domenica 19 aprile 2026

19 Aprile 2017: Barcellona - Juventus

È il 19 aprile 2017 e Barcellona e Juventus si sfidano nella gara di ritorno dei Quarti di Finale della Champions League 2016-17 allo Stadio 'Camp Nou' di Barcellona (Spagna)

La gara di andata nel capoluogo piemontese terminó con un perentorio 3-0 per i 'nostri'

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri rivincono ancora il campionato. È il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese.

Nella massima competizione europea i nostri beniamini si faranno valere fino alla finale. Li però si imbatteranno nell'ostacolo Real Madrid. Un'altra brutta botta per le ambizioni della Juventus!

Buona Visione!


 

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Stagione 2016-17 Champions League
Quarti di Finale - Gara di Ritorno (Andata 3-0 per la Juve)
Barcellona-Juventus 0-0
 
Barcellona: Ter Stegen, Sergi Roberto (78' Mascherano), Piqué, Umtiti, Jordi Alba, Rakitic (58' Paco Alcacer), Busquets, Iniesta, Messi, Suarez L., Neymar
A disposizione: Cilessen,Suárez D., Digne, Alena, André Gomes
Allenatore: Luis Enrique
 
Juventus: Buffon, Dani Alves, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro, Pjanic, Khedira, Cuadrado (84' Lemina), Dybala (75' Barzagli), Mandzukic, Higuain (89' Asamoah)
A disposizione: Neto, Lichtsteiner, Rincón, Benatia
Allenatore: Massimiliano Allegri
 
Arbitro: Kuipers (OLA)
Ammonizioni: Iniesta, Neymar (B), Chiellini, Khedira (J)





La squadra di Allegri regge bene l'urto di Messi e Neymar ed esce imbattuta dal Camp Nou.
BARCELLONA - La Juventus azzera il Barcellona e la storia che portava sulle spalle, gloriose e stanche. Lo riduce, appunto, a zero: il numero dei gol segnati a Buffon tra andata e ritorno. Pensate, era accaduto appena tre volte in tutta l'epoca infinita dei catalani in Europa. Il risultato più lontano dall'indole e dalla tradizione del Barça è diventato, al Camp Nou, il lucchetto con il quale la Juventus ha blindato il prezioso, quasi esagerato 3-0 dell'andata: il destino, come previsto, si era compiuto già tutto a Torino e non restava ai catalani che l'illusione di una replica, la seconda "remontada", impossibile, lo sapevano anche loro. La Juve non è il Psg e al nobile avversario decaduto ha concesso pochissimo, appena un pallone debole nel primo tempo e un simulacro di assalto finale. Niente che potesse davvero ferire Buffon, né togliere una semifinale già acquisita e sacrosanta. Venerdì il sorteggio che la Juventus accosterà senza tremare: rimangono altre due spagnole, il Real e l'Atletico Madrid, e poi il Monaco che non è una cenerentola, semmai una principessa, mica si vive a Montecarlo per niente.

Dopo la partita perfetta, ecco la difesa perfetta. La Juve è riuscita a devitalizzare la gara, concedendo appena un tiro in porta al Barcellona nel primo tempo (di Messi, e Buffon respinge) e senza a sua volta scagliarne alcuno verso Ter Stegen. Il progetto bianconero di colpire sempre per vincere non ha trovato forma, e forse era logico che così fosse, ma è scivolato più realisticamente verso una gestione accorta della partita e del tesoretto accumulato. Il Barcellona ha provato le sue svariate destrezze, i suoi colpi in corsa, riusciti poco o niente, i minuti passavano ed erano una specie di ghigliottina. Il proclama di Luis Enrique

("Possiamo anche fare tre gol in tre minuti")

È sembrato un'utopia, una chimera.

Ci sono stati momenti, è vero, in cui la Juve si è forse abbassata un po' troppo, però senza andare mai in vera sofferenza.

La gestione degli imprevisti, raccomandata in modo speciale da Allegri, è stata amministrazione ordinaria in assenza dei medesimi. La squadra scelta dal tecnico livornese ha ribadito, come previsto, quella dell'andata, anche se l'atteggiamento non poteva essere fotocopiato, non dopo un 3-0, di fatto il primo tempo della lunga e cruciale sfida. Né la Juve né il Barcellona hanno saputo, o forse voluto, assomigliare a Real-Bayern del giorno prima e il pubblico l'ha capito abbastanza presto, pur non rinunciando a canti e bandiere e in verità nemmeno all'antipatico coro "Italia è una mafia" che ha ritmato una parte del primo tempo. Diverso, invece, Barcellona rispetto alla settimana scorsa, con Mascherano in panchina e il ritorno, previsto, dell'ordinatore Busquets, con Jordi Alba a correre a sinistra.

Più nervosismo che lucidità da parte di quasi tutti, ed è chiaro che non c'erano occhi se non per quei tre là davanti. Hanno deluso in blocco, un po' meno Messi, moltissimo Suarez e Neymar. Con loro si chiude per il momento un'epoca gloriosa, e il tiqui taca non tornerà. Non si sa ancora, viceversa, se la stagione della Juve sarà quella che sembra, cioè qualcosa di grande. Il sospetto è forte.




 


 


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sabato 18 aprile 2026

18 Aprile 1982: Juventus - Ascoli

Poco prima che il Campionato del Mondo di Calcio Spagna 82 cominci il proprio spettacolo c'è un appassionante duello nel massimo torneo italiano.

È il 18 aprile 1982 Juventus ed Ascoli si sfidano nell'undicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1981-82 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

A fine campionato la Juventus conquisterà la sua Seconda Stella da appuntare sul petto. Dopo un lunghissimo testa a testa con la Fiorentina allenata da Giancarlo DeSisti, la spunta all'ultima giornata grazie ad una vittoria esterna a Catanzaro con un rigore del partente Liam Brady

Dall'altra parte c'è l'Ascoli che disputa un campionato eccezionale: sesto posto finale a soli tre punti da un posto nelle Coppe europee.

Buona Visione!




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Stagione 1981-1982 - Campionato di Serie A - 11 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 18 aprile 1982 ore 15:30
JUVENTUS-ASCOLI 1-1
MARCATORI: Tardelli 13, Pircher 58

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini, Furino, Osti, Scirea, Marocchino, Tardelli, Galderisi (Fanna 70), Brady, Virdis
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ASCOLI: Brini, Menichini, Boldini, Scorsa (De Ponti 46), Gasparini, Mandorlini, Torrisi, De Vecchi, Pircher, Greco (Carotti 72), Nicolini
Allenatore: Carlo Mazzone 

ARBITRO: Menegali




Il tecnico bianconero già pensa alla gara con l'Inter 
Trapattoni: «Troppi regali, speriamo di non ripeterci » 

TORINO — 
«Chi regala tanti gol alla fine può anche essere beffato»: 
Così Trapattoni anticipa le domande del fine partita presentandosi in tuta, pronto a tornare sul campo per allenare chi non ha giocato, soprattutto Paolo Rossi che non soltanto Bearzot attende a questo punto con ansia. Dilapidato il vantaggio pur minimo di un punto nei confronti della Fiorentina, l'allenatore bianconero sembra non avere nulla da imputare alla sua squadra: 
«Il primo tempo è stato a senso unico — ricorda — e con maggiore fortuna avremmo chiuso la partita. Invece c'è stato il palo di i Marocchino, le parate di Brini su Scirea e Galderisi. Bravo il portiere ascolano : ma anche un po' demerito nostro per aver sbagliato». 

«Il resto — prosegue Trapattoni — lo avete visto: l'Ascoli ha motivo di dire che non ha rubato nulla, ma anche i miei giocatori hanno mostrato una condizione generale buona. La partita era difficilissima, lo sapevamo; il calcio è fatto anche di pareggi ed a ogni stagione capita di trovare la squadra che ti crea problemi più delle altre ». 
Così il tecnico cerca di giustificare i tre punti complessivamente lasciati ai marchigiani tra andata e ritorno. Ma quello che stupisce è la sua affermazione sulla tenuta della Juventus: ad un buon primo tempo è seguito infatti una ripresa nella quale i bianconeri sono apparsi in netta fase calante. 
"Se a maggio c'è qualcuno che corre di più...» 
replica Trapattoni a chi glielo fa notare, rifiutandosi poi di entrare nel merito di quelli che possono essere i problemi azzurri di Bearzot. Continua: 
«Ormai la frase storica è: il campionato inizia domenica. Niente di più, vero. D'altronde io il torneo non l'ho mai ritenuto chiuso: era la critica a pensarlo e dire diversamente. 
Quindi Trapattoni spiega la sostituzione di Galderisi: 
«Il suo apporto fino a quel momento aveva pareggiato quello di Virdis, ma mi occorreva uno che sapesse chiudere di testa. E del sardo, infatti, sono stati tre colpi di testa nel finale con i quali siamo andati nuovamente vicini al gol. A volte certe sostituzioni da fuori possono essere difficili da capire sul piano della logica, ma hanno significato in chiave tattica». 
La volata tra Juventus e Fiorentina inizierà per i bianconeri ospitando l'Inter: 
«Io mi auguro che ci capitino le stesse occasioni avute contro l'Ascoli —conclude Trapattoni —sarebbe già un ottimo presupposto: eppoi non è detto che rimetteremo nuovamente tra le braccia del portiere palloni che possono chiudere la partita...». 
Le dichiarazioni dei giocatori sono simili a quelle dell'allenatore. Gentile, che si è lussato il pollice della mano sinistra cadendo a terra, fa comunque autocritica: 
«Per cercare di chiudere la partita ci siamo sbilanciati in avanti. È stato un grosso errore. Sul rilancio dal quale è nato il gol ascolano, infatti, io sono saltato con De Ponti che mi ha fatto leggermente 'ponte'. Così la palla è passata sopra la mia testa senza che la toccassi: dietro non c'era nessuno...». 
Scirea, intanto, verifica sulla bilancia come la partita di ieri gli sia costata due chili: 
«Faceva abbastanza caldo — commenta — e noi siamo stati anche sfortunati nelle conclusioni. Brini è riuscito a parare quel mio colpo di testa con un gesto d'istinto. Eppoi, invece, quel pallone nel finale che quasi ci beffava: nello scontro tra Carotti e Zoff la sfera mi ha picchiato sul petto e sono riuscito ad impedirle di finire in rete proprio all'ultimo». 
Conclude Tardelli: 
«È normale pareggiare partite nelle quali si hanno tante occasioni: guai quando non si riesce a sfruttarle. Anzi, siamo stati fortunati a non perdere. Vuol dire che le ultime giornate saranno più interessanti, a partire da domenica quando ospiteremo l'Inter». 
Contro i nerazzurri, comunque, la Juventus dovrà quasi sicuramente fare a meno di Furino, ammonito ieri per gioco scorretto, che già era diffidato per lo stesso motivo. 

Giorgio Barberis





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La Stampa 19 aprile 1982

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La Stampa 19 aprile 1982

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La Stampa 19 aprile 1982

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venerdì 17 aprile 2026

17 Aprile 2016: Juventus - Palermo

È il 17 aprile 2016 Juventus Palermo si sfidano in questa gara valevole per la quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A TIM 2015-16. Il tutto si svolge allo 'Juventus Stadium' di Torino.

Buona Visione!



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Campionato di Serie A 2015-2016 - 14 ritorno
Torino - Juventus Stadium
Domenica 17 aprile 2016 ore 15.00
JUVENTUS-PALERMO 4-0
MARCATORI: Khedira 10, Pogba 71, Cuadrado 74, Padoin 89
JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Rugani, Cuadrado, Khedira (Padoin 78), Marchisio C. (Lemina 16), Pogba, Evra, Mandzukic, Dybala (Morata 67)
Allenatore: Massimiliano Allegri
PALERMO: Sorrentino, Goldaniga (La Gumina 72), Gonzalez G., Andelkovic, Rispoli, Hiljemark, Jajalo (Brugman 59), Chochev, Lazaar, Vazquez, Trajkovski
Allenatore: Davide Ballardini
ARBITRO: Giacomelli





I bianconeri allungano a +9 in classifica sul Napoli. Nel primo tempo segna Khedira, ma un serio infortunio al numero 8 rovina la festa: stagione finita per lui. I rosanero provano a resistere ma nella ripresa chiudono la gara Pogba, Cuadrado e Padoin

TORINO - Missione compiuta. La Juventus approfitta del k.o. di ieri del Napoli contro l'Inter e sfrutta al meglio l'impegno casalingo contro il Palermo regolando i rosanero con un 4-0 che la porta a +9 sui campani in classifica. Una sconfitta però che va oltre i demeriti dei siciliani. Infatti nel primo tempo gli ospiti, nonostante la rete in avvio di Khedira, tengono botta e vanno anche vicini al gol con Trajkovski. Ma nel secondo tempo i campioni d'Italia dilagano: segnano Pogba, Cuadrado e perfino Padoin. La giornata bianconera che ha praticamente consegnato il tricolore ai piemontesi viene però rovinata dall'infortunio al legamento crociato di Marchisio: stagione finita per lui e addio Euro 2016. Brutta la situazione in coda adesso per il Palermo: con il successo del Frosinone, i rosanero precipitano al penultimo posto solitario, lontani tre punti dalla salvezza.

KHEDIRA COLPISCE IN AVVIO - Allegri conferma il 3-5-2 e in attacco c'è il ritorno di Dybala, con lui Mandzukic. Esterni sono Cuadrado ed Evra. In mezzo al campo Khedira, Marchisio e Pogba. Ballardini, nuovamente al timone del team siciliano, risponde con lo stesso modulo: in avanti giocano Vazquez e Trajkovski. Sulle corsie ecco Rispoli a destra e Lazaar a sinistra. La Juventus fa subito sul serio e dopo una manciata di minuti Lazaar respinge un tiro al volo di Pogba e il successivo tentativo dal limite di Khedira è impreciso. Al 10' invece siamo 1-0: perfetto assist di Pogba che pesca in area Khedira, controllo di petto e destro imparabile per Sorrentino.

TEGOLA MARCHISIO - La partita sembra segnata col Palermo che pare non riuscire a reagire. Al quarto d'ora però qualcosa cambia e accade dopo che Marchisio, in uno scontro di gioco con Vazquez, si infortuna al ginocchio sinistro ed è costretto a uscire in barella con le mani sul viso chiudendo di fatto qui la stagione: rottura del crociato, sarà operato. Una brutta tegola anche per la Nazionale azzurra. Al posto del 'Principino' entra Lemina. I rosanero approfittano di un momento di sbandamento bianconero e vengono un po' fuori come al 26' quando Jajalo impegna da fuori Buffon. Ma è ancora la Juventus a sfiorare il 2-0: al 27', sugli sviluppi di un corner, Pogba colpisce al volo e Sorrentino con l'aiuto della traversa si salva. Alla mezz'ora il Palermo ha la sua occasione migliore: grande azione di Vazquez, assist in area a Trajkovski con Buffon superato in uscita disperata. Ma il tocco dell'attaccante è debole e permette a Barzagli il salvataggio sulla linea. Nel finale del tempo c'è anche chance per Chochev con tiro dopo una mischia, ma due difensori bianconeri in spaccata gli deviano la sfera in angolo.

POGBA E CUADRADO LA CHIUDONO - Il Palermo nel secondo tempo prova a resistere ma la Juventus incalza e spinge alla ricerca del raddoppio della sicurezza. Lemina ci prova da fuori, ma Sorrentino c'è. Pericolosi i padroni di casa al 20' quando un perfetto traversone di Cuadrado costringe Gonzalez al miracolo per anticipare Khedira. Un minuto dopo colpo di testa di Mandzukic con palla sul fondo. Intanto Ballardini cambia Jajalo con Brugman e Allegri rimpiazza lo stanco e bravo Dybala con Morata. Al minuto 26 arriva l'atteso 2-0 per i bianconeri: angolo di Cuadrado, la sfera attraversa l'area, sul secondo palo Lazaar dorme e Pogba di sinistro insacca. Tre minuti dopo il match è chiuso: Brugman perde palla su Cuadrado, il colombiano salta Lazaar con un delizioso pallonetto e poi infila Sorrentino con un gran destro.

GIOIA ANCHE PER PADOIN - Allegri manda in campo anche Padoin per dare riposo a Khedira. Il Palermo ormai sa di aver perso e si fa vedere giusto con un tiro da lontano di Lazaar che scalda i guanti di Buffon. Al 44' il poker è servito: ripartenza di Pogba, palla a Morata che premia l'inserimento in area di Padoin; l'ex atalantino da vero attaccante fa centro con un destro rasoterra in diagonale. Finisce con la festa dello Stadium che ormai sente sempre più vicino il quinto scudetto consecutivo.






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giovedì 16 aprile 2026

16 Aprile 2000: Inter - Juventus

È il 16 aprile 2000 e Inter e Juventus si sfidano nella tredicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1999-2000 allo Stadio Giuseppe Meazza  di San Siro, a Milano.

La Juventus è guidata in panchina da Carlo Ancelotti e sembrerebbe in rampa di lancio per conquistare un altro Scudetto. Però una grande Lazio, un epilogo da campionato non da Vecchia Signora, ed un signore fornito di ombrello in un campo più da pallanuoto che di calcio, 'ruba' un tricolore più che meritato.

L'Inter, dall'altra parte, è guidata da Marcello Lippi (nella sua unica annata disastrosa in panchina) e deve affidarsi a uno spareggio con il Parma per acciuffare all'ultimo respiro l'ultimo posto per la Champions League .

Buona Visione!



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Campionato di Serie A 1999-2000 - 13 ritorno
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Domenica 16 aprile 2000 ore 20.30
INTER-JUVENTUS 1-2
MARCATORI: Kovacevic 55, Kovacevic 79, Seedorf 83

INTER: Peruzzi, Simic (Moriero 85), Blanc, Cordoba, Zanetti J., Cauet, Di Biagio, Serena M. (Mutu 69), Seedorf, Recoba, Zamorano
Allenatore : Marcello Lippi

JUVENTUS: Van der Sar, Ferrara C. (Tudor 88), Montero, Iuliano, Zambrotta, Conte A., Davids, Pessotto, Del Piero (Esnaider 85), Inzaghi (Tacchinardi 66), Kovacevic
Allenatore : Carlo Ancelotti

ARBITRO: Treossi


Kovacevic stende l'Inter
La Juve vede lo scudetto
Per i nerazzurri a segno Seedorf

MILANO - Di testa a Bologna, di piede e ancora di testa a Milano: Kovacevic scende dalla panchina nel momento più importante della stagione e in due domeniche appoggia il mantello tricolore sulle spalle della Juventus. Ancelotti lo schiera a sorpresa dall'inizio, spinto forse anche dal pari della Lazio a Firenze e l'attaccante lo ricambia come meglio non avrebbe potuto. I bianconeri costruiscono la loro vittoria più pesante con la stessa ricetta usata per tirar su la casa dello scudetto: con novanta minuti pieni di concretezza, carattere e una spruzzata di talento, che spingono i rivali a meno cinque.

tratto da Kovacevic stende l'Inter La Juve vede lo scudetto 



LE PAGELLE 
Nel derby uruguaiano di San Siro Montero batte nettamente Recoba  
INTER 
PERUZZI 5. Grave indecisione sul raddoppio aereo di Kovacevic, responsabilità inesistenti sul primo gol. Pesa poco il miracolo finale su Esnaider. 
SIMIC 5,5. Trova saporiti gli stinchi di Inzaghi. Che sul primo hurrà juventino riesce a sfuggire alla museruola 
(dal 40° Moriero sv: nient'altro che alcuni cross scialbi). 
BLANC 6. Regale di testa, elegante di piedi. Che non sia una freccia lo si sa da un pezzo, 
CORDOBA 6. Una fatica del diavolo contro Kovacevic, nel duello tra ossi duri. Se lo perde sulla seconda rete, aspettando l'uscita di Peruzzi. 
ZANETTI 5,5. Impiega mezz'ora per affondare contro Pessotto. Da fuori prova nel primo tempo, trovando l'estensione di Van der Sar a negare la prodezza. 
CAUET 5,5. Colpisce quasi tutto quello che gli passa accanto: pallone e giocatori. 
DI BIAGIO 5. Non incide mai, non inventa nulla. Ammonito. 
SERENA 6. Crea problemi a Zambrotta con discese frequenti, si affloscia dopo un'ora 
(24'st Mutu sv. Trova il tempo di farsi ammonire. 
SEEDORF 6. Teorico punto d'incontro tra fosforo e manovalanza. Nella ripresa firma l'inutile gol con rasoiata al curaro. 
ZAMORANO 6. Solo contro i centurioni rivali, si attorciglia di lesta e sfiora il gol un paio di volte, una per tempo. 
RECOBA 5. Pochissime cose da ricordare, mai un'esecuzione al momento giusto. 
LIPPI 6. Con un attacco spuntato impossibile organizzare uno spettacolino migliore.  
JUVENTUS 
VAN DER SAR 6. Trova una sberla di Zanetti, non arriva sul destro di Seedorf. 
FERRARA 6,5. Dalla sua parte arrivano minimo in due, talvolta in 3. Ma dove c'è lui non si passa 
(dal 43st Tudor sv: per guadagnare tempo). 
MONTERO 7. L'unico errore della sua partita libera è Zamorano al tiro. Perfetto, per il resto. 
lULIANO 6,5. Svolge il compito come un vigile urbano. 
ZAMBROTTA 6,5. Copre quantità industriale di chilometri, cresce nella ripresa. Ammonito, 
CONTE 7. Da un suo break nasce il gol. Sentinella inappuntabile e costante. 
DAVIDS 7,5. Un tritacarne con scarpini e treccine. Uomo ovunque che fa pentole e coperchi. Ammonito. 
PESSOTTO 6. Meglio l'inizio della fine. Rincula pericolosamente contro Zanetti. 
DEL PIERO 7. Brilla spesso, nel conto totale le luci oscurano le ombre. Se ritrova anche i tempi riscoprirà presto anche il piacere del gol 
(dal 40° Esnaider sv: fallisce il terzo gol, assai semplice). 
INZAGHI 6.Da manuale l'assist per il primo gol di Kovacevic. Si muove alla moviola, sbaglia un'occasione ghiotta nel primo tempo 
(dal 20' Tacchinardi sv: stucco per il centrocampo quando c'è da tirare su il ponte levatoio). 
KOVACEVIC 8. Dopo quello di Bologna, firma altri due gol-scudetto: 6 in tutto il campionato, una media straordinaria considerando i mozziconi di partita. 
ANCELOTTI 7. Osa con Del Piero, dietro le due punte. E stavolta non fallisce il matchpoint. 

TREOSSI 6,5. Direzione all'inglese, non prende decisioni di cui pentirsi.

Giancarlo Laurenzi 
tratto da:  La Stampa 17 aprile 2000




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La Stampa 17 aprile 2000

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La Stampa 17 aprile 2000

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