É il 16 Aprile 1978 e Bologna e Juventus si sfidano nella dodicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1977-78 allo Stadio 'Renato Dall'Ara' di Bologna.
É una Juventus che domina il calcio italiano. Alla fine di questo campionato i bianconeri infatti conquisteranno il loro diciottesimo Scudetto. Nessuno puo starle dietro tant'è che al secondo posto si afferma la sorpresa Lanerossi Vicenza.
Dall'altra parte i rossoblu emiliani finiscono nei bassifondi della classifica, ma riescono (almeno per quest'anno) ad evitare una dolorosa retrocessione.
Buona Visione!
Stagione 1977-1978 -
Campionato di Serie A - 12 ritorno
Bologna - Stadio Comunale
Domenica 16 aprile 1978 ore 15:30
BOLOGNA-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Gentile 23, Maselli 27
BOLOGNA: Mancini, Roversi,
Valmassoi, Bellugi, Garuti, Maselli, Chiodi, Nanni, De Ponti, Massimelli,
Colomba
Allenatore: Bruno Pesaola
JUVENTUS: Zoff,
Cuccureddu, Gentile, Furino, Spinosi, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna,
Verza (Cabrini 11), Bettega R.
Allenatore: Giovanni Trapattoni
ARBITRO: Gussoni
Bologna - Stadio Comunale
Domenica 16 aprile 1978 ore 15:30
BOLOGNA-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Gentile 23, Maselli 27
Allenatore: Bruno Pesaola
Allenatore: Giovanni Trapattoni
Le pagelle dei bianconeri al Comunale di BolognaVerza, tributo troppo amaroZOFF — Battuto in mischia, prima e dopo inoperoso o quasi sia pure con qualche rischio. Una partita quasi da spettatore, e del resto se lo meritava dopo le tensioni delle ultime gare.CUCCUREDDU — Il migliore della Juve, il più vivo in campo sia come difensore che per le proiezioni offensive: nella giornata in cui il pareggio stava bene a tutti, ha saputo interpretare la parte con grande dignità.GENTILE — Ha iniziato con molta concentrazione poi via via si è smarrito anche per un indolenzìmento muscolare che alla fine è stato diagnosticato come stiramento. Del resto non era questa la partita adatta per un combattente come lui.FURINO — Il capitano ha lavorato molto come vigile urbano, a smistare palloni a centrocampo, molti lateralmente qualcuno indietro secondo le regole della melina, accentuata particolarmente nel finale quando conveniva davvero mantenere il pareggio.SPINOSI — Solo in una o due occasioni ha lasciato spazio a De Ponti, che per il resto della gara ha anticipato con bella sicurezza dimostrando di essere ancora in palla. Del resto lo si era già visto a Bruges: Spinosi non è un giocatore da mettere fra quelli a mezzo servizio, è ancora nel pieno delle sue possibilità.SCIREA — Una gara in scioltezza, con spunti offensivi efficaci ed un solo svarione difensivo. Ha pareggiato il duello a distanza con Bellugi, libero « forzato » di Pesaola (faranno loro due la coppia azzurra per Mar del Piata?).CAUSIO — Una partita più dimostrativa che altro, senza mai affondare con decisione in particolare nella ripresa quando è stato frenato da una dura botta alla coscia. Dribbling sicuri, passaggi precisi, ma soprattutto in orizzontale per non correre e non far correre rischi.TARDELLI — In progresso fisico rispetto alla trasferta in Belgio, ha giocato in allegria e questo è già molto. Una indicazione confortante per i prossimi suoi impegni bianconeri ed in azzurro.BONINSEGNA — Da vecchio professionista ha giocato solo sulle palle « pulite » rinunciando ad ogni tipo di rischio. Fra lui e Roversi ben altre scintille si sono viste nella lunga carriera di entrambi.VERZA — Ha giocato otto minuti soli, ha avuto la peggio in uno scontro a centrocampo con Valmassoi ed è finito in ospedale con una gamba fratturata. Davvero un tributo troppo grosso, amaro, per una partita priva di animosità, giocata correttamente da ambo le partì. Un peccato perché un giocatore come Verza sarebbe stato utilissimo nella Juve per il finale di campionato e per la Coppa Italia.BETTEGA — Visto il Bobby-gol che vogliamo (in azzurro) in uno stacco di testa nella ripresa sul quale Mancini ha dovuto compiere una vera prodezza per evitare il gol. Per il resto Roberto ha ancora una volta fatto soprattutto il centrocampista cucendo e ricucendo manovre, senza affondare i colpi e rallentando poi nel finale a causa di una contusione.CABRINI — Pur nel ritmo non certamente ossessivo del match, è riuscito a piazzare alcuni dei suoi numeri migliori, un misto di tecnica e di potenza. Dimenticata la botta di Bruges, è pronto a rispondere alla chiamata di Bearzot.Bruno Peruccatratto da: La Stampa 17 aprile 1978
BOLOGNA-JUVENTUS: 1-1La Signora è Vecchia ma non BefanaSTAVOLTA ha indovinato il pronostico persino Annibale Frossi. Presentando la partita, aveva scritto sul «Giornale Nuovο»:"Se c'è una logica, Bologna-Juve è da pareggio"e aveva consigliato a Trapattoni di essere prudente:«Impostandosi in maniera diversa, rischierebbe di buttare all'aria il lavoro di tutta la stagione».Trapattoni, che è saggio, ha badato soprattutto a evitare la vittoria del Bologna. Certo adesso la Juventus viene attaccata anche per... Agnelli. Ma ha commentato giustamente Gian Maria Gazzaniga che è assurdo«Presentare la Juve come "simbolo del potere" motivando il tifo contrario con assurde implicazioni politiche».Il suo ragionamento non fa una grinza:«Non siamo ridicoli, anzi lasciamo stare il proletariato e le sue lotte serie. Qui si tratta di un pallone sia pure con riflessi enormi e se la mettiamo su certi piani non è che le altre società italiane siano per esempio dirette da cooperative popolari».Non gli è piaciuto nuovamente Scirea, gli ha dato solo 5,5. Mentre il libero ha ricevuto la sufficienza da altri critici autorevoli come Giglio Panza e Giorgio Mottana (sulla «Gazzetta del Popolo», Alberto Fasano l'ha giudicato addirittura «discreto»). L'ex direttore della «Gazzetta» è stato l'unico a bocciare Tardelli che tutti hanno visto in netta ripresa (l'ex direttore di "Tuttosport" gli ha dato 6,5). Nelle pagelle di Gianni de Felice l'unica insufficienza riguarda Boninsegna. Bruno Perucca ha raccontato di un«Pareggio senza rischi».E, in effetti, a volere la X è stata soprattutto la Juventus, il Bologna ha tentato di vincere.Adalberto Bortolotti ha scritto sul "Corriere dello Sport-Stadio":«Nella ripresa la cautela diventa palpabile e infine si esprime in una comune melina che induce persino l'attento Gussoni a fischiare la fine delle ostilità (si fa per dire) con qualche attimo di anticipo. Scandalo? Via siamo seri. Lo stesso copione la Juventus aveva seguito a Firenze, pari pari. La squadra bianconera sta costruendo il suo diciottesimo scudetto non soltanto dall'alto di una chiara superiorità, ma anche in virtù di una saggia, attenta, capillare amministrazione del vantaggio conquistato. E il Bologna che sta inseguendo una salvezza a un certo punto apparsa chimerica, non è proprio nelle condizioni di stuzzicare un avversario così ben disposto. Pace e bene, tutti contenti, e scambi di auguri per i rispettivi traguardi, da adesso più concreti».Cioè scudetto e salvezza. Anche Giulio C. Turrini («Il Resto del Carlino») non ha dubbi:«Tutto fa credere che i vecchi draghi della Juve toccheranno ugualmente il porto dello scudetto N. 18. Quanto al Bologna continua in quelle famose "cinque finali" di cui parlammo dopo l'Olimpico: e quella di domenica prossima la giocherà proprio sul campo del rivale di tanti anni or sono, il glorioso Genoa 1893 Cricket and Football Club».Ma stavolta, invece dello scudetto, sarà in palio la salvezza. La Juventus, dopo questo pareggio non ha problemi. I bianconeri hanno dimenticato in fretta Bruges (ed Eriksson): Roberto Bettega ha raccontato la sua settimana tipo ai lettori della "Domenica del Corriere" ora diretta da Maurizio Costanzo (alias «Bontà Loro»). Così abbiamo scoperto che il bomber della Juventus è indaffarato soprattutto il martedi. Sentite:«Pranzo a casa, a Giaveno, a trenta chilometri da Torino, se non ho impegni di lavoro: se invece ne ho, mi fermo in città e mi occupo dei miei clienti: ho un'impresa di spedizioni a Villanova D'Asti. Quindi: abito a Giaveno dove mi sono trasferito subito dopo la malattia ho la ditta a Villanova e i clienti a Torino. Mi sposto continuamente ma divento sempre più pigro e quando sono con la famiglia a Giaveno me ne sto là senza nessuna voglia di muovermi. Gioco con i miei figli ai quali non dedico quasi mai la domenica che, per me, è il giorno di maggior lavoro».Gli spiccioli della domenica che gli rimangono sono infatti dedicati alla consorte:«Torno a casa, a Giaveno. I miei figli e mia moglie mi hanno visto in televisione. Mia moglie mi ha aspettato serena. Parlo un po' con lei, è molto dolce. So già che stanotte non riuscirò a dormire».Dopo lo stress ha diritto al relax.Elio Domeniconitratto dal Guerin Sportivo anno 1978 nr.16
![]() |
Tre minuti e il Bologna pareggia: tiro di Nanni dal limite, Zoff respinge, palla a Maselli che di piatto infila l'1 a 1. |
![]() |
Bettega tenta il raddoppio ma il portiere del Bologna Mancini para. |
![]() |
| La Stampa 17 aprile 1978 |
![]() |
| La Stampa 17 aprile 1978 |















