giovedì 10 settembre 2026

10 Settembre 1995: Piacenza - Juventus

É il 10 Settembre 1995 e PiacenzaJuventus si sfidano nella seconda giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1995-96  allo Stadio 'Galleana - Leonardo Garilli' di Piacenza.

La Juventus guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver vinto lo Scudetto dopo ben otto anni adesso pensano in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sará solo secondo posto. Dall'altre parte c'é un Piacenza che giudata in panchina da Gigi Cagni fa il suo e si 'limita' ad una salvezza insperata da molti.

Buona Visione!

 


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Stagione 1995-1996 - Campionato di Serie A - 2 andata
Piacenza - Stadio Galleana
Domenica 10 settembre 1995 ore 16.00
PIACENZA-JUVENTUS 0-4
MARCATORI: Vialli 46, Torricelli 60, Ravanelli 74, Vialli 86

PIACENZA: Taibi, Rossini, Polonia, Maccoppi, Lorenzini (Moretti 56), Di Francesco, Corini, Carbone A., Turrini, Caccia, Piovani
Allenatore: Luigi Cagni

JUVENTUS: Peruzzi (Rampulla 41), Porrini, Ferrara C., Tacchinardi, Pessotto, Di Livio, Paulo Sousa (Torricelli 46), Deschamps (Conte A. 46), Jugovic, Vialli, Ravanelli
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Cesari



La grande voglia di Vìalli tiene in alto la Juventus 
PIACENZA DAL NOSTRO INVIATO 

L'uomo che ha spaccato in due l'Italia calciofila ha risposto come sempre a modo suo. Con i gol. Due reti sotto lo sguardo di Carmignani, il vice di Sacchi, due prodezze che rinsaldano la Juve ai vertici della classifica in compagnia ormai soltanto di Lazio e Milan. Tre partite ufficiali, dodici gol. La Juve lippiana procede a «forza 4» come uno schiacciasassi. E Vialli è più che mai il leader, il punto di riferimento, il giocatore che divide l'opinione pubblica e compatta il gruppo juventino. Anche ieri ha risposto da campione. Non stava bene, sabato il ginocchio «scricchiolava» ancora, come dice lui, eppure ha retto novanta minuti, ha trascinato la Juve. 

Spiega: 

«E' andata meglio del previsto, considerate le difficoltà che ho avuto negli ultimi quindici giorni. Credo di aver fatto una buona partita, di aver dato il mio contributo. Sono contento, ringrazio i compagni che mi hanno aiutato permettendomi di giocare bene e di segnare». 

Ma non ci sono solo i gol. Anche una grande prova di carattere dopo le polemiche degli ultimi giorni: 

«Il carattere ci vuole sempre per superare le insidie del campo e quello che ti porti dietro. Ho avuto fortuna». 

Ed eccoci al dunque. Vialli individua nemici più o meno occulti, insidie difficili da superare. Sacchi prenda nota: 

«Se si giocasse soltanto di domenica sarebbe troppo facile. Invece, purtroppo e per fortuna, si fanno anche altre partite durante la settimana, nelle quali devi battere avversari che non ti affrontano sul campo. E' difficile, ma in fondo è bello». 

Semplice pensare a questi due gol come ad altrettanti messaggi chiari mandati all'Arrigo. Vialli aggira l'ostacolo, dice cose più facili da decifrare: 

«Le partite della domenica sono facili, molto più duri gli scontri polemici. Ho rispettato le idee di tutti, mi piacerebbe che anche gli altri rispettassero le mie. Purtroppo è difficile spiegare ai tifosi come stanno davvero le cose. Si devono fidare di ciò che vedono e sentono. Ma nessuno mi ha fermato per strada, anche perché viaggio sempre in auto». 

Non si preoccupa se la sua doppietta ha colpito qualcuno al cuore: 

«Gioco per la Juve e sono contento se questi gol fanno piacere ai compagni, ai dirigenti, ai tifosi. Forse saranno le altre squadre a non essere troppo felici perché aspettavano un nostro passo falso. Questa è una vittoria importante, ottenuta su un campo più insidioso di quanto sembri». 

Aveva previsto la vittoria in Coppa Uefa ai tempi del Trap, aveva previsto la conquista dello scudetto dopo la sconfitta nel primo derby della scorsa stagione. Aveva previsto forse anche questa doppietta con dedica particolare? Vialli si aggiusta il cappellino e prosegue: 

«Non sentivo nulla, anche perché non sono al massimo della forma. A me interessava giocare una buona partita ed essere utile alla squadra. Diventare un protagonista importante è meglio, ma non è tutto. Questi due gol sono per la Juve che in un momento particolare mi è stata di grande sostegno. E se sai di avere vicino qualcuno che ti vuole bene, migliori le tue prestazioni». 

Nulla da dire a Matarrese? 

«Vorrei parlare solo di questa partita che ci ha permesso di essere primi in classifica». 

Hanno segnato i giocatori che Sacchi non fa giocare: Vialli, Baggio e Signori. 

«Sono contento per Baggio. Noi dobbiamo sempre dimostrare alle nostre società di essere degni dell'attenzione che ci dedicano e portare lontano la squadra attraverso queste prestazioni positive». 

Un pensiero al Trap già in disgrazia: 

«Ne uscirà da gran signore».


Le Pagelle
Di Livio ok 
E Torricelli che bel jolly 

Piacenza 
TAIBI 5. Non che davanti abbia la linea Maginot, ma trasmette spesso la sensazione di essore lì per caso. 
POLONIA 5. Fra Vialli e Ravanelli, tutto bene sino a che la temperatura non sale. 
ROSSINI 5. É il libero di una difesa che, appena il centrocampo cede, si sbriciola. 
MACCOPPI 5. Ronza intorno a Ravanelli (e a Vialli). Crolla dopo un tempo dignitoso. 
LORENZINI 5. Segue le tracce di Di Livio. Sono orme che lo confondono 
(Dal 13' st Moratti 5: avvicenda Lorenzini, e non morde). 
DI FRANCESCO 6. Comincia a destra, su Deschamps. Chiude a sinistra, su Di Livio. Fra i più efficaci di una squadra tutta bollicine. 
CORINI 6. Funge da centrale. Sbircia Sousa e, nella ripresa, Tacchinardi. Una traversa, ma anche un'occasione sprecata. 
CARBONE 5,5. A sinistra, su Jugovic. E poi su Conte. Pura tappezzeria. 
TURRINI 6. Fascia destra, là dove tiene bottega Pessotto. Vivace, se non altro. 
CACCIA 5. Con Vialli, l'uomo del destino. Pesca il biglietto vincente, ma lo perde. 
PIOVANI 5,5. Alza un polverone che, quando si dirada, non lascia nulla
CAGNI 5. Tanti assenti, d'accordo. Ma otto gol al passivo in due partite sono un'enormità. 

Juventus
PERUZZI 6. Si butta a corpo morto su Di Francesco, ci rimette il naso, ma si guadagna la pagnotta. 
(Dal 41' pt Rampulla sv graziato da Caccia, ignorato dagli altri). 
FERRARA 6. Dal fianco destro al cuore della zona. Soffre, per un tempo, le picchiate degli stukas rivali. Meglio nella ripresa. 
TACCHINARDI 6,5. Due partite in una, la prima da libero, la seconda da perno del centrocampo. Se la cava. 
PORRINI 6,5. Centro, destra, ancora centro. In difficoltà nel gioco a terra, a suo agio in quello aereo. Una traversa (involontaria) su cross. 
PESSOTTO 6. Lavora ai fianchi Turrini. Ogni tanto si sporge dal davanzale. 
JUGOVIC 6. Qualche inserimento, ma una partita tutto sommato ornamentale. 
SOUSA 6. Sprigiona un blando pressing. Ha le pile scariche. Succede. Offre a Vialli la palla del gol che sblocca il risultato. 
(Dal 1 ' st Torricelli 7: rimpiazza numericamente il portoghese, si sistema a destra. Implacabile, impeccabile. E segna un gol, il primo in serie A, da centravanti). 
DESCHAMPS 5,5. Le ruggini del mercoledì francese lo frenano. Patisce il tremendismo di Di Francesco. 
CONTE 6. Rileva Deschamps, si colloca sul centro-destra, porta un po' di vigore e freschezza. Suo il tocco per il bis del Pelato. 
DI LIVIO 7. Corre per due, non si nega a nessuno. Attaccante, centrocampista: non risente del bombardamento sacchiano. 
VIALLI 8. Due gol, più il passaggio a Torricelli per il raddoppio. Partita di enorme spessore. Il ginocchio e le baruffe ne stuzzicano la classe e l'orgoglio. Leader e cannoniere: come sempre, più di sempre. 
RAVANELLI 6,5. Se si appisolava persino Omero, a maggior ragione può sbadigliare il mostruoso Ravanelli di questo periodo. Resta il gol. Un gran gol. 
LIPPI 7. Efficace strigliata a metà match e pregevole applicazione del tura over. Il suo capolavoro resta, però, il feeling con Vialli. 

Arbitro CESARI 7. Equilibrato, preciso. Sul gol di Caccia, annullato per fuorigioco, si fida del guardalinee Preziosi.

Roberto Beccantini
brani tratti da: La Stampa 11 settembre 1995





Il caso
Nemici invisibili

Gianluca Vialli era stato il protagonista del fine settimana con le dichiarazioni sulla Nazionale. Domenica era l'uomo più atteso. E ha risposto in grande stile. Ha aperto la strada alla Juve e poi nel finale si è pure preso il gusto di siglare il raddoppio personale. 

«Se il calcio fosse solo quello giocato, quello del campo, tutto sarebbe più facile. Invece ci sono anche altri avversari invisibili a complicare la vita", 

ha detto l'attaccante evitando di parlare di Sacchi. Ai commenti degli altri sul suo rifiuto, Vialli non ha replicato. 

«Io rispetto le dichiarazioni di tutti. Ma vorrei che succedesse altrettanto con le mie».


La partita
Ripresa coi fiocchi

Primo tempo equilibrato. Una Juve troppo lenta è stata messa in difficoltà dal Piacenza, che ha però avuto il torto di sbagliare un gol già fatto con Caccia. Subito dopo, Paulo Sousa ha liberato Vialli al limite dell'area e l'attaccante, con un destro potente e preciso, ha superato Taibi. 

"Nel primo tempo il vantaggio lo meritava il Piacenza. Va detto però che lo abbiamo legittimato nella ripresa", ha commentato Lippi. 

Vero. Perché nel secondo tempo non c'è stata più storia. Il colpo del k.o. lo ha piazzato Torricelli, al 60'. C'è stato il tempo per altre due segnature. Quella di Ravanelli al 74', con un sinistro morbido a girare e quella di Vialli, all'86. 

tratto da "Il Film del Campionato"
del Guerin Sportivo anno 1995






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10 Settembre 2016: Juventus - Sassuolo

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 10 Settembre 2016 e Juventus e Sassuolo si sfidano nella terza giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio  Serie A TIM 2016-17 allo 'Juventus Stadiumdi Torino.

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri partono in pole position per vincere l'ennesimo campionato. Ed infatti arriva il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese.

Dall'altra parte ci sono i neroverdi che disputano una stagione tranquilla e si piazzano in dodicesima posizione finale.

Buona Visione!



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Torino - Juventus Stadium
Sabato 10 settembre 2016 ore 18.00
JUVENTUS-SASSUOLO 3-1
MARCATORI: Higuain 5, Higuain 10, Pjanic 27, Antei 33

JUVENTUS: Buffon, Benatia, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Khedira (Hernanes 73), Lemina, Pjanic, Alex Sandro, Dybala (Pjaca 87), Higuain (Mandzukic 70)
Allenatore: Massimiliano Allegri

SASSUOLO: Consigli, Gazzola, Antei, Acerbi, Peluso, Pellegrini Lo. (Missiroli 57), Magnanelli, Duncan, Politano, Matri (Iemmello 57), Ragusa (Ricci 80)

ARBITRO: Di Bello




I campioni d'Italia disputano una prima mezz'ora di gara travolgente e i neroverdi non possono che assistere. Il Pipita realizza una doppietta in cinque minuti, poi Pjanic chiude la pratica. La rete ospite arriva grazie a un errore di Buffon e una deviazione di Antei.

TORINO - Fino al gol del Sassuolo, la sensazione è stata una sola che poi è anche una conferma di quello che tutti sospettavano: questa Juventus è troppo forte, di una categoria superiore rispetto al campionato italiano. Ritmi alti, giocate di prima senza errori e tre gol in 27' al Sassuolo che non è proprio l'ultima arrivata. Gonzalo Higuain realizza una doppietta d'autore al suo esordio dal 1' in bianconero e Pjanic ci mette la ciliegina. Il Sassuolo accorcia, sempre nel primo tempo, approfittando di una uscita a vuoto di Buffon e Antei si ritrova goleador senza capire nemmeno come. Nel secondo tempo la Juventus controlla, potrebbe segnare ancora, ma si accontenta di essere capolista a punteggio pieno dopo tre giornate di Serie A.

FURIA HIGUAIN - Allegri può finalmente proporre la vera nuova Juventus con i big tutti dal 1′: Pjanic a centrocampo e in attacco la coppia Higuain e Dybala. Chiellini gioca regolarmente in difesa mentre riposano Barzagli e Dani Alves rimpiazzati rispettivamente da Benatia e Lichtsteiner. Lemina vince il ballottaggio con Asamoah. Al 3-5-2 bianconero, Di Francesco risponde col 4-3-3 con Ragusa, Matri e Politano in attacco viste le assenze di Berardi e Defrel. In mezzo al campo con Magnanelli ci sono Duncan e Pellegrini; al centro della difesa Antei viene preferito a Cannavaro. 

PJANIC FA TRIS, MA ANTEI ACCORCIA - E' un monologo bianconero adesso col Sassuolo che appare inerme. Sfiora la rete anche Bonucci di testa su calcio d'angolo, ma è Pjanic a siglare il 3-0 al 27': Dybala scatta in area ma viene fermato in extremis da un difensore. Pallone ancora vivo con colpo di testa di Pjanic e traversa piena. Quindi il bosniaco è più lesto dello stesso Dybala a insaccare da due passi. Al 33' a sorpresa arriva il gol del Sassuolo: angolo, Buffon esce a vuoto, Antei in corsa impatta la sfera e la insacca. I ritmi altissimi della Juventus non permettono al Sassuolo di giocare e quando Pellegrini commette una leggerezza nella propria area, Khedira lo grazia concludendo alto. Nell'unico minuto di recupero, corner di Pjanic e colpo di tacco di Benatia che il portiere controlla.

CONSIGLI TIENE A GALLA IL SASSUOLO - Consigli tiene a galla il Sassuolo nel secondo tempo quando para su Khedira e soprattutto all'11' salvando su Pjanic che si inserisce in area e conclude in corsa. Di Francesco a questo punto cambia due elementi: fuori Matri (ex applauditissimo dallo Stadium) e Pellegrini e dentro Iemmello e Missiroli. Ma le sostituzioni non incidono e Dybala al quarto d'ora si beve tutta la difesa, poi con una finta supera Duncan sul fondo e conclude: Consigli devia. Si batte l'angolo e Chiellini di testa per poco non centra la porta. Al 22' occasionissima per Lichtsteiner: nell'area piccola e con Consigli già a terra, lo svizzero conclude però sul corpo del portiere. Quindi mischia furiosa e il Sassuolo che si salva mentre l'esterno bianconero cade e lamenta un fallo da rigore che pare non esserci.

ENTRA RICCI MA E' TARDI - Il punteggio consente ad Allegri di gestire i cambi in vista dell'impegno di Champions: il primo a abandonare la scena è Higuain, al suo posto dentro Mandzukic. Quindi out Khedira e dentro Hernanes. Alla mezz'ora il Sassuolo chiede calcio di rigore quando Iemmello colpisce di testa una palla che Chiellini poi devia in angolo con un braccio teso. Penalty che poteva starci, non per Di Bello. Quando tra gli ospiti entra Ricci per Ragusa, qualcosa migliora nella manovra offensiva ospite, ma ormai è tardi. Anzi, al 38' assistiamo a un gran lancio di Bonucci per Pjanic che in area intende servire Dybala ma c'è l'anticipo decisivo di Acerbi che salva i suoi dal 4-1. Al 43' il 3-2 pare cosa fatta quando Politano, liberato in area, salta Buffon e conclude. Ma salva sulla linea Lichtsteiner, degno sostituto oggi di Dani Alves.




Terza vittoria in tre partite: una doppietta di Higuain e un gol dell'ex centrocampista della Roma fanno volare i bianconeri che battono 3-1 i neroverdi di Di Francesco. Qualche disattenzione difensiva nel finale, però, fa arrabbiare Max Allegri Per stendere il Sassuolo, alla Juve bastano 27 minuti. Una doppietta di Gonzalo Higuain alla sua prima dall’inizio in bianconero e un gol di Miralem Pjanic, all’esordio in campionato con la nuova maglia, fanno volare la squadra di Max Allegri. Tre vittorie in tre partite: aspettando Genoa e Sampdoria, i campioni uscenti della Serie A sono già in testa da soli a punteggio pieno. E ora che hanno ritrovato gli acquisti più importanti di una grandissima sessione di mercato, mirano davvero a far bene in ogni competizione. Soprattutto in quella Champions che resta il grandissimo obiettivo stagionale. Dopo la sconfitta a tavolino contro il Pescara, a causa del tesseramento definito irregolare di Ragusa, il Sassuolo invece non riesce a ripartire. Dopo aver trovato un gol fortunoso al 32’ del primo tempo sull’unico errore della difesa bianconera con Antei, non è mai riuscito nella seconda parte di gara a cambiare passo per mettere in difficoltà con continuità la Juve. Nel finale, un salvataggio sulla linea di Lichtsteiner su Politano, fa arrabbiare Allegri. Dopo aver cambiato tantissimi giocatori rispetto allo scorso anno, la Juventus sembra giocare già a memoria per larghi tratti di gara: velocità, ottimo gioco negli spazi stretti, e davanti la coppia Higuain-Dybala promette già scintille. Da migliorare forse, qualcosina in difesa: qualche sbavatura di troppo avrebbe potuto far rientrare in gara il Sassuolo sul 3-1. Il mister bianconero dalla panchina ha mostrato di non gradire. I cambi in formazione - Dopo due gare ai box, Pjanic va a posizionarsi davanti alla difesa, nel solito centrocampo a cinque. In difesa non c’è Barzagli ma Benatia, accanto a Bonucci e Chiellini. Dopo esser rimasto a Vinovo per ritrovare la forma nel corso della sosta per le nazionali, Gonzalo Higuain fa il suo esordio davanti dal primo minuto accanto a Dybala. Senza Berardi infortunato, Di Francesco dà spazio a Ragusa e Politano, a supporto di Matri unica punta. Passano pochissimi minuti: al 9’ la Juve è già sul 2-0. Che giochi in contropiede, o provi a impostare, i bianconeri nei primi minuti sono uno spettacolo. Al 4’ Pjanic lancia Dybala, appoggio per Higuain e il Pipita fa quello che sa fare meglio: da posizione molto defilata sulla destra, trafigge Consigli. Passano solo cinque minuti e sempre l’argentino fa un gol davvero impressionante: palla a campanile e grandissimo destro al volo che si insacca alle spalle di un incolpevole, e bravissimo portiere del Sassuolo. Il terzo gol di Pjanic al 27' sembra spegnere i sogni di rimonta degli ospiti ma non è così. Al 32’, dopo una rete molto fortunosa di Antei, bravo a inserirsi in un’indecisione tra Buffon e Alex Sandro. E’ l’unico sussulto dei neroverdi. Nel finale di tempo, è ancora la Juve che preme. Negli spogliatoi si va sul 3-1. Grande Juve anche nella ripresa - Nella seconda parte di gara, i bianconeri ci provano più volte. Ma Consigli c’è su Khedira, Pjanic e Dybala. Nel finale il Sassuolo si scrolla la tensione dei primi 30’, e tenta di risalire. I cambi di Di Francesco (Iemmello per Matri, Missiroli per Pellegrini e Ricci per Ragusa), sembrano dare maggior forza alla propria squadra. All’87’ è proprio l’ex Crotone, appena in campo, a servire Politano con un grandissimo filtrante. Il suo tiro chiama Lichtsteiner al grandissimo salvataggio sulla linea. Allegri non avrà lanciato il cappotto come contro il Carpi nello scorso campionato, ma è furibondo. La sua Juve chiude la gara 3-1. Ma sicuramente lavorerà sulle incertezze difensive. Una squadra che punta alla Champions, certi errori non può permetterseli. Un primo tempo perfetto, non gli fa dormire sogni tranquilli.







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mercoledì 9 settembre 2026

9 Settembre 2001: Atalanta - Juventus

É il 9 Settembre 2001 e AtalantaJuventus si sfidano nella seconda Giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2001-02 allo Stadio 'Atleti Azzurri d'Italia' di Bergamo.

É una stagione col finale col botto questa per i campioni bianconeri. Iniziata cosí cosí nel finale i nostri eroi stanno girando a mille. La vetta sí avvicina e sí avvicina anche il 5 maggio, ultima giornata di campionato. Tutto il resto é Storia

Dall'altra parte c'é l'Atalanta che si attesta a metá classifica evitando così i problemi della retrocessione.

Buona Visione! 


 

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Stagione 2001-2002 - Campionato di Serie A - 2 andata
Bergamo - Stadio Atleti Azzurri d'Italia
domenica 9 settembre 2001 ore 15.00
ATALANTA-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Del Piero 8, Trezeguet 83

ATALANTA: Taibi, Zauri, Sala, Carrera, Bellini, Zenoni D., Berretta, Dabo (Pinardi 64), Doni, Saudati (Rossini 64), Comandini (Colombo 77)
Allenatore: Giovanni Vavassori

JUVENTUS: Buffon, Zenoni, Thuram, Montero, Pessotto G. (O'Neill 67), Zambrotta, Tudor, Tacchinardi, Nedved, Trezeguet (Amoruso 84), Del Piero (Salas 70)
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Borriello


 

Gol e difesa di ferro.
E' una Juve padrona che non regala nulla 
COME UN RULLO: A BERGAMO UN ALTRO NETTO SUCCESSO DELLA SQUADRA DI LIPPI CONTRO UN'ATALANTA CHE HA SMARRITO L'ANTICA AGGRESSIVITÀ'
Ancora a segno con un fulmineo Del Piero e poi con Trezeguet 
La forza dei bianconeri scaturisce dall'asse retrovia-centrocampo.

Ancora Del Piero e Trezeguet. Diventa un esercizio statistico raccontare la supremazia della Juventus nell'avvio di campionato con i suoi due attaccanti che, dopo il Venezia, hanno affossato (2-0) l'Atalanta in casa sua. Tuttavia è dai tempi del pollo di Petrolini che le statistiche non raccontano la verità e la Juve lippiana è molto più di quanto non descrivano i gol. La sua forza nasce dalla difesa, si dilata nel centrocampo e soltanto allora giunge ai terminali dell'attacco, che quest'anno funzionano: erano quattro anni, dall'ultima Juve sopportabile di Lippi, che non si vedeva circolare la palla con la padronanza che mostrano i bianconeri e che ha l'effetto di ipnotizzare le vittime, come lo sguardo del cobra. 

L'Atalanta, subito trafìtta dal diagonale di Del Piero, avrebbe anche potuto pareggiare al 20' della ripresa, quando Buffon ha compiuto un miracolo su Damiano Zenoni, eppure non c'è stato un momento in cui la Juve abbia perso il controllo, al massimo ne ha concesso qualche scagha, come quando si mezza il cioccolato e sulla tovaglia ne rimane un po' di polvere. Questa è una squadra che, se segna per prima, ti nasconde la palla. Corri, corri e non la raggiungi mai. La tua aggressività si stempera in quell'inseguimento inutile. Dabo, il giovane francese passato per Parma, raccontava di esseme rimasto schiantato nel fisico e depresso nel morale: 

«Mi stancavo per niente». 

La palla, quando la Juve gioca sul serio, circola da destra a sinistra, poi ritorna al punto di partenza come si muove un pendolo, ma con velocità e precisione, e se l'avversario apre le maghe per seguire l'azione, si crea il corridoio giusto in cui fiondarsi. Le ragioni della metamorfosi sono diverse ma la più importante è che la presenza di Montero e Thuram, insieme alla sicurezza garantita da Buffon, permette alla Juve di muoversi sempre con almeno un uomo in più perché in difesa quei due bastano a controllare la situazione. Gli appoggi di Christian Zenoni e di Pessotto sulle fasce diventano importantissimi per allargare l'azione, Zambrotta finalmente torna a fare l'ala e siamo curiosi di vedere cosa succederà con il ritomo di Davids e un rendimento appena più accettabile di Nedved, finora il più opaco tra gli acquisti. 

Schiodata dalla Zidane-dipendenza, questa Juve ha scoperto di non avere più padroni e molti ispiratori. Se non cala il ritmo e la concentrazione, come in avvio di ripresa, è difficilissimo affrontarla e farle un gol: non le vincerà tutte, ma certamente ne perderà poche e gli ultimi minuti di Salas hanno confermato che c'è un'alternativa importante. Lippi ha atteso molto prima di buttarlo in campo al posto di Del Piero, forse per non avvilire Trezeguet, del tutto fuori partita. Quei pochi minuti sono bastati al cileno: l'azione del secondo gol nasce da un dribbling insistito e dalla sua capacità di non perdere la palla in mezzo a tre avversari. Il suo appoggio indietro ha permesso a Tacchinardi di fiondare un tirocross che Trezeguet ha corretto bene in rete. Era il sigillo, a sette minuti dalla fine. 

L'Atalanta è una buona squadra, come lo era l'anno scorso quando, a questo punto, comandava la classifica. Ora sta in fondo per uno scherzo del calendario ma anche perché ha perso l'aggressività di quei giorni, non è più veloce né fantasiosa, quasi si fosse imborghesita: in attacco Saudati e Comandini (due punte che piacevano al Toro) sono andati a sbattere contro il muro, prima con l'entusiasmo dei giovani convinti di sbrecciarlo, poi sempre più arrendevoli. La Juve ha tremato dopo 4', sul colpo di testa di Doni, fuori di un nulla, ma ha controllato i nervi. Senza creare la pressione micidiale del match d'esordio con il Venezia, i bianconeri hanno atteso l'occasione giusta che è venuta presto: all'8' Zambrotta ha difeso la palla sulla destra, l'ha appoggiata a Del Piero che l'ha scambiata con Tacchinardi e si è trovato oltre la fragile difesa di Berretta e Bellini. Alex le ha sbagliate spesso quelle palle a tu per tu col portiere, sia nella Juve che in Nazionale: la nuova misura di se stesso la dà il diagonale di destro, preciso, nell'angolo. Con qualche rudezza di Thuram, la difesa ha retto alla reazione atalantina, né la Juve ha trovato grandi sbocchi. Nedved raccoglieva più bozzi che palle buone, Trezeguet reclamava palle giocabili che non sapeva attrarre. Era un'intuizione di Zambrotta, su schema di calcio d'angolo, a conceder la palla-gol a Nedved, che tirava fuori in diagonale. 

Nella ripresa calava l'intensità dei bianconeri, Damiano Zenoni azzeccava un taglio dalla destra che lo portava solo davanti a Buffon: l'uscita del portierone era prodigiosa. E la Juve, con Tudor riportato in difesa e il plantigrado O'Neill a dettare il gioco, riprendeva il controllo, fino al raddoppio. Nel finale Amoruso, lanciato da Salas, sfiorava il terzo gol. Era da quattro anni che non si vedevano gli juventini far circolare il pallone in modo così fluido e perentorio Tutto nasce con Buffon Montero e Thuram. Finita la dipendenza da Zidane, tanti ispiratori capaci di creare azioni e di controllare la partita. Nel finale entra Salas che conferma di essere un'alternativa importante. Alessandro Del Piero è stato II grande protagonista della vittoria juventina a Bergamo, sbloccando il punteggio con una bella rete dopo pochi minuti.

Marco Ansaldo
 


LE PAGELLE 
Dal duo Tacchinardi & Zambrotta nasce il gioco e arrivano gli assist 
ATALANTA 
TAIBI 6.Incolpevole sui gol. 
ZAURI 6. Bene su Nedved, più in difficoltà su Del Piero. 
SALA 6. Dà il meglio sui palloni alti che piacciono a Trezeguet. 
CARRERA 7. Senza di lui, sarebbe il diluvio. Salta, rinvia, sguscia sull'erba alla faccia dei 37 anni ben gestiti. Conosce ogni mossa di Del Piero e arpiona a Trezeguet la palla del 2-0. 
BELLINI 5,5. Dopo un discreto inizio si perde ed è a disagio nel difendere su Zambrotta. 
D. ZENONI 6. Meglio il gemello ma se giocasse nella Juve anche lui... Si smarca bene per calciare su Buffon una palla gol. 
BERRETTA 5. Così tenero che lo sbriciolano come un grissino. 
DABO 5,5. Corre molto, a vuoto 
(dal 19' st Pinardi 6: entra quando è difficile risalire). 
DONI 6,5. É il più talentuoso e pericoloso, sfiora il gol di testa e prende anche le botte. Finché non ne ha abbastanza. 
SAUDATI 5,5. Un paio di fughette bastonate da Thuram lo convincono a non insistere 
(dal 19' st Rossini 5,5: francamente non me lo ricordo). 
COMANDINI 5. Per crescere si deve essere grandi anche con i forti, non solo coi deboli. E lui scompare 
(32' st Colombo sv). 
VAVASSORI 5,5. L'Atalanta vale quella dell'anno scorso ma corre la metà: cosa è successo? 
JUVENTUS 
BUFFON 7. Ha comprato in qualche bottega il fluido che Van der Sar non seppe trovare: dopo 4', il colpo di testa di Doni esce di poco (come per Maniero in Juve-Venezia) mentre l'anno scorso la palla sarebbe finita dentro, obbligando la Juve a un match in salita. Unica parata ma decisiva: uscita bassa su D. Zenoni. 
C. ZENONI 7. Incrocia il gemello nel finale quando si sposta a sinistra per sostituire Pessotto. Cresce a ogni gara, difende bene e attacca con sicurezza. Quando si mette male, chiama le balie, Thuram e Montero.
THURAM 6,5. Impressiona il senso dell'anticipo, è imponente «come cervo che esce di foresta» direbbe Boskov. Se l'avversario lo anticipa, come Saudati e Doni nei primi 45', li stende con una certa impunità. Occhio agli appoggi, un po' supponenti. 
MONTERO 7. A un certo punto, dopo pochi minuti, si inventa un inciampo per cadere a terra tra le gambe di un atalantino che sta per saltarlo. Conosce ogni trucco: il più gettonato è arrivare sulla palla sempre prima o più in alto dell'attaccante. 
PESSOTTO 6,5. Meno brillante che con il Venezia. Rispetto al passato, è più intraprendente, quasi un centrocampista in più perché in difesa c'è chi lo copre. Trap, che stava in tribuna, rifletta: vale la pena insistere su Coco e (soprattutto) Pancaro? 
(dal 22' st O'Neill 6: gioca con la zavorra nelle tasche, ogni passo o salto gli costa una fatica. Non mi sembra ancora proponibile). 
ZAMBROTTA 7. Una delle sue migliori partite nella Juve e, non a caso, le occasioni arrivano dalle sue sgroppale molto più che da Nedved, a sinistra. 
TUDOR 6,5. Affronta Dabo, stessa stazza e stesso passo. Questo lo favorisce. Non demerita ma sarà un sollievo rivedere Davids in mezzo al campo. Nel finale torna a potenziare la difesa. 
TACCHINARDI 7. Decisivi i suoi due assist, più i palloni assortiti che creano il dominio juventino. Ha i tempi giusti. Meglio nella Juve che in Nazionale. 
NEDVED 5,5. Non va. Una zolla dopo 2' forse lo condiziona ma è nell'insieme che non carbura: scelte confuse, scambi approssimativi, fughe in un imbuto. Sbaglia di poco al 24' (assist di Zambrotta) e si rivede con l'uscita di Del Piero, quasi lo soffocasse il movimento del capitano. 
DEL PIERO 7. Ci è piaciuto molto il suo primo tempo, lungo lutto il fronte d'attacco, e il gol lo riappacifica con le tante occasioni uguali sprecale un anno fa. Cala vistosamente nella ripresa 
(25' st Salas 7: in 20' come col Venezia, concentra la pericolosità. Il raddoppio nasce da lui) 
TREZEGUET 6. Non vede palla, perchè non gliela passano e non sa proporsi. Ma alla prima occasione segna 
(39' st Amoruso sv) 
LIPPI 7. Il suo timbro in questa squadra, che ha fatto della circolazione di palla l'arma terribile, talvolta velenosa e quando serve soporifera. 

L'arbitro BORRIELLO 6. Ammonisce poco, tuttavia il match non gli scappa.

Marco Ansaldo 
brani tratti da: La Stampa 10 settembre 2001




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