È il 17 aprile 2016 e Juventuse Palermosi sfidano in questa gara valevole per la quattordicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A TIM 2015-16. Il tutto si svolge allo 'Juventus Stadium' di Torino.
Buona Visione!
Campionato di Serie A 2015-2016 - 14 ritorno Torino - Juventus Stadium Domenica 17 aprile 2016 ore 15.00 JUVENTUS-PALERMO 4-0 MARCATORI: Khedira 10, Pogba 71, Cuadrado 74, Padoin 89
I bianconeri allungano a +9 in classifica sul Napoli. Nel primo tempo segna Khedira, ma un serio infortunio al numero 8 rovina la festa: stagione finita per lui. I rosanero provano a resistere ma nella ripresa chiudono la gara Pogba, Cuadrado e Padoin
TORINO - Missione compiuta. La Juventus approfitta del k.o. di ieri del Napoli contro l'Inter e sfrutta al meglio l'impegno casalingo contro il Palermo regolando i rosanero con un 4-0 che la porta a +9 sui campani in classifica. Una sconfitta però che va oltre i demeriti dei siciliani. Infatti nel primo tempo gli ospiti, nonostante la rete in avvio di Khedira, tengono botta e vanno anche vicini al gol con Trajkovski. Ma nel secondo tempo i campioni d'Italia dilagano: segnano Pogba, Cuadrado e perfino Padoin. La giornata bianconera che ha praticamente consegnato il tricolore ai piemontesi viene però rovinata dall'infortunio al legamento crociato di Marchisio: stagione finita per lui e addio Euro 2016. Brutta la situazione in coda adesso per il Palermo: con il successo del Frosinone, i rosanero precipitano al penultimo posto solitario, lontani tre punti dalla salvezza.
KHEDIRA COLPISCE IN AVVIO - Allegri conferma il 3-5-2 e in attacco c'è il ritorno di Dybala, con lui Mandzukic. Esterni sono Cuadrado ed Evra. In mezzo al campo Khedira, Marchisio e Pogba. Ballardini, nuovamente al timone del team siciliano, risponde con lo stesso modulo: in avanti giocano Vazquez e Trajkovski. Sulle corsie ecco Rispoli a destra e Lazaar a sinistra. La Juventus fa subito sul serio e dopo una manciata di minuti Lazaar respinge un tiro al volo di Pogba e il successivo tentativo dal limite di Khedira è impreciso. Al 10' invece siamo 1-0: perfetto assist di Pogba che pesca in area Khedira, controllo di petto e destro imparabile per Sorrentino.
TEGOLA MARCHISIO - La partita sembra segnata col Palermo che pare non riuscire a reagire. Al quarto d'ora però qualcosa cambia e accade dopo che Marchisio, in uno scontro di gioco con Vazquez, si infortuna al ginocchio sinistro ed è costretto a uscire in barella con le mani sul viso chiudendo di fatto qui la stagione: rottura del crociato, sarà operato. Una brutta tegola anche per la Nazionale azzurra. Al posto del 'Principino' entra Lemina. I rosanero approfittano di un momento di sbandamento bianconero e vengono un po' fuori come al 26' quando Jajalo impegna da fuori Buffon. Ma è ancora la Juventus a sfiorare il 2-0: al 27', sugli sviluppi di un corner, Pogba colpisce al volo e Sorrentino con l'aiuto della traversa si salva. Alla mezz'ora il Palermo ha la sua occasione migliore: grande azione di Vazquez, assist in area a Trajkovski con Buffon superato in uscita disperata. Ma il tocco dell'attaccante è debole e permette a Barzagli il salvataggio sulla linea. Nel finale del tempo c'è anche chance per Chochev con tiro dopo una mischia, ma due difensori bianconeri in spaccata gli deviano la sfera in angolo.
POGBA E CUADRADO LA CHIUDONO - Il Palermo nel secondo tempo prova a resistere ma la Juventus incalza e spinge alla ricerca del raddoppio della sicurezza. Lemina ci prova da fuori, ma Sorrentino c'è. Pericolosi i padroni di casa al 20' quando un perfetto traversone di Cuadrado costringe Gonzalez al miracolo per anticipare Khedira. Un minuto dopo colpo di testa di Mandzukic con palla sul fondo. Intanto Ballardini cambia Jajalo con Brugman e Allegri rimpiazza lo stanco e bravo Dybala con Morata. Al minuto 26 arriva l'atteso 2-0 per i bianconeri: angolo di Cuadrado, la sfera attraversa l'area, sul secondo palo Lazaar dorme e Pogba di sinistro insacca. Tre minuti dopo il match è chiuso: Brugman perde palla su Cuadrado, il colombiano salta Lazaar con un delizioso pallonetto e poi infila Sorrentino con un gran destro.
GIOIA ANCHE PER PADOIN - Allegri manda in campo anche Padoin per dare riposo a Khedira. Il Palermo ormai sa di aver perso e si fa vedere giusto con un tiro da lontano di Lazaar che scalda i guanti di Buffon. Al 44' il poker è servito: ripartenza di Pogba, palla a Morata che premia l'inserimento in area di Padoin; l'ex atalantino da vero attaccante fa centro con un destro rasoterra in diagonale. Finisce con la festa dello Stadium che ormai sente sempre più vicino il quinto scudetto consecutivo.
É il 20 Giugno 1979 e JuventusePalermosi sfidano nella Finale (gara unica) della Coppa Italia 1978-79 allo Stadio 'San Paolo' di Napoli.
É una Juventus (Campione d'Italia in carica) con grandi giocatori, un allenatore vincente (Giovanni Trapattoni) che peró non riuscirá a ripetere la conquista tricolore. Infatti lo Scudetto andrá al Milan. Si rifará inparte con la Coppa Italia, vinta (non senza polemiche e problemi) contro una formazione della Serie B - il Palermo.
Buona Visione!
Coppa Italia 1978-1979 - Finale Napoli, campo neutro - Stadio San Paolo Mercoledì 20 giugno 1979 JUVENTUS-PALERMO 2-1 - Dopo i tempi supplementari MARCATORI : Chimenti 2, Brio 84, Causio 117
ARBITRO : Barbaresco NOTE : Dall'82° Juventus in 10 uomini per un infortunio a Roberto Bettega (Trapattoni aveva già effettuato tutte le sostituzioni).
È terminata l'ultima competizione dell'anno, si chiude la carriera di un grande campione La Coppa Italia alla Juventus per la sesta volta Rivera commosso ha annunciato: «E' vero, smetto» Causio piega il Palermo dopo 117 minuti: 2-1
DAL NOSTRO INVIATO NAPOLI-Vince la Juventus come era nelle previsioni, ma quanta fatica, quanta paura. La squadra bianconera non disputa una partita entusiasmante, ma raggiunge la conquista della Coppa con pieno merito. Battuta all'inizio da un gol di Chimenti, reagisce, si da da fare, combatte. Non è all'altezza delle giornate migliori, gioca un calcio forse troppo prevedibile. Bisognerebbe inventare qualcosa, creare qualche manovra nuova, invece il gioco juventino e monotono: i bianconeri avanzano sulle fasce laterali e tentano cross al centro, cercando la testa di Bettega che in questo momento non c'è.
Bettega non è il solo colpevole. Sarebbe un errore criticarlo. Certo l'accoppiata Bettega-Virdis non funziona. Bisogna provvedere diversamente. In questo momento in cui la squadra porta a Torino In Coppa Italia i dirigenti debbono pensare al domani. Boniperti e Giuliano sono in attività. Nulla sarà lasciato di intentato.
Il Palermo esce sconfitto ma non umiliato. Gioca un calcio moderno e lo gioca bene. Forse non ha l'esperienza per queste competizioni cost delicate. Comunque esce dal San Paolo a testa alta. E una squadra che nel prossimo campionato farà molta strada. A maggior ragione se i suoi dirigenti riusciranno a potenziaria ancora nei punti chiave.
La temperatura e fresca cade qualche goccia di pioggia. I tifosi del Palermo giunti in forze con ogni mezzo а осcupare le scalee dello stadio San Paolo sono circa diecimila, ma sembrano molti di più. I loro rivali juventini stanno invece tranquilli nel settore a sinistra della tribuna. Sono relativamente pochi, e guardano impotenti all'assalto e alla distruzione delle bandiere bianconere.
Non c'è Cuccureddu. Ha provato in mattinata ma con esito negativo. Gentile ne prende il posto e gioca Morini come stopper. Veneranda preferisce Gregorio invece di Jozzia. Pensa che sia più adatto al controllo di Causio. L'inizio e veemente e il Palermo segna subito. Su rilancio, Conte si incunea nel vivo della difesa bianconera, sorprendendo in contropiede Scirea e Gentile. Zoff esce d'istinto. Morini non può intervenire e Chimenti butta in gol a porta vuota. Non sono trascorsi ancora due minuti di gioco.
La reazione dei bianconeri e immediata. Parte Tardelli che dà a Causio che tira in mezza rovesciata. Citterio re-spinge sul limite del gol, Ora in area palermitana c'è una vera ammucchiata. Ai sicilia-ni è concesso l'uso della loro arma migliore, che è il contro-piede. Attacca sempre la Ju-ventus, ma con affanno. I ра-lermitani reggono bene. A centrocampo governa il gioco un Magherini attento e preci-so. Gregorio non concede spa-zio a Causio, Citterio control-la Bettega. Di Cicco guarda Virdis. C'é differenza di condizioni fisiche. I siciliani posseggono ancora il ritmo del campionato: i bianconeri invece accusano la stanchezza di una stagione senza gloria e forse anche qualche giornata di allenamento piuttosto fiacco.
Al centro dell'attacco non esiste accordo tattico tra Virdis e Bettega. I due troppe volte si ostacolano con il risultato di non creare difficolta agli attenti difensori siciliani. Bisogna invece ammirare questo Palermo, dopo dieci mesi di attività, gli uomini di Veneranda sono tutti in perfetta condizione. Forse sarà per maggiore spirito di iniziativa, forse sarà il contrasto con la lentezza degli juventini, sta di fatto che posseggono una marcia in più.
Sono anche abbastanza fortunati, come al 34', quando su azione di calcio d'angolo Morini tira a rete: Frison respinge, riprende lo stesso Merli mentre il portiere è ancora a terra, ma Magherini risponde sulla linea con un rinvio perfetto. Passano i minuti e la pressione della Juventus si fa piu insistente e Frison deve volare ancora una volta per deviare in angolo un tiro di Tardelli (36): la fortuna si sposa con l'abilità.
La ripresa ripete le caratteristiche del primo tempo. Subito all'inizio (47') esce Chimenti ed entra Osellame per aiutare ancora di più il centrocampo. Risponde la Juventus: Trapattoni utilizza Brio e Boninsegna rispettivamente in sostituzione di Morini e di Virdis. Il gioco migliora leggermente. Boninsegna porta un po' di dinamismo, che Virdis non portava. Tutto il Palermo si difende bene. C'è anche un gol di Boninsegna al 57 ma il centravanti juventino era in fuorigioco e Barbaresco annulla.
Il Palermo per accentuare ancora di più la sua difesa manda negli spogliatol Borsellino che sostituisce con il mediano Arcoleo (75'). La pressione della Juventus è sempre più insistente, e succede qualche episodio in area palermitana che meriterebbe un atteggiamento plú severo da parte dell'arbitro, ma Barbaresco non interviene su un atterramento di Bettega a pochi metri dal portiere. Bettega esce tenendosi il costato. E' colpito da una gomitata. Viene trasportato negli spogliatoi in barella. La reazione rabbiosa del bianconeri porta al pareggio all'84': l'azione viene da sinistra, Tardelli crossa, arriva Brio che mette in rete: 1-1.
Dopo il gol di Brio la Juventus, pur ridotta in dieci per l'infortunio di Bettega, tenta di superare la difesa palermitana ma non ci riesce. Si va ai tempi supplementari. Furino zoppica, molti giocatori sono sfiniti dalla fatica. Si apprende che Bettega, colpito duramente all'emitorace sinistro, è stato ricoverato presso l'ospedale San Paolo in quanto si teme abbia riportato l'incrinatura di tre costole.
Nel primo tempo supplementare il Palermo tenta di approfittare della superiorita numerica e abbozza qualche attacco. E' un gioco comunque senza verve e senza grinta. Gli atleti sono ormai stanchi. I bianconeri provano qualche puntata in avanti, ma senza effetto.
Nel secondo tempo supplementare la Juventus si fa più guardinga, ma al 117' viene il gol del successo. L'azione parte da Tardelli, che da sinistra crossa. Boninsegna di testa scodella una palla per Causio che in mezza rovesciata batte Frison: mancano ormai solo più tre minuti alla fi-ne. Il risultato é acquisito.
La Juventus ha vinto, ai tempi supplementari, la battaglia col sorprendente Palermo di Veneranda. I bianconeri hanno, così, riscattato un campionato deludente e l'eliminazione in Coppacampioni. Il protagonista del successo è stato lo stopper
Allegra con Brio
NAPOLI Giovanni Trapattoni, anche per questa stagione, si ricon-ferma allenatore vincente. Dopo aver vinto scudetto e Coppa Uefa nel 1977, scudetto nel 1978, il mister bianconero conquista la Coppa Italia '79, "ultima spiaggia" per la Juventus dopo una stagione particolarmente deludente. La finale di Napoli, contro un Palermo in veste assurdamente difensiva dopo essere passato in vantaggio al 1'30", ha dimostrato una caratteristica che, durante il campionato, era venuta troppo spesso a mancare ai bianconeri: la forza di volontà, la voglia di stringere i denti fino all'ultimo. La Juventus ha attaccato disordinatamente, perdendo spesso i suoi equilibri tattici, ma mai una volta ha desistito, lottando se vogliamo con impeto da provinciale. Boniperti, negli spogliatoi, aveva un sorriso aperto, convinto: la stagione è stata salvata e i tifosi hanno, quindi, dimenticato le amarezze per lo scudetto perduto e per l'immediata eliminazione in Coppa dei Campioni (al 1. turno contro i Glasgow Rangers).
La finalissima tra Juventus e Palermo si può dividere in tre momenti particolari, che hanno determinato il risultato finale dopo una lotta serrata, tra brividi assortiti con i rosanero del tutto privi di timori reverenziali.
IL GOL DEL PALERMO ERA STATO PREVISTO
ALLA MATTINA della gran finale
Abbiamo incontrato Erminio Favalli, direttore sportivo dei Palermo, ex bianconero degli Anni Sessanta, nella sede del Napoli in via Crispi. Favalli era soprattutto preoccupato per l'uomo che avrebbe dovuto marcare il centravanti Chimenti, indubbiamente l' uomo di maggior spicco della squadra sosanero.
«Spero che Cuccureddu,"
ci diceva il ds,
"non ce la faccia a recuperare. Con Morini, Vito si troverebbe senz'altro meglio: con uno stopper sulla falsariga del biondo bianconero, Chimenti gioca sempre alla grande, segnando e facendo segnare. Con tipi come Cuccureddu, che marcano con ossessione e giocano tutto sull'anticipo, il nostro centravanti si trova invece spesso in difficoltà".
Favalli è stato buon profeta. Cuccureddu, ancora infortunato, ha rinunciato ad andare in panchina e Trapattoni ha cosi schierato Morini su Chimenti. Dopo appena 1'30", il Palermo è andato in gol proprio col suo centravanti Chimenti, che approfittava di uno svarione della difesa e dell'assoluta libertà che gli lasciava lo stopper. Poi i rosanero hanno commesso l'errore di chiudersi in trincea, lasciando il centrocampo a disposizione della Juventus. Meno male per loro che in avanti Virdis sembrava un fantasma incapace di impensierire minimamente i forti difensori palermitani.
TRE SOSTITUZIONI: LA SVOLTA DEL MATCH
NELLA RIPRESA Chimenti è costretto ad abbandonare, a causa di una botta subita dopo uno scontro con Cabrini. Al suo posto è entrato Osellame, anche lui dribblomane, ma privo della fantasia, della tecnica del centravanti titolare. Dopo appena 5' anche la Juventus effettuava la propria sostituzione. Anzi, la propria doppia sostituzione: Boninsegna per Virdis e Brio per Morini. Era la svolta che decideva l'incontro. Il "vecchio" Bonimba, con veterana esperienza e furbizia, giocava palle intelligenti a favore dei propri compagni, aprendo numerosi varchi per l'ottimo e indomabile Benetti. Senza dimenticare che, con due perfetti assist, è stato il suggeritore dei due gol bianconeri. Sergio Brio umile gigante di 1.90, è stato l'uomo-chiave della riscossa juventina. Ha giocato a tutto campo, portandosi spesso a fare da "torre" nell'area rosanero. Veneranda non ha capito subito la marcatura da opporre a Brio e a fatto harakiri. Subito gli ha messo contro Maritozzi, che sa fare di tutto fuorché marcare (oltretutto lasciava diversi centimetri allo juventino...): Brio ha potuto così fare il bello e brutto tempo, realizzando in perfetta solitudine anche la rete del pareggio a sette minuti dal termine. Troppo tardi Veneranda ha schierato Citterio (giocatore dalle caratteristiche simili a quelle dell'ex rivelazione della Pistoiese) sul favoloso Brio. La partita era già segnata.
L'INFORTUNIO DI BETTEGA SCATENA I BIANCONERI
IL "LEIT MOTIV" dell'incontro è stato l'infortunio subito da Bettega a causa di una gomitata da k.o. di Citterio. I suoi compagni, vedendolo uscire in barella, hanno raddoppiato le forze, effettuando un forcing continuo, al limite del delirio. Padroni assoluti del campo, gli juventini hanno attaccato con veemenza, portando in avanti i generosi Gentile a Cabrini, oltre al sempre attento Scirea. In dieci sembravano i rosanero, non certo i bianconeri! E il gol della vittoria è stato realizzato da Causio che, per primo, era accorso in aiuto dello sfortunato compagno, protagonista insieme a lui di tanti bei momenti sia in maglia bianconera che in Nazionale. Il Barone, con una prodezza delle sue ("giravolta" in piena area su passaggio di testa di Boninsegna) ha portato in paradiso la Juve, ammutolendo i diecimila tifosi palermitani assiepati nella Curva Sud. Con Bettega fuori (e non era una perdita di poco conto, visto che "Bobby-gol" era l'elemento a cui era affidato il compito di rifinire, sulla sinistra, le azioni dei centrocampisti) i bianconeri hanno trovato stimolo e rabbia, fornendo una tale prova di carattere da suscitare l'ammirazio-ne dei giornalisti siciliani presenti in tribuna. E' stata, dunque, una Coppa dedicata a Bettega, il compagno costretto ad abbandonare la battaglia per infortunio, impossibilitato, quindi, a soffrire insieme agli altri, a dividere assalti e sudore. Ora la Juventus punta alla Coppa delle Coppe, competizione dalla quale manca dalla bellezza di quattordici anni.
PIETRO PAOLO VIRDIS
UN'ULTIMA nota prima di concludere: Virdis. A questo punto, per il bene del ragazzo, la società dovrebbe cederlo, anche in comproprietà, al Cagliari di Gigi Riva, che farebbe carte false per riavere il centravanti. Il sardo, per ritrovare vena e voglia di giocare, ha bisogno di cambiare aria di rifarsi una verginità. In bianconero non sempre per colpa sua fino a ora deluso: cambiare aria gli servirebbe per riscattarsi, per ritornare ad essere il centravanti "speranza" del nostro calcio.
Darwin Pastorin tratto dal Guerin Sportivo anno 1979 nr.26
La Juventus si affida a Fabio Capello per condurla in vetta all'Europa. Mentre in Italia gli scudetti non mancano, in europa i risultati non arrivano. Eppoi se ci aggiungete Farsopoli e l'ondata che travolge tutto il mondo bianconero, il regno di Capello non sará sicuramente ricordato per i successi ottenuti!
Dall'altra parte i siciliani disputano un campionato sopra le attese e si conquistano con merito un posto nelle prossime coppe europee.
CON IL TERZO GOL IN QUATTRO PARTITE FIRMA IL PAREGGIO
Juve, ci pensa Ibra a salvare il primato.
A lungo la capolista soffre il Palermo che passa in vantaggio con Zaccardo. Capello sostituisce Del Piero con Trezeguet e il francese mette lo zampino nella rete del bomber svedese.
TORINO Mai parlare troppo presto. La fuga inarrestabile della Juve si è smorzata infatti contro il Palermo, che è superficiale considerare una neopromossa quando ha molto, se non tutto, per condurre un campionato da primissime posizioni. Come la settimana scorsa a San Siro contro l'Inter, i rosanero hanno meritato il pareggio: l'uno a uno è il risultato più giusto, come lo erano state le tre vittorie colte dalla Juve finora. Certo, c'è da chiedersi se l'opacità bianconera sia merito del Palermo, primo avversario veramente all'altezza, oppure se occorra correggere qualcosa.
Capello sta riflettendo su Del Piero, che continua a sostituire ogni volta. Ieri l'ha tenuto in campo per 45 faticatissimi minuti al fianco di Ibrahimovic con cui si intende poco, poi ha immesso Trezeguet e dopo otto minuti della ripresa è arrivato il pareggio, in un'azione cui hanno partecipato le due punte straniere: Trezeguet ha deviato di testa il cross di Zebina dalla destra, Ibrahimovic è stato il più rapinoso nel raccogliere la corta ribattuta di Guardalben. Insomma, quei due in questo momento sono più concreti. Anche Ibrahimovic, che non ci fa spellare le mani per quanto fa, riesce ad essere goleador: tre reti in quattro partite per un esordiente che deve capire tantissimo di come si gioca in Italia sono una presentazione che colpisce. E pensiamo che si sia alla svolta clamorosa per l'attacco juventino, per quanto il turnover aiuti a camuffare le cose. La Juve ha giocato la partita meno convincente dall'inizio della stagione. Ha anche subito il primo gol, che non scalfisce la solidità della difesa perché è nato da una punizione e dalla distrazione di Blasi, ma ne cancella l'imperforabilità, fl vantaggio del Palermo si è sposato al gioco più rapido e preciso dei siciliani.
L'esperienza di queste prime giornate aveva insegnato a Guidolm che non si può lasciare il pallino in mano alla Juventus e sperare di uscirne vivi, perciò ha fatto in modo di tenerlo lui: né Gasbarroni né Santana in campo, quindi nessuna concessione ai fantasisti sulla fascia, ma un centrocampo ben guarnito e con l'appoggio di Grosso che partendo da lontano infilava in velocità Camoranesi. Grosso, insieme al messinese Parisi, ci sembra in questo momento la vera alternativa a Zambrotta in Nazionale, può darsi che ne convenga anche Lippi. La Juve è partita con il piglio giusto. Al 6' il traversone di Camoranesi è stato raccolto in corsa da Nedved, che colpiva di testa il pallone dal basso in alto.
Era il prologo alla quarta vittoria a mani basse? Manco per sogno. L'azione di Corini e Barone pompava il Palermo, Emerson viveva una serata incolore, dimostrando che è indispensabile all'equilibrio tattico ma quando servono la profondità e la velocità del passaggio non è il massimo. O almeno non lo è ancora. Zauli, rigenerato a Palermo, si mostrava lucido nelle intuizioni dietro all'argentino Farias, unica punta al posto di Toni, escluso per un infortunio, assenza grave ma non irreparabile in una partita come questa, giocata pochissimo nell'area avversaria. Il gol veniva su calcio piazzato. La lunga punizione di Corini pescava Zaccardo sul palo lontano per la deviazione di testa nell'angolo alto: quelli della Juve, e in particolare filasi, erano tutti assistenti, nessun professore.
La reazione era immediata, questione di una ventina di secondi. L'incursione profonda di Zambrotta si rivelava l'arma più incisiva ma Emerson dal limite dell'area si faceva respingere il tiro da una gamba del portiere Guardalben. Su quel doppio episodio, gol e non-gol, il Palermo costruiva una partita intelligente con scambi rapidi e triangolazioni che tagliavano fuori il centrocampo juventino: per fortuna, Cannavaro e soprattutto Thuram, si piazzavano con mestiere là dove l'azione andava a stringersi e in qualche modo impedivano il raddoppio che Corini cercava al 26' direttamente su calcio d'angolo (smanacciato da Buffon), e Raimondi falliva con un tiro sporco dopo l'azione lanciata da Zauli e rifinita dal cross di Mutarelli.
La Juve si trascinava nei peccati del proprio attacco. Partivano i primi fischi per Del Piero, che al 40' faceva tutto bene ma aspettava troppo per cui gli ribattevano il tiro. La ripresa aveva un altro stampo. La pressione iniziale della Juve obbligava il Palermo a ricacciare palloni invece di giocarli, e infatti arrivava il pareggio. Ma non c'era nei bianconeri la lucidità giusta per insistere, anche Nedved aumentava la confusione mentre Guidolin inseriva un difensore in più (Conteh, poi Terlizzi dopo il suo infortunio) ad arginare Trezeguet. Neppure il tentativo di forcing finale dava una svolta favorevole alla Juve. Giusto cosi.
I Bianconeri sembrano piú concentrati sulla Coppa dei Campioni (coppa che vinceranno nella tragica notte del Heysel) e sono lontani dalla testa della classifica del campionato. In testa invece c'é sorprendentemente l Hellas Verona che dopo una cavalcata splendida vince il suo primo Scudetto. Dall'altra parte c'é il Palermo che disputando una ottima stagione in Serie C1 ottiene il pass per il ritorno immediato nella serie cadetta.
In Coppa Italia invece i bianconeri vengono fermati dal Milan, mentre i rossoneri si arrendono in finale alla sorprendente Sampdoria (alla prima Coppa Italia vinta).
Briaschi, altri tre gol Il nuovo centravanti della Juventus scatenato anche contro il Palermo - Due volte a segno nel primo tempo, ed ancora nella ripresa con Cabrini, Rossi e Boniek - Bianconeri vivaci, siciliani deboli
TORINO — La Juventus, di nuovo con lo scudetto, debutta al Comunale sette giorni prima del previsto. La prima partita di Coppa Italia, con il Palermo, retrocesso lo scorso anno in CI. doveva infatti disputarsi allo stadio siciliano, ma il campo palermitano è parzialmente inagibile, così i bianconeri si presentano in anticipo ai propri tifosi (ci saranno circa 20 mila persone sugli spalti in una serata mite). C'è Briaschi, atteso con curiosità dopo i tre gol segnati in amichevole, c'è il roccioso Favero chiamato a sostituire Brio infortunatosi a Parma.
Tra i rosanero ritorna il portiere Palcari recuperato dal Bologna dopo un trasferimento lampo di soli due mesi. Ma ci sono però gravi assenze che costringono il tecnico siciliano Rosati, a fare salti mortali per mettere insieme undici giocatoli.
Pochi minuti di studio e la Juve comincia a mettere a frutto la sua evidente superiorità. Ed alla prima vera azione d'attacco è già in gol. Il merito è in gran parte di Caricola che all'8' pesca Platini smarcatissimo sulla sinistra: Michel controlla di petto e serve Briaschi liberissimo a centro area che non ha difficolta a battere Palcari indifeso davanti a lui. La Juve insiste ed all' 11' ancora Platini serve di testa Cabrini che sempre di testa manda di poco sopra la traversa. La partita prosegue ora a senso unico. Al 15' una punizione di Platini smarca in area Bonini che tira a colpo sicuro, ma De Biasi sulla linea di porta riesce a respingere.
Il ritmo non è ovviamente da capogiro, ma si vede che la Juve è in costante crescita. La precisione non manca ed è questo che vuole Trapatloni in questa delicata fase iniziale, più che gol troppo facili. Platini è più altruista del solito, Boniek si dimostra in condizione più che buona. Ora la Juventus diverte. Il suo gioco scorre via piacevole anche se, onestamente, il Palermo non oppone una resistenza consistente. Cosi al 26' la Juventus passa ancora. E' di nuovo Caricola, uno del più in forma, ad impostare I'azione sulla destra servendo Platini con un centro molto preciso: Michel scavalca il portiere Palcari con uno splendido pallonetto, sul quale si avventa ancora Briaschi che raddoppia, a conferma di un momento felicissimo per lui.
Oltre tutto Rossi gli lascia via libera come opportunista d'area, recitando una faticosa ma preziosa parte di spalla. E il Palermo? La squadra siciliana assiste, cercando di tanto in tanto di alleggerire la pressione bianconera. A centrocampo Malo e Maiellaro si dannano l'anima per mettere Pircher in condizione di impensierire Tacconi, ma fare breccia nella difesa bianconera è impresa titanica. Ed è comunque il Palermo a vivacizzare l'ultima parta del tempo con azioni abbastanza brillanti, anche se è la Juventus a sfiorare ancora il gol al 45' con un colpo di testa del solilo Briaschi, fermato a terra da Palcari.
La ripresa si inizia con un' autentica prodezza di Boniek. Al 64' Platini gli serve un pallone millimetrico, che Zibì calcia al volo di destro in diagonale sfiorando II palo. Davvero splendido. Quattro minuti dopo la Juventus va in gol per la terza volta. Corner di Rossi e perfetto stacco di tosta di Cabrini. Trascorre solo un minuto e arriva la quarta segnatura. Platini intercetta astutamente la palla a centrocampo e fugge, supera il portiere Palcari che con un tentativo disperato cerca di recuperare la palla, ma viene preceduto dal solito rapinatore Briaschi che cattura la palla ed insacca.
La Juventus diventa irresistibile, si scatena e al 63' arriva al gol per la quinta volta. Briaschi fugge sulla sinistra e becca Platini smarcato, passaggio al centro per Rossi ed è gol. Anche Pablito partecipa cosi alla festa. Poi Briaschi, vero eroe della serata, e Tardelli (ancora in forma davvero incerta) escono e c'è spazio anche per Vignola e Limido. Il pubblico applaude freneticamente e già sogna gol a grappoli anche in campionato. La partita si trasforma in festa ed il Palermo vi partecipa da ospite discreto. Entra anche Pioli al posto di Favero poi la Juve al'88' trova il sesto gol. Questa volta è Boniek, in precedenza tanto generoso quanto sfortunato, a battere Palcari con un pallonetto molto astuto.
In sostanza una Juve davvero in palla, che comunque va rivista di fronte ad avversari meno arrendevoli. Ora domenica a Cagliari ci sarà una prima importante verifica.
Esordio alla grande in Coppa Italia con tre reti di Briaschi DALLA JUVE SEI GOL E SPETTACOLO (ANCHE SE IL PALERMO NON E' SEMBRATO UN TEST «VERO») Difesa poco impegnata e show dell'attacco bianconero con Platini gran suggeritore, l'ex genoano goleador e Boniek in ottima forma
Tutto facile, troppo facile per essere vero, ma la Juventus dilagando contro un Palermo piccino, piccino, ha comunque dato una bella dimostrazione di potenza. II 6-0 finale è un biglietto da visita importante, soprattutto se si tiene conto che è stato esibito di fronte ad almeno ventimila spettatori giá estasiati alle prodezze di Platini e compagni.
Gli entusiasmi dei tifosi, si sa, sono sempre piuttosto facili, soprattutto di questi tempi quando il rendimento di una squadra che entra in condizione con rapiditá va sempre raffrontato con quello dell'avversario che fatica a trovare le giuste misure sul campo, ma la Juventus attuale fa ben sperare e questo al di di là della passeggiata che i campioni si sono concessi contro il Palermo.
Un giudizio sulla difesa va rinviato ad altra data magari giá da domenica quando a Cagliari la Juve troverà ben altra resistenza. Caricola comunque, ripescato per l'infortunto di Brio, si è segnalato come uno dei più pimpanti, non tanto in fase di interdizione quanto di costruzione della manovra. I primi due gol di Briaschi sono infatti nati da precisi e calibrati cross del terzino, davvero maturato, come lui stesso ammette, dopo un anno a Torino. Quanto a Favero, ha dimostrato sicurezza assoluta contro Pircher, ma ben altri saranno gli avversari che dovranno metterlo alla prova.
A centrocampo si è visto sempre ordine e precisione. Bonini ha già ripreso a macinare chilometri in maniera infaticabile e Platini ha incantato per la precisione millimetrica del suoi passaggi. Cinque gol, in pratica tutti quelli su azione manovrata, sono nati da suoi suggerimenti. Davvero incredibile. Non è arrivato personalmente al gol ma, come sostiene l'avvocato Agnelli anche ieri sera presente in tribuna, quando le partite ed i punti conteranno davvero, Michel saprà ancora risolvere in attuazione in prima persona.
Meno positivo l'apporto di Tardelli, certamente il più in ombra di tutti. Alti e bassi, i suoi, tipici d'inizio stagione. A Casale aveva convinto, ieri ha deluso, ma al momento buono sarà pronto, anche se è inevitabile che prima o poi si senta dire che è stanco, che é logoro.
Senza preoccupazioni invece Boniek, tornato il trascinatore del tempi migliori. Spazia per il campo come un forsennato, cerca il goi in maniera ostinata, si batte generosamente. Per Zibi sembra davvero l'anno della grande rivincita e certi problemi saranno presto un ricordo, anche con l'aiuto dei tifosi che ieri sera l'hanno osannato dal primo all'ultimo minuto.
Attacco uguale gioie e dolori per un Briaschi che debutta davanti al tifosi di ieri in maniera eclatante e travolgente, ecco un Rossi forzatamente emarginato dal vivo della manovra. Anche in questo caso potrebbero sembrare solo disguidi passeggeri, ma in realtà il problema è piú serio. Briaschi infatti ha sottratto a Rossi il ruolo di opportunista d'area e dimostra di sapersela cavare a meravigila visti i risultati. Paolo così, si é visto benissimo ieri sera, è costretto spesso a girare al largo a fare quasi da spalla al nuovo compagno.
In pratica d'ora in avanti dovrà probabilmente sacrificarsi in un lavoro faticoso, poco appariscente ma molto produttivo. Rischia di snaturare in parte le sue caratteristiche e viene da chiedersi cosa succederà il giorno che Trapattoni dovesse decidere di giocare con una sola punta. Uscirà lui o Briaschi? Una domanda per ora senza risposta, che comunque non turba l'ambiente blanconero. La Juve, in sostanza, sembra ben avviata, ma attendiamola al momento delle partite più vere.
Trapattoni è già soddisfatto "SIAMO PIU' AVANTI DELL'ANNO SCORSO"
"Platini si permette di fare il gran signore, ma sará lui a segnare negli appuntamenti importanti" dice Giovanni Agnelli.
"E che sono un generoso",
taglia corto il Michel fresco di doccia. E poi specifica:
"Quando vedo un compagno ben piazzato faccio di tutto per passargli il pallone."
E' la serata della bontà. Paolo Rossi racconta di aver fatto di tutto per mettere a suo agio un compagno nuovo dell'ambiente, vale a dire Briaschi, e si schermisce quando gli si fa notare che ha avuto una gran mole di lavoro, per lo più destinata alla gloria altrui
"D'ora in poi sarà sempre cosi, e in ogni partita qualcuno di noi, a turno, dovrei lavorare per costruire e aprire spazi agli altrui."
Tutto giusto, salvo un dettaglio: per il pubblico bianconero Rossi è Pablito-gol e di versioni alternative non vuole saperne. Dapprima fischiato, Paolo ha ha fatto tirare un sospirone di solitevo solo quando ha infilato anche lui il suo bravo pallone nella rete.
"Sono tranquillo, le polemiche e i fischi dei tifosi non mi hanno dato fastidio."
dice dice lui, sicuro che amore e odio sono i due lati della stessa medagila. Giovanni Trapattoni getta acqua sugli entusiasmi, come sempre
"La differenza di valori in campo era tale da non consentirci nulla di piú che la constatazione del buon affiatamento e dell'entusiasmo nella manovra. E da questo punto di vista, pur dovendo ancora perfezionare molti schemi, mi pare che la squadra sia più avanti che nelle passate stagioni. Anche
sulle tre reti di Briaschi e meglio non lasciarsi andare agii entusiasmi: il ragazzo, sia chiaro, mi piace, ha opportunismo e fiuto del gol, e se è con noi è segno di un'ottima considerazione. Ma arriveranno anche per lui momenti duri, gli impegni piú pesanti." Dello stesso parere Boniek, un po'abbacchiato per qualche occasione sfumata in campo e per la sventura di essere capitato spesso in prossimità della porta avversaria da destra e da sinistra, quasi mai nella posizione centrale che è per lui quella ideale. Dice
"Quest'anno dovremo stare molto attenti, il campionato sarà davvero lungo e duro".
Poi aggiunge che la sua ammonizione vale anche per i tifosi, che sente molto vicini. Il pubblico del Comunale (che ieri sera ha mantenuto una buona freddezza nel confronti della goleada infiitta al palermitani rosa shocking), infatti, ama Boniek di un amore imperituro e sembrava che il tempo si fosse fermato a quando, sul finire della passata stagione, il nome del polacco era scandito coralmente fino al mal di gola. Come se avessero ancora paura di vederselo mandare via. Niente ovazioni, invece, per Briaschi, anche se alla terza rete qualcuno ha finito per emosionarsi. L'ex genoano dovrà attendere ancora per conquistare il cuore di una tifoseria tra le meno effimere d'Italia, e forse tuttora un po' delusa per il mancato ingaggio di Giordano.