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martedì 25 marzo 2025

25 Marzo 1984: Juventus - Catania

É il 25 Marzo 1984 e Juventus e Catania si sfidano nella nona giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1983-84 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

É una Juventus piena di stelle di calibro mondiale quello che sfida un Catania in caduta libera. Sará una stagione trionfale questa per i nostri beniamini a strisce bianconere. Se in Campionato arriverá l'ennessimo Scudetto (é il 21esimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe

Dall'altre parte gli etnei non potranno fare altro che accettare una retrocessione da molti ritenuta ovvia.

Buona Visione!


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Campionato di Serie A 1983-1984 - 9 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 25 marzo 1984 ore 15.30
JUVENTUS-CATANIA 2-0
MARCATORI: Scirea 33, Scirea 38

JUVENTUS: Tacconi, Gentile, Cabrini, Caricola, Brio, Scirea, Penzo, Tardelli, Rossi P. (Koetting 69), Prandelli, Boniek (Tavola 69)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

CATANIA: Sorrentino, Sabadini (Gregori 84), Pedrinho, Mosti, Chinellato, Ranieri, Crialesi, Luvanor, Cantarutti, Torrisi (Carnevale 68), Morra
Allenatore: Giovann Battista Fabbri

ARBITRO: Ballerini



I primi gol della stagione (terza doppietta in serie A) motivo di particolare gioia
Scirea: "Una vittoria per il morale"
"Ne avevamo bisogno spiega il giocatore specie dopo l'ingiusta contestazione" 
Soddisfazione generale per i risultati delle altre partite Tardelli: "Se abbiamo superato la crisi? E quando mai non lo siamo?"

TORINO-Lo spettro di un passo falso e lontano, scacciato dal due gol di Scirea. Ed i risultați che sono arrivati dagli altri campi restituiscono buon umore, invogliano la battuta. Chi, poi, dalla partita non ha tratto motivi di particolare lode (Boniek, Rossi) si è allentonato subito. Cosi nello spogliatoio della Juventus si respira un clima lieto, con Trapattoni nel ruolo di soddisfatto anfitrione.
Questa era una partita entra subito in argomento il tecnico che poteva essere delicata e che proponeva comunque certe verifiche techniche. Il mio elogio, a questo punto, deve andare subito a chi non gioca abitualmente, per l'umiltà con cui ha svolto il proprio compito, per come sa tenersi sempre pronto. Direi quindi che tutto è andato bene in un momento di punti interrogativi
Trapattoni e particolarmente contento per come la sua squadra si è mossa nel finale del primo tempo, dopo che avevamo preso le misure di un avversario che badava a non scoprirsi, ma soprattutto per l'andamento della giornata.
"Le risposte del calendario - sorride infatti - sono state secondo una certa logica in quanto lo stesso pareggio della Roma ad Ascoli ci poteva stare. L'insieme dei risultati conferma come questo scudetto dobbiamo giocarcelo con la squadra di Liedholm, anche se occorre tenere ancοra in considerazione la Fiorentina, visto che domenica prossima ce la troveremo di fronte. I viola coltivano anco ra grosse velleita, guai dunque a sottovalutarli."
Le parole di Trapattoni trovano tutti d'accordo. Anche Tardelli che, da buon toscano, mette un poco di pepe nelle sue dichiarazioni.
"La situazione in classifica, esordisce, segue la logica di risultati abbastanza scontati con la sola eccezione di quello della Fiorentina, specie considerando che stava vincendo per 2-0. La Roma ha comunque riaggiustato la situazione ed è li."
"Quando mai la Juve non è in crisi ..."
prosegue quindi polemico in risposta a chi gli chiede se il momento difficile dei blanconeri sia superato. E aggiunge: 
«Non è forse un abitudine, parlando di noi, dire che abbiamo solo tre punti di vantaggio?."
Quindi conclude
"Le sei partite che rimangono sono tutte difficili, inutile sperare che qualcuna possa non esserlo. Sará molto importante cercare di ottenere sempre i due punti nelle partite che giocheremo in casa. La Roma? L'ideale sarebbe arrivare ad affrontarla con gli attuali tre punti di vantaggio." 
"Dovevamo vincere e ci siamo riusciti: questo ci dà morale dopo una contestazione che io reputo sia stata ingiusta." 
sostiene a sua volta Scirea, goleador di giornata, alla terza doppietta in serie A dopo quelle realizzate in un derby finito 4-2 e ad Ascoli (con vittoria blanconera per 3-2). Per il libero bianconero, tra l'altro, si è trattato dei primi gol della stagione in campionato. 
"Motivo in piú, questo - mormora il giocatore - per essere soddisfatto."
Chi invece non riesce a festeggiare una partita come vorrebbe è Penzo che ieri era riuscito a segnare ma si è visto annullare il gol dall'arbitro. 
"Sinceramente - dice - non so proprio perché il direttore di gara non abbia ritenuto valida la mia rete. Anzi, la mia impresstone è stata che lui avesse convalidato il gol e sia stato il quardalinee a sbandierare qualche irregolaritá. Ma non so quale: qualche spinta con il difensore ce la siamo data, reciprocamente, ma prima che arrivasse la palla. Dopo io l'ho stoppata di petto e battuta a rete. Tutto era regolare. Perché non ho neppure protestato? Facile, stavamo vincendo e un gol in più non avrebbe cambiato niente. Se fossimo ancora stati sullo 0-0 non avrei accettato tanto a cuor leggera una decisione del genere."
Giorgio Barberis





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La Stampa 26 marzo 1984

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La Stampa 26 marzo 1984

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lunedì 10 marzo 2025

10 Marzo 2013: Juventus - Catania

É il 10 Marzo 2013 Juventus e Catania si sfidano nella nona giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2012-13 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

La Juve allenata con furore e maestria da Antonio Conte si appresta a rivincere lo scudetto con ampio margine. Il Catania dal canto suo sotto la guida di Rolando Maran finirá il campionato in un ottimo ottavo posto.

Buona Visione!

 

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Stagione 2012-2013 - Campionato di Serie A - 9 ritorno
Torino - Juventus Stadium
Domenica 10 marzo 2013 ore 15:00
JUVENTUS-CATANIA 1-0
MARCATORI: Giaccherini 90+1

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Pogba, Pirlo, Marchisio C., Asamoah (Giaccherini 75), Vucinic (Quagliarella 76), Giovinco S. (Matri 65)
Allenatore: Antonio Conte

CATANIA: Andujar, Alvarez, Spolli (Rolin 86), Bellusci, Izco, Biagianti (Salifu 81), Lodi, Almiron, Marchese, Castro, Gomez A. (Cani 83)
Allenatore: Rolando Maran

ARBITRO: Giannoccaro



Con un gol nel recupero i bianconeri piegano la resistenza degli etnei e portano a nove (10 considerando lo scontro diretto a favore) i punti di vantaggio sul Napoli. Discorso tricolore quasi archiviato. Festa rovinata da cori razzisti: rischio squalifica

TORINO - La Juventus stava facendo un favore al campionato, tenendolo apparentemente in vita (ma era davvero soltanto apparenza) in nome dell'interesse comune e con una prestazione tra le più grigie della sua sfavillante annata. Ma quella bianconera non è una squadra accondiscendente, né generosa con la concorrenza o con gli osservatori neutrali e perciò, fuori tempo massimo, ha sistemato la serie A con la mazzata decisiva. Oggi il discorso scudetto è chiuso con un paio di mesi d'anticipo, e l'uomo che ha messo il sigillo è il più imprevedibile: trattasi di Emanuele Giaccherini, pupillo di Conte, bravino lo scorso anno ma deludente in questo e persino disastroso pure oggi quando, nel quarto d'ora a sua disposizione, aveva sbagliato un paio di cross e meritato l'ammonizione per una goffa simulazione. Il cosiddetto "bass player" ha invece squilibrato ogni possibile residuo d'equilibrio, infliggendo al Catania una sconfitta che non avrebbe meritato ma, soprattutto, allontanando in maniera definitiva e senz'altro irrimediabile Napoli e Milan, cioè la molto teorica concorrenza. La Juve, d'ora in avanti, potrà permettersi di gestire le energie in campionato e di risparmiarle per la Champions: l'accoppiata non è un pensiero proibito.

Quanto sia difficile gestire il doppio impegno lo si è capito anche oggi: nelle settimane con l'Europa di mezzo, la Juve non è mai riuscita a giocare bene tutte e tre le partite e non ce l'ha fatta nemmeno stavolta, ingrigendosi di fronte alla fastidiosa ragnatela del Catania che ha corretto l'assetto (dal 4-3-3 al 3-5-2), s'è dedicato a una partita quasi esclusivamente difensiva e l'ha sviluppata con puntigliosa attenzione, concedendo all'avversario poco o nulla. I bianconeri hanno avuto il minimo sindacale di occasioni da rete (spicca un palo di Vucinic al 35') e, man mano che il tempo passava (e che arrivavano notizie sul Napoli), hanno quasi dato l'idea di accontentarsi dello zero a zero: Pirlo ha giocato la sua peggiore partita dell'anno, ma anche chi aveva riposato in Champions League (Lichtsteiner, Asamoah, Marchisio e Giovinco) sembrava sopraffatto dalla stanchezza.

L'unico a ribellarsi è stato l'incredibile Pogba, che ha tentato di scuotere la squadra con la sua rabbia, la sua potenza, la sua classe. Nella ripresa è stato l'unico a impegnare Andujar (7' st) ed è stato lui a domare con eleganza e crossare con speranza il pallone che, nel primo minuto di recupero e dopo la deviazione di Andujar, Giaccherini ha trasformato nel gol scudetto. Il Catania ha contestato l'avvio dell'azione, condizionata da un fallo (non rilevato) di Barzagli su Cani. Ma francamente il risultato non è dipeso da quello.

Purtroppo, però, alla Juventus Stadium a' tornato il razzismo. Quattro minuti e 58 secondi dopo il fischio d'inizio, tra un invito al Vesuvio a "lavare" Napoli e un augurio di morte a Balotelli, dalla zona in basso a destra della curva Sud è salito nitido il più lucido, consapevole, odioso e premeditato degli slogan razzisti: "Non ci sono negri italiani". Nell'intervallo, lo speaker ha invitato i tifosi a non ripetere i cori: lo Stadium è diffidato e, in teoria, dopo questo episodio potrebbe rischiare una squalifica.



Andrea

Juventus

Mirko

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martedì 18 febbraio 2025

18 Febbraio 2012: Juventus - Catania

É il 18 Febbraio 2012 Juventus e Catania si sfidano nella quinta Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2011-12 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

É il primo anno di Antonio Conte come allenatore dei nostri eroi, ma nessuno si puo sognare quale sará l'epilogo di questa stagione. Alla fine sará una marcia trionfale lunga trentotto partite, tutte senza l'onta della sconfitta.

Buona Visione!


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Campionato di Serie A 2011-2012 - 5 ritorno
Torino - Juventus Stadium
Sabato 18 febbraio 2012 ore 20.45
JUVENTUS-CATANIA 3-1
MARCATORI: Barrientos 4, Pirlo 22, Chiellini 74, Quagliarella 81

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Padoin (Pepe 61), Giaccherini, Pirlo, Marchisio C., De Ceglie (Vucinic 68), Borriello (Lichtsteiner 76), Quagliarella
Allenatore : Antonio Conte

CATANIA: Kosicky, Motta, Legrottaglie, Bellusci, Marchese, Izco, Lodi (Spolli 60), Almiron, Gomez A. (Seymour 71), Bergessio, Barrientos (Biagianti 50)
Allenatore : Vincenzo Montella

ARBITRO: Brighi
ESPULSIONI: Motta 65 (Catania)



In attesa di Cesena-Milan (e fermo restando il recupero di Bologna) bella prova dei bianconeri, che domano (3-1) un ottimo Catania e riprendono il comando della classifica. Etnei in vantaggio con Barrientos, pareggia Pirlo. Nella ripresa espulso Motta, la squadra di Conte dilaga con le reti di Chiellini e Quagliarella

TORINO - Una vittoria di pura potenza. E' servita alla Juventus una delle serate classiche di questa stagione, piene di aggressività e ritmo forsennato, per avere la meglio su un bel Catania (3-1 finale) e, in attesa della gara del Milan a Cesena, riprendere il comando in classifica. Potenza che ovviamente non esclude la qualità tecnica: Pirlo su tutti, ha incantato con le sue giocate mettendo lo zampino in tutte le reti della squadra di Conte. Ad un eroe positivo, corrispondono però due elementi 'sfortunati' della serata: due errori e mezzo fatali del portiere del Catania Kosicky, espulsione determinante del contrariato ex Motta quando c'era ancora equilibrio.

TOCCA A BORRIELLO - Gara godibile, anche dal punto di vista tattico. Conte opta per il 3-5-2. La notizia più interessante è l'impiego dal 1' di Borriello - tandem offensivo con Quagliarella -, ma anche l'adattamento di Padoin a esterno destro è motivo di analisi. Montella schiera una formazione figlia della tranquillità in classifica e della voglia di fare un colpaccio. Snocciolando il 4-3-3 dalla mediana in su, il denominatore comune è la qualità.

PRODEZZE BALISTICHE - Indubbiamente l'approccio alla partita degli etnei ha spessore tecnico. Squadra coesa tra i reparti che sviluppa un possesso palla in velocità. Izco chiude subito un contropiede propizio (bene Buffon), poi dopo una azione iniziata da Almiron e stoppata anche dal portiere bianconero, Barrientos trova il vantaggio con un sinistro a giro molto preciso. Una rete che scatena la forza d'urto della Juve e costringe al sacrificio anche gli avanti del Catania. Uno di questi, Bergessio, genera con un intervento su Pirlo la punizione che lo stesso regista trasforma magistralmente: tutto bello, ma Kosicky la barriera poteva piazzarla meglio.

UN LEGNO PER PARTE - Il resto della frazione è una contrapposizione di stili. La Juve mette in campo la sua forza d'urto: Borriello ad esempio, sia nelle conclusioni aeree che nel gioco di sponda (buona l'intesa con Quagliarella) si fa sentire, De Ceglie a sinistra prevale nel duello con Motta scodellando parecchi traversoni. Il Catania però è micidiale quando riesce a ripartire palla al piede, e pareggia anche nel numero dei legni. Il primo - traversa - lo coglie Quagliarella con una botta dalla distanza, il secondo - palo - è di Bergessio, che finalizza un prezioso gioco di sponda di Lodi.

MOTTA FUORI, PIRLO IN CATTEDRA - Nella ripresa il Catania non riesce più a tenere certi ritmi. Barrientos non va come centrocampista di interdizione, tanto vale sostituirlo con Biagianti. La stessa fine di Lodi, rilevato da Spolli. Insomma, Catania molto più coperto, anche se è Motta, con uno sciagurato doppio giallo, a indirizzare la partita dalla parte dei suoi ex compagni. Conte potenzia l'attacco con Vucinic (piattone impreciso sotto misura), Buffon evita la beffa su una botta di Almiron, quindi la gara si chiude. Pirlo pennella un cross, Kosicky 'buca' l'uscita e Chiellini di testa non perdona. Quindi il portiere del Catania sbaglia il rinvio, Pirlo non si fa pregare per mettere in moto Quagliarella che non sbaglia. La Juve torna in vetta ed ora tifa Cesena.




Giorgio

Andrea Pirlo

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Fabio

Vittoria

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