mercoledì 18 febbraio 2026

18 Febbraio 2006: Messina - Juventus

È il 18 febbraio 2006 e Messina Juventus si sfidano nella Settima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2005-06 allo Stadio 'San Filippo' di Messina.

La Juve allenata in panchina da Fabio Capello si appresta a vincere il suo ventinovesimo Scudetto ed ha solo l'Inter il suo massimo antagonista per la vittoria finale. Purtroppo l'invidia regala grandi amarezze e disincanti e quella grande squadra dal futuro ancora più grande verrà spazzata via dalla più grande farsa del calcio moderno.

Dall'altra parte questo Messina si salverà dalla retrocessione in Serie B solo 'per  colpa' delle note vicende estive.

Buona Visione!


messina


 

Campionato di Serie A 2005-2006 - 7 ritorno
Messina - Stadio San Filippo
Sabato 18 Febbraio 2006 ore 18.00
MESSINA-JUVENTUS 2-2
MARCATORI: Floccari 3, Ibrahimovic 18, Mutu rigore 81, Floccari 86

MESSINA: Caglioni, Zanchi, Aronica, Rezaei, Cristante, Rafael, Coppola (Nocerino 69), Donati (Antonelli 83), Bondi (Sullo 74), Nanni, Floccari
Allenatore: Bortolo Mutti

JUVENTUS: Buffon, Pessotto, Kovac, Cannavaro, Balzaretti, Camoranesi (Mutu 64), Emerson, Vieira, Nedved, Ibrahimovic (Trezeguet 85), Del Piero (Thuram 53)
Allenatore: Fabio Capello

ARBITRO: Farina
ESPULSIONI: Cannavaro 52 (Juventus)



La capolista pareggia 2-2 a Messina in una gara piacevole ed equilibrata. A segno per i bianconeri Ibrahimovic e Mutu su rigore, per i giallorossi doppietta di Floccari

MESSINA, 18 febbraio 2006 - La Vecchia Signora mantiene le distanze. Non per spocchia, ma in classifica. La Juventus pareggia infatti 2-2 a Messina (guarda le immagini), al termine di una gara piacevole ed equilibrata, e mantiene i 12 punti di vantaggio sull'Inter, fermata sul pari dal Livorno. In serata poi il Milan, opposto al Cagliari, si porta a -10. Capello però non deve preoccuparsi più di tanto: in 10 uomini per circa 40' la sua squadra ha dimostrato una buona condizione atletica, e il solito carattere. Non è riuscita a portare a casa i tre punti solo per qualche inusitato errore difensivo, ma la prestazione resta soddisfacente. E pazienza se la risposta al Werder Brema, il prossimo avversario di Champions che oggi ha vinto a Dortmund contro il Borussia, è solo parziale. Mutti può festeggiare l'impresa del suo Messina, che pur rimaneggiato, ha fermato la capolista con merito, sfruttando la giornata di grazia di Floccari.

Le formazioni. Capello limita il turnover ipotizzato alla vigillia. In difesa riposa Thuram, torna Kovac dopo l'infortunio. Il vice Chiellini, con Balzaretti che torna sulla sinistra, è l'eterno Pessotto. Il centrocampo è quello titolare, in avanti c'è Del Piero a far coppia con Ibrahimovic: Trezeguet in panchina. Il Messina è in emergenza, soprattutto in attacco Fuori causa Di Napoli (squalificato) e Muslimovic (infortunato), spazio al tandem inedito Floccari-Nanni. In mezzo al campo mancano invece la classe di D'Agostino e la corsa di Sculli, dentro Donati e Bondi.

Il primo tempo è divertente, soprattutto nella prima mezzora. Per merito soprattutto del Messina, che non accetta di recitare la parte dell'agnello sacrificale. Nanni e Floccari mettono alla frusta Kovac e Cannavaro: l'argentino fa, bene, la prima punta, l'italiano, mobilissimo, svaria su tutto il fronte offensivo. E trova subito il gol capitalizzando con un destro incrociato il passaggio filtrante in profondità di Donati. E' il soprendente 1-0. Nanni avrebbe sui piedi anche la palla buona per il 2-0, ma Buffon in uscita è strepitoso, e respinge la conclusione del puntero dei siciliani. E' la prima grandissima, decisiva parata del numero uno della Nazionale da quando è tornato tra i pali bianconeri dopo il lungo infortunio. Ma la Vecchia Signora non ci sta. Sorpresa dall'avvio veemente dei padroni di casa, reagisce mostrando le unghie, o forse gli artigli. Ibrahimovic spedisce alto il piattone da due passi, non sfruttando un preziosismo di tacco in area di Camoranesi. E' il preludio del pareggio. Splendida azione corale della capolista, con tocchi di prima in serie di Del Piero, Camoranesi, Nedved ed Ibrahimovic, che si rifà dell'errore precedente e con un destro secco in diagonale trova l'1-1. Il Messina è bravo a non demoralizzarsi, rialza il baricentro della squadra e va negli spogliatoi sulla parità, riducendo al minimo i pericoli.

Ripresa. Del Piero sfiora immediatamente il gol con il suo caratteristico destro a rientrare sul secondo palo, palla appena fuori. Poi la svolta della gara. Farina espelle Cannavaro, seconda ammonizione per fallo su Rafael. Del Piero, tra i migliori in campo, è così costretto a lasciare il campo per far spazio ad un difensore: Thuram. Le occasioni si susseguono: merito degli attaccanti, ma anche di qualche disattenzione di troppo di entrambe le difese. E così Floccari si trova al posto giusto al momento giusto: davanti a Buffon con il difensore della Juve più vicino a due metri, ma cincischia troppo e quando calcia Buffon respinge. Altro giro, altro regalo. Stavolta della difesa di Mutti, che si scorda di Vieira, che in percussione centrale alza troppo il destro, solissimo in area avversaria. Il Messina, forse accontentandosi del pari, ha il torto di non sfruttare al meglio l'uomo in più. Bondi, l'ispiratore delle trame offensive con il suo sinistro morbido, è stanco, così come le punte, che si sono sbattute per tutta la gara. La Juve stringe i denti, e prova a ripartire in contropiede, sfruttando le galoppate di un Nedved (alla 200a partita in bianconero) in crescita rispetto alle ultime prestazioni. Ibrahimovic, poi, è un pericolo costante: reclama un rigore per un presunto fallo di Aronica, poi lo ottiene per un tocco incauto di Rafael. Dal dischetto Mutu batte Caglioni. Sembra finita, ma non per Floccari. Che svetta in mischia e confeziona la sua doppietta con un colpo di testa preciso che non lascia scampo a Buffon. È il 2-2 definitivo che alla fine va bene a tutti, ma che arriva dopo 95' divertenti e combattuti.

Riccardo Pratesi
tratto da: Juventus, frenata senza paura





Zlatan

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martedì 17 febbraio 2026

17 Febbraio 1985: Milan - Juventus

É il 17 Febbraio 1985 e Milan Juventus si sfidano nella quarta Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1984-85 allo Stadio 'San Siro - Giuseppe Meazza' di Milano.

I Bianconeri sembrano piú concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa invece c'é sorprendentemente il Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto. Dall'altra parte c'é il Milan che termina il campionato al quinto posto proprio davanti ai bianconeri.

Buona Visione!


Milan




Stagione 1984-1985 - Campionato di Serie A - 4 ritorno
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
domenica 17 febbraio 1985 ore 15:00
MILAN-JUVENTUS 3-2
MARCATORI: Virdis 3, Platini rigore 12, Rossi P. 30, Virdis 39, Di Bartolomei rigore 46

MILAN: Terraneo, Tassotti, Galli F., Icardi, Di Bartolomei, Evani, Verza, Wilkins, Hateley, Battistini S., Virdis
A disposizione: Nuciari, Russo, Manzo, Incocciati, Scarnecchia
Allenatore: Nils Liedholm

JUVENTUS: Bodini, Favero, Cabrini, Bonini (Pioli 69), Brio, Scirea, Briaschi, Tardelli (Vignola 69), Rossi P., Platini, Boniek
A disposizione: Tacconi, Caricola, Prandelli
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Longhi



Trapattoni: «Non importa continueremo a batterci» 

DAL NOSTRO INVIATO MILANO — 

Giampiero Boniperti ha vissuto il rigore-sconfitta della Juventus a bordo della propria auto. Vi era appena salito dopo essere stato, nell'Intervallo, a rincuorare I giocatori bianconeri nello spogliatolo. 

«Un bel primo tempo, giocato bene da entrambi», 

riesce a commentare prima di salire sull'automobile, accendere la radio e sentire che Di Bartolomei si apprestava a battere un penalty. Stringere i denti non è bastato a far si che II milanista sbagliasse e, beffa aggiunta al danno, qualche tifoso presente ne ha approfittato per rivolgergli quegli sberleffi che prima gli erano stati risparmiati. 

Poi è partito alla volta di Torino. A fine partita, nello spogliatolo, il discorso con Trapattoni è iniziato dalla fine. Anziché della partita si è parlato subito del suol giocatori, del suo intervento per allontanare Cabrini e Briaschl dall'arbitro a fine gara, del gesto di stizza di Tardelli quando lo ha sostituito. 

«Cabrini e Briaschi — ha spiegato Il tecnico — stavano chiedendo lumi e non volevo accadesse qualcosa. In quanto a Tardelli lo posso anche capire: a nessuno piace essere sostituito. Conoscendo il temperamento del ragazzo, il suo è un gesto che non mi interessa, anch'io mal sopportavo di essere allontanato prima del tempo."

Spiegazioni rapide, cosi come lo è l'esame della partita: 

«Conoscevamo le caratteristiche di Hateley e Virdis e su queste abbiamo cercato di adattare II nostro gioco. I rigori? C'erano tutti e due». 

Il discorso si sposta quindi sulle conseguenze della sconfitta: 

«Indubbiamente questo risultato ci toglie possibilità, cancella quelle prospettive che potevano essere buone. Ci siamo allontanati, ma continueremo a lottare fino in fondo. La squadra ha creato buone palle gol, anche nel secondo tempo quando, anziché cercare la manovra aggirante sulle fasce come nel primo, ha accentrato maggiormente il gioco. Questo è stato il nostro maggiore errore. Ma rimane iI fatto che la Juventus si è mostrata viva, In salute. E questa è un'ottima prerogativa guardando al futuro». 

Trapattonl conclude con una riflessione. 

«Certo San Siro quest'anno non ci ha portato fortuna. Sette gol al passivo e due sconfitte. Si è trattato però di partite differenti: contro l'Inter erano mancati Brio, Rossi, Bonlek; questa volta invece I presupposti sono stati ben differenti».

Giorgio Barberis
tratto da:La Stampa 18 febbraio 1985





milan

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Milan-Juventus 3-2

la stampa

vittoria finale

Virdis-Favero

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lunedì 16 febbraio 2026

16 Febbraio 1992: Juventus - Atalanta

É il 16 Febbraio 1992 e Juventus ed Atalanta si sfidano nella Quarta Giornata del Girone di Ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 1991-92  allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

Contro questo Milan (imbattuto in Serie A) perfettamente guidato in panchina da Fabio Capello, é diffcile ottenere di piú di un secondo posto nella Classifica Finale del massimo campionato italiano.

Cosí una Juventus ancora debole ma tato volenterosa riesce nel suo scopo iniziale : un secondo posto finale piú che positivo.

Dall'altra parte c'é un Atalanta che disputa un campionato tranquillo e si posiziona a metá classifica.

Buona Visione!




 

juventus

 

Stagione 1991-1992 - Campionato di Serie A - 4 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 16 febbraio 1992 ore 15.00
JUVENTUS-ATALANTA 2-1
MARCATORI: Schillaci 34, Piovanelli 49, Baggio R. 51

JUVENTUS: Tacconi, Carrera M., Marocchi, Conte A. (De Agostini 60), Kohler, Julio Cesar, Galia, Reuter, Schillaci, Baggio R. (Corini 82), Di Canio
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ATALANTA: Ferron, Minaudo, Pasciullo, Bordin, Porrini, Stroemberg, Perrone, Nicolini, Bianchezi, Caniggia, Cornacchia (Piovanelli 46) -
Allenatore: Bruno Giorgi

ARBITRO: Bazzoli






"Se gioca così, porti pure le trecce."
L'Avvocato: ma quel codino non mi è mai piaciuto 

TORINO. 

«Se gioca così, vuol dire che gli lasceremo portare anche le trecce». 

Destinatario della battuta, Roberto Baggio, mittente Giovanni Agnelli che a 10 minuti dalla fine della partita ha lasciato soddisfatto la tribuna del «Delle Alpi». Né ha fatto mistero, l'Avvocato, di non aver mai digerito quel codino che il fantasista bianconero si è fatto crescere quest'anno. 

«Francamente non mi è mai piaciuto», 

ha commentato con espressione tollerante. In quel momento, la Juve stava rosicchiando un punto al Milan e il presidente della Fiat non ha resistito alla tentazione di auspicare dalla sorte qualcosa di meglio: 

«Chissà che stasera non diventino due, non mettiamo limiti alla Provvidenza». 

Due battute d'obbligo anche sul problema degli stranieri che in settimana il consiglio federale aveva risolto lasciando molti insoddisfatti a cominciare dall'avvocato Chiusano che aveva definito «una stupidaggine» il compromesso al quale si era giunti. 

«Tre in campo e uno in panchina, meglio così che niente», 

esclama conciliante l'avvocato Agnelli che ha assistito all'incontro insieme al segretario repubblicano La Malfa e alla signora Giovanna Incisa Cattaneo. Il nuovo sindaco di Torino ha inquadrato velocemente la propria posizione nei confronti del calcio: 

«Sono tifosa della Juve e credo che non si debba rinunciare alla speranza di acciuffare il Milan. Con l'Avvocato, però, non si è parlato di calcio». 

Dichiarata fede bianconera, dunque, che non esclude però una simpatia verso il Torino 

«naturalmente quando non c'è di mezzo il derby». 

Schierata ma diplomatica. E ora la parola all' on. La Malfa, apparso piuttosto a disagio, per la verità, nelle vesti di commentatore calcistico. 

«Mi sono divertito e, considerate le circostanze, ho sentito il dovere di tifare Juventus». 

Poi, accennando al sindaco: 

«Oggi abbiamo fatto davvero un'accoppiata vincente». 

L'ultima botta, probabilmente riferita a vecchie polemiche, è riservata a Diego Novelli: 

«Mi spiace per lui, granatissimo, ma dopo trent'anni siamo riusciti non solo a esprimere il sindaco ma anche a colorarlo di bianco e nero».

Piercarlo Alfonsetti
tratto da: La Stampa 17 febbraio 1992






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domenica 15 febbraio 2026

15 Febbraio 2004: Juventus - Reggina

É il 15 Febbraio 2004 e Juventus e Reggina si sfidano nella quarta giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2003-04 allo Stadio 'delle Alpi' di Torino.

La Juventus, campione d'Italia in carica, affronta una Reggina che alla fine della stagione riuscirà (per un pelo) nel suo scopo di evitare la retrocessione in Serie B. 

I bianconeri invece si dovranno accontentare di un terzo posto che per la storia della Juventus è sempre una mezza delusione.

Buona Visione!



juventus

 

Campionato di Serie A 2003-2004 - 4 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 15 febbraio 2004 ore 20.30
JUVENTUS-REGGINA 1-0
MARCATORI: Maresca 51

JUVENTUS: Buffon, Thuram, Legrottaglie, Pessotto (Ferrara C. 80), Zambrotta, Conte A., Tacchinardi, Maresca (Appiah 55), Nedved, Del Piero, Di Vaio (Miccoli 62)
Allenatore: Marcello Lippi

REGGINA: Belardi, Comotto, Franceschini, Sottil, Torrisi, Mesto, Tedesco, Falsini, Cozza, Stellone (Dall'Acqua 81), Bonazzoli
Allenatore: Giancarlo Camolese

ARBITRO: Bertini




LE PAGELLE 

Buffon, parata decisiva. 
Zambrotta jolly prezioso 
Thuram risorge da centrale, per Pessotto una seconda giovinezza. 
Stellone il migliore dei calabresi

JUVENTUS 
BUFFON 6,5. Ipnotizza Cozza che gli si presenta davanti in solitudine e gli deposita il pallone fra le braccia. Una parata che vale come un gol. 
ZAMBROTTA 6.5. Un vero jolly. Questa volta parte da destra travestendosi da terzino, anche se in realtà cerca più il fondo campo in compagnia di Maresca che la copertura difensiva.
THURAM 6. Centrale per necessità, sorveglia Bonazzoli che lo costringe a sfiancanti recuperi. 
LEGROTTAGLIE 6. Di nuovo abile e arruolato, pare aver dimenticato i malanni muscolari. La Juve fa la partita, lui contribuisce all'assalto continuo cercando la capocciata vincente.
PESSOTTO 6,5. Vive una seconda giovinezza. Nel ruolo dove ha vinto tutto, porta avanti tanti palloni e controlla Comotto 
(dal 33'st Ferrara sv). 
MARESCA 7. Lo show di Milano doveva avere un seguito. Enzino ci prova da sùbito con giocate rapide e brillanti, anche se non riesce a picconare più di tanto la difesa reggina. Si esalta nella ripresa: doppio palo e gol prima di inchinarsi al turn over 
(dall'1st Appiah 6). 
CONTE 6. Grande impegno come sempre. 
TACCHINARDI 6. Apre a destra, riapre a sinistra, tuttavia gli effetti non sono mai decisivi. 
NEDVED 5,5. Si incaponisce nella ricerca sistematica del gol da lontano. E' un periodo poco fortunato per Pavel, mettersi in proprio non gli riesce bene come un tempo. 
DEL PIERO 6,5. Tenta la furbata alla Maradona, ma Bertini coglie l'irregolarità del gol segnato con la mano. Trova enormi difficoltà nel liberarsi per il tiro e parte troppo da lontano. Migliora nella ripresa: bella una punizione parata, sfortunato un colpo di testa di poco alto e chiude con una traversa con un tiro a effetto.
DI VAIO 5. Movimenta la manovra d'attacco, ma incespica sempre prima dell'ultimo passaggio. Non lo salvasse Maresca, avrebbe sulla coscienza un errore decisivo sull'azione del vantaggio 
(dal 17' st Miccoli 6. Una mosca fastidiosa). 


REGGINA 
BELARDI 6,5. Nessuna pericolo nel primo tempo. Sul vantaggio juventino non gli bastano neppure i due pali per salvarsi. Reattivo sulla punizione di Del Piero e sulla botta a pelo d'erba di Miccoli. 
FRANCESCHINI 6. Addetto alla marcatura di Di Vaio, se la cava. 
SOTTIL 6. Perno centrale di una barriera difensiva che nel primo tempo non apre imo spiraglio. 
TORRISI 6. Il suo punto di riferimento è Del Piero e ha meno problemi del previsto. 
COMOTTO 5. Il lavoro di aggiramento sulla fascia non funziona. 
MESTO 5. Lavora in appoggio alla difesa perchè la pressione della Juve è costante. Non trova la posizione. 
TEDESCO 5,5. Porta la sua borraccia con umiltà, prova a spezzare il ritmo degli avversari nella zona più delicata senza incidere. 
FALSINI 6. Prende in consegna l'esterno di centrocampo e non è facile perchè dalla sua parte la staffetta Zambrotta-Maresca gh crea parecchi grattacapi. 
COZZA 5,5. Si traveste da Fantozzi presentandosi davanti a Buffon e affidandogli il pallone che avrebbe dovuto scaraventargli alle spalle. Altre iniziative non lo assolvono. 
BONAZZOLI 6. Bel duello con Thuram, che non può perdere di vista un momento. 
STELLONE 6,5. Fa tutto. La punta e il difensore. Un prezioso puntello, bravo a offrire a Cozza la palla-gol che il compagno sciupa in maniera ignobile 
(dal 36'st Dall'Acqua sv). 

L'arbitro BERTINI 7. Non lo inganna Del Piero che segna di mano. Facile il resto. Conte-Comotto: incontri ravvicinati

Fabio Vergnano 
tratto da: La Stampa 16 febbraio 2004




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