È il 20 novembre 1994 e Juventus e Reggiana si sfidano nella decima giornata del girone di andata del campionato italiano di calcio di Serie A 1994-95 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.
La Juventus dopo anni di magra si appresta a vincere il suo ventitreesimo scudetto con il nuovo allenatore Marcello Lippi.
La Reggiana, dal canto suo, dopo un campionato disastroso, è terminata al penultimo posto. Così saluta mestamente la Serie A.
Buona Visione!
Stagione 1994-1995 - Campionato di Serie A - 10ª giornata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 20 novembre 1994 ore 14:30
JUVENTUS-REGGIANA 3-1
MARCATORI: Padovano 4, Vialli 23, Vialli 68, Del Piero 85
JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Orlando Al., Torricelli, Kohler (Porrini 74), Paulo Sousa, Di Livio, Conte A., Vialli, Baggio R., Ravanelli (Del Piero 77)
Allenatore: Marcello Lippi
REGGIANA: Antonioli, Parlato, Zanutta (Brambilla 71), De Napoli (Cherubini 80), Gregucci, De Agostini, Esposito, Oliseh, Padovano, Sgarbossa, Gambaro
Allenatore: Enzo Ferrari
ARBITRO: Quartuccio
UNA LEZIONE DA LEADER
L'acrobata al bersaglio n. 99
«Ero Vialli anche quando non segnavo»TORINO. Non poteva chiudere in maniera migliore la settimana dei dispetti. Non è mai banale Vialli: quando parla e anche quando segna. Il gol facile non fa parte del suo repertorio, come non ne fanno parte le frasi scontate. Affonda sempre i colpi, sceglie comunque il modo più roboante per mettersi in mostra. Così dopo aver preso in giro l'Arrigo, ecco la doppietta alla Reggiana che lo porta a novantanove gol in campionato. Una domenica bestiale iniziata con un'acrobazia da gattone e conclusa con un passaggio-gol per Del Piero. Il dopo è alla Vialli, ovvero una sfilza di battute ad effetto, di grandi verità e mezze bugie. Arriva in sala stampa con un ritardo quasi studiato, quando la platea è tutta per lui.
Il primo pensierino della sera è per la Juve:
«Abbiamo giocato una partita di carattere, la stessa che disputammo contro il Milan. Non si è interrotto il discorso come temevo, siamo riusciti ad avere lo stesso atteggiamento anche con una squadra meno forte».Gli recapitano i complimenti di Umberto Agnelli. Ha detto il Dottore:
«Vialli è ritornato a segnare anche perché gioca da centravanti. Utile alla Nazionale? Mah, mi sembra che la Nazionale abbia bisogno di tante cose».I tifosi hanno a lungo invocato
«Gianluca in Nazionale»,ma lui per primo non si fa soverchie illusioni:
«Ho paura che non mi aspetti più nessuno. Ho già disputato cinquantanove partite, ora largo ai giovani. Comunque non ci saranno più incontri fino a marzo, vedremo cosa succederà nel frattempo».Non è un modo per lasciare aperta una piccola fessura di speranza. Vialli sa che il discorso è chiuso da tempo, ma arrendersi diventa impossibile per uno come lui che non si è mai fermato di fronte alle avversità. Infatti ecco subito una correzione di rotta:
«Comunque potrei anche tornare se qualcuno lo riterrà opportuno. Accetterei magari un posto da fuoriquota nell'Under 21».E dopo aver liquidato l'argomento con questa mezza battuta va avanti a piccole punzecchiature dedicate al ct:
«Non gli dedico questi due gol perché sarebbe una presa in giro. Non devo segnare contro Sacchi, ma per la Juve. È qui che voglio dimostrare qualcosa, perché è Lippi che ogni domenica mi dà fiducia. Quindi non gioco contro chi non mi stima».Insistono. Ma se Trap diventasse ct qualcosa succederebbe?
«Chissà, chiedetelo a lui. Non penso che mi farebbe fare il terzino perché il ruolo mi pare già ben coperto».Il libro azzurro si chiude. Ma ci sono altri capitoli della storia viallesca da scrivere. Vialli e i gol impossibili. Ieri ha realizzato il quarto della stagione, il secondo consecutivo in rovesciata. Scomodano perfino Piola:
«Era più bravo di me e a volte segnava anche di mano. No, è solo una coincidenza che abbia fatto gol di nuovo in acrobazia. Dipende da come ti arriva il pallone, a volte devi tentare certe giocate perché non hai scelta».Vialli e la continuità. Si arrabbia:
«Il fatto che si dica che sono ritornato il giocatore di una volta mi dà fastidio. Io credo di avere sempre giocato su certi livelli e vorrei che si parlasse di me anche quando non segno, non è giusto giudicare un attaccante soltanto in base ai gol. Sono un altro? Allora: due anni fa ho contribuito alla conquista della Coppa Uefa, poi mi sono infortunato e ho perso un anno. Adesso sto bene e ringrazio chi mi ha dato fiducia e ha saputo aspettarmi. Ma non tengo i meriti tutti per me. Altre volte erano i compagni a segnare e mi faceva piacere se riconoscevano comunque i miei meriti. Anzi, il merito di questa vittoria è soprattutto di Lippi, visto che oggi si scaricano sugli allenatori le colpe delle sconfitte».Come titolerebbe il Vialli aspirante giornalista dopo questa domenica da primo attore?
«Vialli si scopre goleador».Banale. Continui pure a fare l'attaccante.
Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 21 novembre 1994
Il risveglio di Pisolo
Vialli rifiorisce e regala alla Juve altre soluzioni offensive: scatta l'operazione-scudettoBrutti tempi, per Arrigo Sacchi. Mentre la fresca batosta con la Croazia fa vacillare la sua panchina miliardaria, e furenti appassionati di fax inondano le redazioni dei giornali, il suo nemico storico Luca «Pisolo» Vialli rifiorisce al gol e firma una perentoria doppietta che trae la Juventus da un'inattesa sofferenza (contro la Cenerentola Reggiana) e le apre più allettanti prospettive in chiave scudetto. Oltre a lanciare frecciate al Ct, cui lo accomuna la lucente pelata e da cui lo dividono le idee sul calcio, Vialli si è dunque deciso anche a lanciare potenti missili contro i portieri avversari. È al suo quarto gol stagionale, lontano dai dodici di Batistuta, ma che già eguaglia l'intero bottino della stagione scorsa. Il suo marchio di fabbrica è impresso soprattutto sulla prima rete, ottenuta con una sforbiciata volante nell'area piccola, un capolavoro d'acrobazia che testimonia una ritrovata tonicità fisica.
Che Vialli realizzi è molto importante per la Juve, sin qui vissuta più che altro sulle prodezze conclusive di Fabrizio Ravanelli, da gregario a prima firma di un attacco spuntato anche in Roby Baggio, pervaso da amletici tormenti. La Juve ha la miglior difesa del lotto (cinque gol subiti in nove partite, poco più di mezzo a gara), ma ha segnato relativamente poco, dodici reti, contro le ventiquattro della Fiorentina e le ventuno della Lazio. Tuttavia, l'impianto di gioco pazientemente assemblato da Lippi pare fornire i suoi frutti puntuali: raggiunto un apprezzabile rendimento in fase di copertura e di filtro, si tratta appunto di adeguare anche la pericolosità offensiva alle ambizioni di vertice. Vialli sostiene che il suo rendimento va valutato indipendentemente dai gol segnati, ma lui per primo sa che un attaccante di razza si misura dalla frequenza con cui trova la rete. Con la doppietta alla Reggiana, cui non ha molto giovato la conversione alla "uomo" stretta di Ferrari, Vialli ha toccato quota 99 in Serie A, ed è a un passo dall'Olimpo. Vialli goleador uguale Juve da scudetto, equazione elementare.
Adalberto Bortolotti
tratto dal Guerin Sportivo anno 1994 n.47
SuperVialli fa brillare la Signora
La partitaLa Juventus è matura, è pronta per lo scudetto. È questo il responso della partita contro la Reggiana, uno di quegli incontri che solitamente la vecchia Juve soffriva, complicandosi la vita e rischiando ben più del dovuto. Domenica, la sensazione è durata venti minuti. Perché, dopo il gol di Padovano generosamente concesso dalla difesa bianconera, la squadra di Lippi ha reagito come mai aveva saputo fare in passato. In più, la Juventus ha finalmente e definitivamente ritrovato anche Vialli. Il Gianlucaccio ha segnato un'altra rete da antologia dopo la straordinaria rovesciata di Cremona, e si è concesso addirittura il bis.
tratto da "Il Film del Campionato"
del Guerin Sportivo anno 1994 n.47
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Zanutta in scivolata su Baggio. Del Piero esulta dopo aver segnato il definitivo 3-1 |
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Michele Padovano festeggia la 0-1. Ancora Gianluca Vialli, di rapina, ribalta il risultato: 2-1 |











