Visualizzazione post con etichetta 1974-75. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 1974-75. Mostra tutti i post

martedì 20 ottobre 2026

20 Ottobre 1974: Varese - Juventus

È il 20 ottobre 1974 e Varese e Juventus si sfidano nella terza giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1974-75 allo Stadio 'Franco Ossola' di Varese.

La Juve è guidata in panchina da Carlo Parola e si appresta a conquistare il suo sedicesimo scudetto. 

Dall'altra parte c'é il Varese che allenato da Pietro Maroso non riuscirá ad evitare una retrocessione in Serie B che a molti sembrava inevitabile.

Buona Visione!



varese



Stagione 1974-1975 - Campionato di Serie A - 3ª andata 
Varese -Stadio Franco Ossola 
domenica 20 ottobre 1974 ore 14:30
VARESE-JUVENTUS 0-0

VARESE: Fabris. Valmassoi, Zianoli, Borghi, Lanzi, Prato, Fusaro, Bonafè, Tresoldi, Marini Libera (Ramella 18)
A disposizione: Della Corna, Mayer
Allenatore: Pietro Maroso

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cuccureddu, Furino, Spinosi, Scirea, Damiani, Causio, (c Anastasi, Capello F., Bettega R. 
A disposizione: Piloni, Longobucco, Viola F. 
Allenatore: Carlo Parola

ARBITRO: Barbaresco
AMMONIZIONI: Bonafè, Lanzi, Prato (Varese)




A Varese i bianconeri non vanno oltre il pareggio senza gol
Juventus, è mancato il centrocampo
Per la Juve è il primo risultato "nullo" della stagione. 
Non ha segnato un po' per l'attenta difesa avversaria, un po' per demerito proprio. 
Bettega il migliore. Causio ha giocato sotto tono.
Parola assolve tutti 
I giocatori si accusano
"Abbiamo giocato male" dice Anastasi, "e sbagliato troppi passaggi". Secondo Cuccureddu il centrocampo non ha retto bene

(Dal nostro inviato speciale) Varese, 20 ottobre.

E' un campo duro questo di Varese, E' l'unico commento che si riesce a strappare a Boniperti che si allontana dal Masnago nove minuti prima del termine della partita.

La battuta del presidente il suo dialogo con i giornalisti stesta con cui Parola apre a fine partita:

"D'altronde quello che era capitato all'inter nella prima giornata" prosegue l'allenatore bianconero "poteva già essere considerato comunque, alla Juventus sta bene: ci sono state occasioni da gol da entrambe le parti ed comunale Juventus store in quanto al portieri essi ci sono apposta per parare. Certo lo da 0-0 non place mai molto al pubblico, ma questo è un altro discorso.

Il reparto che oggi è sembrato più fuori quadro è senza dubbio il centrocampo. A tre giorni dalla partita con 'Hibernian la cosa non la preoccupa?

"Quello di oggi non era né va preso come un collaudo, e poi ho visto degli sbagli in fase esecutiva, non come idea di base. L'intento era buono, la realizzazione difettosa. Ecco tutto.

Cosi´ in pratica, con le sue dichiarazioni, Parola assolve la Juventus in generale ed il centrocampo in particolare, non tutti i bianconeri si mostrano dello stesso avviso. Anzi c'è chi, come Cuccureddu, che tiene a precisare che del centro campo non ne faceva parte appartenendo, almeno come maglia e in parte come compiti (doveva marcare il tornante Fusaro), alla retroguardia. Anastasi, che già domenica scorsa non aveva esitato a man, quando era stato dare a quel paese l'allenatore, era stato invitato ad uscire per far posto ad Altafini, anche oggi non si mostra molto tenera.

"La Juventus dice non è quella vista oggi. Abbiamo giocato male, sbagliando piu´ passaggi, in queste condizione non può vincere anche se, dopo tutto, delle occasioni da gol ne abbiamo create più di una.

-La buona vena del Varese vi ha dunque messi in difficoltà?

"Ho già detto che non abbiamo giocato bene, ma non so proprio se ciò sia stato causato dal ritmo del Varese oppure dal fatto che noi non siamo a posto"

Si diceva: centrocampo sotto accusa. A Furino chiediamo il motivo per cui le cose non non sono andate troppo bene: 

"Forse abbiamo fatto qualche errore di troppo ammette -però le occasioni le abbiamo create ugualmente, il Varese, d'altrende, ha mostrato di essere una buona squadra ed il pareggio mi sembra risultato giusto."

La cattiva giornata di alcuni può essere imputata al fatto che magari con la mente eravate già in Scozia per l'impegno di coppa Uefa di mercoledi?

"No, non si è trattato di deconcentrazione ribatte Furino ma di una partita che è andata cosi. Capita, a volte, no?"

Spinosi, tra i primi ad uscire dallo spogliatoio, informa subito delle condizioni di Libera. Quindi nega di aver colpa nell'infortunio toccato al varesino.

"Piuttosto, aggiunge, subito dopo chissà cosa si direbbe se fossi io a picchiare come hanno fatto oggi i giocatori del Varese."

Domani pomeriggio, alle 15, i bianconeri si ritroveranno al campo Combi per allenarsi in vista della trasferta per la partita con l'Hibernian. Rimarrà a riposo Causio, che lamentava già prima della partita odierna un risentimento alla zona inguinale, e che comunque dovrebbe essere in campo in Scozia: in quanto alla sostituzione dello squalificato Capello, Parola si è limitato a dire che vuole ancora pensarci e che potrebbe essere роtenziare il centrocampo con un finto attaccante.

Giorgio Barberis
tratto da La Stampa del 21 ottobre 1974




Varese

Varese
varese

varese

juve

varese

juventus



jose



maglia






martedì 13 ottobre 2026

13 Ottobre 1974: Juventus - Milan

È il 13 ottobre 1974 e Juventus e Milan si sfidano nella seconda giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1974-75 allo Stadio 'Comunale'  di Torino.

La Juve è guidata in panchina da Carlo Parola e si appresta a vincere il suo sedicesimo scudetto. Dall'altra parte c'è il Milan guidato in panchina da Gustavo Giagnoni, che dopo un campionato altalenante chiude al quinto posto, sette punti dietro la Vecchia Signora - Campione d'Italia.

Buona Visione!


juventus


Stagione 1974-1975 - Campionato di Serie A - 2 andata
Torino - Stadio Comunale
Domenica 13 ottobre 1974 ore 15.00
JUVENTUS-MILAN 2-1
MARCATORI: Bettega R. 20, Benetti 32, Anastasi 57

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cuccureddu, Furino, Morini, Spinosi, Damiani, Causio, Anastasi (Altafini 76), Capello F., Bettega R.
Allenatore: Carlo Parola

MILAN: Albertosi, Bet, Sabadini, Zecchini, Turone, Maldera, Bigon, Benetti, Calloni (Gorin 79), Rivera, Chiarugi
Allenatore: Gustavo Giagnoni

ARBITRO: Gialluisi




Anastasi chiede scusa 
Il giocatore non aveva gradito la sostituzione con Altafini - 
Negli spogliatoi chiarificazione con Parola - 
Elogi del trainer a Spinosi - 
Zoff: "La mia non è stata una papera" - 
I complimenti di Boniperti 

Trentunesimo della ripresa. Parola fa spogliare Altafini per sostituire Anastasi che, cinque minuti prima, aveva ricevuto un colpo al basso ventre in uno scontro con Zecchini ma si era subito ripreso. La mossa di Parola sorprende Anastasi che protesta, è restio a lasciare il campo e si abbandona ad un gesto d'insofferenza verso la panchina — meno clamoroso di quello di Chinaglia, a Monaco nei confronti di Valcareggi — poi si sfila la fascia di capitano, la consegna a Furino e, contrariato, prende la via degli spogliatoi. La reazione di Pietro — anche se a « caldo » è difficile mantenere il « self control » — è parsa poco opportuna. Tutto finisce nel migliore dei modi, con la meritata vittoria della Juventus e con una chiarificazione negli spogliatoi: Anastasi si scusa con Parola. 

"Non volevo uscire perché mi sentivo in buone condizioni ed avevo ormai assorbito la botta di Zecchini" 

— dice Anastasi, che si era battuto bene ed aveva siglato, con un magnifico sinistro, di controbalzo, il gol decisivo —. 

"C'è stato un malinteso. Durante il primo tempo avevo riportato una contusione al ginocchio: nell'intervallo avevo detto all'allenatore che, se avessi avvertito le conseguenze dell'infortunio, sarei stato io stesso a chiedere la sostituzione. Invece ho ricevuto l'ordine dalla panchina. A chiunque piacerebbe uscire in una partita così importante. Ora tutto è stato chiarito ». 

Ecco la versione di Parola. 

« Anastasi aveva preso un colpo alla rotula che si presentava un po' gonfia — spiega il trainer —. Nel secondo tempo sembrava non risentirne ed ha segnato un magnifico gol. Poi ha subito un altro colpo. A questo punto, vedendo che il Milan stava premendo, ho ritenuto opportuno sostituire Anastasi con il fresco Altafini per alleggerire il gioco. Con José abbiamo anche creato due pericolosi contropiede ». 

Commentando il risultato, Parola aggiunge: 

"La partita era delicata per entrambe le squadre. Se non avessimo perso a Bologna, si sarebbe potuto fare un gioco più brillante. Invece c'era un po' di nervosismo: dovete capire lo stato d'animo dei bianconeri. Dopo il primo gol hanno giocato più distesi: la calma è stata determinante. Nel complesso si è visto un incontro piacevole sul piano tecnico. La vittoria è stata sofferta ma meritata. Abbiamo sfiorato il terzo gol di un soffio. Causio è in progresso rispetto a Bologna. In difesa mi è piaciuto molto Spinosi: si è mosso con una freddezza olimpica e si è spinto in avanti, alla Beckenbauer, al momento giusto ». 

Spinosi accetta i complimenti ma dice che il suo compito è stato facilitato dai compagni di reparto. Ieri Spinosi ha dimostrato la sua adattabilità anche al ruolo di libero: l'anno scorso l'esperimento non aveva dato risultati apprezzabili perché non gli era stato concesso il tempo, ma i tecnici avevano visto giusto. Adesso la Juventus sa che, in caso di necessità, può puntare su Spinosi come vice-Scirea. Davanti ai microfoni della Rai, Parola s'incontra con Giagnoni. L'allenatore rossonero ammette che, dopo un primo tempo equilibrato, la Juventus ha preso il sopravvento. Parola ringrazia e replica: 

« Ho visto un grosso Milan. Quando troverà l'amalgama s'inserirà d'autorità nel gruppo delle candidate al titolo ». 

Riferiscono a Parola che i milanisti rivendicano due rigori. Parola dissente: 

« Non c'erano questi rigori. Chiarugi è un bravo attaccante ma sa andare giù al momento giusto. E non dico altro. Morini, poi, non ha commesso alcuna "manovra". 

Anche gli interessati negano. Gentile dice di non aver commesso fallo su Chiarugi: 

« Nel rialzarsi da terra è inciampato sui miei piedi. L'ho fermato come a Lucca ». 

E Morini: 

"Il tiro di Calloni, da distanza ravvicinata, mi ha preso sul ventre .». 

Si discute anche sul gol incassato da Zoff: 

« La fucilata di Benetti, da fuori area, non è parsa irresistibile, se questa è una "papera" — dice il portiere — allora io sono un mostro. Il tiro di Benetti era forte: sono riuscito a toccare la palla ma non a deviarla. Tutto qui. Per il resto i difensori bianconeri sono stati eccezionali. Ho visto una buona Juventus. La squadra ha dimostrato di essersi ritrovata in pieno. Due punti importantissimi ». 

Bettega ha ritrovato la via del gol ma non è completamente soddisfatto di sé stesso.

« Abbiamo sprecato un po' meno, in fase conclusiva, delle altre volte», osserva Bettega. Ho segnato il gol più difficile, colpendo il pallone di punta, ed ho sbagliato il gol più facile per il vizio di essere perfezionista. Per la rabbia avrei mangiato i pali della porta di Albertosi. Meno male che non era un gol decisivo ». 

Causio dice: 

« Sono andato meglio che a Bologna. Questa era una partita in cui contava solo il risultato. Abbiamo vinto e le acque si sono calmate ». 

Boniperti, invece, si complimenta con i bianconeri. 

« Una bella Juventus che ha dato prova di maturità in una gara difficile — rileva il presidente. Il Milan visto al "Comunale" avrebbe vinto con qualsiasi squadra. Mi sembra questo l'elogio più bello per la Juventus che ha cancellato la sconfitta di Bologna ». 

Bruno Bernardi
tratto da: La Stampa 14 ottobre 1974



La Juventus ha snobbato l'Hilton

Non c'è più Allodi a dominare il mercato e Boniperti non è certo il tipo da gettarsi nella mischia. Si era limitato ad affidare a Moggi le vendite minori; Boniperti si era mosso solo per ingaggiare Riva e si era già accordato con Arrica, anche se le richieste del presidente del Cagliari francamente gli erano sembrate esagerate. Ma sapeva che con Riva avrebbe costruito una Juventus irresistibile ed avrebbe pure accontentato Agnelli. Sfumato il Superman, si è accontentato di Damiani del Vicenza. C'era poi da risolvere il problema del libero perché il patetico Salvadore era ormai maturo per la lista gratuita. Boniperti l'ha risolto acquistando dall'Atalanta Scirea, definito il nuovo Beckenbauer.

Forse Boniperti avrebbe voluto privarsi anche di Altafini; l'ha riconfermato con malavoglia sia per i 50 milioni che costa sia per il dualismo con Bettega. Ma temeva che Altafini andasse a segnare altrove, e non ha voluto correre rischi. 

Morini è contestato, ma è stato offerto invano all'Inter, così è rimasto. Ma forse partirà riserva, con Spinosi stopper. Gentile, merita la promozione a titolare. Potrebbe fare il mediano con l'arretramento di Furino in terza linea. Come laterale di spinta, Furino accusa troppe pause; come terzino, dovrebbe essere in grado di farsi valere ancora. Pensando al futuro, la Juventus ha opzionato (per 172 milioni) il ragazzo prodigio del Giulianova Jachini, perché l'impostazione della società prevede sempre di puntare sui giovani. Ma i tifosi, delusi per il mancato arrivo del terzo scudetto consecutivo, si preoccupano soprattutto del presente. Per calmarli, Boniperti è deciso a emarginare il suo fraterno amico Vycpalek, e l'ha sostituito con Carletto Parola (altro suo ex compagno di squadra, tanto per cambiare). Parola ha promesso allenamenti all'inglese e controllo continuo dei giocatori che dovranno timbrare il cartellino come gli impiegati. Parola vivacchiava da sei anni in Serie B nel Novara, ha idee approssimative sul massimo campionato, ma i maligni assicurano che non ce n'è bisogno. Perché si limiterà ad obbedire a Boniperti. Quindi nella Juventus non cambierà nulla.

Guerin Sportivo nr.23 1974 


 


juventus

milan

juventus

milan

roberto

bettega

l'unitá

scirea

juventus


maglie











lunedì 18 maggio 2026

18 Maggio 1975: Juventus - Vicenza


É il 18 Maggio 1975 e Juventus e Vicenza si sfidano nella quindicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1974-75 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

La Juve é guidata in panchina da Carlo Parola e si appresta a vincere il suo sedicesimo scudetto. Dall'altra parte c'é il Lanerossi Vicenza che non riuscirá ad evitare la retrocessione in Serie B piazzandosi al terzultimo posto in classifica.

Buona Visione!



juventus



Stagione 1974-1975 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 18 maggio 1975 ore 16:00 
JUVENTUS-VICENZA 5-0
MARCATORI: Damiani 8, Bettega R. 27, Anastasi 36, Damiani 38, Cuccureddu 55

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cuccureddu, Furino, Morini, Scirea, Damiani (Altafini 53), Causio, (c) Anastasi, Capello F., Bettega R. 
A disposizione: Piloni, Spinosi
Allenatore: Carlo Parola

VICENZA: Sulfaro (Ciaschini 46), De Petri, Longoni, Bernardis, Perego, Berni, Galuppi (Rigoni 14), Savoldi, Vitali, Fontana, Faloppa
A disposizione: Volpato
Allenatore: Manlio Scopigno

ARBITRO: Michelotti





A fianco del presidente la giornata del successo bianconero 
E' la nona vittoria di Boniperti 
Cinque come giocatore, quattro da dirigente 
Gettato vestito nella vasca dai giocatori
La gioia di Parola 


" Buon Dio. è fatta! », 
urla Giampiero Boniperti levando le braccia al cielo. Sono le ore 16,30: Bettega ha appena infilato il secondo pallone alle spalle di Sullaro, è il gol che stronca il Lanerossi Vicenza e mette la Juventus al riparo da qualsiasi sorpresa. Lo stadio è una bolgia. La Juventus è campione d'Italia e per Boniperti è il nono scudetto: cinque come giocatore, tre come presidente e uno — ci tiene a precisarlo — come consigliere. 

Sul gol di Bettega unisce la sua solierenza: durante i primi minuti e anche dopo il punto di Damiani, si era agitato, prendendosela con l'amico Perardi che si agitava più di lui, commentando in tono vivace le fasi della partita insieme con Vycpalek e Mattrel che sedevano ai suoi fianchi. Anche sul 2-0 Boniperti fuma una sigaretta dopo l'altra. Quando la gente grida 
« Pietro, Pietro »
Il presidente osserva: 
"Manca il suo gol, sarebbe ora che lo facesse ». 
E poco dopo Anastasi lo accontenta realizzando la più bella delle cinque reti con cui la Juventus travolge il povero Lanerossi Vicenza. Il volto di Boniperti s'illumina di felicità. 
Esclama: 
» Che gol, ragazzi: l'ha fatto, finalmente ».
Il resto della partita adesso non conta più. Boniperti è ormai rilassato.

Cosa prova in questo momento? gli chiedo. 
« Questo scudetto significa molto per me — risponde —. E' una grossissima soddisfazione, mi ripaga di tutte le sofferenze ». 
Fa una breve pausa, poi riprende a ruota libera: 
« Questa è stata una stagione particolare. Sono contento per Parola, per Giuliano, per La Neve, per i massaggiatori De Maria e Corino, per la segreteria: tutti hanno collaborato al successo. E' molto più difficile vincere un campionato oggi che qualche tempo fa. Anche voi giornalisti avete delle grosse responsabilità e dovete usare il vostro lavoro per educare: il calcio è uno sport, non dimentichiamolo ». 
Ci congediamo momentaneamente da Boniperti che va negli spogliatoi durante l'intervallo di metà tempo e parliamo con l'ex presidente dottor Umberto Agnelli. Questo il suo commento: 
«Non è stato un campionato brillante, ma non è certo colpa della Juventus. Il nostro calcio è quello che è. In questo contesto, tuttavia, non si può non riconoscere che la Juventus ha vinto meritatamente lo scudetto. Anche la Juventus avrebbe bisogno di qualcosa per la Coppa dei Campioni: sul mercato nazionale c'è poco da reperire e ciò di cui necessita potrebbe arrivare soltanto se si riaprissero le frontiere. Siccome il veto deriva da una scelta della Lega, io non lo contesto: la mia è una semplice considerazione. Ma se vogliamo davvero essere forti in campo internazionale ci vogliono gli assi stranieri. La Juventus non è una grandissima squadra, ciononostante speriamo di riuscire ugualmente a fare una buona figura in Coppa dei Campioni ».

Torniamo alla partita. Nel secondo tempo Cuccureddu porta a cinque le segnature, poi la Juventus non infierisce anche se c'è « nonno » Altafini che cerca il gol « n. 300 » ma invano. Due minuti prima della fine, c'è l'invasione anticipata. Boniperti si diverte a vedere i risultati dell'entusiasmo dei tifosi: Zoff con la maglia a brandelli, Causio senza maglia, giocatori che fuggono per sottrarsi alla morsa della lolla. A stento Michelotti riesce a condurre a termine l'incontro. Ormai migliaia di tifosi sono in campo. Lasciando la tribuna d'onore, Boniperti guarda la baldoria che avviene nel rettangolo di gioco e dice: 
« E' giusto che sia così ». 
Lui la festa tricolore l'ha vissuta da protagonista per cinque volte. Poi aggiunge: 
« Dedichiamo questo scudetto ai nostri tifosi che, con il loro comportamento esemplare, ci hanno sorretti dovunque e in ogni momento, risultando sempre di grosso aiuto ». 
Ripete anche in Tv le stesse cose, senza dimenticare di rivolgere un saluto ed un augurio a Maestrelli, l'allenatore della Lazio, che da alcune settimane è ricoverato in clinica. Come mette piede nello stanzone bianconero, secondo l'usanza il presidente viene spinto sotto la doccia vestito. E' felice, abbraccia tutti. Parola fa la stessa fine di Boniperti: i giocatori gli rovesciano sul capo una gigantesca bottiglia di champagne, poi lo costringono a fare la doccia vestito. Deve infilarsi una tuta. 
« Tutto è bene quel che finisce bene — commenta Parola senza enfasi (di scudetti ne ha già vinti cinque, due da giocatore e tre da allenatore) — anche con il Lanerossi Vicenza la squadra ha dimostrato, per l'ennesima volta, che il titolo è strameritato. Un po' di tensione c'era ma è durata cinque minuti, poi i bianconeri si sono rilassati e dopo il primo gol tutto è diventato facile ». 
C'è stato un momento, durante il campionato, in cui lei ha temuto di non vincere lo scudetto? 
« No. La squadra era addestrata a tirare il gruppo: l'ha fatto per sette mesi, lo non ho mai dubitato sul nostro successo finale anche se è stata una stagione sofferta. All'inizio tutti indicavano la Juventus come la migliore e la candidata "numero uno" al titolo. Tra questi c'erano moltissimi tecnici. Li ringrazio, lo ho avuto soltanto la fortuna di disporre di un'ottima "rosa" di giocatori. E' sempre più difficile vincere perché il calcio italiano è ormai livellato ». 
Vinicio aveva detto che se avesse avuto la Juventus alle sue dipendenze avrebbe vinto anche lui lo scudetto.  
"Non è il caso di fare polemiche. La Juventus ha battuto due volte il Napoli, realizzando, complessivamente, otto reti contro tre al passivo. Mi complimento con Vinicio e con gli azzurri per il loro campionato. E mi complimento in particolare con Juliano: l'ho sempre stimato ma questa è stata, senza alcun dubbio, la sua miglior stagione ». 
Un tifoso di Chioggia offre a Parola un veliero in miniatura: riuscirà la Juventus a solcare i difficili mari della Coppa dei Campioni ed a vincerla per la prima volta? 
« E presto per parlarne — conclude Parola — per ora assaporiamo questo trionfo ». 

Bruno Bernardi





damiani

juve

juve

vicenza

juventus

vicenza


juventus

vicenza

juventus


juventus

juventus

juventus

juventus

maglie







lunedì 4 maggio 2026

4 Maggio 1975: Ternana - Juventus

È il 4 maggio 1975 e Ternana e Juventus si sfidano nella tredicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1974-75 allo Stadio Comunale di Torino.

La Juve è guidata in panchina da Carlo Parola e si appresta a vincere il suo sedicesimo scudetto. Dall'altra parte c'è la Ternana che, allenata da Enzo Riccomini , non riuscirà ad evitare una retrocessione in Serie B che a molti sembrava inevitabile.

Buona Visione! 



ternana





Stagione 1974-1975 - Campionato di Serie A - 13 ritorno
Terni - Stadio Libero Liberati
domenica 4 maggio 1975 ore 16:00 
TERNANA-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Bettega R. 33, Causio 63

TERNANA: Nardin, Benatti, Rosa, Valà, Dolci, Panizza, Donati, Valle, Garritano (Petrini 46), Crivelli, Traini 
A disposizione: De Luca, Platto 
Allenatore: Enzo Riccomini

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cuccureddu, Furino, Morini, Scirea, Viola F., Causio, (c) Anastasi, Capello F., Bettega R. 
A disposizione: Piloni, Spinosi, Altafini 
Allenatore: Carlo Parola

ARBITRO: Gussoni




Più netta del risultato la vittoria conquistata dalla Juve a Terni
BETTEGA-CAUSIO, L'ACCOPPIATA VINCENTE
Buona prestazione dei bianconeri, in vantaggio al 34' con Bettega 
Nella ripresa Causio raddoppia contemporaneamente al pareggio del Napoli a Torino 
Tre palle-gol fallite da Anastasi 
Due rigori negati da Gussoni

La Juventus è stata virtualmente. campione d'italia per 18 minuti; dalle 17.03 alle 17.21 poi, mentre Causio metteva al sicuro il risultato raddoppiando il gol di Bettega. Il Napoli pareggiava a Torino con Braglia e così la festa del sedicesimo scudetto era rimandata: ai bianconeri basta un solo punto per cucirselo sulle maglie mentre ai napoletani resta la prospettiva, piuttosto remota, di uno spareggio. Gli ultimi 180 minuti non dovrebbero più riservare sorprese di sorta e ridursi ad una passerella della Juventus sia sul campo di Firenze che al Comunale torinese con il Lanerossi Vicenza dove si celebrerà l'apoteosi.
Anche a Terni la Juventus ha confermato di aver superato la leggera crisi primaverile e di aver ritrovato il passo giusto: è tornata a vincere in trasferta dopo quasi tre mesi (era dalla famosa partita di San Siro con il Milan che l'impresa non le riusciva), è stato un autentico monologo della squadra di Parola contro un avversario mal disposto tatticamente e psicologicamente scarico, frastornato nonché rassegnato alla retrocessione.

Il punteggio di 2-0 non esprime il divario fra le due squadre: l'arbitro Gussani, che non ha avuto grosse difficoltà a dirigere la partita per l'arrendevolezza dei rossoverdi umbri, aveva ignorato, sullo 0-0, un plateale fallo di mano di Benatti in piena area negando così un sacrosanto rigore ai bianconeri ed aveva sorvolato, all'ultimo minuto, anche su un sandwich di Panizza e Valle ai danni di Capello nell'area ternana, ma probabilmente il direttore di gara non ha voluto infierire. 
A prescindere dai rigori non concessi, la Juventus avrebbe potuto maramaldeggiare se Anastasi avesse avuto maggior fortuna nelle conclusioni: il centravanti, nel secondo tempo, ha fallito di un soffio almeno tre palle-gol, complici Nardin, che ha effettuato una bellissima parata, e Valle, che ha salvato sulla linea di porta. Anastasi poteva ripetere l'exploit di sette giorni fa con la Lazio, ma oggi la sorte gli ha voltato le spalle. Non è il solo ad aver mancato il bersaglio: anche Causio ha sfiorato un paio di volte, con tiri insidiosi ai pali della porta di Nardin. Ancora una volta Causio è stato il grande protagonista della
partita e ha spadroneggiato in lungo e in largo, favorito anche da una mossa sbagliata di Riccomini che gli aveva assegnato Panizza come controllore, Panizza un centrocampista che non ha doti di marcatore e contro un Causio in gran vena, ispirato sia nel dribbling, sia nei passaggi, sia in fase conclusiva, e stato letteralmente ubriacato. Stupenda la rete che Causio ha realizzato al 19 della ripresa dopo una fuga di 50 metri. Il ritorno del barone ad alto livello è la nota lieta di questo finale di stagione. 
La Juventus era scesa in campo concentrata e consapevole che avrebbe potuto chiudere la pratica-scudetto con due giornate di anticipo: sapeva che alla Ternana il pareggio non sarebbe servito per sperare ancora nella salvezza e si aspettava di essere aggredita. Gli umbri hanno tentato qualche affondo, ma Morini ha costantemente anticipato Garritano, annullando progressivamente le velleità del neo-centravanti granata.

Gentile braccava implacabilmente Traini e le insidie scaturivano invece ad opera di Donati che si spostava spesso a sinistra, portando fuori zona Cuccureddu: cross di Donati creavano un po' di scompiglio nell'area bianconera -  ma era più fumo che arrosto. Ben presto l'iniziativa passava alla Juventus che diventava padrona del campo. Al 5' Causio finta va sulla destra, saltava Valà e centrava per Bettega che, ostacolato da Dolci, non riusciva a scaricare in porta il suo destro. Anche Scirea si spingeva spesso in avanti per contribuire all'azione offensiva sfruttando con intelligenza i corridoi liberi: da un suo traversone, Gentile sporcava il tiro, Anastasi arpionava la palla e concludeva a lato. La Ternana accennava ad una timida reazione ed effettuava la prima conclusione, senza esito, con Traini. La partita proseguiva senza scossoni, priva di pathos, la Juventus dava la chiara sensazione di poter fare sua l'intera posta e di aspettare soltanto il momento propizio per piazzare la botta vincente. Macinava gioco senza trovare molta opposizione da parte di un antagonista tecnicamente troppo inferiore.

La prima palla-gol si registrava al 21: Bettega serviva Anastasi che scambiava con Capello poi apriva sulla destra. Causio che aggirava Panizza e sparava a lato sinistro. Rovesciamento di fronte: Garritano riusciva finalmente a conquistare un pallone a Morini, entrava in area, sul lato destro, ma indirizzava fuori. Al 25 l'episodio del rigore non visto da Gussoni: Anastasi si liberava di Rosa sulla sinistra e centrava per Bettega, ma Benatti intercettava con il braccio destro. Tutto regolare per l'arbitro!
Al 28 Zoff interveniva per la prima volta su un tiro-cross di Valle: tre minuti dopo parava un pallone scagliato da Valà, peraltro fuori porta di un metro.
Il primo gol juventino arrivava al 34: dalla bandierina del corner. Viola toccava a Causio che centrava sottoporta, per Bettega, che di sinistro, con un tiro dal basso verso l'alto, insaccava. Un classico gol vecchia maniera per Bettega. A Terni l'ala sinistra non perdona: due anni fa aveva già segnato una doppietta decisiva in una vittoriosa trasferta di campionato.

Subito dopo il gol la Ternana si afflosciava. Causio e Capello dominavano. Viola si lasciava tentare a volte dalla voglia di strafare, ma anche lui si rendeva utile pur non giocando sul livello di domenica scorsa. Furino, generoso come sempre, rendeva nulle le iniziative di Crivelli ma talvolta difettava di precisione nei passaggi. Sempre più frequenti gli inserimenti di Cuccureddu, efficace fin sulla soglia dell'area avversaria ma troppo precipitoso nei tiri. Allo scadere del tempo Bettega offriva un bel pallone a Causio che si allargava troppo e Nardin, piazzato, neutralizzava. 
Nella ripresa la Ternana sostituiva l'evanescente Garritano con Petrini. E proprio l'ex granata vivacizzava il gioco dei padroni di casa: al primo minuto sfuggiva a Morini e centrava basso per Traini che, in extremis, era anticipato da Gentile in calcio d'angolo. Le radioline, intanto, annunciavano che Pulici aveva portato in vantaggio il Torino: cominciava il count down dello scudetto. Ancora un brivido per i tifosi bianconeri: al 10 un disimpegno di Furino si trasformava in un passaggio per Valle che allungava verso Petrini in profondità: cross teso verso destra per Donati che superava ben due volte Zoff in uscita ma poi inciampava sulla palla e l'azione sfumava. 
Tiri di Causio e Donati sfioravano la traversa, un'incursione di Scirea era bloccata da Nardin. Ma al 19 il portiere Ternano capitolava per la seconda volta: Scirea effettuava un lungo rinvio, la palla spioveva sulla metà campo tra Rosa e Anastasi che la sfiorava: se ne impossessava Causio che galoppava solitario verso la porta rossoverde, giunto in area vinceva il tackle con Dolci, aggirava Crivelli, tirava fuori dai pali Nardin e insaccava di sinistro nella porta ormai vuota. Un autentico capolavoro. Nello stesso istante Braglia pareggiava e l'entusiasmo dei sostenitori bianconeri accorsi numerosi al Liberati si raffreddava. 
La partita non aveva più storia: Traini si produceva uno stiramento muscolare alla coscia sinistra e restava in campo solo per far numero mentre i bianconeri dilagavano, ma con le orecchie e gli sguardi tesi verso la panchina per sapere se il risultato di Torino fosse cambiato. Attesa vana. La gente, intanto, sfollava dallo stadio, un po' perché delusa dalla prova della Ternana, un po' perché cominciava a piovere e molti erano sprovvisti di ombrello.

Bruno Bernardi


 


ternana

juventus

franco causio

ternana

ternana

ternana

ternana

juventus

ternana



maglie