Visualizzazione post con etichetta Piacenza-Juventus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Piacenza-Juventus. Mostra tutti i post

mercoledì 10 settembre 2025

10 Settembre 1995: Piacenza - Juventus

É il 10 Settembre 1995 e PiacenzaJuventus si sfidano nella seconda giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1995-96  allo Stadio 'Galleana - Leonardo Garilli' di Piacenza.

La Juventus guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver vinto lo Scudetto dopo ben otto anni adesso pensano in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sará solo secondo posto. Dall'altre parte c'é un Piacenza che giudata in panchina da Gigi Cagni fa il suo e si 'limita' ad una salvezza insperata da molti.

Buona Visione!

 


piacenza

 

Stagione 1995-1996 - Campionato di Serie A - 2 andata
Piacenza - Stadio Galleana
Domenica 10 settembre 1995 ore 16.00
PIACENZA-JUVENTUS 0-4
MARCATORI: Vialli 46, Torricelli 60, Ravanelli 74, Vialli 86

PIACENZA: Taibi, Rossini, Polonia, Maccoppi, Lorenzini (Moretti 56), Di Francesco, Corini, Carbone A., Turrini, Caccia, Piovani
Allenatore: Luigi Cagni

JUVENTUS: Peruzzi (Rampulla 41), Porrini, Ferrara C., Tacchinardi, Pessotto, Di Livio, Paulo Sousa (Torricelli 46), Deschamps (Conte A. 46), Jugovic, Vialli, Ravanelli
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Cesari



La grande voglia di Vìalli tiene in alto la Juventus 
PIACENZA DAL NOSTRO INVIATO 

L'uomo che ha spaccato in due l'Italia calciofila ha risposto come sempre a modo suo. Con i gol. Due reti sotto lo sguardo di Carmignani, il vice di Sacchi, due prodezze che rinsaldano la Juve ai vertici della classifica in compagnia ormai soltanto di Lazio e Milan. Tre partite ufficiali, dodici gol. La Juve lippiana procede a «forza 4» come uno schiacciasassi. E Vialli è più che mai il leader, il punto di riferimento, il giocatore che divide l'opinione pubblica e compatta il gruppo juventino. Anche ieri ha risposto da campione. Non stava bene, sabato il ginocchio «scricchiolava» ancora, come dice lui, eppure ha retto novanta minuti, ha trascinato la Juve. 

Spiega: 

«E' andata meglio del previsto, considerate le difficoltà che ho avuto negli ultimi quindici giorni. Credo di aver fatto una buona partita, di aver dato il mio contributo. Sono contento, ringrazio i compagni che mi hanno aiutato permettendomi di giocare bene e di segnare». 

Ma non ci sono solo i gol. Anche una grande prova di carattere dopo le polemiche degli ultimi giorni: 

«Il carattere ci vuole sempre per superare le insidie del campo e quello che ti porti dietro. Ho avuto fortuna». 

Ed eccoci al dunque. Vialli individua nemici più o meno occulti, insidie difficili da superare. Sacchi prenda nota: 

«Se si giocasse soltanto di domenica sarebbe troppo facile. Invece, purtroppo e per fortuna, si fanno anche altre partite durante la settimana, nelle quali devi battere avversari che non ti affrontano sul campo. E' difficile, ma in fondo è bello». 

Semplice pensare a questi due gol come ad altrettanti messaggi chiari mandati all'Arrigo. Vialli aggira l'ostacolo, dice cose più facili da decifrare: 

«Le partite della domenica sono facili, molto più duri gli scontri polemici. Ho rispettato le idee di tutti, mi piacerebbe che anche gli altri rispettassero le mie. Purtroppo è difficile spiegare ai tifosi come stanno davvero le cose. Si devono fidare di ciò che vedono e sentono. Ma nessuno mi ha fermato per strada, anche perché viaggio sempre in auto». 

Non si preoccupa se la sua doppietta ha colpito qualcuno al cuore: 

«Gioco per la Juve e sono contento se questi gol fanno piacere ai compagni, ai dirigenti, ai tifosi. Forse saranno le altre squadre a non essere troppo felici perché aspettavano un nostro passo falso. Questa è una vittoria importante, ottenuta su un campo più insidioso di quanto sembri». 

Aveva previsto la vittoria in Coppa Uefa ai tempi del Trap, aveva previsto la conquista dello scudetto dopo la sconfitta nel primo derby della scorsa stagione. Aveva previsto forse anche questa doppietta con dedica particolare? Vialli si aggiusta il cappellino e prosegue: 

«Non sentivo nulla, anche perché non sono al massimo della forma. A me interessava giocare una buona partita ed essere utile alla squadra. Diventare un protagonista importante è meglio, ma non è tutto. Questi due gol sono per la Juve che in un momento particolare mi è stata di grande sostegno. E se sai di avere vicino qualcuno che ti vuole bene, migliori le tue prestazioni». 

Nulla da dire a Matarrese? 

«Vorrei parlare solo di questa partita che ci ha permesso di essere primi in classifica». 

Hanno segnato i giocatori che Sacchi non fa giocare: Vialli, Baggio e Signori. 

«Sono contento per Baggio. Noi dobbiamo sempre dimostrare alle nostre società di essere degni dell'attenzione che ci dedicano e portare lontano la squadra attraverso queste prestazioni positive». 

Un pensiero al Trap già in disgrazia: 

«Ne uscirà da gran signore».


Le Pagelle
Di Livio ok 
E Torricelli che bel jolly 

Piacenza 
TAIBI 5. Non che davanti abbia la linea Maginot, ma trasmette spesso la sensazione di essore lì per caso. 
POLONIA 5. Fra Vialli e Ravanelli, tutto bene sino a che la temperatura non sale. 
ROSSINI 5. É il libero di una difesa che, appena il centrocampo cede, si sbriciola. 
MACCOPPI 5. Ronza intorno a Ravanelli (e a Vialli). Crolla dopo un tempo dignitoso. 
LORENZINI 5. Segue le tracce di Di Livio. Sono orme che lo confondono 
(Dal 13' st Moratti 5: avvicenda Lorenzini, e non morde). 
DI FRANCESCO 6. Comincia a destra, su Deschamps. Chiude a sinistra, su Di Livio. Fra i più efficaci di una squadra tutta bollicine. 
CORINI 6. Funge da centrale. Sbircia Sousa e, nella ripresa, Tacchinardi. Una traversa, ma anche un'occasione sprecata. 
CARBONE 5,5. A sinistra, su Jugovic. E poi su Conte. Pura tappezzeria. 
TURRINI 6. Fascia destra, là dove tiene bottega Pessotto. Vivace, se non altro. 
CACCIA 5. Con Vialli, l'uomo del destino. Pesca il biglietto vincente, ma lo perde. 
PIOVANI 5,5. Alza un polverone che, quando si dirada, non lascia nulla
CAGNI 5. Tanti assenti, d'accordo. Ma otto gol al passivo in due partite sono un'enormità. 

Juventus
PERUZZI 6. Si butta a corpo morto su Di Francesco, ci rimette il naso, ma si guadagna la pagnotta. 
(Dal 41' pt Rampulla sv graziato da Caccia, ignorato dagli altri). 
FERRARA 6. Dal fianco destro al cuore della zona. Soffre, per un tempo, le picchiate degli stukas rivali. Meglio nella ripresa. 
TACCHINARDI 6,5. Due partite in una, la prima da libero, la seconda da perno del centrocampo. Se la cava. 
PORRINI 6,5. Centro, destra, ancora centro. In difficoltà nel gioco a terra, a suo agio in quello aereo. Una traversa (involontaria) su cross. 
PESSOTTO 6. Lavora ai fianchi Turrini. Ogni tanto si sporge dal davanzale. 
JUGOVIC 6. Qualche inserimento, ma una partita tutto sommato ornamentale. 
SOUSA 6. Sprigiona un blando pressing. Ha le pile scariche. Succede. Offre a Vialli la palla del gol che sblocca il risultato. 
(Dal 1 ' st Torricelli 7: rimpiazza numericamente il portoghese, si sistema a destra. Implacabile, impeccabile. E segna un gol, il primo in serie A, da centravanti). 
DESCHAMPS 5,5. Le ruggini del mercoledì francese lo frenano. Patisce il tremendismo di Di Francesco. 
CONTE 6. Rileva Deschamps, si colloca sul centro-destra, porta un po' di vigore e freschezza. Suo il tocco per il bis del Pelato. 
DI LIVIO 7. Corre per due, non si nega a nessuno. Attaccante, centrocampista: non risente del bombardamento sacchiano. 
VIALLI 8. Due gol, più il passaggio a Torricelli per il raddoppio. Partita di enorme spessore. Il ginocchio e le baruffe ne stuzzicano la classe e l'orgoglio. Leader e cannoniere: come sempre, più di sempre. 
RAVANELLI 6,5. Se si appisolava persino Omero, a maggior ragione può sbadigliare il mostruoso Ravanelli di questo periodo. Resta il gol. Un gran gol. 
LIPPI 7. Efficace strigliata a metà match e pregevole applicazione del tura over. Il suo capolavoro resta, però, il feeling con Vialli. 

Arbitro CESARI 7. Equilibrato, preciso. Sul gol di Caccia, annullato per fuorigioco, si fida del guardalinee Preziosi.

Roberto Beccantini
brani tratti da: La Stampa 11 settembre 1995




piacenza

piacenza

Piacenza

Piacenza

Stadio

piacenza

juventus

maglie

juve















lunedì 21 aprile 2025

21 Aprile 2002: Piacenza - Juventus

É il 21 Aprile 2002 Piacenza Juventus si sfidano in questa gara valevole per la quindicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2001-02

Il tutto si svolge allo 'Stadio 'Leonardo Garilli - Galleana' di Piacenza.

É una stagione col finale col botto questa per i campioni bianconeri. Iniziata cosí cosí nel finale i nostri eroi stanno girando a mille. La vetta sí avvicina e sí avvicina anche il 5 maggio, ultima giornata di campionato. Tutto il resto é Storia

Dall'altra parte c'é un Piacenza che per una manciata di punti rimane nel massimo campionato dopo una lotta sportiva lunga una stagione.

Buona Visione!




juventus


Campionato di Serie A 2001-2002 - 15 ritorno Piacenza - Stadio Galleana Domenica 21 aprile 2002 PIACENZA-JUVENTUS 0-1 MARCATORI: Nedved 88
PIACENZA: Guardalben (Orlandoni 23), Sacchetti, Cardone, Lucarelli A., Tosto, Gautieri, Statuto (Miceli 71), Matuzalem, Di Francesco, Poggi (Caccia 74), Hubner
Allenatore: Walter Novellino
JUVENTUS: Buffon, Thuram, Ferrara C., Iuliano, Paramatti (Amoruso 70), Zambrotta (Davids 52), Conte A., Tacchinardi (Zenoni 57), Nedved, Trezeguet, Del Piero
Allenatore: Marcello Lippi
ARBITRO: Bolognino



LE PAGELLE 
Ferrara roccioso e si rivede un buon Thuram
dall'inviato a PIACENZA 

PIACENZA 
GUARDALBEN 6. Esce presto 
(dal 23' pt Orlandoni 7: bel riflesso su Trezeguet e buone prese alte). 
SACCHETTI 5,5. Sbiadito. 
CARDONE 6,5. Le pallette juventine lo favoriscono. 
LUCARELLI 6. Guardia stretta a Trezeguet. 
TOSTO 6,5. Buona spinta, con i noti limiti tecnici. 
GAUTIERI 6,5. Prende il tempo a Paramatti e lo salta. 
MATUZALEM 5,5. Più carpentiere che geometra. 
STATUTO 6. L'età non l'ha fatto grande 
(dal 26' st Miceli 5,5: dà spazio a Nedved). 
DI FRANCESCO 6,5. Tra i più vivi nel cucire il gioco. 
POGGI 5,5. Effervescente e non pericoloso 
(dal 29' st Caccia 5,5: spreca per egoismo una buona occasione, tirando invece di lasciare al solissimo Hubner). 
HUBNER 5. Da Ufficio inchieste la stretta di mano a Del Piero prima che si inizi: non è così che si concludono i contratti tra gentiluomini? E l'occasione che spreca al 6' della ripresa? Segnalarlo a Moratti e a Biscardi. 
NOVELLINO 6. Senza il tiracelo di Nedved avrebbe portato a casa il punto necessario con dignità. 

JUVENTUS 
BUFFON 6,5. Prezioso nei piccoli interventi più che nei miracoli. 
THURAM 6,5. Si vede la differenza tra primo e secondo tempo, quando fa il centrale : da estemo attacca a passo lento e patisce l'avversario, in mezzo invece fa prevalere le sue doti. 
FERRARA 6,5. E' coinvolto in tre episodi dubbi in area, uno a favore e due contrari. Ma è un protagonista, di testa intercetta un paio di assist letali, insomma dà sicurezza. Il problema è che quando si spinge avanti fatica a tornare e la Juve trema. 
IULIANO 6. Difende come un autoscontro, di quelli con la gomma attorno: prima sbatte l'avversario poi gli prende palla. Comunque non lo puniscono e risulta utile. Pessimi lanci. 
PARAMATTI 5. E poi si lamenta per le critiche. Patisce Gautieri, crossa in tribuna, ne azzecca poche: invece di ironizzare coi tifosi che lo fischiano, ringrazi il buon Dio che per due anni I'ha fatto giocare nella Juve 
(dal 25' st Amoruso 6: piazza il tocco giusto per Nedved). 
ZAMBROTTA 5. Non è nel momento migliore 
(dal 7' st Davids 6: un filo di vivacità, lontano però dal vecchio Pitbull). 
CONTE 6. La condizione fisica sta calando, cementa il centrocampo col mestiere e la tenacia. 
TACCHINARDI 5,5. Prova un tiro all'11': debole. Gara volonterosa ma confusa 
(dal 12' st Zenoni 6). 
NEDVED 7. Una prestazione davvero insufficiente sollevata da un colpo straordinario che può valere il campionato. 
TREZEGUET 5,5. Un solo pallone buono e lo sbatte a fil di traversa, con balzo di Orlandoni. Attaccante straordinario ma non lo servono e lui non fa nulla per procurarsi occasioni: fa la figura d'una Mercedes su una pista nel deserto. 
DEL PIERO 5. Ci prova e non gli partono i colpi o gli escono sbilenchi come due inguardabili cross nella ripresa, dopo un primo tempo quasi accettabile. Può condizionarlo il confronto a distanza con il rinato Baggio e per noi il suo futuro è dietro alle punte. 
LIPPI 6. Muove i pezzi come uno scacchista in affanno e tarda a inserire la seconda punta. La Juve vince con fortuna ma un po' c'è anche la sua mano. 

BOLOGNINO 5. Tre casi dubbi: Di Francesco su Ferrara e Ferrara su Hubnar e Cardone. Li gestisce con cautela. La Juve non può lamentarsi. 

Marco Ansaldo



pavel

piacenza
La Stampa 22 aprile 2002

piacenza
La Stampa 22 aprile 2002

ale
La Stampa 22 aprile 2002

piacenza

piacenza

juventus

juventus









mercoledì 12 marzo 2025

12 Marzo 2000: Piacenza - Juventus

É il 12 Marzo 2000 e PiacenzaJuventus si sfidano nell' Ottava Giornata del Girone del Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1999-2000  allo Stadio 'Leonardo Garilli' di Piacenza.

La Juventus é guidata in panchina da Carlo Ancelotti e sembrerebbe in rampa di lancio per conquistare un altro Scudetto. Peró una grande Lazio, un epilogo da campionato non da Vecchia Signora, ed un signore fornito di ombrello in un campo piú da pallanuoto che di calcio, 'ruba' un tricolore piú che meritato. Il Piacenza dall'altra parte vive una stagione deludente e non riesce nel suo intento di evitare la retrocessione in Serie B.

Buona Visione!


piacenza


 

Stagione 1999-2000 - Campionato di Serie A - 8 ritorno
Piacenza - Stadio Leonardo Garilli
Domenica 12 marzo 2000 ore 15:00
PIACENZA-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Inzaghi 68, Inzaghi 75

PIACENZA: Nicoletti, Polonia, Lucarelli A., Vierchowod, Gautieri (Manighetti 64), Sacchetti, Mazzola (Statuto 70), Morrone, Lamacchi, Rastelli (Rizzitelli 32), Di Napoli
Allenatore: Daniele Bernazzani

JUVENTUS: Van der Sar, Ferrara C. (Tudor 46), Montero, Iuliano, Birindelli (Oliseh 46), Conte A., Tacchinardi, Zambrotta (Maresca 85), Zidane, Inzaghi, Del Piero
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Ayroldi



Zidane a corrente alternata Conte rimpiange l'occasione perduta.
Ferrara tradito da un guaio muscolare. 
Il gran lavoro di Tacchinardi. 
Vierchowod accusa il peso dei 41 anni 

PIACENZA 

NICOLETTI 6 Gettato in mischia all'ultimo momento, non accusa il salto dalla C alla A ma deve inchinarsi due volte.
POLONIA 6. Imbriglia Del Piero per un tempo, effettua un paio di provvidenziali interventi e, alla distanza, cede il passo alla classe di Pinturicchio. 
LUCARELLI 5,5. Non tappa a dovere il buco difensivo che propizia il secondo gol. 
VIERCHOWOD 5. Lo zar ha già fatto troppi miracoli, forse ha esaurito le riserve. 
GAUTIERI 5,5. Corre su e giù per il campo, si sacrifica, poi si ferma per una distorsione 
(dal 19 st Manighetti
SACCHETTI 5,5. Ha problemi a tenere Zidane lontano dall'area piacentina e nel finale è graziato dall'arbitro per un fallo da rigore su Maresca.  
MAZZOLA 6. Impedisce a Tacchinardi di brillare e, soprattutto, di andare al tiro con successo 
(dal 25' st Statuto sv). 
MORRONE 6. Limita gli spazi di Conte. 
LAMACCHI 6. Incrocia un Birindelli non al massimo e lo doma, poi trova Conte e la musica cambia. 
DI NAPOLI 6. Cerca di sprintare verso la porta di Van der Sar ma la morsa Montero-Iuliano si chiude davanti a lui. 
RASTELLI sv. Vivacizza la prima mezz'ora del Piacenza, poi si infortuna ed esce 
(dal 33' pt Rizzitelli 6. Un solo spunto degno del suo passato ma la traversa gli nega il gol).
BRAGNIN-BERNAZZANI 5,5. Indovinano tutto nel primo tempo, ci capiscono meno nella ripresa e perdono la gara. 

JUVENTUS 

VAN DER SAR 6. Una fiondata di poco fuori di Gautieri e la traversa colpita da Rizzitelli gli unici momenti critici per il gigante; per il resto ordinaria amministrazione. 
FERRARA 6. Un affaticamento muscolare lo frena, ma riesce a controllare Rastelli e/o Di Napoli sino al 45' 
(dal 1' st Tudor 6. E' caldo, dopo 50' di corsette a bordo campo, e non ha problemi a entrare in partita).
MONTERO 6. Dopo l'espulsione di Vigo, mantiene un perfetto self-control. 
IULIANO 6. Qualche difficoltà a prendere le misure a Di Napoli, poi lo rende inoffensivo. 
BIRINDELLI 5,5. Ha nei muscoli le tossine di Vigo, dove giocò debilitato dalla febbre, regge per un tempo 
(dal 1 ' st Oliseh 6. Pur con qualche sbavatura incrementa il dinamismo bianconero). 
CONTE 6. Si mangia una bella occasione per sbloccare il risultato ma rende di più nel secondo tempo sulla fascia destra. 
TACCHINARDI 6. Deve sacrificarsi in un lavoro oscuro, senza fronzoli, ma redditizio. 
ZAMBROTTA 6. Confusionario in avvio, cresce alla distanza mettendo alla frusta Gautieri e poi Manighetti
(dal 41' st Maresca sv) 
ZIDANE 6. La sua tecnica risalta nel grigiore della prima frazione, poi effettua giocate meno appariscenti ma partecipa all'azione del raddoppio. 
INZAGHI 7. Velocità e riflessi straordinari gli consentono di segnare due gol pesanti. 
DEL PIERO 6.5. Inguardabile nel primo tempo, decisivo nella ripresa con la punizione che consente a Inzaghi di sbloccare la partita e con il «numero» che ne apparecchia il bis. 
ANCELOTTI 6. Nell'intervallo aggiusta la squadra che zoppica, raccogliendo un successo come al suo debutto sulla panchina bianconera. 
 

L'arbitro AYROLDI 7. Alla terza gara in serie A, si comporta da veterano, fischiando il giusto, con polso fermo.

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 13 marzo 2000



piacenza

piacenza

zidane

rosa

piacenza

stadio

piacenza

piacenza

piacenza

juve

juve

juve











venerdì 14 febbraio 2025

14 Febbraio 1999: Piacenza - Juventus

É il 14 Febbraio 1999 e Piacenza Juventus si sfidano nella quarta Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1998-99 allo Stadio 'Leonardo Garillidi Piacenza.

In casa bianconera é avvenuta una clamorosa 'rivoluzione'. Il grande Marcello Lippi ha rassegnato le dimissioni da allenatore ed al suo posto é arrivato il giovane e rivoluzionario Carlo Ancelotti. Infatti questa gara rappresenta l'esordio per il tecnico emiliano. Dopo l'iniziale scettiscimo dei tifosi la squadra sembra aver intrapreso la giusta via. Peró alla fine sará solo un deludentissimo settimo posto che varrá solo l'accesso per l'europa verso la Coppa Intertoto. Dall'altra parte c'é il Piacenza che evita la retrocessione nelle ultime giornate del campionato.

Buona Visione!

 

piacenza


 

Campionato di Serie A 1998-1999 - 4 ritorno
Piacenza - Stadio Leonardo Garilli
Domenica 14 Febbraio 1999
PIACENZA - JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Mirkovic 45+1, Birindelli 90+4

PIACENZA: Fiori, Sacchetti, Lamacchi, Vierchowod, Buso, Statuto (Lucarelli A 57), Mazzola A., Stroppa, Manighetti (Rizzitelli 83), Dionigi (Rastelli 55), Inzaghi S.
Allenatore: Giuseppe Materazzi

JUVENTUS: Peruzzi, Mirkovic, Iuliano, Montero, Di Livio, Conte A. (Birindelli 87), Deschamps, Davids, Zidane, Esnaider (Fonseca 90), Henry (Blanchard 90+3)
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Messina



Difesa con quattro uomini in linea: Ancelotti comincia cosi' La formazione che il nuovo tecnico manda in campo a Piacenza non si discosta molto dalle ultime proposte da Lippi. Zidane resta libero di giocare alle spalle delle punte.

Come preannunciato, il dopo Lippi comincia con una svolta morbida La Juve dei piccoli ritocchi Difesa con quattro uomini in linea: Ancelotti comincia cosi' La formazione che il nuovo tecnico manda in campo a Piacenza non si discosta molto dalle ultime proposte da Lippi. Zidane resta libero di giocare alle spalle delle punte 

TORINO - Oggi pomeriggio a Piacenza Carlo Ancelotti toglie gli ultimi veli alla sua prima Juve. Si e' riservato un paio di scelte (i due difensori da scegliere fra Alessandro Birindelli, Zoran Mirkovic e Angelo Di Livio, la seconda punta da affiancare a Juan Eduardo Esnaider: Thierry Henry o Daniel Fonseca), ma sono dettagli. La linea di condotta appare chiara, il progetto tecnico - tattico evidente. Per prima cosa, Carlo Ancelotti ha confermato di volere un trapasso graduale e indolore, di non rinnegare il lavoro di Lippi ma di apprezzarlo e di volerlo continuare. Le sue parole alla presentazione non sono state di circostanza dunque, ma testimoni della concretezza e del realismo del nuovo tecnico bianconero. D' altra parte sarebbe stato discutibile - o addirittura folle - non fare tesoro dell' enorme patrimonio di esperienze e di gioco messo insieme da Marcello Lippi nei primi quattro anni di lavoro alla Juve e misteriosamente surgelato nell' arco di questa indecifrabile stagione. 

ASSETTO - Fedele alle dichiarazioni programmatiche e attuando un ragionevole compromesso fra le sue teorie e la situazione tecnica della Juventus, Ancelotti partira' con un "4 - 3 - 1 - 2", lo schema ipotizzato a inizio di stagione da Marcello Lippi ma poi ritoccato per buona parte del campionato con il ricorso alla difesa a tre e a un centrocampista in piu' . Il motivo e' evidente: oggi Ancelotti ha a disposizione un uomo (Esnaider) che finalmente restituisce alla Juve un' arma cui i bianconeri avevano dovuto giocoforza rinunciare negli ultimi tempi per via delle caratteristiche di Alessandro Del Piero e Filippo Inzaghi. E con un colpitore di testa come Esnaider in avanscoperta, ecco l' utilita' di turnare a sfruttare le fasce laterali coi difensori esterni e di recuperare un' arma come il cross. Inoltre con la due punte "larghe", com' e' negli intendimenti di Ancelotti, anche Zidane, confermato a ridosso delle punte e chiamato a inserirsi in zona centrale, potra' sfruttare la sua abilita' nel gioco aereo (che Lippi utilizzava soprattutto in fase difensiva). Ancelotti conta molto su Zinedine Zidane. Al proposito il tecnico ha ribadito, contrariamente a quanto molti credevano, di essere favorevole a uno schema che contempli la presenza di un rifinitore dietro le due punte, svelando come a Parma avesse un progetto che prevedeva Juan Sebastian Veron con tali funzioni. Dopo un paio d' anni, dunque, la Juventus sembra avviata a ritrovare quel gioco aereo al quale aveva dovuto praticamente rinunciare dopo la cessione di Christian Vieri all' Atletico Madrid. 

ZOCCOLO DURO - Il centrocampo non si discosta molto da quello su cui aveva insistito Lippi negli ultimi tempi, dopo il temporaneo accantonamento di Alessio Tacchinardi (che comunque oggi e' squalificato) e il rilancio di Antonio Conte. Semmai, quando giocava con la difesa a tre, il tecnico di Viareggio affiancava al terzetto Gianluca Pessotto o Di Livio, chiamati spesso a fare da pendolo fra seconda e terza linea. Fiducia piena dunque allo zoccolo duro, ai veterani, agli uomini che hanno scritto la storia della Juve in questi anni. 

DIFESA - Scelta la formula dei due esterni (Birindelli o Mirkovic e Di Livio) e in attesa del recupero di Ciro Ferrara, i due centrali saranno il ripescato Mark Iuliano e Paolo Montero. Tudor per il momento andra' in panchina, in modo da consentirgli di recuperare quella serenita' che alcuni episodi sfortunati potrebbero aver compromesso. Le sue qualita' non sono in discussione. Per il resto Ancelotti punta sulle armi che la Juve di Lippi ha sempre mostrato di possedere e che rappresentano un patrimonio di tutto il gruppo: pressing alto, possesso di palla, spirito di gruppo e mentalita' vincente. Prerogative che negli ultimi tempi erano parse inspiegabilmente appannate e che il tecnico in questi suoi primi giorni da juventino s' e' preoccupato di rispolverare. 

Salvatore Lo Presti
tratto da: La Juve dei piccoli ritocchi



alessandro

piacenza

juve

piacenza

juve

juve

juve