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martedì 10 giugno 2025

10 Giugno 1961: Juventus - Inter

É il 10 Giugno 1961 e Juventus e Inter si sfidano nella Undicesima Giornata del Girone di Ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 1960-61 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

É la Juventus dei vari Giampiero Boniperti (alla sua ultima stagione da calciatore), Omar Sivori (che riceve il Pallone d'Oro come miglior giocatore del vecchio continente) e John Charles (gigante gallese dal gol facile ma dal cuore d'oro). I bianconeri finiranno al campionato col vincere il loro Dodicesimo Scudetto. Dall'altre parte i nerazzurri che sfidano (insieme con i cugini del Milan) fino alla fine i bianconeri per la conquista del tricolore.

Un pezzo di Storia del Calcio Italiano.

Buona Visione! 

 

juventus


Stagione 1960-1961 - Campionato di Serie A - 11 ritorno
Torino - Stadio Comunale
sabato 10 giugno 1961 ore 17.00
JUVENTUS-INTER 9-1
MARCATORI: Sivori 11, Sivori 12, Sivori 17, Riefolo autorete 52, Sivori 54, Nicolè 64, Sivori 67, Mazzola A. rigore 78, Mora 79, Sivori rigore 90

JUVENTUS: Mattrel, Emoli, Sarti B., Boniperti G., Cervato, Colombo U., Mora, Charles, Nicolè, Sivori, Stacchini
Allenatore : Carlo Parola

INTER: Annibale, Riefolo, Tacchini, Morosi, Masotto, Dalmaso, Manini, Mazzola A., Fusari, Guglielmoni, Ghelli
Allenatore: Herrera Helenio

ARBITRO: Gambarotta

 


Correva la stagione calcistica 1960 - 1961. Roma aveva appena ospitato le Olimpiadi, l'Italia si apriva al boom economico dei favolosi anni 60' e lo sport italiano si ergeva a elemento di identificazione collettiva e legittimazione nazionale. In questo, il calcio la faceva da padrone. La sfera era ancora di cuoio, le immagini erano in bianco e nero, la tattica non imperversava sulla fantasia. E un giocatore si aggirava tra i rettangoli verdi addirittura con i calzettoni abbassati, ubriacando i diretti avversari di finte e contro finte, irridendo i marcatori con colpi da genio del calcio. Omar Sivori, il Mago. Questo era il suo nome. E in quella stagione calcistica il fuoriclasse argentino fu protagonista di una delle pagine più incredibili della storia della Juventus. Il 10 giugno 1961 la Vecchia Signora è già Campione d'Italia. Al Comunale di Torino va in scena Juventus - Inter, recupero dell'incontro disputatosi tra le due compagini il 16 aprile. In quell'occasione l'Incontro viene invalidato per un'invasione di campo da parte di tifosi entrati all'interno dello stadio senza biglietto. In un primo momento si assegna la vittoria per 2 a 0 a tavolino all'Inter, che ritorna in corsa per la vittoria finale. La Juve però ricorre e, la sera prima rispetto all'ultima giornata di campionato con l'Inter a pari punti con la Juventus (46 a testa), la CAF ritratta la precedenza sentenza e ordina di ridisputare la gara. Una mazzata per l'Inter, che l'ultima giornata cade a Catania e consegna lo scudetto ai rivali. Una goduria per i bianconeri, nonostante le polemiche sollevate dalla decisione della CAF. Il 10 giugno il campionato è quindi già deciso e la squadra di Angelo Moratti, per protesta, manda in campo la Primavera. Guidata dal tandem Gren-Parola, la Juve schiera quasi tutti i suoi campioni. Ci sono Mattrel e Sarti, Cervato e Colombo, Mora e Nicolè, Charles e Sivori, Stacchini e il trentatreenne Boniperti, che indossa un'insolita maglia numero 4 e chiude con quell'incontro la carriera da calciatore. Sarà goleada bianconera. Il Genio dai calzettoni abbassati segna 6 reti e l'incontro termina 9 a 1 per i neo Campioni d'Italia. Per la Primavera nerazzurra va in rete un certo Sandro Mazzola, figlio del grande Valentino. La gara va in archivio con uno dei punteggi più tennistici della storia del calcio italiano. Un frammento di memoria indimenticabile nella storia della Juventus

tratto da http://tuttojuve.com

 

Boniperti smette di giocare 
Dichiarazioni del presidente Umberto Agnelli: "Vorrei che il capitano disputasse ancora le partite del Trofeo Italia 61; in ogni caso Giampiero resterà nella società bianconera come dirigente" 

La partita che Boniperti ha disputato ieri contro l'Inter è forse l'ultima della magnìfica carriera dì questo calciatore. Al termine dell'incontro il presidente della Juventus, dott. Umberto Agnelli, ha dichiarato: 
"Giampiero Boniperti ha deciso di chiudere oggi la sua attività agonistica. Comunico questa notizia con profondo rincrescimento. Non posso dimenticare quanto Boniperti ha dato alla Juventus in 16 anni di fedeltà al sodalizio, di cui 10 come ammirevole capitano. Boniperti ha detto dì non voler più giocare, ma, nel darne la notizia, preciso che io non rinuncio a tentare di fargli cambiare idea." 
"Abbiamo in programma il torneo di Italia 61 che è manifestazione dì alto prestìgio e vorrei che Boniperti disputasse ancora almeno queste tre prossime partite. Tuttavia anche se non cambiasse idea, Boniperti rimarrà a far parte della famiglia juventina come dirigente e sarà ancora prezioso ai colori bianconeri." 
 
Gìampiero Boniperti, nato a Barengo, nel Novarese, il 4 luglio 1928, è passato alla Juventus dal Momo a soli dicìotto anni, all'inìzio del campionato 1946-47 ed ha disputato 38 partite nella nazionale Italiana, nonché una nella selezione delle Lega Italiana. Il 21 ottobre del 1953 a Londra, Boniperti ha figurato all'ala destra della formazione del 'resto d'Europa' contro l'Inghilterra a Wembley, segnando due reti, al 14' ed al 38' del primo tempo; la partita fini 4 a 4. 
Il due giugno scorso il capitano bianconero ha ricevuto la nomina a cavaliere della Repubblica; intervistato ieri sera egli ha confermato la sua decisione, assicurando che la partita con l'Inter è stata l'ultima. Boniperti non sarà quindi disponibile per la prossima gara internazionale con l'Argentina. Egli vuole chiudere in bellezza la carriera con il suo quinto scudetto in maglia bianconera.

Vittorio Pozzo


 
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mercoledì 9 aprile 2025

9 Aprile 1961: Vicenza - Juventus

É il 9 Aprile 1961 e Vicenza e Juventus si sfidano in questa gara valevole per la decima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1960-61
Il tutto si svolge allo 'Stadio Romeo Menti' di Vicenza.

La Juventus di Omar Sivori

Doveva arrivare lui per capire che ancora non sapevamo niente nessuno, in quanto a calcio giocato con perfidissima grandezza e in quanto al resto, l’inquietudine selvaggia dell’uomo, il suo sfidare il mondo a stinchi nudi dribblando i virulenti difensori e perfino irridendoli con un giochino nuovo: il tunnel. Era l’estate 1957. Veniva a costare alla Juventus (che aveva da qualche mese il più giovane presidente d’Italia, Umberto Agnelli) la bellezza, in quei giorni non ancora esplosi nel decantato boom economico del Paese, di dieci milioni di pesetas versati nelle casse del River Plate che adoperava la cifra per rinnovare lo stadio.
Nella cronaca di Carlo Bergoglio detto Carlin, re giornalistico d’epoca, sull’avvenimento del primo match giocato allo stadio di Torino in un pomeriggio di pioggia da Enrique Omar Sivori, si colgono perplessità nella prosa del maestro, perché l’argentino rallentò molto il gioco, esprimendo soltanto a momenti la superiore perfidia del suo piede sinistro.

tratto da SIVORI Omar: genio e follia dell’angelo ribelle 


Buona Visione!

 

vicenza



Stagione 1960-1961 - Campionato di Serie A - 10 ritorno
Vicenza - Stadio Romeo Menti
domenica 9 aprile 1961 ore 15:30
VICENZA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Nicolè 9

VICENZA: Battara, Zoppelletto, Garzena, De Marchi, Panzanato, Savoini, Conti, Menti IV, Siciliano, Puia, Fusato
Allenatore: Lerici

JUVENTUS: Vavassori, Leoncini, Sarti B., Boniperti G., Cervato, Mazzia B., Mora, Charles, Nicolè, Sivori, Stacchini
Allenatore: Carlo Parola

ARBITRO: Adami




Il difficile compito della capolista sul campo del Lanerossi 
La Juventus ha superato contro il Vicenza una delle partite più dure del torneo 
II burrascoso finale poteva essere evitato se l'arbitro fosse stato più avveduto.

Contro il Bologna e contro la Roma si era giocato, ieri si è combattuto. La Juventus era apparsa grande contro due squadroni che avevano accettato i termini tecnici della lotta, ieri invece la partita si è trasferita su un piano che la squadra bianconera non ha mai gradito. Il calcio che si gioca sui campi della provincia (provincia calcistica, s'intende) non assomiglia a quello delle, grandi unità, di prevalentemente potenza atletica, è calcio d'urto più, che di manovra. Le squadre che hanno un grosso bagaglio tecnico non si sentono troppo avvantaggiate, è un bagaglio che Vicenza, lunedi sera. La battaglia di ieri è finita con la vittoria della Juventus, ma le emozioni che essa ha provocato non saranno tanto presto dimenticate. La squadra bianconera comincia solamente ora ad accorgersi quanto sia pesante da sostenere il ruolo di capolista. E' difficile che il Lanerossi riesca a ripetere una partita come quella di ieri, perche è il valore dell'avversario che stimola il gioco. La squadra si era preparata con particolare cura per questa prova, il suo schieramento era stato diligentemente studiato, ogni pedina aveva il suo compito fisso e bastava attenersi agli ordini. Ma queste pedine sono andate anche oltre gli ordini, e lo dimostra il fatto che la squadra ha attaccato assai piú di quanto non si sia difesa. 

Da parte sua, la Juventus non aveva metanizzato nulla, il suo lavoro difensivo era affidato al caso o all'improvvisazione del momento, credendo la squadra, al contrario del Lanerossi, di dover più attaccare che difendersi. E' avvenuto che mentre il Lanerossi, quando ha dovuto difendersi, lo ha fatto con una certa sicurezza (il goal di Nicole, con un tiro da venti metri, è stato in fondo un infortunio del portiere), la squadra bianconera ha dato invece l'impressione di un disagio che non riusciva del tutto a dominare. L'incidente del goal non convalidato ha reso furenti giocatori e pubblico, perché esso veniva proprio e conclusione degli sforzi del Lanerossi nella dura e continua offensiva della ripresa. La squadra si è sentita defraudata di quanto essa le spettasse di diritto. Se ci mettessimo nei panni del Lanerossi ci sarebbe difficile ragionare diversamente, ma la passione di parte non è e non sarà mai una logica di giudizio. Dopo la partita si ricordava una situazione pressoché identica subita dalla Juventus in una partita con l'Atalanta, cioé il fischio finale dell'arbitro che si fa sentire mentre la palla (calciata da Conti) sta viaggiando verso la rete. Che dire? Se l'arbitro dice che ha fischiato perché il tempo era finito difficilmente si possono trovare motivi fondati per dargli torto. Dal punto di vista del regolamento e della logica ha ragione lui. Restano in chi subisce la situazione e ne è danneggiato una sorda irritazione e un senso di rivolta contro chi è stato così rigido e così drastico da rasentare l'ingiustizia. Ma le ragioni che possono essere avanzate contro la decisione hanno essenzialmente carattere sentimentale. Si dice che non è giusto privare una squadra del premio delle sue fatiche, che un po' di comprensione ci vuole, che è impossibile seguire durante un'azione sotto porta il movimento delle lancette dell'orologio, perché si segue o il gioco o l'orologio. Tutto questo è vero finché la logica combina con gli interessi della propria squadra. Se il caso di domenica si fosse verificato davanti alla porta del Lanerossi, con una Juventus perdente e tutta protesa all'attacco, è perfettamente certo che Adami sarebbe stato lodato ed applaudito da coloro stessi che ieri lo insultavano. 

La passione agisce sempre in queste situazioni e offusca il giudizio di chi reagisce allo scopo di ottenere un vantaggio che in una situazione capovolta riterrebbe un danno. Crediamo comunque che Adami si legherà all'orecchio la lezione ìl regolamento è una cosa e il fiuto psicologico un altro. Se egli avesse fischiato la fine un momento prima o addirittura prima di tirare il calcio d'angolo, tutto sarebbe stato tranquillo. Si sarebbe detto che l'arbitro si era dimostrato troppo pignolo, ma la squadra e il pubblico non avrebbero avuto la sensazione di essere stati defraudati del giusto, tanto facilmente, ripetiamo, si identifica il giusto con il proprio interesse. La maturità di un arbitro è fatta anche di questi picco li accorgimenti, che non ledo no, del resto, il senso di giù sfizio, perché, come è noto, nel caso di domenica il tempo era già scaduto prima che Adami concedesse il calcio d'angolo. Ma lasciamo l'episodio clamoroso, che farà versare ancora molto inchiostro, perché la battaglia del campionato la si combatte non solo negli stadi, e volgiamo lo sguardo alla Juventus, uscita vittoriosa da una tempesta dalla quale era sembrato che non potesse cavarsela senza danno. Contro il Bologna e contro la Roma essa aveva data l'impressione di una maggiore robustezza di gioco e di una vena inventiva più continua. Che significa questo a abbassamento improvviso del livello tecnico della squadra. 

A nostro giudizio il fatto non può suscitare allarmi. La partita diventa cosi un ossessionante corpo a corpo, non c'è più manovra, ma c'è una spinta in profondità che mira a distruggere le fonti .del gioco stesso con l'accentuazione e la continuità del ritmo. Il Lanerossi corre, non correvano cosi tanto né il Bologna né la Roma. Per arginare questo ritmo è anzitutto necessario l'ordine, che significa compiti precisi, sempre diligentemente svolti. Se Mazzia non avesse seguito il suo istinto di mediano d'attacco, ascoltando invece e mettendo in esecuzione gli ordini dei tecnici che lo' assegnavano a compiti difensivi di fronte a Siciliano, ne avrebbe trattò senza dubbio giovamento la squadra nel suo duro e affannoso lavoro di arginamento della marea avversaria. Mazzia aveva giocato ottimamente a Bologna perché giunto per la prima volta in prima squadra era come uno scolaro che non osava andar oltre le istruzioni ricevute. Con la Roma e con il Lanerossi ha già preso della confidenza e più volte lo abbiamo visto ieri scattare anche lui al con trattacco in linea con gli avanti e scambiare la palla ora con Sivori, ora con Stacchini, con la conseguenza che, a con trattacco fallito, doveva poi sgambare per raggiungere la sua zona, rimasta intanto sco perta. Ci sembra che Mazzia richieda già troppo ai suoi mezzi e non sempre può andare bene. Ad ogni modo la Juventus se l'è cavata. Le toccheranno altre prove anche più aspre di quella di ieri, ed allora le gioverà anche l'avvertimento ohe ha avuto dal Lanerossi. Perché il difficile è appena cominciato. 

Ettore Berrà




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Stadio








venerdì 29 dicembre 2023

1 Gennaio 1961: Lecco - Juventus

É il 1 Gennaio 1961 e Lecco e Juventus si sfidano nella tredicesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1960-61 allo Stadio 'Mario Rigamonti' di Lecco.

É la Juventus dei vari Giampiero Boniperti (alla sua ultima stagione da calciatore), Omar Sivori (che riceve il Pallone d'Oro come miglior giocatore del vecchio continente) e John Charles (gigante gallese dal gol facile ma dal cuore d'oro). I bianconeri finiranno al campionato col vincere il loro dodicesimo Scudetto. Dall'altre parte un Lecco che riesce nel intento di inizio stagione: una salvezza (molto faticosa) che sa di vittoria per i lombardi.

Buona Visione!


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Stagione 1960-1961 - Campionato di Serie A - 13 andata
Lecco - Stadio Mario Rigamonti
domenica 1 gennaio 1961 ore 14:30
LECCO-JUVENTUS 2-2
MARCATORI: Nicolè 26, Boniperti G. 36, Duzioni 45, Gilardoni 53

LECCO: Bruschini, Facca, Cardoni, Gotti, Cardarelli, Duzioni, Savioni, Arienti, Bonacchi, Abbadie, Gilardoni
Allenatore: Piccioli

JUVENTUS: Vavassori, Castano E., Sarti B., Emoli, Cervato, Leoncini, Nicolè, Boniperti G., Charles, Sivori, Mora
Allenatore: Carlo Parola

ARBITRO: Gambarotta


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La Stampa 2 gennaio 1961

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lunedì 25 dicembre 2023

25 Dicembre 1960: Juventus - Sampdoria

É il 25 Dicembre 1960 e Juventus e Sampdoria si sfidano nella Dodicesima Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1960-61 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

É la Juventus dei vari Giampiero Boniperti (alla sua ultima stagione da calciatore), Omar Sivori (che riceve il Pallone d'Oro come miglior giocatore del vecchio continente) e John Charles (gigante gallese dal gol facile ma dal cuore d'oro). I bianconeri finiranno al campionato col vincere il loro Dodicesimo Scudetto. Dall'altre parte una Sampdoria che anche per forza del capocannoniere del Campionato Sergio Brighenti disputa uno dei suoi migliori campionati e si installa al quarto posto finale.

É l'ultima volta che la Juventus gioca nel giorno del Santo Natale.

Buona Visione!


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Stagione 1960-1961 - Campionato di Serie A - 12 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 25 dicembre 1960 ore 14.30
JUVENTUS-SAMPDORIA 3-2
MARCATORI: Charles 22, Sivori 24, Mora rigore 25, Brighenti 57, Brighenti 64

JUVENTUS: Vavassori, Castano, Sarti B., Emoli, Cervato, Boniperti G., Mora, Nicolè, Charles, Sivori, Stacchini - Allenatore : Carlo Parola

SAMPDORIA: Sattolo, Vincenzi, Marocchi, Bergamaschi, Bernasconi, Vicini, Toschi, Ocwirk, Brighenti, Delfino, Lojodice - Allenatore : Eraldo Monzeglio

ARBITRO: Francescon


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