martedì 26 agosto 2025

26 Agosto 2017: Genoa - Juventus

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Serie A vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 26 Agosto 2017 e Genoa e Juventus si sfidano nella seconda giornata del girone di andata del  Campionato Italiano di Calcio Serie A TIM 2017-18 allo Stadio 'Luigi Ferraris - Marassi' di Genova.

La squadra di Massimiliano Allegri si aggiudica ancora lo Scudetto. Sará il 36esimo titolo. Dall'altra parte ci sono i liguri che navigano in cattive acque per lunghi tratti della stagione. Alla fine peró i rossoblu si salveranno da un amara retrocessione.

Buona Visione!

  


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Stagione 2017/18 - Serie A - 2a Giornata
Sabato 26 Agosto 2017 ore 18.00
Genova - Stadio Luigi Ferraris - Marassi
GENOA-JUVENTUS 2-4 
MARCATORI: 1' (aut.) Pjanic (G) , 7' (rig.) Galabinov (G), 14', 49' pt (rig.) e 47' st Dybala (J), 17' st Cuadrado (J)

GENOA (3-4-3): Perin; Biraschi, Rossettini, Gentiletti; Lazovic, Veloso, Bertolacci, Laxalt; Pandev (33'st Lapadula), Galabinov (27'st Centurion), Taarabt (6'st Palladino)
A disposizione: Lamanna, Spolli, Zukanovic, Cofie, Rosi, Migliore, Omeonga, L.Rigoni, Salcedo
Allenatore: Ivan Juric

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon; Lichtsteiner (29' st Barzagli), Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (13'st Matuidi), Pjanic (36'st Bentancur); Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain
A disposizione: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Benatia, Sturaro, Douglas Costa, Bernardeschi, Kean
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Banti di Livorno
Ammoniti: Lichtsteiner, Gentiletti, Biraschi, Pjanic, Lazovic, Cuadrado, Laxalt



Rossoblù sul 2-0 dopo 8' (autogol Pjanic e rigore con Var di Galabinov), poi si scatena Dybala (il secondo su rigore, anche qui con tecnologia), nella ripresa segna pure Cuadrado.

Dejavu, autogol goffi e triplette, fallacci e raffinatezze, ma soprattutto lunghi minuti davanti a un monitor: in un sabato di ordinaria follia, Marassi non si è annoiato per la tempesta di emozioni. Alla fine dei conti, la Juve ha avuto il merito e la forza di riprendere una gara che sembrava morta e sepolta già prima di cominciare. Ma le meraviglie di Dybala e la perla di Cuadrado non possono nascondere sotto al tappeto la montagna di polvere accumulata a inizio partita. È l’ennesimo inizio-shock regalato al Genoa: in attesa delle fine del mercato, trascina molti interrogativi in casa bianconera.

CRONACA — "Bisogna fare meglio dello scorso anno dove abbiamo preso 3 gol in 27 minuti", disse Max alla vigilia. Allegri è accontentato: due gol in un amen, sette minuti di follia in un inizio irreale con Lazovic che asfalta Sandro e autogol dopo 18 secondi di Pjanic; poi nuovo rigore con Var, secondo in due giornate contro i bianconeri (stavolta, però, c’è il millimetrico fuorigioco di Galabinov, non notato dalla tecnologia, che rende sbagliata la decisione). A procurarlo e realizzarlo proprio il carrarmato bulgaro che bullizza Rugani per tutto il primo tempo. Non bastasse, in mezzo c’è pure un miracolo di Perin su tentato autogol di Gentiletti: troppo e tutto insieme, impossibile dare ordine razionale al caos. Eppure, ormai quando la Signora passa da qua, da questo stadio vestito da rossoblù, il copione è lo stesso.

Ma a prendersi gli applausi finali è sempre Dybala, che dopo la prima tripletta bianconera si porterà a casa la palla: un giorno, continuando così, ne avrà in mano una tutta d’oro. Per il momento, si può limitare ad essere il nuovo leader tecnico di questa squadra. Ma da solo non basterà sempre: Marassi ha detto quanto sia urgente un nuovo colpo dietro e in mezzo.

tratto da: Genoa-Juventus 2-4: Dybala e Cuadrado firmano la rimonta. Var protagonista


 
I bianconeri passati in svantaggio 2-0 dopo 7 minuti di gioco prima rimontano e poi ribaltano i ragazzi di Juric grazie a una tripletta della Joya e ad un gol di Cuadrado

GENOVA - I genoani hanno cullato il sogno di un clamoroso remake, ma stavolta non poteva andare come l’anno scorso, quando i rossoblù rifilarono tre gol in 27’ alla Juve, umiliandola. E lasciandola lì, a macerarsi nell’umiliazione. Non poteva andare come l’anno scorso per un sacco di motivi. Primo: stavolta il Genoa di gol ne ha segnati soltanto due e ha smesso di farne già al 7’, lasciando alla Juve quasi tutta la partita per rimontare. Secondo: i bianconeri avevano imparato la lezione, e l’hanno messo in pratica. Terzo: questo Genoa non è quello, non ha la stessa qualità, non ha la stessa forza nel pressing, non ha quel livello. Ha spremuto se stesso, ma ha ceduto per pura inferiorità. Quarto: Allegri è stato bravissimo a rimettere nei binari i suoi, che dapprincipio avevano reagito con la forza dei nervi ma poi la partita l’hanno tenuta in pugno quando l’hanno affrontata con lucidità e fredda razionalità, fidandosi della propria superiorità, che Dybala sa benissimo come far pesare. La sua tripletta, la prima in Italia, è il, manifesto bianconero del sabato pomeriggio.

Sul risultato c’è però anche, e un ancora una volta, la firma del Var, che ha determinato certamente l’andamento della partita. E dunque bisogna raccontarlo, questo andamento. Il Genoa è passato in vantaggio dopo 18 secondi, quando Pandev s’è bevuto Alex Sandro e poi ha messo in area un pallone teso che Chiellini ha lisciato facendolo carambolare su Pjanic: uno a zero. Al 7’, Banti non s’è accordo di un evidente sgambetto di Rugani a Galabinov invece non sfuggito alla moviola, che ha suggerito il rigore non accorgendosi però della millimetrica posizione di fuorigioco del centravanti bulgaro, che poi ha battuto Buffon dal dischetto: due a zero. Al 14’, la Juve s è rimessa in carreggiata con uno gol di Dybala (di destro!), preparato da una splendida combinazione tra Higuain e Pjanic: due a uno. Sul finire del primo tempo, Lazovic ha respinto con il braccio una conclusione ravvicinata di Mandzukic, e se lì per lì nessuno allo stadio se n’era accorto (neanche gli juventini, che non avevano protestato), a quelli sul furgoncino del Var l’episodio non è sfuggito. Il rigore l’ha trasformato Dybala: due a due. Al 17’ del secondo tempo, dopo una lunga fase di superiorità juventina, Mandzukic ha pescato in area Cuadrado, elegante nel controllo e geniale nel movimento con cui si è liberato di Laxalt e ha battuto Perin: due a tre. E alla fine, il sinistro del capocannoniere Dybala,  servito da Higuain, è diventato la rasoiata della tripletta: due a quattro.

Il bello è che il Var farà molto discutere chi sta in poltrona ma poco chi sta allo stadio, dove il clima è palesemente più disteso. La gente si fida. Al rigore per la Juve, per esempio, Marassi non ha emesso nemmeno un fischio e in genere ogni decisione di Banti è stata presa bene, perché evidentemente il fatto che l’arbitro sia sotto tutela è visto come una forma di garanzia. Dentro gli stadi si respira un’aria migliore.
La bellezza della Juve è invece ancora del tutto indefinibile, ma d’altronde Allegri ha già fatto sapere che per lui la stagione comincia dopo la sosta e che adesso è tutto provvisorio, compresi gli sbandamenti difensivi che continuano a caratterizzare le prestazioni bianconere. Ma la settimana prossima il mercato chiuderà, e la Juve sarà diversa da quella di oggi. Giudicarla ora non ha senso, al momento ha senso solamente contare i gol che segna, e anche un po’ quelli che prende.








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