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domenica 7 giugno 2026

7 Giugno 1995: Juventus - Parma

É il 7 Giugno 1995 Juventus Parma si sfidano nella Finale (Gara di Andata) della Coppa Italia 1994-95  allo Stadio 'delle Alpi' di Torino

La Juventus dopo anni di magra si appresta a vincere il suo ventitreesimo scudetto con il nuovo allenatore Marcello Lippi

Il Parma dal canto suo contende ai bianconeri ben tre tornei in questa stagione. Persa quindi sia la lotta scudetto sia quella per la Coppa Italia, i gialloblu si fanno valere almeno sul palcoscenico europeo. Vincono infatti la Coppa UEFA nel doppio confronto a Milano ed in Emilia.

Buona Visione! 

 


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Stagione 1994-1995 - Coppa Italia - Finale, andata
Torino - Stadio Delle Alpi
mercoledì 7 giugno 1995 ore 20.45
JUVENTUS-PARMA 1-0
MARCATORI: Porrini 10

JUVENTUS: Rampulla (Squizzi 70), Ferrara C., Orlando A., Torricelli, Porrini, Paulo Sousa (Fusi 80), Di Livio, Deschamps (Marocchi 61), Vialli, Del Piero, Ravanelli
Allenatore: Marcello Lippi

PARMA: Bucci, Mussi, Di Chiara, Minotti, Apolloni, Fernando Couto, Branca, Baggio D. (Asprilla 82), Crippa, Zola, Pin G. (Fiore 76)
Allenatore: Nevio Scala

ARBITRO: Amendolia



Di Livio il sette polmoni 
Orlando, che piacevole riscoperta 
 
RAMPULLA 6. Il modo in cui si proietta fuori porta dà i brividi (al 13' su cross di Zola che crea un'azione da gol, poi catapultandosi in ritardo per due volte sul sardo che per poco non infila la porta vuota). E' nel suo stile di portiere avventuroso, alla sua età non cambia. Ma è bravo a recuperare quando meno l'aspetti. Salva su Branca che gli arriva davanti, solo. Gioca la ripresa con la sinistra fuori uso per uno scontro, esce e dubitiamo che recuperi per il ritorno. 
(Dal 25' st Squizzi 6,5: salva su Branca) 
FERRARA 6,5. Buona prestazione. Conosce Zola quanto suo fratello e se gli capita a tiro lo blocca inesorabilmente. Con Branca la mette sul fisico. Come usano i centrali Lappanti tenta anche il gol di testa su azione dall'angolo, Bucci si trova la palla sui pugni. 
ORLANDO 6,5. Migliora tranne che nella precisione del passaggio lungo. Lancia in verticale, tenta il tiro: ha un sinistro insidioso e lo prova al 35' quando colpisce il palo su punizione. 
TORRICELLI 6,5. Difensore a destra, frena Crippa o Di Chiara, tampona con generosità. 
PORRINI 6,5. Un gol di Coppa, come a Dortmund. Questa volta il colpo di testa gli è più facile perchè Bucci e Dino Baggio lo favoriscono: sfrutta con prontezza. In difesa fa il suo. 
SOUSA 6. Avverte il peso di una stagione logorante come non gli capitava in Portogallo, dove il campionato si decide in 6 partite e il resto è vacanza. Si muove ma non ha più l'intuizione dei mesi scorsi, recupera meno palloni e ne serve con parsimonia. Il gioco della Juve ne risente nel ritmo. 
(Dal 35' st Fusi sv). 
DI LIVIO 7. E' dalla sua parte che il Parma ha più energia e lo prende in mezzo con Crippa (più centrale) e Di Chiara che va in sprint sulla fascia. Salva al 15' della ripresa un gol quasi certo di Crippa. Ha 7 polmoni: li usa tutti per spingere l'azione verso Bucci. 
DESCHAMPS 5,5. Gioca come su una patinoire, scivola che è un piacere cercando il contrasto che ora gli riesce meno. Ha bisogno di riposo. 
(Dal 16' st Marocchi 6) 
VIALLI 6. Roba da fine stagione. Con la lingua penzoloni il Gianlucaccio crea l'occasione migliore al 31' del primo tempo, con mestiere, impegnando Bucci. Che non sia lucido lo dimostra una «ciccata» al volo, come gli capita raramente. 
DEL PIERO 6,5. Il più dinamico del trio, anche il più fresco dal momento che è stato utilizzato meno. Dal suo piede parte il cross dell'1-0, impegna Bucci da lontano, non riesce però a creare pericoli quando scalla puntando l'uomo. La strada per la riproposizione di un nuovo Baggio è lunga. Ma può farcela. 
RAVANELLI 6. Come Vialli, qualcosina meno. Il Grigio e fatto così, se non sente l'impegno fatica a dare il meglio. Aiuta soprattutto in fase difensiva 

 

BUCCI 7. Molto incerto sul gol si riscatta con interventi scenici ma efficaci sui tiri di Vialli, Del Piero e Marocchi. 
MUSSI 6,5. Il Parma si rende pericoloso quando lui scende a destra e Di Chiara lo imita a sinistra. Non trova l'affondo personale in porta come potrebbe. 
DI CHIARA 7. Stesso discorso di Mussi, con più vitalità. MINOTTI 6. Non ha colore questo suo modo di giocare libero, soprattutto se non avanza a tentare il colpaccio, come ieri sera. 
APOLLONI 6. Il colore lui ce l'ha: il rosso fuoco dei capelli. Dicono sia segno di carattere rissoso, un po' ci prova specialmente con Vialli, ma senza esagerare. Non è partita da duri. 
COUTO 6. Lo ricordiamo giganteggiare, nonostante il passivo, in campionato. Questa volta si limita a bloccare gli spazi aerei e a sparacchiare in avanti: un Interceptor poco animoso. 
BRANCA 6,5. Ovunque va, fatica a trovare posto. Eppure ci piace il suo modo di lottare su ogni palla: crea un paio di pericoli, smarca i compagni. Sbaglia però davanti a Rampulla. 
BAGGIO D. 5. Dice il collega Beccantini: sta giocando così male che è pronto per il gol. Esperienza insegna. Invece questa volta non segna, esce tra i fischi. 
(Dal 37' st Asprìlla sv: gioca arretrato, quasi non lo si nota). 
CRIPPA 6,5. Il più odiato dagli juventini è però un motore indispensabile nella spinta del Parma. Rampulla gli nega il gol. 
ZOLA 5,5. Destino amaro nei suoi match con la Juve. Anche questa volta sbarella, con l'aggravante di due occasioni sbagliate a porta vuota (soprattutto nella ripresa) 
PIN 6,5. Buon controllore di Sousa, con il suo passetto rapido 
(Dal 31'st Fiore sv). 

L'arbitro AMENDOLIA 7. Incerta solo una decisione su Branca in area che ci pare giudichi esattamente Couto lo centra alla testa con un tiracelo poderoso: poi diciamo che i nostri arbitri han la capoccia tenera. 

Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 8 giugno 1995





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giovedì 21 maggio 2026

21 Maggio 1995: Juventus - Parma

É il 21 Maggio 1995 Juventus Parma si sfidano nella quindicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1994-95  allo 'Stadio delle Alpi' di Torino.

La Juventus dopo anni di magra si appresta a vincere il suo ventitreesimo scudetto con il nuovo allenatore Marcello Lippi. Il Parma dal canto suo contende ai bianconeri ben tre tornei in questa stagione. Persa quindi sia la lotta scudetto sia quella per la Coppa Italia, i gialloblu si fanno valere almeno sul palcoscenico europeo. Vincono infatti la Coppa UEFA nel doppio confronto a Milano ed in Emilia.

Buona Visione!




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Stagione 1994-1995 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 21 maggio 1995 ore 16:00 
JUVENTUS-PARMA 4-0
MARCATORI: Ravanelli 11, Deschamps 37, Vialli 64, Ravanelli 68

JUVENTUS: Rampulla, Torricelli, Jarni, Tacchinardi, Porrini, Paulo Sousa, Di Livio, Deschamps, Vialli (Marocchi 84), (c) Baggio R. (Del Piero 82), Ravanelli
A disposizione: Peruzzi, Fusi, Orlando Al. 
Allenatore: Marcello Lippi

PARMA: Bucci, Mussi, Di Chiara, Minotti, Susic, Fernando Couto, Fiore, Baggio D., Crippa, Zola, Asprilla
A disposizione: Galli G., Castellini, Benarrivo, Pin, Brolin
Allenatore: Nevio Scala

ARBITRO: Ceccarini
AMMONIZIONI: Crippa, Bucci (Parma)



Il 23° tricolore arriva con due giornate d'anticipo 
Quattro gol per la festa scudetto 
Ravanelli (2), Deschamps e Vialli spengono il Parma 

TORINO. Il suo scudetto, la Juventus lo conquista di slancio, avventandosi su un Parma satollo. Quattro gol per incorniciare una cavalcata memorabile, Ravanelli, Deschamps, Vialli, ancora Ravanelli, e ristabilire le distanze a nove anni dall'ultimo hurrà e a soli quattro giorni dal brindisi degli acerrimi rivali in Coppa Uefa. Non c'è partita, un po' perché i destini erano già stati scavati dalla classifica, e un po' perché i furori degli uni non potevano umanamente non soverchiare i languori degli altri.  
La Juve domina in lungo e in largo. Non c'è Dino Baggio che tenga, questa volta. Difesa in linea, con Tacchinardi abile nel calarsi nei panni di «libero», centrocampo ardente, tridente martellante. Una cannonata di Sousa, respinta di pugno da Bucci, introduce la sarabanda. Nel tabellino dei marcatori non c'è traccia di Roberto Baggio e questa, a ben vedere, è l'unica ingiustizia di un pomeriggio trionfale. 
Coccolatissimo dai tifosi, e già splendido rifinitore a San Siro, il Codino propizia tre reti.  
La prima all'11', recuperando un pallone svirgolato da Susic a metà campo e imbeccando Ravanelli, in flagrante contropiede. Il Grigione schizza via, scarta il trafelato Susic e dalla lunetta, d'interno sinistro, infila l'angolino alla destra del portiere.  
Il secondo al 38', su invito di Ravanelli: il piccolo Buddha smarca di tacco Deschamps, che di piatto sinistro folgora il portiere.  
Il terzo nella ripresa, al 19': tocco morbido e verticale, destinatario Vialli, che anticipa Couto, resiste a Minotti e, sempre di sinistro, insacca fra le gambe del portiere. Gira e rigira, soltanto la quarta gemma non appartiene alla collana di «Raffaello»: lancio di Sousa, cross di Vialli, destro malizioso di Ravanelli. Il Parma fa atto di presenza. I veleni del mercoledì milanese affiorano ogni tanto: Couto e Vialli, Crippa e Deschamps, Tacchinardi e Asprilla, Asprilla e Porrini se la giurano. Per fortuna, la brezza estiva e l'aria di festa disperdono i fiammiferi.  
La Juve ha fretta, il suo popolo pure. Per un tempo, non lascia agli avversari che una punizione di uno svagato Minotti, fuori di poco. Peccato per quell'odioso buuuuu nei confronti di Asprilla: non è una novità, purtroppo. Il migliore del Parma è Couto, subito a terra dopo una collisione aerea con Ravanelli, il migliore della Juve, al pari del Codino. 
Fra i meno molli, Mussi e Di Chiara. Le gambe chissà dove, viceversa, Asprilla e Zola. La raffica di gol toglie pathos all'atto estremo di un campionato che, da Parma al Parma, Madama ha quasi sempre condotto a passo di carica. Ammesso che possa interessare, Ceccarini dirige senza sbavature. Lippi avvicenda Roberto Baggio, acciaccato, con Del Piero e Vialli con Marocchi; Scala, nessuno. A centrocampo, Paulo Sousa, Deschamps e Di Livio stritolano Fiore, Dinone e Crippa. Proprio BaggioDue potrebbe riaprire la contesa nel secondo tempo, al 10', ma la zampata è centrale e Rampulla gli si butta ai piedi, pronto a intercettare, anche, il tap-in di Asprilla. Al 32', ci prova Crippa, gran tiro e gran parata di Rampulla, poi graziato da uno Zola in palese riserva. 
Coriandoli di cronaca, in un mare di ole, con Torricelli fra i distributori sommi della melina conclusiva, persino troppo irridente, almeno secondo i nostri gusti. C'è gloria per tutti, anche se soltanto da una parte. Jarni sfodera poderose accelerate, salvo sbagliare, sistematicamente, la gittata del cross: come, per esempio, al 20'. Porrini e Tacchinardi, faccia d'angelo e tacchetti infuocati, imbrigliano Zola e Asprilla.  
Da ricordare, alla fine, non tanto la selvaggia e devastante invasione dei tifosi, quanto il gesto di Nevio Scala, che raccoglie il suo equipaggio all'ingresso degli spogliatoi per applaudire i neo campioni. Una trovata di gran classe. Perché sì, la sfida infinita continua. Sulla Juve regina d'Italia e di giorno e il Parma re di notte e d'Europa incombe, ancora, la Coppa Italia. 

Roberto Beccantini




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domenica 17 maggio 2026

17 Maggio 1995: Juventus - Parma

É il 17 Maggio 1995 Juventus Parma e si sfidano nella Finale di Ritorno della Coppa UEFA 1994-95  allo Stadio 'San Siro - Giuseppe Meazza' di Milano.

La Juventus dopo anni di magra si appresta a vincere il suo ventitreesimo scudetto con il nuovo allenatore Marcello Lippi. Il Parma dal canto suo contende ai bianconeri ben tre tornei in questa stagione. Persa quindi sia la lotta scudetto sia quella per la Coppa Italia, i gialloblu si fanno valere almeno sul palcoscenico europeo.

Vincono infatti la Coppa UEFA nel doppio confronto a Milano ed in Emilia.

Buona Visione!  



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Stagione 1994-1995 - Coppa UEFA - Finale, ritorno
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
mercoledì 17 maggio 1995 ore 20:30 
JUVENTUS-PARMA 1-1
MARCATORI: Vialli 35, Baggio D. 53

JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Jarni, Torricelli, Porrini, Paulo Sousa, Di Livio (Carrera M. 82), Marocchi (Del Piero 75), Vialli, (c) Baggio R., Ravanelli
A disposizione: Rampulla, Fusi, Tognon
Allenatore: Marcello Lippi

PARMA: Bucci, Benarrivo (Mussi 46), Di Chiara (Castellini 81), Minotti, Susic, Fernando Couto, Fiore, Baggio D., Crippa, Zola, Asprilla
A disposizione: Galli G., Branca, Brolin
Allenatore: Nevio Scala

ARBITRO: Van der Wijngaert (Belgio)
AMMONIZIONI: Ravanelli 16, Vialli 43, Ferrara C. 63 (Juventus); Fernando Couto 2, Minotti 29, Crippa 47, Asprilla 72, Castellini 86 (Parma)




Robi: mancato il colpo da ko 
«Questa delusione ci darà la spinta per lo scudetto 
Perduto la terza finale da quando sono alla Juve. 
C'è amarezza, perchè nessuno era sceso in campo per divertirsi. Volevamo vincere, ci stavamo riuscendo, disgraziatamente ci è mancato il colpo del ko». 

L'ha assestato invece l'omonimo di Baggio, il Dino ex bianconero e ora anti-Juve per eccellenza. Tre gol per il Parma nelle sfide contro la Signora tra campionato e coppa. Tutti suoi. 
Dice Robi: 
«Bravo Dino, ha segnato reti importanti, è giusto che consideri molto sua questa Coppa. Ha ragione ad esultare, è la sua rivincita. Del resto lo conosco, è uno che non perdona quando ha l'opportunità di segnare. No, non ci ha tagliato le gambe, la sua rete. Certo, tutto è cambiato in campo. C'è stato nervosismo, c'è stata stanchezza, un calo evidente. Ma è normale. Queste sono le finali». 
Lui ne vuole disputare altre, a cominciare da quella di Champions League fra un anno. Nella Juve. diventare un sacrilegio. E anche una perdita di immagine, non solo di incassi se è vero come è vero che gli ultra sono pronti a non sottoscrivere abbonamenti senza il loro Robi. Gli applausi della gente bianconera alla fine sono stati per la Juve e anche per Robi. Sono stati per una squadra che si è battuta per 90' ispirata dal suo leader a tutto campo. Baggio si sente defraudato ma analizza con serenità l'esito della contesa: 
«Meritavamo di più. Il gol del 2-0 e la Coppa erano alla nostra portata. Ma il Parma è stato più abile a sfruttare l'unica occasione avuta. E' il calcio. Perdere la finale spiace soprattutto perchè vola via nel nulla un anno di sacrifici. Basta un particolare a decidere questo tipo di partite. Episodi: che non devono incidere sul morale, sulla grande stagione disputata. Perchè anche questi insuccessi aiutano a crescere e a cementare il gruppo. La delusione in Coppa ci darà la spinta giusta per trionfare domenica, a Torino, in campionato. 

 

"Abbiamo prezzo, dirigenti attenti. Roby = abbonamenti». 
E ancora: 
«Roby con Andrea nel cuore, firma, coppe, tricolore». 
Infine: 
«Lo gridiamo al mondo intero, Roby per sempre in bianconero».

Robi con la y finale, questa è la grafia dell'ultra. E la partita, che partita disputata. A lanciare, correre, crossare, servire palloni belli e importanti. Esultare con Vialli, disperarsi con Torricelli, anzi per Torricelli che poteva dare la Coppa. Ha «perso» la partita ma ha vinto un incontro più importante. Ha dimostrato che può esserci un domani nella Juve, per lui. Perchè senza Robi, togliete le virgole da uno degli striscioni, non ci sono coppe, non ci sono scudetti. Da qui a domenica forse non sarà il tempo adatto a mettere d'accordo società e giocatore. Ma è chiaro che, dopo ieri, le parti si devono essere per forza riavvicinate. Il distacco oggi sarebbe più duro, difficile da capire per chi, tra i tifosi, lo ama senza più contrasti, incondizionatamente. Rinunciare a questo Baggio rischia di 
«Meritavamo di più» 
E gli striscioni dei fans pretendono che rimanga 

Franco Badolato





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mercoledì 1 aprile 2026

1 Aprile 1995: Milan - Juventus

È il 1 aprile 1995 e Milan e Juventus si sfidano nell'ottava giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1994-95 allo Stadio Giuseppe Meazza San Siro di Milano.

La Juventus dopo anni di magra si appresta a vincere il suo ventitreesimo scudetto con il nuovo allenatore Marcello Lippi

Il Milan - Campione d'Italia in carica - dal canto suo vive un campionato di transizione e finisce in quarta posizione.

È questo in effetti un ideale passaggio di consegna del tricolore.

Buona Visione! 




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Campionato di Serie A 1994-1995 - 8 ritorno
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Sabato 1 aprile 1995 ore 20.30
MILAN-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Ravanelli 41, Vialli 84

MILAN: Rossi S., Panucci, Maldini P., Albertini (Sordo 79), Galli F., Baresi F., Eranio (Di Canio 46), Donadoni, Boban, Savicevic, Simone
Allenatore : Fabio Capello

JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Torricelli (Porrini 85), Carrera M., Kohler, Paulo Sousa (Marocchi 75), Deschamps, Conte A., Vialli, Baggio R., Ravanelli
Allenatore : Marcello Lippi

ARBITRO: Boggi
ESPULSIONI: Boban 86 (Milan)

 

Estate 1994: dopo oltre un ventennio, finisce l’era manageriale di Boniperti. La Juventus si ristruttura con un nuovo assetto dirigenziale: nasce la cosiddetta Triade, formata dal direttore sportivo Luciano Moggi, dall’amministratore delegato Antonio Giraudo e dal vicepresidente Roberto Bettega, questo ultimo già bandiera bianconera da giocatore.

Rinnovato quindi lo stato maggiore, con qualche mugugno della tifoseria più accesa per le antiche stimmate granata di Giraudo Moggi, si procede anche al rinnovo dello staff tecnico, con il definitivo addio al Trap e l’ingaggio di Marcello Lippi, di cui è particolarmente piaciuta la stagione al Napoli. Bettega, vicepresidente esecutivo, rilancia la sua juventinità:

«Abbiamo il dovere di provare a vincere sempre e tutto, perché questo è il destino della Juventus. Mai accontentarsi di un ruolo da comprimari, che non rientra nelle corde di questa società”.

Tratto da E alla fine arrivò Lippi…




Lippi: ho 20 titolari «Qui nessuno si sente escluso» 

TORINO. Scusi, Lippi: sabato ha visto lo scudetto? Il Marcello sgrana gli occhi come se gli avessero chiesto se aveva incontrato la Madonna e ancora una volta si chiama fuori: 
«Sì, l'ho visto. Era cucito sulle maglie dei giocatori del Milan. 
Inutile cercare di scalfire il muro di prudenza che il tecnico bianconero ha innalzato per tenere lontani gli adulatori di professione, i celebratori di trionfi anticipati. 
«Non sono affatto sicuro di vincere lo scudetto, ho solo delle belle sensazioni», 
aggiunge con una suprema concessione al popolo. Lippi è così. Troppo poco sbruffone per cadere nella trappola dei facili entusiasmi. E si conferma pure un inguaribile pignolo: 
«Rivedrò la partita con il Milan che è stata una delle migliori sotto il profilo tattico. Ma sono sicuro che troverò anche questa volta qualcosa da migliorare». 
Ma non si inoltra nei dettagli tecnico-tattici, almeno in maniera ufficiale. Ai giocatori ha spiegato ieri mattina quello che non ha funzionato. Dettagli? Forse per i più, non per l'Incontentabile di Viareggio, che ha fatto del perfezionismo un'arma vincente e dell'unità di gruppo un credo da cui non derogare. Infatti spiega: 
«Una squadra di calcio è composta da venti giocatori, ma soprattutto è un gruppo di lavoro. Se uno non si sente utile, è come se non ci fosse. Invece con me tutti hanno avuto la sensazione di poter giocare, di essere partecipi. Gli impegni si moltiplicano, quando un giocatore va in riserva, c'è subito l'altro pronto a subentrare. Questa credo che sia la nostra forza». 
Contro il Milan si è visto un Baggio a scartamento ridotto. Lippi non nega una verità lampante, ma riesce lo stesso a trovare lati positivi nella sbiadita prestazione del Codino: 
«Non è al cento per cento. Dopo tre mesi di inattività è partito bene, poi ha avuto un calo. Tutto nella norma. Ora non sono in grado di sostenere i ritmi di una partita intensa come è stata quella di Milano. Ma è proprio nei momenti più delicati che viene fuori la sua intelligenza. Sabato non riusciva a giocare in posizione avanzata, così si è ritagliato un ruolo più defilato a sinistra, con il quale è riuscito comunque ad impegnare Panucci. E in quella zona smistava palloni importanti». 
E adesso il Borussia. Lippi avrà problemi da risolvere a centrocampo. Squalificato Conte, ci sono incertezze sull'impiego di Sousa e Deschamps che ieri non si sono allenati perché accusavano i duri colpi patiti contro il Milan. Soprattutto il francese o in dubbio. Ma a Lippi la scelta non manca. Ci sono Di Livio e Marocchi pronti a subentrare (ecco il benedetto turnover) e anche Tacchinardi, un po' in ombra negli ultimi tempi, ma sempre presente nei pensieri di Lippi. 

Fabio Vergnano



La partita - Una Juventus letteralmente scatenata, nonostante la classifica non le imponga il successo a tutti i costi: gli uomini di Lippi vanno all'assalto dal primo minuto, frenando il Milan con un micidiale pressing a tutto campo e attivando un continuo gioco d'attacco. Al 40' Baggio lanciato da Torricelli arriva davanti a Rossi ma si fa parare il debole tiro. Due minuti dopo, il capolavoro: Ravanelli a Vialli che lancia in area (Penna Bianca): campanile a superare Rossi e testa al volo in gol. Nella ripresa, inutili assalti del Milan e bis di Vialli nel finale, liberato in area da un superbo lancio di Marocchi.

tratto da Il Film del Campionato - Guerin Sportivo Stagione 1994-95
 





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La Stampa 2 aprile 1995

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La Stampa 2 aprile 1995

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