È il 4 aprile 1990 e Juventus e Colonia (Germania) si sfidano nella gara di andata della semifinale della Coppa UEFA 1989-90 allo Stadio 'Comunale' di Torino.
Questa Juve costruita e modellata dalla figura storica di Dino Zoff (stavolta nelle vesti di allenatore) sta per vincere una bellissima doppietta di coppa. Infatti assieme alla Coppa UEFA, vince anche la Coppa Italia contro un grande Milan, all'apice della sua storia 'Sacchiana'.
Purtroppo questi successi non valgono al 'Dino nazionale' la conferma sulla panchina bianconera. La dirigenza juventina è affascinata dal nuovo che avanza ed investe il proprio futuro in un giovane di 'belle speranze', Luigi Maifredi!
Buona Visione!
Stagione 1989-1990 - Coppa UEFA - Semifinali, andata
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 4 aprile 1990 ore 20:00
JUVENTUS-COLONIA 3-2
MARCATORI: Rui Barros 22, Higl autorete 45, Marocchi 52, Goetz 79, Sturm 90+2
JUVENTUS: Tacconi, Napoli N., De Agostini, Galia, Bonetti D., Tricella, Alejnikov, Rui Barros (Brio 84), Casiraghi, Marocchi, Schillaci
Allenatore: Dino Zoff
COLONIA: Illgner, Higl, Goertz, Dressen (Ordenewitz 58), Gielchen, Greiner, Haessler, Rudy (Goetz 73), Sturm, Littbarski, Janssen
Allenatore: Christoph Daum
ARBITRO: Kohl (Austria)
L'AVVERSARIO DELLA JUVE/COLONIA
L'ORO DEL RENO
Il club tedesco punta tutto sui ragazzi di Daum per riscattare le recenti magre.A capo della denominazione sociale del Colonia, c'è un "uno puntato" che sta a significare «erste», primo. Ma primo, il Colonia, lo è stato raramente e mai negli Anni 80, fatta eccezione per la Coppa di Germania vinta nel 1983 ai danni dei concittadini del Fortuna militanti in seconda divisione, ma sconfitti solo per 1-0. In campionato, l'ultimo titolo risale a dodici anni fa, stagione 1977-78 e nella stessa annata la formazione renana si aggiudicò anche la Coppa tedesca. Era il Colonia dell'emergente Schumacher, del belga Van Gool, di Herbert Neumann, dei nazionali Flohe, Cullmann, Konopka e Zimmermann, del bomber Dieter Müller, capocannoniere del campionato (bissò il successo ottenuto la stagione precedente con 34 reti) con 24 gol, a pari merito con il mitico Gerd Müller, ma soprattutto era il Colonia di Hannes Weisweiler, il compianto «santone» del calcio tedesco che fece grande il piccolo Borussia Mönchengladbach. A Colonia, in quattro anni, Weisweiler vinse due Coppe di Germania (la prima nel 1977) e un campionato, ma pur non essendo un palmarès imbattibile, nessuno è ancora riuscito a eguagliarlo. Dopo di lui, sulla panchina dei «Geissbocken», caproni in tedesco (il caprone è il simbolo del Colonia), si sono avvicendati, esonerati uno dopo l'altro, fior di allenatori, fra i quali l'olandese Rinus Michels, silurato nell'agosto 1983 dopo che la squadra, capeggiata da Pierre Littbarski, era insorta contro di lui; Hannes Löhr, ancora oggi il miglior cannoniere del Colonia in Bundesliga (166 gol in 381 partite), esonerato nel febbraio 1986 (...e subito assunto dalla Federcalcio tedesca per guidare la Nazionale Olimpica); l'olandese Georg Kessler, artefice del miracolo AZ'67 nei primi Anni 80, tecnico con il quale, nel maggio 1986, il Colonia arrivò a disputare la sua (per ora) unica finale europea, quella di Coppa Uefa. L'avversario era il Real Madrid, detentore del trofeo, il Real di Butragueño, Hugo Sánchez, Valdano e Santillana. Il Colonia, che aveva in Schumacher, Littbarski e Klaus Allofs i suoi uomini più rappresentativi, perse 5-1 a Madrid e vinse, inutilmente, 2-0 a Berlino. Pochi mesi più tardi, Kessler avrebbe lasciato il posto al giovane Christoph Daum, allora trentaduenne. Calcisticamente, Daum ha un passato mediocre. Cresce nelle giovanili dell'Hamborn 07, gioca poi nell'Eintracht Duisburg e chiude la carriera agonistica nel Colonia, ma nella formazione amatoriale. Nel luglio 1981 inizia ad allenare le giovanili del Colonia e nel luglio 1985 diventa l'assistente di Hannes Lõhr, tecnico della prima squadra. In seguito, sarà l'assistente di Kessler e il 22 settembre 1986 gli subentrerà alla guida della prima squadra. Inizialmente, lavora sotto la supervisione di Udo Lattek, ma ben presto dimostra di sapere camminare da solo. Lattek opterà per una pensione dorata e una tranquilla carriera giornalistica e lascerà a Daum tutte le responsabilità della squadra.
La scorsa stagione, la squadra renana è arrivata ad un passo dal successo finale, ma se lo è visto portare via da sotto il naso in in una sfortunata e discutibile partita persa 5-1, sul proprio campo, contro i diretti rivali bavaresi. Si parlò di qualche gol in fuorigioco e forse a ragione: ma anche quest'anno il Bayern ha fatto cinquina (all'andata). E forse è per questo che Daum non si fa pregare per sparare a zero sul suo collega Jupp Heynckes.
«È un incapace. Vince perché il Bayern gli compra tutti i campioni che vuole. Io invece i campioni me li creo, prendete Hässler, ad esempio».A Christoph Daum, infatti, è dovuta la scoperta di Thomas Hässler. Lo scovò a Berlino, città natale del giocatore, quando lavorava nel settore giovanile del Colonia e qualche tempo dopo lo portò sulle rive del Reno. Ma anche per Bodo Illgner, altro prodotto del vivaio, è pronto a sguainare la spada addirittura contro Franz Beckenbauer. Intervenendo sui dubbi espressi dal «Kaiser», che mettevano in discussione Illgner come numero uno della Nazionale, Daum ha tuonato:
«Illgner è il miglior portiere di Germania, non si discute».Un caratterino non c'è che dire, ma forse è un po' troppo sicuro di sé.
"Della Juventus», ha dichiarato, «conosco tutto e penso di conoscerla meglio di quanto Zoff conosca il Colonia...».Al campo l'ardua sentenza. Per la partita di andata, Daum dovrà fare a meno del libero Paul Steiner e del laterale danese Jan Jensen. Ecco la probabile formazione. Bodo Illgner fra i pali. Alfons Higl, prelevato dal Friburgo (seconda divisione) per 500 mila marchi la scorsa estate e Andreas Gielchen marcatori, il nazionale norvegese Anders Giske libero. Armin Görtz, fluidificante di sinistra. A centrocampo: Thomas Hässler e Pierre Littbarski a inventare e Olaf Janssen e Frank Greiner a correre. Ma potrebbe giocare, sulla mediana, in copertura, anche Hans-Georg Dressen, acquistato in estate dal Borussia Mönchengladbach per più di un milione di marchi, ma rimessosi da poco da un grave infortunio. In attacco, caduto in disgrazia Uwe Rahn, al quale non verrà rinnovato il contratto, duetteranno l'astro nascente Ralf Sturm, nazionale Under 21, e il polacco Andrzej Rudy, tesserato a stagione iniziata. Rudy era senza squadra da circa un anno, in seguito alla sua fuga dalla Nazionale polacca. Fuggi da Milano, nel 1988. Frank Ordenewitz, ala sinistra, acquistato in estate dal Werder Brema per un milione e 200 mila marchi e il tedesco dell'Est, Falko Götz, autore di cinque gol in questa Coppa, nonché vincitore dell'Uefa nel 1988, quando militava nel Bayer Leverkusen, sono i frombolieri di riserva.
IL FOCOSO RALF
STURM UND DRANGCurioso comportamento quello del Colonia in sede di mercato. La scorsa estate, ha ceduto ai francesi dello Strasburgo Thomas Allofs, appena laureatosi capocannoniere della Bundesliga con 17 reti (titolo condiviso con il bomber del Bayern, Roland Wohlfarth). Poi, dopo poche giornate di campionato, ha lasciato partire il danese Flemming Povlsen, "rapito" dal PSV Eindhoven. Così Christoph Daum, in poche settimane, ha «spuntato» il suo attacco. Si parlava di un possibile arrivo di un attaccante austriaco (Pacult o Rodax), ma non se ne è fatto niente. Cosicché Daum ha mandato nella mischia il poco più che esordiente Ralf Sturm. Sturm, un cognome che è gia tutto un programma (letteralmente ha il significato di tempesta, ciclone, furia), specie se viene abbinato al Colonia. Hans Sturm, classe 1935, fra gli anni '50 e '60 fu fra i calciatori più in vista del Colonia e vestì in tre occasioni la maglia della Nazionale, partecipando nel 1958 al Mondiale svedese e nel 1962 a quello cileno. Hans Sturm è il papà di Ralf. Ralf Sturm nasce a Colonia il 18 ottobre 1968 e, seguendo le orme paterne non appena l'età glielo consente, entra nelle giovanili del Colonia. Tecnicamente, sembra la fotocopia moderna del padre. Destro naturale, si muove sulla trequarti, ma sa svariare su tutto l'arco d'attacco. Con il gol non ha ancora una grande confidenza, ma la stoffa c'è e il tempo non manca. In Bundesliga ha esordito la stagione scorsa. Un debutto da incorniciare: il Colonia affrontava il Norimberga e Sturm, partito in panchina, è entrato in campo e ha segnato l'1-0 per i renani. La partita finì 2-1 in favore del Colonia e il gol di Sturm sarà giudicato il gol del mese. Seguiranno altre quattordici presenze (molti spezzoni di partita), ma nessun gol. Quest'anno, promosso titolare, pur non segnando a raffica, ha trovato la via della rete con una certa frequenza e si segnala fra i migliori realizzatori del Colonia (alla ventiseiesima giornata, ha firmato 6 reti, una in meno di Littbarski, capocannoniere del Colonia in Bundesliga). Ben strutturato fisicamente (1.80x74). Dispone di una buona progressione di corsa ed è rapido e opportunista nei sedici metri. Berti Vogts, che da agosto sarà il ct della Nazionale maggiore tedesca, lo ha inserito nella rosa della Nazionale Under 21, per la quale Sturm ha fino ad ora realizzato 2 reti. Daum in genere lo affianca a Ordenewitz, ex Werder Brema, ma Ralf sembra prediligere il tandem con il più dinamico Rudy.
Marco Zunino
brani tratti dal Guerin Sportivo anno 1990 n.14
Juventus e Milan, vittorie a rischio
Bianconeri «desaparecidi» nel finale con il Colonia, rossoneri solo di rigore a San Siro
La difesa rovina il 3-0 di Barros, Casiraghi e Marocchi
Al 92' la gran beffa di Sturm dopo il gol (79') di GötzTORINO. Una vittoria che potrebbe diventare di Pirro. Dopo aver sfiorato il trionfo sul 3-0, la Juventus s'è distratta e ha incassato, negli ultimi 10' due gol molto pesanti - un copione che se ripetuto troppe volte in questa stagione.
In avvio la Juve aveva sofferto la velocità del Colonia, nel finale la sua potenza. L'antidoto è stato Rui Barros che, come Speedy-Gonzalez, ha cambiato marcia e ha trafitto la difesa rossa e Illgner. Da quel momento la squadra di Zoff è salita in cattedra e i gol di Casiraghi, allo scadere del primo tempo, e Marocchi, in apertura di ripresa, entrambi di testa, hanno illuso i bianconeri di aver messo una grossa ipoteca alla qualificazione per l'ottava finale della loro storia. Ma per fare questo la Juve aveva speso molto e l'uno due di Goetz e Sturm ha rimesso tutto in discussione. Il 14 aprile, a Colonia, i tedeschi recupereranno il libero Stemer e lo stopper Jensen ma saranno privi dello squalificato Littbarski (tra i migliori) dovranno per forza attaccare per cercare l'1-0 esponendosi al contropiede. La Juve non disporrà di Maroccochi squalificato ma potrà contare su Zavarov ieri in castigo in panchina.
Forse mai nel corso di tutta la Coppa Uefa, tranne che negli ultimi 20' con l'Amburgo dove peccò soprattutto di deconcentrazione, la Juve aveva sofferto; tanto come nel primo quarto d'ora dove pressing, la velocità e l'aggressività del Colonia l'avevano messa in soggezione, all'apice di ragionare e di togliere l'iniziativa ai tedeschi. Chi si aspettava una Colonia guardingo (e Zoff non era tra questi) è rimasto impressionato dal ritmo dei panzer. Christoph Daum, che aveva avuto l'opportunità di spiare i bianconeri proprio contro l'Amburgo, ha ordinato alla sua squadra di partire a razzo, cercando il colpo a sorpresa. Pur con un po' d'affanno e qualche brivido, la Juve non ha patito danni, anche perché Thomas Haessler, il cui futuro si tingerà di bianconero, non è stato sfruttato a dovere. Haessler, un Barros più potente, è stato ingabbiato da De Agostini e Marocchi, che si sono alternati a zona su di lui. Era una Juve contratta. Zoff, con un colpo di scena, aveva scelto Napoli, anziché Alessio, per opporlo a Rudy. La regia dell'esperto Littbarski, al quale Aleinikov non riusciva a prendere le misure, creava una girandola di azioni e la Juve, frastornata, non riusciva a catapultare Schillaci, Casiraghi e Barros oltre la linea difensiva dei rossi di Colonia.
Solo al 16', in mischia, Schillaci, in serata poco felice, tentava la conclusione: il tiro era intercettato con il braccio da Greiner, ma per l'arbitro il fallo era involontario. Sullo scampato pericolo Aleinikov imbastiva il primo lancio per Marocchi il cui sinistro era fuori (20'). Il Colonia, che non dispone di fuoriclasse (solo Haessler e Littbarski hanno qualcosa in più) ma ha un bel collettivo, rifiatava e si allungava. Ne approfittava la Juve per sbloccare il risultato: un rimpallo vincente di Galia si trasformava in passaggio per Barros che s'infilava fra un nugolo di difensori, resisteva alla trattenuta di Goertz e, di piatto destro, infilava imparabilmente Illgner mandando la palla a battere nel palo opposto e di qui in fondo alla rete. Il gol sbloccava psicologicamente e tatticamente la Juventus che, totalmente trasformata, si avventava sul Colonia. Al 33' Casiraghi veniva messo giù in area da Higl che lo tirava per la maglia. Fallo da rigore, ma Kohn lasciava correre. Il Colonia usciva dalla morsa con un tiro deviato in corner di Haessler. che riceveva sportivissimi applausi da quello che sarà il suo pubblico.
Ma era la Juve a raddoppiare proprio allo scadere del tempo. Su traversone di Marocchi Casiraghi incornava il pallone che forse rimbalzando anche su Higl s'impennava e si infilava nel sette sulla destra dell'impietrito Illgner. Il terzo gol in Coppa Uefa del giovane panzer brianzolo mandava in visibilio i 45 mila spettatori. Non era finita. In apertura di ripresa, dopo un'ammonizione a Higl, Marocchi sventava una pericolosa incursione di Littbarski e poi faceva il tris (52'). Su corner di Schillaci. Marocchi svettava in un grappolo di juventini, anticipava Bonetti e Casiraghi e di testa catapultava il pallone in rete. Per la folla bianconera era il tripudio. L'Amburgo aveva però insegnato che i tedeschi non vanno mai sottovalutati: hanno sette vite e non appena la Juve smarriva lucidità a centrocampo e perdeva colpi in difesa, la colpivano senza pietà. Al 79' il gigantesco Goetz subentrato da qualche minuto a Rudy raccoglieva un cross di Littbarski e infilava di testa Tacconi. Entrava Brio per Barros, ma la «torre» non migliorava la situazione. E al 92', ancora su punizione di Littbarski, una capocciata di Sturm (che vuole dire tempesta) si abbatteva su Tacconi per la seconda volta. Una doccia fredda, anzi gelata.
Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 5 aprile 1990
UN FINALE BIANCONERO SHOCKING
La squadra di Zoff si spegne e si smarrisce nell'ultima mezz'ora di gioco, era già successo la sera dell'Amburgo, si è ripetuto contro il Colonia. Un 3 a 0 che sembrava garante di gioia e di gloria, si è trasformato nella fase terminale in un 3 a 2 che, suscitando la legittima soddisfazione della squadra di Daum, al contempo ha precipitato nello scoramento i bianconeri. La Juve, nell'ora precedente, aveva dato spettacolo. La partita, vivida nella fase tattica ed agonisticamente palpitante, con un'alternanza di spunti profondi da una parte e dall'altra, era divenuta possesso della Juventus, con Alejnikov dominatore, nella sfida diretta, di Littbarski, e il veloce ubriacante Hässler frenato dal velocismo di De Agostini. E i gol del piccolo Gil Barros, del verticalizzante Marocchi e del meraviglioso Casiraghi sembravano avere chiuso la vicenda; la Juve giocava bene, perfino accennando di riuscire a registrarsi in difesa. Per parte nostra, ci eravamo tuttavia meravigliati dell'assenza di Alessio in un copione così importante. Alessio sedeva in panchina, quindi si era trattato di una scelta tecnica di Zoff, che continua a dimostrare di non credere in quello che come half sembra una pedina del grande futuro bianconero. Il match cambiava nella fase terminale, avendo il Colonia deciso di rompere gli indugi, e cedendo il centrocampo juventino, Alejnikov compreso, saliva alla ribalta Littbarski con proiezioni di squisita fattura e lanci vitalizzanti. Segnava così Götz subentrato ad un mediocre Rudy, le giocate dei rossi tedeschi paralizzavano, in una sconcertante abulia, tutta la Juventus, ed al 92, avendo l'ottimo arbitro recuperato il recuperabile, Sturm riusciva a piegare per la seconda volta l'incolpevole Tacconi. Strana squadra, questa allenata da Zoff sembra possedere un'anima infantile; l'incapacità di vivere da protagonista, nel bene e nel male, è inafferrabile. Cronisti che intendono il mestiere come ingrandimento delle cose impossibili possono lamentare che la società intenda, nella nuova stagione, mutare indirizzo tecnico. Secondo noi, la Juve attuale ha tutte le risorse per qualsiasi impresa, solo che lo voglia e vada in campo in grado di rendere 90 minuti. Ora il match del 18 a Colonia si trasforma in un'avventura quasi impossibile, seppure, a guardare bene, nel match di andata, la Juve, finché è stata in... gambe, ha mostrato il gioco migliore.
Vladimiro Caminiti
tratto dal Guerin Sportivo anno 1990 n.15













































