É il 30 Settembre 1987 e Juventus e Valletta City (Malta) si sfidano nella gara di ritorno del primo turno della Coppa UEFA 1987-88 allo Stadio 'Comunale' di Torino.
I bianconeri sono guidati in panchina da Rino Marchesi e dopo i fasti ed i successi con Giovanni Trapattoni e Michel Platini a guidarli questi sono anni di magra.
Inoltre c'é il Milan di Arrigo Sacchi che sta per iniziare la sua era d'oro.
Dall'altre parte c'é la squadra maltese del Valletta City che nonostante non abbia alcuna chance contro il blasone bianconero é onorata di potersi giocare le sue carte contro la Juve.
Buona Visione!
Stagione 1987-1988 - Coppa UEFA - Trentaduesimi, ritorno
Torino - Stadio Comunale
mercoledì 30 settembre 1987 ore 17:30
JUVENTUS-VALLETTA CITY 3-0
MARCATORI: Magrin 22, Vignola 59, Rush 86
JUVENTUS: Tacconi, Favero, Bruno P., Bonini, Brio, (c) Scirea, Alessio, Magrin (De Agostini 46), Rush, Vignola, Laudrup (Buso 46)
A disposizione: Bodini, Tricella, Bonetti I.
Allenatore: Rino Marchesi
VALLETTA CITY: Mifsud, Briffa, Curmi, Grioli, Laferla, Camilleri, Busuttil (Zerafa 88), Saliba, Taliana, Fenech, Cremona (Farrugia 86)
A disposizione: Spiteri, Gerada, Calleja
Allenatore: Tony Formosa
ARBITRO: Antoniu (Cipro)
JUVE, TROPPE STECCHE E IL LOGGIONE PROTESTAI tifosi hanno sottolineato con bordate di fischi gli errori della squadra, che solo nel secondo tempo è riuscita a mettere sotto il modesto La VallettaRush ha dovuto attendere quasi novanta minuti prima di assaporare la gioia di un eurogol. A rovinargli in parte la festa sono stati i modesti maltesi, che hanno fatto di tutto per smentire quanti li pensavano cosi sprovveduti da venire sommersi da una valanga di gol. La Juve ha vinto come da copione, ma quanta fatica per avere ragione della simpatica squadra della Valletta, che nel primo tempo ha costretto i bianconeri sostenere fatiche assolutamente fuori programma. Ed i tifosi si sono arrabbiati. Così dopo il gol del vantaggio segnato da Magrin la scarsa folla bianconera ha cominciato a sottolinerare con bordate di fischi le giocate non proprio da manuale della Juventus, mandando su tutte le furie Boniperti, che non ha gradito la contestazione ed ha sottolineato come"la gente sia stata abituata troppo bene".Ma in genere chi va allo stadio e paga il prezzo, sempre piuttosto salato, del biglietto, si aspetta contro un avversario di levatura cosi modesta ben altro spettacolo. Infatti se è vero che la Juventus non aveva alcun interesse a portare la partita su ritmi vertiginosi a pochi giorni dalla difficile trasferta di Verona, è altrettanto vero che senza strafare avrebbe potuto onorare l'impegno con una prestazione più convinta, con un gioco corale più preciso ed efficace.Il primo a pagarne le conseguenze è stato proprio Rush che, soprattutto nel primo tempo, ha avuto pochissimi palloni sfruttabili. La Juve si infilava in una specie di imbuto affollato di maglie rosse ed il centravanti veniva stritolato in mezzo ad un mare di avversari senza riuscire mai a tirare in porta.Solo nel secondo tempo la fisionomia della partita è cambiata, vuoi perché la Juventus ha allargato il suo gioco, vuoi perché la squadra di Tony Formosa, forse abbagliata dai riflettori (era infatti la prima volta che i maltesi giocavano con le luci artificiali), ha abbassato la guardia, permettendo ai bianconeri di trovare maggior spazio. A velocizzare il gioco ha contribuito in maniera determinante Buso, che ha aiutato Rush in attacco, permettendogli di scrollarsi di dosso qualche avversario e di farsi trovare smarcato e pronto a ricevere i suggerimenti dei compagni. Così ci sono stati momenti di calcio abbastanza piacevole. Vignola ha diretto la squadra con efficacia e oltre a cercare Rush, ha cercato il gol, trovandolo con un sinistro violento dei suoi, grazie al decisivo aiuto di Buso, che rispetto all'anno scorso è migliorato in potenza ed in astuzia.Il giovane attaccante non ha segnato ma si è rivelato un preziosissimo assist-man. Prima ha favorito la botta vincente di Vignola, poi ha dato a Rush la palla del terzo gol, con un cross di rara precisione, facendo felice Marchesi, cui va tutto il merito di aver trasformato e svezzato l'attaccante. Insieme a Vignola solo Brio ha preso la partita terribilmente sul serio. Ha giocato per lunghi tratti da centravanti aggiunto, cercando con ostinazione il gol e sfiorandolo con un colpo di testa in tutto degno di un goleador di razza.Poco convincenti invece Bonini, Alessio, Laudrup e Magrin. L'ex atalantino ha segnato il primo gol su punizione, ma senza nulla togliere a Magrin, bisogna ammettere che nella circostanza il Valletta si è dimostrato di un'ingenuità sconcertante. A conti fatti si è trattato di un buon allenamento, proprio come sperava Marchesi, che avrebbe fatto volentieri a meno di quei fischi cosi dispettosi.Ha commentato:"I tifosi si attendevano forse una goleada, ma non sempre si riesce a giocare come si vuole e quindi ad ottenere ciò che si vuole".E Rush, che ha regalato la maglia di gioco a Formosa, tecnico del Valletta, ha spiegato:"I tifosi devono capire certe situazioni. Lo stadio semivuoto ci ha tolto parecchi stimoli".Il centravanti ha segnato la terza rete in quattro giorni. Ed ora teme che la gente si abitui alle sue prodezze e pretenda da lui la luna:"Non credo di poter reggere un ritmo cosi sostenuto. La cosa più importante è che anche questa volta si sia fatto un passo avanti sul piano dell'intesa. Partite sema storia come questa, servono soprattutto per migliorare gli schemi di gioco».Fabio Vergnanotratto da: La Stampa 1 ottobre 1987






