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mercoledì 18 settembre 2024

18 Settembre 1985: - Jeunesse d'Esch - Juventus

Il 18 settembre 1985 Jeunesse d'Esch Juventus si sfidano nella gara di andata dei Sedicesimi di Finale di Coppa dei Campioni 1985-86 allo Stadio 'Josy Barthel' di Lussemburgo.

I 'nostri eroi' si concentrano principalmente sulla massima competizione europea, anche se alla fine riescono a vincere 'solo' in Italia. Infatti conquistano il 22esimo Scudetto dopo un testa a testa emozionante con la Roma di Sven Goran Eriksson.

Per quanto riguarda la Coppa dei Campioni i bianconeri devono abbondare i sogni di gloria dopo l'eliminazione ai danni del Barcellona nei Quarti di Finale.

Buona Visione! 


jeunesse


Stagione 1985-1986 - Coppa dei Campioni - Sedicesimi, andata
Lussemburgo - Stadio Josy Barthel
mercoledì 18 settembre 1985 ore 19:30
JEUNESSE-JUVENTUS 0-5
MARCATORI: Laudrup 21, Cabrini 34, Ontano autorete 41, Serena A. 80, Serena A. 82

JEUNESSE (LUSSEMBURGO): Van Rijswijck, Teitgen (Simon 69), Muller, Ontano, Di Pentima (Stroz 78), Ferrassini, Scuto, Zwally, Mogenot, Barboni, Guillot
A disposizione: Hoffmann, Blasi, Koster. 
Allenatore: Pecqueur

JUVENTUS: Tacconi, Favero, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea (Pioli 46), Mauro, Manfredonia, Serena A., Platini, Laudrup (Pacione 63)
A disposizione: Bodini, Pin, Bonetti I
Allenatore: Trapattoni

ARBITRO: Mercier (Svizzera)





Squadra di dilettanti, seppure blasonatissima (20 scudetti). Affronterà la Juve sicura di perdere ma anche di richiamare tanto pubblico
Pronti a incassare

ESCH SUR ALZETTE. Venti titoli di campione più nove Coppe fanno della Jeunesse d'Esch un sottoborgo di Città del Lussemburgo a breve distanza dal confine della Francia, una delle squadre più titolate d'Europa. Dilettanti a ventiquattro carati (tutti, infatti, lavorano e va già bene se fanno gli impiegati!), i ragazzi in maglia bianco-nera traggono dal calcio poco più che i soldi per le sigarette: settanta, ottantamila lire per vittoria; poco più della metà quando pareggiano; una ventina di migliaia di lire quando perdono. Di più, per quelli che vanno in Nazionale, 300mila lire al mese di diaria fissa più altrettanto quando vincono (cioè mai o quasi mai) e centomila lire quale gettone di presenza. Il bilancio di una squadra come la Jeunesse (che vuol poi dire Juventus), soprattutto se paragonato con quello della maggior parte delle squadre europee, fa quasi sorridere: cento milioni di sponsorizza-zione da parte del titolare di una catena di grandi magazzi-ni più gli incassi che, se non sono ridicoli poco ci manca, visto che i posti allo stadio costano dalle tre alle cinquemi-la lire e visto soprattutto che il pubblico medio non supera le duemila unità: che è sempre pur il record del Lussemburgo! Ecco quindi spiegato perché l'arrivo della Juve è stato salutato come una specie di ...bonifico fuori stagione: per l'incontro con i bianconeri, infatti, è previsto il pubblico delle grandi occasioni e, quindi, un superincasso che metterà la squadra al coperto per quattro, cinque campionati.

CAMPO NUOVO. Il terreno di gioco della Jeunesse è a non più di duecento metri dalla Francia ed è per questo che si chiama «Stadio della Frontiera»: la Juve, ad ogni modo, giocherà al campo Municipale, lo stesso della nazionale, che dispone di oltre il triplo dei posti dello stadio di casa. 
«Contro la Juve - dice il presidente della Jeunesse dottor Carlo Achen - giocheremo praticamente due volte in trasferta ma non conta: tra noi ed i nostri prossimi avversari la differenza è talmente grande che non possiamo nemmeno pensare lontanamente di colmarla; molto meglio, quindi, pensare ai soldi e metterci in tasca il maggior gruzzolo possibile». 
A proposito di gruzzolo, per Jeunesse-Juventus è già stato deciso un sostanzioso ritocco ai prezzi dei biglietti che, normalmente, vanno dalle tremila alle cinquemila lire e che saranno portati, rispettivamente, a venti-trentamila per la tribuna e a dodicimila per la gradinata. 
«Un furto?» domanda (e si domanda) il dottor Achen — «direi di no, visto lo spettacolo che proporremo e che dovrebbe superare quelli, peraltro sopraffini, offerti dal Real Madrid, dal Liverpool e dal Bayern che già furono avversari in Coppacampioni negli anni passati».
PREPARAZIONE. Potrà sembrare impossibile, ma anche i dilettanti vanno in vacanza per cui, delle forze a disposizione di Alex Pecqueur, allenatore della Jeunesse, una buona parte è via. Ad Esch sono rimasti solo gli ...irriducibili («o i più poveri», come dice Giampiero Barboni, ex italiano, nazionale e uno dei migliori della Jeunesse) che però cominciano già a sentire l'importanza dell'avvenimento. Il campionato, in Lussemburgo, comincia all'inizio di settembre e il big match che lo precede è la Supercoppa, una specie di Charity Shield dei poveri che oppone la squadra campione a quella che si è aggiudicata la Coppa. Quest'anno, la partita tra Jeunesse e Red Boys è programmata per il 24 agosto e, nell'occasione, allo stadio della Frontiera ci sarà un ospite d'eccezione in Francesco Morini che coglierà l'occasione sia per visionare i prossimi avversari della sua squadra sia per definire in ogni dettaglio l'organizzazione della trasferta e risolvere tutti i problemi logistici. «Per la Supercoppa - dice Barboni - dovremo già essere in condizioni più che accettabili anche se i giorni che avremo davanti prima dell'arrivo della Juventus ci serviranno a rifinire la condizione». Rispetto alla squadra che si è aggiudicata il suo ventesimo titolo, la Jeunesse ha perso due elementi di buona caratura: Hubert Meunier, infatti, si è trasferito all'Avenir di Beggen mentre Pierre Hoscheid ha scelto l'Ettelbruck in Seconda Divisione. 
«Pur riconoscendo il valore di questi giocatori - dice il presidente Achen - penso che il prossimo anno faremo meglio che in quello passato: nel nostro organico, infatti, ci sono alcuni giovani che premono e che continuare a sacrificare a Meunier e Hosceid non era più giusto. Forse avremo perso un po' in esperienza, ma abbiamo certamente guadagnato in freschezza e in voglia di affermarci. E la Juventus sarà il nostro banco di prova migliore: prenderemo un camion di gol, d'accordo, ma impareremo anche moltissimo. E poi, dove gli vogliamo mettere i soldi? Sono quelli che ci vogliono per andare avanti, altro che storie!».
Stefano Germano
tratto dal Guerin Sportivo anno 1985 n.28


Juventus, una facile goleada 
COPPA CAMPIONI Avversari troppo deboli ed ingenui per i bianconeri Juventus, una facile goleada Laudrup, Cabrini ed un autogol nel primo tempo - Doppietta di Serena nella ripresa - In campo anche Pioli e Pacione. 
DAL NOSTRO INVIATO LUSSEMBURGO — L'avvio di Coppa Campioni non poteva creare problemi alla Juventus. La partita vinta senza forzare per 5-0 sull'Esch è stata in definitiva un serio match di allenamento (anche con qualche spazio a Tacconi nella ripresa, per un logico allargamento delle maglie difensive bianconere). Persino difficile dare i voti in pagella. 
Dopo quello che doveva essere il minuto di silenzio, ridotto frettolosamente a 30 secondi dall'arbitro svizzero Mercler, la gara non ha mai avuto storia. Adesso il match di ritorno, nel Comunale deserto, poi il sorteggio del secondo turno. La Juve comincerà solo allora la vera difesa del suo blasone. In uno stadio dal fondo stupendo, dalle gradinate anguste ma personalmente troppo grandi (appena diecimila gli spettatori), i bianconeri di casa hanno giocato tutte le loro modeste carte, ma gettate sul terreno con coraggio e sacrificio fisico, nei primi dieci minuti sorprendendo un poco Platini e colleghi. Era anche giusto: partite come quella di ieri sera dove la differenza tecnica, atletica e tattica è un abisso, è sempre difficile per il più forte iniziare con il piede giusto. 
Persino Manfredonia, uno che a farsi maltrattare di regola non ci sta, ha accettato una botta del baffuto Barbode. La Juve ha scelto l'ultima strada, e dopo cinque minuti senza battere ciglio, i lussemburghesi mettevano subito alla frusta le loro punte ed i loro centrocampisti ci mostravano un'inedita marcatura a tre con i tre «lunghi» della squadra: il giovane e ricciuto Ontano (bel colpitore di testa e buono nell'anticipo sino a quando l'autogol non lo ha demoralizzato) addosso al centravanti, Ferrassin! Ubero e Di Pentina davanti. 
Una sorta di sandwich a tre. È affaticato gli altri lussemburghesi: in più di undici non si può giocare per tredici non si può correre. Ad ogni modo i lussemburghesi avevano almeno la soddisfazione di effettuare il primo tiro serio in porta: all'8' su punizione toccatagli da Barboni, Zwally faceva partire una botta maligna che Tacconi con fatica deviava in angolo. Per nulla impressionata la Juve iniziava a fare i suoi esperimenti, da verificare comunque contro avversari più concreti, e di migliore tenuta alla distanza. Il problema del cross dalla destra, viste le renitenze di un Mauro sempre propenso ad accentrarsi e comunque impreciso nella battuta alta, era risolto bene da ripetuti inserimenti di Bonini, mentre dall'altra parte con Laudrup più che mal mezzapunta ai fianchi di Serena, i riferimenti arrivavano da un Cabrini più offensivo o da alcuni spostamenti dello stesso Serena. Se sono rose, fioriranno, ovvero se non si tratta solo di impressioni legate ad una partita tra forze impari, fioriranno in campionato. 
Si portava spesso sotto anche Brio a cercare di bucare il bunker lussemburghese, che capitolava la prima volta al 21' quando Mauro stringendo come al solito al centro lanciava bene in verticale Platini il quale anticipava i portieri e dal fondo pennellava per la testa di Laudrup: botta secca che invano Ontano cercava di fermare con le mani sulla linea. Una volta che la Juve aveva rotto il ghiaccio, la partita prendeva la piega che si prevedeva. Al 26' su un cross dal fondo destra di Bonini, Platini alzava di piatto una palla che in un momento di maggiore concentrazione avrebbe utilizzato altrimenti, quindi al 34' era Cabrini a raddoppiare con un fendente trasversale dalla sinistra. 
Il finale era un tirassegno juventino con Van Rijswljck a volare tra i pali: respingeva botte di Serena, Platini ,e Mauro; vèniva graziato dallo stesso Mauro ma tradito da Ontano il quale al 42' deviava alle spalle del compagno un tiro cross basso di Cabrini. 
I bianconeri iniziavano la ripresa con Pioli al posto di Scirea, concedendo qualche offensiva agli avversari tanto per dar modo a Tacconi di cogliere la sua parte di applausi. Davanti a Van Rijswijk, comunque, Platini e Laudrup si prendevano qualche confidenza di troppo e soprattutto era l'eccessiva ricerca di andare in porta con «uno-due» stretti di aleatori risultati. Al 62' Platini a grande richiesta del pubblico provava la punizione: calciava basso e sfiorava il montante. Trapattoni mandava in campo Pacione al posto di Laudrup, e Serena visto che di cross non ne arrivavano più andava spesso a cercare palloni allargando. Platini come a Ferragosto a Villar Perosa contro la squadra ragazzi dirigeva con voce e gesti gli spostamenti dei compagni. Serena comunque arrivava al gol. Il quarto, al 79' con un secco colpo di testa su lancio di Mauro. A 3' dalla fine lanciato da Cabrini ancora Serena provava il destro e Van Rijswijk era battuto da un tiro basso ed angolato alla sua sinistra.  
Bruno Perucca



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Serena si diverte - La Juve si diverte in Lussemburgo. Apre la partita Laudrup con un tuffo di testa (1), raddoppia Cabrini con un raro gol di destro (2).  La Jeunesse «collabora» con un autogol e il primo tempo si chiude sul 3-0. Altre due reti nella ripresa, entrambe di Serena: il centravanti sfonda di testa (3) e poi va a segno di piede (4) negli ultimi minuti (foto Giglio)



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