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sabato 30 agosto 2025

30 Agosto 1995: Avellino - Juventus

É il 30 Agosto 1995 ed Avellino Juventus si sfidano in questa gara valevole per i Sedicesimi di Finale della Coppa Italia 1995-96 allo StadioPartenio‘ di Avellino.

La Juventus guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver rivinto lo Scudetto dopo ben otto anni adesso pensano in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sara' secondo posto.

Per quanto riguarda la coppa nazionale i bianconeri si dovranno arrendere all' Atalanta negli Ottavi di Finale.

Buona Visione!



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Stagione 1995-1996 - Coppa Italia - Sedicesimi
Avellino - Stadio Partenio
Mercoledì 30 agosto 1995 ore 20.30
AVELLINO-JUVENTUS 1-4
MARCATORI
: Padovano 25, Bortoluzzi 30, Ravanelli 44, Jugovic 72, Del Piero 76

AVELLINO: Visi, Cozzi (De Juliis 69), Tosto, Lizzani, Monari, Bellotti (Marasco 46), Bortoluzzi, Ferraro, Esposito, Criniti (Arcadio 46), Luiso 
Allenatore: Zbigniew Boniek

JUVENTUS: Rampulla, Porrini, Carrera M., Vierchowod, Torricelli (Sorin 77), Di Livio, Conte A., Deschamps (Tacchinardi 84), Jugovic, Padovano (Del Piero 71), Ravanelli 
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Beschin



Assalto iniziale dell'Avellino di Boniek e ripresa bianconera a suon di gol la Juventus si sveglia e dilaga Sacchi chiama Vialli: con la Croazia ci sarai 
AVELLINO DAL NOSTRO INVIATO  
Coppa Italia: entra in scena la Juve e sono dolori. 
L'Avellino ne fa le spese in una serata in cui i bianconeri vanno a corrente alternata. A disagio nel primo tempo, appena i giovanotti di Boniek mollano la presa, Ravanelli e compagni dilagano. Otto gol in due partite, la festa continua. Lippi spalanca le porte alla Juve due. Vialli, Sousa, Del Piero (in partenza in panchina con Peruzzi, Ferrara e Taccbinardi) le assenze di maggior spicco. A proposito del Gianluca: martedì sera era molto abbacchiato per aver perso ancora una volta la Nazionale a causa dell'infortunio al ginocchio. Ma a restituirgli la serenità ha provveduto proprio Sacchi con una telefonata rassicurante: «Non preoccuparti, per la partita con la Croazia sarai dei nostri». Ma la Juve alternativa ha qualche problema ad entrare in partita. Le fiammate iniziali sono tutte di marca irpina, ma la prima azione da gol è targata Juve. Al 10' uno slalom alla Tomba di Ravanelli permette all'attaccante di impegnare Visi in una difficile parata in angolo. Ma l'Avellino è come tarantolato. Sente che osare si può e al 13' manca il gol di un soffio. E' Luiso a centrare in pieno il palo. La Juve cerca di far valere i diritti di una classe superiore, ma il gran pressing degli avellinesi smorza ogni velleità. Di Livio è il solito motorino inesauribile, Ravanelli cerca spunti individuali senza speranza, beccandosi i fischi impietosi dei tifosi irpini che non gli perdonano un passato avellinese disastroso.  
Conte e Jugovic spingono a più non posso, ma non c'è la solita scioltezza di manovra. Comunque gli sforzi della Juve approdano a qualcosa di concreto al 25'. E' Jugovic a catturare un pallone e a mettere Torricelli in condizioni di battere a rete: Visi respinge come può e Padovano, ancora piuttosto evanescente, spedisce alle spalle del portiere con un rasoterra violento. Ma il peggio non è passato. Le truppe avellinesi si riorganizzano in fretta e nel giro di cinque minuti il pareggio è servito. Centro di Criniti, Bortoluzzi salta fra Porrini e Carrera e insacca. Una leggerezza difensiva inconcepibile. La Juve riprova. La rassegnazione è parola bandita dal vocabolario bianconero. Ma la squadra spesso è troppo allungata e si fa prendere d'infilata. Non si passa con azioni manovrate, allora ci pensa Ravanelli in versione Di Stefano. Al 44' il capitano di giornata inventa un gol da artista. Si libera al limite dell'area e con il sinistro pesca l'angolino alla destra di Visi. Imprendibile Ripresa con Di Livio dirottato a sinistra, nel tentativo di trova¬ re nuovi sbocchi offensivi. Invece la partita, esauriti i furori del primo tempo, sembra assestarsi su un tranquillo tran-tran. Meglio per la Juve, che continua ad essere arruffona e commette anche errori di cui, dopo l'avvento di Lippi, si erano perse le tracce. Però anche senza brillare, resta la squadra che non perdona. Infatti al 26', pochi secondi dopo l'ingresso di Del Piero per Padovano, colpisce ancora. E' Jugovic il goleador, bravo a sfruttare di testa una punizione di Di Livio. Due reti in quattro giorni, ecco il centrocampista che serviva a Lippi. L'Avellino firma la resa, la Juve impietosa colpisce ancora. Al 30' è Del Piero a fare centro con un rasoterra che batte Visi in uscita. 
Fabio Vergnano 






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venerdì 11 luglio 2025

20 Settembre 1981: Avellino - Juventus

Nella stagione che precede il Campionato del Mondo di Calcio Spagna 82 c'é un appassionante duello nel massimo torneo italiano.

É il 20 Settembre 1981 ed Avellino Juventus si sfidano nella seconda giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1981-82 allo Stadio 'Partenio' di Avellino.

A fine campionato la Juventus conqusiterá la sua Seconda Stella da appuntare sul petto. Dopo un lunghissimo testa a testa con la Fiorentina allenata da Giancarlo DeSisti, la spunta all'ultima giornata grazie ad una vittoria esterna a Catanzaro con un rigore del partente Liam Brady

Dall'altra parte ci sono gli Irpini che disputano una buona stagione e conquistano (anche senza fatica) la permanenza in Serie A.

Buona Visione!




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Stagione 1981-1982 - Campionato di Serie A - 2 andata
Avellino - Stadio Partenio
domenica 20 settembre 1981 ore 16:00 
AVELLINO-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Virdis 18

AVELLINO: Tacconi, Rossi, Ferrari, Tagliaferri (Ferrante 46), Venturini, Di Somma, Piga, Redeghieri (Valente 13), Facchini, Vignola, Chimenti 
A disposizione: Di Leo, Ipsaro, Milella
Allenatore: Luis Vinicio

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini, (c) Furino, Brio, Scirea, Marocchino, Tardelli, Bettega R. (Fanna 83), Brady (Bonini 36), Virdis
A disposizione: Bodini, Osti, Prandelli
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Barbaresco




La squadra bianconera è riuscita a vincere per la prima volta sul campo dell'Avellino 
Virdis segna, poi la Juventus si riposa 
L'attaccante favorito da una bella finta di Bettega
I torinesi hanno risentito nella ripresa della fatica accumulata contro il Celtic
Proteste per un intervento in area di Cabrini 
Brady sostituito per una contrattura alla fine del primo tempo 

DAL NOSTRO INVIATO AVELLINO — Un gol di Virdis al 18', a coronamento di una magnifica azione corale promossa dal cross di Cabrini e dall'astuta finta di Bettega, tre parate decisive di Zoff in un primo tempo in cui la classe superiore ha consentito alla Juventus di imporre il proprio gioco e di espugnare per la prima volta il «Partenio». L'uscita di Brady (36'), sostituito da Bonini, ha tolto di scena l'uomo ideale per amministrare il risultato e per promuovere il contropie- de. E cosi, nella ripresa, la Juventus ha rallentato il passo, come era prevedibile per il brusco salto di clima e le tossine del duro impegno sostenuto mercoledì a Glasgow. 

Privo di Juary e con Chimenti neutralizzato dall'ottimo Brìo, l'Avellino non è più riuscito ad impensierire Zoff, anche se la carica da tergo di Cabrini (47') su Mario Piga aveva fatto gridare al rigore. Per Barbaresco, evidentemente, Cabrini aveva toccato il pallone prima di sbilanciare l'avversario, ma la decisione dell'arbitro è di quelle che faranno discutere. E molto. 

E' stata quella l'unica vera grossa occasione costruita dall'Avellino nella seconda frazione, mentre la Juventus con le irresistibili discese di Marocchino (che però, a causa dello sforzo, perdeva lucidità e si smarriva negli ultimi metri) creava problemi a Tacconi e finiva per condurre in porto un risultato importante, che le consente di mantenere il comando della classifica. 

Due punti che contano su un campo dove non sarà facile portarne via. A noi, nel complesso, la squadra di Trapattoni è piaciuta per 45 minuti, durante i quali il sincronismo negli automatismi, l'autorità con cui ha tenuto il campo, ha obbligato l'Avellino a subire, cercando conclusioni da fuori area, tranne quando Zoff ha ribattuto un tiro ravvicinato di Tagliaferri. Zoff ha offerto una prova superba, e, di fronte a lui, s'é visto un Brio sempre più sicuro anche se facilitato nel compito da Chimenti. Episodio del presunto rigore a parte. Cabrini è stato molto bravo sia nel frenare le iniziative di Piga sia nel proporre, con i suoi sganciamenti, traversoni insidiosi. Gentile era partito con il piede giusto contro un Facchini che è in possesso di un buon dribbling ma é poco concreto in area, poi è vistosamente calato alla distanza, scontando, forse più di altri, la faticosa trasferta scozzese. Sempre all'altezza delle sue possibilità il libero Scirea. Il centrocampo ha svolto un lavoro efficace. Tardelli s'è trovato a fronteggiare addirittura, uno dopo l'altro, ben quattro uomini (Redeghieri, Tagliaferri, Vignola e Ferrante) e dopo un avvio in leggera salita ha acquistato sicurezza, arginando e suggerendo, recitando la parte che avrebbe dovuto svolgere Brady che, prima di prodursi la contrattura, qualche bella combinazione l'aveva creata. Bonini s'è alternato su Tagliaferri e Vignola, ma con un passo meno appariscente, anche se ugualmente efficace, rispetto alla prova con il Celtic. 

Furino ha contrastato efficacemente prima Vignola e poi Valente (subentrato al 13' a Redeghieri feritosi all'arcata sopracciliare destra in uno scontro con Bettega e suturato con tre punti), ma ha sbagliato qualche passaggio elementare. In avanti Virdis è stato prontissimo a sfruttare la palla-gol, ma non si è limitato a questo spunto felice dimostrando di essersi ormai inserito nella squadra. E Marocchino ha fatto dannare Ferrari, scodellando anche un comodo «assist» per Bettega che, ostacolato, ha fallito d'un soffio il raddoppio. Bettega, che ha giocato a mezzo servizio per una pubalgia che lo costringerà a saltare l'amichevole di mercoledì con la Bulgaria, s'è reso comunque utile con intuizioni intelligenti, pur non brillando. A 7 minuti dal termine ha ceduto il posto a Farina. Non è stata, in definitiva, una partita «sangue e arena» come aveva dichiarato Sibilia, ma neppure un derby interaziendale tra Fiat e Iveco (lo sponsor degli irpini) come l'aveva definito qualcuno alla vigilia. I 36 mila spettatori, senz'altro delusi per il risultato, hanno dovuto riconoscere che la Juventus ha mezzi tecnici contro i quali la generosità dell'Avellino non è bastata, rigore discusso a parte. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 21 settembre 1981




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martedì 4 marzo 2025

4 Marzo 1981: Avellino - Juventus

Attraverso Youtube vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 4 Marzo 1981 ed Avellino Juventus si sfidano nella gara di andata dei Quarti di Finale di Coppa Italia 1980-81 allo Stadio 'Partenio' di Avellino.

I bianconeri sono affamati di vittoria dopo che l' Inter l'anno prima l'aveva beffato sul traguardo tricolore. Dall'altra parte c'é un Avellino che partito da una penalizzazione di 5 punti riuscirá ad ottenere una salvezza al limite dell' incredibile.

Per quanto riguarda questa edizione della Coppa Italia, i bianconeri supereranno agevolmente questo turno ma dovranno fermarsi in semi-finale alla Roma, poi trionfatrice della manifestazione.

Buona Visione!


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Coppa Italia 1980-1981 - Quarti, andata
Avellino - Stadio Partenio
Mercoledì 4 marzo 1981 ore 15.00
AVELLINO-JUVENTUS 1-3
MARCATORI: Zoff autorete 28, Verza 52, Causio 75, Bettega 85

AVELLINO: Tacconi, Giovannone, Beruatto, Limido, Cattaneo, Di Somma, Piga (Vignola 67), Ferrante, Criscimanni, Stasio, Carnevale (Massa 46)
Allenatore: Luis Vinicio

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Osti, Prandelli, Brio, Scirea (Furino 2), Causio, Verza, Bettega, Brady (Cabrini 62), Marocchino
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Casarin


Coppa Italia: perentorio successo dei bianconeri per 3-1 ad Avellino 
La Juve ritrova Causio, ma perde Scirea 
Il libero si è fratturato il setto nasale e non potrà giocare domenica contro l'Ascoli 
Verza, il Barone e Bettega a segno dopo che Piga aveva portato in vantaggio gli irpini 
DAL NOSTRO INVIATO SPECIALE AVELLINO

Con un netto 3-1 ad Avellino continua la serie delle vittorie esterne della Juventus. Era la prima gara del quarti di finale della Coppa Italia e il successo apre ai bianconeri la strada delle semifinali. E' stata una partita dalla doppia faccia. Prima abbiamo visto e criticato una Juventus impacciata, piena d'indecisione, con molti uomini fuori condizione. Nella ripresa, invece, la situazione è completamente cambiata. L'Avellino, a quel momento, vinceva per 1-0, con un gol di Piga segnato al 29'. C'è stato un fallo di Causio ai danni di Limido, Beruatto tirava subito, interveniva Piga che deviava in porta. La palla batteva sul palo, colpiva la schiena di Zoff a terra nel tentativo di parata ed entrava in rete. Autogol del portiere juventino? Crediamo proprio di no. Era il culmine di un momento delicato per la Juventus. Proprio all'inizio, infatti, in uno scontro con Carnevale, Scirea riportava un grave infortunio al volto. Il dottor La Neve diagnosticava la frattura del setto nasale. Oggi a Torino saranno fatti nuovi controlli, anche radiografici. Ma domenica con l'Ascoli Scirea non giocherà. La squadra, uscito il lìbero, perdeva di coordinazione, Brio accusava qualche difficoltà e cosi Osti spostato a sinistra. 
Al posto di Scirea entrava Furino (2') e Prandelli retrocedeva nel ruolo di libero. Superato il momento difficile, la Juventus, poco dopo la mezz'ora, iniziava a giocare alla sua maniera. C'era da combattere contro un Avellino determinato e c'era più che altro da recuperare il gol di Piga. Soltanto nella ripresa la situazione cambiava. 
L'Avellino tentava il raddoppio all'inizio, ma su contropiede i bianconeri pareggiavano: Verza lanciava in disimpegno Marocchino, che fuggiva sulla destra, superava due avversari e centrava un preciso pallone. Alla finta intelligente di Bettega rispondeva un gran salto di Verza ed era gol di testa (52'). Usciva Brady, in giornata difficile, ed entrava Cabrini. La difesa cambiava aspetto: Osti passava a destra, Cabrini si presentava terzino sinistro, e Furino poteva controllare la zona arretrata permettendo a Prandelli, in forma smagliante, di effettuare alcune uscite d'appoggio. Appunto su un'avanzata di Prandelli, Marocchino scambiava con lo stesso Prandelli, che serviva alla perfezione Causio. Il «barone» tirava subito ed era gol imparabile (75'). Dieci minuti dopo la rete più bella: avanzava ancora Prandelli, toccava Causio, che dava subito a Bettega. Al volo, in mezza rovesciata, Bettega batteva ancora Tacconi. Se non ci fosse stato il grave infortunio di Scirea si potrebbe parlare di giornata serena per la Juventus. Il rientro di Causio è stato positivo. Non ha mai esagerato in dribblings inutili alla ricerca dell'assolo per ricevere l'applauso. La stasi gli è servita. E' parso rigenerato anche nel fisico. Ha egregiamente cooperato nell'interdizione servendo Bettega che è parso in piena forma. Qualche appunto, invece, a Verza, forse troppo evanescente, e molte critiche a Brady. La prova dell'irlandese è stata inferiore alle aspettative. Si è rivisto Brio in gara ufficiale. Lo stopper bianconero è certamente guarito dal grave infortunio, ma ha palesato troppa indecisione e qualche errore. Deve riprendere confidenza con la lotta, deve giocare. 
Molti elogi, invece, a Marocchino, che è uscito tra gli applausi della sportivissima folla avellinese. Non è stato continuo, ma il suo stile, i suoi dribblings, i suoi allunghi sono stati entusiasmanti e molto utili. Marocchino è ormai pienamente inserito e merita la conferma. Contro questa Juventus professionalmente ineccepibile e determinata, anche se priva di molti titolari (Gentile, Tardelli e Fanna, con Scirea infortunato al secondo minuto e con Cabrini soltanto a mezzo servizio), l'Avellino ha tentato il colpo grosso giocando un primo tempo con grinta e con ottimi risultati. 

Giulio Accatino





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sabato 1 febbraio 2025

1 Febbraio 1987: Avellino - Juventus

É il 1 Febbraio 1987 Avellino Juventus  si sfidano nella seconda giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1986-87 allo Stadio ' Partenio ' di Avellino.

La Juventus é Campione d'Italia in carica mentre l'Avellino annaspa nelle posizioni di retrovia. A fine campionato i bianconeri piemontesi saranno secondi dietro al Napoli (per la prima volta scudettato) mentre i 'lupetti biancoverdi' riusciranno ad evitare una dolorosa retrocessione in Serie B.

Buona Visione!


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Stagione 1986-1987 - Campionato di Serie A - 2 ritorno
Avellino - Stadio Partenio
Domenica 1 febbraio 1987 ore 15:00
AVELLINO-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Bertoni 55, Mauro 61

AVELLINO: Di Leo, Colantuono, Ferroni, Gazzaneo, Garuti, Zandonà (Murelli 84), Bertoni, Benedetti, Colomba, Dirceu, Alessio
Allenatore: Luis Vinicio

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Manfredonia, Brio, Scirea, Mauro, Vignola (Soldà 46), Serena A., Platini, Laudrup
Allenatore: Rino Marchesi

ARBITRO: Casarin



Massimo Mauro ha segnato il suo primo gol in campionato. 

Una rete assai bella, in collaborazione con Serena, dopo un'azione cominciata da Favero e sviluppata in profondità dallo stesso Mauro. Non è servita per vincere, ma il giocatore sognava di sbloccarsi anche in questo senso e, dopo un primo tempo difficile, perché ha dovuto giocare da centro-mediano al posto di Bonini senza che la squadra riuscisse a metterlo nelle condizioni ideali, ha ritrovato smalto pieno nella ripresa quando, con l'ingresso di Soldà, ha potuto ricominciare a dare peso alle sue azioni partendo dalla fascia destra. 
«Io mi trovo bene in entrambi i ruoli — ammette Mauro — ma se l'allenatore dice di giocare in un modo e poi in campo ci comportiamo in un altro, ecco che aumentano le difficoltà. Questa è la differenza tra il mio primo tempo cosi e cosi e la ripresa dove tutta la squadra si è espressa al meglio».
«Purtroppo — prosegue Mauro — se il Napoli continua a vincere fuori casa, c'è poco da fare. Del resto l'Udinese quando parte per vincere perde sempre. Ma la verità è anche che al Napoli i rigori li danno, a noi no, spesso i difensori dell'Avellino hanno fermato fallosamente Serena e Laudrup. In definitiva i nostri avversari hanno segnato sull'unica azione di rilievo. Noi ce l'abbiamo messa tutta per vincere dopo un primo tempo bruttino».
Michel Platini evita, come Marchesi e i compagni, di discutere su due possibili falli da rigore subiti nel finale da Serena ad opera di Garuti e Colantuono. Rivela invece questo gustoso retroscena: 
"Abbiamo continuato a trattare Casarin come al solito. Si, fatemi pensare, abbiamo deciso di dargli ancora del tu, non è cambiato nulla». 
Come si ricorderà, Lorieri e L'escluso Bonini altri giocatori granata avevano rimproverato Cabrini e compagni di essersi rivolti confidenzialmente a Casarin durante il derby del 14 dicembre. 
Continua Platini: 
«Napoli e Inter hanno vinto ma giocavano su altri campi, nessun paragone con questa gara. Ci abbiamo provato e riprovato a vincerla, stavamo anche bene fisicamente. Ma i difensori dell'Avellino non mi hanno consentito di muovermi. Io falli non ne ho fatti, non fatemi dire di più. Il loro gol ci ha spinti al pareggio, per vincere avremmo dovuto avere un po' di fortuna». 
La prestazione di Platini è stata osservata con speciale interesse dall'allenatore dell'Amburgo, Hernst Happel: 
"E' stata una partita cosi e cosi delle due squadre. Platini ha alternato cose molto belle a pause molto lunghe. Non farei paragoni con la finale di Atene. Sono passati quattro anni per Platini e per la Juventus è rimasto male." 
Franco Badolato



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giovedì 4 gennaio 2024

5 Gennaio 1986: Avellino - Juventus

Attraverso Youtube vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 5 Gennaio 1986 ed Avellino Juventus si sfidano nella prima giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1985-86 allo Stadio 'Partenio' di Avellino.

La Juventus si appresta a vincere il suo ventiduesimo tricolore con una squadra che sta vivendo sugl'ultimi spiccoli di splendore di 'LeRoi' Michel Platini. Allenati da Giovanni Trapattoni (al suo ultimo campionato alla Juve prima di trasferirsi all'Inter) i bianconeri mettono a distanza la Roma di Sven Goran Eriksson vincendo 'in volata' lo Scudetto. L' Avellino dal canto suo conquista una sofferta ma meritata salvezza.

Buona Visione!


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Stagione 1985-1986 - Campionato di Serie A - 1 ritorno
Avellino - Stadio Partenio
domenica 5 gennaio 1986 ore 14:30
AVELLINO-JUVENTUS 0-0

AVELLINO: Coccia, Ferroni, Amodio, De Napoli, Lucarelli, Zandonà, Agostinelli, Bertoni, Diaz, Colomba, Alessio (Batista 68)
Allenatore: Tomislav Ivic

JUVENTUS: Tacconi, Pioli, Cabrini, Pin, Brio, Favero, Mauro, Manfredonia, Serena A., Platini, Laudrup
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Pieri C.



Platini si scusa per l'errore «Un rimbalzo impossibile» 

AVELLINO — Il terreno pesante, reso molliccio e traditore dalla pioggia dei giorni scorsi, questo il ritornello che infiora le dichiarazioni dei giocatori Juventini, tutti soddisfatti comunque per il fatto che anche la difficile trasferta lrpina è stata superata senza danni.

 Chiedendo ad esemplo a Platini quale sia etata l'occasione più bella, ci si sente rispondere: 

«Non hanno influito tanto la bravura, gli errori o gli avversari bensì il terreno sul quale il pallone subiva rimbalzi strani e imprevedibili. La Juve ha forse avuto un'occasione o due in più dell'Avellino, ma credo che il risultato sia giusto». 

La possibilità che i bianconeri si adagino sugli allori e ritengano ormai supèrfluo lottare: questo iI pericolo che turba tuttora il tecnico juventino. 

«É un'insidia concreta che nel difficile confronto irpino non ci ha fortunatamente provocato danni: in ogni momento della contesa ho notato infatti grande determinazione, i miei ragazzi sono sempre stati molto attenti a sfruttare ogni possibilità."

Le velleità della Juventus sono state contrastate da un Avellino molto agguerrito, considerazione che induce il francese ad accettare di buon grado il risultato. 

«É stata una bella partita e noi saremmo ancora più lieti se l'avessimo vinta ma a questo punto tanto vale accontentarsi. Sia chiaro comunque che abbiamo rinunciato all'idea del successo soltanto a cinque minuti dalla fine quando ormai il risultato appariva fissato-"

Platini resta o se ne va? Stando alle promesse, l'annuncio sarebbe ormai prossimo ma, a sentire l'interessato, non sono neppure da escludere sorprese. 

"Io sono tranquillo e sereno, può darsi che il 9 gennaio faccia effettivamente sapere qualcosa circa le mie intensioni. In settimana comunque avrete modo di sbizzarirvi in altri romanzi." 

E sia. In attesa di avere il fatidico annuncio, sentiamo che cosa pensa Laudrup del pareggio conquistato dalla sua squadra.

"Abbiamo disputato un buon primo tempo durante il quale la Juve, nonostante l'Avellino abbia colpito una traversa, ha prodotto delle buone conclusioni. Diverso l'andamento della ripresa, nella quale il tenore del gioco è calato. A qualche minuto dalla fine, poi, eravamo un po' tutti contenti e così le due squadre si sono adattate all'idea del pareggio". 

La Juve è sempre più imprendibile: maggiori i meriti suol o i demeriti degli avversari? Ribatte Laudrup:

"Prendiamo il Napoli che ha raccolto 21 puntv su 32 o la Roma che ne ha incassato uno di meno: mi sembra che stiano disputando un ottimo campionato. Noi però stiamo facendo meglio e quindi credo che il vantaggio che abbiamo sia soprattutto spiegabile con i nostri meriti". 

Con Serena si torna a parlare del terreno. 

«É stato un combattimento duro, una partita maschia resa molto difficile dal fondo. Il pareggio comunque ci sta tutto e allora possiamo continuare a guardare avanti con serenità." 

Convocato per la Nazionale Sperimentale, l'attaccante è già concentrato sull'impegno di Genova. 

"Quella squadra è un assortimento di buoni giocatori, tutti molto desiderosi di far bene. E' chiaro che daremo tutto per suscitare una buona impressione". 

Alla pari del compagni, Tacconi osserva che il primo tempo è stato il più spettacolare e, a proposito della traversa colpita da Diaz, aggiunge: 

"L'argentino è stato molto bravo a tirare da una posizione così angolata ma non credo di aver corso seri pericoli perché controllavo la traiettoria del pallone". 

Il piccolo record del portiere Juventino intanto si consolida ma lui, modestamente, commenta: 

"I primati mi interessano fino a un certo punto: speriamo comunque che le cose procedano bene sino alla fine" 

Conclude la sfilata Brio: 

"Sapevamo che quello di Avellino era un terreno molto insidioso e così è stato anche a causa delle condizioni ambientali che hanno reso difficile la manovra". 

Mentre Serena esulta per la convocazione nella Sperimentale, Brio ancora una volta recrimina in cuor suo per essere stato trascurato dal tecnici azzurri. Reagisce tuttavia alla nuova delusione con grande compostezza: 

«Non mi pongo problemi per questo — dice — ognuno svolge il suo lavoro come meglio crede".

Pier Carlo Alfonsetti
tratto da: La Stampa 6 gennaio 1986




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