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venerdì 7 agosto 2026

27 Ottobre 1991: Juventus - Cremonese

È il 27 ottobre 1991 Juventus e Cremonese si sfidano nell'ottava giornata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1991-92  allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

Contro questo Milan (imbattuto in Serie A) perfettamente guidato in panchina da Fabio Capello, è difficile ottenere di più di un secondo posto nella classifica finale del massimo campionato italiano. Così una Juventus ancora debole ma tanto volenterosa riesce nel suo scopo iniziale: un secondo posto finale più che positivo. 

Dall'altra parte c'è una Cremonese che deve salutare la Serie A dopo un'amara retrocessione.

Buona Visione!




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Stagione 1991-1992 - Campionato di Serie A - 8 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 27 ottobre 1991 ore 14.30
JUVENTUS-CREMONESE 2-0
MARCATORI: Carrera M. 8, Casiraghi 27

JUVENTUS: Tacconi, Carrera M., De Agostini, Galia, Kohler, Julio Cesar, Alessio, Marocchi, Schillaci (Di Canio 69), Baggio R. (Corini 63), Casiraghi
Allenatore: Giovanni Trapattoni

CREMONESE: Rampulla, Garzilli, Favalli, Iacobelli (Piccioni 46), Gualco, Verdelli, Giandebiaggi, Ferraroni (Neffa 65), Dezotti, Marcolin, Chiorri
Allenatore: Gustavo Giagnoni

ARBITRO: Merlino



In mezz'ora i bianconeri chiudono il conto con la Cremonese: reti del terzino e Casiraghi
La Juventus scopre Carrera goleador 
E Trap lo raccomanda a Sacchi 

TORINO. E' bastata meno di mezz'ora, alla Signora, per liquidare la Cremonese. L'unodue di Carrera, al suo primo gol in bianconero, e di Casiraghi, che ha rotto un lungo digiuno, ha messo ko la modesta squadra lombarda. Tacconi ha compiuto una sola parata degna di rilievo, su una fiondata di Giandebiaggi nel primo tempo: per il resto ha fatto da spettatore. Gustavo Giagnoni, l'ex mister colbacco del Torino, non si faceva illusioni alla vigilia: sapeva che, se la Juventus giocava con la giusta concentrazione senza sottovalutare l'avversario, non c'era scampo. E così è stato. 

Due gol, due pali e almeno quattro occasioni fallite di un soffio, anche per merito di Rampulla, il bilancio della Juventus in una partita diventata di ordinaria amministrazione grazie all'impegno corale. E la differenza di tasso tecnico è venuta a galla, impedendo a Favalli e Marcolin (i due gioielli di Luzzara che sono nel mirino della società bianconera, come lo squalificato Bonomi) di mettersi in vetrina. Ben organizzata tatticamente in difesa, aggressiva a centrocampo e in attacco, la Juventus ha sfruttato al meglio le fasce laterali con Galia (che dovrà sostituire l'infortunato Reuter per almeno un mese e ieri è stato all'altezza), De Agostini e soprattutto Carrera. Trapattoni ha sempre creduto nell'ex barese, lo considera il nuovo Tassotti e ieri l'ha addirittura suggerito a Sacchi per la Nazionale. Attento nel marcamento di Chiorri e pronto a proiettarsi in avanti, Carrera è stato tra i migliori in campo. Oltre al gol, realizzato di prepotenza all'8', ha propiziato il cross che, corretto da Galia, ha consentito a Casiraghi di raddoppiare al 27'. Il pallone aveva già varcato la linea di porta quando Schillaci gli ha dato il colpo di grazia. Sapendo che la Cremonese avrebbe chiuso gli spazi alle punte juventine, toccava ai difensori inserirsi nei corridoi. Carrera, Kohler, Galia e De Agostini l'hanno fatto, con intelligenza e profitto, con la collaborazione di Marocchi. Kohler si è avventurato due o tre volte in avanti, tentando la conclusione da fuori area, poi s'è dedicato a Dezotti cancellando letteralmente l'argentino dalla partita. Ed è toccato anche a Julio Cesar fare qualche sortita. Il gigante brasiliano, impeccabile nell'interdizione, è stato un po' meno preciso ed efficace nei cross e nei lanci. 

Alessio, preferito a Di Canio come tornante, ha svolto con diligenza la sua parte e, con un pizzico di fortuna in più, figurerebbe nel tabellino dei marcatori: un suo bolide ha scosso la confluenza dei pali a portiere battuto. Sbloccato il risultato, anche Schillaci, Casiraghi e Baggio hanno trovato varchi utili per creare problemi a Rampulla. Se non è finita in goleada è perché il portiere lombardo ha negato a Casiraghi (incornata a colpo sicuro da tre passi), Schillaci (violento destro centrale) e Di Canio (bomba centrale) tre possibili reti. E senza dimenticare un montante di Galia sullo 0-0, l'incrocio centrato da Alessio e un diagonale di Corini di poco a lato sul 2-0. Casiraghi ha trasformato, di testa, l'occasione più difficile. Ciò che conta, per il bomber brianzolo, è aver ritrovato il gol perduto dalla terza giornata in attesa di recuperare la miglior condizione di forma che non è lontana. Ancora a secco Schillaci, ma il suo impegno è stato più che sufficiente. Continuando così, anche per lui il gol non tarderà ad arrivare. 

Chi, invece, non riesce a brillare è Baggio. In settimana aveva accusato un dolorino muscolare che l'aveva tenuto in dubbio sino a sabato. Ha giocato, distribuendo qualche buon pallone, ma senza acuti. E al 63' Trapattoni l'ha sostituito con Corini. Cinque minuti dopo, il tecnico s'è addirittura concesso il lusso di fra rientrare negli spogliatoi anche Schillaci, inserendo Di Canio, e rinunciando alla coppia regina di Italia '90. Lo consentiva il risultato e Trapattoni ha voluto risparmiare i due attaccanti in vista della trasferta di Coppa Italia a Bergamo in programma mercoledì prossimo e di quella, molto più impegnativa, domenica con la Lazio di Dino Zoff. In campionato, il Milan non molla e sono vietati passi falsi. 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 28 Ottobre 1991







LA CRISI DI ROBERTO BAGGIO
IL MALATO IMMAGINARIO
La Juve marcia a pieno regime, lui no. La spiegazione ufficiale è che soffre di guai muscolari, ma forse c'è dell'altro. Trapattoni ha cominciato a sostituirlo con una certa frequenza: che possa fare a meno del suo fantasista?

Torino. In cima alla classifica della Serie A, in una posizione di prima-to relativo accanto al Milan (vista la partita che i rossoneri devono recuperare contro il Genoa), sussiste un equivoco numerico. Più che una squadra, infatti, ci sono undici juventini meno due: Schillaci e Baggio, i molto ex gemelli mondiali. Se il caso di Totò è ormai quasi patologico, una sindrome da campione perduto, una crisi d'identità più psicologica che tecnica (si badi bene, il bomber siciliano non è un corpo estraneo dal momento che partecipa alla manovra e ai destini bianconeri: con un piccolo particolare - non segna neanche a morire) - la situazione del fantasista è più delicata e precaria. Sono sfumati i contorni di Baggio, il campione che Platini ha definito dimezzato, il «senza ruolo», il genio lunatico. Lui si sembra vivere in una dimensione estranea, come immersa nelle nebbie della contraddizione. Grande o piccolo, Baggio è comunque una componente a sé, un optional della macchina juventina.
Ha un guaio muscolare, l'ex viola, che lo tormenta dalla gara contro il Bari e che lo costrinse a disertare la prima e unica sconfitta di campionato, a Marassi contro il Genoa. E questo problema al bicipite della coscia destra oscilla tra il condizionamento e l'alibi. Fatto sta che Baggio ha lasciato anzitempo il terreno di gioco contro il Napoli e la Cremonese, e la Juve ha vinto ugualmente. Al San Paolo, la sostituzione venne spiegata come mossa precauzionale. Una versione non del tutto convincente, e la controprova è arrivata contro i grigiorossi di Giagnoni. Un Baggio assai poco malato e per niente ispirato. Il cremonese Ferraroni è riuscito a bloccarlo con assoluta disinvoltura, compito facile quanto inatteso. Eppure la Juve ha vinto bene, cosa che le accade spesso, nonostante quello spettatore con la maglia numero 10 che ben altre immagini evoca ai tifosi bianconeri. La solita difesa «offensiva», con le proiezioni di Carrera (goleador di giornata e raccomandato da Trapattoni a Sacchi) e Kohler, con la spinta di Alessio e De Agostini, con la solidità di Galia (ottimo sostituto di Reuter), Marocchi e Casiraghi, con l'ordine di Julio Cesar e la sicurezza di Tacconi. Nove personaggi veri, più o meno dotati, però «squadra». E, là davanti, alle prese con una partita tutta loro, i gemelli sgemellati. Schillaci, poveretto, almeno si impegna: corre, cerca spazi come il pesce rosso cerca l'ossigeno in una boccia di vetro troppo piccola, arretra e conquista palloni che poi smista bene, salvo non riuscire quasi mai a chiudere gli scambi e le triangolazioni. Si danna, picchia e viene picchiato, cade e si rialza, impreca e fa scintillare quello sguardo assatanato che un tempo sprigionava bagliori vincenti e oggi solo rabbia. Combina poco, però lui può servire anche cosi, senza gol: a Napoli, per esempio, ha rappresentato il supporto migliore per difesa e centrocampo, isolato in avanti ma caparbio e alla fine pericoloso.
Sarebbe un passo avanti se Baggio, il campione a metà, per lo meno imitasse Totò in questo sforzo spasmodico e disperato, però vivo. Invece niente, ogni azione resta sospesa, ogni tocco si affida all'estro (che rimane grande, talora grandissimo) ma è freddo come il cristallo. Mai un sussulto di carattere, mai la voglia di essere presente e protagonista. Eppure Trapattoni e deciso a vincere quest'ennesima scommessa, chiede tempo e ricorda che Maradona e Platini all'età di Baggio erano fuoriclasse soltanto potenziali. La problematica collocazione tattica, secondo l'allenatore, può diventare un vantaggio; può essere dappertutto, anche se rischia di non trovarsi in nessun posto. Si scalda, il Trap, nella segreta speranza di contagiare un genio distante da tutto, di intiepidire quel cuore di ghiaccio.



SECONDO COPIONE
JUVENTUS 2 CREMONESE O

IL MIGLIORE: CARRERA 7

Segna il primo gol bianconero, annulla Chiorri e compone insieme a Kohler una coppia perfetta. È arrivato per ultimo ma non è l'ultimo arrivato.

IL PEGGIORE: BAGGIO 4

Difficile stabilire se lo condizioni più il malanno muscolare alla coscia o la mollezza del carattere. Mai in partita, mai un'invenzione.


Maurizio Crosetti
brani tratti dal Guerin Sportivo anno 1991 n.44







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mercoledì 8 aprile 2026

8 Aprile 1990: Juventus - Cremonese

È l'aprile 1990 Juventus e Cremonese si sfidano nella quattordicesima giornata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1989-90 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

Questa Juve costruita e modellata dalla figura storica di Dino Zoff (stavolta nelle vesti di allenatore) sta per vincere una bellissima doppietta di coppa. Infatti, assieme alla Coppa UEFA, vince anche la Coppa Italia contro un grande Milan, all'apice della sua storia 'Sacchiana'. Purtroppo questi successi non valgono al 'Dino nazionale' la conferma sulla panchina bianconera. 

La dirigenza juventina è affascinata dal nuovo che avanza ed investe il proprio futuro in un giovane di 'belle speranze', Luigi Maifredi!

Buona Visione!



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Stagione 1989-1990 - Campionato di Serie A - 14 ritorno
Torino - Stadio Comunale
Domenica 8 aprile 1990 ore 15:30
JUVENTUS-CREMONESE 4-0
MARCATORI: Napoli N. 2, Schillaci 20, Alessio 26, Casiraghi 63

JUVENTUS: Bonaiuti, Napoli N., De Agostini, Alessio (Avallone 79), Bonetti D., Tricella, Alejnikov (Galia 46), Rui Barros, Casiraghi, Marocchi, Schillaci
Allenatore: Dino Zoff

CREMONESE: Violini, Garzilli, Rizzardi (Favalli 51), Piccioni, Gualco, Galletti, Bonomi (Merlo 67), Ferraroni, Dezotti, Limpar, Chiorri
Allenatore: Tarcisio Burgnich

ARBITRO: Baldas
ESPULSIONI: Garzilli 36 (Cremonese)



Alessio «ha fatto» il Platini e ora spera in una conferma 

All'«andata» finì in parità con una clamorosa rimonta della Juventus che, in svantaggio di due reti, in quattro minuti si portò sul 2-2. Questa volta, invece, i bianconeri avevano già messo al sicuro il risultato allo scadere della mezz'ora, arrotondandolo poi con Casiraghi nel secondo tempo, e di rimonte — soprattutto da parte degli avversari — non ce ne sono più state. Una vittoria piena, resa più facile da un vantaggio raggiunto nei primi minuti di gioco, ma che fa ben sperare che quella contro il Colonia non sia stata altro che una parentesi, che non ha lasciato pericolosi postumi, tali da influire sul morale e sulla concentrazione. 

«Ogni partita ha una storia a sé — ha commentato Zoff —, ve ne sono alcune in cui vai subito in vantaggio e riesci a dominarle, altre, invece, che finisci poi col subire la reazione degli avversari. Oggi non avevamo da dimostrare proprio nulla; abbiamo giocato col solito impegno ed abbiamo vinto meritatamente, grazie anche al fatto che, essendo andati subito in rete, la gara ha preso un andamento favorevole". 

Oltre che per la vittoria, l'allenatore è parso soddisfatto anche della prova fornita dal giovane portiere, Adriano Bonaiuti, al suo esordio in A: 

«Gli faccio i miei complimenti — ha aggiunto il tecnico — perché è un ragazzo di talento che oggi, anche se la partita non è mai stata particolarmente difficile, si è espresso bene, con tempismo e coraggio». 

Al rientro dopo un'assenza di circa un mese a causa di un infortunio, Angelo Alessio — che aveva segnato anche il primo gol bianconero a Cremona — è stato l'autore di una gran punizione di sinistro che gli è valsa l'ovazione del pubblico ed ha portato a quota 3 il bottino della Juventus dopo soli 26 minuti di gioco. 

«Devo dire che quest'anno di applausi ne ho ricevuti parecchi — afferma il giocatore —, segno che finalmente anch'io ho il mio posto al sole, che ho saputo conquistare poco alla volta». 

Partito in sordina, senza la maglia da titolare, quest'anno Alessio è riuscito a trovare un posto in squadra e a divenirne quasi un punto fisso grazie al suo rendimento sempre costante e sempre su buoni livelli. 

«Quello di mediano è l'unico ruolo dove potevo giocare, anche se in passato ho fatto anche il tornante — spiega Alessio —, ma quest'anno quella di Zoff è stata un po' una scelta obbligata, perché si è trovato a dover far fronte ad un periodo nero, nel quale le assenze erano tantissime. A parte l'infortunio, negli ultimi tempi, ho giocato molto spesso in squadra e sarei felice di poterlo fare anche il prossimo anno, cioè di essere riconfermato». 

Omai la Juventus è definitivamente uscita dal gruppo delle pretendenti allo scudetto e, nonostante una vittoria in campionato abbia pur sempre importanza, non può distogliere l'attenzione dei giocatori bianconeri da quelli che sono i due più importanti impegni della stagione rimasti. 

«Il campionato per noi ha naturalmente perduto d'interesse — spiega il mediano —. Con questo non voglio dire che noi non si giochi più con l'impegno di prima e la partita di oggi è la prova che ogni incontro lo affrontiamo con la stessa serietà, ma naturalmente il nostro pensiero ora non può che essere rivolto ai due traguardi che ancora ci rimangono e che sono sempre più vicini». 

«A Colonia avremmo potuto andare a giocare con molta più tranquillità — conclude Alessio — se mercoledì scorso non fosse accaduto quel che purtroppo è accaduto; invece così ci giochiamo la stagione in una partita che si prospetta difficilissima e molto accesa, perché i tedeschi sicuramente combatteranno con tutte le armi in loro possesso. Il mercoledì successivo sarà la volta poi della Coppa Italia; tre settimane, quelle future, che metteranno a dura prova i nostri nervi e che avranno come inizio il confronto con il Cesena, un'altra partita non facile, perché i romagnoli, in una situazione molto critica di fondo classifica, venderanno a caro prezzo la loro pelle». 

Debora Vaglio
tratto da: La Stampa 9 aprile 1990









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venerdì 29 agosto 2025

29 Agosto 1993: Juventus - Cremonese

É il 29 Agosto 1993 e Juventus Cremonese si sfidano nella prima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1993-94 allo Stadio 'Delle Alpi'  di Torino.

La Juve allenata in panchina da Giovanni Trapattoni e trascinata in campo da un Roberto Baggio nel suo momento più splendente si appresta a piazzarsi al secondo posto del massimo campionato calcistico. Davanti c'é l'inarrivabile Milan di Fabio Capello che 'ammazza' il campionato fin dall'inzio. 

Dall'altre parte c'é una Cremonese che allenata magistralmente da Luigi Simoni ottiene il suo obiettivo stagionale e si conquista meritamente la permanenza in Serie A.

Buona Visione!


 

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Stagione 1993-1994 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 29 agosto 1993 ore 16.00
JUVENTUS-CREMONESE 1-0
MARCATORI: Moeller 5

JUVENTUS: Peruzzi, Porrini, Fortunato A. (Galia 87), Torricelli, Carrera M., Julio Cesar, Conte A., Baggio D., Vialli, Baggio R., Moeller (Marocchi 75)
Allenatore: Giovanni Trapattoni

CREMONESE: Turci, Gualco, Pedroni, Cristiani (Florijancic 59), Colonnese, Verdelli, Giandebiaggi, De Agostini, Nicolini (Dezotti 71), Maspero, Tentoni
Allenatore: Luigi Simoni

ARBITRO: Arena

 



Un gol di Andy dà il successo alla Juventus in difficoltà contro la brillante Cremonese. 
Acuto di Baggio e c'è subito Moeller. 
Cinque scoppiettanti minuti iniziali, poi squadra monotona e fischiata. 

TORINO. La facilità, diremmo la felicità di gioco che la Juve ha esploso nei primi cinque minuti del nuovo campionato ci avevano indotto a credere che gli inni intonati nelle ultime settimane alla Signora fossero stati l'ouverture di un'opera trionfale da suonare per tutta la stagione. Ci eravamo predisposti ad ascoltarne un altro brano, quando, dopo il gol di Moeller al 5', la musica è cambiata: siamo passati al tormentone lento e monotono dell'anno scorso. E con il tempo le trombe del Giudizio juventino hanno lasciato il passo ai fischi, per non dire ai pernacchi del popolo disilluso. La Juve ha salvato la pellaccia, l' 1 -0 sulla Cremonese la tiene al passo con il pronostico e con le rivali. Ma la botta all'immagine c'è e nessuno la può negare. Forse è una fortuna, perché questo avvio buono a metà dovrebbe riportare al suolo i piedi che le folli valutazioni del mercato hanno fatto credere d'oro. Mentre in qualche caso siamo più prossimi alla ghisa. 

Ma il limite che si è visto ieri nella Juve è soprattutto in quella che Sacchi chiama la predisposizione al gioco. All'avvio quasi brutale, ciclonico (dopo un minuto i bianconeri erano già in gol con Vialli, colto però in fuorigioco), non è seguito l'atteggiamento della grande squadra che vuole dominare la partita e chiuderla in fretta. E' bastato il gol di testa di Moeller su una raffinata invenzione del Divin Codino (dribbling su due avversari e cross al centro) per frenare la macchina, come se l'avere raggiunto il vantaggio annullasse ogni altra ragione per insistere, per dare spettacolo, per giocare. E' un difetto che pensavamo di non riscontrare più in questa Juve «cambiata», come aveva notato Vialli alla vigilia. Come pure ci attendevamo una squadra che dopo aver comprato per una dozzina di miliardi il terzino sinistro che le mancava, si decidesse poi ad usarlo. 

La Signora ha invece riposto Fortunato nel fodero, facendone un gingillo inoffensivo di fronte al resistibile Giandebiaggi. E l'unica volta che un bianconero ha guardato a sinistra, scovando libera quell'anima persa e lanciandola verso l'area lombarda, Fortunato è inciampato nel tackle di De Agostini, distorcendosi la caviglia: era l'85'. A questo punto, l'ex genoano non potrà rispondere alla chiamata di Arrigo Sacchi a Coverciano. 

La Juve ha attaccato con i ritmi e i modi di un tempo. Non si è visto un gran lavoro sui fianchi della difesa cremonese, l'azione è partita quasi sempre con fiondate centrali o sui rilanci a cercare un Vialli lasciato spesso solo a sgomitare con Colonnese, Verdelli e quant'altri passassero di lì. Il compito della Cremonese si è fatto così più semplice. Simoni (un piacevole ritorno il suo dopo un girovagare per la B) si era quasi accasciato in panchina di fronte alle combinazioni bianconere dei primi minuti. Poi ha capito che poteva osare. Naturalmente aveva cominciato con una punta sola, Tentoni, e un brillante Nicolini in appoggio, ma non per questo ha accettato lo svantaggio limitandosi a contenere i danni. Dal quindicesimo minuto in poi la Cremonese si è affacciata all'area di Peruzzi. L'emozione dei molti esordienti in A si è scongelata. Il centrocampo bianconero ha preso a subire, soprattutto perché con un Dino Baggio fuori forma il solo Conte non può far miracoli. E poi calava Roberto Baggio, per un malore misterioso che ne spezzava il fiato e ne fiaccava le forze. A farla breve, senza le parate di Peruzzi e un'imperfetta scelta di tempo di Pedroni su cross di Tentoni al 58', la Cremonese avrebbe potuto pareggiare. 

La Juve rispondeva soltanto con le invenzioni rare del Divin Codino, la fatica poderosa di Vialli (autore di due tocchi al volo), i flebili affondo di Moeller, sostituito al 75' con Marocchi in un uragano di fischi rivolti alla scelta plaudente del Trap, è ovvio, e non al tedesco. Poche occasioni, dunque, per una squadra da rivedere e sulla quale si spengono gli immaturi entusiasmi. Potrà fare bene la Juve, sicuramente meglio dell'anno scorso. Ma scordiamoci che un colpo di spugna abbia cancellato tutte le zavorre.

Marco Ansaldo
 


LE PAGELLE 
Pedroni spegne Baggio-2 in ritardo 
Bravo Torricelli 
Malore per Robi
PERUZZI 6. Al terzo anno nella Juve non riesce ancora a comandare la difesa: altrimenti come spiegare le pericolose incertezze sui cross cremonesi? 
PORRINI 5,5. Entra in crisi quando Simoni gli piazza Florjancic, ma aveva già concesso una palla gol a Nicolini: ripetiamo la domanda: era proprio necessario prenderlo? 
FORTUNATO 6. Voto benevolo, perché in realtà lavora sulla fascia con la stessa spinta che forniva D. Baggio l'anno scorso: zero. Da assolvere per l'impressione che neppure la squadra lo aiuti a lanciarsi nello sprint. Si infortuna al primo tentativo di affondo, dopo 85 minuti 
(dall'86', Galia sv) 
TORRICELLI 6,5. Stupisce che nella Juve delle grandi promesse il voto più alto spetti a un bravo gregario. I compagni lo rimproverano spesso, ma non si preoccupi, fa parte del ruolo: avete mai visto qualcuno incavolarsi per un cross sbagliato di Roberto Baggio? 
CARRERA 6. Fa il suo su Tentoni. A noi pare con diligenza. 
JULIO CESAR 6. Alle solite qualche imbarazzo su palle che ballano in area. 
CONTE 6. Prova che non avrebbe entusiasmato Sacchi: quasi sempre a testa bassa. Ma giocare ieri nel centrocampo bianconero era una maledizione per tutti. 
BAGGIO D. 5. Mezzo voto in meno perché il suo talento non può svilirsi in una prestazione così incolore. Non è una novità che carburi lentamente, anche nel '92/93 emerse nel finale. 
VIALLI 6. É trascorso un anno e lo ritroviamo ad arrabattarsi su lanci improbabili, traversoni di 40 metri, tocchi ciechi che lo affossano in mezzo agli avversari. Prova un paio di conclusioni al volo, più una rovesciata a rischio, con la palla che ricade come una mela marcia. Parlava di un'altra Juve. Attendiamo, con lui, di vederla. 
BAGGIO R. 6,5. La sua preparazione al cross decisivo per Moeller vale da solo la partita. Aggiunge un paio di chicche e poco altro soprattutto dopo un malore che dal trentesimo lo condiziona evidentemente. 
MOELLER 6. Esiste per il gol, il primo della serie A, che gli procura la fornitura di vino d'Abruzzo e di miele. Le uniche dolcezze della sua domenica. 
(75' Marocchi sv) 
TURCI 6. Lo impegnano poco e con tiri facili. 
GUALCO 6. Segnò pure un gol alla Juve di Zoff. Rivedendolo su Moeller o in appoggio al centrocampo ci siamo chiesti come sia stato possibile. 
PEDRONI 6,5. Bella e sfortunata l'incursione al 53'. Prevale su Dino Baggio. 
CRISTIANI 6. Tra i più anonimi 
(58' Florjancic 6,5). 
COLONNESE 6. Contiene a sufficienza Vialli, non ci è parso quel fenomeno che molti volevano al mercato. 
VERDELLI 5,5. Balla come una bagnarola nella tempesta nei primi minuti. 
GIANDEBIAGGI 6. É uno dei due impalati dal Divin codino nell'azione del gol. Ma non lascia spazio a Fortunato. 
DE AGOSTINI 5,5. Sta su Baggio e un arbitro più deciso non avrebbe atteso 81 minuti per ammonire una piovra come lui. 
NICOLINI 6,5. Tra i più vivaci, entra in tutte le azioni 
(dal 70' Dezotti sv). 
MASPERO 6. Il Baggio di Cremona. Per una volta la differenza si è notata poco. 
TENTONI 6. Esordio in A, con emozione all'inizio, con sicurezza poi. Meglio nella rifinitura. 

Arbitro Arena 6 ma punisca di più le scorrettezze

Marco Ansaldo 
brani tratti da: La Stampa 30 agosto 1993




La partita. La Cremonese ha messo paura fino all'ultimo minuto alla Juventus, così diversa dalle amichevoli estive. I bianconeri hanno sfruttato l'unica invenzione di Baggio in avvio e hanno poi tremato per il resto della gara di fronte al contropiede della Cremonese. In ogni caso, per Trapattoni un esame chiuso senza successo.

La frase celebre. R. Baggio: "I tifosi hanno fischiato, a ragione. Avevano diritto di vedere qualcosa di più".

tratto da "Il Film del Campionato"
del Guerin Sportivo anno 1993 n.35







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