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lunedì 12 ottobre 2026

12 Ottobre 1986: Fiorentina - Juventus

È il 12 ottobre 1986 e  Fiorentina e Juventus  si sfidano nella quinta giornata del girone di andata del Campionato di Calcio di Serie A 1986-87 allo Stadio 'Comunale' di Firenze.

La Juventus è Campione d'Italia in carica mentre la Fiorentina annaspa nelle posizioni di retrovia. A fine campionato i bianconeri saranno secondi dietro al Napoli (per la prima volta scudettato) mentre i Viola finiranno a metà classifica a solo quattro punti dalla zona retrocessione.

Buona Visione! 


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Stagione 1986-1987 - Campionato di Serie A - 5ª andata
Firenze - Stadio Comunale
Domenica 12 ottobre 1986 ore 15.00
FIORENTINA-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Diaz 10, Vignola 58

FIORENTINA: Landucci, Gentile, Carobbi, Oriali (Contratto 46), Pin C., Galbiati, Di Chiara (Berti 57), Battistini S., Diaz, Onorati, Monelli
Allenatore: Eugenio Bersellini

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Caricola, Bonini, Brio, Scirea, Mauro, Manfredonia, Buso, Soldà (Vignola 46), Briaschi (Bonetti I. 78)
Allenatore: Rino Marchesi

ARBITRO: D'Elia



Ha cominciato in panchina poi ha segnato il gol del pari 
La rivincita di Vignola «Non ce l'ho con Marchesi». 

Due protagonisti, nel bene e nel male, della partita. Da una parte Vignola, dall'altra Tacconi. Il centrocampista ha prima provato una grande amarezza, poi una gioia infinita. Racconta: 

«Quando Marchesi mi ha comunicato che sarei rimasto fuori, ci sono rimasto male. Mancava Platini e credevo proprio che fosse arrivato il mio momento. Poi quel gol mi ha fatto dimenticare tutto e in quella capriola sul prato ho voluto scaricare tutta la mia rabbia. Non me la prendo però con Marchesi, che ha fatto delle scelte in base al tipo di partita. Mi ha detto che voleva un centrocampo più quadrato e che, anche se si rendeva conto che mi sarebbe dispiaciuto, preferiva portarmi in panchina». 

Racconta il suo gol da favola: 

«Ho conteso la palla a Contratto e l'ho tenuta in campo mentre lui forse pensava che sarebbe andata sul fondo. Poi ho finto di passare a Brio, così ho sbilanciato il portiere Landucci e l'ho superato facendogli passare la palla sotto il corpo. È forse il più bel gol che abbia mai visto, anche perché è arrivato in un momento molto delicato. E se avessimo avuto più coraggio, avremmo anche potuto vincere. Ma dopo il pareggio è stata più forte la paura di perdere che la voglia di vittoria. 

Ed ecco Tacconi. Il «missile» di Diaz gli ha perforato le mani, lasciandolo di sasso. Spiega con franchezza: 

«Volevo bloccare la palla, ero sicuro di fermarla in presa. Invece mi è scappata. Non ho scuse, ma sono cose che possono capitare a chi gioca in porta. Il record di imbattibilità? Se n'è andato, ma non contava nulla. La cosa importante è invece che abbiamo preso un punto prezioso, che ci permette di recuperare gli infortunati senza affanni. La Fiorentina è stata grande dopo il gol di Diaz, poi è venuta fuori tutta l'esperienza della Juve, che ha meritato il pareggio».

Marchesi ha ingannato tutti. Ha lasciato che ognuno si sbizzarrisse a comporre le formazioni più svariate, poi a poche ore dalla partita ha piazzato la mossa a sorpresa. Una scelta fatta da giorni, dice il tecnico juventino che però è riuscito a tenere tutta per sé. Ecco quindi in campo Renato Buso.

Juve che non ha voluto rinunciare ad essere offensiva pur nell'emergenza del momento. Spiega il tecnico: 

"È solo un ragazzo, non volevo caricarlo di eccessive responsabilità. Già dopo la partita con il Milan avevo deciso di farlo giocare e non mi sono sbagliato, perché ha disputato una buona partita." 

Una gara strana, decisa da due gol nati da altrettanti errori delle difese. Sia noi che la Fiorentina abbiamo avuto altre opportunità per segnare, ma era destino che tutto fosse deciso da situazioni casuali. Un pareggio prezioso, non ci sono dubbi per una Juve in formato ridotto. Commenta ancora il tecnico: 

«Un punto a Firenze è una vera manna per noi. Abbiamo confermato di avere delle validissime alternative. Caricola. Vignola e Bonini sono andati benissimo. Massimo alla fine era stremato, ma ha retto tutta la partita e merita i miei elogi. Quanto a Vignola, la settimana scorsa aveva avuto problemi fisici e l'ho tenuto in panchina come jolly, anche perché Bonini non mi garantiva di reggere per tutta la partita. Comunque anche con assenze importanti, la Juve ha dimostrato di essere grintosa e competitiva. È una squadra di temperamento, che non si rassegna mai». 

Il Napoli ha raggiunto la Juve al comando della classifica, però Marchesi non si preoccupa:

«Non è una sorpresa l'exploit di Maradona e compagni e poi dobbiamo pensare solo ai nostri problemi in questo momento."

Fabio Vergnano 
tratto da: La Stampa 13 ottobre 1986





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Roberto Galbiati e Gaetano Scirea

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sabato 10 ottobre 2026

10 Ottobre 1982: Fiorentina - Juventus

È il 10 ottobre 1982 e Fiorentina e Juventus si sfidano nella quinta giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1982-83 allo Stadio 'Comunale' di Firenze.

I bianconeri piemontesi sono oramai considerati 'la squadra più forte del mondo', avendo in rosa molti elementi della nazionale italiana, campione del mondo in Spagna nel 1982, con l'aggiunta di due fuoriclasse assoluti come Michel Platini e Zbigniew 'Zibì' Boniek. 

A fine campionato, la Juventus finirà in seconda posizione dietro la Roma di Nils Liedholm, mentre i viola termineranno la propria corsa in quinta posizione - fuori dai posti che garantiscono l'accesso alle coppe europee.

Buona Visione!




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Stagione 1982-1983 - Campionato di Serie A - 5ª andata
Firenze - Stadio Comunale
domenica 10 ottobre 1982 ore 15:00 
FIORENTINA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Brio 54

FIORENTINA: Galli G., Rossi (Miani 53 - Bertoni A. 61), Contratto, Cuccureddu, Ferroni, Passarella, Bertoni D., Pecci, Graziani, Antognoni, Massaro
A disposizione: Paradisi, Pin, Manzo
Allenatore: Giancarlo De Sisti

JUVENTUS: Zoff, Gentile, Cabrini, Furino, Brio, Scirea, Marocchino (Bettega R. 69), Tardelli, Rossi P., Platini (Prandelli 65), Bonini
A disposizione: Bodini, Storgato, Galderisi
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Menegali
ESPULSIONI: Tardelli 78 (Juventus)





Juventus non bella ma pratica I bianconeri a Firenze vincono la prima gara esterna con un gol di Brio 
Davanti a una folla record la gara non ha tenuto fede alle promesse di calcio-spettacolo - 
Otto ammonizioni e Tardelli espulso dal mediocre Menegali - 
La squadra di Trapattoni trova il gol-vittoria al 54' con un colpo di testa di Brio - 
Nel finale in campo Prandelli per uno spento Platini e Bettega per Marocchino - 
Vani attacchi dei viola - 
Da Alessandro Bertoni i pericoli maggiori per un ottimo Zoff 
FIRENZE — 
Dino Zoff prende tutti i palloni, anche i più difficili, non solo nello specchio della porta ma nell'area di sua competenza. Galli non prende l'unico indirizzatogli da Brio con una testata che ha impresso alla palla una lunga e lenta traiettoria prima di infilarsi alta sotto la traversa: così è maturato l'1-0 per la Juventus in una gara che ha totalmente tradito le attese della vigilia.  
Macche 'revival mundial'. Macche gala: davanti alla folla-record di Firenze si è dipanato nei 90 minuti un lumettone a tinte forti, con otto ammoniti, dei quali uno — Tardelli — poi espulso al 79' di gioco, ma stilisticamente scadente anche per la pessima regia dell'arbitro Menegali. Sempre lontano dal vivo del gioco, il direttore di gara ha alzato il cartellino giallo per Gentile e Passarella (cortesie reciproche al 24'), Tardelli per protesta un minuto dopo. Furino al 35'. Contratto al 40', Brio al 71', un minuto dopo Prandelli ed all'85' Antognoni. 
Nel frattempo aveva mandato fuori Tardelli, secondo: lui recidivo o quanto meno autore di una vendetta a gamba tesa su Passarella, al quale peraltro Menegalli stesso aveva poco prima perdonato un'entrata da killer sul giocatore bianconero. Un arbitraggio penoso, basti dire che Furino è stato ammonito per simulazione: (quattro rotoloni per terra dopo uno sgambetto di Graziani, e poi subito in piedi vispo alla ripresa del gioco) quando una scena analoga l'aveva già interpretata due volte Massaro (con il pericolo di scatenare la folla con queste simulazioni) senza venir ripreso neppure verbalmente. Un arbitro adeguato al brutto spettacolo, insomma. Da una parte la Fiorentina tutta arrembaggio e poco cervello, con solo Antognoni ispirato, almeno a tratti, e Massaro molto attivo, ma con il regista Pecci in panne. 
Bertoni più fumo che arrosto. Graziani è esaurito presto con la splendida deviazione di testa contro una traversa al 14' di gioco. Dietro, detto della distrazione di Galli, Contratto in palla e pronto a sostenere l'attacco, Cuccureddu molto attento a seguire le consegne (dopo aver provato tanti pivelli De Sisti ha affidato a lui il compito di colmare i vuoti quando Passarella si sgancia), Rossi evanescente, e l'argentino più rabbioso che concreto. Infortunato Rossi al 53'. Entrato Miani e finito anche lui K.O. Dopo soli sei minuti, la Fiorentina ha presentato Alessandro Bertoni, il quale nell'ultima mezz'ora ha creato per la Juventus tutti i grattacapi che gli altri viola non erano riusciti a procurarle, se non con bordate da lontano respinte dalla muraglia bianconera, o neutralizzate con splendida sicurezza da quel fenomenale «vecchiaccio» che è Zoff.  
Dal quadro della Fiorentina si può già capire cos'è stata la Juventus. Senza Boniek, con Tardelli nervoso come sempre quando non si sente al meglio della condizione (e poi maltrattato da Menegali), con Rossi sempre più evanescente (bene hanno fatto i genitori a non muoversi da Prato) e con Platini «rimasto con la testa a Parigi» a detta del colleghi francesi in tribuna (ed è una valutazione benevola) la formazione di Trapattoni fin dall'avvio ha giocato in difesa dello 0-0, con difficoltà di marcatura per il gioco a zona che aveva praticamente due soli punti fissi: Brio su Graziani e il sempre concreto Bonini a cercare Antognoni. Una brutta Juve, insomma. È proprio per questo che la vittoria di Firenze ha un immenso valore in proiezione futura, quando la squadra potrà sfruttare tutto il suo potenziale. Ma intento una riflessione va fatta: la Juve di questa stagione, più dotata in fatto di classe (a parte l'assenza episodica di Boniek), ha sicuramente perso gli schemi del passato. Adesso, improvvisa, e quando i solisti sono assenti oppure sono presenti solo nominalmente, la squadra è in difficoltà e deve difendersi alla paesana.  
Stavolta è andata bene, ma questa non è una strada sicura e neppure in grado di soddisfare i tifosi. Nel finale, Trapattoni, stanco delle fiacche giocate dal divino Michel, lo ha sostituito con Prandelli (valido nel gioco difensivo, ma colpevole di aver fallito due palle-gol in contropiede) e, in luogo dello stesso Marocchino, ha fatto entrare Bettega, il quale, tenendo palla e facendosi trovare puntuale sulle traiettorie delle affannose manovre viola, ha dimostrato che il calcio lo si può giocare anche a ritmo di tango quando si ha cervello.  
Con due punti preziosi e tanti (soliti) problemi, la Juve ha lasciato Firenze tra gli improperi dei tifosi toscani delusi. Disapprovazioni ingenerose e sciocche, perché i bianconeri, pur senza brillare, non hanno tolto assolutamente nulla alla Fiorentina. Colpa dei viola se, attaccando ottanta minuti su novanta, non hanno saputo concretizzare i loro sforzi, non hanno creato una vera occasione da gol. La partita, non riuscendo a offrire gioco, è vissuta sulle  emozioni, frutto di battibecchi o di rimpalli casuali.  
La prima al 14', quando Zoff è andato a togliere dal «sette» un colpo di testa in mischia di Passarella. Sul corner dalla destra, la bella deviazione di testa di Graziani è stata respinta dalla traversa. Era il punto fermo ad un avvio turbinoso, ma senza logica. Cominciavano le manfrine di Massaro, lo imitava Furino e lì già sapete come si è comportato Menegali, ovvero a senso unico. Una «bomba» di Tardelli addosso a Galli era l'unica altra azione degna di nota. In un'ovvia ripresa, ancora Tardelli (botta da 40 metri) vivacizzava il match e a stento Galli deviava in angolo. Sul corner lungo dalla sinistra Platini a destra metteva in mezzo di piatto e Brio rubando il tempo a Rossi deviava di testa la palla contro la traversa. L'azione proseguiva, Cabrini rilanciava in mezzo e ancora Brio colpiva con la fronte. La palla si impennava; avevamo tutto il tempo di seguirne la traiettoria alta, a spiovere. Anche Galli, che se la vedeva cadere alle spalle.  
Poi l'arrembaggio finale, altre cattiverie, l'espulsione di Tardelli, tre contropiede bianconeri che trovavano la Fiorentina scoperta e che i Prandelli (due volte) e Bettega sprecavano. Dall'altra parte Zoff abbassava la saracinesca già lasciata appena socchiusa, e così restava l'uno a zero per la Juventus. 
Bruno Perucca 







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venerdì 24 aprile 2026

24 Aprile 2016: Fiorentina - Juventus

È il 24 aprile 2016 e Fiorentina e Juventus si sfidano in questa gara valevole per la sedicesima giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2015-16 allo Stadio 'Artemio Franchi' di Firenze.

Buona Visione!



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Campionato di Serie A 2015-2016 - 16 ritorno Firenze - Stadio Artemio Franchi Domenica 24 aprile 2016 ore 20.45 FIORENTINA-JUVENTUS 1-2 MARCATORI: Mandžukić 39, Kalinić 81, Morata 83
FIORENTINA: Tatarusanu, Tomović, Gonzalo Rodríguez, Astori, Tello (Matías Fernández 62), Badelj (Roncaglia 88), Borja Valero, Marcos Alonso, Ilić (Zarate M. 53), Bernardeschi, Kalinić
Allenatore: Paulo Sousa
JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Rugani, Lichtsteiner (Cuadrado 88), Khedira, Lemina, Pogba (Asamoah 84), Evra, Mandzukic, Dybala (Morata 70)
Allenatore: Massimiliano Allegri
ARBITRO: Tagliavento RIGORI FALLITI: Kalinić 90 (Fiorentina)






Gli uomini di Allegri sbancano il Franchi e se il Napoli non dovesse vincere all'Olimpico contro la Roma, conquisteranno lo scudetto con tre turni d'anticipo. Vantaggio di Mandzukic, nella ripresa pari di Kalinic e nuovo sorpasso firmato dallo spagnolo. Al 90' il portiere bianconero para un calcio di rigore.

FIRENZE - Lo scudetto in tasca. La Juventus sbanca il Franchi 2-1 nel posticipo domenicale della 35ª giornata di Serie A ed è a un passo dal quinto tricolore consecutivo. I bianconeri, infatti, portano a 12 punti il vantaggio sul Napoli che domani dovrà far visita alla Roma per quello che ormai è diventato uno spareggio per il secondo posto. Se gli azzurri dovessero perdere o pareggiare, i bianconeri potranno festeggiare lo scudetto numero 32 seduti comodamente sul divano. In caso di vittoria azzurra, invece, la festa sarà solo rimandata a domenica prossima quando all'ora di pranzo gli uomini di Allegri affronteranno il Carpi.

BUFFON, LE MANI SULLO SCUDETTO - Il vero protagonista della serata, però, non è né Mandzukic, autore del vantaggio iniziale, né Morata capace di dare i tre punti ai suoi, ma Gigi Buffon che con le sue parate sta rendendo questo scudetto possibile. Anche questa sera il numero uno della nazionale si è letteralmente superato con parate difficilissime sintomo di una condizione fisico-mentale incredibile. Una buona notizia anche in vista degli Europei. Buffon a parte, di fronte a questa Juventus c'è solo da inchinarsi. Una cavalcata pazzesca dopo un inizio di stagione disastroso. Dalle zone basse della classifica fino alla cima. Un'ascesa figlia di 25 vittorie e un pareggio nelle ultime 26 giornate. Numeri impressionanti ai quali si aggiungono gli 836′ di imbattibilità di Gigi Buffon e gli appena 18 gol subiti in 35 giornate. Chapeau!

RAMMARICO VIOLA - In casa Viola, invece, c'è la delusione di aver sprecato un'occasione per tenere vicina l'Inter e giocarsi il quarto posto in classifica fino alla fine. Di fronte, però, c'era una vera e propria macchina da guerra alla quale la corazzata toscana ha saputo tenere testa dall'inizio sino alla fine. Agli uomini di Sousa va dato merito di aver giocato a viso aperto contro questa Juventus mettendola spesso in difficoltà e arrendendosi solo a due disattenzioni difensive. Chi critica il portoghese non si rende conto del gran lavoro fatto fino ad ora da parte dell'ex tecnico del Basilea. Tutti avrebbero firmato per la quinta posizione a inizio stagione, certo resta la delusione di essere calati sul più bello quando la Champions sembrava alla portata di mano, ma comunque ci deve essere la consapevolezza di aver dato il massimo in un campionato mai così entusiasmante negli ultimi 5 anni.

MANDZUKIC APRE I GIOCHI - Ma veniamo alla gara. Primo tempo vibrante al Franchi con i viola che provano a far male alla Juventus da fuori con Ilicic trovando un attento Buffon. L'estremo bianconero si supera al 20′ quando, su contropiede toscano, riesce a deviare in angolo con la punta del piede destro una conclusione di Bernardeschi sporcata da Barzagli. Qualche minuto prima l'attaccante era andato in gol, ma Tagliavento aveva annullato per fuorigioco inesistente. La Juve tiene botta e al 39′ passa con Mandzukic: cross morbido sul secondo palo di Khedira dal limite di destra, Pogba fa da torre per il croato che di sinistro al volo dagli undici metri infila Tatarusanu nel palo più lontano. Passano pochi minuti e Buffon torna super andando a deviare con la punta delle dita un pallonetto preciso di Bernardeschi destinato nel sette. Sugli sviluppi del corner successivo Marcos Alonso di testa sfiora il palo a Buffon battuto.

MORATA LI CHIUDE. PRIMO GIALLO IN DUE ANNI DI A PER RUGANI - Quello che accade nella ripresa è degno di un film hollywoodiano, soprattutto il finale ricco di colpi di scena. Ma andiamo con ordine. Al 12′ Mandzukic serve in velocità Pogba che entra in area e a tu per tu con Tatarusanu calcia sul fondo. Dalla parte opposta Buffon deve prima deviare in angolo sul sinistro di Zarate da dentro l'area, poi concedere un secondo corner su una conclusione di Kalinic al termine di un bel contropiede. Al 36′, però, il numero uno della nazionale azzurra deve capitolare: Bonucci tenta un dribbling al limite dell'area perdendo palla, la sfera termina sui piedi di Kalinic che si accentra e scarica il destro a giro sul quale Buffon non può nulla. 2′ più tardi Morata, subentrato a un opaco Dybala, riporta in vantaggio i campioni d'Italia depositando in rete un pallone vagante dentro l'area piccola della Fiorentina. Non è finita, perché al 43′ Allegri manda in campo a freddo l'ex Cuadrado (che si era rifiutato per due volte di riscaldarsi) e il colombiano procura il calcio di rigore col quale il Franchi spera di rovinare la festa alla Juventus. Dal dischetto Kalinic sceglie il palo alla sinistra di Buffon, lo stesso che sceglie l'estremo difensore: parato! Sulla ribattuta si avventa Bernardeschi che trova la pronta reazione di uno straordinario Buffon che da terra salva nuovamente la porta bianconera. In pieno recupero Kalinic prova a farsi perdonare sugli sviluppi di un calcio d'angolo con un colpo di testa a pochi passi dalla linea di porta, ma la palla si stampa sulla traversa. È l'ultima emozione di un finale thrilling che ha visto anche una piccola curiosità: la prima ammonizione in due anni di Serie A di Daniele Rugani.








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venerdì 20 marzo 2026

20 Marzo 2014: Fiorentina - Juventus

È il 20 marzo 2014 e Fiorentina e Juventus si sfidano nella gara di ritorno dei Quarti di Finale della UEFA Europa League 2013-14 allo Stadio 'Artemio Franchi - Comunale' di Firenze.

È una Juventus tutta record questa guidata in panchina dal 'gladiatore' Antonio Conte. É la Juve dei 102 punti finali che strapazza tutti e conquista così il suo trentaduesimo scudetto. Pensate che l'Inter (fermatasi ad un onorevole quinto posto) finisca a ben quarantadue (42!) punti di distacco dalla squadra Campione d'Italia.

Per quanto riguarda le competizioni europee - dopo essere stati 'retrocessi' dalla UEFA Champions League alla seconda competizione continentale, i ragazzi in bianconero vanno avanti fino alle semifinali. Purtroppo molta sfortuna e tanta imprecisione impediranno alla Juventus di eliminare i portoghesi del Benfica e giocarsi (in casa!) la finale.

Buona Visione! 



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Stagione 2013-2014 - Europa League - Ottavi, ritorno
Firenze - Stadio Artemio Franchi
giovedì 20 marzo 2014 ore 19:00
FIORENTINA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Pirlo 71

FIORENTINA (4-3-1-2): Neto, Cuadrado, Gonzalo Rodríguez, Savić, Tomović, Aquilani, Pizarro (Ambrosini 48), Vargas, Ilić (Roncaglia 72), Borja Valero, Gómez M. (Matri 63)
A disposizione: Rosati, Bakic, Pasqual, Joaquin
Allenatore: Vincenzo Montella

JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Cáceres, Bonucci, Chiellini, Isla (Lichtsteiner 76), Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah, Tevez, Llorente (Osvaldo 88)
A disposizione: Storari, Romagna, Padoin, Mattiello, Vucinic
Allenatore: Antonio Conte

ARBITRO: Webb (Inghilterra)
AMMONIZIONI: Vidal 50, Tevez 90+4 (Juventus); Gonzalo Rodríguez 31, Cuadrado 55, Gonzalo Rodríguez 69, Neto 90+4 (Fiorentina)
ESPULSIONI: Gonzalo Rodríguez 69 (Fiorentina)



Il fuoriclasse azzurro ripete la prodezza di domenica scorsa a Genova e con una punizione all'incrocio al 71' regala ai bianconeri la qualificazione ai quarti. La squadra di Montella gioca bene per un'ora, poi si spegne. Espulso Gonzalo Rodríguez

FIRENZE – Ancora Pirlo. Come a Genova, il fuoriclasse azzurro prende per mano la Juve e con un’altra magia su punizione trascina i compagni nei quarti di Europa League. La Fiorentina esce dalla coppa con l’onore delle armi, consapevole di aver fatto il possibile per cercare di capitalizzare l’1-1 ottenuto a Torino. In campo, i 28 punti di distanza che ci sono in campionato non si sono visti. Ma è anche vero che la squadra di Conte ha dimostrato che nei momenti importanti riesce sempre e puntualmente a fare la differenza.

VIOLA FUORI CON QUALCHE RIMPIANTO – Ai viola resta il rammarico di non aver concretizzato sullo 0-0 quelle 4-5 limpide occasioni che si sono costruite con tenacia e abnegazione. Episodi fatali che hanno pesato tantissimo nell’economia della gara. Anche perché la Juve, col passare dei minuti, è salita di livello e ha finito per riuscire a procurarsi con Llorente, steso al limite dell’area da Gonzalo Rodriguez (espulso per somma di ammonizioni), l’opportunità decisiva per portare a casa un successo che tiene vivo il sogno bianconero di arrivare alla finale di Torino.

CONTE LANCIA ISLA, MONTELLA CON VARGAS – Conte ha deciso di giocarsi le proprie carte schierando, in pratica, la formazione tipo, eccezion fatta dell’indisponibile Barzagli e di Isla, preferito a Lichtsteiner. Montella ha risposto lanciando a sinistra Vargas, in sostituzione di Pasqual, e Gomez in attacco con Ilicic a sostegno.

JUVE, AVVIO SOFFERTO – La Fiorentina è partita meglio e, con un pressing alto, ha dato fastidio ai bianconeri creando subito un paio di brividi a Buffon con Ilicic e Gomez che non hanno inquadrato lo specchio della porta. La Juve ha sofferto particolarmente la marcatura asfissiante di Borja Valero a Pirlo e per uscire ha atteso 20’. Ma quando finalmente ha preso possesso del centrocampo è riuscita a chiamare in causa Neto solo con alcune conclusioni da fuori di Tevez (2), Pogba (2) e Pirlo, risultate tutte telefonate o fuori bersaglio.

LA FIORENTINA SPRECA TROPPO – Nel frattempo i viola non sono rimasti a guardare e, sfruttando alcuni errori, piuttosto insoliti, della Juve in uscita, hanno costruito altre due grosse opportunità che Pizarro e Ilicic non hanno sfruttato sempre per mancanza di precisione. La Fiorentina ha proseguito nella sua azione anche in avvio di ripresa ma dopo una girata centrale di Borja Valero e un forte destro da fuori di Cuadrado, respinto da Buffon, si è, in pratica, spenta.

PIRLO, UN’ALTRA MAGIA – La Juve se ne è accorta, ha iniziato ad accerchiare nella loro trequarti gli avversari e, dopo aver mandato un paio di avvisaglie a Neto con un colpo di testa di poco alto di Vidal e una rovesciata a lato di Pogba, è passata sfruttando una punizione guadagnata da Llorente dal limite: sul pallone è andato il solito Pirlo che ha infilato il pallone sotto l’incrocio, dalla parte opposta rispetto all’esecuzione di quattro giorni fa a Marassi.

IN 10 I VIOLA SI ARRENDONO – In 10 per l’espulsione di Gonzalo, la Fiorentina non si è ripresa. A nulla sono valsi i tentativi di Montella di rianimarla mettendo prima Borja Valero accanto a Matri, subentrato a Gomez, e poi Cuadrado a fare la terza punta. La Juve ha preso con autorità possesso del centrocampo e ha graziato i rivali fallendo due ottime opportunità per raddoppiare in contropiede con Lichtsteiner, lanciato nella mischia al posto di Isla, e con Vidal. Alla fine, dunque, va avanti la squadra più forte. Alla Fiorentina non resta che darsi appuntamento per riprovarci nella prossima stagione.

Jacopo Manfredi





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