É il 13 Dicembre 2015 e Juventus e Fiorentina si sfidano nella sedicesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2015-16 allo 'Juventus Stadium' di Torino.
É una Juventus che domina il calcio italiano. Sta per concludere un altro campionato davanti a tutti.
Davanti a lei c'é una Fiorentina che conclude un ottimo campionato al quinto posto.
Buona Visione!
Torino - Juventus Stadium
Domenica 13 dicembre 2015 ore 20.45
JUVENTUS-FIORENTINA 3-1
MARCATORI: Ilicic rigore 3, Cuadrado 6, Mandzukic 80, Dybala 90+1
JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Cuadrado, Khedira (Sturaro 62), Marchisio C., Pogba, Evra (Alex Sandro 77), Mandzukic (Morata 85), Dybala
Allenatore: Massimiliano Allegri
FIORENTINA: Tatarusanu, Tomovic, Gonzalo Rodriguez, Astori, Bernardeschi, Badelj, Vecino (Rossi G. 86), Marcos Alonso (Pasqual 85), Ilicic (Mati Fernandez 86), Borja Valero, Kalinic
Allenatore: Paulo Sousa
ARBITRO: Orsato
Dopo un primo tempo equilibrato, nel quale subito in avvio Cuadrado risponde al rigore di Ilicic, nel finale le reti di Mandzukic e Dybala consentono ai campioni d'Italia di salire a sei vittorie consecutive e di proseguire l'inseguimento alla capolista
TORINO – La Juventus non si ferma più. Nello scontro diretto con la Fiorentina i campioni d’Italia centrano il loro sesto successo consecutivo in campionato e si issano sempre più in alto in classifica, proponendosi probabilmente come la rivale più temibile per l’Inter di Mancini. Il 3-1 sui viola è frutto di una gara giocata con intelligenza, durante la quale i bianconeri hanno anche dovuto subire il possesso palla degli uomini di Sousa in certi frangenti. Quando la sfida è entrata nel momento cruciale, però, la Juve ha tirato fuori la tempra della grande squadra, piazzando la zampata vincente che ha steso una Fiorentina che si era forse illusa di poter controllare senza troppi patemi il finale di partita. E Mario Mandzukic, autore della rete che ha spianato la strada del successo ai bianconeri, è l’uomo che incarna meglio lo spirito della compagine di Allegri. Il croato lotta come un leone per l’intera gara e, nonostante le tante energie spese e i pochi rifornimenti arrivati in area, si fa trovare puntale come un falco per il tap-in che vale il 2-1 e che spacca in due la sfida.
POCHE SORPRESE DI FORMAZIONE – I due tecnici si affidano alle formazioni migliori, scegliendo gli uomini che in questo momento sembrano dare maggiori garanzie. Allegri ritrova Khedira a centrocampo e preferisce Evra ad Alex Sandro sulla sinistra. Sulla corsia opposta, invece, il grande ex Cuadrado vince il ballottaggio con Lichtsteiner. In avanti spazio alla coppia Mandzukic-Dybala. Nella Fiorentina, dopo il turnover ragionato di Europa League, Sousa ripropone dal primo minuto Tatarusanu, Rodriguez, Bernardeschi, Vecino e Kalinic.
AVVIO PIROTECNICO – L’avvio di gara è subito pirotecnico. La Fiorentina, non nuova a partenze lanciate, al 2’ affonda con Bernardeschi che prende il tempo a Chiellini, il quale lo atterra in area. Dopo essersi consultato con l’arbitro di porta Orsato concede il rigore e Ilicic, come al solito, è impeccabile dal dischetto. La risposta della Juve non tarda ad arrivare e al 6’ Cuadrado cerca una sponda di testa su un traversone di Evra che assume una traiettoria strana e beffa Tatarusanu. Ristabilito l’equilibrio, la foga agonistica dei primi minuti inizia pian piano a scemare. Le squadre occupano bene tutti gli spazi, a conferma dell’accuratezza con cui Sousa e Allegri hanno preparato la gara, e il confronto assume quasi i contorni di una sfida a scacchi, fatta di efficaci mosse e contromosse che vedono bianconeri e viola annullarsi a vicenda fino all’intervallo.
LA ZAMPATA DI MANDZUKIC – Se il primo tempo, grazie ad un inizio davvero intenso, era stato nel complesso gradevole, la ripresa incomincia con tanti errori di misura da parte delle due squadre e con un ritmo piuttosto soporifero. Quando la gara sembra scivolare via verso un inevitabile pareggio, però, la Juve alza i giri, mentre la Fiorentina non va oltre un lento e sterile possesso palla che sbatte sistematicamente sul muro bianconero. La trasformazione della Juve nel momento chiave della partita porta al vantaggio di Mandzukic, caparbio nel seguire l’azione che aveva visto Tatarusanu bloccare l’inserimento in area di Dybala: il croato arriva per primo sul pallone e lo insacca con tutta la sua carica agonistica. Nel finale c’è gloria anche per Dybala, che approfitta di un errore in disimpegno di Astori, entra in area, dribbla l’estremo difensore viola e appoggia in rete. Il campionato ha definitivamente ritrovato una delle protagoniste più attese e si appresta a riproporre un duello carico di fascino: sarà davvero sfida Inter-Juventus per il titolo? Alla Fiorentina, così come a Napoli e Roma, spetta il compito di dimostrare il contrario, rimettendosi in marcia già da domenica contro il Chievo.Giacomo Luchini
Botta e risposta Ilicic-Cuadrado nei primi 6 minuti, poi un gol del croato a 10 minuti dal termine e un'altra magia di Dybala allungano la striscia di successi dei bianconeri e li portano al quarto postoSembravano tutti iscritti al club Domizzi, quello di chi, suo malgrado, fa un favore all’Inter. Invece no, la Juve non ci sta: saluta i “soci” Roma, Napoli e Fiorentina e dopo 80’ di sgasate ingrana la sesta. Sei vittorie di fila, -2 dal secondo posto. Attenti, forse abbiamo parlato per mesi di novità e ora ci ritroviamo al solito vecchio duello Inter-Juve, con i Mancio-boys a fare da lepre, e i bianconeri da temuta muta di cani. Piuttosto motivata, stile bava alla bocca. Nella domenica delle sfidanti viene fuori la squadra di Allegri: se quella di Cuadrado è la zazzera vincente dell’ex, la firma sul match è di Mandzukic, all’ennesima volenterosa scivolata, e soprattutto di Paulo Dybala, imprendibile per tutti i 90’.VIOLA SPUNTATA — Dopo sei gare utili crolla la Viola di Paulo Sousa, che si conferma squadra dalla chiara identità tattica e capace di stare in campo, ma che stasera crea troppo poco: merito anche di una difesa, quella bianconera, tornata muro come ai tempi belli. Barzagli-Bonucci-Chiellini erano secondi, nella classifica dei tiri concessi agli avversari: meno di loro solo la Fiorentina. Stasera, probabilmente, il sorpasso. Solida dietro, con tante armi davanti, con potenzialità di crescita in mezzo: questa Juve può far paura.I GOL — All’inizio e alla fine. I tifosi dello Juventus Stadium non fanno nemmeno in tempo a sedersi, dopo l’ingresso delle squadre in campo, che hanno già visto due gol. La Viola parte a mille, come spesso le succede, e al primo affondo di Bernardeschi trova il rigore. Il numero 10 entra in area in velocità, contatto con la gamba di Chiellini, in ritardo, e va giù in area. Orsato nicchia, forse pensa alla simulazione, Damato, arbitro di porta, lo consiglia: rigore. Ilicic non sbaglia, trasformando il settimo penalty per la Fiorentina (primato in Italia). Può essere una mazzata per la Juve, invece al secondo affondo fa centro anche lei. Evra, più che intraprendente sulla sinistra (anche in seguito), arriva indisturbato al cross. Sul secondo palo Cuadrado di testa probabilmente prova a far la torre. Di sicuro si aspetta quello Tatarusanu, che così è ingannato dalla palombella che finisce in rete. Poi, nel primo tempo, vanno più vicini al raddoppio i bianconeri, grazie a uno scatenato Dybala. Non è un caso che i due gol della ripresa passino dai suoi piedi: al 35’ Pogba lo lancia nello spazio, lui trova il colpo sotto: Tatarusanu stoppa ma la palla resta, Mandzukic è il più veloce, in scivolata da bomber vero. Il 3-1 nel recupero è un premio personale per Dybala, oltre che un distillata di gioco nello stretto, con portiere superato e palla depositata in rete.ARMI JUVE — Quei due, Mario e Paulo, sbloccano un pareggio che col passare dei minuti pareva sempre più pieno di rimpianti per la Juve, dopo l’equilibrio iniziale. Due squadre messe in campo quasi specularmente, anche se il 4-2-3-1 viola tende più verso il centro e crea spesso una superiorità in mezzo, che affiora, a tratti, in un possesso palla bello da vedere (specialità della casa). Allegri sull’altro fronte ha scelto Evra e Cuadrado come esterni. Paradossalmente, vanno forte proprio nei presunti punti deboli: il francese affonda, il colombiano si applica con profitto in difesa. In mezzo quello che soffre di più è il rientrante Khedira, che ha la mobilità dell’ultimo Pirlo, ma senza avere i suoi lampi. Ci si attende che accenda la luce Pogba, ma il francese è tanto voglioso di piazzare la giocata quanto impreciso. Almeno fino al filtrante per Dybala, che dà il via al 2-1. Il miglior attacco del campionato (30 gol)? Kalinic ne vede poche e ne prende tante, Ilicic e Borja non scardinano le strutture difensive bianconere, come era successo con l’Inter. Sempre secondi, ma il “sorpasso mentale” forse è già avvenuto.Valerio Clari





































