Visualizzazione post con etichetta Roma-Juventus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Roma-Juventus. Mostra tutti i post

lunedì 13 aprile 2026

13 Aprile 1980: Roma - Juventus

È il 13 aprile 1980 e Roma Juventus si sfidano nella dodicesima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1979-80 allo Stadio 'Olimpico' di Roma.

I bianconeri contendono fino all'ultimo lo Scudetto con l'Inter e con questi due punti a Roma tengono la fiammella della speranza accesa. 

Al termine del campionato però sarà solo secondo posto dietro i nerazzurri mentre i giallorossi si 'accontentano' del sesto posto e la Coppa Italia vinta.

Buona Visione!



roma



Campionato di Serie A 1979-1980 - 12 ritorno

Roma - Stadio Olimpico
Domenica 13 Aprile 1980
ROMA-JUVENTUS 1-3
MARCATORI: Gentile 2, Scirea 20, Pruzzo 36, Bettega 77

ROMA: Conti P., Maggiora, De Nadai, Rocca, Turone, Santarini, Conti B., Giovannelli, Benetti, Ancelotti
Allenatore: Nils Liedholm

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Brio, Scirea, Causio (Cabrini 79), Tardelli, Bettega, Prandelli, Fanna
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: D'Elia



Furino è il solito capitano coraggioso 
Le pagelle dei giocatori bianconeri 

ZOFF — Non ha avuto molto lavoro. Gli attaccanti della Roma non lo hanno infastidito più di tanto. Forse in occasione del palo colpito da Ancelotti ( dopo è venuto il gol) ha avuto un attimo di esitazione nell'uscita. Ha compiuto una grande parata su calcio di punizione di De Nadal. 

CUCCUREDDU — Alle prese con Ancelotti ha giocato una buona partita, anche senza eccellere come in altre occasioni. Ha avuto modo di portarsi avanti più volte. È stato suo il passaggio che ha permesso a Gentile di segnare il primo gol. 

GENTILE — È un terzino sinistro di costituzione e ha giocato benissimo controllando Bruno Conti che è stato l'elemento più valido di tutta la Roma. Ha segnato un bel gol di testa. Il primo di questa stagione in campionato. 

FURINO — Capitano coraggioso, come sempre. Non sarà elegante, si è fatto anche ammonire, ma il suo apporto al gioco è stato importante. 

BRIO — Non ha figurato come a Londra mercoledì sera, ma la partita era assai diversa. Costretto ad inseguire Pruzzo, che sovente retrocedeva, non ha commesso errori. Non ha colpa nel gol segnato da Pruzzo. In quel momento in area juventina c'era molta confusione. 

SCIREA — Sicuro e tranquillo come nelle giornate buone. Nei momenti di maggior pressione della Roma ha cercato di portare avanti l'asse della difesa per evitare scontri in zona pericolosa. È stato un vero ed autentico comandante dell'area di rigore. 

CAUSIO — Ha avuto momenti di pausa, e forse ha fatto bene Trapattoni a sostituirlo con Cabrini. Sagace come sempre in certi appoggi, intelligente negli allunghi, un po' fragile negli spunti personali. Comunque ha suggerito il secondo gol ed ha iniziato l'azione del terzo gol, che ha chiuso la partita. 

CABRINI (dal 79') — Ha giocato poco per essere giudicato. 

TARDELLI — È parso in netto progresso, anche se lo avevamo visto meglio altre volte. Sta rientrando in forma dopo una lunga assenza. Il suo apporto è stato determinante. 

BETTEGA — Di lui si è già detto tutto. È in un momento magico. Pare cammini e lasci dietro avversari di lui assai più veloci. Ha avuto tocchi da campione raffinato, il gol è stato un capolavoro. Come ai vecchi tempi, due finte, scarto del portiere e palla nella rete sguarnita. 

PRANDELLI — Ha giocato una buona partita di contenimento. Ha lottato e corso come pochi. 

FANNA — Ha alternato momenti brillanti ad errori piuttosto gravi. È stato efficace più a destra che non a sinistra. 

Giulio Accatino
tratto da: La Stampa, 14 aprile 1980



 

roma

roma

roma

juventus

roma

rosa

roma

dino

roma

scirea

roma

roma

roma

roma

roma

maglie










venerdì 3 aprile 2026

3 Aprile 2011: Roma - Juventus

È il 3 aprile 2011 e Roma Juventus si sfidano nella dodicesima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2010-11 allo Stadio 'Olimpico' di Roma.

La Juve allenata in panchina da Luigi Del Neri è ancora pervasa dall'incubo di Calciopoli (più sensatamente descritta come Farsopoli) e dopo un'annata (quella precedente) fallimentare si appresta a vivere un'altra tale quale. Alla fine sarà solo un settimo posto, e fuori dalle coppe europee. La Roma dal canto suo termina gli impegni di campionato con un sesto posto che le permette di qualificarsi per la prossima Europa League.

Buona Visione! 


roma



Campionato di Serie A 2010-2011 - 12 ritorno
Roma - Stadio Olimpico
Domenica 3 aprile 2011 ore 20.45
ROMA-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Krasic 59, Matri 74

ROMA: Doni, Burdisso, Mexes (Cassetti 51), Juan, Riise J., Pizarro, De Rossi, Menez, Perrotta (Taddei 74), Vucinic (Borriello 74), Totti
Allenatore: Vincenzo Montella

JUVENTUS: Storari, Motta (Grygera 46), Barzagli, Bonucci, Grosso Fa. (Sorensen 82), Aquilani, Felipe Melo, Marchisio C., Krasic (Salihamidzic 87), Matri, Pepe
Allenatore: Luigi Del Neri

ARBITRO: Rocchi



I bianconeri, nonostante le numerose assenze, hanno battuto i giallorossi all'Olimpico: di Krasic e Matri le reti che permettono alla squadra di Delneri di avvicinare il sesto posto che vale l'Europa League

Il posticipo della trentunesima giornata di campionato tra Roma e Juventus si apre con la sorpresa della defezione di Gigi Buffon, fermato da qualche linea di febbre. Del Neri rimedia con Storari tra i pali che nel primo tempo non fa rimpiangere il numero uno bianconero. Rispettando quasi interamente i pronostici, Montella ha scelto un 4-2-3-1 inserendo Menez dal primo minuto, alle spalle di Totti, con Vucinic dall’altra parte e Perrotta a cercare gli inserimenti. Primo tempo abbastanza equilibrato con un avvio di gara a ritmo altissimo e un pizzico di Roma in più nel finale. I giallorossi si rendono subito pericolosi con Vucinic che buca centralmente la difesa avversaria e scaglia un sinistro potente, sul quale Storari non si fa sorprendere e con la mano devia in angolo. Il portiere bianconero che contro la Roma compie sempre ottime prestazioni, salva la sua porta prima su un sinistro al volo di Totti intorno alla mezz’ora, poi su una bomba sganciata dalla lunga distanza da Daniele De Rossi. Allo scadere del recupero Matri impegna per la prima volta Doni che si fa trovare preparato.

La seconda frazione di gara si apre con le sostituzioni di Motta e Mexes, quest’ultimo fermato da un problema muscolare ha tentato di riprendere la gara ma non ce l’ha fatta e al 5’ della ripresa viene sostituito da Cassetti che va a prendersi il suo posto da esterno permettendo a Burdisso di giocare nel ruolo che gli è più congeniale. Al 14’ Krasic, pescato solo-solo in area di rigore da Grosso, segna il gol del vantaggio bianconero. Nulla può Doni sul sinistro dello juventino. Menez sfiora il pareggio, quindici minuti più tardi, colpendo l’incrocio dei pali difesi da Storari. Montella cambia qualcosa fuori: Vucinic e Perrotta per Borriello e Taddei. Non passano neanche sessanta secondi e Matri raddoppia al 30’ tutto solo davanti a Doni. Gol subito da una dormita di Juan che tarda a far partire la trappola del fuorigioco. I giallorossi soffrono e commettono i soliti errori sugli ultimi tocchi, spesso lenti e facilmente intercettabili dagli avversari che ripartono in contropiede. Al 40’ Pizarro pesca Totti di testa davanti a Storari, il capitano giallorosso fa sponda per l’inserimento di De Rossi che sbaglia completamente il colpo finale spedendo la sfera oltre la traversa. Il guardalinee aveva comunque decretato posizione irregolare di capitan futuro. Finisce così sullo 0 a 2 il big match dell’Olimpico, con una Roma che perde un’occasione clamorosa per avvicinarsi la zona Champions, viste anche le sconfitte di Lazio e Udinese.

TOP & FLOP

TOP

Mexes: il francese gioca solo un tempo, il primo, ma dimostra di essere maturato molto in questa stagione. Philippe è attento a chiudere e anticipare gli avversari juventini, soprattutto Matri. Quando può sale ad accompagnare le giocate dei suoi compagni. Vuole restare in campo anche se ha un affaticamento muscolare che lo fa zoppicare. Esce poco dopo l’inizio del secondo tempo lasciando la difesa nelle mani di Juan e Burdisso.

Doni: il portiere giallorosso non è colpevole sui gol subiti. Lui quando può si fa trovare sempre pronto e attento, bella la parata su Matri durante la prima frazione di gioco.

FLOP

Vucinic: il numero 9 giallorosso gioca un primo tempo discreto servendo bene i compagni di reparto e sfiorando il gol del vantaggio, poi cala completamente nella seconda frazione di gioco e Montella lo sostituisce con Boriello.

Juan: il difensore giallorosso non vive la sua stagione migliore. A tratti lucido a tratti addormentato, il numero 4 è complice degli avversari nel gol del raddoppio. Juan, infatti, tarda a salire e non s’innesca la trappola del fuorigioco tenendo Matri in posizione regolare.





rassegna

corriere

romano

gol

Milos

Francesco

Alberto

Roma

Juventus

roma

roma

juve

juve

maglie










martedì 17 marzo 2026

17 Marzo 1985: Roma - Juventus

Quando qualcuno parla di anni Ottanta e Roma-Juventus, si riferisce di sicuro alla classica per antonomasia del calcio italiano. Impossibile scordarsi di personaggi come i presidenti Giampiero Boniperti e Dino Viola. E poi ci sono fatti (o misfatti) della sfida che ancora echeggiano dopo oltre tre decenni!

Intanto ci concentriamo su questa: è il 17 marzo 1985. Le squadre si sfidano nella settima giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1984-85. Tutto si svolge allo Stadio 'Olimpico' di Roma

I bianconeri sembrano più concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa, invece, c'è sorprendentemente il Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto. Dall'altra parte c'è la Roma che anche lei termina il campionato in un anonimo settimo posto! 


Buona Visione!



roma



Campionato di Serie A 1984-1985 - 7 ritorno 
Roma - Stadio Olimpico
Domenica 17 marzo 1985 ore 15.00 
ROMA-JUVENTUS 1-1 
MARCATORI: Boniek 54, Nela 67 

ROMA: Tancredi, Oddi, Bonetti D., Ancelotti (Buriani 87), Nela, Righetti, Chierico, Cerezo, Iorio, Giannini, Graziani 
Allenatore: Sven-Göran Eriksson 

JUVENTUS: Bodini, Favero, Cabrini, Pioli, Brio, Scirea, Briaschi, Bonini, Rossi P. (Vignola 55), Platini, Boniek 
Allenatore: Giovanni Trapattoni 

ARBITRO: Agnolin L.



I bianconeri pareggiano all'Olimpico contro i «resti» della Roma
JUVENTUS CON GLI ASSI A MEZZO SERVIZIO I GREGARI LA TENGONO IN PIEDI

ROMA La Juventus trattatela pure da nobile decaduta, ma mantiene il suo fascino intatto e fa la felicità degli avversari regalando anche su una piazza amagata come quella romana un incasso da capogiro. I tifosi romanisti sono andati allo stadio sicuramente con il cuore al passato, ma dal presente volevano qualche speranza che la loro grande squadra non fosse diventata definitivamente una Rometta e nulla più.
Tifosi soddisfatti a metà, bianconeri relativamente contenti di continuare a mantenere a vista il gruppo delle nuove grandi che si giocano i piazzamenti per la Coppa Uefa della prossima stagione.
Una Juve come quella di ieri potrebbe anche avere qualche difficoltà in coppa, mercoledì, ma il risultato dell'andata la pone al riparo da ogni sorpresa, e poi c'è modo e modo di affrontare una partita. Il campionato per molti bianconeri sembra un noloso spettacolino in provincia dove non meritano di apprezzare le proprie doti da grandi istrioni. Ieri nella lista degli

 

Ignavi, nell'accezione calcistica e non in quella di dannati danteschi, stanno benissimo in ordine sparso: Cabrini, Scirea, Rossi, Platini, Boniek e Vignola. Facendo le sottrazioni dei dodici avvicendati in campo, rimangono i lavoratori più umili, gli uomini di classe non eccelsa ed è ad essi però che va il merito di questo risultato positivo.
Prendiamoli uno per uno, gli ignavi, Cabrini se ne è rimasto agganciato al suo riquadro difensivo di venti metri di lato: le protezioni offensive, un ricordo, i raddoppi di marcatura, un sogno. Scirea ha respinto bene due palle in mischia, ma ha lasciato spesso liberi Iorio e Graziani che saltavano, Favero e Brio; non è successo niente giusto perché quelli poi pensavano loro a sbaglia-re. Rossi non è mai stato in partita, eppure ha dato il via libera alla Roma uscendo; nella panchina giallorossa nessuno si era accorto che in campo c'era la controfigura del campione. Platini ha fatto due lanci deliziosi, ha battuto una punizione e mancato un tiro da fuori; sdegnosamente non ha concesso altro. Boniek ha giochettato, ha segnato un gol che non si poteva sbagliare, poi è felicemente scivolato nell'anonimato più assoluto. Vignola, entrato a salvare la patria calcistica bianconera, non ha coperto più di Rossi, cioè non ha coperto e basta, non ha fatto nulla in attacco.
La chiave di questa partita tra ex grandi può essere ricercata proprio nel cinquanta per cento di disinteresse juventino, appunto sei su sedici, e nell'arruffata ansia di prevalere dei resti romanisti al completo. La Rometta, reduce da tre sconfitte consecutive in campionato, dalla batosta di Monaco in Coppa delle Coppe e dall'eliminazione in Coppa Italia, ha trovato finalmente un po' di forza di volontà, di amore per il risultato, di vigore e di agonismo che mai erano emersi nell'ultimo disastroso mese.
L'uscita di Conti non si è avvertita e viene quasi il dubbio che l'assenza di un capitano che non ha gli attributi per reggere il ruolo abbia finito per giovare. Aggressività, determinazione, decisione nel tiro. Ci hanno provato un po' tutti, da Cerezo ad Ancelotti, da Giannini a Nela, da Oddi a Righetti. Poi hanno sbagliato, come al solito, Iorio. più del perdonabile, e boom-boom Graziani che ha avuto comunque il grande merito di togliere la torre Brio dal centro dell'area.
Una Rometta avviata a tornare squadra vera? È un po' presto per dirlo, vista anche l'ultima delusione procurata da Falcao, che rivedremo, se vedremo, in maglia giallorossa soltanto nella prossima stagione. E mercoledì c'è il Bayern, che parte da un tanto due a zero!

Giorgio Viglino





roma

roma

roma

roma

roma

roma

roma
La Stampa 18 marzo 1985

roma
La Stampa 18 marzo 1985

Beniamino

antonio

nela

roma

mischia

roma

rosa
roma

roma

juve


maglie