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venerdì 20 marzo 2026

20 Marzo 2014: Fiorentina - Juventus

È il 20 marzo 2014 Fiorentina Juventus si sfidano nella gara di ritorno dei Quarti di Finale della UEFA Europa League 2013-14 allo Stadio 'Artemio Franchi - Comunale' di Firenze.

È una Juventus tutta record questa guidata in panchina dal 'gladiatoreAntonio Conte. É la Juve dei 102 punti finali che strapazza tutti e conquista così il suo trentaduesimo scudetto. Pensate che l'Inter (fermatasi ad un onorevole quinto posto) finisca a ben quarantadue (42!) punti di distacco dalla squadra Campione d'Italia.

Per quanto riguarda le competizioni europee - dopo essere stati 'retrocessi' dalla UEFA Champions League alla seconda competizione continentale, i ragazzi in bianconero vanno avanti fino alle semifinali. Purtroppo molta sfortuna e tanta imprecisione impediranno alla Juventus di eliminare i portoghesi del Benfica e giocarsi (in casa!) la finale.

Buona Visione! 



fiorentina



Stagione 2013-2014 - Europa League - Ottavi, ritorno
Firenze - Stadio Artemio Franchi
giovedì 20 marzo 2014 ore 19:00
FIORENTINA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Pirlo 71

FIORENTINA (4-3-1-2): Neto, Cuadrado, Gonzalo Rodríguez, Savić, Tomović, Aquilani, Pizarro (Ambrosini 48), Vargas, Ilić (Roncaglia 72), Borja Valero, Gómez M. (Matri 63)
A disposizione: Rosati, Bakic, Pasqual, Joaquin
Allenatore: Vincenzo Montella

JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Cáceres, Bonucci, Chiellini, Isla (Lichtsteiner 76), Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah, Tevez, Llorente (Osvaldo 88)
A disposizione: Storari, Romagna, Padoin, Mattiello, Vucinic
Allenatore: Antonio Conte

ARBITRO: Webb (Inghilterra)
AMMONIZIONI: Vidal 50, Tevez 90+4 (Juventus); Gonzalo Rodríguez 31, Cuadrado 55, Gonzalo Rodríguez 69, Neto 90+4 (Fiorentina)
ESPULSIONI: Gonzalo Rodríguez 69 (Fiorentina)



Il fuoriclasse azzurro ripete la prodezza di domenica scorsa a Genova e con una punizione all'incrocio al 71' regala ai bianconeri la qualificazione ai quarti. La squadra di Montella gioca bene per un'ora, poi si spegne. Espulso Gonzalo Rodríguez

FIRENZE – Ancora Pirlo. Come a Genova, il fuoriclasse azzurro prende per mano la Juve e con un’altra magia su punizione trascina i compagni nei quarti di Europa League. La Fiorentina esce dalla coppa con l’onore delle armi, consapevole di aver fatto il possibile per cercare di capitalizzare l’1-1 ottenuto a Torino. In campo, i 28 punti di distanza che ci sono in campionato non si sono visti. Ma è anche vero che la squadra di Conte ha dimostrato che nei momenti importanti riesce sempre e puntualmente a fare la differenza.

VIOLA FUORI CON QUALCHE RIMPIANTO – Ai viola resta il rammarico di non aver concretizzato sullo 0-0 quelle 4-5 limpide occasioni che si sono costruite con tenacia e abnegazione. Episodi fatali che hanno pesato tantissimo nell’economia della gara. Anche perché la Juve, col passare dei minuti, è salita di livello e ha finito per riuscire a procurarsi con Llorente, steso al limite dell’area da Gonzalo Rodriguez (espulso per somma di ammonizioni), l’opportunità decisiva per portare a casa un successo che tiene vivo il sogno bianconero di arrivare alla finale di Torino.

CONTE LANCIA ISLA, MONTELLA CON VARGAS – Conte ha deciso di giocarsi le proprie carte schierando, in pratica, la formazione tipo, eccezion fatta dell’indisponibile Barzagli e di Isla, preferito a Lichtsteiner. Montella ha risposto lanciando a sinistra Vargas, in sostituzione di Pasqual, e Gomez in attacco con Ilicic a sostegno.

JUVE, AVVIO SOFFERTO – La Fiorentina è partita meglio e, con un pressing alto, ha dato fastidio ai bianconeri creando subito un paio di brividi a Buffon con Ilicic e Gomez che non hanno inquadrato lo specchio della porta. La Juve ha sofferto particolarmente la marcatura asfissiante di Borja Valero a Pirlo e per uscire ha atteso 20’. Ma quando finalmente ha preso possesso del centrocampo è riuscita a chiamare in causa Neto solo con alcune conclusioni da fuori di Tevez (2), Pogba (2) e Pirlo, risultate tutte telefonate o fuori bersaglio.

LA FIORENTINA SPRECA TROPPO – Nel frattempo i viola non sono rimasti a guardare e, sfruttando alcuni errori, piuttosto insoliti, della Juve in uscita, hanno costruito altre due grosse opportunità che Pizarro e Ilicic non hanno sfruttato sempre per mancanza di precisione. La Fiorentina ha proseguito nella sua azione anche in avvio di ripresa ma dopo una girata centrale di Borja Valero e un forte destro da fuori di Cuadrado, respinto da Buffon, si è, in pratica, spenta.

PIRLO, UN’ALTRA MAGIA – La Juve se ne è accorta, ha iniziato ad accerchiare nella loro trequarti gli avversari e, dopo aver mandato un paio di avvisaglie a Neto con un colpo di testa di poco alto di Vidal e una rovesciata a lato di Pogba, è passata sfruttando una punizione guadagnata da Llorente dal limite: sul pallone è andato il solito Pirlo che ha infilato il pallone sotto l’incrocio, dalla parte opposta rispetto all’esecuzione di quattro giorni fa a Marassi.

IN 10 I VIOLA SI ARRENDONO – In 10 per l’espulsione di Gonzalo, la Fiorentina non si è ripresa. A nulla sono valsi i tentativi di Montella di rianimarla mettendo prima Borja Valero accanto a Matri, subentrato a Gomez, e poi Cuadrado a fare la terza punta. La Juve ha preso con autorità possesso del centrocampo e ha graziato i rivali fallendo due ottime opportunità per raddoppiare in contropiede con Lichtsteiner, lanciato nella mischia al posto di Isla, e con Vidal. Alla fine, dunque, va avanti la squadra più forte. Alla Fiorentina non resta che darsi appuntamento per riprovarci nella prossima stagione.

Jacopo Manfredi





gol

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Fiorentina

Fiorentina

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lunedì 23 febbraio 2026

23 Febbraio 2014: Juventus - Torino

É il 23 Febbraio 2014 Juventus e Torino si sfidano nella terza Giornata del Girone di Ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2013-14 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

É una Juventus tutta record questa guidata in panchina dal 'gladiatore' Antonio Conte. É la Juve dei 102 punti finali che strapazza tutti e conquista così il suo trentaduesimo scudetto. 

Pensate che il Torino (fermatasi ad un onorevole settimo posto) finisce a ben quarantacinque (45!) punti di distacco dalla squadra Campione d'Italia.

Buona Visione!

 

juventus


Campionato di Serie A 2013-2014 - 6 ritorno
Torino - Juventus Stadium
Domenica 23 febbraio 2014 ore 18.30
JUVENTUS-TORINO 1-0
MARCATORI: Tevez 30

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Caceres, Lichtsteiner, Vidal (Marchisio C. 74), Pirlo, Pogba, Asamoah, Tevez (Osvaldo 90), Llorente (Padoin 88)
Allenatore: Antonio Conte

TORINO: Padelli, Bovo (Meggiorini 81), Glik, Moretti, Darmian, Kurtic (Basha 90+2), Vives, El Kaddouri (Farnerud 85), Pasquale, Immobile, Cerci
Allenatore: Giampiero Ventura

ARBITRO: Rizzoli



Una prodezza dell'argentino consente ai bianconeri di restare a +9 sui giallorossi e di vincere il 6° derby di fila. I granata sono arrivati a 910' senza gol nella stracittadina. Ma sul risultato pesa un rigore netto non accordato all'80' agli uomini di Ventura

TORINO - La Juve non conosce pause. Vince anche il 6° derby di fila, centra il 13° successo su 13 in casa e tiene a debita distanza la Roma. Per il Toro è l'ennesima delusione. La striscia senza successi nella stracittadina sale a quota 16 e il digiuno di reti addirittura a 910'. Ormai per i granata il confronto con i cugini sta dimenticando un incubo. Ma in tutto questo non si può dimenticare il netto fallo da rigore commesso all'80' da Pirlo su El Kaddouri che, probabilmente, avrebbe potuto interrompere l'incredibile maledizione.

UNA JUVE CONCRETA - Episodio a parte, la Juve ha vinto da grande squadra, sbloccando il risultato e poi gestendo senza particolari patemi il vantaggio. Nella ripresa si è accontentata troppo ma è pur vero che, evidentemente, ha accusato un pizzico di stanchezza dopo la gara di Europa League, disputata giovedì sera contro il Trabzonspor. L'eroe della serata è stato Tevez che ha fatto la differenza con una giocata da fuoriclasse e, nel secondo tempo, è stato comunque l'uomo più pericoloso, quello su cui la squadra ha principalmente puntato per alleggerire la pressione in ripartenza.

TORO, POCO DA RIMPROVERARSI - Il Toro ha davvero poco da rimproverarsi. Ha interpretato la partita nel migliore di modi, tentando di mettere in difficoltà i bianconeri in velocità, e poi, nella ripresa, quando si è trattato di dover recuperare, ha spinto con grande orgoglio chiudendo nella propria trequarti la squadra di Conte. E' mancato solo il guizzo ma non era facile trovare spazi contro una Juve che ha finito addirittura col 5-4-1.

VENTURA PERDE MASIELLO NEL RISCALDAMENTO - Recuperato Barzagli, Conte ha, in pratica, presentato lo schieramento tipo con la sola eccezione di Caceres, preferito a Ogbonna quale vice Chiellini, infortunato. Ventura ha replicato riproponendo, in sostanza, l'undici vittorioso a Verona con la sola novità di Pasquale, messo in campo all'ultimo minuto al posto di Masiello, infortunatosi al polpaccio nel riscaldamento.

UN TORO PERICOLOSO IN RIPARTENZA - La Juve ha preso subito possesso del centrocampo ma ha dovuto fare i conti con un Toro bravo nelle ripartenze, pericolosissimo in almeno tre occasioni con El Kaddouri (pallonetto alto a tu per tu con Buffon), Immobile (destro in girata sull'esterno della rete) e Kurtic (destro di poco oltre l'incrocio su cross di Darmian).

L'INVENZIONE DI TEVEZ - I bianconeri hanno macinato gioco, hanno sempre tenuto in allerta Padelli con le conclusioni da fuori di Pirlo (3), Pogba, Tevez, Asamoah e Vidal e alla fine, quasi inesorabilmente, sono passati (30'): su un centro dalla sinistra di Asamoah, Tevez ha controllato la sfera con il sinistro e con un destro in girata al fulmicotone ha gelato Padelli infilando la palla nell'angolo.

IL CUORE TORO - Nella ripresa la Juve si è limitata a gestire, complice anche un atteggiamento inaspettatamente prudente del Torino che ha preferito lasciare per un quarto d'ora l'iniziativa completamente ai rivali. Le cose sono cambiate dopo il 60′ quando Ventura ha deciso di alzare il raggio d'azione di Vives, consentendo ai granata di prendere il possesso del centrocampo. Malgrado la pressione, però, Buffon è rimasto praticamente inoperoso grazie al buon lavoro di difesa e centrocampo che hanno limitato le incursioni dei pur volenterosi Immobile, El Kaddouri e Cerci.

RIGORE NEGATO AD EL KADDOURI - Almeno fino all'80' quando si è verificato il "giallo": El Kaddouri ha recuperato un pallone vagante in area ed è stato steso da Pirlo. Rigore netto che Rizzoli, coperto da un difensore bianconero, non ha accordato, soprattutto per colpa dell'uomo di porta Calvarese che non lo ha supportato a dovere. E così la Juve gode due volte.

Jacopo Manfredi






Edgar

Antonio

Juventus

Fernando

Paul

Ciro

Carlos


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lunedì 9 febbraio 2026

9 Febbraio 2014: Verona - Juventus

È il 9 febbraio 2014 e si gioca Verona-Juventus che si sfidano nella quarta Giornata del girone di ritorno del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2013-14 allo Stadio 'Marc'Antonio Bentegodi' di Verona.

É una Juventus tutta record questa guidata in panchina dal 'gladiatore' Antonio Conte. É la Juve dei 102 punti finali che strapazza tutti e conquista così il suo trentaduesimo scudetto. Pensate che il Torino (fermatasi ad un onorevole settimo posto) finisca a ben quarantacinque (45!) punti di distacco dalla squadra Campione d'Italia

Dall'altra parte c'è un Verona che disputa un campionato al di sopra delle attese e chiude a metà classifica.

Buona Visione!


verona

 

Stagione 2013-2014 - Campionato di Serie A - 4 ritorno
Verona - Stadio Marcantonio Bentegodi
Domenica 9 febbraio 2014 ore 15.00
VERONA-JUVENTUS 2-2
MARCATORI: Tevez 4, Tevez 21, Toni 52, Gomez J. 90+4

VERONA: Rafael, Cacciatore (Gomez J. 86), Moras, Marques, Albertazzi, Romulo, Donadel (Cirigliano 69), Hallfredsson, Iturbe, Toni, Jankovic (Martinho 62) - Allenatore : Andrea Mandorlini

JUVENTUS: Buffon, Caceres, Bonucci, Chiellini (Ogbonna 74), Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah (Peluso 80), Tevez, Llorente (Osvaldo 65) - Allenatore : Antonio Conte

ARBITRO: Doveri



Verona-Juventus 2-2, Conte si ferma Doppietta di Tevez, poi Toni e Gomez

E’ stata fatal Verona. Toni e Gomez hanno ribaltato tutto. E’ finita 2-2. Dopo 52 minuti di dominio assoluto, la Juve si   complicata la vita, subendo due schiaffi che hanno fatto infuriare Conte. Non è bastata la doppietta di Tevez nel primo tempo, perché l’ex ariete azzurro e Juanito Gomez, appena entrato in campo, hanno rimontato i campioni d’Italia in zona Cesarini. Un peccato veniale (la solita distrazione su palla inattiva) ha riaperto una partita che sembrava chiusa, in cassaforte. L’Hellas ha protestato con Doveri per un tocco di mano di Lichtsteiner prima del pareggio. L’arbitro l’ha giudicato involontario. Dubbi pure sul raddoppio di Tevez e sul gol di Toni. Entrambi sembravano di qualche centimetro in fuorigioco. Discreto l’esordio di Osvaldo, che ha colpito il palo e ha fatto vedere cose positive. Numeri comunque spaventosi per la banda del tecnico salentino: 19 vittorie su 23 partite di campionato, 56 gol fatti, 18 subìti per un totale di 60 punti. Più di tutto aveva impressionato il modo con cui i bianconeri hanno aggredito la partita fin dal fischio d’inizio di Doveri e cercato il bottino pieno. Cattiveria agonistica, fame, qualità e cinismo. Allo stesso modo ha sorpreso e non poco, quando gli avversari hanno accorciato il risultato. E’ venuto fuori il braccino corto dei bianconeri, un limite della capolista, che ha subito il pareggio nei minuti di recupero con Juanito Gomez, mandato in campo da Mandorlini qualche attimo primo. Un punto a testa.

Stadio Bentegodi pieno. Pubblico delle grandi occasioni. Titolarissimi per Conte: 3-5-2. Buffon (ha scontato la squalifica) tra i pali. Caceres al posto dell’infortunato Barzagli. Per il resto, tutto secondo copione. Mandorlini non ha rinunciato al 4-3-3, ma i veneti si sono fatti travolgere subito. Progressione e tiro di Asamoah, respinto da Rafael (un po’ sorpreso), tocco sottomisura di Tevez, primo centro del 2014. Uno a zero dopo 4 minuti. Troppo presto. La Juve ha continuato ad attaccare, spingendo sull’acceleratore. Verticalizzazione di Pogba per l’Apache, scattato sul filo del fuorigioco (c’era di qualche centimetro). Per l’argentino è uno scherzo metterla dentro. Due a zero in 21 minuti di furia bianconera. Il Verona non ha reagito. Sterile le offensive dei veneti, che hanno chiuso la prima frazione senza dare segnali.

E’ bastato un episodio, una palla inattiva (il tallone d’Achille della capolista) per riaprire la partita. Calcio di punizione di Romulo, colpo di testa di Toni (anche lui oltre la linea di qualche centimetro) e palla nel sacco. Per l’ex bianconero undicesimo centro in questa stagione. Uno a due. E partita riaperta. Viva. Il Verona si è svegliato dal torpore che aveva scandito il primo tempo. Girandola di cambi. Fuori Llorente, dentro Osvaldo, che colpisce il palo al primo pallone toccato. Cresce la spinta dei padroni di casa. Accelerano. Ci provano. La Juve sembra aver paura. Arretra. Mandorlini trova il jolly dalla panchina. Fuori Cacciatore, dentro Juanito Gomez. Peluso e gli altri difensori se lo perdono e di testa sigla il 2-2, scatenando la rabbia di Buffon, miracoloso su Toni qualche minuto prima. Un punto a testa, che lascia l’amaro in bocca alla Juve. Conte però può vedere il bicchiere mezzo pieno, perché la Roma nel derby non è andata oltre lo zero a zero. Seppur con una partita in più, i punti di distacco dai giallorossi restano 9. Non un dettaglio.




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giovedì 28 agosto 2025

24 Agosto 2013: Sampdoria - Juventus

É il 24 Agosto 2013 e Sampdoria e Juventus si sfidano nella prima giornata del girone di andata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 2013-14 allo Stadio 'Luigi Ferraris - Marassi' di Genova.

Assistiamo ad una Juventus tutta record questa guidata in panchina dal 'gladiatore' Antonio Conte. Ammiriamo la Juve dei 102 punti finali che strapazza tutti! Ovviamente conquista così il suo trentaduesimo scudetto. Pensate che l'Inter (fermatasi ad un onorevole quinto posto) finisce a ben quarantadue (42!) punti di distacco dalla squadra Campione d'Italia.

Buona Visione!

 


samp


Stagione 2013-2014 - Campionato di Serie A - 1 andata
Genova - Stadio Luigi Ferraris
Sabato 24 Agosto 2013 ore 20:45
SAMPDORIA-JUVENTUS 0-1
MARCATORI: Tevez 58

SAMPDORIA (3-5-2): Da Costa, Gastaldello (Mustafi 72), Palombo, Costa, De Silvestri, Eramo (Soriano 72), Krsticic, Obiang, Berardi (Castellini 83), Gabbiadini, Eder
A disposizione: Tozzo, Salamon, Rodriguez M., Pozzi, Sansone G., Wszolek, Gentsoglou, Fornasier, Gavazzi
Allenatore: Rossi Delio

JUVENTUS (3-5-2): Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah, Tevez (Giovinco S. 89), Vucinic (Llorente 89)
A disposizione: Storari, Caceres, Ogbonna, De Ceglie, Peluso, Marrone, Padoin, Quagliarella, Matri, Isla
Allenatore: Conte Antonio

ARBITRO: Banti
AMMONIZIONI: Vidal 64, Lichtsteiner 81, Vucinic 83 (Juventus); Eramo 52, Gastaldello 60 (Sampdoria)
ESPULSIONI: Castellini 90 (Sampdoria)




La squadra bianconera vince a Marassi nell'anticipo serale della prima di campionato. L'argentino dopo la rete in Supercoppa segna subito anche in serie A, al 13' del secondo tempo. Juve non spettacolare, ma concreta. Doriani poco incisivi, segnano in fuorigioco con Costa e finiscono in 10: espulso Castellini allo scadere

Il campionato della Juventus inizia nel segno di Carlitos Tevez. L’Apache realizza il gol decisivo a Marassi e regala i tre punti ai suoi compagni finalizzando al meglio una splendida azione costruita da Vucinic, Vidal e Pogba. L’unico nuovo acquisto presente in campo dall’inizio dimostra quindi di essere un valore aggiunto per i campioni d’Italia: Tevez aveva segnato il quarto gol in Supercoppa, ieri contro la Sampdoria ha messo il pallone in rete da un paio di metri, ma il suo inserimento procede bene ed è la migliore notizia per Antonio Conte.

PRIMO TEMPO — La partita inizia sotto un forte temporale, che continuerà fino all’intervallo e costringe gli spettatori delle prime file a cercare riparo. C’è una novità nella formazione della Sampdoria: sulla sinistra al posto di Castellini gioca Berardi. Nessuna sorpresa, invece, per quanto riguarda la Juve: Pogba sostituisce l’infortunato Marchisio, in attacco confermata la coppia Tevez-Vucinic. Dopo tre minuti Pirlo costringe a una bella deviazione Da Costa. Gli esterni blucerchiati stanno molto bassi, un po’ troppo timorosi. Le ripartenze in velocità sono però un’arma importante per la formazione di Delio Rossi e al 12’ Eder e Gabbiadini costruiscono un’azione pericolosa: Gabbiadini fa tunnel a Chiellini e lo costringe al fallo pochi centimetri fuori area. La risposta della Juve è un colpo di testa di Asamoah su corner di Pirlo: bravo Da Costa. Poi Tevez di sinistro impegna ancora il portiere doriano. La Sampdoria pensa soprattutto a difendere il fortino, i bianconeri (in maglia gialla) non riescono a sfondare sulle fasce e creano pericoli soprattutto da palla inattiva. Tevez si muove molto, ma tira solo una volta mentre Vucinic è impreciso.

SECONDO TEMPO — Si riparte senza cambi, ma Conte non è soddisfatto e manda subito Isla e Llorente a scaldarsi. La Juve, però, cambia marcia e al 13’ costruisce un gol bellissimo: la combinazione Vidal-Pogba-Tevez manda in porta l’Apache. Sei minuti dopo Costa pareggia, ma sulla punizione-cross di Eder è in fuorigioco, quindi Banti annulla. Ancora Eder impegna con un tiro-cross Buffon, chiamato così al primo intervento della serata. Poi Lichtsteiner va vicino al raddoppio con un colpo di testa su assist di Pogba. Rossi inserisce Soriano e Mustafi al posto di Eramo e Gastaldello. Banti nega un rigore alla Juve (fallo di Costa su Pogba), Obiang spaventa Buffon da fuori, Barzagli salva la sua porta su cross di Eder. La Sampdoria accelera, la Juve fatica a ripartire, ma rischia solo su qualche mischia. Un minuto prima del 90’ Conte cambia la coppia offensiva e manda in campo Llorente e Giovinco. Ma non succede più nulla..

G.B. Olivero
tratto da: Sampdoria-Juventus 0-1. Decide il gol di Tevez, i campioni d'Italia partono bene





La Juventus all'esordio della nuova Serie A contro la Sampdoria

Nel match d'esordio della nuova stagione di A i Campioni d'Italia hanno vinto 1-0 contro i blucerchiati. A segno l'argentino, al 13' del secondo tempo. Alla squadra di Delio Rossi, che finisce il match in 10, annullato un gol in fuorigioco

Conte, alla vigilia, aveva parlato di Juventus favorita. Perché quando si vince, poi bisogna ancora vincere. Certo, alla prima giornata di campionato non bisognerebbe pensarci ma i bianconeri questa responsabilità l'hanno sentita già stasera, in campo per la prima della nuova Serie A contro la Sampdoria di Delio Rossi. La stagione dei Campioni d'Italia si è aperta con una vittoria, spezzando la macumba che incombeva sul Ferraris dal 2006. Una vittoria resa ancora più importante dalla sconfitta del Milan contro il Verona. A metterci lo zampino, a Marassi, è stato proprio lui, Carlitos Tevez. L’argentino che ha osato indossare la maglia numero 10 di Alex Del Piero e che attraverso i suoi gol vuole dimostrare di potersela meritare. In Supercoppa il primo gol ufficiale, questa sera contro i blucerchiati la sua prima rete in Serie A grazie all'assist di Pogba.

Nei primi 45 minuti la partita ha lasciato spazio principalmente alla pioggia. Poche le emozioni. I bianconeri sono apparsi molto più propositivi, davanti ad una Samp decisamente poco incisiva in contropiede. Ma il risultato ha faticato a sbloccarsi, grazie anche a un Da Costa in ottima serata che nel primo tempo ha salvato la porta blucerchiata da alcune occasioni pericolose, su tiri di Pirlo, Asamoah e Tevez. Le squadre sono andate negli spogliatoi ancora sullo 0-0 e chissà Conte, in quei 15 minuti di pausa, quante volte avrà ricordato ai suoi ragazzi quella fame di vittoria che sempre reclama in campo.

Messaggio ricevuto da Tevez che, grazie all’assist di Pogba, al 13’ del secondo tempo piazza la palla in rete e regala i tre punti alla Juventus. Un’esultanza che sembra durare poco, ma invece non sarà così: qualche minuto dopo Costa devia sottoporta una punizione di Eder ma è in fuorigioco e l'arbitro Banti quindi annulla. Sul finale i blucerchiati rimangono anche in 10 per espulsione diretta di Castellini, entrato sulle caviglie di Lichtsteiner. Ormai c'è solo la Juve. La Samp si spegne, il Ferraris anche. Delio Rossi non può arrabbiarsi più di tanto, i suoi hanno comunque giocato una buona partita davanti a una squadra che ha saputo ancora una volta sfruttare la forza del gruppo. Conte esulta in silenzio. La strada è ancora lunga, la responsabilità è quella di essere i favoriti. E Tevez sembra già averlo capito.








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