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giovedì 6 marzo 2025

6 Marzo 1991: Liegi - Juventus

É il 6 Marzo 1991 e Liegi (Belgio) Juventus  si sfidano nella gara di andata dei Quarti di Finale della Coppa delle Coppe 1990-91 allo Stadio 'Gilles Magnée' di Liegi.

La Juventus tenta di riapproparsi dello scettro di squadra 'piú forte della penisola' con una nuova dirigenza tecnica affidata ad un allenatore del famigerato 'calcio champagne' Luigi Maifredi. Dopo un inizio di campionato incoraggiante i bianconeri naufragano tra caterve di gol presi ed addirittura a fine campionato si trovano fuori dalle Coppe Europee dopo 27anni.

In Europa la Vecchia Signora si fa valere almeno fino alle semifinali della Coppa delle Coppe. Li infatti trova i blaugrana del Barcellona e si deve arrendere non senza combattere peró.

Buona Visione!

 

liege


 

Stagione 1990-1991 - Coppa delle Coppe - Quarti, andata
Liegi - Stadio Gilles Magnée
Mercoledì 6 marzo 1991 ore 20:30
LIEGI-JUVENTUS 1-3
MARCATORI: Wegria autorete 32, Baggio R. 43, Julio Cesar 48, Houben 82

LIEGI: Munaron, Wegria, Waseige, Houben, De Sart, Machiels (Giusto 46), Boffin (Foguenne 62), Quain, Krncevic, Ernes, Malbasa
Allenatore: Robert Waseige

JUVENTUS: Tacconi, Luppi, Julio Cesar, Corini, De Marchi (Napoli N. 46), De Agostini, Haessler, Marocchi (Alessio 69), Casiraghi, Baggio R., Fortunato D.
Allenatore: Luigi Maifredi

ARBITRO: Schmidhuber (Germania Ovest)



LE PAGELLE BIANCONERE
Baggio e Julio Cesar, sette con lode 
Da sottolineare anche la prova di Luppi, De Agostini e Marocchi 
DAL NOSTRO INVIATO 
Julio Cesar, baluardo insuperabile anche ieri sera nel match di Coppa a Liegi 
Baggio ha segnato contro il Liegi la sua nona rete bianconera in Coppa 

Tacconi 6: era sceso in campo debilitalo dalla febbre (38,5°), ma ha parato il parabile. I belgi l'hanno graziato due volte, sul 3-0, poi Houbon con un gran destro al volo ha interrotto l'imbattibilità del portiere che, in Europa, durava da 803'. 

Luppi 6,5: in uno schema di rimessa, si è proiettato spesso a briglia sciolta nei corridoi liberi. Da una sua incursione è scaturito il cross dal fondo che, dopo i colpi di lesta di Casiraghi e Baggio e il tiro di Marocchi, ha sbloccato il risultato su autogol di Wegria. 

Julio Cesar 7: imperioso e autorevole ha bloccato Krncevic, una sua vecchia conoscenza con il quale aveva un conto in sospeso per due gol incassati nel Montpellier contro il Mulhouse. Con una bomba quasi da fondo campo ha siglato il 3-0, secondo eurogol stagionale. 

Corini 6: in un centrocampo più protetto e irrobustito, ha svolto il suo compito con umiltà e dedizione, senza strafare. Con un pizzico di fortuna avrebbe potuto segnare il quarto gol. 

De Marchi 6: ha presidiato la sua zona mantenendo le equidistanze con Julio Cesar, senza concedere grosse palle-gol agli avversari. Dopo l'intervallo, per una botta alla mandibola, ha lasciato il posto a 

Napoli (6) che ha trovato una Juventus rilassata ed esposta ai contrattacchi del Liegi con qualche brivido di troppo, e non di l'ebbro, per Tacconi. 

De Agostini 6,5: con la squadra più raccolta ma pronta a distendersi nei varchi, è apparso rigenerato, pronto a sganciarsi, a crossare e concludere: un suo bolide, sugli sviluppi di una punizione, ha sfiorato il montante. 

Fortunato 6: ha ripagato la fiducia di Maifredi puntellando il centrocampo con un lavoro oscuro ma redditizio. Se la squadra non si allunga, tutti i reparti soffrono meno e rendono di più. E anche le punte.

Haessler 6: utilizzato come tornante, ruolo che si confà alle sue caratteristiche, ha vivacizzato la manovra, cercando anche il gol da media distanza senza ricadere nel vizio del dribbling che, in spazi ristretti, lo penalizza. 

Marocchi 6,5: da un suo tiro, deviato con la gamba da Wegria, è iniziata la riscossa della Juventus. E' apparso in chiaro progresso, più lucido nella distribuzione del gioco non dovendo sfiancarsi a rincorrere avversari di altri. Maifredi l'ha fatto rifiatare negli ultimi 20' sostituendolo con 

Alessio (sv). 

Casiraghi 6: un lottatore cui manca un pizzico di fortuna per tornare ai migliori livelli. Già all'Olimpico con la Lazio era andato vicinissimo al gol. Ieri ci ha riprovato, a volte peccando anche un po' di egoismo. Ma la forma é vicina. 

Baggio 7: forse il miglior Baggio di Coppa delle Coppe edizione export. Era ora. Un gol raffinato e tante giocate di classe. In crescita sul piano fisico e agendo da seconda punta, come nelle notti magiche mondiali, in spazi più ampi, ha potuto far brillare il suo talento.

Piercarlo Alfonsetti
tratto da: La Stampa 7 marzo 1991





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martedì 21 novembre 2023

23 Novembre 1988: FC Liegi - Juventus

È il 23 Novembre 1988 ed FC Liegi (Belgio) e Juventus si sfidano nella gara di andata degli Ottavi di finale della Coppa UEFA 1988-89 allo Stadio 'Gilles Magnée' di Liegi (Belgio). .

È una Juventus che cerca di costruire una squadra ancora scossa dal addio di 'Le Roi' Michel Platini e dai fallimenti di Ian Rush e del tecnico Rino Marchesi. Guidati in panchina dalla leggenda Dino Zoff, i bianconeri raggiungono un quarto posto in campionato che dovrebbe rappresentare un buon viatico per il futuro. Dall'altra parte c'è un FC Liegi meteora del calcio europeo di quegl'anni - tanta grinta e forza ma per i rossoblu non ci sarà speranza contro la Juve.

Buona Visione! 


fc liegi


Stagione 1988-1989 - Coppa UEFA - Ottavi, andata
Liegi - Stadio Gilles Magnée
Mercoledì 23 novembre 1988 ore 18:45
FC LIEGI-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Altobelli 18

FC LIEGI: Stojic, Wegria, Quaranta, Houben (Giusto 34), Habrant, De Sart, Ernes, Quain (Boffin 71), Varga, Vaut, Malbasa
Allenatore: Robert Waseige

JUVENTUS: Tacconi, Favero, De Agostini, Cabrini, Brio, Tricella, Galia, Rui Barros, Altobelli, Mauro (Magrin 56), Laudrup
Allenatore: Dino Zoff

ARBITRO: Valentine (Scozia)



La presenza a Liegi del terzino «mondiale» ha avuto un effetto galvanizzante per il settore difensivo. 
La  partitissima di Altobelli e l'importanza di Mauro 

Liegi-Juventus: Barros in azione nell'area dei belgi Con Cabrini Juventus Si è rivisto il contropiede e una squadra attenta e impegnata a sprecare pochissimo. Tacconi ha finalmente trascorsolo' di tranquillità piace di più

DAL NOSTRO INVIATO LIEGI • Attenti a quei tre. Altobelli, Cabrini e Mauro hanno rilanciato a Liegi la Juventus ex colabrodo. La squadra vista in campo ieri sera non ha nulla in comune con quella travolta in maniera rocamboleca dal Napoli e non solo, sia chiaro per merito di un trio di campioni che al momento opportuno hanno saputo illuminare il gioco con lampi di classe notevoli. Tutta la Juve ha dimostrato di aver superato lo choc di una sconfitta umiliante ma, Altobelli a parte, sono stati gli uomini che in campionato non trovano spazio a rilanciare le ambizioni europee della squadra di Zoff. 

Tutti e tre comunque avevano più di un motivo per dimostrare che in questa Juve per loro c'è e ci potrebbe essere ancora spazio. Prendiamo Altobelli. E' bastata una frase di Zoff per mettere il centravanti tra 1 possibili candidati ad una più o meno immediata sostituzione. E Spillo ha risposto con una prova da campione, segnando con la rabbia che solo un vero goleador possiede la sua trentottesima rete europea, ma soprattutto rendendosi prezioso nei momenti in cui era utile tenere la palla lontana da Tacconi. Pochissimi errori, spunti che hanno riportato alla memoria l'Altobelli mundial, il centravanti ha favorito l'inserimento dei compagni di centrocampo «congelando» la palla nei momenti in cui il Liegi sembrava in grado di prendere il sopravvento. Alla fine una sola battuta polemica: 

"Mi faceva ridere il fatto che qualcuno mettesse in dubbio la mia presenza». 

Anche Mauro avrebbe più di un motivo per rendere difficile la vita a Zoff, ma preferisce non creare altri problemi. Dall'inizio della stagione è l'uomo di coppa ed anche ieri sera finché è rimasto in campo prima di uscire per una distorsione alla caviglia, ha svolto in maniera perfetta la consueta parte di regista. In questo momento Mauro è forse il più grosso problema per Zoff. L'euro Juve funziona meglio di quella di campionato, anche se non è tutto merito di Mauro, ma anche di una serie di avversari non irresistibili. E' chiaro comunque che Mauro paga colpe non sue ed è più che comprensibile il malumore di un giocatore che all'inizio di stagione (prima dell'arrivo di Zavarov, cioè) era un titolare inamovibile della Juve targata Zoff. E poi c'è Cabrini, l'unico che già la scorsa estate aveva la certezza di aver perso il posto di titolare. Cabrini ieri sera ha disputato una partita carica di orgoglio, mettendo tutta la sua esperienza e la sua umiltà di grande campione al servizio della Juventus. Se il Liegi è stato ridimensionato senza troppi problemi, gran parte del merito è anche di Cabrini, la cui presenza in campo ha avuto soprattutto un effetto galvanizzante su tutti i compagni di reparto. Quello che non ha gli ha concesso il fisico, gli ha permesso il grande mestiere, cosi abbiamo rivisto un Cabrini formato gigante, un vero trascinatore, che ha riportato tutti indietro nel tempo, quando la Juventus, Signora d'Europa, disputava in trasferta partite altrettanto autoritarie

Attorno a quei tre si è stretta una squadra di nuovo attenta e disposta a sprecare pochissimo. Solo nel secondo tempo il Liegi è riuscito a creare qualche problema alla squadra di Zoff, ma senza che Tacconi dovesse correre 1 soliti pericoli e soprattuto senza che la Juventus dovesse rinunciare all'arma del contropiede, che ha spesso, inchiodato i rossoblu, impedendo loro di osare quanto avrebbero voluto. Ora la Juve toma alla realtà non sempre felice del campionato. E toma soprattutto alla formula-Zavarov. Il problema sarà di trovare anche con lo «zar» in campo gli equilibri migliori. Ed in questo senso la partita di ieri sera potrebbe essere utile per indicare a Zoff la giusta strada da seguire. 

Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 24 Novembre 1988




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