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giovedì 2 ottobre 2025

30 Settembre 1981: Juventus - Celtic

É il 30 Settembre 1981 Juventus e Celtic Glasgow si sfidano nella gara di ritorno dei Sedicesimi di Finale della Coppa dei Campioni 1981-82 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

A fine campionato la Juventus conqusiterá la sua Seconda Stella da appuntare sul petto. Dopo un lunghissimo testa a testa con la Fiorentina allenata da Giancarlo DeSisti, la spunta all'ultima giornata grazie ad una vittoria esterna a Catanzaro con un rigore del partente Liam Brady.

Per quanto riguarda la massima competizione europea, la Juventus dopo aver perso in Scozia la partita di andata rimontano i biancoverdi. Così facendo passano il turno andando peró incontro all'eliminazione contro il belgi dell'Anderlecht.

Buona Visione! 



juve


Stagione 1981-1982 - Coppa dei Campioni - Sedicesimi, ritorno
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 30 settembre 1981 ore 20:30
JUVENTUS-CELTIC GLASGOW 2-0
MARCATORI: Virdis 28, Bettega R. 40

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini, Furino, Brio, Scirea, Marocchino, Tardelli, Bettega R., Brady (Bonini 81), Virdis (Fanna 88)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

CELTIC GLASGOW: Bonner, Moyes, Reid, Aitken, McAdam, McLeod, Provan, Sullivan, McGarvey, Burns, McCluskey
Allenatore: Billy McNeill

ARBITRO: Ponnet (Belgio)



La Juventus ce l'ha fatta, fuori il Celtic.
Nel ritorno della Coppa Campioni vittoria (2-0) della squadra bianconera.
Ottima partita della squadra di Trapattoni che mette al sicuro il risultato nel primo tempo con Virdis e Bettega - 
Un palo di Marocchino e diverse prodezze del portiere scozzese impediscono un risultato più clamoroso - 
Nel finale Bonini al posto di Bradv e Fanna al posto di Virdis cui l'eccezionale pubblico (oltre 531 milioni di incasso) concede un'ovazione 

TORINO — Emozioni per 70 mila ieri sera al Comunale, il fascino della Coppa Campioni è stato confermato dall'affluenza del pubblico e dai momenti di gioco offerti dal match-rivincita fra Juventus e Celtic. Stadio gremito, oltre 531 milioni d'incasso (record per il Comunale), botteghini neppure aperti, isole biancoverdi di tifosi scozzesi sulla destra della tribuna, tra migliaia di bandiere bianconere. La Juventus è scesa in campo nella formazione annunciata, con Brady al rientro, inizialmente un pochino titubante nei tackles ma poi scatenatosi in alcuni affondo molto efficaci. Da parte del Celtic prevista l'assenza del forte difensore McGrain sostituito dal più giovane Moyes e rientro del cannoniere McGarvey, il quale ha ingaggiato furibondi duelli con Gentile, creando qualche grattacapo per la difesa bianconera. Da parte juventina, davanti a Zoff ed al libero Scirea, Gentile appunto contro McGarvey, Brio a seguire McCluskey e Cabrini ad aspettare Provan, un tipetto da prendere con le molle, pronto a rientrare a centrocampo ed a partire in avanti. La difesa scozzese ha affrontato Marocchino con Reid, Bettega con la coppia centrale McAdam e Aitken, Virdis con Moyes. A centrocampo, pur schierati a zona, i biancoverdi del Celtic hanno stretto i controlli con l'avvicinarsi dell'azione bianconera alla loro area di rigore. Burns prendeva in consegna Tardelli, Sullivan aspettava Furino e McLeod, il migliore, controllava Brady. 

Dopo il fischio d'avvio dell'arbitro belga Ponnet, gli scozzesi avevano appena il tempo di impegnare Zoff in uscita con un lungo lancio da centrocampo, che venivano immediatamente costretti in difesa dalla spinta bianconera. Moyes e Aitken erano subito costretti al fallo, Provan cercava di riportare in avanti la sqadra ma era stoppato a metà campo, partiva Marocchino il quale rientrava la palla a sinistra e faceva parti re una violenta staffilata appena alta sulla traversa. Insistevano i bianconeri, la palla fluiva da Furino a Brady, a Marocchino il quale centrava dal fondo, a destra, per Virdis il cui colpo di testa era bloccato da Bonner. La Juventus continuava a premere ma non poteva certo sbilanciarsi, era ancora una volta Marocchino il più ca parblo negli affondo, negli scatti offensivi. Aveva un'incertezza Virdis al 13' su tocco di Brady, la palla era respinta, tentava ancora la botta l'irlandese e il pallone era de viato in angolo. 

La Juventus, preda di un comprensibile nervosismo, falliva qualche triangolazione per degli errori banali, e pure si verificava qualche pasticcio in difesa nell'ansia di portare avanti il gioco. Al 18' entrava in area Bet tega in dribling, ma il suo tiro rimpallava contro Aitken. Se guiva un momento di sbanda mento del Celtic, ma Tardelli sbucciava il tiro conclusivo. Reagivano gli scozzesi, Brady perdeva palla sui tre quarti e perveniva al tiro McGavey la cui botta era respinta da Sci rea. Seguivano due angoli per gli scozzesi, e prima del secondo l'arbitro Ponnet richiama va McGarvey e Gentile, i quali lavoravano volentieri di gomito. Al 27' Brady, Marocchino e Cabrini scaricavano con pasaggi laterali la responsabilià del tiro e l'azione sfumava, ma un minuto dopo i bianconeri andavano in vantaggio. Tardelli dal centrocampo pecava con un rilancio al volo Virdis il quale partiva in afondo affiancato da Marochino e Bettega. Il sardo finava il passaggio poi tentava on convinzione l'affondo personale, evitava Aitken e di inistro staffilava: Bonner occava ma non tratteneva il pallone che si impennava in rete. Insistevano i bianconeri, al 36' una gran botta di Marocchino era respinta dal monante alla sinistra di Bonner, veniva poi ammonito McLeod per un fallo s Brady. Il finale era bianconero, al 38. Brady pescava Marocchino la cui botta era deviata in angolo da Sallivan. Sul corner una respinta di McAdam mandava a palla nel parterre, i tifosi del Celtic non la restituivano tenendosela come souvenirs, partiva dalla panchina un nuovo pallone. Sulla rimessa aterale calciava ancora con forza Virdis e Bonner era costretto ad un'altra respinta. 

Il raddoppio arrivava al 40', dopo un batti e ribatti in area, ed un colpo di testa di Provan che nel tentativo di liberare cedeva la sfera a Virdis il quae pure di testa la toccava in mezzo per Bettega. Prodezza del centravanti il quale controllava poi al volo di destro infilava alla destra del portiere. Il Celtic era preso d'infilata, e proprio allo scadere del tempo era Brady con una gran botta a costringere Bonner ad una miracolosa respinta. Il Celtic iniziava ovviamente il secondo tempo con maggiore aggressività, la Juventus per contro con la pericolosa tentazione di difendere il 2-0 di limitarsi ad isolati contropiede. Ci pensava il pubblico con il suo incitamento a sollecitare i bianconeri; al 50', comunque. Zoff doveva uscire in tuffo per parare la minaccia di McGarvey lanciato in area da un colpo di testa di Sullivan. Ancora un pallone favorevole al 55' per Me Adam al limite dell'area bianconera, ma il difensore tentava un inutile appoggio alto, facile preda di Zoff. Il difensore si ripeteva immediatamente stoppando di piede la stessa conclusione di Marocchino sul contropiede della Juventus. Rischiavano i bianconeri al 57', andava via sulla destra Moyes e sul suo cross si inseriva McCluskey il cui colpo di testa mandava la palla fuori di poco oltre il montante alla destra di Zoff. Il pericolo risvegliava i bianconeri che si riportavano in avanti. Al 61' un bel dribbling di Brady era concluso da un tiro deviato in angolo; sul corner di Marocchino dalla destra, Furino lanciato in tuffo deviava di testa la palla appena un metro oltre l'incrocio dei pali. La sfuriata non frenava il Celtic che si riportava in avanti, la Juve aveva un momento di difficoltà in difesa, rotto da due contropiede di Virdis che prima calciava alto e poi si vedeva respingere la palla dal portiere. 

Era ancora Virdis il protagonista del finale bianconero. Prima il portiere Bonner deviava un colpo di testa del sardo su centro di Marocchino, quindi l'ala sinistra intercettava una respinta del difensore McAdam, controllava la palla ed in corsa faceva partire una botta alta di poco sulla traversa. Trapattoni sostituiva Brady con Bonini, veniva ammonito Aitken per intervento scorretto su Marocchino, ma continuava lo show di Virdis il quale si vedeva ancora respingere all'83' dal portiere una staffilata bassa e subito dopo finiva alto un suo colpo di testa. All'88', accompagnato da un'ovazione del pubblico, il sardo lasciava il campo sostituito da Fanna. dopo aver dato veramente tono alla manovra d'attacco bianconera per tutto il secondo tempo. Un rinvio lungo di Brio spezzava l'ultimo attacco del Celtic. e l'arbitro Ponnet chiudeva il match sul 2-0. un risultato che apre meritatamente alla Juventus — che ha dimostrato ieri sera di essere nettamente migliore del Celtic — la strada per il proseguimento in Coppa dei Campioni. 



Boniperti: "Pubblico stupendo degno di una grande squadra"

TORINO-Un tempo a soffrire in tribuna d'onere. Tutt'altra cosa in poltrona, davanti al video, a qualificazione assicurata. 
Così Giampiero Boniperti ha vissuto la grande serata di Coppa dei Campioni. 
"Il pubblico é stato il dodicesimo giocatore, stupendo come la squadra, che ha risposto in pieno alle aspettative contro un Celtic di tutto rispetto." 
commentava il presidente, rammaricandosi soltanto perche la Juventus potrrebbe potuto raccoghere molto di piú.
Anche Giovanni Agnelli aveva sottolineato che la prova dei campioni d'Italia avrebbe meritato un bottino più cospicuo. 
"Due poi sono pochi, considerando le numerose occasioni create: stupendo quello di Virdis, incontrastato quello di Bettega, che é tornato sui livelli di due anni fa," osservava il presidente della Fiat ,"anche Marocchino meritava di segnare, tutta la squadra è stata grandissima."
Tra gli spettatori c'era Radice che domenica, col Milan sará avversario dei bianconeri a San Siro. Il tecnico rossenero era rimasto impressionato dalla Juventus, ma soprattutto da Virdis apprezzatissimo anche da Altafini
Assente Bearzot, rimasto a Milano. Tra i vip c'era Paolo Rossi a tifare: lui spera sempre di poter giocare la finale. 
Grandi elogi per Bettega. Negli spogliatoi qualcuno definiva Bettega-Virdis la nuova coppia dei gemelli del gol: 
"Speriamo di continuare," sorrideva Bobby-gol, al suo 15 centro nelle Coppe europee, "abbiamo rotto il ghiaccio." 
Più tranquillo Virdis che e' partito con il piede giusto. A chi gli ricordava, spostando il discorso sul campionato, che la quarta giornata è stata spesso negativa per la Juventus, Bettega replicava: 
"Non sempre. L'anno dei settantuno punti, battemmo il mercoledì il Manchester United alla grande e poi vincemmo anche a San Siro con il Milan per 3-2. Chissà che la cosa non si ripeta domenica."
Mentre Bettega stava asciugandosi dopo la doccia, Brady, gia rivestito stava uscendo 
"Passando il turno è molto importante per me, anche per l'eco che c'era in Gran Bretagna. Sono un po stanco, essendo allenato реr fortuna non ho avvertito il sorvaccarico atletico. Avrei potuto segnare ma la traversa me lo ha negato. I gol d Virdis e Bettega, però, sono di quelli che si vedono raramente in una partita. Nel primo tempo c'é stata la miglior Juventus."
Zoff, che ha avuto pochi brividi era d'accordo con Brady: 
"Grossa Juventus davvero. Ci voleva una partita così. Il cammino di Coppa é ancora lungo e impervio."
Marocchino, che ha sfioriato almeno due volte la segnatura colpendo una traversa e impegnando poi Bonner in una difficile respinta si compiaceva di non aver avuto in serbo energie sino alla fine: 
"Prima o poi segneró anch'io."
Ben quindici le palle gol costruite dai bianconeri. Trapattoni elogiava in blocco la squadra. Una splendida Juventus che ha rispettato in pieno il compito a questi livelli.
Per il tecnico spendeva anche qualche buona parola per Virdis: 
"Ha disputato la miglior gara nella Juventus ed é stato molto pericoloso, ma oltre al gol ha saputo аmminіsstrare bene il gioco. Al di là del risultato, la Juventus ha sfoderato fasi confortanti anche in protezione future, cancellando certe preoccupazioni che c'erano alla vigilia. Ma adesso basta con gli elogi. Pensiamo a domenica a San Siro, altra tappa importante."

Bruno Bernardi
brani tratti da: La Stampa 1 ottobre 1981



Portando tre delle sue quattro squadre al secondo turno, l'Italia torna protagonista, ma è soprattutto la Juventus, splendida trionfatrice sul Celtic, a scatenare antichi entusiasmi, in un'orgia di folla esaltata dalle prodezze e dai gol di Virdis e Co.
EURODELIRI 
CHE JUVE!. Ma l'attenzione generale era puntata su Torino e la Juve non l'ha tradita, venendo a capo di un avversario riottoso e indomabile come il Celtic con straordinaria autorità di gioco. Il primo tempo dei bianconeri è stato di livello a dir poco eccellente: con un Marocchino irrefrenabile, un Brady sapiente e geniale, un Bettega di sublime intelligenza tattica, soprattutto un Virdis mai visto in simili dimensioni. La Juve si è sentita, una volta di più, fasciata del suo ruolo di fidanzata d'Italia. Verso Torino si era sviluppato per tutta la giornata un ininterrotto cammino della speranza, una carovana migratoria sospinta dalla passione che solo il calcio, probabilmente, può generare e sostenere. Una lunga striscia bianconera, che si è poi coagulata in uno stadio stipato all'inverosimile, caldo come mai in Italia, con tifo all'inglese, cori possenti e ritmati, inesausti. Che poi, alla fine, i soliti delinquenti abbiano voluto rovinare la festa, rientra purtroppo in un costume generalizzato, che lo sport non ha prodotto ma ereditato. Lo spettacolo di folla resta comun que sensazionale: i giornalisti inglesi, accanto a noi in tribuna stampa, ne sono rimasti ammirati. 
SUPER VIRDIS. Non poteva che essere Pietro Paolo Virdis, osannato a lungo in quello stadio ove aveva vissuto i suoi momenti più amari, ad avviare la marcia trionfale bianconera. Il suo gol era un acuto limpido e squillante, una prodezza di forza e di astuzia insieme, una lunga azione personale rallentata dalla finta del passaggio e poi ripresa e conclusa in proprio. Sulla scia, Roberto Bettega cavava fuori dal suo repertorio un autentico pezzo di bravura, una mezza girata da centro area, che era da isolare e mettere in cornice, nell'aula magna del calcio. Poi, era una lunga serie di occasioni fallite e anche di sofferenze, sì, perché sulla partita aleggiava sempre la possibilità di un gol scozzese che avrebbe originato la più crudele delle beffe. Così la partita, pur scendendo ovviamente sul piano tecnico, conservava intatto fascino emozionale. Alla fine, giustamente passava la Juve, che ha autentica caratura internazionale e che, di questo passo, si scoprirà un problema col ritorno di Paolo Rossi. Assurdo, ma non troppo, considerata la sontuosa efficienza del trio Marocchino-Bettega-Virdis. 
Adalberto Bortolotti
tratto dal: Guerin Sportivo anno 1981 nr.41



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giovedì 6 marzo 2025

6 Marzo 2013: Juventus - Celtic

É il 6 Marzo 2013 e Juventus e Celtic si sfidano in questa partita valevole per la gara di ritorno degli Ottavi di Finale della UEFA Champions League 2012-13 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

É una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio sul Napoli di Rafa Benitez. In Coppa Italia i bianconeri raggiungono le semifinali dove dovranno cedere ai biancocelesti della Lazio.

Per quanto riguarda la massima competizione europea, la Juventus (dopo aver super il girone iniziale) ed aver battuto il Celtic Glasgow negli Ottavi di Finale, si dovrá arrendere ai tedeschi del Bayern Monaco.

Buona Visione!


juventus


Stagione 2012-2013 - Champions League - Ottavi, ritorno
Torino - Juventus Stadium
mercoledì 6 marzo 2013 ore 20:45
JUVENTUS-CELTIC GLASGOW 2-0
MARCATORI: Matri 24, Quagliarella 65

JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Bonucci, Marrone, Barzagli, Padoin, Vidal (Isla 67), Pirlo (Giaccherini 69), Pogba, Peluso (Asamoah 59), Quagliarella, Matri
A disposizione: Storari, Chiellini, Vucinic, Giovinco S. 
Allenatore: Antonio Conte

CELTIC GLASGOW (4-3-2-1): Forster, Matthews (Forrest 52), Wilson, Wanyama (Ambrose 46), Izaguirre, Samaras, Kayal, Ledley, Mulgrew, Commons (Lassad Nouioui 73), Hooper
A disposizione: Zaluska, Miku, Stokes, McGeouch
Allenatore: Neil Lennon

ARBITRO: Aydinus (Turchia)
AMMONIZIONI: Peluso 17 (Juventus); Izaguirre 65 (Celtic Glasgow)




La squadra di Conte (18° risultato utile in Europa) sbriga la pratica col Celtic piegando gli scozzesi anche al ritorno. Decidono le reti di Matri e Quagliarella. Gara senza storia, controllata da Barzagli e compagni con il minimo sforzo

TORINO - La Juve sbriga senza patemi (2-0) la pratica Celtic e vola ai quarti di Champions a suon di record: 18° risultato utile in Europa (leggi 2 anni di imbattibilità) e 490' senza subire reti. Davvero un bel biglietto da visita per presentarsi al tavolo con le grandi. Doveva essere una formalità e formalità e stata. Anche e soprattutto per merito dei bianconeri che non hanno preso l'impegno sottogamba, sopendo fino in fondo anche la residua voglia degli scozzesi di lasciare la competizione almeno con un gol.

BENE MARRONE, QUAGLIARELLA SI SBLOCCA - La conferma della crescita di Marrone nel ruolo di centrale difensivo e il ritorno al gol dopo 40 giorni di digiuno di Quagliarella sono le note più liete di una serata che si è presto tramutata, per la Juve in un semplice allenamento. Ma bene è andato anche Pogba, soprattutto in fase di contenimento. Rivedibile invece Padoin che, inevitabilmente, ha dimostrato di non poter reggere il confronto a distanza sulla fascia destra con Lichtsteiner del quale non ha né la forza né il passo.  

UN TURN-OVER MODERATO - Per non voler rischiare nulla, Conte ha deciso di optare per un turn-over moderato con Marrone al posto di Chiellini in difesa, Padoin e Peluso sugli esterni, Pogba invece di Marchisio a centrocampo e Quagliarella al fianco di Matri in attacco. Visto il largo margine di vantaggio, la Juve ha deciso di aspettare un Celtic sfrontato, pronto a trasformare l'elastico 4-5-1 in un minaccioso 4-3-3 con Commons e il rientrante Samaras al fianco di Hooper.

MATRI, COME ALL'ANDATA - Ha rischiato il minimo (sinistro di Ledley al 21' che ha sfiorato l'incrocio) e alla prima vera azione, al 24', è passata: Barzagli ha recuperato palla sulla trequarti e ha smarcato in area Quagliarella che con un bel sinistro in girata ha impegnato Forster; sulla respinta è piombato come un falco Matri che da due passi ha insaccato, replicando il gol iniziale già segnato all'andata a Glasgow.
HOOPER SFIORA IL PARI - Il Celtic non si è dato per vinto e ha continuato a spingere sfiorando per due volte il pari con Hooper. La Juve ha lasciato fare non rinunciando mai, però, ad agire di rimessa: e per due volte, prima della fine del tempo, ha tenuto in allerta con Vidal il portiere ospite.

QUAGLIARELLA CHIUDE I CONTI - Chi si aspettava un Celtic all'arrembaggio nella ripresa si è presto dovuto ricredere. La Juve non ha concesso più campo e, se si eccettua un colpo di testa del subentrato Ambrose su un calcio d'angolo, non ha rischiato più nulla. E al 65' si è tolta anche la soddisfazione di raddoppiare con un'azione classica: taglio di Pirlo per l'inserimento di Vidal che ha generosamente servito a Quagliarella un pallone d'appoggiare solo in rete a porta vuota. La partita è finita qui. Lo spettacolo allora si è trasferito sulle tribune dove i tifosi del Celtic hanno dato l'ennesima dimostrazione di sportività e civiltà cantando e applaudendo tutti fino in fondo. E questo l'unico aspetto del calcio in cui gli scozzesi hanno davvero qualcosa da insegnarci.

Jacopo Manfredi 





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mercoledì 18 settembre 2024

18 Settembre 2001: Juventus - Celtic

É il 18 Settembre 2001 Juventus e Celtic si sfidano nella seconda Giornata del Girone di qualificazione della UEFA Champions League 2001-02 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

É una stagione col finale col botto questa per i campioni bianconeri. Iniziata cosí cosí adesso i nostri eroi stanno girando a mille. La vetta sí avvicina e sí avvicina anche il 5 maggio, ultima giornata di campionato. Tutto il resto é Storia!

In Champions invece dopo aver superato la prima fase a gironi, deve arrendersi nella seconda.

Buona Visione!

 

juventus


 

Stagione 2001-2002 - Champions League - 1ª fase, 2ª giornata
Torino - Stadio Delle Alpi
Martedì 18 settembre 2001 ore 20.45
JUVENTUS-CELTIC GLASGOW 3-2
MARCATORI: Trezeguet 43, Trezeguet 55, Petrov 67, Larsson rigore 86, Amoruso rigore 90

JUVENTUS: Buffon, Thuram, Montero, Iuliano, Zenoni, Tacchinardi, Davids, Pessotto (Birindelli 63), Salas (O'Neill 69), Trezeguet, Del Piero (Amoruso 88)
Allenatore: Marcello Lippi

CELTIC GLASGOW: Douglas, Baldè, Valgaeren, Mjallby, Agathe, Lambert, Lennon, Thompson (Petta 58), Petrov, Larsson, Sutton
Allenatore: Martin O'Neill

ARBITRO: Krug (Germania)
ESPULSIONI: Davids 75 (Juventus)
NOTE - All'89° è stato espulso l'allenatore del Celtic O'Neill

 


«Sono caduto e l'arbitro ha fischiato» Amoruso: la palla era lontana, ma prima mi hanno strattonato

TORINO Rigore sì o no? Nicola Amoruso non se la sente di mentire. 

«Una piccola strattonata all'inizio c'è stata - dice l'attaccante della Juve -. Non ce l'avrei fatta a raggiungere quella palla, ma sono caduto e l'arbitro ha concesso il rigore. Per fortuna ho segnato. Comunque non sono un cascatore». 

Amoruso spiega anche il suo ingresso a freddo, nel finale: 

«Lippi voleva fare entrare Paramatti, poi il Celtic ha segnato ed è toccata a me. Mi sono offerto di tirare io il rigore perché mi sentivo fresco e lucido». 

Ed ecco l'analisi di Lippi: 

«Non abbiamo giocato sempre come sappiamo e il Celtic, squadra che è in testa nel campionato scozzese e segna caterve di gol in casa e fuori, ci ha messo in difficoltà. E' andata bene, tenendo conto dell'espulsione affrettata di Davids. Cercheremo di fare meglio in futuro». 

Prima del via sono stati ricordati i morti d'America. «Quindici minuti in silenzio per gli innocenti»: con questo unico striscione accompagnato da una gigantesca bandiera americana, si è presentata la curva Scirea Nord, cuore del tifo bianconero più oltranzista. I soliti striscioni e i soliti cori, invece, in Scirea Sud, dove gli «irriducibili» dovevano contrapporsi ai 6000 scozzesi urlanti (tra i cori anche «Torino! Torino!»), che hanno riempito e colorato di bandiere tutto il settore ospiti. Poco affollata invece la tribuna d'onore. Assente l'avvocato Giovanni Agnelli, presenti Umberto Agnelli, il presidente Vittorio Chiusano, il vicepresidente Roberto Bettega e il direttore generale Luciano Moggi. 

Quest ultimo non ha voluto replicare al presidente della Roma, Franco Sensi, che ha ironizzato sulla sentenza doping sostenendo che 

«è in atto un processo di beatificazione nei confronti di Edgar Davids». 

Secco il commento di Moggi: 

«Non vogliamo replicare, soprattutto vogliamo evitare il botta e risposta con la Roma». 

Non c'è Toro-Juve alle porte eppure Giancarlo Camolese ha voluto essere presente: 

«Voglio prepararmi bene al derby, non lasciare nulla al caso. Ogni occasione è buona per studiare le caratteristiche dei nostri avversari in campionato. Della Juve sappiamo quasi tutto, ma è meglio rendersi conto da vicino delle potenzialità di questa squadra». 

Accanto a Moggi uno sconsolato Nedved, squalificato dall'Uefa per tre giornate: 

«Un vero e proprio supplizio stare in tribuna». 

Aurelio Benigno 

tratto da: La Stampa 19 Settembre 2001



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