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lunedì 31 agosto 2026

31 Agosto 2019: Juventus - Napoli

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi offriamo questo gustoso amarcord della data odierna. É il 31 Agosto 2019 e Juventus Napoli si affrontano per la seconda giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2019/20.

Il mondo é stravolto dalla pandemia Covid-19. Dopo un lungo stop il campionato 'deve' riprende in estate con le restanti giornate da disputare. Nel frattempo la Juventus (allenata in panchina da Maurizio Sarri) si appresta a continuare il suo dominio sul massimo torneo italiano. Il nono Scudetto consecutivo é solo questione di giorni; i ragazzi in bianconeri conquistano il 38esimo scudetto finendo la stagione piú irregolare della storia con un solo punto di vantaggio dall' Inter.

Dall'altra parte c'é il Napoli che nonostante non abbia disputato il suo campionato migliore riesce communque a conquistare un piazzamento nella UEFA Europa League.


Buona Visione! 




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Stagione 2019-2020 - Campionato di Serie A - 2 andata
Torino - Allianz Stadium
sabato 31 agosto 2019 ore 20:45 
JUVENTUS-NAPOLI 4-3
MARCATORI: Danilo 16, Higuain 19, Ronaldo 62, Manolas 66, Lozano 68, Di Lorenzo 81, Koulibaly autorete 90+2

JUVENTUS: Szczesny; De Sciglio (Danilo 15), (c) Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira (Can 60), Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Higuain (Dybala 76), Ronaldo
A disposizione: Buffon, Pinsoglio, Cuadrado, Mandzukic, Rugani, Rabiot, Demiral, Bentancur, Bernardeschi
Allenatore: Maurizio Sarri

NAPOLI: Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Ghoulam (Mario Rui 46); Callejon, Allan (Elmas 74), Zielinski, (c) Insigne (Lozano 46); Fabian Ruiz, Mertens
A disposizione: Ospina, Karnezis, Malcuit, Verdi, Luperto, Maksimovic, Hysaj, Younes, Gaetano
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Orsato
AMMONIZIONI: Matuidi 52, Alex Sandro 80, Douglas Costa 83 (Juventus); Ghoulam 40, Di Lorenzo 44, Elmas 90+1 (Napoli)




Partita incredibile allo Stadium. 
Due gol della Juve tra 16' e 19' sbloccano il match: rete di Danilo (entrato in campo da 29 secondi) e raddoppio di Higuain con una super giocata. 
CR7 cala il tris nella ripresa ma Manolas e Lozano (al debutto) riaprono tutto. 
All'81' il pari di Di Lorenzo. 
All'ultimo di recupero arriva però la clamorosa autorete di Koulibaly che decide il match

Una partita memorabile, storica. Una montagna russa, come ha detto Higuain al triplice fischio. Con un finale amarissimo per il Napoli segnato dall'autorete di uno dei suoi giocatori simbolo. Koulibaly, l'uomo che a Torino segnò una rete decisiva qualche anno fa, questa volta sbaglia porta al penultimo minuto di recupero vanificando una clamorosa rimonta da 0-3 a 3-3 del Napoli. È super Juve in avvio, agli ordini di Martusciello dalla panchina ma seguita molto da vicino anche dall'ex Sarri, presente allo Stadium. Higuain parte dal 1' con Dybala in panchina (ma blindato da Paratici nel pre partita: "Resta con noi"), mentre Ancelotti conferma i suoi fedelissimi. Al 16' il primo colpo di scena porta il nome di Danilo, dentro 29 secondi prima per l'infortunato De Sciglio, e in gol sull'assist di Douglas Costa in contropiede. Napoli colpito a freddo che subisce subito il secondo gol, una perla di Higuain che salta Koulibaly in area (inizia qui la sua serataccia) e segna sotto l'incrocio con l'esterno destro. Una magia. Khedira sfiora due volte il tris (tra cui una traversa colpita), e solo l'intervallo salva il Napoli.

Nella ripresa, dunque, la storia non sembra cambiare. Entra Lozano (per Insigne fermato da una noia muscolare) ma a segnare è CR7, che pare chiudere definitivamente un match fin lì dominato dai bianconeri. Tutto facile fino al novantesimo? Affatto. Manolas, uomo da rimonte storiche, riapre la sfida di testa; mentre tre minuti dopo Lozano si conferma cecchino nei suoi debutti con una nuova maglia. A quel punto la paura bianconera sale, nonostante la seconda traversa di giornata colpita da Douglas Costa, preludio al pari di Di Lorenzo, che punisce i bianconeri trovando il pazzesco 3-3 all'81'. Poi il clamoroso epilogo. Novantaduesimo minuto. Una punizione per la Juve, Koulibaly è solo. Svirgolata pazzesca e palla in rete. Triplice fischio. Una partita incredibile.  



Un altro spot fantastico per il calcio italiano. 

La sfida tra Juventus e Napoli, le prime due della scorsa stagione, prometteva bene e ha mantenuto le aspettative, regalando ai tifosi uno spettacolare 4 - 3. I bianconeri vanno avanti 3 - 0 dominando la prima ora di gioco, poi spengono l'interruttore e gli ospiti, spinti nella ripresa dal nuovo arrivo Lozano, rimettono la partita in parità con uno splendido finale di gara. Quando sembra finita ed ognuno è pronto a riflettere sui propri meriti e gli errori fatti arriva la sfortunata autorete di Koulibaly che interviene di sinistro su una punizione e devia involontariamente nella propria porta. 

Le reti della squadra di Sarri, ancora guidata da Martusciello in panchina, le realizzano Danilo (in contropiede al 16', dopo pochi secondi dal suo ingresso in campo per infortunio di De Sciglio), Higuain (al 19' eludendo la marcatura di Koulibly in area piccola) e Ronaldo (al 62' con un sinistro a fil di palo finalizzando una manovra tutta di prima), per gli ospiti Manolas (di testa al 66'), Lozano (di piatto al 68') e Di Lorenzo (all'81' con un tocco di coscia su traversone da destra). Poi, come raccontato, l'autogol decisivo di Koulibaly. La Juventus sul taccuino annota anche due traverse, una di Khedira nel primo tempo e una di Douglas Costa nel secondo. 

La Juventus arriva alla sosta già a punteggio pieno dopo due partite e aspetta il ritorno di Sarri in panchina contro la Fiorentina, il Napoli registra nei primi 180' di campionato 7 gol fatti e 7 gol subiti, sarà compito di Ancelotti tenere il buono e porre rimedio ai difetti mostrati in queste due gare.





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martedì 11 agosto 2026

11 Agosto 2012: Juventus - Napoli

Attraverso il canale Youtube ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. È l'11 agosto 2012 e Juventus e Napoli si affrontano nella Supercoppa Italiana 2012 (in gara unica). Il tutto si svolge al 'Beijing National Stadium - Bird's Nest' di Pechino (Cina).

È una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio proprio sul Napoli di Rafa Benítez.

Buona Visione!




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Stagione 2012-2013 - Supercoppa Italiana - Finale
Pechino, campo neutro - Beijing National Stadium - Bird's Nest
sabato 11 agosto 2012 ore 20:00
JUVENTUS-NAPOLI 4-2 - Dopo i tempi supplementari
MARCATORI: Cavani 27, Asamoah 37, Pandev 41, Vidal rigore 74, Maggio autorete 97, Vucinic 101

JUVENTUS: (c) Buffon; Lucio, Bonucci, Barzagli; Lichtsteiner (Padoin 89), Vidal, Pirlo, Marchisio C., Asamoah; Matri (Vucinic 46), Giovinco S. (Giaccherini 116)
A disposizione: Storari, De Ceglie, Marrone, Quagliarella
Allenatore: Antonio Conte

NAPOLI: De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro P. (Fernandez 62), Britos; Maggio, Behrami, Inler (Dossena 106), Hamsik (Gargano 68), Zuniga; Pandev; Cavani
A disposizione: Rosati, Aronica, Vargas, Insigne
Allenatore: Walter Mazzarri

ARBITRO: Mazzoleni P.
AMMONIZIONI: Lichtsteiner 78, Giovinco S. 90 + 3 Bonucci 112 (Juventus); Britos 32, Cannavaro P. 52, Behrami 53, Cavani 64, Zuniga 78, Zuniga 90+4 (Napoli)
ESPULSIONI: Pandev 85, Zúñiga 90 + 4 Allenatore Mazzarri 90+4 (Napoli)





Quel giorno | Una Supercoppa a Pechino


Fa caldo, a Pechino, d’estate. Caldissimo.
Non basta la pioggia che cade fortissimo, perché quel giorno è l’11 agosto, e quasi non si respira.

Non importa, però: sono tantissimi i tifosi sugli spalti dello stadio “Bird’s nest”, il monumentale impianto che solo 4 anni prima, proprio in quegli stessi giorni, ha animato i Giochi Olimpici e ospitato i trionfi dell’Uomo Fulmine, Usain Bolt.

Tutto è pronto per una grande passerella per il calcio italiano, che qui, a migliaia di chilometri da casa, assegna il primo trofeo della stagione, la Supercoppa. Di fronte, la Juve, che ha vinto lo Scudetto, il primo dopo anni, quello degli Imbattibili, e il Napoli, che proprio quegli Imbattibili è stato capace di superare, meno di tre mesi prima, il 20 maggio, a Roma, in finale secca di Coppa Italia.

Ecco perché Juve-Napoli è l’antipasto migliore che la nuova stagione possa presentare: una stagione in cui dovranno essere protagoniste proprio queste due squadre, chiamate ognuna a confermare quello che di buono si è visto finora.

Ecco perché ci si aspetta spettacolo dalla sfida cinese, e così infatti è.

NON SI SCHERZA

Passano 25 minuti in cui le squadre sono lì, a capire come gestire le forze in questa stagione che il via non lo ha ancora preso, come fronteggiare caldo e pioggia che minano la concentrazione. Poi, al 27’, il flash: Behrami trova l’imbucata che taglia via tutta la difesa bianconera e lancia Cavani.

Il primo tentativo, a tu per tu con Buffon, è neutralizzato da Super Gigi, ma poi il sette in maglia azzurra trova lo spazio per calciare a rete, in una porta rimasta ovviamente sguarnita. Napoli avanti, Juve che deve rincorrere.

Non è una cosa, la rimonta, cui ci si abitua facilmente, specie dopo un campionato come quello appena vinto. E dopo una Finale di Coppa Italia come quella appena persa. Da Cavani a Cavani, da Roma a Pechino, il fantasma potrebbe materializzarsi, ma così non è, perché al minuto 37 ci pensa Asamoah a tirar fuori dal cilindro un gol spettacolare.

Per Asa non è una gara come le altre: è l’esordio in bianconero juventino, dopo 4 anni in bianconero a Udine. Si dice un gran bene di lui, e oggi, fra il dire e il fare, c’è la gran botta al volo sul cross di Vidal da destra a sinistra, che dal limite fulmina De Sanctis, rimbalzando proprio davanti a lui. Uno a uno, si riparte.

MA PIOVE, PIOVE...

Ma piove, a Pechino. Piove sulla festa della Juve che dura solo 4 minuti. Pandev, al 41’ ruba un pallone sulla tre quarti bianconera, vola verso Buffon e batte tutti, Gigi e difesa, con un tocco sotto che significa 2-1 per il Napoli: tutto da rifare, ancora.

Nel secondo tempo in campo c’è Vucinic, e il suo peso sulla partita lo fa sentire subito, dopo 4 minuti, quando il suo mancino scalda i guantoni di De Sanctis e si stampa sulla traversa. La Juve c’è, non molla e cerca il pari, ci va vicino anche Pirlo, su punizione, ma niente, lo score non si muove.

Occhio però, che il Napoli è li, non molla e aspetta il momento in cui potrebbe colpire per regalarsi il KO e pensare ad alzare la Coppa: un momento che, sebbene sembri materializzarsi con Hamsik e Cavani, non arriva.

Arriva invece, e siamo al 77’, il fallo in area di Fernández proprio su Vucinic: rigore. Lo batte Vidal, palla a destra, portiere a sinistra. Gol. Due a due, e si avvicina il 90’.

Se guarderete quella partita su Juventus Tv a questo punto sentirete un: «E adesso andiamo a vincerla, ragazzi». Un grido che è più di un incoraggiamento, è una dichiarazione. E i ragazzi, a qualche decina di metri, sembrano sentirlo, questo grido: la partita cambia, definitivamente.

ANDIAMO A VINCERLA, RAGAZZI.

La Juve nei supplementari aggredisce un Napoli rimasto in 10 prima e in 9 poi, e dopo 7 minuti nei supplementari un cross di Pirlo da destra costringe De Sanctis all’uscita ad anticipare Bonucci. La palla però non la prende nessuno dei due, perché la deviazione decisiva, nella (sua) porta, è di Maggio. Il sorpasso si è concretizzato, la Supercoppa si avvicina, ma non è ancora vinta.

Tutto fantastico è quello che succede a un minuto dalla fine del primo overtime: Marchisio doma una palla dalla tre quarti con un tocco da Principino, un appoggio al volo per Vucinic, che conclude l’azione come è iniziata: con la bellezza. Palla morbida, che nella pioggia non prende peso e leggera si insacca, per un 4-2 che significa Coppa.

Piove ancora, a Pechino, ma sul primo trofeo della stagione bianconera è spuntato un sole bellissimo.

Redazione Sportiva
Sito ufficiale Juventus FC





La Supercoppa è della Juve, Napoli ko 4-2 tra le polemiche.

A Pechino i bianconeri battono Cavani e compagni ai tempi supplementari. Gli azzurri chiudono in 9 per le espulsioni di Pandev e Zuniga nel finale del secondo tempo. Rosso anche per Mazzarri

Il primo trofeo della nuova stagione è della Juventus. I bianconeri battono in rimonta, sotto una pioggia battente a Pechino, 4-2 ai supplementari, nella Supercoppa italiana il Napoli. La nuova stagione inizierà però probabilmente tra le polemiche. La doppia espulsione, Pandev e Zuniga, nel finale del secondo tempo che ha lasciato gli azzurri in 9 difficilmente non avrà un seguito. Nonostante l’esordio dei 6 arbitri, la prestazione di Mazzoleni, platealmente criticata da Mazzarri - anche lui espulso -, sarà probabilmente al centro delle critiche di parte azzurra.

Il Napoli, due volte in vantaggio con Cavani e Pandev, ha dovuto però fare i conti con l’orgoglio della Juve. Privi del loro condottiero in panchina, sostituito da Carrera, i bianconeri hanno avuto il merito di reagire anche nei momenti difficili, nonostante una difesa tutt’altro che sicura. Il 4-2 finale premia la Juve che comincia così la nuova stagione con un trofeo. Quella Supercoppa italiana che mancava nella bacheca bianconera da 9 anni.

la redazione
Sky Sports Italia




Supercoppa, Juventus batte Napoli 4-2
Azzurri furiosi, saltano la premiazione
I Campioni d'Italia conquistano il primo trofeo stagionale ai supplementari. Il Napoli finisce in 9

La Juventus conquista il primo trofeo della stagione. Sotto la pioggia di Pechino, i bianconeri, sotto la guida di Massimo Carrera dopo la squalifica di Antonio Conte, rimontano per due volte e poi dilagano nei tempi supplementari. Finisce 4-2 con il Napoli furioso per l'arbitraggio di Mazzoleni: contestati il rigore del 2-2 e le due espulsioni, una per proteste e l'altra per doppia ammonizione.
Il Napoli non partecipa alla premiazione
Napoli furioso: in segno di protesta contro l'arbitraggio di Mazzoleni, gli azzurri hanno deciso di non prendere parte alla cerimonia di premiazione al termine della finale di Supercoppa Italiana vinta dalla Juventus. Premiati quindi, come vuole il cerimoniale, solo gli arbitri e la Juventus.
Marotta: "La vittoria di Conte" 
Il direttore generale della Juventus, Beppe Marotti, commenta soddisfatto la vittoria della sua Juventus: "Questa è una vittoria di Conte perché ha preparato la partita in modo impeccabile ed è anche una vittoria per Conte contro un Napoli che era un avversario impegnativo, ma che abbiamo legittimamente battuto".

la redazione









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giovedì 28 maggio 2026

28 Maggio 1978: Juventus - Napoli

É il 28 Maggio 1978 e Juventus e Napoli si sfidano nella quarta giornata del girone finale della Coppa Italia 1977-78 allo Stadio 'Comunaledi Torino.

É una Juventus che domina il calcio italiano. In campionato nessuno puo starle dietro tant'é che al secondo posto si afferma la sorpresa Lanerossi Vicenza

Per quanto riguarda la coppa nazionale i bianconeri si devono arrendere al secondo gruppo eliminatorio.

Buona Visione! 



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Stagione 1977-1978 - Coppa Italia - Girone finale, 4ª giornata
Torino - Stadio Comunale
domenica 28 maggio 1978 ore 20:30 
JUVENTUS-NAPOLI 1-0
MARCATORI: Spinosi 45

JUVENTUS: Alessandrelli, Spinosi, Geissa, (c) Furino, Morini, Miani, Fanna, Schincaglia, Boninsegna (Tolfo 80), Gasperini G., Virdis
A disposizione: Marchese, Cascella, Marchetti M., Granaglia. 
Allenatore: Giovanni Trapattoni

NAPOLI: Mattolini, La Palma (Bruscolotti 46), Ferrario, Restelli, Catellani, Stanzione, Massa (Nuccio 46), Juliano, Savoldi, Vinazzani, Chiarugi
A disposizione: Favaro, Casale, Cassano
Allenatore: Gianni Di Marzio

ARBITRO: Tonolini
AMMONIZIONI: Furino 37 (Juventus)
ESPULSIONI: Furino 42 (Juventus); Chiarugi 89 (Napoli)




Trapattoni parte tranquillo: lascia una squadra vera 
Una orgogliosa Juventus (in 10) batte il Napoli con Spinosi: 1-0 

TORINO — L'orgoglio dei campioni è stato grande ieri sera contro il Napoli, quel Napoli che nell'andata di Coppa aveva umiliato proprio la Juventus sotto una valanga di cinque gol. Con la solita squadra priva degli «argentini», che fin qui aveva fatto meno che poco, ridotti in dieci uomini per l'espulsione di Furino al 42', i bianconeri hanno sorpreso un Napoli fino a ieri lanciato verso la finale di Coppa Italia e che ora è stata seriamente compromessa. Il gol di Spinosi allo scadere del primo tempo non ha premiato soltanto la stupenda prestazione dello stopper bianconero, che con Morini e Alessandrelli ha fatto a gara per raccogliere la palma del migliore, ma anche il carattere, la determinazione e, appunto, l'orgoglio dei campioni che hanno così salutato nel migliore del modi Trapattoni in partenza per l'Argentina. 

La partita sembrava predestinata a risolversi con un monologo del Napoli. In effetti il Napoli ha sfiorato molte volte il gol, ma sulla sua strada non si è più trovato quell'Alessandrelli che gli aveva spianato il successo a Napoli, ha trovato un altro portiere, con il solito nome ma con la voglia di riscattarsi da tutte le perplessità che avevano suscitato le precedenti uscite in Coppa Italia. Oseremmo dire che Alessandrelli stasera, almeno stasera, si è rivelato degno di Zoff. La partita si è conclusa con numerosissimi tifosi napoletani, circa 3500 nel concerto dei 6500 presenti in silenzio, mentre quelli juventini che per 45 minuti erano stati zitti in attesa della sconfitta, si sono riscattati nella ripresa e la gara è finita con il coro «Juve, Juve». 

Questo è un successo che non ha nessun significato per la Coppa Italia, ma ha un significato, nel caso ce ne fosse stato bisogno, per il carattere della Juventus e per il futuro, con particolare riferimento al prossimo. Con questi uomini, più ancora che con questi giocatori, Trapattoni può partire tranquillo per l'Argentina e per le vacanze. Allo stadio Comunale la Juventus gioca in trasferta per questa interessante partita di Coppa Italia. Le due curve sono pressoché deserte, e nei distinti centrali hanno preso posto circa 2500 tifosi del Napoli, in tribuna qualche bianconero, ma è chiaro che le attenzioni di questa partita sono rivolte tutte alla squadra azzurra protesa a garantirsi quel successo che le consentirebbe di avvicinarsi ulteriormente alla finale. 

Nessuna grossa novità negli schieramenti a parte il fatto che Di Marzio ha deciso di schierare Chiarugi all'ala sinistra e sulla estrosa ala si piazza subito Spinosi, mentre Morini si occupa di Savoldi che all'andata gli aveva segnato 4 gol. La Juventus gioca piuttosto bloccata con Boninsegna e Virdis punte avanzate. Nessun particolare accorgimento tattico, naturalmente, a centrocampo. I primi applausi vanno a Chiarugi che al 3' dal limite sfiora il gol con una bella sberla di sinistro, ma il suo tiro finisce di poco a lato. Subito dopo c'è un buon momento bianconero con Geissa che sulla sinistra imita gli «argentini» Cabrini e Gentile. Tuttavia in fase conclusiva le punte bianconere non riescono a concretizzare un certo predominio territoriale. 

Al 13' questa offensiva piuttosto sterile della Juventus viene conclusa con un bel tiro di Fanna che manda la palla di poco a lato con un bel tiro di destro. Al 15' due occasioni per il Napoli, che ritorna padrone del campo; una punizione di Chiarugi viene svirgolata da Morini nel tentativo di precedere Savoldi: Alessandrelli è bravo a deviare in corner. Sul tiro dalla bandierina Juliano da pochi passi di testa ha la palla buona per segnare ma alza troppo la mira. La Juventus non accetta di subire e contrattacca caparbiamente trascinata in questo suo atteggiamento dall'orgoglio di Furino, Spinosi, Boninsegna, lo stesso Virdis e soprattutto di Fanna. 
Virdis appare in progresso ulteriore, si esibisce in un tunnel ai danni di Juliano. Fanna è vivacissimo e mette continuamente in apprensione la difesa del Napoli che non può giocare serenamente come immaginava alla vigilia. Al 18' uno scontro fra Savoldi e Morini si conclude ai danni del bianconero che rimane a terra e deve ricorrere alle cure del medico e del massaggiatore per riprendere più o meno regolarmente la partita. Quando rientra in campo, Morini rimane incollato a Savoldi. 

La partita diventa nervosa. La Juventus, ovviamente, non intende proprio perderla. Al 37' Furino viene ammonito per un fallo su Catellani. Al 42' il capitano bianconero incorre in un errore più grave, commettendo un fallo di reazione su La Palma, nella zona destra dell'attacco bianconero. L'arbitro non ha esitazioni, e lo espelle. La fascia passa a Morini. Ma proprio questo episodio sprona l'orgoglio bianconero. La Juventus, ridotta a dieci uomini, al 45' si porta all'attacco con Boninsegna, che da destra calibra un cross sul quale si avventa, liberissimo, perché ha sorpreso tutti, Luciano Spinosi. Impeccabile colpo di testa a due passi da Mattolini, ed è gol. Juventus 1, Napoli 0. 

Al 4' il Napoli si riporta all'attacco e al termine di un'azione velocissima Chiarugi devia la palla verso la rete alle spalle di Alessandrelli. L'arbitro però annulla per fuorigioco dell'ala sinistra. Chiarugi protesta vivacemente, ma l'arbitro rimane fermo nella decisione di non convalidare il gol. D'altronde un Chiarugi che protesti non fa notizia... Al 6' c'è un bel tiro di Juliano che raccoglie una sponda «pettorale» di Savoldi ma il suo tiro si spegne a lato, di poco. La partita è sempre molto accesa e a tratti anche nervosa. I tifosi bianconeri, che dal momento del gol di Spinosi hanno cominciato a controbattere con battimani ed urla di incitamento i tifosi napoletani, tributano al portiere juventino una lunga ovazione. E' ancora Alessandrelli protagonista, al 26', con una bella parata in tuffo su bolide di Ferrario. 

L'offensiva azzurra non si spegne ma la Juventus è sempre caparbia e non sbaglia quasi nulla. All'attacco Virdis ha ormai esaurito tutte le sue energie, però, la difesa regge e come! Al 36' Morini, a portiere battuto, su tiro di Savoldi salva sulla linea e mantiene cosi la Juventus in vantaggio. Un vantaggio meritato per carattere e determinazione. C'è ancora l'espulsione di Chiarugi per proteste e la partita si chiude.
 
Franco Costa 
tratto da: La Stampa 29 maggio 1978





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sabato 14 marzo 2026

14 Marzo 1998: Juventus - Napoli

Allo Stadio delle Alpi di Torino scendono in campo Juventus Napoli per l'Ottava Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1997-98. È il 14 marzo 1998.

La Juventus ottimamente guidata in panchina dal maestro Marcello Lippi si appresta a vincere il suo 25esimo Scudetto. Sarà l'annata di Alessandro Del Piero (autore di 21 gol in campionato) e Zinedine Zidane (che a luglio vincerà il Mondiale a casa sua).

Dall'altra parte il Napoli vive la stagione più terribile della sua storia e terminerà ultimissimo e verso una clamorosa bancarotta finanziaria.

Buona Visione!

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Campionato di Serie A 1997-1998 - 8 ritorno Torino - Stadio Delle Alpi Sabato 14 marzo 1998 ore 15.00 JUVENTUS-NAPOLI 2-2 MARCATORI: Del Piero 45, Turrini 69, Zalayeta 74, Protti 90+2 JUVENTUS: Peruzzi, Pessotto, Birindelli, Montero, Dimas, Conte A., Deschamps (Di Livio 64), Zidane (Pecchia 46), Davids (Zalayeta 70), Inzaghi, Del Piero Allenatore: Marcello Lippi NAPOLI: Taglialatela, Goretti, Baldini, Rossitto (Scarlato 79), Malafronte (Panarelli 30), Turrini, Altomare, Longo, Facci (Crasson 62), Protti, Bellucci Allenatore: Vincenzo Montefusco ARBITRO: Racalbuto ESPULSIONI: Goretti 75 (Napoli)






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La Stampa 15 marzo 1998

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La Stampa 15 marzo 1998

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sabato 7 marzo 2026

7 Marzo 1993: Juventus - Napoli

Attraverso il canale Youtube della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 7 Marzo 1993Juventus e Napoli si sfidano nella settima giornata del girone di ritorno del campionato italiano di calcio di Serie A 1992-93. Tutto si svolge allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus cerca di fermare l'egemonia del Milan che da un paio d'anni o più ammazza il campionato senza scampo. Sarà un'impresa quasi impossibile in campionato, ma tant'è che con questo Roberto Baggio (capitano e uomo simbolo della squadra in Italia e nel mondo) tutto è possibile!

Buona Visione!


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Campionato di Serie A 1992-1993 - 5 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 7 marzo 1993 ore 15.00
JUVENTUS-NAPOLI 4-3
MARCATORI: Di Canio 10, Platt 16, Zola 51, Ferrara 72, Ravanelli 73, Fonseca rigore 81, Moeller 88

JUVENTUS: Peruzzi, Torricelli, Baggio D. (Marocchi 58), Conte A., Kohler, Carrera M., Moeller, Platt, Ravanelli, Baggio R. (De Marchi 89), Di Canio
Allenatore: Giovanni Trapattoni

NAPOLI: Galli G., Ferrara, Cannavaro F. (Tarantino 60), Crippa, Corradini, Nela, Carbone A., Thern, Careca (Bresciani 77), Zola, Fonseca
Allenatore: Ottavio Bianchi

ARBITRO: Bettin
ESPULSIONI: Ferrara 75 (Napoli)



LE PAGELLE Di Canio una lama di laser 
Kohler, bel colpo da finisseur 
Zola ottimo, ma è troppo solo 
 
Peruzzi 6. Ormai si è abituato a raccogliere i palloni in rete. Questa volta l'ha fatto senza esserne responsabile. 
Torricelli 6. Gioca su Careca e lo contiene con disinvoltura, se non in un paio di occasioni. 
D. Baggio 5,5. Torna a fare il terzino di fascia, ruolo che non gli piace. Se la vede con Carbone, che non è il nipotino di Garrincha, eppure lo salta nell'occasione del primo gol come se fosse piantato in terra. Dopo la partita di Oporto con la Nazionale ha perso smalto. Coraggio. 
(67' Marocchi 6. Di stima e perché è protagonista nel 3-2. 
Conte 6,5. Meriterebbe di più per il gran lavoro, però nella ripresa concede troppo a Zola. 
Kohler 7. Del difensore si sapeva. Non conoscevamo invece il finisseur capace di smarcare Di Canio con un tocco alla Baggio. 
Carrera 6. Chiude i varchi come può, da libero arrangiato. 
Moeller 6,5. Talvolta indispone il suo infilarsi in situazioni senza senso: non ha grandissima intelligenza tattica. Poi lo scopri decisivo, come gli capita spesso quest'anno. 
Platt 6. Un gol di testa e un buon primo tempo hanno messo ordine nel gioco bianconero. Nella ripresa si affloscia. 
Ravanelli 6,5. Per i minuti che ha giocato, ha la miglior percentuale di realizzazione tra i bianconeri. Non ha talento; ci mette l'impegno anche quando deve inseguire l'avversario. Talvolta basta e avanza. 
R. Baggio 6. Esce accompagnato da un'ovazione che cancella le polemiche della settimana, ma che ci è parsa eccessiva, per quanto ha combinato. È vero però che costringe Ferrara al gioco duro fino all'espulsione e che il suo «numero» al 67', dribbling e palla contro il palo, è balsamo per gli intenditori 
(88' De Marchi s.v.). 
Di Canio 7. Andrebbe preso a calci quando si abbandona all'isteria (l'arbitro in un paio di occasioni lo grazia del secondo cartellino giallo). Quando invece i calci li dà lui, alla palla, combina cose egregie. Gol a parte, è devastante fino al 2-0, poi cala e lo si rivede nell'assist del 4-3.  

 

Galli 5,5. In uscita, sugli ultimi due gol, è tutt'altro che impeccabile. 
Ferrara 6. Segna persino il gol del primo aggancio, dopo aver controllato (con le cattive) il Divin Codino. Merita la seconda ammonizione per un calcione tanto perfido quanto inutile. 
Cannavaro 5,5. Un acerbo signor Nessuno. 
(70, Tarantino s.v.) 
Crippa 6,5. Altro socio della banda dell'isteria. Litiga con tutti e rischia l'espulsione con Conte, però quando fa il calciatore e non lo scalciatore, regge bene il centrocampo. 
Corradini 5. Prima Baggio, poi persino Ravanelli lo mandano in crisi. E provoca un probabile rigore su Di Canio. 
Nela 5,5. Fa massa in mezzo alla difesa. Ma sulle incursioni centrali di Ravanelli e Moeller (per limitarci ai gol) dove stava? 
Carbone 6. Bellissimo spunto per il 2-1. Il resto è da sufficienza risicata. 
Thern 5,5. Bianchi lo stima e ieri era incomprensibile il perché, vista la quantità di palloni che sbaglia. 
Careca 6. I pochi palloni che riceve li gioca benino. Certo, è pronto per il Giappone, più che per un'altra stagione italiana. 
(76' Bresciani s.v.) 
Zola 7. Bravissimo sul gol, bravo in tutte le occasioni che contano per il Napoli. Lo lasciano però troppo solo. 
Fonseca 6,5. Capisce subito che Kohler è tosto, perciò si defila conigliescamente. Ma quando parte palla al piede mette in affanno la Juve. 

L'arbitro Bettin 4,5. Un disastro sia lui che i guardalinee. Arbitrare non è un obbligo; ci sono altri modi piacevoli per passare la domenica. Ci rifletta.

Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 8 marzo 1993





IL TEMPO DEI RAVANELLI

Dopo la violenta contestazione di sabato scorso a Orbassano, la Juventus da prova di grande carattere e dimostra di potersi togliere ancora qualche soddisfazione. Magari dando spazio proprio a «Penna Bianca), che le ha già tolto le castagne dal fuoco in almeno un paio di occasioni difficili, e ad altri gregari motivati

Forse prendendo alla lettera un velato rimprovero dell'Avvocato a Trapattoni 

(«Giovanni non è stato abbastanza duro con i ragazzi»), 

un gruppetto di gentiluomini che si raccoglie sotto il nome di «Drughi» ha pensato bene di applicare alla Juventus una più adeguata terapia d'urto. E cosi sabato ha invaso e messo a soqquadro il centro d'allenamento di Orbassano e, già che c'era, ha preso a sputi e minacciato di gambizzare i giornalisti presenti, notoriamente i principali colpevoli della dimessa prestazione dei bianconeri a Lisbona, in una Coppa Uefa peraltro largamente raddrizzabile. Lunghi da noi l'idea di avallare, sia pure per scherzo, simili metodi estremi, ma è un fatto che il giorno dopo, forse per lo spavento, si è vista contro il Napoli una Juventus tarantolata, capace di risorgere tre volte e alfine di artigliare una vittoria, marginale per la classifica, ma straordinariamente importante per avviare un'inversione di tendenza. È significativo che l'operazione riscossa sia stata portata avanti dalle seconde e terze scelte: Di Canio, Platt e Ravanelli, autori dei primi tre gol, non figurano nell'undici teoricamente titolare. «Penna Bianca» Ravanelli, in particolare, che è l'ultima ruota del carro nella fornitissima batteria di punte (Vialli, Casiraghi, Baggio, lo stesso Möller), ha deciso in prima persona le due sole vittorie juventine dell'ultimo periodo: Genoa e Napoli. È un ruvidone di così genuini entusiasmi che dopo ogni gol raccoglie una puntuale ammonizione, perché non sa regolare l'euforia che gli urge in petto e la va esternando un po' sopra le righe. Ma forse la Juventus, per ritrovarsi, ha bisogno di gente così, che ci creda sino in fondo e sia disposta a battersi, al di là delle vacue disquisizioni sulle strategie di gruppo e delle contorsioni dialettiche e tattiche del povero Trap. Perché questa Juve è stata discutibilmente assemblata sinché si vuole (noi l'abbiamo denunciato fra i primi e onestamente non ci voleva Einstein a capirlo), ma stava anche adagiandosi in un rendimento comunque inaccettabile.

Il 4-3 che rievoca momenti mitici del nostro calcio dovrebbe averla guarita dalle pericolose insidie del lassismo, dai germi della precoce rassegnazione. Di una Juve col diavolo (minuscolo, il Milan non c'entra) in corpo si avvertiva tragicamente la mancanza, in un panorama di vertice già appiattito da una tirannide senza spiragli. Ora che le gerarchie interne di partenza sono saltate, di fronte a un distacco di quattordici punti dalla vetta, la Signora non si vergogni di scelte magari proletarie, ma funzionali. I traguardi della stagione sono ancora tanti, e quello della dignità agonistica non viene all'ultimo posto.

Adalberto Bortolotti
tratto dal Guerin Sportivo anno 1993 n.10



La Juve, priva dell'infortunato Julio César e di Gianluca Vialli, lasciato a riposo per la gara di Coppa Italia con il Torino, supera un Napoli molto vivace, in grado di rimontare per tre volte. A 2 minuti dal termine decide Andy Möller con un rasoterra. Scontri fra le due tifoserie durante la gara, con lancio di alcuni seggiolini fra i settori dello stadio.

tratto dal Film del Campionato - Guerin Sportivo anno 1993 n.10







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