domenica 18 maggio 2025

18 Maggio 1975: Juventus - Vicenza


É il 18 Maggio 1975 Juventus Vicenza si sfidano nella quindicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1974-75 allo Stadio 'Comunale' di Torino.

La Juve é guidata in panchina da Carlo Parola e si appresta a vincere il suo sedicesimo scudetto. Dall'altra parte c'é il Lanerossi Vicenza che non riuscirá ad evitare la retrocessione in Serie B piazzandosi al terzultimo posto in classifica.

Buona Visione!



juventus



Stagione 1974-1975 - Campionato di Serie A - 15 ritorno
Torino - Stadio Comunale
domenica 18 maggio 1975 ore 16:00 
JUVENTUS-VICENZA 5-0
MARCATORI: Damiani 8, Bettega R. 27, Anastasi 36, Damiani 38, Cuccureddu 55

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cuccureddu, Furino, Morini, Scirea, Damiani (Altafini 53), Causio, (c) Anastasi, Capello F., Bettega R. 
A disposizione: Piloni, Spinosi
Allenatore: Carlo Parola

VICENZA: Sulfaro (Ciaschini 46), De Petri, Longoni, Bernardis, Perego, Berni, Galuppi (Rigoni 14), Savoldi, Vitali, Fontana, Faloppa
A disposizione: Volpato
Allenatore: Manlio Scopigno

ARBITRO: Michelotti





A fianco del presidente la giornata del successo bianconero 
E' la nona vittoria di Boniperti 
Cinque come giocatore, quattro da dirigente 
Gettato vestito nella vasca dai giocatori
La gioia di Parola 


" Buon Dio. è fatta! », 
urla Giampiero Boniperti levando le braccia al cielo. Sono le ore 16,30: Bettega ha appena infilato il secondo pallone alle spalle di Sullaro, è il gol che stronca il Lanerossi Vicenza e mette la Juventus al riparo da qualsiasi sorpresa. Lo stadio è una bolgia. La Juventus è campione d'Italia e per Boniperti è il nono scudetto: cinque come giocatore, tre come presidente e uno — ci tiene a precisarlo — come consigliere. 

Sul gol di Bettega unisce la sua solierenza: durante i primi minuti e anche dopo il punto di Damiani, si era agitato, prendendosela con l'amico Perardi che si agitava più di lui, commentando in tono vivace le fasi della partita insieme con Vycpalek e Mattrel che sedevano ai suoi fianchi. Anche sul 2-0 Boniperti fuma una sigaretta dopo l'altra. Quando la gente grida 
« Pietro, Pietro »
Il presidente osserva: 
"Manca il suo gol, sarebbe ora che lo facesse ». 
E poco dopo Anastasi lo accontenta realizzando la più bella delle cinque reti con cui la Juventus travolge il povero Lanerossi Vicenza. Il volto di Boniperti s'illumina di felicità. 
Esclama: 
» Che gol, ragazzi: l'ha fatto, finalmente ».
Il resto della partita adesso non conta più. Boniperti è ormai rilassato.

Cosa prova in questo momento? gli chiedo. 
« Questo scudetto significa molto per me — risponde —. E' una grossissima soddisfazione, mi ripaga di tutte le sofferenze ». 
Fa una breve pausa, poi riprende a ruota libera: 
« Questa è stata una stagione particolare. Sono contento per Parola, per Giuliano, per La Neve, per i massaggiatori De Maria e Corino, per la segreteria: tutti hanno collaborato al successo. E' molto più difficile vincere un campionato oggi che qualche tempo fa. Anche voi giornalisti avete delle grosse responsabilità e dovete usare il vostro lavoro per educare: il calcio è uno sport, non dimentichiamolo ». 
Ci congediamo momentaneamente da Boniperti che va negli spogliatoi durante l'intervallo di metà tempo e parliamo con l'ex presidente dottor Umberto Agnelli. Questo il suo commento: 
«Non è stato un campionato brillante, ma non è certo colpa della Juventus. Il nostro calcio è quello che è. In questo contesto, tuttavia, non si può non riconoscere che la Juventus ha vinto meritatamente lo scudetto. Anche la Juventus avrebbe bisogno di qualcosa per la Coppa dei Campioni: sul mercato nazionale c'è poco da reperire e ciò di cui necessita potrebbe arrivare soltanto se si riaprissero le frontiere. Siccome il veto deriva da una scelta della Lega, io non lo contesto: la mia è una semplice considerazione. Ma se vogliamo davvero essere forti in campo internazionale ci vogliono gli assi stranieri. La Juventus non è una grandissima squadra, ciononostante speriamo di riuscire ugualmente a fare una buona figura in Coppa dei Campioni ».

Torniamo alla partita. Nel secondo tempo Cuccureddu porta a cinque le segnature, poi la Juventus non infierisce anche se c'è « nonno » Altafini che cerca il gol « n. 300 » ma invano. Due minuti prima della fine, c'è l'invasione anticipata. Boniperti si diverte a vedere i risultati dell'entusiasmo dei tifosi: Zoff con la maglia a brandelli, Causio senza maglia, giocatori che fuggono per sottrarsi alla morsa della lolla. A stento Michelotti riesce a condurre a termine l'incontro. Ormai migliaia di tifosi sono in campo. Lasciando la tribuna d'onore, Boniperti guarda la baldoria che avviene nel rettangolo di gioco e dice: 
« E' giusto che sia così ». 
Lui la festa tricolore l'ha vissuta da protagonista per cinque volte. Poi aggiunge: 
« Dedichiamo questo scudetto ai nostri tifosi che, con il loro comportamento esemplare, ci hanno sorretti dovunque e in ogni momento, risultando sempre di grosso aiuto ». 
Ripete anche in Tv le stesse cose, senza dimenticare di rivolgere un saluto ed un augurio a Maestrelli, l'allenatore della Lazio, che da alcune settimane è ricoverato in clinica. Come mette piede nello stanzone bianconero, secondo l'usanza il presidente viene spinto sotto la doccia vestito. E' felice, abbraccia tutti. Parola fa la stessa fine di Boniperti: i giocatori gli rovesciano sul capo una gigantesca bottiglia di champagne, poi lo costringono a fare la doccia vestito. Deve infilarsi una tuta. 
« Tutto è bene quel che finisce bene — commenta Parola senza enfasi (di scudetti ne ha già vinti cinque, due da giocatore e tre da allenatore) — anche con il Lanerossi Vicenza la squadra ha dimostrato, per l'ennesima volta, che il titolo è strameritato. Un po' di tensione c'era ma è durata cinque minuti, poi i bianconeri si sono rilassati e dopo il primo gol tutto è diventato facile ». 
C'è stato un momento, durante il campionato, in cui lei ha temuto di non vincere lo scudetto? 
« No. La squadra era addestrata a tirare il gruppo: l'ha fatto per sette mesi, lo non ho mai dubitato sul nostro successo finale anche se è stata una stagione sofferta. All'inizio tutti indicavano la Juventus come la migliore e la candidata "numero uno" al titolo. Tra questi c'erano moltissimi tecnici. Li ringrazio, lo ho avuto soltanto la fortuna di disporre di un'ottima "rosa" di giocatori. E' sempre più difficile vincere perché il calcio italiano è ormai livellato ». 
Vinicio aveva detto che se avesse avuto la Juventus alle sue dipendenze avrebbe vinto anche lui lo scudetto.  
"Non è il caso di fare polemiche. La Juventus ha battuto due volte il Napoli, realizzando, complessivamente, otto reti contro tre al passivo. Mi complimento con Vinicio e con gli azzurri per il loro campionato. E mi complimento in particolare con Juliano: l'ho sempre stimato ma questa è stata, senza alcun dubbio, la sua miglior stagione ». 
Un tifoso di Chioggia offre a Parola un veliero in miniatura: riuscirà la Juventus a solcare i difficili mari della Coppa dei Campioni ed a vincerla per la prima volta? 
« E presto per parlarne — conclude Parola — per ora assaporiamo questo trionfo ». 

Bruno Bernardi




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