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giovedì 26 marzo 2026

26 Marzo 2014: Juventus - Parma

È il 26 marzo 2014 e Juventus e Parma si sfidano nell'undicesima giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2013-14 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

È una Juventus tutta record, questa guidata in panchina dal 'gladiatore' Antonio Conte. È la Juve dei 102 punti finali che strapazza tutti e conquista così il suo trentaduesimo scudetto. 

Pensate che l'Inter (fermatasi ad un onorevole quinto posto) finisca a ben quarantadue (42!) punti di distacco dalla squadra campione d'Italia.

Buona Visione!


 

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Stagione 2013-2014 - Campionato di Serie A - 11 ritorno
Torino - Juventus Stadium
Mercoledì 26 marzo 2014 ore 20:45
JUVENTUS-PARMA 2-1
MARCATORI: Tevez 25, Tevez 32, Molinaro 62

JUVENTUS: Buffon, Cáceres, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner (Isla 70), Vidal, Pirlo (Marchisio C. 66), Pogba, Asamoah, Tevez, Llorente (Quagliarella 73)
Allenatore: Antonio Conte

PARMA: Mirante, Lucarelli A. (Cassani 60), Paletta, Felipe, Biabiany, Parolo, Marchionni (Schelotto 79), Obi (Acquah 61), Molinaro, Amauri, Cassano
Allenatore: Roberto Donadoni

ARBITRO: Banti
ESPULSIONI: Amauri 65 (Parma)



I bianconeri battono anche i ducali e conquistano il primato assoluto di vittorie interne: 15. Decide una doppietta dell'argentino. Nella ripresa accorcia le distanze Molinaro, che, all'89', sfiora il pari. I ducali protestano per un intervento in area su Parolo non sanzionato

TORINO – La Juve dei record non poteva fallire l’appuntamento con il primato assoluto di vittorie interne di fila: batte 2-1 il Parma e arriva a quota 15 staccando anche il Torino 1975-76. Un altro intarsio prezioso all’interno di una stagione che verrà ricordata a lungo negli annali. Una vittoria meritata, però, è arrivata con qualche patema di troppo. Specie dopo aver chiuso in scioltezza il primo tempo sul 2-0. 
GIALLO NEL FINALE – La squadra di Conte ha tremato due volte nel finale quando uno dei tanti ex di turno, Molinaro, è andato vicino alla doppietta impegnando severamente Buffon e poi, sulla susseguente respinta, Bonucci ha rischiato grosso intervenendo da dietro in maniera scomposta su Parolo, pronto al tap-in da due passi. Un episodio sul quale Banti ha preferito, con più di un dubbio, sorvolare. 
UNA VITTORIA MERITATA – Giallo a parte, non si può non riconoscere che la squadra bianconera ha, ancora una volta, vinto con grande personalità esaltando la classe e la forza dei suoi grandi solisti. È facilmente andata sul 2-0, trascinata dal solito Tevez e poi, anche dopo il 2-1, ha mantenuto costantemente l’iniziativa, sciupando almeno altre due limpide occasioni per chiudere anzitempo i conti, con Llorente e con lo stesso centravanti argentino. Insomma, il 2-2 sarebbe stato una beffa. 
PARMA SCONFITTO MA A TESTA ALTA – Il Parma esce dal campo a testa alta, orgoglioso di aver lottato fino in fondo per evitare di capitolare dopo 17 risultati utili. È stato bravo a non mollare dopo aver chiuso male il primo tempo. Ha avuto la forza di riaprire la sfida e, nel finale, ha comunque cercato fino in fondo l’impresa malgrado Amauri l’abbia costretto a giocare con l’handicap di un uomo in meno per una sciocca gomitata ai danni di Chiellini. Oggettivamente, era più difficile chiedere ai ducali. 
CONTE NON FA SCONTI – Determinatissimo a non lasciare neppure le briciole sul piatto, Conte ha schierato la migliore formazione possibile, eccezione fatta per l’infortunato Barzagli. E questo in barba agli imminenti impegni con Napoli e Lione. Donadoni, dal canto suo, ha provato ad opporsi modificando il 4-3-3 in 3-5-2 con Felipe preferito  a Cassani in difesa, Obi al posto di Acquah a centrocampo e Biabiany e Molinaro a presidiare le fasce. 
TEVEZ, UNO-DUE MICIDIALE – La Juve ha lasciato sfogare i ducali in avvio ma dopo aver corso un pericolo (destro ravvicinato di Molinaro addosso a Buffon su cross dalla destra di Lucarelli), ha alzato i ritmi e in 7’ ha piazzato un uno-due micidiale che ha steso il Parma: tutto merito di Tevez che si è inventato al 25’ l’1-0 con una bella accelerazione che ha lasciato sul posto Paletta e ha beffato Mirante e poi, al 32’, ha ideato e poi concluso l’azione del 2-0, riprendendo una corta respinta del portiere gialloblu su un diagonale di Vidal. 
MOLINARO RIAPRE LA SFIDA – Il Parma ha atteso la ripresa per rialzarsi. E alla prima occasione, al 62’, è riuscito a tornare in partita. Merito di Molinaro che, riprendendo una corta respinta di Cáceres su un cross del subentrato Cassani, ha trafitto Buffon con un gran sinistro di controbalzo da fuori area. Neppure il tempo di esultare che i gialloblu si sono ritrovati in 10, traditi da Amauri che ha sferrato un colpo allo zigomo con il gomito a Chiellini. 
TEVEZ, NIENTE NAPOLI – Donadoni ha cercato comunque di pareggiare rimodellando la squadra con il 4-3-2, inserendo prima Acquah e poi Schelotto, ma la Juve non ha tremato, mantenendo l’iniziativa. La pecca dei bianconeri è stata quella di non riuscire, con Llorente, Quagliarella e, infine, Tevez, a chiudere i conti. Ha tenuto vivo il Parma che, alla seconda azione della ripresa, all’89’, per poco non ha pareggiato con la suddetta duplice occasione capitata a Molinaro e a Parolo. Conte tira, così, un sospiro di sollievo. L’unica amarezza arriva dal pensiero che contro il Napoli non avrà Tevez che, diffidato, ha rimediato un’ammonizione evitabile. Poco male, visti i 14 punti di vantaggio sulla Roma: lo ritroverà più fresco contro il Lione.

Jacopo Manfredi




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lunedì 23 marzo 2026

23 Marzo 2014: Catania - Juventus

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi offriamo questo gustoso ricordo della data odierna. É il 23 Marzo 2014 e allo Stadio 'Massimino' di Catania si gioca la partita Catania-Juventus.

La sfida tra etnei e bianconeri al di lá del confronto sempre impari a favore dei piemontesi, offre sempre un fascino ed una storia da raccontare. Come non citare come la cittá sotto l'Etna da sempre simpatizza per i colori bianconeri? Eppoi come non ricordare l'avventura di un catanese doc come 'Pietruzzu' Anastasi, fotografato negli anni 60 da bambino con accanto un mito come John Charles eppoi lui stesso leggenda della nostra amata squadra?

Per ritornare ancora ai contorni di questa gara aggiungiamoci che il tutto é valevole per la decima giornata del girone di ritorno del Campionato di Calcio di Serie A 2013-14.

Buona Visione!



catania


Stagione 2013-2014 - Campionato di Serie A - 10 ritorno
Catania - Stadio Angelo Massimino
domenica 23 marzo 2014 ore 20:45
CATANIA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Tevez 59

CATANIA (3-5-2): Andujar, Gyomber, Bellusci (Leto 66), Rolin, Izco, Rinaudo F., Lodi, Plasil (Peruzzi 82), Monzon, Bergessio, Barrientos (Keko 84)
A disposizione: Ficara, Legrottaglie, Alvarez P., Capuano, Biraghi, Boateng K., Fedato, Petkovic
Allenatore: Rolando Maran

JUVENTUS (3-5-2): Storari, Caceres, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Padoin, Isla (Asamoah 66), Tevez (Giovinco S. 87), Osvaldo (Llorente 64)
A disposizione: Buffon, Rubinho, Romagna, Gerbaudo, Quagliarella
Allenatore: Antonio Conte

ARBITRO: Damato
AMMONIZIONI: Osvaldo 15 (Juventus); Gyomber 3, Bergessio 8, Bergessio 67, Rolin 87 (Catania)
ESPULSIONI: Allenatore Conte 27 (Juventus); Allenatore Maran 27, Bergessio 67 (Catania)





Nel testacoda al Massimino i bianconeri piegano i rossoazzurri grazie a un gol dell'argentino nel secondo tempo. La squadra di Conte torna a +14 sulla Roma. Espulso Bergessio

CATANIA – La Juventus cuce sulla maglia due terzi di scudetto. Tevez decide il match contro il Catania, riprende Immobile nella classifica dei bomber ma soprattutto mantiene i bianconeri a +14 punti di vantaggio sulla Roma. Etnei coraggiosi ma troppo nervosi, soprattutto con Bergessio che fa di tutto per farsi espellere e ci riesce.

GARA NERVOSA – Piccola rivoluzione nel 3-5-2 di Antonio Conte che ha a disposizione pochi calciatori. Turno di riposo per Buffon: tra i pali c’è Storari. Difesa a tre con Caceres, Bonucci e Chiellini; Lichtsteiner e Isla sono gli esterni mentre in mezzo al campo ci sono Vidal, Pirlo e Padoin. Attacco affidato a Osvaldo e Tevez. 3-5-2 anche per Maran con Andujar in porta; Bellusci, Gyomber e Rolin in difesa; Izco, Plasil, Lodi, Rinaudo e Monzon a centrocampo e la coppia Bergessio-Barrientos in avanti. La Juve parte in quinta ma non crea vere occasioni da rete. Anche se dopo 1’ viene fischiato un inesistente fallo in attacco a Bonucci con i bianconeri che vanno in gol. Il Catania si difende in modo aggressivo, anche troppo. Dopo una manciata di minuti Gyomber e Bergessio sono già ammoniti e l’attaccante rischia grosso al minuto 26 quando colpisce col gomito Chiellini. Damato fa quello che può ma molti altri interventi da una parte e dall’altra meriterebbero una sanzione disciplinare.

ESPULSI I TECNICI, OSVALDO SPRECA – L’episodio di Bergessio su Chiellini porta all’espulsione degli allenatori, Maran e Conte. Entrambi per proteste. Una cosa che si vede raramente su un campo di calcio. Il Catania comunque gioca con coraggio e si fa vedere dalle parti di Storari con un colpo di testa di Rolin sul fondo e un tiro di Bergessio, respinto da Bonucci. Ma la vera e unica occasione del primo tempo ce l’ha la Juventus, al minuto 34: Pirlo illumina con un lancio verticale in area che smarca tutto solo Osvaldo. L’italo-argentino tenta un colpo di tacco al volo ma non trova la porta. Il primo tempo non ha altro da offrire.

DECIDE TEVEZ – La ripresa si apre con un’altra ghiotta occasione fallita da Osvaldo: lancio in area di Lichtsteiner e l’attaccante, solo, tocca male tra le braccia di Andujar. Al 7’ il migliore del Catania, Monzon, si libera in area sulla sinistra ma conclude sul fondo. Osvaldo ci riprova al 12’, stavolta con una spettacolare rovesciata: palla di poco sopra la traversa. Se l’ex romanista fallisce, Tevez alla prima occasione non sbaglia al minuto 15’. Lancio lungo di Pirlo, sponda di testa di Osvaldo al limite dell’area che serve l’Apache in area con Rolin in ritardo: destro e rete.

BERGESSIO SI FA CACCIARE – Bonucci e Chiellini rimediano in area dopo un pericoloso traversone di Barrientos. Ma a complicare una possibile rimonta rossoazzurra è Bergessio, nervoso per tutto il match e impegnato in un duello personale a suon di gomitate con Chiellini. Al 22’ Damato ne ha abbastanza e caccia l’argentino per doppia ammonizione dopo l’ennesimo fallo sul difensore bianconero. Pirlo, anche oggi tra i migliori, alla mezz’ora cerca la terza punizione vincente in tre partite, ma Andujar gli dice di no. Vidal e Tevez hanno la possibilità di chiudere l’incontro ma sprecano. I siciliani danno tutto provandoci fino all’ultimo secondo, ma la Juventus non rischia più niente e vince. Per il Catania è la sconfitta numero 17 e la salvezza si complica sempre di più.

Federico Sala


Le pagelle di Catania-Juventus 

Catania (4-3-3): Andujar 5; Monzon 5,5, Gyomber 5,5, Rolin 5,5, Bellusci 6 (69' Leto 6), Biraghi 6; Izco 6, Lodi 6, Rinaudo 6; Plasil 6 (81' Peruzzi 6), Barrientos 5,5 (84' Keko sv), Bergessio 4. A disp.: Ficara, Legrottaglie, Alvarez, Capuano, Pellusci, Petkovic, Fedato, Boateng. 
All.: Maran

Juventus (3-5-2): Storari 6; Caceres 6,5, Bonucci 6, Chiellini 6; Lichtsteiner 6, Vidal 6, Pirlo 6,5, Padoin 6, Isla 5,5 (70' Asamoah 6); Osvaldo 6 (65' Llorente 6), Tevez 6,5. A disp.: Buffon, Rubinho, Giovinco, Quagliarella, Romagna, Gerbaudo. 
All.: Conte

MIGLIORI TODAY
​Tevez 6,5 - Nel primo tempo è nervoso, la vede poco ma poi ha una chance e segna
Caceres 6,5 - Bravo, grintoso e coraggioso. L'uruguaiano è una riserva di lusso che Conte sfrutta al meglio. 
Pirlo 6,5 - E' in un ottimo momento di forma. Le sue geometrie sono sempre perfette. 

PEGGIORI TODAY
Isla 5,5 - Conte lo mette a sinistra, lui si applica ma si vede poco in fase offensiva. Peccato.







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venerdì 20 marzo 2026

20 Marzo 2014: Fiorentina - Juventus

È il 20 marzo 2014 Fiorentina Juventus si sfidano nella gara di ritorno dei Quarti di Finale della UEFA Europa League 2013-14 allo Stadio 'Artemio Franchi - Comunale' di Firenze.

È una Juventus tutta record questa guidata in panchina dal 'gladiatoreAntonio Conte. É la Juve dei 102 punti finali che strapazza tutti e conquista così il suo trentaduesimo scudetto. Pensate che l'Inter (fermatasi ad un onorevole quinto posto) finisca a ben quarantadue (42!) punti di distacco dalla squadra Campione d'Italia.

Per quanto riguarda le competizioni europee - dopo essere stati 'retrocessi' dalla UEFA Champions League alla seconda competizione continentale, i ragazzi in bianconero vanno avanti fino alle semifinali. Purtroppo molta sfortuna e tanta imprecisione impediranno alla Juventus di eliminare i portoghesi del Benfica e giocarsi (in casa!) la finale.

Buona Visione! 



fiorentina



Stagione 2013-2014 - Europa League - Ottavi, ritorno
Firenze - Stadio Artemio Franchi
giovedì 20 marzo 2014 ore 19:00
FIORENTINA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Pirlo 71

FIORENTINA (4-3-1-2): Neto, Cuadrado, Gonzalo Rodríguez, Savić, Tomović, Aquilani, Pizarro (Ambrosini 48), Vargas, Ilić (Roncaglia 72), Borja Valero, Gómez M. (Matri 63)
A disposizione: Rosati, Bakic, Pasqual, Joaquin
Allenatore: Vincenzo Montella

JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Cáceres, Bonucci, Chiellini, Isla (Lichtsteiner 76), Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah, Tevez, Llorente (Osvaldo 88)
A disposizione: Storari, Romagna, Padoin, Mattiello, Vucinic
Allenatore: Antonio Conte

ARBITRO: Webb (Inghilterra)
AMMONIZIONI: Vidal 50, Tevez 90+4 (Juventus); Gonzalo Rodríguez 31, Cuadrado 55, Gonzalo Rodríguez 69, Neto 90+4 (Fiorentina)
ESPULSIONI: Gonzalo Rodríguez 69 (Fiorentina)



Il fuoriclasse azzurro ripete la prodezza di domenica scorsa a Genova e con una punizione all'incrocio al 71' regala ai bianconeri la qualificazione ai quarti. La squadra di Montella gioca bene per un'ora, poi si spegne. Espulso Gonzalo Rodríguez

FIRENZE – Ancora Pirlo. Come a Genova, il fuoriclasse azzurro prende per mano la Juve e con un’altra magia su punizione trascina i compagni nei quarti di Europa League. La Fiorentina esce dalla coppa con l’onore delle armi, consapevole di aver fatto il possibile per cercare di capitalizzare l’1-1 ottenuto a Torino. In campo, i 28 punti di distanza che ci sono in campionato non si sono visti. Ma è anche vero che la squadra di Conte ha dimostrato che nei momenti importanti riesce sempre e puntualmente a fare la differenza.

VIOLA FUORI CON QUALCHE RIMPIANTO – Ai viola resta il rammarico di non aver concretizzato sullo 0-0 quelle 4-5 limpide occasioni che si sono costruite con tenacia e abnegazione. Episodi fatali che hanno pesato tantissimo nell’economia della gara. Anche perché la Juve, col passare dei minuti, è salita di livello e ha finito per riuscire a procurarsi con Llorente, steso al limite dell’area da Gonzalo Rodriguez (espulso per somma di ammonizioni), l’opportunità decisiva per portare a casa un successo che tiene vivo il sogno bianconero di arrivare alla finale di Torino.

CONTE LANCIA ISLA, MONTELLA CON VARGAS – Conte ha deciso di giocarsi le proprie carte schierando, in pratica, la formazione tipo, eccezion fatta dell’indisponibile Barzagli e di Isla, preferito a Lichtsteiner. Montella ha risposto lanciando a sinistra Vargas, in sostituzione di Pasqual, e Gomez in attacco con Ilicic a sostegno.

JUVE, AVVIO SOFFERTO – La Fiorentina è partita meglio e, con un pressing alto, ha dato fastidio ai bianconeri creando subito un paio di brividi a Buffon con Ilicic e Gomez che non hanno inquadrato lo specchio della porta. La Juve ha sofferto particolarmente la marcatura asfissiante di Borja Valero a Pirlo e per uscire ha atteso 20’. Ma quando finalmente ha preso possesso del centrocampo è riuscita a chiamare in causa Neto solo con alcune conclusioni da fuori di Tevez (2), Pogba (2) e Pirlo, risultate tutte telefonate o fuori bersaglio.

LA FIORENTINA SPRECA TROPPO – Nel frattempo i viola non sono rimasti a guardare e, sfruttando alcuni errori, piuttosto insoliti, della Juve in uscita, hanno costruito altre due grosse opportunità che Pizarro e Ilicic non hanno sfruttato sempre per mancanza di precisione. La Fiorentina ha proseguito nella sua azione anche in avvio di ripresa ma dopo una girata centrale di Borja Valero e un forte destro da fuori di Cuadrado, respinto da Buffon, si è, in pratica, spenta.

PIRLO, UN’ALTRA MAGIA – La Juve se ne è accorta, ha iniziato ad accerchiare nella loro trequarti gli avversari e, dopo aver mandato un paio di avvisaglie a Neto con un colpo di testa di poco alto di Vidal e una rovesciata a lato di Pogba, è passata sfruttando una punizione guadagnata da Llorente dal limite: sul pallone è andato il solito Pirlo che ha infilato il pallone sotto l’incrocio, dalla parte opposta rispetto all’esecuzione di quattro giorni fa a Marassi.

IN 10 I VIOLA SI ARRENDONO – In 10 per l’espulsione di Gonzalo, la Fiorentina non si è ripresa. A nulla sono valsi i tentativi di Montella di rianimarla mettendo prima Borja Valero accanto a Matri, subentrato a Gomez, e poi Cuadrado a fare la terza punta. La Juve ha preso con autorità possesso del centrocampo e ha graziato i rivali fallendo due ottime opportunità per raddoppiare in contropiede con Lichtsteiner, lanciato nella mischia al posto di Isla, e con Vidal. Alla fine, dunque, va avanti la squadra più forte. Alla Fiorentina non resta che darsi appuntamento per riprovarci nella prossima stagione.

Jacopo Manfredi





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