Il 27 Agosto 2022 andó in scena all' 'Allianz Stadium' di Torino questo incontro valido per la terza giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A TIM 2022-23 tra Juventus e Roma.
Anche se dopo varie vicissitudini la Vecchia Signora non ha onorato in pieno la propria storia, questa stagione ci ha messo davanti varie circostanze da ricordare sia in positivo che in negativo.
Buona Visione!
La Roma a punteggio pieno esce col pari dall’Allianz Stadium dove aveva perso 10 volte su 11, rallenta la marcia ma soprattutto non accende quella della Juventus, a lungo forse alla miglior prestazione stagionale al primo big match ma incapace di capitalizzare oltre l’1-0 segnato al via con Vlahovic e riacciuffata nella ripresa da Abraham.
A sette punti con tre gol segnati in tre partite i giallorossi si godono il massimo risultato possibile, il secondo pari di Mourinho in dieci partite contro la Signora. Che nel finale perde la maggiore virtù di questo inizio di stagione, i clean sheet, ma vede un po’ di luce sul piano del gioco.
IL RITORNO DI DYBALA— Era la partita del ritorno allo Stadium di Paulo Dybala, che in questo stadio ha segnato più di chiunque altro nei suoi sette anni di Juve (con dodici trofei) chiusi in primavera come il nono marcatore bianconero ogni epoca con un finale da telenovela. Chiamato sotto la curva nel riscaldamento, accolto da un boato alla lettura delle formazioni, salutato da applausi misti a fischi al momento dell’uscita al 77’, la Joya ha giocato una partita come tante dei suoi ultimi mesi juventini: lento, periferico, a lungo fuori dalla partita non per l’emozione perché gli arrivano pochi palloni e pochi ne cerca. Però uno che gli capita nella posizione ideale lo capitalizza al meglio, mettendo a venti minuti dalla fine sulla testa di Abraham la palla del pari. L’abbraccio con McKennie e lo scambio di maglia con Vlahovic sono l’immagine finale della sua serata.
LA PIEGA DELLA PARTITA — La punizione mancina dai 20 metri, conquistata da Cuadrado per un fallo di Matic, con cui Vlahovic infila Rui Patricio all’incrocio dei pali dopo 77 secondi (e rischierà di fare il bis dai 30 metri al 39’) arriva ancora prima che si svelino le mosse di Allegri e Mourinho sullo scacchiere. Pure decisive nella piega che prende la partita, al di là dell’aggressività superiore con cui la Juve si presenta in campo, che insieme al gol immediato manda in confusione da subito i centrali giallorossi nei disimpegni.
LE SORPRESE DI ALLEGRI — La prima sorpresa di Allegri è ribaltare i centrali: Bremer finalmente sul prediletto centro-destra, Danilo sul centro-sinistra con mestiere a fare di lavoro quello che risolve problemi, ogni volta in una zona di campo diversa. La seconda è Miretti, preferito a Zakaria, McKennie e Rovella, che dalla mediana affollata si alza più di tutti per il primo pressing come l’americano con la Samp, e se proprio non vogliamo chiamarlo 4-5-1 la cosa a cui assomiglia di più è un 4-2-3-1 col 18enne sottopunta (!) con Cuadrado a destra e Kostic a sinistra (ottimo asse proprio con Miretti) a infilarsi alle spalle di Spinazzola e Kardsorp.
ROMA SCOLLEGATA — Non era atteso neanche Rabiot, prestazione vigorosa, in una posizione più interna rispetto a quella quasi in fascia in cui lo vedeva Allegri per tutto l’anno scorso, oltretutto alla destra di Locatelli. Insieme schermano Dybala e Pellegrini, isolati con Abraham dal resto della Roma, che spinge solo di rado a sinistra con Spinazzola, e che in mezzo non ha gli uomini per rifornirli. Il mestiere di Matic e Cristante sarebbe aggredire il possesso della Juve, che invece fa girare la palla alla larga, costruendo coi difensori e passando per le fasce, così la staticità posizionale dei due mediani romanisti diventa un minus contro il dinamismo con cui Rabiot e Locatelli attaccano lo spazio a velocità doppia.
OCCASIONI PERSE — Ne nasce così una gara che ai punti dovrebbe finire sul 2-0 al riposo, e la Juve ci va vicina. Un paio di volte con Cuadrado: al 16’ su un recupero di Kostic, con Miretti a condurre il contropiede per scaricare a destra al Panita e gran botta centrale respinta da Rui Patricio, poi al 35’ su una punizione rasoterra ancora del colombiano su cui si allunga l’estremo romanista. In mezzo al 25’ anche un gol annullato a Locatelli, pescato per il siluro dal limite dell’area proprio da uno scarico arrivato da destra da Cuadrado, ma Vlahovic aveva toccato col braccio nel corpo a corpo con Cristante per lanciare il contropiede. Allegri non la prende bene.
CAMBIO DI PASSO — Con El Sharaawy al posto di Mancini (oltre a Zalewsky per Spinazzola, poi cambierà anche dall’altra parte Karsdorp per Celik) Mourinho ridisegna nella ripresa la Roma attorno a un 4-2-3-1 con cui copre meglio il campo, di cui il primo a beneficiare è Matic meno in difficoltà in mediana e il secondo vantaggio è normalizzare un po’ una Juve meno arrembante. Il gap di aggressività resta, fotografato dalla spinta di Kostic e Cuadrado, da cui però la Juve spreme al massimo un diagonale con cui il colombiano sfiora il secondo palo al 54’. Eppure, interrotta l’emorragia, la partita per i giallorossi resta lì da riaprire se i talenti là davanti si inventano la giocata.
PARI E PATTA — E va così: al 69’ su corner di Pellegrini dalla sinistra la palla va sul secondo palo dove, con Alex Sandro andato a vuoto, Dybala dalla linea di fondo ricama un assist per Abraham che tutto solo a centro area di testa infila il rientrante ex Szczesny per il primo gol stagionale subito dalla Juve. E un quarto d’ora dopo il polacco ancora incerto in uscita fa correre dei gran brividi ai suoi in una mischia in area in cui a liberare sulla linea di porta è Milik, arrivato venerdì ed entrato al 77’. Finisce così, muovono la classifica entrambe, ma è un risultato che profuma di punto guadagnato dalla Roma e due punti persi dalla Juve.
Giuseppe Nigro
tratto da: Vlahovic illude la Juve, Abraham (su assist di Dybala) pareggia: la Roma è prima
LE PAGELLE BIANCONERE
Wojciech SZCZESNY 6 – Inoperoso. Non so veramente cosa scrivere.
Alex SANDRO 6 – Dopo le tante voci sullo scarso rendimento della scorsa stagione, il brasiliano confeziona un’altra bella partita e conquista gli applausi dello Stadium. Ottima la connection con il nuovo arrivo Kostic.
DANILO 6.5 – Il jolly, l’uomo da giostrare ovunque. Praticamente perfetto in tutte le situazioni senza palla e generatore di tracce di gioco nella prima costruzione. Giocatore intelligente.
BREMER 6.5 – Finalmente centrale di destra, il suo ruolo. Si mangia Abraham a colazione e oscura la vallata tutte le volte che la Roma prova a farsi vedere in area.
Mattia DE SCIGLIO 6 – Festeggia il 300° gettone tra club e nazionale con una prestazione di ottima fattura: aggressivo in avanti, preciso e ben posizionato. Spinazzola non gli crea problemi.
Fabio MIRETTI 7 – Mamma mia che giocatore. Per 60 minuti abbondanti sembra Iniesta, alternando magie da illusionista a pressione folle sui portatori, poi finisce la benzina ed è costretto ad uscire. Standing ovation per lui: meritata
(Dal 77’ MILIK 6 – Poco tempo per incidere alla "prima" in bianconero)
Manuel LOCATELLI 6.5 – Dybala gli gira intorno e lo fa ammonire dopo appena sei minuti, ma lui non ne risente e gioca come se niente fosse. Molto bene in distribuzione, aggressivo nella riconquista. Segna anche il gol del 2-0 bianconero, ma un tocco con la mano di Vlahovic glielo cancella.
(Dall’86’ ROVELLA SV)
Adrien RABIOT 6.5 – Cavallo pazzo: Allegri lo mette sul centrodestra e lui ripaga la scelta nel migliore dei modi. Si muove tanto, mette pressione a Matic e sbaglia pochissimo. Promosso.
(Dal 58’ ZAKARIA 6 – Entra e fa il suo, senza infamia e senza lode)
Juan CUADRADO 6.5 – Fondamentale in difesa con il suo posizionamento tattico; eccellente in attacco con i classici dribbling, tiri e cross. Sfiora il gol in un paio di occasioni.
(Dal 77’ MCKENNIE 6 – Energia in un ruolo non propriamente suo)
Dusan VLAHOVIC 6 – Dopo 76 secondi timbra la terza rete in due partite allo Stadium, ma per il resto è controllato ottimamente da Smalling e Ibanez.
(Dall’86’ KEAN sv)
Filip KOSTIC 6 – Il fit con Alex Sandro è più che buono e il lavoro sulla corsia non è disprezzabile. Obbliga Mourinho al cambio di Karsdorp, ma non crea grandissimi pericoli.
All. Massimiliano ALLEGRI 6 – Super primo tempo: di energia, di voglia, di aggressività e anche di ottimi movimenti. Nella ripresa invece la squadra si spegne e lascia troppo campo alla Roma. Una prestazione a metà, per una Juventus che continua a convincere a targhe alterne.






























