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domenica 3 maggio 2026

3 Maggio 2017: Monaco - Juventus

È il 3 maggio 2017 e Monaco e Juventus si sfidano nella Gara di Andata della Semifinale della UEFA Champions League 2016-17 allo Stade Louis II di Monte Carlo

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri vincono ancora il campionato. È il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese.

Nella massima competizione europea i nostri beniamini si faranno valere fino alla finale. Li però si imbatteranno nell'ostacolo Real Madrid. Un'altra brutta botta per le ambizioni della Juventus!

Buona Visione!

 


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Stagione 2016-2017 - Champions League - Semifinali, andata
Monaco - Stade Louis II
mercoledì 3 maggio 2017 ore 20:45 
MONACO-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Higuain 29, Higuain 59

MONACO: Subasic, Dirar, Glik, Jemerson, Sidibè, Bernardo Silva (Almamy Tourè 82), Fabinho, Bakayoko (Joao Moutinho 66), Lemar (Germain 67), Falcao, Mbappè
A disposizione: De Sanctis, Raggi, Jorge, Cardona
Allenatore: José Jardim

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Dani Alves, Pjanic (Lemina 89), Marchisio C. (Rincon 81), Alex Sandro, Dybala, Mandzukic, Higuain (Cuadrado 77)
A disposizione: Neto, Benatia, Lichtsteiner, Asamoah
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Mateu Lahoz (Spagna)
AMMONIZIONI: Bonucci 21, Marchisio C. 58, Chiellini 69 (Juventus); Fabinho 37 (Monaco)




La squadra di Allegri passa in Francia con due gol dell'attaccante argentino. Martedì prossimo il ritorno a Torino

MONTECARLO - Tripletta, doppietta. Cristiano, Gonzalo. La Champions ha già la sua finalissima, non potrà che essere così: Juventus-Real Madrid il 3 giugno a Cardiff. Ai tre gol di Cristiano Ronaldo contro l’Atletico Madrid hanno risposto i due di Gonzalo Higuain contro il Monaco, ed è così che le favorite scivolano felici una verso l’altra. Sarà un epilogo memorabile tra il Real, tre volte finalista in 4 anni (e già due volte vincitore), e la Juve che di finali ne ha praticamente prese 2 in tre anni, e sempre con un po’ di Spagna dall’altra parte. Nel 2015 il Barcellona, nel 2017 il Real, al netto di cataclismi tra sei giorni a Torino. Ci sarà da divertirsi in Galles, e stavolta la Juventus non parte decisamente sfavorita come due anni fa. Se si può concedere ai blancos un 51 per cento del pronostico contro il 49 dei campioni d’Italia è solo perché sono loro i detentori (ma questo trofeo non si vince mai due volte di seguito) e perché hanno un mostro portoghese con il numero 7. Ma anche la Juve non scherza, in quanto a fenomeni naturali.

La Juventus ha scelto subito una strada accorta per non offrire spazi al contropiede del Monaco, e proprio in contropiede l’ha colpita due volte con Higuain. Un gioco d’equilibrio iniziato con la scelta conservativa di Allegri, dentro Barzagli e non Cuadrado. Il presidio territoriale bianconero ha avuto anche momenti di lieve crisi, per esempio prima del vantaggio, però sono stati gestiti con l’esperienza che invece i francesi non hanno, molta esuberanza sì e anche tecnica e palleggio, però nei momenti chiave serve una robustezza più completa. Prima che Higuain segnasse quel gol molto corale, al culmine di un’azione in cui si sono visti addirittura due colpi di tacco per niente accademici (il primo di Dybala sulla trequarti, il secondo di Dani Alves ed è stato il sublime assist per il Pipita), erano serviti le mani e gli istinti di Buffon per fermare Mbappé e Falcao, il drago giovane e il drago esperto. In quel momento si è avuta la sensazione che la Juventus si stesse chiudendo troppo, invece anche quello era un calcolo: inutile assalire ed esporsi, meglio attendere e colpire. Ed è così che il contropiede è stato tolto all’avversario, disarmato del suo strumento migliore. Più classica l’azione del raddoppio, ancora assist di Dani Alves, ancora la zampata di Higuain. Ora non resta che aspettare Cristiano il bianco, in quell’appuntamento a Cardiff.

La lucidità con la quale la Juventus ha saputo preparare e poi gestire la partita è la conferma di quanto sia cresciuta anche in consapevolezza. Padrona contro il grande Barcellona, padrona contro il frizzante  e poi sgasato Monaco, ora non le resta che perfezionare il progetto. Sa come si fa, è diventata parecchio “real” pure lei.

Maurizio Crosetti
 





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domenica 19 aprile 2026

19 Aprile 2017: Barcellona - Juventus

È il 19 aprile 2017 e Barcellona e Juventus si sfidano nella gara di ritorno dei Quarti di Finale della Champions League 2016-17 allo Stadio 'Camp Nou' di Barcellona (Spagna)

La gara di andata nel capoluogo piemontese terminó con un perentorio 3-0 per i 'nostri'

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri rivincono ancora il campionato. È il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese.

Nella massima competizione europea i nostri beniamini si faranno valere fino alla finale. Li però si imbatteranno nell'ostacolo Real Madrid. Un'altra brutta botta per le ambizioni della Juventus!

Buona Visione!


 

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Stagione 2016-17 Champions League
Quarti di Finale - Gara di Ritorno (Andata 3-0 per la Juve)
Barcellona-Juventus 0-0
 
Barcellona: Ter Stegen, Sergi Roberto (78' Mascherano), Piqué, Umtiti, Jordi Alba, Rakitic (58' Paco Alcacer), Busquets, Iniesta, Messi, Suarez L., Neymar
A disposizione: Cilessen,Suárez D., Digne, Alena, André Gomes
Allenatore: Luis Enrique
 
Juventus: Buffon, Dani Alves, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro, Pjanic, Khedira, Cuadrado (84' Lemina), Dybala (75' Barzagli), Mandzukic, Higuain (89' Asamoah)
A disposizione: Neto, Lichtsteiner, Rincón, Benatia
Allenatore: Massimiliano Allegri
 
Arbitro: Kuipers (OLA)
Ammonizioni: Iniesta, Neymar (B), Chiellini, Khedira (J)





La squadra di Allegri regge bene l'urto di Messi e Neymar ed esce imbattuta dal Camp Nou.
BARCELLONA - La Juventus azzera il Barcellona e la storia che portava sulle spalle, gloriose e stanche. Lo riduce, appunto, a zero: il numero dei gol segnati a Buffon tra andata e ritorno. Pensate, era accaduto appena tre volte in tutta l'epoca infinita dei catalani in Europa. Il risultato più lontano dall'indole e dalla tradizione del Barça è diventato, al Camp Nou, il lucchetto con il quale la Juventus ha blindato il prezioso, quasi esagerato 3-0 dell'andata: il destino, come previsto, si era compiuto già tutto a Torino e non restava ai catalani che l'illusione di una replica, la seconda "remontada", impossibile, lo sapevano anche loro. La Juve non è il Psg e al nobile avversario decaduto ha concesso pochissimo, appena un pallone debole nel primo tempo e un simulacro di assalto finale. Niente che potesse davvero ferire Buffon, né togliere una semifinale già acquisita e sacrosanta. Venerdì il sorteggio che la Juventus accosterà senza tremare: rimangono altre due spagnole, il Real e l'Atletico Madrid, e poi il Monaco che non è una cenerentola, semmai una principessa, mica si vive a Montecarlo per niente.

Dopo la partita perfetta, ecco la difesa perfetta. La Juve è riuscita a devitalizzare la gara, concedendo appena un tiro in porta al Barcellona nel primo tempo (di Messi, e Buffon respinge) e senza a sua volta scagliarne alcuno verso Ter Stegen. Il progetto bianconero di colpire sempre per vincere non ha trovato forma, e forse era logico che così fosse, ma è scivolato più realisticamente verso una gestione accorta della partita e del tesoretto accumulato. Il Barcellona ha provato le sue svariate destrezze, i suoi colpi in corsa, riusciti poco o niente, i minuti passavano ed erano una specie di ghigliottina. Il proclama di Luis Enrique

("Possiamo anche fare tre gol in tre minuti")

È sembrato un'utopia, una chimera.

Ci sono stati momenti, è vero, in cui la Juve si è forse abbassata un po' troppo, però senza andare mai in vera sofferenza.

La gestione degli imprevisti, raccomandata in modo speciale da Allegri, è stata amministrazione ordinaria in assenza dei medesimi. La squadra scelta dal tecnico livornese ha ribadito, come previsto, quella dell'andata, anche se l'atteggiamento non poteva essere fotocopiato, non dopo un 3-0, di fatto il primo tempo della lunga e cruciale sfida. Né la Juve né il Barcellona hanno saputo, o forse voluto, assomigliare a Real-Bayern del giorno prima e il pubblico l'ha capito abbastanza presto, pur non rinunciando a canti e bandiere e in verità nemmeno all'antipatico coro "Italia è una mafia" che ha ritmato una parte del primo tempo. Diverso, invece, Barcellona rispetto alla settimana scorsa, con Mascherano in panchina e il ritorno, previsto, dell'ordinatore Busquets, con Jordi Alba a correre a sinistra.

Più nervosismo che lucidità da parte di quasi tutti, ed è chiaro che non c'erano occhi se non per quei tre là davanti. Hanno deluso in blocco, un po' meno Messi, moltissimo Suarez e Neymar. Con loro si chiude per il momento un'epoca gloriosa, e il tiqui taca non tornerà. Non si sa ancora, viceversa, se la stagione della Juve sarà quella che sembra, cioè qualcosa di grande. Il sospetto è forte.




 


 


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sabato 11 aprile 2026

11 Aprile 2017: Juventus - Barcellona

È l'11 aprile 2017 e Juventus e Barcellona si scontrano in questa partita valevole per la gara di andata dei Quarti di Finale dell'UEFA Champions League 2016-17.

Il tutto si gioca allo Juventus Stadium di Torino.

I Bianconeri, con al timone Massimiliano Allegri , rivincono ancora il campionato. È il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese.

Nella massima competizione europea i nostri beniamini si faranno valere fino alla finale. Li peFró si imbatteranno nell'ostacolo Real Madrid. Un'altra brutta botta per le ambizioni della Juventus!

Buona Visione!



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Stagione 2016-2017 - Champions League - Quarti, andata
Torino - Juventus Stadium
martedì 11 aprile 2017 ore 20:45
JUVENTUS-BARCELLONA 3-0
MARCATORI: Dybala 7, Dybala 22, Chiellini 55

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon, Dani Alves, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro, Pjanic (Barzagli 89), Khedira, Cuadrado (Lemina 73), Dybala (Rincon 81), Mandzukic, Higuain
A disposizione: Neto, Asamoah, Lichtsteiner, Marchisio C. 
Allenatore: Massimiliano Allegri

BARCELLONA (3-4-3): Ter Stegen, Piquè, Umtiti, Mathieu (Andrè Gomes 46), Sergi Roberto, Mascherano, Rakitic, Iniesta, Messi, Suarez L., Neymar
A disposizione: Cilessen, Suarez D., Jordi Alba, Digne, Alena, Paco Alcacer
Allenatore: Luis Enrique

ARBITRO: Marciniak (Polonia)
AMMONIZIONI: Dani Alves 28, Mandzukic 63, Khedira 74, Lemina 90+1 (Juventus); Suarez L. 53, Iniesta 57, Umtiti 90+1 (Barcellona)





Champions, Juventus-Barcellona 3-0: la notte di Dybala, Messi non si vede
La squadra di Allegri domina gli spagnoli e ipoteca la semifinale. Doppietta dell'argentino, in gol anche Chiellini. Il ritorno mercoledì 19 aprile 


TORINO - La perfezione è qualcosa di semplice e rotondo, chiaro e liscio come l'acqua. E la Juventus, appunto, realizza la sua partita perfetta. Tre gol (a zero, soprattutto a zero) al Barcellona potrebbero valere la qualificazione in semifinale e la fine di un'epoca, quella appunto della formidabile squadra catalana, tre Champions vinte in un decennio e un segno profondo, indelebile nella storia del calcio moderno. Scriviamo "potrebbero" solo perché il Barca, all'altro giro, come sanno anche i sassi, ne aveva presi 4 a Parigi ma era stato capace di segnarne 6 al Camp Nou, la tana in cui i bianconeri scenderanno mercoledì prossimo. Ma escluderemmo che la Juve possa fare la fine del Psg. La fine, semmai, è una parola che si può già avvicinare (con cautela, certo) a Barcellona senza apparire blasfemi.






Grazie a una straordinaria prestazione nel primo tempo suggellata dalla doppietta di Dybala e dalla rete su calcio d'angolo di Chiellini nella ripresa, la squadra di Allegri batte 3-0 i blaugrana nell'andata dei quarti di finale di Champions. 

Buffon decisivo su Iniesta sul punteggio di 1-0

C'è una stella luminosa che brilla sopra il cielo dello Stadium. Un argentino che porta il numero 21 ha nel sinistro la sua arma segreta e si chiama Paulo Dybala. Nella notte più importante, quella che lo vedeva di fronte al suo grande idolo Messi, l'attaccante argentino ha regalato alla Juventus una delle imprese europee più incredibili della sua storia. Due gol per spezzare l'equilibrio e dare il via al trionfo, completato nella ripresa da Chiellini ma portato avanti da tutta la squadra con forza e lucidità. La stesse che ora serviranno alla squadra anche nel ritorno del Camp Nou. Allegri non poteva chiedere di meglio ai suoi ragazzi. E forse nemmeno sperava di riuscire a ottenere tanto. 3 gol segnati, nessuno subito e un avvertimento a tutta l'Europa. La Juventus è forte, pronta, determinata e piena di talento. E se è nella serata giusta può sotterrare anche una squadra piena di campioni, per la verità apparsi quasi annoiati questa sera, come quella di Luis Enrique. Coccolata dall'invincibile entusiasmo del suo fortino - ora sono 23 le partite europee consecutive senza sconfitte allo Stadium - la squadra di Allegri disegna un capolavoro tattico, tecnico e di tenacia, mordendo subito al collo la preda blaugrana, lasciandola sanguinare quasi spaurita in mezzo al campo, stordendola con un fendente mancino dopo una ventina di minuti e gestendo poi il risultato nel secondo tempo. Certo l'allenatore bianconero ha avuto anche la fortuna di incontrare una delle peggiori versioni del Barcellona, paragonabile forse solo a quella dell'andata degli ottavi di finale al Parco dei Principi, e che ora dovrà ripetere l'impresa impossibile (o quasi) della super remontada già realizzata contro il Psg al ritorno. Ma di fronte, questa volta, il Barcellona avrà la maturità di una squadra che di certo, almeno a livello difensivo, non è paragonabile a quella di Emery, e che sarà sicuramente un ostacolo molto più duro da superare. Ovviamente Allegri non sottovaluterà l'appuntamento, ma d'altronde gli basterà fare solo una cosa per passare: giocare da Juve.

Messi? No, Dybala

Allegri manda in campo la formazione più offensiva possibile, con le 5 stelle tutte insieme e i due brasiliani Dani Alves e Alex Sandro sulle fasce in difesa. Luis Enrique risponde con un 4-3-3 che prevede Mathieu a sinistra e Mascherano a centrocampo al posto dello squalificato Busquets. L'obiettivo della Juventus è chiaro sin dai primissimi secondi: aggredire subito il Barcellona, andarsi a prendere il vantaggio e poi compattare le linee in un blocco granitico. Detto, fatto. E in soli 10 minuti. Quelli che ci mette Dybala per trovare lo spazio giusto in area, ricevere da Cuadrado e confezionare, nell'assenza della difesa blaugrana, un sinistro morbido morbido che non lascia scampo a Ter Stegen, infilato sulla sua destra. Delirio, boato, apoteosi bianconera. Meglio così, la partita per Allegri non poteva cominciare. Passata in vantaggio, la Juve passa alla seconda fase del piano anti-Barcellona, chiudendosi a protezione della difesa con Cuadrado e Mandzukic che con grande sacrificio si piazzano in linea con Pjanic e Khedira. La mossa dà i suoi frutti perché i blaugrana tengono palla, avanzano fino ai 60 metri, ma una volta superata la metà del campo non trovano spazio. Solo una magia potrebbe riuscire a bucare una difesa così concentrata come quella bianconera, ma se in campo hai Messi qualcosa prima o poi può sempre accadere. Al 20' infatti l'argentino tira fuori dal cilindro un assist da fantascienza che libera Iniesta a tu per tu con Buffon: destro a giro a colpo sicuro ma il fenomeno la Juve ce l'ha in porta e il numero 1 di Allegri devia in calcio d'angolo emulando la magia da pochi secondi compiuti dalla pulce argentina. Lo Stadium esulta come se Buffon avesse segnato, ma appena 47 secondi più tardi la rete bianconera arriva sul serio e i tifosi possono letteralmente esplodere. È la vecchia legge del calcio mai scritta: gol mancato, gol subito. È ancora il sinistro magico di Dybala a perforare Ter Stegen dopo una grande azione sulla sinistra culminata con l'assist di Mandzukic per la Joya bianconera. Il Barcellona è tramortito, Luis Enrique ha una maschera senza espressione e i giocatori capiscono che se vogliono quantomeno provare a mettere in difficoltà gli avversari devono alzare il ritmo delle loro giocate. Il possesso è sempre a loro favore, ma occasioni non ne arrivano: quello blaugrana è un tiki-taka infinito ma sterline (70% a 30% a favore del Barcellona il dato del possesso palla nel primo tempo) che porta solo a un mezzo colpo di testa di Suarez deviato in angolo da Bonucci, oltre a un'azione fermata per un giusto fuorigioco di Suarez su un recupero palla di Messi, che dopo il triangolo col Pistolero si era ritrovato solo davanti a Buffon. Nel finale la Juve ritira fuori la testa dalla propria metà campo, ma Higuain e Bonucci non riescono a trasformare un grande primo tempo in un trionfo assoluto. Poco male, al riposo siamo 2-0. I tifosi possono sognare.

Difesa e terzo gol

La ripresa comincia con la mossa di Luis Enrique che passa alla difesa a 3, levando Matthieu e inserendo Andre Gomes, piazzato a centrocampo al posto di Mascherano arretrato al fianco di Umtiti e Piqué. Oltre alla novità tattica, la squadra blaugrana comunque sembra essere animata da tutta un'altra determinazione, soprattutto nel pressing offensivo e nelle verticalizzazioni, che ora arrivano sempre più frequenti. Il risultato sono almeno 4 occasioni, non clamorose per la verità, arrivate tutte con conclusioni da fuori e di Messi, due volte Iniesta e Neymar. La Juve non sembra in difficoltà, ma un piccolo allarme comincia a risuonare nell'aria. E allora la soluzione è una sola, andare a cercare subito il terzo gol, senza paura. Ci prova per due volte Higuain, ma Ter Stegen è bravissimo a respingere prima una conclusione dai 16 metri poi un destro a botta sicura scagliato a pochi metri dal portiere tedesco. E allora dove non arriva il Pipita ci pensa incredibilmente Chiellini, che su un angolo dalla destra riesce ad avere la meglio di Mascherano e a indirizzare la palla sul palo e poi in rete per la definitiva apoteosi bianconera. Il Barcellona è sotto 3-0. La buona notizia, inoltre, è che i giocatori di Luis Enrique continuano ad avere difficoltà nell'arrivare all'interno dell'area della Juve con palloni giocabili per gli attaccanti, anche se passaggio dopo passaggio al 67' Messi trova la seconda grande giocata della sua partita regalando a Suarez la possibilità di calciare dall'interno dell'area: la palla, colpita non benissimo, esce sbilenca dal destro dell'uruguaiano e si spegne sul fondo. Allegri capisce che Cuadrado non ne ha più e mette Lemina al suo posto, poi concede la standing ovation a Dybala che lascia il campo a Rincon. Anche perché ora c'è solo da difendere il 3-0. La Juventus lo fa con calma e giudizio, concedendo come sempre il possesso al Barcellona, ma rischiando solo su una punizione dal limite che però Messi spara addosso alla barriera. Non è serata per il fenomeno Blaugrana, il Dio del calcio ha evidentemente deciso che oggi allo Stadium solo un argentino debba prendersi tutta la scena. E allora al fischio finale la Joya è tutta e solo bianconera. Il primo ostacolo è stato superato, ora non resta che completare l'opera il 19 aprile al Camp Nou. Questa Juve di certo non è il Psg, almeno a livello difensivo, e le imprese impossibili non sempre possono riuscire. Allegri lo sa, sospira, ma intanto si gode la serata perfetta dei suoi ragazzi. La Champions è sempre di più casa sua. 

LE CURIOSITÀ STATISTICHE DELLA PARTITA

-La Juventus ha vinto tutte le ultime 16 gare allo Stadium ed è imbattuta in casa da 48 partite ufficiali (42V, 6N): l’ultima sconfitta interna è arrivata contro l’Udinese nell’agosto del 2015.

-La Juventus non aveva mai segnato 3 gol (e vinto con più di un gol di scarto) contro il Barcellona.

-La Juve è la quinta squadra ad aver subito solo due gol dopo 9 partite in una stagione di Champions League: tutte le precedenti quattro hanno raggiunto la finale.

-Quarto gol stagionale di Chiellini: non segna di più, in una singola stagione, dal 2009/10 (cinque reti).

-Juve a segno in tutte le ultime 33 gare ufficiali disputate: è la striscia più lunga per i bianconeri da marzo 2006.

-Solo una volta prima d'ora il Barcellona si è trovato sotto di due gol dopo meno tempo in Champions: nel 2005, contro il Chelsea, 0-3 dopo 19 minuti.

-L'ultima doppietta di uno juventino in Champions fu firmata da Tevez nel marzo 2015 contro il Borussia Dortmund.

-13 dei 15 gol stagionali di Dybala sono arrivati allo Stadium

-Per la prima volta Dybala ha segno in due gare di fila in Champions League.

Redazione Sky Sport Italia
tratto da Champions, Juve-Barcellona 3-0: Dybala fa il Messi



 



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martedì 10 marzo 2026

10 Marzo 2017: Juventus - Milan

È il 10 marzo 2017 e Juventus e Milan si sfidano nella nona giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2016-17 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri partono in pole position per vincere l'ennesimo campionato. Ed infatti arriva il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese.

Dall'altra parte ci sono i rossoneri milanesi che disputano una stagione deludente. Almeno riescono a 'rubacchiare' un posto nelle prossime coppe europee per il rotto della cuffia!

Buona Visione!


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Stagione 2016-2017 - Campionato di Serie A - 9 ritorno
Torino - Juventus Stadium
Venerdì 10 marzo 2017 ore 20.45
JUVENTUS-MILAN 2-1
MARCATORI: Benatia 30, Bacca 43, Dybala rigore 90+7
 
JUVENTUS: Buffon, Barzagli (Lichtsteiner 46), Bonucci, Benatia (Rugani 78), Asamoah, Pjanic, Khedira, Dani Alves, Dybala, Pjaca (Kean 89), Higuain
Allenatore: Massimiliano Allegri
 
MILAN: Donnarumma, Zapata C., Paletta, Romagnoli A., De Sciglio, Pasalic (Poli 70), Sosa J., Bertolacci, Deulofeu, Bacca (Kucka 55), Ocampos (Vangioni 90)
Allenatore: Vincenzo Montella
 
ARBITRO: Massa D.
ESPULSIONI: Sosa J. 90+3 (Milan)



I bianconeri vincono all'ultimo respiro grazie a un penalty (fallo di mano di De Sciglio) realizzato dall'argentino e contestatissimo dai milanesi. Nel primo tempo vantaggio firmato da Benatia e pareggio di Bacca. Piemontesi momentaneamente a +11 sulla Roma

TORINO - Le mani sullo scudetto. La Juventus all'ultimo respiro batte 2-1 il Milan e allunga in classifica a +11 sulla Roma, almeno momentaneamente. Ma la sfida dello Stadium sarà ricordata per quell'ultimo minuto di recupero che ha visto l'arbitro Massa assegnare un calcio di rigore pesante come un macigno ai campioni d'Italia. Deviazione di mano di De Sciglio su un cross molto ravvicinato di Lichtsteiner che farà discutere per giorni. Dagli undici metri non sbaglia Dybala che vendica Doha e regala i tre punti ai bianconeri dopo le reti nel primo tempo messe a segno da Benatia e Bacca. 
JUVE ALL'ARREMBAGGIO - Indisponibili Chiellini e con Cuadrado squalificato, Allegri nel prepartita perde anche Mandzukic per problemi intestinali. In campo allora ci va un 4-2-3-1 con in attacco Higuain supportato da Dani Alves, Dybala e Pjaca. Barzagli e Asamoah fanno i terzini. 4-3-3 per Montella che è costretto a lasciare in panchina Suso, non al meglio. Davanti allora giocano Deulofeu, Bacca e Ocampos. In mezzo al campo Pasalic, Bertolacci e Sosa; De Sciglio e Romagnoli esterni con Paletta e Zapata a difesa di Donnarumma. Dopo qualche minuto di buon Milan, il pallino del gioco passa nelle mani bianconere. Sono tante le conclusioni dei campioni d'Italia; al 4' tiro di Pjaca dopo un cross di Dani Alves e una grande parata di Donnarumma. Khedira è pronto al tap-in ma Zapata alza la palla in angolo. Poco dopo ancora pericoloso il croato dopo uno sfondamento di Dybala che viene anche toccato in area da un difensore: niente rigore e sfera sul fondo. Donnarumma dice di no a Dybala mentre Bonucci ha una grossa chance ma 'cicca' clamorosamente il pallone sotto porta. Al 24' gran tiro dal limite di Higuain e Donnarumma in tuffo respinge ancora una volta. 
VANTAGGIO BENATIA, PAREGGIA BACCA - Il gol bianconero è nell'aria e arriva puntuale alla mezz'ora: Dybala per Dani Alves che dal limite crossa in area dove Benatia, tenuto in gioco da Romagnoli e dimenticato da Paletta, deve solo spingere la sfera in rete. Montella a questo punto sposta Deulofeu a sinistra per attaccare Barzagli, non proprio a suo agio nel ruolo di esterno. Al minuto 35' ancora Juventus: punizione di Dybala, palla respinta e Khedira impatta col destro ma manda la sfera sul fondo. Il match sembra saldamente in mano ai padroni di casa ma al 43' ecco una ripartenza veloce di Deulofeu che corre proprio a sinistra, supera Barzagli, si accentra e serve in area Bacca che, in posizione dubbia, con l'esterno sinistro infila Buffon. 
LA JUVENTUS SBATTE SU DONNARUMMA - A inizio del secondo tempo cambio tattico di Allegri: fuori un Barzagli in chiara sofferenza e dentro Lichtsteiner. La Juventus è avvelenata e attacca con furore. Prima Pjanic ci fa parare una punizione e poco dopo Bacca rischia un clamoroso autogol dopo un corner del bosniaco. Al 7' il gol è praticamente fatto ma sul tiro di Khedira c'è un salvataggio sulla linea. Bacca ha problemi fisici e Montella si copre rimpiazzandolo con Kucka. Al quarto d'ora punizione bianconera, palla messa fuori, Higuain di testa la rimanda dentro e Pjaca, defilato e libero, conclude in diagonale sul fondo. Qualche secondo dopo il tiro di Pjanic con deviazione di Donnarumma sulla traversa. Al 20' ancora protagonista Pjaca: ripartenza, assist smarcante di Dani Alves e il croato opta per un destro al volo con palla però alle stelle. Al 28' è strepitoso Donnarumma a negare la gioia del gol prima a Khedira e quindi a Higuain. 
DYBALA ALL'ULTIMO RESPIRO - Il Milan finalmente mette fuori la testa alla mezz'ora, ma il tiro di Sosa viene respinto da Buffon. Un minuto dopo regalo incredibile di Benatia per Deulofeu che in area però si lascia anticipare da Buffon. I ritmi calano e la partita pare avviata inesorabilmente verso il pareggio. Ma nei quattro minuti di recupero concessi da Massa succede di tutto. Prima Higuain, servito da Bonucci, con una bellissima mezza girata manda il pallone di nulla out. Al 50' della ripresa l'episodio che decide la partita è probabilmente il cross di Lichtsteiner dal fondo destro e la deviazione con la mano di De Sciglio, molto vicino allo svizzero. Per Massa è rigore ed esplodono le proteste rossonere. Quando finalmente può calciare dagli undici metri, Dybala dimentica Doha e supera Donnarumma.

JUVENTUS
BONUCCI 5.5 L'eccesso di sicurezza lo induce a una finezza che per poco Bacca non punisce. Dopo il pari del colombiano, sul quale le colpe sono d'altri, raddoppia la concentrazione.
PJANIC 5.5 Il tocco è sempre artistico, la precisione dei passaggi però non è un dettaglio. Nel primo tempo conferisce ordine, senza disdegnare il tiro. Nel secondo cala assai.
DYBALA 7 S'incunea felpato in mezzo alle maglie rossonere: gli zig-zag da lontano disorientano i rivali, costretti a raddoppiare controllori e sorveglianza su di lui. È in fondo che gli spetti il rigore della vittoria.
PJACA 5 Sciagurato nelle conclusioni in porta, sfoggia mira pessima, sprecando tre assist e vanificando l'evidente capacità di sapersi smarcare. 
MILAN
DONNARUMMA 8 Balza sul tiro di Pjaca, si allunga su quello di Dybala, si stende su quello di Higuain, fa il muro su Pjanic. È solo l'inizio di una notte in cui gli juventini lo odiano, lo ammirano per le nove paratone nove e un po' lo sognano per il futuro. Lui bacia lo stemma del Milan.
DEULOFEU 7 Il cambio di fascia con Ocampos è la svolta tattica: la sua velocità e la sua tecnica palla al piede mettono in crisi la Juventus, anche se è impegnato in prevalenti compiti difensivi.
OCAMPOS 5.5 Parte nell'anonimato, quasi intimidito. Si rianima da centravanti presunto, nella prateria. Dal 45' st. Vangioni sv.
BACCA 6.5 Mette il marchio sulla serata, con un gol fainesco, che gli juventini contestano per un lieve fuorigioco. È la conferma che la sua crisi è finita. Esce in anticipo, complice il lieve infortunio. 
ARBITRO Massa 5.5 Arbitra bene, senza giustificare proteste, fino all'epilogo, in cui ascolta l'addizionale Doveri. Se ne discuterà all'infinito, secondo tradizione delle sfide tra Juve e Milan. 
Federico Sala






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