I bianconeri contendono fino all'ultimo lo Scudetto con l'Inter e con questi due punti a Roma tengono la fiammella della speranza accesa.
Al termine del campionato però sarà solo secondo posto dietro i nerazzurri mentre i giallorossi si 'accontentano' del sesto posto e la Coppa Italia vinta.
Buona Visione!
Campionato di Serie A 1979-1980 - 12 ritorno
Roma - Stadio Olimpico Domenica 13 Aprile 1980 ROMA-JUVENTUS 1-3 MARCATORI: Gentile 2, Scirea 20, Pruzzo 36, Bettega 77
ROMA: Conti P., Maggiora, De Nadai, Rocca, Turone, Santarini, Conti B., Giovannelli, Benetti, Ancelotti Allenatore: Nils Liedholm
Furino è il solito capitano coraggioso Le pagelle dei giocatori bianconeri
ZOFF — Non ha avuto molto lavoro. Gli attaccanti della Roma non lo hanno infastidito più di tanto. Forse in occasione del palo colpito da Ancelotti ( dopo è venuto il gol) ha avuto un attimo di esitazione nell'uscita. Ha compiuto una grande parata su calcio di punizione di De Nadal.
CUCCUREDDU — Alle prese con Ancelotti ha giocato una buona partita, anche senza eccellere come in altre occasioni. Ha avuto modo di portarsi avanti più volte. È stato suo il passaggio che ha permesso a Gentile di segnare il primo gol.
GENTILE — È un terzino sinistro di costituzione e ha giocato benissimo controllando Bruno Conti che è stato l'elemento più valido di tutta la Roma. Ha segnato un bel gol di testa. Il primo di questa stagione in campionato.
FURINO — Capitano coraggioso, come sempre. Non sarà elegante, si è fatto anche ammonire, ma il suo apporto al gioco è stato importante.
BRIO — Non ha figurato come a Londra mercoledì sera, ma la partita era assai diversa. Costretto ad inseguire Pruzzo, che sovente retrocedeva, non ha commesso errori. Non ha colpa nel gol segnato da Pruzzo. In quel momento in area juventina c'era molta confusione.
SCIREA — Sicuro e tranquillo come nelle giornate buone. Nei momenti di maggior pressione della Roma ha cercato di portare avanti l'asse della difesa per evitare scontri in zona pericolosa. È stato un vero ed autentico comandante dell'area di rigore.
CAUSIO — Ha avuto momenti di pausa, e forse ha fatto bene Trapattoni a sostituirlo con Cabrini. Sagace come sempre in certi appoggi, intelligente negli allunghi, un po' fragile negli spunti personali. Comunque ha suggerito il secondo gol ed ha iniziato l'azione del terzo gol, che ha chiuso la partita.
CABRINI (dal 79') — Ha giocato poco per essere giudicato.
TARDELLI — È parso in netto progresso, anche se lo avevamo visto meglio altre volte. Sta rientrando in forma dopo una lunga assenza. Il suo apporto è stato determinante.
BETTEGA — Di lui si è già detto tutto. È in un momento magico. Pare cammini e lasci dietro avversari di lui assai più veloci. Ha avuto tocchi da campione raffinato, il gol è stato un capolavoro. Come ai vecchi tempi, due finte, scarto del portiere e palla nella rete sguarnita.
PRANDELLI — Ha giocato una buona partita di contenimento. Ha lottato e corso come pochi.
FANNA — Ha alternato momenti brillanti ad errori piuttosto gravi. È stato efficace più a destra che non a sinistra.
Siamo in un periodo in cui l' Internazionale Milanodomina il calcio italiano. Favoriti dall'uscita di scena dellaJuventus dal massimo palcoscenico dellaSerie Aper 'colpa' della farsa diCalciopoli, i neroazzurri hanno strada aperta per dominare il football italiano.
Intanto siamo al 12 aprile 2008 e Juventuse Milansi sfidano in questa gara valevole per la quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A TIM 2007-08. Il tutto si svolge allo 'Stadio Olimpico' di Torino.
Guidati in panchina daClaudio Ranierie con unAlessandro Del Pieroin gran spolvero giocano una gara da ricordare. Una gran bella rimonta per una Juve che si prende tre punti fondamentali per conquistare (alla fine del campionato) un terzo posto dietro all'Inter ed allaRoma.
Buona Visione!
Campionato di Serie A 2007-2008 - 14 ritornoTorino - Stadio OlimpicoSabato 12 aprile 2008 ore 20.30JUVENTUS-MILAN 3-2MARCATORI: Del Piero 12, Inzaghi F. 14, Inzaghi F. 31, Salihamidzic 45, Salihamidzic 80
Tre punti d'oro che valgono l'Europa. La Juventus batte il Milan 3-2 e fa un passo decisivo verso la conquista di un posto in Champions League, disputando una partita tosta e grintosa, con qualche disattenzione difensiva, ma soprattutto con giocate da manuale del calcio, provenienti dalle doti tecniche dei suoi campioni: Del Piero per l'ennesima volta goleador e per l'ennesima volta uomo partita Sky, Camoranesi assistman per tutti e tre i gol dei bianconeri, Sissoko insormontabile e d'acciaio.
Il match inizia bene per la Juve che passa in vantaggio con Alex Del Piero, ma nel prosieguo della prima frazione di gara il Milan mette sul campo il talento di Seedorf e Kakà a disposizione di Inzaghi, che va in gol per due volte di fila. Agli ultimi minuti utili, i bianconeri riescono a trovare il pari insperato col tap-in di Salihamidzic.
La ripresa inizia in modo più compassato per entrambe le squadre, che provano soprattutto a controllare il gioco. La calma viene interrotta da uno scriteriato intervento di Bonera su Sissoko (in stile Taylor-Eduardo) che costringe il non sempre attento arbitro Rocchi a tirare fuori il rosso diretto. Così, sugli sviluppi di un giusto calcio di punizione a favore dei padroni di casa, Brazzo Salihamidzic fa doppietta regalando punti fondamentali alla propria squadra.
Le pagelle di Juventus-Milan 3-2
JUVENTUS
Buffon 6,5: lavora parecchio sui tiri dalla distanza dei milanisti. Non può nulla sui due gol di Inzaghi, mentre è sempre decisivo nelle uscite alte, propagando calma e tranquillità a tutta la difesa.
Grygera 6,5: interpreta bene il ruolo di terzino. Concentrato in copertura e ficcante nelle incursioni d'attacco, dove trova anche pericolosissimi tiri dai 30 metri.
Legrottaglie 6: fa bene il suo mestiere, finché non è costretto a uscire, in seguito a uno scontro di gioco con Kakà. --> Stendardo 6: mai un errore, anzi una chiusura determinante.
Chiellini 6: come sempre ruvido, ma preciso negli interventi. L'unica disattenzione è sul dribbling di Kakà in occasione del primo gol di Inzaghi.
Molinaro 6: perde meno palloni del solito.
Camoranesi 8: Mister Classe Sopraffina, delizia il palato dei tifosi bianconeri con giocate dall'altissimo tasso tecnico. Salta tutti e sempre a sua volontà, fornendo tutti e tre gli assist per gli altrettanti gol della Juventus. Fenomenale. --> Nocerino sv.
Tiago 5: i senatori della squadra pare abbiano convinto Ranieri ad offrirgli una nuova chance da titolare, ma il portoghese non fa nulla per ripagarli della fiducia. Lento e macchinoso, sbaglia passaggi di 10 metri e si ostina nelle verticalizzazioni. Peggiore in campo.
Sissoko 7,5: il carrarmato maliano continua a confermare di essere uno dei migliori interdittori del mondo. Recupera davvero tantissimi palloni, ma la sua grandezza è nel riuscire a bilanciare la fase di distruzione del gioco con quella di costruzione. Capita spesso, infatti, di vederlo saltare con pallonetti gli avversari a centrocampo o dribblarli sulla fascia. Bonera prova a rovinargli la carriera con un fallo da censura, ma Sissoko, dopo attimi di paura, si rialza e rientra in campo, facendo esplodere tutto lo stadio. Unico.
Salihamidzic 8: decide di diventare protagonista nella partita più importante di questo finale di stagione, realizzando una doppietta storica da centravanti puro. Sorprendente.
Trezeguet 5,5: gli capita una palla delle sue a fine primo tempo, ma David la colpisce di testa mandandola addosso a Kalac. Fortuna che Brazzo è stato pronto a ricacciarla in rete. Involuto. --> Iaquinta sv.
Del Piero 8: il talento c'è sempre stato e lui ha sempre dimostrato di possederne un'infinità. Ma quello che sorprende in questa fantastica stagione del capitano bianconero è la sua forza e freschezza fisica, la sua convinzione di essere imprescindibile per la Juventus. Così, di partita in partita offre saggi di calcio e gol a caterve, con una dedizione alla causa da capitano vero. Il Calcio. Uomo partita.
MILAN
Kalac 6: se poteva fare qualcosina in più sul gol di Del Piero, in occasione delle altre due reti bianconere è impotente. Toglie dal set una bordata di Grygera sparata da 34 metri.
Bonera 5: attento dietro, offre ad Inzaghi un pallone solo da spingere in rete, rendendosi decisivo nel vantaggio milanista. Ma lo sciagurato intervento a gamba tesa sulla tibia di Sissoko avrebbe potuto causare danni enormi alla carriera del maliano. Nel frattempo, con la sua espulsione, ha fatto sì che il Milan giocasse buona parte del secondo tempo in 10 contro 11.
Simic 5: in costante affanno su Del Piero, che lo salta irridendolo più e più volte. Il croato è, così, obbligato a ricorrere ad almeno 4 falli sull'attaccante bianconero, riuscendo però a non farsi mai ammonire.
Maldini 5,5: lui è il Milan e si vede da come porta palla a testa alta e da come è sicuro negli interventi difensivi. Tuttavia, questa sicurezza gli si ritorce contro, quando Del Piero gli sottrae il pallone da sotto le gambe, offrendolo a Camoranesi per il pareggio della Juventus.
Favalli 5,5: poca spinta e molte rincorse, non tutte terminate a buon fine.
Gattuso 6: sta mano mano rientrando in forma, ma la posizione di quasi esterno destro lo limita nella sua capacità di recuperare palla. --> Gilardino sv.
Pirlo 6: nel primo tempo riesce a manovrare la squadra come meglio non gli si può chiedere, poi come tutto il Milan sparisce alla distanza. --> Brocchi sv.
Ambrosini 6,5: il migliore dei centrocampisti difensivi del Milan, recupera molti palloni e ne contende parecchi anche a Sissoko.
Seedorf 6,5: il centro-sinistra non è la sua posizione preferita, ma l'olandese quando si accende è imprendibile.
Kakà 6,5: parte molto bene, facendo ammattire la difesa bianconera e servendo un assist al bacio a Inzaghi per l'1-1. Poi cala vistosamente, soprattutto quando è schierata unica punta.
Inzaghi 7: due palle toccate, due gol. È Inzaghi. --> Cafu 5: commette l'errore fatale di perdere Salihamidzic sul 3-2 finale. Ha esperienza da vendere e non può permettersi simili distrazioni.
È l'11 aprile 2017 e Juventus e Barcellona si scontrano in
questa partita valevole per la gara di andata dei
Quarti di Finaledell'UEFA Champions League 2016-17.
Il tutto si gioca allo Juventus Stadium di Torino.
I Bianconeri, con al timone Massimiliano Allegri , rivincono ancora
il campionato. È il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina
juventina per l'allenatore livornese.
Nella massima competizione europea i nostri beniamini si faranno valere
fino alla finale. Li peFró si imbatteranno nell'ostacolo Real Madrid. Un'altra brutta botta per le ambizioni della Juventus!
Buona Visione!
Stagione 2016-2017 - Champions League - Quarti, andata Torino - Juventus Stadium martedì 11 aprile 2017 ore 20:45 JUVENTUS-BARCELLONA 3-0 MARCATORI: Dybala 7, Dybala 22, Chiellini 55
Champions, Juventus-Barcellona 3-0: la notte di Dybala, Messi non si
vede
La squadra di Allegri domina gli spagnoli e ipoteca la semifinale.
Doppietta dell'argentino, in gol anche Chiellini. Il ritorno
mercoledì 19 aprile
TORINO - La perfezione è qualcosa di semplice e rotondo, chiaro
e liscio come l'acqua. E la Juventus, appunto, realizza la sua
partita perfetta. Tre gol (a zero, soprattutto a zero) al
Barcellona potrebbero valere la qualificazione in semifinale e
la fine di un'epoca, quella appunto della formidabile squadra
catalana, tre Champions vinte in un decennio e un segno
profondo, indelebile nella storia del calcio moderno. Scriviamo
"potrebbero" solo perché il Barca, all'altro giro, come sanno
anche i sassi, ne aveva presi 4 a Parigi ma era stato capace di
segnarne 6 al Camp Nou, la tana in cui i bianconeri scenderanno
mercoledì prossimo. Ma escluderemmo che la Juve possa fare la
fine del Psg. La fine, semmai, è una parola che si può già
avvicinare (con cautela, certo) a Barcellona senza apparire
blasfemi.
Grazie a una straordinaria prestazione nel primo tempo suggellata dalla
doppietta di Dybala e dalla rete su calcio d'angolo di Chiellini nella
ripresa, la squadra di Allegri batte 3-0 i blaugrana nell'andata dei
quarti di finale di Champions.
Buffon decisivo su Iniesta sul punteggio di 1-0
C'è una stella luminosa che brilla sopra il cielo dello Stadium. Un
argentino che porta il numero 21 ha nel sinistro la sua arma segreta e si
chiama Paulo Dybala. Nella notte più importante, quella che lo vedeva di
fronte al suo grande idolo Messi, l'attaccante argentino ha regalato alla
Juventus una delle imprese europee più incredibili della sua storia. Due
gol per spezzare l'equilibrio e dare il via al trionfo, completato nella
ripresa da Chiellini ma portato avanti da tutta la squadra con forza e
lucidità. La stesse che ora serviranno alla squadra anche nel ritorno del
Camp Nou. Allegri non poteva chiedere di meglio ai suoi ragazzi. E forse
nemmeno sperava di riuscire a ottenere tanto. 3 gol segnati, nessuno
subito e un avvertimento a tutta l'Europa. La Juventus è forte, pronta,
determinata e piena di talento. E se è nella serata giusta può sotterrare
anche una squadra piena di campioni, per la verità apparsi quasi annoiati
questa sera, come quella di Luis Enrique. Coccolata dall'invincibile
entusiasmo del suo fortino - ora sono 23 le partite europee consecutive
senza sconfitte allo Stadium - la squadra di Allegri disegna un capolavoro
tattico, tecnico e di tenacia, mordendo subito al collo la preda
blaugrana, lasciandola sanguinare quasi spaurita in mezzo al campo,
stordendola con un fendente mancino dopo una ventina di minuti e gestendo
poi il risultato nel secondo tempo. Certo l'allenatore bianconero ha avuto
anche la fortuna di incontrare una delle peggiori versioni del Barcellona,
paragonabile forse solo a quella dell'andata degli ottavi di finale al
Parco dei Principi, e che ora dovrà ripetere l'impresa impossibile (o
quasi) della super remontada già realizzata contro il Psg al ritorno. Ma
di fronte, questa volta, il Barcellona avrà la maturità di una squadra che
di certo, almeno a livello difensivo, non è paragonabile a quella di
Emery, e che sarà sicuramente un ostacolo molto più duro da superare.
Ovviamente Allegri non sottovaluterà l'appuntamento, ma d'altronde gli
basterà fare solo una cosa per passare: giocare da Juve.
Messi? No, Dybala
Allegri manda in campo la formazione più offensiva possibile, con le 5
stelle tutte insieme e i due brasiliani Dani Alves e Alex Sandro sulle
fasce in difesa. Luis Enrique risponde con un 4-3-3 che prevede Mathieu a
sinistra e Mascherano a centrocampo al posto dello squalificato Busquets.
L'obiettivo della Juventus è chiaro sin dai primissimi secondi: aggredire
subito il Barcellona, andarsi a prendere il vantaggio e poi compattare le
linee in un blocco granitico. Detto, fatto. E in soli 10 minuti. Quelli
che ci mette Dybala per trovare lo spazio giusto in area, ricevere da
Cuadrado e confezionare, nell'assenza della difesa blaugrana, un sinistro
morbido morbido che non lascia scampo a Ter Stegen, infilato sulla sua
destra. Delirio, boato, apoteosi bianconera. Meglio così, la partita per
Allegri non poteva cominciare. Passata in vantaggio, la Juve passa alla
seconda fase del piano anti-Barcellona, chiudendosi a protezione della
difesa con Cuadrado e Mandzukic che con grande sacrificio si piazzano in
linea con Pjanic e Khedira. La mossa dà i suoi frutti perché i blaugrana
tengono palla, avanzano fino ai 60 metri, ma una volta superata la metà
del campo non trovano spazio. Solo una magia potrebbe riuscire a bucare
una difesa così concentrata come quella bianconera, ma se in campo hai
Messi qualcosa prima o poi può sempre accadere. Al 20' infatti l'argentino
tira fuori dal cilindro un assist da fantascienza che libera Iniesta a tu
per tu con Buffon: destro a giro a colpo sicuro ma il fenomeno la Juve ce
l'ha in porta e il numero 1 di Allegri devia in calcio d'angolo emulando
la magia da pochi secondi compiuti dalla pulce argentina. Lo Stadium
esulta come se Buffon avesse segnato, ma appena 47 secondi più tardi la
rete bianconera arriva sul serio e i tifosi possono letteralmente
esplodere. È la vecchia legge del calcio mai scritta: gol mancato, gol
subito. È ancora il sinistro magico di Dybala a perforare Ter Stegen dopo
una grande azione sulla sinistra culminata con l'assist di Mandzukic per
la Joya bianconera. Il Barcellona è tramortito, Luis Enrique ha una
maschera senza espressione e i giocatori capiscono che se vogliono
quantomeno provare a mettere in difficoltà gli avversari devono alzare il
ritmo delle loro giocate. Il possesso è sempre a loro favore, ma occasioni
non ne arrivano: quello blaugrana è un tiki-taka infinito ma sterline (70%
a 30% a favore del Barcellona il dato del possesso palla nel primo tempo)
che porta solo a un mezzo colpo di testa di Suarez deviato in angolo da
Bonucci, oltre a un'azione fermata per un giusto fuorigioco di Suarez su
un recupero palla di Messi, che dopo il triangolo col Pistolero si era
ritrovato solo davanti a Buffon. Nel finale la Juve ritira fuori la testa
dalla propria metà campo, ma Higuain e Bonucci non riescono a trasformare
un grande primo tempo in un trionfo assoluto. Poco male, al riposo siamo
2-0. I tifosi possono sognare.
Difesa e terzo gol
La ripresa comincia con la mossa di Luis Enrique che passa alla difesa a
3, levando Matthieu e inserendo Andre Gomes, piazzato a centrocampo al
posto di Mascherano arretrato al fianco di Umtiti e Piqué. Oltre alla
novità tattica, la squadra blaugrana comunque sembra essere animata da
tutta un'altra determinazione, soprattutto nel pressing offensivo e nelle
verticalizzazioni, che ora arrivano sempre più frequenti. Il risultato
sono almeno 4 occasioni, non clamorose per la verità, arrivate tutte con
conclusioni da fuori e di Messi, due volte Iniesta e Neymar. La Juve non
sembra in difficoltà, ma un piccolo allarme comincia a risuonare
nell'aria. E allora la soluzione è una sola, andare a cercare subito il
terzo gol, senza paura. Ci prova per due volte Higuain, ma Ter Stegen è
bravissimo a respingere prima una conclusione dai 16 metri poi un destro a
botta sicura scagliato a pochi metri dal portiere tedesco. E allora dove
non arriva il Pipita ci pensa incredibilmente Chiellini, che su un angolo
dalla destra riesce ad avere la meglio di Mascherano e a indirizzare la
palla sul palo e poi in rete per la definitiva apoteosi bianconera. Il
Barcellona è sotto 3-0. La buona notizia, inoltre, è che i giocatori di
Luis Enrique continuano ad avere difficoltà nell'arrivare all'interno
dell'area della Juve con palloni giocabili per gli attaccanti, anche se
passaggio dopo passaggio al 67' Messi trova la seconda grande giocata
della sua partita regalando a Suarez la possibilità di calciare
dall'interno dell'area: la palla, colpita non benissimo, esce sbilenca dal
destro dell'uruguaiano e si spegne sul fondo. Allegri capisce che Cuadrado
non ne ha più e mette Lemina al suo posto, poi concede la standing ovation
a Dybala che lascia il campo a Rincon. Anche perché ora c'è solo da
difendere il 3-0. La Juventus lo fa con calma e giudizio, concedendo come
sempre il possesso al Barcellona, ma rischiando solo su una punizione dal
limite che però Messi spara addosso alla barriera. Non è serata per il
fenomeno Blaugrana, il Dio del calcio ha evidentemente deciso che oggi
allo Stadium solo un argentino debba prendersi tutta la scena. E allora al
fischio finale la Joya è tutta e solo bianconera. Il primo ostacolo è
stato superato, ora non resta che completare l'opera il 19 aprile al Camp
Nou. Questa Juve di certo non è il Psg, almeno a livello difensivo, e le
imprese impossibili non sempre possono riuscire. Allegri lo sa, sospira,
ma intanto si gode la serata perfetta dei suoi ragazzi. La Champions è
sempre di più casa sua.
LE CURIOSITÀ STATISTICHE DELLA PARTITA
-La Juventus ha vinto tutte le ultime 16 gare allo Stadium ed è imbattuta
in casa da 48 partite ufficiali (42V, 6N): l’ultima sconfitta interna è
arrivata contro l’Udinese nell’agosto del 2015.
-La Juventus non aveva mai segnato 3 gol (e vinto con più di un gol di
scarto) contro il Barcellona.
-La Juve è la quinta squadra ad aver subito solo due gol dopo 9 partite
in una stagione di Champions League: tutte le precedenti quattro hanno
raggiunto la finale.
-Quarto gol stagionale di Chiellini: non segna di più, in una singola
stagione, dal 2009/10 (cinque reti).
-Juve a segno in tutte le ultime 33 gare ufficiali disputate: è la
striscia più lunga per i bianconeri da marzo 2006.
-Solo una volta prima d'ora il Barcellona si è trovato sotto di due gol
dopo meno tempo in Champions: nel 2005, contro il Chelsea, 0-3 dopo 19
minuti.
-L'ultima doppietta di uno juventino in Champions fu firmata da Tevez nel
marzo 2015 contro il Borussia Dortmund.
-13 dei 15 gol stagionali di Dybala sono arrivati allo Stadium
-Per la prima volta Dybala ha segno in due gare di fila in Champions
League.
La Juventus, guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver rivinto lo Scudetto dopo ben otto anni, adesso pensa in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sarà secondo posto.
Dall'altra parte i friulani disputano un campionato nelle attese e terminano il campionato a metà classifica.
Buona Visione!
Stagione 1995-1996 - Campionato di Serie A - 9 ritorno Torino - Stadio Delle Alpi Mercoledì 10 aprile 1996 ore 20:30 JUVENTUS-UDINESE 2-1 MARCATORI: Stroppa 15, Ravanelli 27, Vierchowod 84
JUVENTUS: Rampulla, Torricelli, Ferrara C., Porrini (Paulo Sousa 32), Pessotto G., Di Livio, Conte A., Deschamps, Del Piero (Vierchowod 74), Vialli (Padovano 67), Ravanelli Allenatore: Marcello Lippi
Nel finale i bianconeri (in dieci) superano l'Udinese in vantaggio con Stroppa
Juve, l'orgoglio della rimonta
Viercbowod dà la sesta vittoria consecutiva
TORINO. Una vittoria probabilmente inutile, la sesta consecutiva, visto il successo del Milan a Cagliari, ma «bella» per come la Juventus l'ha cercata e voluta. Sotto di un gol (Stroppa, ex Milan...), in dieci per mezz'ora (Torricelli espulso), altri si sarebbero arresi. Non i campioni d'Italia. Le reti di Ravanelli e Vierchowod gonfiano le statistiche (25 punti su 27 nelle ultime nove partite) e infliggono la quarta sconfitta di fila a un'Udinese bravina nel controgioco, ma assolutamente greve e impacciata nel gestire la superiorità numerica.
Lo sciopero, questa volta, lo fanno i tifosi: soprattutto gli abbonati. L'arena è semideserta. Il ritmo, blando. L'epurazione di Zaccheroni colpisce Oregon, Ria (squalificato), Ametrano, Shalimov e Poggi. Fra i pali c'è Battistini. Al fianco di Calori, Matrecano. Poi S. Pellegrini stilla fascia destra, in coppia con Helveg, là dove operano Pessotto e Del Piero. Quindi Giannichedda (classe 1974) a centrocampo, fra Rossitto e Desideri, molto largo, a sinistra. E Stroppa, il pendolo intorno al quale oscilla il modulo (4-4-2, 4-5-1).
Un tiro di Desideri, alto. Un'intesa Ravanelli-Dei Piero, sventata in tuffo da Battistini. E al 16', improvviso, il gol dell'Udinese. Da Stroppa a Bierhoff, difensori svagati, cross del tedesco, rinvio sghembo di un «pretoriano» e tranciarne di Stroppa dal limite. La Juve entra in partita piano piano. Le fasce sono intasate (Pellegrini Helveg contro Pessotto-Del Piero a destra, Bertotto-Desideri contro Torricelli-Di Livio a sinistra), lo stesso dicasi del centro, alla luce del generoso prodigarsi di Rossitto e Giannichedda nella zona di Conte e Deschamps. A Madama non resta che un'arma: la velocità, il pressing. Detto fatto.
Il pareggio è frutto, al 27', di un'azione Vialli-Di Livio e di uno splendido controllo-girata di Ravanelli dal cuore dell'area. L'Udinese barcolla. Ferrara di testa, sfiora la traversa e reclama il rigore. Vialli, su lancio di Ferrara, si scrolla di dosso Calori e timbra un palo clamoroso (31'). Lippi avvicenda Porrini, nervosetto? acciaccato?, retrocede Deschamps e propone Sousa. La Juve, adesso, preme in forze, con forza. Helveg e Pellegrini, ammoniti, ne sono la prova. Il danese, da lontano, stuzzica Rampolla. Fioccano i calci d'angolo: e su uno di questi, calibrato da Pinturicchio, Ferrara si mangia un gol fatto. Poco ci manca che la nemesi, stizzita, non punisca tanta prodigalità. Sbaglia Pessotto, e su Pellegrini assalitore solitario rimedia Rampulla, in extremis.
Ravanelli e Vialli, su cui si affaccendano Calori e Matrecano, impegnano Battistini. Alla ripresa, la Juve palesa, qui e là, una censurabile foga. Attacca, si scopre, rischia. Nel giro di un minuto, dal 15' al 16', Battistini recupera su Ravanelli e salva su Di Livio, smarcato in diagonale da Sousa. La tensione gioca un brutto scherzo a Torricelli, espulso, al 18', per aver accompagnato la richiesta di una rimessa laterale con il gesto di voler scagliare la palla addosso al guardalinee (il signor Fiori di Ravenna), il tutto condito, probabilmente, da qualche vaffa fuori ordinanza.
La Juve schiuma di rabbia. Shalimov sostituisce Desideri (spento), Padovano, a sorpresa, rileva Vialli. E poco dopo esce pure Del Piero, rimpiazzato da Vierchowod, Padovano e Rava nelli costringono Battistini a spericolate acrobazie. Un'incursione di Sousa semina il panico. La notizia del secondo gol del Milan, una coltellata al cuo re, gela il popolo, ma non disar ma i campioni. Fa poco, l'Udinese, per trarre profitto dal l'uomo in più. Molto poco. Troppo poco. Madama non si dà per vinta. Ha un sussulto. E al 39', mentre Rossitto, a terra, viene ammonito per simulazio ne, raddoppia. Così: angolo di Pessotto, incornata di Vierchowod. Sette minuti di recupero e finale allo spasimo: da una parte, traversa di Shalimov ed erroraccio di Bierhoff; dall'altra, tuffo di Conte e paratissima di Battistini. I tifosi tornano a ruggire. Finito è il campionato non la Juve.
Il gol di Stroppa avrebbe potuto tagliare le gambe a chiunque, ma non a questa Juve. La reazione è veemente e viene coronata dal ritrovato Ravanelli e dall'antico guerriero Vierchowod. Ma nel frattempo, vinceva anche il Milan...
Riecco Penna Bianca
Dopo quasi due mesi (l'ultima volta a Napoli il 18 febbraio) Ravanelli ha potuto procedere al suo particolare rito: coprirsi la faccia con la maglia dopo il gol. Non è stato un periodo semplice, oltre a tutto con la paura di doversi sottoporre a un'operazione, ma il gol ha scacciato gli incubi. Un gol comunque importante, per dimostrare che questa Juve non si arrende.
tratto da "Il Film del Campionato - Guerin Sportivo" stagione 1995-96
Il gol di Ravanelli (che nasconde il pallone con il corpo) consente il momentaneo pareggio alla Juventus con l'Udinese