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venerdì 20 febbraio 2026

20 Febbraio 2000: Venezia - Juventus

È il 20 febbraio 2000 e VeneziaJuventus si sfidano nella Quinta Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1999-2000 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

La Juventus è guidata in panchina da Carlo Ancelotti e sembrerebbe in rampa di lancio per conquistare un altro Scudetto. Però una grande Lazio, un epilogo di campionato non da Vecchia Signora e un signore ornito di ombrello in un campo più da pallanuoto che da calcio, 'ruba' un tricolore più che meritato. 

Il Venezia, dall'altra parte, dovrà salutare la Serie A dopo un campionato non all'altezza.

Buona Visione!


venezia

 

Campionato di Serie A 1999-2000 - 5 ritorno
Venezia - Stadio Pierluigi Penzo
Domenica 20 febbraio 2000
VENEZIA-JUVENTUS 0-4
MARCATORI: Del Piero rigore 35, Inzaghi 79, Inzaghi 90+1, Inzaghi 90+5

VENEZIA: Casazza, Cardone, Luppi (Budan 90+2), Bilica, Bettarini (Carnasciali 69), Orlandini, N'Gotty, Pedone, Nanami, Maniero, Ganz
Allenatore: Giuseppe Iachini

JUVENTUS: Van der Sar, Ferrara C., Montero (Tudor 46), Iuliano, Zambrotta (Mirkovic 90+1), Conte A., Davids, Pessotto, Zidane (Esnaider 89), Inzaghi, Del Piero
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Pellegrino



LE PAGELLE 
Zidane, il nuovo «Re Sole » 
Del Piero migliora a piccoli passi 
In crisi la coppia Ganz-Maniero 

VENEZIA 
CASAZZA 6,5. Limita, si fa per dire, il passivo salvando almeno un altro paio di gol 
CARDONE 5,3. Le punte juventine lo mettono quasi sempre in croce. 
LUPPI 5,5. Confusionario, in grande difficoltà nel secondo tempo quando la Juve dilaga (dal 49'st Budan sv). 
BILICA 4. Un mistero come possa essere nazionale brasiliano. Ha sulla coscienza la tripletta di Inzaghi
BETTARINÌ 5. Farebbe miglior figura alle sfilate di moda milanesi di quanto non faccia come incursore sulla fascia sinistra. Si infortuna
(dal 24'st Carnasciali sv) 
ORLANDINI 5,5. Primo tempo senza polpa. Si rianima un poco nella ripresa, ma spinge sulla fascia senza ricavarne alcunché di concreto. 
PEDONE 5. Davids ne fa polpette. 
N'GOTTY 5. Dovrebbe occuparsi di Zidane, ma non gli fanep pure il solletico, e lasciare spazio a Zizou è come suicidarsi. 
NANAMI 5. Se il centrocampo regge un tempo scarso, la colpa è anche della sua fragilità
GANZ 5. Si perde risucchiato dallo «idrovore» della difesa juventina. Gira lontano dall'aera alla ricerca di maggior spazio. 
MANIERO 5,5. Rispetto a Ganz ha il merito di non rifiutare lo scontro con la retroguardia bianconera e si catapulta in attacco mettendoci volontà.

JUVENTUS 
VAN DER SAR 6. In mezzo relax, evita il senza voto con un'uscita spericolalta che anticipa Ganz. 
FERRARA 6. Prestazione normale, presidia la zona destra senza rischiare nulla
MONTERO 6. Arrivato sabato dall'Uruguay, dà tutto nel 1o tempo poi Ancelotti lo risparmia 
(dal 1' st, Tudor 7: non sbaglia nulla, spazza via con tempismo e precisione). 
IULIANO 6,5. Bene nel 1o tempo, benissimo nel 2' quando il Venezia cerca il pareggio. 
ZAMBROTTA 6,5. Ammonito, salterà la Roma, Un'assenza pesante, porche anche ieri si è sentito il suo peso sulla fascia destra 
(dal 47' st Mirkovic sv). 
CONTE 6,5. Recuperato all'ultimo momento dimostra di stare benissimo. Infatti, il meglio di se lo dà nel 2o tempo, tamponando e rilanciando l'azione con caparbietà e sacrificio
DAVIDS 7. Sta tornando sui livelli di assoluta eccellenza come prima dell'intervento al l'occhio. Grande ramazzatore di palloni, vince per ko il duello con Pedone
PESSOTTO 6,5. Argina Orlandini, é un prezioso puntello
ZIDANE 7.5. Dà spettacolo come gli capita ormai da tempo. A tratti é imprendibile, i suoi dribbling, le sue invenzioni fanno deragliare il Venezia 
(dal 44' si Esnaider 6,5. gioca pochissimo, incide tantissimo. Suoi gli assist, uno di tacco, per il secondo e terzo gol di Inzaghi)
INZAGHI 7. Anonimo per gran parte della partita, esplode come un mortaretto nel finale e torna al gol in trasferta dopo quasi un anno
DEL PIERO 6. La sfortuna o l'egoismo di Inzaghi gli negano il primo gol su azione. Risale la china a piccolo passi. 

L'arbitro PELLEGRINO 4,5. Generoso nel concedere il rigore su Inzaghi. Non ne vede un altro per fallo dell'attaccante juventino su Cardone. E nel convalidare il primo gol di Inza ghi, ha l'alibi di non essersi trovato in posiziono felice per vedere il braccio galeotto di Pippo. Poi grazia Zidane che da uno schiaflo a Luppi. 

Fabio Vergnano



Nemmeno lo scarto più rotondo della stagione salva la squadra di Ancelotti dalle polemiche 
Inzaghi a Venezia, tripletta al veleno 
Procura il rigore, si aiuta con un braccio 

Il marchio di Filippo Inzaghi sulla prima vittoria netta della Juve dei pochi gol e delle tante occasioni fallite. Tre volte a segnare il centravanti che da quasi un anno non segnava in trasferata, tre timbri nel giro di quindici minuti in un finale di partita scoppiettante, con un Venezia alle corde come un pugile suonato. Ma sulla quarta vittoria esterna dei bianconeri pesa anche il sospetto, diciamo pure la certezza, che gli errori arbitrali abbiano dato la spinta decisiva. Dopo aver concesso con generosità un rigore alla Juve per fallo di Cardone su Inzaghi, Pellegrino ha ignorato uno spintone in area del centravanti ai danni dello stesso Cardone e soprattutto non ha visto il colpo di braccio con cui ancora Inzaghi si è aggiustato il pallone in occasione del secondo gol, quello che ha steso il Venezia, episodi detonninanti che offuscano l'impresa di una Juve piuttosto in affanno nella prima parte dell'incontro, poi bravissima a capitalizzare la propria superiorità, scandita, oltre che dai gol di Inzaghi, dalla onnai arcinota sicurezza della difesa e dallo giocate di Davids e Zidane, che hanno volteggiato a centrocampo dando spettacolo. È la risposta alla Roma che sabato ha travolto la Fiorentina con identica goleada e che domenica sera si presenterà al Delle Alpi per una sfida che promette scintille. La Juve non segnava quattro gol fuori casa dal settembre del '98, prima di campionato a Perugia, illusorio preludio di una stagione con i connotati della disfatta. Ieri ha concesso il bis al culmine di una partita che serve per mandare un segnale chiaro alla concorrenza: a Venezia, hanno perso Inter, Lazio e Fiorentina. La squadra di Ancelotti gode di ottima salute, ha la rabbia di chi vuole cancellare il passato, sa approfittare in maniera spietata delle debolezze altrui. Per quasi mezza partita la luce del gioco si è accesa a intermittenza, poi dopo aver assorbito il ritorno di un Venezia in cui la coppia GanzManiero ha steccato senza atteggiamenti, la Juve ha accelerato ed è volata via imprendibile, passeggiando fra le rovine della difesa veneta con la spinta non richiesta della pessima tema arbitrale. Su tutti la prestazione da incubo del brasiliano Bilica, protagonista negativo in tutte le azioni decisive. Poco o nulla da segnalare fino al discusso rigore del vantaggio juventino al 34' del primo tempo. Assist di Del Piero per Inzaghi che nel contatto in area con Cardone cade a terra: Pellegrino non ha dubbi, noi qualche perplessità l'avremmo sulla legittimità di un rigore che farà discutere i moviolisti. Del Piero trasforma per la quinta volta quest'anno dal dischetto. La reazione del Venezia si materializza soltanto all'inizio della riprosa, quando Ancelotti dà respiro a Montero, fresco di Nazionale e di trasvolata atlantica e inserisce un Tudor in grande spolvero. È in questa fase ricca di azioni concitate dalle parti di Van der Sar che Inzaghi spintona Cardone in area: Pellegrino fa proseguire, la Juve si salva e comincia a gettare le basi di quella sua galoppata vincente. Cresce Conte, Zidane detta i tempi del gioco, il centrocampo del Venezia si sgretola passo dopo passo, e comincia anche la disperata caccia al gol di Del Piero, grande come fomitore di assist, sfortunato nella sua vana rincorsa alla prima rete su azione. Al 7' Alex mira giusto, ma Luppi respinge sulla linea di porta. Al 9' è Casazza a deviare sul palo una conclusione dell'attaccante. Infine il mini show di Del Piero si conclude (15') con un assist di tacco per Conte che trova sulla sua strada un Casazza in vena di prodezze. Partila ancora appesa a un filo, finché non ci pensa Bilica a sbloccarla in un finale in cui succede di tutto. Il primo errore del pelato brasiliano coincide con il 35' e ne approfitta Inzaghi che si invola aggiustandosi il pallone con il braccio sinistro. Come Maradona ai Mondiali messicani Pippo la fa franca, aggira Casazza e mette i tre punti in cassaforte, Venezia furibondo, ma Pellegrino e il guardalinee Cerofolini convalidano il gol. È la resa per gli uomini di Oddo che nei minuti di recupero vanno in tilt altro due volte, e in entrambi i casi c'è lo zampino decisivo di Esnaider, mandato in campo da Ancelotti al posto di Zidane, al 46' l'argentino smarca Inzaghi con un colpo di tacco, Pippo vola verso Casazza e lo balte ignorando Dol Piero e negando al compagno la gioia del gol. Alex non gradisce e non nasconde il suo malumore restando immobile a osservare il compagno che esulta rivolto alla curva dei tifosi. Poi al 50' azione in fotocopia: ancora Esnaider, ancora Inzaghi goleador. Fine delle ostilità, inizio dei soliti veleni. 

Fabio Vergnano 
tratto da: La Stampa 21 febbraio 2000




filippo

Pippo Inzaghi

Zidane

Venezia

juve

Darko

venezia

venezia

juve

juve

venezia

juve


maglie









martedì 16 gennaio 2024

17 Gennaio 1999: Venezia - Juventus

É il 17 Gennaio 1999 Venezia e Juventus si sfidano nella diciasettesima giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1998-99 allo Stadio 'Pierluigi Penzo' di Venezia.

In casa bianconera sta per avvenire una clamorosa 'rivoluzione'. Il grande Marcello Lippi rassegnerá le dimissioni da allenatore ed al suo posto arriverá il giovane e rivoluzionario Carlo Ancelotti. Dopo l'iniziale scettiscimo dei tifosi la squadra sembra aver intrapreso la giusta via. Peró alla fine sará solo un deludentissimo settimo posto che varrá solo l'accesso per l'europa verso la Coppa Intertoto

Dall'altra parte c'é il Venezia che riesce ad evitare la Serie B per un soffio. Sará comunque un impresa considerando l'inizio di stagione!

Buona Visione!




venezia



Campionato di Serie A 1998-1999 - 17 andata
Venezia - Stadio Pierluigi Penzo
Domenica 17 Gennaio 1999
VENEZIA-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Pedone 6 (V), Fonseca 54 (J)

VENEZIA: Taibi, Pavan, Bilica, Luppi, Dal Canto, Valtolina, Iachini, Miceli, Pedone, Recoba (Marangon 55), Maniero (Ahinful 66)
Allenatore: Walter Novellino

JUVENTUS: Rampulla, Birindelli, Ferrara C., Montero, Di Livio, Conte A., Deschamps (Pessotto 46), Davids, Zidane (Esnaider 46), Fonseca, Amoruso (Rigoni 79)
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: De Santis



LE PAGELLE 
Zidane in brutta copia 
Davids avanti al minimo 
Ma Recoba chi l'ha visto? 
 
TAIBI 6. Un solo intervento, ma efficace, su Esnaider. 
PAVAN 5,5. Cala nella ripresa. 
BILICA 6. Zampata da killer su Fonseca, da punire. 
LUPPI 6,5. Era un Maifrediano, cui l'Omone, nella Juve, ordinava di fare la sciagurata diagonale, Da libero, in una difesa antica, va meglio. 
DAL CANTO 5,5. Ecco uno di cui la Juve può non rimpiangere la cessione: sbaglia anche un gol. 
VALTOLINA 5,5. Enormemente presuntuoso, tenta giocate come fosse Ronaldo. 
MICELI 6,5. Il cuore della resistenza. Bravissimo. Si esaurisce nel finale. 
IACHINI 6,5. Vecchio mestierante, quando si tratta di distruggere fa la sua parte. 
PEDONE 6,5. Il gol gli piove addosso che quasi non ci crede: però è astuto l'inserimento. Presidia bene la fascia sinistra. 
RECOBA 5. Merluzzetto qui, come nell'Inter. Gioca dietro la punta e scompare. 
(Dal 10' st Marangon 5,5: ha lo svantaggio di entrare nel momento peggiore). 
MANIERO 5,5. Bravo e coordinato nell'azione del palo, ma poi? 
(Dal 21' st Ahinful 6: centravanti ghanese, girovago in Europa. Almeno si muove). 
 
RAMPULLA 5. Molto sorpreso nell'azione del gol, due volte lo salvano i legni quando non potrebbe metterci una pezza. 
BIRINDELLI 5. Sul lancio di Iachini che determina il primo gol non guarda la palla e Pedone lo frega. Nel primo tempo è impreciso quando avanza, migliora nella ripresa quando deve giocare il tutto per tutto. 
FERRARA 5. Prime tempo imbarazzante, sembrava un novizio con la maglia e la capigliatura di un campione: persino gli appoggi ai compagni erano sbagliati, per non dire di come lo saltavano gli avversari. Il peggior Ferrara mai visto. Il mestiere e il Venezia, che non punge più, l'aiutano nella ripresa. 
MONTERO 6. In versione buonista, quando tocca gli avversari li accarezza e si pone addirittura da paciere nei litigi. Una conversione come l'ebbe S.Paolo, di cui porta il nome, sulla via di Damasco: a tanto porta la pioggia di espulsioni degli ultimi due mesi. La grinta la mostra invece ai compagni di squadra, specialmente a Davids e alle punte, che per un tempo, non aggrediscono il Venezia. 
DI LIVIO 6. Solita pallina da flipper, un po' qui e un po' là: a destra, a sinistra, infine al centro. Non è più scattoso ma è utile. 
CONTE 6,5. Bella grinta, con i mezzi attuali che non sono quelli dei bei tempi. E' il primo a centrare la porta del Venezia, dopo 52' di astensione. 
DESCHAMPS 5,5. Abbastanza lento e a disagio nella morsa di Iachini e Miceli. 
(Dal 1'st Pessotto 6: sarebbe stata una beffa l'autogol dopo che aveva aiutato la Juve a riprendere ritmo). 
DAVIDS 6. Un'altra partita al risparmio, nel primo tempo. Forse non gli piace più stare a sùiistra, troppo prudente nell'offensiva. Migliora in seguito e inventa uno slalom alla Tomba, concluso in modo dissennato. 
ZIDANE 5. Lippi lo difende: è il suo mestiere. Il miglior giocatore del mondo però non può produrre questo strazio, pure quando sta male. 
(Dal 1 st Esnaider 6,5: si butta a corpo morto nel match, con poca preparazione fisica e nessuna cognizione della tattica juventina. Riesce a tenere la palla in attacco e offre l'assist giusto a Fonseca). 
AMORUSO 5. Dolersi è giusto, ma non può essere l'unico esercizio di un attaccante che dovrebbe spaccare il mondo e invece lo aggira con i troppi dribbling. 
(Dal 35' st Rigoni sv: all'esordio) 
FONSECA 6,5. Altro gol pesante e balisticamente strepitoso. Lo si vede più a suo agio se non fa la punta ma il rifinitore. Questo non giustifica il primo tempo, sempre lontano dalle zone calde. 
Marco Ansaldo
tratto da: La Stampa 18 gennaio 1999




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