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giovedì 1 ottobre 2026

1 Ottobre 1995: Juventus - Napoli

È il 1 ottobre 1995 e Juventus e Napoli si sfidano nella quinta giornata del campionato di calcio di Serie A 1995-96  allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus, guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver vinto lo Scudetto dopo ben otto anni, adesso pensa in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sarà il secondo posto. Dall'altra parte c'è un Napoli che, guidato in panchina da Vujadin Boskov, conclude il campionato a metà classifica.

Buona Visione!

 



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Stagione 1995-1996
Campionato di Serie A - 5 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 1 ottobre 1995 ore 15.00
JUVENTUS-NAPOLI 1-1
MARCATORI: Pecchia 52, Vialli 55

JUVENTUS: Peruzzi, Torricelli, Ferrara C., Tacchinardi, Pessotto (Vierchowod 46), Di Livio (Sorin 68), Paulo Sousa, Deschamps, Del Piero (Padovano 82), Vialli, Ravanelli
Allenatore: Marcello Lippi

NAPOLI: Taglialatela, Cruz A., Bordin, Ayala (Policano 57), Pari, Tarantino (Baldini 50), Buso, Pizzi (Boghossian 71), Pecchia, Agostini, Imbriani
Allenatore: Vujadin Boskov

ARBITRO: Braschi
ESPULSIONI: Pecchia 89 (Napoli)





Lippi: scorie di Coppa Boskov: Visto che bravi? 
È IL VECCHIO IL PIÙ FELICE 

TORINO - Per vedere di nuovo una Juve ai vertici del rendimento bisognerà attendere dopo il 6 dicembre, quando la Champions League andrà in letargo. Lippi non lo dice, ma lo fa capire. L'Europa logora i giocatori, prosciuga le loro energie fisiche e mentali. 

Spiega il Marcello: 

«Quella coppa è una cosa speciale, per tutti è il sogno di una vita. Ci si avvicina ad ogni partita con grande intensità ed è normale che subito dopo si paghino le conseguenze». 

Ecco spiegata la vittoria a denti stretti contro il Vicenza (dopo il Borussia), ecco rivelato il segreto del pareggio con il Napoli a tre giorni dalla vittoria sulla Steaua. A questo bisogna aggiungere che la Juve non è per ora la squadra che tutto travolge. Molti sono in forma precaria, altri addirittura ko per infortunio. Ieri è toccato a Pessotto (stiramento della coscia sinistra); prima della partita ha alzato bandiera bianca Conte per una tendinite. La sosta per la Nazionale arriva come manna dal cielo. Ammette Lippi: 

«Non siamo al cento per cento, ma stiamo facendo l'impossibile per restare in corsa su tutti i fronti. Non sono preoccupato, anche se la squadra ha alti e bassi di rendimento. Alterniamo cose belle ad altre meno positive. Questa altalena non è un problema perché so che ci sono ampi margini di miglioramento e la strada è ancora lunga. Siamo soltanto ai primi chilometri della nostra Milano-Sanremo calcistica». 

E poi non si possono togliere meriti al Napoli. Lippi non è sorpreso: 

«Conosco questi giocatori, so che non c'è nulla di miracoloso in quello che stanno facendo. Se nei primi venti minuti della partita noi non abbiamo fatto nulla di buono, il merito è soprattutto loro. Dal 20' in poi abbiamo cominciato a giocare secondo le nostre possibilità, ma non c'è mai stata una superiorità vera. Soprattutto nel secondo tempo è stato tutto un alternarsi di azioni. Il careggio è quindi giusto. Potevamo superare il Milan, ma non possiamo rammaricarci anche per questo». 

Curioso il botta e risposta a distanza con Boskov. Sostiene il saggio Vujadin: 

«Bravo Lippi a togliere Pessotto, altrimenti Buso avrebbe continuato a dominare sulla fascia destra». 

Ma Marcello dissente totalmente: 

«Questo lo dice lui. Ho sostituito Pessotto per infortunio e poi mi pare che Buso abbia fatto le cose migliori nella ripresa, proprio quando Pessotto era negli spogliatoi». 

Punti di vista. Lippi le ha provate tutte per vincere. Ha fatto debuttare in Serie A Sorin 

(«Speravo desse vivacità, ma ha pagato l'esordio»), 

Ha utilizzato anche Padovano, forse in ritardo, visti i problemi dei tre attaccanti. Ma il tecnico ha una spiegazione per tutto: 

«Non potevo togliere Ravanelli perché è l'unico ariete che abbiamo. Vialli può segnare in qualunque momento. Quanto a Del Piero, con Padovano avrebbe dovuto fare il centrocampista, ma nel finale è difficile che ci riesca. Al massimo può essere utilizzato in quella posizione all'inizio. 

Boskov ha molto da recriminare: 

«Babbo Natale è arrivato con tre mesi di anticipo a Torino. Abbiamo avuto delle palle-gol nitide, la Juve solo quella di Vialli. E se Imbriani non avesse sbagliato proprio al 90', avremmo ottenuto una vittoria giustissima. Purtroppo è ancora un ragazzino; ha un grande talento, ma gli manca l'esperienza. Accettiamo i suoi errori, perché siamo sicuri di avere a disposizione un campioncino. La cosa importante è che il Napoli è una grande squadra; sarà un delitto se non andrà in Uefa. Abbiamo tanti pregi e qualche difetto. Basteranno un paio di ritocchi per garantire a questa squadra un grande futuro». 

Il saggio Vujadin sa che i propri meriti si ingigantiscono anche attraverso le prodezze degli avversari: 

«La Juve è la grande squadra di sempre. Ha carattere, ha giocatori come Vialli che non puoi mai perdere di vista. Ma il Napoli l'ha messa alle corde. Abbiamo ottenuto finora tre vittorie e due pareggi. La nostra classifica ci onora». 

Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 2 ottobre 1995





Boskov voleva vincere
«Le vere occasioni sono state nostre»

Il silenzio stampa deciso dopo l'eliminazione in Coppa Italia contro il Lecce dai giocatori del Napoli prevede due eccezioni: Pari come giocatore più anziano e Boskov, anche perché per far stare zitto zio Vujadin ci vorrebbe, ammesso che basti, un'ingiunzione della magistratura. Oltretutto, a Napoli, per tradizione patria della scaramanzia, il non parlare, come ha ammesso lo stesso Pari, è ormai una cabala vincente, un sistema che ha illustri precedenti: la Nazionale a Spagna '82, tanto per citare uno dei casi più famosi. A Boskov la storia di squadra sorpresa o squadra rivelazione sta ormai un po' stretta. 

"L'avevo detto anche dopo la brutta partita di Lecce», ha cominciato, «se lo ribadisco oggi: questa squadra, piena di giovani interessantissimi, ha un grande futuro». 

Ma al tecnico slavo sta stretto anche il pareggio del Delle Alpi: 

«Abbiamo raccolto poco rispetto ai nostri meriti, poiché le vere palle-gol le abbiamo avute noi, mentre la Juve se ne è procurata una sola e per il resto è arrivata al tiro in modo velleitario. La classifica parla chiaro e non è bugiarda: il Milan capolista ha solo un punto più di noi e alla ripresa del campionato, visto che i rossoneri affronteranno la Juve, perché non pensare a un sorpasso»? 

L'appetito vien mangiando, insomma, e, sportivamente parlando, Boskov di fame ne ha ancora molta…

C'è anche il tempo per qualche suggerimento a Sacchi che Vujadin aveva invitato alla partita del Delle Alpi (ma il Ct ha preferito Padova-Parma); 

"Peccato, avrebbe visto una bella partita e notato il valore dei nostri giovani: Tarantino, Taglialatela e Buso meritano la Nazionale. Soprattutto Buso che contro la Juve ha giocato la miglior partita da quando sono a Napoli. Ha costretto Lippi a correggere la difesa. Se fosse rimasto in campo Pessotto, non so come sarebbe finita..." 

L'allegra brigata Boskov non smette insomma di stupire e di piacere.


Nonno Vujadin dimostra per l'ennesima volta di saperci fare. Il suo Napoli è una squadra costruita alla meglio, con tutte le traversie societarie che ha avuto, ma in campo c'è, e si vede, la mano del tecnico giramondo. Ormai, dopo la quinta partita utile, non si può più parlare di sorpresa. Il Napoli, per come sta giocando, è la più bella realtà del campionato. E se avesse vinto al Delle Alpi, non sarebbe certo stato uno scandalo.

tratto da "Il Film del Campionato"
del Guerin Sportivo anno 1995





Ma non è crisi

La sfida del Delle Alpi proponeva due temi: la tenuta del sorprendente Napoli e il riscontro in campionato della grande Juve ammirata in Champions League. Partiamo dal primo punto. Non so fino a che punto il Napoli sia una squadra d'alta classifica. Per carità, gli uomini di Boskov giocano bene e sono pieni di entusiasmo. Ma sono anche molto giovani e dunque bisognerà vedere nei momenti più duri se avranno la personalità per fronteggiare le difficoltà. Credo che i risultati di queste prime domeniche non siano del tutto attendibili, anche se spero di sbagliarmi.

Penso che il Napoli non sia da primi cinque o sei posti. Una spiegazione ulteriore a questa interpretazione la colgo pro-prio dalla sfida con la Juve, la quale domenica non è stata impeccabile. Se il Napoli avesse avuto un uomo migliore a centrocampo e uno in attacco, avrebbe fatto sua la gara. Il Milan dei tempi migliori, per intenderci, avrebbe vinto 3-0 al Delle Alpi. Questo vuol dire che la Juve è in crisi? No, perché in Coppa ha dimostrato di essere una formazione fortissima. E allora? Semplicemente la concentrazione non può essere la stessa in tutte le partite. Un giocatore sarebbe un automa se rendesse sempre al 100 per cento. Non è una questione di volontà, nel senso che l'impegno rimane sempre uguale. Ma inconsciamente si è portati a rendere di più nelle gare che contano maggiormente. D'altronde, questa è proprio una caratteristica della Juventus: agli appuntamenti importanti si fa trovare ogni volta pronta. Lo sarà anche fra 15 giorni contro il Milan, in una partita chiaramente importante, anche se non decisiva vista la regola dei 3 punti. L'uomo determinante? Dico che sarà Ravanelli. Con il Napoli non l'ho visto in crisi come hanno detto molti...

Massimo Mauro
tratto da "Il Film del Campionato" del Guerin Sportivo anno 1995







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lunedì 31 agosto 2026

31 Agosto 2019: Juventus - Napoli

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi offriamo questo gustoso amarcord della data odierna. É il 31 Agosto 2019 e Juventus e Napoli si affrontano per la seconda giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2019/20.

Il mondo é stravolto dalla pandemia Covid-19. Dopo un lungo stop il campionato 'deve' riprende in estate con le restanti giornate da disputare. Nel frattempo la Juventus (allenata in panchina da Maurizio Sarri) si appresta a continuare il suo dominio sul massimo torneo italiano. Il nono Scudetto consecutivo é solo questione di giorni; i ragazzi in bianconeri conquistano il 38esimo scudetto finendo la stagione piú irregolare della storia con un solo punto di vantaggio dall' Inter.

Dall'altra parte c'é il Napoli che nonostante non abbia disputato il suo campionato migliore riesce communque a conquistare un piazzamento nella UEFA Europa League.


Buona Visione! 




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Stagione 2019-2020 - Campionato di Serie A - 2 andata
Torino - Allianz Stadium
sabato 31 agosto 2019 ore 20:45 
JUVENTUS-NAPOLI 4-3
MARCATORI: Danilo 16, Higuain 19, Ronaldo 62, Manolas 66, Lozano 68, Di Lorenzo 81, Koulibaly autorete 90+2

JUVENTUS: Szczesny; De Sciglio (Danilo 15), (c) Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira (Can 60), Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Higuain (Dybala 76), Ronaldo
A disposizione: Buffon, Pinsoglio, Cuadrado, Mandzukic, Rugani, Rabiot, Demiral, Bentancur, Bernardeschi
Allenatore: Maurizio Sarri

NAPOLI: Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Ghoulam (Mario Rui 46); Callejon, Allan (Elmas 74), Zielinski, (c) Insigne (Lozano 46); Fabian Ruiz, Mertens
A disposizione: Ospina, Karnezis, Malcuit, Verdi, Luperto, Maksimovic, Hysaj, Younes, Gaetano
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Orsato
AMMONIZIONI: Matuidi 52, Alex Sandro 80, Douglas Costa 83 (Juventus); Ghoulam 40, Di Lorenzo 44, Elmas 90+1 (Napoli)




Partita incredibile allo Stadium. 
Due gol della Juve tra 16' e 19' sbloccano il match: rete di Danilo (entrato in campo da 29 secondi) e raddoppio di Higuain con una super giocata. 
CR7 cala il tris nella ripresa ma Manolas e Lozano (al debutto) riaprono tutto. 
All'81' il pari di Di Lorenzo. 
All'ultimo di recupero arriva però la clamorosa autorete di Koulibaly che decide il match

Una partita memorabile, storica. Una montagna russa, come ha detto Higuain al triplice fischio. Con un finale amarissimo per il Napoli segnato dall'autorete di uno dei suoi giocatori simbolo. Koulibaly, l'uomo che a Torino segnò una rete decisiva qualche anno fa, questa volta sbaglia porta al penultimo minuto di recupero vanificando una clamorosa rimonta da 0-3 a 3-3 del Napoli. È super Juve in avvio, agli ordini di Martusciello dalla panchina ma seguita molto da vicino anche dall'ex Sarri, presente allo Stadium. Higuain parte dal 1' con Dybala in panchina (ma blindato da Paratici nel pre partita: "Resta con noi"), mentre Ancelotti conferma i suoi fedelissimi. Al 16' il primo colpo di scena porta il nome di Danilo, dentro 29 secondi prima per l'infortunato De Sciglio, e in gol sull'assist di Douglas Costa in contropiede. Napoli colpito a freddo che subisce subito il secondo gol, una perla di Higuain che salta Koulibaly in area (inizia qui la sua serataccia) e segna sotto l'incrocio con l'esterno destro. Una magia. Khedira sfiora due volte il tris (tra cui una traversa colpita), e solo l'intervallo salva il Napoli.

Nella ripresa, dunque, la storia non sembra cambiare. Entra Lozano (per Insigne fermato da una noia muscolare) ma a segnare è CR7, che pare chiudere definitivamente un match fin lì dominato dai bianconeri. Tutto facile fino al novantesimo? Affatto. Manolas, uomo da rimonte storiche, riapre la sfida di testa; mentre tre minuti dopo Lozano si conferma cecchino nei suoi debutti con una nuova maglia. A quel punto la paura bianconera sale, nonostante la seconda traversa di giornata colpita da Douglas Costa, preludio al pari di Di Lorenzo, che punisce i bianconeri trovando il pazzesco 3-3 all'81'. Poi il clamoroso epilogo. Novantaduesimo minuto. Una punizione per la Juve, Koulibaly è solo. Svirgolata pazzesca e palla in rete. Triplice fischio. Una partita incredibile.  



Un altro spot fantastico per il calcio italiano. 

La sfida tra Juventus e Napoli, le prime due della scorsa stagione, prometteva bene e ha mantenuto le aspettative, regalando ai tifosi uno spettacolare 4 - 3. I bianconeri vanno avanti 3 - 0 dominando la prima ora di gioco, poi spengono l'interruttore e gli ospiti, spinti nella ripresa dal nuovo arrivo Lozano, rimettono la partita in parità con uno splendido finale di gara. Quando sembra finita ed ognuno è pronto a riflettere sui propri meriti e gli errori fatti arriva la sfortunata autorete di Koulibaly che interviene di sinistro su una punizione e devia involontariamente nella propria porta. 

Le reti della squadra di Sarri, ancora guidata da Martusciello in panchina, le realizzano Danilo (in contropiede al 16', dopo pochi secondi dal suo ingresso in campo per infortunio di De Sciglio), Higuain (al 19' eludendo la marcatura di Koulibly in area piccola) e Ronaldo (al 62' con un sinistro a fil di palo finalizzando una manovra tutta di prima), per gli ospiti Manolas (di testa al 66'), Lozano (di piatto al 68') e Di Lorenzo (all'81' con un tocco di coscia su traversone da destra). Poi, come raccontato, l'autogol decisivo di Koulibaly. La Juventus sul taccuino annota anche due traverse, una di Khedira nel primo tempo e una di Douglas Costa nel secondo. 

La Juventus arriva alla sosta già a punteggio pieno dopo due partite e aspetta il ritorno di Sarri in panchina contro la Fiorentina, il Napoli registra nei primi 180' di campionato 7 gol fatti e 7 gol subiti, sarà compito di Ancelotti tenere il buono e porre rimedio ai difetti mostrati in queste due gare.





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martedì 11 agosto 2026

11 Agosto 2012: Juventus - Napoli

Attraverso il canale Youtube ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. È l'11 agosto 2012 e Juventus e Napoli si affrontano nella Supercoppa Italiana 2012 (in gara unica). Il tutto si svolge al 'Beijing National Stadium - Bird's Nest' di Pechino (Cina).

È una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio proprio sul Napoli di Rafa Benítez.

Buona Visione!




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Stagione 2012-2013 - Supercoppa Italiana - Finale
Pechino, campo neutro - Beijing National Stadium - Bird's Nest
sabato 11 agosto 2012 ore 20:00
JUVENTUS-NAPOLI 4-2 - Dopo i tempi supplementari
MARCATORI: Cavani 27, Asamoah 37, Pandev 41, Vidal rigore 74, Maggio autorete 97, Vucinic 101

JUVENTUS: (c) Buffon; Lucio, Bonucci, Barzagli; Lichtsteiner (Padoin 89), Vidal, Pirlo, Marchisio C., Asamoah; Matri (Vucinic 46), Giovinco S. (Giaccherini 116)
A disposizione: Storari, De Ceglie, Marrone, Quagliarella
Allenatore: Antonio Conte

NAPOLI: De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro P. (Fernandez 62), Britos; Maggio, Behrami, Inler (Dossena 106), Hamsik (Gargano 68), Zuniga; Pandev; Cavani
A disposizione: Rosati, Aronica, Vargas, Insigne
Allenatore: Walter Mazzarri

ARBITRO: Mazzoleni P.
AMMONIZIONI: Lichtsteiner 78, Giovinco S. 90 + 3 Bonucci 112 (Juventus); Britos 32, Cannavaro P. 52, Behrami 53, Cavani 64, Zuniga 78, Zuniga 90+4 (Napoli)
ESPULSIONI: Pandev 85, Zúñiga 90 + 4 Allenatore Mazzarri 90+4 (Napoli)





Quel giorno | Una Supercoppa a Pechino


Fa caldo, a Pechino, d’estate. Caldissimo.
Non basta la pioggia che cade fortissimo, perché quel giorno è l’11 agosto, e quasi non si respira.

Non importa, però: sono tantissimi i tifosi sugli spalti dello stadio “Bird’s nest”, il monumentale impianto che solo 4 anni prima, proprio in quegli stessi giorni, ha animato i Giochi Olimpici e ospitato i trionfi dell’Uomo Fulmine, Usain Bolt.

Tutto è pronto per una grande passerella per il calcio italiano, che qui, a migliaia di chilometri da casa, assegna il primo trofeo della stagione, la Supercoppa. Di fronte, la Juve, che ha vinto lo Scudetto, il primo dopo anni, quello degli Imbattibili, e il Napoli, che proprio quegli Imbattibili è stato capace di superare, meno di tre mesi prima, il 20 maggio, a Roma, in finale secca di Coppa Italia.

Ecco perché Juve-Napoli è l’antipasto migliore che la nuova stagione possa presentare: una stagione in cui dovranno essere protagoniste proprio queste due squadre, chiamate ognuna a confermare quello che di buono si è visto finora.

Ecco perché ci si aspetta spettacolo dalla sfida cinese, e così infatti è.

NON SI SCHERZA

Passano 25 minuti in cui le squadre sono lì, a capire come gestire le forze in questa stagione che il via non lo ha ancora preso, come fronteggiare caldo e pioggia che minano la concentrazione. Poi, al 27’, il flash: Behrami trova l’imbucata che taglia via tutta la difesa bianconera e lancia Cavani.

Il primo tentativo, a tu per tu con Buffon, è neutralizzato da Super Gigi, ma poi il sette in maglia azzurra trova lo spazio per calciare a rete, in una porta rimasta ovviamente sguarnita. Napoli avanti, Juve che deve rincorrere.

Non è una cosa, la rimonta, cui ci si abitua facilmente, specie dopo un campionato come quello appena vinto. E dopo una Finale di Coppa Italia come quella appena persa. Da Cavani a Cavani, da Roma a Pechino, il fantasma potrebbe materializzarsi, ma così non è, perché al minuto 37 ci pensa Asamoah a tirar fuori dal cilindro un gol spettacolare.

Per Asa non è una gara come le altre: è l’esordio in bianconero juventino, dopo 4 anni in bianconero a Udine. Si dice un gran bene di lui, e oggi, fra il dire e il fare, c’è la gran botta al volo sul cross di Vidal da destra a sinistra, che dal limite fulmina De Sanctis, rimbalzando proprio davanti a lui. Uno a uno, si riparte.

MA PIOVE, PIOVE...

Ma piove, a Pechino. Piove sulla festa della Juve che dura solo 4 minuti. Pandev, al 41’ ruba un pallone sulla tre quarti bianconera, vola verso Buffon e batte tutti, Gigi e difesa, con un tocco sotto che significa 2-1 per il Napoli: tutto da rifare, ancora.

Nel secondo tempo in campo c’è Vucinic, e il suo peso sulla partita lo fa sentire subito, dopo 4 minuti, quando il suo mancino scalda i guantoni di De Sanctis e si stampa sulla traversa. La Juve c’è, non molla e cerca il pari, ci va vicino anche Pirlo, su punizione, ma niente, lo score non si muove.

Occhio però, che il Napoli è li, non molla e aspetta il momento in cui potrebbe colpire per regalarsi il KO e pensare ad alzare la Coppa: un momento che, sebbene sembri materializzarsi con Hamsik e Cavani, non arriva.

Arriva invece, e siamo al 77’, il fallo in area di Fernández proprio su Vucinic: rigore. Lo batte Vidal, palla a destra, portiere a sinistra. Gol. Due a due, e si avvicina il 90’.

Se guarderete quella partita su Juventus Tv a questo punto sentirete un: «E adesso andiamo a vincerla, ragazzi». Un grido che è più di un incoraggiamento, è una dichiarazione. E i ragazzi, a qualche decina di metri, sembrano sentirlo, questo grido: la partita cambia, definitivamente.

ANDIAMO A VINCERLA, RAGAZZI.

La Juve nei supplementari aggredisce un Napoli rimasto in 10 prima e in 9 poi, e dopo 7 minuti nei supplementari un cross di Pirlo da destra costringe De Sanctis all’uscita ad anticipare Bonucci. La palla però non la prende nessuno dei due, perché la deviazione decisiva, nella (sua) porta, è di Maggio. Il sorpasso si è concretizzato, la Supercoppa si avvicina, ma non è ancora vinta.

Tutto fantastico è quello che succede a un minuto dalla fine del primo overtime: Marchisio doma una palla dalla tre quarti con un tocco da Principino, un appoggio al volo per Vucinic, che conclude l’azione come è iniziata: con la bellezza. Palla morbida, che nella pioggia non prende peso e leggera si insacca, per un 4-2 che significa Coppa.

Piove ancora, a Pechino, ma sul primo trofeo della stagione bianconera è spuntato un sole bellissimo.

Redazione Sportiva
Sito ufficiale Juventus FC





La Supercoppa è della Juve, Napoli ko 4-2 tra le polemiche.

A Pechino i bianconeri battono Cavani e compagni ai tempi supplementari. Gli azzurri chiudono in 9 per le espulsioni di Pandev e Zuniga nel finale del secondo tempo. Rosso anche per Mazzarri

Il primo trofeo della nuova stagione è della Juventus. I bianconeri battono in rimonta, sotto una pioggia battente a Pechino, 4-2 ai supplementari, nella Supercoppa italiana il Napoli. La nuova stagione inizierà però probabilmente tra le polemiche. La doppia espulsione, Pandev e Zuniga, nel finale del secondo tempo che ha lasciato gli azzurri in 9 difficilmente non avrà un seguito. Nonostante l’esordio dei 6 arbitri, la prestazione di Mazzoleni, platealmente criticata da Mazzarri - anche lui espulso -, sarà probabilmente al centro delle critiche di parte azzurra.

Il Napoli, due volte in vantaggio con Cavani e Pandev, ha dovuto però fare i conti con l’orgoglio della Juve. Privi del loro condottiero in panchina, sostituito da Carrera, i bianconeri hanno avuto il merito di reagire anche nei momenti difficili, nonostante una difesa tutt’altro che sicura. Il 4-2 finale premia la Juve che comincia così la nuova stagione con un trofeo. Quella Supercoppa italiana che mancava nella bacheca bianconera da 9 anni.

la redazione
Sky Sports Italia




Supercoppa, Juventus batte Napoli 4-2
Azzurri furiosi, saltano la premiazione
I Campioni d'Italia conquistano il primo trofeo stagionale ai supplementari. Il Napoli finisce in 9

La Juventus conquista il primo trofeo della stagione. Sotto la pioggia di Pechino, i bianconeri, sotto la guida di Massimo Carrera dopo la squalifica di Antonio Conte, rimontano per due volte e poi dilagano nei tempi supplementari. Finisce 4-2 con il Napoli furioso per l'arbitraggio di Mazzoleni: contestati il rigore del 2-2 e le due espulsioni, una per proteste e l'altra per doppia ammonizione.
Il Napoli non partecipa alla premiazione
Napoli furioso: in segno di protesta contro l'arbitraggio di Mazzoleni, gli azzurri hanno deciso di non prendere parte alla cerimonia di premiazione al termine della finale di Supercoppa Italiana vinta dalla Juventus. Premiati quindi, come vuole il cerimoniale, solo gli arbitri e la Juventus.
Marotta: "La vittoria di Conte" 
Il direttore generale della Juventus, Beppe Marotti, commenta soddisfatto la vittoria della sua Juventus: "Questa è una vittoria di Conte perché ha preparato la partita in modo impeccabile ed è anche una vittoria per Conte contro un Napoli che era un avversario impegnativo, ma che abbiamo legittimamente battuto".

la redazione









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giovedì 28 maggio 2026

28 Maggio 1978: Juventus - Napoli

É il 28 Maggio 1978 e Juventus e Napoli si sfidano nella quarta giornata del girone finale della Coppa Italia 1977-78 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

É una Juventus che domina il calcio italiano. In campionato nessuno puo starle dietro tant'é che al secondo posto si afferma la sorpresa Lanerossi Vicenza. 

Per quanto riguarda la coppa nazionale i bianconeri si devono arrendere al secondo gruppo eliminatorio.

Buona Visione! 



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Stagione 1977-1978 - Coppa Italia - Girone finale, 4ª giornata
Torino - Stadio Comunale
domenica 28 maggio 1978 ore 20:30 
JUVENTUS-NAPOLI 1-0
MARCATORI: Spinosi 45

JUVENTUS: Alessandrelli, Spinosi, Geissa, (c) Furino, Morini, Miani, Fanna, Schincaglia, Boninsegna (Tolfo 80), Gasperini G., Virdis
A disposizione: Marchese, Cascella, Marchetti M., Granaglia. 
Allenatore: Giovanni Trapattoni

NAPOLI: Mattolini, La Palma (Bruscolotti 46), Ferrario, Restelli, Catellani, Stanzione, Massa (Nuccio 46), Juliano, Savoldi, Vinazzani, Chiarugi
A disposizione: Favaro, Casale, Cassano
Allenatore: Gianni Di Marzio

ARBITRO: Tonolini
AMMONIZIONI: Furino 37 (Juventus)
ESPULSIONI: Furino 42 (Juventus); Chiarugi 89 (Napoli)




Trapattoni parte tranquillo: lascia una squadra vera 
Una orgogliosa Juventus (in 10) batte il Napoli con Spinosi: 1-0 

TORINO — L'orgoglio dei campioni è stato grande ieri sera contro il Napoli, quel Napoli che nell'andata di Coppa aveva umiliato proprio la Juventus sotto una valanga di cinque gol. Con la solita squadra priva degli «argentini», che fin qui aveva fatto meno che poco, ridotti in dieci uomini per l'espulsione di Furino al 42', i bianconeri hanno sorpreso un Napoli fino a ieri lanciato verso la finale di Coppa Italia e che ora è stata seriamente compromessa. Il gol di Spinosi allo scadere del primo tempo non ha premiato soltanto la stupenda prestazione dello stopper bianconero, che con Morini e Alessandrelli ha fatto a gara per raccogliere la palma del migliore, ma anche il carattere, la determinazione e, appunto, l'orgoglio dei campioni che hanno così salutato nel migliore del modi Trapattoni in partenza per l'Argentina. 

La partita sembrava predestinata a risolversi con un monologo del Napoli. In effetti il Napoli ha sfiorato molte volte il gol, ma sulla sua strada non si è più trovato quell'Alessandrelli che gli aveva spianato il successo a Napoli, ha trovato un altro portiere, con il solito nome ma con la voglia di riscattarsi da tutte le perplessità che avevano suscitato le precedenti uscite in Coppa Italia. Oseremmo dire che Alessandrelli stasera, almeno stasera, si è rivelato degno di Zoff. La partita si è conclusa con numerosissimi tifosi napoletani, circa 3500 nel concerto dei 6500 presenti in silenzio, mentre quelli juventini che per 45 minuti erano stati zitti in attesa della sconfitta, si sono riscattati nella ripresa e la gara è finita con il coro «Juve, Juve». 

Questo è un successo che non ha nessun significato per la Coppa Italia, ma ha un significato, nel caso ce ne fosse stato bisogno, per il carattere della Juventus e per il futuro, con particolare riferimento al prossimo. Con questi uomini, più ancora che con questi giocatori, Trapattoni può partire tranquillo per l'Argentina e per le vacanze. Allo stadio Comunale la Juventus gioca in trasferta per questa interessante partita di Coppa Italia. Le due curve sono pressoché deserte, e nei distinti centrali hanno preso posto circa 2500 tifosi del Napoli, in tribuna qualche bianconero, ma è chiaro che le attenzioni di questa partita sono rivolte tutte alla squadra azzurra protesa a garantirsi quel successo che le consentirebbe di avvicinarsi ulteriormente alla finale. 

Nessuna grossa novità negli schieramenti a parte il fatto che Di Marzio ha deciso di schierare Chiarugi all'ala sinistra e sulla estrosa ala si piazza subito Spinosi, mentre Morini si occupa di Savoldi che all'andata gli aveva segnato 4 gol. La Juventus gioca piuttosto bloccata con Boninsegna e Virdis punte avanzate. Nessun particolare accorgimento tattico, naturalmente, a centrocampo. I primi applausi vanno a Chiarugi che al 3' dal limite sfiora il gol con una bella sberla di sinistro, ma il suo tiro finisce di poco a lato. Subito dopo c'è un buon momento bianconero con Geissa che sulla sinistra imita gli «argentini» Cabrini e Gentile. Tuttavia in fase conclusiva le punte bianconere non riescono a concretizzare un certo predominio territoriale. 

Al 13' questa offensiva piuttosto sterile della Juventus viene conclusa con un bel tiro di Fanna che manda la palla di poco a lato con un bel tiro di destro. Al 15' due occasioni per il Napoli, che ritorna padrone del campo; una punizione di Chiarugi viene svirgolata da Morini nel tentativo di precedere Savoldi: Alessandrelli è bravo a deviare in corner. Sul tiro dalla bandierina Juliano da pochi passi di testa ha la palla buona per segnare ma alza troppo la mira. La Juventus non accetta di subire e contrattacca caparbiamente trascinata in questo suo atteggiamento dall'orgoglio di Furino, Spinosi, Boninsegna, lo stesso Virdis e soprattutto di Fanna. 
Virdis appare in progresso ulteriore, si esibisce in un tunnel ai danni di Juliano. Fanna è vivacissimo e mette continuamente in apprensione la difesa del Napoli che non può giocare serenamente come immaginava alla vigilia. Al 18' uno scontro fra Savoldi e Morini si conclude ai danni del bianconero che rimane a terra e deve ricorrere alle cure del medico e del massaggiatore per riprendere più o meno regolarmente la partita. Quando rientra in campo, Morini rimane incollato a Savoldi. 

La partita diventa nervosa. La Juventus, ovviamente, non intende proprio perderla. Al 37' Furino viene ammonito per un fallo su Catellani. Al 42' il capitano bianconero incorre in un errore più grave, commettendo un fallo di reazione su La Palma, nella zona destra dell'attacco bianconero. L'arbitro non ha esitazioni, e lo espelle. La fascia passa a Morini. Ma proprio questo episodio sprona l'orgoglio bianconero. La Juventus, ridotta a dieci uomini, al 45' si porta all'attacco con Boninsegna, che da destra calibra un cross sul quale si avventa, liberissimo, perché ha sorpreso tutti, Luciano Spinosi. Impeccabile colpo di testa a due passi da Mattolini, ed è gol. Juventus 1, Napoli 0. 

Al 4' il Napoli si riporta all'attacco e al termine di un'azione velocissima Chiarugi devia la palla verso la rete alle spalle di Alessandrelli. L'arbitro però annulla per fuorigioco dell'ala sinistra. Chiarugi protesta vivacemente, ma l'arbitro rimane fermo nella decisione di non convalidare il gol. D'altronde un Chiarugi che protesti non fa notizia... Al 6' c'è un bel tiro di Juliano che raccoglie una sponda «pettorale» di Savoldi ma il suo tiro si spegne a lato, di poco. La partita è sempre molto accesa e a tratti anche nervosa. I tifosi bianconeri, che dal momento del gol di Spinosi hanno cominciato a controbattere con battimani ed urla di incitamento i tifosi napoletani, tributano al portiere juventino una lunga ovazione. E' ancora Alessandrelli protagonista, al 26', con una bella parata in tuffo su bolide di Ferrario. 

L'offensiva azzurra non si spegne ma la Juventus è sempre caparbia e non sbaglia quasi nulla. All'attacco Virdis ha ormai esaurito tutte le sue energie, però, la difesa regge e come! Al 36' Morini, a portiere battuto, su tiro di Savoldi salva sulla linea e mantiene cosi la Juventus in vantaggio. Un vantaggio meritato per carattere e determinazione. C'è ancora l'espulsione di Chiarugi per proteste e la partita si chiude.
 
Franco Costa 
tratto da: La Stampa 29 maggio 1978





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