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martedì 21 aprile 2026

21 Aprile 2013: Juventus - Milan

È il 21 aprile 2013 e  Juventus e Milan si sfidano nella quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2012-13 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

È una Juventus Campione d'Italia in carica che non sembra aver problemi nel vincere ancora il tricolore. Infatti la squadra allenata da Antonio Conte chiude il campionato con nove punti di vantaggio sul Napoli di Rafa Benítez

Il Milan dal canto suo disputa un campionato dignitoso e si piazza sull'ultimo gradino del podio.

Buona Visione!


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Stagione 2012-13 - Serie A 14ª di ritorno
Torino - Juventus Stadium
Domenica 21 aprile 2013 ore 20.45
Juventus-Milan 1-0
Marcatore: 57' rigore Vidal

Juventus: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner (81' Padoin), Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah (92' Peluso), Marchisio, Vucinic (90' Quagliarella)
A disposizione: Storari, Rubinho, Cáceres, De Ceglie, Marrone, Isla, Giaccherini, Matri, Bendtner
Allenatore: Antonio Conte

Milan: Abbiati (15' Amelia), Abate, Zapata C., Mexes, Constant, Montolivo, Ambrosini (46' Muntari), Boateng, Robinho (71' Bojan), Pazzini, El Shaarawy
A disposizione: Zaccardo, Bonera, Yepes, De Sciglio, Antonini, Traoré, Nocerino, Narduzzo, Niang
Allenatore: Massimiliano Allegri

Arbitro: Banti
Ammonizioni: Zapata, Amelia, Mexes (M)



I bianconeri superano di misura gli uomini di Allegri con un rigore di Vidal e la prossima settimana, nel derby, potrebbero festeggiare il 29° tricolore. Ambrosini e compagni dicono forse definitivamente addio al secondo posto e devono iniziare a guardarsi le spalle dai viola distanti ora un solo punto

TORINO - Chi di rigore ferisce, di rigore perisce. Così come all'andata è un penalty a decidere il big match tra Juventus e Milan, solo che questa volta ad uscire dallo stadio con le braccia alzate al cielo sono i campioni d'Italia a segno dagli undici metri con Vidal e sempre più vicini al secondo scudetto consecutivo (già domenica nel derby potrebbe arrivare la matematica certezza, ndr), il 29° esimo nella storia. Per Ambrosini e compagni, che non vincono da tre giornate, si tratta del primo ko in campionato dopo quindici turni. 

MILAN, OCCHIO ALLE SPALLE - Una sconfitta pesantissima sul piano della classifica per i rossoneri che vedono allontanarsi, probabilmente in maniera definitiva, il secondo posto difeso dal Napoli e sentono il fiato sul collo di una Fiorentina distante ora una sola lunghezza. C'è da dire, però, che la squadra di Allegri, con la gara di questa sera, è reduce da un trittico di partite infernale (Fiorentina, Napoli e Juventus, ndr) dal quale sono usciti fuori solo due punti. Quello visto questa sera allo Juventus Stadium è un Milan in linea con le ultime uscite: provato fisicamente dopo l'enorme fatica fatta per risalire fino in zona Champions e privo di idee in attacco dopo l'appannamento di El Shaarawy in fase realizzativa e l'assenza per squalifica di Balotelli. Ora Allegri dovrà cercare di tirar fuori dai suoi le ultime energie per non buttar via una rincorsa che durava ormai da 20 giornate.

ORA SOTTO COL DERBY - Onore ai campioni della Juventus capaci di dominare un campionato senza mai metterlo in discussione, se non all'inizio del girone di ritorno col Napoli che sembrava l'unica antagonista. "Sembrava", perché gli azzurri si sono sgretolati nel momento di maggiore pressione e ora navigano a una distanza abissale: sono 11, infatti, i punti che separano le due compagini in classifica. Tornando alla gara di questa sera, Conte può essere soddisfatto dei suoi. I bianconeri non hanno rischiato praticamente nulla costringendo il Milan al tiro da fuori. Non è certo stata una gara memorabile con l'unico vero acuto arrivato su un calcio di punizione a inizio partita. Se non fosse stato per il rigore trasformato da Vidal avremmo parlato di uno 0-0 privo di enfasi. Ora sotto col Torino per un derby che può valere il tricolore.

LA GARA - Nel posticipo della 33ª giornata Juventus e Milan non vogliono perdere e questo le costringe a star chiuse nella propria metà campo in attesa del varco giusto. Non è un caso che l'unica vera emozione del primo tempo arrivi da un calcio di punizione dal limite di Pirlo sul quale Abbiati (costretto poi a lasciare il campo per infortunio, ndr) deve superarsi. Il resto è solo tattica con i rossoneri più propensi a fare la gara e a farsi vedere con qualche tiro da fuori: Buffon blocca centralmente due volte su El Shaarawy. Il risultato si sblocca al quarto d'ora della ripresa quando Amelia stende in area Asamoah e manda dal dischetto Vidal: il cileno dagli undici metri è implacabile. Allegri prova allora a dare vitalità all'attacco rossonero togliendo un mediocre Robinho per Bojan, ma l'effetto non è poi tanto diverso da quello precedente, così i rossoneri provano a pungere solo dalla distanza con Montolivo e Muntari (entrato al posto di Ambrosini, infortunato), ma servirebbe ben altro per sorprendere un attento Buffon.





JUVENTUS-MILÁN 1-0, DECIDE VIDAL SU RIGORE. SCUDETTO VICINO. VIOLA A UN PUNTO DAI ROSSONERI
I bianconeri vincono 1-0 grazie a un rigore di Vidal e si avvicinano al tricolore. La squadra di Allegri non perdeva dal 22 dicembre: adesso ha una sola lunghezza sulla Fiorentina

TORINO, 21 aprile 2013 - La Juventus batte anche il Milan, e così il secondo scudetto consecutivo si avvicina sempre di più. Contro il Diavolo, che era imbattuto da 14 giornate, mai sconfitto nel 2013, basta un rigore di Vidal. E si chiude virtualmente il cerchio tricolore: il 2 ottobre 2011 la doppietta al Milan di Marchisio qui allo Juventus Stadium Marchisio faceva capire a tutti che la Juve di Conte faceva sul serio, alla sesta giornata dello scorso campionato. Questo successo, seppure meno convincente sul piano del gioco, comunque da squadra matura che sa centellinare ogni stilla di energia, tiene il Napoli primo inseguitore a 11 punti di distacco dalla capolista, a cinque giornate dalla fine. Il Milan, che a San Siro con la Juve aveva vinto, all'andata, sprofonda a -18, sempre terzo, ma con la Fiorentina ora appiccicata, è caratterizzato dall'esordio di Bakaye Traorè. Il maliano viene schierato alla destra di De Jong con Montolivo a sinistra. In difesa preferisce De Sciscia.

OCCASIONE PIRLO, POCO PIÙ - Il primo tempo - preceduto dai buu della Curva Nord (quella del tifo non organizzato) a Boateng nel riscaldamento, e lo Juventus Stadium è diffidato - è giocato a un andamento lento che ricorda più una fortunata canzone di Tullio De Piscopo che una partita di vertice di serie A. Il Milan gioca in orizzontale, neanche lo scopo del gioco fosse quello di andare in doppia cifra come passaggi riusciti consecutivamente. Il pareggio al Diavolo sta benissimo, meglio non far arrabbiare la capolista. La Juve non vuole sbilanciarsi, tanto il vantaggio sul Napoli resta da tappa dolomitica del Giro. E davanti ha pochino, con Vucinic in cattiva serata e Marchisio che fa il suo, ma punta non è. Del resto gli allenatori hanno fatto scelte comprensibili: entrambi hanno messo in campo i migliori 11, come valore assoluto, prescindendo dai ruoli.

ABBIATI OUT - Conte privilegiando i suoi centrocampisti di qualità nel 3-5-1-1 che permette a Pogba di partire titolare, Allegri schierando tre attaccanti più Boateng. Ma la pratica non conforta la teoria. La gara è brutta, i passaggi sbagliati esagerati come l'aranciata di una riuscita pubblicità. L'unica conclusione degna di cronaca dei primi 45' è un tiro deviato, ed è tutto dire, di Pirlo, su punizione. Bravissimo Abbiati a trovare il riflesso per il cambio di direzione, quello che non era riuscito a Buffon a Monaco contro il Bayern sul tiro di Alaba sporcato da Vidal. Abbiati però si fa male alla tibia destra: dopo un quarto d'ora entra Amelia. Poi poco altro. Una spettacolare rovesciata larga di Pogba, più coreografica che pericolosa. Ma Pirlo perde palloni a ripetizione davanti alla sua area, e la Juve non decolla. All'intervallo è 0-0. Per forza.

VIDAL SU RIGORE - Si riparte con Muntari al posto di Ambrosini (caviglia destra in disordine). Cambia poco. Poi Amelia ravviva la gara all'improvviso, con un'uscita sciagurata con cui travolge Asamoah, destinato ad allargarsi sulla sinistra. Banti indica il dischetto: rigore. Vidal segna di potenza il suo tredicesimo gol stagionale. Juve in vantaggio al 12' della ripresa. La gara si vivacizza un po'. C'è qualche spazio in più, ma le occasioni gol continuano a latitare. Il Milan, deludente, nonostante Allegri continui a inserire attaccanti - arriva il turno pure di Bojan, fa solo il solletico alla miglior difesa del campionato. La Juve vendica con lo stesso punteggio l'1-0 dell'andata ottenendo la sesta vittoria di fila in campionato. E lo scudetto è sempre più soltanto questione di tempo.

Gaetano De Stefano
tratto dalla Gazzetta dello Sport versione online.








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domenica 12 aprile 2026

12 Aprile 2008: Juventus - Milan

Siamo in un periodo in cui l' Internazionale Milano domina il calcio italiano. Favoriti dall'uscita di scena della Juventus dal massimo palcoscenico della Serie A per 'colpa' della farsa di Calciopoli, i neroazzurri hanno strada aperta per dominare il football italiano.

Intanto siamo al 12 aprile 2008 Juventus Milan si sfidano in questa gara valevole per la quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A TIM 2007-08. Il tutto si svolge allo 'Stadio Olimpico' di Torino.

Guidati in panchina da Claudio Ranieri e con un Alessandro Del Piero in gran spolvero giocano una gara da ricordare. Una gran bella rimonta per una Juve che si prende tre punti fondamentali per conquistare (alla fine del campionato) un terzo posto dietro all'Inter ed alla Roma.

Buona Visione!



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Campionato di Serie A 2007-2008 - 14 ritorno Torino - Stadio Olimpico Sabato 12 aprile 2008 ore 20.30 JUVENTUS-MILAN 3-2 MARCATORI: Del Piero 12, Inzaghi F. 14, Inzaghi F. 31, Salihamidzic 45, Salihamidzic 80
JUVENTUS: Buffon, Grygera, Legrottaglie (Stendardo 51), Chiellini, Molinaro, Camoranesi (Nocerino 90), Sissoko, Tiago, Salihamidzic, Del Piero, Trezeguet (Iaquinta 78)
Allenatore: Claudio Ranieri
MILAN: Kalac, Bonera, Simic, Maldini P., Favalli, Gattuso (Gilardino 84), Pirlo (Brocchi 89), Ambrosini, Seedorf, Kakà, Inzaghi F. (Cafu 69)
Allenatore: Carlo Ancelotti
ARBITRO: Rocchi ESPULSIONI: Bonera 66 (Milan)



L'editoriale di Juventus-Milan 3-2

Tre punti d'oro che valgono l'Europa. La Juventus batte il Milan 3-2 e fa un passo decisivo verso la conquista di un posto in Champions League, disputando una partita tosta e grintosa, con qualche disattenzione difensiva, ma soprattutto con giocate da manuale del calcio, provenienti dalle doti tecniche dei suoi campioni: Del Piero per l'ennesima volta goleador e per l'ennesima volta uomo partita Sky, Camoranesi assistman per tutti e tre i gol dei bianconeri, Sissoko insormontabile e d'acciaio.
Il match inizia bene per la Juve che passa in vantaggio con Alex Del Piero, ma nel prosieguo della prima frazione di gara il Milan mette sul campo il talento di Seedorf e Kakà a disposizione di Inzaghi, che va in gol per due volte di fila. Agli ultimi minuti utili, i bianconeri riescono a trovare il pari insperato col tap-in di Salihamidzic.
La ripresa inizia in modo più compassato per entrambe le squadre, che provano soprattutto a controllare il gioco. La calma viene interrotta da uno scriteriato intervento di Bonera su Sissoko (in stile Taylor-Eduardo) che costringe il non sempre attento arbitro Rocchi a tirare fuori il rosso diretto. Così, sugli sviluppi di un giusto calcio di punizione a favore dei padroni di casa, Brazzo Salihamidzic fa doppietta regalando punti fondamentali alla propria squadra.

Le pagelle di Juventus-Milan 3-2

JUVENTUS
Buffon 6,5: lavora parecchio sui tiri dalla distanza dei milanisti. Non può nulla sui due gol di Inzaghi, mentre è sempre decisivo nelle uscite alte, propagando calma e tranquillità a tutta la difesa.
Grygera 6,5: interpreta bene il ruolo di terzino. Concentrato in copertura e ficcante nelle incursioni d'attacco, dove trova anche pericolosissimi tiri dai 30 metri.
Legrottaglie 6: fa bene il suo mestiere, finché non è costretto a uscire, in seguito a uno scontro di gioco con Kakà. --> Stendardo 6: mai un errore, anzi una chiusura determinante.
Chiellini 6: come sempre ruvido, ma preciso negli interventi. L'unica disattenzione è sul dribbling di Kakà in occasione del primo gol di Inzaghi.
Molinaro 6: perde meno palloni del solito.
Camoranesi 8: Mister Classe Sopraffina, delizia il palato dei tifosi bianconeri con giocate dall'altissimo tasso tecnico. Salta tutti e sempre a sua volontà, fornendo tutti e tre gli assist per gli altrettanti gol della Juventus. Fenomenale. --> Nocerino sv.
Tiago 5: i senatori della squadra pare abbiano convinto Ranieri ad offrirgli una nuova chance da titolare, ma il portoghese non fa nulla per ripagarli della fiducia. Lento e macchinoso, sbaglia passaggi di 10 metri e si ostina nelle verticalizzazioni. Peggiore in campo.
Sissoko 7,5: il carrarmato maliano continua a confermare di essere uno dei migliori interdittori del mondo. Recupera davvero tantissimi palloni, ma la sua grandezza è nel riuscire a bilanciare la fase di distruzione del gioco con quella di costruzione. Capita spesso, infatti, di vederlo saltare con pallonetti gli avversari a centrocampo o dribblarli sulla fascia. Bonera prova a rovinargli la carriera con un fallo da censura, ma Sissoko, dopo attimi di paura, si rialza e rientra in campo, facendo esplodere tutto lo stadio. Unico.
Salihamidzic 8: decide di diventare protagonista nella partita più importante di questo finale di stagione, realizzando una doppietta storica da centravanti puro. Sorprendente.
Trezeguet 5,5: gli capita una palla delle sue a fine primo tempo, ma David la colpisce di testa mandandola addosso a Kalac. Fortuna che Brazzo è stato pronto a ricacciarla in rete. Involuto. --> Iaquinta sv.
Del Piero 8: il talento c'è sempre stato e lui ha sempre dimostrato di possederne un'infinità. Ma quello che sorprende in questa fantastica stagione del capitano bianconero è la sua forza e freschezza fisica, la sua convinzione di essere imprescindibile per la Juventus. Così, di partita in partita offre saggi di calcio e gol a caterve, con una dedizione alla causa da capitano vero. Il Calcio. Uomo partita.

MILAN
Kalac 6: se poteva fare qualcosina in più sul gol di Del Piero, in occasione delle altre due reti bianconere è impotente. Toglie dal set una bordata di Grygera sparata da 34 metri.
Bonera 5: attento dietro, offre ad Inzaghi un pallone solo da spingere in rete, rendendosi decisivo nel vantaggio milanista. Ma lo sciagurato intervento a gamba tesa sulla tibia di Sissoko avrebbe potuto causare danni enormi alla carriera del maliano. Nel frattempo, con la sua espulsione, ha fatto sì che il Milan giocasse buona parte del secondo tempo in 10 contro 11.
Simic 5: in costante affanno su Del Piero, che lo salta irridendolo più e più volte. Il croato è, così, obbligato a ricorrere ad almeno 4 falli sull'attaccante bianconero, riuscendo però a non farsi mai ammonire.
Maldini 5,5: lui è il Milan e si vede da come porta palla a testa alta e da come è sicuro negli interventi difensivi. Tuttavia, questa sicurezza gli si ritorce contro, quando Del Piero gli sottrae il pallone da sotto le gambe, offrendolo a Camoranesi per il pareggio della Juventus.
Favalli 5,5: poca spinta e molte rincorse, non tutte terminate a buon fine.
Gattuso 6: sta mano mano rientrando in forma, ma la posizione di quasi esterno destro lo limita nella sua capacità di recuperare palla. --> Gilardino sv.
Pirlo 6: nel primo tempo riesce a manovrare la squadra come meglio non gli si può chiedere, poi come tutto il Milan sparisce alla distanza. --> Brocchi sv.
Ambrosini 6,5: il migliore dei centrocampisti difensivi del Milan, recupera molti palloni e ne contende parecchi anche a Sissoko.
Seedorf 6,5: il centro-sinistra non è la sua posizione preferita, ma l'olandese quando si accende è imprendibile.
Kakà 6,5: parte molto bene, facendo ammattire la difesa bianconera e servendo un assist al bacio a Inzaghi per l'1-1. Poi cala vistosamente, soprattutto quando è schierata unica punta.
Inzaghi 7: due palle toccate, due gol. È Inzaghi. --> Cafu 5: commette l'errore fatale di perdere Salihamidzic sul 3-2 finale. Ha esperienza da vendere e non può permettersi simili distrazioni.






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martedì 10 marzo 2026

10 Marzo 2017: Juventus - Milan

È il 10 marzo 2017 e Juventus e Milan si sfidano nella nona giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2016-17 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri partono in pole position per vincere l'ennesimo campionato. Ed infatti arriva il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese.

Dall'altra parte ci sono i rossoneri milanesi che disputano una stagione deludente. Almeno riescono a 'rubacchiare' un posto nelle prossime coppe europee per il rotto della cuffia!

Buona Visione!


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Stagione 2016-2017 - Campionato di Serie A - 9 ritorno
Torino - Juventus Stadium
Venerdì 10 marzo 2017 ore 20.45
JUVENTUS-MILAN 2-1
MARCATORI: Benatia 30, Bacca 43, Dybala rigore 90+7
 
JUVENTUS: Buffon, Barzagli (Lichtsteiner 46), Bonucci, Benatia (Rugani 78), Asamoah, Pjanic, Khedira, Dani Alves, Dybala, Pjaca (Kean 89), Higuain
Allenatore: Massimiliano Allegri
 
MILAN: Donnarumma, Zapata C., Paletta, Romagnoli A., De Sciglio, Pasalic (Poli 70), Sosa J., Bertolacci, Deulofeu, Bacca (Kucka 55), Ocampos (Vangioni 90)
Allenatore: Vincenzo Montella
 
ARBITRO: Massa D.
ESPULSIONI: Sosa J. 90+3 (Milan)



I bianconeri vincono all'ultimo respiro grazie a un penalty (fallo di mano di De Sciglio) realizzato dall'argentino e contestatissimo dai milanesi. Nel primo tempo vantaggio firmato da Benatia e pareggio di Bacca. Piemontesi momentaneamente a +11 sulla Roma

TORINO - Le mani sullo scudetto. La Juventus all'ultimo respiro batte 2-1 il Milan e allunga in classifica a +11 sulla Roma, almeno momentaneamente. Ma la sfida dello Stadium sarà ricordata per quell'ultimo minuto di recupero che ha visto l'arbitro Massa assegnare un calcio di rigore pesante come un macigno ai campioni d'Italia. Deviazione di mano di De Sciglio su un cross molto ravvicinato di Lichtsteiner che farà discutere per giorni. Dagli undici metri non sbaglia Dybala che vendica Doha e regala i tre punti ai bianconeri dopo le reti nel primo tempo messe a segno da Benatia e Bacca. 
JUVE ALL'ARREMBAGGIO - Indisponibili Chiellini e con Cuadrado squalificato, Allegri nel prepartita perde anche Mandzukic per problemi intestinali. In campo allora ci va un 4-2-3-1 con in attacco Higuain supportato da Dani Alves, Dybala e Pjaca. Barzagli e Asamoah fanno i terzini. 4-3-3 per Montella che è costretto a lasciare in panchina Suso, non al meglio. Davanti allora giocano Deulofeu, Bacca e Ocampos. In mezzo al campo Pasalic, Bertolacci e Sosa; De Sciglio e Romagnoli esterni con Paletta e Zapata a difesa di Donnarumma. Dopo qualche minuto di buon Milan, il pallino del gioco passa nelle mani bianconere. Sono tante le conclusioni dei campioni d'Italia; al 4' tiro di Pjaca dopo un cross di Dani Alves e una grande parata di Donnarumma. Khedira è pronto al tap-in ma Zapata alza la palla in angolo. Poco dopo ancora pericoloso il croato dopo uno sfondamento di Dybala che viene anche toccato in area da un difensore: niente rigore e sfera sul fondo. Donnarumma dice di no a Dybala mentre Bonucci ha una grossa chance ma 'cicca' clamorosamente il pallone sotto porta. Al 24' gran tiro dal limite di Higuain e Donnarumma in tuffo respinge ancora una volta. 
VANTAGGIO BENATIA, PAREGGIA BACCA - Il gol bianconero è nell'aria e arriva puntuale alla mezz'ora: Dybala per Dani Alves che dal limite crossa in area dove Benatia, tenuto in gioco da Romagnoli e dimenticato da Paletta, deve solo spingere la sfera in rete. Montella a questo punto sposta Deulofeu a sinistra per attaccare Barzagli, non proprio a suo agio nel ruolo di esterno. Al minuto 35' ancora Juventus: punizione di Dybala, palla respinta e Khedira impatta col destro ma manda la sfera sul fondo. Il match sembra saldamente in mano ai padroni di casa ma al 43' ecco una ripartenza veloce di Deulofeu che corre proprio a sinistra, supera Barzagli, si accentra e serve in area Bacca che, in posizione dubbia, con l'esterno sinistro infila Buffon. 
LA JUVENTUS SBATTE SU DONNARUMMA - A inizio del secondo tempo cambio tattico di Allegri: fuori un Barzagli in chiara sofferenza e dentro Lichtsteiner. La Juventus è avvelenata e attacca con furore. Prima Pjanic ci fa parare una punizione e poco dopo Bacca rischia un clamoroso autogol dopo un corner del bosniaco. Al 7' il gol è praticamente fatto ma sul tiro di Khedira c'è un salvataggio sulla linea. Bacca ha problemi fisici e Montella si copre rimpiazzandolo con Kucka. Al quarto d'ora punizione bianconera, palla messa fuori, Higuain di testa la rimanda dentro e Pjaca, defilato e libero, conclude in diagonale sul fondo. Qualche secondo dopo il tiro di Pjanic con deviazione di Donnarumma sulla traversa. Al 20' ancora protagonista Pjaca: ripartenza, assist smarcante di Dani Alves e il croato opta per un destro al volo con palla però alle stelle. Al 28' è strepitoso Donnarumma a negare la gioia del gol prima a Khedira e quindi a Higuain. 
DYBALA ALL'ULTIMO RESPIRO - Il Milan finalmente mette fuori la testa alla mezz'ora, ma il tiro di Sosa viene respinto da Buffon. Un minuto dopo regalo incredibile di Benatia per Deulofeu che in area però si lascia anticipare da Buffon. I ritmi calano e la partita pare avviata inesorabilmente verso il pareggio. Ma nei quattro minuti di recupero concessi da Massa succede di tutto. Prima Higuain, servito da Bonucci, con una bellissima mezza girata manda il pallone di nulla out. Al 50' della ripresa l'episodio che decide la partita è probabilmente il cross di Lichtsteiner dal fondo destro e la deviazione con la mano di De Sciglio, molto vicino allo svizzero. Per Massa è rigore ed esplodono le proteste rossonere. Quando finalmente può calciare dagli undici metri, Dybala dimentica Doha e supera Donnarumma.

JUVENTUS
BONUCCI 5.5 L'eccesso di sicurezza lo induce a una finezza che per poco Bacca non punisce. Dopo il pari del colombiano, sul quale le colpe sono d'altri, raddoppia la concentrazione.
PJANIC 5.5 Il tocco è sempre artistico, la precisione dei passaggi però non è un dettaglio. Nel primo tempo conferisce ordine, senza disdegnare il tiro. Nel secondo cala assai.
DYBALA 7 S'incunea felpato in mezzo alle maglie rossonere: gli zig-zag da lontano disorientano i rivali, costretti a raddoppiare controllori e sorveglianza su di lui. È in fondo che gli spetti il rigore della vittoria.
PJACA 5 Sciagurato nelle conclusioni in porta, sfoggia mira pessima, sprecando tre assist e vanificando l'evidente capacità di sapersi smarcare. 
MILAN
DONNARUMMA 8 Balza sul tiro di Pjaca, si allunga su quello di Dybala, si stende su quello di Higuain, fa il muro su Pjanic. È solo l'inizio di una notte in cui gli juventini lo odiano, lo ammirano per le nove paratone nove e un po' lo sognano per il futuro. Lui bacia lo stemma del Milan.
DEULOFEU 7 Il cambio di fascia con Ocampos è la svolta tattica: la sua velocità e la sua tecnica palla al piede mettono in crisi la Juventus, anche se è impegnato in prevalenti compiti difensivi.
OCAMPOS 5.5 Parte nell'anonimato, quasi intimidito. Si rianima da centravanti presunto, nella prateria. Dal 45' st. Vangioni sv.
BACCA 6.5 Mette il marchio sulla serata, con un gol fainesco, che gli juventini contestano per un lieve fuorigioco. È la conferma che la sua crisi è finita. Esce in anticipo, complice il lieve infortunio. 
ARBITRO Massa 5.5 Arbitra bene, senza giustificare proteste, fino all'epilogo, in cui ascolta l'addizionale Doveri. Se ne discuterà all'infinito, secondo tradizione delle sfide tra Juve e Milan. 
Federico Sala






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mercoledì 25 febbraio 2026

25 Febbraio 1996: Juventus - Milan

É il 25 Febbraio 1996 Juventus Milan si sfidano nella sesta giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 1995-96  allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver rivinto lo Scudetto dopo ben otto anni adesso pensano in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo proprio da questo Milan. Alla fine per i nostri eroi sará secondo posto.

Buona Visione!



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Stagione 1995-1996 - Campionato di Serie A - 6 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 25 febbraio 1996 ore 20:30 
JUVENTUS-MILAN 1-1
MARCATORI: Conte A. 3, Weah 30

JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Carrera M., Vierchowod, Pessotto G., Lombardo (Di Livio 74), Paulo Sousa (Jugovic 74), Deschamps, Conte A., (c) Vialli, Ravanelli (Del Piero 57)
A disposizione: Rampulla, Torricelli
Allenatore: Marcello Lippi

MILAN: Rossi S., Tassotti, Costacurta, Baresi F., Maldini P., Donadoni, Albertini (Ambrosini 31 - Di Canio 59), Desailly, Boban, Weah, Baggio R. (Simone 77)
A disposizione: Ielpo, Coco
Allenatore: Fabio Capello

ARBITRO: Boggi
AMMONIZIONI: Ferrara C. (Juventus); Ambrosini, Tassotti, Baresi F., Maldini P. (Milan)





Fischiato dai tifosi bianconeri perde la sfida con il suo passato 
Baggio, il Codino sbiadito 

TORINO. Quando lo speaker annuncia la formazione milanista, i fischi hanno una costante. Salvo quando viene letto il nome di Robi Baggio, che torna sul luogo dello scudetto. Allora i decibel s'impennano appena. Roba per orecchie sopraffine. Prima che i duellanti diano inizio alle operazioni, la curva bianconera propone al Codino un invito, poco elegante per la verità, a prendere la via della toilette. Nella notte dei cannibali milanisti e degli irriducibili Lippiani, un artista non può piegarsi a ima natura che non è sua. Non è e non sarà mai un combattente. Così Robi comincia da cesellatore, un colpo di tacco per Weah e via. Il gol di Conte non spegne gli ardori rossoneri, Baggio tenta di non restare emarginato, inghiottito cioè dalla morsa Vierchowod-Carrera-Ferrara. Cerca di essere utile con tocchi immediati, puliti o sporchi. 

La posizione è in continuo cambiamento: sinistra, destra, centro e perfino più indietro. Insomma, è il consigliere ravvicinato di Weah. Si presenta con un piazzato, ed è una specie di petardo bagnato, e con un assist (8' del primo tempo) per Maldini. Il condimento del pubblico juventino è il solito e previsto: grandine di fischi, comunque ben assorbiti dal destinatario. La volontà all'ex bianconero non manca: fa ciò che può per non chiudersi dentro la placenta delle domeniche infelici; dà perciò segnali di vita con traiettorie corte, senza però osare più di tanto. Ogni suo gesto è quasi pilotato da un sussiego quasi obbligato, non si fa vincere dalla smania perché sa che nel calcio voghe fa rima con doglie. 

Il trattamento riservatogli dai marcatori di circostanza fa tremare il Raffaello e quasi lo ricaccia in pinacoteca, là dove può farsi ammirare senza nuocere. La presenza in campo dell'ex Pallone d'Oro talvolta è gelida. E' sempre bello a vedersi, Baggio, però talvolta pare refrattario ai fascini magnetici delle grandi sfide, alle roventi emotività di certe partite. Al 16' Robi è trattato duramente da Ferrara: il piazzato è senza esito. La palla impazzisce, come quella di un flipper. E lui, il Codino, gradisce poco. Oltretutto il mestiere di seconda punta lo digerisce male, soprattutto quando il clima scotta. Ferrara lo tiene d'occhio, così Vierchowod e Carrera. Al 24' Robi è raffinato nell'l2 con Weah, ma nel momento fatale c'è torpore nel suo piede. E 3' dopo il suo sinistro «pescato» dal liberiano è come uno shuttle che vola alto in cielo. 

Insomma, attualmente Baggio non è l'uomo che incide e decide. Semmai si muove con flottaggi che agevolano Weah, un fulmine sul cross di Donadoni nel pallone dell' 1 -1. Robi accetta il ruolo di sponda con umiltà. E commette (siamo al 40') perfino un fallo su Deschamps. Si ricomincia. La curva milanista osanna Baggio, i tifosi bianconeri rispondono per le rime, vietate ai minori di anni 14. La Juve spinge e Baggio vede meno palloni, e quei pochi li sfrutta senza spruzzarli con sale e fiele. Vita dura per l'ex beniamino della curva Scirea nel secondo tempo, in cui il Milan usa prudenza e contropiede. Robi vincerà lo scudetto, ma non si aggiudica la sfida al suo passatole anche al presente: fa più di lui Del Piero, che pure gioca solo 33 minuti). L'esibizione del Codino resterà una di quelle foto sviluppate male, molto sbiadite. Ma questa considerazione, probabilmente, non lo sfiorerà neppure. Lui il secondo titolo sta per papparselo. E ciò conta più di ogni parola. Ma quando esce (al 32' del secondo tempo, sostituito da Simone) è sommerso sotto una cupola di fischi. La riconoscenza non è di questo mondo. 

Angelo Caroli
tratto da: La Stampa 26 febbraio 1996






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