mercoledì 7 maggio 2025

7 Maggio 1992: Juventus - Parma

É il 7 Maggio 1992 e Juventus e Parma si sfidano nella gara di andata della Finale della Coppa Italia 1991-92  allo Stadio 'delle Alpi' di Torino.

Contro questo Milan (imbattuto in Serie A) perfettamente guidato in panchina da Fabio Capello, é diffcile ottenere di piú di un secondo posto nella Classifica Finale del massimo campionato italiano. Cosí una Juventus ancora debole ma tato volenterosa riesce nel suo scopo iniziale - un secondo posto finale piú che positivo.

Per quanto riguarda la coppa nazionale i bianconeri dopo aver superato in scioltezza squadre titolate come Udinese, Milan e Inter devono cedere in Finale contro il sorprendente Parma di Nevio Scala.

Buona Visione!


juventus







Stagione 1991-1992 - Coppa Italia - Finale, andata
Torino - Stadio Delle Alpi
giovedì 7 maggio 1992 ore 20:30 
JUVENTUS-PARMA 1-0
MARCATORI: Baggio R. rigore 23

JUVENTUS: Peruzzi, Luppi, (c) Marocchi, Conte A. (De Agostini 58), Carrera M., Julio Cesar, Galia, Reuter, Schillaci (Corini 63), Baggio R., Di Canio
A disposizione: Tacconi, Alessio, Ragagnin 
Allenatore: Giovanni Trapattoni

PARMA: Ballotta, Benarrivo, Di Chiara, Minotti, Apolloni, Grun, Melli (Agostini 84), Zoratto (Catanese 68), Osio, Cuoghi, Brolin 
A disposizione: Taffarel, Pulga, Nava 
Allenatore: Nevio Scala

ARBITRO: Lo Bello R.
AMMONIZIONI: Julio Cesar 73 (Juventus); Melli 45 (Parma)




Baggio, primo colpo al Parma 
Coppa Italia: nell'incontro di andata della finale un sofferto successo della Juventus al «Delle Alpi» 
Gol su rigore poi difesa in 10 (Di Canio ko) 

TORINO. La Juventus ha vinto, su rigore di Roberto Baggio, il primo round di Coppa Italia ma ha perso Paolo Di Canio, il migliore in campo, per un infortunio che gli impedirà di giocare giovedì nel ritorno al «Tardini». Al Parma l'onore delle armi: la squadra di Nevio Scala ha lasciato a testa alta il Delle Alpi e, tra una settimana, renderà dura la vita ai bianconeri. Come in campionato, il Parma aveva messo in crisi la Juventus nel primo quarto d'ora con il suo pressing asfissiante e una condotta spregiudicata. La vivacità di Melli, schierato sin dall'inizio e animato dalla voglia di conquistare la Signora, e sopratutto le incursioni di Grun, creavano problemi alla retroguardia bianconera. Dopo un rigore invocato da Grun per un mani, anzi un gomito, chiaramente involontario di Carrera, il belga di testa impegnava Peruzzi. Sulla respinta del portiere ancora Grun incornava toccando il braccio di Marocchi e Peruzzi gli negava il gol (8'). 

Il Parma non mollava la presa e con Benarrivo, lanciato da Melli, si avvicinava a Peruzzi: il tiro del terzino era debole e senza successo. A ribaltare la situazione ci pensava Di Canio e, con un paio di azioni strepitose e la collaborazione di Baggio, faceva la differenza. L'ex laziale, che qualcuno ritiene l'erede di Causio, ha inventato un bel passaggio per Baggio che ha scaricato in porta un insidiosissimo destro ad effetto, ma Ballotta si è salvato in angolo con un gran balzo. Ma l'azione più importante, Di Canio l'ha creata al 23', scattando sulla destra, liberandosi di un avversario, scambiando con Galia e scavalcando, con un pallonetto, Benarrivo che lo ha agganciato in piena area: Lo Bello (impeccabile al passo d'addio) ha decretato il rigore che Baggio ha trasformato con freddezza, portandosi, con quattro gol, al comando della classifica cannonieri di Coppa Italia, in compagnia di Melli. Il Parma ha reagito. Benarrivo per un soffio beffava Carrera e Peruzzi. Ma era ancora Grun, prima con una bomba da oltre 30 metri alta sopra la traversa e poi con un violento sinistro che filtrava tra Melli e Julio Cesar, a costringere Peruzzi ad un difficile intervento. Mentre il Parma sfruttava al meglio le fasce laterali, la Juventus non era altrettanto abile perchè Marocchi, sulla sinistra, appariva in serata-no e Reuter e Conte, sul versante opposto, erano imprecisi nei cross. 

Anche Schillaci, sempre generosissimo, era approssimativo nelle rifiniture e i contropiede non venivano finalizzati. E i duemila tifosi parmigiani intonavano cori anti-Schillaci. Sul finire del primo tempo, Melli si buscava l'unica ammonizione per aver «cercato» la gamba di Julio Cesar e quindi il calcio di rigore. Più disinibita la Juventus nella ripresa. I soliti Di Canio e Baggio gli ispiratori delle offensive. Al 52' una fuga sulla sinistra di Di Canio produceva un grosso brivido per Ballotta: cross dal fondo, retropassaggio di Schillaci al volo per Marocchi anticipato prima del tiro. Con il Parma sbilanciato, la Juventus cercava il raddoppio di rimessa e anche Julio Cesar si catapultava in avanti. Il gigante brasiliano era protagonista di un caparbio spunto nell'area del Parma ma, al momento di servire Di Canio, bene appostato sotto rete1, gli mancavano la forza e la lucidità e sballava il passaggio-gol (57'). Poco dopo De Agostini dava il cambio a Conte. E Trapattoni, vedendo che il Parma intensificava il ritmo, al 63' decideva di togliere anche Schillaci (che usciva scuotendo la testa in segno di disapprovazione) e di aggiungere un centrocampista in più, Corini. 

I timori di Trapattoni erano fondatissimi: su combinazione con Melli, Osio falliva clamorosamente l'occasione dell'1-1 deviando di piatto destro, con Peruzzi fuori causa, di pochi centimetri a lato. Dopo la fortuna, ecco la jella: Di Canio, in un contrasto con Brolin, riportava una brutta distorsione al ginocchio destro e usciva in barella. La Juventus in dieci per una ventina di minuti amministrava con le unghie e con i denti il preziosissimo successo. L'unico pericolo lo creavano i tifosi delle opposte fazioni con un lancio di razzi. Fortunatamente finito senza incidenti seri. 

Bruno Bernardi




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