mercoledì 17 giugno 2026

30 Marzo 2002: Juventus - Lazio

É il 30 Marzo 2002 Juventus e Lazio si sfidano nella dodicesima giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2001-02 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

É una stagione col finale col botto questa per i campioni bianconeri. Iniziata in sordina adesso i nostri eroi stanno girando a mille. La vetta si avvicina e si avvicina anche il 5 maggio, ultima giornata di campionato. Tutto il resto é Storia

Dall'altra parte c'é la Lazio che dopo l'imbarazzante avvio di stagione con la nostra leggenda Dino Zoff, termina la stagione con Alberto Zaccheroni e si appresta a conquistare un insperata sesta piazza.

Buona Visione!



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Stagione 2001-2002 - Campionato di Serie A - 12 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
sabato 30 marzo 2002 ore 20:30 
JUVENTUS-LAZIO 1-1
MARCATORI: Claudio Lopez 25, Trezeguet 38

JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon, Zenoni (Montero 58), Ferrara C., Iuliano, Pessotto G., Zambrotta, Conte A., Davids, Maresca (Amoruso 42), Trezeguet (Zalayeta 70), Del Piero
A disposizione: Carini, Pericard, Frara, Scardina
Allenatore: Marcello Lippi

LAZIO (4-4-1-1): Peruzzi (Marchegiani 46), Stam, Nesta, Fernando Couto, Favalli, Castroman (Poborsky 62), Giannichedda, Liverani (Mendieta 84), Stankovic, Fiore, Claudio Lopez
A disposizione: Cesar, Pancaro, Gottardi, Evacuo
Allenatore: Alberto Zaccheroni

ARBITRO: Bolognino
AMMONIZIONI: Iuliano, Del Piero (Juventus); Castroman, Giannichedda, Marchegiani, Poborsky (Lazio)


Marcello Lippi, tornato a luglio dopo 2,5 anni con Ancelotti giunto al suo posto nel 1999, si trova in grossa difficoltà e sceglie di cambiare modulo orientandosi verso il 3-5-1-1 invece del 4-4-1-1: mancano il terzino Birindelli, il difensore Thuram, il duttile Tudor, mediani di fatica come Paramatti e Tacchinardi oltre al bomber ex di giornata Salas e il trequarti squalificato Nedved…bisogna ripiegare su un collettivo più sparagnino e capace di diventare 5-4-1 a rombo in fase di copertura specie con le assenze di Thuram e Nedved (altro ex di giornata); la Lazio, invece, affidata ad Alberto Zaccheroni dopo i primi 3 pareggi in 3 giornate di Dino Zoff, adopera un 4-5-1 più di rincalzo che di certezza, dato che mancano Colonnese per scelta tecnica ma soprattutto i degenti come i difensori centrali Negro, Mihajlovic, i mediani Dino Baggio con Simeone e le punte Crespo, Simone Inzaghi (i guai ci saranno anche durante la sfida e l’infermeria si riempirà sempre di più). 

A inizio maggio (stagione chiusa prima per permettere l’ambientamento alle nazionali in vista del mondiale), vedremo i conti finali: la Juventus, in cui Trezeguet si laureerà capocannoniere del campionato assieme al piacentino Hubner con 24 timbri, vincerà lo scudetto n.26, 4 anni dopo il precedente e primo del nuovo millennio, superando Inter e Roma all’ultimo turno del fatidico 5 maggio 2002 sempre con Lippi in panchina…i bianconeri batteranno 2-0 l’Udinese fuori casa mentre i romanisti espugneranno 1-0 la Torino granata e i milanesi crolleranno 4-2 proprio in casa laziale, successo decisivo per mandare i capitolini in Coppa UEFA da sesti con la seguente graduatoria “Juventus 71; Roma 70; Inter 69; Milan 55; Chievo 54; Lazio 53” sapendo che la Lazio avrà un piccolo record, visto che sarà l’ultima squadra ad aver segnato ed evitato la sconfitta contro i sabaudi oltre ad esserci rimasti imbattuti assieme ai cugini che li avevano sconfitti 2-0 in Piemonte per poi fare 0-0 a Roma (dopo di loro ci saranno il 4-0 a Perugia, 1-0 con il Milan e a Piacenza, il 5-0 col Brescia e il 2-0 a Udine…un finale in totale crescendo); sul fronte della Coppa Italia invece vedremo il 10 maggio il Parma festeggiare il suo terzo successo in tale competizione (sarà l’ultimo trofeo ad aggiungersi alla bacheca prima del crac Parmalat) vincendo 1-0 in casa dopo aver per 2-1 a Torino chiudendo un cerchio che si era aperto con il primo trionfo gialloblù nel 1991/92 (sempre Parma-Juventus e sempre rimonta, 2-0 al ritorno, dopo l’1-0 dell’andata) mentre la terza Supercoppa Italia juventina sarà alzata il 25 agosto 2002 sul 2-1. Manca poco al nuovo Juventus-Lazio…seguiteci nell’ultimo tratto di viaggio.

tratto da  SABATO 30 MARZO 2002: FINE DEI GIOCHI?



GIRAUDO CONFERMA LA «MIGRAZIONE» BIANCONERA DURANTE LA RISTRUTTURAZIONE DEL DELLE ALPI: VOGLIAMO CREARE UNO STADIO ADATTO AL CALCIO 
Lìppì: traditi dalla troppa tensione 
Buffon: «Adesso ci vorrebbe un miracolo» 

TORINO Mentre in curva Scirea scoppia la contestazione, con gli ultras bianconeri che staccano i seggiolini e li buttano in campo, esce arrabbiatissimo dallo stadio anche il presidente onorario della Juventus, Umberto Agnelli. Le sue parole sono durissime e rispecchiano l'umore di un ambiente sull'orlo della crisi: 

«Primo tempo inconcepibile. Se i tifosi fischiano fanno bene. Sono delusi come lo siamo noi. E hanno ragione. Il comportamento in campo della Juve ha dato coraggio alla Lazio».

Inevitabile la domanda sui futuro di Lippi; la sua Juve rischia di finire in una posizione peggiore di quella occupata l'anno scorso dalla squadra di Ancelotti. Agnelli risponde in modo interlocutorio: 

«Non è ancora finita, aspettiamo». 

Sul proprio futuro Lippi è laconico; 

«Buona Pasqua a tutti». 

Nuovamente sollecitato, rimanda ogni decisione alla società: 

«Non so se l'avete capito, ma di questo argomento preferisco non parlare. Semmai lo farà la società a tempo debito. In fondo mi sembra giusto crederci ancora. Ci proveremo, è giusto provarci». 

Poi una breve analisi sulla partita: 

«Sono dispiaciuto e amareggiato. Ha ragione il dottor Umberto Agnelli, abbiamo tenuto un atteggiamento inconcepibile. Soprattutto nel primo tempo, siamo stati traditi dalla tensione, eravamo impauriti. E poi ci siamo trovati di fronte una buona Lazio, che ha complicato le cose. Maresca? Non l'ho sostituito per demerito, non è stata una bocciatura la sua, ho solo preferito inserire una punta e far svolgere i compiti di trequartista a Del Piero che mi è sembrato in buona serata». 

Buffon invece vede ormai lo scudetto svanire: 

«A questo punto ci vorrebbe un miracolo. Ma bisogna crederci, io ci credo ancora». 

Deluso anche Del Piero: 

«Però non molliamo, non è nostra abitudine farlo. Del resto anche in questa partita abbiamo dimostrato di saper reagire, di non arrenderci. Certo che, a cinque turni dalla fine, è diventata molto molto dura per noi. Dobbiamo sperare in passi falsi altrui e nello stesso tempo fare molti punti, cosa che ài recente non siamo stati in grado di fare». 

Qualche allarme per Trezeguet, che ha subito una lieve distorsione; le sue condizioni saranno valutate alla ripresa degli allenamenti. Infine la notizia alla quale mancava solo l'ufficialità, rimbalzata poco prima della partita. E' stato l'amministratore delegato della società bianconera Antonio Girando ad annunciarla; la Juventus ristrutturerà il Delle Alpi e per una stagione andrà a Monza e Piacenza per disputare le partite casalinghe. 

«La Juventus da molti anni è alla ricerca di proprio stadio sociale - ha detto Giraudo -. Per questo ha avviato con il Comune di Torino delle trattative che sono ormai giunte alla fase finale. Il Toro ha rinunciato al Delle Alpi per costruirsi un nuovo Filadelfia, quindi il Comune è d'accordo nel concedere l'impianto alla Juventus. Bisognerà solo stabilire la formula giuridica dell'acquisto». 

Inevitabile quindi la temporanea «migrazione» della squadra a Monza e Piacenza; 

«Occorrerà una ristrutturazione importante del Delle Alpi, perché vogliamo renderlo uno stadio adatto ai nostri tifosi, che li sappia coinvolgere. Una certa mancanza di entusiasmo intorno alla squadra può dipendere anche dalle caratteristiche dell'impianto. Abbiamo già preso contatti con i nostri tifosi di Torino, ci simo sentiti anche telefonicamente e si sono detti disposti a fare dei sacrifici per un anno pur di avere in futuro uno stadio tutto per loro, che li possa coinvolgere in maniera completa». 

Juve fischiata e seggiolini scagliati in campo. Severo Umberto Agnelli: 

«Giusta la rabbia dei tifosi, il nostro primo tempo è stato veramente inconcepibile»

Aurelio Benigno 
tratto da: La Stampa 30 marzo 2002





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La Stampa 31 marzo 2002

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La Stampa 31 marzo 2002

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La Stampa 31 marzo 2002



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lunedì 15 giugno 2026

26 Agosto 2001: Juventus - Venezia

Attraverso il Canale Youtube ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. È il 26 Agosto 2001 Juventus e Venezia si sfidano nella prima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2001-02 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

É una stagione col finale col botto questa per i campioni bianconeri. Iniziata così così nel finale, i nostri eroi stanno girando a mille. La vetta sí avvicina e sí avvicina anche il 5 maggio, ultima giornata di campionato. Tutto il resto è Storia! Dall'altra parte c'è un Venezia che deve salutare il massimo campionato dopo un pesante ultimo posto in classifica.

Questa gara segna il debutto in campionato con la maglia bianconera per una leggenda del club piemontese: Gianluigi Buffon!

Buona Visione!



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Stagione 2001-2002 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 26 agosto 2001 ore 15:00
JUVENTUS-VENEZIA 4-0
MARCATORI: Trezeguet 10, Trezeguet 11, Del Piero 44, Del Piero 81

JUVENTUS: Buffon, Zenoni, Thuram, Montero (Iuliano 78), Pessotto G., Zambrotta, Tudor (Maresca 70), Tacchinardi, Nedved, Trezeguet (Salas 75), Del Piero
Allenatore: Marcello Lippi

VENEZIA: Rossi, Algerino (Conteh 46), Bjoerklund, Viali, Cvitanovic, Valtolina (De Franceschi 55), Bressan, Andersson, Marasco, Vannucchi, Maniero (Di Napoli 86)
Allenatore: Claudio Prandelli

ARBITRO: Bertini




Trezeguet-Del Piero La partita perfetta della Juve di Lippi 
APERTURA ALLA GRANDE CONTRO IL VENEZIA: ALTRI FUTURI OSTACOLI SARANNO PIÙ' IMPEGNATIVI, MA QUESTA E' DAVVERO UNA SQUADRA DA SCUDETTO
Due reti di David e due di Alex (una su morbido assist di Salas) Il successo esalta la svolta tecnica e di mentalità dei bianconeri 
TORINO Una partita troppo perfetta, in cui ha segnato chi doveva segnare (Trezeguet e Del Piero) e lo ha fatto al momento giusto per mettere il match in discesa, sotto il sole che arrostiva le gambe e i pensieri. Una partita senza rischi, se non per un colpo di testa di Maniero, e che ha concesso una bella figura a tutti, pure a Salas, catapultato da tre giorni nella giostra sulla quale non era mai salito prima. 
Più che l'esordio con il botto nella nuova serie A (4-0 e poteva essere di più), Juve-Venezia è stato come dovrà essere lo spot per lanciare l'ingresso juventino in Borsa, tutti che sorridono come davanti a un Mulino Bianco e senza insopportabili ragazzine che offrono caramelle ai cavalli. Un successo patinato, da Carosello. Verranno ostacoli molto più impegnativi di questo Venezia slabbrato in dieci minuti, tuttavia l'ouverture juventina non ci sembra un fenomeno casuale, che verrà presto smentito. Questa è una squadra da scudetto. Lo diciamo dal giorno in cui comprarono Nedved e cedettero Zidane, non perché disprezziamo il francese ma perché era il segnale di ima svolta tattica e di mentalità, l'addio a una squadra che delegava il proprio benessere a un giocatore. In alcuni momenti, nel primo quarto d'ora, quando la partita era da definire e le forze non erano stropicciate dal caldo, s'è rivisto l'embrione della prima stagione di Lippi, la capacità di calamitare ogni pallone nella metà campo avversaria e di riproporlo in area, come fa il mare quando sbatte onda su onda tra gli scogli e ne gratta via un po'. 
Con Zidane, si sapeva sempre da dove sarebbe nato il pericolo. Con questa nave senza timoniere, benché Del Piero si ingegni ad esserlo più di altri, sarà più difficile individuare ima fonte del gioco: mancherà la fantasia della giocata barocca però crediamo che, per incepparsi, la Juve dovrà sbattere in una giornata di crisi collettiva. Ieri è stato davvero tutto troppo facile. In precampionato erano sorti due dubbi: l'efficacia dell'attacco e la consistenza del centrocampo. Nel combatterli, il Venezia è stato più efficace di un'aspirina. Prandelli l'ha schierato con una difesa a quattro ma un centrocampo piuttosto evanescente e in inferiorità numerica rispetto alla Juve: la forza d'urto bianconera ha cominciato a lavorare ai fianchi con Zambrotta e il giovane Zenoni, più sciolto che nelle amichevoli; dall'altra parte, Nedved e Pessotto si godevano l'ombra ma non permettevano ad Algerino (un francese che pochi anni fa ne prese già sei dalla Juve al Parco dei Principi) di fare altrettanto. Nedved veniva fermato al 5' per un fuorigioco di centimetri, subito dopo Maniero anticipava Thuram in tuffo e la palla usciva di un niente. 
Sarebbe stata l'unica occasione dei veneti fino alla mezz'ora del secondo tempo, quando Vannucchi avrebbe avuto avventurosamente tra i piedi la seconda palla buona, deviata in angolo. Tutta Juve, solo Juve in pressing. Al 10' andava in rete. Zambrotta e Zenoni innescavano l'azione che l'ex atalantino rifiniva con il cross: Trezeguet saltava e piazzava la palla nell'angolo, imprendibile, confermando che la Juve adesso ha un centravanti che usa la testa per segnare e non per immergerla nei budini della pubblicità. Trezeguet si ripeteva in novanta secondi, questa volta il lancio che lo pescava in area era di Tudor e il francese non si spaventava a colpirla al volo. In undici minuti finiva il carnevale veneziano, Trezeguet calava sugli occhi una maschera che gli conciliasse il sonno e lasciava che fossero gli altri a giocare. Salivano la voglia di Nedved, impreciso nella mira, e la febbre di Del Piero. Alex non è la perfezione scolpita, certi suoi dribbling abortiti possono spazientire eppure nella ricerca della porta si vedono i progressi: il controllo di petto e tiro di sinistro con cui colpiva la traversa al 32' e la rovesciata, sbattuta pure quella contro un legno al 42', erano pezzi di bravura sfortunata. Lo ripagava invece la punizione che suggellava con il 3-0 il primo tempo, con Rossi, il portiere, in ritardo nello scatto. 
La Juve tornava ai ritmi di un'amichevole, giustificatissimi con quel caldo africano che spingeva persino Lippi a cercare un rinfresco nel frigo vicino alla panchina, per lui vuoto. Restiamo convinti che alla perfezione dell'opera manchi un centrocampista vero che affianchi Tacchinardi (in gran spolvero), tuttavia Tudor s'è mostrato un buon tampone, fronteggiato da Andersson, che viaggia a ritmi bassi. Il croato tra l'altro ha un grande lancio. E nella ripresa, giocata per dovere, l'ingresso di Salas risvegliava il popolo. Un lancio di luliano premiava la bravura del cileno nello smarcarsi in profondità, Salas alzava la testa e offriva a Del Piero quanto gli era negato da anni: un cross morbido e piazzato, che Alex incrociava di testa per il quarto gol. Troppa grazia, ma non finta. 

Marco Ansaldo 
tratto da: La Stampa 27 Agosto 2001

 



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sabato 13 giugno 2026

13 Giugno 1987: Selezione Treviso - Juventus

È il 13 giugno 1987 e si disputa allo 'Stadio Omobono Tenni' di Treviso una gara amichevole post-campionato tra la Juventus ed una selezione locale.

Da poco è terminata la stagione ed i bianconeri piemontesi hanno finito la loro fatica secondi dietro al Napoli (per la prima volta scudettato). Pochi si accorgono che per i nostri eroi è iniziato così un lungo periodo buio senza successi in campo nazionale.

Buona Visione!



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Stagione 1986-1987 - Amichevole
Montebelluna - Stadio Omobono Tenni
sabato 13 giugno 1987 
SELEZIONE TREVISO-JUVENTUS 6-5
MARCATORI: Vignola 3, Vignola 4, Conte autorete 14, Schincaglia 19, Renna 32, Pantaleoni 53, Buffone 57, Buso 58, Serena A. 72, Sartor 82, Sartor 89

SELEZIONE TREVISO: Pizzolon (Bonfio), Castioni (Calzamatta), Bonato, Caverzan (Pantaleoni), Marcato (Pincin), Renna (Zanatta), Conte (Piovanelli), Niero, Ramella (Aimo), Schincaglia, Buffone (Sartor)

JUVENTUS: Tacconi (Bodini 46), Favero, Caricola, Col, Brio (Lo Porto), Scirea, Antonello (Campagnola), Buso, Serena A., Vignola, Briaschi (Franzin). 
Allenatore: Rino Marchesi

ARBITRO: Gava F.





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venerdì 12 giugno 2026

12 Giugno 2020: Juventus - Milan

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Serie A TIM vi offriamo questo gustoso amarcord della data odierna. É il 12 Giugno 2020 e Juventus Milan si affrontano per la Semifinale di Ritorno della Coppa Italia TIM Cup 2019/20.

Il mondo é stravolto dalla pandemia Covid-19. Dopo un lungo stop il campionato 'deve' riprendere in estate con le restanti giornate da disputare. 

Il nono Scudetto consecutivo è solo questione di giorni; i ragazzi in bianconeri conquistano il 38esimo scudetto finendo la stagione più irregolare della storia con un solo punto di vantaggio dall'Inter.

Dall'altra parte c'è il Milan che dopo il pareggio per 1-1 a Torino nella gara di andata cerca di conquistare quella finale che darebbe lustro alla loro stagione. Infatti i rossoneri terminano la stagione 'solo' al quinto posto - a 27 punti dalla capolista bianconera.

Per quanto riguarda la Juve, i nostri ragazzi (guidati in panchina da Maurizio Sarri) sono sconfitti in finale dal Napoli.

Buona Visione! 



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Stagione 2019-2020 - Coppa Italia - Semifinali, ritorno
Torino - Allianz Stadium
venerdì 12 giugno 2020 ore 21:00 
JUVENTUS-MILAN 0-0

JUVENTUS: Buffon; Danilo (Cuadrado 86), De Ligt, (c) Bonucci, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic (Khedira 62), Matuidi (Rabiot 62); Dybala, Ronaldo, Douglas Costa (Bernardeschi 62)
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Rugani, Olivieri M., Muratore, Vrioni, Zanimacchia
Allenatore: Maurizio Sarri

MILAN: Donnarumma; Conti A. (Saelemaekers 88), (c) Romagnoli A., Kjaer, Calabria (Laxalt 88); Kessie (Krunic 82), Bennacer; Paquetà (Colombo L. 82), Calhanoglu, Bonaventura (Leao 52); Rebic
A disposizione: Begovic, Donnarumma A., Biglia, Gabbia, Olzer, Brescianini, Maldini D. 
Allenatore: Steano Pioli

ARBITRO: Orsato
RIGORI FALLITI: Ronaldo 16 (Juventus)
AMMONIZIONI: Pjanic 43, Khedira 74 (Juventus); Conti A. 16 (Milan)
ESPULSIONI: Rebic 17 (Milan)




La squadra di Sarri sfrutta il vantaggio del pari con gol dell'andata (1-1) e stacca il pass per l'ultimo atto della manifestazione in programma mercoledì prossimo a Roma. Errore dal dischetto per CR7, rossoneri per grande parte del match in dieci per l'espulsione di Rebic

TORINO - Il calcio italiano è tornato dopo 95 giorni dall'ultima gara di Serie A (Sassuolo-Brescia del 9 marzo) e 94 dopo l'ultima uscita di una nostra squadra in Champions (Valencia-Atalanta, 10 marzo). E' toccato a Juventus e Milan far ripartire l'Italia del pallone dopo il lockdown per contenere la pandemia di Covid-19. Lo 0-0 fa felice la Juve, che stacca il pass per la finale grazie al pari rocambolesco rimediato all'andata (rigore di Ronaldo al 91'), il Milan esce a testa alta, senza essere stato mai sconfitto nelle due partite. Per la Juventus è la diciannovesima finale di coppa Italia, mercoledì prossimo a Roma i bianconeri se la vedranno con la vincente dello scontro tra Napoli e Inter, in programma domani al San Paolo.

E' stata una partita di plastica

Juve all'assalto ma CR7 sbaglia il rigore

Dopo un commovente minuto di silenzio in memoria di tutte le vittime del virus, le due formazioni hanno disputato, senza spettatori e seguendo alla lettera il protocollo sanitario, una semifinale di ritorno discreta, soprattutto nel primo tempo grazie ai campioni d'Italia. Sarri propone un 4-3-3 con Douglas Costa, Dybala e Ronaldo in attacco. A centrocampo Pjanic, Bentancur e Matuidi. Danilo e Alex Sandro esterni, de Ligt e Bonucci a difesa di Buffon. Pioli, tra squalificati e infortunati, ha poca scelta e schiera un 4-4-1-1 con Bonaventura a supporto di Rebic in avanti. Paquetà e Calhanoglu esterni con Kessie e Bennacer in mezzo al campo. In difesa Kjaer e Romagnoli centrali, Conti e Calabria esterni bassi. La Juventus parte fortissima e dopo una manciata di secondi Douglas Costa calcia sul fondo da ottima posizione. I bianconeri sfondano facilmente sulla corsia di sinistra grazie proprio a Douglas Costa che, insieme ad Alex Sandro, fanno impazzire Conti. Una possibile svolta del match arriva al 13′ quando Ronaldo tenta di controllare in area ma Conti lo contrasta con un gomito. Orsato va al Var e concede il rigore per i padroni di casa. Sul dischetto si presenta naturalmente CR7 che però coglie il palo alla destra del portiere.

Rebic in rosso, il Milan tiene

Proprio nella successiva azione al rigore, Rebic entra durissimo su Danilo, con un colpo da kung fu al corpo dell'esterno. Orsato prima tentenna, ma poi decide per una espulsione che ci sta tutta e quindi il Milan, già in netta difficoltà 11 contro 11, resta in 10 uomini. La prima proiezione offensiva rossonera arriva solo al 24′: cross di Calabria dalla sinistra e tiro al volo di Conti ma sfera alta. Poi è ancora Juventus con l'azione più pericolosa alla mezz'ora confezionata da Danilo, ma Matuidi col sinistro si fa respingere il tiro da Donnarumma. Il portiere rossonero ferma anche un tentativo dal limite di Ronaldo, mentre al 41′ una punizione sorprende la difesa di casa, ma Kjaer e Romagnoli non arrivano alla deviazione vincente.

Milan ci prova, ma non basta

Nel secondo tempo scende in campo un Milan migliore, molto attento seppur in inferiorità numerica, mentre la Juventus sembra avere un calo fisico. Al minuto 48 bel cross dalla destra di Bonaventura e colpo di testa di Calhanoglu ma palla out. Poco dopo Pioli fa entrare Leao al posto di Bonaventura che non la prende benissimo. La gara non regala tante ulteriori emozioni e Sarri decide per un triplo cambio (adesso sono cinque le sostituzioni consentite ma da effettuare in tre finestre): dentro Khedira, Rabiot e Bernardeschi e fuori Pjanic, Matuidi e Douglas Costa. I nuovi entrati non cambiano l'inerzia del match, mentre al 71′ Kjaer, tra i migliori, è decisivo nell'anticipare di testa de Ligt in area ospite. Proprio il difensore ex Atalanta poco dopo ci prova di testa in attacco, ma senza fortuna; mentre Donnarumma ferma un sinistro di Dybala. Altra girandola di cambi, con Pioli che per la prima volta nella storia del calcio italiano ne rimpiazza cinque in totale in una gara ufficiale. Nei quattro minuti di recupero finali, Cuadrado calcia alto, mentre Donnarumma respinge un tiro di Alex Sandro e la Juventus si regala la finale di Roma.




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