Visualizzazione post con etichetta Michel Platini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Michel Platini. Mostra tutti i post

sabato 21 giugno 2025

Buon Compleanno Michel!

Da questo blog vogliamo augurare un gran bel Compleanno ad uno dei piú grandi giocatori della Juventus nella sua storia ultracentenaria: Michel Platini.

Oltre a delle foto che ci ricordano la sua carriera in bianconero, vi facciamo rivivere le emozioni della sue piú belle giocate in maglia bianconera.

Buona Visione!



michel



michel







L’avventura juventina di Michel Platini comincia il 30 aprile del 1982; è l’ultimo giorno utile per tesserare il secondo straniero e la Juventus ha già scelto Zbigniew Boniek. Boniperti, nonostante la Juventus sia a tre giornate dalla fine del campionato, decide di scaricare Liam Brady, l’irlandese prelevato dall’Arsenal due anni prima, e di puntare sull’asso francese. L’avvocato Agnelli hanno scoperto Michel due mesi primi, ed è convinto che Platini è l’uomo giusto per avviare un ciclo europeo della Juventus, gran vuoto della storia bianconera. Agnelli parla della sua idea con Boniperti e con Trapattoni, e, nonostante qualche perplessità, sono tutti d’accordo. Michel non vede l’ora di arrivare a Torino, nonostante le sirene del Real Madrid, dell’Arsenal e del Bayern Monaco. I suoi nonni lasciarono l’Italia nel 1919, erano di Agrate Conturbia, un piccolo centro del Novarese, a pochi chilometri da Barengo, la patria di Boniperti.

Platini sbarca a Torino quel pomeriggio, il suo è un vero e proprio blitz: discute il contratto, firma e rientra subito in Francia. La Juventus vorrebbe tenere segreta la notizia, nel timore di negative ripercussioni sul morale di Brady e della squadra, impegnata la domenica dopo nell’insidiosa trasferta di Udine. Ma qualcosa filtra da Parigi, Boniperti ed, alle 19:30 di quel venerdì, è costretto a dare l’annuncio. Brady è scaricato in pochi minuti, ma offre una lezione di altissima classe e professionalità: ad Udine è il migliore in campo e la Juventus conquista una nettissima vittoria per 5-1, con un goal di Paolo Rossi, che rientra proprio quel giorno, dopo la squalifica per il calcio-scommesse. Nell’ultima decisiva partita di Catanzaro, il 16 maggio, realizza il rigore che vale vittoria e scudetto.

tratto da: Gli eroi in bianconero: Michel PLATINI
 

 

Platini approda alla Juventus dopo i Mondiali 1982: eredita la maglia numero 10 da Brady e in 5 anni trascina i bianconeri sul tetto del Mondo.
"Non avevo lo scatto di Maradona, non avevo il fisico di Rummenigge, né la corsa di Tardelli, ma avevo la capacità di anticipare, intuire in anticipo le mosse degli avversari e i loro pensieri" - Michel Platini alla 'Rai'
Arriva in Serie A dopo i Mondiali del 1982 con la fama di divetto capriccioso e incostante, che non ama particolarmente il contatto fisico. È pigro per natura e ha folti capelli riccioluti. E in effetti Michel Platini ci mette un po' ad ingranare in Italia, il Paese dei suoi antenati, che nel 1919 lasciarono Agrate Conturbia, un piccolo paese nel Novarese: ma una volta che comprende le differenze con il calcio francese, grazie a due piedi sublimi, con cui sa far fare al pallone quello che vuole, comincia a trovare il goal con grande regolarità.

tratto da: Michel Platini alla Juventus: 5 anni fra goal e trionfi che lo hanno incoronato 'Le Roi' 


 



france football


Anche Einstein, intervistato tutti i giorni, farebbe la figura del cretino.– Michel Platini

 

maradona

Se continuo a ricevere premi e se sono entrato nella Hall of Fame del calcio italiano lo devo a una società che mi ha acquistato e mi ha aiutato a diventare un calciatore vincente. La Juve mi ha insegnato tanto e io sono rimasto molto affezionato a questa società e alla squadra di quei fantastici anni. – Michel Platini

 

platini

perché la gente ama il calcio? perché non ha nessuna verità, nessuna legge. - Michel Platini


platini

L'Avvocato, il grande Gianni Agnelli mi ha insegnato a vivere; da Boniperti ho imparato a spendere i soldi; Trapattoni, invece, mi ha insegnato ad attaccare e Prandelli... Beh, il mio amico Cesare mi ha insegnato a giocare a carte. - Michel Platini 


addio

L'importante è essere sempre sinceri con se stessi. Io sul campo non ce la facevo più. Perciò ho lasciato. - Michel Platini

 

«Platini lo abbiamo preso per un tozzo di pane e lui ci ha messo sopra il foie gras».
Giovanni Agnelli in occasione dell’acquisto da parte della Juventus del fuoriclasse francese, nell’estate del 1982.

 

platini
Agnelli è una persona che tutti vorrebbero come zio. - Michel Platini

 

 

platini










 


sabato 17 maggio 2025

17 Maggio 1987: Juventus - Brescia

É il 17 Maggio 1987 e Juventus e Brescia si sfidano nella quindicesima (ed ultima) giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio Serie A 1986-87 allo Stadio ' Comunale ' di Torino.

La Juventus é Campione d'Italia in carica mentre il Brescia annaspa nelle posizioni di retrovia. A fine campionato i bianconeri piemontesi saranno secondi dietro al Napoli (per la prima volta scudettato) mentre i lombardi finiranno al terz'ultimo posto e dovranno salutare la Serie A.

Agl'annali questa gara é archiviata come l'addio al calcio di 'Le Roi' Michel Platini.

Buona Visione! 


juventus




Stagione 1986-1987 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 17 maggio 1987 ore 16:00 
JUVENTUS-BRESCIA 3-2
MARCATORI: Serena A. 4, Gritti rigore 6, Brio 22, Iorio 41, Bonetti I. 78

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Caricola, Bonini, Brio, (c) Scirea, Mauro (Bonetti I. 62), Manfredonia, Serena A., Platini, Buso (Briaschi 69) 
A disposizione: Bodini, Vignola, Bruzzano
Allenatore: Rino Marchesi

BRESCIA: Aliboni, Ceramicola, Branco, Sacchetti, Chiodini, Occhipinti, Bonometti, Zoratto (Turchetta 81), Iorio, Beccalossi, Gritti
A disposizione: Pionetti, De Martino, Gentilini, Chierici
Allenatore: Bruno Giorgi

ARBITRO: Lo Bello R.
AMMONIZIONI: Manfredonia (Juventus); Branco, Sacchetti, Occhipinti (Brescia)



Un grazie alla Juve che l'ha portato a tanti successi, una critica al nostro ambiente dove conta soltanto il risultato
Michel: «Qui ho vinto tutto ma ho perso il calcio»
«Fin da settembre, dopo i Mondiali, avevo deciso che questa sarebbe stata la mia ultima stagione» 
«Lavorerò in tivù per La Cinq, continuerò a seguire lo sport 
A fine agosto una gara celebrativa a Nancy

TORINO 
Michel Platini, è quello di oggi il più triste giorno della tua vita di calciatore?
Non scherziamo, per favore. Il giorno dell'Heysel è stato quello in cui mi si è rotto qualcosa dentro, in cui è finita una certa idea del football. C'erano trentasette morti li, intorno ad un evento calcistico.

E quale è stato allora il giorno più bello?
Semplice: il 22 giugno 1972, quando a Nancy ho cominciato la mia vita vera di calciatore, firmando il contratto pre professionistico. Glocai, segnai subito un gol da centrocampo, capii che potevo fare strada.

LA DECISIONE - Quando hai deciso di smettere?
Lo scorso settembre. Ero tornato dal Mundial a pezzi fisicamente, avevo faticato a rimettermi in ordine, capii che al massimo potevo andare avanti un anno ancora.

Ma qui dicono che tu potresti fare benissimo un altro paio di campionati.
Il fatto è che ho concepito il calcio in un certo modo, diciamo pure personale, artistico. O riesco a dare cose grandi, o non ci sto più. Non mi va la baballes (lo ha detto in francese, significa il giochicchiare)

Ti senti in debito o in credito con la Juventus?
Mi ha fatto vincere tutto, è più quello che lei ha dato a me che quello che io ho dato a lei

Non vorresti essere campione del mondo, come Maradona?
Vorrei essere un ragazzino che comincia a giocare, e che sa che può fare belle cose, e migliorarsi per tanti anni.

IL FUTURO-Cosa farai adesso?
Adesso come fra un minuto, come domani non so. Rimango a Torino sinché i miei figli non hanno finito la scuola. Poi vacanze.Poi Nancy, é casa mia.
Non giochi un match di addio con la Nazionale di Francia?
Non credo proprio. Dovrei scendere in campo fra un mese, anche se continuerò ad allenarmi non avró la tensione giusta per una partita.

Però metterai ancora le scarpe da calcia6tore?
Senz'altro. Staró in mezzo al calcio, e cercheró di fare anche del moto, & poi qualcuno mi sta organizzando il giubileo. (Dovrebbe essere a fine agosto, stadio di Nancy, incontro fra una rappresentativa di francesi selezionati da Hidalgo, una di "esteri" selezionati da Trapattoni: lui un tempo con una squadra, un tempo con l'altra: ci sono progetti piú vasti, ma forse troppo complicati). 

E fuori dal calcio?
Ho tante cose interessanti da fare, alcune da mandare avanti, altre da inventare. Ho tanti progetti televisivi, con La Cinq. Non credo che i giornalisti siano pochi, comunque vorrei provare a fare giornalismo anch'io.

L'ITALIA Ti place ricordare qualche amico, giocatore o no?
Tanti ne ho, in tanti posti. I non giocatori sono amici miei e basta. I giocatori, beh, sono tutti amici..

Cosa ti han fatto capire cinque anni d'Italia?
Che il calcio non è più mio. Sono arrivato dalla Francia con il gusto della festa, del gioco fine a se stesso, qui ho fatto in fretta ad imparare che conta il risultato, che sei qualcuno se fai il gol. Lo prova questo mio ultimo anno. E' stata una lezione anche dura, ma utile per avere successo nel calcio professionistico, cioè nel mio mestiere. Ho imparato che qui il calcio non è mio, è dei tifosi, peraltro con me sempre carini, juventini e no, é di voi giornalisti, & bisogna sempre vincere, partecipare proprio non basta.

AGNELLI Adesso lasci questa Italia per la tua Francia decoubertiniana.
Posso lasciare qui le coppe vinte, non gli amici, che comunque e come se stessero sempre con me.

C'é stato un ultimo scambio di battute fra te e l'Avvocato?
Non mi pare. Casomai ho fatto con lui una battuta contro di voi, che ci sembravate aggressivi. Ma non mi sono proprio sentito nel giorno ideale per fare dell'ironia.

Gian Paolo Ormezzano 
tratto da: La Stampa 18 maggio 1987






juventus

brescia


juventus

brescia

michel

michel

merci

stadio

michel

juventus

juventus

juventus

juventus

beccalossi

juventus