Visualizzazione post con etichetta Juventus-Valleta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Juventus-Valleta. Mostra tutti i post

venerdì 20 giugno 2025

30 Settembre 1987: Juventus - Valletta City

È il 30 settembre 1987 e Juventus Valletta City (Malta) si sfidano nella  gara di ritorno del primo turno della Coppa UEFA 1987-88 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

I bianconeri sono guidati in panchina da Rino Marchesi e dopo i fasti ed i successi con Giovanni Trapattoni e Michel Platini a guidarli, questi sono anni di magra. 

Inoltre c'è il Milan di Arrigo Sacchi che sta per iniziare la sua era d'oro.

Dall'altra parte c'è la squadra maltese del Valletta City che nonostante non abbia alcuna chance contro il blasone bianconero è onorata di potersi giocare le sue carte contro la Juve.


Buona Visione! 



juventus


Stagione 1987-1988 - Coppa UEFA - Trentaduesimi, ritorno
Torino - Stadio Comunale
mercoledì 30 settembre 1987 ore 17:30 
JUVENTUS-VALLETTA CITY 3-0
MARCATORI: Magrin 22, Vignola 59, Rush 86

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Bruno P., Bonini, Brio, (c) Scirea, Alessio, Magrin (De Agostini 46), Rush, Vignola, Laudrup (Buso 46)
A disposizione: Bodini, Tricella, Bonetti I.
Allenatore: Rino Marchesi

VALLETTA CITY: Mifsud, Briffa, Curmi, Grioli, Laferla, Camilleri, Busuttil (Zerafa 88), Saliba, Taliana, Fenech, Cremona (Farrugia 86)
A disposizione: Spiteri, Gerada, Calleja
Allenatore: Tony Formosa

ARBITRO: Antoniu (Cipro)




JUVE, TROPPE STECCHE E IL LOGGIONE PROTESTA 
I tifosi hanno sottolineato con bordate di fischi gli errori della squadra, che solo nel secondo tempo è riuscita a mettere sotto il modesto La Valletta 

Rush ha dovuto attendere quasi novanta minuti prima di assaporare la gioia di un eurogol. A rovinargli in parte la festa sono stati i modesti maltesi, che hanno fatto di tutto per smentire quanti li pensavano cosi sprovveduti da venire sommersi da una valanga di gol. La Juve ha vinto come da copione, ma quanta fatica per avere ragione della simpatica squadra della Valletta, che nel primo tempo ha costretto i bianconeri a sostenere fatiche assolutamente fuori programma. Ed i tifosi si sono arrabbiati. Così dopo il gol del vantaggio segnato da Magrin la scarsa folla bianconera ha cominciato a sottolineare con bordate di fischi le giocate non proprio da manuale della Juventus, mandando su tutte le furie Boniperti, che non ha gradito la contestazione ed ha sottolineato come 
"la gente sia stata abituata troppo bene". 
Ma in genere chi va allo stadio e paga il prezzo, sempre piuttosto salato, del biglietto, si aspetta contro un avversario di levatura così modesta ben altro spettacolo. Infatti se è vero che la Juventus non aveva alcun interesse a portare la partita su ritmi vertiginosi a pochi giorni dalla difficile trasferta di Verona, è altrettanto vero che senza strafare avrebbe potuto onorare l'impegno con una prestazione più convinta, con un gioco corale più preciso ed efficace. 

Il primo a pagarne le conseguenze è stato proprio Rush che, soprattutto nel primo tempo, ha avuto pochissimi palloni sfruttabili. La Juve si infilava in una specie di imbuto affollato di maglie rosse ed il centravanti veniva stritolato in mezzo ad un mare di avversari senza riuscire mai a tirare in porta. 

Solo nel secondo tempo la fisionomia della partita è cambiata, vuoi perché la Juventus ha allargato il suo gioco, vuoi perché la squadra di Tony Formosa, forse abbagliata dai riflettori (era infatti la prima volta che i maltesi giocavano con le luci artificiali), ha abbassato la guardia, permettendo ai bianconeri di trovare maggior spazio. A velocizzare il gioco ha contribuito in maniera determinante Buso, che ha aiutato Rush in attacco, permettendogli di scrollarsi di dosso qualche avversario e di farsi trovare smarcato e pronto a ricevere i suggerimenti dei compagni. Così ci sono stati momenti di calcio abbastanza piacevoli. Vignola ha diretto la squadra con efficacia e oltre a cercare Rush, ha cercato il gol, trovandolo con un sinistro violento dei suoi, grazie al decisivo aiuto di Buso, che rispetto all'anno scorso è migliorato in potenza ed in astuzia. 
Il giovane attaccante non ha segnato, ma si è rivelato un preziosissimo assist-man. Prima ha favorito la botta vincente di Vignola, poi ha dato a Rush la palla del terzo gol, con un cross di rara precisione, facendo felice Marchesi, a cui va tutto il merito di aver trasformato e svezzato l'attaccante. Insieme a Vignola solo Brio ha preso la partita terribilmente sul serio. Ha giocato per lunghi tratti da centravanti aggiunto, cercando con ostinazione il gol e sfiorandolo con un colpo di testa in tutto degno di un goleador di razza. 

Poco convincenti invece Bonini, Alessio, Laudrup e Magrin. L'ex atalantino ha segnato il primo gol su punizione, ma senza nulla togliere a Magrin, bisogna ammettere che nella circostanza il Valletta si è dimostrato di un'ingenuità sconcertante. A conti fatti si è trattato di un buon allenamento, proprio come sperava Marchesi, che avrebbe fatto volentieri a meno di quei fischi così dispettosi. 

Ha commentato: 
"I tifosi si attendevano forse una goleada, ma non sempre si riesce a giocare come si vuole e quindi ad ottenere ciò che si vuole." 
E Rush, che ha regalato la maglia di gioco a Formosa, tecnico del Valletta, ha spiegato: 
"I tifosi devono capire certe situazioni. Lo stadio semivuoto ci ha tolto parecchi stimoli." 
Il centravanti ha segnato la terza rete in quattro giorni. Ed ora teme che la gente si abitui alle sue prodezze e pretenda da lui la luna: 
"Non credo di poter reggere un ritmo così sostenuto. La cosa più importante è che anche questa volta si sia fatto un passo avanti sul piano dell'intesa. Partite sema storia come questa, servono soprattutto per migliorare gli schemi di gioco». 

Fabio Vergnano




SALVO SOLO VIGNOLA E BRIO

Torino. Con una prestazione assai mediocre la Juventus ha liquidato il conto ai modestissimi dilettanti maltesi di La Valletta, sette gol complessivi in centottanta minuti, che però, relativamente al match di ritorno, lasciano molto amaro in bocca. Perché la prestazione è stata assai mediocre soprattutto sotto l'aspetto dei contenuti non solo tecnici, È stata una prova disamorata e sterile di calcio statico, quasi che veramente il successore di Trapattoni non riesca a farsi capire o sentire dalla sua truppa. Sappiamo che in un calcio dove abbisogna pensare velocemente, pochi da noi sono in grado di farlo e che la Juve vedova Platini non è più squadra canora di estri o ricca di personalità. 

Ciò non toglie che i bianconeri si siano comportati nella circostanza, specialmente nei primi 45', come tanti somari, giocando senza un brivido, muovendosi al rallentatore, continuando a manovrare stucchevolmente per linee orizzontali. Teniamo pure conto della modestia dell'avversario, ma non basta a giustificare l'andazzo del match che ha riscosso dalle... centinaia di spettatori (lo stadio era semivuoto e tuttavia molti si sono lamentati del prezzo: 10 mila lire le curve; la verità è che si pretende di vedere buon calcio senza pagare nella borghese Torino) bordate insistenti di fischi che hanno indispettito Boniperti. Questo perché ai bianconeri schierati nel primo tempo oltre al gioco è mancato lo spirito della grande Juve. Poco ovvero niente sembra essere rimasto. Il neo bianconero Magrin ha segnato il primo gol su calcio piazzato agli innocenti avversari, ma ha giocato come peggio non si può sul piano delle voglie sacramentali; eppure noi lo ritenevamo «prof» serio; cioè in grado di sovrapporsi sempre al copione. L'avellinese Alessio mostra di non avere capito nulla della Juventus coi suoi atteggiamenti scafati per i quali è già stato richiamato da Boniperti. Deve essere cambiato il mondo, se rivestire la gloriosa maglia non dà i giusti brividi. E deve per forza essere colpa del tecnico se vanno in campo e mostrano di non saper fare la cosa più semplice, armare cioè piede e testa di Rush, il quale rimane completamente inutilizzato perché nessuno gli passa il pallone a tempo e luogo. Rush ha poi segnato il terzo gol, il secondo era stato di Vignola, tra i migliori in campo insieme a Brio, il quale ha testimoniato di come si interpreta il calcio a livello professionistico.

Vladimiro Caminiti
tratto dal Guerin Sportivo anno 1987 n.41






juventus

valletta
juventus

juve

juve

juve




maglie