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giovedì 10 settembre 2026

10 Settembre 1995: Piacenza - Juventus

É il 10 Settembre 1995 e PiacenzaJuventus si sfidano nella seconda giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1995-96  allo Stadio 'Galleana - Leonardo Garilli' di Piacenza.

La Juventus guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver vinto lo Scudetto dopo ben otto anni adesso pensano in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sará solo secondo posto. Dall'altre parte c'é un Piacenza che giudata in panchina da Gigi Cagni fa il suo e si 'limita' ad una salvezza insperata da molti.

Buona Visione!

 


piacenza

 

Stagione 1995-1996 - Campionato di Serie A - 2 andata
Piacenza - Stadio Galleana
Domenica 10 settembre 1995 ore 16.00
PIACENZA-JUVENTUS 0-4
MARCATORI: Vialli 46, Torricelli 60, Ravanelli 74, Vialli 86

PIACENZA: Taibi, Rossini, Polonia, Maccoppi, Lorenzini (Moretti 56), Di Francesco, Corini, Carbone A., Turrini, Caccia, Piovani
Allenatore: Luigi Cagni

JUVENTUS: Peruzzi (Rampulla 41), Porrini, Ferrara C., Tacchinardi, Pessotto, Di Livio, Paulo Sousa (Torricelli 46), Deschamps (Conte A. 46), Jugovic, Vialli, Ravanelli
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Cesari



La grande voglia di Vìalli tiene in alto la Juventus 
PIACENZA DAL NOSTRO INVIATO 

L'uomo che ha spaccato in due l'Italia calciofila ha risposto come sempre a modo suo. Con i gol. Due reti sotto lo sguardo di Carmignani, il vice di Sacchi, due prodezze che rinsaldano la Juve ai vertici della classifica in compagnia ormai soltanto di Lazio e Milan. Tre partite ufficiali, dodici gol. La Juve lippiana procede a «forza 4» come uno schiacciasassi. E Vialli è più che mai il leader, il punto di riferimento, il giocatore che divide l'opinione pubblica e compatta il gruppo juventino. Anche ieri ha risposto da campione. Non stava bene, sabato il ginocchio «scricchiolava» ancora, come dice lui, eppure ha retto novanta minuti, ha trascinato la Juve. 

Spiega: 

«E' andata meglio del previsto, considerate le difficoltà che ho avuto negli ultimi quindici giorni. Credo di aver fatto una buona partita, di aver dato il mio contributo. Sono contento, ringrazio i compagni che mi hanno aiutato permettendomi di giocare bene e di segnare». 

Ma non ci sono solo i gol. Anche una grande prova di carattere dopo le polemiche degli ultimi giorni: 

«Il carattere ci vuole sempre per superare le insidie del campo e quello che ti porti dietro. Ho avuto fortuna». 

Ed eccoci al dunque. Vialli individua nemici più o meno occulti, insidie difficili da superare. Sacchi prenda nota: 

«Se si giocasse soltanto di domenica sarebbe troppo facile. Invece, purtroppo e per fortuna, si fanno anche altre partite durante la settimana, nelle quali devi battere avversari che non ti affrontano sul campo. E' difficile, ma in fondo è bello». 

Semplice pensare a questi due gol come ad altrettanti messaggi chiari mandati all'Arrigo. Vialli aggira l'ostacolo, dice cose più facili da decifrare: 

«Le partite della domenica sono facili, molto più duri gli scontri polemici. Ho rispettato le idee di tutti, mi piacerebbe che anche gli altri rispettassero le mie. Purtroppo è difficile spiegare ai tifosi come stanno davvero le cose. Si devono fidare di ciò che vedono e sentono. Ma nessuno mi ha fermato per strada, anche perché viaggio sempre in auto». 

Non si preoccupa se la sua doppietta ha colpito qualcuno al cuore: 

«Gioco per la Juve e sono contento se questi gol fanno piacere ai compagni, ai dirigenti, ai tifosi. Forse saranno le altre squadre a non essere troppo felici perché aspettavano un nostro passo falso. Questa è una vittoria importante, ottenuta su un campo più insidioso di quanto sembri». 

Aveva previsto la vittoria in Coppa Uefa ai tempi del Trap, aveva previsto la conquista dello scudetto dopo la sconfitta nel primo derby della scorsa stagione. Aveva previsto forse anche questa doppietta con dedica particolare? Vialli si aggiusta il cappellino e prosegue: 

«Non sentivo nulla, anche perché non sono al massimo della forma. A me interessava giocare una buona partita ed essere utile alla squadra. Diventare un protagonista importante è meglio, ma non è tutto. Questi due gol sono per la Juve che in un momento particolare mi è stata di grande sostegno. E se sai di avere vicino qualcuno che ti vuole bene, migliori le tue prestazioni». 

Nulla da dire a Matarrese? 

«Vorrei parlare solo di questa partita che ci ha permesso di essere primi in classifica». 

Hanno segnato i giocatori che Sacchi non fa giocare: Vialli, Baggio e Signori. 

«Sono contento per Baggio. Noi dobbiamo sempre dimostrare alle nostre società di essere degni dell'attenzione che ci dedicano e portare lontano la squadra attraverso queste prestazioni positive». 

Un pensiero al Trap già in disgrazia: 

«Ne uscirà da gran signore».


Le Pagelle
Di Livio ok 
E Torricelli che bel jolly 

Piacenza 
TAIBI 5. Non che davanti abbia la linea Maginot, ma trasmette spesso la sensazione di essore lì per caso. 
POLONIA 5. Fra Vialli e Ravanelli, tutto bene sino a che la temperatura non sale. 
ROSSINI 5. É il libero di una difesa che, appena il centrocampo cede, si sbriciola. 
MACCOPPI 5. Ronza intorno a Ravanelli (e a Vialli). Crolla dopo un tempo dignitoso. 
LORENZINI 5. Segue le tracce di Di Livio. Sono orme che lo confondono 
(Dal 13' st Moratti 5: avvicenda Lorenzini, e non morde). 
DI FRANCESCO 6. Comincia a destra, su Deschamps. Chiude a sinistra, su Di Livio. Fra i più efficaci di una squadra tutta bollicine. 
CORINI 6. Funge da centrale. Sbircia Sousa e, nella ripresa, Tacchinardi. Una traversa, ma anche un'occasione sprecata. 
CARBONE 5,5. A sinistra, su Jugovic. E poi su Conte. Pura tappezzeria. 
TURRINI 6. Fascia destra, là dove tiene bottega Pessotto. Vivace, se non altro. 
CACCIA 5. Con Vialli, l'uomo del destino. Pesca il biglietto vincente, ma lo perde. 
PIOVANI 5,5. Alza un polverone che, quando si dirada, non lascia nulla
CAGNI 5. Tanti assenti, d'accordo. Ma otto gol al passivo in due partite sono un'enormità. 

Juventus
PERUZZI 6. Si butta a corpo morto su Di Francesco, ci rimette il naso, ma si guadagna la pagnotta. 
(Dal 41' pt Rampulla sv graziato da Caccia, ignorato dagli altri). 
FERRARA 6. Dal fianco destro al cuore della zona. Soffre, per un tempo, le picchiate degli stukas rivali. Meglio nella ripresa. 
TACCHINARDI 6,5. Due partite in una, la prima da libero, la seconda da perno del centrocampo. Se la cava. 
PORRINI 6,5. Centro, destra, ancora centro. In difficoltà nel gioco a terra, a suo agio in quello aereo. Una traversa (involontaria) su cross. 
PESSOTTO 6. Lavora ai fianchi Turrini. Ogni tanto si sporge dal davanzale. 
JUGOVIC 6. Qualche inserimento, ma una partita tutto sommato ornamentale. 
SOUSA 6. Sprigiona un blando pressing. Ha le pile scariche. Succede. Offre a Vialli la palla del gol che sblocca il risultato. 
(Dal 1 ' st Torricelli 7: rimpiazza numericamente il portoghese, si sistema a destra. Implacabile, impeccabile. E segna un gol, il primo in serie A, da centravanti). 
DESCHAMPS 5,5. Le ruggini del mercoledì francese lo frenano. Patisce il tremendismo di Di Francesco. 
CONTE 6. Rileva Deschamps, si colloca sul centro-destra, porta un po' di vigore e freschezza. Suo il tocco per il bis del Pelato. 
DI LIVIO 7. Corre per due, non si nega a nessuno. Attaccante, centrocampista: non risente del bombardamento sacchiano. 
VIALLI 8. Due gol, più il passaggio a Torricelli per il raddoppio. Partita di enorme spessore. Il ginocchio e le baruffe ne stuzzicano la classe e l'orgoglio. Leader e cannoniere: come sempre, più di sempre. 
RAVANELLI 6,5. Se si appisolava persino Omero, a maggior ragione può sbadigliare il mostruoso Ravanelli di questo periodo. Resta il gol. Un gran gol. 
LIPPI 7. Efficace strigliata a metà match e pregevole applicazione del tura over. Il suo capolavoro resta, però, il feeling con Vialli. 

Arbitro CESARI 7. Equilibrato, preciso. Sul gol di Caccia, annullato per fuorigioco, si fida del guardalinee Preziosi.

Roberto Beccantini
brani tratti da: La Stampa 11 settembre 1995





Il caso
Nemici invisibili

Gianluca Vialli era stato il protagonista del fine settimana con le dichiarazioni sulla Nazionale. Domenica era l'uomo più atteso. E ha risposto in grande stile. Ha aperto la strada alla Juve e poi nel finale si è pure preso il gusto di siglare il raddoppio personale. 

«Se il calcio fosse solo quello giocato, quello del campo, tutto sarebbe più facile. Invece ci sono anche altri avversari invisibili a complicare la vita", 

ha detto l'attaccante evitando di parlare di Sacchi. Ai commenti degli altri sul suo rifiuto, Vialli non ha replicato. 

«Io rispetto le dichiarazioni di tutti. Ma vorrei che succedesse altrettanto con le mie».


La partita
Ripresa coi fiocchi

Primo tempo equilibrato. Una Juve troppo lenta è stata messa in difficoltà dal Piacenza, che ha però avuto il torto di sbagliare un gol già fatto con Caccia. Subito dopo, Paulo Sousa ha liberato Vialli al limite dell'area e l'attaccante, con un destro potente e preciso, ha superato Taibi. 

"Nel primo tempo il vantaggio lo meritava il Piacenza. Va detto però che lo abbiamo legittimato nella ripresa", ha commentato Lippi. 

Vero. Perché nel secondo tempo non c'è stata più storia. Il colpo del k.o. lo ha piazzato Torricelli, al 60'. C'è stato il tempo per altre due segnature. Quella di Ravanelli al 74', con un sinistro morbido a girare e quella di Vialli, all'86. 

tratto da "Il Film del Campionato"
del Guerin Sportivo anno 1995






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martedì 2 giugno 2026

2 Giugno 1996: Vietnam - Juventus

È il 2 giugno 1996 e la Nazionale del Vietnam e la Juventus si sfidano in una gara amichevole disputata allo Stadio 'Hang Day' di Hanoi (Vietnam).

I nostri eroi dopo aver riconquistato il tricolore dopo una lunga assenza si buttano 'anima e cuore' nella massima competizione continentale. Infatti 'trascurano' un po' il campionato nazionale e lasciano le proprie forze fisiche e mentali per le fatiche di Champions League. A Roma la Juventus (guidata dal gladiatore Marcello Lippi) gioca una partita 'quasi' perfetta e batte i 'lancieri' dell'Ajax solo dopo i calci di rigore.

Poco dopo i bianconeri partono per l'Asia e disputano questa amichevole quanto mai esotica nel paese vietnamita.

Buona Visione!

 



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Stagione 1995-96 - Amichevole
Hanoi - Stadio Hang Day (Vietnam)
Domenica 2 Giugno 1996
NAZIONALE VIETNAM-JUVENTUS 1-2
Marcatori: 47' Vialli, 57' Parente (J), 67' rigore Vo Hoang Buu

Vietnam: Nguyen V.H. (38' Nguyen VP), Tran, Chu, Do, Nguyen H.T., Nguyen C., Nguyen H.D. (46' Nguyen L.), Vo Hoang Buu, Nguyen H.S., Le, Hunyh
Allenatore: Weigang

Juventus: Falcioni. M.Carrera (75' Parente), Annoni, Porrini, Vierchowod (46' M.Rosa), Marocchi (46' Longhi), Lombardo, Giandebiaggi, Vialli (65' Fantini), Pessotto (30' Baccin), Padovano
Allenatore: Marcello Lippi

Arbitro: Nguyen T.H.
Espulsioni: 69' Giandebiaggi





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venerdì 22 maggio 2026

22 Maggio 1996: Juventus - Ajax

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo questo gustoso amarcord di questa data odierna.

É il 22 Maggio 1996 Juventus ed Ajax Amsterdam si sfidano nella Finale (a gara unica ed in campo neutro) della UEFA Champions League 1995-96 allo Stadio 'Olimpico' di Roma

La Juventus guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver rivinto lo Scudetto dopo ben otto anni adesso pensano in grande. Pensano alla Champions League. Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sará secondo posto. 

Dall'altre parte c'é un Ajax che da Campione d'Europa in carica incute timore e si rispettare fino all'ultimo tiro in porta.

Buona Visione! 



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Stagione 1995-1996 - Champions League - Finale
Roma, campo neutro - Stadio Olimpico
mercoledì 22 maggio 1996 ore 20:30 
AJAX-JUVENTUS 1-1 - Dopo i calci di rigore (2-4)
MARCATORI: Ravanelli 12, Litmanen 41
SEQUENZA CALCI DI RIGORE: Davids (parato), Ferrara C. (gol), Litmanen (gol), Pessotto G. (gol), Scholten (gol), Padovano (gol), Silooy (parato), Jugovic (gol)

AJAX: Van der Sar, Silooy, Blind, De Boer F. (Scholten 69), Bogarde, De Boer R. (Wooter 91), Finidi, Davids, Kanu, Litmanen, Musampa (Kluivert 46)
A disposizione: Grim, Van den Bergh
Allenatore: Louis Van Gaal

JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Pessotto G., Torricelli, Vierchowod, Paulo Sousa (Di Livio 57), Deschamps, Conte A. (Jugovic 44), (c) Vialli, Del Piero, Ravanelli (Padovano 77)
A disposizione: Rampulla, Porrini
Allenatore: Marcello Lippi

ARBITRO: Diaz Vega (Spagna)
AMMONIZIONI: Jugovic 50, Deschamps 86, Torricelli 102, Di Livio 106 (Juventus); Finidi 22, Blind 83, Wooter 92 (Ajax)





I bianconeri contro l'Ajax conquistavano la finale di Roma ai rigori: Jugovic decisivo, con Vialli che avrebbe dovuto battere il quinto penalty. 


La Juventus, quasi tre decenni fa, alzava la sua ultima Champions League. Una gioia datata, quindi, 22 maggio 1996. Con Gianluca Vialli, capitano di quella squadra, a sollevare la coppa dalle grandi orecchie al cielo di Roma. 

Una gioia incredibile per la Signora, caratterizzata dalle idee di Marcello Lippi. Un innovatore, a tratti visionario, con un carattere schivo e riservato. Insomma, perfetto per il mondo bianconero. Lo stesso che ha avuto modo di amarlo alla follia.  

Una rosa qualitativamente eccelsa, impreziosita dalle linee guida stilate dal tecnico viareggino, sbarcato all'ombra della Mole nell'estate del 1994. Primo anno nel capoluogo piemontese, subito tricolore; che mancava da quelle parti dal 1986. Insomma, mai scelta fu più azzeccata, con Madama a toccare l'apice all'Olimpico, imponendosi sui Lancieri.

Può capitare che una finale di Champions possa finire ai rigori. Dunque, occorre pianificare tutto al minimo dettaglio: undici metri, ovviamente, compresi. E la storia narra che, proprio grazie ai penalty, la Juve sia riuscita a superare l'ostica formazione guidata da Louis Van Gaal.
Un aspro duello fino alla fine. Aperto da Fabrizio Ravanelli, pareggiato da Jari Litmanen. A proposito del finlandese, giocatore di livello assoluto, ecco le parole di Sergio Porrini, in panchina in quella partita:

"Era senza dubbio il più pericoloso, era in un momento in cui se toccava palla faceva goal. E infatti lo fece. Erano molto bravi anche gli esterni di quel 4-3-3, l’olandese Kiki Musampa e il nigeriano Finidi George, che potevano far male in attacco ma allo stesso tempo concedere molto dietro".

Gli aneddoti a distanza di anni si sprecano, vedi quello svelato da Vialli al 'Corriere della Sera':
"Io dovevo tirare il quinto o il sesto. Fu un sollievo infinito. All’Olimpico avevo sbagliato un rigore al Mondiale del '90 contro gli Stati Uniti, e mi ero rotto un piede tirandone un altro contro la Roma. Quella notte sapevo che era la mia ultima occasione per vincere la Champions. Pensi gli incubi, se no".

L'uomo di Cremona, appunto, non è arrivato a tirarlo. Compito affidato ai piedi di Ferrara, Pessotto, Padovano e Jugovic. Tutti a segno. Tutti chirurgicamente a segno, nonostante gli sforzi di Van der Sar.

Eroe tra gli eroi, ovviamente, Jugovic. Il pallone posizionato meticolosamente, lo sguardo rivolto all'estremo difensore olandese, tiro a incrociare e poi...delirio bianconero: 4-2.

"Sono felice e orgoglioso di essere nella storia della Juve e nel cuore dei tifosi. Non ero nemmeno il quinto rigorista, ma è capitato comunque a me: evidentemente qualcuno dall’alto mi ha regalato l’emozione che conserverò sempre".

Resta la fotografia di un giovane Alex Del Piero in formato campione d'Europa, con una curiosità raccontata da Marcello Lippi in chiave Mondale 2006: 

"Quando a Berlino dovevamo tirare i rigori, si fece avanti Del Piero per calciare il quarto: “l’ho fatto già alla finale di Champions contro l’Ajax e fui decisivo”, mi disse. E io: ma che dici, Alessandro, tu non l’hai nemmeno tirato a Roma”.

Romeo Agresti
tratto da: 22 maggio 1996, la Juve trionfa in Champions: la storia dei rigoristi





La Juve piega l'Ajax dal dischetto
mercoledì 22 maggio 1996
AFC Ajax - Juventus 1-1, la Juve vince 4-2 dcr

Vladimir Jugović trasforma il rigore decisivo per i Bianconeri dopo le parate di Angelo Peruzzi su Edgar Davids e Sonny Silooy.

"Abbiamo atteso a lungo questo momento. Quella del 1985 non l'abbiamo mai considerata una vera vittoria a causa dell'Heysel". 

Il dirigente della Juventus Roberto Bettega non ha dubbi sul significato della conquista della UEFA Champions League 1995/96. A Roma, contro l'AFC Ajax, i bianconeri possono finalmente festeggiare una “vera” vittoria, ma solo al termine di una gara combattuta.

La partita si mette subito bene per i bianconeri, complice un avvio di gara all'insegna dei tanti errori da parte della giovane formazione campione in carica. Al 12', Frank de Boer giudica male un colpo di testa, permettendo a Fabrizio Ravanelli di inserirsi tra lui e Edwin van der Sar e di insaccare da posizione molto defilata.

Il gol ha l'effetto di distendere i nervi dell'Ajax, sconfitto soltanto una volta nelle ultime 20 partite del torneo. I lancieri iniziano a premere, risultando insidiosi sui calci da fermo. Un grande intervento di Angelo Peruzzi nega il gol a Nwankwo Kanu sugli sviluppi di un corner. Al 40', i bianconeri non riescono ad allontanare il pallone dalla zona di pericolo e vengono puniti.

Danny Blind si apposta per battere di destro una punizione che invece calcia a sorpresa Frank de Boer di sinistro. Peruzzi può soltanto respingere verso l'area affollata, dove Litmanen è il più lesto a ribadire in rete. La Juventus riprende in mano le redini del gioco e potrebbe imporsi già nei tempi regolamentari, ma Gianluca Vialli calcia sull'esterno della rete da buona posizione.

La sfida si allunga ai supplementari, dove succede poco. Sfida a senso unico dal dischetto. Gli olandesi sbagliano con Edgar Davids e Sonny Silooy, mentre la squadra di Marcelo Lippi ne trasforma quattro su quattro. Il rigore decisivo è di Vladimir Jugović, campione d'Europa con l'FK Crvena zvezda nel 1991, che fissa il 4-2. In casa juventina possono finalmente iniziare i  festeggiamenti.

tratto dal sito UEFA.com 



 



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