venerdì 15 maggio 2026

15 Maggio 1983: Juventus - Genoa

La stagione 1982-83 per i tifosi bianconeri provoca un misto tra orgoglio e rabbia, stupore ed incredulità. La Squadra (quella sì con la S maiuscola) formata dai campioni del mondo azzurri (partendo da Dino Zoff all'eroe Paolo Rossi) più due fuoriclasse assoluti come Michel Platini e Zbigniew 'Zibì' Boniek.

Un 'carro armato' su di un campo di calcio capace di sgretolare qualunque avversario, ma solo sulla carta! Perché sebbene in lotta fino ad inizio estate 1983 per conquistare tutto il conquistabile, la Juventus si fregia 'solo' della Coppa Italia.

Perso il campionato dinanzi alla Roma moderna ed esplosiva di Nils Liedholm , i nostri eroi giocano una partita non all'altezza nella Finale di Coppa dei Campioni ad Atene contro l'Amburgo. Un'amara sconfitta è la degna conseguenza di tutto ciò!

È il 15 maggio 1983 Juventus ed Genoa si scontrano in questa partita valevole per la quindicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1982-83.

Il tutto si gioca allo 'Stadio Comunale' di Torino.

Buona Visione!



juventus




Stagione 1982-1983 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 15 maggio 1983 ore 16:00 
JUVENTUS-GENOA 4-2
MARCATORI: Benedetti 8, Gentile Ca. Auterete 27, Platini 30, Platini 56, Briaschi 64, Cabrini 86

JUVENTUS: (c) Zoff, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio (Storgato 68), Scirea, Bettega R., Tardelli, Rossi P. (Marocchino 68), Platini, Boniek
A disposizione: Bodini, Furino, Prandelli
Allenatore: Giovanni Trapattoni

GENOA: Martina, Faccenda, Testoni (Somma 10), Corti, Onofri, Gentile Ca., Benedetti, Peters, Briaschi, Iachini, Viola (Fiorini 57)
A disposizione: Favaro, Chiodini, Moras
Allenatore: Gigi Simoni

ARBITRO: Facchin
AMMONIZIONI: Bonini (Juventus); Iachini, Benedetti (Genoa)



I bianconeri segnano e divertono contro il Genoa nella prova generale per Atene
Grande la Juve, grandissimo Platini
Gioco pratico e brillante della squadra di Trapattoni, al francese il titolo di capocannoniere 
Bettega, addio degno di un campione 
Brio è apparso ancora a corto di condizione 
Reti di Benedetti, Carmine Gentile (autogol), Platini (2), Briaschi e Cabrini

TORINO - Vista e giudicata come l'inizio e non la fine di un'avventura, la partita della Juventus contro il Genoa deve aver lasciato tutti contenti. Ci sono stati i goi, lo spettacolo e la vittoria, e Trapattoni ha potuto trarre confortanti indicazioni per la finale di Coppa Campioni, di cui questo incontro conclusivo di campionato è stato in un certo senso la prova generale. L'orchestra bianconera, diretta magistralmente da Michel Platini, ha suonato quasi sempre all'unisono, sovente in maniera grandiosa, dando l'impressione di essere pronta al concerto di Atene davanti all'Amburgo. In fondo, solo questo chiedevano i tecnici e tifosi alla partita, una dimostrazione di salute psicologica, e l'amarezza per uno scudetto perduto non si è nemmeno fatta troppo sentire, tanto l'ambiente pare teso al grande obiettivo europeo.

C'erano altri motivi, ieri al Comunale, motivi importanti, e la Juventus ha onorato anche questi: l'addio di Bettega al pubblico torinese e la corsa di Platini al titolo di cannoniere. Bettega, festeggiatissimo prima del via, ha giocato una partita molto bella per impegno, intelligenza e altruismo. Non ha segnato, peccato, però un suo tiro dal limite, al 28, è stato deviato da Carmine Gentile alle spalle di Martina. Autorete, ma i tifosi della curva Filadelfia hanno applaudito Roberto come se il gol fosse stato suo, un giusto omaggio a un grande campione che lascia.
Abbiamo scelto di parlare prima di Bettega perché l'addio di un giocatore che tanto ha dato e fatto per la Juventus vale in assoluto più di una prova, ancorché splendida, di un grande campione che resta e che molto darà e farà per la Juventus.

In quanto a Platini, bene, ieri il francese è stato semplicemente favoloso. Ha segnato due gol molto belli, ha vinto con 18 reti la classifica cannonieri, ha incantato il pubblico con tocchi smarcanti e numeri d'alta scuola: se ad Atene giocherà così, nessun dubbio su chi vincerà la Coppa Campioni.
Accanto a Bettega e Piatini, ci è piaciuto parecchio Boniek, che avrà pure qualche rudezza di piede ma sa dare progressione e potenza ad ogni azione: un altro uomo che ad Atene, davanti al compassato gioco tedesco, può essere determinante. Le buone notizie per Trapattoni, stando alla partita col Genoa, vengono anche da Cabrini e Tardelli, apparsi decisi negli interventi e continui negli appoggi, mentre Gentile, Bonini e Scirea hanno sorretto la manovra dei compagni senza incertezze e scompensi.

I problemi, piccoli e rimediabili quanto si vuole, ma sempre problemi, riguardano tre giocatori: Zoff, Brio e Paolo Rossi. Il portiere in verità non ha commesso errori, non ha colpe sui due gol del Genoa, tuttavia in alcune occasioni ha creato affanno alla sua difesa con interventi non troppo puliti, segno che l'età disgraziatamente non può essere cancellata: ma in classe rimane, siamo sicuri che Zoff ad Atene non sarà colpevole di alcuna incertezza.

Va detto tuttavia che certi scompensi difensivi della Juventus sono stati accentuati dalla prova di Brio, al rientro dopo la lunga assenza per pubalgia e dunque chiaramente carente di condizione atletica. Brio ha sofferto il giusto contro Briaschi, e questo potrebbe essere anche comprensibile visto che il genoano, palla al plede, è svelto e temibile. Ma per la verità lo stopper bianconero ha avuto i suoi guai pure sui palloni alti, la qual cosa può far suonare un campanello d'allarme dal momento che ad Atene dovrà marcare Hrubesch, gigante d'area e goleador dell'Amburgo.

Paolo Rossi, infine, è stato autore di una partita abbastanza anonima. Ha corso e creato spazi, è vero, ma la marcatura feroce di Testoni (prima dell'infortunio) e di Faccenda non gli ha permesso grande pericolosità sotto rete. Vecchia storia, non è da ieri che Paolo Rossi soffre il controllo assillante di cui è fatto oggetto. Anche se bisogna dire che Platini, marcato allo stesso modo da Corti, ha segnato due gol mettendo il ridicolo l'avversario diretto.

Nel Genoa, che ha recitato con onore la sua parte di grintoso sparring-partner, sono piaciuti l'olandese Peters, bravissimo nel cucire l'azione rossoblù, Briaschi, sempre pericoloso in area, e Martina, autore di una serie lunghissima di respinte e parate nel primo tempo, quando la Juventus appariva scatenata in avanti
Eppure, è stato proprio il Genoa ad andare in vantaggio, al 9', dopo che i bianconeri con Boniek (1'), Scirea (5') e Bettega (7') avevano ripetutamente tentato in via del gol. Briaschi ha battuto un angolo da sinistra. Brio non è intervenuto e Benedetti, con un ottimo stacco, ha infilato di testa Zoff. La Juventus ha continuato ad impegnare Martina da tutte le posizioni, con Tardelli in evidenza, ed ha raggiunto il pareggio al 28 con un destro di Bettega deviato nella sua porta da Carmine Gentile.

Due minuti dopo, ecco Platini. Cabrini ha toccato Scirea sulla sinistra, Scirea ha crossato ed il francese si è lasciato leggero per l'imprendibile deviazione di testa. Applausi a non finire dei tifosi sugli spalti. Dopo un primo tempo chiuso da un palo di Briaschi (di testa, e Brio?), il Genoa aveva un buon momento nella ripresa e protestava a lungo per un fallo di mano in area di Brio su testa di Briaschi. Era il 53, l'arbitro non fischiava il rigore e la Juventus segnava quasi subito il terzo gol, ancora con Platini bravissimo a stoppare su centro di Cabrini e ad infilare di precisione l'angolo basso.

La partita a questo punto era finita ed il Genoa si lanciava in attacco aprendosi al contropiede. Anche lo schema della Juventus at allentava e Briaschi, al 64', poteva colpire di destro al volo su centro di Onofri e portare le squadre sul 3-3. All'86, tuttavia, la Juventus aumentava il suo distacco. Cross di Marocchino, liscio di Somma e gran sinistro di Cabrini nell'angolo.
"Coppa Campioni, Coppa Campioni", 

 gridava il pubblico sotto la pioggia sottile.


Carlo Coscia






juve

juve

juve

juve

juve

juventus

juventus

juventus

juventus

juventus

juventus
Il tiro di Roberto Bettega deviato da Gentile che vale un gol per la Juventus

juve
juve


juventus

genoa







giovedì 14 maggio 2026

14 Maggio 2003: Juventus - Real Madrid

Il nostro blog vi propone questo gustoso amarcord di questa data odierna. È il 14 maggio 2003 e Juventus Real Madrid si sfidano nella gara di ritorno della semifinale della Champions League 2002-03 allo 'Stadio delle Alpi' di Torino.

È una Juventus lanciatissima quella che si appresta a rimontare in casa la doppia sfida contro la 'Casa Blanca'. Tra qualche settimana sarà incoronata Campione d'Italia per la 27a volta, ma è un altro il chiodo fisso della società e tifoseria. La Champions League purtroppo sfugge ai rigori nella finale fratricida contro il Milan, in un'altra serata da dimenticare sul fronte europeo.

Buona Visione!



juventus



Stagione 2002-2003 - Champions League - Semifinali, ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
mercoledì 14 maggio 2003 ore 20:45 
JUVENTUS-REAL MADRID 3-1
MARCATORI
: Trezeguet 12, Del Piero 43, Nedved 73, Zidane 89

JUVENTUS: Buffon, Thuram L., Tudor, Montero P., Birindelli (Pessotto G. 60), Zambrotta, Tacchinardi, Davids (Conte A. 89), Nedved, Trezeguet (Camoranesi 77), (c) Del Piero
A disposizione: Chimenti, Fresi, Di Vaio, Zalayeta
Allenatore: Marcello Lippi

REAL MADRID: Casillas, Salgado, Helguera, Hierro, Roberto Carlos, Flavio Conceição (Ronaldo 52), Guti, Cambiasso (McManaman 76), Figo, Zidane, Raúl
A disposizione: César, Morientes, Portillo, Solari, Pavón
Allenatore: Vicente Del Bosque

ARBITRO: Meier (Svizzera)
RIGORI FALLITI: Figo 67 (Real Madrid)
AMMONIZIONI: Montero P. 58, Tacchinardi 64, Nedved 82 (Juventus); Flavio Conceição 23, Salgado 58, Hierro 75, Figo 86 (Real Madrid)




Thuram spazza tutto, Davids è indemoniato 
LE PAGELLE DELLA JUVENTUS 
Zambrotta scatenato: un operaio in paradiso 

BUFFON 9. Nel primo tempo c'è un gran sorvolo di pallone sopra la sua porta. Una sola palla-gol vera per il Real, ma Guti cincischia e il gatto vestito di rosa neutralizza. Nella ripresa il Real mostra la faccia cattiva, ma Gigi ha i nervi di acciaio. E lo dimostra neutralizzando il rigore di Figo. 
THURAM 7,5. Lippi resiste alla tentazione di spostarlo al centro per avere una diga a destra, ovvero dalla parte in cui si inserisce Zidane. Va all'assalto, ma con prudenza, garantisce comunque una pressione costante in raddoppio con Zambrotta. Nel finale si piazza a centro difesa e respinge tutto. 
TUDOR 7. Non è un fulmine di guerra, ha perso in parte l'abitudine a fare il difensore, ma l'emergenza lo richiama agh antichi compiti. Vigila nella zona di Guti, svetta di testa. 
MONTERO 7. Deve pilotare la difesa, gli manca l'appoggio di Ferrara. Non tentenna, fa argine, usa le buone maniere come sempre in questa sua difficile stagione. Atterra Ronaldo e provoca un rigore su cui c'è poco da discutere. Lo salva super Buffon. 
BIRINDELLI 7,5. In forse fino all'ultimo, va in campo e trova subito Figo. Che fa, trema? Neppure per sogno. Domina. Intanto parte stoppando in area Zidane, poi batte Figo allo sprint e suona la carica con un martellamento continuo sul fianco sinistro. Si esalta nel corpo a corpo, esce perché spremuto nella difesa del fortino 
(dal 15' st Pessotto 7)
ZAMBROTTA 8,5. Come a Madrid soffia il posto a Camoranesi e riveste i panni di centrocampista. Scatenato ai livelli del Bernabéu quando nel finale prese in pugno la situazione. Dalla destra il pericolo arriva di continuo per Casillas. Un'autentica gemma da collezione, il lancio che manda in gol Nedved. 
TACCHINARDI 8. In grande condizione, lo conferma una volta di più dominando la zona centrale, sovrastando chiunque cerchi il contatto fisico. Smista decine di palloni, fa da rampa di lancio per gli attaccanti. 
DAVIDS 8. Un finale di stagione in crescendo, si è fatta sentire la sua assenza al Bernabéu. Chiude il primo tempo con un numero di prestigio che scatena il delirio. Tranquillo, sicuro, recupera e riparte come un indemoniato 
(dal 44' st Conte sv). 
NEDVED 8,5. Soffre, ma non si arrende. Dominatore della scena in campionato, cerca l'acuto anche in Champions. E lo trova presto con D cross da cui scaturisce il gol del vantaggio. Sfugge alla marcatura facendo la ronda da una parte all'altra del campo. Corona la sua prestazione da eroe con una rete da antologia. Ammonito, salterà la finale che era l'obiettivo di tutta una carriera. 
TREZEGUET 7. Un gol da rapinatore, ma anche da attaccante sopraffino. L'assist di Del Piero è perfetto, la girata del francese è un colpo di stiletto letale. Sempre in agguato, sempre nel vivo del gioco, obbliga Helguera a sfiancanti recuperi 
(dal 32'.st Camoranesi 7: aiuta nel drammatico finale. 
DEL PIERO 8,5. Magica notte per il capitano. Nella parata dei grandi, lui finalmente esce allo scoperto e si allinea ai campioni che fanno storica questa sfida. Corona un primo tempo impeccabile con un gol da autentico fuoriclasse. Il 29esimo nella Champions: agguanta Inzaghi. Ripresa altrettanto spettacolare con un secondo gol sfiorato da pochi passi.


LE PAGELLE DEL REAL MADRID 
Roberto Carlos parte bene, poi si «dimette» 
Guti nervoso e Figo è l'ombra di sé stesso 

CASILLAS 6. Crivellato come un fagiano. Serata durissima perché la Juve parte subito a spron battuto e ne vede di tutti i colori. Becca due gol uno più bello dell'altro senza riuscire ad opporre resistenza. Si arrende anche a Nedved che gli arriva davanti come un proiettile. 
SALGADO 6. Cerca l'affondo in tandem con Figo, ma trova pane duro. Ouel Del Piero sempre molto defilato a sinistra è un pericolo costante, deve limitare le incursioni. 
HELGUERA 5,5. Aggrappato a Trezeguet, prova di tutto per limitare i danni. Durissimo fare argine contro questa Juve scatenata, esce spesso frastornato dai duelli che la partita gli impone. 
HIERRO 5. Il capitano manovra con calma, usa l'esperienza e tutti i ferri del mestiere per tenere a bada gli avversari. Ma è travolto pure lui. 
ROBERTO CARLOS 5. Partenza fulminea con un paio di sprint a razzo che esaltano la sua rapidità. Il pericolo sono le punizioni e infatti nel primo tempo ne calcia una che Buffon vede sfrecciare a un centimetro dal palo. Poi si dimette dalla partita. 
FLAVIO CONCEIÇÃO 5,5. Cerca Tacchinardi, ma è l'unico vero incontrista madrileno, così si sdoppia andando a rimorchiare Davids. Un lavoraccio, anche perché i compagni lo assistono poco, cerca più l'affondo che la copertura. E finisce per non combinare nulla di buono. Viene sacrificato dopo il doppio svantaggio 
(dal 7' st Ronaldo 6: un rischio metterlo in campo, ma serviva una scossa.) Si procura un rigore. 
GUTI 6. Nervoso, rischia l'espulsione per un regolamento di conti con Thuram. Anche lui dovrebbe tenere la posizione a copertura della difesa, ma in pratica si unisce quasi sempre al coro dei solisti e mette in difficoltà la squadra nella zona centrale. 
CAMBIASSO 5. Sorpresa dell'ultima ora. Dopo un lungo periodo fra le riserve, viene rispolverato per frenare l'emergenza. Non è in grande condizione, lo conferma galleggiando a, lungo nella zona centrale del campo senza spingere e senza fare la guardia 
(dal 31' st Mac Manaman sv). 
FIGO 5,5. A tutto pensava nella vita non di essere messo in difficoltà da Birindelli. Invece il bello del calcio è anche questo. Prova a partire da lontano, ma è lento e il difensore bianconero lo sovrasta sullo scatto. Ha la possibilità di rilanciare il Real, ma si fa ipnotizzare da Buffon che gli neutralizza il rigore. 
ZIDANE 6. Partita difficile per mille motivi. Non riesce a dribblare l'emozione del debutto contro gli ex compagni, per buona parte della sfida si limita all'essenziale. Non incide. A tratti sembra lo Zidane che quando era alla Juve vivacchiava ai margini del gioco. Mette la firma sulla partita con il rasoterra che crea un finale da brivido. 
RAUL 4,5. Operato di appendicite neppure un mese fa, ritorna titolare per il forfait iniziale di Ronaldo. È chiaramente il fantasma del campione che tutti conoscono, resta sempre in posizione defilata, non trova mai il guizzo che annichilisce l'avversario. 

MEIER7. Arbitro che piace all'Uefa. Arbitra con equità, tiene a bada una partita di estrema delicatezza e mette a tacere le malelingue che pensavano a una direzione pro Real per evitare una finale tutta made in Italy. Inevitabile la decisione di assegnare un rigore per lo sgambetto di Montero a Ronaldo. Fiscale il giallo che nega a Nedved la finale.

Fabio Vergnano




maglia

juventus

pavel

juventus

david

alessandro

juventus

real

juventus

juventus

juventus

juventus

juventus

real

real




maglie






mercoledì 13 maggio 2026

13 Maggio 2015: Real Madrid - Juventus

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo questo gustoso amarcord di questa data odierna. 

É il 13 Maggio 2015 e Real Madrid e Juventus si sfidano nella gara di ritorno della Semifinale della UEFA Champions League 2014-15 allo Stadio 'Santiago Bernabeu' di Madrid (Spagna).

Buona Visione!



real



Stagione 2014-2015 - Champions League - Semifinali, ritorno
Madrid - Stadio Santiago Bernabeu
mercoledì 13 maggio 2015 ore 20:45 
REAL MADRID-JUVENTUS 1-1
MARCATORI
: Ronaldo C. rigore 23, Morata 57

REAL MADRID: Casillas, Carvajal, Varane, Sergio Ramos, Marcelo, Isco, Kroos, James Rodriguez, Bale, Benzema (Hernandez J. 67), Ronaldo C. 
A disposizione: Keylor Navas, Pepe, Fabio Coentrao, Arbeloa, Jesé, Illarramendi
Allenatore: Carlo Ancelotti

JUVENTUS: (c) Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra, Marchisio C., Pirlo (Barzagli 79), Pogba (Pereyra 89), Vidal, Tevez, Morata (Llorente 84)
A disposizione: Storari, Padoin, Sturaro, Coman
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Eriksson J. (Svezia)
AMMONIZIONI: Tevez 69, Lichtsteiner 76 (Juventus); Isco 32, James Rodriguez 44 (Real Madrid)



Morata porta i bianconeri a Berlino dopo una partita epica: il 6 giugno sfideranno il Barcellona

MADRID (SPAGNA) - Una Juventus eroica è in finale di Champions League. Senza lasciarsi schiacciare dal peso dei campioni del Real Madrid e dal "miedo escenico" dello stadio Bernabeu, i bianconeri pareggiano 1-1 e si mettono in tasca un biglietto per Berlino: il 6 giugno sfideranno il Barcellona del tridente dei fenomeni per raggiungere il sogno, 12 anni dopo Manchester. In casa dei campioni d'Europa la Juve gioca da grande, con maturità, soffrendo per un tempo e rispondendo ai colpi nel secondo. Una Juve epica, guidata da Alvaro Morata, l'uomo del giorno, l'autore del gol che porta i bianconeri in paradiso e che manda all'inferno quella che era stata la sua squadra fino all'estate scorsa. L'impresa è lì, a portata di mano: la vittoria della Champions e, perché no, un clamoroso triplete. Un sogno da realizzare in un'altra notte magica.

C'È POGBA - Allegri non rinuncia a Pogba nella serata più importante dell'anno. Non è al meglio il francese, ha solo una sessantina di minuti con il Cagliari nelle gambe, ma non può mancare. Accanto a lui ci sono Pirlo e Marchisio, con Vidal qualche metro più avanti per dare supporto a Morata e Tevez. Anche Ancelotti recupera pedine importanti: Kroos era uscito dal campo dolorante sabato, ma è al suo posto; Benzema torna in attacco dopo un mese di assenza.

CALDO RECORD - Gli oltre ottantamila spettatori del Santiago Bernabeu spingono il Real a partire subito forte per rimontare, ma a Madrid fa a un caldo decisamente fuori stagione (si gioca con 35 gradi e un alto tasso di umidità) e dosare le energie diventa una necessità visto che la Uefa ha deciso di non autorizzare i timeout. La prima fiammata è della squadra di Ancelotti, con Benzema che spara alto da buona posizione, ma la Juve riesce a trovare campo e si aprono spazi invitanti. Ci prova Vidal, con coraggio: il suo sinistro velenoso è respinto da Casillas in tuffo.

RIGORE CONTESTATO - Il Real lascia giocare, ma quando decide che è il momento di cambiare passo costringe la Juve a ripararsi e sperare che la tempesta passi in fretta, senza fare danni. Al 20' arriva la prima raffica, un bolide di Bale dalla lunga distanza sul quale Buffon si lancia alla disperata riuscendo a respingere con entrambe le mani. Lo scossone carica il Real, che alza il ritmo e presidia l'area bianconera con otto uomini. È una pressione insostenibile per la Juve perché gestire tutte queste minacce contemporaneamente è quasi impossibile. Sono minuti interminabili in cui la furia del Real costringe i difensori juventini al massimo sforzo. Non basta ai bianconeri, perché Chiellini rifila un calcione a James Rodriguez sotto gli occhi dell'arbitro svedese Eriksson e il rigore è una conseguenza inevitabile. Protesta la Juve, ma il contatto è evidente. Cristiano Ronaldo non aspettava altro: si presenta sul dischetto, calcia centrale senza farsi impressionare dal "balletto" di Buffon sulla linea di porta, e fa uno a zero.

CAMBIA LA PARTITA - Il gol del Real stravolge i piani tattici di Allegri. Ora i bianconeri devono segnare almeno un gol per proseguire la strada verso Berlino. Non è facile però interrompere la lunga serie di lampi dei campioni in maglia bianca. È Buffon a tenere in piedi la baracca con un paio di interventi decisivi, il più difficile su una conclusione di Benzema sul primo palo.

C'È ANCHE LA JUVE - La Juve può respirare in apertura di ripresa, quando il Real allenta la morsa credendo forse di avere superato la salita. Crescono Vidal e Marchisio, che riescono a dare maggiore continuità a ribaltare l'azione. È il centrocampista della Nazionale, al 50', a sfiorare il pareggio con un colpo dalla distanza che si spegne sul fondo passando a pochi centimetri dal palo. I bianconeri insistono, senza avere paura del muro bianco che hanno davanti e del Bernabeu, e al 57' vengono premiati. È ancora una volta Morata a punire la sua vecchia squadra dopo la rete segnata all'andata: sponda di Pogba, difesa del Real completamente impreparata e colpo vincente di Morata al centro dell'area. Il colpo va a segno e fa male ai bianchi di Spagna, che non riescono più a mettere la Juve alle corde. La squadra di Allegri non ha più paura e risponde alle sfuriate degli avversari senza rintanarsi. Al 63' un sinistro di Bale, da pochi passi, fa venire i brividi a Buffon, poi sette minuti più tardi è Marchisio a fallire un'occasione clamorosa: Casillas in uscita è decisivo.

FINALE ROVENTE - Ancelotti gioca la carta Hernandez sperando che faccia il bis dopo il gol decisivo nei quarti di finale contro l'Atletico. La reazione delle merengues è uno scatto di rabbia con l'ultime riserve di energia rimaste, ma la Juve tiene botta e resiste senza mai andare in affanno. Il sogno dei bianchi di vincere l'undicesima coppa svanisce con il passare dei minuti. Al fischio finale può partire la festa sotto lo spicchio di Bernabeu occupato dai tifosi juventini. Non ci sarà il clasico di Spagna in finale di Champions, a Berlino ci va la Juve.

Valerio Albensi




real

real

real

real

real

real




real

juve

real

juve

real

real

real




euro

maglie