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sabato 25 ottobre 2025

3 Novembre 1976: Juventus - Manchester United

É il 3 Novembre 1976 e  Juventus e Manchester United si sfidano nella gara di ritorno dei sedicesimi di finale dellla Coppa UEFA 1976-77 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

In Italia é un campionato dominato dalle squadre piemontesi. Con Torino e Juventus 'abbracciate' in un appassionante testa a testa fino a fine campionato. Alla fine trionferanno i bianconeri per un solo punto in un duello entrato nella storia. 

In Europa si cerca intensamente la prima coppa! Infatti questa arriva nella 'Cattedrale' di 'San Mames' di Bilbao (Spagna) contro i baschi dell' Athletic. Il tutto dopo un aspra battaglia persa - ma la regola dei gol in trasferta premia i bianconeri.

Buona Visione! 


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Stagione 1976-1977 - Coppa UEFA - Sedicesimi, ritorno
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 3 novembre 1976 ore 20.30
JUVENTUS-MANCHESTER UNITED 3-0
MARCATORI: Boninsegna 29, Boninsegna 63, Benetti 85

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Morini (Spinosi 8), Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti, Bettega R.
Allenatore: Giovanni Trapattoni

MANCHESTER UNITED: Stepney, Nicholl, Albiston, Daly, Greenhoff, Houston, Coppell, McIlroy (McCreery 56), Pearson, Macari (Paterson 65), Hill
Allenatore: Tommy Docherty

ARBITRO: Palotai (Ungheria)



Dopo il City eliminato (3-0) anche il Manchester United 
La Juventus boccia ancora gli inglesi 
Due gol di Boninsegna, uno per tempo - 
Conclude Benetti nel finale - 
Serio infortunio a Morini (stiramento alla coscia destra) che non potrà neppure giocare contro l'Inghilterra a Roma - 
Settantamila spettatori: un tifoso inglese (ubriaco) entra in campo 

Una Juventus splendida ha travolto il Manchester United per tre a zero conquistando così il diritto di accedere agli ottavi di finale della Coppa Uefa, al termine di una partita combattutisslma che ha esaltato le qualità agonistiche di un superlativo Boninsegna, autore di una magnifica doppietta. La rete della sicurezza l'ha realizzata Benetti. 

La Juventus si è così sbarazzata di un avversario ostico, disputando la miglior partita della stagione: alla fine il pubblico l'ha applaudita con una lunga e meritata ovazione. C'era un clima da Coppa dei Campioni ieri sera al Comunale: 70 mila spettatori, una cornice degna di una partitissima della massima competizione europea. Aveva ragione «mister» Edwards, presidente del Manchester United, a considerare II confronto con la Juventus alla stregua di una finale di Coppa Uefa. Era anche l'ultimo «contatto» fra II calcio italiano e quello inglese, prima di Italia-Inghilterra che si giocherà a Roma tra un paio di settimane e che è una tappa importantissima per la qualificazione alla Coppa del Mondo. L'avvenimento e i numerosi nazionali presenti (otto azzurrabili nella Juventus, tre nel Manchester) aveva richiamato Bearzot e Bernardini, oltre a Don Revie. C'erano anche 1220 supporters dell'Unlted, confinati nel settore sinistro della tribuna, muniti di bandiere blancorosse, granata e persino bianconere: molti già pieni di birra, eccitati dall'alcol ingurgitato sin dal mattino. 

Per le strade del centro questi  gentlemen figli d'Albione, avevano già esibito, con atti vandalici e con molestie ai passanti, la loro esuberanza. Agli ululati ed ai cori dei tifosi del Manchester United, rispondeva il ruggito della folla bianconera. La Juventus si presentava nella miglior formazione, la stessa dell'andata, come pure il Manchester United che, però, era sempre privo di Buchan, libero e capitano nonché cervello difensivo della squadra. Prima del via si metteva a piovere e la gente, che si trovava sulle gradinate, sprovvista di ombrello, era colta di sorpresa e doveva subire una doccia fredda. La Juventus si disponeva con le previste marcature: Cuccureddu-Hill, Gentlle-Coppel, Morini-Pearson; a centrocampo si fronteggiavano Furino-Macari, Benetti-Daly, Tardelli-Mcllroy, mentre in avanti Causio era preso in consegna da Albiston, Boninsegna da Greenhoff e Bettega da Nicholl. 

Data la posizione avanzata di Mcllroy, Tardelll era costretto inizialmente a fare il terzino. Partiva di slancio la Juventus e dopo pochi secondi creava una colossale occasione per passare in vantaggio. Su un calcio d'angolo battuta da Causio, la difesa respingeva, Furino, sul limite dell'area, stoppava di petto e serviva Cuccureddu; !a retroguardia del Manchester, tradita da una tardiva messa in opera del fuorigioco, compiva un passo in avanti, si fermava e consentiva a Cuccureddu di avanzare, completamente solo, fino a tu per tu con II portiere. Il sardo tirava a colpo sicuro, ma troppo centralmente e consentiva a Stepney di deviare in calcio d'angolo. Incredibile! L'errore di Cuccureddu rendeva frenetica la Juventus che smarriva un po' le geometrie e le posizioni. Serpeggiava un certo nervosismo e la partita si accendeva: Tardelll [5') colpiva Mcllroy con una gomitata, e l'arbitro, Palotai, ex mediano della Nazionale olimpica ungherese, interveniva concedendo la punizione in favore degl'inglesi. 

Tardelll e Mcllroy continuavano a beccarsi ripetutamente. La sfortuna si accaniva contro la Juventus: ali '8', Morini si bloccava di colpo, vittima di uno strappo muscolare alla coscia destra. Con le lacrime agli occhi per la rabbia e per il dolore (dovrà rinunziare anche all'incontro in Nazionale contro l'Inghilterra) usciva dal campo e cedeva il posto a Spinosi. Mentre la Juventus stava assestandosi attorno a Spinosi, gli inglesi costruivano la loro prima palla-gol al 12': Coppel discendeva sulla destra e centrava sotto porta, dove Hill anticipava Cuccureddu e di testa mandava il pallone a sfiorare minaccioso i legni della porta di Zoff. Il Manchester United, pur restando coperto, si distendeva spesso allo attacco. La gara appariva spigolosa, molto combattuta. Anche Hill zoppicava ma, dopo le cure, restava in campo. Al 20', la Juventus riusciva a riprendere in mano le redini dell'incontro, grazie a Causio che, confermando iI suo stato di grazia, pennellava un magnifico lancio in profondità per Boninsegna, che scivolava e non riusciva a sfruttare l'occasione. 

La Juventus produceva il suo « pressing » e Stepney era chiamato ad un duro lavoro. Al 23' Causio allargava per Cuccureddu. il cui tirocross basso era intercettato da Stepney, che si lasciava sfuggire il pallone, ma Bettega non riusciva ad approfittarne. Al 27' Causio recuperava una bella palla sul limite dell'area, serviva Furino che preparava il tiro a Boninsegna, ma questi faceva cilecca. Un minuto dopo, Macari era ammonito per gioco ostruzionistico in quanto tardava ad effettuare una rimessa laterale. La Juventus insisteva con tutte le sue forze e al 29', a conclusione di una spettacolare azione corale, sbloccava II risultato con un bel gol di Boninsegna: Spinosi, al volo, allungava per Causlo che lanciava in profondità Tardelli, il cui centro basso e teso era deviato in rete di sinistro dall'irrompente Boninsegna. 

Il gol galvanizzava la Juventus e Causlo, che dava vita ad una i serie di numeri pirotecnici. Lo  assecondavano molto bene Tardelli, che poteva finalmente spingersi in avanti. Furino e Scirea, che di tanto in tanto appoggiava l'attacco. Proprio Scirea, al 35', effettuava un lungo rimando, oltre metà campo, per Boninsegna, che si produceva in uno scatto poderoso e, appena dentro l'area, di controbalzo scaricava il suo sinistro, ma Stepney riusciva miracolosamente a deviare in corner. La Juventus rifiatava e ne approfittava il Manchester United per portarsi in attacco. Al 41' Furino commetteva un fallo su Macari e l'arbitro estraeva iI cartellino giallo: per il capitano bianconero questa ammonizione significa la squalifica in campo internazionale perché si assomma a quella subita a Manchester contro il City. Proprio allo scadere della prima frazione, su calcio d'angolo battuto da Causio, Boninsegna di destro concludeva in rete dove Albiston, sulla linea, si sostituiva al portiere e riusciva a salvare In extremis. Davvero sfortunato Bonimba, che meritava II gol a coronamento di una maiuscola prestazione. 

La ripresa vedeva ancora la Juventus a « trazione anteriore » cercare il raddoppio. Houston anticipava di un soffio Bettega (2') su un bel cross di Tardelli. Poi un'altra palla-gol per la Juventus al 6': grande spunto offensivo di Tardelll che discendeva sulla destra, entrava in area e serviva Bettega, ma Houston ci metteva un'altra pezza e allontanava il pericolo. Sul rovesciamento di fronte Zoff (7') doveva prodursi in una difficilissima parata su un bolide di Coppel da circa trenta metri. A folate, sorretta da una feroce volontà di vittoria, la Juventus premeva sull'acceleratore e al 9' Causlo (calato di tono dopo il gran correre nel primo tempo) falliva una buona occasione colpendo male la palla e depositandola sulle braccia di Stepney. 

Poco dopo Docherty effettuava la prima sostituzione: al posto di Mcllroy entrava McCreery e lo prendeva in consegna Tardelll applicando subito una marcatura assai energica. Ancora una palla-gol per la Juventus: su cross di Benetti, Boninsegna, al volo, scaraventava a lato. Boninsegna, grandissimo, si riscattava al 17' raddoppiando. Per un fallo di Houston su Bettega la Juventus fruiva di una punizione: Causio toccava lateralmente a Benetti che apriva sulla destra per Tardelli II cui tiro-cross era deviato di tacco, con grande astuzia, da Boninsegna, nel sacco. Dopo il gol Docherty tentava l'ultima carta facendo uscire Macari e inserendo Patterson, che è un centravanti e andava a piazzarsi su Bettega per consentire allo stopper Greenhoff, forte di testa, di avanzare. Al 23' Benetti veniva ammonito per intervento falloso. Dopo un bel cross di Causio troppo lungo per la testa di Bettega, l'United mandava tutti i suoi uomini In avanti alla ricerca del gol che poteva significare la qualificazione. Dalle retrovie bianconere si distingueva Spinosi, sicuro negli anticipi. Su un contrattacco della Juventus, Cuccureddu riceveva una pallonata in pieno viso e restava « k.o. » ai bordi del campo per un paio di minuti, durante i quali la Juventus correva qualche brivido, anche perché Benetti cincischiava in area. Poi rientrava Cuccureddu e la Juventus ritrovava la spinta per creare altri pericoli a Stepney, come al 32', su un violento tiro a lato di Scirea, e al 33', su un cross di Gentile che Bettega, per un nonnulla, non riusciva ad incornare in gol. 

Ancora Bettega, su un magnifico servizio di Boninsegna, si presentava in zonagol, ma il suo violènto sinistro era deviato da Stepney in calcio d'angolo. Al 39' il terzo gol, quello della sicurezza. Lo firmava Benetti, riscattando cosi una prova generosa ma che ha lasciato desiderare in qualche occasione. L'azione era promossa da Causio che lanciava a Benetti sul filo del fuorigioco: Romeo scattava, entrava In area, prendeva la mira e «bruciava, di destro con un tiro assolutamente imparabile Stepney. 

La Juventus si qualificava così agli ottavi di finale della Coppa Uefa. Intanto un tifoso inglese, completamente ubriaco, scavalcava la rete di recinzione penetrava in campo ma veniva saldamente afferrato dagli agenti e trascinato fuori. Era l'unico, assurdo gesto dei tifosi inglesi che, dopo II fischio finale dell'arbitro, si abbandonavano a scene di esultanza. Contenti loro...

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 4 novembre 1976


 


JUVENTUS - MANCHESTER UNITED 3-0
Boninsegna-Spinosi eroi ritrovati

TORINO. La Juventus ha estromesso dall'UEFA anche il Manchester United con una prova altamente significativa del suo rinnovamento tecnico tattico: nessun detrito di un certo passato attendistico; gioco d'infilata con galoppate lucenti; spunti in area inesorabili secondo lo stile di quelli che possono ritenersi i suoi giocatori più rappresentativi.

E', questa, una Juventus che calibra il gioco a centrocampo catapultando in profondità il suo elemento più dotato di allungo e di stile, quel sempre più micidiale jolly strategico di nome Tardelli. Benetti e Furino svolgono una parte ingrata: contro gli inglesi a romperne gli schemi, a ostruirne l'iniziativa in lungo ed in largo. Furino, brutto da vedere ma bello nei fatti di un incontrismo spietato e imperioso; Benetti largo, lucido, imperativo nei tackle e nel tiro (vedi terzo gol).

E' una Juventus con una novità: Luciano Spinosi ed un ritorno imperioso sul piano del gioco: Boninsegna. A dir le virtù di Spinosi, basta il modo franco con cui ha francobollato Pearson e l'uscita dall'area che ha propiziato, col tocco musicale di Causio a Tardelli, il primo gol di Nostra Signora del calcio alla pattuglia di Tommy Docherty.

Affiancati in tribuna hanno assistito al match, nella notte piovosa, Bearzot e Bernardini: i due hanno riscoperto Spinosi e lo ripropongono, pare, per una maglia azzurra (detto tra parentesi noi non ci saremmo scordati di Vavassori del Napoli).

SPINOSI sembra recuperato al plafond atletico dei giorni belli. Occorrono altri collaudi. Potremo giudicarlo già contro Egidio Calloni. Indubbiamente il ragazzo, così serio e puntiglioso, meritava di essere riscoperto dal destino. Restiamo tuttavia dell'opinione che ben diversa è la cifra di rendimento di Morini in perfette condizioni e ci auguriamo che la Juve non abbia a risentirne. Ben tornato comunque a «spina». E ora parliamo di Boninsegna, ovvero un centrat-tacco di ventura.

BONINSEGNA noi non lo davamo per finito. In casa Fraizzoli non ci furono lacrimucce di addio dopo lo scambio con l'agile Pietruzzu Anastasi? Non si archiviava come stantio e vecchio uno dei giocatori più importanti espressi dal nostro calcio negli ultimi quindici anni? Come si possono commettere certe leggerezze?

E poi a conferma della bontà del vecchio Bonimba ci sono: due bellissimi gol messi a segno contro il Manchester, segnature che hanno permesso alla Juventus di proseguire il suo cammino in Coppa. Ma soprattutto, c'è una rivincita contro l'Inter che se n'è disfatta troppo in fretta. Ed oggi grazie al gioco delle Coppe, Fraizzoli s'è accorto una volta di più d'aver sbagliato tutto. E medita di mollare l'Inter.

Un' Inter che al cavalier Fraizzoli adesso procura solo rogne e mal di fegato perenni. Ma Lady Renata vorrà poi privarsi di sedere in tribuna d'onore a veder giocare la sua squadra?

Indubbiamente, Boniperti di Barengo, il presidente della Juve, è stato della contadina furbizia di un Bertoldo: ha approfittato di certe ricorrenti critiche negative al mantovano per proporre ad un certo punto lo scambio del secolo. Lo ha fatto scientemente e ne ha avuto in cambio un gruzzolo di milioni oltre ad un vero goleador. A Boninsegna serviva solo cambiare aria, ritrovarsi accanto compagni diversi, poter giocare in un clima meno caratteriale, in una società meno emotiva. La resurrezione di Boninsegna era insomma scontata fin dall'estate viareggina. Allenandosi con serietà, sapendo di godere l'illimitata fiducia dei compagni a partire dall'hidalgo Bettega, Boninsegna si è rimesso a sparare come un cannoncino. Egli appartiene ad una sparuta schiera di campioni veri, campioni uomini, capeggiata da Luison Riva di Cagliari oggi passato di moda per mille calamità. Boninsegna è uno di fegato e di fisico che sa rischiare in area, che sa sgomitare e farsi rispettare nelle mischie più ribalde: è un compare coraggioso dal sinistro che non perdona.

Nel calcio come nella vita non si improvvisa nulla, tutto succede per una concatenazione di cause ed effetti. Con Bonimba, resuscita la leggenda di Altafini in casa di Nostra Signora del calcio.

Vincenzo La Mole
tratto dal Guerin Sportivo anno 1976 nr.46


 


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II gol che ha messo kappaò la pattuglia di Docherty è stato il secondo di Boninsegna nato da una punizione toccata da Causio per Benetti che dava a Tardelli. Sul cross dell'interno, interveniva "Bonimba" (nella foto mentre va per... abbracci). A trasformare poi la vittoria in trionfo ci pensava Romeo Benetti che, partito in contropiede, realizzava il 3-0 con un eccezionale destro sotto la traversa E così, la "goeba" continua ...

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Era nell'aria; prima o poi Boninsegna sarebbe esploso e l'avvenimento si è realizzato contro il Manchester United.

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Ancora Boninsegna alla ribalta: qui è nel vivo della difesa britannica che, questa volta, seppur confusamente riesce a salvarsi. 

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Un intervento di Spinosi, altro eroe ritrovato della Juve contro la squadra di Docherty. Spinosi, entrato per Morini, è stato ottimo.

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giovedì 11 settembre 2025

11 Settembre 1996: Juventus - Manchester United

È l' 11 Settembre 1996 JuventusManchester United si sfidano nella prima giornata del girone di primo turno della UEFA Champions League 1996-97 al 'Old Trafford Stadium' di Manchester (Inghilterra).

La Juventus é Campione d'Europa in carica mentre lo United guidati magistralmente da Alex Ferguson è la squadra del decennio in terra d'Albione. A fine competizione i bianconeri avranno raggiunto l'ennesima Finale, salvo poi perdendo una gara incredibile contro il Borussia Dortmund per 1-3 a Monaco di Baviera.

Per chi volesse gustarsi pure la gara di ritorno al 'Old Trafford' : cliccare qui!

Buona Visione!



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Stagione 1996-1997 - Champions League - 1ª giornata
MARCATORI: Boksic 34

JUVENTUS (4-3-3): Peruzzi, Porrini, Ferrara C., Montero (Iuliano 90), Pessotto G., Conte A., Deschamps, Zidane (Di Livio 78), Del Piero, Boksic, Vieri C. (Amoruso 73). A disposizione: Rampulla, Tacchinardi
Allenatore: Marcello Lippi

MANCHESTER UNITED (4-3-3): Schmeichel, Neville G., Johnsen, Pallister, Irwin, Beckham, Butt, Giggs (McClair 46), Poborsky (Solskjaer 78), Cantona, Cruijff (Cole 78)
A disposizione: Van der Gouw, May
Allenatore: Alex Ferguson

ARBITRO: Merk (Germania)
AMMONIZIONI: Boksic 45, Deschamps 63, Peruzzi 90 (Juventus); Neville G. 29, Cruijff 43 (Manchester United)




Boksic, autore del gol decisivo, elogia il francese che ha stravinto il duello con Cantona Il croato: grazie, Zidane «Mi ha regalato un pallone d'oro» 
TORINO. «Grazie, Zinedine», Firmato Boksic. 

Alen, il croato, esulta per il primo gol in Champions League con la maglia della Juventus ma non dimentica di dividere con Zidane, il francese a sua volta all'esordio, i meriti per questa prima fausta notte europea. Lancio di Zizou e rete travolgente di Boksic. Meglio, la Juve non poteva sperare. In più la maiuscola prestazione di Pessotto che ha annullato il pericoloso Poborsky che agli Europei fece ammattire Maldini, le buone prove di Deschamps a centrocampo e il riscatto di Ferrara che, dopo i patemi vissuti con Tovalieri ha tolto spazi vitali a Cantona. 
Parola a Boksic, dunque: 
«La cosa più importante non è il gol, sono i tre punti. Nel primo tempo abbiamo faticato oltre il dovuto perchè il Manchester è più avanti nella preparazione. Sono comunque contento di aver debuttato in questo stadio con la rete della vittoria. Zidane è stato bravissimo a fornirmi il pallone giusto, lo devo ringraziare. Sono esploso di gioia, ero stato spesso criticato in questo avvio di stagione e in qualche modo certe accuse erano anche meritate. Per me, comunque, il problema del gol non è mai esistito, certe cose sono state esagerate. Gli inglesi si sono dimostrati meno determinati in Europa di quanto accade nel loro campionato perchè trovano squadre meglio organizzate. Mi ha sorpreso molto la sconfitta del Milan, il Porto non mi sembrava così forte. E' un vantaggio invece il pareggio tra Rapid Vienna e Fenerbahce». 
Anche Lippi evita di guardare in casa Milan e preferisce appuntare l'attenzione sul girone bianconero: 
«Godiamoci questa prima vittoria nella seconda edizione della Champions League alla quale partecipiamo. Degli altri gironi è meglio non parlare anche se la vittoria dell'Ajax ad Auxerre dimostra che la squadra olandese è stata data per morta anzitempo. Noi non siamo più quelli dell'anno scorso così come nella stagione passata non eravamo gli stessi. Ma basta con i Vialli e Ravanelli, oggi parliamo di Boksic che ha segnato una bella rete e di Zidane che s'è mosso bene. Ma tutta la squadra, al di là dei primi venti minuti in cui abusava dei lanci lunghi e di qualche affaticamento patito nel finale (come la sciatalgia che ha messo fuori causa Monterò, ndr), si è disimpegnata al meglio. Peruzzi non ha corso mai dei pericoli seri. Cantona non mi ha deluso, anzi si sbracciava di continuo per chiedere ai compagni di avanzare e cercava di venire indietro per impossessarsi del pallone, merito dei miei difensori se non ha fatto danni». 
Zidane è assediato dai cronisti francesi: 
«Sì, ho vinto il duello con Cantona? Non ho avuto il tempo di prestare attenzione alla sua prova, dovevo pensare a me. E' stata una bella emozione debuttare in questo stadio, non l'avevo mai visto. E' stato bello aver aiutato Boksic a segnare la rete decisiva. Io mi sento bene in questo ruolo di centrocampista d'appoggio alle punte, gioco proprio nel ruolo preferito in questa Juve. Ho faticato un po' e nel finale sono uscito, ma è normale di questi tempi non essere ancora al massimo della condizione». 
Pessotto, uno dei giocatori migliori in campo: 
«Sapevo che Poborsky era un avversario scorbutico, forse non era nelle condizioni dell'Europeo o magari sono stato bravo io, ma non tocca a me dirlo. Io lo temevo e ho cercato di non lasciargli mai spazi in cui proiettarsi in velocità, come passo mi adattavo a lui. Ma vorrei spendere una parola a favore di Boksic, è davvero favoloso, un fenomeno, troppo bravo, davvero». 
Deschamps riprende e conclude il discorso sul croato: 
«Adesso Alen, avendo segnato, ha trovato quello che gli mancava per sbloccarsi definitivamente. Tutta la Juve ha avuto qualche problema nella fase iniziale del primo tempo. Zidane per me non è una sorpresa, in quanto a Cantona lo sapete che ha la mia stima anche se lui a volte ha qualche uscita non proprio febee nei confronti di qualche suo compagno di nazionale». 
Un po' di diplomazia non guasta, tanto più che Ferguson, manager inglese afferma: 
«Onore alla Juve, noi abbiamo molto da imparare, il pareggio delle altre squadre del girone ci aiuterà a qualificarci al pari della squadra bianconera» 





LE PAGELLE 
Boksic e Pessotto le superstar 
Porrini cancella Cruyff e Del Piero mostra la grinta 

PERUZZI sv. 
Un primo tempo senza nessuna parata da ricordare. Segno che la difesa di «bassotti» funziona a dovere. Idem la ripresa. Fosse sempre così sai che pacchia. 
PORRINI 6,5. 
Jordi Cruyff porta un nome illustre ma per ora non morde e non incide. Neppure la presenza dell'illustre padre in tribuna lo stimola. Così il terzino che aveva proprio il Manchester nei suoi sogni calcistici non fatica più di tanto e si conferma come un'alternativa di lusso. 
FERRARA 6,5. 
Nella sua zona passeggia un Cantona privo della consueta concretezza. Ciro si ritrova alla grande dopo l'opaco debutto in campionato. 
MONTERO 6,5. 
Grande combattente, chiude i varchi e ripropone l'azione col sinistro a lunga gittata. 
(Dal 46' st Iuliano sv) 
PESSOTTO 7,5. 
Ha chiuso con un grande finale la sua prima avventura di Coppa e si ripresenta in forma altrettanto smagliante. Bloccato a Roma Finidi, si ripete con Poborsky costretto a difendere più che a dare appoggio all'attacco. E qualche volta si ricordi di avere anche un gran tiro. 
CONTE 6. 
Non sta bene e si vede che fatica a galoppare come al solito. Ma dà sostanza al centrocampo e cerca anche il gol. Ne sbaglia uno per un nulla, un altro glielo annullano per un fuorigioco dubbio. 
ZIDANE 6. 
Parte con la solita timidezza, per lunghi tratti sembra girare a vuoto. Cresce un pochno alla distanza ed è dal suo piede che parte il lancio che manda in gol Boksic. Prezioso anche nel ruolo di difensore aggiunto. Ma da lui ci si attenderebbe ben altro rendimento. 
(Dal 32' st Di Livio sv). 
DESCHAMPS 6. 
Cantona ha detto che uno come lui si trova ad ogni angolo di strada. Didier è ancora alla ricerca della forma migliore, ma non è neppure uno dei tanti come sostiene King Eric. Il suo è come sempre un compito poco appariscente, ma molto utile. 
BOKSIC 7,5. 
Finalmente. Ecco il gol che Lippi attendeva, che i tifosi invocavano. Il croato gioca un partita tatticamente perfetta e sempre di grande intensità, si getta su ogni pallone con la fame di un rapace. Il gol è un piccolo capolavoro di potenza e opportunismo: sradica il pallone dai piedi di Butt e vola a battere Schmeichel. 
VIERI 5,5. 
Prova e riprova, ma il gol gli sfugge sempre per un nulla. Splendido al 27' pt un colpo di testa che si perde di poco alto. Al debutto in una competizione di questo prestigio, dimostra di patire il clima rovente e di non essere ancora l'attaccante su cui la Juve può puntare per il futuro. 
(Dal 27' st Amoroso sv) 
DEL PIERO 6,5. 
E' difficile vivere sapendo che tutti attendono sempre da te la giocata importante. Non è fortunato, tocca decine di palloni senza trovare il guizzo memorabile. Ma è un Del Piero diverso, più cattivo e sempre nel vivo del gioco. 
LIPPI 6,5. 
Il suo merito è quello di aver messo in campo la miglior Juve del momento e certamente di aver saputo toccare le corde giuste, visto che la squadra si è trasformata in soli tre giorni. 

MANCHESTER UNITED molto deludente: Cantona ha fatto il minimo indispensabile, peggio ancora Jordi Cruyff e Poborsky. In affanno pure la difesa con il polentone Pallister sempre arrancante di fronte a un Boksic a tratti irresistibile. 

brani tratti da: La Stampa 12 settembre 1996





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venerdì 25 aprile 2025

25 Aprile 1984: Juventus - Manchester United

É il 25 Aprile 1984 e Juventus e Manchester United si sfidano nella semifinale di ritorno della Coppa delle Coppe 1983-84 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

Dopo che la gara di andata si era conclusa con il pareggio a Manchester per 1-1, questa partita nel capoluogo piemontese si presenta piú agevole. Ma non sará così facile per i nostri eroi bianconeri!

É una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quello che sfida la formazione inglese. Sará una stagione trionfale questa per i nostri beniamini in strisce bianconere. Se in Campionato arriverá l'ennessimo Scudetto (é il 21esimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe in finale a Basilea contro i portoghesi del Porto per 2-1.

Buona Visione!



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Coppa delle Coppe 1983-1984 - Semifinali, ritorno
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 25 aprile 1984 ore 20.30
JUVENTUS-MANCHESTER UNITED 2-1
MARCATORI: Boniek 13, Whiteside 70, Rossi P. 90

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Vignola, Tardelli (Prandelli 78), Rossi P., Platini, Boniek
Allenatore : Giovanni Trapattoni

MANCHESTER UNITED : Bailey, Duxbury, Albiston, Wilkins, Moran, Hogg, McGrath, Moses, Stapleton (Whiteside 63), Hughes, Graham
Allenatore : Ron Atkinson

ARBITRO: Ponnet (Belgio)




Pagelle: Rossi è stato decisivo 

TACCONI — Sullo zero a zero ha passato un brutto spavento, deviando un tiro maligno di Hughes sui piedi di McGrath, ma Cabrini ha deviato In corner. Incolpevole lui (non la difesa) sul gol di Whiteside, bravissimo poi nel deviare un insidioso colpo di testa di MrGrath. Ha sbrigato con calma e decisione iI suo lavoro. 

GENTILE — Ha incontrato in Hughes un cliente difficile, sia per l'abilita nel palleggio, sia per i frequenti spostamenti su tutto il fronte offensivo che l'obbligavano ad agire ora a destra, ora sul centro, ora a sinistra, tenendo costantemente gli occhi bene aperti sul pericoloso avversario. 

CABRINI — Ha salvato un gol, ha annullato Graham e poi ha controllato Duxbury, spingendosi in avanti per concludere: gli è mancato un pizzico di precisione nel tiro, ma la sua parte principale, quella di proteggere la fascia sinistra, l'ha svolta bene. 

BONINI — Attivissimo su tutti I palloni e su ogni avversario che incrociava sulla sua strada. Il sanmarinese si é confermato elemento di sicuro rendimento per puntellare, con i muscoli e i polmoni, il centrocampo. 

BRIO — Non ha avuto alcun problema con Stapleton che. dopo 25', si é infortunato, azzerando il suo apporto offensivo. Buon per II Manchester (non per Brio) che al 63' ha inserito Whiteside, un elemento che lo stopper bianconero sembra soffrire e che ha segnato II gol del temporaneo pareggio. 

SCIREA — una bella prestazione, macchiata soltanto da un tackle molle ma Graham, favorito da un rimpallo, che ha propiziato il passaggio-gol per Whiteside. Il libero si é comunque ampiamente riscattato contribuendo, con una caparbia azione, al gol vincente di Paolo Rossi. 

VIGNOLA — Un'altra valida prestazione, anche se non «super» come nel sabato all'inglese con l'Udinese. Nel primo tempo i suol dialoghi con Platini hanno messo in crisi il centrocampo del Manchester United, ma anche nella ripresa ha dimostrato di reggere, pur non avendo più lo smalto e la lucidità iniziali. 

TARDELLI — Ha coperto la fascia destra, tenendo una posizione di mediano arretrato. Ha lottato ora su McGrath, ora su Albeston, ora su Graham. Ha anche sfiorato un gol, ma, un leggero stiramento che lo mette in dubbio per S. Siro, l'ha costretto a cedere Il posto (fra gli applausi) a Prandelli.

PRANDELLI — E' entrato nel momento più delicato e caldo della partita, ma non ha smarrito la freddezza per compensare il vuoto tattico lasciato da Tardelli. 

ROSSI — Un gol, vitale, decisivo, alla sua maniera all'ultimo istante, dopo che un grande Bailey gli aveva negato tre volte la soddisfazione della rete. E' il secondo gol di Coppa, dopo quello con il Lechia, ma iI più prezioso

PLATINI — Un primo tempo regale di Sua Altezza Michel. Aveva la gola ancora infiammata, ma i suol stupendi lanci calibrati, i suol assist, hanno infiammalo la folla. Un Platini, insomma, che in cabina di regia ha oscurato Wilkins, dando lezione di calcio e di «grandeur». 

BONIEK — L'Europa lo esalta. La folla bianconera gli vuole bene e il polacco l'ha ripagata segnando un gol importantissimo (ha sfioralo un palo di volte il raddoppio) per la Juventus e soprattutto per lui che, dopo un periodo di crisi piú psicologica che fisica, ha ritrovato i migliori connotati. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 26 aprile 1984






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La Stampa 26 aprile 1984

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La Stampa 26 aprile 1984


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Il tifo bianconero (sopra) aveva ammirato la brillante partenza della Juve, presto in gol con Boniek, ma era stato «gelato» dal pareggio di Norman Whiteside pochi minuti dopo il suo ingresso in campo al posto di Stapleton. Al 90' Pablito-gol!

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domenica 10 dicembre 2023

10 Dicembre 1997: Juventus - Manchester United

É il 10 Dicembre 1997 e Juventus e Manchester United si sfidano nella Sesta (ed ultima) Giornata del Girone Eliminatorio della UEFA Champions League 1997-98 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus ottimamente guidata in panchina dal maestro Marcello Lippi si appresta a vincere il suo 25esimo Scudetto. Sará l'annata di Alessandro Del Piero (autore di 21 gol in campionato) e Zinedine Zidane (che a Luglio vincerá il Mondiale a casa sua).

Per quanto riguarda la massima competizione europea i bianconeri saranno protagonisti di un altra finale persa. Stavolta tocca ai 'blancos' del Real Madrid ad impedire alla Juve di issarsi sul tetto del 'Vechio Continente'.

Buona Visione!


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Stagione 1997-1998 - Champions League - 6ª giornata
Torino - Stadio Delle Alpi
mercoledì 10 dicembre 1997 ore 20:45
JUVENTUS-MANCHESTER UNITED 1-0
MARCATORI: Inzaghi 84

JUVENTUS (4-4-2): Peruzzi, Birindelli (Dimas 76), Ferrara C., Iuliano, Torricelli, Di Livio, Zidane, Tacchinardi (Pecchia 46), Conte A. (Montero 65), Fonseca, Inzaghi
A disposizione: Rampulla, Cingolani, Aronica, Giandomenico
Allenatore: Marcello Lippi

MANCHESTER UNITED (4-4-2): Schmeichel, Neville G., Berg, Pallister, Neville P., Beckham, Johnsen, Poborsky (McClair 80), Giggs, Sheringham, Solskjaer (Cole 73)
A disposizione: Van der Gouw, Clegg, Thornley, Mulryne, Curtis
Allenatore: Ferguson

ARBITRO: Veissière (Francia)
AMMONIZIONI: Zidane 60 (Juventus); Berg 77 (Manchester United)



Zidane «Arriveremo in finale» 
Di Livio: è stato il primo regalo della fortuna 
TORINO. Stadio Delle Alpi, periferia di Napoli, Ciro Ferrara, ovviamente devoto a San Gennaro, libera finalmente tutta la propria gioia: 

«Purtroppo eravamo legati anche al risultato degli altri. Speravamo, la fortuna ci ha dato una mano. Un successo meritato anche se sofferto, sbloccato nel finale come un film giallo in piena regola. Ci ha messo in difficoltà la nuova formula della Champions League, ma una squadra abituata alle finali meritava di andare avanti anche se con qualche brivido di troppo. Forse era già tutto scritto. Quando abbiamo fatto gol non ho pensato che fossimo al sicuro perchè ero rimasto ancora al 2-1 del Rosenborg. Poi la festa. Il calcio è bello anche per questo». 

Partita a due volti per Zidane. Primo tempo in abiti dimessi, ripresa da protagonista. Spiega il francese: 

«Nel secondo tempo la partita è cambiata per tutti non soltanto per me. Siamo entrati male nel clima della gara, abbiamo commesso troppi errori. Poi è cambiata la mentalità della squadra e siamo stati bravi e fortunati. Ora dovremo contare soltanto su noi stessi, ogni altro errore è vietato. Superato questo scoglio, penso che potremmo arrivare anche alla finalissima». 

Conte sembra chiedersi perchè Lippi l'abbia sostituito. Glissa su un argomento delicato: 

«Non so, credo l'abbia fatto per portare Pecchia al centro. Comunque siamo contenti, il miracolo si è realizzato, abbiamo ricevuto un regalo di Natale anticipato, perchè ormai eravamo al novantesimo e sperare non era facile. Questa è la vittoria della grinta, un successo in cui c'è tutto lo spirito e il carattere della Juve». 

In quanto a carattere, Torricelli non è secondo a nessuno. Il difensore ha ancora lo sguardo spiritato e terrorizzato di chi ha visto la morte in faccia: 

«In campo abbiamo dimostrato che volevamo passare ad ogni costo. Abbiamo lottato su ogni pallone fino all'ultimo senza pensare a quello che faceva il Rosenborg. Purtroppo premevamo ma non riuscivamo a passare. Adesso sono sicuro che questa Juventus potrà fare ancora molta strada». 

Anche Di Livio rivive frammenti di un incubo: 

«Abbiamo sbloccato il risultato, tuttavia in campo c'era un'atmosfera strana perchè il Rosenborg vinceva e per noi era notte fonda, non riuscivamo a segnare. Da quando sono alla Juventus è la prima volta che abbiamo dovuto chiedere l'aiuto della fortuna. Accettiamo volentieri questo favore e adesso cerchiamo di non metterci più in questi pasticci». 

Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 11 Dicembre 1997




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