Stagione 1977-1978 - Coppa dei Campioni - Sedicesimi, ritorno
Torino - Stadio Comunale
mercoledì 28 settembre 1977 ore 20:30
JUVENTUS-OMONIA NICOSIA 2-0
MARCATORI: Boninsegna 11, Virdis 75
JUVENTUS: Alessandrelli, Gentile, Cabrini, (c) Furino (Verza 46), Spinosi, Scirea, Fanna, Tardelli, Boninsegna, Benetti R., Virdis
A disposizione: Zoff, Cuccureddu, Causio, Bettega R.
Allenatore: Giovanni Trapattoni
OMONIA NICOSIA: Andreou (Eleftheriades 46), Patikkis, Paraskeva, Miamiliotis, Poiatzis, Savva, Mavris (Georgiou 23), Erotocritou, Kaiafas, Charalambous, Kanaris
A disposizione: Tsaklis, Iakovou, Antoniou
Allenatore: Petar Argirov
ARBITRO: Hermann (Lussemburgo)
AMMONIZIONI: Eleftheriades 88 (Omonia Nicosia)
Per voi giovani
Trapattoni ha fatto scendere in campo la squadra del futuro che ha vinto senza fatica. L'Omonia, non è praticamente esistito e la "Scarpa d'oro" Kajafas non ha beccato palla..
E adesso comincia la parte "vera" della Coppa.TORINO A Cipro devono aver confuso le Olimpiadi con la Coppa dei campioni perché, prima di tornare a Nicosia, il presidente dell'Omonia, Kostas Limburis, imitando il barone De Coubertin ha detto:
"L'importante non è vincere ma partecipare".
Ai Giochi olimpici è giusto che partecipino i rappresentanti di tutti i Paesi; alla Coppa dei campioni dovrebbe invece partecipare il fior fiore del calcio europeo. Ufficialmente, anche Cipro fa parte dell'Europa, ma calcisticamente appartiene a un altro pianeta. Non c'è confronto e soprattutto non ci può essere confronto tra la Juventus e l'Omonia. E difatti i ciprioti hanno subito specificato di essere solo degli alunni, venuti a scuola dalla Maestra Juventus. Ma Trapattoni, dopo essersi assicurato la qualificazione a Nicosia, si è rifiutato di salire in cattedra. Ha mandato in campo la squadra riserve (o la Juventus futuribile) e, per la prima volta nella storia della società, non ha nemmeno portato i giocatori in ritiro. Non ne valeva proprio la pena: in fondo, era solo un galoppo di allenamento!
La nostra impressione è che l'Omonia partecipi alla sagra del grande calcio, soprattutto per una battaglia politica, per dare uno schiaffo morale a quelli dell'Apoel, che sarebbero i "capita-listi". Omonia significa fratellanza e la società è di stampo proletario, orientata a sinistra. Il dilettantismo è quasi allo stato puro e quindi fare il dirigente dell'Omonia è alla portata di qualsiasi grecocipriota. L'Omonia ha 400 soci, ciascuno ogni anno versa 20 dollari (poco più di 17 mila lire) e il bilancio è a posto. L'unico che riesce a tirar fuori uno stipendietto adeguato con il calcio è Soteris Kajfas, quello della "Scarpa d'oro". Il calcio gli ha permesso di trasformarsi da semplice muratore a piccolo commerciante di materiale edile, ma non l'ha certo arricchito. Ha due figli e già un terzo è in arrivo: per non doverli mandare un giorno a scaricare sacchi di cemento, vorrebbe pensare alla famiglia. Risolverebbe i problemi finanziari emigrando in Grecia: l'AEK di Atene ha ripreso a fargli la corte, ma a Torino ci ha assicurato che non si muoverà da Cipro: "L'ambiente di quella squadra non mi piace, preferisco restare vicino a casa",
Kajafas ha un piedone che quello leggendario di Pedro Manfredini, al confronto, potrebbe sembrare quello di Carla Fracci. Secondo il concorso dell'Adidas dovrebbe essere il miglior bomber d'Europa, ma noi, in due partite, gli abbiamo visto fare solo un tiro in porta. Quando è arrivato a Torino e ha saputo che Trapattoni tra i pali avrebbe schierato Alessandrelli (che al'l'epoca della Ternana era stato ribattezzato "Paperelli") c'è rimasto male. Ha spiegato che ci teneva tanto a segnare un gol all'imbattibile Zoff, ma con il vice non ci avrebbe nemmeno provato gusto.
L'allenatore gli aveva messo il vice pure alle costole, lasciando Morini in panchina. Spinosi dapprima si è offeso, ha sbraitato che se quelle sono le partite che la Juventus riserva a lui, preferisce vederle dalla tribuna e fare dopo una partita a scopa con Enrico Ameri. Giampiero Boniperti l'ha rimproverato perchè, facendo sapere a tutti che la partita con l'Omonia non contava, avrebbe tenuto lontano il pubblico dallo stadio. I giornali "sabaudi" avevano provato a imbonire la folla, raccontando che l'Omonia avrebbe rappresentato un tiro a segno per Verdis e garantendo che, per contare tutti i gol, ci sarebbe voluto il pallottoliere. Ma la gente è rimasta a casa a vedersi in TV il balletto del Bolscioi. 13.893 paganti nella capitale del calcio per un incontro di Coppa dei campioni rappresentano un insulto, ma il risultato era scontato in partenza e la Juventus futuribile interessava più l'allenatore che i tifosi. Virdis ha segnato e ha ricevuto elogi; Fanna invece è stato giudicato con voti diversi. "La Stampa" ne ha parlato bene; la "Gazzetta del Popolo" l'ha considerato addirittura il migliore in campo; "Tuttosport" invece l'ha bocciato. E il vicedirettore Pier Cesare Baretti ha spiegato il 5,5 della pagella con questo giudizio:
"Nella serata in cui avrebbe dovuto esibire il suo fresco talento, Fanna è incocciato in una prestazione di scarsa vena. Ha giocato qualche pallone diligente sul finire della partita, ma non ha fatto a nostro avviso cose sufficienti per meritarsi il 6."
Non la pensa come Baretti, noto per la "Frusta Letteraria", nemmeno Giglio Panza che sul "Giornale nuovo" ha fatto notare come entrambi i gol della Juventus siano partiti dai piedi di Fanna, con lanci impeccabili. Comunque, la nota più positiva della partita, a nostro avviso, è rappresentata dal recupero di Tardelli perchè si è visto chiaramente che il centromotore della Juventus è lui, con i suoi guizzi imprevedibili e inarrestabili.
SE AGNELLI ragionasse davvero come racconta Gianni Brera, avrebbe dovuto chiedere a Boniperti di non vincere a Cipro per non ammazzare la Coppa dei Campioni. Ma anche se è un oculato amministratore, a Boniperti interessa soprattutto il risultato e quindi è stato lieto di aver colto ogni interesse all'incontro di ritorno, meritandosi la qualificazione a Nicosia. Così la Juventus a Torino contro l'Omonia, a potuto risparmiare energie per le fatiche del campionato.
Certo non si può dire che la partita coi ciprioti sia servita come test per la Juventus. L'unico che ha preso la cosa sul serio è Alessandrelli che, poveraccio, teme per il suo futuro perchè ha letto che Boniperti ha già acquistato Bodini, il portiere dell'Atalanta. Alessandrelli fa la riserva a Zoff da una vita, spera di prendere il suo posto (tra vent'anni...) quando il portiere contestato solo da Ghezzi deciderà di andare in pensione. Così, quando ha saputo di Bodini, il povero Alex ha rischiato l'infarto. Boniperti, naturalmente, si augura che Zoff possa giocare ancora per un secolo, tuttavia ha tranquillizzato Alessandrelli giurandogli che ha piena fiducia in lui e Alessandrelli è sceso in campo contro l'Omonia come se si trattasse del Borussia o del Liverpool. Su un pallone innocuo che Zoff avrebbe neutralizzato con il dito mignolo della mano sinistra ha sfoderato un'uscita alla Kamikaze rischiando di rompersi l'osso del collo. Credeva di essersi meritato un lungo applauso invece la sua prodezza è stata accolta con una risata sarcastica. Perchè Charalambous può far paura solo a Bizzotto che, per eccesso di zelo, l'aveva descritto a Trapattoni come un autentico cervellone, un po' lento ma con tanto sale in zucca.
Il presidente Limbouris sostiene che l'Omonia anche se ha un allenatore bulgaro, Argirov che proviene dalla Lokomotiv di Sofia, pratica un calcio che è una via di mezzo tra lo stile britannico e quello dell'Europa meridionale. Ma a noi è sembrato che a Cipro, nonostante i lodevoli sforzi, si poteva continuare a giocare all'«Evviva Makarios».
Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1977 nr.40
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Pietro Paolo Virdis realizza il 2-0 |




