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giovedì 24 aprile 2025

24 Aprile 1991: Juventus - Barcellona

É il 24 Aprile 1991 ed a Torino si disputa la Semifinale di Ritorno della Coppa delle Coppe 1990/91. In campo Juventus e Barcellona (Spagna) danno sfoggio gi grande calcio per poter giocare la finalissima in programma nelle settimane a venire.

La gara di andata allo Stadio 'Camp Nou' di Barcellona vide i catalani prevalare sui bianconeri per 3-1. Questa gara che vi offriamo é da ricordare in particolare perché si tratta della ultima gara storica disputata in Coppa delle Coppe dalla Juventus

I Bianconeri vinseró questo trofeo una sola volta: Stagione 1983/84!

La gara di andata si puo gustare QUA!

Buona Visione!


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Stagione 1990-1991 - Coppa delle Coppe - Semifinali, ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
mercoledì 24 aprile 1991 ore 20:30
JUVENTUS-BARCELLONA 1-0
MARCATORI: Baggio R. 61

JUVENTUS: Tacconi, Napoli N., Fortunato D., Galia, Julio Cesar, De Agostini, Haessler, Marocchi, Casiraghi (Schillaci 38), Baggio R., Corini (Di Canio 46)
A disposizione: Bonaiuti, De Marchi, Alessio
Allenatore: Luigi Maifredi

BARCELLONA: Zubizarreta, Ferrer, Soler, Koeman R., Serna, Bakero, Goikoetxea, Stoichkov (Julio Salinas 70), Laudrup M. (Herrera 65), Amor, Eusebio
A disposizione: Angoy, Pinilla, Urbano Ortega
Allenatore: Johann Crujff

ARBITRO: Roethlisberger (Svizzera)
AMMONIZIONI: Marocchi, De Agostini (Juventus); Zubizarreta, Bakero, Goikoetxea, Amor, Ferrer (Barcellona)
ESPULSIONI: Amor 63 (Barcellona)




Grande partita dei bianconeri, ma il cuore non basta contro il formidabile portiere del Barcellona
Juve, battaglia senza miracolo
Uno splendido gol di Baggio illude lo stadio 
TORINO. C'è voluta un'ora di gioco per riaprire la semifinale di Coppa con la splendida punizione di Baggio, andato a fine partita a lanciare la maglia alla curva Scirea. Quindi mezz'ora di assalti furibondi durante i quali la Juve ha dato il meglio di tutta la stagione, meritando il passaggio del turno che non è arrivato soltanto per le prodezze della difesa del Barcellona, per alcuni errori di tiro, per l'affanno e anche per la stanchezza. Una grande Juve, però non è bastata. 
Per la partita del massimo impegno, dello sforzo totale e della concentrazione assoluta, Maifredi ha scelto in modo pieno lo schema con Fortunato libero e con Julio Cesar nella posizione di mediano in zona Laudrup, per bloccare quegli inserimenti del danese che erano stati così pericolosi nel 2º tempo dell'andata. Napoli faceva lo stopper su Stoichkov. Da parte spagnola, Serna stava addosso a Casiraghi e Ferrer inseguiva Baggio, con Koeman nella efficacissima doppia veste di libero e uomo di appoggio all'attacco. 
L'avvio della Juve era veemente. Si vedeva finalmente una squadra che giocava larga, con scambi di uomini e frequenti inserimenti sulle fasce, ed a sinistra nuovamente De Agostini pronto a fare filtro e a spingere. Spagnoli come al solito, con un gioco fatto di palleggi stretti, di appoggi sul compagno pronto allo smarcamento e con la novità di Soler pronto a proiettarsi avanti sino a diventare il pericolo maggiore a sinistra. Molto ed efficace lavoro per Galia su Bakero, che Maifredi aveva individuato in ottima forma già nella partita di Cagliari. 
L'inizio è stato aspro, Napoli duro su Stoichkov, e replica di Koeman su Casiraghi. Al 5 entrambe le squadre vicinissime al gol. Prima il Barcellona con un tocco profondo di Laudrup per Stoichkov che sfondava sulla sinistra e centrava per Bakero, solo, che però si vedeva passare la palla di un soffio alle spalle. Sul rovesciamento di fronte, cross di Baggio dalla destra e tuffo di Casiraghi il quale schiacciava di testa, fallendo di poco la porta. La Juve faceva registrare ancora un momento di grande efficacia, ma dopo i primi 20' il Barcellona cominciava a prendere in pugno il gioco a centrocampo costringendo i bianconeri a ripiegare, ed a faticare. Su una punizione di Koeman (31) Tасconi dimostrava di avere scordato la febbre dei giorni scorsi e volava a deviare in angolo. 
Casiraghi, intanto, dal quarto d'ora dava evidenti segni di sofferenza. Era una delle spalle operate a farlo tribolare. E al 38', dopo aver sperato invano nella ripresa della punta centrale, Maifredi la sostituiva con Schillaci, il quale andava in campo ancora teso dopo le polemiche del prepartita, alla notizia dell'esclusione dalla formazione d'avvio. Il finale era ancora della Juve, e Zubizarreta salvava la porta al 34' con un tuffo su deviazione di testa angolatissima di Haessler. Il tedesco replicava al 44' e ancora il portiere spagnolo volava a toccare la sua violenta punizione. 
Fuori Corini e dentro Di Canio nell'intervallo. Soler costretto a fare il difensore, più spinta per la Juve e soprattutto difesa da parte del Barcellona. Si portava avanti Fortunato e Julio Cesar tornava difensore centrale a fianco di Napoli. Di nuovo la Juve da campionato, insomma, per la seconda fetta di speranza. E Cruyff, pronto, mandava Laudrup a pressare il brasiliano prima di sostituirlo con Herrera. 
Juve d'attacco, secondo logica. Schillaci vicino al gol al 53', bella la deviazione ma pronto Zubizarreta. Bianconeri a tentare la carta della velocità degli scambi, Schillaci scatenato ma troppo innamorato della palla per voglia di riscatto. Nervi sempre più tesi sui due fronti, ammoniti in due minuti Bakero e Goicoechea, Juve spesso tutta nella metà campo avversaria. Al 60' Koeman stendeva Schillaci, e Baggio riapriva la Coppa con una punizione magica alla sinistra di Zubizarreta. Perdeva la testa il Barcellona. Amor scalciava due volte Toto e veniva giustamente espulso. 
Spagnoli in dieci, Juve padrona del campo. Cominciava il conto degli a fondo, dei tiri. Subito Baggio, palla di un soffio oltre il secondo palo, fuori di poco una «bomba» di Galia, Schillaci che non arrivava sul cross-gol (70') di Fortunato. Un assedio, dal Barcellona solo affannose barricate e falli. Sprecava Fortunato (78') lasciandosi chiudere da Zubizarreta. Troppo era stato speso. Marocchi era l'ultimo a morire alla fine di una gara commovente. Ma non è bastato.

Bruno Perucca





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venerdì 11 aprile 2025

11 Aprile 2017: Juventus - Barcellona

É l' 11 Aprile 2017 e Juventus Barcellona si scontrano in questa partita valevole per la gara di andata dei Quarti di Finale della UEFA Champions League 2016-17.

Il tutto si gioca allo 'Juventus Stadium' di Torino.

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri rivincono ancora il campionato. É il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l allenatore livornese.

Nella massima competizione europea i nostri beniamini si faranno valere fino alla Finale. Li peró si imbatteranno nell'ostacolo Real Madrid. Un'altra brutta botta per le ambizioni della Juventus!

Buona Visione!



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Stagione 2016-2017 - Champions League - Quarti, andata
Torino - Juventus Stadium
martedì 11 aprile 2017 ore 20:45
JUVENTUS-BARCELLONA 3-0
MARCATORI: Dybala 7, Dybala 22, Chiellini 55

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon, Dani Alves, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro, Pjanic (Barzagli 89), Khedira, Cuadrado (Lemina 73), Dybala (Rincon 81), Mandzukic, Higuain
A disposizione: Neto, Asamoah, Lichtsteiner, Marchisio C. 
Allenatore: Massimiliano Allegri

BARCELLONA (3-4-3): Ter Stegen, Piquè, Umtiti, Mathieu (Andrè Gomes 46), Sergi Roberto, Mascherano, Rakitic, Iniesta, Messi, Suarez L., Neymar
A disposizione: Cilessen, Suarez D., Jordi Alba, Digne, Alena, Paco Alcacer
Allenatore: Luis Enrique

ARBITRO: Marciniak (Polonia)
AMMONIZIONI: Dani Alves 28, Mandzukic 63, Khedira 74, Lemina 90+1 (Juventus); Suarez L. 53, Iniesta 57, Umtiti 90+1 (Barcellona)


Champions, Juventus-Barcellona 3-0: la notte di Dybala, Messi non si vede

La squadra di Allegri domina gli spagnoli e ipoteca la semifinale. Doppietta dell'argentino, in gol anche Chiellini. Il ritorno mercoledì 19 aprile

TORINO - La perfezione è qualcosa di semplice e rotondo, chiaro e liscio come l'acqua. E la Juventus, appunto, realizza la sua partita perfetta. Tre gol (a zero, soprattutto a zero) al Barcellona potrebbero valere la qualificazione in semifinale e la fine di un'epoca, quella appunto della formidabile squadra catalana, tre Champions vinte in un decennio e un segno profondo, indelebile nella storia del calcio moderno. Scriviamo "potrebbero" solo perché il Barca, all'altro giro, come sanno anche i sassi, ne aveva presi 4 a Parigi ma era stato capace di segnarne 6 al Camp Nou, la tana in cui i bianconeri scenderanno mercoledì prossimo. Ma escluderemmo che la Juve possa fare la fine del Psg. La fine, semmai, è una parola che si può già avvicinare (con cautela, certo) al Barcellona senza apparire blasfemi.


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mercoledì 9 aprile 2025

9 Aprile 2003: Juventus - Barcellona

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo questo gustoso amarcord di questa data odierna. É il 9 Aprile 2003 e Juventus e Barcellona si sfidano nella gara di andata dei Quarti di Finale della Champions League 2002-03 allo 'Stadio Delle Alpi' di Torino.

É una Juventus lanciatissima quella che si appresta a pareggiare contro i blaugrana. Tra qualche mese sará incoronata Campione d'Italia per la 27a volta, ma é un altro il chiodo fisso della societá e tifoseria. La Champions League purtroppo sfugge ai rigori nella finale fratricida contro il Milan, in un altra serata da dimenticare sul fronte europeo.

Buona Visione!


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Si giocano i quarti di finale della massima competizione europea. Questa volta la partita di andata si gioca al Delle Alpi, il 9 aprile 2003. Inizia bene la doppia sfida per i bianconeri, che passano al minuto 16 con Montero, autore di una deviazione sottomisura. Che la qualificazione alle semifinali non sarà una passeggiata è chiaro per tutto il match, equilibrato e per niente semplice. Le cose sembrano non mettersi bene quando, a dieci minuti circa dal termine, Saviola impatta il punteggio battendo Buffon con una conclusione da centro area. E non è finita: sia i catalani che i bianconeri sfiorano il gol partita, con Kluivert prima e con Di Vaio poi. Si va al Camp Nou, il 22 aprile, con una qualificazione più che mai in bilico. Anche in Spagna la Signora gioca a viso aperto e si ripropone il leit motiv della gara di andata. Come andò, è storia

 

Stagione 2002-2003 - Champions League - Quarti, andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Mercoledì 9 aprile 2003 ore 20:45
JUVENTUS-BARCELLONA 1-1
MARCATORI: Montero 16, Saviola 78

JUVENTUS: Buffon, Thuram, Ferrara C., Montero, Zambrotta (Zalayeta 67), Camoranesi, Tacchinardi, Tudor (Birindelli 61), Davids, Nedved, Del Piero (Di Vaio 82)
Allenatore: Marcello Lippi

BARCELLONA: Bonano, Gabri, Puyol, De Boer F., Reiziger, Overmars (Luis Enrique 83), Xavi (Gerard 74), Thiago Motta, Riquelme (Mendieta 63), Saviola, Kluivert
Allenatore: Radomir Antic

ARBITRO: Michel (Slovacchia)




LE PAGELLE 
Nedved è senza sprint, Camoranesi opaco 
Tacchinardi in cattedra con tutta la difesa 

JUVENTUS 
BUFFON 6,5. Sicuro in un paio di uscite volanti nel primo tempo. Lo frega una palla avvelenata, salva alla grande su Kluivert. 
THURAM 6,5. Tarda a carburare, si fa vedere poco nelle fasi iniziali, poi accompagna l'azione con maggior continuità e chiude il primo tempo con incursioni che impegnano la difesa spagnola. Bene la ripresa. 
FERRARA 6,5. Kluivert non si può mai perdere di vista, ma per buona parte della partita l'olandese resta estraneo al gioco offensivo e concede a Ciro lunghe pause. 
MONTERO 6,5. Lippi gli restituisce i gradi di titolare dopo una pausa indispensabile per riprendere fiato. Lo ripaga in moneta pregiata con il gol del vantaggio, con un piatto sinistro in mischia degno di un attaccante e pilota bene la difesa. 
ZAMBROTTA 6,5. Altra prova del fuoco con Overmars. Concede poco all'olandese, lo costringe ad allargarsi, lo ostacola al momento del cross. E riesce anche a dare il via a qualche buona azione offensiva 
(dal 22' st Zalayeta 5: ha limiti enormi, non ne nasconde nessuno). 
CAMORANESI 5,5. Saggia Reiziger con dribbling che non sempre creano pericolo, ma contribuiscono almeno a tenere lontanto il pericolo. Sparisce nel secondo tempo. 
TACCHINARDI 7. Bravo, spesso bravissimo. Anima del centrocampo, raccatta e riparte. Un momento felice. 
TUDOR 6. Centrocampista e a volte attaccante. L'emergenza lo obbliga a essere dovunque, non è irrestibile, ma utile sì 
(dal 16' st Birindelli 6: rileva Zambrotta come sentinella di Overmars). 
DAVIDS 6. Lavora decine di palloni, ma con troppa frenesia. Prezioso nei momenti in cui bisogna scendere in trincea. 
NEDVED 6. Prodigioso nel recuperare dall'infortunio, prova a fare la punta, tenta qualche giocata di quelle che destabilizzano l'avversario. Ma gli manca la forza di sprintare. 
DEL PIERO 5. Punta di nome, quasi mai di fatto. Si colloca spesso in una posizione ibrida a 50 metri dalla porta avversaria lasciando in pratica la squadra senza attaccanti. E quando ha la palla sembra voglia spaccare il mondo, ma gli mancano gli arnesi per farlo. Un suo errore dà il via al pareggio 
(dal 37' st Di Vaio 5,5: ha la palla della vittoria, la spreca).  
BARCELLONA 
BONANO 6. Becca un gol e poi ne salva un altro su Del Piero. 
GABRI 6. Sigilla Del Piero quando si veste da punta. Ammonito, salta il ritorno. 
PUYOL 6. La Juve non ha attaccanti, lui non ha nessuno da marcare. 
DE BOER 6. Esperienza, tempismo quando evita la rete su botta di Davids. 
REIZIGER 6. Deriso quando era al Milan, contiene Camoranesi, fa l'assist per Saviola. 
MOTTA 6,5. Davanti alla difesa non perde di vista Nedved. 
OVERMARS 6. L'arrembaggio parte quasi sempre dalla sua zona di competenza 
(dal 38' si Luis Enrique sv). 
XAVI 6. Puntella il centrocampo 
(dal 29'st Gerard sv). 
RIQUELME 5. Lo volevano tutti e non si capisce perchè 
(dal 18' st Mendieta 5,5) 
SAVIOLA 6,5. Si nasconde, pare non trovi mai uno spunto. Ma è fatto così, alla prima occasione colpisce. 
KLUIVERT 6. L'unico che provi ad infastidire gli avversari, ma si perde. 
Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 10 aprile 2003




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La Stampa 10 aprile 2003

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mercoledì 19 marzo 2025

19 Marzo 1986: Juventus - Barcellona

Avete presente quando una prestazione da 'guiness dei primati' eccheggia lungo tutto l'arco di una carriera (ed anche oltre) di un qualunque atleta sportivo? Ebbene tutto ció riguarda anche quando l'impresa é in negativo; come accadde infatti in questa data (il 19 Marzo 1986) che segnerá per sempre la vita in campo di Marco Pacione, attaccante juventino.

Juventus e Barcellona si sfidano nella gara di ritorno dei Quarti di Finale della Coppa dei Campioni 1985-86 allo Stadio 'Comunale' di Torino. La gara di andata finì 1-0 per i catalani.

La Juventus si appresta a vincere il suo ventiduesimo tricolore con una squadra che sta vivendo sugl'ultimi spiccoli di splendore di 'LeRoi' Michel Platini. Allenati da Giovanni Trapattoni (al suo ultimo campionato alla Juve prima di trasferirsi all'Inter) i bianconeri mettono a distanza la Roma di Sven Goran Eriksson vincendo 'in volata' lo Scudetto.

Per quanto riguarda l'europa, i nostri 'eroi' si dovranno arrendere ai blaugrana che affossano ogni velleitá di difendere la coppa dopo due gare tiratissime.

Buona Visione!

 

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Stagione 1985-1986 - Coppa dei Campioni - Quarti, ritorno
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 19 marzo 1986 ore 20:30
JUVENTUS-BARCELLONA 1-1
MARCATORI: Archibald 30, Platini 44

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini (Pin 61), Brio, Scirea, Mauro (Bonetti I. 76), Manfredonia, Pacione, Platini, Laudrup
Allenatore: Giovanni Trapattoni

BARCELLONA: Urruticoechea, Gerardo, Migueli, Julio Alberto, Victor Munoz (Fradera 81), Alexanco, Carrasco, Moratalla, Esteban, Archibald (Marcos 51), Calderè
Allenatore: Terry Venables

ARBITRO: Keizer (Olanda)



COPPA CAMPIONI I bianconeri, sconfitti all'andata, pareggiano al Comunale con il Barcellona 
Non bastano Platini e Laudrup 
Lampi dei due attaccanti nella dura battaglia 
Sull'eliminazione ha pesato in modo decisivo l'incerta partita del Camp Nou 

TORINO — Amara uscita della Juventus dalla Coppacampioni. Un rocambolesco gol di Archibald, che chiama in causa sia Brio che Tacconi dopo mezz'ora di gioco, ha deciso la qualificazione per le semifinali. La Juventus ha due rimpianti: il non aver saputo approfittare della superiorità dimostrata a lungo al Camp Nou e le imprecise conclusioni di Pacione nell'avvio del match di ieri sera. 

Ma il centravanti almeno si è battuto, la Juve di Barcellona non ha osato. Il giudizio è chiaro: la squadra di Trapattonl ha pagato l'occasione non colta a Barcellona. Platini, autore del gol dell'inutile pareggio e di una ripresa più caparbia che lucida, ha finito la gara zoppicante e con un gesto di stizza ha accompagnato l'ultimo «anticipo» di Alesanco nel suol confronti. Come un segno di resa. 

É stata una battaglia terribile, una partita giocata con il cuore, sul filo del nervi, che il Barcellona ha affrontato con un centrocampo-ragnatela, formato da Victor a destra, Moratalla al centro addosso a Platini, Esteban nella zona di Manfredonia, Caldere ala sinistra solo di maglia secondo previsioni. In realtà uomo di copertura e di rottura, pronto a flottare su tutti i bianconeri che gli capitavano in zona. Un Barcellona tatticamente accorto, ma subito traballante in difesa sotto la veemente e sfortunata spinta bianconera. Sono stati novanta minuti ad altissimo ritmo, in un clima da corrida per fortuna calmato dall'attento arbitro Keizer, pronto ad intervenire ad ogni accenno di bagarre. Fin dall'avvio si è vista una Juve completamente trasformata rispetto alle ultime partite. C'era da attendersi la reazione del bianconeri in Coppa, e c'è stata In pieno fin dall'avvio, anche se Platini pur entrando subito in partita, finiva spesso nell'imbuto del blocco difesa-centrocampo degli spagnoli. Ancora una volta, malgrado il grosso impegno, i bianconeri hanno attaccato In modo troppo centrale. 

Comunque, trascinata da un Laudrup in vena eccezionale, scattante e stupendo nel palleggio, la Juventus è stata purtroppo penalizzata nella prima mezz'ora dagli errori (due, più una grande parata di Urruti) di Pacione, tanto bravo nel trovarsi pronto all'appuntamento con la palla, quanto impreciso ed indeciso nel tocco conclusivo. Il gol di Archibald, alla mezz'ora, è stata una mazzata terribile, un premio immeritato per il Barcellona, un castigo per Brio e Tacconi, impaperatisi sul cross lungo di Victor. Poteva essere il kappaò. La Juve invece è riuscita ammirevolmente a superare lo smarrimento, affrontando una gara più in salita di quanto non fosse già dopo lo 0-1 del Camp Nou. 

La situazione tattica per tutto il primo tempo non mutava, il Barcellona in chiaro affanno difensivo richiamava indietro i centrocampisti. Un Platini più avanzato è stata la chiave con la quale la Juventus ha cercato nella ripresa di forzare la situazione. Anche Scirea ha accettato, e fatto accettare dai compagni, i rischi delle sue proiezioni offensive. Era soprattutto Platini a condurre il gioco, cercare spazi, malgrado la marcatura feroce degli avversari. Il Barcellona dopo il cambio dell'esausto Archibald con Marcos riusciva peraltro ancora a farsi pericoloso in contropiede. I minuti passavano, sembravano volare per una Juventus che vedeva ormai l' 1-1 come una condanna. Il Barcellona, a tratti stretto d'assedio, teneva palla non appena era possibile mentre purtroppo, per i bianconeri, calava comprensibilmente Laudrup dopo lo strepitoso primo tempo. Gli spagnoli per contro mostravano una notevole tenuta atletica alla distanza. 

Il finale vedeva una Juve in preda allo scoramento. Aumentava il nervosismo di Platini nei confronti sia dei compagni che degli avversari impegnati a perdere tempo più che a giocare. Ma negli ultimi 10', una volta in possesso di palla, il Barcellona mostrava lucidità e tenuta, conducendo soprattutto le azioni di alleggerimento sulla fascia sinistra con scambi stretti e precisi tra Marcos e Julio Alberto. Finiva sull'1-1, alla Juve resta la caccia allo scudetto. 

Bruno Perucca 
tratto da: La Stampa 20 marzo 1986



 

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La Stampa 20 marzo 1986

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La Stampa 20 marzo 1986

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