopo il gravissimo incidente del 4 novembre scorso, su traversone di Furino propiziava il punto di Marocchino. Dopo il gol si registrava un parapiglia, con botte e fuggi-fuggi di centinaia di spettatori nel settore C della curva. Era l'unico incidente di un certo rilievo verificatosi al Cibali dove 40 mila persone stavano pigiate come sardine al sole dopo aver riversato nelle casse sociali qualcosa più di 700 milioni di lire, cioè quasi la metà dell'introito dell'ultimo campionato di serie B. 

Sul 1-1 la Juventus insisteva ma senza rabbia. Neppure l'ingresso di Prandelli al posto di Osti, generoso ma impreciso (64'), e l'avanzamento di Sclrea che si alternava con Furino (claudicante per una leggera distorsione) nel ruolo di libero, la Juventus riusciva a piazzare il punto vincente. Boniek appariva sempre al di sotto dei suol livelli e riceveva anche qualche fischio. Platini, raccoglieva finalmente una razione di applausi per uno spunto di classe: saltava due avversari e sparava di volo destro del montante. Marocchino si faceva ammonire per proteste e al 78' veniva sostituito da Galderisl con Stergato che dava il cambio all'acciaccato Furino. La fascia di capitano anziché a Bettega passava sul braccio di Zoff.

Anche Chinellato veniva ammonito per fallo su Galderisl e con l'Ingresso di Vincenzo Marino (dopo quelli di Morra e Clampoli in luogo di Gamberlnl e Giovanetti) al posto dell'infortunato Crialesi la partite si chiudeva. Non è queste la vera Juventus, non soltanto per l'assenza di tre importenti pedine e per la prima gara diurna dopo quelle alla luce artificiale. Ci sono dei problèmi di condizione e tattici che Trapattonl conosce perfettamente ma che con il tempo e con Rossi. Tardelll e Gentile sono destinati a sparire. 


 



catania


rosa

roberto

catania

juventus

catania

platini

michel
michel

guerin
giovanni

maglia







lunedì 17 agosto 2026

26 Marzo 1972: Torino - Juventus

É il 26 Marzo 1972 ed allo Stadio 'Comunale' di Torino si consuma il 'Derby della Mole' tra (appunto) Torino Juventus.

Con i bianconeri pronti a festeggiare il 14esimo Scudetto, i cugini granata offrono la loro tenace resistenza come la Storia insegna. 

Sará un campionato incerto fino all'ultima giornata. La gara conclusiva della Serie A offre l'ostacolo Lanerossi Vicenza per la Juve. Gara risolta per 2-0; il che fa del tutto inutili le altrettanto vittorie di Milan e Torino.

Il tutto é valevole per la ottava giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1971-72.

Buona Visione!



torino



C’è un weekend, nel corso dell’anno, che risulta essere – per i tifosi di calcio – nettamente il più atteso.

Quello che vede in calendario la partita più attesa, più temuta, più gloriosa.Tutti aggettivi, questi, che trovano il proprio accompagnamento ad una singola parola: derby.

Sono numerosissimi gli aneddoti, i corsi e i ricorsi storici su questa gara, che è una delle partite più rappresentative della nostra Serie A.

tratto da: IL DERBY DELLA MOLE: STORIA DELL’INFINITA RIVALITÀ TRA JUVENTUS E TORINO 


Stagione 1971-1972 - Campionato di Serie A - 8 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 26 marzo 1972 ore 15:00
TORINO-JUVENTUS 2-1
MARCATORI: Anastasi 20, Sala C. 30, Agroppi 64

TORINO: Castellini, Lombardo, Fossati, Zecchini, Cereser, Agroppi, Rampanti, Crivelli, Pulici (Toschi 48), Sala C., Bui
Allenatore: Gustavo Giagnoni

JUVENTUS: Carmignani, Spinosi, Marchetti G., Furino, Morini, Salvadore, Causio, Savoldi, Anastasi, Capello F., Novellini (Viola F. 59)
Allenatore: Cestmir Vycpalek

ARBITRO: Angonese



Anche la capolista protesta Vycpalek: "I rigori non arrivano mai,, 
Il trainer aggiunge: «Una botta dura, ma ci riprenderemo » 
Fiducia dei giocatori 
Haller «sempre a disposizione» 

« Saranno coincidenze però alla Juventus, quest'anno, è stato assegnato soltanto un rigore. Fu a Varese, nell'andata. E' poco per una squadra che resiste al comando della classifica da ventitré giornate. Per trovarsi in questa posizione si sarà pure affacciata nell'area degli avversari! Lontano da me l'idea della polemica, faccio una semplice constatazione. Non mi sembra del tutto normale. Avete visto l'ultimo rigore concesso alla Fiorentina? ». 

Cestmir Vycpalek non accusa, constata. E lo spunto gli viene offerto, oltre che dal rigore di Firenze, dal braccio di Agroppi inseritosi al momento giusto nella traiettoria del tiro di Savoldi II. Per Angonese non si e trattato di un gesto intenzionale, per Vycpalek e per i giocatori bianconeri era un rigore, un rigore che si sarebbe potuto tramutare per la Juventus in un pari nel derby. 

« Saranno coincidenze — ripete Vycpalek — o saranno state le dichiarazioni di Rivera, fatto sta che noi di rigori all'attivo continuiamo ad averne sempre uno solo. L'Inter l'anno scorso ha vinto lo scudetto anche grazie a otto penalties ». 

Dopo le divagazioni sui rigori, Vycpalek esamina il derby. La sconfitta ha rimesso in corsa squadre che parevano escluse dalla lotta per il titolo, ma il trainer continua ad avere fiducia: 

"II campionato diventerà più sofferto e difficile ma i nostri tifosi non debbono essere pessimisti. Le possibilità sono immutate. A "quota 43" si può vincere e i punti a disposizione sono quattordici. Abbiamo tre incontri con Varese, Sampdoria e Mantova, in cui dovremo imporci. Ci sono ancora parecchi confronti diretti che dovrebbero consentirci di tirare un po' il fiato. Il nostro problema è di assorbire, moralmente, il risultato del derby. Non sarà facile ma ci riusciremo. Domenica sera potremmo avere nuovamente tre lunghezze di vantaggio ». 

— Non teme che la Juventus possa ripetere quanto ha fatto il Milan l'anno scorso? 

"II calo del Milan si era iniziato a Natale. Non c'è paragone ». 

— Il Torino ha concrete possibilità di vincere il titolo? 

"Potrebbe averne ma dovrebbe giocare sempre come domenica. Adesso c'è troppa euforia nell'ambiente granata, poi magari subentra un certo rilassamento. Contro di noi il Torino ha confermato il suo valore, ma specie nel primo tempo, non siamo stati inferiori. Sul piano atletico la partita si è conclusa alla pari. Forse ci manca la penetrazione e l'efficacia di un tempo nelle conclusioni. Non andiamo più in gol come prima anche se una rete per partita riusciamo a segnarla». 

— Come si può risolvere questo problema? 

« Novellini si dà da fare, compie un gran movimento ma non ha molta astuzia ed è un po' leggero. Tanto di cappello invece ad Anastasi che quest'anno sta disputando un ottimo campionato. Splendida la rete che ha fatto nel derby. A parte il problema del gol non sempre c'è spontaneità e scioltezza nel gioco. Savoldi II ha disputato, nel complesso una buona partita, Causio è calato nella ripresa anche pelli ritmo del Torino ». 

Tra i giocatori il contraccolpo per la sconfitta si fa sentire, ma c'è spìrito di reazione. Causio sostiene che le speranze sono immutate. Marchetti e della stessa opinione: 

"E' presto per chiunque cantar vittoria. Il campionato e ancora lungo. Noi dobbiamo riorganizzarci mentalmente. Chiediamo ai tifosi un po' di pazienza. Andremo avanti giornata per giornata cercando di ragionare ». 

Interessante il parere di Furino: 

"In fondo abbiamo perso in trasferta. Domenica giocheremo in casa e la situazione potrebbe tornare come prima del derby. Non ci saranno ripercussioni dal punto di vista psicologico. Il Torino ha costituito un'autentica sorpresa. Ogni avversario ha i suoi meriti, ma durante il campionato tanti fattori possono influire e condurre una squadra ad un punto di distanza. Penso che la Juventus sia ancora avvantaggiata ». 

Furino, ammonito nel derby, rischia la squalifica. Se non dovesse giocare il ruolo di mediano potrebbe essere affidalo a Marchetti, con Longobucco e Roveto terzino. Marchetti ha riportato una forte contusione al ginocchio sinistro. Se non fosse in grado di giocare è pronto Cuccureddu. Vycpalek inoltre potrebbe concedere un turno di riposo a Marini per consentirgli di guarire completamente dall'infortunio all'alluce destro: una decisione verrá presa nei prossimi giorni. Novellini lamenta una leggera contrattura muscolare: andrà due giorni in clinica. Forse sarà disponìbile ma non è detto che venga utilizzato. Qualcuno riaffaccia la candidatura di Haller, che continua ad allenarsi. Il tedesco dice di essere in buone condizioni: 

«Giocare non dipende da me. Per quanto riguarda il campionato la lotta è aperta e noi abbiamo le stesse possibilità di prima». 

Vycpalek su Haller dice: 

«E' sempre a disposizione. Se è in forma si potrebbe anche pensare ad un suo impiego, specie nelle partite interne». 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 27 marzo 1972





juventus

torino
juve

torino

juve

gol

celebration

derby della mole

juve
La Stampa 27 marzo 1972

juve
La Stampa 27 marzo 1972

maglie









17 Agosto 1999: Milan - Juventus

É il 17 Agosto 1999 e Milan Juventus si sfidano in questa gara valevole per il 'Trofeo Luigi Berlusconi 1999'. Il tutto si gioca allo Stadio 'Giuseppe Meazza - San Siro' di Milano.

La Juventus é guidata in panchina da Carlo Ancelotti e sembrerebbe in rampa di lancio per conquistare un altro Scudetto. Peró una grande Lazio, un epilogo da campionato non da Vecchia Signora, ed un signore ornito di ombrello in un campo piú da pallanuoto che di calcio, 'ruba' un tricolore piú che meritato. 

Buona Visione!



milan



Stagione 1999-2000 - Trofeo Luigi Berlusconi - Finale
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
martedì 17 agosto 1999 ore 20:30 
MILAN-JUVENTUS 0-1
MARCATORI
: Del Piero 27

MILAN (3-4-3): Abbiati, Sala, Costacurta, Maldini P., Ba, Albertini, Gattuso, Tonetto (Ambrosini 63), Leonardo (Bierhoff 46), Weah (Orlandini 63), Shevchenko (Ganz 79)
A disposizione: Rossi S., N'Gotty, Sadotti
Allenatore: Alberto Zaccheroni

JUVENTUS (3-5-2): Rampulla, Birindelli, Ferrara C., Iuliano, Zambrotta, Conte A., Oliseh, Tacchinardi, Bachini (Zidane 46), Inzaghi (Rigoni 89), Del Piero (Esnaider 68)
A disposizione: D'Amico, O'Brien, Scardina, Lavecchia
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Cesari
AMMONIZIONI: Del Piero, Tacchinardi (Juventus); Maldini P., Costacurta, Gattuso (Milan)






Del Piero si riprende la Juve 
A dodici giorni dall'inizio del campionato, i bianconeri conquistano meritatamente il Trofeo Berlusconi 
Un gol e tante magie mettono il Milan ko  
MILANO A suo rischio e pericolo, la Juventus si aggiudica la nona edizione del Trofeo Berlusconi. In barba alla cabala, Alessandro Del Piero azzanna la notte e, almeno per un tempo, se la porta dietro come un trofeo di caccia. Sigla un gol splendido (27': palla di Bachini, finta e frustata di destro sul tocco di Inzaghi), rincorre i bulloni di Maldini, sollecita i corpo a corpo con quel torello indiavolato di Gattuso, inventa un gioco di gambe da urlo, fra Gattuso e Costacurta; catapulta Inzaghi a tu per tu con Abbiati; picchiato, picchia e si fa ammonire. La Juventus lo segue curiosa, divertita. 
Zaccheroni, lui, rinuncia inzialmente a Bierhoff: strano. Shevchenko - atteso e, per questo, emozionato - parte in quarta (colpo di testa a lil di palo, su cross di Ba), ma poi s'imbosca, dimenticato. Si gioca spesso tre contro tre, nelle trincee juventino, Brindelli, Ferrara (un leone) e luliano di qua, Shevchenko, Weah e Leonardo di là. In mezzo al campo, si accendono falò tumultuosi, nessuno stende tappeti, Zambrotta e Bachini coprono e pompano, disturbati da Tonetto e Ba. Le defezioni, importanti, non inficiano il ritmo serrato, l'agonismo selvaggio. Leonardo attaccante è una zavorra, soprattutto a questo punto della stagione: proprio il brasiliano, al 16', si mangia un gol fatto su invito del guizzante Ba. Diciannove giorni di differenza nello gambe non sono uno scherzo: la Juve ha più benzina del Milan, le cui montagne russe, almeno dal 20' in poi, non riescono a ossoro governate da Albertini. Maldini, ecco uno che alterna scalpello a stiletto: al 23', in mischia, sfiora addirittura il pareggio. Il centrocampo di Ancelotti assorbe e propone: Oliseh funge da totem esplosivo, Tacchinardi da chirurgico buttafuori, Conte è il più avanzato e itinerante, Bachini e Zambrotta presidiano le corsie. Non una Juve spettacolare, ma pratica, a tratti seducente, e soltanto alla distanza messa al muro. Davanti, come già emorso dai safari doll'Intertoto, Del Piero e Inzaghi, un po' spento, ribadiscono di non aver smarrito il filo elettrico che li unisco e li esalta. 
Costacurta, Sala, Maldini e chi, a turno, arretra, non possono mai staccare la spina, guai a loro. Alla ripresa, Bierhoff avvicenda Leonardo, afflitto da acciacchi assortiti, e Zidane rileva l'intrepido Bachini. Zambrotta slitta a sinistra, Conte a destra. Un lampo di Shevchenko, una saetta di Albertini: Rampulla è li, marziale. Conte e Zambrotta, a turno, scalano in difesa. Gattuso, una furia, sradica palloni sporchi. Ferrara nuota nell'aria, e nell'area, recuperato ai gloriosi livelli d'antan. Oliseh e Zambrotta, lo scudo o il fioretto, tagliano il Milan. Che sventole, il nigeriano; che faccia tosta, il pupo. C'è meno Del Piero, adesso, e il rilievo non deve far arrossire, considerato tutto quello che ha speso. Zaccheroni mendica forze fresche, fuori Tonetto e Weah, ancora giù di fiato, dentro Ambrosini e Orlandini. Il Milan cerca la testa di Bierhoff, colleziona calci d'angolo, bolge, carambole, si muove in branco, meno brillante e reattivo dogli avversari. E' il 23', quando Ancelotti richiama Del Piero - provato, contuso - e riesuma Esnaider. Un atto dovuto. 
Orlandini, intanto, assaggia i riflessi di Rampulla. Zidane, da parte sua, incrementa il minutaggio e lucida l'argenteria. Shevchenko studia in diretta: schemi, appostamenti, tutto. Tacchinardi lo sperona, Zac non rischia e precetta Ganz. Giorno verrà. Il tamburello conclusivo è scandito da un quasi-autogol di Zidane su angolo di Orlandini (ricordate Juve-Parma del '97? quel giorno Zizou ci riuscì), da una rasoiata di Inzaghi, fuori di un palmo, e da una staffilata di Orlandini, pizzicata dal prode Rampulla. Il pareggio non sarebbe stato uno scandalo. Juve, dunque: più squadra perché più in palla e più sciolta del Milan, al quale l'assenza di Boban e i ritardi di Leonardo hanno ridotto ai mniimi termini le scorte di fantasia. Che ci crediate o no, i 58.779 paganti di questa edizione costituiscono il record negativo della manifestazione (limitatamente a Milan e Juve). La scorsa stagione erano stati quasi 75 mila. Strascichi di Ferragosto. D'accordo, chi perde il Berlusconi vince poi lo scudetto, fra Milan e Juve è già successo cinque volte, ma come si fa a prendere sotto gamba il guanto di sfida che Del Piero ha lanciato, da San Siro, in faccia al campionato? Un ritrovato Alex non teme i contrasti anzi sembra volerli sollecitare e rida colpo su colpo Il solido centrocampo alla base del successo dell'undici di Ancelotti. 
Roberto Beccantini







alessandro

zidane

milan

juve

milan

milan

juve

juve

calcio

calcio


maglie








giovedì 13 agosto 2026

13 Agosto 2016: Juventus - Espanyol

É il 13 Agosto 2016 e Juventus ed Espanyol si sfidano in questa gara amichevole allo 'Stadio Alberto Braglia' di Modena.

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri rivincono ancora il campionato. É il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l allenatore livornese.

Buona Visione!

 

juve



Stagione 2016-2017 - Amichevole
Modena - Stadio Alberto Braglia
Sabato 13 agosto 2016 ore 20:00
JUVENTUS-ESPANYOL BARCELLONA 2-2
MARCATORI: Leo Baptistao 36, Mandzukic 54, Gerard Moreno 85, Dybala 90

JUVENTUS (3-5-2): Buffon (Neto 55), Benatia (Bonucci 46), Barzagli (Alex Sandro 46), Chiellini (Rugani 61), Dani Alves (Lichtsteiner 46), Lemina, Pjanic, Pereyra (Dybala 46), Asamoah (Hernanes 72), Mandzukic (Pjaca 61), Higuain
A disposizione: Audero, Untersee, Kastanos, Macek, Marrone
Allenatore: Massimiliano Allegri

ESPANYOL BARCELLONA (4-4-2): Roberto, Javi Lopez, Ruben Duarte, Victor Sanchez, Oscar Duarte, Alvaro, Hernan Perez (Jurado 44), Piatti (Salva Sevilla 63), Leo Baptistao (Caicedo 54), Reyes (Gerard Moreno 26), Diop (Marc Roca 73)
A disposizione: Pau Lopez, Prieto, Alvarez, Arbilla, Caricol, Lluis Lopez, Fernandez
Allenatore: Quique Sanchez Flores

ARBITRO: Giacomelli
AMMONIZIONI: Mandzukic 31 (Juventus); Victor Sanchez 72, Victor Sanchez 77, Ruben Duarte 79, Alvaro 90 (Espanyol Barcellona)
ESPULSIONI: Victor Sanchez 77 (Espanyol Barcellona)


 

L'argentino subentra ad inizio secondo tempo e cambia volto ai bianconeri di Allegri: suo il gol in extremis che salva la Vecchia Signora dal k.o.

Salvate il soldato Paulo. In attesa del miglior Gonzalo Higuain, la Juventus e Allegri si godono un Dybala già in versione campionato. L'ingresso dell'argentino a inizio ripresa è decisivo e cambia volto ad una squadra apparsa poco in palla nel primo tempo: lui ci mette lo zampino in entrambe le reti dei suoi, salvando i bianconeri dal primo k.o. estivo. Per quanto riguarda il Pipita, invece, il giudizio è ancora lo stesso: rimandato. Qualche movimento in più rispetto a quanto visto contro il West Ham c'è stato, ma la lucidità e il mordente dei giorni migliori ancora latitano.

DIFFICOLTA' — Dopo l’opaca prova offerta a Londra al cospetto degli Hammers (e le critiche per una forma fisica rivedibile), gli occhi sono tutti puntati su Gonzalo Higuain, titolare assieme a Mandzukic nel 3-5-2 scelto da Massimiliano Allegri. I due, però, fanno fatica a creare pericoli dalle parti di Roberto, complice anche una linea di centrocampo che non dà il giusto supporto: l’unico ad accendere la luce, infatti, è Miralem Pjanic, che dimostra di poter fare cose interessanti anche in cabina di regia. Meno bene, invece, Lemina e Pereyra in versione mezzali: Allegri li inverte spesso ma il risultato, come con gli addendi, non cambia. 

“Non volevamo perdere, io sono qua per vincere e voglio continuare a farlo”, dirà Paulo Dybala a fine gara. A giudicare dalla prestazione di stasera, c’è proprio da credergli…

tratto da: Juventus-Espanyol 2-2: Dybala entra nella ripresa e fa magie




pereyra

miralem

dani

juve

juve

espanyol

espanyol

juve
maglie