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giovedì 19 marzo 2026

19 Marzo 1978: Juventus - Verona

Attraverso Youtube vi regaliamo un dolce amarcord della data odierna.
È il 19 marzo 1978 e si gioca allo 'Stadio Comunale' di Torino la sfida Juventus-VeronaIl tutto è valevole per l'ottava giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1977-78.

È una Juventus che domina il calcio italiano. In campionato nessuno può starle dietro tant'è che al secondo posto si afferma la sorpresa Lanerossi Vicenza

Per quanto riguarda gli scaligeri , eviteranno la dolorosa retrocessione in Serie B per un solo punto. 

Buona Visione!


juventus



Stagione 1977-1978 - Campionato di Serie A - 8 ritorno Torino - Stadio Comunale Domenica 19 marzo 1978 ore 15:00 JUVENTUS-VERONA 1-0 MARCATORI: Bettega R. 7 JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Gentile, Morini, Scirea, Fanna (Verza 72), Causio, Boninsegna, Benetti, Bettega R.
Allenatore: Giovanni Trapattoni VERONA: Superchi, Spinozzi, Logozzo, Busatta (Maddè 67), Bachlechner, Negrisolo, Trevisanello, Mascetti, Gori, Esposito, Zigoni
Allenatore: Ferruccio Valcareggi ARBITRO: Pieri C.


Le pagelle della Juventus Dino Zoff, sempre lui
ZOFF — È stato l'unico a non accusare, in fatto di concentrazione, i postumi della stressante partita con l'Ajax. Sempre attentissimo, scattante, ha « tolto » dalla porta nella ripresa una pericolosissima staffilata di Spinozzi ed ha compiuto una serie di interventi che solo per la sua classe sono sembrati di « ordinaria amministrazione ».
CUCCUREDDU — La sua battaglia con Zigoni è stata una delle poche cose « vere » della partita; Cuccù ha dimostrato di aver recuperato meglio di tanti compagni, e si è pure portato qualche volta in avanti con autorità.
CABRINI — Un primo tempo all'altezza dei suoi grandi mezzi, una ripresa con qualche pausa. Nel complesso, comunque, una lampante conferma delle doti del giocatore.
GENTILE — Con qualche comprensibile appannamento, « Gento » è stato uno dei più continui nello sforzo di ricucire il gioco a centrocampo e nell'appoggiare le punte.
MORINI — Ha avuto qualche difficoltà all'inizio nel controllare Gori che cercava di muoversi un poco dalla sua zona, poi è salito di tono anticipando l'avversario e portando in avanti alcuni palloni preziosi anche se non sfruttati dagli avanti.
SCIREA — Una partita senza squilli, se non la perentoria « uscita » che ha portato al gol. Uno Scirea che bada solo alla difesa è la conferma della giornata poco brillante (con le attenuanti che tutti sanno) del complesso bianconero.
CAUSIO — Ha giocato da mezz'ala, dando l'impressione all'inizio di divertirsi persino, intraprendente e rapido nelle aperture. Poi ha via via rallentato, è parso un po' nervoso. Meglio il Causio al suo posto, insomma.
FANNA — Più idee che sostanza, ma è logico che siano i meno esperti ad accusare il peso di settimane come questa. Qualche bel cross, ma spesso è partito troppo da lontano, andando incontro a Causio anziché proiettarsi in avanti.
BONINSEGNA — Non è ancora a posto, evidentemente: anche se l'attacco bianconero non ha avuto molti palloni utili, è parso troppo lento nei riflessi per essere il vero » Bonimba.
BENETTI — Ha lavorato molto, ma la sua scarsa rapidità una volta in possesso di palla ha finito ,per nuocere alla manovra del centrocampo (dove, è chiaro, non si possono « regalare » Tardelli e Furino nella stessa partita).
BETTEGA — Il gol decisivo subito, poi un pomeriggio di mezza vacanza. È parso « molle » come se fosse sceso sul campo con gli agnolotti (come piemontese è l'unico a poterli apprezzare...) sullo stomaco, ma forse aveva ancora da digerire le fatiche del mercoledì.
VERZA — Ha giocato gli ultimi ventiquattro minuti al posto di Fanna, ma la partita che si era ormai messa su un binario moscio non era adatta a metterne in rilievo le doti.
Bruno Perucca tratto da: La Stampa 20 marzo 1978



JUVENTUS-VERONA: 1-0
La Signora si distingue vincendo

LA JUVENTUS si è accontentata del massimo risultato col minimo sforzo. Aveva nelle gambe la fatica dell'Ajax e doveva pure pensare al Bruges. Quindi, per liquidare il Verona, si è limitata al golletto firmato Bettega. Quanto bastava per continuare la marcia trionfale. Eppure, a Milano, si continua a contestare lo stile Juventus. La "Rosea" Rosanna Marani ha chiesto stizzita al presidentissimo Boniperti: 
«Per entrare nel giro della Juve o avvicinarsi si deve cambiare mentalità, come cambiare la fede, lasciare le scarpe al di fuori della moschea, aspettare l'esame prima di essere ricevuti. Vi volete assolutamente distinguere?». 
Ma secondo Boniperti, la Juventus si distingue solo perché è sempre in testa alla classifica, a dispetto di tutti, compresa «mamma-Rai».
Franco Colombo ha denunciato sulla 
"Gazzetta del Popolo": 
«Lo strapotere torinese è contestato anzi ignorato soltanto dalla Rai che domenica è riuscita a tagliar fuori dagli interventi diretti in "Tutto il calcio minuto per minuto" tre partite: oltre all'Inter, Juve e Toro. E quando le granata sono passati in vantaggio per la seconda volta, ha fatto del suo meglio per ignorare l'avvenimento. Sarebbe una pregevole applicazione della teoria "diplomatica": ignorare i nemici che riuscite a battere. Se non fosse che la Rai finisce in "I" come italiana, è dunque anche torinese. O no".
Giglio Panza, su "Tuttosport", non ha bocciato nessuno: ha dato 7,5 a Morini e ben quattro sette (Zoff, Cuccureddu, Cabrini e Scirea). Sul "Corriere della Sera", invece, sia Causio che Boninsegna si sono visti rifilare addirittura cinque. In compenso, Roberto Milazzo ha dato 7 a Benetti. Mentre, invece, Bruno Perucca ha rilevato su "Stampa Sera": 
"Benetti ha lavorato molto ma la sua scarsa rapidità una volta in possesso della palla ha finito per nuocere alla manovra del centrocampo."
L'allenatore in seconda del Bruges, Bollen, è rimasto incantato da Causio. L'ha definito fortissimo, ma nelle pagelle della "Gazzetta" (firmate da David Messina), il "Barone" si è ritrovato l'insufficienza. Su «Il Giorno», infine, Gino Franchetti non ha ritenuto degni del 6 né Cabrini né Gentile ed, esaminando i voti, si ha l'impressione che la Juventus abbia vinto solo per fortuna. È quello che ho sostenuto Zigoni che ha spiegato a Valentino Fioravanti de «L'Arena»: 
"La Juventus è stata disastrosa ma ha sempre fortuna e per questo riesce a rimediare. Purtroppo noi quando vediamo le maglie bianconere rimaniamo bloccati psicologicamente e non riusciamo a giocare come invece altre volte facciamo tranquillamente. Chissà perché". 
Ma è possibile che la Juventus sia in vetta alla classifica solo per merito della dea bendata?

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1978 nr.12




giovanni

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La Stampa 20 marzo 1978

romeo
La Stampa 20 marzo 1978

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La Stampa 20 marzo 1978

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Contro il Verona, la Juve ha risolto la partita in sette minuti con Bettega lasciando poi al Verona l'iniziativa del gioco ritirandosi in difesa e facendo scudo attorno a Zoff, l'uomo che ha regalato ai bianconeri la possibilità di arrivare alla finale della Coppa dei Campioni parando due rigori contro l'Ajax.


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sabato 22 marzo 2025

22 Marzo 2008: Inter - Juventus

Siamo in un periodo in cui l' Internazionale Milano domina il calcio italiano. Favoriti dall'uscita di scena della Juventus dal massimo palcoscenico della Serie A per 'colpa' della farsa di Calciopoli, i neroazzurri hanno strada aperta per dominare il football italiano.

Intanto siamo al 22 Marzo 2008 ed i contendenti appena citati si sfidano nell'undicesima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2007-08 allo Stadio 'Giuseppe Meazza - San Siro' di Milano.

Guidati in panchina da Claudio Ranieri e con un Alessandro Del Piero in gran spolvero giocano una gara da ricordare. Una bella sodisfazione per una Juve che si prende un terzo posto finale dietro proprio all'Inter ed alla Roma.

Buona Visione!


 

inter


Campionato di Serie A 2007-2008 - 11 ritorno
Milano - Stadio Giuseppe Meazza
Sabato 22 marzo 2008 ore 20.30
INTER-JUVENTUS 1-2
MARCATORI: Camoranesi 49, Trezeguet 63, Maniche 83

INTER: Julio Cesar, Maicon, Burdisso, Materazzi, Maxwell, Zanetti J., Stankovic, Chivu (Balotelli 82), Jimenez (Suazo 52), Ibrahimovic, Cruz J. (Maniche 64)
Allenatore: Roberto Mancini

JUVENTUS: Buffon, Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Salihamidzic, Camoranesi, Sissoko, Nedved (Nocerino 86), Trezeguet (Iaquinta 82), Del Piero
Allenatore: Claudio Ranieri

ARBITRO: Farina

 


I bianconeri vincono 2-1 a San Siro, con reti di Camoranesi, Trezeguet e Maniche. Ottimo secondo tempo della squadra di Ranieri, nerazzurri con evidenti limiti atletici, ma autori di un generoso forcing finale. Che non basta. Roma a -4 dalla capolista

MILANO, 22 marzo 2008 - La Juventus batte l'Inter e riapre il campionato. I bianconeri vincono 2-1 a San Siro. Gol di Camoranesi, Trezeguet e Maniche. La Juve vince giocando un grande secondo tempo, dopo una prima frazione di gioco equilibrata. Rispondendo alle vittorie di Fiorentina e Milan in chiave Champions, ma soprattutto facendo un favore grande così alla Roma, ora a -4 in classifica dall'Inter capolista. La Juve si impone per la prima volta nella quarta sfida stagionale con i nerazzurri, dopo l'andata di campionato e il doppio confronto di coppa Italia. Lo fa in maniera autorevole, mettendo a nudo i limiti fisici attuali dei nerazzurri, crescendo alla distanza, sfruttando le prodezze dei suoi avanti, al solito letali anche se un po' spreconi. Festeggiando nella maniera migliore le 552 presenze in bianconero di Del Piero, che raggiunge Scirea come primatista di tutti i tempi e sfodera una grande prestazione, cui manca solo il gol. L'Inter ha rischiato una punizione pesante, concedendo spazi ed occasioni una volta in svantaggio, ma trovando poi le forze ed il cuore per un assedio finale, sfiorando il pareggio lieto fine con il palo del subentrato Maniche. Ma cade per la prima volta in casa in campionato: l'ultimo capitombolo interno risaliva al 18 aprile della scorsa stagione, con la Roma.

DEL PIERO E STANKOVIC - Il primo tempo non è granchè. L'Inter prova a fare la partita, ma non punge, la Juve ha pochissimo dalle fasce laterali. Le occasioni sono poche, ma clamorose. Del Piero ci prova al volo di destro sul cross dalla sinistra di Nedved, Julio Cesar alza sopra la traversa. Poi arriva la traversa di testa di Stankovic dopo un errore sottoporta di Burdisso che si mangia un gol comodo solo davanti a Buffon. Poi c'è ancora il tempo per una bella punizione da 30 metri di Chivu, Buffon si rifugia in angolo. All'intervallo è 0-0, sintesi di tanta intensità, molti falli, qualche occasione mancata e poco gioco.

JUVE TRAVOLGENTE - La Juve riparte forte. Un grande riflesso di Julio Cesar salva l'Inter sul destro potente di Nedved. È l'avvisaglia del vantaggio ospite. Il gol, di destro, lo segna Camoranesi sul lancio di Molinaro. Azione viziata da un fuorigioco non rilevato dell'italoargentino. Mancini toglie Jimenez e inserisce Suazo. La mossa non funziona. La Juve ora ha fiducia e spazi a disposizione. E chiude i conti. Il 2-0 arriva lo splendido sinistro al volo di Trezeguet sulla rifinitura di Del Piero toccata, male, da Burdisso. La Juve ora "rischia" di dilagare. L'Inter è sulle ginocchia. Provata dai tanti infortuni. I bianconeri insistono. Il 3-0 non si concretizza per la grande parata di Julio Cesar sulla botta in contropiede di Del Piero, dopo un numero del capitano bianconero. La Juve dilapida, l'Inter si appella alle ultime forze per un ultimo disperato forcing. Accorcia le distanze con un gol di Maniche sottomisura dopo un grande slalom di Maicon sulla destra. Il portoghese poi sfiora anche il pari a tempo scaduto, colpendo un palo esterno. Ma la Juve tiene. E vince. Riaprendo il campionato.





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