É il 29 Agosto 1993 e Juventus e Cremonese si sfidano nella prima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1993-94 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.
La Juve allenata in panchina da Giovanni Trapattoni e trascinata in campo da un Roberto Baggio nel suo momento più splendente si appresta a piazzarsi al secondo posto del massimo campionato calcistico. Davanti c'é l'inarrivabile Milan di Fabio Capello che 'ammazza' il campionato fin dall'inzio.
Dall'altre parte c'é una Cremonese che allenata magistralmente da Luigi Simoni ottiene il suo obiettivo stagionale e si conquista meritamente la permanenza in Serie A.
Buona Visione!
Stagione 1993-1994 - Campionato di Serie A - 1 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 29 agosto 1993 ore 16.00
JUVENTUS-CREMONESE 1-0
MARCATORI: Moeller 5
JUVENTUS: Peruzzi, Porrini, Fortunato A. (Galia 87), Torricelli, Carrera M., Julio Cesar, Conte A., Baggio D., Vialli, Baggio R., Moeller (Marocchi 75)
Allenatore: Giovanni Trapattoni
CREMONESE: Turci, Gualco, Pedroni, Cristiani (Florijancic 59), Colonnese, Verdelli, Giandebiaggi, De Agostini, Nicolini (Dezotti 71), Maspero, Tentoni
Allenatore: Luigi Simoni
ARBITRO: Arena
Un gol di Andy dà il successo alla Juventus in difficoltà contro la brillante Cremonese.
Acuto di Baggio e c'è subito Moeller.
Cinque scoppiettanti minuti iniziali, poi squadra monotona e fischiata.TORINO. La facilità, diremmo la felicità di gioco che la Juve ha esploso nei primi cinque minuti del nuovo campionato ci avevano indotto a credere che gli inni intonati nelle ultime settimane alla Signora fossero stati l'ouverture di un'opera trionfale da suonare per tutta la stagione. Ci eravamo predisposti ad ascoltarne un altro brano, quando, dopo il gol di Moeller al 5', la musica è cambiata: siamo passati al tormentone lento e monotono dell'anno scorso. E con il tempo le trombe del Giudizio juventino hanno lasciato il passo ai fischi, per non dire ai pernacchi del popolo disilluso. La Juve ha salvato la pellaccia, l' 1 -0 sulla Cremonese la tiene al passo con il pronostico e con le rivali. Ma la botta all'immagine c'è e nessuno la può negare. Forse è una fortuna, perché questo avvio buono a metà dovrebbe riportare al suolo i piedi che le folli valutazioni del mercato hanno fatto credere d'oro. Mentre in qualche caso siamo più prossimi alla ghisa.
Ma il limite che si è visto ieri nella Juve è soprattutto in quella che Sacchi chiama la predisposizione al gioco. All'avvio quasi brutale, ciclonico (dopo un minuto i bianconeri erano già in gol con Vialli, colto però in fuorigioco), non è seguito l'atteggiamento della grande squadra che vuole dominare la partita e chiuderla in fretta. E' bastato il gol di testa di Moeller su una raffinata invenzione del Divin Codino (dribbling su due avversari e cross al centro) per frenare la macchina, come se l'avere raggiunto il vantaggio annullasse ogni altra ragione per insistere, per dare spettacolo, per giocare. E' un difetto che pensavamo di non riscontrare più in questa Juve «cambiata», come aveva notato Vialli alla vigilia. Come pure ci attendevamo una squadra che dopo aver comprato per una dozzina di miliardi il terzino sinistro che le mancava, si decidesse poi ad usarlo.
La Signora ha invece riposto Fortunato nel fodero, facendone un gingillo inoffensivo di fronte al resistibile Giandebiaggi. E l'unica volta che un bianconero ha guardato a sinistra, scovando libera quell'anima persa e lanciandola verso l'area lombarda, Fortunato è inciampato nel tackle di De Agostini, distorcendosi la caviglia: era l'85'. A questo punto, l'ex genoano non potrà rispondere alla chiamata di Arrigo Sacchi a Coverciano.
La Juve ha attaccato con i ritmi e i modi di un tempo. Non si è visto un gran lavoro sui fianchi della difesa cremonese, l'azione è partita quasi sempre con fiondate centrali o sui rilanci a cercare un Vialli lasciato spesso solo a sgomitare con Colonnese, Verdelli e quant'altri passassero di lì. Il compito della Cremonese si è fatto così più semplice. Simoni (un piacevole ritorno il suo dopo un girovagare per la B) si era quasi accasciato in panchina di fronte alle combinazioni bianconere dei primi minuti. Poi ha capito che poteva osare. Naturalmente aveva cominciato con una punta sola, Tentoni, e un brillante Nicolini in appoggio, ma non per questo ha accettato lo svantaggio limitandosi a contenere i danni. Dal quindicesimo minuto in poi la Cremonese si è affacciata all'area di Peruzzi. L'emozione dei molti esordienti in A si è scongelata. Il centrocampo bianconero ha preso a subire, soprattutto perché con un Dino Baggio fuori forma il solo Conte non può far miracoli. E poi calava Roberto Baggio, per un malore misterioso che ne spezzava il fiato e ne fiaccava le forze. A farla breve, senza le parate di Peruzzi e un'imperfetta scelta di tempo di Pedroni su cross di Tentoni al 58', la Cremonese avrebbe potuto pareggiare.
La Juve rispondeva soltanto con le invenzioni rare del Divin Codino, la fatica poderosa di Vialli (autore di due tocchi al volo), i flebili affondo di Moeller, sostituito al 75' con Marocchi in un uragano di fischi rivolti alla scelta plaudente del Trap, è ovvio, e non al tedesco. Poche occasioni, dunque, per una squadra da rivedere e sulla quale si spengono gli immaturi entusiasmi. Potrà fare bene la Juve, sicuramente meglio dell'anno scorso. Ma scordiamoci che un colpo di spugna abbia cancellato tutte le zavorre.
Marco Ansaldo
LE PAGELLE
Pedroni spegne Baggio-2 in ritardo
Bravo Torricelli
Malore per Robi
PERUZZI 6. Al terzo anno nella Juve non riesce ancora a comandare la difesa: altrimenti come spiegare le pericolose incertezze sui cross cremonesi?
PORRINI 5,5. Entra in crisi quando Simoni gli piazza Florjancic, ma aveva già concesso una palla gol a Nicolini: ripetiamo la domanda: era proprio necessario prenderlo?
FORTUNATO 6. Voto benevolo, perché in realtà lavora sulla fascia con la stessa spinta che forniva D. Baggio l'anno scorso: zero. Da assolvere per l'impressione che neppure la squadra lo aiuti a lanciarsi nello sprint. Si infortuna al primo tentativo di affondo, dopo 85 minuti
(dall'86', Galia sv)
TORRICELLI 6,5. Stupisce che nella Juve delle grandi promesse il voto più alto spetti a un bravo gregario. I compagni lo rimproverano spesso, ma non si preoccupi, fa parte del ruolo: avete mai visto qualcuno incavolarsi per un cross sbagliato di Roberto Baggio?
CARRERA 6. Fa il suo su Tentoni. A noi pare con diligenza.
JULIO CESAR 6. Alle solite qualche imbarazzo su palle che ballano in area.
CONTE 6. Prova che non avrebbe entusiasmato Sacchi: quasi sempre a testa bassa. Ma giocare ieri nel centrocampo bianconero era una maledizione per tutti.
BAGGIO D. 5. Mezzo voto in meno perché il suo talento non può svilirsi in una prestazione così incolore. Non è una novità che carburi lentamente, anche nel '92/93 emerse nel finale.
VIALLI 6. É trascorso un anno e lo ritroviamo ad arrabattarsi su lanci improbabili, traversoni di 40 metri, tocchi ciechi che lo affossano in mezzo agli avversari. Prova un paio di conclusioni al volo, più una rovesciata a rischio, con la palla che ricade come una mela marcia. Parlava di un'altra Juve. Attendiamo, con lui, di vederla.
BAGGIO R. 6,5. La sua preparazione al cross decisivo per Moeller vale da solo la partita. Aggiunge un paio di chicche e poco altro soprattutto dopo un malore che dal trentesimo lo condiziona evidentemente.
MOELLER 6. Esiste per il gol, il primo della serie A, che gli procura la fornitura di vino d'Abruzzo e di miele. Le uniche dolcezze della sua domenica.
(75' Marocchi sv)
TURCI 6. Lo impegnano poco e con tiri facili.
GUALCO 6. Segnò pure un gol alla Juve di Zoff. Rivedendolo su Moeller o in appoggio al centrocampo ci siamo chiesti come sia stato possibile.
PEDRONI 6,5. Bella e sfortunata l'incursione al 53'. Prevale su Dino Baggio.
CRISTIANI 6. Tra i più anonimi
(58' Florjancic 6,5).
COLONNESE 6. Contiene a sufficienza Vialli, non ci è parso quel fenomeno che molti volevano al mercato.
VERDELLI 5,5. Balla come una bagnarola nella tempesta nei primi minuti.
GIANDEBIAGGI 6. É uno dei due impalati dal Divin codino nell'azione del gol. Ma non lascia spazio a Fortunato.
DE AGOSTINI 5,5. Sta su Baggio e un arbitro più deciso non avrebbe atteso 81 minuti per ammonire una piovra come lui.
NICOLINI 6,5. Tra i più vivaci, entra in tutte le azioni
(dal 70' Dezotti sv).
MASPERO 6. Il Baggio di Cremona. Per una volta la differenza si è notata poco.
TENTONI 6. Esordio in A, con emozione all'inizio, con sicurezza poi. Meglio nella rifinitura.
Arbitro Arena 6 ma punisca di più le scorrettezze
Marco Ansaldo
brani tratti da: La Stampa 30 agosto 1993













