Juventus - Oltre la Leggenda
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venerdì 24 aprile 2026

24 Aprile 2016: Fiorentina - Juventus

È il 24 aprile 2016 e Fiorentina e Juventus si sfidano in questa gara valevole per la sedicesima giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2015-16 allo Stadio 'Artemio Franchi' di Firenze.

Buona Visione!



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Campionato di Serie A 2015-2016 - 16 ritorno Firenze - Stadio Artemio Franchi Domenica 24 aprile 2016 ore 20.45 FIORENTINA-JUVENTUS 1-2 MARCATORI: Mandžukić 39, Kalinić 81, Morata 83
FIORENTINA: Tatarusanu, Tomović, Gonzalo Rodríguez, Astori, Tello (Matías Fernández 62), Badelj (Roncaglia 88), Borja Valero, Marcos Alonso, Ilić (Zarate M. 53), Bernardeschi, Kalinić
Allenatore: Paulo Sousa
JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Rugani, Lichtsteiner (Cuadrado 88), Khedira, Lemina, Pogba (Asamoah 84), Evra, Mandzukic, Dybala (Morata 70)
Allenatore: Massimiliano Allegri
ARBITRO: Tagliavento RIGORI FALLITI: Kalinić 90 (Fiorentina)






Gli uomini di Allegri sbancano il Franchi e se il Napoli non dovesse vincere all'Olimpico contro la Roma, conquisteranno lo scudetto con tre turni d'anticipo. Vantaggio di Mandzukic, nella ripresa pari di Kalinic e nuovo sorpasso firmato dallo spagnolo. Al 90' il portiere bianconero para un calcio di rigore.

FIRENZE - Lo scudetto in tasca. La Juventus sbanca il Franchi 2-1 nel posticipo domenicale della 35ª giornata di Serie A ed è a un passo dal quinto tricolore consecutivo. I bianconeri, infatti, portano a 12 punti il vantaggio sul Napoli che domani dovrà far visita alla Roma per quello che ormai è diventato uno spareggio per il secondo posto. Se gli azzurri dovessero perdere o pareggiare, i bianconeri potranno festeggiare lo scudetto numero 32 seduti comodamente sul divano. In caso di vittoria azzurra, invece, la festa sarà solo rimandata a domenica prossima quando all'ora di pranzo gli uomini di Allegri affronteranno il Carpi.

BUFFON, LE MANI SULLO SCUDETTO - Il vero protagonista della serata, però, non è né Mandzukic, autore del vantaggio iniziale, né Morata capace di dare i tre punti ai suoi, ma Gigi Buffon che con le sue parate sta rendendo questo scudetto possibile. Anche questa sera il numero uno della nazionale si è letteralmente superato con parate difficilissime sintomo di una condizione fisico-mentale incredibile. Una buona notizia anche in vista degli Europei. Buffon a parte, di fronte a questa Juventus c'è solo da inchinarsi. Una cavalcata pazzesca dopo un inizio di stagione disastroso. Dalle zone basse della classifica fino alla cima. Un'ascesa figlia di 25 vittorie e un pareggio nelle ultime 26 giornate. Numeri impressionanti ai quali si aggiungono gli 836′ di imbattibilità di Gigi Buffon e gli appena 18 gol subiti in 35 giornate. Chapeau!

RAMMARICO VIOLA - In casa Viola, invece, c'è la delusione di aver sprecato un'occasione per tenere vicina l'Inter e giocarsi il quarto posto in classifica fino alla fine. Di fronte, però, c'era una vera e propria macchina da guerra alla quale la corazzata toscana ha saputo tenere testa dall'inizio sino alla fine. Agli uomini di Sousa va dato merito di aver giocato a viso aperto contro questa Juventus mettendola spesso in difficoltà e arrendendosi solo a due disattenzioni difensive. Chi critica il portoghese non si rende conto del gran lavoro fatto fino ad ora da parte dell'ex tecnico del Basilea. Tutti avrebbero firmato per la quinta posizione a inizio stagione, certo resta la delusione di essere calati sul più bello quando la Champions sembrava alla portata di mano, ma comunque ci deve essere la consapevolezza di aver dato il massimo in un campionato mai così entusiasmante negli ultimi 5 anni.

MANDZUKIC APRE I GIOCHI - Ma veniamo alla gara. Primo tempo vibrante al Franchi con i viola che provano a far male alla Juventus da fuori con Ilicic trovando un attento Buffon. L'estremo bianconero si supera al 20′ quando, su contropiede toscano, riesce a deviare in angolo con la punta del piede destro una conclusione di Bernardeschi sporcata da Barzagli. Qualche minuto prima l'attaccante era andato in gol, ma Tagliavento aveva annullato per fuorigioco inesistente. La Juve tiene botta e al 39′ passa con Mandzukic: cross morbido sul secondo palo di Khedira dal limite di destra, Pogba fa da torre per il croato che di sinistro al volo dagli undici metri infila Tatarusanu nel palo più lontano. Passano pochi minuti e Buffon torna super andando a deviare con la punta delle dita un pallonetto preciso di Bernardeschi destinato nel sette. Sugli sviluppi del corner successivo Marcos Alonso di testa sfiora il palo a Buffon battuto.

MORATA LI CHIUDE. PRIMO GIALLO IN DUE ANNI DI A PER RUGANI - Quello che accade nella ripresa è degno di un film hollywoodiano, soprattutto il finale ricco di colpi di scena. Ma andiamo con ordine. Al 12′ Mandzukic serve in velocità Pogba che entra in area e a tu per tu con Tatarusanu calcia sul fondo. Dalla parte opposta Buffon deve prima deviare in angolo sul sinistro di Zarate da dentro l'area, poi concedere un secondo corner su una conclusione di Kalinic al termine di un bel contropiede. Al 36′, però, il numero uno della nazionale azzurra deve capitolare: Bonucci tenta un dribbling al limite dell'area perdendo palla, la sfera termina sui piedi di Kalinic che si accentra e scarica il destro a giro sul quale Buffon non può nulla. 2′ più tardi Morata, subentrato a un opaco Dybala, riporta in vantaggio i campioni d'Italia depositando in rete un pallone vagante dentro l'area piccola della Fiorentina. Non è finita, perché al 43′ Allegri manda in campo a freddo l'ex Cuadrado (che si era rifiutato per due volte di riscaldarsi) e il colombiano procura il calcio di rigore col quale il Franchi spera di rovinare la festa alla Juventus. Dal dischetto Kalinic sceglie il palo alla sinistra di Buffon, lo stesso che sceglie l'estremo difensore: parato! Sulla ribattuta si avventa Bernardeschi che trova la pronta reazione di uno straordinario Buffon che da terra salva nuovamente la porta bianconera. In pieno recupero Kalinic prova a farsi perdonare sugli sviluppi di un calcio d'angolo con un colpo di testa a pochi passi dalla linea di porta, ma la palla si stampa sulla traversa. È l'ultima emozione di un finale thrilling che ha visto anche una piccola curiosità: la prima ammonizione in due anni di Serie A di Daniele Rugani.

Antonio Farinola 
tratto da: Fiorentina-Juventus 1-2: Morata segna e Buffon para, i bianconeri vedono lo scudetto 







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venerdì 20 marzo 2026

20 Marzo 2014: Fiorentina - Juventus

È il 20 marzo 2014 e Fiorentina e Juventus si sfidano nella gara di ritorno dei Quarti di Finale della UEFA Europa League 2013-14 allo Stadio 'Artemio Franchi - Comunale' di Firenze.

È una Juventus tutta record questa guidata in panchina dal 'gladiatore' Antonio Conte. É la Juve dei 102 punti finali che strapazza tutti e conquista così il suo trentaduesimo scudetto. Pensate che l'Inter (fermatasi ad un onorevole quinto posto) finisca a ben quarantadue (42!) punti di distacco dalla squadra Campione d'Italia.

Per quanto riguarda le competizioni europee - dopo essere stati 'retrocessi' dalla UEFA Champions League alla seconda competizione continentale, i ragazzi in bianconero vanno avanti fino alle semifinali. Purtroppo molta sfortuna e tanta imprecisione impediranno alla Juventus di eliminare i portoghesi del Benfica e giocarsi (in casa!) la finale.

Buona Visione! 



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Stagione 2013-2014 - Europa League - Ottavi, ritorno
Firenze - Stadio Artemio Franchi
giovedì 20 marzo 2014 ore 19:00
FIORENTINA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Pirlo 71

FIORENTINA (4-3-1-2): Neto, Cuadrado, Gonzalo Rodríguez, Savić, Tomović, Aquilani, Pizarro (Ambrosini 48), Vargas, Ilić (Roncaglia 72), Borja Valero, Gómez M. (Matri 63)
A disposizione: Rosati, Bakic, Pasqual, Joaquin
Allenatore: Vincenzo Montella

JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Cáceres, Bonucci, Chiellini, Isla (Lichtsteiner 76), Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah, Tevez, Llorente (Osvaldo 88)
A disposizione: Storari, Romagna, Padoin, Mattiello, Vucinic
Allenatore: Antonio Conte

ARBITRO: Webb (Inghilterra)
AMMONIZIONI: Vidal 50, Tevez 90+4 (Juventus); Gonzalo Rodríguez 31, Cuadrado 55, Gonzalo Rodríguez 69, Neto 90+4 (Fiorentina)
ESPULSIONI: Gonzalo Rodríguez 69 (Fiorentina)



Il fuoriclasse azzurro ripete la prodezza di domenica scorsa a Genova e con una punizione all'incrocio al 71' regala ai bianconeri la qualificazione ai quarti. La squadra di Montella gioca bene per un'ora, poi si spegne. Espulso Gonzalo Rodríguez

FIRENZE – Ancora Pirlo. Come a Genova, il fuoriclasse azzurro prende per mano la Juve e con un’altra magia su punizione trascina i compagni nei quarti di Europa League. La Fiorentina esce dalla coppa con l’onore delle armi, consapevole di aver fatto il possibile per cercare di capitalizzare l’1-1 ottenuto a Torino. In campo, i 28 punti di distanza che ci sono in campionato non si sono visti. Ma è anche vero che la squadra di Conte ha dimostrato che nei momenti importanti riesce sempre e puntualmente a fare la differenza.

VIOLA FUORI CON QUALCHE RIMPIANTO – Ai viola resta il rammarico di non aver concretizzato sullo 0-0 quelle 4-5 limpide occasioni che si sono costruite con tenacia e abnegazione. Episodi fatali che hanno pesato tantissimo nell’economia della gara. Anche perché la Juve, col passare dei minuti, è salita di livello e ha finito per riuscire a procurarsi con Llorente, steso al limite dell’area da Gonzalo Rodriguez (espulso per somma di ammonizioni), l’opportunità decisiva per portare a casa un successo che tiene vivo il sogno bianconero di arrivare alla finale di Torino.

CONTE LANCIA ISLA, MONTELLA CON VARGAS – Conte ha deciso di giocarsi le proprie carte schierando, in pratica, la formazione tipo, eccezion fatta dell’indisponibile Barzagli e di Isla, preferito a Lichtsteiner. Montella ha risposto lanciando a sinistra Vargas, in sostituzione di Pasqual, e Gomez in attacco con Ilicic a sostegno.

JUVE, AVVIO SOFFERTO – La Fiorentina è partita meglio e, con un pressing alto, ha dato fastidio ai bianconeri creando subito un paio di brividi a Buffon con Ilicic e Gomez che non hanno inquadrato lo specchio della porta. La Juve ha sofferto particolarmente la marcatura asfissiante di Borja Valero a Pirlo e per uscire ha atteso 20’. Ma quando finalmente ha preso possesso del centrocampo è riuscita a chiamare in causa Neto solo con alcune conclusioni da fuori di Tevez (2), Pogba (2) e Pirlo, risultate tutte telefonate o fuori bersaglio.

LA FIORENTINA SPRECA TROPPO – Nel frattempo i viola non sono rimasti a guardare e, sfruttando alcuni errori, piuttosto insoliti, della Juve in uscita, hanno costruito altre due grosse opportunità che Pizarro e Ilicic non hanno sfruttato sempre per mancanza di precisione. La Fiorentina ha proseguito nella sua azione anche in avvio di ripresa ma dopo una girata centrale di Borja Valero e un forte destro da fuori di Cuadrado, respinto da Buffon, si è, in pratica, spenta.

PIRLO, UN’ALTRA MAGIA – La Juve se ne è accorta, ha iniziato ad accerchiare nella loro trequarti gli avversari e, dopo aver mandato un paio di avvisaglie a Neto con un colpo di testa di poco alto di Vidal e una rovesciata a lato di Pogba, è passata sfruttando una punizione guadagnata da Llorente dal limite: sul pallone è andato il solito Pirlo che ha infilato il pallone sotto l’incrocio, dalla parte opposta rispetto all’esecuzione di quattro giorni fa a Marassi.

IN 10 I VIOLA SI ARRENDONO – In 10 per l’espulsione di Gonzalo, la Fiorentina non si è ripresa. A nulla sono valsi i tentativi di Montella di rianimarla mettendo prima Borja Valero accanto a Matri, subentrato a Gomez, e poi Cuadrado a fare la terza punta. La Juve ha preso con autorità possesso del centrocampo e ha graziato i rivali fallendo due ottime opportunità per raddoppiare in contropiede con Lichtsteiner, lanciato nella mischia al posto di Isla, e con Vidal. Alla fine, dunque, va avanti la squadra più forte. Alla Fiorentina non resta che darsi appuntamento per riprovarci nella prossima stagione.

Jacopo Manfredi
tratto da: Fiorentina-Juventus 0-1, ancora Pirlo: viola eliminati





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domenica 22 febbraio 2026

22 Febbraio 1976: Fiorentina - Juventus

È il 22 Febbraio 1976 e si gioca allo Stadio 'Comunale' di Firenze la sfida Fiorentina-Juventus. La gara è valevole per la terza giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1975-76.

Alla fine di quel Campionato la Juventus finirà alle spalle del Torino Campione d'Italia con solo due punti di ritardo.

Per quanto riguarda la coppa nazionale i nostri eroi non riusciranno neppure a superare il primo turno eliminatorio: saranno scavalcati nel girone dall' Inter. Invece la Coppa Italia la vince a sorpresa il Napoli che strapazza per 4-0 in finale l'altra sorpresa Hellas Verona.

Per quanto riguarda i viola, la squadra terminerá la propria corsa a metá classifica. Un anno senza infamia e senza lode!

Buona Visione!


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Stagione 1975-1976 - Campionato di Serie A - 3 ritorno
Firenze - Stadio Comunale
Domenica 22 febbraio 1976 ore 15.00
FIORENTINA-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Bettega R. 26, Bresciani 60

FIORENTINA: Superchi, Galdiolo, Roggi, Pellegrini, Della Martira, Merlo, Speggiorin (Bresciani 58), Caso, Casarsa, Antognoni, Desolati
Allenatore: Carlo Mazzone

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Tardelli, Cuccureddu, Morini, Scirea, Damiani, Causio, Anastasi, Capello F., Bettega R. (Gori S. 29)
Allenatore: Carlo Parola

ARBITRO: Menegali




Le pagelle bianconere 

ZOFF — E' tornato il portiere saracinesca che tutti ricordano, la « magra » che è costata il gol contro il Como, che ha avuto in parte sulla coscienza, è certamente dimenticata. Due a tre interventi decisivi fra i pali in uscita per confermarlo indiscutibilmente il numero uno  italiano dei portieri. 

GENTILE — Si è trovato a marcare Speggiorin poi Desolati, su entrambi, per quanto non abbiano certo dimostrato di essere dei « draghi », si è trovato talvolta in difficoltà. 

TARDELLI — Sceso in campo con la maglia numero  3 , ha giocato praticamente da mediano a tutto campo su Antognoni ingaggiando un duello a viso aperto che è stato la cosa più bella della partita. Lo ha vinto lui. 

CUCCUREDDU — Ha dovuto marcare Casarsa, centravanti di maglia ma in realtà mezza punta. Se l'è cavata onestamente, anche se in qualche occasione ci si aspettava una spinta maggiore. 

MORINI — Ha giocato prima su Desolati e quindi su Bresciani, si è difeso con la consueta energia, senza troppo stile ma anche senza errori, confermando il suo buon rendimento nella stagione. 

SCIREA — Grossa rivincita del libero di fronte al pubblico toscano che certo non l'aveva potuto ammirare nella raffazzonata retroguardia azzurra contro lo Zurigo. Si è avuta l'ennesima conferma che nell'impianto bianconero creato a misura degli uomini che lo compongono Scirea ha una precisa ed efficacissima collocazione. E' stato valido nei contrasti e bravissimo negli spunti offensivi. 

DAMIANI — E' molto probabile che Roggi abbia avuto degli incubi notturni e se lo sia sognato. « Flipper » ha disputato una partita con luci ed ombre, ma i momenti di luce sono stati sfolgoranti anche se non hanno portato risultati concreti. 

CAUSIO — Ha offerto al pubblico fiorentino alcuni « numeri » di alta scuola, ma non ha badato soltanto allo spettacolo inserendosi bene nella manovra e contrastando con efficacia a centrocampo. Ciò non toglie però che opposto a Caso, un altro giocatore che attacca e difende, abbia avuto dei momenti di pausa, lasciando troppo libero l'avversario quando questi si portava nell'area di rigore bianconera. 

ANASTASI — Ha avuto un compito molto ingrato, braccato tutta la partita da un Della Martira che non ha certo fatto complimenti. Pietro si batte con coraggio, e questo è un suo gran merito, anche se il rendimento non è ancora altissimo. 

CAPELLO — Ha avuto come avversario a distanza Merlo il quale nel completo della partita ha potuto farsi notare di più. Capello, va detto, ha svolto un buon lavoro di protezione, facendo qualche passo avanti sulla strada della forma migliore anche se ha dimostrato di non averla ancora raggiunta. Nel finale si è anche portato all'attacco, ma senza fortuna. 

BETTEGA — Ha giocato ventisei minuti segnando il magnifico gol che ha sbloccato la partita, ma subendo nell'occasione un doloroso infortunio. Un vero peccato, per lui e per la squadra. 

GORI — E' entrato a freddo, sostituendo Bettega, si è mosso volonterosamente come sempre, ma nel finale ha dovuto ridurre un po' il ritmo per una contrattura muscnlare; di certo non è stato fortunato nel rientro in squadra.

Bruno Perucca
tratto da: La Stampa 23 febbraio 1976





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giovedì 27 novembre 2025

27 Novembre 1983: Fiorentina - Juventus

È il 27 Novembre 1983 e Fiorentina e Juventus si sfidano nella decima Giornata del Girone di Andata del Campionato Italiano di Serie A 1983-84  allo Stadio 'Comunale' di Firenze.

Sarà una stagione trionfale questa per i nostri beniamini a strisce bianconere. Se in Campionato arriverà l'ennesimo Scudetto (è il 21 esimo), in Europa si festeggia la prima (ed unica) affermazione in Coppa delle Coppe. Dall'altre parte i viola termineranno il loro campionato in terza posizione; segno di un'ottima stagione da parte dei toscani

Buona Visione!



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Stagione 1983-1984 - Campionato di Serie A - 10 andata
Firenze - Stadio Comunale
Domenica 27 novembre 1983 ore 14:30
FIORENTINA-JUVENTUS 3-3
MARCATORI: Bonini 2, Antognoni 12, Platini 27, Bertoni 47, Bertoni 56, Contratto autorete 76

FIORENTINA: Galli G., Pin C., Contratto, Oriali, Massaro, Passarella, Bertoni, Pecci, Monelli, Antognoni, Iachini
Allenatore: Giancarlo De Sisti

JUVENTUS: Tacconi, Caricola (Prandelli 76), Cabrini, Bonini, Gentile, Scirea, Penzo, Tardelli, Rossi P. (Vignola 60), Platini, Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Lo Bello R.


la
La Stampa Lunedì 28 Novembre 1983

La
La Stampa Lunedì 28 Novembre 1983


"Nel 1983 ero uno di quei 17enni inquieti, complessivamente indecisi, con tanti dubbi e poche, timide certezze. Tra queste c'era la Fiorentina, una passione adolescenziale che scandirà tempi e modi della mia esistenza. Settembre era per me il periodo più bello: riniziava la scuola, rivedevo gli amici... sopratutto ricominciava il campionato. La stagione '83-'84 vivrà sul doppio binario di una Fiorentina unica e irripetibile, e il dolore per il terribile infortunio patito da Antognoni in un Fiorentina-Sampdoria del 12 febbraio 1984. Non c'è spazio per il rimpianto, per ciò che poteva essere e non è stato, l'Antognoni giocatore merita di essere ricordato per l'eleganza, per la maestosità, per la perfezione del gesto tecnico, e subito il pensiero va alle 14 e 42 del 27 novembre 1983. All'allora Stadio Comunale si gioca Fiorentina-Juventus, il "capitano" ruba palla sulla tre quarti, nobilita la zona mediana del campo con la sua falcata, e allarga a sinistra per l'accorrente Pasquale Iachini. Accelerazione tipica, rientro sul destro e cross tagliato, preciso, sul quale si avventa la chioma bionda di "Antonio". Ricordo che al tempo andavo allo stadio col binocolo, forse per essere più vicino agli eroi in maglia viola, e quel tuffo d'angelo entrò nel mio raggio visivo come uno squarcio di luce in una giornata piovosa (o come cantava qualcuno... uggiosa). Era il gol del momentaneo 1-1, e col mio piccolo strumento seguii passo dopo passo l'esultanza dell'unico 10, mentre scavalcava i tabelloni pubblicitari sotto la curva "Ferrovia". La partita terminerà 3-3, griffata da un immenso Daniel Bertoni e segnata da uno sfortunato Renzo Contratto, ma la prodezza rimane, indelebile nella mia giovane mente di tifoso viola. Era quella la Fiorentina di "picchio" De Sisti, con la novità di Massaro numero 5, un centrocampo "mondiale" con Oriali e Antognoni, e due esterni (a quel tempo si chiamavano ali) come Daniel Bertoni e Pasquale Iachini. Giancarlo Antognoni realizzerà 61 gol in serie A con la maglia della Fiorentina, tutti belli, tutti indimenticabili. Quel gol alla Juventus è però qualcosa di più, è il  ricordo più fulgido della mia carriera di tifoso. Nella stagione più bella, contro il nemico di sempre."

Stefano Borgi 
tratto dal libro "Noi, la Fiorentina...garrisca al vento il labaro viola"


 


 

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