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martedì 13 gennaio 2026

10 dicembre 1990: Torino - Juventus

É il 10 Dicembre 1990 e Torino Juventus si sfidano nella dodicesima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1990-91 allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino.

É il 'Derby della Mole' e la cittá si mobilitá!

La Juventus tenta di riapproparsi dello scettro di squadra 'piú forte della penisola' con una nuova dirigenza tecnica affidata ad un allenatore del famigerato 'calcio champagne' Luigi Maifredi. Dopo un inizio di campionato incoraggiante i bianconeri naufragano tra caterve di gol presi ed addirittura a fine campionato si trovano fuori dalle Coppe Europee dopo 27anni

Dall'altra parte un Torino che termina il campionato in quinta posizione, meglio dei piú blasonati cugini.

Buona Visione! 



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Stagione 1990-1991 - Campionato di Serie A - 12 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Lunedì 10 dicembre 1990 ore 14.30
TORINO-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Policano 24, Baggio R. 77

TORINO: Tancredi, Bruno, Policano, Fusi (Sordo 77), Annoni, Cravero, Mussi (Benedetti 71), Romano, Bresciani, Martin Vazquez, Lentini
Allenatore: Emiliano Mondonico

JUVENTUS: Tacconi, Luppi, Julio Cesar, Corini (Bonetti D. 77), De Marchi, De Agostini, Haessler, Marocchi, Di Canio, Baggio R., Alessio (Galia 66)
Allenatore: Luigi Maifredi

ARBITRO: Coppetelli
ESPULSIONI: Julio Cesar 26 (Juventus); Bresciani 18 (Torino)



Due Capitani Esemplari
Superpagelle per Cravero & Tacconi.

TORINO. L'arbitro ci ha ridotto il lavoro. Bresciani e Julio Cesar presto sotto la doccia, espulsi. Meritano entrambi cinque, vedi tabellino, perchè con Coppetelli bisogna essere chiari: mezzi falli o mezze parole creano equivoci. Pagelle ridotte, quindi. Prima i padroni di casa, poi i bianconeri. 

Tancredi 5,5 Due efficaci risposte ad Haessler, ma due passi avanti (di troppo) sulla punizione di Baggio.
Bruno 6 Attenta marcatura su Di Canio, qualche problemino con Baggio e cartellino giallo. E' nel mirino degli arbitri.
Policano 7 Pronto ad inserirsi in avanti, lo testimonia il gol segnato. Migliore quando il Toro spinge, di quando rema.
Fusi 6-Senza sbavature ma senza squilli. Per l'infortunio al ginocchio ha lasciato il posto al combattivo 
Sordo (6).
Annoni 6 Ha frenato Baggio, decisivo il suo colpo di testa prima del gol. Qualche colpa (posizione) sul gol bianconero.
Cravero 7 In forma crescente. Puntuale nelle chiusure, lucido nel contropiede.
Mussi 6,5 A lungo è stato difensore e ala destra efficace. Gli ha dato il cambio Benedetti (6) con disinvoltura.
Martin Vazquez 7- Centrocampista con qualche dribbling di troppo, poi punta di grande intraprendenza. Tre conclusioni da gol, senza fortuna.
Lentini 5,5-Sarà il lavoro di copertura a togliergli lucidità, ma nelle conclusioni é impreciso. E già accaduto a Napoli.

Tacconi 6,5 Ha stretto la porta davanti al Toro. Per poco, questione di centimetri, non gli negava anche il gol.
Luppi 5,5 L'uscita di Julio Cesar, costringendolo ad accentrarsi, gli ha creato problemi.
Corini 6-Si è limitato ad una prestazione ordinata, senza prendere iniziative. L'ha sostituito
Bonetti (6) cercando di spingere sulla fascia.
De Marchi 6,5 Un solo attimo di crisi, su affondo di Martin Vazquez in una partita autoritaria anche: nei rilanci.
De Agostini 6 Prestazione media, poco per un atleta del suo valore. Ma lucido nel mandare Coppetelli dal guardalinee...
Haessler 7 Il tedesco vive un momento di forma eccellente. Nel primo tempo il solo a impensierire i difensori granata. Buona spinta nella ripresa.
Marocchi 6,5-La sua parte è ormai oscura, ma importante. Ottimo filtro. I granata hanno dovuto girare al largo.
Di Canio 6,5- Gli è mancato Schillaci, il finalizzatore di al cuni affondo che potevano por tare a qualcosa di concreto.
Baggio 7 Il calcio di punizione (prodezza da un punto), gli fa perdonare lunghe pause e le fughe dall'avversario.
Alessio 5,5 Un avvio promettente (traversa) in avanti, poi fuori Julio Cesar la trasformazione in difensore, senza brillare. Nel finale al suo posto 
Galia (6) senza brillare. 

Bruno Perucca
tratto da: La Stampa 11 dicembre 1990




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L'allenatore granata Emiliano Mondonico ed il portiere juventino Stefano Tacconi, prima del derby della Mole del 9 dicembre 1990, il primo allo stadio Delle Alpi. La partita fu rinviata causa una forte nevicata, e recuperata il giorno dopo di lunedì, con diretta su Rai2.

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domenica 14 dicembre 2025

14 dicembre 1986: Juventus - Torino

É il 14 Dicembre 1986 e  Juventus e Torino si sfidano nella dodicesima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1986-87 allo Stadio 'Comunale' di Torino. É il 'Derby della Mole' ed il capoluogo piemontese si mobilitá.

La Juventus e' Campione d'Italia in carica mentre il Torino vive una stagione con molti piú alti che bassi. Infatti i granata termineranno il campionato ben piú vicino alla zone retrocessione che a quella nobile. A fine campionato i bianconeri saranno secondi dietro al Napoli (per la prima volta scudettato).

Buona Visione! 


 
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Stagione 1986-1987 - Campionato di Serie A - 12 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 14 dicembre 1986 ore 14.30
JUVENTUS-TORINO 1-0
MARCATORI: Manfredonia 78

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Mauro, Manfredonia, Serena A., Platini, Laudrup (Bonetti I. 89)
Allenatore : Rino Marchesi

TORINO: Lorieri, Corradini, Francini, Zaccarelli, Junior, Rossi E., Beruatto, Sabato, Cravero (Ferri G. 82), Dossena, Comi
Allenatore : Luigi Radice

ARBITRO: Casarin



Il capitano bianconero manda un messaggio alle altre rivali 
Scirea: «Siamo sempre qui» 

Capitan Scirea è doppiamente felice perché il rientro dopo tante tribolazioni è coinciso con la vittoria, il portiere Tacconi ha ammesso di aver sofferto più per i brividi di freddo che per le conclusioni in porta del granata, Cabrini si fa medicare con sei punti di sutura la ferita aperta dai tacchetti di Corradini all'altezza del ginocchio esterno. Ma tutto questo è contorno, anche abbastanza gustoso. 

Il piatto principale lo fornisce Lionello Manfredonia, primo gol assoluto in un derby (sia esso romano o torinese), terza rete in campionato e quindi cannoniere bianconero. Il dialogo con l'avvocato giocatore della Juventus diventa facilmente monologo perché Manfredonia non ha problemi a sviscerare i temi giusti, quelli che servono in questi casi al cronisti. Come quando dice, quasi fosse un esordiente del gol, che dedica la rete alla moglie Carolina e al figlio 

"Perché quando le cose sul lavoro non vanno al meglio è la famiglia che permette a un professionista di ritrovare la giusta carica". 

Segnare non è propriamente il compito principale di questo eclettico giocatore, tanto che (ma allora giocava più da difensore puro) in undici derby Lazio-Roma, Manfredonia non aveva mai assaporato questa gioia. 

L'urlo, la corsa verso la curva Filadelfia sono avvenuti ieri, dopo oltre un'ora di gioco, al terzo derby della Mole per il centrocampista. 

«Mi era già capitata quella splendida palla-gol in apertura di ripresa, l'avevo calciata alle stelle. Poi il colpo di testa parato da Lorieri, bis di quello del primo tempo. Insomma, soprattutto per quel tiracelo, avevo qualcosa da farmi perdonare e ho cercato la rete con insistenza. E' andata bene, è un gol importante che ci permette di ricaricarci nei confronti delle rivali e pensare alla trasferia di Genova con più tranquillità». 

Manfredonia continua con sincerità: 

'No, non ho mai pensato di non poter vincere o addirittura di perdere questo derby. Il Toro era caricato (è una parola che ricorre spesso nelle sue frasi n.d.r.) dal successo in Coppa ma noi ci siamo espressi meglio sfiorando più volte la rete nella ripresa'. 

Gli chiedono a bruciapelo se è anche un gol contro la Roma sua ex rivale e contro il Napoli capolista e, si mormora, sua possibile squadra futura già di Giordano suo ex amico, poi nemico, di nuovo amico: 

«Non c'entra la mia passione laziale, forse c'era ancora rabbia per il gol annullato a Roma contro i giallorossi, ma allora sarebbe servito a poco, oggi questo vale doppio. Napoli? Sono voci di mercato, è appena il secondo anno che sono qui, mi trovo bene, non cambierei ambiente."

Chi sicuramente chiuderà nella Juve è Scirea, il suo ottimismo nella squadra è assoluto: 

«Ho sofferto tanto per la tendinite, ma con questa gioia tutto sarà presto dimenticato. Abbiamo cercato e voluto il gol, abbiamo dimostrato che ci siamo ancora. Quando là Juve perde una partita tutti dicono che è finito il nostro ciclo, invece, come vedete, siamo sempre qui». 

Stefano Tacconi, con il consueto gusto per la battuta annuncia: 

«Ci hanno stuzzicato, noi avevamo davvero cominciato male, nel secondo tempo ci siamo ritrovati e non c'è stata più lotta, non li abbiamo più fatti uscire dalla loro area".

Oggi Tacconi parteciperà con altri calciatori alla sfida dei Superstar al Palazzo a Vela. Dovrebbe esserci anche Cabrini, ma il terzino (che prosegue nel silenzio stampa) non può rischiare con il taglio al ginocchio destro e i problemi (ha giocato con una vistosa fasciatura) a quello sinistro. Platini ha disputato il nono derby (ed è rimasto fermo a quota sette reti): 

«E' sempre una partita speciale, più che in passato stavolta contavano per noi i due punti. Fanno i de profundis alla Juve sempre prima del tempo? E' un trattamento riservato solo alle grandi squadre...". 

Infine un esperto di cose granata, Serena. Anche lui a secco dopo gol segnati con l'una e l'altra maglia: 

«Ho mancato la rete più facile. C'è stato un rimbalzo falso e quando le gambe cominciano a non rispondere perfettamente è facile sbagliare. Ho corso moltissimo per creare spazi ai compagni, non potevo pretendere di rimanere lucido fino all'ultimo istante. Quel che conta è che dopo un primo tempo cosi e cosi ci siamo guardati in faccia nell'intervallo, dentro lo spogliatoio, e siamo rientrati in campo decisi a battere il Toro."

Franco Badolato
tratto da: La Stampa 15 dicembre 1986




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mercoledì 3 dicembre 2025

3 Dicembre 1995: Juventus - Torino

É il 3 Dicembre 1995 Juventus e Torino si sfidano nella Dodicesima Giornata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1995-96  allo Stadio 'Delle Alpi' di Torino. É il 'derby della Mole' ed il capoluogo piemontese si mobilitá.

La Juventus guidata in panchina dal 'maestro' Marcello Lippi, dopo aver rivinto lo Scudetto dopo ben otto anni adesso pensano in grande. Pensano alla Champions League (che conquisteranno a Roma). Ed infatti i bianconeri non giocano come sanno in campionato e si fanno 'rubare' il titolo dal Milan. Alla fine sara' secondo posto. 

Dall'altre parte c'é un Torino che attraverso un gravissimo momento societario e deve salutare la massima divisione dopo un campionato mediocre.

Buona Visione! 


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Stagione 1995-1996 - Campionato di Serie A - 12 andata
Torino - Stadio Delle Alpi
Domenica 3 dicembre 1995 ore 20.30
JUVENTUS-TORINO 5-0
MARCATORI: Vialli 3, Vialli 27, Vialli 43, Ferrara C. 47, Ravanelli rigore 67

JUVENTUS: Peruzzi, Ferrara C., Tacchinardi, Carrera M., Torricelli, Di Livio, Paulo Sousa (Pessotto 72), Deschamps, Del Piero, Vialli (Padovano 80), Ravanelli (Jugovic 72)
Allenatore: Marcello Lippi

TORINO: Doardo, Angloma, Maltagliati, Bacci, Sogliano (Bernardini 19), Milanese, Cristallini, Pelè, Dal Canto (Cravero 53), Rizzitelli, Karic (Dionigi 62)
Allenatore: Nedo Sonetti

ARBITRO: Nicchi



Lippi: Juve mai sazia 
A fine gara scontri tra i tifosi 

TORINO. Sembra che un bulldozer sia passato sopra il Toro. Ed è stato trionfo bianconero. Facce felici, umori in paradiso, strette di mano, pacche sulle spalle. Sono il condimento del dopo partita, rituale ovvio. I bianconeri, in coro, sembrano dire «vendetta è compiuta (l'anno scorso la Juve di Lippi perse due derby su due, ndr)». Il tecnico tenta di mascherare il suo stato d'animo ma spiega con orgoglio che 

«i miei hanno giocato alla grande. Perciò il successo ò legittimo. La squadra ha risposto come si conviene in certe situazioni. Ha giocato con le giuste concentrazione e tensione. E il risultato non poteva sfuggirci. Abbiamo avuto l'umiltà di non sentici mai con la pancia piena. Bravi tutti i miei, insomma». 

E il Toro? 

«Ha perduto contro una grande squadra. Noi siamo a 6 punti dal Milan e ci guardiamo bene dall'arrenderci. Il Toro è a 2 punti dalla quint'ultima, un passivo come questo è pesante, può risultare choccante, ma i granata hanno tutto il tempo per risollevarsi e disputare un campionato dignitoso». 

Ravanelli ha aiutato la squadra con lavoro di appoggio e ha messo la sigla al risultato trasformando il rigore: 

«Successo bellissimo, con un sapore speciale. Ho calciato il rigore con forza e calma, Doardo si è buttato alla sua destra e io ho tirato al centro. Bella soddisfazione collettiva. Vittoria importante perchè dopo il cammino in recupero, cominciato con Fiorentina e Parma, il 5-0 è la conferma del momento positivo della Juventus». 

Il Toro ha però avuto opportunità in qualche momento... 

«Forse perchè noi abbiamo mollato un po' - replica il Grigio - soprattutto nel possesso del pallone. Ma appena abbiamo ripreso a imporre il gioco, la gara è tornata nelle nostro mani. Difficilmente la domenica sbagliamo bersaglio se in settimana prepariamo al meglio un match. Nei derby dell'anno scorso c'è mancato qualcosa che ancora non riusciamo a capire. Adesso la situazione è cambiata, la nostra condizione è ottimale. Sono già due gare che aneliamo spediti, soprattutto a Parma, anche se non abbiamo raccolto ciò che meritavamo. Per le altre squadre, sarà dura batterci». 

Ferrara, un gol anche lui, gongola: 

«Io ci provo sempre a metterci lo zampino, però ci vuole anche un pizzico di fortuna. Stavolta è andata bene e per me la soddisfazione è doppia perchè ho sfruttato una bella palla in profondita di Deschamps e poi, senza guardare la porta, ho centrato l'angolo più lontano. Rispetto all'anno scorso siamo entrati in campo più determinati, forse proprio per quelle delusioni del 94-95. Il Milan? Qualche settimana fa non si parlava più della Juventus, e invece questo 5-0 dimostra che c'è sempre un margine per rientrare in gioco. Sempre che il Diavolo non continui di questo passo...». 

Intanto, purtroppo, fuori dallo stadio le opposte fazioni se le danno di santa ragione. La polizia era già intervenuta durante la gara e, al fischio finale di Nicchi, aveva caricato i supporters che erano nella curva Maratona. Il Torino tiene sempre la bocca cucita: forse il silenzio stampa sarebbe cessato se il risultato fosse stato diverso, ma soprattutto in una serata come questa, con un passivo così pesante, nessuno ha voglia di parlare. Tutti i granata sfilano a capo chino, nervosi, sottraendosi ad ogni tentativo dei cronisti. Ma, chissà come, in qualche modo si sparge la voce che Sonetti„distrutto dal risultato di questo derby, abbia deciso di presentare le proprie dimissioni al presidente Calleri. Nedone viene bloccato mentre cerca di scantonare, costretto in un angolo, tempestato di domande: è vero che ha deciso di lasciare? E in quel momento il tecnico toscano ritrova un po' di rabbia, cava ancora un ruggito: 

«Tutte balle, resto al mio posto: io non sono uno che si arrende» 

e se ne va, nerissimo. Il campionato è ancora lungo, bisogna ritrovare la forza per reagire. Anche se i tifosi contestano brutalmente tutto e tutti. 

Claudio Giacchino
tratto da: La Stampa 4 dicembre 1995




Il Parere di ...

Solo un allenamento

Prima di parlare della partita, voglio parlare dei tifosi: quelli del Torino. Lo striscione letto domenica nella curva dei tifosi granata su Andrea Fortunato era schifoso. Sono stato contento che il Toro abbia perso 5-0, ed è una cosa che non avevo mai detto nemmeno da calciatore. Quando ho visto quella scritta ho pensato: speriamo che la Juve faccia un bel "capotto" e alla fine ho capito che Dio esiste, che c'è una giustizia. Venendo alla partita, non c'è molto da dire, visto che è stato poco più di un allenamento per la Juve. Ogni qualvolta la squadra di Lippi ha affondato è andata in rete senza ostacoli. Il Torino domenica non è proprio esistito, non c'è stata gara. Un Toro disastroso, in cui è mancato praticamente tutto. Spero per i dirigenti granata e per l'allenatore che non debbano valutare la squadra del futuro da quella vista domenica. Lo spettacolo è stato deprimente. Quanto alla Juve, è difficile esprimere un'opinione precisa. Il livello scarsissimo degli avversari rende, per certi versi, ingiudicabile la pre-stazione della Signora. É comunque una squadra in ripresa, una squadra ritrovata rispetto a qualche settimana fa.
Mi spingo a dire che la Juve è oggi l'unica vera rivale del Milan, che dal canto suo procede a vele spiegate. Sarà difficile per chiunque riagganciare i rossoneri se questi non commetteranno qualche ingenuità clamorosa.
Restando al derby di domenica, segnalo con piacere anche il ritorno di Vialli al gol. Lui è un uomo determinante per la Juve e il suo apporto in fase di realizzazione può essere l'arma in più dei bianconeri nella difficile, difficilissima rincorsa al Milan. Con un Vialli a posto, tutto è possibile. L'esperienza insegna...

Massimo Mauro
tratto dal Guerin Sportivo anno 1995





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tratto da 'Hurrá Juventus' Gennaio 1996


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martedì 18 novembre 2025

18 Novembre 1984: Juventus - Torino

È il 18 Novembre 1984 e Juventus e Torino si sfidano nella nona Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1984-85 allo Stadio 'Comunale' di Torino. È il 'Derby della Mole' e tutto il capoluogo piemontese si mobilita.

I Bianconeri sembrano più concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa invece c'è sorprendentemente il Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto

Dall'altra parte c'è il Toro che lotta con i sorprendenti scaligeri per la vetta della classifica. Infatti questa sconfitta nel derby sarà fatale per le ambizioni dei granata.

Buona Visione!


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Stagione 1984-1985 - Campionato di Serie A - 9 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 18 novembre 1984 ore 14:30
JUVENTUS-TORINO 1-2
MARCATORI: Platini 15, Francini 48, Serena A. 89

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Briaschi, Tardelli, Vignola (Prandelli 59), Platini, Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

TORINO: Martina, Danova, Francini, Galbiati, Junior, Ferri G., Zaccarelli, Sclosa, Schachner, Dossena, Serena A
Allenatore: Luigi Radice

ARBITRO: Agnolin L.



Molta amarezza fra i bianconeri mentre il pubblico sfoga la sua delusione I tifosi contestano Trapattoni 
Tardelli: «Lo scudetto? Non è più cosa nostra» 
Platini a Parigi per dimenticare 


L'allenatore dopo avere difeso i giocatori dall'accusa di essersi imborghesiti è stato accompagnato a casa dalla polizia - 

"Abbiamo toccato il fondo, più in basso di così non si può" - 

Difesa di Brio 

Bodini al posto di Tacconi? 

«Deciderò sabato» 

Col Verona test verità per i granata. 

"Con questa perfetta pegno ad aver difettato; tutti hanno fatto la loro parte ma manca il cemento armato che avevamo la scorsa stagione'. — 

Ha azzardato Brio, che rientrava a poco più di un mese dall'operazione di menisco e senza un vero collaudo, per neutralizzare Serena, proprio il granata che ha sferrato il colpo del k.o.

E' il quarto gol di testa in due partite. Colpa di Tacconi, dì Brio o dell'intera difesa? 

"Non ci sono colpe specifiche: è stato un errore collettivo. Brio ha fatto il proprio dovere nonostante il gol di Serena: valeva la pena di rischiarlo». — 

Tacconi è di nuovo sotto accusa. I tifosi invocano Bodini. Ci sarà il cambio di guardia in porta a Udine? 

"Sabato deciderò. Intanto recupereremo Rossi. Piuttosto c'é da ritrovare l'organico al completo, la forma generale da abbinare alla caratura tecnica e gli equilibri tattici, ricreando lo spirito di corpo che ci aveva dato tanti risultati in passato. Quando si rinnova possono succedere certe situazioni». — 

Scudetto, addio: l'avventura ricomincerà a marzo in Coppa? 

"Anche se non si può vincere sempre, dobbiamo continuare a lottare. C'è chi deve forgiare il carattere e la personalità: per giocare in una squadra da vertice ci vuole un sistema nervoso d'acciaio, collaudato. Il Torino ci ha battuti sul piano della determinazione e della gran carica che spiegano la sua attuale posizione in classifica". — 

Dove può arrivare la squadra del suo amico Radice? 

"Se manterrà questa condizione psicofisica andrà lontano. La prova del fuoco l'avrà domenica con il Verona, in casa. Tutto il collettivo gira e in avanti Schachner, che ha disputato una grossa prova, e Serena non mollano mài». 

Analisi sul momentaccio della Juve: 

«Non è un crollo fisico, ma certi gol non si dovrebbero prendere» - 

L'amaro rientro di Brio si è fatto strada; poi la decisione dell' ultima ora. 

"La Juve ha combattuto e ha lasciato i due punti al Torino solo per aver subito un gol all'ultimo minuto. Se non è sfortuna questa! E' ora che la cattiva sorte cambi indirizzo. Non sono d'accordo con chi sostiene che lo scudetto se ne sia volato verso altri cieli. Io ci proverei ancora. In quanto al duello con Serena, se per certi aspetti è stato spigoloso è perché anche lui non è un santo. Ed allora non posso mica indossare gli abiti di una signorina." 

Fuori, nel buio, che è già precipitato sulla città improvvisamente, molte voci di contestazione si appuntano ora sull'allenatore ora sulla squadra. Cabrini scuote la testa e dice: 

"Eccoli che ricominciano. Una storia vecchia, che si ripete appena qualcosa gira male. Sulla partita non ci sono troppe cose su cui discutere. Un gol subito a dieci secondi dalla fine ha l'effetto di una coltellata e fa male al morale. L'allenatore ci ha parlato e noi siamo rimasti zitti. Ci risentiremo domani e discuteremo ancora su questo periodo difficile. Un momentaccio niente da dire, forse il più brutto da quando sono alla Juventus; sette punti dal Verona sono un'eternità. E' crisi? Non so, certo che abbiamo subito un gol quando la partita era quasi finita. Forse, pròprio in quel momento, ci è mancata la necessaria concentrazione. E pensare che sull'uno a uno la partita era entrata in una canale tranquillo. Invece... Sull' episodio che mi ha visto reagire contro un granata, non ricordo chi. che aveva commesso un fallo su Vignola. forse ho perso un po' la testa e volevo avventarmi su di lui per cantargliene quattro. Per fortuna é stato bravo l'arbitro Agnolin a placare gli animi." 

Anche Tacconi, come tutti del resto, ha il muso lungo e l'umore nero come la pece. Fiuta aria di critiche come un segugio e anticipa attaccando: 

"Se Trapattoni se la prende con me (è evidente che la natura del contendere è il secondo gol. subito a pochi secondi dal termina, ndr). bisognerà andare a fondo delle cose. Il mio compito era quello di custodire il secondo palo. Chi c'era sul primo?». 

Chi c'era sul primo palo? Soltanto un'eco triste rimbomba nel lungo corridoio dello spogliatoio. E nessun'altra voce. 

I bianconeri si trovano-ora nel fondo di un sacco. Non c'è luce attorno. E, se si agitano o parlano con eccessiva enfasi, rischiano di sciupare ossigeno e andare in cianosi. Perciò si mantengono calmissimi, prendono atto di una situazione contingente e generale molto sfavororevole letta attraverso una classifica ormai mortificante, e accettano il dialogo con l'infantile senso di colpa di un bambino sorpreso a rubare la marmellata. Tardelli. per la verità, non avrebbe neppure voglia di parlare: ma quando capisce che sottrarsi alle risposte non gli restituirebbe i due punti lasciati al Torino, si toglie il maglione per evitare la sauna dello spogliatoio e comincia l'analisi. 

"Bravi loro, davvero. Hanno cercato il gol con ogni forza e lo hanno ottenuto. E a questo punto è difficile parlare di scudetto: anzi, è meglio dire subito che non è più cosa nostra. E siccome siamo caduti in basso dobbiamo tirarci fuori da questa situazione che non è proprio allegra." 

Più che un'intervista è un rapido scambio di battute. Quando chiediamo come mai la difesa subisce tanti gol nell'area piccola, Marco è lapidario come un telegramma: 

"Tanti gol non si dovrebbero prendere e si prendono." 

E adesso, povera Juve? 

"Dobbiamo stare zitti e andare avanti: non è un invito all'umiltà il mio poiché oggi la squadra si è battuta, ha retto bene fino alla fine del primo tempo. I granata, anche se hanno avuto un paio di occasioni, si erano un po'placati dopo il pareggio. Alla fine, purtroppo, é arrivata la doccia fredda. Però non è stato un crollo fisico, non scherziamo." 

Come una visione miracolosa, Sergio Brio è riapparso in campo dopo 34 giorni esatti dall' intervento chirurgico eseguito per l'asportazione di un menisco del ginocchio destro. A tempo di record. E' certamente il premio ad una incredibile fonte di volontà. Doveva essere perciò un giorno di festa per lui, invece quel gol di Serena."

Angelo Caroli
tratto da: La Stampa 19 novembre 1984





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