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giovedì 26 giugno 2025

26 Giugno 2020: Juventus - Lecce

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Serie A TIM vi offriamo questo gustoso amarcord della data odierna. É il 26 Giugno 2020 e Juventus e Lecce si affrontano per la nona giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2019/20.

Il mondo é stravolto dalla pandemia Covid-19. Dopo un lungo stop il campionato 'deve' riprende in estate con le restanti giornate da disputare. Nel frattempo la Juventus (allenata in panchina da Maurizio Sarri) si appresta a continuare il suo dominio sul massimo torneo italiano. Il nono Scudetto consecutivo é solo questione di giorni; i ragazzi in bianconeri conquistano il 38esimo scudetto finendo la stagione piú irregolare della storia con un solo punto di vantaggio dall' Inter.

Dall'altra parte c'é il Lecce che non riesce ad evitare una dolorosa retrocessione in Serie B.

Buona Visione!



Juventus



Stagione 2019-2020 - Campionato di Serie A - 9 ritorno
Torino - Allianz Stadium
venerdì 26 giugno 2020 ore 21:45
JUVENTUS-LECCE 4-0
MARCATORI: Dybala 53, Ronaldo rigore 62, Higuain 83, De Ligt 85

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny, Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Matuidi, Bentancur (Ramsey 68), Pjanic, Rabiot (Douglas Costa 52), Bernardeschi (Muratore 77), Dybala (Higuain 77), Ronaldo
A disposizione: Buffon, Pinsoglio, Rugani, Wesley, Olivieri
Allenatore: Maurizio Sarri

LECCE (5-3-1-1): Gabriel, Rispoli, Donati, Lucioni, Paz, Vera (Calderoni 78), Tachtsidis, Petriccione (Rossettini 46), Mancosu (Barak 72), Shakhov, Falco (Babacar 63)
A disposizione: Vigorito, Chironi, Radicchio, Monterisi, Meccariello, Saponara, Colella, Maselli
Allenatore: Liverani

ARBITRO: Piccinini
AMMONIZIONI: Bentancur 38 (Juventus)
ESPULSIONI: Lucioni 31 (Lecce)



I giallorossi naufragano dopo una buona mezz'ora a causa dell'espulsione di Lucioni. I gol tutti nella ripresa: apre una perla di Dybala, poi a segno Ronaldo (su rigore), il rientrante Higuain e de Ligt.
Senza neanche dover mettere le marce alte, per quanto aiutata dall'espulsione di Lucioni che ha di fatto condannato il Lecce, la Juventus vola a +7 sulla Lazio e infila la seconda vittoria consecutiva in campionato in era post-lockdown. È stata partita vera per mezz'ora, poi si è trasformata in una sorta di esercitazione attacco contro difesa, con i giallorossi troppo presi a cercare di portare a casa la pelle senza subire troppi traumi, contando che all'orizzonte c'è una sfida con la Sampdoria che sa di spareggio per la sopravvivenza. Sarri può comunque trarre qualche segnale: rinfranca i bianconeri l'atteggiamento di Douglas Costa dal momento dell'ingresso in campo, volenteroso oltre che creativo, imprendibile per gli avversari. Sorride anche Higuain, rientrato a gara in corso e subito a segno. Il tracollo leccese nel finale (4-0) è una punizione forse eccessiva per la banda Liverani.

 



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domenica 15 giugno 2025

15 Giugno 1977: Juventus - Lecce

É il 15 Giugno 1977 Juventus Lecce si sfidano nella Seconda Giornata del Girone B della Seconda Fase della Coppa Italia 1976-77 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

É un campionato dominato dalle squadre piemontesi questo. Con Torino e Juventus 'abbracciate' in un appassionante testa a testa fino a fine campionato. Alla fine trionferanno i bianconeri per un solo punto in un duello entrato nella storia. 

In Coppa Italia i bianconeri supereranno agevolmente il primo turno, ma dovranno far strada all' Inter che sfiderá (perdendo) i concittadini del Milan nella Finale.

Buona Visione! 



juventus


Stagione 1976-77 - Coppa Italia
Girone Finale, 2a Giornata
Torino - Stadio Comunale
Mercoledì 15 Giugno 1977 ore 20.30
JUVENTUS-LECCE 1-1
Marcatori: 39' rigore Montenegro (L), 46' autorete Lo Russo (J)

JUVENTUS: Alessandrelli, Cuccureddu (46' Gentile), P. Serena, Furino, Spinosi, A. Marchetti, S. Gori, G. Gasperini, Boninsegna, Benetti, Capuzzo (62' Causio)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

LECCE: Vannucci, Lo Russo, Croci, Giannattasio, Pezzella, Fava (78' Rollo), Sartori, Cannito, Pensabene, Biondi (59' Mayer), Montenegro
Allenatore: Antonio Renna

Arbitro: Pieri C.



Juventus-Lecce senza storia: in luce il vice di Zoff
Alessandrelli e niente più

Peccato l'abbiano visto in pochi, perché la vera attrattiva di questo Juventus-Lecce era lui, Alessandro Alessandrelli, l'ombra di Dino Zoff, il silenzioso allievo del maestro azzurro. C'era attesa sul debutto del gigante bianconero, che almeno fino al termine della Coppa Italia avrà in prestito la maglia di titolare. L'attesa non è andata affatto delusa. Alex ha messo tutti tranquilli con un sicuro intervento dopo cinque minuti di gioco, rinfrancando se stesso ed i compagni. Azzeccata con sicurezza la prima parata tutto poi è filato liscio. Avevo tanta paura prima della partita - confessa senza vergogna- non foss'altro per il fatto di dover riprendere l'abitudine al campo, alle distanze, perché non sapevo esattamente quale sarebbe stata la mia reazione ritrovandomi di colpo nel clima di una partita vera. Superati però alcuni problemi di carattere "tecnico" (colpo d'occhio, senso della posizione) tutto è andato bene..

Lui in campo e Zoff in panchina. l'imponente figura del portiere friulano seduto accanto al dottor Voglino faceva sorridere qualcuno. Altri più scettioi azzardavano: Al primo intervento che sbaglia, rientra subito Zoff. Una sfiducia che Alessandrelli non merita assolutamente ed I fatti lo dimostrano. Riprendere confidenza con un ruolo tanto difficile, a distanza di due anni, è Impresa non da poco. Lui ci è riuscito con la volontà e l'aiuto del maestro: Dino come sempre mi ha dato un sacco di consigli preziosi, infondendomi sicurezza e tranquillità. Ogni tanto dal campo lo guardavo per cogliere al volo qualche espressione del suo volto, anche se il Lecce non mi ha mai concesso possibilità di distrarmi troppa. L'interesse e la curiosità generale si sono su- bito concentrati sul portiere bianconero per cercare motivi per seguire una partita che la Juve stava conducendo senza volontà, senza brio, senza spunti illuminanti. Priva di sette titolari, la squadra di Trapattoni ha ancora una volta dimostrato di essere al limite del tracollo psico-fisico, stressata da una stagione magnifica ma logorante. Non ne possiamo più, dopo 60 partite siamo ormal al limite delle nostre possibilità, ha con- fessato a fine partita un bianconero. In effetti chi si dimostrava sicuro all'inizio che la Juven- tus avrebbe giocato questa Coppa per vincerla. era fuori dalla realtà. Si sapeva che i titolari, quel pochi almeno che giocano, non avrebbero più trovato stimoli validi per spendere le ultime energie che ancora avevano a disposizione.

Molto più realista era invece chi sapeva che la Coppa si sarebbe rivelata molto utile per il lancio di qualche giovane che durante l'arco della stagione aveva necessariamento dovuto restare in ombra. Dopo Capuzzo e Serena, leri è toccato a Gasperini, classe 1958, vestire la ma- glia di titolare. Un debutto positivo, un onesto lavoro al servizio della squadra. E' stata sua la bella conclusione che ha permesso alla Juve di agguantare il pareggio dopo che un mani di Cuccureddu aveva provocato un rigore concesso con decisione dall'indecisissimo arbitro Pieri.

I tre giovani non hanno nascosto la loro soddisfazione. Grazie all'aluto dei compagni, l'inserimento in squadra non è stato un problema. Ora stanno prendendo gusto a giocare, anche se sanno che dovranno forzatamente tornare nell'ombra. Qualcuno forse verrà mandato a farsi le ossa altrove, cosi avrebbero modo di giocare con continuità. Dice per esempio Capuzzi: Restare alla Juve mi starebbe anche bene, certo che con la voglia matta che ho di giocare, preferirei, tutto sommato, essere prestato a qualche squadra di A o B.

Col pareggio di ieri sera la Juve ha chiuso l'argomento Coppa Italia.

Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 16 giugno 1977







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sabato 3 maggio 2025

27 Novembre 1988: Juventus - Lecce

É il 27 Novembre 1988 Juventus e Lecce si sfidano nella settima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1988-89 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

É una Juventus che cerca di costruire una squadra ancora scossa dal addio di 'Le Roi' Michel Platini e dai fallimenti di Ian Rush e del tecnico Rino Marchesi. Guidati in panchina dalla leggenda Dino Zoff, i bianconeri raggiungono un quarto posto in campionato che dovrebbe rappresentare un buon viatico per il futuro. 

Dall'altra parte c'é un Lecce che ottiene una tranquilla salvezza ed evita quella che sarebbe stata una dolorosa retrocessione in Serie B.

Buona Visione! 



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Stagione 1988-1989 - Campionato di Serie A - 7 andata
Torino - Stadio Comunale
domenica 27 novembre 1988 ore 14:30 
JUVENTUS-LECCE 1-0
MARCATORI: Rui Barros 12

JUVENTUS: Tacconi, Favero, De Agostini (Cabrini 29), Galia, Brio, (c) Tricella, Marocchi, Rui Barros, Altobelli (Magrin 70), Zavarov, Laudrup
A disposizione: Bodini, Mauro, Buso
Allenatore: Dino Zoff

LECCE: Terraneo, Miggiano, Baroni, Enzo, Righetti, Nobile (Vincze 46), Moriero, Barbas, Pasculli, Benedetti (Conte A. 69), Vanoli
A disposizione: Negretti, Monaco, Paciocco
Allenatore: Carlo Mazzone

ARBITRO: Cornieti
AMMONIZIONI: Enzo 34, Righetti 77 (Lecce)
ESPULSIONI: Zavarov 88 (Juventus); Miggiano 88 (Lecce)




Il ricordo della sconfitta col Napoli complica il successo della Juve sul Lecce 
Un fantasma frena la Signora 
Barros segna al 13', nella ripresa i pugliesi sfiorano il pari 
Delude il rientrante Marocchi 
Zavarov e Miggiano espulsi a 2' dalla fine

TORINO — La montagna ha partorito il gol di Topolino-Barros e la prima vittoria casalinga della Juventus in campionato. Tanto è bastato per liquidare un Lecce che prima non voleva perdere, poi ha... rischiato di pareggiare con una Juventus in crisi d'identità dopo la tremenda cinquina con il Napoli, il successo di Liegi, nato dal contropiede di una formazione priva di Zavarov e Marocchi e gioco forza più realista, ha frenato gli slanci offensivi dei bianconeri che recuperavano i due play-makers. 

Che fare? Tornare a premere sull'acceleratore, sbilanciando la squadra, oppure ragionare e colpire al momento giusto, senza scoprirsi più di tanto? Ha prevalso la seconda soluzione e, ieri, la gente non s'è divertita anche perché proprio i freschi Marocchi (in posizione molto arretrata) e Zavarov hanno offerto un rendimento inferiore alle aspettative. Sacha, che al secondo dribbling veniva steso, ha l'attenuante di aver subito molti falli: l'ultimo di Miggiano gli ha fatto perdere la testa e la sua reazione gli è costata la prima espulsione italiana, in compagnia dell'avversario. La manovra ha risentito della giornata di scarsa vena che ha coinvolto parecchi altri bianconeri. 

Niente Juventus spumeggiante, dunque, ma una Juventus frenata, con Tricella libero ... fisso e Favero senza un punto di riferimento per tutto il primo tempo poiché il Lecce teneva il solo Pasculli in avanti, ben controllato da Brio. Mazzone non era preoccupato che Favero potesse approfittare della libertà. E Favero non ne ha approfittato. Con De Agostini convalescente dalla forte contusione al piede sinistro (è bastato un contrasto con Moriero per riacutizzare il dolore al 10' e costringerlo a rientrare negli spogliatoi dopo meno di mezz'ora, sostituito validamente da Cabrini) non c'è stata l'abituale spinta sulla fascia sinistra. Sulla destra Galia sbagliava qualche appoggio di troppo e Laudrup, tartassato da Miggiano, non riusciva ad affondare i colpi. Solo Rui Barros, con le sue accelerazioni, dava la sensazione di poter impensierire Terraneo, in tandem con un Altobelli che sciorinava finezze. 

La Juventus ruminava un calcio macchinoso, a tratti caotico. La difesa leccese, con I suoi corazzieri, «stoppava» gli uno-due senza sbocchi. La Juventus riusciva ad infilarsi centralmente nel bunker con una perfetta triangolazione tra Barros e Altobelli. Il portoghese «sporcava» il destro, ma il pallone si infilava, beffardo, accanto al palo. Era il 13', Il Lecce ha abbozzato qualche offensiva con Pasculli, ma Brio ha montato una guardia stretta all'argentino dimostrando di aver superato lo «choc» di due domeniche fa per l'uno-due di Carnevale e Careca. Nei momenti in cui il Lecce aggrediva, Terraneo avanzava addirittura fuori area, pronto a fare il secondo libero alla Jongbloed, il portiere dell'Olanda '74. Ma ci voleva un attaccante in più e Mazzone, in avvio di ripresa, ha tolto Nobile e inserito Vincze. 

Se nel primo tempo s'era vista poca Juventus e tanto Barros, nel secondo il gigantino è calato ed è cresciuto l'apporto di Cabrini. Da un suggerimento del terzinomundial, Altobelli s'è visto negare il raddoppio da Terraneo con due tiri in rapida successione (52'). Dal gol mancato ad un pericoloso colpo di testa di Vanoli: Tacconi non s'è lasciato sorprendere. Tiri velleitari di Zavarov che si è fatto applaudire per un paio di slalom bellissimi, ma che non ha saputo finalizzare. Ancora dal piede di Cabrini il «la» all'azione che Barros, su assist di Marocchi, ha dirottato sopra la traversa (67'). 

Mazzone effettuava il secondo cambio: dento Conte, fuori Benedetti E Zoff replicava togliendo Altobelli e mandando in campo Magrin, con Laudrup centravanti. Era il 71'. Anche senza punte, la Juventus sfiorava il 2-0 con un'incornata di Laudrup respinta da Terraneo, ma il finale era da brividi per i bianconeri, con Tacconi ben piazzato su giravolta di Moriero e con Zavarov che si lasciava tradire dai nervi sull'ennesimo fallo di Miggiano. Un po' di riposo, anche se forzato, non può che far bene allo zar.

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 28 novembre 1988




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Il gol decisivo del portoghese Rui Gil Barros

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giovedì 13 febbraio 2025

13 Febbraio 1994: Juventus - Lecce

É il 13 Febbraio 1994 e Juventus e Lecce si sfidano nella Sesta Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1993-94 allo Stadio 'Delle Alpi'  di Torino.

La Juve allenata in panchina da Giovanni Trapattoni e trascinata in campo da un Roberto Baggio nel suo momento più splendente si appresta a piazzarsi al secondo posto del massimo campionato calcistico. Davanti c'é l'inarrivabile Milan di Fabio Capello che 'ammazza' il campionato fin dall'inzio. Dall'altre parte c'é un Lecce che allenato dall'ex coach bianconero Rino Marchesi deve salutare il massimo campionato nostrano dopo una stagione sicuramente non all'altezza.

Buona Visione! 


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Campionato di Serie A 1993-1994 - 6 ritorno
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 13 febbraio 1994 ore 15.00
JUVENTUS-LECCE 5-1
MARCATORI
: Moeller 2, Marocchi 25, Ravanelli 26, Baggio R. 51, Ayew 60, Ravanelli 67
JUVENTUS: Peruzzi, Porrini, Fortunato A., Marocchi, Kohler, Torricelli, Di Livio (Galia 84), Conte A. (Francesconi 75), Ravanelli, Baggio R., Moeller
Allenatore: Giovanni Trapattoni
 
LECCE: Gatta, Biondo, Altobelli, Trinchera, Ceramicola, Verga, Gazzani (Erba 58), Padalino, Ayew, Notaristefano, Gerson (Olive 80)
Allenatore: Rino MarchesiARBITRO: Brignoccoli


LE PAGELLE 
Il Soldatino prende i gradi 
Di Livio, idee, brio e tanti cross 
Ravanelli, 4 gol in quattro gare 

PERUZZI 6. L'unico cassaintegrato felice del Gruppo. Non può far nulla sul tocco di Ajew, si muove con un certo impaccio su un tiro di Erba che lo coglie (è il caso di dirlo) a freddo. 
PORRINI 6,5. Prova pure la strada del gol, su uno scambio con Ravanelli, che sfrutta malissimo. Il brasiliano Gerson non è una punta, a lui basta pochissimo per domarlo.
FORTUNATO 6. Tante ne ha viste e patite nell'inizio di stagione che gioca come se attendesse da un momento all'altro la disgrazia. Frenatissimo. 
MAROCCHI 7. Un gol da attaccante vero e da atleta integro: un bello zompo, insomma, per quanto lo faciliti il mancato contrasto dei difensori leccesi. Gioca da regista arretrato e con molta facilità. 
KOHLER 6,5. Partite come questa contengono un pericolo per lui: si convince della propria inutilità in difesa e dimentica il proprio avversario per andare avanti. Gli succede all'inizio della ripresa, dopo aver domato Ajew, e questi ne approfitta per segnare. Dopodiché riecco il Kohler d'acciaio sprezzante. 
TORRICELLI 6. Gioca poco, nel senso che la difesa bianconera non è quasi mai impegnata. Un paio di errori di posizione. 
DI LIVIO 7,5. Abbondiamo nel voto per una volta e con piacere, perché il Soldatino ha preso i gradi, non si limita più a fare meccanicamente da stantuffo ma realizza idee per l'attacco: erano anni che la Juve mancava di un'ala vera, capace di farsi spazio per il cross e di azzeccarlo. Assist-man ieri ha ispirato tre gol e quasi tutte le azioni più pericolose. Una certezza per il futuro. 
(87' Galia s.v.) 
CONTE 6,5. Restiamo stupiti della scelta di non chiamarlo in Nazionale. Un'altra prestazione positiva, che avrebbe impreziosito con un gol al volo, se la palla non avesse sbattuto sul palo 
(dal 75' Francesconi s.v.)
RAVANELLI 7,5. Quattro gol nelle ultime quattro partite, ma soprattutto la capacità di giocare non soltanto per sé. Il Marine, qualunque siano le scelte di mercato, merita la conferma. 
BAGGIO R. 6. Da quando gli hanno dato il Pallone d'Oro ha perso la grazia divina, si è un po' afflosciato per ragioni, immaginiamo, di tenuta atletica. Lo notiamo per una punizione e per il gol, il secondo consecutivo realizzato di testa, dopo quello col Foggia. E pensare che non ne aveva mai fatti prima. 
MOELLER 6. Gol facile, ma importante. E un certo contributo in più alla manovra. Forse avverte odor di bruciato. 


GATTA 5,5. Tre gol di testa e gli altri due da distanza ravvicinata. La sua colpa è di uscire troppo poco. Perciò non gli si possono dare grandi colpe. 
BIONDO 6. Ritrova Baggio, non lo annulla come nell'andata, ma neppure è in soggezione. 
ALTOBELLI 4,5. Sta dalla parte di Di Livio. Con quel cognome continueremo a ricordare soltanto un grande centravanti dell'Inter. 
TRINCHERÀ 5. Il Lecce vuole solo giocatori a basso costo e senza pretese. Ecco un esempio. 
CERAMICOLA 5. Per quanto si adopri, dov'era mentre Ravanelli combinava tanti guai? 
VERGA 5. Mai che azzecchi un raddoppio di marcatura. 
GAZZANI 6. Se non altro frena Fortunato 
(57' Erba 6, prova un tiraccio, certo non può cambiare la partita) 
PADALINO 5,5. Come gli altri del centrocampo leccese è sempre in affanno. 
AYEW 6. Le treccine povere del campionato: però non si spaventa di Kohler e riesce pure a beffarlo. 
NOTARISTEFANO 5,5. Era un antico pupillo di Marchesi, che l'avrebbe voluto nella Juve: oggi che l'ha in carico probabilmente comprende la boutade. 
GERSON 5. Vale il discorso fatto per Altobelli: con quel cognome continueremo a ricordare un grande giocatore del Brasile Anni 70. 
(79' Olive, s.v.) 

L'arbitro Brignoccoli 6, una gara liscia come l'acqua.

Marco Ansaldo



Fabrizio

Giancarlo

curva

ultras

roberto

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mercoledì 20 dicembre 2023

22 Dicembre 1985: Juventus - Lecce

É il 22 Dicembre 1986 e Juventus Lecce si sfidano nella quindicesima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1985-86 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

La Juventus si appresta a vincere il suo ventiduesimo tricolore con una squadra che sta vivendo sugl'ultimi spiccoli di splendore di 'LeRoi' Michel Platini. Allenati da Giovanni Trapattoni (al suo ultimo campionato alla Juve prima di trasferirsi all'Inter) i bianconeri mettono a distanza la Roma di Sven Goran Eriksson vincendo 'in volata' lo Scudetto. Il Lecce dal canto suo chiude un deludentissimo campionato salutando la Serie A, ma pero' avrá la 'colpa' di avere 'regalato' lo Scudetto ai bianconeri dopo aver sbancato l'Olimpico di Roma e battendo gli uomini di Sven Goran Eriksson.

Buona Visione! 




Stagione 1985-1986 - Campionato di Serie A - 15 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 22 dicembre 1985 ore 14.30
JUVENTUS-LECCE 4-0
MARCATORI: Serena A. 22, Serena A. 43, Platini 51, Platini 57

JUVENTUS: Tacconi, Pioli, Cabrini, Bonini, Brio, Favero, Mauro (Bonetti I. 70), Manfredonia, Serena A., Platini, Pacione (Briaschi 58) - Allenatore : Giovanni Trapattoni

LECCE: Negretti, Vanoli, Colombo, Enzo, Danova, Miceli, Rizzo (Luperto 56), Causio, Paciocco (Morello 74), Nobile, Palese - Allenatore : Eugenio Fascetti

ARBITRO: Coppetelli



Serena: «Il mio gol più bello» 

TORINO — Il goleador è tornato a colpire. Serena non segnava In campionato dalla partita con la Roma (10 novembre) ma si è sbloccato alla grande, e con le due reti che hanno spianato alla Juventus il successo sul Lecce (la sua seconda doppietta juventina) balza addirittura al comando della classifica dei cannonieri, scavalcando Rummenigge. 

Una sensazione inebriante, che però non lo esalta più di tanto: 

«Il gol — ripete ancora una volta — non è importante per me. Io apprezzo solo quelli che mi permettono di sbloccare il risultato, di aiutare la Juventus a vincere. E' importante che la Juventus sia al vertice della classifica, non che lo sia lo tra i marcatori. Infatti tengo di più allo scudetto che ai successi personali. E se segno di più iI merito è proprio della squadra. Cabrini e Mauro sulle fasce, mi permettono di esaltare le mie caratteristiche». 

Continua Serena: 

«Il primo gol di ieri credo sia il più belio dei nove realizzati finora, ma non intendo mettermi in concorrenza con Platini. Io e Michel non siamo rivali ma alleati per far vincere la Juve. Il gol è iI mio mestiere, ma Platini ha più possibilità di me di segnare. Ed alla fine, se lo vorrà, sul trono dire del goleador salirà ancora una volta lui». 

Poi via di corsa inghiottito dalla nebbia. Lo attende un lungo viaggio verso Montebelluna, per festeggiare il Natale più felice della sua vita.

Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 23 dicembre 1985





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