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giovedì 28 maggio 2026

28 Maggio 1978: Juventus - Napoli

É il 28 Maggio 1978 e Juventus e Napoli si sfidano nella quarta giornata del girone finale della Coppa Italia 1977-78 allo Stadio 'Comunaledi Torino.

É una Juventus che domina il calcio italiano. In campionato nessuno puo starle dietro tant'é che al secondo posto si afferma la sorpresa Lanerossi Vicenza

Per quanto riguarda la coppa nazionale i bianconeri si devono arrendere al secondo gruppo eliminatorio.

Buona Visione! 



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Stagione 1977-1978 - Coppa Italia - Girone finale, 4ª giornata
Torino - Stadio Comunale
domenica 28 maggio 1978 ore 20:30 
JUVENTUS-NAPOLI 1-0
MARCATORI: Spinosi 45

JUVENTUS: Alessandrelli, Spinosi, Geissa, (c) Furino, Morini, Miani, Fanna, Schincaglia, Boninsegna (Tolfo 80), Gasperini G., Virdis
A disposizione: Marchese, Cascella, Marchetti M., Granaglia. 
Allenatore: Giovanni Trapattoni

NAPOLI: Mattolini, La Palma (Bruscolotti 46), Ferrario, Restelli, Catellani, Stanzione, Massa (Nuccio 46), Juliano, Savoldi, Vinazzani, Chiarugi
A disposizione: Favaro, Casale, Cassano
Allenatore: Gianni Di Marzio

ARBITRO: Tonolini
AMMONIZIONI: Furino 37 (Juventus)
ESPULSIONI: Furino 42 (Juventus); Chiarugi 89 (Napoli)




Trapattoni parte tranquillo: lascia una squadra vera 
Una orgogliosa Juventus (in 10) batte il Napoli con Spinosi: 1-0 

TORINO — L'orgoglio dei campioni è stato grande ieri sera contro il Napoli, quel Napoli che nell'andata di Coppa aveva umiliato proprio la Juventus sotto una valanga di cinque gol. Con la solita squadra priva degli «argentini», che fin qui aveva fatto meno che poco, ridotti in dieci uomini per l'espulsione di Furino al 42', i bianconeri hanno sorpreso un Napoli fino a ieri lanciato verso la finale di Coppa Italia e che ora è stata seriamente compromessa. Il gol di Spinosi allo scadere del primo tempo non ha premiato soltanto la stupenda prestazione dello stopper bianconero, che con Morini e Alessandrelli ha fatto a gara per raccogliere la palma del migliore, ma anche il carattere, la determinazione e, appunto, l'orgoglio dei campioni che hanno così salutato nel migliore del modi Trapattoni in partenza per l'Argentina. 

La partita sembrava predestinata a risolversi con un monologo del Napoli. In effetti il Napoli ha sfiorato molte volte il gol, ma sulla sua strada non si è più trovato quell'Alessandrelli che gli aveva spianato il successo a Napoli, ha trovato un altro portiere, con il solito nome ma con la voglia di riscattarsi da tutte le perplessità che avevano suscitato le precedenti uscite in Coppa Italia. Oseremmo dire che Alessandrelli stasera, almeno stasera, si è rivelato degno di Zoff. La partita si è conclusa con numerosissimi tifosi napoletani, circa 3500 nel concerto dei 6500 presenti in silenzio, mentre quelli juventini che per 45 minuti erano stati zitti in attesa della sconfitta, si sono riscattati nella ripresa e la gara è finita con il coro «Juve, Juve». 

Questo è un successo che non ha nessun significato per la Coppa Italia, ma ha un significato, nel caso ce ne fosse stato bisogno, per il carattere della Juventus e per il futuro, con particolare riferimento al prossimo. Con questi uomini, più ancora che con questi giocatori, Trapattoni può partire tranquillo per l'Argentina e per le vacanze. Allo stadio Comunale la Juventus gioca in trasferta per questa interessante partita di Coppa Italia. Le due curve sono pressoché deserte, e nei distinti centrali hanno preso posto circa 2500 tifosi del Napoli, in tribuna qualche bianconero, ma è chiaro che le attenzioni di questa partita sono rivolte tutte alla squadra azzurra protesa a garantirsi quel successo che le consentirebbe di avvicinarsi ulteriormente alla finale. 

Nessuna grossa novità negli schieramenti a parte il fatto che Di Marzio ha deciso di schierare Chiarugi all'ala sinistra e sulla estrosa ala si piazza subito Spinosi, mentre Morini si occupa di Savoldi che all'andata gli aveva segnato 4 gol. La Juventus gioca piuttosto bloccata con Boninsegna e Virdis punte avanzate. Nessun particolare accorgimento tattico, naturalmente, a centrocampo. I primi applausi vanno a Chiarugi che al 3' dal limite sfiora il gol con una bella sberla di sinistro, ma il suo tiro finisce di poco a lato. Subito dopo c'è un buon momento bianconero con Geissa che sulla sinistra imita gli «argentini» Cabrini e Gentile. Tuttavia in fase conclusiva le punte bianconere non riescono a concretizzare un certo predominio territoriale. 

Al 13' questa offensiva piuttosto sterile della Juventus viene conclusa con un bel tiro di Fanna che manda la palla di poco a lato con un bel tiro di destro. Al 15' due occasioni per il Napoli, che ritorna padrone del campo; una punizione di Chiarugi viene svirgolata da Morini nel tentativo di precedere Savoldi: Alessandrelli è bravo a deviare in corner. Sul tiro dalla bandierina Juliano da pochi passi di testa ha la palla buona per segnare ma alza troppo la mira. La Juventus non accetta di subire e contrattacca caparbiamente trascinata in questo suo atteggiamento dall'orgoglio di Furino, Spinosi, Boninsegna, lo stesso Virdis e soprattutto di Fanna. 
Virdis appare in progresso ulteriore, si esibisce in un tunnel ai danni di Juliano. Fanna è vivacissimo e mette continuamente in apprensione la difesa del Napoli che non può giocare serenamente come immaginava alla vigilia. Al 18' uno scontro fra Savoldi e Morini si conclude ai danni del bianconero che rimane a terra e deve ricorrere alle cure del medico e del massaggiatore per riprendere più o meno regolarmente la partita. Quando rientra in campo, Morini rimane incollato a Savoldi. 

La partita diventa nervosa. La Juventus, ovviamente, non intende proprio perderla. Al 37' Furino viene ammonito per un fallo su Catellani. Al 42' il capitano bianconero incorre in un errore più grave, commettendo un fallo di reazione su La Palma, nella zona destra dell'attacco bianconero. L'arbitro non ha esitazioni, e lo espelle. La fascia passa a Morini. Ma proprio questo episodio sprona l'orgoglio bianconero. La Juventus, ridotta a dieci uomini, al 45' si porta all'attacco con Boninsegna, che da destra calibra un cross sul quale si avventa, liberissimo, perché ha sorpreso tutti, Luciano Spinosi. Impeccabile colpo di testa a due passi da Mattolini, ed è gol. Juventus 1, Napoli 0. 

Al 4' il Napoli si riporta all'attacco e al termine di un'azione velocissima Chiarugi devia la palla verso la rete alle spalle di Alessandrelli. L'arbitro però annulla per fuorigioco dell'ala sinistra. Chiarugi protesta vivacemente, ma l'arbitro rimane fermo nella decisione di non convalidare il gol. D'altronde un Chiarugi che protesti non fa notizia... Al 6' c'è un bel tiro di Juliano che raccoglie una sponda «pettorale» di Savoldi ma il suo tiro si spegne a lato, di poco. La partita è sempre molto accesa e a tratti anche nervosa. I tifosi bianconeri, che dal momento del gol di Spinosi hanno cominciato a controbattere con battimani ed urla di incitamento i tifosi napoletani, tributano al portiere juventino una lunga ovazione. E' ancora Alessandrelli protagonista, al 26', con una bella parata in tuffo su bolide di Ferrario. 

L'offensiva azzurra non si spegne ma la Juventus è sempre caparbia e non sbaglia quasi nulla. All'attacco Virdis ha ormai esaurito tutte le sue energie, però, la difesa regge e come! Al 36' Morini, a portiere battuto, su tiro di Savoldi salva sulla linea e mantiene cosi la Juventus in vantaggio. Un vantaggio meritato per carattere e determinazione. C'è ancora l'espulsione di Chiarugi per proteste e la partita si chiude.
 
Franco Costa 
tratto da: La Stampa 29 maggio 1978





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sabato 14 marzo 2026

14 Marzo 1998: Juventus - Napoli

Allo Stadio delle Alpi di Torino scendono in campo Juventus Napoli per l'Ottava Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1997-98. È il 14 marzo 1998.

La Juventus ottimamente guidata in panchina dal maestro Marcello Lippi si appresta a vincere il suo 25esimo Scudetto. Sarà l'annata di Alessandro Del Piero (autore di 21 gol in campionato) e Zinedine Zidane (che a luglio vincerà il Mondiale a casa sua).

Dall'altra parte il Napoli vive la stagione più terribile della sua storia e terminerà ultimissimo e verso una clamorosa bancarotta finanziaria.

Buona Visione!

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Campionato di Serie A 1997-1998 - 8 ritorno Torino - Stadio Delle Alpi Sabato 14 marzo 1998 ore 15.00 JUVENTUS-NAPOLI 2-2 MARCATORI: Del Piero 45, Turrini 69, Zalayeta 74, Protti 90+2 JUVENTUS: Peruzzi, Pessotto, Birindelli, Montero, Dimas, Conte A., Deschamps (Di Livio 64), Zidane (Pecchia 46), Davids (Zalayeta 70), Inzaghi, Del Piero Allenatore: Marcello Lippi NAPOLI: Taglialatela, Goretti, Baldini, Rossitto (Scarlato 79), Malafronte (Panarelli 30), Turrini, Altomare, Longo, Facci (Crasson 62), Protti, Bellucci Allenatore: Vincenzo Montefusco ARBITRO: Racalbuto ESPULSIONI: Goretti 75 (Napoli)






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La Stampa 15 marzo 1998

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La Stampa 15 marzo 1998

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sabato 7 marzo 2026

7 Marzo 1993: Juventus - Napoli

Attraverso il canale Youtube della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 7 Marzo 1993Juventus e Napoli si sfidano nella settima giornata del girone di ritorno del campionato italiano di calcio di Serie A 1992-93. Tutto si svolge allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus cerca di fermare l'egemonia del Milan che da un paio d'anni o più ammazza il campionato senza scampo. Sarà un'impresa quasi impossibile in campionato, ma tant'è che con questo Roberto Baggio (capitano e uomo simbolo della squadra in Italia e nel mondo) tutto è possibile!

Buona Visione!


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Campionato di Serie A 1992-1993 - 5 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 7 marzo 1993 ore 15.00
JUVENTUS-NAPOLI 4-3
MARCATORI: Di Canio 10, Platt 16, Zola 51, Ferrara 72, Ravanelli 73, Fonseca rigore 81, Moeller 88

JUVENTUS: Peruzzi, Torricelli, Baggio D. (Marocchi 58), Conte A., Kohler, Carrera M., Moeller, Platt, Ravanelli, Baggio R. (De Marchi 89), Di Canio
Allenatore: Giovanni Trapattoni

NAPOLI: Galli G., Ferrara, Cannavaro F. (Tarantino 60), Crippa, Corradini, Nela, Carbone A., Thern, Careca (Bresciani 77), Zola, Fonseca
Allenatore: Ottavio Bianchi

ARBITRO: Bettin
ESPULSIONI: Ferrara 75 (Napoli)



LE PAGELLE Di Canio una lama di laser 
Kohler, bel colpo da finisseur 
Zola ottimo, ma è troppo solo 
 
Peruzzi 6. Ormai si è abituato a raccogliere i palloni in rete. Questa volta l'ha fatto senza esserne responsabile. 
Torricelli 6. Gioca su Careca e lo contiene con disinvoltura, se non in un paio di occasioni. 
D. Baggio 5,5. Torna a fare il terzino di fascia, ruolo che non gli piace. Se la vede con Carbone, che non è il nipotino di Garrincha, eppure lo salta nell'occasione del primo gol come se fosse piantato in terra. Dopo la partita di Oporto con la Nazionale ha perso smalto. Coraggio. 
(67' Marocchi 6. Di stima e perché è protagonista nel 3-2. 
Conte 6,5. Meriterebbe di più per il gran lavoro, però nella ripresa concede troppo a Zola. 
Kohler 7. Del difensore si sapeva. Non conoscevamo invece il finisseur capace di smarcare Di Canio con un tocco alla Baggio. 
Carrera 6. Chiude i varchi come può, da libero arrangiato. 
Moeller 6,5. Talvolta indispone il suo infilarsi in situazioni senza senso: non ha grandissima intelligenza tattica. Poi lo scopri decisivo, come gli capita spesso quest'anno. 
Platt 6. Un gol di testa e un buon primo tempo hanno messo ordine nel gioco bianconero. Nella ripresa si affloscia. 
Ravanelli 6,5. Per i minuti che ha giocato, ha la miglior percentuale di realizzazione tra i bianconeri. Non ha talento; ci mette l'impegno anche quando deve inseguire l'avversario. Talvolta basta e avanza. 
R. Baggio 6. Esce accompagnato da un'ovazione che cancella le polemiche della settimana, ma che ci è parsa eccessiva, per quanto ha combinato. È vero però che costringe Ferrara al gioco duro fino all'espulsione e che il suo «numero» al 67', dribbling e palla contro il palo, è balsamo per gli intenditori 
(88' De Marchi s.v.). 
Di Canio 7. Andrebbe preso a calci quando si abbandona all'isteria (l'arbitro in un paio di occasioni lo grazia del secondo cartellino giallo). Quando invece i calci li dà lui, alla palla, combina cose egregie. Gol a parte, è devastante fino al 2-0, poi cala e lo si rivede nell'assist del 4-3.  

 

Galli 5,5. In uscita, sugli ultimi due gol, è tutt'altro che impeccabile. 
Ferrara 6. Segna persino il gol del primo aggancio, dopo aver controllato (con le cattive) il Divin Codino. Merita la seconda ammonizione per un calcione tanto perfido quanto inutile. 
Cannavaro 5,5. Un acerbo signor Nessuno. 
(70, Tarantino s.v.) 
Crippa 6,5. Altro socio della banda dell'isteria. Litiga con tutti e rischia l'espulsione con Conte, però quando fa il calciatore e non lo scalciatore, regge bene il centrocampo. 
Corradini 5. Prima Baggio, poi persino Ravanelli lo mandano in crisi. E provoca un probabile rigore su Di Canio. 
Nela 5,5. Fa massa in mezzo alla difesa. Ma sulle incursioni centrali di Ravanelli e Moeller (per limitarci ai gol) dove stava? 
Carbone 6. Bellissimo spunto per il 2-1. Il resto è da sufficienza risicata. 
Thern 5,5. Bianchi lo stima e ieri era incomprensibile il perché, vista la quantità di palloni che sbaglia. 
Careca 6. I pochi palloni che riceve li gioca benino. Certo, è pronto per il Giappone, più che per un'altra stagione italiana. 
(76' Bresciani s.v.) 
Zola 7. Bravissimo sul gol, bravo in tutte le occasioni che contano per il Napoli. Lo lasciano però troppo solo. 
Fonseca 6,5. Capisce subito che Kohler è tosto, perciò si defila conigliescamente. Ma quando parte palla al piede mette in affanno la Juve. 

L'arbitro Bettin 4,5. Un disastro sia lui che i guardalinee. Arbitrare non è un obbligo; ci sono altri modi piacevoli per passare la domenica. Ci rifletta.

Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 8 marzo 1993


 

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venerdì 13 febbraio 2026

13 Febbraio 2016: Juventus - Napoli

É il 13 Febbraio 2016 Juventus e Napoli si sfidano nella sesta giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2015-16 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

É una Juventus che domina il calcio italiano. Sta per concludere un altro campionato davanti a tutti. Davanti a lei c'é un Napoli che sembra l'unica compagine capace di contrastare questo 'impero'. 

Infatti i partenopei termineranno il campionato in seconda posizione a nove punti dai Campioni d'Italia.

Buona Visione!

 

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Campionato di Serie A 2015-2016 - 6 ritorno
Torino - Juventus Stadium
Sabato 13 Febbraio 2016 ore 20.45
JUVENTUS-NAPOLI 1-0
MARCATORI: Zaza 88

JUVENTUS: Buffon, Lichtsteiner, Bonucci (Rugani 52), Barzagli, Evra, Cuadrado, Khedira, Marchisio C., Pogba, Dybala (Alex Sandro 86), Morata (Zaza 58)
Allenatore: Massimiliano Allegri

NAPOLI: Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan (Gabbiadini 90), Jorginho, Hamsik, Insigne (Mertens 77), Higuain, Callejon
Allenatore: Maurizio Sarri

ARBITRO: Orsato






Una scossa elettrica che può cambiare le sorti di un campionato. Il sinistro velenoso di Simone Zaza, la deviazione del malcapitato Raul Albiol, Pepe Reina che viene spiazzato e vede il pallone del primato passargli sopra la mano di richiamo. Juventus-Napoli non è tutta nel gol che lancia la Vecchia Signora verso la quindicesima vittoria consecutiva e la vetta solitaria di un campionato che sembrava essergli sfuggito in una grigia notte di Reggio Emilia, ma è l'episodio chiave a indirizzarne inevitabilmente l'analisi. Il traguardo è ancora lontano, ma la salita dello Stadium rischia di rivelarsi decisiva dopo 88 minuti di studio. Allegri e Sarri come due scalatori che si osservano, si rispettano, non azzardano lo scatto che può far saltare il banco. Ma basta uno squarcio in un piano partita bloccatissimo per modificare gli equilibri.

IL MINUTO CHE PUO' CAMBIARE IL CAMPIONATO - Quando Simone Zaza da Policoro riceve tra le due linee azzurre e alza la testa si conosce già la sua decisione. L'ex Sassuolo vuole la porta, non ci pensa su due volte. Era entrato in campo al 13′ della ripresa, al posto di un Alvaro Morata che si era nascosto nelle pieghe di una gara che aveva bisogno di qualcosa in più del semplice compitino. Il 7 bianconero ha il pallone sul prediletto mancino, può sparare come piace a lui. Il sinistro è potente, difficile analizzarne la precisione. Perché Albiol, col corpo raccolto per evitare tocchi di mano, sporca la traiettoria. Chissà cosa deve essere passato per la testa di Pepe Reina in quelle frazioni di secondo. Lo spagnolo capisce di essere fuori dai giochi e si affida all'unica cosa che resta a un portiere in attimi del genere. L'istinto, la mano di richiamo che si alza. Parare vorrebbe dire mantenere i due punti di vantaggio e fermare la serie del carrarmato bianconero. Ma è la notte di Zaza, di uno che entra in campo come se da quei 20, o 40, o 90 minuti dovesse passare parte della sua vita. Il destino fa lo sgambetto ad Albiol e Reina e sorride all'attaccante, rimasto a gennaio nonostante le sirene inglesi e oggi chiamato in causa, probabilmente, anche per l'infortunio di Mario Mandzukic.
LE SCELTE - Senza Chiellini e Caceres, Allegri decide di abbandonare la difesa a 3 ma forza il rientro di Khedira a centrocampo: spazio a un 4-4-2 che chiede a Pogba di fare l'elastico tra fascia sinistra e trequarti, con Cuadrado sulla destra. Sarri va con i "titolarissimi", nel primo tempo chi si aspetta scintille rimane deluso. E' una sfida tattica, bloccata, la difesa bianconera vive la sfida con due linee guida e un unico filo conduttore: Gonzalo Higuain. La ricerca dell'anticipo di Barzagli è ossessiva, il centrale non vuole far girare l'argentino, metterlo in condizione di guardare la porta vorrebbe dire morire calcisticamente. L'altro obiettivo è negare la profondità, quella che il Napoli riesce a trovare solo al 35′. Allan apre per Hysaj che pennella dalla trequarti, Higuain è sfilato alle spalle dei centrali ed è pronto a colpire di testa quando Bonucci, in acrobazia, riesce ad anticiparlo. Vale un gol, la chiusura del centrale juventino, non al meglio già dall'avvio a causa di uno scontro con Khedira. La Juve non punge, ci prova solo Marchisio da fuori ma senza troppa gloria.

DYBALA SPRECA, ZAZA DECIDE - La ripresa si accende subito, con un numero di Insigne che va via sulla sinistra ma eccede nel tentativo di tiro-cross dal fondo, trovando l'opposizione di Buffon. Bonucci non ce la fa e lascia il posto a Rugani, chiamato a sfidare il suo maestro Sarri nella notte più delicata. Zaza-Morata è un cambio necessario per dare energia al reparto offensivo bianconero, l'occasione per sbloccare lo stallo capita sul mancino di Dybala al 18′. Cambio di fronte da destra a sinistra per Pogba, il francese mette giù il pallone, temporeggia, vede l'inserimento dell'ex Palermo. Tocco rasoterra, mancino di prima intenzione. Lo Stadium strozza l'urlo, sfera alta di un soffio, sospiro di sollievo per Sarri che vede i suoi crescere gradualmente nel possesso palla ma non nell'incisività. Mertens per Insigne è il primo cambio azzurro, l'unico in casa partenopea a spaventare Buffon è Hamsik. Il sinistro dello slovacco è violentissimo ed esce di un soffio, Allegri richiama Dybala per Alex Sandro. Sembra un cambio conservativo, stessa scelta del derby con il Torino che diede il via alla rimonta. Anche stavolta funziona. Perché Simone Zaza trova la scossa, lo scatto che lascia il Napoli momentaneamente sulle gambe. Il traguardo finale è lontano, ma la tappa che si è appena tinta di bianconero può lasciare strascichi da non trascurare.

 




Juve-Napoli, correva l'anno...
13 febbraio 2016

Ci sono volute venticinque partite, quindici di queste vinte una in fila all'altra. Sono serviti lavoro, convinzione, crescita dei singoli e collettiva. Ma ora la Juve è tornata a casa: lassù, in cima alla classifica. Da sola. Per farlo ha dovuto battere un Napoli tosto e per riuscirci si affidata a quello che forse è il più tosto dei suoi uomini. Simone Zaza decide la gara con una giocata in cui c'è tutto: la classe e la potenza del campione, il folle coraggio di cercare un tiro impossibile, la voglia rabbiosa di vincere.

Così si apriva il Match Report di uno Juve-Napoli quantomai decisivo. Una sfida, quella dell'Allianz Stadium, che vedeva il Napoli arrivare a Torino da capolista, quindi con due risultati su tre a disposizione, e la Juve chiamata a vincere per il sorpasso.

Quel giorno, la partita è dura, faticosa, con due squadre che faticano a trovare la via del gol. Infatti si affrontano i due migliori reparti offensivi del campionato, ma anche le migliori difese e per quasi tutta la partita sono queste a dettare legge.

La Juve si fa viva dalle parti di Reina, prima con Cuadrado, poi con Pogba, ma il Napoli risponde colpo su colpo, andando anche vicino al gol dopo la mezz'ora con Higuain, imbeccato da Callejon, e poi sul seguente corner con Albiol cui Buffon si oppone con una grande parata.

Nella ripresa la Juve aumenta il ritmo e spaventa gli avversari con Dybala, che calcia sopra la traversa un invitante assist di Pogba, ma il Napoli non molla e anzi tiene palla.

Poi, al minuto ottantotto, la svolta. Alex Sandro tiene vivo un pallone che sembrava ormai perso e permettendo a Evra di appoggiare a Zaza, entrato da poco. L'azione pare innocua. Pare, appunto: l'attaccante lucano controlla, si prende di forza lo spazio per il tiro e dal limite spara un sinistro violento, angolato, bellissimo, imparabile.

Questo. 

 

 







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mercoledì 11 febbraio 2026

11 Febbraio 2001: Juventus - Napoli

É l' 11 Febbraio 2001 Juventus e Napoli si sfidano nella prima giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2000-01 allo Stadio 'delle Alpi' di Torino.

La Juventus guidata in panchina da Carlo Ancelotti sta sfidando la Roma di Fabio Capello per la conquista dello Scudetto. Alla fine però sará solo un amarissimo secondo posto per i bianconeri. 

Dall'altre parte c'é una squadra partenopea che vive una stagione disastrosa e nonostante tutti gli sforzi profusi non riesce ad evitare una dolorosa retrocessione in Serie B.

Buona Visione!



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Stagione 2000-2001 - Campionato di Serie A - 1 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 11 febbraio 2001 ore 20:30
JUVENTUS-NAPOLI 3-0
MARCATORI: Kovacevic 12, Inzaghi 52, Del Piero 86

JUVENTUS (4-3-1-2): Van der Sar, Birindelli, Ferrara C., Tudor, Pessotto G., Brighi Mat. (Paramatti 79 - Montero 83), Tacchinardi, Zambrotta, Zidane, Inzaghi, Kovacevic (Del Piero 67)
A disposizione: Carini, Maietta, Papa, Fonseca
Allenatore: Carlo Ancelotti

NAPOLI (3-5-2): Fontana, Baldini, Fresi, Quiroga, Saber, Magoni, Matuzalem (Jankulovski 76), Baccin, Pecchia (Sesa 57), Amoruso N. (Bellucci 46), Edmundo
Allenatore: Emiliano Mondonico

ARBITRO: Borriello
RIGORI FALLITI: Zidane 56 (Juventus)
AMMONIZIONI: Pessotto G. (Juventus); Matuzalem, Pecchia (Napoli)



LE PAGELLE Zidane comanda l'assalto Ferrara si esalta contro il suo passato
JUVENTUS VAN DER SAR 6,5, Ingiudicabile per tutto il pt, bravissimo nel neutralizzare Edmundo nel st. BIRINDELLI 6,5. Vince il ballottaggio con Paramatti, sorveglia Baccin con qualche piccolo problema all'inizio. FERRARA 7. Ritoma titolare per celebrare la partita numero 250 da juventino. Il Napoli lo stimola, vuol dimostrare al mondo che esiste ancora. TUDOR 6,5. Vice Montero, non riesce a eliminare le sohte piccole incertezze. Edmundo, in ogni caso, non costituisce un grosso problema. Ma nel finale lo beffa. PESSOTTO 6,5. La sua indispensabilità è arcinota. Il suo impegno sulla fascia sinistra è una garanzia assoluta. TACCHINARDI 6,5. A volte trova spazi enormi in cui inserirsi, li sfrutta con iniziative interessanti. BRIGHI 6,5. Il deb riminese non vacilla, si propone sulla fascia, si impappina quando Zidane lo innesca e lui sciupa una possibile palla-gol (dal 35' st Paramatti sv; dal 40' st Montero sv). ZAMBROTTA 6. Stupisce per certe giocate approssimative. Il grande movimento non basta. ZIDANE 8. Difficile trovare gli aggettivi per illustrare questa ennesima prestazione di Zizou. Splendida l'azione tutta sua per il gol di Kovavevic. Chiede a Inzaghi il rigore e lo spreca. Un dettaglio. F. INZAGHI 7. Settima rete in sei partite. La difesa del Napoli lascia spazi invitanti, cerca di approfittarne con la solita fame di gol. Fa centro con la rapacità del condor che vede la preda. KOVACEVIC 7. Quarto gol in campionato, come all'andata trafigge il Napoli con la prestanza fisica. A volte si trova decentrato e non si capisce perché debba essere lui ad andare al cross (dal 22' st Del Piero 6,5: sfiora il gol di testa, poi fa centro complice Fontana). ANCELOTTI 7. Ha ormai il nuovo contratto in tasca, non si sgomenta di fronte all'emergenza e manda comunque in campo una Juve che sa divertire.
NAPOLI FONTANA 5. Sul gol di Kovacevic lo tradisce la difesa, su quello di SuperPippo prova a metterci una pezza senza fortuna. Compie una paratona su Del Piero e un erroraccio sempre su Alex. BALDINI 4,5. Segue Inzaghi dovunque, si accartoccia su se stesso irriso dalla finta con cui Zidane propizia il vantaggio bianconero. Stende Pippo provocando un rigore abbastanza netto. FRESI 5. Precaria prestazione in una retroguardia modello emménthal svizzero. QUIROGA 4,5. Marca Kovacevic in ogni zona del campo, sbaglia il tempo quando Darko si arrampica lassù e insacca. SABER 5. Si sgancia, spesso lo ignorano. PECCHIA 6. In perenne movimento, è l'azzurro più lucido ed efficace (dal 12'st Sesa 5). MAGONI 5. Cosa ha pensato quando gli hanno detto di marcare Zidane? Ci ha messo l'anima, ma era un compito da brividi. MATUZALEM 5. Spunti a singhiozzo. Piedi buoni, ma poca concretezza (dal 30' st Jankulovski sv). BACCIN 5,5. Mette a dura prova la Juve sulla fascia sinistra con inserimenti sempre tempestivi. Sbiadisce alla distanza. EDMUNDO 5,5. Porta la sua pelata a spasso per il campo senza incidere. Si ridesta nel finale, ma non basta. AMORUSO 5. Presenza ininfluente (dal 1' st Bellucci 5: vedi Amoruso). MONDONICO 5. Il suo Napoli è quasi inguardabile.
L'arbitro BORRIELLO 6,5. Limita al minimo gli errori.
Fabio Vergnano tratto da: La Stampa 12 febbraio 2001




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