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martedì 5 maggio 2026

5 Maggio 2015: Juventus - Real Madrid

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo questo gustoso amarcord di questa data odierna. 

È il 5 maggio2015 e Juventus e Real Madrid si sfidano nella gara di andata della Semifinale della UEFA Champions League 2014-15 allo 'Juventus Stadium' di Torino.

Buona Visione!


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Stagione 2014-2015 - Champions League - Semifinali, andata
Torino - Juventus Stadium
martedì 5 maggio 2015 ore 20:45 
JUVENTUS-REAL MADRID 2-1
MARCATORI: Morata 8, Ronaldo C. 27, Tevez rigore 57

JUVENTUS: (c) Buffon, Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra, Marchisio C., Pirlo, Sturaro (Barzagli 64), Vidal, Tevez (Pereyra 86), Morata (Llorente 78)
A disposizione: Storari, Padoin, Matri, Pepe
Allenatore: Massimiliano Allegri

REAL MADRID: Casillas, Carvajal, Pepe, Varane, Marcelo, James Rodriguez, Sergio Ramos, Kroos, Isco (Hernandez J. 63), Bale (Jesé 86), Ronaldo C. 
A disposizione: Keylor Navas, Fabio Coentrao, Lucas Silva, Arbeloa, Llarramendi
Allenatore: Carlo Ancelotti

ARBITRO: Atkinson (Inghilterra)
AMMONIZIONI: Bonucci 5, Tevez 46, Vidal 56, Chiellini 90+3 (Juventus); Marcelo 57, Carvajal 75, James Rodríguez 85 (Real Madrid)





Ancelotti pareggia con Cristiano Ronaldo ma si arrende al rigore dell'argentino: secondo tempo sottotono per i suoi. Super Sturaro, Llorente manca il 3-1

Allo Stadium è la grande notte di Juventus-Real Madrid, semifinale di andata di Champions

Non sappiamo quale sarà il conto della cena bianconera a fine serata. Ma questa Juventus, che batte 2-1 il Real Madrid allo Stadium, in tasca ha molto di più dei 10 euro di cui l’accreditava Antonio Conte. Non c’è ancora la finale di Berlino nella capiente saccoccia juventina, ma il hashtag #finoallafinale non è solo una suggestione. Perché i blancos non danno mai l’impressione di essere una categoria sopra. Si gioca alla pari, e per alcuni tratti la Juve si dimostra persino superiore, aggredendo un Real molto poco galactico. Di una qualità illegale nella singola giocata, ma battibile. Di certo le assenze di Modric e Benzema sono due macigni, tanto più se le alternative sono un Ramos impresentabile a centrocampo e un Bale fuori ruolo in attacco. Il francese ci sarà, nel ritorno di mercoledì prossimo, a differenza del regista croato.

GRANDE INIZIO — Allegri, come gli sta capitando quasi sempre da quando è alla Juve, azzecca la mossa Sturaro, con Pereyra in panchina e Vidal trequartista a tutto campo. A destra c’è quel satanasso di James, allora meglio mettere Marchisio dall’altra parte e opporgli la corsa dell’ex genoano, tanto più che Carvajal di solito non è timido nelle sovrapposizioni. Ancelotti sceglie Marcelo a sinistra e Bale centravanti, coi 48 milioni spesi per Illarramendi lasciati in panchina e Ramos a evidenziare tutto il suo disagio a centrocampo. Parte male il Real. Soprattutto in quello che dovrebbe fare meglio della Juve, le giocate di qualità. Ramos è scolastico quando va bene, altrimenti la passa agli avversari, Kroos, ben soffocato da Morata e Vidal, non riesce a dettare il gioco. La Juve, che aggredisce alta, tira 4 volte in porta nei primi 8. L’ultima è quella buona: Casillas respinge come può il diagonale avvelenato di Tevez, sul tap-in Morata non può sbagliare. Terzo gol in questa Champions per il grande ex, che conferma di avere la stoffa del campione. “Vediamo di che pasta è fatto contro quelli veri”, si diceva. Risposta servita: oltre al gol, mettiamo a bilancio che Varane lo soffre quasi sempre e che l’aiuto in fase di non possesso è fondamentale.

Il Real, dopo 20’ oggettivamente brutti, risale la china appena riesce ad allargare il campo, coinvolgendo James e Isco. CR7 manda fuori al 24’, poi 3’ dopo segna uno dei gol più facili della sua carriera, liberato da una piuma di destro del colombiano che scavalca Buffon. Il finale di primo tempo è più equilibrato, perché il Real, a cui continua a mancare Modric come l’acqua nel deserto, commette meno errori e la Juve non recupera mai palla alta. L’azione al 36’ vale il biglietto, roba da fenomeni: Carvajal ruba palla a Evra sulla linea di fondo, poi da Kroos la manovra si sviluppa fino al cross di Isco per James. Colpo di testa del colombiano sulla traversa a Buffon battuto. Palla gol clamorosa: quel legno avrà bisogno di un timbro da discoteca alla base, ché ballerà tutta la notte.
micidiali — La ripresa, che parte molto bloccata, si accende con la giocata che Ancelotti non vorrebbe mai subire. Dall'azione susseguente a corner, il tiro di Marcelo viene ribattuto e lancia il contropiede Juve con Tevez e Morata in semi-parità numerica. La situazione che Allegri vorrebbe sempre giocare. Marcelo prova a falciare Morata (giallo), ma Tevez si fa comunque metà campo palla al piede e viene steso da Carvajal. Rigore netto, con l’Apache che non tradisce. Ancelotti capisce che far giocare Bale senza campo davanti è come guidare la Ferrari a 100 all’ora: dentro il Chicarito con Bale esterno destro. Allegri risponde al volo con Barzagli e il 3-5-2, mentre Sturaro esce prendendosi l’ovazione di uno Stadium da brividi. La Juve si raccoglie davanti a Buffon, che non deve mai fare parate vere. Perché a questo Real, liberissimi di non crederci, manca qualità. CR7 non salta l’uomo, Bale e il Chicharito non cambiano l’inerzia. E Ramos continua a crossare per i piccioni. Quindi non stupisce che sia la Juventus ad andare più vicina al 3-1 con Llorente, entrato subito bene in partita per Morata. Finisce 2-1. E adesso tutti al Bernabéu per prendersi Berlino. I 10 euro? La mancia per il parcheggiatore. Ché questa Juve è da tavolo al privé anche in uno dei templi del calcio mondiale.

Jacopo Gerna











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domenica 3 maggio 2026

3 Maggio 2017: Monaco - Juventus

È il 3 maggio 2017 e Monaco e Juventus si sfidano nella Gara di Andata della Semifinale della UEFA Champions League 2016-17 allo Stade Louis II di Monte Carlo

I Bianconeri con al timone Massimiliano Allegri vincono ancora il campionato. È il sesto consecutivo ed il terzo sulla panchina juventina per l'allenatore livornese.

Nella massima competizione europea i nostri beniamini si faranno valere fino alla finale. Li però si imbatteranno nell'ostacolo Real Madrid. Un'altra brutta botta per le ambizioni della Juventus!

Buona Visione!

 


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Stagione 2016-2017 - Champions League - Semifinali, andata
Monaco - Stade Louis II
mercoledì 3 maggio 2017 ore 20:45 
MONACO-JUVENTUS 0-2
MARCATORI: Higuain 29, Higuain 59

MONACO: Subasic, Dirar, Glik, Jemerson, Sidibè, Bernardo Silva (Almamy Tourè 82), Fabinho, Bakayoko (Joao Moutinho 66), Lemar (Germain 67), Falcao, Mbappè
A disposizione: De Sanctis, Raggi, Jorge, Cardona
Allenatore: José Jardim

JUVENTUS: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Dani Alves, Pjanic (Lemina 89), Marchisio C. (Rincon 81), Alex Sandro, Dybala, Mandzukic, Higuain (Cuadrado 77)
A disposizione: Neto, Benatia, Lichtsteiner, Asamoah
Allenatore: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Mateu Lahoz (Spagna)
AMMONIZIONI: Bonucci 21, Marchisio C. 58, Chiellini 69 (Juventus); Fabinho 37 (Monaco)




La squadra di Allegri passa in Francia con due gol dell'attaccante argentino. Martedì prossimo il ritorno a Torino

MONTECARLO - Tripletta, doppietta. Cristiano, Gonzalo. La Champions ha già la sua finalissima, non potrà che essere così: Juventus-Real Madrid il 3 giugno a Cardiff. Ai tre gol di Cristiano Ronaldo contro l’Atletico Madrid hanno risposto i due di Gonzalo Higuain contro il Monaco, ed è così che le favorite scivolano felici una verso l’altra. Sarà un epilogo memorabile tra il Real, tre volte finalista in 4 anni (e già due volte vincitore), e la Juve che di finali ne ha praticamente prese 2 in tre anni, e sempre con un po’ di Spagna dall’altra parte. Nel 2015 il Barcellona, nel 2017 il Real, al netto di cataclismi tra sei giorni a Torino. Ci sarà da divertirsi in Galles, e stavolta la Juventus non parte decisamente sfavorita come due anni fa. Se si può concedere ai blancos un 51 per cento del pronostico contro il 49 dei campioni d’Italia è solo perché sono loro i detentori (ma questo trofeo non si vince mai due volte di seguito) e perché hanno un mostro portoghese con il numero 7. Ma anche la Juve non scherza, in quanto a fenomeni naturali.

La Juventus ha scelto subito una strada accorta per non offrire spazi al contropiede del Monaco, e proprio in contropiede l’ha colpita due volte con Higuain. Un gioco d’equilibrio iniziato con la scelta conservativa di Allegri, dentro Barzagli e non Cuadrado. Il presidio territoriale bianconero ha avuto anche momenti di lieve crisi, per esempio prima del vantaggio, però sono stati gestiti con l’esperienza che invece i francesi non hanno, molta esuberanza sì e anche tecnica e palleggio, però nei momenti chiave serve una robustezza più completa. Prima che Higuain segnasse quel gol molto corale, al culmine di un’azione in cui si sono visti addirittura due colpi di tacco per niente accademici (il primo di Dybala sulla trequarti, il secondo di Dani Alves ed è stato il sublime assist per il Pipita), erano serviti le mani e gli istinti di Buffon per fermare Mbappé e Falcao, il drago giovane e il drago esperto. In quel momento si è avuta la sensazione che la Juventus si stesse chiudendo troppo, invece anche quello era un calcolo: inutile assalire ed esporsi, meglio attendere e colpire. Ed è così che il contropiede è stato tolto all’avversario, disarmato del suo strumento migliore. Più classica l’azione del raddoppio, ancora assist di Dani Alves, ancora la zampata di Higuain. Ora non resta che aspettare Cristiano il bianco, in quell’appuntamento a Cardiff.

La lucidità con la quale la Juventus ha saputo preparare e poi gestire la partita è la conferma di quanto sia cresciuta anche in consapevolezza. Padrona contro il grande Barcellona, padrona contro il frizzante  e poi sgasato Monaco, ora non le resta che perfezionare il progetto. Sa come si fa, è diventata parecchio “real” pure lei.

Maurizio Crosetti
 





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giovedì 23 aprile 2026

23 Aprile 1997: Juventus - Ajax

È il 23 aprile 1997 e Juventus ed Ajax Amsterdam si sfidano nella Gara di ritorno delle Semifinali della UEFA Champions League 1996-97 allo Stadio delle Alpi di Torino.

La Juventus è Campione d'Europa in carica mentre l'Ajax sta (con fatica) ricostruendo lo squadrone che fino ad un anno prima contendeva lo scettro proprio ai bianconeri. A fine competizione i nostri raggiungeranno  l'ennesima Finale, salvo poi perdendo una gara incredibile contro il Borussia Dortmund per 1-3 a Monaco di Baviera.

Buona Visione!


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Stagione 1996-97 - Champions League 
Semifinali - Gara di Ritorno
Torino - Stadio delle Alpi
Mercoledì 23 aprile 1997 ore 20.30
JUVENTUS-AJAX 4-1
Marcatori: 34' Lombardo, 36' Vieri, 79' Amoruso, 81' Zidane (J), 76' Melchiot (A)

Juventus: Peruzzi, Ferrara, Tacchinardi, Montero, Iuliano, Lombardo, Deschamps, Zidane (85' A.Conte), Di Livio, Boksic, Vieri (65' Amoruso)
A disposizione: Rampulla, Trotta, Del Piero
Allenatore: Marcello Lippi

Ajax: Van der Sar, Melchiot, Blind, F.De Boer, Scholten (59' Musampa), Witschge (85' Juan), Litmanen, Bogarde, Babangida, R. DeBoer, Overmars
A disposizione: Grim, Dani, Van der Bergh
Allenatore: Louis van Gaal

Arbitro: K.M. Nielsen (Danimarca)
Amonizioni: Vieri (J), 43' Bogarde (A)



Lippi; mai stanchi di vincere 
Umberto Agnelli: umiltà e grinta i segreti 

TORINO. Non riesce a battere la Juventus nemmeno stavolta. E quello di Van Gaal resta un desiderio inappagato. Anche ieri sera è uscito dal campo con la schiena curva e lo sguardo torvo. E Marcello Lippi, antagonista di tante schermaglie dialettiche, neppure dopo la quarta lezione impartita al suo collega olandese vive di eccessi. La misura è la sua forza, come quella di saper inoculare nella sua «équipe delle grandi imprese» un'intensità straordinaria. 

«Noi non diamo lezioni a nessuno - esordisce il tecnico bianconero con la serietà di chi non infierisce -. Non ci interessa sentirci dire che siamo i dittatori in Europa. Noi vogliamo vincere e basta. L'intensità con cui si esprimono, ormai da tempo, i miei ragazzi dipende dall'ottima levatura tecnica di cui sono dotati, ma soprattutto dalle inesauribili virtù morali. Insomma, ogni nostro successo è figlio del consorzio, della voglia di aiutarci tutti, il sottoscritto compreso. Una mentalità che ci portiamo dietro stagione dopo stagione. Detto ciò, vado a gioire per questa seconda finale consecutiva che mi permette di tenere compagnia, con orgoglio, a tanti allenatori che hanno vinto coppe e scudetti, con la prospettiva di continuare, sia in campo nazionale che in quello europeo». 

Il risultato dell'altra semifinale è accolto da Lippi quasi con stupore, ma non con perplessità: 

«Mi aspettavo di più dal Manchester, l'ho visto contro il Liverpool e mi ha fatto una grossa impressione. Ciò conferma, comunque, che il Borussia è una squadra fortissima, altrimenti in una finale di Champions League non sarebbe arrivata. Ed affrontarlo a Monaco non sarà un handicap per noi. Non si gioca a Dortmund e lo stadio sarà diviso in due fette, una ci apparterrà sicuramente». 

Dopodiché Marcello passa ad analizzare i primi 20' del match: 

«Eravamo un po' tesi e contratti per via della nuova impostazione data alla squadra a causa dei tanti indisponibili. Ho utilizzato Tacchinardi in mezzo perché nei settori esterni dovevo bloccare Babangida e Overmars, con Iuliano e Ferrara, senza snaturare più di un reparto. Poi Di Livio è passato nella zona opposta perché Bogarde ci creava qualche difficoltà. E tutto è finito in gloria, anche perché dopo il gol Lombardo ha preso coraggio». 

E Van Gaal l'antipatico, l'arrogante, il presuntuoso (lo ammettono gli stessi olandesi)? Entra in sala stampa con il volto più cupo di una notte tempestosa. Ma alla fine riconosce che 

«nostri errori a parte, in attacco e in difesa in occasione del primo gol, è impressionante la forza fisica di questa Juve. È un piacere vederla giocare con tanto vigore ed intelligenza. E poi ha il lusso di avere nelle sue file un tipo straordinario come Zidane». 

Bontà sua. Lodi alla Juve erano piovute in precedenza dall'affollatissima tribuna vip: notati tra gli altri Chechi e Di Pietro, Sacchi ed Ericksson, Ivic e Cruyff. Mancava l'avvocato Giovanni Agnelli, impegnato a cena con Kissinger. Presente, e soddisfattissimo, il fratello Umberto: 

«Una Juve davvero intelligente. Umile e grintosa. Questa è una squadra che quando c'è da combattere non si tira mai indietro. E il merito è soprattutto di Lippi». 

Angelo Caroli 
tratto da: La Stampa 24 aprile 1997




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La Stampa 24 Aprile 1997

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La Stampa 24 Aprile 1997

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