lunedì 13 aprile 2026

13 Aprile 1980: Roma - Juventus

È il 13 aprile 1980 e Roma Juventus si sfidano nella dodicesima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1979-80 allo Stadio 'Olimpico' di Roma.

I bianconeri contendono fino all'ultimo lo Scudetto con l'Inter e con questi due punti a Roma tengono la fiammella della speranza accesa. 

Al termine del campionato però sarà solo secondo posto dietro i nerazzurri mentre i giallorossi si 'accontentano' del sesto posto e la Coppa Italia vinta.

Buona Visione!



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Campionato di Serie A 1979-1980 - 12 ritorno

Roma - Stadio Olimpico
Domenica 13 Aprile 1980
ROMA-JUVENTUS 1-3
MARCATORI: Gentile 2, Scirea 20, Pruzzo 36, Bettega 77

ROMA: Conti P., Maggiora, De Nadai, Rocca, Turone, Santarini, Conti B., Giovannelli, Benetti, Ancelotti
Allenatore: Nils Liedholm

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Brio, Scirea, Causio (Cabrini 79), Tardelli, Bettega, Prandelli, Fanna
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: D'Elia



Furino è il solito capitano coraggioso 
Le pagelle dei giocatori bianconeri 

ZOFF — Non ha avuto molto lavoro. Gli attaccanti della Roma non lo hanno infastidito più di tanto. Forse in occasione del palo colpito da Ancelotti ( dopo è venuto il gol) ha avuto un attimo di esitazione nell'uscita. Ha compiuto una grande parata su calcio di punizione di De Nadal. 

CUCCUREDDU — Alle prese con Ancelotti ha giocato una buona partita, anche senza eccellere come in altre occasioni. Ha avuto modo di portarsi avanti più volte. È stato suo il passaggio che ha permesso a Gentile di segnare il primo gol. 

GENTILE — È un terzino sinistro di costituzione e ha giocato benissimo controllando Bruno Conti che è stato l'elemento più valido di tutta la Roma. Ha segnato un bel gol di testa. Il primo di questa stagione in campionato. 

FURINO — Capitano coraggioso, come sempre. Non sarà elegante, si è fatto anche ammonire, ma il suo apporto al gioco è stato importante. 

BRIO — Non ha figurato come a Londra mercoledì sera, ma la partita era assai diversa. Costretto ad inseguire Pruzzo, che sovente retrocedeva, non ha commesso errori. Non ha colpa nel gol segnato da Pruzzo. In quel momento in area juventina c'era molta confusione. 

SCIREA — Sicuro e tranquillo come nelle giornate buone. Nei momenti di maggior pressione della Roma ha cercato di portare avanti l'asse della difesa per evitare scontri in zona pericolosa. È stato un vero ed autentico comandante dell'area di rigore. 

CAUSIO — Ha avuto momenti di pausa, e forse ha fatto bene Trapattoni a sostituirlo con Cabrini. Sagace come sempre in certi appoggi, intelligente negli allunghi, un po' fragile negli spunti personali. Comunque ha suggerito il secondo gol ed ha iniziato l'azione del terzo gol, che ha chiuso la partita. 

CABRINI (dal 79') — Ha giocato poco per essere giudicato. 

TARDELLI — È parso in netto progresso, anche se lo avevamo visto meglio altre volte. Sta rientrando in forma dopo una lunga assenza. Il suo apporto è stato determinante. 

BETTEGA — Di lui si è già detto tutto. È in un momento magico. Pare cammini e lasci dietro avversari di lui assai più veloci. Ha avuto tocchi da campione raffinato, il gol è stato un capolavoro. Come ai vecchi tempi, due finte, scarto del portiere e palla nella rete sguarnita. 

PRANDELLI — Ha giocato una buona partita di contenimento. Ha lottato e corso come pochi. 

FANNA — Ha alternato momenti brillanti ad errori piuttosto gravi. È stato efficace più a destra che non a sinistra. 

Giulio Accatino
tratto da: La Stampa, 14 aprile 1980



 

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domenica 12 aprile 2026

12 Aprile 2008: Juventus - Milan

Siamo in un periodo in cui l' Internazionale Milano domina il calcio italiano. Favoriti dall'uscita di scena della Juventus dal massimo palcoscenico della Serie A per 'colpa' della farsa di Calciopoli, i neroazzurri hanno strada aperta per dominare il football italiano.

Intanto siamo al 12 aprile 2008 Juventus Milan si sfidano in questa gara valevole per la quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A TIM 2007-08. Il tutto si svolge allo 'Stadio Olimpico' di Torino.

Guidati in panchina da Claudio Ranieri e con un Alessandro Del Piero in gran spolvero giocano una gara da ricordare. Una gran bella rimonta per una Juve che si prende tre punti fondamentali per conquistare (alla fine del campionato) un terzo posto dietro all'Inter ed alla Roma.

Buona Visione!



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Campionato di Serie A 2007-2008 - 14 ritorno Torino - Stadio Olimpico Sabato 12 aprile 2008 ore 20.30 JUVENTUS-MILAN 3-2 MARCATORI: Del Piero 12, Inzaghi F. 14, Inzaghi F. 31, Salihamidzic 45, Salihamidzic 80
JUVENTUS: Buffon, Grygera, Legrottaglie (Stendardo 51), Chiellini, Molinaro, Camoranesi (Nocerino 90), Sissoko, Tiago, Salihamidzic, Del Piero, Trezeguet (Iaquinta 78)
Allenatore: Claudio Ranieri
MILAN: Kalac, Bonera, Simic, Maldini P., Favalli, Gattuso (Gilardino 84), Pirlo (Brocchi 89), Ambrosini, Seedorf, Kakà, Inzaghi F. (Cafu 69)
Allenatore: Carlo Ancelotti
ARBITRO: Rocchi ESPULSIONI: Bonera 66 (Milan)



L'editoriale di Juventus-Milan 3-2

Tre punti d'oro che valgono l'Europa. La Juventus batte il Milan 3-2 e fa un passo decisivo verso la conquista di un posto in Champions League, disputando una partita tosta e grintosa, con qualche disattenzione difensiva, ma soprattutto con giocate da manuale del calcio, provenienti dalle doti tecniche dei suoi campioni: Del Piero per l'ennesima volta goleador e per l'ennesima volta uomo partita Sky, Camoranesi assistman per tutti e tre i gol dei bianconeri, Sissoko insormontabile e d'acciaio.
Il match inizia bene per la Juve che passa in vantaggio con Alex Del Piero, ma nel prosieguo della prima frazione di gara il Milan mette sul campo il talento di Seedorf e Kakà a disposizione di Inzaghi, che va in gol per due volte di fila. Agli ultimi minuti utili, i bianconeri riescono a trovare il pari insperato col tap-in di Salihamidzic.
La ripresa inizia in modo più compassato per entrambe le squadre, che provano soprattutto a controllare il gioco. La calma viene interrotta da uno scriteriato intervento di Bonera su Sissoko (in stile Taylor-Eduardo) che costringe il non sempre attento arbitro Rocchi a tirare fuori il rosso diretto. Così, sugli sviluppi di un giusto calcio di punizione a favore dei padroni di casa, Brazzo Salihamidzic fa doppietta regalando punti fondamentali alla propria squadra.

Le pagelle di Juventus-Milan 3-2

JUVENTUS
Buffon 6,5: lavora parecchio sui tiri dalla distanza dei milanisti. Non può nulla sui due gol di Inzaghi, mentre è sempre decisivo nelle uscite alte, propagando calma e tranquillità a tutta la difesa.
Grygera 6,5: interpreta bene il ruolo di terzino. Concentrato in copertura e ficcante nelle incursioni d'attacco, dove trova anche pericolosissimi tiri dai 30 metri.
Legrottaglie 6: fa bene il suo mestiere, finché non è costretto a uscire, in seguito a uno scontro di gioco con Kakà. --> Stendardo 6: mai un errore, anzi una chiusura determinante.
Chiellini 6: come sempre ruvido, ma preciso negli interventi. L'unica disattenzione è sul dribbling di Kakà in occasione del primo gol di Inzaghi.
Molinaro 6: perde meno palloni del solito.
Camoranesi 8: Mister Classe Sopraffina, delizia il palato dei tifosi bianconeri con giocate dall'altissimo tasso tecnico. Salta tutti e sempre a sua volontà, fornendo tutti e tre gli assist per gli altrettanti gol della Juventus. Fenomenale. --> Nocerino sv.
Tiago 5: i senatori della squadra pare abbiano convinto Ranieri ad offrirgli una nuova chance da titolare, ma il portoghese non fa nulla per ripagarli della fiducia. Lento e macchinoso, sbaglia passaggi di 10 metri e si ostina nelle verticalizzazioni. Peggiore in campo.
Sissoko 7,5: il carrarmato maliano continua a confermare di essere uno dei migliori interdittori del mondo. Recupera davvero tantissimi palloni, ma la sua grandezza è nel riuscire a bilanciare la fase di distruzione del gioco con quella di costruzione. Capita spesso, infatti, di vederlo saltare con pallonetti gli avversari a centrocampo o dribblarli sulla fascia. Bonera prova a rovinargli la carriera con un fallo da censura, ma Sissoko, dopo attimi di paura, si rialza e rientra in campo, facendo esplodere tutto lo stadio. Unico.
Salihamidzic 8: decide di diventare protagonista nella partita più importante di questo finale di stagione, realizzando una doppietta storica da centravanti puro. Sorprendente.
Trezeguet 5,5: gli capita una palla delle sue a fine primo tempo, ma David la colpisce di testa mandandola addosso a Kalac. Fortuna che Brazzo è stato pronto a ricacciarla in rete. Involuto. --> Iaquinta sv.
Del Piero 8: il talento c'è sempre stato e lui ha sempre dimostrato di possederne un'infinità. Ma quello che sorprende in questa fantastica stagione del capitano bianconero è la sua forza e freschezza fisica, la sua convinzione di essere imprescindibile per la Juventus. Così, di partita in partita offre saggi di calcio e gol a caterve, con una dedizione alla causa da capitano vero. Il Calcio. Uomo partita.

MILAN
Kalac 6: se poteva fare qualcosina in più sul gol di Del Piero, in occasione delle altre due reti bianconere è impotente. Toglie dal set una bordata di Grygera sparata da 34 metri.
Bonera 5: attento dietro, offre ad Inzaghi un pallone solo da spingere in rete, rendendosi decisivo nel vantaggio milanista. Ma lo sciagurato intervento a gamba tesa sulla tibia di Sissoko avrebbe potuto causare danni enormi alla carriera del maliano. Nel frattempo, con la sua espulsione, ha fatto sì che il Milan giocasse buona parte del secondo tempo in 10 contro 11.
Simic 5: in costante affanno su Del Piero, che lo salta irridendolo più e più volte. Il croato è, così, obbligato a ricorrere ad almeno 4 falli sull'attaccante bianconero, riuscendo però a non farsi mai ammonire.
Maldini 5,5: lui è il Milan e si vede da come porta palla a testa alta e da come è sicuro negli interventi difensivi. Tuttavia, questa sicurezza gli si ritorce contro, quando Del Piero gli sottrae il pallone da sotto le gambe, offrendolo a Camoranesi per il pareggio della Juventus.
Favalli 5,5: poca spinta e molte rincorse, non tutte terminate a buon fine.
Gattuso 6: sta mano mano rientrando in forma, ma la posizione di quasi esterno destro lo limita nella sua capacità di recuperare palla. --> Gilardino sv.
Pirlo 6: nel primo tempo riesce a manovrare la squadra come meglio non gli si può chiedere, poi come tutto il Milan sparisce alla distanza. --> Brocchi sv.
Ambrosini 6,5: il migliore dei centrocampisti difensivi del Milan, recupera molti palloni e ne contende parecchi anche a Sissoko.
Seedorf 6,5: il centro-sinistra non è la sua posizione preferita, ma l'olandese quando si accende è imprendibile.
Kakà 6,5: parte molto bene, facendo ammattire la difesa bianconera e servendo un assist al bacio a Inzaghi per l'1-1. Poi cala vistosamente, soprattutto quando è schierata unica punta.
Inzaghi 7: due palle toccate, due gol. È Inzaghi. --> Cafu 5: commette l'errore fatale di perdere Salihamidzic sul 3-2 finale. Ha esperienza da vendere e non può permettersi simili distrazioni.






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sabato 11 aprile 2026

11 Aprile 2017: Juventus - Barcellona

È l'11 aprile 2017 e Juventus e Barcellona si scontrano in questa partita valevole per la gara di andata dei Quarti di Finale dell'UEFA Champions League 2016-17.

Il tutto si gioca allo Juventus Stadium di Torino.

I Bianconeri, con al timone Massimiliano Allegri , rivincono ancora il campionato. È il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese.

Nella massima competizione europea i nostri beniamini si faranno valere fino alla finale. Li peFró si imbatteranno nell'ostacolo Real Madrid. Un'altra brutta botta per le ambizioni della Juventus!

Buona Visione!



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Stagione 2016-2017 - Champions League - Quarti, andata
Torino - Juventus Stadium
martedì 11 aprile 2017 ore 20:45
JUVENTUS-BARCELLONA 3-0
MARCATORI: Dybala 7, Dybala 22, Chiellini 55

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon, Dani Alves, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro, Pjanic (Barzagli 89), Khedira, Cuadrado (Lemina 73), Dybala (Rincon 81), Mandzukic, Higuain
A disposizione: Neto, Asamoah, Lichtsteiner, Marchisio C. 
Allenatore: Massimiliano Allegri

BARCELLONA (3-4-3): Ter Stegen, Piquè, Umtiti, Mathieu (Andrè Gomes 46), Sergi Roberto, Mascherano, Rakitic, Iniesta, Messi, Suarez L., Neymar
A disposizione: Cilessen, Suarez D., Jordi Alba, Digne, Alena, Paco Alcacer
Allenatore: Luis Enrique

ARBITRO: Marciniak (Polonia)
AMMONIZIONI: Dani Alves 28, Mandzukic 63, Khedira 74, Lemina 90+1 (Juventus); Suarez L. 53, Iniesta 57, Umtiti 90+1 (Barcellona)





Champions, Juventus-Barcellona 3-0: la notte di Dybala, Messi non si vede
La squadra di Allegri domina gli spagnoli e ipoteca la semifinale. Doppietta dell'argentino, in gol anche Chiellini. Il ritorno mercoledì 19 aprile 


TORINO - La perfezione è qualcosa di semplice e rotondo, chiaro e liscio come l'acqua. E la Juventus, appunto, realizza la sua partita perfetta. Tre gol (a zero, soprattutto a zero) al Barcellona potrebbero valere la qualificazione in semifinale e la fine di un'epoca, quella appunto della formidabile squadra catalana, tre Champions vinte in un decennio e un segno profondo, indelebile nella storia del calcio moderno. Scriviamo "potrebbero" solo perché il Barca, all'altro giro, come sanno anche i sassi, ne aveva presi 4 a Parigi ma era stato capace di segnarne 6 al Camp Nou, la tana in cui i bianconeri scenderanno mercoledì prossimo. Ma escluderemmo che la Juve possa fare la fine del Psg. La fine, semmai, è una parola che si può già avvicinare (con cautela, certo) a Barcellona senza apparire blasfemi.






Grazie a una straordinaria prestazione nel primo tempo suggellata dalla doppietta di Dybala e dalla rete su calcio d'angolo di Chiellini nella ripresa, la squadra di Allegri batte 3-0 i blaugrana nell'andata dei quarti di finale di Champions. 

Buffon decisivo su Iniesta sul punteggio di 1-0

C'è una stella luminosa che brilla sopra il cielo dello Stadium. Un argentino che porta il numero 21 ha nel sinistro la sua arma segreta e si chiama Paulo Dybala. Nella notte più importante, quella che lo vedeva di fronte al suo grande idolo Messi, l'attaccante argentino ha regalato alla Juventus una delle imprese europee più incredibili della sua storia. Due gol per spezzare l'equilibrio e dare il via al trionfo, completato nella ripresa da Chiellini ma portato avanti da tutta la squadra con forza e lucidità. La stesse che ora serviranno alla squadra anche nel ritorno del Camp Nou. Allegri non poteva chiedere di meglio ai suoi ragazzi. E forse nemmeno sperava di riuscire a ottenere tanto. 3 gol segnati, nessuno subito e un avvertimento a tutta l'Europa. La Juventus è forte, pronta, determinata e piena di talento. E se è nella serata giusta può sotterrare anche una squadra piena di campioni, per la verità apparsi quasi annoiati questa sera, come quella di Luis Enrique. Coccolata dall'invincibile entusiasmo del suo fortino - ora sono 23 le partite europee consecutive senza sconfitte allo Stadium - la squadra di Allegri disegna un capolavoro tattico, tecnico e di tenacia, mordendo subito al collo la preda blaugrana, lasciandola sanguinare quasi spaurita in mezzo al campo, stordendola con un fendente mancino dopo una ventina di minuti e gestendo poi il risultato nel secondo tempo. Certo l'allenatore bianconero ha avuto anche la fortuna di incontrare una delle peggiori versioni del Barcellona, paragonabile forse solo a quella dell'andata degli ottavi di finale al Parco dei Principi, e che ora dovrà ripetere l'impresa impossibile (o quasi) della super remontada già realizzata contro il Psg al ritorno. Ma di fronte, questa volta, il Barcellona avrà la maturità di una squadra che di certo, almeno a livello difensivo, non è paragonabile a quella di Emery, e che sarà sicuramente un ostacolo molto più duro da superare. Ovviamente Allegri non sottovaluterà l'appuntamento, ma d'altronde gli basterà fare solo una cosa per passare: giocare da Juve.

Messi? No, Dybala

Allegri manda in campo la formazione più offensiva possibile, con le 5 stelle tutte insieme e i due brasiliani Dani Alves e Alex Sandro sulle fasce in difesa. Luis Enrique risponde con un 4-3-3 che prevede Mathieu a sinistra e Mascherano a centrocampo al posto dello squalificato Busquets. L'obiettivo della Juventus è chiaro sin dai primissimi secondi: aggredire subito il Barcellona, andarsi a prendere il vantaggio e poi compattare le linee in un blocco granitico. Detto, fatto. E in soli 10 minuti. Quelli che ci mette Dybala per trovare lo spazio giusto in area, ricevere da Cuadrado e confezionare, nell'assenza della difesa blaugrana, un sinistro morbido morbido che non lascia scampo a Ter Stegen, infilato sulla sua destra. Delirio, boato, apoteosi bianconera. Meglio così, la partita per Allegri non poteva cominciare. Passata in vantaggio, la Juve passa alla seconda fase del piano anti-Barcellona, chiudendosi a protezione della difesa con Cuadrado e Mandzukic che con grande sacrificio si piazzano in linea con Pjanic e Khedira. La mossa dà i suoi frutti perché i blaugrana tengono palla, avanzano fino ai 60 metri, ma una volta superata la metà del campo non trovano spazio. Solo una magia potrebbe riuscire a bucare una difesa così concentrata come quella bianconera, ma se in campo hai Messi qualcosa prima o poi può sempre accadere. Al 20' infatti l'argentino tira fuori dal cilindro un assist da fantascienza che libera Iniesta a tu per tu con Buffon: destro a giro a colpo sicuro ma il fenomeno la Juve ce l'ha in porta e il numero 1 di Allegri devia in calcio d'angolo emulando la magia da pochi secondi compiuti dalla pulce argentina. Lo Stadium esulta come se Buffon avesse segnato, ma appena 47 secondi più tardi la rete bianconera arriva sul serio e i tifosi possono letteralmente esplodere. È la vecchia legge del calcio mai scritta: gol mancato, gol subito. È ancora il sinistro magico di Dybala a perforare Ter Stegen dopo una grande azione sulla sinistra culminata con l'assist di Mandzukic per la Joya bianconera. Il Barcellona è tramortito, Luis Enrique ha una maschera senza espressione e i giocatori capiscono che se vogliono quantomeno provare a mettere in difficoltà gli avversari devono alzare il ritmo delle loro giocate. Il possesso è sempre a loro favore, ma occasioni non ne arrivano: quello blaugrana è un tiki-taka infinito ma sterline (70% a 30% a favore del Barcellona il dato del possesso palla nel primo tempo) che porta solo a un mezzo colpo di testa di Suarez deviato in angolo da Bonucci, oltre a un'azione fermata per un giusto fuorigioco di Suarez su un recupero palla di Messi, che dopo il triangolo col Pistolero si era ritrovato solo davanti a Buffon. Nel finale la Juve ritira fuori la testa dalla propria metà campo, ma Higuain e Bonucci non riescono a trasformare un grande primo tempo in un trionfo assoluto. Poco male, al riposo siamo 2-0. I tifosi possono sognare.

Difesa e terzo gol

La ripresa comincia con la mossa di Luis Enrique che passa alla difesa a 3, levando Matthieu e inserendo Andre Gomes, piazzato a centrocampo al posto di Mascherano arretrato al fianco di Umtiti e Piqué. Oltre alla novità tattica, la squadra blaugrana comunque sembra essere animata da tutta un'altra determinazione, soprattutto nel pressing offensivo e nelle verticalizzazioni, che ora arrivano sempre più frequenti. Il risultato sono almeno 4 occasioni, non clamorose per la verità, arrivate tutte con conclusioni da fuori e di Messi, due volte Iniesta e Neymar. La Juve non sembra in difficoltà, ma un piccolo allarme comincia a risuonare nell'aria. E allora la soluzione è una sola, andare a cercare subito il terzo gol, senza paura. Ci prova per due volte Higuain, ma Ter Stegen è bravissimo a respingere prima una conclusione dai 16 metri poi un destro a botta sicura scagliato a pochi metri dal portiere tedesco. E allora dove non arriva il Pipita ci pensa incredibilmente Chiellini, che su un angolo dalla destra riesce ad avere la meglio di Mascherano e a indirizzare la palla sul palo e poi in rete per la definitiva apoteosi bianconera. Il Barcellona è sotto 3-0. La buona notizia, inoltre, è che i giocatori di Luis Enrique continuano ad avere difficoltà nell'arrivare all'interno dell'area della Juve con palloni giocabili per gli attaccanti, anche se passaggio dopo passaggio al 67' Messi trova la seconda grande giocata della sua partita regalando a Suarez la possibilità di calciare dall'interno dell'area: la palla, colpita non benissimo, esce sbilenca dal destro dell'uruguaiano e si spegne sul fondo. Allegri capisce che Cuadrado non ne ha più e mette Lemina al suo posto, poi concede la standing ovation a Dybala che lascia il campo a Rincon. Anche perché ora c'è solo da difendere il 3-0. La Juventus lo fa con calma e giudizio, concedendo come sempre il possesso al Barcellona, ma rischiando solo su una punizione dal limite che però Messi spara addosso alla barriera. Non è serata per il fenomeno Blaugrana, il Dio del calcio ha evidentemente deciso che oggi allo Stadium solo un argentino debba prendersi tutta la scena. E allora al fischio finale la Joya è tutta e solo bianconera. Il primo ostacolo è stato superato, ora non resta che completare l'opera il 19 aprile al Camp Nou. Questa Juve di certo non è il Psg, almeno a livello difensivo, e le imprese impossibili non sempre possono riuscire. Allegri lo sa, sospira, ma intanto si gode la serata perfetta dei suoi ragazzi. La Champions è sempre di più casa sua. 

LE CURIOSITÀ STATISTICHE DELLA PARTITA

-La Juventus ha vinto tutte le ultime 16 gare allo Stadium ed è imbattuta in casa da 48 partite ufficiali (42V, 6N): l’ultima sconfitta interna è arrivata contro l’Udinese nell’agosto del 2015.

-La Juventus non aveva mai segnato 3 gol (e vinto con più di un gol di scarto) contro il Barcellona.

-La Juve è la quinta squadra ad aver subito solo due gol dopo 9 partite in una stagione di Champions League: tutte le precedenti quattro hanno raggiunto la finale.

-Quarto gol stagionale di Chiellini: non segna di più, in una singola stagione, dal 2009/10 (cinque reti).

-Juve a segno in tutte le ultime 33 gare ufficiali disputate: è la striscia più lunga per i bianconeri da marzo 2006.

-Solo una volta prima d'ora il Barcellona si è trovato sotto di due gol dopo meno tempo in Champions: nel 2005, contro il Chelsea, 0-3 dopo 19 minuti.

-L'ultima doppietta di uno juventino in Champions fu firmata da Tevez nel marzo 2015 contro il Borussia Dortmund.

-13 dei 15 gol stagionali di Dybala sono arrivati allo Stadium

-Per la prima volta Dybala ha segno in due gare di fila in Champions League.

Redazione Sky Sport Italia
tratto da Champions, Juve-Barcellona 3-0: Dybala fa il Messi



 



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venerdì 10 aprile 2026

10 Aprile 1996: Juventus - Udinese

È il 10 aprile 1996 e Juventus Udinese si sfidano nella nona Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1995-96 allo Stadio delle Alpi di Torino.

La Juventus, guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver rivinto lo Scudetto dopo ben otto anni, adesso pensa in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sarà secondo posto. 

Dall'altra parte i friulani disputano un campionato nelle attese e terminano il campionato a metà classifica.

Buona Visione!




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Stagione 1995-1996 - Campionato di Serie A - 9 ritorno

Torino - Stadio Delle Alpi
Mercoledì 10 aprile 1996 ore 20:30
JUVENTUS-UDINESE 2-1
MARCATORI: Stroppa 15, Ravanelli 27, Vierchowod 84

JUVENTUS: Rampulla, Torricelli, Ferrara C., Porrini (Paulo Sousa 32), Pessotto G., Di Livio, Conte A., Deschamps, Del Piero (Vierchowod 74), Vialli (Padovano 67), Ravanelli
Allenatore: Marcello Lippi

UDINESE: Battistini G., Pellegrini (Ametrano 82), Matrecano, Calori, Bertotto, Helveg, Rossitto, Giannichedda, Desideri (Shalimov 64), Stroppa (Poggi 87), Bierhoff
Allenatore: Alberto Zaccheroni

ARBITRO: Bolognino
ESPULSIONI: Torricelli 61 (Juventus)





Nel finale i bianconeri (in dieci) superano l'Udinese in vantaggio con Stroppa 
Juve, l'orgoglio della rimonta 
Viercbowod dà la sesta vittoria consecutiva 

TORINO. Una vittoria probabilmente inutile, la sesta consecutiva, visto il successo del Milan a Cagliari, ma «bella» per come la Juventus l'ha cercata e voluta. Sotto di un gol (Stroppa, ex Milan...), in dieci per mezz'ora (Torricelli espulso), altri si sarebbero arresi. Non i campioni d'Italia. Le reti di Ravanelli e Vierchowod gonfiano le statistiche (25 punti su 27 nelle ultime nove partite) e infliggono la quarta sconfitta di fila a un'Udinese bravina nel controgioco, ma assolutamente greve e impacciata nel gestire la superiorità numerica. 
Lo sciopero, questa volta, lo fanno i tifosi: soprattutto gli abbonati. L'arena è semideserta. Il ritmo, blando. L'epurazione di Zaccheroni colpisce Oregon, Ria (squalificato), Ametrano, Shalimov e Poggi. Fra i pali c'è Battistini. Al fianco di Calori, Matrecano. Poi S. Pellegrini stilla fascia destra, in coppia con Helveg, là dove operano Pessotto e Del Piero. Quindi Giannichedda (classe 1974) a centrocampo, fra Rossitto e Desideri, molto largo, a sinistra. E Stroppa, il pendolo intorno al quale oscilla il modulo (4-4-2, 4-5-1). 

Un tiro di Desideri, alto. Un'intesa Ravanelli-Dei Piero, sventata in tuffo da Battistini. E al 16', improvviso, il gol dell'Udinese. Da Stroppa a Bierhoff, difensori svagati, cross del tedesco, rinvio sghembo di un «pretoriano» e tranciarne di Stroppa dal limite. La Juve entra in partita piano piano. Le fasce sono intasate (Pellegrini Helveg contro Pessotto-Del Piero a destra, Bertotto-Desideri contro Torricelli-Di Livio a sinistra), lo stesso dicasi del centro, alla luce del generoso prodigarsi di Rossitto e Giannichedda nella zona di Conte e Deschamps. A Madama non resta che un'arma: la velocità, il pressing. Detto fatto. 

Il pareggio è frutto, al 27', di un'azione Vialli-Di Livio e di uno splendido controllo-girata di Ravanelli dal cuore dell'area. L'Udinese barcolla. Ferrara di testa, sfiora la traversa e reclama il rigore. Vialli, su lancio di Ferrara, si scrolla di dosso Calori e timbra un palo clamoroso (31'). Lippi avvicenda Porrini, nervosetto? acciaccato?, retrocede Deschamps e propone Sousa. La Juve, adesso, preme in forze, con forza. Helveg e Pellegrini, ammoniti, ne sono la prova. Il danese, da lontano, stuzzica Rampolla. Fioccano i calci d'angolo: e su uno di questi, calibrato da Pinturicchio, Ferrara si mangia un gol fatto. Poco ci manca che la nemesi, stizzita, non punisca tanta prodigalità. Sbaglia Pessotto, e su Pellegrini assalitore solitario rimedia Rampulla, in extremis. 

Ravanelli e Vialli, su cui si affaccendano Calori e Matrecano, impegnano Battistini. Alla ripresa, la Juve palesa, qui e là, una censurabile foga. Attacca, si scopre, rischia. Nel giro di un minuto, dal 15' al 16', Battistini recupera su Ravanelli e salva su Di Livio, smarcato in diagonale da Sousa. La tensione gioca un brutto scherzo a Torricelli, espulso, al 18', per aver accompagnato la richiesta di una rimessa laterale con il gesto di voler scagliare la palla addosso al guardalinee (il signor Fiori di Ravenna), il tutto condito, probabilmente, da qualche vaffa fuori ordinanza. 

La Juve schiuma di rabbia. Shalimov sostituisce Desideri (spento), Padovano, a sorpresa, rileva Vialli. E poco dopo esce pure Del Piero, rimpiazzato da Vierchowod, Padovano e Rava nelli costringono Battistini a spericolate acrobazie. Un'incursione di Sousa semina il panico. La notizia del secondo gol del Milan, una coltellata al cuo re, gela il popolo, ma non disar ma i campioni. Fa poco, l'Udinese, per trarre profitto dal l'uomo in più. Molto poco. Troppo poco. Madama non si dà per vinta. Ha un sussulto. E al 39', mentre Rossitto, a terra, viene ammonito per simulazio ne, raddoppia. Così: angolo di Pessotto, incornata di Vierchowod. Sette minuti di recupero e finale allo spasimo: da una parte, traversa di Shalimov ed erroraccio di Bierhoff; dall'altra, tuffo di Conte e paratissima di Battistini. I tifosi tornano a ruggire. Finito è il campionato non la Juve. 

Roberto Beccantini





Il gol di Stroppa avrebbe potuto tagliare le gambe a chiunque, ma non a questa Juve. La reazione è veemente e viene coronata dal ritrovato Ravanelli e dall'antico guerriero Vierchowod. Ma nel frattempo, vinceva anche il Milan...

Riecco Penna Bianca

Dopo quasi due mesi (l'ultima volta a Napoli il 18 febbraio) Ravanelli ha potuto procedere al suo particolare rito: coprirsi la faccia con la maglia dopo il gol. Non è stato un periodo semplice, oltre a tutto con la paura di doversi sottoporre a un'operazione, ma il gol ha scacciato gli incubi. Un gol comunque importante, per dimostrare che questa Juve non si arrende.

tratto da "Il Film del Campionato - Guerin Sportivo" stagione 1995-96






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Il gol di Ravanelli (che nasconde il pallone con il corpo) consente il momentaneo pareggio alla Juventus con l'Udinese


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