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martedì 23 settembre 2025

23 Settembre 1979: Catanzaro - Juventus

É il 23 Settembre 1979 e Catanzaro Juventus si sfidano nella seconda giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1979-80 allo Stadio 'Comunale' di Catanzaro.

bianconeri contendono fino all'ultimo lo Scudetto con l'Inter peró al termine del campionato peró sará solo secondo posto dietro i nerazzurri.

Dall'altra parte i giallorosso calabresi conquistano con tanta fatica e sudore una preziosa salvezza.

Buona Visione! 



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CATANZARO: Mattolini, Sabadini, Ranieri, Menichini, Groppi, Nicolini, Braglia, Orazi, Chimenti (Bresciani 71), Majo, Palanca
A disposizione: Trapani, Zanini
Allenatore: Carlo Mazzone

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini (Prandelli 46), (c) Furino, Brio, Scirea, Causio, Tardelli, Bettega R., Tavola, Fanna
A disposizione: Bodini, Marocchino
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: D'Elia




Con una gara giudiziosa che conferma la solidità del collettivo e attenua i recenti problemi 
La Juve in progresso a Catanzaro 
I bianconeri soffrono per la mancanza di un attaccante vero, ma il gioco sta tornando redditizio 
Bettega è rimasto arretrato, aiutando i centrocampisti: suo il gol decisivo ma gli mancano estro e fantasia 
Bella prova di Prandelli al posto dell'infortunato Cabrini 
Calabresi con troppi timori 

DAL NOSTRO INVIATO CATANZARO — Non é ancora la bella Juventus che i tifosi aspettano, ma è una Juventus in netto progresso. A Catanzaro i bianconeri hanno giocato una partita giudiziosa rischiando il giusto, senza mai rinunciare al gioco, ma neppure attaccando scriteriatàmente. Il gol è venuto a nove minuti dalla fine, ma già prima gli uomini di Trapattoni avevano portato seri pericoli alla rete di Mattonili. Bettega sbagliava due voilte occasioni all'apparenza facili. La prima addirittura in modo clamoroso. Fanna colpiva un palo e la palla, carambolando sul piede di Mattolini, finiva in corner e Causio, a due passi dal portiere, alzava incredibilmente una palla facile. Poi l'azione bellissima di Furino, il tocco a Causio, il cross teso del barone e la testa prepotente di Bettega che segnava. 
La vittoria non chiude la crisi, ma ne attenua i toni. Trapattoni adesso potrà lavorare tranquillo nell'opera di ricostruzione di un gioco utile e redditizio. Anche a Catanzaro sì è visto che la squadra ha un impianto solido, che i rincalzi sono validi, tanto da poter giocare una partita così delicata lasciando i due terzini titolari a riposo. Gentile era andato in tribuna addirittura all'inizio. Cabrini, colpito duro nel primo tempo, ha lasciato il posto a Prandelli, che ha pienamente meritato fiducia. Il gioco però è monco. Si sa. La Juventus non ha un attaccante vero. Deve arrivare al gol con la manovra. Fanna è parso vivo e determinato. Ha lottato a tratti solo in un'area zeppa di avversari: ha sbagliato, ma ha anche fatto molto. Causio, dopo un inizio in sordina, è uscito alla distanza con tutta la sua enorme classe. Da lui i suggerimenti più interessanti. 
Ed eccoci a Bettega. Qui il discorso diventa difficile. Si può criticare un attaccante che in trasferta segna il gol della vittoria? Certo il Bettega di Catanzaro non è il Bettega che i suoi tifosi sognano. Forse è soltanto questione di forma atletica. Generoso, ma appesantito e piuttosto lento. Non ha giocato come centravanti: è rimasto arretrato aiutando i centrocampisti; ha corso, ha lottato, all'attacco e ha combattuto. Ma era senza slancio, senza inventiva e senza fantasia. Insomma, non era il Bettega che tutti ricordiamo. E' soltanto questione di tempo? Questo è il vero problema che turba il commento dopo la vittoria di Catanzaro. Se è solo questione di tempo, la Juventus sarà in grado di recitare una parte importante nel campionato. Potenzialmente la squadra c'è. In difesa regna addirittura l'abbondanza. 
Lo abbiamo già detto: Trapattoni nella ripresa ha potuto rinunciare ai due terzini della Nazionale ed il reparto non ha lamentato una sfasatura, un tentennamento. E' migliorato in potenza e specialmente in dinamica anche Brio. E' parso disinvolto, tranquillo, potente nel gioco aereo e rapido negli sganciamenti. Scirea non può essere scoperto a Catanzaro. Bisogna però ricordare che il suo apporto è intelligente e continuo. Completano il quadro Tavola e Prandelli. Meglio il secondo: ha più scatto e più inventiva. Comunque entrambi si stanno inserendo nel collettivo con piena tranquillità. La Juventus ha giocato giudiziosamente contro un Catanzaro forse timoroso di tanto avversario. Le dichiarazioni della vigilia sono state smentite dai fatti. Mazzone, tecnico validissimo, aveva avvertito i suoi che di questa Juventus era meglio non fidarsi. E difatti disponeva la squadra con quattro difensori e con quattro centrocampisti. Era una tattica logica, clie annullava i rischi di un gioco troppo spavaldo, ma era un modo per lasciare isolate le punte Chimenti e Palanca, che pure sono gli uomini più prestigiosi della squadra. Sarà il problema della coperta corta: o si scoprono i piedi o si scoprono le spalle. Mazzone ha preferito non rischiare, ma ha perso lo stesso. I calabresi non hanno confermato le belle doti palesate domenica a Perugia. Forse è stata la paura a bloccare la manovra dei padroni di casa, che hanno espresso un gioco asfittico, con tanti passaggi, mai un affondo, mai un'inventiva. 
Il migliore è stato Nicolini, per continuità e generosità, non certo per fantasia e classe. Il Catanzaro comunque è forte. Giudicarlo dopo la prova con la Juventus potrebbe essere sbagliato. La squadra bianconera torna a casa con il morale alto, ma non con tutti i problemi risolti. Prima di tutto bisognerà recuperare il vero Bettega, poi adattarsi alla manovra di una squadra che gioca senza una punta vera. E' difficile. Occorrono determinazione, grinta e molti sacrifici. Il successo di Catanzaro va bene, ma che cosa succederà domenica quando il Pescara, al Comunale di Torino, presumibilmente rifarà le barricate di bolognese memoria? Torneranno tentennamenti e critiche? Potenzialmente la Juventus è forte, ma è certamente incompleta. 


Le pagelle: Furino il migliore 

ZOFF — Non ha avuto grande lavoro. Ha effettuato due belle parate. 

CUCCUREDDU — Doveva controllare Palanca ed il forte attaccante calabrese ha potuto tirare a rete una sola volta. Cuccureddu è stato valido anche in azioni di attacco. Ha tentato due volte il gol su calci piazzati, ma senza fortuna. 

CABRINI — Era alle prese con Braglia, un centrocampista camuffato da ala destra. Ha cercato di portare aiuto all'attacco ed è stato contrato più volte dal suo avversario. In una circostanza è stato colpito alla caviglia e ha dovuto abbandonare. 

PRANDELLI — Ha sostituito Cabrini, ma ha giocato come centrocampista. E' stato dinamico e molto bravo. Ha avuto spunti generosi ed efficaci. Più volte i calabresi hanno dovuto bloccarlo con falli. Meriterebbe la riconferma. 

FURINO — Il miglior juventino in campo. Non ha avuto la dinamica di una volta, ma è stato pronto, generoso e combattivo. Non si è mai dato per vinto. Ha giocato in difesa e all'attacco come un gladiatore. 

BRIO — E' uno stopper di grandi possibilità, in sicuro progresso. Ha annullato Chimenti. Ha avuto spunti in avanti, confermando di essere bravissimo nel gioco aereo. 

SCIREA — Tocchi e finezze eccezionali, sicurezza nella posizione, deciso e brillante nelle uscite. E' un «signor libero». Ha effettuato anche puntate in avanti ed in una circostanza è caduto oltre il fondo e ha battuto la faccia contro lo sgabello di un fotografo che era seduto al di qua della linea di demarcazione. Si è scheggiato un dente, ma è rimasto in campo senza tentennamenti. 

CAUSIO — Dopo un inizio in sordina, è uscito alla grande. Forse aveva paura per il ginocchio non completamente guarito. Convintosi che non c'era pericolo, ha disputato un finale in crescendo inventando il passaggio del gol con una zampata da vero campione. 

TARDELLI — Generoso, continuo e sempre in movimento. Ha finito sulle ginocchia per la grande fatica profusa. E' stato un elemento prezioso, specie nei momenti di pressione del Catanzaro. 

BETTEGA — Se Bettega tornerà il grande giocatore che tutti ricordiamo, la Juventus ha trovato la formula giusta per un «campionato senza attaccanti». A Catanzaro Bettega ha giocato arretrato, portandosi in zona gol da lontano. Che non sia in forma lo dimostrano le occasioni fallite, ma che Bettega sia sempre un campione, lo conferma il gol segnato. 

TAVOLA — Lavoratore silenzioso, non appariscente, ma molto utile. Deve ancora migliorare nel controllo della palla e specialmente nei passaggi, ma ha dimostrato doti di continuità notevoli. 

FANNA — Pieno elogio per la prova di Catanzaro. Impostato come destro, si adatta a giocare a sinistra. E' l'uomo ideale per far spazio alle incursioni di Bettega.  

Giulio Accatino 

 


«A poco a poco torniamo ai nostri vecchi valori»
Alla fine Trapattoni è contento: 
«Con questo successo siamo di nuovo in quota»  
Bettega: «Una rete importante per me e per la squadra» .

CATANZARO — L'attimo di gioia la Juventus lo vive a nove minuti dalla fine quando Bettega schiaccia col capo il pallone in fondo alla rete di Mattolini. Fa parte del suo repertorio. C'è un grappolo di bianconeri a due passi dalla panchina di Trapattoni, l'attaccante è sommerso da un lungo, intenso abbraccio, i bianchi capelli si intravedono soltanto. Poi quando l'arbitro D'Elia chiude la gara, c'è un'altra scena di esultanza. Trapattoni negli spogliatoi tra caldo soffocante, umidità e tanta confusione, dice: 
"Era un incontro molto delicato, importantissimo. Le critiche ci avevano frastornato. Abbiamo vinto soltanto per uno a zero ed il punteggio mi sta bene ugualmente. Non mi interessa se potevamo segnare altri gol durante il match. Io so soltanto che con questo successo siamo di nuovo in quota». 
«Non so come sia apparsa la partita dalla tribuna; dai bordi del campo mi è sembrata forse non spettacolare, ma senz'altro piacevole. All'inizio eravamo un po' guardinghi. C'era un certo rispetto dell'avversario, visto e considerato che una settimana prima era riuscito a pareggiare sul campo del Perugia». 
«S'è trattato dunque d'una partenza — continua l'allenatore — di studio. Dovevamo anche centellinare le energie dopo il mercoledì di Coppa. Bettega? Ha giocato in posizione diversa per una mia precisa disposizione tattica. Ha svolto un notevole lavoro, ha segnato un gol. Non potrei chiedere di più. Poi debbo elogiare Fanna e Tavola. Stanno trovando una giusta dimensione, pian piano dimostrano di essere giocatori da Juventus. Stiamo quindi cercando antichi valori e io sono convinto che gradatamente riusciremo ad esprimerli. Certo ci vuole tranquillità e pazienza».
Roberto Bettega ha giocato dopo pochi minuti sulla tre quarti e non da punta. S'è visto poco, a molti è parso un fantasma sul prato. Forse era colpa anche della delicata posizione, del compilo oscuro e difficile che doveva svolgere. La rete, comunque, lo rende allegro e disponibilissimo al dialogo. 
"E' stato un incontro tirato — dichiara — c'era pure un terreno pesante. Il Catanzaro non ha creato grossi pericoli, la Juventus ha potuto finalmente giocare ad armi pari. Non ci sono state una volta tanto le barricate ma domenica prossima col Pescara forse ci sarà la solita storia. Io ho dato una mano al centrocampo, in un ruolo che si rivela più semplice in trasferta perché consente di entrare di più nel vivo della manovra. Il gol? Pensavo di non farlo quando ho visto la traiettoria del pallone sull'invito di Causio. Una rete importante per me, ma soprattutto per la squadra. Senza dubbio continuare cosi non sarebbe male." 
E sorride mentre si concede un sorso di minerale. 
«Non sarà facile per nessuno — conclude Roberto — passare a Catanzaro. Son due punti che mandano il morale a mille, ne avevamo davvero bisogno. Mi hanno criticato, io direi che ci vorrebbe in tutte le cose una certa ugual misura. Uno può giocare male, ma non è detto che diventi subito un brocco. Vale per me il discorso, per Paolino Rossi." 
Dino Zoff: 
«Partita buona, onesta. Temevamo questo Catanzaro che invece non ci ha dato, tutto sommato, troppe preoccupazioni. Alla vigilia non ero né entusiasta né abbattuto circa il nostro comportamento. Ora sono abbastanza tranquillo». 
Cuccureddu accenna ad una 
«grossa gara da parte della Juventus», 
Causio lascia incendere che 
«forse si è sulla strada giusta». 
Furino, «vecchio» capitano gusta ancora le vittorie sofferte. Gentile non ha giocato ma non esistono retroscena. 
«Normale avvicendamento. La nostra forza — dice — sta anche in questa mentalità». 
Ferruccio Cavallero
brani tratti da: La Stampa 24 settembre 1979





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Sul campo del Catanzaro la Juventus ritrova il suo miglior Bettega (in un tuffo in area catanzarese con Ranieri, Cabrini e Menichini in veste di spettatori e, in un duello con Groppi) e torna alla vittoria dopo l'1-1 della prima giornata col Bologna. Così il gol-partita: al 36' della ripresa Palanca commette fallo su Scirea, Furino lo batte per Causio e il cross del « Barone » viene perfezionato in gol dalla testa di Bettega

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