È il 13 giugno 1987 e si disputa allo 'Stadio Omobono Tenni' di Treviso una gara amichevole post-campionato tra la Juventus ed una selezione locale.
Da poco è terminata la stagione ed i bianconeri piemontesi hanno finito la loro fatica secondi dietro al Napoli (per la prima volta scudettato). Pochi si accorgono che per i nostri eroi è iniziato così un lungo periodo buio senza successi in campo nazionale.
É il 9 Giugno 1991 e la Nazionale USA e Juventussi sfidano in questa gara amichevole a New Haven (Stati Uniti).
Dopo la stagione non da ricordare per i bianconeri guidati da Luigi Maifredi, i nostri 'eroi' vanno a far visita ai molti imigranti italiani negli Stati Uniti. La Juve dopo ventisette anni fallisce l obbiettivo europeo dopo che le iniziali promesse avevano fatto sperare in qualche cosa di meglio!
Da notare come in questa partita furono aggregrati anche Lajos Detari (ungherese, dal Bologna) e Mladen Mladenović (jugoslavo della Dinamo Zagabria).
Buona Visione
Stagione 1990-91 - Amichevole New Haven (Stati Uniti) - Stadio Yale Bowl Domenica 9 Giugno 1991 ore 14.00 NAZIONALE STATI UNITI-JUVENTUS 0-0
È il 2 giugno 1996 e la Nazionale del Vietnam e la Juventussi sfidano in una gara amichevole disputata allo Stadio 'Hang Day' di Hanoi (Vietnam).
I nostri eroi dopo aver riconquistato il tricolore dopo una lunga assenza si buttano 'anima e cuore' nella massima competizione continentale. Infatti 'trascurano' un po' il campionato nazionale e lasciano le proprie forze fisiche e mentali per le fatiche di Champions League. A Roma la Juventus (guidata dal gladiatore Marcello Lippi) gioca una partita 'quasi' perfetta e batte i 'lancieri' dell'Ajax solo dopo i calci di rigore.
Poco dopo i bianconeri partono per l'Asiae disputano questa amichevole quanto mai esotica nel paese vietnamita.
Buona Visione!
Stagione 1995-96 - Amichevole Hanoi - Stadio Hang Day (Vietnam) Domenica 2 Giugno 1996 NAZIONALE VIETNAM-JUVENTUS 1-2 Marcatori: 47' Vialli, 57' Parente (J), 67' rigore Vo Hoang Buu
La Juve allenata in panchina da Fabio Capello si appresta a vincere il suo ventinovesimo Scudetto ed ha solo nell' Interil suo massimo antagonista per la vittoria finale.
Putroppo l'invidia regala grandi amarezze e disincanti e quella grande squadra dal futuro ancora piú grande verrá spazzata via dalla piú grande farsa del calcio moderno.
Ammoniti: Zebina, Del Piero, Giannichedda, Vieira, Cannavaro (J), Van Bommel, Edmilson (B)
«GAMPER» ALLA JUVE EQUILIBRIO DOPO 90', BARCELLONA PIEGATO DAL DISCHETTO
Del Piero e David senza paura poi ci pensa Abbiati il portiere al debutto para il rigore che decide
È la notte dei rigori, al Camp Nou. I due che consentono alla Juventus di tenere testa al Barcellona, al termine di una prova in cui la lucidità è durata un tempo e il carattere ha resistito sino in fondo. Soprattutto i rigori che decidono il gala catalano, al termine del 2-2 dei tempi regolamentari. Abbiati, all'esordio in bianconero, si distende bene su Eto'o, non sbagliano Mutu, Olivera, Vieira e Trezeguet. E Capello riesce finalmente a sorridere. Sventola una bandiera del Toro, al Camp Nou, simbolo di della provocazione a distanza visto che tifosi juventini non se ne scorgono.
Tranne quella minuscola macchia granata, è un' orgia blaugrana. Il Barcellona si manifesta al suo popolo con una Supercoppa già archiviata. La Juventus con una Supercoppa annegata nei veleni, due sconfitte in altrettanti scontri diretti, e un Del Piero in campo. Che è sempre una notizia. Al posto dell'azzoppato Nedved gioca Chiellini, coperto alle spalle da Pessotto, a salvaguardia del più ortodosso 4-4-2. Alex è partner di Ibrabimovic, secondo il dettato di Capello, che esclude passi indietro. Mutu e Trezeguet in panchina, così si chiude il cerchio. Rijkaard rispolvera Ronaldinho, scortato in campo dal popolo adorante: evidentemente l'infortunio alla spalla non era così grave. Comunque lo si legga, il menu è altrettanto pirotecnico dei fuochi che anticipano l'amichevole di lusso, altrettanto roboante delle casse che sparano house-music tra luci psichedeliche e danze, fumogeni e spingardate.
Festa strapaesana o anticipo di Champions League? Nel dubbio Capello chiede ai suoi concretezza, non fronzoli. Ha un passato madridista, non vuole lasciare nulla di intentato per rovinare la festa agli ospiti. Il messaggio deve giungere chiaro e forte alle orecchie dei bianconeri, che solo nel primo tempo contabibzzano tre ammoniti, due di essi (Zebina e Giannicbedda) per eccesso di ruvidezza ai danni di Messi. Il diciottenne argentino frulla calcio con un piede vellutato e accelerazioni da brividi. Nel Barcellona è probabilmente l'unico a meritarsi la cornice. Ronaldinho giochicchia, Rijkaard azzarda. Forse troppo. Cabri all'altezza della linea dei terzini, Marquez addirittura in marcatura su Del Piero. AJla faccia del calcio totale. In mezzo Vieira, animato da piglio gladatorio, ha la meglio su Van Bommel e ogni tanto fa assaggiare i bulloni a Ronaldinho. Giannichedda soffre il dinamismo di Iniesta senza lasciarsi sopraffare. Ma è sulle fasce che i bianconeri inibiscono il Barcellona. Soprattutto a destra, dove Camoranesi guadagna metri e autorità, aprendo varchi non sempre sfruttati a dovere.
Dati i presupposti, il vantaggio non fa una grinza: Oleguer aggancia Vieira in area, rigore solare. Del Piero dal discetto mira a destra, Valdes ci arriva e non trattiene. Gli spagnoli si agitano ma Abbiati non soffre il solletico. Qualche conclusione dalla distanza, qualche serpentina di Messi. Una in particolare: semina Pessotto e Cannavaro ma i compagni non raccolgono la rasoiata a centro area. In compenso Del Piero è lì dove lo cerca Camoranesi, forse in fuorigioco, forse no: il guardalinee si astiene, Alex finisce per impappinarsi davanti a Valdes. E dall'altra parte? Una punizione di Ronaldinho che sfila di poco a lato. Poco o niente, insomma.
Il Barcellona si rianima nell' intervallo, quando Rijkaard decide che il fuoriclasse brasiliano non ne ha più. Dentro Deco. Nel frattempo Capello mischia ulteriormente le carte, lasciando negli spogliatoi Del Piero e Ibra, Chiellini e Zebina. Spazio a Mutu, Trezeguet, Biasi. Spazio soprattutto a Balzaretti, secondo debuttante della serata. Già priva in partenza degli infortunati cronici Buffon, Birindelli e Thuram, nonché degli acciaccati Nedved, Emerson e Zambrotta, la Juventus fatica a trovare l'identità del primo tempo. E il Barcellona ne approfitta: Van Bommel coglie Abbiati in libera uscita ma il rasoterra dalla distanza scorre a fil di palo. Ha miglior sorte l'incursione di Iniesta al 22': palla nell'angolino basso. Abbiati seduto e incolpevole. E' in compenso spettatore basito sulla botta di Van Bronckhorst da trenta metri che si infila sotto la traversa. La Juve capitola? Macché.
La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine peró sará solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. Dall'altre parte c'é un Milan che é in una fase di transizione e concluderá il campionato in sesto posto.
Buona Visione!
Stagione 2000-2001 - Trofeo Luigi Berlusconi Milano - Stadio Giuseppe Meazza Domenica 27 Agosto 2000 ore 20:45 MILAN-JUVENTUS 2-2 - Dopo i calci di rigore (4-5) MARCATORI: Josè Mari 2, Trezeguet 25, Shevchenko rigore 35, Inzaghi 66 SEQUENZA CALCI DI RIGORE: Shevchenko (fuori), Zidane (fuori), Saudati (gol), Kovacevic (gol), De Ascentis (gol), Tacchinardi (gol), Serginho (gol), Bachini (gol), Boban (parato), Inzaghi (parato), Roque Junior (gol), Maresca (gol), Maldini (alto), Ferrara C. (gol)
MILAN: Dida, Chamot, Roque Junior, Maldini, Guglielminpietro (Ambrosini 69), Gattuso, Albertini (De Ascentis 73), Coco (Serginho 69), Josè Mari (Saudati 76), Bierhoff (Boban 46), Shevchenko Allenatore: Alberto Zaccheroni
JUVENTUS: Van der Sar, Tudor (Zambrotta 63), Ferrara C., Iuliano, Paramatti (Birindelli 46), Tacchinardi, O'Neill (Maresca 76), Bachini, Zidane, Trezeguet (Kovacevic 46), Del Piero (Inzaghi 46) Allenatore: Carlo Ancelotti
ARBITRO: Cesari
La Juve non teme la cabala-Berlusconi I bianconeri rimontano due volte e si impongono ai rigori
Gol e spettacolo. Ecco il calcio vero, ecco il Milan-Juve che tutti attendevamo. Cabala o no, qui si fa sul serio, si trovano energie insperate per dare vita a una sfida senza pronostico e vissuta sempre con il coltello fra i denti, decisa ai calci di rigore a favore dei bianconeri.
Bene il Milan, più rodato dai preliminari di Coppa, tuttavia in calo fisico nel secondo tempo. Non male neppure la Juve, che resta anchilosata nei primi minuti, poi si scuote e si contrappone con il carattere. Il contorno è degno dei protagonisti e sempre di grande effetto. Il muro di folla impressionante, perchè questo appuntamento per i calciofili è come la «prima» alla Scala per i melomani. Non si può mancare. E le squadre lo onorano al meglio cercando di calarsi subito nella parte, provando ad addentarsi a vicenda con la rabbia che ha sempre segnato le sfide fra due clan, spesso uniti nel business, ma decisi a tirare fuori gli artigli sul campo.
Nel Milan marca visita Abbiati (febbre) e fra i pali va Dida, rigenerato dopo la cinquina incassata contro il Real Madrid. Ko pure Comandini, rilevato da Bierhoff. Anche nella Juve una novità rispetto alle previsioni: non c'è Zambrotta, ma Bachini. Pronti via ed è subito Milan. Una fiammata improvvisa, un clamoroso svarione di O'Neill innesca Bierhoff che mette al centro dove José Mari deposita in rete. Juve alla corde, Milan tonico come a Zagabria sotto gli occhi del suo schizzinoso presidente. Arranca in avvio la squadra di Ancelotti e i rossoneri ne approfittano. Al 6' altra ingenuità: luliano mette in moto Albertini, ma José Mari spreca l'invito del compagno. Sembra davvero una Juve di piccolo cabotaggio, contro un Milan più squadra. Paramatti e Bachini non danno fiato alla squadra sulle fasce, Zidane combatte senza essere assecondato dal resto della truppa. Del Piero-Godot ci mette il cuore ma non abbina la concretezza e O'Neill, frastornato dalla papera iniziale, è lento e macchinoso. Si riprenderà.
Come previsto, però, lo spettacolo non manca: la partita è vibrante, la Juve dopo qualche minuto si rianima. Tacchinardi impegna Dida che alza in angolo, Albertini salva sulla linea su incornata di Tudor. Bene Trezeguet, benissimo Shevchenko che sfregia la difesa bianconera con rasoiate continue e ingaggia un duello aspro con Tudor. Al 22' rimedia Van der Sar uscendo alla disperata sull'ucraino, poi luliano evita la seconda rete respingendo in acrobazia la successiva conclusione di José Mari. Il fronte si sposta di continuo, la battaglia si arroventa. Al 25' O'Neill tira, Trezeguet è sulla traiettoria e beffa Dida. Considerata la reazione juventina, un pareggio meritato. Peccato per Del Piero, sempre attivo ma quasi mai in grado di colpire. Così ci pensa ancora Trezeguet, che al 31 ' mette alla frusta Dida con un destro in corsa che il brasiliano manda in angolo. Tutto bellissimo, ma a rovinare l'equilibrio ristabilito ci pensa il signor Cesari, che vede un rigore di Tudor su Shevchenko mentre il croato prende nettamente il pallone. Come in campionato: Paparesta inventò uno sgambetto di Birìndelli all'attaccante venuto dall'Est e per la Juve fu sconfitta. Sheva va sul dischetto e trasforma.
Ripresa. Gattuso soffia sul fuoco, Tacchinardi risponde: ci siamo, è bastato poco per accendere la miccia. E per fortuna che è una partita che nessuno vorrebbe vincere per i noti motivi scaramantici. Ma ancor prima che le squadre si sistemino in campo è Kovacevic (subentralo a Trezeguet) a dare corpo al tentativo di riscossa juventina: il suo sinistro in corsa è bello, ma finisce sul palo. Darko fa coppia con Inzaghi, che ha rilevato Del Piero. Cresce Bachini, la Juve ferita cerca il pareggio da ogni posizione. Il Milan, con Boban al posto di Bierhoff, non sta a guardare e dirotta Shevchenko sulla destra. L'ucraino evapora con il passare dei minuti, così come José Mari, che alla mezzora lascia il posto a Saudati. Fuori anche Tudor, dentro Zambrotta. Non c'è tregua e proprio il laterale juventino al 21' ispira il secondo gol juventino: al volo mette a centro area un pallone che Inzaghi arpiona di testa e infila alla sinìsira di Dida, con la difesa schierata e incapace di opporsi.
Lotta dura fino al 90', la gara resta ancorata al pareggio e per assegnare il trofeo LuìgiBerlusconi servono i rigori. E quando Ferrara segna il quattordicesimo, decisivo, rìdendo si inette le mani nei capelli: per un napoletano verace, il sospetto di averla combinala grossa, è preoccupante. Ma intanto la Juve vince...
Rossoneri più rodati e brillanti in avvio ma poi viene a galla il carattere dei torinesi.
Questa sera si scontrano i Campioni d'Italia in carica (il Milan) contro quella che si appresta ad aprire un ciclo leggendario.
É appena iniziato il primo anno di Antonio Conte come allenatore dei nostri eroi, ma nessuno si puo sognare quale sará l'epilogo di questa stagione. Alla fine sará una marcia trionfale lunga trent'otto partite, tutte senza l'onta della sconfitta.
Buona Visione!
Stagione 2011-2012 - Trofeo Luigi Berlusconi Milano - Stadio Giuseppe Meazza Domenica 21 agosto 2011 ore 20:45 MILAN-JUVENTUS 2-1 MARCATORI: Boateng K.P. 9, Seedorf 23, Vucinic 57
Il Milan si è aggiudicato la ventunesima edizione del Trofeo Berlusconi, superando 2-1 la Juventus.
Per entrambe le formazioni ricco antipasto in vista dell'esordio in serie A: sabato i rossoneri campioni in carica andranno a Cagliari, domenica Juve a Udine.
Al "Meazza" Milan in campo con Abbiati tra i pali; Abate, Nesta, Bonera e il nigeriano Taiwo a formare la linea difensiva; a centrocampo Gattuso, capitan Ambrosini e Seedorf; Emanuelson dietro le punte Boateng e Cassano. Grande assente l'ex di turno Ibrahimovic, oltre che il brasiliano Pato. La Juve di Conte con il già collaudato 4-2-4: Buffon in porta; difesa con Lichsteiner, Bonucci, Chiellini e De Ceglie; Marchisio e Pirlo a centrocampo con le ali Krasic e Vidal. Punte Matri e Vucinic.
Il 21^ Trofeo Berlusconi va ad arricchire la bacheca del Milan.