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mercoledì 26 agosto 2026

26 Agosto 2017: Genoa - Juventus

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Serie A vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 26 Agosto 2017 e Genoa e Juventus si sfidano nella seconda giornata del girone di andata del  Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2017-18 allo Stadio 'Luigi Ferraris - Marassi' di Genova.

La squadra di Massimiliano Allegri si aggiudica ancora lo Scudetto. Sará il 36esimo titolo. Dall'altra parte ci sono i liguri che navigano in cattive acque per lunghi tratti della stagione. Alla fine peró i rossoblu si salveranno da un amara retrocessione.

Buona Visione!

  


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Stagione 2017/18 - Serie A - 2a Giornata
Sabato 26 Agosto 2017 ore 18.00
Genova - Stadio Luigi Ferraris - Marassi
GENOA-JUVENTUS 2-4 
MARCATORI: 1' (aut.) Pjanic (G) , 7' (rig.) Galabinov (G), 14', 49' pt (rig.) e 47' st Dybala (J), 17' st Cuadrado (J)

GENOA (3-4-3): Perin; Biraschi, Rossettini, Gentiletti; Lazovic, Veloso, Bertolacci, Laxalt; Pandev (33'st Lapadula), Galabinov (27'st Centurion), Taarabt (6'st Palladino)
A disposizione: Lamanna, Spolli, Zukanovic, Cofie, Rosi, Migliore, Omeonga, L.Rigoni, Salcedo
Allenatore: Ivan Juric

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon; Lichtsteiner (29' st Barzagli), Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (13'st Matuidi), Pjanic (36'st Bentancur); Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Benatia, Sturaro, Douglas Costa, Bernardeschi, Kean
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Banti di Livorno
Ammoniti: Lichtsteiner, Gentiletti, Biraschi, Pjanic, Lazovic, Cuadrado, Laxalt



Rossoblù sul 2-0 dopo 8' (autogol Pjanic e rigore con Var di Galabinov), poi si scatena Dybala (il secondo su rigore, anche qui con tecnologia), nella ripresa segna pure Cuadrado.

Dejavu, autogol goffi e triplette, fallacci e raffinatezze, ma soprattutto lunghi minuti davanti a un monitor: in un sabato di ordinaria follia, Marassi non si è annoiato per la tempesta di emozioni. Alla fine dei conti, la Juve ha avuto il merito e la forza di riprendere una gara che sembrava morta e sepolta già prima di cominciare. Ma le meraviglie di Dybala e la perla di Cuadrado non possono nascondere sotto al tappeto la montagna di polvere accumulata a inizio partita. È l’ennesimo inizio-shock regalato al Genoa: in attesa delle fine del mercato, trascina molti interrogativi in casa bianconera.

CRONACA — "Bisogna fare meglio dello scorso anno dove abbiamo preso 3 gol in 27 minuti", disse Max alla vigilia. Allegri è accontentato: due gol in un amen, sette minuti di follia in un inizio irreale con Lazovic che asfalta Sandro e autogol dopo 18 secondi di Pjanic; poi nuovo rigore con Var, secondo in due giornate contro i bianconeri (stavolta, però, c’è il millimetrico fuorigioco di Galabinov, non notato dalla tecnologia, che rende sbagliata la decisione). A procurarlo e realizzarlo proprio il carrarmato bulgaro che bullizza Rugani per tutto il primo tempo. Non bastasse, in mezzo c’è pure un miracolo di Perin su tentato autogol di Gentiletti: troppo e tutto insieme, impossibile dare ordine razionale al caos. Eppure, ormai quando la Signora passa da qua, da questo stadio vestito da rossoblù, il copione è lo stesso.

Ma a prendersi gli applausi finali è sempre Dybala, che dopo la prima tripletta bianconera si porterà a casa la palla: un giorno, continuando così, ne avrà in mano una tutta d’oro. Per il momento, si può limitare ad essere il nuovo leader tecnico di questa squadra. Ma da solo non basterà sempre: Marassi ha detto quanto sia urgente un nuovo colpo dietro e in mezzo.

tratto da: Genoa-Juventus 2-4: Dybala e Cuadrado firmano la rimonta. Var protagonista


 
I bianconeri passati in svantaggio 2-0 dopo 7 minuti di gioco prima rimontano e poi ribaltano i ragazzi di Juric grazie a una tripletta della Joya e ad un gol di Cuadrado

GENOVA - I genoani hanno cullato il sogno di un clamoroso remake, ma stavolta non poteva andare come l’anno scorso, quando i rossoblù rifilarono tre gol in 27’ alla Juve, umiliandola. E lasciandola lì, a macerarsi nell’umiliazione. Non poteva andare come l’anno scorso per un sacco di motivi. Primo: stavolta il Genoa di gol ne ha segnati soltanto due e ha smesso di farne già al 7’, lasciando alla Juve quasi tutta la partita per rimontare. Secondo: i bianconeri avevano imparato la lezione, e l’hanno messo in pratica. Terzo: questo Genoa non è quello, non ha la stessa qualità, non ha la stessa forza nel pressing, non ha quel livello. Ha spremuto se stesso, ma ha ceduto per pura inferiorità. Quarto: Allegri è stato bravissimo a rimettere nei binari i suoi, che dapprincipio avevano reagito con la forza dei nervi ma poi la partita l’hanno tenuta in pugno quando l’hanno affrontata con lucidità e fredda razionalità, fidandosi della propria superiorità, che Dybala sa benissimo come far pesare. La sua tripletta, la prima in Italia, è il, manifesto bianconero del sabato pomeriggio.

Sul risultato c’è però anche, e un ancora una volta, la firma del Var, che ha determinato certamente l’andamento della partita. E dunque bisogna raccontarlo, questo andamento. Il Genoa è passato in vantaggio dopo 18 secondi, quando Pandev s’è bevuto Alex Sandro e poi ha messo in area un pallone teso che Chiellini ha lisciato facendolo carambolare su Pjanic: uno a zero. Al 7’, Banti non s’è accordo di un evidente sgambetto di Rugani a Galabinov invece non sfuggito alla moviola, che ha suggerito il rigore non accorgendosi però della millimetrica posizione di fuorigioco del centravanti bulgaro, che poi ha battuto Buffon dal dischetto: due a zero. Al 14’, la Juve s è rimessa in carreggiata con uno gol di Dybala (di destro!), preparato da una splendida combinazione tra Higuain e Pjanic: due a uno. Sul finire del primo tempo, Lazovic ha respinto con il braccio una conclusione ravvicinata di Mandzukic, e se lì per lì nessuno allo stadio se n’era accorto (neanche gli juventini, che non avevano protestato), a quelli sul furgoncino del Var l’episodio non è sfuggito. Il rigore l’ha trasformato Dybala: due a due. Al 17’ del secondo tempo, dopo una lunga fase di superiorità juventina, Mandzukic ha pescato in area Cuadrado, elegante nel controllo e geniale nel movimento con cui si è liberato di Laxalt e ha battuto Perin: due a tre. E alla fine, il sinistro del capocannoniere Dybala,  servito da Higuain, è diventato la rasoiata della tripletta: due a quattro.

Il bello è che il Var farà molto discutere chi sta in poltrona ma poco chi sta allo stadio, dove il clima è palesemente più disteso. La gente si fida. Al rigore per la Juve, per esempio, Marassi non ha emesso nemmeno un fischio e in genere ogni decisione di Banti è stata presa bene, perché evidentemente il fatto che l’arbitro sia sotto tutela è visto come una forma di garanzia. Dentro gli stadi si respira un’aria migliore.
La bellezza della Juve è invece ancora del tutto indefinibile, ma d’altronde Allegri ha già fatto sapere che per lui la stagione comincia dopo la sosta e che adesso è tutto provvisorio, compresi gli sbandamenti difensivi che continuano a caratterizzare le prestazioni bianconere. Ma la settimana prossima il mercato chiuderà, e la Juve sarà diversa da quella di oggi. Giudicarla ora non ha senso, al momento ha senso solamente contare i gol che segna, e anche un po’ quelli che prende.






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venerdì 23 gennaio 2026

29 Agosto 1982: Genoa - Juventus

É il 29 Agosto 1982 e Genoa e Juventus  si sfidano nella terza Giornata del Girone di Qualificazione della Coppa Italia 1982-83. Il tutto si svolge allo Stadio 'Luigi Ferraris - Marassi' di Genova.

I bianconeri piemontesi sono oramai considerati 'la squadra piú forte del mondo' avendo in rosa motli elementi della nazionale Italiana Campione del Mondo a Spagna 82. C'é pure l'aggiunta di due fuoriclasse assoluti come Michel Platini e Zibì Boniek. A fine campionato la Juventus finirá in seconda posizione dietro alla Roma di Nils Liedholm. Per quanto riguarda la Coppa dei Campioni ci si aspetta una festa in gran stille in finale ad Atene. Ma un gol da fuori area di Felix Magath e la caparbietá dell' Amburgo dirá ancora di no alla Vecchia Signora.

Per quanto riguarda la Coppa Italia i nostri beniamini conquisteranno il trofeo riuscendo così a non finire la stagione a bocca asciutta.

Buona Visione!


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Stagione 1982/83 - Coppa Italia
Girone Eliminatorio - 3a Giornata
Domenica 29 Agosto 1982 ore 18.30
GENOA-JUVENTUS 3-4
Marcatori: 15' Platini, 18', 51' P.Rossi, 25' Scirea (J), 17' Briaschi, 58' rigore Iachini, 73' Russo (G)

Genoa: Martina, Romano, Testoni, Chiodini, Onofri, Gentile, Antonelli (78' Boito), Corti, Russo (78' Faccenda), Iachini, Briaschi
Allenatore: Luigi Simoni

Juventus: Zoff, Osti, Gentile, Furino (67' Bonini), Brio, Scirea, Boniek, Tardelli, Rossi P. (76' Marocchino), Platini, Bettega R.
Allenatore: Giovanni Trapattoni

Arbitro: Menegali





Juve, scampoli di gran calcio ma il Genoa risponde bene 
Spettacolo ed emozionante botta e risposta a Marassi di fronte a 40 mila spettatori 
Girandola di gol - Apre Platini, in gran vena, replica Briaschi - Segnano Scirea e Rossi, quindi lachini su rigore - Poi ancora Rossi e Russo 

DAL NOSTRO INVIATO SPECIALE GENOVA — Ha vinto la Juventus (4-3) ma la pioggia di gol ha ampiamente ripagato il pubblico genovese che (come le parecchie migliala di juventini) non ha certo rimpianto i soldi spesi per il biglietto.

La gente (circa 40 mila spettatori, non il tutto esaurito) si è spellata le mani alle prodezze della super Juventus al gran completo, fatta eccezione di Cabrini, contro la quale il Genoa ha ribattuto colpo su colpo, senza inibizioni né complessi d'inferiorità, badando allo spettacolo più che al risultato. E Antonelli, che non avevamo mai visto correre tanto (s'è perfino stirato alla coscia sinistra cedendo poi il posto a Boito al 78'), ha rivaleggiato in bravura con i fuoriclasse bianconeri. In questi scampoli di gran calcio, le tre reti incassate dalla Juventus possono far arricciare il naso, indurre qualcuno ad allarmarsi ma non sembra il caso, tanto più che la squadra di Trapattoni é ancora in pieno rodaggio. 

Oltre al solito Platini, ha ritrovato il Rossi opportunista del Mundial che ha segnato la sua  prima doppietta di stagione. E quando le altre «bocche da fuoco» come Bettega e Boniek ingraneranno, la Juventus segnerà a raffica e potrà permettersi anche certi lussi difensivi. Bonlek e Bettega hanno comunque offerto spunti validi. Senza dimenticare che Tardelli, ai suoi primi novanta minuti, è ancora a corto di preparazione e non può avere il passo né la perfetta lucidità del compagni. Ieri il Genoa ha dimostrato che il negativo avvio di stagione era dovuto in parte a pròblemi legati ai nuovi schemi e soprattutto all'assenza di due elementi del calibro di Vandereyeken e Peters che, nell'economia del centrocampo, sono indispensabili. Cosa avrebbe fatto ieri sera il Genoa con i due stranieri? Difficile rispondere. Sicuramente avrebbe obbligato la Juventus a soffrire molto più quanto non abbia potuto la squadra «autarchica» schierata da Simoni. 

La sconfitta di misura lo dimostra anche se il Genoa è stato costretto a rincorrere sempre una Juventus a tratti davvero irresistibile che, per un'ora, ha avuto in Platini la mente, il braccio, lo showman assoluto che, con uno splendido gol, aveva portato in vantaggio i campioni d'Italia dopo appena un quarto d'ora. L'azione si era sviluppata sulla sinistra dove Gentile serviva Furino: il capitano crossava sul limite dell'area, per Boniek che, di testa, appoggiava su Platini. Il fuoriclasse francese scavalcava con un pallonetto, di destro, due difensori e, di controbalzo sinistro, fiondava imparabilmente alle spalle di Martina. Ma il Genoa non ci stava a fare da comparsa e al 17' pareggiava, lachini s'involava sulla sinistra e di destro traversava sottoporta per Briaschi che «bruciava» Osti e Zoff schiacciando di testa nell'angolo basso. 

Ma le risorse della Juventus sono infinite e ci pensava Scirea a sbloccare la situazione. Dopo aver colpito un palo, complice una deviazione di Onofri, il «libero» Juventino raddoppiava al 25'. Sugli sviluppi di un corner. Platini di tacco toccava a Bettega che passava a Scirea: pronta la botta al volo di sinistro e palla in rete. 

Nella ripresa il Genoa, sempre ispirato e trascinato da Antonelli, con l'attiva collaborazione di Corti, lachini, nonché del vivace Briaschi, impegnava Zoff. Prima con Briaschi poi Carmine Gentile. Al 52' la Juventus andava ancora a bersaglio. Rossi impostava sulla destra per Scirea che, dal fondo campo, centrava trovando Pabllto smarcatisslmo sotto porta, pronto ad accarezzare di testa un pallone angolatissimo. Imprendibile. Splendido. Alla girandola di gol contribuiva anche Menegali che puniva severamente un contrasto, che a noi è parso veniale, di Gentile su Briaschi in area, lachini, dal dischetto, trasformava con un secco rasoterra. Il Genoa si esaltava ma Rossi, su corner di Bonlek carambolato su un grappolo di difensori, si trovava puntuale all'appuntamento con il gol, e, da distanza ravvicinata, con la fronte beffava Martina (63'). Chi pensava che il Genoa fosse ormai k.o. si sbagliava di grosso. Zoff doveva salvarsi con una grossa parata su un'improvvisa «bomba» di Russo da oltre 30 metri (67'). Un minuto dopo Furino, dolorante al tallone destro, rientrava negli spogliatoi: lo sostituiva Bonini ma l'esperienza del capitano è davvero un'altra cosa anche se il sammarinese come impegno non demerita. E dopo un'occasione fallita da Rossi, imbeccato da Bettega (69'), Russo riduceva al minimo le distanze dando il colpo di grazia a un tiro cross di lachini. 

Bruno Bernardi 



La difesa replica in anticipo alle eventuali critiche per i gol subiti 
Dino Zoff: «Questo è vero football» 
Gentile deciso: «Quando si cerca il gioco, si possono subire delle reti. Inoltre il Genoa ha forti giocatori da contropiede
Trapattoni soddisfatto: «Siamo in crescendo»  
DAL NOSTRO INVIATO SPECIALE GENOVA — Elogi al Genoa ed esaltazione del calcio «finalmente divertente». Questi i temi dominanti delle dichiarazioni del dopo-partita dei giocatori della Juventus, e non fanno una grinza, come è stato confermato anche dal pubblico con calorosi applausi per entrambe le squadre durante i novanta minuti e al fischio finale del signor Menegali. 
"Questo è il vero calcio — sono le parole, come sempre misuratissime, di Zoff —, inutile fare chiacchiere: è stata una bellissima partita". 
Una risposta indiretta, anche, a chi vuole interpretare come preoccupanti sintomi di chissà che i tre gol subiti dalla difesa bianconera. E tutti gli altri giocatori sono d'accordo con il portiere. 
"Che cosa vuol dire prendere tre gol? — dice Gentile —; è chiaro che quando si fanno concessioni al gioco, allo spettacolo, si possono anche prendere i gol, ma come se ne subiscono se ne fanno". 
Più approfondita, ma in sintonia con quella dei suoi uomini, è l'analisi che fa Trapattoni: 
«Prima di tutto, devo dire che è stata una partita bella e divertente — esordisce — e ne sono particolarmente contento per il pubblico: sette gol sono un giusto premio per chi, per venire allo stadio, deve magari anche compiere qualche sacrificio. Il Genoa aveva già dimostrato l'altr'anno, battendoci per 2-1, di essere una buona squadra, aggressiva, e che, per il gioco che noi svolgiamo, riesce ad esprimersi al meglio contro la Juventus". 
Sui tre gol subiti, anche il tecnico bianconero non vuole creare problemi. 
«Il fatto di avere tenuto bene per un'ora, finché non è cominciata ad affiorare la fatica, fa capire che la squadra è in crescita — dice —. É chiaro che bisognerà apportare correttivi a quei problemi che sono emersi quando, come dicevo, i ragazzi hanno cominciato ad essere stanchi; è però incoraggiante il fatto che, una volta sistemate queste cosette, saremo sicuramente a posto". 
Rispondendo a chi chiede spiegazioni dell'eccessiva libertá concessa ad alcuni giocatori genoani, in particolare ad Antonelli autore di una splendida prestazione personale, Trapattoni delinea quello che potrebbe essere l'atteggiamento della sua squadra durante il prossimo campionato: 
«É chiaro che, data l'impostatone della nostra zona e il tipo di gioco offensivo che svolgiamo, dobbiamo concedere certe libertà agli avversari. Il fatto che Antonelli godesse di trenta metri di spazio a centrocampo non é grave, è importante bloccarlo quando arriva in zona pericolosa".
Platini, astro di Francia, ha dato a tratti spettacolo con tocchi che hanno strappato applausi a scena aperta. Nega però di aver badato piú allo show che non alla concretezza del gioco: 
"I due punti contavano già anche questa sera — dice —, sul 4-3 pensavo a vincere, non a fare numeri. É chiaro però che per vincere bisogna giocar bene. A migliorare il gioco, le intese, gli schemi ci si pensa in allenamento, non in partita". 
Il francese nega di essere stato oggetto di «attenzioni particolari» da parte dei difensori avversari: 
"Sono come quelli che trovavo in Francia", 
afferma serenamente. Sul fatto che nella partita di ieri avesse già un certo peso il risultato insiste anche Bettega: 
"Era importante vincere — dice —, alla Coppa Italia ci teniamo. Certo che è stata una partita divertente. Sin troppo, direi. Sul 3-1 o sul 4-2 sarebbe stato meglio chiudere e avremmo anche potuto farlo se fossimo riusciti a bloccare il risultato per qualche minuto di più, invece loro hanno subito accorciato le distanze rimettendo in discussione il risultato". 

Giorgio Destefanis
brani tratti da: La Stampa 30 agosto 1982





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lunedì 17 novembre 2025

26 Marzo 1978: Genoa - Juventus

É il 26 Marzo 1978 e Genoa e Juventus si sfidano nella nona giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1977-78 allo Stadio 'Luigi Ferraris' Marassi di Genova.

É una Juventus che domina il calcio italiano. Alla fine di questo campionato i bianconeri infatti conquisteranno il loro diciottesimo Scudetto. 

Nessuno puo starle dietro tant'è che al secondo posto si afferma la sorpresa Lanerossi Vicenza. 

Dall'altra parte i rossoblu genovesi sono destinati ad una dolorosa retrocessione all'ultima giornata.

Buona Visione!


 

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Campionato di Serie A 1977-1978 - 9 ritorno
Genova - Stadio Luigi Ferraris
Domenica 6 Marzo 1978
GENOA-JUVENTUS 2-2
MARCATORI: Tardelli 19, Ghetti 49, Boninsegna 75, Damiani 82

GENOA: Girardi, Ogliari, Silipo, Onofri, Berni, Castronaro, Damiani, Arcoleo, Pruzzo, Ghetti, Basilico (Mendoza 79)
Allenatore : Luigi Simoni

JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Cabrini, Verza, Morini, Scirea, Causio, Tardelli, Boninsegna (Fanna 79), Benetti, Bettega
Allenatore : Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Casarin




A Marassi pareggio che vale 
Bianconeri due volte in vantaggio (Tardelli e Boninsegna), disperati recuperi del Genoa (Ghetti e Damiani) 
Prodezze e rabbia di Zoff 
Buona prova di Verza a centrocampo, al posto di Furino 
E adesso sotto con la Coppa

Genova, 27 marzo. Dapprima padrona del campo, poi contrata a tratti dagli avversari spinti più dalla disperazione che da reali capacità di gioco, la Juventus ha lasciato ieri sera Marassi con un due a due che — visto il risultato del Torino — ha tutto il sapore di un pareggio scudetto. Ora i bianconeri possono pensare al Bruges senza l'ossessione del derby. Persin perderlo non sarebbe dramma, pareggiarlo vorrebbe dire titolo ricucito sulle maglie, vincerlo dare al finale di stagione i contorni del trionfo. Due volte in vantaggio, con Tardelli al diciannovesimo di gioco e con Boninsegna al 71', gli atleti di Trapattoni sono stati raggiunti prima da Ghetti (48') quindi da Damiani (80') il quale, immediatamente, da irriducibile attaccante si è trasformato in terzino pronto a contropedalare all'indietro verso Girardi, per nulla stuzzicato dai bianconeri ai quali a quel punto non conveniva più rischiare. 
"Se il pareggio accontentava tutti — hanno commentato in tribuna — potevano arrivarci senza sprecare tante energie". 
La considerazione, giusta, aveva le sue radici nel secondo tempo non lontano di Firenze. Ma Juve e Genoa, stavolta, hanno limitato al dieci minuti finali il 'gioco delle convenienze', merito precipuo dei bianconeri che, avendo capito ai primi assaggi offensivi di avere molte possibilità di successo, hanno portato un affondo dietro l'altro, al cospetto di un Genoa di nuovo in formazione-tipo ma come paralizzato dalla paura. Simoni ha rischiato grosso recuperando Girardi (a meno di un mese dall'intervento al menisco), Basilico, e Berni: solo il pareggio finale lo salva ora da critiche severe da parte dei tifosi. La Juventus ha mostrato subito il suo carattere. Assestate le marcature principali (Morini su Pruzzo stavolta ha vinto il genoano e non importa che nessun gol abbia la sua firma, Cabrini contro Damiani, il grintosissimo Cuccureddu a bloccare Basilico), i bianconeri si sono lanciati in avanti, dove ad attendere Boninsegna c'era Silipo mentre Berni andava su Bettega e l'ottimo Ogliari fronteggiava Causio. La determinazione dei campioni li portava subito a prevalere a centrocampo, zona in cui Verza (preferito a Furino per avere il capitano fresco contro il Bruges) si muoveva con diligenza e maggiore potenza rispetto ad Arcoleo mentre Tardelli faceva ammattire Castronaro e Benetti duellava con Ghetti, soffrendone a tratti lo spunto veloce ma contrapponendo più spesso forza ed esperienza. 

Subito si faceva sentire la spinta di Cabrini sulla sinistra, tanto che Damiani (grossa prestazione la sua) si adattava a fare da terzino, aspettando più avanti le occasioni per emergere come punta. Da un fallo su Cabrini e da una punizione calciata dallo stesso, nasceva la prima palla gol per la Juve al terzo minuto: Benetti allungava la traiettoria della sfera, Bettega arrivava in spaccata ma ia deviazione finiva alta sulla traversa. Verza faceva poi partire una saetta su punizione, Girardi doveva arrangiarsi con i pugni; più difficile ancora al 16' l'intervento del portiere su una staffilata di Cuccureddu, con pallone fermato in due tempi proprio sulla linea. Ancora Girardi di pugno su staffilata di Bettega (che chiudeva qui la sua gara da attaccante, per rientrare fra i centrocampisti), faceva da prologo al gol. 

Nuova avanzata di Cabrini, punizione, Ghetti che cicca il rinvio, palla che si impenna, stupendo aggancio al volo di Tardelli e botta imprendibile. Il Genoa si scuoteva, trovava coraggio. Damiani toglieva la palla all'indeciso Scirea (un brutto momento, questo, per il libero) e grazie ad un successivo rimpallo favorevole si presentava solo davanti a Zoff: Dino era tanto bravo a chiudere la porta quanto stordito e stanco l'attaccante. Nello sparava una botta dritta addosso al portiere invece di tentare di piazzare la sfera. Rispondeva Verza andando via sui tre quarti grazie ad una ancata ad Arcoleo: i genoani si fermavano, Casarin faceva cenno di continuare, il ragazzo arrivato in area faceva partire la botta: con un sospiro di sollievo Girardi vedeva la palla rimbalzare contro il montante alla sua sinistra. La partita diventava poi più aperta, Damiani si portava più vicino a Pruzzo e la difesa bianconera cominciava a soffrire, in qualche occasione. Cabrini era molto più efficace nella veste di sostegno alle punte che come filtro su Damiani, ed allo scadere del tempo veniva ammonito per un tentativo di falciata sull'avversario partito in dribbling. Episodi, comunque, perché la Juve dava l'impressione di tenere bene in pugno la gara, malgrado il rallentamento di Tardelli e gli alti e bassi di Causio, ora irresistibile, ora come timoroso di fronte ad Ogliari. il Genoa, però coglieva insperatamente il pareggio in apertura di ripresa. 

Dalla sinistra Basilico toccava basso per Pruzzo, Morini concedeva spazio al centravanti che poteva girarsi e centrare basso: Damiani non arrivava in tempo a deviare. Ingannava però Zoff, la palla proseguiva la sua corsa ed era messa in porta dall'accorrente Ghetti. Era ammonito poco dopo anche Pruzzo (proteste), quindi Scirea perdeva un altro pallone su rimpallo ed era Zoff a dover uscire su Damiani per salvare la situazione. Causio saliva di tono, obbligava Ogliari e Castronaro a fermarlo con le brutte (cartellino giallo per entrambi) e il Genoa dava l'impressione di avere via il fiato grosso. 

Impietosa, la Juve tornava in vantaggio, al 26'. Centrava Cabrini da sinistra. Bettega correggeva la traiettoria, Boninsegna al volo di sinistro — una vera prodezza — fulminava Girardi. Pareva fatta, per i bianconeri. Trapattoni dava respiro a Bonimba mandando in campo Fanna, Simoni toglieva dai supplizi l'esausto basilico inserendo Mendoza. I rossoblu trovavano ancora qualche energia, pervenivano di nuovo al pareggio malgrado l'opposizione di Zoff, al 35'. Centrava Arcoleo, Pruzzo di testa deviava per Damiani svelto a liberarsi per il tiro: Dino respingeva la prima botta, toccava ancora la seconda ma non poteva impedire il gol. Nel gesto di stizza del portiere c'era tutta la rabbia della squadra. Damiani esultava il giusto, poi realisticamente andava in difesa. Meline all'indietro da ambo le parti per I restanti dieci minuti, poi tutti in spogliatoio con il sorriso sulle labbra. Anche se per il Genoa la strada della salvezza sarà ancora dura. Per la Juventus, subito il pensiero al Bruges (dopo un ringraziamento ovvio ad un certo Goretti del Perugia). Trapattoni ha in serbo Furino riposato. Gentile ieri tenuto a riposo un po' pensando al belgi e molto al pasticciaccio dell'andata con Di Giovanni. Squadra tipo, quindi, per le semifinali di Coppa, con tutto il riguardo che Il torneo dei campioni merita. 

Bruno Perucca


 


GENOA-JUVENTUS: 2-2
Meglio l'astinenza della serie B

I GIORNALI genovesi esultano: 

"Il Genoa è vivo, può ancora sperare" 

ha annunciato il "Secolo XIX" di Michele Tito in prima pagina. E Giulio Vignolo ha invitato i tifosi all'ottimismo: 

"Genoa: non è ancora salvo, ma è vivo". 

Entusiasta pure Alfredo Marchesini su "Il Lavoro":

"Il Genoa ha ritrovato la squadra e l'orgoglio". 

Sul "Corriere Mercantile", Aldo Merlo si è solo lamentato perché il Genoa non ha inviato un telegramma di felicitazioni al suo acceso tifoso Enrico Ameri e al suo ex giocatore Roberto Rosato, premiati con la Meridiana d'Oro, ma si sa che Fossati è negato per le pubbliche relazioni (anche dopo il pareggio contro i campioni d'Italia mugugnava perché non c'è stato il record d'incasso, ha contato solo "100 milioni"). Soddisfatto, invece, l'allenatore Simoni il quale sostiene che il Genoa avrebbe sicuramente perso dalla Juventus se non avesse portato i giocatori in ritiro. Ha deciso di continuare l'esperimento sino a salvezza raggiunta. Però Pruzzo e compagni sono preoccupati per quanto ha dichiarato il prof. Ernesto Alicicco, specializzato in medicina dello sport. Intervistato da Franco Recanatesi, l'illustre scienziato ha fatto presente che per la medicina i ritiri sono addirittura causa di pericolosi squilibri. E ha precisato: 

«Inevitabilmente essi determinano alterazioni alimentari e sessuali. Per quanto programmati, i menù non possono corrispondere alle abitudini casalinghe dei calciatori. E lo stesso vale per i ritmi sessuali. Il caso del Genoa mi sembra un'assurdità: come è possibile per ragazzi ventenni o trentenni reprimere per quasi due mesi gli stimoli sessuali? E, se lo fanno, sono destinati a pagare le conseguenze». 

Secondo lo psicologo, Simoni con i ritiri può salvare il Genoa, però può anche rovinare tanti matrimoni. Per la "Gazzetta dello Sport", la Juventus a Marassi non ha giocato a livello scudetto. Angelo Rovelli ha dato solo due 7: a Verza e a Zoff, sostenendo quindi che, ancora una volta, i bianconeri devono ringraziare il loro portiere. Bruno Perucca, su «La Stampa», ha parlato di un pareggio che vale ma si è preoccupato per Scirea, anche in funzione della Nazionale. E ha osservato: 

«Si deve parlare di incertezze soprattutto, non di errori di piazzamento o altro. Di superficialità come a Marassi quando Scirea, con la palla fra i piedi sicura, ha indugiato nel rilancio tanto da farsi sorprendere da Damiani che gli arrivava alle spalle. Difficile pensare che un atleta come il bianconero accusi un complesso di superiorità: piuttosto si può trattare di un periodo di minore concentrazione, di forma non perfetta, di "difficoltà" dovute a scambi non troppo frequenti per quanto obbligati nella maggior parte dei casi dei compagni di reparto o del filtro del centrocampo». 

Anche sulle pagelle di Pier Cesare Baretti, su "Tuttosport", Scirea è l'unico insufficiente. Per Brera, invece, non hanno meritato la sufficienza né Causio (solito bersaglio) né Benetti 5,5 a Causio, 5+ a Benetti. Precisando: 

«E nella cronaca impressioni? Piuttosto ardue da trarre. Secondo quanto ho veduto a Marassi giocano notevolmente sotto tono Scirea, lo stesso Morini, Benetti, Bettega, Boninsegna e Causio... la condizione della Juventus lascia perplessi come purtroppo avviene da tempo». 

Ma allora come fa la Juventus ad essere in testa alla classifica e ad avere già vinto lo scudetto?

Elio Domeniconi
tratto dal Guerin Sportivo anno 1978 nr.13







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mercoledì 24 settembre 2025

24 Settembre 2009: Genoa - Juventus

É il 24 Settembre 2009 e si gioca allo Stadio 'Luigi Ferraris - Marassi' di Genova la sfida Genoa-Juventus, valevole per la quinta giornata del girone di andata del Campionato di Calcio di Serie A 2009-10.

É una Juve che vive tra (pochi) altri e (molti) bassi. Vive una stagione transitoria che viene guidata in panchina prima da Ciro Ferrara e poi da Alberto Zaccheroni.

A fine campionato i bianconeri si piazzeranno in settima posizione, mentre il Grifone si stabilisce in un'anonima posizione a metá classifica.

Buona Visione!

 


genoa

 

Campionato di Serie A 2009-2010 - 5 andata
Genova - Stadio Luigi Ferraris
Giovedì 24 Settembre 2009
GENOA-JUVENTUS 2-2
MARCATORI: Iaquinta 6, Mesto 31, Crespo 75, Trezeguet 86

GENOA: Amelia, Biava, Moretti, Bocchetti, Rossi M., Milanetto (Kharja 67), Zapater, Modesto (Papastathopoulos 62), Mesto, Floccari (Crespo 46), Sculli
Allenatore: Gianpiero Gasperini

JUVENTUS: Buffon, Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Grosso Fa., Camoranesi, Felipe Melo, Poulsen, Marchisio C. (Giovinco 76), Amauri (Trezeguet 82), Iaquinta
Allenatore: Ciro Ferrara

ARBITRO: Saccani



Finisce con un pareggio sostanzialmente giusto. 

La Juve parte meglio e frena il Genoa, passa in vantaggio e galleggia su un’ora di grande gioco di Marchisio e Camoranesi, con un discreto Melo e un volitivo Iaquinta che fa anche le vice di Amauri, in campo ma non pervenuto al gioco. I rossoblù faticano, Floccari entra lentamente in partita, poi la crescita di Mesto, il gran gioco di Sculli e il Genoa che fa il Genoa premiano squadra e tifosi con lo spettacolare gol del pari che acciuffa il gol di Iaquinta. Mesto è sontuoso nello stacco che inchioda Grosso e pareggia. La ripresa ved ela Juve fare la partita, il Genoa patisce i calci da fermo con i sei, sette saltatori juventini a portare scompiglio anche con la loro fisicità. Un errore arbitrale grazia il Genoa annullando il gol a Iaquinta che era regolare.

Il Genoa riparte e Valdanito Crespo fa il 2-1. Altro gol (questa votla giustamente) annullato alla Juve, poi arriva con Trezeguet entrato da cinque minuti il 2-2 finale. Due squadre ben assortite. La Juve comunque impressiona per la sua forza e la sua dinamicità. La difesa ogni tanto non è impeccabile, ma la squadra c’è. Il Genoa sta smaltendo il tour de force della prima fase di stagione e fa rivedere le sue caratteristiche anche se non è ancora tornato il Genoa-Genoa. Ma non molla mai come la Juve ed esprime un buon calcio. Gara avvincente per un’ora abbandonate. Gol, emozioni, immagini riviste mille volte per dire fuorigioco sì, fuorigioco no, quattro gol tutti da vedere. 

E da Genova Lippi, in tribuna, se ne va con un altro messaggio: Mesto. Alla corte azzurra c’era già stato.

tratto da: Grifone, il gol arriva in “volo”La Vecchia Signora non molla





 

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