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martedì 21 ottobre 2025

31 Ottobre 1976: Juventus - Catanzaro

É il 31 Ottobre 1976 e Juventus e Catanzaro si sfidano nella Quarta Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1976-77 allo StadioComunale‘ di Torino.

É un campionato dominato dalle squadre piemontesi questo. Con Torino e Juventus 'abbracciate' in un appassionante testa a testa fino a fine campionato. Alla fine trionferanno i bianconeri per un solo punto in un duello entrato nella storia. 

Dall'altra parte c'é un Catanzaro che si dibatte nei bassifondi della classifica ma non riesce ad evitare la retrocessione in Serie B.

Buona Visione!



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Stagione 1976-1977 - Campionato di Serie A - 4 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 31 ottobre 1976 ore 14:30
JUVENTUS-CATANZARO 3-0
MARCATORI: Gentile 9, Bettega R. 53, Cuccureddu 82
 
JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti, Bettega R. (Gori S. 58)
Allenatore: Giovanni Trapattoni
 
CATANZARO: Pellizzaro, Silipo, Ranieri, Braca, Maldera, Vichi, Banelli, Improta, Nemo (Nicolini 69), Boccolini, Palanca
Allenatore: Gianni Di Marzio
 

ARBITRO: Barbaresco 



JUVENTUS, TRE GOL PRIMA DELLA RISSA 

E' finita tra le lacrime, con il fumo dei candelotti che faceva bruciare gli occhi ed ammorbava l'aria di un pomeriggio che avrebbe dovuto essere di festa e che ha avuto come epilogo la «guerriglia» tra le forze dell'ordine ed alcune decine di esaltati, camuffati da tifosi, che avevano scatenato l'inferno sulla pista antistante la curva Maratona, zeppa di sostenitori calabresi, di bandiere e striscioni giallorossi, con una «coda» nel dopo-gara nelle vie adiacenti il «Comunale». 

E' bastato un pretesto qualsiasi per far scattare, ancora una volta, la molla della violenza negli stadi: il banale diverbio fra Causio e Braca, a cinque minuti dal termine, quando II risultato era ormai fissato sul 3-0 per la Juventus che aveva dominato, in lungo e in largo, il modesto Catanzaro. Per contendergli un pallone che stava filando in fallo laterale, Braca rifilava una gomitata sulla carotide di Causio. La reazione verbale del «barone» era veemente, prolungata forse oltre il lecito. Per separare i due contendenti intervenivano arbitro e giocatori. Mentre le acque si placavano, un tifoso scavalcava la rete di protezione e, percorrendo II campo per destinazione, si rivolgeva all'arbitro protestando, bloccato da Boninsegna prima di essere saldamente afferrato da due «maschere» e consegnato ai carabinieri. Era la scintilla. Un altro invasore si presentava alle spalle della porta di Pellizzaro e veniva fermato a colpi di manganello. Ne seguivano un terzo, un quarto. Dalla rete di protezione, sfondata, sciamavano decine di esagitati e prendevano corpo i gravi, assurdi incidenti che, con lo sport, non hanno niente da spartire. 

La gara era filata via liscia, senza episodi che giustificassero una simile reazione, a parte un presunto fallo da rigore commesso da Benetti che, sul 2-0, aveva ostacolato con un braccio Ranitri lanciato a rete. Barbaresco l'aveva ritenuto veniale, non ravvisando gli estremi per la massima punizione. Per il resto, nessuno dei quindicimila tifosi del Catanzaro, poteva mettere in dubbio la legittimità del netto successo della Juventus, vivacizzata da un «Causio in più», che con un pizzico di fortuna, avrebbe potuto assumere proporzioni tennistiche. 

Nel primi cinque minuti tre palloni finivano sul legni della porta dell'incerto Pellizzaro. Dopo appena 37 secondi dal «via», Causio, in giornata di grazia, si liberava in «tunnel» di Banelli e crossava; Pellizzaro, con i pugni, respingeva sui piedi di Furino che, dal limite, sparava di collo destro incocciando la parte superiore della traversa. Pochi istanti appresso, su tiro di Bonetti intercettato da un difensore, Causio s'impossessava del pallone e lo indirizzava a rete, colpendo in pieno l'incrocio, con Pellizzaro fuori causa. Poi al 5', Cuccureddu si produceva in un brillante palleggio aereo per domare la palla e sferrava una cannonata, da circa trenta metri, che rimbalzava sulla sbarra. Tre traverse frutto di un superlorità di gioco schiacciante. I giallorossl apparivano quasi fermi di fronte al ritmo elevatissimo imposto alla partita dalla Juventus e da Causio, finalmente all'altezza della sua fama. 

Tutta la squadra bianconera si muoveva ad un buon livello tecnico, sfruttando le fascie laterali per cercare di rifornire Boninsegna e Bettega marcatissimi da Silipo e Maldera, di palloni utili. Il Catanzaro schierava Banelli «finta ala» con il compito di contrastare Causio lasciando in avanti il solo Palanca alle prese con Morini e con Nemo in continuo movimento. Su Nemo si portava Cuccureddu mentre Gentile si spostava a destra, tenendo d'occhio sia il terzino «fluidificante» Ranieri, sia Banelli, ma soprattutto il corridoio libero. E proprio Gentile smarcatosi con intelligenza, sbloccava il risultato al 9'. La manovra nasceva sulla sinistra: Tardelli serviva Bettega che aggirava con eleganza Maldera e, dalla linea di fondo, centrava alla perfezione sotto porta dove Gentile, precedendo Causio, schiacciava di testa alle spalle di Pellizzaro. Mezzo stadio ammutoliva, l'altra metà esultava. 

Il Catanzaro, perso per perso, imbastiva qualche «a fondo» con Improta ma la Juventus, tutt'altro che paga. Insisteva e sfiorava il gol al 17': ennesimo cross di Causio per la testa di Bettega che indirizzava di poco fuori bersaglio. I bianconeri collezionavano corners e si sbilanciavano in avanti: al 26' scaturiva un pericoloso contropiede dei calabresi ma Palanca «telefonava» il tiro e Zoff non aveva difficoltà a neutralizzare. L'iniziativa tornava subito alla Juventus che macinava gioco, sotto la spinta costante di Causio, Furino, Tardelll e Benetti. TardelIi e Boninsegna non sfruttavano al meglio, di testa, due traversoni di Causio. Su una folgore di Cuccureddu, Pellizzaro respingeva: Boninsegna si avventava ma il portiere, piazzato, faceva scudo con il corpo. La Juventus rifiatava e il tempo si chiudeva con un altro contropiede del Catanzaro, orchestrato da Vichi per Maldera: lo stopper si smarriva In zona - tiro e Zoff parava "comodamente. 

Anche in apertura di ripresa la Juventus produceva il «forcing» per mettere al sicuro la vittoria. Pellizzaro respingeva una punizione di Cuccureddu (il portiere giallorosso appariva stranamente restio a bloccare il pallone, quasi gli scottasse tra le mani), poi, all' 8', i bianconeri raddoppiavano con un'azione da antologia. Furino, dalle retrovie, toccava verso Gentile che allungava sulla sinistra per Causio: centro basso e perentorio del «barone» all'altezza del dischetto dove Bettega, anticipando Maldera, di esterno sinistro spiazzava Pellizzaro con un pallonetto «tagliatissimo» che concludeva la sua traiettoria nell'angolo opposto, a fil di montante. Un autentico capolavoro di Bettega che, al quarto d'ora, cedeva un po' a malincuore il posto a Gori. 

Trapattoni, pensando al durissimo «mercoledì di Coppa» con il Manchester United, ha voluto risparmiare Bettega. Sulla testa di Gori capitava subito un invitante cross lavorato da Gentile ma l'attaccante, ancora «freddo», sprecava a lato. Poco dopo, su servizio di Causio, Gori tardava un attimo a concludere ed era anticipato. Occasione per Boninsegna al 19': il centravanti, su bel cross di Scirea, «sporcava» il sinistro e la sfera rotolava sul fondo. A questo punto anche il Catanzaro effettuava una sostituzione: l'azzoppato Nemo andava sotto la doccia al suo posto entrava Nicolini. Alla mezz'ora, su un contrattacco giallorosso, Ranieri entrava in area ma Benetti, allargando un braccio, lo fermava. I calabresi protestavano invocando il rigore: i tifosi giallorossi s'infiammavano. Era invece la Juventus a consolidare il bottino al 37' su punizione concessa per fallo di Maldera su Boninsegna: Causio toccava lateralmente a Cuccureddu e, questa volta, il destro dinamite del sardo esplodeva sul pallone che andava a gonfiare la rete di Pellizzaro. Tiro assolutamente imparabile. 

Una ovazione sottolineava la prodezza di Cuccureddu ma erano gli ultimi applausi. Il finale, in campo, non aveva più storia: sulla pista, sugli spalti e attorno allo stadio la «partita» continuava ma era... cronaca nera. Tornando alla Juventus, la squadra di Trapattoni ha ritrovato Causio ed ha cancellato le perplessità di Foggia conservando il suo primato In classifica, a pari merito con il Torino e dimostrandosi in salute per il retourmatch con il Manchester United, decisivo per la sua permanenza in Coppa Uefa. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 1 novembre 1976




JUVENTUS-CATANZARO 3-0
Di Marzio parla la Signora segna

IL MAGNIFICO rettore dell'Università di Coverciano Italo Allodi ha detto che uno degli allievi dell'ultimo corso, Gianni Di Marzio, potrebbe diventare l'Helenio Herrera degli Anni Settanta. Il giovane allenatore del Catanzaro l'ha preso in parola. E ha cominciato a fare quello che faceva H.H. Negli Anni Cinquanta. Per galvanizzare i giocatori ha raccontato che nel calcio i mostri non esistono più e che anche la Juventus poteva essere battuta. Ma nel calcio le parole non bastano, ci vogliono i gol. La Juventus ne ha fatti tre e ha colpito pure tre traverse, mentre il Catanzaro non è riuscito a segnare nemmeno il golletto della bandiera. Anche se nel motore della Juventus c'è un tigre in rodaggio (Benetti) non è certo il Catanzaro che può far paura a Bettega e compagni. Hanno segnato anche i terzini Gentile e Cuccureddu dimostrando così che meriterebbero di giocare entrambi contro l'Inghilterra. E Bettega, dopo aver segnato il suo gol domenicale, ha lasciato il posto a Gori, per riposarsi in vista dell'incontro di Coppa Uefa. In pratica contro il Catanzaro la Juventus si è allenata in vista del Manchester United. I giocatori si sono divertiti a leggere Giovanni Arpino, che scrivendo a Roberto Boninsegna ha detto 

«Per coloro che conoscono un po' di storia del cinema, la tua maschera può ricordare il vecchio James Cagney, tradizionale nemico pubblico numero uno. Come lui, tu assumi arie bulle per sfondare nella vita». 

Boniperti si è scocciato leggendo la storia del calcio italiano che Gianni Brera ha cominciato a scrivere per un rotocalco. Una frase l'ha lasciato perplesso: 

"Boniperti è rimasto solo perché Giovanni Agnelli non ha più voluto che Allodi favorisse maldicenze sul proprio machiavellismo".

La Juventus non vuole essere paragonata al principe fiorentino.

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1976 nr.45



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sabato 30 agosto 2025

30 Agosto 1987: Juventus - Catanzaro

È il 30 Agosto 1987 e Juventus e Catanzaro si sfidano nella terza giornata del girone 8 della fase eliminatoria della Coppa Italia 1987-88 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

È ancora una Juventus in pieno alto mare in questa stagione. Dopo l'abbandono di Michel Platini, la squadra (affidata a Rino Marchesi) non riesce a trovare la solita quadratura. Alla fine di questo campionato i bianconeri si piazzeranno in sesta posizione e dopo un emozionante spareggio contro il Torino acciufferanno il piazzamento UEFA per i capelli.

Per quanto riguarda questa edizione della coppa nazionale, i bianconeri si fermeranno alle semifinali. Ad eliminarli saranno proprio i granata piemontesi.

Buona Visione!



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Stagione 1987-1988 - Coppa Italia - Eliminatorie, 3ª giornata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 30 Agosto 1987 ore 20.30
JUVENTUS-CATANZARO 3-0
MARCATORI: De Agostini 35, Buso 46, Vignola 79

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, De Agostini, Brio, Tricella, Mauro (Scirea 55), Magrin, Buso (Gambino A. 75), Alessio, Laudrup (Vignola 47)
Allenatore: Rino Marchesi

CATANZARO: Zunico, Caramelli (Corino 60), Rossi, Nicolini, Cascione, Masi, Borrello (Cristiani 60), Jacobelli, Soda (Palanca 54), Bongiorni, Chiarella
Allenatore: Vincenzo Guerini

ARBITRO: Lo Bello Rosario




Solo Palanca fa paura a Tacconi 

La partita è andata avanti a lungo su ritmi da fine stagione, ha cercato di ravvivarla Cabrini (13') ma la sua botta al volo su cross di Mauro è finita abbondantemente fuori misura. Marchesi si è alzato dalla panchina, per svegliare qualcuno dei suoi. In contropiede, al quarto d'ora. Chiarella tutto solo al limite dell'area su cross di BorreIlo ha sbucciato il pallone. Non lo ha agganciato Magrin un minuto dopo, su centro di Laudrup, fra le perplessità del pubblico. 

Al Catanzaro non è parso vero di poter giocare senza troppi affanni.

TORINO — II derby su chi fa meno pubblico al Comunale tra Juventus e Torino è incertissimo. Diciottomila paganti per la gara fra i granata e l'Atalanta, pochi in più, forse, per Juve-Catanzaro ieri sera. Certo, mancava la grande attrazione Ian Rush costretto In tribuna, ma qualcosa da vedere c'era. 

Marchesi ha confermato Buso centravanti affidando ad Alessio (ottimo) la maglia numero 10. Anche se la Juve non è palestra obbligata per ragazzini, una punta come Buso è sempre da vedere per la combattività e l'impegno. Anche Tacconi, in pantaloni bianchi «Belle Epoque», ha cercato con questa novità d'abbigliamento di dare un brivido al pubblico. Il Catanzaro ha tentato qualche uscita in avvio di partita, ma i bianconeri hanno cercato subito di spingere, mostrando però soltanto buone intenzioni Alessio ha assunto subito la parte di punto di riferimento, nel doppio lavoro di interdizione e di appoggio alle punte, svolgendoli entrambi con efficacia e puntualità. 

All' 8' proprio Alessio ha anticipato di testa, toccando per Tacconi, un lancio profondo di Bongiorno strappando applausi per il tempismo del recupero. 

L'arbitro Rosario Lo Bello ha avuto ben poche occasioni per intervenire. Primo scampolo di gioco vero al 20' : Buso ha toccato in profondità per Laudrup sul cui cross Alessio ha schiacciato bene di testa, sfiorando l'esterno del montante. Buso ha tentato l'affondo individuale al 23', ma Cascione lo ha messo giù con una ancata cinque metri fuori area, la punizione di Magrin è finita sulla barriera. Con Nicolinl regista, attivissimo, il Catanzaro ha potuto punzecchiare la difesa bianconera in contropiede creandole qualche fastidio. Fra i bianconeri solo Alessio ha tentato di velocizzare la manovra sulle risposte, ma il movimento del centrocampo non ha offerto a lungo un pur minimo sincronismo. 

Dopo mezz'ora di nulla, la Juve ha cercato di cambiare marcia trovando un po' di vivacità. Sul cross secco e basso di Magrin dalla destra, Alessio (sempre lui) si è inserito bene, toccando a lato di poco. Visto che la manovra bianconera non decollava. De Agostini al 35' ha scelto la strada più semplice: favorito da un maldestro appoggio di Cascione, ha ringraziato e fatti quattro passi ha infilato Zunico con una secca botta di sinistro. Il raddoppio bianconero all'avvio del secondo tempo. Fallo su Buso, punizione calibrata molto bene da Mauro, testa alla Rush di Buso e palla nel sacco. Sul 2-0 Vignola ha preso il posto di Laudrup (Bonini infortunatosi in allenamento sabato, non è andato neppure in panchina). Mauro, dopo aver ricevuto un duro colpo da Caramelli alla caviglia, ha lasciato il campo: dentro Scirea, nell'inedito ruolo di centrocampista. E dentro anche Palanca, subito degno della fama di tiratore: al 59' la sua botta, deviata con bravura da Tacconi, si è stampata contro la traversa. Ancora Palanca su punizione ha dato un brivido a Tacconi, ma la Juventus ha avuto la risposta valida all'80': il giovane e svelto Gambino, subentrato a Buso, ha pennellato un cross dalla destra per la secca botta al volo di Vignola che siglava il 3-0.  

Bruno Perucca 



Una distorsione blocca Mauro 

TORINO — La Juve batte il Catanzaro ma non la sfortuna. Dopo Rush e Bruno, ora si è bloccato Mauro. In un ruvido contrasto con un catanzarese, ha riportato una brutta distorsione alla caviglia sinistra. Le radiografie, eseguite subito dopo la partita, hanno evidenziato che non c'è frattura. Mauro comunque dovrà restare lontano dai campi di gioco per almeno una quindicina di giorni. La catena degli infortuni quindi non si spezza. 

Come se non bastasse, anche Laudrup è malconcio, ma il suo contrattempo non preoccupa. Il danese infatti ha lasciato il campo alla fine del primo tempo per un indurimento muscolare al flessore della gamba sinistra. 

Il tecnico è amareggiato: 

«Purtroppo restano i soliti problemi di infortuni che condizionano la nostra preparazione in un momento tanto delicato della stagione. Così i tempi si allungano. Nonostante tutto ho visto una buona Juve, che però deve imparare ad essere più concreta." 

Bene Buso ed Alessio, il gol di De Agostini ha strappato applausi convinti anche a Boniperti, che ha cosi spiegato le difficoltà incontrate dalla squadra nel primo tempo: 

«Tutta colpa dell'emozione per il debutto che ha tagliato le gambe ai nuovi. E bisogna capire certe difficoltà all'inizio. Talune incertezze sono tipiche di questo periodo, quando si è ancora un po' legati". 

L'avvocato Giovanni Agnelli invece ha preferito non commentare. Dopo la partita con la Lazio ha rivisto una Juve poco brillante. Spiega con cortesia: 

"É troppo presto per parlare di calcio. Aspettiamo ancora, avremo modo e tempo di soffermarci sulla nuova Juve". 

Rush invece ha apprezzato soprattutto la prova ed il gol di Buso: 

«Molto bravo, fa tanto movimento, è un ragazzo davvero interessante. Quel gol è da cannoniere di razza".

Fabio Vergnano 
Brani tratti da: La Stampa 31 agosto 1987

 



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giovedì 7 agosto 2025

3 Ottobre 1971: Juventus - Catanzaro

É il 3 Ottobre 1971 e Juventus e Catanzaro si sfidano nella prima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1971-72 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri cominciano la stagione che porterá in bacheca il Quattordicesimo Scudetto dopo una battaglia senza esclusioni di colpi con Milan e Torino

Alla fine di questo Campionato la classifica si legge cosi' :

Prima e Campione d'Italia : Juventus Punti 43

Seconda/Terza : Milan e Torino Punti 42

Dall'altra parte c'é un Catanzaro (alla prima esperienza in massima divisione) che deve a malincuore salutare la Serie A dopo una bataglia fino all'ultimo minuto per evitare la Serie B.

Buona Visione! 



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Stagione 1971-1972 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Stadio Comunale
domenica 3 ottobre 1971 ore 15:00 
JUVENTUS-CATANZARO 4-2
MARCATORI: Anastasi 34, Haller 64, Bettega R. 66, Spelta 75, Bettega R. 76, Gori 79

JUVENTUS: Carmignani, Spinosi, Marchetti G., Furino, Morini, (c) Salvadore, Haller, Causio, Anastasi, Capello F., Bettega R. 
A disposizione: Alessandrelli, Cuccureddu
Allenatore: Cestmir Vycpalek

CATANZARO: Pozzani, Zuccheri, D'Angiulli, Benedetto, Silipo, Busatta, Gori, Banelli, Spelta, Franzon, Braca (Ciannameo 74)
A disposizione: Bertoni
Allenatore: Gianni Seghedoni

ARBITRO: Trinchieri
ESPULSIONI: Capello F. 28 (Juventus)




JUVENTUS Fredda reazione all'espulsione di Capello: questa è la dimostrazione di maturità e carattere
CHE ORCHESTRA SENZA DIRETTORE!
Causio (più umile) sale sul podio con Haller 
Spinosi che succede?

La Juventus di ieri può essere paragonata a un'orchestra che, a un terzo del concerto, vede sparire il suo direttore e continua l'esecuzione con un crescendo esaltante, Capello è il direttore d'orchestra e Trinchieri lo ha allontanato dal campo dopo circa mezz'ora di gioco. Il fallo di reazione di Capello non era nei limiti di un'espulsione: ha reagito a una scorrettezza di Franzon, ma non meritava una punizione cosi severa. Bastava un'ammonizione.

Capello è logicamente un elemento assai prezioso nello schema bianconero e ieri stava disputando una buona partita. Eppure, rimasta in dieci la Juventus non ha fatto una grinza. In un batter d'occhio ha riorganizzato il proprio gioco: Salvadore si è piazzato davanti a Morini, Causio si è trasformato in regista pur continuando a svolgere compiti d'attaccante. Su Causio, Furino e Haller e sulla difesa è gravato da quel momento il peso dell'incontro.

Con un atto di presunzione comprensibile data l'euforia e il sostegno di metá del pubblico che parlava in dialetto calabrese il Catanzaro si è fatto più coraggioso, è uscito dalla trincea e La Juventus l'ha trafitto in contropiede quella che era stata l'arma offensiva del giallorossi per mezz'ora con Anastasi.

Gli ospiti, ricchi di volontà ma poveri d'esperienza e modesti tecnicamente, nella ripresa hanno tentato una rimonta e, prima su un cross di Spinosi (corretto di testa da Bettega) e trasformato da Haller, poi su un traversone di Morini girato in rete da Bettega, sono stati infilati altre due volte con una buona dose d'ingenuita. Acquisire tre gol di vantaggio malgrado l'inferioritá numerica è una dimostrazione di carattere, forza di reazione, determinazione. Ecco, a nostro avviso, un importante passo avanti compiuto dalla Juventus.

Sul 3-0 la squadra ha rallentato il ritmo, ha preso fiato, si è concessa una pausa. Gli avversari ne hanno subito approfittato per accorciare le distanze con un colpo di testa di Spelta (Morini accecato dal sole si é lasciato anticipare). Come percorsa da una scarica di corrente ad alta tensione, la Juventus si e riportata sotto e Bettega, su passaggio di Anastasi, ha fatto centro per la quarta volta. Sembrava tutto finito ma ecco che il piccolo Gori, sfruttando un'incertezza di Spinosi ha realizzato di testa il secondo gol catanzarese. A questo punto la Juventus, che di energie ne aveva spese parecchie, ha preferito evitare altri guai ed ha fatto la partita tenendo il pallone, facendo melina. Gli spettatori di fede giallorossa hanno fischiato. Dobbiamo convenire però che la squadra bianconera aveva gia concesso più del dovuto allo spettacolo ed era logico che, dopo lo sforzo sostenuto, cercasse di non compromettere il risultato.

La prima partita di campionato ha confermato le indicazioni scaturite nella fase di preparazione e in Coppa Italia: la Juventus ha una prima linea che può diventare irresistibile. A centrocampo, sinché Capello ha giocato, c'è stata una maggior copertura che in passato: non erano mancate le occasioni da gol, fallite di un soffio o neutralizzate da Pozzani. Anastasi è piaciuto per la volontà, la disciplina tattica, l'impegno con cui ha cercato il gol e di perfezionare gli scambi con Bettega. Sotto il profilo atletico Petruzzu è già in ottime condizioni: ha segnato ed ha fatto segnare. Ha tradotto in pratica ciò che gli viene richiesto, con un valido gioco di movimento. Se continua così il suo rendimento sarà più che soddisfacente. Bettega, con la doppietta, è il capocannoniere del torneo, Sui palloni alti ieri è parso titubante: troppo fresco il ricordo dell'infortunio al capo riportato con il Taranto. Dopo un primo tempo a corrente alternata, Bettega ha disputato un'eccellente ripresa, confermando il suo fiuto del gol.

Haller ha segnato dando il suo contributo anche in fase di copertura. Causio ha svolto con diligenza i compiti che gli sono stati affidati dopo l'uscita di Capello sorretto, in questo sfiancante lavoro, da un Furino maiuscolo, onnipresente.

In difesa notevole l'apporto di Marchetti, efficaci Salvadore e Morini. Lo stopper ha lottato con caparbietá contro l'attivo Spelta: ha fornito il passaggio-gol a Bettega, l'unica pecca l'ha avuta quando, a causa del sole, non ha contrastato Spelta che di testa ha battuto Carmignani. Pure Spinosi ha collaborato all'azione del gol di Haller, ma è rimasto fermo sul gol di Gori, uno a tutto pepe, difficile da controllare. Spinosi, onestamente, ha ammesso che ieri era poco concentrato, non sentiva molto la partita. Capita. Carmignani non ha colpe specifiche sui due gol subiti: è rimasto coinvolto nello sbandamento della retroguardia. In precedenza il portiere si era lasciato sfuggire un paio di palloni ma senza conseguenze: occorre dargli il tempo d'ambientarsi, di raggiungere in forma e l'affiatamento con la difesa. Non può che migliorare.

Adesso c'è in sosta internazionale. Cinque bianconeri, fra Nazionale A e Under 23, saranno impegnati in azzurro nel doppio confronto con la Svezia. Gli altri proseguiranno normalmente gli allenamenti. Martedì 12 ottobre la Juventus si esibirà in amichevole a Trieste al gran completo per prepararsi alla trasferta di Verona. La gara contro i rossoalabardati consentirà a Vycpalek di provare anche alcuni giovani.

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 4 ottobre 1971






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giovedì 3 aprile 2025

5 Aprile 1981: Juventus - Catanzaro

É il 5 Aprile 1981 Juventus e Catanzaro si sfidano nella nona Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1980-81 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri sono affamati di vittoria dopo che l'Inter l'anno prima l'aveva beffato sul traguardo tricolore. Sará una vittoria per i bianconeri bella ed importante verso il cammino che porterá i nostri beniamini verso il diciannovesimo tricolore. 

Dall'altra parte c'é un Catanzaro che dopo un ottimo campionato si conquista uno storico ottavo posto finale.

Buona Visione!

 

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Campionato di Serie A 1980-1981 - 9 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 5 aprile 1981 ore 15.30
JUVENTUS-CATANZARO 3-0
MARCATORI: Marocchino 15, Brady 82, Scirea 90

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu (Osti 24), Cabrini, Prandelli, Gentile, Scirea, Marocchino, Tardelli, Bettega, Brady, Fanna (Verza 64)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

CATANZARO: Zaninelli, Sabadini, Ranieri, Boscolo, Menichini, Morganti, Borghi, Braglia (Mauro 61), Majo (Orazi 75), Sabato, Palanca
Allenatore: Tarcisio Burgnich

ARBITRO: Mattei


Con un bottino di 14 punti, il Catanzaro chiuse l’andata al settimo posto. Niente male per una squadra definita, ad inizio stagione, come una sorta di compagine materasso. Nel girone di ritorno, i calabresi pensarono a mettere fieno in cascina, cercando di raggiungere, prima possibile, la quota salvezza. Tanti i pareggi, tra cui quello casalingo contro la Roma, impegnata nella volata scudetto a tre con Juventus e Napoli. Tra gli acuti del Catanzaro va citato il successo di Ascoli (1-2, reti di Palanca e Borghi). I giallorossi calabresi salutarono i propri tifosi pareggiando, all’ultima giornata, contro l’Inter campione d’Italia uscente. Il bottino finale fu di 29 punti ed un settimo posto di grandissimo prestigio, in coabitazione con l’altra rivelazione stagionale, il Bologna di Gigi Radice.

tratto da Catanzaro e quella domenica in testa alla Serie A 



Marocchino trova la testa 

ZOFF-Per una ventina di minuti fa lo spettatore, poi Majo e Borghi lo tengono sveglio e Palanca, su punizione e su corner, lo chiama ad un difficile lavoro, sfiorando anche la beffa che il portiere, da par suo, evita con classe.

CUCCUREDDU - Per l'assenza di Furino è promosso capitano. Fa in pieno il proprio dovere su Palanca sino a quando (23') uno stiramento lo mette fuori combattimento.

OSTI-Subentra a Cuccureddu e a freddo concede a Borghi, suo avversario, una palla-gol (fuori bersaglio). Poi entra nel clima della partita senza grossi problemi. 

CABRINI- Braglia e Borghi, a turno, hanno il compito di frenare le sue scorribande. In parte ci riescono ma a gioco lungo il terzino riesce a far l'ala con efficacia. 

PRANDELLI - S'incolla a Borghi che lo tiene in posizione arretrata, quasi da terzino. Appare incerto in giocate elementari: l'impegno c'è, manca la lucidità.

GENTILE-Spinge subito sull'acceleratore (fronteggiato da Majo) ma non è al meglio e i suoi cross si trasformano in passaggi agli avversari. Con l'uscita di Cuccureddu si sposta su Palanca e lo marca bene concedendo al baffuto piede di fata di rendersi pericoloso solo su calci piazzati.

SCIREA - Meno brillante che in altre partite, risolve situazioni difficili e complica, talvolta, quelle facili. Chiude in gloria con il terzo gol ma il merito è tutto di Brady.

MAROCCHINO - E' tra i migliori in campo malgrado l'ossessionante marcatura di Ranieri. Sblocca il risultato con un magnifico gol di testa (il primo da professionista), propizia parecchie azioni pericolose, fallendo di un soffio il raddoppio personale.

TARDELLI - Parte su Sabato, prosegue su Majo, alterna spunti validi ad errori, come la volée di piatto sinistro davanti alia porta che si perde a lato.

BETTEGA - La morsa Menichini-Morganti gli lascia poca libertà e lo induce a giocare per i compagni. Quando, dopo l'uscita di Cuccureddu, riceve i gradi, c'è chi lo definisce ironicamente capitano non giocatore; lui risponde con un colpo di testa che s'infrange contro la traversa, con un intelligente assist-gol per Prandelli. Si sacrifica in difesa ma la gente pretende di più.

BRADY-Con Boscolo alle calcagna, con i compagni ben marcati gli è difficile impostare ma nel finale ha lampi assolutamente geniali da fuoriclasse e stronca il Catanzaro segnando lo splendido gol del 2-0 e preparando quello di Scirea. Il pubblico gli dedica un lungo applauso di ammirazione e... riconoscenza.

FANNA-Dopo il cross del gol di Marocchino, ha difficolta ad emergere (Sabadini lo manda spesso a mordere l'erba). Spreca una palla-gol e cede il posto a Verza (64'). 

VERZA - Trapattoni lo manda in mischia con il compito di opporsi a Sabato. La sua freschezza è utile.

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 6 aprile 1981




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Il gol di Scirea nato da un fantastico slalom di Brady.

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Il 2-0 di Liam Brady.

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Domenico Marocchino apre le marcature. 

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La Stampa 6 aprile 1981

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La Stampa 6 aprile 1981