lunedì 6 aprile 2026

6 Aprile 1997: Milan - Juventus

È il 6 aprile 1997 e MilanJuventus si sfidano nella nona Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1996-97 allo Stadio 'Giuseppe Meazza' San Siro di Milano.

La Juventus è campione d'Europa in carica mentre il Milan è la squadra scudettata . A fine campionato i bianconeri saranno incoronati ancora Campioni d'Italia (sarà la ventiquattresima volta) mentre i rossoneri saranno distanti anni luce (ben ventitré punti) dai pluridecorati scudieri di Marcello Lippi.

Gara Storica, tutta da gustare!

Buona Visione!

 


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Campionato di Serie A 1996-1997 - 9 ritorno
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Domenica 6 aprile 1997 ore 20.30
MILAN-JUVENTUS 1-6
MARCATORI: Jugovic 19, Zidane rigore 32, Jugovic 50, Vieri C. 71, Amoruso 73, Simone 75, Vieri C. 81

MILAN: Rossi S., Reiziger, Vierchowod, Baresi F., Maldini P., Savicevic, Desailly (Tassotti 81), Boban, Blomqvist (Baggio R. 60), Dugarry, Simone
Allenatore: Arrigo Sacchi

JUVENTUS: Peruzzi, Porrini (Pessotto 74), Ferrara C., Iuliano, Dimas, Di Livio, Tacchinardi, Zidane (Lombardo 75), Jugovic, Boksic (Amoruso 39), Vieri C.
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Braschi


Il 6 aprile 1997 si assiste a una delle più clamorose goleade del calcio recente. A San Siro la Juventus di Marcello Lippi umilia il Milan di Arrigo Sacchi vincendo 6-1. Jugovic apre le danze, poi un rigore di Zidane porta le due squadre all'intervallo sul 2-0. Nella ripresa i bianconeri dilagano: ancora Jugovic, due volte Vieri e Amoruso mentre il gol di Marco Simone serve solo a rendere meno pesante il passivo. La Juve vincerà il campionato mentre per il Milan è il punto più basso di una stagione già fallimentare, che si chiuderà con l'undicesimo posto in classifica.

tratto da 6 aprile 1997, la Juventus umilia il Milan a San Siro: 6-1 



Il Milan sbatte contro la sicurezza di Peruzzi, la Juventus ne approfitta 
Jugovic dà inizio alla fiera del gol 
E San Siro insorge: Berlusconi, manda via Sacchi 

In attesa di concedere la rivincita all'Ajax, la Juventus prende a pallettoni il Milan di Arrigo Sacchi, rovesciandogli addosso un memorabile e mortificante sei a uno. Un altro passo, e che passo, verso il ventiquattresimo scudetto. La partita, quella, esiste per un tempo, quando il Milan sembra più spigliato degli avversari e Peruzzi, strepitoso, allontana la minaccia del pareggio (in quei frangenti, paradossalmente, neppure scandaloso: ma solo in quei frangenti). Alla distanza, in compenso, il Milan crolla di testa e di gambe, e la Juve lo raccoglie con il cucchiaino. Una mattanza. Povero Sacchi. 

Quando si lascia Baggio in panchina e ci si sfracella in questo modo, così umiliante, è difficile che il principale non prenda provvedimenti. Stiamo parlando di Berlusconi. Milan più aggressivo all'inizio: non è una burla. Quel poco che succede, succede tutto dalle parti di Dimas: Savicevic gli ancheggia sul tronco, imbeccando ora Dugarry ora Simone. La Juve non cavalca gli eventi: li aspetta, anche troppo. Il popolo ruggisce. Sacchi non può disporre di Weah, Albertini, Costacurta, Davids e Ambrosini. A Lippi mancano Del Piero, Deschamps, Conte, Montero, Padovano e Torricelli. Difese alte, squadre corte. Di Dimas e Savicevic abbiamo detto. Ferrara e Iuliano stringono su Dugarry e Simone. Porrini chiude a destra, spalleggiato da Di Livio, là dove transitano Blomqvist e, qualche volta, Maldini. Tacchinardi sbircia Boban, Zidane si destreggia nel settore di Desailly. Il pallido Reiziger patisce le ronde di Jugovic, mentre Baresi e Vierchowod presidiano i sentieri battuti da Vieri e Boksic. 

Il Milan gioca, la Juve lo punta. Le azioni si intrecciano: 13', Dugarry-Savicevic-Simone, sventa Ferrara, allo spasimo; 14', Vieri sfrutta un bel movimento di Boksic e saetta a lil di montante. Bottiglia in campo, signorile omaggio degli ultra juventini. Improvviso, al 19', il gol di Madama. L'azione si sviluppa sul centro-destra: Vieri, servito da Porrini, si beve Baresi e stanga, Rossi ribatte, ma giusto sul piatto destro di Jugovic. A questo punto, entra in scena Peruzzi. Splendido, al 23', il volo con il quale corregge sopra la traversa un'incornata a spiovere di Dugarry, stimolato da Desailly. Due minuti, ed eccolo opporsi, marziale, a un'azionissima SavicevicBlomqvist-Simone, a testimonianza di come sia il Milan, ora più che mai, a fare la partita. Boban si procura tre punizioni dal limite, ma soltanto la prima disturba Peruzzi. Così, alla mezz'ora, ci scappa addirittura il l'addoppio. Un fortunoso rimpallo su tiro di Jugovic smarca Boksic a tu per tu con Rossi, in posizione regolare per sette miserabili centimetri. Maldini, sorpreso, lo aggancia da dietro. Rigore netto, e Braschi, consultatosi con il guardalinee, fuorigioco sì fuorigioco no? Lo decreta. E Zidane lo trasforma, malgrado il gran balzo del portiere. I berlusconiani schiumano di rabbia. Perso per perso, si sporgono dal davanzale e rischiano di cadere ancora: 33', Di Livio-Zidane, pericolo, e offside cervellotico; 36': contropiede di Vieri, brivido. La staffetta Boksic-Amoruso, determinata da un risentimento muscolare del croato, si colloca fra una staffilata di Desailly e una percussione di Savicevic, entrambe catturate da Peruzzi (non senza, nel secondo caso, il sospetto di un penalty). L'ansia del Milan. La serenità della Juve. 

Ne è specchio fedele il terzo gol, che Jugovic raccoglie in apertura di ripresa, al 5', su suggerimento di Amoruso, non prima di essersi scrollato di dosso Reiziger. Rossi, già protagonista di un pasticcio con Baresi, si corica in ritardo. Vierchowod lo manda a quel paese. Roberto Baggio-Roberto Baggio, la gente milanista insorge. È il 15', quando Arrigo, insultato dai curvaioli, si arrende: dentro il Codino, fuori Blomqvist. Boban divora un'occasione colossale, poi riprende la sfida Milan-Peruzzi, grande su Baggio e su Dugarry, nonnaie con Simone. Ma ormai il Milan è un guscio vuoto, un'armata allo sbando. La Signora straripa: 26', a segno Vieri, su lancio di Tacchinardi; 28', tocca ad Amoruso, dopo una respinta di Rossi su Jugovic. Pessotto e Lombardo avvicendano Porrini e Zidane. È di Simone, con una fucilata dalla lunetta, la rete della staffa. L'ultima, ingenerosa, raffica è di Vieri, sollecitato da Jugovic. L'ingresso di Tassotti, 37 anni, al posto di Desailly è il manifesto della partita, della resa, di tutto. Nel celebrare la Juve, San Siro si schiera: Silvio, manda via Sacchi. 

Roberto Beccantini

Le Pagelle Bianconere

Peruzzi 8 - Ne ha passate tante, ma le difficoltà l'hanno aiutato a crescere con intelligenza. A 27 anni Peruzzi è un portiere che si muove con l'intuito del veterano, è potente, è formidabile nelle uscite basse e tra i pali. Appare davvero fenomenale. Nega il Gol a Dugarry di testa, a Simone da due passi a Savicevic (mano sul piede?), fa un miracolo su Baggio e se perde l'imbattibilità è perché la partita è ormai allo svacco.

Porrini 7 - L'unico milanese della Juve, uno dei due in campo, l'altro è Maldini. Dopo un'intervista impietosa sui difetti dell'Arrigo («Non mi piace perché è falso»), ogni suo sbaglio avrebbe potuto indurre Sacchi al sorriso: il che non avviene per mancanza di errori visibili. Chiude bene su Blomqvist e Dugarry ed è prezioso nell'azione dell'I-0 con l'assist a Vieri. Sai che risate con l'Arrigo. 
(Dal 29' St Pessotto sv). 

Ferrara 7 - La Fifa, convocandolo per la formazione mondiale che in estate giocherà in Oriente, ha sancito la sua statue di fuoriclasse della difesa. Gli riescono i contrasti con grande facilità, battaglia nelle mischie che nel primo tempo si accendono davanti a Peruzzi: è semplice ed essenziale, anche senza l'appoggio di Montero, rende saldo il cuore della difesa bianconera, che balbetta soltanto in avvio. 

Iuliano 6,5 - Gioca meglio al centro e lo si sapeva, anche se gli inserimenti dalla destra di Savicevic lo mettono in difficoltà perché dovrebbe fermare il montenegrino e nello stesso tempo occuparsi anche di Simone (che per fortuna della Juventus si ferma da sé), Iuliano è un difensore attento, ha buon fisico e piedi non marmorei, aumentando l'esperienza può costituire davvero il futuro della squadra bianconera.

Dimas 6 - Se le migliori azioni del Milan nel corso del primo tempo si producono sulla sinistra juventina non è soltanto perché da quella parte c'è Savicevic. Il portoghese pasticcia assai nel tocco e qualche volta viene pescato fuori posizione, insomma, la cosa migliore è un tiro che si stampa a un metro dalla porta a 123 km all'ora, record della gara. Nella ripresa la partita ovviamente è tutta in discesa.

Di Livio 6,5 - Ha una giocata bellissima sul 2-0, un pallonetto che scavalca tutta l'estrema linea milanista e si deposita sul piede di Zidane, smarcatissimo. Davvero una gran finezza. Smettiamola di chiamarlo Soldatino, se anche nei periodi in cui non è al massimo della forma per il troppo correre dell'annata non patisce Maldini e presidia bene la fascia. E la Juve deve salvaguardarlo dalle solite voci di mercato.

Zidane 7 - Non segnava da 4 mesi ed è tornato al gol su rigore assai arrischiato, perché Rossi lo intuisce. La sua rete vera sarebbe quella che realizza poco dopo il 30' e gli annullano per fuorigioco dubbio: ma la sua prestazione trascende i gol fatti o da fare, Zizou nella notte di Milano amministra con saggezza il gioco bianconero e si nota persino nei contrasti. Desailly lo patisce. 
(Dal 30' st. Lombardo sv.

Tacchinardi 6,5 - Non ha l'assatanamento di Deschamps che falcia il campo con le entrate basse, tuttavia centra contro Boban un'altra partita positiva che lo rilancia discretamente per il futuro. Gioca soprattutto da distruttore delle trame milaniste, ma se ritrova le sicurezze può anche migliorare in fase di costruzione perché ha buona visione di gioco, come dimostra in occasione dell'assist a Vieri che poi sigla il 4-0. 

Jugovic 8 - Un gol, il tiro che determina l'azione del secondo, un altro gol dopo aver scherzato con Reiziger, poi si concede una sosta sul 4-0 e scaglia un'altra sberla che agevola il gol di Amoruso e passa a Vieri la palla del 6-1. Quando vuole sa essere decisivo se poi lo affronta Reiziger... Aveva detto che in questa stagione gli mancava il gol, una serata come questa lo ripaga anche di quel piccolo cruccio.

Boksic 6,5 - A San Siro ha giocato dieci minuti con l'Inter, ieri ne ha fatti meno di quaranta perché non ha accusato un risentimento all'inguine sinistro. Buon movimento, apre spazi a Vieri e si procura il rigore, anche se i maligni pensano che Maldini sia stato ingenuo ad atterrarlo: di solito quando tira Boksic non fa danni. 
(Dal 39" pt Amoruso 7: elegante l'apertura a Jugovic per il 3-0 e poi segna.) La conferma che c'è.

Vieri 7,6 - Il momento d'oro prosegue, con questi due gol maramaldi e una prestazione sempre pericolosa perché si getta negli spazi con coraggio ed è determinante anche nell'azione che sblocca la partita. Il giocare sempre gli ha dato il ritmo e la sicurezza, la Nazionale, inoltre, gli ha donato anche l'entusiasmo. Rende 15 anni a Vierchowod e 14 a Baresi. Ma chi ha detto che la giovinezza è un handicap?

Lippi 8 - I molti complimenti dell'Arrigo non lo hanno confuso perché Lippi, che ha solida esperienza, sa che certe cose talvolta si dicono per mettere le mani avanti. Gli mancano 6 uomini, non ci bada. Esce da trionfatore, con un 1º tempo persino benevolo con la Juve ma con una partita che distrugge l'avversario di sempre: match tosto, gagliardo, furbo e sicuro, com'è diventata la Juve in questi suoi anni.

Fabio Vergnano 
brani tratti da: La Stampa 7 aprile 1997

 



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domenica 5 aprile 2026

5 Aprile 2009: Juventus - Chievo

Sono anni di transizione, questi, per la Vecchia Signora

Passata la bufera di Calciopoli (o meglio Farsopoli) e superata la stagione in Serie B, la società naviga tra alti e bassi nelle retorvie della massima divisione. In questi anni si passa il testimone in panchina agli allenatori come Claudio Ranieri, Gigi Del Neri, Ciro Ferrara ed Alberto Zaccheroni. Tutti (in un modo o nell'altro) faranno cilecca - tutto questo prima dell'"avvento" del salvatore bianconero Antonio Conte.

Intatto restando alla nostra partita: è il 5 aprile 2009 e Juventus e Chievo Verona si scontrano in questa partita valevole per l'undicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2008-09Il tutto si gioca allo 'Stadio Olimpico' di Torino.

Alla fine dei giochi i bianconeri si ritroveranno al secondo posto (indietro però dall'Inter campione) mentre per il Chievo ci sarà una salvezza sudata ma meritata a lungo.

Buona Visione!


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Campionato di Serie A 2008-2009 - 11 ritorno
Torino - Stadio Olimpico
Domenica 5 Aprile 2009
JUVENTUS-CHIEVO 3-3
Marcatori: Pellissier 25, Chiellini 34, Pellissier 44, Mantovani autorete 53, Iaquinta 79, Pellissier 90+1

JUVENTUS: Buffon, Grygera (Zebina 46), Mellberg, Chiellini, Molinaro, Salihamidzic (Camoranesi 24), Tiago, Marchisio C., Giovinco, Iaquinta, Del Piero (Trezeguet 46)
Allenatore: Claudio Ranieri

CHIEVO: Sorrentino, Sardo (Mandelli 70), Morero, Yepes, Mantovani, Luciano, Rigoni, Marcolini (Langella 83), Pinzi, Pellissier, Bogdani (Esposito 65)
Allenatore: Domenico Di Carlo

ARBITRO: Mazzoleni P.





Il Chievo chiude un ottimo primo tempo all'Olimpico avanti 2-1, grazie alla doppietta dell'attaccante, cui replica Chiellini. Grande avvio di ripresa bianconero, e risultato che si capovolge quando dopo un'autorete va a segno Iaquinta, poi nel recupero Pellissier fissa il risultato finale

TORINO, 5 aprile 2009 - La Juventus vede incrinarsi il sogno di scudetto. Pareggia in casa con il Chievo, con un vistoso 3-3 (guarda la sintesi). Toppa il primo tempo, rimedia nella ripresa, come spesso le è accaduto in questa stagione, ma si fa beffare nel recupero da un Pellissier favoloso, che si ricorderà per sempre questa tripletta. L'Inter capoclassifica è ora a +9.

FRENATA - Dopo 5 vittorie consecutive, la Juve dunque si ferma quando meno te lo aspetti. Gli eroi di giornata - Camoranesi, che entra in tutti e tre i gol bianconeri, e Iaquinta, autore del gol decisivo, e già a bersaglio in Nazionale - non bastano. La difesa tradisce, e un Chievo in grande condizione atletica ci crede fino alla fine e dopo essersi fatto rimontare, impatta nel recupero. La salvezza è dietro l'angolo.

EMPASSE - Nei primi 25' succede pochino. La Juve è lenta in mezzo, con Tiago sottoritmo, e poco ispirata in avanti, con Giovinco che prova con la sua vivacità a cucire centrocampo ed attacco, ma è poco assistito. Salihamdizic esce infortunato al ginocchio destro, si rivede Camoranesi, assente da Chelsea-Juve. Il Chievo è solido e ordinato, e sta bene fisicamente. Ma sul piano della manovra non gli si possono chiedere ricami.

DOPPIETTA PELLISSIER - A incendiare la partita ci pensa Pellissier. Che lanciato in velocità in contropiede mette a nudo i limiti della retroguardia bianconera, solida ma priva di sprinter, e colpevolmente troppo "alta". Pellissier approfitta di una rara indecisione di Chiellini, che manca l'anticipo, e trafigge Buffon, alla 300ª presenza in bianconero. 1-0 per gli ospiti. Ma la Juve reagisce da belva ferita. Finalmente aggressiva e vogliosa. È proprio Chiellini a riscattarsi. Il difensore della Nazionale segna l'1-1 con uno strepitoso sinistro in girata su un colpo di tacco di Camoranesi. La Juve ora ingrana. Del Piero è pericoloso in contropiede, Giovinco su punizione. Ma quando sembra che la bilancia sia destinata a pendere sul piatto bianconero, ecco ancora Pellissier. Una visione fugace quando implacabile. È un déjà vu. Passaggio in profondità per lui sulla fascia destra, scatto secco, Mellberg è bruciato sulla progressione, e palla che rotola alle spalle di Buffon per il 2-1 con cui le squadre vanno negli spogliatoi. Ottavo gol stagionale di Pellissier. Olimpico gelato.

RANIERI CAMBIA - Ed esaurisce i cambi al 46'. Dopo l'intervallo non rientrano Grygera e Del Piero. Dentro Zebina e Trezeguet.

RISCOSSA JUVE - La Juve rientra in campo con un'altra faccia. Feroce. E pareggia subito. In mischia. Autorete di Yepes, sul colpo di testa di Camoranesi dalla destra. La Juve rilancia. E sfiora il vantaggio con Trezeguet, subito in partita, e Iaquinta. La Juve banchetta in area avversaria. Le palle gol si sprecano, Chiellini sfiora una clamorosa doppietta. Il Chievo è alle corde, ma non va giù. Merito di Sorrentino e di un pizzico di fortuna. E arriva alla mezz'ora, comincia ad assaporare un ghiotto punticino esterno.

CI PENSA IAQUINTA - Ma al 34' la Juve passa. Cross di Camoranesi, e settimo gol, di testa di Iaquinta, che completa la personale settimana di gloria, iniziata con il gol all'Irlanda in Nazionale. Finita?

ANCORA PELLISSIER - Neanche per sogno. Nel recupero il nuovo entrato Langella semina Zebina dopo una palla persa da Mellberg e crossa sul secondo palo, dove Pellissier, abbandonato da Molinaro che segue Esposito al centro, batte ancora Buffon. Finisce 3-3.

Riccardo Pratesi 







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sabato 4 aprile 2026

4 Aprile 1990: Juventus - Colonia

È il 4 aprile 1990 Juventus e Colonia (Germania) si sfidano nella gara di andata della Semifinale della Coppa UEFA 1989-90 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

Questa Juve costruita e modellata dalla figura storica di Dino Zoff (stavolta nelle vesti di allenatore) sta per vincere una bellissima doppietta di coppa. Infatti assieme alla Coppa UEFA, vince anche la Coppa Italia contro un grande Milan, all'apice della sua storia 'Sacchiana'. 

Purtroppo questi successi non valgono al 'Dino nazionale' la conferma sulla panchina bianconera. La dirigenza juventina è affascinata dal nuovo che avanza ed investe il proprio futuro in un giovane di 'belle speranza', Luigi Maifredi!

Buona Visione!

 

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Stagione 1989-1990 - Coppa UEFA - Semifinali, andata
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 4 aprile 1990 ore 20:00
JUVENTUS-COLONIA 3-2
MARCATORI: Rui Barros 22, Higl autorete 45, Marocchi 52, Goetz 79, Sturm 90+2

JUVENTUS: Tacconi, Napoli N., De Agostini, Galia, Bonetti D., Tricella, Alejnikov, Rui Barros (Brio 84), Casiraghi, Marocchi, Schillaci
Allenatore: Dino Zoff

COLONIA: Illgner, Higl, Goertz, Dressen (Ordenewitz 58), Gielchen, Greiner, Haessler, Rudy (Goetz 73), Sturm, Littbarski, Janssen
Allenatore: Christoph Daum

ARBITRO: Kohl (Austria)



Juventus e Milan, vittorie a rischio 
Bianconeri «desaparecidi» nel finale con il Colonia, rossoneri solo di rigore a San Siro 
La difesa rovina il 3-0 di Barros, Casiraghi e Marocchi 
Al 92' la gran beffa di Sturm dopo il gol (79') di Götz 

TORINO. Una vittoria che potrebbe diventare di Pirro. Dopo aver sfiorato il trionfo sul 3-0, la Juventus s'è distratta e ha incassato, negli ultimi 10' due gol molto pesanti - un copione che se ripetuto troppe volte in questa stagione. 

In avvio la Juve aveva sofferto la velocità del Colonia, nel finale la sua potenza. L'antidoto è stato Rui Barros che, come Speedy-Gonzalez, ha cambiato marcia e ha trafitto la difesa rossa e Illgner. Da quel momento la squadra di Zoff è salita in cattedra e i gol di Casiraghi, allo scadere del primo tempo, e Marocchi, in apertura di ripresa, entrambi di testa, hanno illuso i bianconeri di aver messo una grossa ipoteca alla qualificazione per l'ottava finale della loro storia. Ma per fare questo la Juve aveva speso molto e l'uno due di Goetz e Sturm ha rimesso tutto in discussione. Il 14 aprile, a Colonia, i tedeschi recupereranno il libero Stemer e lo stopper Jensen ma saranno privi dello squalificato Littbarski (tra i migliori) dovranno per forza attaccare per cercare l'1-0 esponendosi al contropiede. La Juve non disporrà di Maroccochi squalificato ma potrà contare su Zavarov ieri in castigo in panchina. 

Forse mai nel corso di tutta la Coppa Uefa, tranne che negli ultimi 20' con l'Amburgo dove  peccò soprattutto di deconcentrazione, la Juve aveva sofferto; tanto come nel primo quarto d'ora dove pressing, la velocità e l'aggressività del Colonia l'avevano messa in soggezione, all'apice di ragionare e di togliere l'iniziativa ai tedeschi. Chi si aspettava una Colonia guardingo (e Zoff non era tra questi) è rimasto impressionato dal ritmo dei panzer. Christoph Daum, che aveva avuto l'opportunità di spiare i bianconeri proprio contro l'Amburgo, ha ordinato alla sua squadra di partire a razzo, cercando il colpo a sorpresa. Pur con un po' d'affanno e qualche brivido, la Juve non ha patito danni, anche perché Thomas Haessler, il cui futuro si tingerà di bianconero, non è stato sfruttato a dovere. Haessler, un Barros più potente, è stato ingabbiato da De Agostini e Marocchi, che si sono alternati a zona su di lui. Era una Juve contratta. Zoff, con un colpo di scena, aveva scelto Napoli, anziché Alessio, per opporlo a Rudy. La regia dell'esperto Littbarski, al quale Aleinikov non riusciva a prendere le misure, creava una girandola di azioni e la Juve, frastornata, non riusciva a catapultare Schillaci, Casiraghi e Barros oltre la linea difensiva dei rossi di Colonia. 

Solo al 16', in mischia, Schillaci, in serata poco felice, tentava la conclusione: il tiro era intercettato con il braccio da Greiner, ma per l'arbitro il fallo era involontario. Sullo scampato pericolo Aleinikov imbastiva il primo lancio per Marocchi il cui sinistro era fuori (20'). Il Colonia, che non dispone di fuoriclasse (solo Haessler e Littbarski hanno qualcosa in più) ma ha un bel collettivo, rifiatava e si allungava. Ne approfittava la Juve per sbloccare il risultato: un rimpallo vincente di Galia si trasformava in passaggio per Barros che s'infilava fra un nugolo di difensori, resisteva alla trattenuta di Goertz e, di piatto destro, infilava imparabilmente Illgner mandando la palla a battere nel palo opposto e di qui in fondo alla rete. Il gol sbloccava psicologicamente e tatticamente la Juventus che, totalmente trasformata, si avventava sul Colonia. Al 33' Casiraghi veniva messo giù in area da Higl che lo tirava per la maglia. Fallo da rigore, ma Kohn lasciava correre. Il Colonia usciva dalla morsa con un tiro deviato in corner di Haessler. che riceveva sportivissimi applausi da quello che sarà il suo pubblico. 

Ma era la Juve a raddoppiare proprio allo scadere del tempo. Su traversone di Marocchi Casiraghi incornava il pallone che forse rimbalzando anche su Higl s'impennava e si infilava nel sette sulla destra dell'impietrito Illgner. Il terzo gol in Coppa Uefa del giovane panzer brianzolo mandava in visibilio i 45 mila spettatori. Non era finita. In apertura di ripresa, dopo un'ammonizione a Higl, Marocchi sventava una pericolosa incursione di Littbarski e poi faceva il tris (52'). Su corner di Schillaci. Marocchi svettava in un grappolo di juventini, anticipava Bonetti e Casiraghi e di testa catapultava il pallone in rete. Per la folla bianconera era il tripudio. L'Amburgo aveva però insegnato che i tedeschi non vanno mai sottovalutati: hanno sette vite e non appena la Juve smarriva lucidità a centrocampo e perdeva colpi in difesa, la colpivano senza pietà. Al 79' il gigantesco Goetz subentrato da qualche minuto a Rudy raccoglieva un cross di Littbarski e infilava di testa Tacconi. Entrava Brio per Barros, ma la «torre» non migliorava la situazione. E al 92', ancora su punizione di Littbarski, una capocciata di Sturm (che vuole dire tempesta) si abbatteva su Tacconi per la seconda volta. Una doccia fredda, anzi gelata. 

Bruno Bernardi 
tratto da: La Stampa 5 aprile 1990





UN FINALE BIANCONERO SHOCKING

La squadra di Zoff si spegne e si smarrisce nell'ultima mezz'ora di gioco, era già successo la sera dell'Amburgo, si è ripetuto contro il Colonia. Un 3 a 0 che sembrava garante di gioia e di gloria, si è trasformato nella fase terminale in un 3 a 2 che, suscitando la legittima soddisfazione della squadra di Daum, al contempo ha precipitato nello scoramento i bianconeri. La Juve, nell'ora precedente, aveva dato spettacolo. La partita, vivida nella fase tattica ed agonisticamente palpitante, con un'alternanza di spunti profondi da una parte e dall'altra, era divenuta possesso della Juventus, con Alejnikov dominatore, nella sfida diretta, di Littbarski, e il veloce ubriacante Hässler frenato dal velocismo di De Agostini. E i gol del piccolo Gil Barros, del verticalizzante Marocchi e del meraviglioso Casiraghi sembravano avere chiuso la vicenda; la Juve giocava bene, perfino accennando di riuscire a registrarsi in difesa. Per parte nostra, ci eravamo tuttavia meravigliati dell'assenza di Alessio in un copione così importante. Alessio sedeva in panchina, quindi si era trattato di una scelta tecnica di Zoff, che continua a dimostrare di non credere in quello che come half sembra una pedina del grande futuro bianconero. Il match cambiava nella fase terminale, avendo il Colonia deciso di rompere gli indugi, e cedendo il centrocampo juventino, Alejnikov compreso, saliva alla ribalta Littbarski con proiezioni di squisita fattura e lanci vitalizzanti. Segnava così Götz subentrato ad un mediocre Rudy, le giocate dei rossi tedeschi paralizzavano, in una sconcertante abulia, tutta la Juventus, ed al 92, avendo l'ottimo arbitro recuperato il recuperabile, Sturm riusciva a piegare per la seconda volta l'incolpevole Tacconi. Strana squadra, questa allenata da Zoff sembra possedere un'anima infantile; l'incapacità di vivere da protagonista, nel bene e nel male, è inafferrabile. Cronisti che intendono il mestiere come ingrandimento delle cose impossibili possono lamentare che la società intenda, nella nuova stagione, mutare indirizzo tecnico. Secondo noi, la Juve attuale ha tutte le risorse per qualsiasi impresa, solo che lo voglia e vada in campo in grado di rendere 90 minuti. Ora il match del 18 a Colonia si trasforma in un'avventura quasi impossibile, seppure, a guardare bene, nel match di andata, la Juve, finché è stata in... gambe, ha mostrato il gioco migliore.

Vladimiro Caminiti
tratto dal Guerin Sportivo anno 1990 n.15




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venerdì 3 aprile 2026

3 Aprile 2011: Roma - Juventus

È il 3 aprile 2011 e Roma Juventus si sfidano nella dodicesima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2010-11 allo Stadio 'Olimpico' di Roma.

La Juve allenata in panchina da Luigi Del Neri è ancora pervasa dall'incubo di Calciopoli (più sensatamente descritta come Farsopoli) e dopo un'annata (quella precedente) fallimentare si appresta a vivere un'altra tale quale. Alla fine sarà solo un settimo posto, e fuori dalle coppe europee. La Roma dal canto suo termina gli impegni di campionato con un sesto posto che le permette di qualificarsi per la prossima Europa League.

Buona Visione! 


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Campionato di Serie A 2010-2011 - 12 ritorno
Roma - Stadio Olimpico
Domenica 3 aprile 2011 ore 20.45
ROMA-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Krasic 59, Matri 74

ROMA: Doni, Burdisso, Mexes (Cassetti 51), Juan, Riise J., Pizarro, De Rossi, Menez, Perrotta (Taddei 74), Vucinic (Borriello 74), Totti
Allenatore: Vincenzo Montella

JUVENTUS: Storari, Motta (Grygera 46), Barzagli, Bonucci, Grosso Fa. (Sorensen 82), Aquilani, Felipe Melo, Marchisio C., Krasic (Salihamidzic 87), Matri, Pepe
Allenatore: Luigi Del Neri

ARBITRO: Rocchi



I bianconeri, nonostante le numerose assenze, hanno battuto i giallorossi all'Olimpico: di Krasic e Matri le reti che permettono alla squadra di Delneri di avvicinare il sesto posto che vale l'Europa League

Il posticipo della trentunesima giornata di campionato tra Roma e Juventus si apre con la sorpresa della defezione di Gigi Buffon, fermato da qualche linea di febbre. Del Neri rimedia con Storari tra i pali che nel primo tempo non fa rimpiangere il numero uno bianconero. Rispettando quasi interamente i pronostici, Montella ha scelto un 4-2-3-1 inserendo Menez dal primo minuto, alle spalle di Totti, con Vucinic dall’altra parte e Perrotta a cercare gli inserimenti. Primo tempo abbastanza equilibrato con un avvio di gara a ritmo altissimo e un pizzico di Roma in più nel finale. I giallorossi si rendono subito pericolosi con Vucinic che buca centralmente la difesa avversaria e scaglia un sinistro potente, sul quale Storari non si fa sorprendere e con la mano devia in angolo. Il portiere bianconero che contro la Roma compie sempre ottime prestazioni, salva la sua porta prima su un sinistro al volo di Totti intorno alla mezz’ora, poi su una bomba sganciata dalla lunga distanza da Daniele De Rossi. Allo scadere del recupero Matri impegna per la prima volta Doni che si fa trovare preparato.

La seconda frazione di gara si apre con le sostituzioni di Motta e Mexes, quest’ultimo fermato da un problema muscolare ha tentato di riprendere la gara ma non ce l’ha fatta e al 5’ della ripresa viene sostituito da Cassetti che va a prendersi il suo posto da esterno permettendo a Burdisso di giocare nel ruolo che gli è più congeniale. Al 14’ Krasic, pescato solo-solo in area di rigore da Grosso, segna il gol del vantaggio bianconero. Nulla può Doni sul sinistro dello juventino. Menez sfiora il pareggio, quindici minuti più tardi, colpendo l’incrocio dei pali difesi da Storari. Montella cambia qualcosa fuori: Vucinic e Perrotta per Borriello e Taddei. Non passano neanche sessanta secondi e Matri raddoppia al 30’ tutto solo davanti a Doni. Gol subito da una dormita di Juan che tarda a far partire la trappola del fuorigioco. I giallorossi soffrono e commettono i soliti errori sugli ultimi tocchi, spesso lenti e facilmente intercettabili dagli avversari che ripartono in contropiede. Al 40’ Pizarro pesca Totti di testa davanti a Storari, il capitano giallorosso fa sponda per l’inserimento di De Rossi che sbaglia completamente il colpo finale spedendo la sfera oltre la traversa. Il guardalinee aveva comunque decretato posizione irregolare di capitan futuro. Finisce così sullo 0 a 2 il big match dell’Olimpico, con una Roma che perde un’occasione clamorosa per avvicinarsi la zona Champions, viste anche le sconfitte di Lazio e Udinese.

TOP & FLOP

TOP

Mexes: il francese gioca solo un tempo, il primo, ma dimostra di essere maturato molto in questa stagione. Philippe è attento a chiudere e anticipare gli avversari juventini, soprattutto Matri. Quando può sale ad accompagnare le giocate dei suoi compagni. Vuole restare in campo anche se ha un affaticamento muscolare che lo fa zoppicare. Esce poco dopo l’inizio del secondo tempo lasciando la difesa nelle mani di Juan e Burdisso.

Doni: il portiere giallorosso non è colpevole sui gol subiti. Lui quando può si fa trovare sempre pronto e attento, bella la parata su Matri durante la prima frazione di gioco.

FLOP

Vucinic: il numero 9 giallorosso gioca un primo tempo discreto servendo bene i compagni di reparto e sfiorando il gol del vantaggio, poi cala completamente nella seconda frazione di gioco e Montella lo sostituisce con Boriello.

Juan: il difensore giallorosso non vive la sua stagione migliore. A tratti lucido a tratti addormentato, il numero 4 è complice degli avversari nel gol del raddoppio. Juan, infatti, tarda a salire e non s’innesca la trappola del fuorigioco tenendo Matri in posizione regolare.





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