La Juve allenata in panchina da Luigi Del Nerié ancora pervasa dall'incubo di Calciopoli (piú sensatamente descritta come Farsopoli) e dopo un annata (quella precedente) fallimentare si appresta a viverna un'altra tale quale. Alla fine sará solo un settimo posto, e fuori dalle coppe europee. Il Milan dal canto suo si aggiudica il suo 19esimo Scudetto.
I bianconeri vincono dal dischetto. Sbaglia Thiago Silva. I 90' terminano sullo 0-0. Buone indicazioni per Allegri soprattutto da un Ronaldinho in evidente crescita. Sponda juventina, bene Felipe Melo. Diego entra e ravviva il gioco offensivo
Se alla fine i rigori (errore di Thiago Silva) hanno deciso l'assegnazione alla formazione di Del Neri del Trofeo Luigi Berlusconi, i 90' disputati tra Milan e Juventus e terminati 0-0 sono stati densi di indicazioni. Le due squadre non si sono per nulla risparmiate cercando, condizione permettendo, di giocare su ritmi accettabili e anche con una discreta dose di agonismo. Assente Pato, Allegri ha presentato il suo Milan con il solito 4-3-3 schierando a destra il giovanissimo Oduamadi. Le indicazioni più positive sono arrivate da un Ronaldinho in evidente crescita sotto l'aspetto atletico e, di conseguenza, ne ha giovato la lucidità nelle giocate e della manovra dei rossoneri che si è affidata alle doti del brasiliano in versione assit man. Il recupero di Pirlo, inoltre, è risultato determinante per dettare i tempi di gioco. In difesa Thiago Silva è una sicurezza e Papastathopoulos si è dimostrato una bella sorpresa schierato come centrale.
La Juve, dal canto suo, ha tentato di pungere spesso con rapide ripartenze portate dagli esterni. Benino Pepe, da rivedere Martinez, certamente le note positive arrivano da Felipe Melo ritrovato quanto a disciplina tattica. Del Piero, schierato titolare ha cercato di impensierire Abbiati, mentre Trezeguet, scarsamente servito, non è riuscito ad entrare nel vivo del gioco.
É una Juventus che stenta a trovare la miglior forma fisica e tra mille acciacchi ed infortuni sotto la gestione di Luigi Del Neri si appresta a vivere un'altra stagione molto al di sotto delle aspettattive. Alla fine del Campionato di Serie A TIM 2010/11 sará solo in settima posizione.
Per quanto riguarda la competizione continentale, i ragazzi vengono eliminati nella fase a gironi dopo aver inanellato sei (!!) pareggi in altrettante partite.
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Stagione 2010-2011 - Europa League - Preliminari, play-off, andata Graz - Stadion Graz-Liebenau - UPC-Arena Giovedì 19 agosto 2010 ore 21:05 STURM GRAZ-JUVENTUS 1-2
JUVENTUS (4-4-2): Storari, Motta M., Bonucci, Chiellini, De Ceglie, Pepe, Sissoko, Marchisio C. (Felipe Melo 70), Lanzafame (Martinez 55), Diego (Del Piero 74), Amauri A disposizione: Manninger, Grygera, Legrottaglie, Trezeguet Allenatore: Luigi Del Neri
ARBITRO: Cakir (Turchia) AMMONIZIONI: Marchisio C. 31, Chiellini 38 (Juventus)
Nell'andata dei preliminari i bianconeri battono 2-1 i padroni di casa dopo aver sofferto per tutto il secondo tempo. Bonucci porta in vantaggio i suoi, nella ripresa il pareggio di Schildenfeld, quindi il gol dell'italo-brasiliano. Del Neri: "Dimentichiamoci i fantasmi dello scorso anno"
GRAZ (Austria) - I fantasmi della scorsa stagione non sono poi così lontani. La Juventus batte lo Sturm Graz 2-1 nella gara di andata dei preliminari di Europa League, ma lo fa dopo aver sofferto per quasi un'ora contro un avversario deciso a non demeritare davanti al proprio pubblico. Il gol di Amauri in pieno recupero permette ai suoi di arrivare al match di ritorno con un enorme vantaggio, ma non nasconde le lacune di una squadra che ha giocato a calcio solo per 20': i quindici iniziali e i cinque finali.
GIOCO DELUDENTE - Del Neri avrà ancora molto lavoro da svolgere a due settimane dall'inizio del campionato. I bianconeri, che in giornata hanno concluso la trattativa con il Cska Mosca per l'esterno Krasic, non appaiono come una squadra compatta e ben assortita in ogni reparto. Il gioco sugli esterni, tanto osannato dal tecnico, stenta ancora a vedersi e la difesa balla troppo sugli attacchi degli avversari. Chiellini e Bonucci non sono nella loro migliore condizione e Motta molto spesso è fuori tempo col resto del reparto. A prescindere dalla gara di ritorno contro gli austriaci, squadra tutt'altro che arrendevole, il pensiero corre subito al campionato, scadenza sempre più imminente. La Juventus di oggi non è tanto distante da quella di ieri. Cambiano solo i protagonisti, ma per quanto riguarda il gioco c'è ancora molto da fare. Del Neri adesso avrà solo sei giorni per riorganizzare i suoi prima della sfida di Torino, poi la mente correrà al campionato e all'esordio col Bari che, onestamente, non ha nulla da invidiare allo Sturm Graz.
'POSSIAMO FARE MEGLIO' - Per nulla soddisfatto a fine gara Gigi Del Neri. "Abbiamo sofferto. Non abbiamo giocato molto sereni. Bisogna dimenticarsi dello scorso anno, perché quei fantasmi non ci sono più - ha commentato ai microfoni Mediaset -. Dopo il loro pareggio abbiamo avuto delle titubanze - ha spiegato nuovamente il tecnico -. Possiamo fare meglio".
La Juve allenata in panchina da Luigi Del Neri é ancora pervasa dall'incubo di Calciopoli (piú sensatamente descritta come Farsopoli) e dopo un annata (quella precedente) fallimentare si appresta a viverna un'altra tale quale. Alla fine sará solo un settimo posto, e fuori dalle coppe europee. La Roma dal canto suo termina gli impegni di campionato con un sesto posto che le permette di qualificarsi per la prossima Europa League.
Buona Visione!
Campionato di Serie A 2010-2011 - 12 ritorno Roma - Stadio Olimpico Domenica 3 aprile 2011 ore 20.45 ROMA-JUVENTUS 0-2 MARCATORI: Krasic 59, Matri 74
JUVENTUS: Storari, Motta (Grygera 46), Barzagli, Bonucci, Grosso Fa. (Sorensen 82), Aquilani, Felipe Melo, Marchisio C., Krasic (Salihamidzic 87), Matri, Pepe Allenatore: Luigi Del Neri
ARBITRO: Rocchi
I bianconeri, nonostante le numerose assenze, hanno battuto i giallorossi all'Olimpico: di Krasic e Matri le reti che permettono alla squadra di Delneri di avvicinare il sesto posto che vale l'Europa League
Il posticipo della trentunesima giornata di campionato tra Roma e Juventus si apre con la sorpresa delle defezione di Gigi Buffon, fermato da qualche linea di febbre. Del Neri rimedia con Storari tra i pali che nel primo tempo non fa rimpiangere il numero uno bianconero. Rispettando quasi interamente i pronostici, Montella ha scelto un 4-2-3-1 inserendo Menez dal primo minuto, alle spalle di Totti, con Vucinic dall’altra parte e Perrotta a cercare gli inserimenti. Primo tempo abbastanza equilibrato con un avvio di gara a ritmo altissimo e un pizzico di Roma in più nel finale. I giallorossi si rendono subito pericolosi con Vucinic che buca centralmente la difesa avversaria e scaglia un sinistro potente, sul quale Storari non si fa sorprendere e con la mano devia in angolo. Il portiere bianconero che contro la Roma compie sempre ottime prestazioni, salva la sua porta prima su un sinistro al volo di Totti intorno alla mezz’ora, poi su una bomba sganciata dalla lunga distanza da Daniele De Rossi. Allo scadere del recupero Matri impegna per la prima volta Doni che si fa trovare preparato.
La seconda frazione di gara si apre con le sostituzioni di Motta e Mexes, quest’ultimo fermato da un problema muscolare ha tentato di riprendere la gara ma non ce l’ha fatta e al 5’ della ripresa viene sostituito da Cassetti che va a prendersi il suo posto da esterno permettendo a Burdisso di giocare nel ruolo che gli è più congeniali. Al 14’ Krasic, pescato solo-solo in area di rigore da Grosso segna il gol del vantaggio bianconero. Nulla può Doni sul sinistro dello juventino. Menez sfiora il pareggio, quindici minuti più tardi, colpendo l’incrocio dei pali difesi da Storari. Montella cambia qualcosa fuori Vucinic e Perrotta per Borriello e Taddei. Non passano neanche sessanta secondi e Matri raddoppia al 30’ tutto solo davanti a Doni. Gol subito da una dormita di Juan che tarda a far partire la trappola del fuorigioco. I giallorossi soffrono e commettono i soliti errori sugli ultimi tocchi, spesso lenti, e facilmente intercettabili dagli avversari che ripartono in contropiede. Al 40’ Pizarro pesca Totti di testa davanti Storari, il capitano giallorosso fa sponda per l’inserimento di De Rossi che sbaglia completamente il colpo finale spedendo la sfera oltre la traversa. Il guardalinee aveva comunque decretato posizione irregolare di capitan futuro. Finisce così sullo 0 a 2 il big match dell’Olimpico, con una Roma che perde un’occasione clamorosa per avvicinare la zona Champions, viste anche le sconfitte di Lazio e Udinese.
TOP & FLOP
TOP
Mexes: il francese gioca solo un tempo, il primo, ma dimostra di essere maturato molto in questa stagione. Philippe è attento a chiudere e anticipare gli avversari juventini, soprattutto Matri. Quando può sale ad accompagnare le giocate dei suoi compagni. Vuole restare in campo anche se ha un affaticamento muscolare che lo fa zoppicare. Esce poco dopo l’inizio del secondo tempo lasciando la difesa nelle mani di Juan e Burdisso.
Doni: il portiere giallorosso non è colpevole sui gol subiti. Lui quando può si fa trovare sempre pronto e attento, bella la parata su Matri durante la prima frazione di gioco.
FLOP
Vucinic: il numero 9 giallorosso gioca un primo tempo discreto servendo bene i compagni di reparto e sfiorando il gol del vantaggio, poi cala completamente nella seconda frazione di gioco e Montella lo sostituisce con Boriello.
Juan: il difensore giallorosso non vive la sua stagione migliore. A tratti lucido a tratti addormentato il numero 4 è complice degli avversari nel gol del raddoppio. Juan infatti tarda a salire e non s’innesca la trappola del fuorigioco tenendo Matri in posizione regolare.
La Juve allenata in panchina da Luigi Del Neri é ancora pervasa dall'incubo di Calciopoli (piu' sensatamente descritta come Farsopoli) e dopo un annata (quella precedente) fallimentare si appresta a viverna un'altra tale quale. Alla fine sará solo un settimo posto, e fuori dalle coppe europee. L'Inter dal canto suo viene da una stagione stellare, ma peró avendo perso il suo mentore José Mourinho, non riesce ad essere lo squadrone che fu. Alla fine lo scudetto lo vince il Milan di Massimiliano Allegri.
Buona Visione!
Campionato di Serie A 2010-2011 - 6 ritorno Torino - Stadio Olimpico Domenica 13 febbraio 2011 ore 20.45 JUVENTUS-INTER 1-0 MARCATORI: Matri 30
JUVENTUS: Buffon, Sorensen, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Krasic, Felipe Melo (Sissoko 74), Aquilani, Marchisio C. (Pepe 72), Toni (Iaquinta 65), Matri Allenatore : Luigi Del Neri
I bianconeri vincono 1-0 la sfida con la squadra di Leonardo e si rilancia nella corsa Champions. Decisivo l'attaccante ex Cagliari. Traversa clamorosa di Eto'o
TORINO -La Juventus batte l'Inter 1 a 0, e tornano in mente le recenti dichiarazioni di Delneri (''Difficile fare gol senza attaccanti''). Detto, fatto, dopo Cagliari arriva un successo fondamentale nella gara più sentita, in campo e fuori: Matri è l'uomo del match, non solo per il gol ma per l'aiuto costante dato al centrocampo e lo stoicismo finale, quando tiene sotto scacco la difesa interista nonostante una limitante botta al fianco. Ovvio che gli obbiettivi dei bianconeri siano ormai circoscritti ad un posto Champions, ma le premesse sono incoraggianti, a cominciare dalla porta inviolata in casa: in stagione era accaduto solo una volta contro il Lecce. Non esaltante la prova dell'Inter. Leonardo deve sommare ad una difesa permeabile, anche una inusuale apatia in zona gol: il pari sbagliato da Eto'o nel finale grida vendetta. Nella ricorsa dei nerazzurri alla vetta, crocevia fondamentale sarà la gara di Firenze: in caso di mancata vittoria, Milan di nuovo lontanissimo.
MAICON UOMO CHIAVE - Anche se le scelte di Delneri si erano palesate già a Cagliari, il 4-4-2 del tecnico calza per un ideale antidoto all'Inter. Basta pensare una delle soluzioni preferite dai nerazzurri, la cavalcata di Maicon sul settore destro, deve superare barriere del calibro di Marchisio e Chiellini. Ma se la 'la migliore difesa è l'attacco', ecco che il terzino sinistro bianconero, dati alla mano, almeno nel primo tempo si sgancia quasi come il collega nerazzurro. L'Inter potrebbe sfondare sul versante opposto. Krasic duella con Zanetti, ma Eto'o, che potrebbe creare problemi nell'uno contro uno contro Sorensen, non riesce mai a saltare l'uomo.
IL GUIZZO DI MATRI - In pratica l'Inter ha solo due mezze occasioni: Pazzini, favorito da un rimpallo, non sfrutta la sua per l'intervento di Bonucci, Cambiasso vanifica mandando altissimo al volo di destro la migliore incursione profonda di Maicon. Più Juve insomma. A parte la buona applicazione tattica generale, la squadra di Delneri profonde maggiore gagliardia agonistica. Nella scelta pesante degli attaccanti (Toni e Matri) è insita l'idea di combattimento. Toni è abile nel fare a sportellate creando spazi, ma il finalizzatore è Matri: sua la rete del vantaggio, con un preciso colpo di testa su imbeccata di Sorensen, suo anche l'unico reclamo serio della prima frazione: un intervento al limite di Cordoba in piena area.
ETO'O LA COMBINA GROSSA - L'apertura di ripresa, a parte un colpo di testa di Pazzini ben controllato da Buffon, vede una profusione di energie juventine. La ricerca del raddoppio fallisce in tre circostanze, la più grossa delle quali con Matri, che lasciato ancora libero, non inquadra la porta con un colpo di testa. Dal quarto d'ora in poi, la Juve cala e l'Inter detta il gioco. Si lavora molto anche sulle panchine. Leonardo cambia gradualmente volto alla squadra, rendendola spregiudicata con gli inserimenti di Pandev e Nagatomo per Kharja e Cambiasso. Delneri con i suoi cambi lascia inalterata la filosofia di gioco, anche se la squadra è costretta sulla difensiva. Matri, infortunato a cambi già fatti, manca di poco quello che una volta veniva definito 'il gol dello zoppo', ma le situazioni più significative nel finale le crea l'Inter. Maicon imperversa, e su un suo cross basso favorito da un erroraccio di Pepe, Eto'o manca un gol praticamente fatto a porta vuota. Episodio intermedio nella trilogia choc del camerunense: da segnalare un 'tu per tù perso con Buffon ed una botta al volo clamorosamente mancata.