Visualizzazione post con etichetta Juventus-Milan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Juventus-Milan. Mostra tutti i post

martedì 10 marzo 2026

10 Marzo 2017: Juventus - Milan

È il 10 marzo 2017 e Juventus e Milan si sfidano nella nona giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2016-17 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri partono in pole position per vincere l'ennesimo campionato. Ed infatti arriva il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese.

Dall'altra parte ci sono i rossoneri milanesi che disputano una stagione deludente. Almeno riescono a 'rubacchiare' un posto nelle prossime coppe europee per il rotto della cuffia!

Buona Visione!


juventus




Stagione 2016-2017 - Campionato di Serie A - 9 ritorno
Torino - Juventus Stadium
Venerdì 10 marzo 2017 ore 20.45
JUVENTUS-MILAN 2-1
MARCATORI: Benatia 30, Bacca 43, Dybala rigore 90+7
 
JUVENTUS: Buffon, Barzagli (Lichtsteiner 46), Bonucci, Benatia (Rugani 78), Asamoah, Pjanic, Khedira, Dani Alves, Dybala, Pjaca (Kean 89), Higuain
Allenatore: Massimiliano Allegri
 
MILAN: Donnarumma, Zapata C., Paletta, Romagnoli A., De Sciglio, Pasalic (Poli 70), Sosa J., Bertolacci, Deulofeu, Bacca (Kucka 55), Ocampos (Vangioni 90)
Allenatore: Vincenzo Montella
 
ARBITRO: Massa D.
ESPULSIONI: Sosa J. 90+3 (Milan)



I bianconeri vincono all'ultimo respiro grazie a un penalty (fallo di mano di De Sciglio) realizzato dall'argentino e contestatissimo dai milanesi. Nel primo tempo vantaggio firmato da Benatia e pareggio di Bacca. Piemontesi momentaneamente a +11 sulla Roma

TORINO - Le mani sullo scudetto. La Juventus all'ultimo respiro batte 2-1 il Milan e allunga in classifica a +11 sulla Roma, almeno momentaneamente. Ma la sfida dello Stadium sarà ricordata per quell'ultimo minuto di recupero che ha visto l'arbitro Massa assegnare un calcio di rigore pesante come un macigno ai campioni d'Italia. Deviazione di mano di De Sciglio su un cross molto ravvicinato di Lichtsteiner che farà discutere per giorni. Dagli undici metri non sbaglia Dybala che vendica Doha e regala i tre punti ai bianconeri dopo le reti nel primo tempo messe a segno da Benatia e Bacca. 
JUVE ALL'ARREMBAGGIO - Indisponibili Chiellini e con Cuadrado squalificato, Allegri nel prepartita perde anche Mandzukic per problemi intestinali. In campo allora ci va un 4-2-3-1 con in attacco Higuain supportato da Dani Alves, Dybala e Pjaca. Barzagli e Asamoah fanno i terzini. 4-3-3 per Montella che è costretto a lasciare in panchina Suso, non al meglio. Davanti allora giocano Deulofeu, Bacca e Ocampos. In mezzo al campo Pasalic, Bertolacci e Sosa; De Sciglio e Romagnoli esterni con Paletta e Zapata a difesa di Donnarumma. Dopo qualche minuto di buon Milan, il pallino del gioco passa nelle mani bianconere. Sono tante le conclusioni dei campioni d'Italia; al 4' tiro di Pjaca dopo un cross di Dani Alves e una grande parata di Donnarumma. Khedira è pronto al tap-in ma Zapata alza la palla in angolo. Poco dopo ancora pericoloso il croato dopo uno sfondamento di Dybala che viene anche toccato in area da un difensore: niente rigore e sfera sul fondo. Donnarumma dice di no a Dybala mentre Bonucci ha una grossa chance ma 'cicca' clamorosamente il pallone sotto porta. Al 24' gran tiro dal limite di Higuain e Donnarumma in tuffo respinge ancora una volta. 
VANTAGGIO BENATIA, PAREGGIA BACCA - Il gol bianconero è nell'aria e arriva puntuale alla mezz'ora: Dybala per Dani Alves che dal limite crossa in area dove Benatia, tenuto in gioco da Romagnoli e dimenticato da Paletta, deve solo spingere la sfera in rete. Montella a questo punto sposta Deulofeu a sinistra per attaccare Barzagli, non proprio a suo agio nel ruolo di esterno. Al minuto 35' ancora Juventus: punizione di Dybala, palla respinta e Khedira impatta col destro ma manda la sfera sul fondo. Il match sembra saldamente in mano ai padroni di casa ma al 43' ecco una ripartenza veloce di Deulofeu che corre proprio a sinistra, supera Barzagli, si accentra e serve in area Bacca che, in posizione dubbia, con l'esterno sinistro infila Buffon. 
LA JUVENTUS SBATTE SU DONNARUMMA - A inizio del secondo tempo cambio tattico di Allegri: fuori un Barzagli in chiara sofferenza e dentro Lichtsteiner. La Juventus è avvelenata e attacca con furore. Prima Pjanic ci fa parare una punizione e poco dopo Bacca rischia un clamoroso autogol dopo un corner del bosniaco. Al 7' il gol è praticamente fatto ma sul tiro di Khedira c'è un salvataggio sulla linea. Bacca ha problemi fisici e Montella si copre rimpiazzandolo con Kucka. Al quarto d'ora punizione bianconera, palla messa fuori, Higuain di testa la rimanda dentro e Pjaca, defilato e libero, conclude in diagonale sul fondo. Qualche secondo dopo il tiro di Pjanic con deviazione di Donnarumma sulla traversa. Al 20' ancora protagonista Pjaca: ripartenza, assist smarcante di Dani Alves e il croato opta per un destro al volo con palla però alle stelle. Al 28' è strepitoso Donnarumma a negare la gioia del gol prima a Khedira e quindi a Higuain. 
DYBALA ALL'ULTIMO RESPIRO - Il Milan finalmente mette fuori la testa alla mezz'ora, ma il tiro di Sosa viene respinto da Buffon. Un minuto dopo regalo incredibile di Benatia per Deulofeu che in area però si lascia anticipare da Buffon. I ritmi calano e la partita pare avviata inesorabilmente verso il pareggio. Ma nei quattro minuti di recupero concessi da Massa succede di tutto. Prima Higuain, servito da Bonucci, con una bellissima mezza girata manda il pallone di nulla out. Al 50' della ripresa l'episodio che decide la partita è probabilmente il cross di Lichtsteiner dal fondo destro e la deviazione con la mano di De Sciglio, molto vicino allo svizzero. Per Massa è rigore ed esplodono le proteste rossonere. Quando finalmente può calciare dagli undici metri, Dybala dimentica Doha e supera Donnarumma.

JUVENTUS
BONUCCI 5.5 L'eccesso di sicurezza lo induce a una finezza che per poco Bacca non punisce. Dopo il pari del colombiano, sul quale le colpe sono d'altri, raddoppia la concentrazione.
PJANIC 5.5 Il tocco è sempre artistico, la precisione dei passaggi però non è un dettaglio. Nel primo tempo conferisce ordine, senza disdegnare il tiro. Nel secondo cala assai.
DYBALA 7 S'incunea felpato in mezzo alle maglie rossonere: gli zig-zag da lontano disorientano i rivali, costretti a raddoppiare controllori e sorveglianza su di lui. È in fondo che gli spetti il rigore della vittoria.
PJACA 5 Sciagurato nelle conclusioni in porta, sfoggia mira pessima, sprecando tre assist e vanificando l'evidente capacità di sapersi smarcare. 
MILAN
DONNARUMMA 8 Balza sul tiro di Pjaca, si allunga su quello di Dybala, si stende su quello di Higuain, fa il muro su Pjanic. È solo l'inizio di una notte in cui gli juventini lo odiano, lo ammirano per le nove paratone nove e un po' lo sognano per il futuro. Lui bacia lo stemma del Milan.
DEULOFEU 7 Il cambio di fascia con Ocampos è la svolta tattica: la sua velocità e la sua tecnica palla al piede mettono in crisi la Juventus, anche se è impegnato in prevalenti compiti difensivi.
OCAMPOS 5.5 Parte nell'anonimato, quasi intimidito. Si rianima da centravanti presunto, nella prateria. Dal 45' st. Vangioni sv.
BACCA 6.5 Mette il marchio sulla serata, con un gol fainesco, che gli juventini contestano per un lieve fuorigioco. È la conferma che la sua crisi è finita. Esce in anticipo, complice il lieve infortunio. 
ARBITRO Massa 5.5 Arbitra bene, senza giustificare proteste, fino all'epilogo, in cui ascolta l'addizionale Doveri. Se ne discuterà all'infinito, secondo tradizione delle sfide tra Juve e Milan. 
Federico Sala






kwadwo

juve

paulo

mehdi

Max

juve

juve

milan

milan

juve

milan


maglie














mercoledì 25 febbraio 2026

25 Febbraio 1996: Juventus - Milan

É il 25 Febbraio 1996 Juventus Milan si sfidano nella sesta giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 1995-96  allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver rivinto lo Scudetto dopo ben otto anni adesso pensano in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo proprio da questo Milan. Alla fine per i nostri eroi sará secondo posto.

Buona Visione!



juventus



Stagione 1995-1996 - Campionato di Serie A - 6 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
domenica 25 febbraio 1996 ore 20:30 
JUVENTUS-MILAN 1-1
MARCATORI: Conte A. 3, Weah 30

JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Carrera M., Vierchowod, Pessotto G., Lombardo (Di Livio 74), Paulo Sousa (Jugovic 74), Deschamps, Conte A., (c) Vialli, Ravanelli (Del Piero 57)
A disposizione: Rampulla, Torricelli
Allenatore: Marcello Lippi

MILAN: Rossi S., Tassotti, Costacurta, Baresi F., Maldini P., Donadoni, Albertini (Ambrosini 31 - Di Canio 59), Desailly, Boban, Weah, Baggio R. (Simone 77)
A disposizione: Ielpo, Coco
Allenatore: Fabio Capello

ARBITRO: Boggi
AMMONIZIONI: Ferrara C. (Juventus); Ambrosini, Tassotti, Baresi F., Maldini P. (Milan)





Fischiato dai tifosi bianconeri perde la sfida con il suo passato 
Baggio, il Codino sbiadito 

TORINO. Quando lo speaker annuncia la formazione milanista, i fischi hanno una costante. Salvo quando viene letto il nome di Robi Baggio, che torna sul luogo dello scudetto. Allora i decibel s'impennano appena. Roba per orecchie sopraffine. Prima che i duellanti diano inizio alle operazioni, la curva bianconera propone al Codino un invito, poco elegante per la verità, a prendere la via della toilette. Nella notte dei cannibali milanisti e degli irriducibili Lippiani, un artista non può piegarsi a ima natura che non è sua. Non è e non sarà mai un combattente. Così Robi comincia da cesellatore, un colpo di tacco per Weah e via. Il gol di Conte non spegne gli ardori rossoneri, Baggio tenta di non restare emarginato, inghiottito cioè dalla morsa Vierchowod-Carrera-Ferrara. Cerca di essere utile con tocchi immediati, puliti o sporchi. 

La posizione è in continuo cambiamento: sinistra, destra, centro e perfino più indietro. Insomma, è il consigliere ravvicinato di Weah. Si presenta con un piazzato, ed è una specie di petardo bagnato, e con un assist (8' del primo tempo) per Maldini. Il condimento del pubblico juventino è il solito e previsto: grandine di fischi, comunque ben assorbiti dal destinatario. La volontà all'ex bianconero non manca: fa ciò che può per non chiudersi dentro la placenta delle domeniche infelici; dà perciò segnali di vita con traiettorie corte, senza però osare più di tanto. Ogni suo gesto è quasi pilotato da un sussiego quasi obbligato, non si fa vincere dalla smania perché sa che nel calcio voghe fa rima con doglie. 

Il trattamento riservatogli dai marcatori di circostanza fa tremare il Raffaello e quasi lo ricaccia in pinacoteca, là dove può farsi ammirare senza nuocere. La presenza in campo dell'ex Pallone d'Oro talvolta è gelida. E' sempre bello a vedersi, Baggio, però talvolta pare refrattario ai fascini magnetici delle grandi sfide, alle roventi emotività di certe partite. Al 16' Robi è trattato duramente da Ferrara: il piazzato è senza esito. La palla impazzisce, come quella di un flipper. E lui, il Codino, gradisce poco. Oltretutto il mestiere di seconda punta lo digerisce male, soprattutto quando il clima scotta. Ferrara lo tiene d'occhio, così Vierchowod e Carrera. Al 24' Robi è raffinato nell'l2 con Weah, ma nel momento fatale c'è torpore nel suo piede. E 3' dopo il suo sinistro «pescato» dal liberiano è come uno shuttle che vola alto in cielo. 

Insomma, attualmente Baggio non è l'uomo che incide e decide. Semmai si muove con flottaggi che agevolano Weah, un fulmine sul cross di Donadoni nel pallone dell' 1 -1. Robi accetta il ruolo di sponda con umiltà. E commette (siamo al 40') perfino un fallo su Deschamps. Si ricomincia. La curva milanista osanna Baggio, i tifosi bianconeri rispondono per le rime, vietate ai minori di anni 14. La Juve spinge e Baggio vede meno palloni, e quei pochi li sfrutta senza spruzzarli con sale e fiele. Vita dura per l'ex beniamino della curva Scirea nel secondo tempo, in cui il Milan usa prudenza e contropiede. Robi vincerà lo scudetto, ma non si aggiudica la sfida al suo passatole anche al presente: fa più di lui Del Piero, che pure gioca solo 33 minuti). L'esibizione del Codino resterà una di quelle foto sviluppate male, molto sbiadite. Ma questa considerazione, probabilmente, non lo sfiorerà neppure. Lui il secondo titolo sta per papparselo. E ciò conta più di ogni parola. Ma quando esce (al 32' del secondo tempo, sostituito da Simone) è sommerso sotto una cupola di fischi. La riconoscenza non è di questo mondo. 

Angelo Caroli
tratto da: La Stampa 26 febbraio 1996






juventus

juve

milan

juventus

juventus

juventus

juventus

milan


juve

milan

juve


maglie









sabato 14 febbraio 2026

14 Febbraio 1982: Juventus - Milan

É il 14 Febbraio 1982 e Juventus Milan si sfidano nella quarta giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1981-82 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

A fine campionato la Juventus conqusiterá la sua Seconda Stella da appuntare sul petto. Dopo un lunghissimo testa a testa con la Fiorentina allenata da Giancarlo DeSisti, la spunta all'ultima giornata grazie ad una vittoria esterna a Catanzaro con un rigore del partente Liam Brady

Dall'altra parte c'é il Milan allenato prima da Gigi Radice, poi da Italo Galbiati che non riesce a salvarsi da una clamorosa retrocessione sul campo.

Buona Visione!


juventus



Stagione 1981-1982
Campionato di Serie A - 4 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 14 febbraio 1982 ore 15:00
JUVENTUS-MILAN 3-2
MARCATORI: Galderisi 17, Collovati 44, Galderisi 63, Antonelli 71, Galderisi 83
 
JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini (Prandelli 88), Furino, Brio, Scirea, Fanna (Bonini 68), Tardelli, Galderisi, Brady, Virdis
Allenatore: Giovanni Trapattoni
 
MILAN: Piotti, Tassotti, Maldera, Icardi (Jordan 70), Collovati, Baresi F., Buriani, Battistini S., Novellino, Moro (Romano 82), Antonelli
Allenatore: Italo Galbiati
 
ARBITRO: Ciulli



LA TRIPLETTA DI "NANU" GALDERISI

 

Al "Comunale" di Torino, uno sconosciuto attaccante diciannovenne costrinse i rossoneri alla resa contro la Juventus del Trap 
Nella devastante stagione 1981/82, quella della retrocessione in B dei rossoneri per demeriti sportivi, la sfida al vecchio "Comunale" di Torino contro la Juventus costituì una delle migliori prestazioni di quel "piccolo diavolo". Esonerato Radice, il presidente Farina aveva affidato la panchina a Italo Galbiati. Baresi e compagni affrontarono l'inedito testa-coda contro la Juventus del Trap, impegnata nel testa a testa scudetto con la Fiorentina. La sfida d'andata tra rossoneri e bianconeri si era chiusa con la vittoria di misura della Vecchia Signora, grazie ad un gol di Virdis nel secondo tempo. A Torino, i rossoneri speravano di strappare almeno un punto, per dare ossigeno ad una classifica da stato comatoso: alle spalle del Milan, infatti, c'era solo il Como fanalino di coda. 
Il 14 febbraio di ventotto anni fa il tifoso rossonero visse una delle giornate più sofferte della sua militanza casciavit, un'alternanza di delusioni ed illusioni, priva di lieto fine. Uno sciopero della squadra esterna Rai della sede torinese, rese impossibile la radiocronaca della partita all'interno di "Tutto il calcio.", aumentando i patemi d'animo. La voce di Bortoluzzi, all'inizio dei secondi tempi, comunicò il parziale di Torino: 1-1, Galderisi al 17', pareggio di Collovati al 44'. 
Il Fulvio nazionale aveva trovato lo spiraglio giusto per trafiggere Zoff, sugli sviluppi di un calcio d'angolo (un gol che per certi versi ricorda quello segnato da Nesta nella finale mondiale del 2007, nda). Galderisi? E chi era costui? Salentino (Salernitano, n.d.l.), non ancora diciannovenne, era stato prelevato da Trapattoni, in tutta fretta, dalla squadra Primavera bianconera impegnata al Torneo di Viareggio. Schierato titolare a fianco di Virdis, Galderisi, un "tappetto" dallo scatto bruciante e dal notevole fiuto del gol, nel primo tempo aveva sbloccato le marcature con una scivolata a due passi dalla porta rossonera. 
Al 18' della ripresa, su cross dalla fascia sinistra, la tascabile punta juventina trafisse nuovamente, questa volta di testa, l'incredulo portiere milanista Piotti, colto in controtempo. Trapattoni, allora, pensò di rinforzare il centrocampo, in ottica di contenimento, inserendo Bonini al posto di Fanna. Due minuti dopo arrivò la risposta dell'allenatore rossonero: dentro Jordan, una punta, al posto di Icardi. In mischia, sfruttando un buco nella retroguardia bianconera, Roberto Antonelli fu lesto a depositare il pallone in rete con una mezza girata. "Attenzione, interviene lo studio: a Torino il Milan ha nuovamente pareggiato. Autore del gol Antonelli". 
L'annuncio di Bortoluzzi fu il miglior ricostituente. Un punto contro i campioni d'Italia non avrebbe cambiato granché la precaria situazione in classifica ma avrebbe certamente alzato il morale di una truppa depressa da troppe disfatte, partita per stazionare nei quartieri nobili della massima serie ma costretta a respirare i miasmi della zona retrocessione, come una provinciale qualsiasi. I minuti scorrevano lentamente. Brady e Tardelli provarono a scardinare per la terza volta la difesa milanista. Francesco Romano, subentrato a Moro, provò persino una sortita dalle parti di Zoff. A 7' dalla fine, arrivò la condanna e questa volta fu senza appello per i rossoneri. Epilogo beffardo. 
Un pallone vagante in area rimpallava sullo stinco di Galderisi (ancora lui) e rotolava in rete tra la disperazione di giocatori e tifosi rossoneri. C'è un'immagine di Novellino, pubblicata dal Guerin Sportivo dell'epoca, che spiega perfettamente il momento. Il piccolo attaccante juventino, che alcuni anni dopo avrebbe indossato anche la maglia rossonera e griffato anche un derby, castigava per la terza volta il Milan, incapace questa volta di reagire. 
Puntuale come un cronografo svizzero, arrivò l'annuncio radiofonico, ribadito dalla sovrimpressione televisiva nel corso di "Domenica in". Era finita! L'ennesima sconfitta stagionale rendeva la situazione in classifica dei rossoneri sempre più pericolosa, con il gruppetto di terzultime (Bologna, Torino e Cagliari) che si allontanava paurosamente. 
Al Milan rimasero i complimenti del dopopartita, piccola consolazione dei perdenti. La legge del Carneade, materializzatosi con le sembianze di un centravanti di 163 centimetri di altezza e risultato quel giorno di metà febbraio maledettamente ispirato in zona gol, aveva dato ragione ai padroni di casa. Nella storia rossonera, Juve-Milan del febbraio '82 diventerà "la delusione del giorno di San Valentino".

tratto dal sito Amarcord Milan





Quando la Juve si rilassa
rischia di perdere la bussola

I bianconeri superano un eccellente Milan grazie ai gol di Galderisi, alle parate di Zoff, agli assist di Cabrini ed alla strategia di Furino, ma si deconcentrano troppo.

Vittoria alla Juventus, onori al Milan. Il succo è questo. E siccome con gli onori non si vincono i campionati né si rimettono in sesto i bilanci, è pienamente giustificato il disappunto in casa rossonera. Una cosa pare certa: se gli uomini del giovane trainer Galbiati riusciranno a placare i restanti match con analoga grinta, concentrazione, volontà ed acume tattico la salvezza non sarà più un miraggio irraggiungibile.
Dopo il necessario preambolo bisogna dire di Galderisi. Furino, al termine della partita, lo ha chiamato 
"malefico Giamburrasca".
Una definizione perfettamente aderente alla realtà. Appena diciannovenne, Galderisi conserva quel modo maligno di affrontare partite ed avversari, quella freschezza nel rincorrere il pallone là dove avversari più maliziati credono l'azione conclusa. Ed ecco che il suo magico piede sbuca da una selva di gambe, perfido e puntuale, tempestivo e micidiale. E i gol arrivano come grappoli, per risolvere i problemi generali e specifici della Juventus.
Così Galderisi è andato a segno tre volte, dimostrando talento e gran fiato sotto porta. I suoi guizzi sono autentiche trovate calcistiche, il suo palleggio delicioso. Fermarlo è un problema, ne sa qualcosa il coetaneo Foards, anche se autore di una buona partita. I tifosi già legati al piccolo campeno da un affetto profondo, sognano il tandem Gelderisi-Paolo Rossi. E sperano altri scudetti, secondo una tradizione molto eloquente. Su questa accoppiata si raccontano meraviglie, già degustate dai molti fori che quotidianamente aastetona, sfidando pioggia e freddo, gli allenamenti sul campo Marchi.
Stupendo nastantes del ragazzo di Salerno è stato Antonio Cabrini, autore di gran partite maisacolas e in tutte e tre le circostanze decisive pronto a dettare il passaggio (o il tiro) di rifinitura. Ma Cabrini non costituisce nori-14, in quanto futti hanno apprestato le sue dott di difensore dicante, che al trasfor ma in als pericolosa. Ieri Buriani ha cercato di aspettare a zona. Con risultati poco apprezzabili, dal momento che il bianconero ha scorrevo in lungo e in largo nel settore di ana competenza.
Sospinta da questi due elementi, la Juventus ha trovato una vittoria molto importante.
Superare un Milan applicato al massimo e con pace di andare a rete come raramente gli era riuscito in precedenza nei match esterni, è certamente grosso merito. Ha sviluppato gran mole di gioco per venti minuti, segnando una rete e mancandone almeno tre. Pot at è place-ta, isaciando che il comando delle operazioni andaase of Milan. Sul pareggio (gol di Collo-vati la squadra di Trapattoni ha ballato pa-recchio dictotto minuti della ripresa), mo strando strani rilassamenti a vantaggio a quietto
E proprio questi lassismi stavano per pagare fyol di Antone. Fortunatamente per la Juventus un disperato rilancio di Collovati in contrava la gamba di Galderisi, che al trovava, questa volta non del tutto volontariamente, con il piede al punto giusto.
Comunale in festa e partita chiusa. Sempre a fine gara, Purino (stratega perfetto del centrocampol) ha confessato candidamente che quaconu, a un certo punto, nella Juventus non ha funzionato. Forse inconsolamente tutti bianconeri credevano sufficiente un gol di vantaggio per avere ragione del Milan. I quali le ha invece fatto ricorso a ogni sorta morale e tecnica per ribellare, due volte, la situazione negativa. E sul 2-2, inutile nasconderlo, si è persino avuta la sensazione che il diavolo facesse un brutto scherzo alla vecchia signora.
Se al Milan sarà sufficiente continuare a giocare su questi livelli per acciuffare, magari in extremis, do salvere, non sappiamo ae ba slená alla Juventus ripetere la gara di ieri per sinceri o quanto meno non perdere le altre pericolose pare in calendario. Le attenuanti non mancano dal momento che Tardelli era alla sua seconda gara dopo la lunga assenza, e dal momento che Bettega e Marocchino sono indisponibili. Non sempre il vecchio Purino potrà essere un stratega assoluto per togliere castagne dal fuoco del centro-campo blanconero quando è preso in solitaria dalle agil maniere avversarie, non sempre e potrà essere il maleficio piede di Galdertal a risolvere piccoli e grossi problemi. E non seme Apre Zoff flert autore di un intervento decial-tol potrà perare tutto se daunti non gli fan-no scudo.

Angelo Caroli
tratto da "Stampa Sera" di lunedì 15 febbraio 1982






juve

juve

guerin

nata



juve

juve

juve

juve

juve

juve

juve






maglie










giovedì 5 febbraio 2026

9 Ottobre 1983: Juventus - Milan

É il 9 ottobre 1983 e Juventus e Milan si sfidano nella quinta Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1983-84 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

È una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quello che sfida un Milan in netto declino sia dal punto sportivo che da quello economico. Sarà una stagione trionfale questa per i nostri beniamini in strisce bianconere. Se in Campionato arriverà l'ennesimo Scudetto (é il 21esimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe

Dall'altra parte il Milan terminerà la stagione con un mediocre ottavo posto finale in Serie A.

Buona Visione!




juve





Stagione 1983-1984 - Campionato di Serie A - 5 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 9 ottobre 1983 ore 15.00
JUVENTUS-MILAN 2-1
MARCATORI: Platini 5, Rossi P. 18, Baresi F. rigore 79

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Penzo, Tardelli, Rossi P., Platini (Caricola 84), Vignola
Allenatore: Giovanni Trapattoni

MILAN: Nuciari, Gerets, Galli F. (Damiani 36), Tassotti, Spinosi, Baresi F., Icardi, Blissett, Battistini S. (Carotti 77), Verza, Evani
Allenatore: Ilario Castagner

ARBITRO: Lo Bello R.



« Il nostro segreto? Siamo diventati più umili»

Paolo Rossi ha conseguito il quarto successo personale: anche questo è un segno inconfutabile di quanto siano mutate le cose in casa bianconera rispetto all'anno scorso. Il centravanti della Juventus ha una sua precisa convinzione (e relativa spiegazione) in proposito, 

«un cambiamento - dice Rossi - nella mentalità. Adesso badiamo al sodo, senza perderci in fantasie di grandezza come facevamo prima. Nella squadra c'è grande determinazione di arrivare al risultato e in funzione di questo, proprio come abbiamo fatto contro il Milan, impostiamo tutta la nostra prestazione. In passato, invece, scendevano in campo con l'idea di essere molto forti e' purtroppo in diverse occasioni questa si è rivelata soltanto una dannosa illusione». 

«Evidentemente — conclude il giocatore bianconero — la morale del discorso sta proprio in questo e ora, individuati i motivi di certe debolezze, dovremmo aver eliminato un pericoloso ostacolo». 

Dopo aver svolto nel modo migliore il suo Compito di «capitano» della rinnovata Nazionale azzurra, Cabrini ha confermato con la maglia bianconera di attraversare un grande momento. Ecco che cosa ne pensa l'interessato. 

«Cominciamo dalla Nazionale — attacca Cabrini — osservando che l'incarico è soprattutto morale ma ciononostante offre stimoli particolari e genera una sensazione inconsueta. Per quanto riguarda me e la Juventus, mi sembra che tutto vada bene perché non ho i problemi che l'anno scorso mi condizionavano dal punto di vista fisico e anche sotto il profilo psicologico. C'era il campionato del mondo da smaltire, e quindi sono rimasto vittima di un infortunio che ha aggravato le difficoltà del momento». 

Contro il Milan, si è vista una Juve dal duplice aspetto: vigoroso e potente per un tempo, esistante e alle corde verso il termine della gara. 

«Noi ci trovavamo in vantaggio — osserva il terzino bianconero — e mi sembra logico che toccasse al Milan prendere l'iniziativa nel tentativo di rimontare. Ecco perché ci siamo soprattutto preoccupati di controllare il gioco, centellinando il più possibile gli sforzi. Gli impegni sono tanti, non dimentichiamolo». 

Una tesi analoga viene sostenuta da Scirea, il quale già alla vigilia aveva previsto per la Juve difficoltà e affanni. 

«E' vecchia tradizione che il Milan ci faccia soffrire a casa nostra — commenta il "libero" bianconero — pertanto direi che negli sviluppi della partita non ci siano state sorprese particolari. Per quanto concerne la confidenza concessa agli avversari soprattutto nel finale, mi sembra che rientrasse nella logica delle cose. Vincevamo per 2-0 e toccava al Milan scoprirsi. A quel punto, continuare ad attaccare non avrebbe avuto senso». 

Piercarlo Alfonsetti 
tratto da: La Stampa 10 ottobre 1983





juve

Paolo

platini

juventus

milan

michel

juve

juve



juve

milan


maglie