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martedì 10 giugno 2025

9 Novembre 1969: Napoli - Juventus

Ancora attraverso la enciclopedia multimediale che si chiama Youtube vi offriamo un gustoso ricordo della data odierna.

É il 9 Novembre 1969 e Napoli Juventus si affrontano in questa gara valevole per la ottava gara del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1969-70Il tutto si svolge allo Stadio 'San Paolo' di Napoli.

Sará questa per il calcio italiano una stagione storica; conlusasì con la vittoria del tricolore del Cagliari.  Guidati da 'Rombo di Tuono' Gigi Riva gli isolani disputano l'annata perfetta. Nelle posizioni di rincalzo lottano le squadre tradizionalmente vincenti. 

La Juve guidata in panchina da - inizialmente - Luis Carniglia (poi sostituto da Ercole Rabitti) si guadagna il terzo posto finale.

Buona Visione!



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Stagione 1969-1970 - Campionato di Serie A - 8 andata
Napoli - Stadio San Paolo
domenica 9 novembre 1969 ore 14:30 
NAPOLI-JUVENTUS 1-0
MARCATORI: Altafini rigore 53

NAPOLI: Zoff, Monticolo, Pogliana, Zurlini, Panzanato, Bianchi, Manservisi, Juliano, Altafini, Montefusco, Bosdaves
A disposizione: Trevisan, Barison
Allenatore: Giuseppe Chiappella

JUVENTUS: Tancredi, Salvadore (Leonardi 80), Roveta, (c) Castano E., Morini, Furino, Haller, Del Sol, Anastasi, Vieri R., Zigoni
A disposizione: Anzolin
Allenatore: Ettore Rabitti

ARBITRO: Lo Bello C.
RIGORI FALLITI: Vieri R. 70 (Juventus)
ESPULSIONI: Zigoni 85 (Juventus); Juliano 85 (Napoli)



Amare indicazioni dalla gara di Fuorigrotta 
Juve, la crisi continua 
I giocatori hanno l'obbligo di impegnarsi di più (e possono farlo)
I dirigenti debbono far sentire agli atleti il calore della loro presenza 

dal nostro inviato NAPOLI, lunedi sera. 
La crisi della Juventus continua: l'insuccesso patito a Napoli lo sottolinea. I bianconeri avrebbero meritato il pareggio ma hanno sciupato troppe occasioni favorevoli. Non sono ancora riusciti a segnare un solo gol nelle gare in trasferta ed hanno invece subito una rete dal Napoli che finora non aveva mai messo a segno un pallone davanti al proprio pubblico. Il periodo di speranza che è seguito alla vittoria sull'Inter cede il posto ad un brusco risveglio: la Juventus é terz'ultima in classifica. Deve andare a Berlino a giocare in Coppa delle Fiere ed ha due giocatori squalificati per tale torneo, e tre in dubbio causa le condizioni fisiche. Castano e Furino scontano la punizione per il nervosismo di Plovdlv, Salvadore lamenta un'infiammazione al tendine d'Achille, Del Sol e Leoncini malanni muscolari rispettivamente all'inguine e alla gamba.  
Dopo la prova con l'Hertha la Juventus è attesa in campionato da una trasferta a Cagliari, un incontro al Comunale con la Fiorentina e poi ancora da una gara a San Siro col Milan. Di fronte alla sicura capolista del torneo, ai campioni d'Italia e ai campioni del mondo, basterà ai bianconeri ritrovare l'orgoglio? E soprattutto quanti punti riusciranno ad accumulare? Sono domande-incubo che pesano su un club che non può sparire nella bassa classifica o peggio ancora nei rischi della zona retrocessione.  
Si può fare qualcosa? Dal punto di vista tecnico il nuovo trainer Rabitti che sa il suo mestiere, non ha molte chances. I giocatori hanno caratteristiche, limiti — ed anche doti, non dimentichiamolo — ben definiti e l'allenatore li sfrutta come meglio può. Dal punto di vista morale si ha l'impressione che la Juventus sia in grado di rendere di più. Gli atleti devono ritrovare un nuovo spirito in campo.  
Contro l'Inter hanno dimostrato di poter affrontare da pari a pari uno squadrone; ieri a Napoli hanno giocato un primo tempo al piccolo trotto. Quando sono stati pungolati dal gol ai passivo, la squadra è apparsa diversa, più vivace, più offensiva e decisa. Non è il caso forse di parlare di multe, ma è bene sottolineare che le possibilità di rimonta esistono. 
I dirigenti devono imporre ad ogni atleta il massimo rendimento. La Juventus che ha « mortificato » i suoi sostenitori accorsi numerosi, pieni di speranze al San Paolo, non è accettabile. 
Anche ai dirigenti. si richiedono ora dei sacrifici. Ieri sera il vice presidente Giordanetti ha lasciato per ultimo il traballante e silurato vascello juventino, partendo nella tarda serata da Napoli. Nel pomeriggio avevano già preso l'aereo il nuovo amministratore delegato Boniperti, il presidente Catella ed altri consiglieri. Tutti hanno degli impegni di lavoro cui non possono sottrarsi. Raggiungeranno i loro atleti a Berlino, ma per due giorni questi saranno affidati al segretario Amerio (ottimo, ma non dirigente) ed al trainer Rabitti nominato da poche settimane. In attesa di una ristrutturazione del club (general manager e cosi via) la presenza degli attuali capi è molto utile specie ora che le vicende volgono al peggio. 

Paolo Bertoldi
tratto da: La Stampa 10 novembre 1969





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sabato 29 marzo 2025

29 Marzo 1970: Juventus - Milan

Ancora attraverso la enciclopedia multimediale che si chiama Youtube vi offriamo un gustoso ricordo della data odierna.

É il 29 Marzo 1970 e Juventus e Milan si affrontano in questa gara valevole per la undicesima gara del girone di ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 1969-70Il tutto si svolge allo Stadio 'Comunale' di Torino.

Sará questa per il calcio italiano una stagione storica; conlusasì con la vittoria del tricolore del Cagliari.  Guidati da 'Rombo di Tuono' Gigi Riva gli isolani disputano l'annata perfetta. Nelle posizioni di rincalzo lottano le squadre tradizionalmente vincenti. La Juve guidata in panchina da - inizialmente - Luis Carniglia (poi sostituto da Ercole Rabitti) si guadagna il terzo posto finale.

Buona Visione!




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Stagione 1969-1970 - Campionato di Serie A - 11 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 29 marzo 1970 ore 15:00
JUVENTUS-MILAN 3-0
MARCATORI: Anastasi 21, Anastasi 23, Leonardi 41

JUVENTUS: Tancredi, Salvadore (Favalli 57), Marchetti G., Roveta, Morini, Cuccureddu, Leonardi, Furino, Anastasi, Del Sol, Haller
Allenatore: Rabitti

MILAN: Cudicini, Anquilletti (Fontana 6), Trapattoni, Fogli, Cattaneo, Lodetti, Rognoni, Sormani, Combin, Rivera, Prati
Allenatore: Rocco

ARBITRO: Angonese



Due eccezionali gol del centravanti ed uno di Leonardi 
Un "acrobatico" Anastasi domina con il Milan: 3 - 0 
Troppo incompleti i rossoneri 
Buon rientro di Morini e sicura prova del giovane Marchetti 

La Juventus poteva superare il Milan tranquillamente; con Anastasi l'ha battuto in modo trionfale. Il «mattatore» dell'incontro è stato lui, il centravanti che cade e rimbalza, dribbla di esterno beffando lo stopper, sbaglia un passaggio facile e si fa perdonare con gol « impossibili » e cento azioni fantasiose. Anastasi ha dato tono ad una partita che rischiava di smorzarsi sul nascere. Il Milan era troppo incompleto, la Juventus reduce dalla sconfitta di Firenze poteva risentire della demoralizzazione. I bianconeri si sono invece ripresi lottando a testa bassa, duri e decisi come sempre. Non hanno più il ritmo e la freschezza dei mesi scorsi, ma la volontà è immutata. Il torneo '69-70 costituirà un grosso merito del club, proprio per l'impegno singolo e collettivo. Anche se l'estro non ispira tutti gli assi o i quasi assi: sempre però la tenacia li assiste. Dalla fantasia e dalla gran forma è stato « lanciato » domenica scorsa il centravanti della Nazionale e della Juve. E' partito con un vantaggio. Di fronte a lui non stavano gli abituali difensori del Milan: Rosato, dopo un tentativo sostenuto al mattino; era risultato indisponibile. La sua assenza si è molto sentita. 

L'undici rossonero inoltre mancava dello squalificato Schnellinger e degli infortunati Maldera, Malatrasi, Santin. Contro Anastasi, dunque, un esordiente, il lungo e spigoloso Cattaneo, ed è stato un disastro. Il ragazzo potrà rifarsi in avvenire; per la gara contro i bianconeri è stato saggio, però, lo spostamento ordinato da Rocco, quando ha messo Trapattoni sul centravanti e Cattaneo su Leonardi. « Trap », fin dai tempi in cui controllava da maestro Pelé e Sivori, si trasforma se ha di fronte un campione. Anche contro uno scatenato Anastasi è riuscita a non sfigurare, ma era tardi: Tutto Juventus-Milan è racchiuso nelle prodezze di Anastasi, nel gol di Leonardi, e nello spazio del primo tempo. La ripresa è pura accademia, guastata da un antipatico intervento duro di Rivera contro Furino. Già a San Siro il fuoriclasse milanista aveva « sofferto » la marcatura implacabile del maratoneta juventino. Al Comunale sì è seccato ed ha reagito con un fallo, non grave ma vistoso. L'arbitro ha notato l'ammonizione di Rivera sul taccuino; il « presidente della Nazionale », Mandelli, avrà scritto il nome di Furino sul suo? Il piccolo difensore-attaccante non è uno stilista, si aiuta come può, ma costituisce una barriera insuperabile per le puntate avversarie, non cede mai, recupera e sovente sa spostarsi in avanti per i traversoni dall'ala. 

Le partite vivono degli exploits degli assi, però si vincono anche con il lavoro continuo dei Furino e dei Cuccureddu. La Juventus, ad ogni modo, ha imposto la sua superiorità nei primi minuti con Anastasi. Il centravanti premiato dai giornalisti sportivi di Milano come miglior giovane della scorsa stagione si è subito fatto notare per il coraggio con cui resisteva alle entrate a valanga di Cattaneo. I rossoneri hanno aggiunto disavventura a disavventura al 7',quando Anquilletti, in un contrasto con Leonardi, ha riportato una lussazione alla caviglia destra. Al posto del terzino è entrato Fontana, che, in seconda battuta, cercava di fermare Haller, affrontato inizialmente da Rognoni (perché sacrificare un'ala a lare il difensore?). 

Al 21' Salvadore si sganciava in avanti. Questo coriaceo e autoritario « jolly » della difesa si è mosso ora come terzino, su Prati, ora come difensore libero, in ogni caso è apparso migliorato. Il ritmo di Morini come stopper ha dato sicurezza all'intero reparto e tutti ne hanno risentito favorevolmente, anche Salvadore. Detto per inciso, nella retroguardia si è pure latto notare Marchetti, un elemento robusto, dal passaggio forte e raso terra e dall'azione continua. Salvadore, dunque, avanzava come un'ala destra, centrava; Fontana (ci è parso) respingeva corto e Anastasi, spalle girate a Cudicini, rovesciava in rete. Un gol eccezionale, cinquantamila spettatori applaudivano. Due minuti dopo, su punizione battuta da Haller, Anastasi compiva un'altra prodezza deviando di testa in tuffo un pallone imprendibile per Cudicini. Un gol di Prati annullato per un fuorigioco (francamente dubbio poiché il numero il secondo noi era scattato in posizione regolare), un salvataggio di Morini su tiro di Rivera nella porta vuota, una parata fortunata di Tancredi, che respinge su Lodetti, cade a terra e riceve tra le braccia la sfera deviata da Prati, poi Haller completava con una insidiosa e veloce discesa un allungo preciso di Marchetti. Helmut centrava e Leonardi, di destro, metteva a segno (42'). Nella ripresa entrava Favalli, al posto di "Salvadore leggermente infortunato, ma non accadeva nulla di importante. 

Il Milan « quasi improvvisato » ha perso con dignità. La squadra incompleta sfugge ad ogni valutazione, ma certamente Prati, Rivera, Sorniani e Combin non sembrano al massimo della forma. A Torino il complesso si è retto su Lodettl e Trapattoni. La formazione di Boniperti-Rabitti ha ritrovato il suo miglior Anastasi, un ottimo Furino, un promettente Marchetti; sta recuperando in pieno Morini e Salvadore; ha un Haller sempre prezioso (pur con qualche pausa a risultato avvenuto); conferma Roveta, Leonardi ed il bravo Favalli; ha Tancredi in crescendo e oltre a tutto fortunato. Dovrebbe concedere un turno di riposo a Del Sol e Cuccureddu. I due han bisogno di tirare il fiato dopo tante sgroppate, ma il campionato incalza, e non si può rinunciare a loro. À tre punti dal Cagliari si può ancora sperare, non molto, ma di quel tanto che obbliga a tentare il tutto per tutto fino alla fine. Una situazione magnifica in campionato: un po' meno utile per la preparazione della Nazionale. Come distrarre o affaticare i giocatori più forti fin che la lotta per il primato non è ancora decisa? La prova infrasettimanale degli azzurri è di nuovo in pericolo. 

Paolo Bertoldi





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La Stampa 30 marzo 1970

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martedì 2 gennaio 2024

4 Gennaio 1970: Juventus - Bari

È il 4 Gennaio 1970 e Juventus e Bari si sfidano nella quindicesima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1969-70 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

È una stagione storica questa per il calcio italiano. Il Cagliari guidato dal suo sfondatore principe Luigi 'Gigi' Riva sta per conquistare il suo primo (e finora unico) Scudetto. I bianconeri dal canto loro provano a limitare i danni ma finiscono in un deludente (per la storia del club) terzo posto finale.

Buona Visione!


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Stagione 1969-1970 - Campionato di Serie A - 15 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 4 gennaio 1970 ore 14.30
JUVENTUS-BARI 1-0
MARCATORI: Spimi autorete 25
 
JUVENTUS: Tancredi, Salvadore, Furino, Roveta, Morini, Cuccureddu, Leonardi, Vieri R., Anastasi, Del Sol, Haller (Zigoni 46)
Allenatore: Ercolo Rabitti
 
BARI: Spalazzi, Muccini, Diomedi, Spimi, Galli, Colautti, Pienti, Furlanis, Fara, Toffanin, D'Addosio
Allenatore: Oronzo Pugliese
 
ARBITRO: Motta



II rilancio continua. 
La Juventus ha superato anche il Bari, sesta vittoria consecutiva. 

Ha battuto la neve, il pericolo delle sorprese, i contropiede dei pugliesi, il rischio di affrontare la gara con ostentata superiorità e di farsi poi beffare dai parenti poveri del campionato. Le partite « facili » dopo le trasferte impegnative erano tipiche delle domeniche amare dei tifosi juventini. Gli assi giocherellavano e gli avversari, correndo, li mettevano in crisi. Oggi la Juventus è uno squadrone che lotta con lo stesso impegno dell'ultimo in classifica, ma in più gioca bene e diverte,, 
Il primo tempo di ieri, appunto, ha entusiasmato i sostenitori della « non più vecchia signora» del calcio, che scattava,, sfiorava le reti in due o tre occasioni, non dava- tregua agli avversari. Molti parlano di un segreto della ripresa juventino, ma Boniperti e Rabitti si offenderebbero a sentirsi definire maghi.
Sono sportivi di buon senso che conoscono la psicologia del calciatore ed i metodi di preparazione tecnica. Boniperti fa tesoro della sua esperienza di atleta ed alterna sorrìsi a ferme prese di posizione per guidare con uguale facilità un fuoriclasse come Haller ed una promessa, molto brava quale Roveta. Rabitti è un trainer che sa tenere in forma i suoi atleti facendoli divertire, durante le sedute di allenamento. Le vittorie della Juventus nascono in settimana, nella buona preparazione, nel clima di serenità ed anche negli adeguati premi di partita. E' bastato notare, ieri, come i juventini abbiano letteralmente aggredito il Bari non appena fischiato il via. 
Il campo era coperto di neve. Fin che questa non è stata troppo pestata, la superiorità dei torinesi è stata favorita dal fondo regoare pur nell'eccezionalità della nevicata ma dopo mezz'ora di corse e scivoloni la zona delle aree sembrava un tracciato di slalom al passaggio del novantesimo concorrente. Il pallone con i suoi rimbalzi pazzi ha tradito Leonardi (tre saltelli consecutivi mentre l'ala sì trovava in ottima posizione per segnare), ma non Tancredi, che ha bloccato di classe un tiro slittato a pochi passi da lui, ed ha respinto di piedi una stangata di Fara (la fortuna aiuta anche i portieri in forma). Ieri Furino non era nella migliore giornata. Del Sol e Cuccureddu hanno ricevuto botte alla caviglia ed al ginocchio, Haller ha disputato solo il primo tempo, facendo sentire nella ripresa quanto cali il rendimento della squadra se Helmut è assente, Vieri non appariva completamente a suo agio, ma il complesso juventino ha marciato con la solita regolarità. Del Sol spostato a libero a centrocampo, ha contribuito'ad evitare i pericoli del pareggio barese;
Salvadore, Roveto, Anastasi (che non sempre è servito a dovere) hanno dato la spinta maggiore alla vittoria. Il Bari può lamentare il gol su punizione battuta da Leonardi e deviata da Spimi, tuttavia deve riconoscere che, specie nella prima metà partita, troppe occasioni sono sfuggite d'un soffio alla Juventus dì Haller, per poster mettere in dubbio la validità del successo bianconero. E non è il caso di citare la responsabilità dell'arbitro con frasi calibrate al milligrammo per sfuggire alle sanzioni della Lega. Il direttore di gara non ha favorito i bianconeri. La Juventus attuale, anche se sulla neve non può apparire al massimo della forma, basta ampiamente per battere il Bari.  

Paolo Bertoldi

 



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mercoledì 27 dicembre 2023

28 Dicembre 1969: Roma - Juventus

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. È il 28 Dicembre 1969 e Roma Juventus si sfidano nella quattordicesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1969-70 allo Stadio 'Olimpicodi Roma.

È una stagione storica questa per il calcio italiano. Il Cagliari guidato dal suo sfondatore principe Luigi 'Gigi' Riva sta per conquistare il suo primo (e finora unico) Scudetto. I bianconeri dal canto loro provano a limitare i danni ma finiscono in un deludente (per la storia del club) terzo posto finale.

Buona Visione! 



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Stagione 1969-1970 - Campionato di Serie A - 14 andata
Roma - Stadio Olimpico
Domenica 28 dicembre 1969 ore 14.30
ROMA-JUVENTUS 0-3
MARCATORI: Anastasi 15, Zigoni 42, Haller 89
 
ROMA: Ginulfi, Scaratti, Bet, Salvori (Bertini 65), Cappelli, Santarini, Cappellini, Landini F., Peirò, Capello, Cordova
Allenatore: Herrera Helenio
 
JUVENTUS: Tancredi, Salvadore, Leoncini, Castano (Zigoni 24), Morini, Cuccureddu, Leonardi, Del Sol, Anastasi, Furino, Haller
Allenatore: Ercole Rabitti
 
ARBITRO: Lo Bello C.



Del Sol: "La Juve gioca sempre meglio" 
Da sei anni i bianconeri non vincevano a Roma - 
Boniperti: « Siamo a 3 punti dal Cagliari ma non ci montiamo la lesta »  
Le migliaia di tifosi bianconeri che, nonostante la pioggia fredda e insistente, si erano ammassati sulle gradinate dell'Olimpico agitando bandiere e stendardi, hanno vissuto insieme alla Juventus la gioia della strepitosa vittoria. 
I gol di Anastasi, Zigoni, Haller hanno scatenato l'entusiasmo sugli spalti. Sembrava che la Roma giocasse fuori casa, tanta è stata la passione con cui questi tifosi hanno incitato la loro squadra. I bianconeri non vincevano a Roma da ben sei anni. Nessuno, fra atleti e dirigenti, ha però superato i limiti di un contenuto entusiasmo. Il discorso sullo scudetto, proposto più volte nel corso delle consuete interviste del dopo-partita, è stato abilmente evitato. 
« Il campionato sta attraversando un momento interessante — ha dichiarato il presidente Catella — parecchie squadre si possono considerare comprìmane. La Juventus giocherà le prossime gare senza preoccuparsi minimamente del titolo. É naturale che ogni società rivolga un pensierino allo scudetto. Ma credo che sia presto parlarne per chiunque. Le posizioni si potranno delineare meglio nell'ultimo quarto del campionato. Oggi mi piace mettere in risalto il clima di amicizia che esiste nella squadra. Gli atleti giocano l'uno per l'altro. Questo è in contrasto con quanto si verificò all'inizio del torneo e che non ci permise di recitare fin dalle prime gare il ruolo di favoriti ». 
Le dichiarazioni di Boniperti non sono state diverse: 
« La Juventus ha disputato una bella partita — ha detto —. É vero che siamo a tre punti dal Cagliari, ma non ci montiamo la testa. Noi ci impegneremo partita per partita. Poi si vedrà».
 Ostentando, forse a fatica, la sua calma consueta, Rabitti ha elogiato in blocco la squadra che 
« ha offerto una splendida prova di gioco ». 
« La Roma si è difesa bene — ha proseguito il trainer — ma la Juventus mi ha impressionato per la sua tranquillità, il palleggio serrato. Noi cercheremo di continuare su questa strada. Al momento opportuno vedremo se sarà il caso di affrontare il discorso scudetto ». 
Del Sol ha disputato una partita superlativa. Ai complimenti che gli venivano rivolti, lo spagnolo ha replicato che il merito era di tutta la squadra: 
« Ogni domenica mi accorgo che giochiamo sempre meglio. Abbiamo trovato l'affiatamento fuori e dentro il campo. I risultati positivi non potranno che accrescere l'armonia che c'è fra di noi ». 
« La partita è stata abbastanza facile — ha dichiarato Hailer —. La conquista dello scudetto sarà più difficile. La Juventus ha disputato oggi la sua migliore partita del campionato. Il nostro traguardo immediato non è la conquista del titolo. Giocheremo però ogni partita con la medesima determinazione di oggi. In questo modo non ci assillerà il pensiero dello scudetto ». 

Mario Bianchini





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martedì 5 dicembre 2023

7 Dicembre 1969: Milan - Juventus

È il 7 Dicembre 1969 e Milan Juventus si sfidano nell' undicesima Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1969-70 allo Stadio 'San Sirodi Milano.

È una stagione storica questa per il calcio italiano. Il Cagliari guidato dal suo sfondatore principe Luigi 'Gigi' Riva sta per conquistare il suo primo (e finora unico) Scudetto. I bianconeri dal canto loro provano a limitare i danni ma finiscono in un deludente (per la storia del club) terzo posto finale.

Buona Visione!


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Stagione 1969-1970 - Campionato di Serie A - 11 andata
Milano - Stadio San Siro
Domenica 7 dicembre 1969 ore 14.30
MILAN-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Vieri R. 67, Zigoni 78

MILAN: Cudicini, Anquilletti, Schnellinger, Casone (Fogli 46), Rosato, Trapattoni, Sormani, Lodetti, Combin, Rivera, Prati
Allenatore: Nereo Rocco

JUVENTUS: Tancredi, Salvadore, Roveta, Castano, Morini, Cuccureddu, Leonardi (Zigoni 73), Vieri R., Anastasi, Furino, Haller
Allenatore: Ercole Rabitti

ARBITRO: Sbardella
RIGORI FALLITI: Anastasi 27 (Juventus)
ESPULSIONI: Morini 16 (Juventus)



Furino, un "gigante"
Ha giocato bene, bloccando Rivera.

MILANO, lunedi mattina. Il duello Furino-Rivera è stato il « pezzo forte » di Milan-Juventus. Ha vinto nettamente il bianconero, imponendosi al classico antagonista, sul ritmo. Correndo per novanta minuti « il piccolo Del Sol » ha impedito a Rivera di sviluppare un'efficace regia a centrocampo. Il milanista rientrava dopo una lunga assenza e non era al massimo della forma, ma contro II Furino di Ieri ben difficilmente l'avrebbe spuntata. Negli spogliatoi Furino ha spiegato, con semplicità, com'è riuscito a fermare Rivera: 

« In forma o no è sempre un grosso giocatore. Non l'ho anticipato ma ho cercato di ridurre il suo raggio d'azione e limitare le sue Iniziative, costringendolo ad effettuare passaggi laterali che, spesso, venivano intercettati dal miei compagni. Ho lavorato molto e sono soddisfatto ». 

Rivera, stanco e vittima, nel finale, di crampi alle gambe, non aveva molta voglia di parlare. Richiesto di un giudizio su Furino, ha detto: 

" Corretto? Sì, quando era a tre metri da me. Debbo ammettere tuttavia che non ha commesso falli cattivi, ed ò già molto». 

Catella: «La Juve ancora protagonista » 

Milano, lunedi sera. Set giocatori della Juventus, Castano, Anastasi, Cuccureddu. Vieri, Salvadore e Zigoni hanno partecipato ieri sera alla Domenica Sportiva. Erano pure presenti l'on. Catella, l'allenatore Ercole Rablttl e il massaggiatore Spiatimi. Prima di recarsi negli studi della tv, il presidente dei bianconeri aveva detto: 

« Parlare di un reinserimento della Juventus nella lotta per lo scudetto mi pare presuntuoso. Ci sono parecchie squadre davanti a noi. Per sperare di vincere il titolo i bianconeri avrebbero dovuto lottare sempre come nelle ultime partite. Purtroppo l'avvio incerto ha compromesso tutto. Sono mancati i risultati che tutti ci aspettavamo. In compenso la Juventus è tornata ad essere una protagonista del campionato ». 

Parlando del successo sul Milan l'on. Catella aveva aggiunto: 

« La Juventus ha vinto bene, ma non ha disputato la sua migliore partita. Un conto è giocare in formazioni regolari, diverso giocare dieci contro dieci."

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 7 Dicembre 1969


 

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